Il principe Filippo all'aeroporto per il Papa

Cari amici, sul Giornale di oggi pubblico un ampio articolo dedicato alla visita di Benedetto XVI in Gran Bretagna, che si terrà da giovedì 16 a domenica 19 settembre. Nonostante le tante tensioni della vigilia, gli attacchi (c’è un gruppo di atei militanti che vorrebbe far arrestare il Papa per crimini contro l’umanità!) e le annunciate proteste, penso che il viaggio alla fine si rivelerà un successo. Nell’articolo accenno a un particolare rimasto finora inedito: per volere della regina Elisabetta, sarà suo marito, il principe Filippo, ad accogliere il Papa all’aeroporto di Edimburgo. Si tratta – mi hanno spiegato fonti londinesi ben informate - di un gesto di cortesia senza precedenti dato che nessun capo di Stato in visita in Gran Bretagna è stato mai accolto personalmente all’aeroporto da un membro della famiglia reale. Appena arrivato, Benedetto XVI si recherà al palazzo reale di Edimburgo, dove incontrerà a tu per tu la regina. La visita culminerà, com’è noto, con la beatificazione del cardinale John Henry Newman, il grande filosofo della coscienza, molto studiato e citato da Ratzinger, il cui insegnamento è attualissimo. Sono convinto (e spero ovviamente di non essere smentito) che la possibilità per gli inglesi e gli scozzesi di conoscere più direttamente il Papa, di vedere la sua umiltà e di ascoltare la sua parola, cambierà molti dei pregiudizi negativi dovuti a un certo cliché mediatico.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Vatican e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

50 risposte a Il principe Filippo all'aeroporto per il Papa

  1. Michele M scrive:

    Gentile Andrea,

    mi auguro che abbia ragione riguardo possibili effetti che questa visita possa avere su pregiudizi verso il Papa.
    Ma ci spero poco: gli attacchi contro il Papa e la Chiesa in UK sono cosi’ frequenti da raggiungere livelli disgustosi…
    Spero che lei abbia ragione!

  2. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Michele,
    gli attacchi ci saranno: la BBC manderà in onda la sera prima dell’arrivo del Papa uno speciale sullo scandalo pedofilia, penso si scatenerà di tutto.
    Ma se mi permetto di essere ottimista è perché ho potuto seguire tanti altri viaggi “difficili”: penso ad esempio a quello nella laicissima Francia, nel settembre 2008. E’ vero che allora non c’erano le polemiche legate agli abusi, ma in quel caso l’opinione pubblica francese ha incontrato un Papa diverso da quello che immaginava.

  3. antonella lignani scrive:

    Per quanto laica, la Francia è pur sempre una nazione di tradizioni cattolica. Non dimentichiamo che il papa viene sempre chiamato “Souverain Pontif”.

  4. Giovanni scrive:

    speriamo tutti che sia cisí bensí questo viaggio é forse piú delicato che quello a Istanbul

  5. Marco N. scrive:

    Condivido l’augurio di Andrea Tornielli. La speranza è che il Papa ( e il cardinale Newman) diano agli inglesi quell’immagine di Chiesa che da Enrico VIII a oggi è stata sempre offuscata dalle lobbies anticattoliche , non ultima delle quali, la potentissima massoneria inglese , gioca un grande ruolo da protagonista dietro le quinte.

    Preghiamo anche che da questo viaggio nessun media trovi spazio o spunto per sporcare ulteriormente l’acqua limpida nella quale si muove Papa Ratzinger.

  6. bo.mario scrive:

    Tornielli che ci vada il Filippo, noto per non essere niente, la dice lunga sulla situazione in UK. Pur non essendo ateo non mi sono piaciuti certi discorsi di Razinger. Specie quelli in Africa contro la profilassi sanitaria. Lei lo difende, io direi che certe prese di posizione vanno fatte con avvedutezza. Quelli muoiono e arriva il papa e peggiora la situazione. Quel discorso sul profilattico se lo poteva risparmiare, in quelle zone. Ora che in UK qualcuno presenti il conto, anche per le coperture degli abusi, mi sembra esagerato. Ritengo che il papa sia mal consigliato e sarebbe bene, prima di parlare, che capisca i risvolti sociali e sanitari che provoca. Che dire ancora Tornielli, da Marchetto, a Bertone, a Bagnasco e ultimo Tettamanzi vivono sulle nuvole e siamo sicuri che servono ai fedeli o sono prese di posizione personali per far sentire che ci sono? L’attuale classe dirigente al di là del Tevere è questa, poveri fedeli. Un saluto.

  7. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Mario, guardi che nel caso africano il Papa ha in realtà ripetuto un dato scientifico: la distribuzione indiscriminata di preservativi non risolve il problema. Dove invece si è riusciti a invertire il trend del contagio, sono quei paesi dove si sono applicati programmi educativi.
    The Lancet» aveva pubblicato nel gennaio 2000 uno studio che dimostrava la limitata efficacia del profilattico come barriare contro l’Aid, scrivendo che «il rischio di contrarre il virus HIV usando i preservativi durante i rapporti sessuali è nell’ordine del 15%”». Lo studio era firmato da John Richens, John Imrie, Andrew Copas, i quali sostenevano che «il senso di sicurezza» fornito dal preservativo «moltiplica i comportamenti a rischio». E mostravano che in Africa i Paesi dove il condom è più diffuso (Zimbabwe, Botswana, Sudafrica e Kenya) sono anche quelli con i tassi di sieropositività più alti. «L’efficacia del preservativo – concludevano i ricercatori – è legata soltanto al reale cambiamento dei comportamenti a rischio».
    L’oncologo italiano Umberto Tirelli, coordinatore del Gicat, il Gruppo Italiano Cooperativo Aids e Tumori che dal 1986 studia le correlazioni tra tumori e agenti infettivi, intervistato da «Il Giornale», nel marzo 2009 ha affermato: «Il Papa ha ragione, i preservativi in Africa non risolveranno il problema. Il punto è questo: a Washington, nella capitale del Paese più avanzato del mondo, dove l’informazione sull’Hiv è diffusissima e dove il Vaticano non c’è, be’ qui si registra un 3% di persone sopra i 12 anni infettate dal virus». «È una ragione sufficiente per chiederci – ha spiegato lo studioso – con quale autorevolezza andiamo a dire all’Africa di usare il condom». Alla domanda di quale slogan utilizzerebbe per una campagna contro l’Aids, lo studioso risponde: «Quello che noi chiamiamo A, B e C, che vuol dire astinenza (abstinence), fedeltà (be faithful) e condom. Sì anche il preservativo, ma non pensiamo solo a quello».
    Il direttore di Asianews, padre Bernando Cervellera, fa sapere che «in Thailandia, il dott. Somchai Pinyopornpanich, vicedirettore generale del dipartimento per il controllo delle malattie a Bangkok, afferma che si ammala di Aids il 46,9% di uomini che usano il preservativo e il 39,1% delle donne. Anche l’affermazione del Papa che “il rischio è di aumentare il problema” è confermato dalle statistiche. Paesi come il Sud Africa, che hanno abbracciato in pieno la campagna sul “sesso sicuro” con l’uso del condom, sostenuta dall’Onu, l’Unione europea e varie organizzazioni non governative, hanno visto uno incremento della diffusione dell’Aids. Al contrario, Paesi dove si spingeva alla responsabilità, all’astinenza e alla fedeltà, hanno visto una riduzione dell’epidemia».

