Se Ratzinger torna alle origini

Cari amici, da ieri, come sapete, in Vaticano ci sono due Papi: Francesco, eletto dal conclave lo scorso 13 marzo, e l’emerito Benedetto XVI, che ha lasciato Castel Gandolfo dopo 62 giorni per ritirarsi nel monastero Mater Ecclesiae, opportunamente ristrutturato. Per la prima volta in epoca moderna abbiamo sia il Papa che il suo predecessore, e per la prima volta entrambi convivono a pochi passi uno dall’altro. Una situazione nuova, inedita.

In questo ampio commento che ho appena pubblicato su Vatican Insider cerco di analizzare il gesto di Benedetto XVI, anche alla luce del dibattito sulla continuità/discontinuità tra Ratzinger e Bergoglio, che come sapete è uno dei temi discussi sia negli ambienti tradizionalisti sia in quelli di segno opposto.

Ne abbiamo parlato e discusso anche su questo blog, in almeno un paio di post precedenti: alcune scelte di Francesco vengono lette come espressione di “discontinuità” in riferimento al predecessore, e c’è persino chi paventa la “demolizione del papato” a motivo della scelta del Papa di dotarsi di un gruppo di cardinali consiglieri.

Nella riflessione su Vatican Insider che lo linkato sopra faccio notare come ben più forte, dal punto di vista storico, sia stata la decisione di Ratzinger di rinunciare al pontificato. Ma questo suo gesto fa vedere, a mio avviso, come Benedetto XVI non sia affatto legato all’immagine sacrale e immobile del papato. E dunque, anche se Ratzinger è tornato a utilizzare paramenti antichi, con la sua rinuncia ha riportato il papato stesso più vicino alle sue origini. Mostrando al contempo di non ritenere affatto così essenziale una certa sacralizzazione e assolutizzazione della figura papale: la rinuncia infatti avvicina il vescovo di Roma agli altri vescovi.

Il gesto di Benedetto XVI, teologo di grande profondità e grande conoscitore della storia della Chiesa e dei padri della Chiesa, mostra come la “desacralizzazione” comportata dalla rinuncia non lede in alcun modo il primato petrino, il presiedere nella carità che compete alla Chiesa di Roma e al suo vescovo, la custodia del “depositum fidei”. La rinuncia, insomma, può risultare in discontinuità con una certa forma in cui si è andato configurando storicamente il papato, non con il papato né con il primato. E se non è vera discontinuità l’atto storicamente dirompente della rinuncia al papato, figuriamoci se possono esserlo alcune scelte riguardanti l’abbigliamento papale.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

850 risposte a Se Ratzinger torna alle origini

  1. Teseo scrive:

    Troppi discorsi che si aggrovigliano l’uno sull’altro, Tornielli. E anche quell’immagine di Pietro e Paolo messa come a dire che in fondo la tradizione c’è, e due papi insieme non sono uno scandalo, oltre ad essere fuorviante, è in falso implicito. Democristiano, direi.

  2. Andrea Tornielli scrive:

    Guardi Teseo, sui discorsi aggrovigliati può ovviamente pensarla come vuole e discutere finché vuole (il blog esiste per questo). Ma per quanto riguarda l’immagine non avevo neanche lontanamente pensato ai due Papi: cercavo un’immagine antica che descrivesse la Chiesa di Roma. Ora che me lo ha detto in effetti può essere impropriamente attribuita all’idea dei due Papi. E me ne scuso.
    In ogni caso, sappia che l’aggettivo “democristiano” per il sottoscritto – che ha militato nella Dc – equivale a un complimento, anche e soprattutto in tempi di bipolarismo…

    • Teseo scrive:

      Guardi, l’aggettivo democristiano può avere avuto anche una valenza positiva se non eroica, soprattutto nel dopoguerra. Penso che alcuni democristiani siano stati perseguitati e siano morti per le loro idee quando c’era da affrontare un comunismo scatenato. Ma poi ha prevalso la diplomazia, il ragionamento di potere… in una parola il centrosinistra; ed è nato il democristiano possibilita, buonista, ecumenico, sempre più “demo” e sempre meno “cristiano”. Questo è il senso del mio “democristiano” che ovviamente non ha nulla a che vedere con lei.

    • maioremlaetitiam scrive:

      Egr. dott. Tornielli,
      apprezzo molto i suoi sforzi per interpretare e spiegare bene la situazione creatasi dopo la rinuncia di Benedetto XVI e l’inizio di pontificato di Papa Francesco. Ovviamente, abbiamo due papi solo in un senso molto largo, nel senso proprio ci può sempre solo esserne uno, o nessuno. Bisogna tuttavia riconoscere che la rinuncia di Benedetto ha creato problemi ancora non risolti, ne teoricamente ne praticamente. Non bisogno accusare quelli che criticano tale decisione come tradizionalisti, usando tale “killer phrase”. È lo stesso vale per i critici di papa Francesco. Stiamo di fronte ad un reale pericolo di iconoclasmo? Certamente, la Sua interpretazione molto forte della rinuncia del Papa emerito e dei gesti simbolici del Papa regnante come “desacralizzazione, di fatto, continua una linea altamente sacralizzazione, secondo la quale ogni singolo atto e pronunciamento pontificio diventa subito normativo. Ma noi non sappiamo se tale era l’idea di Benedetto – è solo una nostra interpretazione; a me rimangono gradi dubbi sul fatto se Benedetto voleva dare un significato “esemplare” alla sua rinuncia, con valore anche per i suoi successori, o se non la considera un fatto del tutto eccezionale, personale, e non semplicemente imitabile da papi futuri.
      Alcuni atti e gesti di Papa Francesco, piaccia o no, sono stati interpretati (!) come segni di discontinuità. Se vogliamo interpretargli in chiave ermeneutica agostiniana, basata su vera simpatia, dobbiamo supporre che Papa Bergoglio sa cosa significano tali atti, sempre autorevoli, ma certamente criticabili, e potenzialmente non perfetti. Un modo “meno sacrale” di esercitare il papato necessariamente lo rende anche più criticabile, meno intoccabile – simile, in certa maniera, al modo di parlare, non dottrinale o legislativo, del Concilio Vaticano II. Si tratta pertanto di imparare a distinguere, sia per il Vaticano II sia per i pronunciamenti e atti del Papa, tra cose di dottrina o altrimenti obbligatorie, e cose legate alla persona, ai tempi – che non sono oggetto di fede, facilmente mutabili e criticabili. Se e quanto sarà utile di agire e parlare in un modo che continuamente richiede, ai fedeli e al mondo dei media, di fare tale distinzione nel guardare gli atti del Papa, è una quaestio assai disputanda, ma spetta al Papa decidere, che poi deve anche vivere con le conseguenze, negative e positive, per la sua stessa persona e per la Chiesa.

      • Cherubino scrive:

        miii che paroloni !
        iconoclasmo
        killer phrase
        quaestio assai disputanda (a parte il mischione di latino e italiano)
        chiave ermeneutica agostiniana

  3. paulus scrive:

    Mi chiedo allora cosa sia servito riportare in auge, da parte di Benedetto XVI, i necessari simboli della sacralità ed autorità papale (che certamente non vogliono dire tutto, ma dicono comunque molto) se poi Francesco li ha affrettatamente rimessi in cantina. Io vedo comunque in questo senso discontinuità. E se davvero i paramenti non sono sostanziali come Lei dott. Tornielli afferma, allora perchè non li utilizza anche Francesco?
    Lei afferma: “anche se Ratzinger è tornato a utilizzare paramenti antichi, con la sua rinuncia ha riportato il papato stesso più vicino alle sue origini. .”
    Benissimo. Quindi secondo Lei una cosa non esclude l’altra. Possono pertanto coesistere il “papato vicino alle origini” con l’utilizzo dei paramenti e dei simboli papali che sono facenti parte, volenti o nolenti della storia millenaria della Chiesa.
    Pertanto io (parere mio personale!) avrei gradito molto di più da parte di Francesco, visto che è, come Lei giustamente afferma, in linea con il pensiero di Ratzinger , oltre che il richiamo alla Chiesa delle origini il mantenimento di quanto il Papa emerito aveva fatto in materia liturgica .

  4. Paolo scrive:

    Caro Tornielli (l’ho conosciuta a Lodi qualche settimana fa),
    francamente mi sfugge il senso di tutta questa agitazione sulla storia dei “due papi”. Soprattutto le risposte di Messori su Vatican Insider mi lasciano perplesso. Lo conoscevo come una persona molto cauta…
    Ma non dovremmo, come cristiani, essere liberi e superiori a tutte queste paure? Non abbiamo fiducia nel Papa emerito? Non abbiamo fiducia nel Papa in carica? nella Provvidenza? perché tutta questa dietrologia su “chissà cosa diranno i tradizionalisti, i progressisti e tutti gli altri isti” ?
    Spero che “i due papi” ignorino tutto questo e tirino diritto.
    Il Papa ha tanti consiglieri ed è giusto. Cosa mai può rischiare la Chiesa se eventualmente chiederà l’opinione anche a Ratzinger su qualche questione?
    Piacerebbe a lei, quando andrà in pensione, che non la interpellassero più sul suo ex-lavoro? (scherzo).
    Con tutti i problemi che abbiamo questo a me sembra proprio un non-problema!

    La saluto cordialmente.

  5. Totorik scrive:

    Gentile Teseo, il tono del suo commento non è affatto cordiale ma – direi – piuttosto polemico e conduce alla impossibilità di un sereno scambio di opinioni. Concordo su
    tutta la linea con il dr. Tornielli. (Anche per me <>. Eccome!!! Saluti.

  6. framp scrive:

    Carissimo Andrea, mi permetta di osservare due cose del suo bell’articolo pubblicato su Vatican Insider: dire che da oggi (ieri) due Papi risiedono in Vaticano credo non sia per niente corretto – anche se poi fa dei distinguo- in quanto Papa è uno solo, Francesco, regolarmente eletto in Conclave a seguito della rinuncia di Benedetto XVI. La sera del 28/02/13 alle ore 20,00 il Pontificato di Benedetto si è definitivamente chiuso, il suo sigillo rotto, la sede vacante ha avuto inizio. Nel concreto il Papa è come se fosse morto, terminato, finito (probabilmente Benedetto XVI sarà l’unico Papa ad avere funerali celebrati dal suo successore). E’ vero, essendo ancora in vita ha scelto di farsi chiamare Emerito e di vestire di bianco…. ma credo ciò non cambi molto la sostanza: il Papa è uno solo. Parlare di due Papi può creare confusione e dar ragione a quei gruppi che vedono in questa realtà di cose un’ illegalità, un “golpe”. Difatti, e qui è la seconda obbiezione, la ricostruzione che lei ha fatto delle regolarissime e libere dimissioni di Papa Benedetto viene da questi contestata e negata: si afferma dai più che Benedetto è stato costretto all’abbandono da poteri occulti , che è prigioniero in Vaticano e amenità del genere.
    saluti

    • Iva scrive:

      Framp,
      non si accorge che sta trascurando di riflettere sul fatto assolutamente inedito in quasi 2000 anni, cioè che un papa:
      1) si dimette, come fosse presidente di una qualsiasi associazione o istituzione politica, civile pubblica o privata, un club, che so… o anche un Presidente del Consiglio,…faccia lei;

      2) qui poi, nel risvolto inaudito di queste “dimissioni” (ben diverse dalla rinuncia di Celestino V ed altri) sta l’abnorme procedere della Chiesa verso cambiamenti che la stravolgono rapidamente, per diventare nonsisachecosa: mentre si dimette, CONSERVA il titolo di Santità + Benedetto XVI , e viene sopra-titolato “Papa emerito”! roba mai vista in due millenni, e per niente rassicurante, se si intende parlare di “continuità”, che non significhi CONTINUO sovvertimento.

      Ora, poichè -da 47 anni e in rapida discesa libera da 10 anni circa- ci stiamo abituando a cento strane novità, saremo indotti a pensare che TUTTO ciò che muta e stravolge l’assetto ecclesiale, rispetto ai 19 secoli che ci precedono, sia assolutamente “normale”.
      Solo perchè ACCADE: E tutto ciò che accade, PER FORZA di cose, cioè di fatti compiuti, IMPOSTI senza che nessuno possa opporsi o discuterne, siamo OBBLIGATI a credere che sia normale !
      Ma nessuno pensa alle gravissime conseguenze di questa “normalizzazione” di fatti rivoluzionari, che sovvertono l’antico ordine delle cose, nella forma e nella sostanza. Tutti accettano, registrano e si ADEGUANO.
      (che altro potrebbero fare ? le pecore non hanno nessun potere decisionale, ma devono solo OBBEDIRE ciecamente a tutto ciò che viene imposto, che SIA O NON SIA buona cosa, cioè finalizzata alla salus animarum: quest è diventata secondaria!)

      Per capire la gravità di tali anomalie che si “normalizzano”, leggete sul sito unavox, un art. scritto all’indomani delle dimissioni:

      Sarà Papa emerito
      ovvero: Vende la vigna e ci vuole raccogliere l’uva

      Questo si legge nella nota diffusa dal Vaticano il 26 febbraio 2013

      Benedetto XVI si potrà chiamare “Papa emerito o Romano Pontefice emerito”. Lo ha precisato oggi padre Federico Lombardi nel briefing con i giornalisti in Sala Stampa Vaticana. … Il Papa conserverà il nome di “Sua Santità Benedetto XVI” ed indosserà l’abito talare bianco semplice, senza la mantellina che copre le spalle.
      [....]
      Prima cosa importantissima, Papa Ratzinger ha completato una delle riforme volute dal Vaticano II: la parità tra vescovi e papi.
      Lo chiameremo “Papa emerito” o “Romano Pontefice emerito”, dice Padre Lombardi, esattamente come accade per i vescovi delle diocesi che, per una intelligentissima intuizione di Paolo VI, a 75 anni rassegnano le dimissioni.
      D’altronde, il Papa è il vescovo di Roma… quindi… Quindi anche Roma è diventata una diocesi qualsiasi, non più la sede di Pietro, ma la sede di un vescovo qualunque.
      ……
      Seconda cosa. “Papa” o “Romano Pontefice” emerito, dice Padre Lombardi, “decisione… presa in accordo con lo stesso Pontefice”, cioè con Papa Ratzinger.
      Ebbene, che ne sarà dell’appellativo per eccellenza del Papa: che ne sarà del Vicario di Cristo?
      Già, perché dal 28 febbraio prossimo, in terra ci saranno due “vicari di Cristo”.
      Non sembri irriverente… qui le cose sono serie… ma non si può passare sotto gamba questo elemento essenziale del pontificato: il Papa è il rappresentante in terra del vero Capo della Chiesa: Cristo.
      Si possono fare tutte le disquisizioni che si vogliono, ma una cosa è certa:
      Papa Ratzinger ha deciso che ci saranno due “vicario di Cristo”, lui, “Romano pontefice” emerito, e l’altro, una volta eletto dai cardinali, “Romano Pontefice” regnante.
      ….(con la conservazione del nome) nome di “Benedetto XVI”, si tocca l’assurdo. Benedetto XVI è il nuovo nome scelto dal cardinale Ratzinger una volta eletto papa, il che significa che in maniera simbolica il cardinale Ratzinger è morto al mondo, sostituito da Benedetto XVI fino alla morte.
      Lo stesso accade con un qualsiasi laico che, votatosi al totale servizio a Dio, diventa “frate Celestino” o “sorella Celeste”.
      Il cambio del nome è il segno della scelta con la quale si è inteso cambiare in un certo modo il proprio essere, non solo il proprio stato. Non si tratta di una mutazione ontologica, come con l’ordinazione, ma di una scelta esistenziale personale.
      E il cardinale Ratzinger, accettando l’elevazione al Soglio Pontificio, operò una scelta esistenziale definitiva, abbandonò il suo essere Joseph Ratzinger per diventare Benedetto XVI.
      Ora, pur decidendo di tornare indietro e di rinnegare quella scelta, a suo tempo operata per ubbidire alla volontà di Dio, il cardinale Ratzinger ritiene di mantenere il nome che non gli compete più e al quale ha volontariamente rinunciato.
      [seguono altre considerazioni sul DECLASSAMENTO di importanti segni di omaggio quale i l "baciamano" all'anello ecc. tutte da leggere per capire il PANTA-REI che sta travolgendo la Chiesa , in fine dice l'art...]:

      Prima la “rinuncia”, presentata come chiamata di Dio alla preghiera, in aperta contraddizione con la chiamata di Dio al papato.
      Poi il mantenimento del “titolo” relativo a ciò a cui si è rinunciato.
      Quindi il mantenimento di un nome che non è più il suo.
      Insomma, un papa rinunciatario che però non vuole rinunciare ad essere papa.
      Sarà facile da capire, ma non per noi che siamo duri di comprendonio.
      Christe elèison !

      h…./unavox.it/ArtDiversi/DIV431_Sara_papa_emerito.html

      • minstrel scrive:

        E quindi?
        Arrivi al dunque, sputi il rospo e proceda all’appello il prossimo millenarista.

  7. Totorik scrive:

    Anche per me <>. Eccome!!! Saluti.

  8. macv scrive:

    Misteri vaticani: ben due Papi in Vaticano e nessuno dei due che abita negli appartamenti apostolici!!! che sono perciò VUOTI …chi l’avrebbe mai potuto immaginare solo vent’anni fa?
    Nessun romanziere, credo avrebbe potuto scrivere un trama tanto “inverosimile”
    eppure la realtà è come sempre più inverosimile della fantasia. Il cardinale Newman diceva che la “Verità è logica” e per verità intendeva quella religiosa.
    Che logica c’è in utto ciò, appartamenti papali vuoti, due papi uno di qua e uno di la’, che logica c’è in tutto ciò me lo spieghi chi vuole e può.
    Secondo me non c’è nessuna logica, e quandi anche nessuna Verità.

  9. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile framp,
    ha ragione. Ma non sono stati i giornalisti a stabilire che Benedetto XVI si chiamasse “Papa emerito”.

    • Teseo scrive:

      “Benedetto XVI si potrà chiamare “Papa emerito o Romano Pontefice emerito”. Lo ha precisato ieri padre Federico Lombardi nel briefing con i giornalisti in Sala Stampa Vaticana. Decisione, quella sul nome, presa in accordo con lo stesso Pontefice.” (25 Febbraio 2013).

      Ma “in accordo” fra Ratzinger e chi? Sarebbe interessante saperlo, perché la questione del nome non mi sembra poi tanto marginale, anzi è molto significativa.

      • Reginaldus scrive:

        Tese,
        se la cantano e se la suonano…tanto la claque è assicurata!

      • Sal scrive:

        Potrebbero ricordare la “Diarchia” è così ci sarebbe pure l’analogia storica.
        “Le diarchie si formano quando nessun potere riesce a prevalere su un altro e i due più forti contendenti si accordano per la sua gestione. Ad esempio si può osservare la diarchia Imperatore-Chiesa in quasi tutta la storia dell’Impero di Bisanzio.

        Nel medioevo europeo si può osservare un tentativo diarchizzante nella Lotta per le investiture. Anche in questo caso per lungo tempo il potere è stato gestito da due centri: l’imperatore del Sacro Romano Impero e il Papato, fino alla definizione del principio cuius regio eius religio che riuscì (per qualche tempo) a decidere quale dei diarchi dovesse prevalere e su quali basi teoretiche e politiche. – Wikipedia

  10. federica scrive:

    Ma che problema c’è se gli appartamenti papali sono vuoti? Io proprio non ci arrivo. Se il Papa ha deciso di vivere a Santa Marta, di mangiare nella stanza comune dividendo il tavolo, di vivere in camera più salottino senza camerieri personali, cambia qualcosa? Non è più un buon Papa? Anzi secondo me questi gesti sono importantissimi e non come si dice non significano niente. Anche a me comunque non piace leggere che ci sono due papi. Il Papa è solo uno, Francesco, l’altro si è dimesso, ha rinunciato e promesso obbedienza al successore e sinceramente per me non doveva tornare in Vaticano e dare appiglio a queste polemiche, ma ritirarsi ben lontano.

    • macv scrive:

      Ci si può far male caro Stefano coi sillogismi sbagliati del tipo che vanno di moda oggi come “Dio è misericordioso, punire non è misericordioso, ergo Dio non punisce”
      Ma coi sillogismi veri e logici non ci si può far male! Il Male è il contrario della verità e della logica: che due più due faccia quattro non fa male a nessuno, come nel creder che l’Essere e’ e il non essere non e’, e che se A e B sono antitetici non ci può essere A= B.
      Coi ragionamenti invece “moderni” tipo : Ma si, il Papa è il Papa però ANCHE non è il Papa, ma solo il Vescovo di Roma, e dunque si’ il Papa dovrebbe stare negli appartamenti del Papa ma ANCHE può stare dove gli pare, con questi ragionamenti davvero poco logici ci si può far del male…

      • Iva scrive:

        perfetto macv: è il solito maanchismo in cui sono grandi artisti i catto-comunisti, che seguono il luminoso esempio di Veltroni e tanti suoi amici ex-(demo)cristiani, gli artefici del COMPROMESSO STORICO degli anni ’70, e tutti questi neo-cattolici conciliari, per i quali la logica è ANTI-DEMOCRATICA.
        Anzi “fascista”, certo….così zittiscono chiunque voglia ragionare, chiamandolo intollerante delle DIVERSE VERITA’ :
        siano esse logiche, teologiche e matematiche o di tutte le scienze, che devono avere un volto “umano”, cioè SENZA LEGGI PRECISE, senza alcuna certezza del diritto/rovescio, del Bene/male: liberi tutti da tutto…..ma solo alcuni sono IMPEDITI di agire: coloro che affermano e testimoniano che la Verità è UNA SOLA e che è eterna e immutabile, coincidendo con la 2a Persona della SS.ma Trinità; i nuovi “fraterni-amorosi pensanti”, pente-catto-sentimentaloidi rivoluzionari permanenti, -ribelli ad ogni DISCIPLINA della mente e dell’anima cioè SACCENTI e presuntuosi- affermano che la Verità DEVE MUTARE al passo coi tempi!

        Nei favolosi anni della rivoluzione culturale, dal mitico ’68 in poi, si diceva anche che la GRAMMATICA è REPRESSIVA, perchè prevede regole precise ! quindi BASTA REGOLE: liberi tutti da ogni legge, da ogni LOGICA, da ogni coerenza.
        VIETATO VIETARE.
        Rinuncia al principio di IDENTITA’ E NON-CONTRADDIZIONE: LOGOS UCCISO.

        2 + 2 = 4 ?
        così ci pareva…..fino al 1962 !
        (così ERA di solito, da che mondo è mondo e l’uomo aveva imparato a RAGIONARE e far di conto),
        MA….
        -da 50 anni a questa parte- la stessa somma può dare ANCHE risultato 5, 6, 9…..23, 54 ecc.
        n valori si possono dare a QUALSIASI operazione….
        e la matematica è diventata un’opinione.
        Il bianco è ANCHE nero da certi punti di vista…..e così via !

        Deus dementat quos perdere vult

        • Sal scrive:

          “Dio toglie la ragione a chi vuole rovinare.”

          Ma non c’era il libero arbitrio e la possibilità di scegliere ?

    • Reginaldus scrive:

      li vedremo presto sedere insieme alla mensa azendale! (Toh, nuova chiesa, ti saresti mai aspettata tanta grazia???)

    • italicus scrive:

      se benedetto si fosse ritirato in qualche monastero lontano e nascosto, metti nella foresta nera… non sarebbe divenuto un motivo di pellegrinaggio e di eccessiva visibilità? molto meglio così, è più protetto e “riparato” da curiosi o da intrusi. che male ci sarebbe se si incontrasse con papa francesco anche più volte al mese? sarebbe un bell’esempio per tanti coltivatori di attriti tra le varie autorità o potestà ecclesiastiche. che si veda che nella chiesa si può anche andare d’accordo e vivere nella pace e stima reciproca! esempio stupendo.

  11. anastasia scrive:

    @Federica, ha proprio ragione. Grazie per la sua bella e giusta riflessione. Cosa dice Gesù nel Vangelo?

    Matteo 23,16 “Guai a voi, guide cieche, che dite: «Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato». 17Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? 18E dite ancora: «Se uno giura per l’altare, non conta nulla; se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato». 19Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? 20Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; 21e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. 22E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso…Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!”,

    Credo che questo ci dice Gesù dinanzi a tanti sproloqui di questo blog su un appartamento o un abito o un anello o una sedia o minuzie del genere. Agli ossessionati del look papale, sarebbe bene proporre la legge dell’amore:

    Gv 13,35Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

    • macv scrive:

      cara Anastasia gli ossessionati del loook papale non sono i traizionalisti ma proprio i fans di Bergoglio: è da quando c’è il nuovo Papa che si sente parlare solo di mozzette e di anelli! E certo! perché il Nuovo Papa ha voluto calcare la mano sul suo “rinnovamento” del look1 E’ stato proprio lui a far vedere come poco ci tenesse alla tradizione dei suoi predecessori! E’ lui che ci ha sbattuto il faccia come per dire , vedete come sono umile e buono IO? la sua croce di ferro, le sue scarpe nere, il suo state a Santa. Certo tutti i suoi predecssori che non si sono abbandonati a queste stravaganze cosa erano allora? Non erano umili e buoni perché stavano negli appartamenti papali e portavano i vestiti tradizionali?
      Rispondete a questo cari fans di Bergoglio: CHI ha voluto farsi notare urbi et orbi, CHi ha chiesto l’applauso dei media per le sue NOVITA????

      • Reginaldus scrive:

        Un’altra rottura con un passato indegno, un altro segno del suo andare contro la corrente di una Chiesa ‘spavalda’, e ‘arrogante’, un’altra prova della sua immensa tenerezza, che lo rende incapace di offendere sensibilità diverse, queste parole di Bergoglio ai giornalisti nell’udienza del 13 marzo u.s.:

        “Poiché molti di voi non appartengono alla Chiesa cattolica, altri non sono credenti, di cuore dò questa benedizione in silenzio, a ciascuno di voi, rispettando la coscienza di ognuno, però sapendo che ognuno di voi è figlio di Dio. Che Dio vi benedica.”

        E con lo stesso spirito il suo rifiuto di benedire il popolo di claquisti che preme contro le transenne di Piazza san Pietro al suo passaggio…

        Un papa talmente controcorrente e di rottura che riesce perfino ad essere la vergogna di Cristo:

        “Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi”Mc. 8,38.

      • anastasia scrive:

        @macv
        Gesù è stato severo contro questi discorsi che pregiudicano e calpestano il comandamento dell’amore:

        Marco 7,8Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». 9E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. 10Mosè infatti disse: Onora tuo padre e tua madre, e: Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte. 11Voi invece dite: «Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio», 12non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. 13Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».
        14Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! 15Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». [ 16]
        17Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. 18E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, 19perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. 20E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. 21Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, 22adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. 23Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

        In nome delle tradizioni lo stesso sanPaolo uccise Stefano e perseguitò la Chiesa di Cristo.

        Galati1,13Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo: perseguitavo ferocemente la Chiesa di Dio e la devastavo, 14superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com’ero nel sostenere le tradizioni dei padri.

      • anastasia scrive:

        @macv: Non giudicare

        Matteo 7,1 Non giudicate, per non essere giudicati; 2perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. 3Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? 4O come dirai al tuo fratello: «Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio», mentre nel tuo occhio c’è la trave? 5Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.
        6Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.

  12. macv scrive:

    Amore Amore Amore non si sente parlare che di Amore , naturalmente interpretando la parola nel più sentimentale e stucchevole dei modi!
    Quel che si dice ridurre i Vangeli a un florilegio di frasi degli Cioccolatini Baci perugina! Quanto capisco il filosofo Nietszche quando di fronte a certi melensi e sentimentali credenti del suo tempo diceva che guardandoli e sentendoli non poteva essere cristiano semplicemente per una questione di buon gusto!!

    • stefano scrive:

      Il gusto cattolico è il gusto delle cose di Dio. Questo è un principio di sapienza (da sapere = gustare, e sapido = sale nella zucca).
      Figuriamoci se ci facciamo fare gli espropri da questi snob dalle formulette abusive.

    • gibici scrive:

      a Macv.
      Per favore, siamo su un blog. A chi si riferisce? Parliamo di cose precise e con interlocutori individuabili!

    • Cherubino scrive:

      Questa mattina sono stato in visita ad un istituto per disabili gravi per motivi di lavoro. C’era tanto amore, e pochissimo sentimentalismo. E operatori e volontari sono tutti cattolici di questa Chiesa che lei disprezza e insulta.

