Il primo libro-intervista di Ratzinger Papa

Sul Giornale di oggi pubblico una notizia proveniente dagli ambienti editoriali tedeschi e messa in pagina questa mattina da Tagespost: Benedetto XVI ha deciso di accogliere l’invito del giornalista tedesco Peter Seewald e gli ha rilasciato una lunga intervista, registrata quest’estate durante le vacanze, che sarà trasformata in libro. Da cardinale, Ratzinger aveva pubblicato già tre libri-intervista. Il primo, nel 1985, con lo scrittore Vittorio Messori (Rapporto sulla fede), ha fatto epoca. Il secondo, nel 1997 (Il sale della terra), ha segnato l’inizio della collaborazione con Seewald. Il terzo, sempre un’intervista di Seewald, è stato pubblicato nel 2001 (Dio e il mondo). Benedetto XVI non è il primo Papa a farsi intervistare in un libro: nel 1994 Messori pubblicò infatti Varcare le soglie della speranza, un dialogo con Giovanni Paolo II. Colgo anche l’occasione di questo post, per ringraziare tutti per l’interessamento dimostrato verso Attacco a Ratzinger, il volume scritto con Paolo Rodari, che una settimana fa Piemme ha mandato in libreria.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

15 risposte a Il primo libro-intervista di Ratzinger Papa

  1. Marco N. scrive:

    I ” corsi di recupero” per gli allievi non promossi a giugno e le conseguenti verifiche conclusive non mi hanno consentito di partecipare, come avrei voluto, al dibattito sui due bellissimi threads precedenti e mi viene difficile commentare adesso quanto ho potuto leggere velocemente.
    Al solito, due tizi (Cherubino e Savigni, teologi, politologi, giuristi, storici, psicologi nonchè cuochi, guardarobieri, parrucchieri, estetisti…ecc))perennemente bivaccanti qui, puntano anche le virgole su quanto scrivo e mi tengono costantemente il loro fiato sul collo, costringendomi sovente a turarmi il naso.
    Mi chiedo: con tanti ” commentatori” qui presenti, volete smetterla con me? Non ci tengo affatto al dibattito da vecchie comari cui mi istigate!
    Grazie.

  2. L'Enigmista scrive:

    Quello da Papa farà certamente più testo degli altri.
    Lo aspetto, anche se son certo sarà caruccio, varrà certamente l’esborso.

  3. antonella lignani scrive:

    Sono veramente opportune le dimissioni di mons. Marchetto? Non mi pare.

  4. Marco N. scrive:

    Egregia Lignani, domanda retorica, ma anche provocatoria , la Sua.
    Intanto stamane sono rimasto malissimo leggendo l’infelice titolo in prima pagina del Giornale “LASCIA IL MONSIGNORE PRO IMMIGRATI E IL PAPA NON LO GERMA”.
    Come a dire, il monsigore che si è battuto tanto per gli immigrati dà le dimissioni e chi di dovere le accetta quasi con soddisfazione.
    Poi, all’interno del Giornale, l’articolo di Tornielli ( per la verità stavolta un po’ protocollare, a differenza dell’immediatioezza di tanti altri e di quella con cui ” ci ha viziati” col suo ultimo libro) rinette sostanzialmente il discorso a posto.

    Non so se le dimissioni di Mons. Marchetto siano state necessarie o “opportune” o cos’altro. Non ho alcuna v oglia di navventurarmi nella giungla dei misteri che la “burocrazia” rosso.viola della Santa Sede, nonostante tanti grovigli tagliati già da un pezzo dal machete di Benedetto XVI.

    E francamente, come cattolico piccolo piccolo, queste dimissioni nemmeno mi interessano, fermo restando il rispetto per Marchetto & C.

    Una volta diffidavo volentieri dei personaggi pubblici ( monsignori e direttoridi periodici “cattolici” compresi) che affidavano e affidano tutta la loro opera a due -tre dichiarazioni roboanti ai media e per il resto dell’anno vivono in letargo , senza rimboccarsi sul serio le maniche per affrontare a viso aperto il problema loro affidato.
    Non mi risulta che Mons. Marchetto al di là di codeste (poche)dichiarazioni di principio o di dissenso verso le politiche ora di questa ora di quella maggioranza,ora di questo ora di quel paese abbia poi fatto tanto per gli immigrati (e si badi bene che il “Consiglio” da lui retto non riguarda soltanto gli immigrati in Italia, ma gli immigrati di tutte le latitudini).
    Pertanto che il Papa abbia accolto , senza avverbi di sorta, le sue dimissioni in fondo non ci turba più di tanto.

  5. raffaele savigni scrive:

    Sono francamente dispiaciuto per le dimissioni di mons. Marchetto, comunque motivate. A un Convegno romano “Da Roma alla terza Roma” ha tenuto una prolusione chiara ma a mio avviso equilibrata. Non vorrei che alla fine tutti gli ecclesiastici e laici “colpevoli” di ddare fastidio a qualche politico debbano pagare, mentre chi lancia il sasso resta al suo posto…

  6. Viseminara scrive:

    E’ normale che si scrivano molti commenti e molti libri sul papa.E’ normale e non l’ho potuto dire prima, perchè il blog è saturo che la voce vaticana o filo vaticana, non abbia un punto di vista condizionato dalla politica o da mediaset, che poi è lo stesso! Perciò tutto quello che non piace a questi citati diventa “sovversivo”?In realtà iòl vaticano può permettersi una sua indipendenza di pensiero, beati i pensatori puri, quelli non condizionati dai soldi , dalle raccomandazioni e dalle vallette.