  8. Francesco Colafemmina scrive:

    Da: William R. Denslow, “10,000 Famous Freemasons.” , Richmond, 1957.

    H.R.H. Prince Philip, Duke of Edinburgh Consort of Queen Elizabeth, q.v. b. June 10, 1921. Although a prince of the royal house of Greece, Philip is a descendant of the English royal house and of Queen Victoria. Victoria’s third child, H.R.H. Princess Alice, who married Prince Louis, grand duke of Hesse, was the mother of Victoria Alberta, who married the Marquess of Milford Haven. Their eldest child, Alice, married Prince Andrew of Greece. They, in turn had five children, Philip being the youngest. He married H.R.H. Princess Elizabeth in November, 1947. Philip was initiated in Navy Lodge No. 2612 of London on Dec. 5, 1952. Present at the initiation were the Earl of Scarbrough, grand master, q.v., and Geoffrey Fisher, archbishop of Canterbury. The lodge has many ties with the royal family as King Edward VII served as its first master in 1896 when he was Prince of Wales, q.v., King George VI, q.v., served as master when he was Duke of York. In 1928 H.R.H. Duke of Kent, q.v., was master and later became grand master of the Grand Lodge of England.

    http://www.militarymasons.co.uk/Lodge%20Pages/Navy%20Lodge.html

  9. Marco N. scrive:

    @ F. Colafemmina

    Aspettiamo un accenno sul tuo blog su ciò che è accaduto al tabernacolo non più esistente o usato nella Santa Casa all’interno del Santuario di Loreto.
    Grazie per il thread odierno sulla visita di Benedetto XVI nel Rego Unito. Insieme a questo di Tornielli getta tante luci su una situazione di contrasto diffusamente oscusa e minacciosa.

  10. antonella lignani scrive:

    Caro Marco N., io vorrei sapere che fine hanno fatto i tabernacoli in genere! L’ha detto anche J. Raztinger, in “Il sale della terra”, mi sembra: oggi pochi sanno cosa sia un tabernacolo. Spesso mi trovo proprio “arrabbiata” su questo fatto …

  11. Marco N. scrive:

    Cara Lignani, moltissimi sono i tabernacoli che spariscono in silenzio, hai ragione, malgrado le raccomandazioni del Santo Padre a che essi ” tornino” in Chiesa.
    Purtroppo però le cd “cappelle feriali” diventano sempre più i ghetti in cui viene relegata oggi l’Ostia Santa, lontana dagli occhi di chi entra in chiesa, magari per un minuto di frettolosa preghiera.
    Possiamo chiedere lumi e parlare della scomparsa di tabernacoli come quello di Loreto, cercando di smuovere le acque anche per i negletti tabernacoli di campagna.
    Tu forse però……puoi fare di meglio. Mi pare che tu sia neocatecumenale. Perchè non chiedi a Kiko e a Carmen come mai sono scomparsi TUTTI i tabernacoli nelle chiese delle parrocchie in cui è presente il Cammino, mentre invece vi sono fioriti ” corone misteriche ” vaie e ” Tabernacoli della Parola”?

  12. bo.mario scrive:

    Tornielli che la profilassi sanitaria aumenti la diffusione dell’AIDS è un controsenso e certi studi lasciano il tempo che trovano. Perchè se tu ometti di dire, per ideologia, come si fà allora sei un doppio colpevole. Che il papa abbia preso quegli studi sul serio passi ma lei, che è giornalista, credo abbia notato l’assurdo in termini dello studio. Si gioca sulla vita delle persone e sarebbe bene che a quella povera gente arrivi un solo messaggio, igiene e profilassi sempre. Passa sempre il messaggio che il sesso è la fonte di tutti i mali, un pò vecchio mi pare. Un saluto.

  13. enrico scrive:

    @ Bo Mario

    Tornielli Le ha esposto un possibile approccio scientifico al problema.

    Vede però a mio modesto avviso il punto è che la Chiesa, o se preferisce i Capi della Chiesa possono occuparsi anche di problemi sociali, ma il vero punto è la salvezza delle anime.
    Quindi non esiste una via di mezzo.
    Poi nel momento in cui una persona agisca al di fuori di quello che dovrebbe essere un comportamento “cristiano”, capirà che a quel punto si tratta di capire se il comportamento sia sensato o meno, ma comunque è già al di fuori di per se.
    Ovvero un Papa che si pronunciasse secondo gli “appetiti” del mondo non sarebbe un Papa, ovvero non avrebbe nemmeno un senso la sua figura, anzi non avrebbe un senso neppure la Chiesa.
    Sarebbe un’ istituzione che si occupa del sociale ma queste possono tranquillamente sorgere nel mondo laico.

  14. antonella lignani scrive:

    Caro Marco N., tu vuo’ ch’io rinnovelli disperato dolor che al cor mi preme.

  15. Carlo Bollani scrive:

    Mi lego a quanto detto da Enrico.

    La Chiesa ha per punto primo, nella sua agenda, la salvezza ultraterrena delle anime.

    Questo si traduce, a livello di rapporti umani, anche nel rilievo dato al matrimonio unico, sacramentale, indissolubile, con dovere di fedelta’ reciproca tra sposi, e aperto alla vita.

    La Chiesa non ha ne’ l’autorita’, ne’ il dovere, di parlare a favore di schemi diversi.

    Il messaggio “godetevi la liberta’ sessuale che vi pare – ma usate il preservativo cosi’ siamo tutti piu’ tranquilli” puo’ appartenere al range delle soluzioni sociali quick fit di qualche forza politica o dell’ONU, ma non della Chiesa.

    Attaccarla su questo mi sembra abbastanza stupido: e’ come … dare del rompicog(…) ad un genitore che si lamenta (invece: giustamente) col figlio perche’ vuol girare in macchina prima di aver preso la patente.

    C.B.

  16. bo.mario scrive:

    Devo dire che la risposta di Enrico ha qualcosa di sensato. Se la chiesa non si occupa di sociale perchè mette bocca in cose che non c’entrano con il suo mandato? C’è scritto in qualche vangelo come comportarsi? non mi pare. Ad ogni situazione sociale bisogna dare delle risposte e se non si hanno, per ideologia, si deve rimanere zitti. Perchè la chiesa parla ai fedeli? non fa capo a qualche organizzazione che gli da retta?. Quegli studi fanno solo pena e immagino chi l’abbia commissionati per avvalorare tesi, in questo periodo storico, assurde. Per salvare l’anima bisogna avere il corpo, per la chiesa è secondario il corpo. Torquemada strappava anche le braccia per salvare l’anima, sono passati secoli ma si opera sempre in quella maniera. Un saluto.

  17. john coltrane scrive:

    ENRICO, il suo post non fà una grinza, in modo semplice espone la ovvietà dell’interesse della Chiesa x varie questioni sociali varie PROPRIO PERCHE’ HA COME FINE PRIMARIO (UNICO) LA SALVEZZA SINGOLA DI OGNI CREATURA.