    • Annarita scrive:

      Più si parla di amore e di pace e più ci sono guerre e invece di amare si ammazza senza turbamenti di coscienza milioni di innocenti nel grembo materno, si ammazzano milioni di giovani con tutte le sozzerie che si tollerano in nome dell’amore, della tolleranza delllo slogan: ma si sono tutte ragazzate! Intanto chi lavora per il demonio, e non sono nè pochi, nè privi di mezzi, vanno avanti con leggi anticattoliche, con leggi contro natura sotto il silenzio di milioni di cattolici assuefatti da tutto questo sbrodolamento di amore dolciastro tipo tanti Winnie the Pooh che fanno il bagno in vasi di miele. Si offende Dio giornalmente e continuamente ed i cattolici invece di difenderlo armati fino ai denti, fanno come i figli dei fiori, vanno in giro con le bandiere arcobaleno a parlare di amore, quando non sanno più cosa sia questo amore di cui si riempiono la bocca. Diceva Santa Giovanna D’Arco (che sapeva cosa fosse amare Dio): “Pretendere che Dio doni la vittoria senza chiedere agli uomini d’arme di dare battaglia, è una forma di diserzione.”

      • Annarita scrive:

        P.S le armi da usare e da mettere fino ai denti, sono i sacramenti, la S.Messa e sono armi potenti e da difendere, perchè ce ne stanno privando con il nostro beneplacido, sotto la minaccia della disobbedienza.
        Ma Dio va anche difeso pubblicamente, e pubblicamente vanno riparate le sue offese. Il Primo Maggio Dio è stato offeso pubblicamente, a parte qualche voce isolata (es Mons. Negri) chi ha detto qualcosa e chi ha riparato? Ora nei cinema italiani fanno vedere un film che è mostruoso, un insieme di satanismo, offese alla liturgia cattolica, una schifezza, nemmeno vietata ai minorenni, chi ostacola tali proiezioni? Nessuno! Eppure mentre da una parte la Chiesa, Dio, i cattolici possono essere liberamente offesi, dall’altra non si può nemmeno andare in giro per la Francia con una maglia raffigurante una famiglia(madre, padre, figli) senza rischiare di andare in questura per oltraggio contro i gay. Mentre circolano magliette con una croce disegnata e barrata (tipo divieto) con scritto: cattiva religione. E noi cattolici a sfogliare le margheritine e a dire: m’ama o non m’ama?
        Che pietà!

        • Iva scrive:

          m’ama non m’ama…. chi ? il mondo, certo !
          quello interessa oggi ai cattolici, specie i pastori, e le pecore a seguirli !
          proprio così: continua la connivenza col male, chiamata anche “silenzio-assenso”.
          Ma Dio chiederà conto con severità ai pastori, papi in primis, di come e dove hanno condotto il Gregge in questi ultimi secoli cruciali per la Fede cattolica: a salvezza o dannazione eterna.
          I pastori moderni della Chiesa “rinnovata” e aggiornata dalla mitica neo-pentecoste conciliare , da 50 anni in qua, non si preoccupano granchè di questo rendiconto a cui saranno chiamati, poichè danno la salvezza per scontata, come fosse un DIRITTO garantito fra i vari diritti umani di questo mondo.
          come s dio fosse obbligato a salvare tutti, col 6 politico, ottenuto grazie alla contestazione globale degli anni ’60, che ha “raddrizzato” a dovere un “dio cattolico” troppo severo, dogmatico e giusto.
          I novatores hanno preteso di rifondare la fede cattolica sulla base di una presunta misericordia illimitata e cieca che esclude la giustizia dagli attributi di Dio: il “mestiere” di Dio, secondo i neo-cattolici, di tutti i movimenti, molto affini ai protestanti (chi più chi meno), sia solo quello di AMARE e perdonare nel senso di “chiudere gli occhi davanti a tutte le malefatte umane, a tutti gli OBBROBRI, sconcezze, blasfemie, genocidi abortivi, pornografie dilaganti, dissacrazioni liturgiche, eresie sfacciatamente insegnate come neo-verità ecc.
          Convinti che il principio “didattico di questa neo-paternità divina, riveduta dal cv2, sia quello espresso nella frase
          AMA E FA’ QUEL CHE VUOI = pecca pure, tanto poi Dio aggiusta tutto (cioè cancella peccati senza pentimento nè proponimenti divirtù, e fa finta che nulla sia accaduto, perchè Gesù ha già salvato tutti….v. “Sangue versato per tutti”), tu pecca fortiter, sei già perdonato, allegria, non ti dolere dei peccati, fa’ conto che non esistanto…bazzecole, Dio non ne tiene alcun conto.
          Non è necessaria alcuna conversione vera e costante, nè alcuna penitenza o sacrificio, Goditi la vita, lasciati amare, cullare dalla tenerezza ecc.
          Ne vedranno le conseguenze quando compariranno davanti a Nostro Signore Giudice dei vivi e dei morti, di tutta questa epocale falsificazione della Dottrina perenne, che è di Dio stesso, come Gesù dice rivelandola ai discepoli e consegnandola a Pietro.
          Ora credono e ci fanno credere che Fede e la vita cristiana sia basata sul sentimento anzichè sulla volontà di piacere a Dio, rinnegando se stessi e disprezzando il mondo: oggi ci si mostra e predica che bisogna piacere al mondo, abbracciare il mondo con TUTTE le sue infamie, peccati e abiezioni, senza LIMITI di sorta:
          Homo sum: nihil umani a me alienum puto
          Un neo-umanesimo, EVOLUZIONISTA della morale e dei dogmi, presentandosi come nuova evangelizzazione (con arroganza evidente da certi commenti di catto-modernisti del web, del tutto incoscienti della loro eresia) vuole sostituire il cristianesimo cattolico perenne, portandoci fatalmente all’indifferentismo e alla unione irenista-sincretista massonica con le false religioni.
          Preludio dell’anticristo, con la scusa di una ri-visitazione del Vangelo in chiave umanistico-moderna, più ariosa “aperta” (ricordo GXXIII che voleva aprire le finestre, per “far entrare aria nuova”…e poi entrò il fumo) e svincolata dai dogmi, come se i dogmi si potessero bypassare o aggiornare…..adattandoli al sentire moderno.
          (lessi tempo fa con orrore sul web che una suora ha adottato questa massima nel suo blog: frase di Terenzio come ideale di vita e pensiero, anzichè il Vangelo seguito integralmente fino alla Croce, come i Santi. Anche per i consacrati moderni i Santi sono “roba del passato” che non ha più nulla da dirci).
          Tutto ciò che è umano, compresi i marciumi del peccato che invade l’anima fin da Adamo, anche le peggiori inclinazioni al male e alle istigazioni di satana, a tutte le falsità ed empietà pensabili, deve essere accolto con amore e comprensione, mai corretto, mai respinto, mai ripudiato, mai aborrito, senza alcuna esortazione alla lotta nè al lavoro personale che corrisponde alla Grazia santificante: tutto è gratis, tutto è già fatto. Il Paradiso è garantito a tutti. Nessuna fatica, nessuna crocifissione della carne.
          La parola “peccatore” non ha più senso, anzi no: il suo significato ora è “colui che si oppone ai cambiamenti di ogni genere”, anche quelli che stravolgono Chiesa, Fede e cattolicesimo tout-court.
          Il grande peccatore di oggi è il cattolico tradizionale, quello che segue come modelli la Madonna e i Santi, alla sequela di Nostro Signore, senza compromessi col male.
          Peccato mortale e imperdonabile è quello di seguire la Tradizione, cioè il Depositum fidei inalterabile.
          Peccato mortale è quello di dire e seguire la Verità eterna, tutta la Verità, nient’altro che la Verità, senza indulgere alla “via di mezzo” tra Verità e menzogne, per DIPLOMAZIA, accomodamenti e rispetto umano.
          I santi moderni sono quelli che sanno trovare un COMPROMESSO col mondo, quelli che amano e si fanno amare dal mondo: amare Dio è secondario, si tende a proclamare “santo subito” colui che è simpatico, è piacione e popolare, che si presenta attraente sulla scena del mondo.
          L’apparenza gradevole e COMPIACENTE coi sentimenti e istinti del mondo, ADEGUARSI con savoir faire e aggiustamenti ai bisogni umani: questa conta oggi come nuova santità, non più come una volta, l’essere graditi solo a Dio -passando liberi, indipendenti, in mezzo al disprezzo e alla persecuzione del mondo che odia i veri santi conformi a Cristo- nel segreto dell’anima, quella INTERIORITA’ di vita soprannaturale, NON SENSIBILE, tangibile e fotografabile, che l’uomo non puà vedere e/o applaudire o bocciare con vari indici di gradimento (+o-).

  13. Reginaldus scrive:

    “Per la prima volta in epoca moderna abbiamo sia il Papa che il suo predecessore, e per la prima volta entrambi convivono a pochi passi uno dall’altro. Una situazione nuova, inedita.”

    Punto 1- nessun precedente storico di un papa che si ritira per vecchiaia e stanchezza-
    Punto 2- che due papi convivano a pochi passi l’uno dall’altro, è: a) la c onferma di quanto sopra: b)il segno evidente che nessuno dei due è papa ( CristoSignore non ha mai parlato di due papi in contemporanea e dirimpettai… ai suoi tempi nemmeno si sapeva che cosa fosse il carnevale…)
    Punro 3- che tutto sia stato organizzato al fine di preservare la sopravvivenza della Nova Chiesa, che stava per crollare sotto il peso degli scandali, dentro e fuori il vaticano, lo dimostra il successo dell’operazione: chi parla più di pedofilia clericale e di coltelli in vaticano???
    Punto4: che il Ratzinger DEBBA rimanere in vaticano è il compenso a lui dovuto per la rinuncia imposta…

    Avremo anche la sceneggiata dei due papi concelebranti???

    E se il Ratzinger resiste, nonostante gli acciacchi invocati, fino ad incrociare le possibili dimissioni del papa ora in attività, avremo anche l’istituzione del Pensionato dei Papi???

    • Sal scrive:

      Pensionato x papi ?
      “I sigg.ri papi sono pregati di recarsi in refettorio seguendo l’ordine di nomina. …e sono pregati di conversare a bassa voce .” Si ricorda che le posate usate devono essere irposte nell’apposto carrello. – Buon Appetito.

  14. Iva scrive:

    per tentare di opporsi alla mitridatizzazione + NARCOSI DELLA RAGIONE, che stiamo subendo, dove ogni anomalia viene considerata “normale”, facevo riferimento a considerazioni già espresse in quel giorno di febbraio, ma che milioni di cattolici inerti NON tengono in alcun conto:

    non ci si accorge che si sta trascurando di riflettere sul fatto assolutamente inedito in quasi 2000 anni, cioè che un papa:
    1) si dimette, come fosse presidente di una qualsiasi associazione o istituzione politica, civile pubblica o privata, un club, che so… o anche un Presidente del Consiglio,…faccia lei;

    2) qui poi, nel risvolto inaudito di queste “dimissioni” (ben diverse dalla rinuncia di Celestino V ed altri) sta l’abnorme procedere della Chiesa verso cambiamenti che la stravolgono rapidamente, per diventare nonsisachecosa: mentre si dimette, CONSERVA il titolo di Santità + Benedetto XVI , e viene sopra-titolato “Papa emerito”! roba mai vista in due millenni, e per niente rassicurante, se si intende parlare di “continuità”, che non significhi CONTINUO sovvertimento.

    Ora, poichè -da 47 anni e in rapida discesa libera da 10 anni circa- ci stiamo abituando a cento strane novità, saremo indotti a pensare che TUTTO ciò che muta e stravolge l’assetto ecclesiale, rispetto ai 19 secoli che ci precedono, sia assolutamente “normale”.
    Solo perchè ACCADE: E tutto ciò che accade, PER FORZA di cose, cioè di fatti compiuti, IMPOSTI senza che nessuno possa opporsi o discuterne, siamo OBBLIGATI a credere che sia normale !
    Ma nessuno pensa alle gravissime conseguenze di questa “normalizzazione” di fatti rivoluzionari, che sovvertono l’antico ordine delle cose, nella forma e nella sostanza. Tutti accettano, registrano e si ADEGUANO.
    (che altro potrebbero fare ? le pecore non hanno nessun potere decisionale, ma devono solo OBBEDIRE ciecamente a tutto ciò che viene imposto, che SIA O NON SIA buona cosa, cioè finalizzata alla salus animarum: quest è diventata secondaria!)

    Per capire la gravità di tali anomalie che si “normalizzano”, leggete sul sito unavox, un art. scritto all’indomani delle dimissioni:

    Sarà Papa emerito
    ovvero: Vende la vigna e ci vuole raccogliere l’uva

    Questo si legge nella nota diffusa dal Vaticano il 26 febbraio 2013

    Benedetto XVI si potrà chiamare “Papa emerito o Romano Pontefice emerito”. Lo ha precisato oggi padre Federico Lombardi nel briefing con i giornalisti in Sala Stampa Vaticana. … Il Papa conserverà il nome di “Sua Santità Benedetto XVI” ed indosserà l’abito talare bianco semplice, senza la mantellina che copre le spalle.
    [....]
    Prima cosa importantissima, Papa Ratzinger ha completato una delle riforme volute dal Vaticano II: la parità tra vescovi e papi.
    Lo chiameremo “Papa emerito” o “Romano Pontefice emerito”, dice Padre Lombardi, esattamente come accade per i vescovi delle diocesi che, per una intelligentissima intuizione di Paolo VI, a 75 anni rassegnano le dimissioni.
    D’altronde, il Papa è il vescovo di Roma… quindi… Quindi anche Roma è diventata una diocesi qualsiasi, non più la sede di Pietro, ma la sede di un vescovo qualunque.
    ……
    Seconda cosa. “Papa” o “Romano Pontefice” emerito, dice Padre Lombardi, “decisione… presa in accordo con lo stesso Pontefice”, cioè con Papa Ratzinger.
    Ebbene, che ne sarà dell’appellativo per eccellenza del Papa: che ne sarà del Vicario di Cristo?
    Già, perché dal 28 febbraio prossimo, in terra ci saranno due “vicari di Cristo”.
    Non sembri irriverente… qui le cose sono serie… ma non si può passare sotto gamba questo elemento essenziale del pontificato: il Papa è il rappresentante in terra del vero Capo della Chiesa: Cristo.
    Si possono fare tutte le disquisizioni che si vogliono, ma una cosa è certa:
    Papa Ratzinger ha deciso che ci saranno due “vicario di Cristo”, lui, “Romano pontefice” emerito, e l’altro, una volta eletto dai cardinali, “Romano Pontefice” regnante.
    ….(con la conservazione del nome) nome di “Benedetto XVI”, si tocca l’assurdo. Benedetto XVI è il nuovo nome scelto dal cardinale Ratzinger una volta eletto papa, il che significa che in maniera simbolica il cardinale Ratzinger è morto al mondo, sostituito da Benedetto XVI fino alla morte.
    Lo stesso accade con un qualsiasi laico che, votatosi al totale servizio a Dio, diventa “frate Celestino” o “sorella Celeste”.
    Il cambio del nome è il segno della scelta con la quale si è inteso cambiare in un certo modo il proprio essere, non solo il proprio stato. Non si tratta di una mutazione ontologica, come con l’ordinazione, ma di una scelta esistenziale personale.
    E il cardinale Ratzinger, accettando l’elevazione al Soglio Pontificio, operò una scelta esistenziale definitiva, abbandonò il suo essere Joseph Ratzinger per diventare Benedetto XVI.
    Ora, pur decidendo di tornare indietro e di rinnegare quella scelta, a suo tempo operata per ubbidire alla volontà di Dio, il cardinale Ratzinger ritiene di mantenere il nome che non gli compete più e al quale ha volontariamente rinunciato.
    [seguono altre considerazioni sul DECLASSAMENTO di importanti segni di omaggio quale i l "baciamano" all'anello ecc. tutte da leggere per capire il PANTA-REI che sta travolgendo la Chiesa , in fine dice l'art...]:

    Prima la “rinuncia”, presentata come chiamata di Dio alla preghiera, in aperta contraddizione con la chiamata di Dio al papato.
    Poi il mantenimento del “titolo” relativo a ciò a cui si è rinunciato.
    Quindi il mantenimento di un nome che non è più il suo.
    Insomma, un papa rinunciatario che però non vuole rinunciare ad essere papa.
    Sarà facile da capire, ma non per noi che siamo duri di comprendonio.
    Christe elèison !

    h…./unavox.it/ArtDiversi/DIV431_Sara_papa_emerito.html

    • gibici scrive:

      A Iva . Per favore se vuole invitarci a leggere Una Vox la indichi senza punirci con ripetute lenzuolate di citazioni: questo e’ un altro blog.

      • Cherubino scrive:

        bravo gibici, in realtà molti interventi sono solo spot pubblicitari

      • Reginaldus scrive:

        cara Iva, non l’hai capito? le uniche lenzuolate ammesse sono le loro! e dai siti loro! Io ti ringrazio di averla inserita qui questa pagina: che provino piuttosto a smentirla…. per esempio che abbiamo due papi in contemporanea (l’hanno detto loro, gli interessati, che da papi non ci si può dimettere) a pestarsi i piedi sullo stesso fazzoletto di terra ( forse perché un bellissimo fazzoletto, non c’è che dire, intessuto da quei papi sacrali e immobili che loro sfottono, ma non il maghifico fazzoletto con tutti i suoi ricami….)

  15. peccatore scrive:

    Voglio tantissimo bene al Papa (emerito) Benedetto XVI e ne voglio già anche al suo successore Francesco. Augurando lunga vita ad entrambi, potrebbe persino succedere che si arrivi a vedere il terzo pontefice.
    La questione specifica dei rispettivi ruoli si acuisce o si appiana a seconda della lente con cui si vuole osservare la scena, rasoterra o dall’alto dei cieli.
    Se la Chiesa è essenzialmente “istituzione umana” (mondanizzata, secolarizzata, gerarchizzata in senso monarchico o parlamentarizzata in senso democratico, comunque inquinata nel suo specifico), possono emergere soprattutto i distinguo, le ansie, le polemiche, le fazioni… Se la Chiesa è essenzialmente “regno di Dio” e “iniziativa di Dio” (“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”, dice Gesù) allora il quadro cambia: bisogna che l’umano diminuisca perchè Dio cresca; bisogna che si veda Gesù e non Benedetto o Francesco, papa quello o papa questo.
    Si deve cominciare dall’umiltà (comune a Bergoglio e Ratzinger e a coloro ai quali si ispirano, San Benedetto da Norcia e San Francesco d’Assisi, per non dire della devozione di entrambi per San Giuseppe e per la Madonna): non eravamo e non siamo nessuno se il Signore non ci avesse pensati, creati e accolti come figli!
    Infatti è la superbia che si manifesta anche nelle opere buone per distruggerle.
    Anche il papato è a rischio: se si mondanizza diventa ingombrante. Durante la malattia di Giovanni Paolo II c’è chi non ha esitato a “usarlo” e forse a servirsene.
    Benedetto XVI avvertì i più faziosi di evitare “almeno di sbranarsi”.
    Francesco ha già avvertito che ci sono molte derive negative in atto.
    Perchè non abbiamo tutti lo stesso spirito, visto che siamo tutti generati dalla stessa Chiesa? Perchè uno spirito ripiegato su se stesso fa ciascuno attento alla propria parte. Più che stigmatizzare le povertà altrui, ciascuno dovrebbe essere ricco della misericordia di Dio. La superbia invece gioca brutti scherzi e ripropone lo stile mondano, basato sul potere e sull’opportunismo.
    Il diavolo è stato destabilizzato dall’umiltà di Benedetto XVI. E anche Francesco lo sta facendo tremare. Mentre molte agitazioni umane ridanno forza a Satana, che sta definitivamente perdendo la sua guerra contro la Chiesa.
    Molto sangue probabilmente dovrà essere versato, in unione a quello della crocifissione di Gesù. Ma il papa emerito e il papa regnante sono un messaggio di equilibrio nel tentativo della superbia di squilibrare i rapporti, mettendo chi sopra e chi sotto, chi a destra e chi a sinistra, sviando comunque dal centro, che è Gesù!
    Noi umani, anche il papa, siamo poca cosa: siamo grandi solo per grazia di Dio!
    Solo da Gesù e in Gesù riprendiamo la nostra verità; la ricchezza di Dio è la garanzia che paga il debito delle nostre povertà: ma per disporne serve umiltà.
    Oggi nel chilometro quadrato vaticano ci sono due uomini umili. Una grande grazia per la Chiesa. Il diavolo trema, mentre noi lo puntelliamo delle impalcature con cui costruiamo mondanamente i nostri schemi che non seguono la logica del Signore.

    • Reginaldus scrive:

      buon divertimento!

    • macv scrive:

      Scusi caro Peccatore ma il Diavolo non TREMA anzi ESULTA!
      Sempre la confusione, la falsità, la menzogna, l’illogicità, l’irrazionalismo la bruttezza , il deforme ,il nihilismo sono il terreno di cultura del Diavolo!.
      e dunque se io fossi il Diavolo oggi esulterei anzi brinderei felice al mio trionfo!!!Quale maggior confusione, falsità , menzogna, nihilismo, di quelle che oggi regnano sovrane negli spiriti e nelle anime?
      nessuno sa più a chi o a cosa credere. Questo dice questo quello dice il contrario. La confusione sovrana che regna oggi nella religione cattolica è manna per il Diavolo!
      e dunque l’Inferno esulta della situazione contemporanea, mentre gli spiriti religiosi , gli angeli e i santi credo che esultino un po’ meno , anzi che piangano amaramente. Tante anime illuse che si avviano lietamente e incoscientemente alla rovina.. coll’avvallo e l benedizione , s’intende , della “gerarchia” , dei preti e dei Vescovi! Ma pur sempre alla rovina in questa vita e nella futura…

      • gibici scrive:

        In che cosa i due ultimi papi hanno fatto affermazioni contrastanti?
        Le accuse generiche sono troppo a buon mercato.

      • peccatore scrive:

        L’umiltà fa tremare il demonio; per questo un sacerdote mi spiegò che ogni Ave Maria detta con cuore è come un terremoto in tutto l’inferno… Maria è piena di grazia! E’ l’umile ancella del Signore. E’ colei di cui Iddio ha visto l’umiltà e perciò la diciamo beata, di generazione in generazione.
        Benedetto XVI non ha scelto la spada (Pietro lo fece al Getsemani, ma Gesù lo rimproverò e poche ore dopo l’armato era già disarmato dal canto di un gallo…).
        Francesco non sceglie la spada, così come la abbandonò il Santo di Assisi.
        La nostra militanza deve essere eroica, come insegna un militare dello stampo di Sant’Ignazio. Ma deve essere tutta con il Signore: non ci esercitiamo nell’arte della guerra, ma diventiamo l’esercito della Regina della pace: perchè non confidiamo nei nostri sforzi, ma solo in Dio!

  16. Cherubino scrive:

    com’è che diceva la canzone ?
    “bisogna saper perdere, non sempre si può vincere …”

    Chissà se i quattro gatti scismatici lo capiranno …

    • peccatore scrive:

      senza polemica Cherubino: anche l’assai meno critico branco conciliarista deve fare lo sforzo dei quattro gatti…

  17. Cherubino scrive:

    C’è gente qui che parla di sacralità identificandola con le le forme storicamente e geograficamente localizzate di una certa cristianità dei secoli moderni.

    E va bene, ci sta pure quella, ma forse, quando si discute di sacro cristiano, non dovrebbe fare testo il vangelo ?
    Perchè certe vesti, derivate dal mondo classico latino, dovrebbero necessariamente, sempre e comunque trasmettere l’idea del sacro cristiano ?
    E il sacro cristiano è identico al sacro delle altre religioni.
    Stranamente, alla fine certi tradi-mentalisti (tradizionalisti fondamentalisti) finiscono per leggere il cristianesimo con le categorie della religione naturale, annacquando la novità e la differenza tra il sacro naturale e il sacro cristiano, frutto della Rivelazione di Gesù, dimenticando che la novità cristiana si incultura nelle culture, a cominciare da quella ebraica e poi latina, ma non si perde in esse, come se da esse dipendesse la sua Verità.

    E allora, perchè tanta importanza per le vesti, se Gesù dice “Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? 26Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? 27E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? 28E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. 29Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. (Matteo 6)

    E allora, vogliamo un Papa Salomone, o un Papa primo apostolo di Gesù ?

    • Cherubino scrive:

      errata corrige : E il sacro cristiano è identico al sacro delle altre religioni ? (col punto interrogativo)

  18. macv scrive:

    “vogliamo un Papa Salomone o un Papa primo apostolo di Gesù” ?
    Ci basterebbe un Papa cattolico!! Certo capisco che è un lusso ormai di altri tempi….

    • gibici scrive:

      Solite battute.
      In che cosa questi papi non sono cattolici? Di giudizi (addirittura anatemi) c’e’ ormai un’inondazione, qualche ragionamento non guasterebbe.

    • Cherubino scrive:

      quindi per lei un Papa primo apostolo di Gesù non è cattolico.
      Che strana logica.

      • macv scrive:

        La situzione è questa: in Francia nozze gay, in Italia si cerca una legge per l’eutanasia. Dal vaticano? Silenzio assoluto.
        Quando si chiede un papa cattolico si chiede un Papa che magari non si limiti a augurare “buon pranzo” ma che intervanga anche sui grandi temi MORALI dei nostri giorni
        E’ chiedere troppo? Certo , ovviamente è chiedere troppo. perché il ibadire e difendere le verità della religione sembra che oggi non competa più al Papa, a lui compete solo l’essere il più popolare ed amato possibile , essere l’IDOLO dei media.
        questa la nuova missione e ideologia del Papato , piacere a più gente possibile, non dispiacere a nessuno. Da qui ovviamente , nessuna pronunciazione, nessun intervento. il mondo faccia un po’ come gli pare con le nozze gay e con l’eutanasia. Non ci tocca, non ci tange , non ci importa. L’importante è solo
        la popolarità.

        • macv scrive:

          Magari poi invece c’è chi pensa che per essere un Papa veramente cattolico basti lavare i piedi ai detenuti!
          Lavi i piedi ai detenuti e tutto il resto non conta…..

          • Simone 2 scrive:

            Scusi Macv, ma che cosa c’entra il lavare i piedi ai detenuti con le nozze gay, l’eutanasia e via dicendo?
            Lavare i piedi ai detenuti è un atto di grande umiltà ed è una scelta che qualsiasi sacerdote può liberamente scegliere di mettere in pratica.
            Se il gesto viene fatto dal Papa, evidentemente produce un maggior impatto e può rappresentare anche un insegnamento per chi vuole considerarlo tale.
            Sulle nozze gay la Chiesa ha fatto e ha detto ciò che ritiene suo dovere e cioè che secondo i suoi principi la scelta è contraria agli insegnamenti e chiunque non ne tiene conto commette un peccato grave.
            Che cosa altro dovrebbe fare secondo lei? Obbligare le persone a sottomettersi ai suoi dettati o ripetere l’errore di Ruini sulla legge 40, favorendo di fatto chi è ricco e che quindi è senza peccato originale?
            Fino a prova contraria non è ancora un obbligo essere credenti e tantomeno cattolici e chi ha la responsabilità di governare deve tener conto dei diritti dell’intera popolazione o non di una parte soltanto.
            Se a lei non sta bene che una persona possa decidere della propria vita, ci sono tantissime persone, compreso il sottoscritto, che sono convinte del contrario e se permette, della mia esistenza non devo certo rendere conto al Papa o a lei.
            Ed infine, ma sembra che su questo discorso le persone come lei siano geneticamente sorde, non dimentichiamo che le leggi consentono di fare qualcosa, ma non obbligano a fare ciò che non si vuole.
            In buona sostanza, nessuno è obbligato a sposare un individuo del suo stesso sesso, a divorziare, ad abortire o a scegliere volontariamente di lasciare questo mondo, se non lo desidera e allora di che cosa stiamo parlando?

        • Cherubino scrive:

          a parte che la legge per l’eutanasia non mi risulta sia sta presentata al Parlamento, ma in ogni caso contro l’eutanasia da anni i Vescovi italiani si sono pronunciati più volte.

          Il silenzio che lei sente dipende dalla sua sordità.