  7. Viseminara scrive:

    Purtroppo non tutti i politici di sinistra o “sovversivi”? Opinabile, sono degli oratori provetti o da premio per la letteratura, questo non vuol dire, che non siano dei pensatori o che non abbiano nulla da dire. Il vaticano al contrario ha la possibilità, di esprimersi anche eruditamente in più si interessa al sociale più di tutti. Un vero sovversivo? No.

  8. Dav scrive:

    I miei commenti non sono ” spot publicitari” come dice qualcuno sul cammino neocatecumenale. Dico semplicemente che il Papa può sempre contare su centinaia di migliaia di famiglie neocatecumenale che gli sono devote e fedeli sul serio e non solo a parole. Queste cose le ha dette spesso lo stesso Papa. Quindi non si tratta di fare publicitò al cammino, si tratta soltanto di essere cristiani sul serio e non solo con le belle parole.

  9. Marco N. scrive:

    @ Dav

    Non so se sei un troll, come qualcuno ha sospettato, ma in ogni caso sarà sempre tardi quando deciderai di smetterla con la tua propaganda mefitica.

  10. Dav scrive:

    Non faccio propaganda “mefitica” ma difendo il cammino che tante conversioni e tanti presbiteri sta portando alla chiesa. Bisogna difenderlo dagli attacchi degli apostati che seminano nel web tante falsità.
    Collegatevi al sito http://chisinasconde.blogspot.com e ne vedete delle belle.

  11. T. Harvey scrive:

    Gentile signore Tornielli, come già ho scritto al suo compagno Rodari, trovo che il vostro libro sia un po’ ipocrata. Perché non si parla del vostro contributo, con titoli scandalistici e testi subdoli, alla campagna contro Ratzinger? In questi giorni Lei stesso, con lo scopo di creare un caso su Marchetto (operazione fallita), ha cambiato i titoli dei suoi articoli nell’arco di 12 ora passando da “si è dimesso” a “è stato dimesso”. E’ facile parlare di campagna contro il Papa e non riconoscere le proprie colpe.

  12. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile T. Harvey,
    considerare “Attacco a Ratzinger” un libro “ipocrita” è un suo pieno diritto, e immagino che lei – proprio per non cadere nell’ipocrisia – prima di formulare il suo giudizio, l’avrà sicuramente letto.
    Che io sia responsabile di attacchi a Ratzinger attraverso titoloi scandalistici e testi subdoli, beh, questo mi piacerebbe che fosse dimostrato un tantino di più. Innanzitutto non faccio io i titoli (e non riesco a capire da dove lei deduce che in 12 ore vi sia stato un cambiamento in questo senso), mentre scrivo, invece i testi. Lei è libero di considerare i miei articoli “subdoli”. Però, nel caso specifico, sappia che:
    1) L’accettazione delle dimissioni nel giorno in cui Marchetto compiva 70 non era un segreto, ma era stata resa pubblicamente nota a tutto il dicastero.
    2) Si trattava di una notizia.
    3) Non mi sembra di averla scritta in modo “subdolo”, avendo ben spiegato che la richiesta era stata presentata dallo stesso arcivescovo.
    Lungi da me considerarmi esente da colpe e peccati: scrivere ogni giorno, spesso sotto pressione a causa dei tempi ristrettissimi, non è sempre facile e dunque invitandomi a riconoscere le mie colpe lei sfonda una porta aperta.
    Nel caso di Marchetto, che evidentemente lei conosce molto bene, sicuramente meglio di me, non mi sembra di aver commesso gravi errori. Ma sono sempre pronto a riconoscerli, nel caso lei abbia la bontà di elencarli, magari scrivendo non sotto questo post (che parla del libro-intervista del Papa con il giornalista Peter Seewald) ma sotto il post dedicato alle dimissioni di monsignor Marchetto.

  13. Dav scrive:

    Difendete il Papa signor Tornielli. Voi potete meglio di noi.
    Noi lo difendiamo con il nostro attaccamento e la nostra disponibilità a dare la vita per la chiesa. Voi lo potete difendere anche sui giornali e sulle televisioni.

  14. Marco N. scrive:

    à Dav

    2Difendete il Papa signor Tornielli. Voi potete meglio di noi.
    Noi lo difendiamo con il nostro attaccamento e la nostra disponibilità a dare la vita per la chiesa. Voi lo potete difendere anche sui giornali e sulle televisioni.

    Mi tolga una curiosità, Dav, quel “noi” Lei lo sta riferendo ai comuni cattolici o a qualche “cattolico” in particolare?

    Inoltre, Lei è sicuro di sentirsi bene?

    Grazie.

  15. Dav scrive:

    Il noi lo riferisco a tutti i cattolici di buona volontà che danno la vita per il Papa e per la chiesa, compresi i presbiteri che sono in cammino di conversione costante e di nuova evangelizzazione anche dei battezzati.
    Chi non da la vita per il Papa non è degno di chiamarsi cattolico ma solo seguace di una religione naturale simile a quelle idolatriche.