    Ha cioè come mèta il fine di Gesù: “DIO vuole che tutti si salvino e giungano a CONOSCERE la Verità” (2Tm 2,4).

    Siamo sempre lì: chi non crede in DIO nulla può comprendere di Gesù, e dunque del Cristianesimo/Cattolicesimo; lo dice il Signore stesso: “Nessuno viene a ME se non è attratto dal Padre”.

    La ringrazio, buona giornata.
    E un saluto pure al Comandante.

  18. enrico scrive:

    @ Bo Mario

    Non capisco in che senso non c’entrino.
    Il rapporto sessuale all’esterno del vincolo matrimoniale è peccato (mortale), il rapporto sessuale che preclude volontariamente la possibilità del dono della vita è peccato, fuori ( chiaramente), e dentro il matrimonio.
    Dunque è un argomento strettamente legato alla salvezza per un cristiano cattolico.
    Che poi Lei non creda questo è un altro paio di maniche.
    Che dopo l’uomo possa cadere in tentazione, parlo da un punto di vista cattolico, questo è un dato.
    Ma come capirà siamo già fuori strada.

    In merito a Torquemada:

    Vi erano precise disposizioni ecclesiastiche che stabilivano la liceità di costringere l’Inquisito a confessare la sua colpa.
    Essa fu ordinata con la bolla

    “Ad extirpanda”

    di Papa Innocenzo IV il 15 maggio 1252.

    “II podestà o il rettore della città saranno tenuti a costringere gli eretici catturati a confessare e a denunciare i loro complici”. Nella stessa bolla si precisa che la tortura degli imputati non doveva

    “far loro perdere alcun membro o mettere la loro vita a repentaglio”.
    Dunque, si prevede una tortura, ma una tortura che non può provocare mulilazioni, non può far morire il torturato.
    Si prevede anche che la tortura non poteva durare, di regola, più di 15 minuti, che si poteva applicare una sola volta, che non poteva essere ripetuta e che la confessione così ottenuta non aveva alcun valore ai fini del processo se non era confermata dall’imputato dopo due giorni e in condizioni normali.

  19. bo.mario scrive:

    Enrico, il rapporto sessuale, fuori o da singoli, come fà ad essere peccato mortale? Ricadete sempre nella solita cosa, il sesso è la fonte di tutti i mali. Cosa ci sia di coerente in questo lo sapete solo voi. Per la chiesa il sesso è equiparato all’assassinio, GULP e STRAGULP.
    In merito alla inquisizione è meglio che non vi impegnate a giustificarla, fate acqua da tutte le parti.
    Un saluto Enrico e asta la vista Coltrane, siempre.

  20. enrico scrive:

    @ Bo Mario

    Io non pretendo che lei la pensi allo stesso modo.
    Comunque ha presente “non commettere atti impuri”?

    Riguardo all’inquisizione, mai pensato di giustificarla, non c’è scritto questo nel mio intervento, Lei ha parlato di strappare arti, e questo non faceva parte delle possibili procedure di tortura dell’inquisizione.
    Tutto qua.

  21. Marina scrive:

    bo.mario Scrive: settembre 9th, 2010 at 4:07 pm

    Enrico, il rapporto sessuale, fuori o da singoli, come fà ad essere peccato mortale? Ricadete sempre nella solita cosa, il sesso è la fonte di tutti i mali. Cosa ci sia di coerente in questo lo sapete solo voi. Per la chiesa il sesso è equiparato all’assassinio, GULP e STRAGULP.

    Bo.Mario dice che per la chiesa il sesso è fonte di ogni male,ed è vero che lo dice e lo condanna,molto di più delle guerre sante o meno e dei dittatori.
    Però la storia dice che da sempre papi cardinali e vescovi il sesso lo facevano anche se lo condannavano.Perchè se era peccato?
    Un cordiale saluto

  22. john coltrane scrive:

    @MARINA & COMANDANTE-
    C’è qualcosa di corretto nelle vostre obiezioni.
    Il sesso -ma preferisco usare il tèrmine ‘sessualità’, visto che non siamo animali- non è ovviamente “peccato”, visto che, come ogni cosa, proviene da DIO.

    E’, anzi, uno splendido segno: come dall’unione uomo/donna può nascere una nuova creatura, così unendo il pensiero nostro al Pensiero di DIO in noi (presente in noi ma ‘altro da noi’), nasce il nuovo io, il vero io, l’io che è tutto pensiero di DIO: il che è la realizzazione della nostra vita.

    Ora, come in tutte le cose, se dimentichiamo il fine, essendo noi fatti per l’Assoluto, la cosa separata da DIO diventa nostra padrona: altro che libertà.
    Ma questo vale x tutto, non solo x la sessualità.

    Non c’è niente di male a guardare l’Inter che vince il Triplete, o la Maggica che la pedina fino all’ultimo, ma se non tengo presente che il fine della mia vita è CONOSCERE DIO, divento (letteralmente) schiavo del pensiero del football, sono “costretto” a pensarci, mi domina.

    E’ tutto così; insomma il peccato è uno solo: non occuparsi della conoscenza di DIO; il comportamento etico suggerito dalla Chiesa, che è poi quello cui ci invita il Signore Gesù, ha lo scopo di mantenere la nostra mente aperta e pura alla Conoscenza del DIO Uno e Trino.

    E’ vero che si corre il rischio di far coincidere la religiosità nel ripettare certi comportamenti, non vedendo la cosa finalizzata a-;
    e allora ci aiuta la Parola di Gesù: “ladri e prostitute vi precederanno nel Regno di DIO, xchè essi hanno compiuto la Giustizia essenziale”.

    Ecco, ci dice Gesù, senza questa Giustizia (DIO messo prima di tutto), ogni comportamento ‘etico” crea solo grandi illusioni (e grandi nevrosi).

    Esto es lo que DIOS me hace entender.
    Hasta siempre, amigos.

  23. macv scrive:

    tutte le tradizioni spirituali , non solo quella cattolica, hanno sempre predicato l’importanza della castità e della rinuncia ai cosiddetti piaceri della carne”
    sessuofobia? troppo semplice e sbrigativo liquidere così l’insegnamento di TUTTi i grandi maestri spirituali, dai buddisti ai musulmani, dagli indù ai cattolici.invece sci si dovrebbe chiedere perchè in tutte le tradizioni religiose e ascetiche la castità abbia un valore.
    chi non crede in Dio può continuare a fregarsene allegramente e a sperimentere “Quel che il camera si puote”
    come disse dante. ma chi crede in una reltà ultraterrena ben presto scopre che il piacere sessuale è come una catena che tiene legato lo spirito al corpo e gli impedisce la contemplazione della realtà ultraterrene.
    per uno spirito veramente religioso 8 non solo cattolico)
    l’ascesi e la castità sono i presupposti MINIMI per poter
    contemplare e pacificare lo spirito ( leggetevi le norme dei monaci tibetani..!!! o dei SUfi islamici !!! )
    quanto a quei religiosi chje predicano la castità ma non la praticano sono come disse S. Paolo a proposito di chi aveva il dono delle lingue ma non quello della carità , dei tromboni e degli ipocriti
    ” o bronzo che risuona o come un cembalo che tintinna”

  24. john coltrane scrive:

    MACV-Molto interessante il suo post, i riferimenti alle altre forme di spiritualità che hanno in comune l’attenzione a far sì che la sessualtà non abbia a diventare “padrona” della nostra mente, è cosa vera e certamente da meditare.