          • murmex scrive:

            Simone 2,nessuno è obbligato a essere ladro,allora perchè non legalizzare il furto?Ancor peggio ,,,nessuno è obbligato a uccidere,io non lo farò mai,ma perchè non lasciare la loro libertà a quelli che vogliono farlo legalizzando l’omicidio?Il suo ragionamento è inevitabilmente questo

          • gibici scrive:

            @ Murmex. Le coppie omosessuali in molti paesi non occidentali sono penalmente condannabili. Da noi, se non ci sono altri aspetti rilevanti, non lo sono perche’ si ritiene che la legge statale non debba interferire con ogni aspetto della vita privata. In questa situazione alcuni hanno fatto rilevare che l’applicare norme simili a situazioni simili richiederebbe il riconoscimento alle coppie stabili omosessuali di alcune agevolazioni previste per le altre coppie. Questo implicherebbe anche il regolamento e quindi il riconoscimento pubblico delle coppie omosessuali, che la morale cattolica non riconosce perche’ innaturali. Per questo i cattolici si oppongono, ma non sempre hanno la maggioranza.
            Mentre nessuno difende il diritto di rubare o di uccidere. La stragrande maggioranza li condanna.

    • giovannino scrive:

      caro macv , se per cattolici intendi i nemici del Papa , mai ce ne son stati tanti. Sei in buona compagnia , anche Boff e Kueng la pensano come te e poi tutti i fratelli in Cristo separati , gli islamici , i buddisti , gli induisti per restare alle religioni presenti nella diocesi che fu di Pietro. Nessuno di loro , come te , si sente di dovere obbedienza a questo Papa. Un fronte così vasto e composito di critici impone un chiarimento della figura e del ruolo del Papa.

      • macv scrive:

        caro Giovannino se fossi nato nel Medioevo tu saresti stato certamente un grande inquisitori dato che ti senti in diritto di giudicarmi addirittura “un nemico del Papa”. I nemici del Papa , caro Giovannino sono solo i cattivi cattolici e i cattivi Papi.
        e di cattivi papi ce ne sono stati tanti nella Storia1 Ecco questi sono i nemici del “papa”. i cattivi papi e i cattivi cattolici.
        E anche gli pseudoinquisitori come te sempre pronti a dare patenti anche se , purtroppo per te, orami non puoi più bruciare quelli che non la pensano come te!

        • Teobaldo scrive:

          Ottimo Macv!!

          I nuovi inquisitori, che si permettono distribuire patentini di cattolicità e quindi giudicare al posto di Dio, lo fanno in base, non se offendi Dio o neghi Dogmi e il Magistero TUTTO, ma se tu critichi e non accetti, ambiguità, errori, contraddizioni contenuti e in atti o documenti del 21° concilio, che ricordo essere di origine pastorale e quindi per valenza inferiore a tutti gli altri 20 che vi sono stati, in quanto Dogmatici.

          Aggiungo anche che tale e grande l’importanza di un solo singolo Concilio Dogmatico, che nemmeno il Papa qualunque esso sia, può mettersi al di sopra di Esso!

          Inquisitori neo”cattolici” nati dalla “nuova evangelizzazione” postconciliare…tanto nuova da essere divenuta un’altra religione. Tali personaggi senza il 21° concilio.. sarebbero annoverati al di fuori tra le miriadi di sette protestanti o di altra natura, ma ahimè per costoro il 21° concilio è stato di fondamentale importanza, per entrare in pompa magna, dalla porta principale della Una Santa Cattolica Apostolica Romana.

          Nessuno tranne Dio, potrà ricacciarli da dove son venuti, assieme alle molte “creaturine” da essi prodotte, tipo pseudo movimenti ecclesiali che aumentano il ridicolo e lo scandalo visto dal di fuori degli appartenenti alla Chiesa, nonchè pseudo apparizioni, pesudo veggenti, pseudo preti o religiosi che di cattolico non hanno nulla se non qualche piccolo stemmino di riconoscimento.

          Vi sono per fortuna ancora preti di sana dottrina, anche se inquinata nella sua essenza dal 21° concilio, per trovarli, bisogna ricercarli tra coloro che nulla hanno a che fare con questi pseudo movimenti “ecclesiali”, che sono riusciti a prendere piede grazie ad una “pastorale” sentimental pop, e la fede sentimentale è la concupiscenza della carne…ciò di cui il Vangelo ha sempre condannato.

          • Cherubino scrive:

            ma che bella predica luterana !

          • Mimma scrive:

            @Teobaldo
            Confermo sempre che le sue tesi assomigliano tanto a quelle di tanti atei che condannano a priori ciò che non conoscono o non comprendono.
            Quando inizierà i suoi esercizi ascetici sull’umiltà…?

          • Teobaldo scrive:

            Ecco i due adepti …all’opera….

            Se possibile mi spieghi il “cherubino” cosa intenda egli per luterano ….

            all’adepta della pseudo religione medjugoriana, dico solo, che come al solito si squalifica da sola.

            Grazie comunque dell’immagine che offrite a quanti leggono i vostri, miseri tentativi di convincimento…. però…però….grazie al cielo…non tutti sono come voi….

          • Mimma scrive:

            @teobaldo
            Caro strizzacervelli, questa non è una performance in cui ognuno si debba qualificare…
            Quanta poca pace c’è nelle sue parole!
            Ritiene possibile di essere rimasto l’unico GIUSTO e l’unico amato da Dio su questa terra?
            Le proporrei gli esercizi ignaziani, cominci con quelli di 1 settimana, poi , piano piano, con la preghiera….

          • giovannino scrive:

            caro Teobaldo , se ti fa piacere , non ho nessuna difficoltà ad ammettere che reputo molto più cristiani tanti luterani e altri protestanti che un “vero cattolico” come te. Quanto al fatto che io dovrei accettare per forza il magistero di un documento che mi ripugna come la ” Pascendi” , questo lo decido da me. Comincia tu a darmi il buon esempio , accettando con ossequio i documenti del Concilio , la ” Pacem in terris ” , la riforma liturgica , il catechismo olandese ecc.

        • giovannino scrive:

          caro macv , è del tutto falsa l’ impressione che io voglia dare patentini di cattolicità. Sono invece molto critico nei confronti della chiesa di Roma. In un certo senso concordo con te che non si deve obbedire ai cattivi Papi , ma questi sono appunto i Papi – dittatori spirituali come i vari Pii preconciliari. Per questo non mi sento in contraddizione tanto palese come chi la pensa come te. infatti un conto è difendere la libertà di coscienza di tutti nel quadro della libertà religiosa, altro è ,come fate voi, difendere la libertà solo vostra negando la libertà religiosa. La libertà solo per chi si autoproclama giusto è privilegio e potenziale sopraffazione.

  19. federica scrive:

    ha fatto un discorso bellissimo sulla tratta delle persone e la schiavitù….ma certo cosa vuoi che sia se la gente muore per 38 euro al mese. Sono più pericolosi i gay !!!! Sono questi pensieri che hanno allontanato sempre di più la gente dalle parrocchie. Buon proseguimento !!!!

    • gibici scrive:

      D’accordo.

    • macv scrive:

      i gay sono più pericolosi perché è ormi una lobby molto potente e sono quelli che possono far virare all’impopolarità un Papa, attaccandolo sui media e additandolo al pubblico disprezzo se solo osa dire una parola .. dunque mi sembra molto prudente, per non dire astuto, l’atteggiamento di Francesco. Si tiene sui temi sono quasi tutti d’accordo , per dire le cose più ovvie e condivisibile possibili .Vedrete che non dirà un sola parola né sulle nozze gay, né sull’eutanasia, ne’sull’aborto , isomma nulla sui temi che
      possono fargli perdere la popolarità che si è così meritatamente guadagnato augurando Buon pranzo!

      • Antonio scrive:

        Mi dispiace dire che c’è molta menzogna in certe espressioni.Guardate cosa scrisse Bergoglio da cardinale appena tre anni fa sulla questione matrimoni gay.

        Cosa pensa papa Francesco di matrimoni e adozioni gay? «È l’invidia del Demonio»

        Il testo della lettera che l’allora cardinale Bergoglio inviò ai quattro monasteri carmelitani di Buenos Aires quando in Argentina il Senato si espresse favorevolmente per una legge su matrimonio e adozioni omosessuali
        Quando nel 2010 il Senato argentino si espresse favorevolmente per una legge intesa a legalizzare il matrimonio e le adozioni omosessuali (che poi fu approvata) l’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio inviò ai quattro monasteri carmelitani di Buenos Aires la seguente lettera.

        Buenos Aires, 22 giugno 2010
        Care sorelle,
        Scrivo queste poche righe a ciascuna di voi che siete nei quattro monasteri di Buenos Aires. Il popolo argentino dovrà affrontare nelle prossime settimane una situazione il cui esito può seriamente ferire la famiglia.
        Si tratta del disegno di legge che permetterà il matrimonio a persone dello stesso sesso. È in gioco qui l’identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. È in gioco la vita di molti bambini che saranno discriminati in anticipo e privati della loro maturazione umana che Dio ha voluto avvenga con un padre e con una madre. È in gioco il rifiuto totale della legge di Dio, incisa anche nei nostri cuori.
        Ricordo una frase di Santa Teresina quando parla della sua malattia infantile. Dice che l’invidia del Demonio voleva vendicarsi della sua famiglia per l’entrata nel Carmelo della sua sorella maggiore. Qui pure c’è l’invidia del Demonio, attraverso la quale il peccato entrò nel mondo: un’invidia che cerca astutamente di distruggere l’immagine di Dio, cioè l’uomo e la donna che ricevono il comando di crescere, moltiplicarsi e dominare la terra.
        Non siamo ingenui: questa non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo distruttivo del disegno di Dio. Non è solo un disegno di legge (questo è solo lo strumento) ma è una «mossa» del padre della menzogna che cerca di confondere e d’ingannare i figli di Dio. E Gesù dice che per difenderci da questo accusatore bugiardo ci manderà lo Spirito di Verità.
        Oggi la Patria, in questa situazione, ha bisogno dell’assistenza speciale dello Spirito Santo che porti la luce della verità in mezzo alle tenebre dell’errore. Ha bisogno di questo Avvocato per difenderci dall’incantamento di tanti sofismi con i quali si cerca a tutti i costi di giustificare questo disegno di legge, e che confondono e ingannano perfino persone di buona volontà.
        Per questo mi rivolgo a Voi e chiedo preghiere e sacrificio, le due armi invincibili di santa Teresina. Invocate il Signore affinché mandi il suo Spirito sui senatori che saranno impegnati a votare. Che non lo facciano mossi dall’errore o da situazioni contingenti, ma secondo ciò che la legge naturale e la legge di Dio indicano loro. Pregate per loro e per le loro famiglie che il Signore li visiti, li rafforzi e li consoli. Pregate affinché i senatori facciano un gran bene alla Patria.
        Il disegno di legge sarà discusso in Senato dopo il 13 luglio. Guardiamo a san Giuseppe, a Maria e al Bambino e chiediamo loro con fervore di difendere la famiglia argentina in questo particolare momento. Ricordiamo ciò che Dio stesso disse al suo popolo in un momento di grande angoscia: «Questa guerra non è vostra, ma di Dio». Che ci soccorrano, difendano e accompagnino in questa guerra di Dio.
        Grazia per quanto farete in questa lotta per la Patria. E per favore vi chiedo anche di pregare per me. Che Gesù vi benedica e la Vergine Santa vi conservi.
        Con affetto
        Jorge Mario Bergoglio, S.J.
        Arcivescovo di Buenos Aires

        http://www.tempi.it/cosa-pensa-papa-francesco-di-matrimoni-e-adozioni-gay-e-linvidia-del-demonio#.UYVjz7X3PCl

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  20. Reginaldus scrive:

    …e quindi Dott. Tornielli, il Ratzinger, “con il suo gesto avrebbe riportato il papato stesso più vicino alle sue origini”!!!…. ma di quali origini sta parlando? Non credo che stia parlando di quelle evangeliche, per le quali a san Pietro e solo a lui personalmente, Cristo disse: – « A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra …Mt. 16,19: a te / legherai / scioglierai… Che significa dire che Ratzinger ha spogliato il papato dell’ “immagine sacrale e immobile”??? L’immagine e la sostanza del papato le ha date Cristo Signore, non il grande teologo Ratzinger, studioso di che…: e quelle sono per sempre, e quelle sono una sola cosa con la missione data a Pietro che è di origine divina…. “ A te IO darò…”.E alla quale Pietro sarà legato fino alla morte, perché fino a quel punto Pietro resta Pietro : “ In verità, in verità ti dico: quand’eri più giovane, ti cingevi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, stenderai le tue mani e un altro ti cingerà e ti condurrà dove tu non vorrai». Disse questo per indicare con quale morte avrebbe glorificato Dio…” : appunto, fino alla morte, e a quella morte, di vera croce! …. Altro che retoriche del tipo: mi ritiro e salgo sulla croce…”Ma quale croce!

    E poi, costui che ha “spogliato il papato ecc.ecc.”, perché si sarebbe dilettato di rivestirsi dei paramenti antichi, che quella “sacralità” e “immobilità” – pare sia questo il senso – esprimevano??? Per fare la sceneggiata??? Allora, se messa così, ha ragione il Bergoglio suo pari a parlare di abiti carnevaleschi…. E questo illustre teologo e studioso sarebbe il difensore del primato petrino, fino a che forze ed età permettono!… Ma giunto il popolo cattolico a questo questo stremo di conoscenza, il primo furbastro di impostazione protestante di risulta, gli può dare da intendere quello che vuole, soprattutto se riesce ad abbacinarlo con lo splendore degli antichi paramenti….

    • Reginaldus scrive:

      dimenticavo di aggiungere:

      questi due qui, queste due ombre che si aggirano in vaticano – ombre, dico, di papa – hanno posto fine icasticamente, con l’immagine stessa della loro presenza in contemporanea, alla demolizione del papato cattolico, intrapresa e segnata già dal concilio vaticano 2 (Lumen Gentium ) e simboleggiata dalla cancellazione della tiara. venduta sul mercato dellì ANTIQUARIATO…. Appunto, papato (cattolico) che rima con antiquariato!

      • gibici scrive:

        Che il papato abbia ereditato la funzione petrina di governo della Chiesa non vuol dire ne’ che il papa sia un san Pietro redivivo e che debba morire in croce, ne’ che debba portare i costumi medioevali e barocchi che esprimono ormai un’idea anacronistica della triplice regalita’ papale, mai comunque riconosciuta dai monarchi cristiani.
        Ci vollero decenni perche’ a Roma si arrivasse ad avere un vescovo monarchico, circa quattro secoli perche’ il vescovo di Roma fosse detto successore e rappresentante di Pietro e ancora piu’ secoli perche’ fosse detto rappresentante di Cristo.
        La sedia gestatoria, i flabelli di struzzo, il bacio della pantofola (ancora d’uso con Leone XIII), tutto e’ stato giustamente abolito e ancora molto di piu’ si abolira’ nel futuro.
        Se ci si lamenta per le marce indietro, perche’ no per le marce in avanti?

        • Reginaldus scrive:

          adesso farmi dire che il papa deve morire in croce come Pietro è il colmo del…ridicolo (: come non ho parlato di sedia gestatoria e di flabelli : ho fatto riferimento alla tiara svenduta come simbolo della svendita del papato : sa leggere quello che scrivo??? )

          E’ invece è ridicolo dire che uno va in croce mettendosi in pensione e stando alloggiato in quei tipi di stamberghe che sono CastelGandolfo e il Vaticano…. ( certo, dove più facile è ammirare la bellezza del creato…)

          • gibici scrive:

            Nessuno Le fa dire niente. Visto che Lei ha il coraggio di rimpiangere il triregno (la tiara) come simbolo del papato, Le ricordo che papi a Lei piu’ simpatici di Paolo VI ricevevano il bacio della pantofola (Leone XIII), antico simbolo imperiale e usavano la sedia gestatoria con i flabelli (fino a Pio XII). Quindi gia’ prima di Paolo VI era per fortuna iniziata l’abolizione di simboli incongrui.
            Per cio’ che riguarda l’abdicazione dalla funzione papale, essa non e’ certo l’abdicazione della personale vocazione all’imitazione di Cristo e alla croce inerente alla vita del cristiano. Benedetto XVI ha dato tutte le sue forze alla Chiesa fin dopo gli 85 anni: lo ammiro per questo. Certo non aveva senso chiedere di piu’. Ha inaugurato una giusta tradizione, perche’ dopo di lui non avra’ piu’ senso “strafare”.

          • Reginaldus scrive:

            gigici,

            il ho il coraggio di rimpiangere il significato di un simbolo, togliendo il quale si è voluto togliere il significato stesso! possibile che non la capisca e si fermi sempre ai margini delle cose???

            A lei comunque la fierezza dei DUE papi…farlocchi!

          • Reginaldus scrive:

            e poi, carissimo gibici, va bene per le pantofole, va bene per gli struzzi, va bene con tutte queste pratiche e apparati ‘demodé’, ma un segno di croce, una benedizione ben pronuncita, no, anche questo tutto da bidone della spazzatura???Oh sì, lui benedice “nel silenzio”, per non offendere nessuno, “per rispettare la coscienza di ciascuno” (!!!), perché lui sa bene che ciascun uomo è figlio di Dio” ( con ciò dichiarando – poveretto – la sua perfetta inutilità, la sua funzione solo di parata, essendo ciascuno uomo già di pre se stesso figlio di Dio!

  21. Sal scrive:

    “Ratzinger torna alle origini” ?
    I giochi di parole sono sempre stati lo strumento per dire tutto e il suo contrario insieme. Per dire e non dire, per non dire ma lasciare la porta aperta ad una comprensione ambigua delle stesse, onde permettersi qualunque interpretazione di comodo.

    Es. ho letto “Benedetto il Saggio” e non si capisce se il saggio è benedetto da Dio o se si vuole dare lustro a Benedetto XVI in qualità di saggio.
    Ma la Bibbia è chiara e non lascia ambiguità alla comprensione dicendo “Anche chi è stolto, quando tace, sarà considerato saggio; chi chiude le sue proprie labbra, come se avesse intendimento.”(Prov. 17.28)

    E poiché oggi abbiamo due rappresentanti di Cristo viventi ci si dovrebbe chiedere se uno dei due è stolto, dato che di Cristo ce n’è stato solo uno e non si è ritirato nell’eremo del pensionato per fare il suggeritore nascosto. Ora rimarrà il dubbio di chi sarà il merito o demerito per le scelte che si faranno, dell’uno, dell’altro o di tutti e due.

    Il tema “Ratizinger torna alle origini” non spiega a quali origini torna, se a fare il papa nascosto in Vaticano o solo nascosto dietro le quinte. E ricordando che anche altri autorevoli commentatori sono contrari alla presenza di due papi in Vaticano,(v. Vatican Insider) ci si dovrebbe chiedere perché ha deciso di vivere lì in isolamento e non in un altro luogo ? Forse perché fuori del Vaticano potrebbero arrestarlo ? O perché volendo dare risalto ai poteri che furono dati da Cristo, come narrato in Galati, uno imita Pietro e l’altro Paolo ? In modo da dimostrare che è giunto a compimento la distruzione del “primato” che non c’è mai stato ? Per dare un segno di uguaglianza agli altri fratelli ?
    Se Ratizinger dice che : “«La Chiesa non è sua, non è nostra, ma è del Signore, che non la lascia affondare;…»,” Ha perfettamente ragione, ma la domanda è: stava parlando di quella del Signore o di quella cattolica ? Perché è vero che la chiesa è del Signore, ma quella del Signore non si chiama cattolica, (cattolico = universale), quella del Signore è “ l’assemblea dei primogeniti iscritti nei cieli,.. degli spiriti dei giusti portati alla perfezione, comprati di fra il genere umano, che sono stati “preordinati, chiamati e dichiarati giusti;” ( Ebr. 12.23; 1Cor 7.23; 6.20; Rm 8.30)
    Beh, una qualce differenza c’è. Tanto per tornare alle origini.

  22. Antonio scrive:

    LA CHIESA CATTOLICA È L’UNICA VERA CHIESA DI CRISTO
    Benedetto XVI
    Sala Clementina
    Giovedì, 31 gennaio 2008

    Signori Cardinali,
    Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
    carissimi e fedeli Collaboratori!
    E’ per me motivo di grande gioia incontrarvi in occasione della vostra Sessione Plenaria. Posso così parteciparvi i sentimenti di profonda riconoscenza e di cordiale apprezzamento che provo per il lavoro che il vostro Dicastero svolge al servizio del ministero di unità, affidato in special modo al Romano Pontefice. E’ un ministero che si esprime primariamente in funzione dell’unità di fede, poggiante sul “sacro deposito”, di cui il Successore di Pietro è il primo custode e difensore (cfr Cost. ap. Pastor Bonus, 11). Ringrazio il Signor Cardinale William Levada per i sentimenti che, a nome di tutti, ha espresso nel suo indirizzo e per il richiamo dei temi che sono stati oggetto di alcuni Documenti della vostra Congregazione in questi ultimi anni e delle tematiche che tuttora impegnano l’esame del Dicastero.
    In particolare, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato l’anno scorso due Documenti importanti, che hanno offerto alcune precisazioni dottrinali su aspetti essenziali della dottrina sulla Chiesa e sull’Evangelizzazione. Sono precisazioni necessarie per lo svolgimento corretto del dialogo ecumenico e del dialogo con le religioni e le culture del mondo. Il primo Documento porta il titolo “Risposte a quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la dottrina della Chiesa” e ripropone anche nelle formulazioni e nel linguaggio l’insegnamento del Concilio Vaticano II, in piena continuità con la dottrina della Tradizione cattolica. Viene così confermato che l’una e unica Chiesa di Cristo ha la sua sussistenza, permanenza e stabilità nella Chiesa Cattolica e che pertanto l’unità, l’indivisibilità e l’indistruttibilità della Chiesa di Cristo non vengono annullate dalle separazioni e divisioni dei cristiani. Accanto a questa precisazione dottrinale fondamentale, il Documento ripropone l’uso linguistico corretto di certe espressioni ecclesiologiche, che rischiano di essere fraintese, e richiama a tal fine l’attenzione sulla differenza che ancora permane tra le diverse Confessioni cristiane nei riguardi della comprensione dell’essere Chiesa, in senso propriamente teologico. Ciò, lungi dall’impedire l’impegno ecumenico autentico, sarà di stimolo perché il confronto sulle questioni dottrinali avvenga sempre con realismo e piena consapevolezza degli aspetti che ancora separano le Confessioni cristiane, oltre che nel riconoscimento gioioso delle verità di fede comunemente professate e della necessità di pregare incessantemente per un cammino più solerte verso una maggiore e alla fine piena unità dei cristiani. Coltivare una visione teologica che ritenesse l’unità e identità della Chiesa come sue doti “nascoste in Cristo”, con la conseguenza che storicamente la Chiesa esisterebbe di fatto in molteplici configurazioni ecclesiali, riconciliabili soltanto in prospettiva escatologica, non potrebbe che generare un rallentamento e ultimamente la paralisi dell’ecumenismo stesso.
    L’affermazione del Concilio Vaticano II che la vera Chiesa di Cristo “sussiste nella Chiesa cattolica” (Cost. dogm. Lumen gentium, 8) non riguarda soltanto il rapporto con le Chiese e comunità ecclesiali cristiane, ma si estende anche alla definizione dei rapporti con le religioni e le culture del mondo. Lo stesso Concilio Vaticano II nella Dichiarazione Dignitatis humanae sulla libertà religiosa afferma che “questa unica vera religione sussiste nella Chiesa cattolica, alla quale il Signore Gesù ha affidato il compito di diffonderla a tutti gli uomini” (n. 1). La “Nota dottrinale su alcuni aspetti dell’evangelizzazione” – l’altro Documento pubblicato dalla vostra Congregazione nel dicembre 2007 -, a fronte del rischio di un persistente relativismo religioso e culturale, ribadisce che la Chiesa, nel tempo del dialogo tra le religioni e le culture, non si dispensa dalla necessità dell’evangelizzazione e dell’attività missionaria verso i popoli, né cessa di chiedere agli uomini di accogliere la salvezza offerta a tutte le genti. Il riconoscimento di elementi di verità e bontà nelle religioni del mondo e della serietà dei loro sforzi religiosi, lo stesso colloquio e spirito di collaborazione con esse per la difesa e la promozione della dignità della persona e dei valori morali universali, non possono essere intesi come una limitazione del compito missionario della Chiesa, che la impegna ad annunciare incessantemente Cristo come la via, la verità e la vita (cfr Gv 14,6).

    • Sal scrive:

      @ Antonio
      La vera chiesa di cristo ? Ma dai …. Se l’ha inventata Costantino !

      “Il concilio di Nicea , tenutosi nel 325, … fu convocato e presieduto dall’imperatore Costantino I, il quale intendeva ristabilire la pace religiosa e costruire l’unità della chiesa, minata dalle aspre dispute tra cristiani; l’intento era anche politico, dal momento che se tali dispute non fossero state risolte, avrebbero dato un ulteriore impulso centrifugo all’impero, in una fase in cui esso si trovava sulla via della disgregazione. “ – Wikipedia

      “Il termine scisma, indica una divisione, una separazione causata da una discordia fra gli individuidi un mezzo di circonvalenza di una stessa comunità. Gli scismi nella storia del cristianesimo sono stati:
      • lo scisma nestoriano, dopo il Concilio di Efeso, con la separazione delle chiese orientali antiche
      • lo scisma tricapitolino, risoltosi nel 698
      • il grande scisma d’Oriente-Occidente, che ha portato alla divisione tra la chiesa cattolica e la chiesa ortodossa
      • il primo scisma imperiale durante l’impero di Enrico IV (XII secolo)
      • il secondo scisma imperiale, durante l’impero di Federico Barbarossa (XII sec.)
      • lo scisma d’Occidente, perdurato dal 1378 al 1417 all’interno della chiesa cattolica
      • lo scisma anglicano, dovuto alla separazione della chiesa anglicana portata sotto il controllo di Enrico VIII
      • il Raskol, lo scisma in seno alla Chiesa ortodossa russa che portò alla costituzione dei Vecchi Credenti
      • lo scisma di Utrecht a seguito del Concilio Vaticano I da parte dei cosiddetti “vecchi cattolici”, che non accettarono la definizione del dogma dell’infallibilità pontificia”
      – Wikipedia

      “Nella storia della Chiesa, il termine pentarchia indica le cinque sedi patriarcali più importanti della cristianità nel mondo romano:
      Patriarcato di Roma ;Gerusalemme; Antiochia; Alessandria d’Egitto; Costantinopoli.
      Queste cinque chiese rivestirono per tutto il primo millennio un certo rilievo per la tradizione apostolica di cui erano accreditate:….
      Il Grande Scisma d’Oriente del 1054 mise fine alla pentarchia originale.”

      La vera chiesa di Dio ? Ma quale ? Ma dove ? Se non c’è più neanche il sacerdozio : “Gesù è anche divenuto garante di un patto migliore. Inoltre, molti dovettero divenire sacerdoti [in successione] perché la morte impediva loro di rimanere tali, ma egli, siccome rimane vivente per sempre, ha il proprio sacerdozio senza successori” ( Ebre 7.23-24)

      “LA CHIESA CATTOLICA È L’UNICA VERA CHIESA DI CRISTO
      Benedetto XVI
      Sala Clementina
      Giovedì, 31 gennaio 2008″

      Forse per questo è stato destituito ? Non si dicono le bugie ! Cresce il naso !

  23. Antonio scrive:

    LA CHIESA CATTOLICO-ROMANA E’ L’UNICA CHIESA COSTITUITA SULLA TERRA DA GESU’ CRISTO. Il documento integrale dei chiarimenti pubblicati dalla Congregazione per la dottrina della fede

    IL DOCUMENTO
    Il testo integrale dei chiarimenti pubblicati dal dicastero vaticano. Nelle Chiese e nelle comunità non ancora in comunione con il Papa «elementi di santificazione e di verità», ma non lo stesso rapporto con l’origine

    «Nella Chiesa cattolica la Chiesa di Cristo»

    Cinque domande e altrettante risposte dalla Congregazione per la dottrina della fede «Gesù ha costituito sulla terra un’unica Chiesa Ed essa concretamente sussiste intorno al successore di Pietro e ai vescovi che sono in comunione con lui»

    Pubblichiamo il testo integrale del documento della Congregazione per la dottrina della fede «Risposte a quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la dottrina sulla Chiesa». *

    INTRODUZIONE

    Il Concilio Vaticano II, con la costituzione dogmatica Lumen gentium e con i decreti sull’ecumenismo (Unitatis redintegratio) e sulle Chiese orientali (Orientalium ecclesiarum), ha contribuito in modo determinante ad una comprensione più profonda dell’ecclesiologia cattolica. Al riguardo anche i Sommi Pontefici hanno voluto offrire approfondimenti e orientamenti per la prassi: Paolo VI nella lettera enciclica Ecclesiam suam (1964) e Giovanni Paolo II nella lettera enciclica Ut unum sint (1995).

    Il conseguente impegno dei teologi, volto ad illustrare sempre meglio i diversi aspetti dell’ecclesiologia, ha dato luogo al fiorire di un’ampia letteratura in proposito. La tematica si è infatti rivelata di grande fecondità, ma talvolta ha anche avuto bisogno di puntualizzazioni e di richiami, come la dichiarazione Mysterium ecclesiae (1973), la Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica Communionis notio (1992) e la dichiarazione Dominus Iesus (2000), tutte pubblicate dalla Congregazione per la dottrina della fede.

    La vastità dell’argomento e la novità di molti temi continuano a provocare la riflessione teologica, offrendo sempre nuovi contributi non sempre immuni da interpretazioni errate che suscitano perplessità e dubbi, alcuni dei quali sono stati sottoposti all’attenzione della Congregazione per la dottrina della fede. Essa, presupponendo l’insegnamento globale della dottrina cattolica sulla Chiesa, intende rispondervi precisando il significato autentico di talune espressioni ecclesiologiche magisteriali, che nel dibattito teologico rischiano di essere fraintese.

    RISPOSTE AI QUESITI

    Primo quesito: Il Concilio ecumenico Vaticano II ha forse cambiato la precedente dottrina sulla Chiesa?

    Risposta: Il Concilio ecumenico Vaticano II né ha voluto cambiare né di fatto ha cambiato tale dottrina, ma ha voluto solo svilupparla, approfondirla ed esporla più ampiamente.

    Proprio questo affermò con estrema chiarezza Giovanni XXIII all’inizio del Concilio (1). Paolo VI lo ribadì (2) e così si espresse nell’atto di promulgazione della Costituzione Lumen gentium: «E migliore commento sembra non potersi fare che dicendo che questa promulgazione nulla veramente cambia della dottrina tradizionale. Ciò che Cristo volle, vogliamo noi pure. Ciò che era, resta. Ciò che la Chiesa per secoli insegnò, noi insegniamo parimenti. Soltanto ciò che era semplicemente vissuto, ora è espresso; ciò che era incerto, è chiarito; ciò che era meditato, discusso, e in parte controverso, ora giunge a serena formulazione» (3). I vescovi ripetutamente manifestarono e vollero attuare questa intenzione (4).

    Secondo quesito: Come deve essere intesa l’affermazione secondo cui la Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa cattolica?

    Risposta: Cristo «ha costituito sulla terra» un’unica Chiesa e l’ha istituita come «comunità visibile e spirituale» (5), che fin dalla sua origine e nel corso della storia sempre esiste ed esisterà, e nella quale soltanto sono rimasti e rimarranno tutti gli elementi da Cristo stesso istituiti (6). «Questa è l’unica Chiesa di Cristo, che nel Simbolo professiamo una, santa, cattolica e apostolica [...]. Questa Chiesa, in questo mondo costituita e organizzata come società, sussiste nella Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con lui» (7).

    Nella costituzione dogmatica Lumen gentium la sussistenza è questa perenne continuità storica e la permanenza di tutti gli elementi istituiti da Cristo nella Chiesa cattolica (8), nella quale concretamente si trova la Chiesa di Cristo su questa terra.

    Secondo la dottrina cattolica, mentre si può rettamente affermare che la Chiesa di Cristo è presente e operante nelle Chiese e nelle comunità ecclesiali non ancora in piena comunione con la Chiesa cattolica grazie agli elementi di santificazione e di verità che sono presenti in esse (9), la parola «sussiste», invece, può essere attribuita esclusivamente alla sola Chiesa cattolica, poiché si riferisce appunto alla nota dell’unità professata nei simboli della fede (Credo…la Chiesa «una»); e questa Chiesa «una» sussiste nella Chiesa cattolica (10).

    Terzo quesito: Perché viene adoperata l’espressione «sussiste nella» e non semplicemente la forma verbale «è»?

    Risposta: L’uso di questa espressione, che indica la piena identità della Chiesa di Cristo con la Chiesa cattolica, non cambia la dottrina sulla Chiesa; trova, tuttavia, la sua vera motivazione nel fatto che esprime più chiaramente come al di fuori della sua compagine si trovino «numerosi elementi di santificazione e di verità», «che in quanto doni propri della Chiesa di Cristo spingono all’unità cattolica» (11).

    «Perciò le stesse Chiese e Comunità separate, quantunque crediamo che hanno delle carenze, nel mistero della salvezza non sono affatto spoglie di significato e di peso. Infatti lo Spirito di Cristo non ricusa di servirsi di esse come di strumenti di salvezza, il cui valore deriva dalla stessa pienezza della grazia e della verità, che è stata affidata alla Chiesa cattolica» (12).

    Quarto quesito: Perché il Concilio ecumenico Vaticano II attribuisce il nome di «Chiese» alle Chiese orientali separate dalla piena comunione con la Chiesa cattolica?

    Risposta: Il Concilio ha voluto accettare l’uso tradizionale del nome. «Siccome poi quelle Chiese, quantunque separate, hanno veri sacramenti e soprattutto, in forza della successione apostolica, il sacerdozio e l’Eucaristia, per mezzo dei quali restano ancora uniti con noi da strettissimi v incoli» (13), meritano il titolo di «Chiese particolari o locali» (14), e sono chiamate Chiese sorelle delle Chiese particolari cattoliche (15).

    «Perciò per la celebrazione dell’Eucaristia del Signore in queste singole Chiese, la Chiesa di Dio è edificata e cresce» (16). Siccome, però, la comunione con la Chiesa cattolica, il cui capo visibile è il vescovo di Roma e successore di Pietro, non è un qualche complemento esterno alla Chiesa particolare, ma uno dei suoi principi costitutivi interni, la condizione di Chiesa particolare, di cui godono quelle venerabili comunità cristiane, risente tuttavia di una carenza (17). D’altra parte l’universalità propria della Chiesa, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con lui, a causa della divisione dei cristiani, trova un ostacolo per la sua piena realizzazione nella storia (18).

    Quinto quesito: Perché i testi del Concilio e del Magistero successivo non attribuiscono il titolo di «Chiesa» alle comunità cristiane nate dalla Riforma del sedicesimo secolo?

    Risposta: Perché, secondo la dottrina cattolica, queste comunità non hanno la successione apostolica nel sacramento dell’Ordine, e perciò sono prive di un elemento costitutivo essenziale dell’essere Chiesa. Le suddette comunità ecclesiali, che, specialmente a causa della mancanza del sacerdozio ministeriale, non hanno conservato la genuina e integra sostanza del Mistero eucaristico (19), non possono, secondo la dottrina cattolica, essere chiamate «Chiese» in senso proprio (20).

    Il Sommo Pontefice Benedetto XVI, nell’udienza concessa al sottoscritto cardinale prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, ha approvato e confermato queste risposte, decise nella sessione ordinaria di questa Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.

    Roma, dalla sede della Congregazione per la dottrina della fede, il 29 giugno 2007, nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli.

    cardinale William Levada
    prefetto

    Angelo Amato, S.d.B.
    arcivescovo titolare di Sila
    segretario

    Note

    1. GIOVANNI XXIII, Allocuzione dell’11 ottobre 1962:
    «… il Concilio… vuole trasmettere pura e integra la dottrina cattolica, senza attenuazioni o travisamenti… Ma nelle circostanze attuali il nostro dovere è che la dottrina cristiana nella sua interezza sia accolta da tutti con rinnovata, serena e tranquilla adesione… È necessario che lo spirito cristiano, cattolico e apostolico del mondo intero compia un balzo in avanti, che la medesima dottrina sia conosciuta in modo più ampio e approfondito… Bisogna che questa dottrina certa e immutabile, alla quale è dovuto ossequio fedele, sia esplorata ed esposta nella maniera che l’epoca nostra richiede. Altra è la sostanza del depositum fidei, o le verità che sono contenute nella nostra veneranda dottrina, ed altro è il modo in cui vengono enunciate, sempre tuttavia con lo stesso senso e significato»: AAS 54 [1962] 791; 792.

    2. Cf. PAOLO VI, Allocuzione del 29 settembre 1963: AAS 55 [1963] 847-852.

    3. PAOLO VI, Allocuzione del 21 novembre 1964: AAS 56 [1964] 1009-1010 (trad. it. in: L’Osservatore Romano, 22 novembre 1964, 3).

    4. Il Concilio ha voluto esprimere l’identità della Chiesa di Cristo con la Chiesa cattolica. Ciò si trova nelle discussioni sul decreto Unitatis redintegratio. Lo schema del decreto fu proposto in aula il 23. 9. 1964 con una Relatio (Act Syn III/II 296-344). Ai modi inviati dai vescovi nei mesi seguenti il Segretariato per l’unità dei cristiani risponde il 10.11.1964 (Act Syn III/VII 11-49). Da questa Expensio modorum si riportano quattro testi concernenti la prima risposta.

    A) [In Nr. 1 (Prooemium) Schema Decreti: Act Syn III/II 296, 3-6] «Pag. 5, lin. 3-6: Videtur etiam Ecclesiam catholicam inter illas Communiones comprehendi, quod falsum esset. R(espondetur): Hic tantum factum, prout ab omnibus conspicitur, describendum est. Postea clare affirmatur solam Ecclesiam catholicam esse veram Ecclesiam Christi» (Act Syn III/VII 12).

    B) [In Caput I in genere: Act Syn III/II 297-301] «4 – Expressius dicatur unam solam esse veram Ecclesiam Christi; hanc esse Catholicam Apostolicam Romanam; omnes debere inquirere, ut eam cognoscant et ingrediantur ad salutem obtinendam… R(espondetur): In toto textu sufficienter effertur, quod postulatur. Ex altera parte non est tacendum etiam in aliis communitatibus christianis inveniri veritates revelatas et elementa ecclesialia»( Act Syn III/VII 15). Cf. anche ibidem punto 5.

    C) [In Caput I in genere: Act Syn III/II 296s]
    «5 – Clarius dicendum esset veram Ecclesiam esse solam Ecclesiam catholicam romanam…
    R(espondetur): Textus supponit doctrinam in constitutione “De Ecclesia” expositam, ut pag. 5, lin. 24-25 affirmatur» (Act Syn III/VII 15). Quindi la commissione che doveva valutare gli emendamenti al decreto Unitatis redintegratio esprime con chiarezza l’identità della Chiesa di Cristo e della Chiesa cattolica e la sua unicità, e vede questa dottrina fondata nella costituzione dogmatica Lumen gentium.

    D) [In Nr. 2 Schema Decreti: Act Syn III/II 297s]
    «Pag. 6, lin. 1- 24: Clarius exprimatur unicitas Ecclesiae. Non sufficit inculcare, ut in textu fit, unitatem Ecclesiae.
    R(espondetur): a) Ex toto textu clare apparet identificatio Ecclesiae Christi cum Ecclesia catholica, quamvis, ut oportet, efferantur elementa ecclesialia aliarum communitatum».
    «Pag. 7, lin. 5: Ecclesia a successoribus Apostolorum cum Petri successore capite gubernata (cf. novum textum ad pag. 6, lin.33-34) explicite dicitur “unicus Dei grex” et lin. 13 “una et unica Dei Ecclesia”» (Act Syn III/VII).

    Le due espressioni citate sono quelle di Unitatis redintegratio 2.5 e 3.1.

    5. Cf. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8.1.

    6. Cf. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Decr. Unitatis redintegratio, 3.2; 3.4; 3.5; 4.6.

    7. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8.2.

    8. Cf. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Dich. Mysterium ecclesiae, 1.1: AAS 65 [1973] 397; Dich. Dominus Iesus, 16.3: AAS 92 [2000-II] 757-758; Notificazione sul libro di padre Leonardo Boff, OFM, «Chiesa: carisma e potere»: AAS 77 [1985] 758-759.

    9. Cf. GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Ut unum sint, 11.3: AAS 87 [1995-II] 928.

    10. Cf. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8.2.

    11. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8.2.

    12. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Decr. Unitatis redintegratio, 3.4.

    13. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Decr. Unitatis redintegratio, 15.3; cf. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Lett. Communionis notio, 17.2: AAS, 85 [1993-II] 848.

    14. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Decr. Unitatis redintegratio, 14.1.

    15. Cf. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Decr. Unitatis redintegratio, 14.1; GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Ut unum sint, 56 s : AAS 87 [1995-II] 954 s.

    16. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Decr. Unitatis redintegratio, 15.1.

    17. Cf. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Lett. Communionis notio, 17.3: AAS 85 [1993-II] 849.

    18. Cf. ibid.

    19. Cf. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Decr. Unitatis redintegratio, 22.3.

    20. Cf. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Dich. Dominus Iesus, 17.2: AAS 92 [2000-II] 758.

    • Sal scrive:

      @ Antonio
      “LA CHIESA CATTOLICO-ROMANA E’ L’UNICA CHIESA COSTITUITA SULLA TERRA DA GESU’ CRISTO. Il documento integrale dei chiarimenti pubblicati dalla Congregazione per la dottrina della fede”

      Congregazione per la dottrina della fede ? Già, ma non è mica Vangelo.

      “Non sapete che siete il tempio di Dio, e che lo spirito di Dio dimora in voi? Se qualcuno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui; poiché il tempio di Dio è santo, il quale [tempio] siete voi.” (1Cor 3.16-17)

      • Antonio scrive:

        @Sal
        Matteo 18,16Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».

        1Corinzi 12,27Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. 28Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. 29Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? 30Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano? 31Desiderate invece intensamente i carismi più grandi

        Ef 3,10 affinché, per mezzo della Chiesa, sia ora manifestata ai Principati e alle Potenze dei cieli la multiforme sapienza di Dio,

        Ef 3,21 a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù
        per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen.

        1Corinzi 4,5Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri: sono io che vi ho generato in Cristo Gesù mediante il Vangelo. 16Vi prego, dunque: diventate miei imitatori! 17Per questo vi ho mandato Timòteo, che è mio figlio carissimo e fedele nel Signore: egli vi richiamerà alla memoria il mio modo di vivere in Cristo, come insegno dappertutto in ogni Chiesa.
        18Come se io non dovessi venire da voi, alcuni hanno preso a gonfiarsi d’orgoglio. 19Ma da voi verrò presto, se piacerà al Signore, e mi renderò conto non già delle parole di quelli che sono gonfi di orgoglio, ma di ciò che veramente sanno fare. 20Il regno di Dio infatti non consiste in parole, ma in potenza. 21Che cosa volete? Debbo venire da voi con il bastone, o con amore e con dolcezza d’animo?

        Come vede la chiesa egli Apostoli hanno autorità nella chiesa. Non esiste una chiesa senza Apostoli e guide. Guardi come parla Paolo. Essere tempio di Dio non esime dall’obbedienza alla chiesa e paolo reclama autorità sulla chiesa senza esitare.

        2Corinzi 10,1 Ora io stesso, Paolo, vi esorto per la dolcezza e la mansuetudine di Cristo, io che, di presenza, sarei con voi debole ma che, da lontano, sono audace verso di voi: 2vi supplico di non costringermi, quando sarò tra voi, ad agire con quell’energia che ritengo di dover adoperare contro alcuni, i quali pensano che noi ci comportiamo secondo criteri umani. 3In realtà, noi viviamo nella carne, ma non combattiamo secondo criteri umani. Infatti le armi della nostra battaglia non sono carnali, 4ma hanno da Dio la potenza di abbattere le fortezze, 5distruggendo i ragionamenti e ogni arroganza che si leva contro la conoscenza di Dio, e sottomettendo ogni intelligenza all’obbedienza di Cristo. 6Perciò siamo pronti a punire qualsiasi disobbedienza, non appena la vostra obbedienza sarà perfetta.
        7Guardate bene le cose in faccia: se qualcuno ha in se stesso la persuasione di appartenere a Cristo, si ricordi che, se lui è di Cristo, lo siamo anche noi. 8In realtà, anche se mi vantassi di più a causa della nostra autorità, che il Signore ci ha dato per vostra edificazione e non per vostra rovina, non avrò da vergognarmene. 9Non sembri che io voglia spaventarvi con le lettere! 10Perché «le lettere – si dice – sono dure e forti, ma la sua presenza fisica è debole e la parola dimessa». 11Questo tale rifletta però che quali noi siamo a parole, per lettera, assenti, tali saremo anche con i fatti, di presenza.
        L’accusa di ambizione
        12Certo, noi non abbiamo l’audacia di uguagliarci o paragonarci ad alcuni di quelli che si raccomandano da sé, ma, mentre si misurano su se stessi e si paragonano con se stessi, mancano di intelligenza. 13Noi invece non ci vanteremo oltre misura, ma secondo la misura della norma che Dio ci ha assegnato, quella di arrivare anche fino a voi. 14Non ci arroghiamo un’autorità indebita, come se non fossimo arrivati fino a voi, perché anche a voi siamo giunti col vangelo di Cristo. 15Né ci vantiamo indebitamente di fatiche altrui, ma abbiamo la speranza, col crescere della vostra fede, di crescere ancor più nella vostra considerazione, secondo la nostra misura, 16per evangelizzare le regioni più lontane della vostra, senza vantarci, alla maniera degli altri, delle cose già fatte da altri.
        17Perciò chi si vanta, si vanti nel Signore; 18infatti non colui che si raccomanda da sé viene approvato, ma colui che il Signore raccomanda.

    • giovannino scrive:

      caro Antonio , certo il Concilio ha cinquant’ anni e affermazioni che erano alla avanguardia allora sono oggi da superare , nello spirito stesso del Concilio . Tuttavia è anche necessario assicurarsi che tutti i cattolico-romani diano il loro assenso ed ossequio al dettato conciliare.

      • murmex scrive:

        Ma cosa vuol dire?Le affermazioni del concilio sono vere o no?e se sono vere sono però da superare,come se fossero false,e inoltre contemporaneamente bisogna continuare a ossequiarle come vere?Rappresentazione plastica del dramma dei nostri tempi,in cui si e persa la capacità di ragionamento logico

        • giovannino scrive:

          cara murmex , il discorso sarebbe lungo . Cercherò di essere sintetico , anche se forse poco comprensibile. L’ idea che la realtà divina debba essere immutabile viene dalla filosofia greca e da Aristotele piuttosto che dalla Bibbia . Essa risale all’ inculturazione ellenistica e non fa parte del kerygma . Mai Gesù ha detto che l’ idea di Dio dei neoplatonici sia vera . Dato però che era la più chiara e ragionata idea di Dio elaborata in quei tempi i Padri della Chiesa l’ hanno utilizzata per la loro ermenutica biblica e teologia. Oggi che la scienza ci svela la creazione come un work in progress , dobbiamo necessariamente superare le formulazioni aristotelico-tomiste. Che ne diresti , ad esempio di tradurre il “Logos ” del Vangelo di Giovanni con ” Evoluzione creatrice “? “In principio era l’ Evoluzione Creatrice , e l’ Evoluzione Creatrice era presso Dio e l’ Evoluzione Creatrice era Dio …” una modesta proposta ermeneutica , sia chiaro , non è che voglio sostituire così il testo CEI per uso liturgico .

          • murmex scrive:

            No,Giovannino,purtroppo è molto comprensibile, lei non è assolutamente cattolico;giustifico l’ignoranza di persone indottrinate da 50 anni in maniera che se non fosse tragica sarebbe grottesca,ma la buona fede vuole che dopo ripetuti richiami ci si vada a informare sulle fonti autentiche del Magistero.Legga p.e. la Pascendi con calma e buona volontà,e vedrà la sua evoluzione dove finisce.

  24. andre scrive:

    caro Antonio,
    non perda tempo, purtroppo chi non vuole capire non capisce comunque…non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere

    • Sal scrive:

      Beh, si il vangelo è solo un optional nascosto dalla papalatria ! Auguri !

      • Antonio scrive:

        Pietro ha il primato sulla chiesa lo dimostra chiaro l’antico cherigma che Paolo riporta in 1Corinzi 15

        15,1 Vi proclamo poi, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi 2e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano!
        3A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè
        che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture
        e che 4fu sepolto
        e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture
        5e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.

        Bastava dire ai dodici, invece Paolo mette in risalto Cefa in maniera preminente.

        15,6In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. 7Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. 8Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. 9Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. 10Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me. 11Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

        • Sal scrive:

          E cosa centra Cefa con la chiesa romana ? e il papa ?

          • Antonio scrive:

            @Sal
            come cosa c’entra gentilissimo Sal? La chiesa cattolica, universale, è la chiesa che presiede nella carità perchè è la sede di Pietro e dei suoi successori. Mi sembra evidente. le invio un bell’articolo sull’argomento di un noto archeologo. E un altro di un noto mensile, La saluto cordialmente

            San Pietro morì davvero a Roma?
            Storia e Archeologia

            Quando Laterza mi ha chiesto di tornare all’Auditorium per parlare di uno straniero a Roma, mi è venuto in mente quel continuatore di Gesù che è stato Simone di Cafarnao, poi chiamato Pietro, primo a estendere l’orizzonte tutto palestinese ed ebraico del Signore fino a raggiungere i “confini della terra”, quindi l’Occidente pagano, incentrato su Roma. Roma era la nuova Babilonia che soggiogava Israele, col suo Nerone pari a un Nabucodonosor. Dovevo poi accompagnare il personaggio a un anno, e ho scelto il 64 d.C., quando probabilmente Pietro morì martire, subito dopo l’incendio della capitale.

            Ma Pietro ha raggiunto veramente Roma? Qui si confrontano due posizioni, una di critica temperata soprattutto cattolica e una di ipercritica soprattutto protestante. Per la critica temperata Pietro è giunto a Roma, ha svolto una funzione di comando nella comunità giudaico-cristiana – insieme a Paolo – ed è stato martirizzato da Nerone nel suo circo in Vaticano. Le fonti più antiche sull’argomento sono dieci e si datano fra la metà del I e la metà del II secolo d.C. Secondo Tacito, Nerone accusò i Cristiani dell’incendio, per cui li fece sbranare, crocifiggere e ardere in uno spettacolo circense. Per l’ipercritica quelle dieci fonti documentano nient’altro che una falsa leggenda, volta a dare il primato alla chiesa di Roma.

            Il mio parere è che sarebbe stato assai arduo inventare, nell’evoluta Roma tra Nerone e Nerva, che il primo apostolo – famosissimo nell’universo giudaico-cristano – fosse stato a Roma quando mai vi aveva messo piede, e ciò solo una generazione dopo i supposti eventi. Per gli ipercritici, Pietro sarebbe morto a Gerusalemme intorno al 55. Ma allora, perché gli Atti non menzionano la scomparsa? Bisogna ammettere che vi è una lacuna documentaria per Pietro, lunga una decina d’anni, in cui il primo apostolo sembra sparire (gli Atti si interessano soprattutto a Paolo). Ma la documentazione poi riprende, a partire da una lettera di Pietro, inviata da Babilonia (cioè da Roma) alle comunità dell’Asia Minore, in cui si nominano il segretario Sila e Marco, il futuro evangelista, che aveva lasciato Alessandria nel 62, probabilmente per Roma.

            D’altra parte Gerusalemme era diventato un luogo terribile: in quello stesso anno Giacomo, fratello di Gesù e capo della comunità cristiana, era stato condannato a morte per lapidazione dal Sommo Sacerdote.
            Pietro potrebbe quindi essere giunto a Roma intorno al 62 ed essere morto poco dopo l’incendio tra il luglio e il dicembre del 64.

            Dalla religiosità interstiziale e marginale di Cristo, volta a restaurare e portare a compimento quella tradizionale ebraica, alla religiosità di Pietro e di Paolo che raggiunge Antiochia, Efeso, Corinto e Roma – Paolo finirà anche in Spagna – il passo è grande. I greci e i romani convertiti cercavano di ridurre al minimo i rigidi rituali ebraici, a partire dalla circoncisione, per cui una variante della religione ebraica si stava trasformando, gradualmente, in una religione universale a sé stante. La Palestina e la sua cultura sfumavano così sullo sfondo e il cristianesimo germogliava in ambienti ellenistici e romani, entro un ambito culturale ben più vasto. Costantino, che si riteneva episkopos di coloro che erano fuori dalla Chiesa e uguale agli apostoli, indisse il Concilio di Nicea anche per separare la Pasqua degli ebrei da quella dei cristiani. Fece di una religione che ambiva all’universo la religione dello stesso Impero, e alla fine del IV secolo il paganesimo venne ufficialmente soppresso.

            Prima Pietro con Paolo e poi Costantino e i suoi successori cominciarono e portarono a termine una rivoluzione culturale di dimensioni colossali. Si era così passati da Cafarnao in Galilea, dove scavi archeologici hanno scoperto la casa in cui Pietro ospitò Gesù, a Gerusalemme, dove Costantino riscoprì, grazie a uno scavo condotto dalla madre Elena, il Santo Sepolcro, alla Roma-Babilonia di Pietro, fino alla Roma nuova Gerusalemme di Costantino (Jerusalem si chiamava la basilica voluta da Elena nella dimora imperiale dell’Esquilino, che custodiva una reliquia della croce). Sempre a Roma Costantino valorizzò le tombe di Pietro e Paolo, incentrando su di esse due basiliche (quella di Paolo era grande un sesto rispetto a quella di Pietro). La tomba con edicola di Pietro, datata al 150-160 d.C. circa – una delle fonti principali, scoperta da scavi degli anni ’40 e ’50 – fu racchiusa da questo imperatore in una teca marmorea che spiccava sotto il ciborio a colonne tortili della basilica (per questo anche le colonne del Bernini dovranno essere tortili).

            L’importanza della Roma cristiana si fondava dunque principalmente sulle tombe di Pietro e di
            Paolo considerate “trofei” di quei martiri. La città era seconda solamente a Gerusalemme, che disponeva del Santo Sepolcro. Quando Costantino si fece seppellire a Costantinopoli tra le tombe dei dodici apostoli, raccogliendo reliquie in giro per il mondo, la vecchia capitale era stata superata dalla nuova.

            Andrea Carandini – archeologo
            (da “Il Sole 24 Ore” del 16 dicembre 2012)

            http://cavalieredellimmacolata.blogspot.it/2013/04/san-pietro-mori-davvero-roma.html

            http://www.30giorni.it/articoli_supplemento_id_14765_l1.htm

        • giovannino scrive:

          E con questo Antonio ha risolto in quattro righe una controversia bimillenaria .

          • giovannino scrive:

            Mi piace questa osservazione che san Pietro era un immigrato . Inoltre anche Bergoglio è un extracomunitario.

  25. Iva scrive:

    nel suo art. su Avvenire, con una stucchevole dose di melassa sentimentale da happy-end a lungo sospirato, M. Corradi conclude:

    “….Però come siamo stati contenti nel vedere, ieri, l’elicottero arrivare, e abbassarsi. Perché è nel «recinto di San Pietro», che quell’amato vecchio deve stare. Perché mancava ancora qualcosa, fino a ieri, quando ci siamo detti: è tornato a casa.”

    Ma chi ha stabilito, ORA, a tot giorni da quel dì 28 febbraio in cui vedemmo il primo elicottero alzarsi in volo per portare il papa a Castelgandolfo, seguito dallo sventolio di tanti fazzoletti lacrimosi : “ci mancherai!…pensaci tanto e prega per noi!”, ….chi ORA ha deciso che “quell’amato vecchio”, cioè il papa emerito, deve stare nel “recinto di San Pietro” ?
    se il papa BXVI si è dimesso, perchè ora si afferma che DEVE stare in S. Pietro ? a fare il consigliere e l’altra faccia del papa regnante ? quella che hegelianamente deve opporsi a qualcosa per trovare sempre una rinascente “sintesi” che sia superamento dei due OPPOSTI ?
    abolita così l’UNICA autorità suprema del Vicario quale Cristo l’ha voluta, dobbiamo avere il BI-PAPA?
    il giocattolo hegeliano, come un incubo senza fine, deve continuare a stritolare il papato e l’intero gregge, reso fatalmente STRABICO, (come disse mons. G. D’Ercole), e da ora più che mai scisso in due fazioni divergenti che rivendicano ognuna di essere la VERA Chiesa cattolica, e l’altra, opposta, quella abusiva e contraffatta, non fedele a Pietro?
    a quale Pietro dovremo essere fedeli ?
    oppure questo papa neo-eletto deve ora passo passo ispirarsi al modello di governo del predecessore ? e allora perchè il predecessore si era dimesso ?
    mancava ancora qualcosa, fino a ieri,
    dice la Corradi. Qualcosa…..?
    Ma CHE COSA MANCAVA di fatto? di che cosa sente la mancanza, lei come tanti fedeli nell’orbe cattolico, che, pieni di dubbi, dilemmi e interrogativi sospesi , da quell’11 febbraio 2013, oggi sono felici di vedere DUE PAPI affiancati, come se la Chiesa del 3. millennio potesse vivere solo in questa DUPLICITA’ di figure di vicari, che forse si annullano nella realtà concreta di (non)governo effettivo ?
    Non si hanno le parole per dirlo, CHE COSA manca realmente a questa Chiesa sdoppiata.
    Realtà surreale, per tanti versi tragi-comica (non so quale prevalga tra i due aspetti) .