    La ringrazio.

  25. anniballo scrive:

    Il problema,forse, è che il papa e la sua chiesa hanno sempre rappresentato un complesso assai vasto e profondo di interessi che -nelle società ove sono rimasti predominanti- hanno finito per monopolizzare fasce assai ampie della vita collettiva.
    Nelle società nordeuropee, l’idea che possano esservi gruppi dominanti di interessi è vista assai male; l’equilibrio tra le forze presenti nella società è uno dei punti fondanti dell’idea democratica.
    Ma la chiesa non rappresenta solo un ingombrante potere oligarchico; è anche un centro che si preoccupa di organizzare l’obbedienza nelle cose temporali, non incoraggia la autonomia delle coscienze e si propone come magistero autoritario cui il fedele deve uniformarsi; ciò toglie indipendenza di giudizio e ,quindi, toglie responsabilità e maturità.
    Se si aggiunge la chiusura su sistemi anticoncezionali (utili a contrastare sovrappopolazione e malattie), si può capire chi parla di inimicizia nei confronti dell’Umanità, anche se -evidentemente- è solo un forte slogan provocatorio.

  26. bo.mario scrive:

    Siamo ai paradossi. La sessualità che ci corrompe, non l’avevo mai sentita. Solo un sessuofobo poteva inventarsi questo. La sessualità è una cosa naturale e andare contro natura è una forzatura. Ora si tirano fuori gli eccessi, non avete molti argomenti pare. Se gli asceti, per ragioni di qualche neurone non a posto, si impongono di non fare sesso non è detto che lo devono trasmettere ai fedeli, cos’è una ritorsione, la chiesa cosa fà?. uguale. La sana sessualità non ha fatto mai male perchè è una cosa naturale. Equipararci agli animali che lo fanno per procreare è una bufala vera e propria. Ci vuole l’assenso dei preti per farlo, dopo il matrimonio, altra bufala. Ognuno può pensare come vuole senza arrivare agli assurdi.
    Buenas tarde compagneros.

  27. xagena scrive:

    @enrico
    piu’ leggo voi cattolici praticanti e più mi rendo conto che praticamente le cose migliori della vita fanno finire all’inferno…..insomma Dio ti piazza la torta sotto il naso e ti dice che non puoi mangiarla se vuoi cantare la sua gloria per l’eternità…se non il pezzettino bruciacchiato….
    La vita è una schifezza con alcuni momenti godibili, per il cattolico romano manco quelli…..
    Chissà se inisce nel cestino pure sto post?
    Ciao Bo.mario…sull’AIDS non scrivo, mi sembra di discutere con una mia amica che non usava anticoncezionali perchè nessuno non era sicuro al 100%….

  28. macv scrive:

    Caro bo mario,
    la castità per motivi religiosi può sembrare una assurdità solo a chi religioso non lo è. Ma c’è sempre stata. c’era anche nell’antichità pagana, c’erano le vergini Vestali a Roma..insomma quello che voglio dire è che per l’uomo religioso di qualunque epoca ( solo per l’uomo religioso, per l’ateo evidentemente no!) la castità ha sempre avuto un valore. I santoni indù magari dopo una vita normale, con mogli e figli, in vecchiaia si ritirano nella foresta a meditare e vivono in castità.
    E’ troppo semplicistico e sbrigativo dire che tutte queste persone sono pazze o i loro neuroni non funzionano. non è così anche perchè da questi “pazzi” sono venute alcune delle più intelligennti e lucide interpretazioni della natura umana ( da s. agostino alla Baghavat gita)
    dei pazzi, dei minorati mentali non scrivono dei capolavori.
    perchè disprezzare così una esperienza diversa dalla sua?
    Lei, evidentemente, non è religioso. ma perchè disprezzare chi lo è?

  29. john coltrane scrive:

    “La sessualità che ci corrompe, non l’avevo mai sentita.”

    Anzitutto, Capo, avreste dovuto dire, per non falsificare gli ultimi post con slogan di (vostro) comodo “la sessualità che POTREBBE corrompere”, almeno per i post di MACV e del sottoscritto-

    Ho infatti scritto l’esatto contrario di ciò che affermate: “la sessualità NON è peccato, ma uno splendido segno di DIO”; mi dispiace quando “modellate” i post altrui per farli entrare nella vostra ideologia, ma tant’è.

    Ora, amico mio, che la sessualità “possa” corrompere è sotto gli occhi di tutti: pedofilia, turismo sessuale, pornografia.
    Se non ve ne siete accorto, significa che mentere io vivo sulle nuvole, voi vivete su Plutone, capitano-

    E poi ignorate che si è scritto che quello che vale x la sessualità , vale x QUALSIASI altra vicenda umana; prendiamo il cibo: si mangia x vivere, ma c’è il rischio che si POSSA finire al contrario, con tutti i problemi di obesità e salute del caso.

    Col massimo rispetto, Bo.Mario, un pò di elasticità non vi farebbe male.

    Muy buenas noche.

  30. Carlo Bollani scrive:

    Caro Anniballo,

    Felice di risentirla!

    Sono totalmente in disaccordo con lei sulla questione dei gruppi di interesse nelle societa’ nord-europee. Credo sia vero proprio l’opposto: in Italia abbiamo l’ossessione per i gruppi d’interesse dominante, “potere occulto”, “indebite pressioni”, P2, P3, P4, non si capisce cosa sia o non sia il voto di scambio etc.. Il sistema anglosassone e’ invece proprio all’opposto: si da per scontato che possano esservi gruppi d’interesse piu’ o meno dominanti, non e’ considerato affatto disdicevole fare il “lobbysta” per professione e manovrare la legislazione pagando all’uno o all’altro politico sontuosi contributi elettorali, ma con la differenza che, appunto, i lobbysti si registrano ufficialmente, i contributi devono essere tutti dichiarati etc., e con un solo scandalo, ci si brucia la carriera.

    Mi sembra anche molto opinabile porre l’equilibrio come “punto fondante” dell’idea democratica: il punto di partenza delle nostre societa’ occidentali e’ il disequilibrio, al quale si cerca di porre rimedio con gli opportuni checks and balances. Le societa’ fondate “sull’armonia” sono quelle orientali, ad esempio la cinese, non proprio campionesse di valori democratici (se un giorno dovesse visitare la Citta’ Proibita, scoprirebbe che la sala piu’ maestosa dell’intero complesso e’ appunto quella denominata “della Suprema Armonia”).

    Quanto alla Chiesa che toglie indipendenza di giudizio … beh, la rimando alla Pascendi Dominici Gregis, dove appunto San Pio X, tra le altre cose, tesse l’elogio dello “spirito critico” come protettore della Fede.

    Magistero autoritario … o autorevole? Rifletta: sono parecchi i campi della vita in cui ci si appoggia o si e’ guidati per forza di cose da un’autorita’: dai genitori per quanto riguarda la crescita, dai manager piu’ esperti se si sta iniziando a gestire qualche funzione aziendale, etc.. Perche’ proprio in un settore importante come quello del proprio destino ultraterreno – ammesso che esista, mi dira’ lei – dovremmo essere privi di qualsiasi punto di riferimento?