  26. gibici scrive:

    @ Iva. Ma Lei non ha ancora capito che Benedetto XVI poiche’si e’ dimesso non e’ piu’ papa?

  27. giovannino scrive:

    Sicuramente Tornielli ha ragione quando dice che la rinuncia di BXVI è stata un gesto innovatore molto più forte della istituzione di un consiglio cardinalizio intercontinentale. Dal Santo Padre ci aspettiamo la piena e definitiva attuazione del Concilio , non qualche zuccherino. Penso che un’ analisi spassionata e razionale ( per non usare termini della retorica scientista tipo oggettiva o scientifica ) delle novità sul Papato di quest’ anno non sia possibile, ma neanche di opinione pubblica , per l’ assoluta opacità ( mancanza di trasparenza ) della Curia romana. Tornielli , che sa molto , potrebbe dare un contributo , ma si autocensura o , forse , deve coprire le sue fonti. Perchè quella che ha eletto Bergoglio è stata una strana maggioranza composta dagli americani ( sud , centro e nord ) , dai pochi Vescovi progressisti cardinalizzati sotto Wojtyla e Ratzinger e da wojtylani , che avevano votato Ratzinger , ma che non hanno digerito la rinuncia ( Dwisziz ) , il tutto sotto la regia di Sodano ( amico di Pinochet e protettore di Maciel ) . Questo è verosimile , in assenza di informazioni . Come governerà la chiesa un Papa eletto da quella che politicamente potremmo definire una convergenza tra destra e sinistra , subita dal centro ratzingeriano , è difficile da indovinare . Tanto più che per il diritto canonico il Papa è assolutamente sciolto da ogni dovere rispetto a chi lo ha eletto e potrebbe anche mandarli tutti a fare i missionari in Nigeria o in Pakistan o forse perfino rinchiuderli a vita nelle prigioni vaticane .

    • macv scrive:

      Se mandasse Sodano a fare il Missionario in pakistan questo <papa si meriterbbe tutta la mia simpatia! ma non lo farà mai: vedrete, vedrete al di la' della facciata bonaria,umile, modesta , questo Papa il potere lo sa gestire eccome e quelli che l'hanno eletto pure.. e dunque nessuna sorpresa, i protettori di Maciel rimarranno al loro posto, lo IOR andrà avanti e tutto il marciume , ormai dimenticato dai "media" sarà nascosto sotto il tappeto.
      Buon pranzo e buona digestione!

      • macv scrive:

        Del resto guardacaso Bergoglio si attaglia a meraviglia al ritratto che del nuovo pontefice aveva fatto Sodano nella Messa De eligendo: soprattutto un papa generoso e misericordioso!
        Eh, generoso soprattutto coi cardinali e misericordioso soprattutto coi colpevoli all’interno della Chiesa: una volta toltisi dalla scatole quel rompiscatole fissato colla “pulizia” di un tedesco, finalmente un po’ di sano spirito latino, tollerante e lasco, molto lasco….

        • andre scrive:

          ma si vergogni delle stupidaggini che dice….prego per lei e per la sua mente offuscata

          • andre scrive:

            come si permette di insinuare queste cose sul papa? ma chi gliene dà il diritto? ma cosa ne sa? adesso siccome c’è del marcio in vaticano, nessuno lo nega, allora anche il papa è marcio ovviamente….soliti discorsi da bar

          • andre scrive:

            mi scusi per la reazione…ma veramente non riesco a capire tutto questo rancore nei confronti di questo pontefice

  28. Eremita scrive:

    Destra e sinistra insieme nel conclave come in Italia : Dwisziz e compagnia come Berlusconi, cardinali americani come PD, come Grillo i soliti malpancisti , Sodano come Gianni letta nell’ombra, e Francesco come Enrico Letta, proprio come nel nuovo governo italiano. Giovannino, se è come dice Lei, siamo ben messi, però mi sembra una ricostruzione alquanto fantasiosa. Non tutti nel mondo hanno voglia di suicidarsi imitando l’Italia.

    • giovannino scrive:

      caro Eremita , confermo che la mia ricostruzione è frutto di pura immaginazione , non conosco infatti un solo cardinale e l’ unico sacerdote con cui ho confidenza è congedato , sposato e padre di due bellissimi bambini e dunque ormai estraneo alle lotte di potere ecclesiale. Non vedo invece particolari similitudini tra l’ ultimo conclave e l’ ultima elezione presidenziale italiana . Al massimo un parallelo tra Prodi e Scola.

  29. Simone 2 scrive:

    @ Murmex.
    «Simone 2, nessuno è obbligato a essere ladro, allora perché non legalizzare il furto?…».
    Vede Murmex, qualsiasi ragionamento può essere affrontato in modo spiritoso e intelligente e lei con il suo intervento non è stato nemmeno spiritoso.
    Non si può legalizzare il furto perché esso comporta un danno a terzi, che evidentemente non sono consenzienti; se lo fossero si parlerebbe di cessione o di prestito, ma non di furto.
    La pedofilia è perseguita penalmente non solo per una mera questione morale, che come si sa, potrebbe mutare nel tempo, ma perché la Legge non prevede che un minore sia consenziente.
    Due individui dello stesso sesso formano una coppia se sussistono due presupposti e cioè se entrambi maggiorenni e consenzienti. Al venir meno di uno soltanto dei presupposti si configurano aspetti penali.
    Se io scelgo di mettere fine alla mia esistenza suicidandomi non reco danni a nessuno e quindi non vedo in base a quale principio giuridico si possa impedirmi di decidere della mia vita.
    Per il resto ribadisco quanto già detto e cioè che nessuna legge obbliga qualcuno a usufruirne. Se lei non vuole divorziare, non divorzi e se non vuole usufruire del suicidio assistito non lo faccia.

    • giovannino scrive:

      “Se io scelgo di mettere fine alla mia esistenza suicidandomi non reco danni a nessuno e quindi non vedo in base a quale principio giuridico si possa impedirmi di decidere della mia vita.”
      caro Simone 2 , quale eccesso di individualismo .E’ un mito moderno quello dell’ uomo isolato e autosufficiente , tipo Robinson Crusoe. Tralasciando che la vita viene da Dio , cosa che uno può legittimamante non credere , restano i doveri verso il prossimo. Di fatto siamo sempre parte di diverse comunità , a partire dalla famiglia , di società e comunque cittadini di uno Stato. Secondo l’ Agenzia delle Entrate , ad esempio , il suicidio è una forma di evasione fiscale . E pensa al dolore che provocheresti a chi ti legge su questo blog , togliendoti la vita .

    • murmex scrive:

      Simone,non volevo essere spiritosa,quanto all’intelligenza un po’ grazie al Cielo ne ho.Lei non ha capito cosa volevo dire,cioè che la conseguenza logica del suo discorso(io non lo faccio,ma voglio lasciare liberi gli altri)è quella di poter giungere ad ammettere anche il furto e l’assassinio.L’ostacolo è quello dell’opinione pubblica,(però è un ostacolo di fatto,che non rientra nella logica)che per ora stigmatizza in parte questi crimini.Dico in parte,perchè una larga fetta di essa giustifica aborto ed eutanasia.Questo però è comunque un ragionamento c.d. ad hominem,che prescinde dall’essere cattolici,e siccome questo blog è tale,vorrei approfondire.Come Gesù Cristo è re di tutti noi ,così è re anche delle formazioni sociali in cui siamo riuniti,quindi nessun cattolico può ammettere che venga introdotto nell’ordinamento giuridico ciò che è oggettivamente un grave peccato.Non conta che danneggi o no un’altra persona,conta che il peccato offende Dio,anche se la persona è consenziente(eutanasia,unioni omosessuali)Introducendolo nell’ordinamento,il peccato esce dalla sfera privata,diventa pubblico,quindi ancora più grave.Vivendo in democrazia,la responsabilità che questo non avvenga è di tutti,in particolare dei Pastori,poi anche di genitori,educatori,intellettualiecc.Purtroppo sembra che neppure da parte dei Pastori ci sia quella fermezza che potremmo pretendere

  30. Bortignon scrive:

    Tutti a guardare supinamente alle gerarchie ed a discutere sui papi e sulle loro politiche, passate e future; tutti concentratissimi sulle chiacchiere sull’istituzione e sui suoi uomini, ma nessuno che pensi col dovuto rigore alla gestione intransigente della propria coscienza.
    Questo vi sarà chiesto da Dio, e non quante mani ecclesiali avete baciato nè se stavate in Tv a guardare la sera della fine-conclave

    • Eremita scrive:

      Bortignon, la “gestione intransigente della propria coscienza”, è fuori discussione se è svolta rigorosamente nell’intimo della propria anima, ma è estremamente pericolosa se la si confonde con le regole e le credenze del proprio gruppo di appartenenza. Coscienza personale o coscienza di gruppo non sono la stessa cosa.

      • Lia Orsenigo scrive:

        Sappiamo chi sono i gesuiti.
        Il grande Pascal , mica mario Rossi, si chiedeva se avessero davvero una morale, pronti come erano , col loro casuismo, a scusare perfino il furto e l’omicidio.
        Può essere uno spunto su cui spendere qualche riflessione.
        L.O.

      • Bortignon scrive:

        Si guarda troppo ai primi attori…Pare una religione di guardoni ed esibizionisti….

  31. Sal scrive:

    @ Antonio
    “perchè è la sede di Pietro e dei suoi successori. Mi sembra evidente.”

    Distinto Antonio, le sue convinzioni rimangono soltanto sue e di qualche suo amico interessato a raccontare storielle non cristiane.
    Sono già intervenuto molte volte sul’argomento per dire che non c’è nessuna prova né storica né evangelica per concludere che Pietro sia mai venuto a Roma. Certamente fa comodo sostenere l’indimostrabile per consolidare ciò che è stato falsamente propagandato per dare credibilità all’istituzione che nulla a che vedere con il Vangelo di Cristo.

    L’affermazione del sig. Laterza è contradetta dal Vangelo. Paolo dice : “Ma, al contrario, vedendo che mi era stata affidata la buona notizia per quelli che sono incirconcisi, come a Pietro [era stata affidata] per quelli che sono circoncisi — poiché Colui che diede a Pietro i poteri necessari per l’apostolato presso quelli che sono circoncisi diede i poteri anche a me per quelli che sono delle nazioni — sì, conosciuta l’immeritata benignità che mi era stata data, Giacomo e Cefa e Giovanni, quelli che sembravano essere colonne, diedero a me e a Barnaba la destra di comune partecipazione, affinché noi andassimo alle nazioni, ma essi a quelli che sono circoncisi”(Gal 2.7-9)

    L’incarico fu diviso, Paolo che aveva gli stessi poteri di “Giacomo, Cefa e Giovanni,” sarebbe andato a Roma (quelli delle nazioni) e “LORO” ai circoncisi che si trovavano ad Antiochia e a Babilonia sottolineando che i poteri di Cefa erano pari e quelli di Giacomo, Paolo e Giovanni senza nessuna preminenza.

    L’enciclopedia israeliana dice : gli abitanti ebrei di Babilonia erano di pura estrazione razziale degli ebrei della Palestina, si consideravano, soprattutto dopo la caduta di Gerusalemme, come il vero Israele Questa indipendenza dall’autorità babilonese non è stato ottenuta tutta in una volta: avvenne gradualmente. … correva un detto e poi l’assioma popolare era: “Chi vive in Babilonia, vive in Palestina “(ib.), divenne ben presto,” lasciare Babilonia è trasgredire un precetto ” Gli ebrei sono segnalati come avere realizzato belle sinagoghe e scuole…
    Periodo greco. Le Accademie.
    E ‘stato, tuttavia, prima dell’adesione dei Sassanidi [224-651]che il forte impulso verso lo studio della Torah sorto tra gli ebrei di Babilonia che ha reso questo paese al centro stesso del giudaismo per più di mille anni.”
    (vedi Accademie di Babilonia).
    h**p://www.jewishencyclopedia.com/articles/2286-babylonia ( Tradotto con google dall’originale inglese.)

    Inoltre, è lo stesso Archeologo da lei proposto che presenta opzioni diverse non potendo sostenere “la diceria” “Ma Pietro ha raggiunto veramente Roma? Qui si confrontano due posizioni, una di critica temperata soprattutto cattolica e una di ipercritica soprattutto protestante Il mio parere ( che non è vangelo e non è dimostrato da nulla) è che sarebbe stato assai arduo inventare, nell’evoluta Roma tra Nerone e Nerva, che il primo apostolo” (che primo non è come ha già fatto notare il vangelo ) “ fosse stato a Roma quando mai vi aveva messo piede, e ciò solo una generazione dopo i supposti eventi. Per gli ipercritici, Pietro sarebbe morto a Gerusalemme intorno al 55”
    E’ solo una sua supposizione non sostenuta da nessuna prova nè argomentazione e il 55 ev sarebbe stato troppo presto.
    E continua dicendo : “Allora, perché gli Atti non menzionano la scomparsa?”.

    Perché Atti (scritto da Luca che stava molto vicino a Polo, riferisce avvenimenti accaduti nel secondo anno della prigionia di Paolo a Roma, non può essere stato completato prima. Se fosse stato scritto più tardi, sarebbe ragionevole aspettarsi da Luca altre informazioni su Paolo; se fosse stato scritto dopo il 64 E.V., senz’altro sarebbe stata menzionata la persecuzione iniziata da Nerone in quell’anno; e se fosse stato scritto dopo il 70 E.V., come alcuni sostengono, ci aspetteremmo di trovare la descrizione della distruzione di Gerusalemme. Quindi la morte di Cefa dovette avvenire dopo il 70 ev. e non ne avrebbe potuto parlare avendo scritto Atti prima.

    Dice ancora : Bisogna ammettere che vi è una lacuna documentaria per Pietro, lunga una decina d’anni, in cui il primo apostolo sembra sparire (gli Atti si interessano soprattutto a Paolo). Ma la documentazione poi riprende, a partire da una lettera di Pietro, inviata da Babilonia alle comunità dell’Asia Minore, in cui si nominano il segretario Sila e Marco, il futuro evangelista, che aveva lasciato Alessandria nel 62, probabilmente per Roma.
    Se vi è una lacuna di una decina d’anni, come si può ipotizzare alcunché basandolo sulla lacuna ? La datazione della lettera di Pietro da Babilonia dal tono è riconducibile al 64 ev. Deve essere precedente l’inizio della persecuzione scatenata da Nerone nel 64 E.V. Il fatto che Marco fosse con Pietro indica che la prima lettera sia stata composta fra il 62 e il 64 E.V. (1Pt 5:13) dato che durante la prima prigionia di Paolo a Roma (ca. 59-61 E.V.), Marco era con Pietro, e quando Paolo fu imprigionato la seconda volta a Roma (ca. 65 E.V.) chiese che Timoteo e Marco lo raggiungessero. (Col 4:10; 2Tm 4:11) Quindi nel 65 ev. Marco era con Pietro e non poteva trovarsi a Roma se avrebbe dovuto raggiungere Paolo a Roma. Quindi probabilmente Pietro scrisse la seconda lettera poco dopo la prima, cioè tra il 64 -65 E.V. Evidentemente Non poteva essere morto nel 55 ev. nè nel 64 né nel 70 ev.

    Il primo a sostenere che Pietro subì il martirio a Roma fu Dionisio, vescovo di Corinto nella seconda metà del II secolo. Nessuno se lo era mai inventato prima né aveva mai sostenuto che a Roma ci fosse un capo. Strano no ?

    Qualche tempo prima, Clemente di Roma, aveva precisato che l’apostolo Paolo si era distinto per la sua predicazione in Occidente, confermando che Pietro non andò mai in Occidente altrimenti li avrebbe citati insieme. E, poiché la persecuzione dei cristiani da parte di Nerone non era ancora iniziata perché Paolo era libero di predicare, Pietro non avrebbe avuto motivo di celare l’identità di Roma usando un altro nome. (Babilonia)
    Scrivendo la lettera ai Romani, Paolo nominò molti a cui inviava saluti a Roma, ma non menzionò mai Pietro. Se Pietro fosse stato a Roma l’avrebbe fatto; un’omissione del genere sarebbe stata assai improbabile. Il nome di Pietro non è incluso neanche fra quelli di coloro che inviavano saluti nelle lettere che Paolo scrisse da Roma: Efesini, Filippesi, Colossesi, 2 Timoteo, Filemone ed Ebrei.
    Naturalmente lei può credere a ciò che più le fa comodo, ma credo che accettare una spiegazione opposta alle prove che il Vangelo propone, è del tutto innaturale per un cristiano che non dovrebbe credere a favole giudaiche o romane: “Per questa stessa ragione continua a riprenderli con severità, affinché siano sani nella fede, non prestando attenzione a favole giudaiche e a comandamenti di uomini che deviano dalla verità./i>( Tito 1.13-14) – “Non andando oltre ciò che è scritto”, ( 1Cor 4.6)
    Certo se non si definisce cristiano può pure credere alla befana con la scopa e il cappello a punta. La scelta è solo sua. Crdere al Vangelo o alle favole ?

    • Catechista scrive:

      Mai lette tante sciocchezze geoviste. Invece di giocare al troll che fa copia-incolla per dimostrare la propria ignoranza… se avesse un minimo di rispetto per la verità storica, ritorni a scuola.
      http://www.ibs.it/code/9788839406637/gnilka-joachim/pietro-e-roma-la.html
      L’”Editto di Costantino” è poco più di una leggeda. Già due anni prima Galerio aveva concesso una equiparazione del cristianesimo alla religione tradizionale romana. Verosimilmente si trattò di una serie di rescritti, attribuibili a Costantino e a Licinio, sulla scia di quelli dei colleghi tetrarchi d’oriente.
      Ma roba da matti! Un anonimo tdg internettiano che legge le riviste fondamentaliste geoviste e wikipedia e pensa di poter parlare di argomenti quasi fosse uno storico o altro.
      Lo dico a tutti i commentatori: ignorate questi troll, che sembra non abbiano alcunchè da fare nella loro vita.
      Saluti

      • Sal scrive:

        @ Catechista
        “L’”Editto di Costantino” è poco più di una leggeda. Verosimilmente si trattò di una serie di rescritti,”

        Così la sua fede si basa sul “verosimilmente”. Non c’è male una base solida. Verosimilmente.

        “L’Editto di Milano (noto anche come Editto di Costantino, Editto di tolleranza o Rescritto di tolleranza) fu un editto promulgato nel 313 a nome di Costantino I che allora era imperatore d’Occidente, e Licinio, imperatore d’Oriente, per porre ufficialmente termine a tutte le persecuzioni religiose e proclamare la neutralità dell’Impero nei confronti di qualsiasi fede. Fu il secondo editto di tolleranza religiosa dopo l’Editto di Serdica (311).” – wikipedia
        h**p://it.wikipedia.org/wiki/Editto_di_costantino

    • minstrel scrive:

      1

  32. Antonio scrive:

    @Sal

    Egregio Signor Sal, guardi che invece Clemente Romano dice il contrario. Guardi quante testimonianze, invece testimoniano che Pietro morì martire a Roma. non sono convinzioni mie ma attestazioni storiche. Poi mi permetta un consiglio fraterno, nelle risposte usi la gentilezza che certamente la caratterizza. Non sono belle e non le fanno onore certe pungenti affermazioni. Che bisogno c’è di usare tante parole dure. Parliamo con pacatezza e rispetto reciproco. Non le pare che sia più nobile come atteggiamento?
    Le auguro ogni bene.

    TESTIMONIANZE AUTOREVOLI A FAVORE DELLA PRESENZA DI PIETRO A ROMA
    Una tradizione, assai antica, ha creduto che Pietro sia andato a Roma, dove avrebbe subito il martirio sotto la persecuzione di Nerone. Per secoli questa fu la fede della Chiesa. Solo nel XIV secolo, Marsilio da Padova avanzò dubbi sul fatto che Pietro fosse stato vescovo di Roma. In seguito, larga parte del protestantesimo tentò di mettere in dubbio anche la venuta di Pietro a Roma con evidenti finalità polemiche verso la chiesa cattolica ed il vescovo di Roma. [1]

    Sebbene il Nuovo Testamento non parli chiaramente del martirio romano di Pietro, nel saluto finale della sua prima epistola Pietro dice: “La chiesa che è in Babilonia, eletta come voi, vi saluta” (1 Pietro 5, 13). Poiché l’antica Babilonia giaceva distrutta da molti secoli e in Mesopotamia non esisteva una comunità cristiana ma solo di una colonia giudaica, Babilonia deve essere per forza il nome simbolico di Roma, nome peraltro assai amato nell’apocalittica giudaica e cristiana (Apocalisse 17-18-19).

    Clemente Romano (ca. 96 d.C.) per primo parla della morte di Pietro e di Paolo, dicendo: “Per l’invidia e gelosia furono perseguitate le più grandi e più giuste colonne le quali combatterono sino alla morte. Poniamoci dinanzi agli occhi i buoni apostoli. Pietro che per l’ingiusta invidia soffrì non uno, ma numerosi tormenti, e così col martirio raggiunse il posto della gloria. Fu per effetto di gelosia e discordia che Paolo mostrò come si consegua il premio della pazienza ….” (Clemente, 1 Corinzi V, 2-5)

    Ignazio, vescovo di Antiochia, verso il 110 d.C. durante il suo viaggio verso Roma per subirvi il martirio, pur non ricordando il martirio dell’apostolo, scrive alla chiesa ivi esistente di non voler impartire loro “degli ordini come Pietro e Paolo” poiché essi “erano liberi, mentre io sono schiavo” (Ignazio, Ai Romani 4, 3). Siccome Pietro non scrisse alcuna lettera ai Romani, si deve dedurre che egli avesse loro impartito dei comandi di presenza.

    Papia di Gerapoli, verso il 130 d.C. afferma che Pietro scrisse da Roma la sua lettera (Papia in Eusebio, Storia Ecclesiastica II, 15, 2), usando il termine figurato di Babilonia per indicare Roma.

    Origene (185-254) è il primo a ricordarci che Pietro fu crocifisso a Roma con il capo all’ingiù. Egli infatti scrive: “Si pensa che Pietro predicasse ai Giudei della dispersione per tutto il Ponto, la Galazia, la Bitinia, la Cappadocia e l’Asia e che infine venisse a Roma dove fu affisso alla croce con il capo all’ingiù, così infatti aveva pregato di essere posto in croce”. (Origene in Eusebio, Storia Ecclesiastica III, 1, 2).

    Dionigi, vescovo di Corinto, verso il 170 d.C., in una lettera parzialmente conservata da Eusebio, attribuisce a Pietro e Paolo la fondazione della chiesa di Corinto e la loro predicazione simultanea in Italia dove assieme subirono il martirio. “Con la vostra ammonizione voi (Romani) avete congiunto Roma e Corinto in due fondazioni che dobbiamo a Pietro e Paolo. Poiché ambedue, venuti nella nostra Corinto hanno piantato e istruito noi, allo stesso modo poi, andati in Italia, insieme vi insegnarono e resero testimonianza (con la loro morte) al medesimo tempo” (Dionigi in Eusebio, Storia Ecclesiastica II, 25).

    Clemente Alessandrino (150-215) ricorda che, “quando Pietro ebbe predicato pubblicamente la Parola a Roma e dichiarato il Vangelo nello Spirito, molti degli ascoltatori chiesero a Marco, che lo aveva seguito da lungo tempo e ricordava i suoi detti, di metterli per iscritto” (Eusebio, Storia Ecclesiastica VI, 14).

    Tertulliano (160-240) ripete che Pietro fu crocifisso a Roma durante la persecuzione neroniana, dopo aver ordinato Clemente, il futuro vescovo romano (Scorpiace XV; Sulla prescrizione degli eretici XXXII); lo stesso Tertulliano ricorda anche il martirio comune di Pietro e Paolo a Roma, sottolineando come Pietro avesse sofferto lo stesso martirio di Gesù e come Paolo fosse stato ucciso come Giovanni Battista (Sulla prescrizione degli eretici XXXVI). Degna di nota è anche la testimonianza di Tertulliano, secondo la quale Giovanni battezzò con le acque del Giordano e Pietro con le acque del Tevere (Il Battesimo, IV)

    Ireneo, vescovo di Lione (140-202), ricorda che “Matteo… compone il suo Vangelo mentre Pietro e Paolo predicavano e fondavano la chiesa …” e parla “… della chiesa grandissima e antichissima e a tutti nota, la chiesa fondata e stabilita a Roma dai due gloriosissimi apostoli Pietro e Paolo …. con questa chiesa, in ragione della sua origine più eccellente, deve essere necessariamente d’accordo ogni chiesa, cioè i fedeli che vengono da ogni parte ….la chiesa nella quale per tutti gli uomini sempre è stata conservata la tradizione che viene dagli apostoli …” (Contro le eresie III, 1-3)

    Eusebio di Cesarea (260-337) ricorda come, sotto il regno di Claudio, la Provvidenza condusse Pietro a Roma per porre fine al potere di Simon Mago (Eusebio, Storia Ecclesiastica, II, 14). Egli inoltre ricorda come, a Roma, sotto l’impero di Nerone, Paolo venne decapitato e Pietro crocifisso (Eusebio, Storia Ecclesiastica, II, 25; Eusebio, Storia Ecclesiastica, III, 1).

    Girolamo (347-420) scrive che “Simon Pietro venne a Roma per debellare Simon Mago …occupò a Roma la cattedra episcopale per 25 anni, fino all’ultimo anno di Nerone …..fu crocifisso con il capo all’ingiù e i piedi rivolti verso l’alto, dichiarandosi indegno di venir crocifisso come il suo Signore” (Gli uomini illustri I).

    BABILONIA IN MESOPOTAMIA

    Nel 331 a.C. Alessandro Magno entrò a Babilonia, ne rimase affascinato, eseguì imponenti lavori di ammodernamento e proclamò la città capitale del suo nuovo impero. Morto Alessandro, l’impero venne diviso in quattro parti dopo la battaglia di Ipso (301): la Tracia e l’Asia Minore andarono a Lisimaco, la Macedonia e la Grecia a Cassandro, l’Egitto a Tolomeo, la Mesopotamia e la Persia a Seleuco.

    Seleuco I (304-280) ed Antioco I (280-261) fecero costruire la nuova città di Seleucia (sul fiume Tigri), con l’intento di soppiantare la vecchia Babilonia (sull’Eufrate). Nel 275 a.C. fu quindi emanato un editto in base al quale tutti i babilonesi avrebbero dovuto lasciare Babilonia per recarsi a Seleucia: le mura e le fortezze di Babilonia furono smantellate e la sua vita economica e politica venne ridotta ai minimi termini. Babilonia continuò però a vivere perché non fu abbandonata da tutti.

    Verso il 120 a.C. i seleucidi entrarono in guerra con i Parti, popolo situato ad oriente della Persia: la città fu abbandonata, i resti di quella che era stata una grande città furono rasi al suolo da satrapo Euemero (o Evemero) e la rovina di Babilonia fu completa.

    Secondo Flavio Giuseppe e Filone (Flavio Giuseppe , Antichità Giudaiche XV, 2, 2 ; Filone , Legatio ad Caium, 182) presso le antiche rovine vivevano ancora all’inizio del I secolo dell’era volgare alcuni giudei. Sempre secondo Flavio Giuseppe, le rovine di Babilonia sarebbero state abbandonate nella seconda metà del sec. I dagli stessi giudei che si trasferirono a Seleucia (Antichità Giudaiche XVIII, 3, 8).

    In pratica presso le rovine di Babilonia c’era una piccola comunità giudaica ma dell’esistenza di chiese cristiane non abbiamo alcuna testimonianza storica attendibile. Nel 116 d.C. Traiano svernò a Babilonia, ma secondo gli storici del tempo la città era ormai diventata un cumulo di macerie.

  33. Timorato scrive:

    @ Andre
    A lato: Mgr Pontier, nouveau Président de la Conférence épiscopale de France, en cérémonie avec des Francs-maçons du GOF. Que fait cette Croix dans le fond?
    “Le persone stanno diventando sempre più consapevoli della necessità di un Nuovo Ordine Mondiale” (Giovanni Paolo 2, 1.1. 2004)

    Sulla Storia Segreta del (Nwo) Nuovo Ordine Mondiale, torniamo al libro «Governo Globale» di Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta (Arianna Editrice, Cesena, sigla GG),poiché nell’articolo precedente dico che svolgono (in particolare la Perucchietti occupatasi del Segreto di Fatima) l’argomento del dominio mondialista ma senza sufficiente rilievo alla macroscopica questione dell’incombente Anticristo. Eppure è inevitabile legare le due questioni nel piano del dominio globale proprio nella sua massima, apocalittica importanza, come crediamo sia nella Profezia di Fatima.

    Ora vediamo la parte riservata in quest’opera al rapporto del problema con il Vaticano.

    “Vaticano e Nuovo Ordine Mondiale: un rapporto ambiguo (GG, pp. 303-307)
    Continua a leggere
    http://www.agerecontra.it/public/pres30/?p=10910

    • Cherubino scrive:

      che corbellerie (per non dire altro).

      Basta mettere la minuscola che cambia tutto: nuovo ordine mondiale. Voi lo fate passare come una cosa da complotti.
      Ma il mondo vi sembra “ordinato” ? Pare proprio di no. Se i giochi finanziari riescono a condizionare nazioni e continenti, non è necesario mettere ordine ? E questo ordine non è nuovo per il semplice fatto che è una situazione inedita nella storia ? E non riguarda la Terra nella sua globalità, cosicchè nessuno se ne può chiamare fuori ?

      E così la situazione del Medio-oriente non richiede un nuovo assetto geo-politico che coinvolge tutti gli Stati della Terra ?

      E l’ONU stesso, con la struttura dei veti ereditata dal secondo dopo-guerra non richiede un nuovo ordine in cui tutti i paesi abbiano maggiore voce e possibilità di influenzare le decisioni ? E non è lo stesso per il WTO ?

      Eccolo qua un bel sano richiamo ad un uovo ordine mondiale. E’ nelle cose, ma la testa malata e neo-fascista di alcuni lo farebbe passare per qualcosa di insano. Invece sono proprio i neo-fascisti che vorrebbero un Nuovo Ordine Mondiale o, per impedire il progresso e la libertà dei popoli, almeno di lasciare il mondo nel disordine.

      • Sal scrive:

        “un Nuovo Ordine Mondiale o, per impedire il progresso e la libertà dei popoli, almeno di lasciare il mondo nel disordine.”

        Che invece sarebbe una meraviglia se fosse governato dal Vaticano che tollera tutto purchè non si metta in dubbio la sua autorità !

      • gibici scrive:

        @ Cherubino. Sono d’accordo con Lei, ma purtroppo sono troppo “belli” (gia’ Victor Hugo parlava del bello del “grottesco”) gli scenari apocalittici, anche se non hanno nulla di scritturistico. Quasi piu’ coinvolgenti dei films orror perche’ pretendono di anticipare l’imminente realta’ e non ridursi a fantasia.

        • murmex scrive:

          Ma allora l’anticristo chi sarebbe se non colui che nega Cristo(S.Scrittura)cioè un potere( mondiale ,se no sarebbe troppo poco potente)che conduce all’apostasia facendo credere che ogni credenza deve essere accettata in nome della fratellanza,libertà(di fatto schiavitù,lo vediamo già oggi coi dogmi del politicamente corretto)uguaglianza livellatrice?Un potere fra l’altro coì subdolo da ingannare,se fosse possibile,anche gli eletti

  34. Sal scrive:

    @ Antonio
    La ringrazio per la risposta e per il consiglio fraterno, ma come già le ho fatto notare, a differenza delle testimonianze “autorevoli” cui le fa riferimento, io preferisco rimanere alle testimonianza del vangelo, ma lei non è obbligato.

    “In diverse maniere il diavolo ha assalito la verità. Una volta ha cercato di scuoterla anche difendendola” ( Tertulliano – Contro Prassea)

    Io non credo ai misteri anche se “autorevoli” e rimango basito apprendendo che Pietro è divenuto capo di una bada di pedofili superstiziosi. Comunque ha ragione lei, visto che Pietro era un Satana, ( Mt 16.23) ipocrita, (Gal 2.13) un bugiardo, ( Mt 26.70) e guerrafondaio ( Mt 26.51), non deve meravigliare se ha fondato una chiesa con le sue caratteristiche.

    Ma Lei dice : “Non sono belle e non le fanno onore certe pungenti affermazioni. Che bisogno c’è di usare tante parole dure. Parliamo con pacatezza e rispetto reciproco” concordo e non capisco, io non le ho mica riferite a lei. Parlavo di un certo Pietro detto Cefa.
    Sempre con profonda stima e rispetto.

    Qui di seguito le mie controdeduzioni e mi scuso per la lunghezza:
    Lei scrive:Una tradizione, assai antica, ha creduto che Pietro sia andato a Roma,” Ma io non credo alle tradizioni. NOn si basa la fede sulle tradizioni.

    Lei scrive:“Per secoli questa fu la fede della Chiesa.” Infatti avevano una brutta fede tutta in contrasto con il vangelo, erano usi usare la ruota, il rogo e le pere. Bruttissima fede da non imitare.

    “Solo nel XIV secolo, Marsilio da Padova avanzò dubbi sul fatto che Pietro fosse stato vescovo di Roma” Meno male, meglio tardi che mai.

    “Poiché l’antica Babilonia giaceva distrutta da molti secoli e in Mesopotamia non esisteva una comunità cristiana ma solo di una colonia giudaica”
    Infatti Pietro doveva andare a predicare ai giudei come ho segnalato v. jewish enciclopedya. Non avrebbe avuto senso predicare a quanti erano già cristiani.

    Lei scrive:“Clemente Romano (ca. 96 d.C.) per primo parla della morte di Pietro e di Paolo, dicendo: “Per l’invidia e gelosia furono perseguitate le più grandi e più giuste colonne le quali combatterono sino alla morte.”
    Già ma non dice mica dove morirono né quando.

    Lei scrive:“Ignazio, vescovo di Antiochia, verso il 110 d.C. … pur non ricordando il martirio dell’apostolo, scrive alla chiesa ivi esistente di non voler impartire loro “degli ordini come Pietro e Paolo”
    Non significa mica che Pietro era stato a Roma per 25 anni. Nè dice quando e dove morirono.

    Lei dice :“Papia di Gerapoli, verso il 130 d.C. afferma che Pietro scrisse da Roma la sua lettera (Papia in Eusebio, Storia Ecclesiastica II, 15, 2), usando il termine figurato di Babilonia per indicare Roma.”
    Se Pietro fosse stato a Roma ad occupare la cattedra episcopale per 25 anni, non c’era motivo di usare Babilonia per Roma perché la persecuzione di Nerone non era ancora iniziata. E’ del 69 ev. e come ho spiegato, significa che avrebbe dovuto arrivarci intorno al 44 ev. ma Paolo arrivo a Roma solo nel 62 ev. la persecuzione dei cristiani non era ancora iniziata e non avrebbe potuto occupare la “cattedra episcopale” per 25 anni. E andrebbe ricordato che Dioniso di Corinto disse : “Ho scritto lettere dietro richiesta dei fratelli. Ma i discepoli del Diavolo le hanno riempite di zizzanie, togliendo molte cose e aggiungendone altre. Guai a loro. Dato che certuni hanno osato alterare anche gli scritti sacri del Signore non c’è da meravigliarsi se hanno minacciato scritti meno importanti”. (Dionisio di Corinto)
    E Tertulliano aggiunse: “ Marcione usò apertamente il coltello, non la penna, dato che fece un tale taglio delle Scritture da adattarle ai suoi argomenti. Egli ha cancellato tutto quello che andava contro la sua opinione”. ( Tertulliano Apologetico)

    Lei scrive “Origene (185-254) è il primo a ricordarci che Pietro fu crocifisso a Roma con il capo all’ingiù. “Si pensa che Pietro predicasse ai Giudei della dispersione per tutto il Ponto, la Galazia, la Bitinia, la Cappadocia e l’Asia e che infine venisse a Roma dove fu affisso alla croce con il capo all’ingiù, così infatti aveva pregato di essere posto in croce”. (Origene in Eusebio, Storia Ecclesiastica III, 1, 2). –
    ”Si Pensa?” Chissà perché lo pensava. Non si può basare una fede sul “si pensa “ non crede ? Non aggiunge nulla alla mancanza di prove.

    “Dionigi, vescovo di Corinto, verso il 170 d.C., in una lettera parzialmente conservata da Eusebio, attribuisce a Pietro e Paolo la fondazione della chiesa di Corinto e la loro predicazione simultanea in Italia dove assieme subirono il martirio. “Con la vostra ammonizione voi (Romani) avete congiunto Roma e Corinto in due fondazioni che dobbiamo a Pietro e Paolo. Poiché ambedue, venuti nella nostra Corinto hanno piantato e istruito noi, allo stesso modo poi, andati in Italia, insieme vi insegnarono e resero testimonianza (con la loro morte) al medesimo tempo” (Dionigi in Eusebio, Storia Ecclesiastica II, 25).
    Sembra che Dionigi vescovo di Corinto ha scritto una cosa diversa da ciò che scrisse Luca. Legga bene il Vangelo :
    “Ma poiché essi si opponevano e parlavano ingiuriosamente, [Paolo] scosse le sue vesti e disse loro: “Il vostro sangue ricada sulle vostre proprie teste. Io [ne] sono puro. Da ora in poi andrò alle persone delle nazioni”. Quindi si trasferì di là ed entrò nella casa di un uomo di nome Tizio Giusto, adoratore di Dio, la cui casa era adiacente alla sinagoga. Ma Crispo, presidente della sinagoga, divenne credente nel Signore, e così tutta la sua casa. E molti dei corinti che udirono credevano ed erano battezzati. Inoltre, di notte il Signore disse a Paolo per mezzo di una visione: “Non aver timore, ma continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno ti assalirà per farti del male; poiché ho un gran popolo in questa città”. E vi stette un anno e sei mesi, insegnando fra loro la parola di Dio.” (Atti 18.6-11)

    Come può notare Paolo parla dell’inizio della chiesa di Corinto e parla al singolare non menzionando mai Pietro. Ergo Dionigi ha scritto una NON verità. Una verità tutta sua diversa dal Vangelo unico testo valido per i cristiani. “Non andare oltre ciò che è scritto”, (1Cor. 4.6)
    E facendo una piccola cronologia, Se Gesù morì nel 33 ev e la persecuzione dei cristiani a Roma è del 69 ev. rimangono solo 36 anni e se considera che Paolo si convertiì solo dopo la morte di Stefano e se ne andò in Arabia prima, poi a Damasco, dopo 3 anni andò a stare con Pietro e rimase 15 giorni poi ripartì per l’Arabia dove rimase 14 anni prima di tornare a Gerusalemme, rimangono solo 20 circa anni per fargli fare i 3 viaggi missionari e arrivare a Roma nel 60-62. E Pietro era sempre in Giudea. v. Galati 1.13-20

    Lei aggiunge: “Eusebio di Cesarea ricorda come, sotto il regno di Claudio, la Provvidenza condusse Pietro a Roma per porre fine al potere di Simon Mago (Eusebio, Storia Ecclesiastica, II, 14). Egli inoltre ricorda come, a Roma, sotto l’impero di Nerone, Paolo venne decapitato e Pietro crocifisso” (Eusebio, Storia Ecclesiastica, II, 25; Eusebio, Storia Ecclesiastica, III, 1).
    L’imperatore Claudio regnò dal Gennaio 41 ev. al 13 ott. 54 ev. e Nerone dal 54 ev. al giugno del 68 ev. se Pietro fosse andato a Roma nel 41 sotto Claudio, e fosse rimasto nella cattedra di episcopale per 25 anni ( V. Girolamo) fino all’ultimo anno di Nerone, perché mai Paolo che arrivò prigioniero a Roma nel 62 ev. non incontrò Pietro e scrisse di “mandargli Marco che era con Pietro ? Avrebbero dovuto essere tutti insieme a Roma già dal 41 ev.

    Inoltre, Simon Mago fu rimproverato da Pietro, non a Roma ma a Samaria quando gli apostoli mandarono Pietro e Giovanni, ( Atti 8.9-24) v. Wikipedia – “Ulteriori testimonianze sulla sua vita non hanno il crisma dell’ufficialità in quanto derivano da testi apocrifi come gli Atti di Pietro o le Pseudo-clementine. In base a tali documenti Simon Mago risiedette a Roma durante i regni degli imperatori Claudio e Nerone. Qui ottenne fama e gloria, ma fu sfidato ad un confronto pubblico da Pietro e Paolo di Tarso. In questo confronto morì in due modi diversi, secondo due leggende diverse”
    Lei crede alle leggende ? Wikipedia continua :
    “Il dettagliato resoconto degli Atti degli Apostoli termina con l’arrivo di Paolo a Roma, dove rimase almeno due anni (At28,30). Quello che successe dalla fine di questi due anni (circa 62/63) alla morte di Paolo (tra il 64-67, vedi dopo) non è noto con certezza . Gli scenari possibili sono quattro, e tutti ammettono la scarcerazione di Paolo dalla prigionia, particolare storicamente verosimile: secondo Atti, tutte le autorità incontrate da Paolo si mostrarono ben disposte verso di lui e non trovarono nel suo comportamento motivi che potessero portare a una condanna. Secondo la tradizione cristiana Paolo morì durante la persecuzione di Nerone, decapitato (pena di morte dignitosa riservata ai cittadini romani) presso le Aquæ Salviæ, poco a sud di Roma, probabilmente nell’anno 67 d.C. – Wikipedia
    Lei ha fede nelle tradizionie nelle leggende invece che nella Parola di Dio ?
    E’ sua facoltà, ma non dve meravigliarsi se poi….. chi ragiona apprezza di più la vecchia con la scopa volnate e il cappello.

    Riguardo a tutto ciò che ha scritto Di BABILONIA IN MESOPOTAMIA faccia un reclamo presso la Jewish enciclopedia e li accusi di falso. Dubito che le daranno retta.
    Stia sereno la fine è arrivata.

    • Catechista scrive:

      Tu non sei uno storico e non hai alcun titolo per scrivere tutto questo. E la storiella di Ragioniamo… “Pietro è stato a Roma” è stata smontata riga per riga una ventina di anni fà. Altro che Jewish Enciclopedia. Pensi di essere furbo? I trucchetti geovisti con me non funzionano (“io non credo alle tradizioni”, ecc.). Oggi nel mondo accademico nessuno mette in dubbio la presenza di Pietro a Roma. Ma si sa, a voi interessa solo quello che dice mamma Watch Tower. A me va anche bene, ma parlate delle sciocchezze nelle sale del regno e lasciate perdere questi blog.

      • Sal scrive:

        @ Catechista
        “Oggi nel mondo accademico nessuno mette in dubbio la presenza di Pietro a Roma.”

        Ma io non credo al mondo accademico, ho fede nel Vangelo che dice il contrario di ciò che dice il mondo accademico cattolico, perchè un altro mondo accademico non condivide quell’opinione.
        “In mancanza di testimonianze documentarie certe sulla data della morte di Pietro, la tradizione l’ha fissata al 29 giugno. Si tratta in realtà di uno dei più antichi esempi di trasposizione di una festa pagana in cristiana: in quel giorno infatti si celebrava la festa di Romolo e Remo che i cristiani trasformarono nella solennità dei due apostoli, quali fondatori di una “nuova Roma”, quella cristiana appunto… i più recenti Annuari Pontifici non hanno ancora definito l’incertezza).” Wikipedia

    • minstrel scrive:

      Il Vangelo per come lo intende lei non esiste!

      0

      secco.

  35. Antonio scrive:

    @Sal

    Egregio signor Sal, nel ringraziarla per la risposta, vorrei tuttavia farle notare che The Catholic Encyclopedia afferma che: “La residenza e la morte di S. Pietro a Roma sono stabilite al di là di ogni contesa giacché i fatti storici con una serie di distinte testimonianze si estendono dalla fine del primo alla fine del secondo secolo”. In modo simile, la New Catholic Encyclopedia osserva: “È assolutamente certo che Pietro trascorse a Roma i suoi ultimi anni”.

    1. Nel gruppo degli apostoli, Pietro occupa sempre il primo posto, qualunque siano i testi del Nuovo Testamento.

    

Il Nuovo Testamento contiene varie volte l’elenco dei Dodici Apostoli: Pietro viene menzionato sempre per primo. San Matteo insiste: “Il primo, Simone”, è da dove deriva il termine “principe” degli apostoli. Il suo posto è così originale che Gesù ha cambiato il suo nome: da “Simone” è diventato “Pietro”, perché Gesù possa dire che su quella “pietra” edificherà la sua Chiesa.

    
I Vangeli insistono sia sulla fede di Pietro che sulle sue debolezze, ma la fede gli deriva da ciò che il Padre gli ha rivelato e Cristo ha pregato perché non gli manchi la fede. Nella notte del Giovedì Santo, Pietro ha rinnegato Cristo, ma ha pianto per il suo peccato. Per questo, ha potuto svolgere la missione affidatagli da Gesù: “Quando sarai convertito, conferma i tuoi fratelli”.

    
La mattina di Pasqua, Pietro è stato il primo apostolo a entrare nella tomba vuota. Dopo la pesca, Pietro ha ritirato la rete piena di grandi pesci, ben 153; e anche se erano moltissimi, “la rete non si spezzò”.

    
3. Rafforzare i suoi fratelli e vegliare sull’unità: sono due missioni fondamentali del papa, successore di Pietro.



    A Pentecoste, Pietro è stato il primo a proclamare “Cristo è risorto”. Pochi anni dopo, Cristo ha creato un nuovo apostolo, unico nel suo genere: San Paolo. Paolo affronterà Pietro su questioni da lui ritenute cruciali. Desidera convincerlo, perché sa che se si separa da Pietro agirà invano.

    

La generazione degli apostoli ha qualcosa di unico: essere stati testimoni diretti dei fatti. E come Gesù li ha chiamati, allo stesso modo possono chiamare a loro volta altri, visto che per l’imposizione delle mani ricevono lo Spirito Santo e portano avanti la missione.

    
Al momento della redazione finale dei Vangeli, Pietro era già morto, martire a Roma. Che interesse avrebbero avuto i Vangeli a valorizzare tanto Pietro se non per continuare la sua missione?

    
Per secoli il primato della Sede di Roma non è stato discusso, anche se il suo esercizio è molto diverso da quello dei tempi moderni. È un criterio di cattolicità: una comunità non può definirsi “cattolica” se non è in comunione con il successore di Pietro.

    
San Clemente, uno dei primi successori di Pietro, morì prima della fine del I secolo. Intervenne in un conflitto che lacerò la comunità di Corinto, e non solo scrisse una lettera, ma inviò anche messaggeri per risolvere il problema. Questo fatto è ancor più interessante se si sottolinea che la comunità di Corinto venne fondata da San Paolo. San Clemente si riconosceva, quindi, una certa responsabilità in relazione a una comunità che avrebbe potuto rispondergli che non aveva motivo di rendergli conto.

    Nel II secolo, Sant’Ignazio di Antiochia si riferisce a Roma come a “colei che presiede la carità”, e Sant’Ireneo le attribuisce un ruolo speciale nelle questioni dottrinali: “Perché con questa Chiesa, a causa della sua preminenza speciale, deve concordare tutta la Chiesa, ovvero i fedeli di tutto il mondo; perché in essa si è sempre mantenuta la successione apostolica con coloro che sono di ogni parte”.

    Ma le fonti sono anche extra bibliche:

    Petronio prima del 50 d.C. a Roma scrive il suo Satyricon e prende a bersaglio satirico l’unzione di Betania, l’istituzione dell’Eucaristia, il canto del gallo per il tradimento di Pietro, la crocifissione la resurrezione, la madre di Gesù e l’idiozia credulona dei cristiani che si bevono la balla che un morto possa risorgere. E’ stupefacente che per così tanto tempo non si siano notate queste clamorose parodie anticristiane, così ricche di riferimenti ai dettagli della vita di Gesù. Questa è una delle tante tracce del cristianesimo che arrivò a Roma, assieme al senato consulto del 35 d.C. di fatto da Tiberio.
    Dunque Gesù era conosciuto a Roma negli anni 40. Questo è probabilmente l’annuncio cristiano che deve essere stato portato da Pietro in persona. Gli Atti degli apostoli (12,1-3) in effetti dicono che attorno al 41, quando Erode Agrippa assume il governo della Giudea.
    In Giudea l’unica persecuzione che la Chiesa subì dopo il processo di Stefano e prima del 62, si verificò nel periodo in cui la regione fu affidata a un re locale, Erode Agrippa I, tra il 41 e il 44, e sottratta al governo romano: il re , fece uccidere di spada Giacomo fratello di Giovanni e fece arrestare Pietro (At 12,1-3). Gli Atti raccontano che Pietro, libero miracolosamente dal carcere, (At 12,17)
    In uno studio recente F. Grzybek, riprendendo una proposta del Thiede, ricorda che i commentatori antichi e moderni vedono in questo Roma ed accosta questa espressione a quella identica di Ezechiele 12,3 e 12,13 in cui è Babilonia. Il nome Babilonia per indicare Roma torna nei saluti finali della prima lettera di Pietro, 5,13 inviati ai cristiani dell’Asia Minore dalla Lo Grzybek spiega che qui non si tratta, come nell’Apocalisse, di una designazione simbolica di Roma, ma di un crittogramma: come Pietro nella sua lettera, così Luca negli Atti ricorre al medesimo stratagemma per non svelare la presenza e la venuta di Pietro a Roma. Agrippa I morì nel 44 e questo è il terminus ante quem per la partenza per Roma di Pietro; la data del 42 per l’arrivo dell’Apostolo a Roma si trova nella traduzione latina di Gerolamo del Chronicon di Eusebio (p. 179 Helm) ma le testimonianze più importanti, riferite dallo stesso Eusebio nella sua Storia Ecclesiastica, sono quelle di Papia di Gerapoli (vissuto fra l’ultimo quarto del secolo I e la prima metà del II) di Clemente di Alessandria e di Ireneo, ambedue della seconda metà del II secolo. La testimonianza di Papia è conservata da Eusebio in due citazioni distinte: nella prima (H.E. II, 15) dopo aver detto che Pietro predicò a Roma all’inizio del regno di Claudio e che i suoi ascoltatori chiesero a Marco di mettere per iscritto l’insegnamento che avevano ascoltato a voce e che essi furono così responsabili della stesura del Vangelo detto di Marco. Oltre a Papia e Clemente anche Ireneo ricorda che Matteo aveva scritto il suo Vangelo, mentre Pietro e Paolo evangelizzavano a Roma, ed osserva che Marco, discepolo di Pietro trasmise anche lui per iscritto.
    L’identificazione di un frammento papiraceo in lingua greca scoperto nelle grotte di Qumran (l’ormai famoso 7Q5) con un passo del Vangelo di Marco 6,52/53), la datazione di questo frammento in base ad un’analisi della scrittura, fatta quando non si pensava affatto di trovarsi davanti ad un passo del Nuovo Testamento, agli anni prima del 50 d.C., la provenienza del frammento da Roma suggerita dalla presenza, nella stessa grotta, di un coccio di giara con una scritta semitica indicante Roma, hanno stimolato, nonostante le molte contestazioni, la ricerca storiografica che, accogliendo l’identificazione come utile ipotesi di lavoro, ha riesaminato il problema della prima venuta di Pietro a Roma, e la formazione della più antica comunità cristiana dell’Urbe, riconoscendo l’aderenza della scoperta relativa al frammento di Marco a testimonianze antiche e autorevoli come quelle di Papia e di Clemente.
    Secondo il frammento latino di Clemente, la predicazione di Pietro si era svolta coram quibusdam Caesarianis equitibus e che erano stati proprio questi a chiedere a Marco di mettere per iscritto le cose che Pietro aveva detto.
    Anche il Vangelo di Luca sembra dedicato a un cavaliere il titolo che egli dà a Teofilo, a cui dedica il suo Vangelo (1,4) , corrisponde al latino egregius ed è il titolo che spettava ai cavalieri romani. La lettera ai Romani 16,11 parla di fedeli nella casa di Narcisso, il più celebre dei liberti imperiali (Caesariani) del tempo di Claudio. Tacito pone nel 42/43 la conversione a una superstitio externa, che è certamente il cristianesimo (Ann. XIII,32), di Pomponia Grecina, moglie di Aulo Plauzio, generale romano, che proprio nel 43 condusse per Claudio la spedizione in Britannia. Negli Atti di Pietro, un apocrifo asiatico della fine del II secolo, Pietro fu ospite a Roma in case di senatori, e , in particolare in casa di un certo Marcello: vale la pena di notare che Marcello è il nome di colui che L.Vitellio – nella missione affidatagli da Tiberio a Gerusalemme nel 36-37m che culminò con il rinvio a Roma di Pilato e con la deposizione di Caifa (Flavio Giuseppe, Ant. XVIII,89ss.,95) e che, presumibilmente, assicurò la pace ai cristiani nelle regioni sotto il controllo romano (At 9,31) – aveva lasciato in Giudea per sostituire Pilato. L. Vitellio, che aveva avuto modo di occuparsi dei cristiani negli anni dopo il 35 per conto di Tiberio, e che aveva probabilmente portato in Siria il nome Christiani, era nel 43 console e si trovava certamente a Roma, dove Claudio lo aveva lasciato con poteri straordinari durante la sua assenza in Britannia. Questo potrebbe spiegare l’interesse che una parte dell’aristocrazia romana provò nel 42/43 per la predicazione di Pietro: la richiesta rivolta a Marco, proprio da personaggi della classe dirigente, di mettere per iscritto ciò che avevano ascoltato a voce, potrebbe non essere nato solo da entusiasmo religioso, ma anche dal desiderio di valutare attentamente l’atteggiamento che la nuova , che stava diffondendosi in seno al giudaismo aveva verso Roma.
    Sotto Claudio, insomma, il governo romano sembra essere convinto della non pericolosità per i Romani della nuova dottrina e mostra la sua intenzione di non ostacolarne la diffusione.
    L’incontro di Paolo con Sergio Paolo proconsole di Cipro, può essere datato intorno al 48 d.C. l’iniziativa dell’incontro fu presa dallo stesso proconsole, che volle conoscere Paolo (che stava predicando nelle sinagoghe giudaiche) e che sembra in qualche modo al corrente dell’esistenza dei cristiani. La conversione del proconsole comportò un mutamento nell’onomastica di Paolo, che fino a questo momento l’autore degli Atti chiama sempre Saulo, con l’assunzione di un signum, qui et Paulus che da questo momento diventa il nome con cui egli si presenta.
    Eusebio ricorda (H.E. II, 14,5ss.) che Pietro era venuto a Roma sotto Claudio per contrastare l’azione di Simon Mago, la cui presenza a Roma (sotto Claudio e non sotto Nerone) è nota anche a Giustino Martire (1 Apol. 26) e a Ireneo (Adv. Haer. I,23,1ss.)
    Negli Atti degli apostoli ricordiamo At 13,8 l’episodio in cui Saulo davanti al proconsole Sergio Paolo fece diventare cieco il mago bar-Iesus, per punirlo con la giustizia divina. (cfr, Marta Sordi – I cristiani e l’impero romano)

    il dottor Pietro Zander, archeologo, illustrando in una intervista questa caratteristica della Basilica di San Pietro, cioè quella di essere sorta sopra la tomba di San pietro dice:

    <>, dice. <>.>>.

    Ci sono documenti che attestano questo?

    <>

    Che cosa hanno messo in evidenza gli scavi archeologici?