    Sugli anticoncezionali, la rimando all’altro mio post di quest’oggi.

    Per il resto, tutto bene?

    Cordialmente,

    C.B.

  31. macv scrive:

    Ricordo che in Russia, sotto il regime comunista, le persone che persistevano a essere religiose e a credere in Dio venivano considerate “pazze” e molte internate nei manicomi di stato dove gli venivano fatte terapie mediche
    d’urto per cambiargli il cervello ( Leggetevi “Il Maestro e Margherita “di M. Bulgakov dove il Maestro viene rinchiuso in manicomio e giudicato pazzo perchè è un poeta e un mistico..)
    E’ tutto questione di punti di vista. per me è più pazzo chi , come marrazzo , si rovina la vita per andare a trans, chi, come molti, si rovina la vita per andare a puttane, chi , come molti, a dodici o tredici anni ha già rapporti sessuali promiscui e via dicendo.. per me è più “pazza” e priva di neuroni la socuietò sesso- idolatrica di oggi, per cui se non fai sesso, e anche in maniera trasgressiva sei uno “sfigato” piuttosto di chi
    con equilibrio e serenità rinuncia a una parte dell’essere umano corporeo per valorizzare la parte spirituale…

  32. anniballo scrive:

    Stimato C. Bollani, innanzitutto Le ricambio i saluti.
    Nel merito, mi sentirei di rispondere questo: ammettere che uno scenario collettivo si basi sulla presenza e sullo scontro di molte lobbies è questione di semplice realismo. La presenza di varie lobbies è,appunto, uno scenario democratico. Ora,la chiesa in Italia non è stata uno dei tanti comprimari, bensì la forza di gran lunga più pervasiva e depositaria della massima parte di interessi d’ogni tipo. Con l’aggravante non di poco conto che il Suo obbiettivo principale era -ed è- la formazione e la dirigenza delle coscienze.
    Nelle mie intenzioni c’era l’idea di far l’elogio della presenza di varie forze, evitando quanto più possibile che qualcuna potesse diventare dominante (gli inglesi hanno iniziato proprio col ridimensionare il ruolo della stessa monarchia).
    Il rispetto per le esigenze e gli interessi di tutte le componenti sociali è una bella realizzazione dell’idea democratica, includendovi anche il ridimensionamento di privilegi,per quanto possibile.
    Il Regno Unito e l’Italia condividono lo stesso livello di indifferenza nei confronti del fenomeno religioso (non ci si illuda, infatti, che l’italiano sia un popolo più religioso di altri; noi avremo, forse,un comportamento “esteriore” maggiormente improntato ad ossequio religioso, ma –a livelli profondi- il nostro senso religioso è mediamente assai basso, come in tutta Europa); assodato questo fatto, si comprende bene come l’intolleranza della coscienza collettiva britannica sia rivolta non tanto al fenomeno religioso in quanto tale, ma alla presenza della Chiesa intesa come Istituzione, come centro di interessi tutt’altro che spirituali e come forza che si sforza di controllare la società intervenendo nelle scelte sociali e politiche.
    Infine, al di là di singole prese di posizione concettuali, (come può darsi in una enciclica papale), rimane l’eterno problema di quanto può essere isolatamente e verticisticamente sostenuto in un documento e quanto,invece, si appartiene alla formazione quotidiana delle coscienze, evento che si produce in maniera molto più inapparente e diuturna tutti i giorni, da tutti i pulpiti, di tutte le chiese, di tutto il Paese.
    Nei fatti, la chiesa non incoraggia l’autonomia di giudizio, ma l’obbedienza al Magistero, per la qual cosa non è necessario lo spirito critico, anzi, meno ce ne sta e meglio è.
    Circa il destino ultraterreno,infine, mi pare che un bel punto di riferimento possa essere la parola di Cristo e mi sentirei spinto a diffidare di chi si propone come ulteriore intermediario (come,mi pare, la Storia ci abbia dimostrato a iosa).
    Grazie.

  33. Marina scrive:

    Il fine dell’uomo Coltrane non deve essere(solo) la conoscenza di Dio.Cosa vuol dire conoscere Dio per un credente?
    Rispettare le sue regole o infrangerle? Se io prego e vado a messa tutti i santi giorni,ma non rispetto il mio vicino posso dire che ho o stò facendo di tutto per conoscerLo?
    Perchè ci ha creato DIO?è stato veramente Dio a dividere il mondo in caste e a permettere ad alcuni di sottomettere interi popoli e uccidere chi non stà agli ordini? Eppure questo è sempre stato fatto dalle caste sacerdotali e per mandato divino,hanno sempre detto.
    —–

    E’ tutto così; insomma il peccato è uno solo: non occuparsi della conoscenza di DIO;

    Il peccato è uno solo,dice,non occuparsi della conoscenza di Dio,posso dire allora che la chiesa (istituzione)non conosce Dio e non intende conoscerlo visto che continua ad infrangere le Sue leggi?
    Un cordiale saluto

  34. Marco N. scrive:

    Caro Marco N., tu vuo’ ch’io rinnovelli disperato dolor che al cor mi preme.

    Cara Lignani, no…, ma pensavo fossi più devota allo spagnuol ch’è per te maestro e donno…

    In ogni caso, quand’anche non lo fossi o lo fossi un po’ di meno rispetto a prima, preferirei sulla tua bocca( pardon, sulla tua tastiera) l’analogo verso di Virgilio (Eneide – Didone abbandonata) che non quello dantesco da te usato.

  35. Sal scrive:

    Mi perdoni il moderatore se dal serio passo al faceto, ma ogni tanto smorzare i toni tonifica.
    Stranamente su questo thread il dibattito ha preso la piega del sesso e poiché non siamo british il commento del moderatore ci informa che Elisabetta ha mandato il marito ad incontrare il papa e che subito dopo il papa andrà a palazzo ad incontrare a tu per tu la regina, mi chiedevo se la regal coppia avesse bisogno di consulenza matrimoniale. Di questi tempi non ci si meraviglia più di nulla !
    Certamente Ratzinger è la persona più adatta e dispensare consigli utili e preziosi.

    Spero di non aver toccato nessuna sensibilità altrimenti andrà a finire come narra la barzelletta della coppia di vecchietti che si incontravano al parco e di cui ciascuno sperava che l’altro avesse l’alzheimer

  36. antonella lignani scrive:

    Conticuere omnes intentique ora tenebant.
    Inde toro pater Aeneas sic orsus ab alto:
    “Infandum, regina, iubes renovare dolorem”.

  37. antonella lignani scrive:

    Per Marco. Certo, non sono insensibile a chi mi insgna qualcosa di valudo, a chi mi aiuta nella fede, ma al centro c’è sempre e solo il Magistero della Chiesa.

  38. Marco N. scrive:

    @ Lignani

    Io invece a chi cerca di insegnarmio delle cose apparentemente grandi, ma a ogni piè sospinto e in modo altezzoso mi dice male di mia madre, la Chiesa, preferisco chi mi insegna l’umiltà.

    ….parcere subiectis et debellare superbos…!