    <<Va precisato che, come ho già detto, gli scavi archeologici sotto la Basilica di San Pietro sono recenti, risalgono al secolo scorso durante il papato di Pio XII. Sono stati compiuti tra il 1941 e il 1950. Quindi, per quasi duemila anni è stata la tradizione a tenere banco. Ma gli scavi hanno confermato in modo scientifico che le informazioni tramandate dalla tradizione erano precise ed esatte.

    <<Secondo la tradizione, l’imperatore Costantino aveva costruito la prima Basilica dedicata a San Pietro sulla tomba dell’apostolo. E, nel 1506, quando fu deciso di erigere una nuova Basilica, perché quella costantiniana era diventata pericolante, si fece in modo che l’altare della nuova Basilica cadesse perpendicolare sopra quello della Basilica costantiniana, prestando così fede cieca alla tradizione che affermava che Costantino aveva voluto l’altare della sua Basilica proprio sopra la tomba dell’apostolo. E gli scavi eseguiti sotto Pio XII confermarono. La tomba di San Pietro fu trovata proprio sotto l'altare della "Confessione" della Basilica Vaticana. A chiusura dell’Anno Santo 1950, Papa Pacelli, nel radiomessaggio natalizio, potè dare la notizia al mondo. “É stata veramente trovala la tomba di San Pietro? A tale domanda la conclusione dei lavori e degli studi risponde con un chiarissimo Sì: la tomba del Principe degli Apostoli è stata ritrovata!”».

    Il luogo era un antico cimitero: come è stato possibile riconoscere la tomba di Pietro tra tante altre?

    <<L’archeologia, oggi, è una scienza esatta. Le informazioni che offre sono inconfutabili. Gli scavi eseguiti sotto Pio XII sono partiti seguendo le indicazioni della tradizione. Venne dapprima trovata una vasta necropoli di epoca precristiana. Arrivando con gli scavi proprio sotto l’altare della Confessione, si trovò la tomba di Pietro. Proprio come era descritta dalle testimonianze letterarie antiche.

    <<Non era possibile sbagliare. La tomba si distingueva. Intorno c’erano altre tombe poste quasi in forma circolare, a una certa distanza, come per rispetto, per riguardo all’importanza del personaggio che era in quella tomba.
    <>.

    Perché?
    <<La scelta di Costantino dimostra una volontà precisa non solo di rendere omaggio all’apostolo Pietro, ma di farlo in quel preciso luogo per una ragione importantissima, direi fondamentale.
    <<Quel luogo era il meno adatto per costruire una grande Basilica. Si trovava alla periferia della città, in zona acquitrinosa, argillosa, soggetta alle piene del Tevere, e all’acqua che scendeva dai colli Vaticano e Gianicolo. Tacito, in uno dei suoi scritti, cita la zona dicendo “infami luoghi del Vaticano”. Costantino, se voleva rendere omaggio alla religione cristiana poteva erigere una Basilica dentro la città. Invece, scelse quel posto affrontando enormi difficoltà, oltre a quelle costituite dal terreno. Come ho detto, in quel luogo vi era una necropoli ed era ancora in uso. Le leggi romane proteggevano i cimiteri e nessuno avrebbe potuto costruire in quella zona. Costantino potè farlo solo perché era Imperatore e anche Pontefice Massimo, quindi era lui che faceva le leggi. Anche se quella scelta era molto nociva alla sua popolarità, non indietreggiò perché aveva una grande verità da trasmettere ai posteri.
    <>.

    Com’era la Basilica eretta da Costantino?

    <>.
    Perché nel 1506 fu deciso di abbatterla e costruirne un’altra?
    <>.

    Le consiglierei anche di leggere questo articolo che unisco sotto al presente post.

    La saluto cordialmente e la ringrazio fraternamente per l’attenzione che gentilmente mi porge. Auguri di ogni bene.

    http://www.news.va/it/news/pietro-a-roma-e-scolpito-nella-roccia

    • Sal scrive:

      @ Antonio
      “vorrei tuttavia farle notare che The Catholic Encyclopedia afferma che: “La residenza e la morte di S. Pietro a Roma sono stabilite al di là di ogni contesa giacché i fatti storici con una serie di distinte testimonianze si estendono dalla fine del primo alla fine del secondo secolo”

      E cos’altro voleva che scrivesse. E’ Cattolica ! Mica può scrivere che hanno raccontato un sacco di fandonie per due millenni !

      Lei continua a ripetermi ciò che le ho già scritto. Evidentemente non sa leggere.

      Comunque stia sereno e prosegua nelle sue credenze. Sarà felice di sapere che non condivido.
      Credo che sia inutile continuare per vedere chi è più ostinato.

      • Antonio scrive:

        @Sal
        Egregio Sal
        Quello che le ho riportato nel post non è scritto da cattolici, (Ho citato solo all’inizio le enciclopedie) ma sono studi di storici, archeologi e uomini di scienza.
        Perchè poi lei deve essere così irritato verso i cattolici, come se quello che dicono loro è menzogna? Non crede che il suo atteggiamento è pieno di pregiudizi? Io la stimo per la sua capacità di riflessione, però dobbiamo saper essere oggettivi e mai di parte. Sia più buono con tutti. La bontà è il miglior modo per vivere da veri cristiani in questo mondo. Io non voglio convincerla di nulla. Le mie non sono credenze ma ben fondate convinzioni. Io rispetto con tanta umiltà le sue convinzioni che lei, a pieno diritto, può esprimere come vuole. Ma rispettiamoci come esseri umani e da buoni fratelli, anche se con convinzioni diverse. Dobbiamo saper dialogare, ma senza mai cadere nell’acredine e nel vilipendio degli altri. Io non le ho mai scritto che lei non sa leggere. Perchè lei ha il gusto di ferire le persone e non sa dialogare pacificamente? Non è con le offese che si mostra di avere più ragione. Io non sono ostinato nè voglio esserlo. presento solo documenti storici pur rispettando le sue convinzioni. La saluto cordialmente e le auguro ogni bene. buona domenica a lei e tutta la sua famiglia.

        Guardi cosa scrive, ad esempio, l’Enciclopedia Treccani su Pietro. (ne riporto un piccolo stralcio)

        …La presenza di P. nella capitale non è documentata prima della persecuzione neroniana; che però P. sia giunto a Roma, vi abbia subito il martirio in una data compresa tra il 64 e il 67 e sia stato sepolto in quella città sembra indubbio. Si esaminino le testimonianze. Nella lettera scritta nel 96 ai Corinzi, Clemente Romano così parla dell’apostolo: “Pietro, che per un’iniqua gelosia dovette sopportare non uno o due, ma molti travagli e, resa così testimonianza, raggiunse il posto a lui dovuto nella gloria” (Epistula ad Corinthios 5, 4). Forse l’espressione “iniqua gelosia” si riferisce a qualche delatore cristiano o ebreo. Intorno al 110 Ignazio di Antiochia scrive nella sua lettera ai Romani: “Io non vi comando come Pietro e Paolo. Essi erano apostoli, io sono un condannato; essi erano liberi, io, finora, sono uno schiavo” (Ad Romanos 4, 3). È strano però che, mentre in tutte le sue lettere Ignazio saluta il vescovo dei destinatari per nome, a Roma, “la chiesa che presiede nella carità”, non menziona nessuno. Nel 171 Dionigi di Corinto, scrivendo ai Romani, asserisce che P. e Paolo, martirizzati a Roma, avevano impiantato la Chiesa sia a Corinto sia in Italia (in Eusebio, Historia ecclesiastica II, 25, 8). Anche Ireneo conferma che la Chiesa di Roma era stata fondata e stabilita da P. e Paolo e dà la successione dei vescovi (Adversus haereses III, 2-3). Nel 194 il presbitero Gaio riferisce che a Roma aveva visto i trofei di P. sul Vaticano e di Paolo sulla via Ostiense, coloro che avevano fondato quella Chiesa (in Eusebio, Historia ecclesiastica II, 25, 6-7). Tertulliano è il primo a connettere la successione petrina con le parole di Gesù in Matteo 16, 16-18 (De praescriptione haereticorum 22). Tra le altre testimonianze, infine, l’Ascensio Isaiae (4, 3) ricorda che un re iniquo (prevalentemente identificato con Nerone) aveva fatto morire uno dei dodici. In relazione alla presenza e al martirio di P. a Roma un capitolo fondamentale è costituito dagli scavi eseguiti negli anni Quaranta sotto l’altare papale della basilica vaticana. Le indagini, dopo secoli di “timori reverenziali”, si avviarono nel 1939 per volere di Pio XII. I risultati furono di assoluto rilievo e sarebbero stati ancora più rilevanti se, come documentato da A. Ferrua, non fossero intervenute intromissioni e contingenze del tutto estranee alla rigorosa conduzione di una indagine scientifica. I lavori, protrattisi per un decennio, riportarono alla luce una vasta e ricca necropoli, con mausolei allineati lungo un asse est-ovest ai margini di una via secondaria, che correva lungo il fianco del “Circus Gai et Neronis”. Gli edifici, a pianta quadrata o rettangolare e pavimentati in mosaico, destinati ad accogliere olle cinerarie e arcosoli per sarcofagi, si caratterizzano per la tecnica costruttiva adottata nelle facciate, rivestite con laterizi legati con un sottile strato di malta e decorazioni in cotto. Queste strutture sono assegnate al II secolo. Nella parte occidentale della necropoli fu individuata una piccola area quadrangolare (“campo P”), a cielo aperto, destinata a sepolture a inumazione, delimitata a ovest da un muro coperto da intonaco dipinto in rosso (“muro rosso”). Questo spazio divenne il centro della venerazione e del culto di P., circondato ma non occupato da sepolture e corrispondente all’area presbiteriale della basilica dedicata all’apostolo fatta costruire dall’imperatore Costantino dopo il 324. Fino alla fine del I secolo, prima cioè della costruzione dei mausolei della necropoli, nell’area era presente solo un limitatissimo gruppo di tombe situate nel “campo P”; soltanto nel corso del II secolo alcuni mausolei furono fondati intorno alla zona in esame, mantenendo uno spazio di rispetto. Alla fase delle prime tombe pavimentali del “campo P” segue una importante evoluzione monumentale, finalizzata a evidenziare una delle sepolture dell’area. Lungo il “muro rosso”, al momento della sua costruzione alla metà del II secolo, fu installata un’edicola che si apriva verso il “campo P”; l’edicola, alta meno di 3 m, fiancheggiata da colonne, era costituita da due nicchie semicircolari sovrapposte, separate da una lastra in travertino. Anche nelle fondazioni del “muro rosso”, sulla verticale della sovrastante edicola, fu aperta una rozza nicchia, scalpellata irregolarmente, in corrispondenza di una tomba preesistente, che si estendeva probabilmente anche sotto il muro. Le colonnine fiancheggianti l’edicola poggiavano su una soglia in travertino, originariamente chiusa da una lastra, messa in opera con un orientamento diverso rispetto all’edicola soprastante, ma corrispondente alle tombe antiche. A questa lastra è con ogni probabilità da attribuire la funzione di conservare e segnalare quanto esistente nel sottosuolo. L’impianto monumentale costituito dall’edicola è da mettere in relazione con la testimonianza, riportata da Eusebio nella Historia ecclesiastica (II, 25, 7), del presbitero Gaio, vissuto al tempo di papa Zefirino, che menziona i tropaia di P. e Paolo, rispettivamente sul Vaticano e sulla via Ostiense: “Io posso mostrarti i trofei degli apostoli. Se vorrai recarti sul Vaticano o sulla via di Ostia, troverai i trofei di coloro che fondarono questa Chiesa”. A nord dell’edicola fu costruito, in una fase successiva, un muro (g), con funzione di rinforzo del “muro rosso”, sul quale poggia in posizione non perfettamente perpendicolare, essendo orientato nello stesso senso della lastra di chiusura in travertino e quindi della tomba sottostante. Certamente dal “muro rosso” proviene un piccolissimo frammento di intonaco iscritto (cm 3,2 x 5,8) che potrebbe costituire il più antico testimone epigrafico di una invocazione a Pietro. Vi si leggono le lettere PET[---] ENI[---]: le integrazioni più probabili sono Πέτ[ροϚ] ἔνι (cioè “Pietro è qui”, come vuole M. Guarducci) o Πέτ[ροϚ] ἐν ἰ[ρήνῃ] (“Pietro in pace”) come indicato da altri (per esempio J. Carcopino); ma, in linea di principio, non si possono tassativamente escludere altre integrazioni come ad esempio “Petilius”, “Petronius”, “Petinius” e, in tal caso, il graffito del “muro rosso” non si riferirebbe all’apostolo ma a un comune visitatore che lasciò la sua firma di devozione. È d’altra parte ben documentata la presenza di visitatori presso il sepolcro di P. come dimostrano i graffiti sul muro (g) eseguiti tra la seconda metà del III secolo e il primo decennio del IV. Qui, diversamente da quanto si può constatare per i graffiti della Memoria apostolorum sulla via Appia (cfr. sotto), c’è “una frenetica sovrapposizione di scritte diverse nel medesimo ristrettissimo spazio, senza rispetto delle precedenti, senza un qualsiasi ordine grafico e senza alcuna preoccupazione di leggibilità” (A. Petrucci). Un dato rilevante che emerge in queste iscrizioni è la precoce occorrenza del cristogramma, impiegato per lo più come “compendium scripturae” in contesti di tipo acclamatorio come: “[--- et] Simplici vivite in Chr[isto]“; “Nikasi vibas in Chr[isto]“; “Victor / Gaudentia / vivatis in Chr[isto]“; “Marcu / bive in Chr[isto]” (M. Guarducci, nrr. 6, 13, 24, 42). Altrettanto rilevante e, almeno in apparenza, sorprendente è anche l’assenza dell’esplicita menzione del nome di P. né, a tal proposito, appare persuasivo il tentativo di intravvederlo in alcune forme abbreviate di tipo monogrammatico (lettere PE), costruite attraverso un presunto meccanismo di consapevoli sovrapposizioni e tangenze tra elementi alfabetici appartenenti a iscrizioni e mani diverse. Alla sepoltura di P. nell’area vaticana fanno esplicito riferimento testimonianze letterarie, liturgiche, topografiche e agiografiche: Girolamo (De viris illustribus 1): “[Pietro] sepultus Romae in Vaticano, iuxta viam Triumphalem”; il Martyrologium Hieronymianum (29 giugno): “Romae via Aurelia Natal[e] sanctorum apostolor[um] Petri et Pauli, Petri in Vaticano, Pauli vero in via Ostensi”; la Passio apostolorum Petri et Pauli (63): “abstulerunt corpus eius occulte, et posuerunt sub terebinthum iuxta Naumachiam in locum qui appellatur Vaticanus”; il Liber pontificalis (I, p. 118): “qui sepultus est via Aurelia, in templum Apollinis, iuxta locum ubi crocifixus est, iuxta pa-latium Neronianum, in Vaticanum, iuxta territurium Triumphalem”; l’itinerario De locis: “Primum Petrus in parte occidentali civitatis iuxta viam Corneliam ad miliarium primum in corpore requiescit”; l’itinerario Notitia ecclesiarum: “Et sic intravis via Vaticana donec pervenies ad basilicam Beati Petri, quam Constantinus, imperator totius orbis, condidit, eminentem super omnes ecclesias et formosam, in cuius occidentali plaga beatum corpus eius quiescit”; l’itinerario Notitia Portarum di Guglielmo di Malmesbury: “Iuxta eam [porta Cornelia] ecclesia beati Petri sita est, in qua corpus eius iacet, auro et lapidibus parata”. Il dato rilevante che si ricava da questi testi, al di là delle difformità nella descrizione dell’area vaticana, è nella concorde indicazione sul colle Vaticano dell’ubicazione della tomba di Pietro. Il culto di P., insieme a quello di Paolo, è attestato anche in un’area cimiteriale al III miglio della via Appia. Nella Depositio martyrum e nel Martyrologium Hieronymianum, alla data del 29 giugno 258, si menziona una memoria funeraria dei due apostoli “in catacumbas”: la Memoria apostolorum, individuata al di sotto della basilica di S. Sebastiano, costituita da uno spazio porticato che si affacciava su un cortile all’aperto; al di sotto del portico erano situati un sedile in muratura, una fontana e una nicchia semicircolare rivestita di lastre marmoree era forse il centro del culto. Che questo fosse il luogo in cui si svolgeva il culto di P. e Paolo è con evidenza documentato dalle centinaia di invocazioni rivolte ai due apostoli tracciate dai fedeli sui muri dell’ambiente; i graffiti ricordano il rituale dei banchetti funerari (refrigeria) in loro onore….

        http://www.treccani.it/enciclopedia/pietro_(Enciclopedia-dei-Papi)/

        • Sal scrive:

          “Perchè poi lei deve essere così irritato verso i cattolici, come se quello che dicono loro è menzogna?

          Distinto sig. Antonio, comprendo la sua insistenza e devozione, ma non po’ non consentirmi di notare come nel nome di Cristo anche su questo blog, Tradizionalisti e Modernisti continuano a rinfacciarsi responsabilità e tradimenti. Per non parlare di quante povere donne che dovrebbero tacere o interrogare i propri mariti continuano a raccontarci quale madonna è più recente affidabile e credibile. Non erano questi i risultato che il cristianesimo richiedeva. Non crede ?
          “Come se quello che dicono loro è solo menzogna?” – NO, non solo ma tutto quello che dicono loro.

          Questo non solo giustifica il mio pregiudizio che non è pre, ma post giudizio. ( Dopo due millenni di torture traffici, simonia e misteri, corvi e pedofili stupratorem puerorum)
          Lei continua a suonare un tasto stonato perché dopo che ho risposto alle sue conclusioni, lei non ha replicato alle mie controdeduzioni, ma ha continuato a suonare un disco rotto che suona le stesse note stonate, ma non ha replicato nel merito alle obiezioni fatte, questo dimostra che lei vuole continuare a propagandare storie senza fondamento, e io mi faccio coinvolgere in questo gioco del chi è più furbastro. Una bugia rimane tale anche se ripetuta molte volte, ma lei sembra non dare importanza alla bugia quanto cercare di riproporla quante più volte è possibile. “Continuate a diffamare, qualcosa resterà” E’ così ?
          Dimentica che di vecchiette credule e cariche di peccati non ce ne sono ormai più.

          Capisco il suo giochetto, e questo è un altro motivo che mi fa avere molti ulteriori pre-post-giudizi.
          Pietro non avrebbe potuto far il capobanda parabolano episcopale per 25 anni a Roma se Paolo ci arrivò solo nel 62 ev. Se ne faccia una ragione. Chi spaccia menzogne come dice il testo è odiato da Dio ( Prov. 6.19) e se chiede il mio rispetto, come dice, se lo deve guadagnare ragionando, nulla è gratuito, al mondo. Solo la vita è stato un regalo e ne deve fare un capolavoro facendone un buon uso ragionato, non un castello di tradizionali bugie misteriosi ripetute per accontentare un padrone esigente. Non dimostra ragionevolezza ma solo di voler continuare a spacciare la vecchia storiella impossibile.

          Quindi sono io che ringrazio lei per l’opportunità che mi ha offerto di presentare le ragioni per cui non concordo con lei e sono convinto che il papato non ha alcuna legittimazione se non quella di Costino derivante dal concilio di Nicea. E ne ha fatto un bruttissimo uso.
          Del resto come anche gli ulteriori commenti dimostrano il NWO (Nuovo ordine mondiale) farà chiarezza anche su questi punti e non avrà più la preoccupazione di dover legittimare 2 millenni di papato ormai decadente.
          Stia sereno la fine è arrivata, anche per il papato.

          • Sal scrive:

            p.s.
            Stia sereno la fine è arrivata, anche per il papato.
            Parola di Bergoglio

            “Non restiamo adolescenti per tutta la vita come se desiderassimo rimanere adolescenti per tutta la vita. Non abbiamo paura degli impegni definitivi”.
            E’ ora di cambiare. O di morire

          • Antonio scrive:

            @Sal
            Egragio Signor Sal, Grazi ancora per la sua risposta.
            La fine è nelle mani di Dio e non nelle nostre invettive o nelle nostre pretese violenze verbali, grazie al Signore. Nè lei nè io siamo in grado di conoscere i tempi di Dio e ciò che è riservato alla sua decisione. Io sono certo che Dio metterà fine alla menzogna di satana, di questo sono sicuro, di colui che è omicida fin dal principio, come dice l’apostolo Giovanni, e metterà fine a tutti gli anticristi che si sono levati nel nostro tempo contro la Verità e la santa chiesa, sia all’interno di essa che al di fuori. Facciamo in modo che non arrivi la fine della ragione e dell’umanità con il cinismo e la cattiveria reciproca. Bergoglio non ha detto quello che lei dice, bensì ha detto che i cardinali hanno scelto lui da un paese lontanissimo che anticamente veniva chiamato “alla fine del mondo”. Non è bene manipolare le parole degli altri, tanto meno di un papa, per farli andare in un senso distorto. Se in famiglia sua c’è uno o più membri delinquenti (faccio solo un esempio – chiaramente), mica sarete tutti delinquenti, no? Guardi quanti santi nella chiesa hanno dato la vita per Cristo e per i fratelli, fino ai giorni nostri. Non deve essere così crudele. E’ contro il Vangelo. Non ci dice Gesù che con il metro con cui misurate sarete misurati? Siamo noi così santi da poterci permettere di giudicare gli altri? La invito ancora fraternamente al rispetto, alla benevolenza. Si ricordi quello che dice San Paolo in Galati 5,22

            Galati 5,22Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; 23contro queste cose non c’è Legge.

            La saluto fraternamente.

        • Sal scrive:

          @ Antonio
          “Le ipotizzate ossa di Pietro furono poi studiate dall’antropologo Venerando Correnti e risultarono appartenenti a un uomo di corporatura robusta, sul metro e sessantacinque, di età tra i 60 e 70 anni. Nella nicchia erano state ritrovate ossa di ogni parte del sistema scheletrico, ma erano assenti quelle relative ai piedi. Sulle ossa erano presenti frammenti di oro e di tessuto di porpora, fatto inusuale per una sepoltura in una necropoli popolare.”

          Il 26 giugno 1968 papa Paolo VI sostenne, durante un’udienza pubblica, l’identificazione delle ossa di Pietro, che dal giorno dopo sono nuovamente nel loculo originario. Tuttavia, nella iscrizione identificativa delle ossa, il Pontefice fece scrivere: “Ossa che si ritengono appartenere a San Pietro”.
          Che si ritengono ? Lei basa la sua fede sul si ritengono ?

          • minstrel scrive:

            O mio…
            Lei Sal sa cosa è la scienza storica?
            Ok, la risposta è no.
            Lo sa che si basa sulla cosidetta logica della testimonianza per cui ci si AFFIDA a TESTIMONIANZE antiche a cui si cerca, mediante criteri accettati da tutti, di capire se sono affidabili?
            Dunque lei Sal sa cosa è la scienza storica?
            Ok, la risposta è ovviamente no.
            La storia antica (e non solo!) si fa fidandosi di una testimonianza che si ritiene affidabile.
            Dunque lei Sal sa cosa è la scienza storica?
            Ok, la risposta è ovviamente no.
            Il suo caro Vangelo lo sa che è stato ricostruito con questi criteri “di fede”?
            Dunque lei Sal sa che queste risposte sono pura autofagia? Se magna da solo!
            Ok, la risposta è ovviamente NO!

    • vincenzo da torino scrive:

      @Antonio. Le consiglio di lasciare perdere Sal, perché è di un altro mondo . Da uno che si esprime così”Io non credo ai misteri anche se “autorevoli” e rimango basito apprendendo che Pietro è divenuto capo di una bada di pedofili superstiziosi.” , cosa vuol ricavare? Non è colpa sua se deve ancora crescere, pur essendo convinto di essere quasi sapiente.

      • Sal scrive:

        @ vincenzo da torino
        “Le consiglio di lasciare perdere Sal, perché è di un altro mondo “
        Ahhhh, ha visto sig, Vincenzo che finalmente ci ha azzeccato ?
        E’ vero, io sono di un altro mondo, del mondo delle persone ragionevoli purtroppo è lei che è ancora di questo mondo di chi ha gettato all’ammasso i neuroni e le sinapsi.
        Ogni tanto siamo d’accordo !

    • Catechista scrive:

      Le do un consiglio: lasci perdere. Con questi troll geovisti il dialogo è impossibile. Vogliono solo creare confusione.
      Saluti

      • Sal scrive:

        E quale sarebbe la confusione ? Dire la Verità ? Smontare le favole misteriose ?

        • minstrel scrive:

          Macché, la confusione è autocostruire nuove favole e per giunta imperfette, piene di buchi narrativi, assolutamente contradditorie e come tali nulle e inutili.
          Wow!

  36. Reginaldus scrive:

    ma poi chi ci dice che questo stare rintanato negli stessi luoghi dell’altro suo pari, non sia per Ratzinger un tenersi al riparo da brutte sorprese se avesse mai deciso, come buon senso suggeriva – lo ammetton persino i suoi fans…- di mettere le sue tende altrove??? Civis vaticanus sum!

    • vincenzo da torino scrive:

      Non vedo il problema. C’è gente che ha tempo da perdere. Va benissimo che il papa emerito stia vicino al nuovo papa al quale ha fatto promessa di obbedienza. Il nuovo papa se ne avvantaggerebbe molto. Altri discorsi li trovo strampalati e in preda a sussulti emotivi o discorsi funanbolici. Di che hanno paura? Boh!

      • Reginaldus scrive:

        la pura ce l ‘ hanno probabilmente quelli che temono di stare soli e si… accoppiano! Due papi accoppiati: che figura retorica è mai questa???

  37. Reginaldus scrive:

    “Se Ratzinger torna alle origini”… devo confessare che questo tema del thread mi inquieta… e mi spinge ancora a fare una riflessione… Ho già detto sopra che queste origini non mi paiono proprio quelle evangeliche, e ci vuole una buona sfrontatezza di professore che profitta dell’ignoranza degli allievi suoi e del prestigio della cattedra per affermare che queste origini sarebbero quelle della chiesa delle origini… Che non siano queste origini quelle che lo ricollegano naturalmente alla grande protesta del mondo germanico contro il papato romano, il cui promotore fu dal nostro omaggiato con parole e gesti di esaltata ammirazione, sui luoghi stessi che furono la fucina della grande Ribellione??? Bisogna dire allora che il nostro Ratzinger, in linea di vera continuità di intenti con quelle origini, riuscì da perito ( e agente) conciliare e poi addirittura da ‘papa’ là dove il monaco di Erfurt non poté: far fuori la sostanza del papato, fingendo di sostenerlo con vane parole!

    • gibici scrive:

      In primo luogo Lutero non aveva nulla contro Roma ma contro la corruzione della Chiesa del suo tempo e per conseguenza contro il papato che non provvedeva ed era una delle cause principali di quella corruzione.
      Che poi abbia tradotto la Bibbia in tedesco e’ un altro punto in suo favore. Riconoscere i suoi meriti e non solo i demeriti e’ un dovere di giustizia.

      Quanto a papa Benedetto dirlo continuatore di Lutero e’ assurdo. Proprio in Germania ha subito molte contestazioni per il suo rigido conservatorismo.

      • Reginaldus scrive:

        certo non nulla contro le pietre di roma…. E voleva tanto combattere la corruzione che finì scoppiato dopo una sera di crapula! Ratzinger non continuatore di Lutero??? Ma un ammiratore di Lutero non porta in sé le sue stesse pulsioni??? .

  38. Marino scrive:

    Una sola domanda: se Ratzinger non si fosse dimesso, ma fosse morto come i suoi ultimi sessanta predecessori… Sarebbe ugualmente ricordato come un Papa umile, semplice, svincolato dall’idea di un papato stabile, sacro e assoluto?

    • stefano scrive:

      ah, saperlo!

    • Reginaldus scrive:

      la canonizzazione in vita di questo Ratzinger alias Bendetto XVI è l’altro contentino a lui concesso per essersi fatto da parte, per il bene della Causa ( o della Grande Opera)!