  39. massimiliano scrive:

    Deriva da lontano l’ ormai arcinota questione dei rapporti tesi tra UK e Santa Sede. E non c’è bisogno di scomodare Enrico VIII e la riforma anglicana. E’ anche vero però che Giovanni XIII e anche Giovanni Paolo II intrattennero, in nome dell’ Ecumenismo buoni rapporti tra le due confessioni. Secondo me Benedetto XVI è un grande pontefice. E lo sta dimostrando. Non è facile essere papi. Non lo è certamente in questo tempo dove il Cristianesimo, cioè il Cattolicesimo, è attaccato da ogni parte, dallo scandalo pedofilia al fondamentalismo di ogni genere specialmente quello musulmano. Dalla perdita del potere temporale ai pontefici romani sono rimaste solo due armi: l’ esempio e la parola. Sull’ esempio di Ratzinger credo che non ci sia nulla da dire. Sull’ uso della parola dovrebbe, secondo me, essere più incisivo. Dovrebbe, cioè tornare al tempo di Ratisbona dove disse senza mezzi termini ciò che pensava. Non si può porgere sempre l’ altra guancia.

  40. bo.mario scrive:

    Al sempre ottimo Coltrane vorrei far notare che io scrivo di sana sessualità e di contro siamo al turismo sessuale. Capisco che è un argomento tabù ma se rimaniamo sulle cose che ci offre la natura, come è stata creata, forse è meglio. L’esempio del mangiare non calza ma almeno ci hai provato. Il controllo delle coscienze è il fatto primario delle religioni. Bisogna immettere sensi di colpa nell’inconscio e poi manipolare quello che si vuole. Il comunismo faceva le stesse cose senza spiritualità, lo scopo è sempre quello controllare le coscienze delle persone. Se non riusciamo a capire questo vuol dire che anche lo proprie coscienze sono manipolate. Prima vi immettono sensi di colpa poi vi comandano a piacimento. Finito lo psicologico torno all’argomento che è sul tappeto. La domanda è, perchè si vuole agire sugli istinti quando si potrebbero indirizzare nella giusta direzione con una semplice educazione? La mia risposta è che non possono controllare le coscienze e non potrebbero raccontare e fare tutto quello che gli pare. Questo vale per le religioni e i regimi comunisti, loro naufragati, mentre le religioni ancora galleggiano.
    Buenas dias Coltrane.

  41. john coltrane scrive:

    Non ci siamo capo; che vuol dire “io scrivo di sana sessualità e di contro siamo al turismo sessuale”?

    L’essere umano (decaduto), è quello che è, con tutte le sue grandezze e le sue nefandezze.

    Non comprendo cosa vogliate affermare: forse che il turismo sessuale pedofilo è un’invenzione delle religioni? anzi, magari ne sono la causa?
    Non credo che intendiate hablar di voi stesso come centro definitivo di cosa sia l’uomo, vero?

    Mi dispiace deludervi, mister, ma la sessualità non è un tabù, x un credente: questo è uno dei vostri dogmi ma, perdonate, è basato sul vostro soggettivismo, non su una base di realtà.
    Il paragone col cibo non regge? e perchè no?
    Ma prendete qualsiasi cosa, i soldi, il successo, il gioco, lo stesso lavoro…mai visto persone che vanno in depressione appena raggiunta la pensione?

    Insomma, Comandante, altro che “controllo delle coscienze”: mentre la vita passa, resta solo la Novità continua di DIO, tutto il resto conduce al non senso, e dunque alla depressione:
    andate a parlare di politica, di sport, di cibo, di scoperte scientifiche, ecc., in una casa di riposo, o comunque a ottantenni (fossero pure ancora in xfetta salud),e vi renderete conto, diciamo: toccherete con mano cosa voglia dire puntare su “altro dalla Conoscenza di DIO”.

    Proprio lì troverete però -anche- persone serene: sono coloro che hanno vissuto sulle nuvole, come dite voi.
    “Quando vedrete terremoti, diluvi, e le potenze della terra rovesciate…gioite, alzate gli occhi al Cielo xchè la vostra liberazione è vicina.”

    Cercare DIO conduce la vita alla grande liberazione, già qui sulla Terra: sono Parole del Cristo, e la realtà le conferma completamente.

    Comandante, riflettete su queste Parole di Gesù: “conoscerete la Verità, ed Essa vi farà liberi”.

    Non disprezzate queste Parole x rimanere fedele a pregiudizi che vi siete formato nel corso degli anni; spero che crediate che vi dico tutto questo con sincerità e amicizia.

    Ma nessuno può obbligarvi, è logico.

    Siempre con estima, saludos amigo.

  42. bo.mario scrive:

    Al sempre ottimo Coltrane, l’abbinamento tra sana sessualità e turismo sessuale lo fate voi. Se non ci sono argomenti validi si va sulla estremizzazione dei concetti.
    L’esempio del cibo te lo passo e aggiungo che si potrebbe dire che per eliminare gli incidenti leviamo le macchine.
    Non capisco cosa vuol dire verità, quale verità? Quella delle cose o quelle inventate? Rimaniamo nei cinque sensi o andiamo sulla metafisica? Volevo raccontare come queste cose influiscono sulle coscienze e avevo proposto di parlare della storia dell’isola di Pasqua, pare che non interessi.
    Se Benitez non mata i bianconeri friuliani, crisis?
    Asta la vista amigos, siempre.

  43. Carlo Bollani scrive:

    Caro Anniballo,

    Sul fatto che la Chiesa in Italia sia stata forse la “forza di gran lunga più pervasiva e depositaria della massima parte di interessi d’ogni tipo” potrebbe anche essere vero: ha lasciato la sua impronta nell’arte, nell’architettura, nel diritto, e anche in politica, soprattutto nei secoli passati (quanto la religione era considerata “instrumentum regni” l’interferenza era reciproca: il veto di stato sull’elezione papale cesso’ solo nel ‘900) etc.. Non mi sembra pero’ un fatto a cui attribuire in toto un giudizio positivo o negativo: ci sono state interrelazioni piu’ o meno positive e negative.

    Sulla questione che l’intolleranza “della coscienza collettiva britannica sia rivolta non tanto al fenomeno religioso in quanto tale, ma alla presenza della Chiesa intesa come Istituzione” sono d’accordo con lei, nel senso che la storia britannica ha conosciuto per secoli questa ribellione soprattutto dallo scisma anglicano in avanti: la Chiesa Anglicana e’ stata vista col fumo negli occhi – cioe’ come strumento di potere asservito allo Stato – da parecchie comunita’ protestanti inglesi: sono quei puritani e quei quaccheri etc. che emigrarono in America. E’ tra l’altro storia di questi anni proprio l’imbarazzo confessato da Gordon Brown circa il fatto di doversi ancora interessare alla ratifica delle nomine episcopali …

    Per contro, proprio il carattere autonomia dalla politica locale della Chiesa Cattolica veniva elogiato dal “Movimento di Oxford” nell’800.

    Quanto a cio’ che ha da dire la Chiesa sull’“autonomia di giudizio” … beh, l’Europa come la conosciamo oggi – tutta, religiosa o atea che sia – e’ quella che e’ quanto a limitatezza del potere politico, rispetto dell’individualita’ anche contro l’interesse assoluto degli Stati, proprio perche’ da secoli ha ricevuto l’“antigene” del cristianesimo. Faccia una “sottrazione culturale” del cristianesimo all’Europa, e probabilmente ci ritroveremmo, nei rapporti con la nostra res publica e nella concezione dell’individuo nella societa’, come i giapponesi o i cinesi (che, tra l’altro, sono a tal punto preoccupati dall’autonomia di coscienza dei cattolici da controllare ancora rigidamente le nomine episcopali).

    Le ricordo infine che la Chiesa non pratica l’obbedienza pronta cieca e assoluta a qualsiasi magistero. Ci mancherebbe! Nella storia, e’ proprio dagli ecclesiastici (Ario, Lutero, Giansenio, Scipione de’ Ricci), prima che da pochi laici (Whycliff, Valdo), che sono arrivati fiumi di eresie.

    Lo spirito critico dei fedeli di fronte alle balle che puo’ sognarsi la notte di tanto in tanto qualche ecclesiastico con la ragione ottenebrata e’ chiamato dalla Tradizione “sensus fidelium”, ed e’ il primo baluardo, in senso cronologico, conto l’eresia: le condanne papali di solito arrivavano a mettere il sigillo di “falso” a cose che gia’ avevano scandalizzato i fedeli.

    Non “qualsiasi magistero” ha il crisma dell’infallibilita’, ma solo quello “di sempre” (cioe’ che ripete, con gli adattamenti al linguaggio dei casi e del tempo presente, il messaggio eterno dato da Cristo 2000 anni fa) o quello papale ex cathedra (peraltro usato con grande prudenza dai pontefici: non ci sono pronunciamenti dogmatici dal 1950).

    Che il Magistero, cosi’ definito, possa pretendere l’obbedienza dei fedeli, e’ fisiologico: il cristianesimo non e’, e non pretende di essere, una corrente filosofica, ma una scelta di vita. Se si riconosce al Vangelo e al Magistero il diritto di dire qualcosa in tema di “giusto e sbagliato”, poi ci si deve comportare di conseguenza: altrimenti si tratterebbe di dibattiti accademici, non di vita reale.

    Buona giornata –

    C.B.

  44. enrico scrive:

    @ Bo Mario

    Non era mia intenzione sollevare una discussione nel merito della sessualità.
    Il punto su cui si stava discutendo era se le parole espresse dal Papa fossero sensate o meno, e molto semplicemente il Papa riguardo all’argomento anticoncezionali non poteva che esprimersi così.

    Io capisco la sua posizione per due motivi, il primo è che sono un uomo come Lei e dunque i suoi pensieri non sono diversi dai miei, non sono uno spirito etereo che abita su una qualche nuvoletta, e secondariamente perchè il mio riavvicinamento alla fede è discretamente recente quindi capisco il suo punto di vista.
    Il punto a mio avviso, se ci si incammina in una ricerca di Dio, non può essere quello di valutare se le proprie pulsioni coincidano o meno con quello che viene detto nei vangeli, considerando questi come parola di Dio ( capisca il senso dell’espressione nel ragionamento), poichè inevitabilmente la nostra posizione nei riguardi di una determinata problematica è una posizione soggettiva, dunque vi è sicuramente una pluralità di posizioni, forse tante quante sono gli esseri umani sulla terra, e fra l’altro queste posizioni sono influenzate dalle situazioni al contorno ( età, cultura, possibilità economiche etc..).
    Il punto è che la fede propone un percorso di santificazione ( le proporrei di leggersi al riguardo ” amami come sei”),ovvero non è che il battesimo o una conversione cambino la persona al punto da renderla immune a tentazioni ( questo mai ad essere sinceri) o cadute, anche gravi se vuole.
    Penso però che porsi nella condizione di rinunciare perchè il cammino sembra impossibile sia errato.
    Si potrebbe approcciarsi allo stesso modo forse a qualunque tematica.
    Anche lo studio è un percorso..si parte dalle elementari e via via si può arrivare fino alla ricerca scientifica o umanistica più complessa, ma nessuno parte dalla Divina Commedia o dalla teoria delle stringhe a sei anni.
    Poi in questo percorso ognuno ha le proprie capacità ed arriva dove può.
    Il problema però è restare fermi.

  45. anniballo scrive:

    Caro BOLLANI,
    La ringrazio per l’attenzione che riserva ai miei scritti.
    Naturalmente, io vedo che gran parte delle cose che Lei scrive sono esatte: come negare l’impronta lasciata dalla chiesa in tanti diversi campi di attività? Se io esprimo ,al riguardo, qualche perplessità (già in passato con altri forumisti) è perchè credo che -da una parte- il merito di una religione non dovrebbe essere quello di lasciare impronte nell’arte o nel diritto [e già questo è indice di una presenza nelle cose del mondo marcatissima e discutibile]; e -dall’altra- perchè proprio questa massiccia presenza in tali cose è stata per la chiesa più fonte di profitto (in ogni senso) che di perdita.
    La presenza in tanti campi di attività ha significato ampi ritorni in termini di immagine e di potenza, anche perchè detta presenza è stata quasi sempre usata per dirigere gli sviluppi di tante attività e tenerle ,quindi, sotto controllo.
    Ciò che Lei sostiene circa l’assetto culturale di una ipotetica Europa senza chiesa è assai arduo da commentare. Confermo ,intanto, la mia sensazione che la chiesa (intesa ,qui, più come potere clericale) non ha mai incoraggiato l’autonomia di pensiero, di coscienza e di giudizio; forse, questo è il punto su cui vi è meno da discutere. Sulla restante parte della questione, non va dimenticato che il mondo classico aveva,comunque, già lasciato gli esiti di un luminoso millennio di cultura, di filosofia, di arte e di investigazione scientifica. Poichè la chiesa medesima si è inserita in quell’alveo e ne ha ,anzi, custodito e diffuso i contenuti, insieme agli Arabi, non mi pare illecito credere che l’Europa avrebbe comunque continuato a muoversi lungo quella scia culturale, anche se -credo- con tempistiche diverse.
    Circa i personaggi storici che Lei ricorda, essi si sono tutti dovuti battere contro ciò che abbiamo ricordato. Le autonomie non sono state,ciòè, conquistate in modo indolore, ma sono frutto di guerre atroci. Quindi, se le autonomie si sono affermate, è stato “contro” il potere chiesastico e non in virtù di una chiesa aperta, videntemente.
    Sull’obbedienza dei fedeli, non sono d’accordo. Cristo ha suggerito uno stile di vita,per così dire e l’obbedirvi o no deve essere questione privatissima del singolo credente (che,poi, se la vedrà col Padre). Costruirci sopra un Potere che si arroga il diritto di mandarti al rogo se vieni giudicato “deviazionista”, non è -evidentissimamente- nell’interesse del Cristo, ma del Potere Clericale che non può permettersi di perdere quote di mercato.
    Grazie sempre, sig Bollani.

  46. enrico scrive:

    @ annibalo

    Ho letto il suo intervento e francamente non capisco il suo approccio.

    Lei solleva molte problematiche contemporaneamente e rispondere è difficile.

    Riguardo
    “il merito di una religione non dovrebbe essere quello di lasciare impronte nell’arte o nel diritto [e già questo è indice di una presenza nelle cose del mondo marcatissima e discutibile]”

    Ora se Lei considera il tema della inquisizione già più volte trattato in questo blog, il punto è che proprio tali tribunali introdussero
    Il diritto ad una difesa
    Il diritto a ricusare un testimone giudicato dall’accusato ” nemico mortale”
    Pene per i falsi accusatori o inquisitori che trascendessero ciò che era lecito applicare.
    L’introduzione di un controllo sull’abuso della tortura vedi la già citata bolla “ad extirpanda” ( Lei deve considerare i tempi)
    La possibilità di commutare la pena ( ad esempio se l’imputato riconosciuto colpevole di eresia era l’unico sostegno del gruppo familiare) o dare permessi all’imputato riconosciuto colpevole.
    Poi citando Lutero gli studi storici di fenomeni quali la cosiddetta “caccia alla streghe”, consideri i lavori di Rodney Stark, Henry Kamen o Gustav Henningsen, hanno dimostrato che il ruolo dell’inquisitore era spesso quello di difendere l’accusato dalla sete di giustizia sommaria popolare e che i fenomeni furono ben più marcati in area protestante o dove vi furono rivolte popolari incontrollate con un rapporto di circa 1 a 500 se considera il tema che stiamo trattando.
    Consideri inoltre che non esisteva il concetto di ergastolo, carcerazione irremissibile significava 5 o 7 anni.
    L’ergastolo è stato introdotto in epoca illuminista.

    Riguardo all’arte il suo intervento non lo capisco molto sono piuttosto ferrato in materia e francamente lei troverà le stimmate del cristo martire e nel “Guernica” di Picasso e ne ” le fucilazioni del 3 maggio” di Goya.
    Trovo interessante Jackoson Pollock ma francamente preferisco Rembrandt o Caravaggio temi religiosi ed arte hanno prodotto capolavori che sono patrimonio dell’umanità intera al di là delle proprie personali convinzioni.

  47. enrico scrive:

    @ Annibalo

    A proposito dello “strapotere chiesastico in europa” ecco qui rimango un pò spiazzato.
    Consultando una carta dell’europa nei vari secoli dello scorso millenio si noterà uno stato della Chiesa in verità piuttosto piccolo e altre realtà un Sacro Romano Impero un’Inghilterra, la Francia, le monarchie scandinave, Spagna etc etc.. Storicamente una serie di scontri temporali fra Sacro Romano impero e stato della Chiesa, leggi lotta delle investiture, fra Francia e stato della Chiesa, papato avignonese etc.
    poi gli scontri con Enrico VIII, il protestantesimo, l’illuminismo, porta Pia..vado di fretta ma mi pare che non vi sia niuna volta in cui prevalga la Chiesa come la intende Lei.
    Comunque se da una parte Lei si concentra su una certa categoria di Clero, diciamo un Alessandro VI o un Giulio II, dimentica tutta una schiera di Papi, Cardinali, Vescovi, Sacerdoti, Preti, Monaci, Monache, Frati e Sorelle..fra cui molti Santi che hanno vissuto pienamente i voti di castità, obbedienza, carità e povertà e che francamente non capisco di quale “potere” si siano rivestiti, cioè quale fosse l’intento che li animasse.

    Riguardo alla scienza non si può eternamente ripetere gli stessi interventi.
    L’approccio mentale allo studio della natura è diverso se il monogens è l’universo o se il monogens è Cristo.
    Da una parte sia ha una commistione tra mistica e scienza dall’altra un scienza di per se.
    Comunque altre religioni, legga quelle orientali, non hanno eliminato nemmeno il problema pratico delle caste (induismo) e siamo nel 2010 anche per loro.
    Come mai?

  48. Carlo Bollani scrive:

    Caro Anniballo,

    Focalizzo un momento la lente sulla sua perplessita’ circa l’influenza della Chiesa in campo giuridico: puo’ rifarsi a Fernand Braudel per apprendere come in epoca altomedievale fosse d’uso accompagnare i contratti commerciali con i giuramenti, proprio per fare in modo che in caso di inadempimenti la questione fosse riferita alle corti ecclesiastiche, dove evidentemente c’era gente che ne capiva di piu’ dei vassalli-buzzurri che trascorrevano il loro tempo interamente tra guerre e cacce.

    In quanto all’arte … beh … de gustibus non disputandum … ma, a togliere la religione dall’arte, si butterebbero via 3/4 delle opere di Michelangelo, Leonardo, Caravaggio etc..

    Il motivo per cui la religione “tocca” l’arte, comunque, non e’ in se’ “religioso”: semplicemente, dato che la gente crede che quello che avviene in una chiesa sia importante, e’ opportuno che sia circondato anche dal miglior decoro esteriore possibile. Ci si aspetta che anche un tribunale, un’aula parlamentare, un’universita’ siano, possibilmente, decorosi. Perche’ non dovrebbe esserlo una chiesa? Se poi, per motivi contingenti, ci si deve organizzare nelle catacombe, passi (tra l’altro, anche le catacombe erano riccamente dipinte).

    Capisco il fatto che sia arduo commentarmi per quanto riguarda l’influenza culturale del cristianesimo. Proprio perche’ “con i se e con i ma la storia non si fa”, l’ho invitata a prendere in considerazione le culture orientali (anche attuali) come termine di paragone. Non entro invece nel merito dei singoli passaggi storici non per paura del confronto, ma perche’, altrimenti, non se ne esce piu’. Tenga pero’ presente che nel mondo romano la filosofia era un passatempo culturale per ricchi, e, dopo secoli di contatto con il mondo greco, i cittadini comuni erano ancora a godersi lo spettacolo dei leoni che dilaniavano i prigionieri di turno. Aspettarsi che fosse il pour parler – passatempo filosofico dei membri di un centinaio di famiglie senatorie a rendere l’impero romano un po’ meno disumano di quello che era sa un po’ di “pia illusione”.

    Quanto al Potere Clericale … non voglio contestarla sui dettagli (potremmo parlare a lungo di roghi e di singoli eretici), ma invitarla a riflettere su questo: un potere c’e’, e’ attribuito, si legittima (lasciamo un attimo da parte la questione dell’origine) per una certa funzione.

    Ragioni su quella che e’ la funzione della Chiesa: potrebbe essere il suo potere strutturato in misura radicalmente diversa da come e’ oggi?

    C’e’ chi ha dato, nel corso della storia, anche la risposta “si”. Al che, necessariamente, e’ cambiata anche la funzione attribuita alla Chiesa e, in certi casi, e’ scomparsa la Chiesa stessa, intesa come comunita’ fondata sui sacramenti e sulla successione degli apostoli.

    Le assicuro che non e’ cosa che dispiace solo a qualche vescovo o cardinale, ma anche a molti fedeli.

    C.B.

  49. 16erotti scrive:

    Santità si vaccini, mi raccomando !

    “Nel caso mi dovessi reincarnare vorrei diventare un virus mortale, per poter contribuire in qualche modo a risolvere il problema della sovrappopolazione” – tratto dalla prefazione alla biografia “Se fossi un animale” del Principe Filippo di Edimburgo.

    Dagli inglesi mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io !

    D.S.G.I.