  39. Timorato scrive:

    X Cherubino
    Capisco bene che Lei si senta “crollare la terra sotto i piedi”quando qualcuno Le ricorda l’ubbidienza al Papa che Lei non osserva nell’atto di contrastare la Massoneria!
    Come mai Lei non approfondisce tale triste realtà e sorvola parlando di cio’ (come ha fatto in post passati) come se si trattasse di fantascienza (anzi, La correggo si dovrebbe dire di fantapolitica)?
    Tutto questo mi fa molto pensare!
    Lei, sempre per depistare il discorso, fa le solite accuse di fascismo giusto per innalzare gli spaventapasseri agli occhi degli sprovveduti cattolici e farla finire a tarallucci e vino;
    non Le conviene forse parlare di Massoneria, per paura che qualcuno si illumini?
    Gli ricordo ciò, anche perchè: è Papa Leone XIII a dirci di stare attenti alla Massoneria e Papa S. Pio X a sorvegliare contro i complotti! Quindi, che c’entra il fascismo? Se Lei veramente avesse a cuore la causa autenticamente Cattolica avrebbe capito i mali che la Massoneria ha prodotto nelle società cristiane e starebbe dalla mia parte per contrastarla.
    Non mi faccia dire poi, cose che non ho detto: è chiaro infatti la necessita’ di un Ordine, il problema si pone nell’instaurare che tipo di ordine e se tale ordine è davvero naturale e adatto ad ogni esigenza personale senza -per questo- urtare un equilibrio di giustizia che si chiama:Realtà-Storica-Del- Cristianesimo-Elargitore-Di-Tolleranza-e-Solidarietà! Perchè il filantropismo ipocrita di matrice massonica è appunto: IPOCRISIA!!!!!!!
    Al di là poi, delle incoerenze dei singoli cattolici -sia chierici che laici- perchè dire con le parole e con i fatti che il Cattolicesimo nell’espressione del Regno sociale di Cristo è qualcosa da rigettare a priori?
    Se Lei leggesse i vari studiosi della Massoneria, si accorgerebbe che: sia il Capitalismo sia il Marxsismo sono le due facce della stessa medaglia che la sudetta ha saputo plasmare proprio per destabilizzare la Civiltà cristiana ! Quindi, lasci perdere i comunisti e i fascisti per quali, come cristiani dobbiamo avere rispetto sopratutto per l’ inganno di cui loro stessi sono vittime secondo un discorso tutto spirituale che volente o nolente si ricollega all’azione del Maligno.
    Una volta tanto, si confessi pure Lei disobbediente ai Papi citati e non corra all’assalto quando ingiustamente lo fà per denigrare il Nome di Mons. Lefebure, al Quale, proprio secondo questo discorso, abbiamo tutti (Cattolici e uomini di buona volontà) da rendere grazie.
    A.M.D.G

    • Cherubino scrive:

      ora siamo alle barzellette … lei che non riconosce papa Francesco, papa benedetto XVI, papa Giovanni Paolo II indietro fino a Giovanni XXIII, rinfaccia a me di non obbedire ai pontefici ?
      Mi sa che a crollare sia solo la sua mente che cerca di aggrapparsi ad argomenti senza logica.

  40. Timorato scrive:

    X andre, giovannino, stefano, gibici, eremita
    LA GNOSI ECUMENISTA CONCILIA ONU E VATICANO NEL NWO

    “C’è sintonia tra me e Benedetto XVI, nel sostenere un Nuovo Ordine Mondiale”
    (Giorgio Napolitano, 31.12.2006)

    Sulla Storia Segreta del (Nwo) Nuovo Ordine Mondiale, abbiamo un nuovo libro: «Governo Globale» di Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta (Arianna Editrice, Cesena).
    Sull’argomento si moltiplicano gli studi, ma questo ha il particolare che la Perucchietti si occupa anche del Segreto di Fatima e perciò lega le due questioni; del dominio mondialista con il mistero storico di un incombente Anticristo.

    Nella «Introduzione» al lavoro i due autori già mettono la questione sotto il dilemma del gran complotto, che è quasi quello universale, sempre al centro dei nostri lavori.
    Infatti, non manca la dimensione storica del problema come si vedrà, ma è documentata piuttosto trascurando la parte del Vaticano nel presente momento a favore di quella dei politici da Obama e compagnia, a Napoletano e i grandi prelati (vedi sopra).
    Sulle «caratteristiche e finalità dell’ideologia mondialista», gli autori enumerano «la diffusione e imposizione di un pensiero omologato tendente a dissolvere le identità…» e in seguito «la lotta contro le “identità forti” difficilmente omologabili… come il Cristianesimo cattolico e ortodosso o l’Islam, ritenute strutture “irriducibili” al progetto del NWO».
    Si noti la dissonanza tra i termini «difficilmente omologabili» e «irriducibili» nella stessa frasi, perché è qui che s’inserisce il lungo piano «conciliatorio» del Vaticano due: aprire «culture», piuttosto «fedi», irriducibili per definizione, a valori relativi, come sia quello di una pace terrena, e perciò anche convergenti ai progetti del NWO.
    In questo senso si può citare l’opera ecumeni sta di Giovanni Paolo e poi di Benedetto 16, addirittura per catechizzare i mussulmani (22.12.2006) con la filosofia illuminista, delle luci, adottata dal Vaticano due e che deve servire d’esempio a tutti! Inoltre è nota la sua enciclica «Veritatis splendor» (niente meno) sul potere mondiale centralizzato, cui tutti i popoli devono aspirare, a questo punto in vista di una verità spirituale!
    Ecco lo spinto ma mascherato relativismo conciliare che vanta una sua preoccupazione anti-fondamentalista, naturalmente nel senso della spuria conciliazione di cui sopra……
    (continua a leggere)

    http://www.agerecontra.it/public/pres30/?p=10769
    A.M.D.G.

    • Eremita scrive:

      Timorato, se si ipotizza un conflitto, perchè non ipotizzarne un secondo?LA GNOSI FONDAMENTALISTA CONCILIA NAZISMO E LEFEBVRE NELLA NUOVA CROCIATA, questa volta non contro l’Islam perchè gode delle simpatie naziste, ma contro democrazia e concilio. E che ci siano un sacco di nazisti fra i lefebvriani è cosa arcinota.Due armate contrapposte, ma questa guerra ve la combattete voi e non mi ficcate in mezzo, io faccio come l’eremita medioevale che dalle sue montagne vedeva passare un esercito verso il sud, che poi fuggiva inseguito di nuovo verso il nord, e così via. I vostri eserciti non mi interessano, e non me la date a bere che combattete per la fede.

    • Cherubino scrive:

      certo che siete alla frutta a pescare da certa letteratura …

      • Reginaldus scrive:

        peschiamo invece nella pozzanghera di cherubino…(oh che maledizione questa rete….)

    • stefano scrive:

      Visto che sono chiamato in causa vorrei rispondere a Timorato che le denunce dei gruppi tradizionalisti contro la massoneria risulterebbero molto più credibili e efficaci se espresse dall’interno della Chiesa, che non piuttosto essendone usciti. E non vale motivare tale uscita con le infiltrazioni massoniche, anzi con la collusione dei Papi col potere massonico, perché ciò è strumentale alla sentenza di condanna già scritta per la Chiesa, non certo per la massoneria. Tale denuncia infatti, analogamente a quelle di pedofilia, non scaturisce da amor di verità ma solo in odio alla Chiesa. Ora, è vero che i suddetti gruppi sostengono di essere la vera Chiesa, mentre la Chiesa vera sarebbe in realtà abusiva. Peccato però che la massoneria vera (non si è ancora avuta notizia di una massoneria apostata), combatta con tutti i mezzi proprio la grande meretrice, mica la Chiesa vera, il piccolo gregge che sarebbero loro. Perciò in questa battaglia contro la prostituta eretica, per strano paradosso vi ritrovate a combattere la giusta causa a fianco del nemico. Il che induce al sospetto di infiltrazioni nemiche anche tra le vostre fila, cosa peraltro non inverosimile, considerata l’abilità del Nemico nel dividere.

      • murmex scrive:

        .Le denunce contro la massoneria vengono dall’Autorità somma della Chiesa(LEONE XIII,Inimica vis),con la scomunica.Ora c’è invece una certa riconciliazione,il gran maestro fa gli auguri al Papa.

        • Reginaldus scrive:

          cara murmex,

          “una certa riconciliazione”??? O non piuttosto una evidente “entente cordiale”???

  41. Timorato scrive:

    x gibici
    mi dispiace la sua imprudenza, sappiamo che è nella S. Scrittura “l’informazione” circa l’Apocalisse, l’Anticristo se vuole vedere quando Le propongo, con il solito Principio:
    “….poni mente a ciò che è detto e non badar a chi l’ha detto (Lib. Imit. di Cristo)”
    «è doveroso studiare il Complotto»
    San Pio X:

    «È doveroso studiare e trattare il Complotto, senza temere di essere derisi come “complottisti”.

    Invece minimizzare, snobbare e negligere lo studio del Complotto è una partecipazione implicita e passiva al Complotto contro Cristo, Maria, la Chiesa e la Cristianità.

    Mentre studiare per combattere il Complotto, significa partecipare attivamente ed esplicitamente al compimento dell’opera della Redenzione, ad “instaurare e restaurare tutto in Cristo”».
    http://doncurzionitoglia.net/2013/02/10/239
    A.M.D.G.

  42. gibici scrive:

    @ Timorato. Non Le e’ certamente sfuggito il riprovevole collegamento che spesso si fa tra giuste espressioni dei papi, quali l’ordine mondiale, e la massoneria. Ho testimonianze di prima mano di probabili (talora certi) misfatti della massoneria negli anni tra le due guerre e sotto l’ (occasionale?) egida fascista. Ma, saro’ un ingenuo, non riesco ad immaginare che sia possibile controllare tutto, anche se la concentrazione del potere finanziario e’ preoccupante. Tanto meno riesco a concepire l’ “occupazione” della Chiesa. E il fatto che ne abbia parlato Lefebvre mi insospettisce ancor piu’. Il Vaticano II sarebbe stato opera della massoneria? Impossibile.

    • Teobaldo scrive:

      Perchè impossibile?

      • gibici scrive:

        Per me e’ impossibile perche’ influenzare piu’ di duemila vescovi provenienti da tutto il mondo (o la loro stragrande maggioranza) senza lasciare traccia era allora impossibile.
        Ho letto la recensione da Lei citata: fanta-storia di nessuno spessore culturale. Fraternamente Le consiglio di passare a letture aggiornate di storia della Chiesa.

  43. gibici scrive:

    Poi smettiamola con la lagna del relativismo, che fa rima con indifferentismo, americanismo, modernismo e cosi’ via. Certamente esiste, ma noi siamo credenti e credibili? Non lamentiamoci del “relativismo” degli altri.

  44. Teobaldo scrive:

    Mimma scrive:
    4 maggio 2013 alle 21:33

    @teobaldo
    Caro strizzacervelli, questa non è una performance in cui ognuno si debba qualificare…
    Quanta poca pace c’è nelle sue parole!
    Ritiene possibile di essere rimasto l’unico GIUSTO e l’unico amato da Dio su questa terra?
    Le proporrei gli esercizi ignaziani, cominci con quelli di 1 settimana, poi , piano piano, con la preghiera….

    ————-

    Come le ho già detto, invece di fare la “catechista”, meglio che cambi “mestiere” non le si addice, tanto più che per “insegnare” agli altri quello che manca a lei …. della serie:

    ” davvero stolti per natura tutti gli uomini ( e donne) che vivono nell’ignoranza di Dio [...] ”

    Ecco mia cara, lei e il suo alter ego, avete sinora dimostrato, l’ignoranza di Dio, in quanto appoggiate una pseudo apparizione ecumenica e movimenti “ecclesiali” che appoggiano relativismo e rituali che sono di origini remote e già condannate dalla Chiesa, come il catarismo e il pancristianesimo, ad esempio….tradotto in soldoni, è credere che tutte le religioni siano uguali.
    Mentre chi non vive nell’ignoranza di Dio, sa che Lui stesso ha detto, a Lui solo si deve Gloria…. tant’è vero che si definisce un Dio geloso delle sue creature e abborisce ogni forma di idolatria, che voi al contrario dimostrate a tutto tondo.

    Comunque, debbo dire in tutta sincerità che non intendo dialogare con persone sgradevoli, dato che anche oggi avete dato ennesima prova della vostra cafottaggine, superbia arroganza ed ignoranza in materia di Fede…. ridicolo il tentativo del suo alter ego “cherubino”, che continua a distribuire patentini di cattolicità, come egli fosse il papa o il mio padre spirituale… il quale ha dimostrato, di non conoscere il pensiero dell’eresia luterana, che nega Dogmi, Primato di Pietro, Transunstantazione, Verginità di Maria SS. etc..etc…

    • Teobaldo scrive:

      Errata corrige:

      ridicolo il tentativo del suo alter ego “cherubino”, il quale ha dimostrato, di non conoscere il pensiero dell’eresia luterana, la quale nega Dogmi, Primato di Pietro, Transunstantazione, Verginità di Maria SS. etc..etc…ma che, continua a distribuire patentini di cattolicità, come egli fosse il papa o il mio padre spirituale…

      • Cherubino scrive:

        si legga don Piero Cantoni, “Può la Chiesa variare veramente?
        Tradizione, trasmissione, cambiamento, continuità”
        Ancona, 9 novembre 2007

        “… Con mia sorpresa questa forzata riflessione teologica anziché rassicurarmi sulla “buona battaglia” di Ecône, mi inquietò non poco… Affrontai l’ordinazione molto precoce (dopo soli tre anni di seminario…) con la mente affollata di dubbi. Non sulla vocazione presbiterale – che mi riempiva di gioia – ma sulla linea della Fraternità Sacerdotale San Pio X di cui diventavo ormai membro a pieno titolo. I dubbi crebbero fino a diventare certezze che esternai con fiducia a Mons. Lefebvre il 22 giugno del 1981 con una lunga lettera di trentacinque pagine. In essa denunciavo la mentalità da “libero esame” che aleggiava nella Fraternità San Pio X: “Si obbedisce all’autorità non in quanto rappresentante di Dio, mandata da Dio, ma in quanto necessaria all’ottenimento di determinati fini. L’autorità ha uno scopo soltanto pratico. L’ultima istanza non è l’autorità estrinseca ma Dio, cioè il proprio giudizio. Al posto del “sola Scriptura” c’è semplicemente il “sola Traditio”. Queste due regole sono materialmente differenti ma formalmente identiche nella ragione di autorità morte e non viventi” (17). Di fatto, il “tradizionalismo” così inteso si rivelava solo un larvato protestantesimo, dove il singolo, nel mare magnum dei documenti della tradizione sceglieva quello che più gli piaceva. In questo non diverso dal protestante che “sceglie” la Chiesa primitiva rispetto a quella susseguente che – a suo avviso – ha assunto progressivamente il volto del Cattolicesimo [Frühkatholizismus – Protocattolicesimo (18)], oscurando la “purezza delle origini”. C’è invece chi sceglie la Chiesa dei Padri, quella romanica, quella gotica, quella barocca, quella bizantina, quella immediatamente precedente il Vaticano II… o quella ad esso seguente. Il principio però, nel variare dei “gusti”, rimane lo stesso. Il protestante è colui che per obbedire alla Parola di Dio rimane attaccato alla Bibbia e rifiuta la Chiesa. A Ecône si aborriva il protestantesimo, ma si finiva per ragionare allo stesso modo. Non al modo di tanti protestanti odierni, la cui autenticità di fede e conseguente zelo missionario sono ammirevoli, ma al modo di quei protestanti dell’inizio, di quelli che hanno dato il via – al di là delle intenzioni intime che esulano dal foro di competenza dell’umano giudizio – ad un cataclisma che prima ha diviso, poi ha frantumato e quindi ha polverizzato la Cristianità. Accanto al libro della Bibbia mettevano con enfasi la “Tradizione”, ma questa si risolveva solo in altri libri (il Denzinger, la Summa di san Tommaso d’Aquino, le encicliche di san Pio X, ecc.); ad un libro si mettevano vicino altri libri… Il risultato però finiva per essere lo stesso: distacco dal magistero vivente della Chiesa, che – come insegna Pio XII – è la norma prossima della nostra fede (19). Non si può parlare sensatamente di Tradizione senza accettare non solo a parole ma nei fatti il magistero vivente della Chiesa che ne è la causa strumentale primaria, essendo causa principale lo Spirito Santo di Dio. Un magistero fatto di persone vive: il Papa e i vescovi a lui uniti, e non di carta stampata… Noi cattolici non siamo una religione del libro (20).”

        • giovannino scrive:

          Non sono per niente convinto dal tentativo di equiparare in qualche modo le chiese protestanti con lo pseudotradizionalismo. Sul piano teologico i grandi contributi dei pensatori protestanti sono ad un altro livello dalla antistorica riproposizioni di dottrine medievali tipica degli pseudotradizionalisti. Sul piano politico confrontiamo la storia di Stati fondati sul luteranesimo ( Danimarca , Svezia , Norvegia ) o sulle chiese congregazionaliste ( Stati Uniti ) con quella dello Stato Pontificio . Chiediamoci se sia un caso che nessun paese protestante , eccetto la Germania, abbia conosciuto la dittatura e il totalitarismo , mentre Mussolini , Franco , Pinochet , i generali brasiliani ed argentini hanno ricevuto la benedizione del Vaticano. Sul piano culturale è significativo quanti tra i maggiori scienzati , filosofi , letterati degli ultimi secoli fossero pastori protestanti o figli di pastori protestanti. E il contributo alla cultura musicale da Bach agli spirituals degli afroamericani. E quanti santi e martiri sono nati tra le fila protestanti , come Schweitzer , Bonhoffer , Martin Luther King. L’ albero protestante ha dato buoni frutti . Certamente anche tra i cattolici ci sono state , anche nell’ età moderna , molte cose buone e sante , ma spesso guardate con sospetto , criticate o perfino condannate dalla gerarchia. Dunque ogni atteggiamento di superiorità nei confronti dei fratelli in cristo non cattolici , mi sembra presuntuoso e deleterio.

          • Cherubino scrive:

            qua non si tratta di una competizione umana, si tratta della pienezza della verità, che i protestanti non posseggono rifiutando l’autorità spirituale ed ecclesiale del papa, insieme a varie altre “cosucce” come la realtà sacramentale, mezzo millennio di Magistero, una escatologia distorta.

          • gibici scrive:

            @ Giovannino.
            L’equiparazione vale per cio’ che Cantoni indica, certo non per il resto.
            Sarei molto piu’ cauto con i paragoni storici, se non altro perche’ gran parte delle dittature sudamericane e’ stata sostenuta dai campioni della democrazia USA.
            Inoltre il Luteranesimo in quanto storicamente legato ai principi non era certo culturalmente molto portato a resistere alle dittature. Lo era invece per la sua ispirazione cristiana. Comunque sull’evoluzione democratica dei paesi nordici non ha solo influito l’aspetto religioso.
            C’e’ pero’ un aspetto culturale proprio del cattolicesimo di quel periodo che per molti ha probabilmente agito da freno alla resistenza alle dittature. Il principio dell’ubbidienza non critica all’autorita’ e quello dell’indifferenza per la Chiesa di fronte alle tre forme istituzionali monarchia, oligarchia e democrazia.

          • giovannino scrive:

            caro gibici , stavolta devo darti ragione , ho sempre avuto un debole per i voli pindarici. Le tesi che ho sostenuto andrebbero rivedute e corrette , anche se credo contengano elementi di verità storica. Però certi giudizi sprezzanti nei confronti di Lutero , che certo credeva in quello che predicava e che ebbe il coraggio di affrontare di persona l’ Imperatore cattolico e il Legato pontificio , uscendone vivo ( come Daniele dalla fossa dei leoni , scrissero i suoi agiografi ) , mi fanno perdere un po’ di lucidità mentale.

        • murmex scrive:

          Mi pare inconsapevolmente modernista,questo don Cantoni:come può lodare l’autenticità di fede dei protestanti,eretici,se non ritenendo la Fede,alla maniera modernistica stigmatizzata nella Pascendi,non adesione a una Verità rivelata,ma una espressione di religiosità che scaturisce dall’animo umano?Poi questa storia della tradizione vivente,intesa come se il deposito della Fede potesse cambiare:no,non cambia,è vivente perchè non si corrompe,non si decompone.Seguendo la Tradizione non si sbaglia,secondo il principio di Lerins ripreso dal Conc.Vat.I(dogmatico),altro che libero esame!

          • minstrel scrive:

            Inconsapevolmente modernista e consapevolmente cattolico dunque.

          • murmex scrive:

            Naturalmente dico inconsapevolmente per salvarne la buona fede,caro minstrel.Quando non si sa come rispondere si parte con la battuta,che fra l’altro non significa niente.Bisogna rispondere con argomenti,o almeno battute sensate,se no la possibilità dello sbandierato dialogo cade in radice

  45. Mimma scrive:

    @Timorato
    Mi creda che mi riesce davvero difficile ricordare nel tempo a ritroso di aver incontrato mai in una sola persona tante contraddizioni.
    Con quale criterio lei definisce gli altri eretici se non fa altro che dissentire ,discutere, e disprezzare i Pontefici passati per la Santa sede negli ultimi 50 anni?
    Il mancato piacere di dialogare è comunque davvero reciproco considerando l’approccio che utilizza per interloquire.
    L’etichetta che mi ha appioppato poi di “catechista” mi lusinga.
    I catechisti nelle comunità hanno un nobile compito nell’evangelizzazione (responsabilità che comunque competerebbe ad ogni buon cristiano).
    Visti i suoi palesi rifiuti di dialogo chiuderei dicendo che se non vi saranno più raptus denigratori da parte sua potremmo vivere beatamente in pace entrambi!
    Le auguro una santa notte!

    • Mimma scrive:

      corr. Chiedo scusa. Il post sopra è indirizzato a teobaldo.

      • Teobaldo scrive:

        Cominci quindi a non accusare i suoi nemici di cose mai dette, del tipo:

        >>Con quale criterio lei definisce gli altri eretici se non fa altro che dissentire ,discutere, e disprezzare i Pontefici passati per la Santa sede negli ultimi 50 anni?<<

        Cosa che, io non ho MAI DETTO mia cara….

        Non avevo dubbi che le facesse onore, essere chiamata
        "catechista" … ma come vede quel "catechista" l'ho virgolettato…segno che non la considero tale… mi dispiace ma è quanto mi sentivo di dirle in tutta sincerità, viste le numerose contraddizioni in cui è caduta, dimostrando così di non conoscere il Magistero Millenario dell' Una Santa Cattolica Apostolica e quindi la conoscenza del Dio vero, che ha stabilito la sua continuità nella Chiesa Cattolica, tant'è vero che ha ommonito:

        " Fuori della Chiesa Cattolica non c'è salvezza"

        Per sua conoscenza personale:

        gli eretici, sono coloro che negano, minimizzano, stravolgono, minano le basi dei Dogmi proclamati dai Pontefici, oltre che del Vangelo cambiando il senso di alcune parole, con "traduzioni" a dir poco raccappriccianti, come in alcune moderne edizioni, le quali oltre a far danno al fedele, lo fa' allo storico, che si occupa di Storia Biblica.

        passo e chiudo, augurando una santa notte pure a Lei.

        • Mimma scrive:

          @teobaldo
          Lei è così superbo e cieco da non accorgersi che è lei che rinnega il Vangelo con i suoi atteggiamenti di superiorità sui suoi fratelli cattolici (benchè io cattolico non la consideri).
          E’ proprio il fare fondamentalista e di “sufficienza” di quelli come lei che ha allontanato nel tempo da Cristo e dal Vangelo le grandi masse.
          Per grazia oramai siete rimasti in pochi.
          Buona domenica.

        • giovannino scrive:

          caro Teobaldo , buona domenica anzitutto. Domenica giorno del Signore nostro Gesù il Cristo. Pensaci. tu scrivi che sono i Papi che ci salvano , ma sbagli. La salvezza è in Cristo e nel suo sacrificio. Nel nome di Gesù siamo salvi . I Papi sono essere umani come gli altri ed è un grave errore pensare che abbiano poteri soprannaturali. Per me hai molto su cui riflettere , prima di lanciare anatemi che si rivolgono contro la tua superbia. Hai una trave conficcata nell’ occhio e ti permetti di giudicare il prossimo.

        • Mimma scrive:

          @Teobaldo

          La vera saggezza sta nel fondo della tua coscienza, così come l’amore vero sta nel fondo del tuo cuore

          “Se sei venuto ad ascoltare un uomo che si suppone trasmetta la saggezza,
          hai sbagliato strada,
          perché la saggezza non si trasmette né attraverso i libri né attraverso i discorsi;
          la vera saggezza sta nel fondo della tua coscienza,
          così come l’amore vero sta nel fondo del tuo cuore.
          Fratello mio:
          segui regole semplici,
          come sono semplici queste pietre, questa neve e questo sole
          che ci benedice.
          Porta la pace in te e portala agli altri.
          Fratello mio, là nella storia c’è l’essere umano che mostra il volto della sofferenza:
          guarda quel volto pieno di sofferenza…
          ma ricorda che è necessario andare avanti,
          che è necessario imparare a ridere
          e che è necessario imparare ad amare”
          Mario Rodriguez Cobos, detto Silo, ispiratore della corrente di pensiero conosciuta come Nuovo Umanesimo o Umanesimo Universalista. 4/5/1969.

          • Teobaldo scrive:

            Or bene, vediamo di mettere un po’ di puntini sulle i.

            Resto sempre allibito, di fronte a tanta insipienza e crassa ignoranza nella conoscenza del Magistero perenne della Chiesa ed è un fenomeno che dimostra l’effettiva mancanza di razionalità.

            Non è che, se uno sparuto gruppetto di adepti della “nuova evangelizzazione” post conciliare, alza i toni, si coalizzano e si spalleggiano ciò che scrivono diventi vero, anzi , in questo stà la vostra “forza” che è la dimostrazione della vostra debolezza, debolezza che proviene dalla menzogna. L’uomo che dice la verità non ha bisogno di ricorrere a tali manovre di partito…

            Comunque le chiacchiere da bar non mi sono mai piaciute e nemmeno considero le calunnie e gli insulti, che provengono da questi poveri ciechi e stolti. E’ ovvio che quando dico che tipi del genere fanno fare una pessima figura all’Una Santa Cattolica Apostolica, lo faccio con ragione e con causa.
            Infatti, quando una persona esterna, legge certe pagliacciate sentimentali miste ad arroganza e superbia e credunoleria senza le dovute fasi investigative, accompagnate da una minima logica, ci penserebbe due volte prima di approfondire la bellezza e la sapienza dell’Una Santa Cattolica, in quanto, solo questo basta per smontare tutto l’impianto.

            Per fortuna la Chiesa Una Santa, per essere credibile non ha bisogno delle vostre sceneggiate e di certi movimenti “ecclesiali” o di certe pseudo apparizioni specie se provenienti da una nota zona balcanica, la Storia e il Deposito millenario fonte di ogni Sapienza, quella già vi ha giudicati!!

            Se S. Agostino avesse aderito al Dio Vero, con il sentimento, non sarebbe ricordato come Dottore della Chiesa, in quanto egli al Dio Vero è arrivato con la ragione. Così tutti i Giganti della Fede che la Chiesa anteconcilio 21° ci ha consegnato.

            Che “lezioni” e che credibilità da persone che copiano incollano, citano (come i tdg) passi o pensieri estrapolati che potrebbero fare al caso loro, solo per il gusto di arrivare a “concludere” che lor dignori sono gli “unici” veri interpreti del Vangelo e che i vero cancro che ammorba il mondo sono i cd. tradizionalisti? … Parola ed epiteto dove vengono conditi ogni sorta di logorroica difesa del loro pensiero sentimental pop ….così è per il mondo protestante.

            Lutero ha basato la sua religione aanticristica sul sentimento (concupiscenza della carne, condannata dalla Chiesa) ha combattuto la Chiesa il Papato, inventandosi una religione tutta sua, con ramificazioni che all’oggi, han preso il sopravvento all’interno dell’Una Santa Cattolica, grazie al 21° concilio pastorale, colui che ha deriso, combattuto Dogmi, Definizioni e tutto l’impianto dell’Una Santa Cattolica Apostolica.

            Che il sentimento e quindi il sentimentalismo, sia contro la verità e quindi contro la Chiesa, ne prova il fatto che il sentimento stesso è il frutto dell’ io soggettivo e con il tempo può mutare, la ragione invece resta.

            Quando una persona arriva a Dio tramite la ragione escludendo il sentimento (concupiscenza della carne) trova la forza per smuovere le montagne e dar prova di coraggio, come la ebbero a dimostrare i milioni di Martiri Cristiani che stanno ora contemplando il Vero Volto del Dio Vivente.

            Peccato che ancora una volta, non avete perso occasione di starvene zitti e così evitare di dar prova della vostra ignoranza di Dio e sul vero insegnamento della Chiesa Una Santa Cattolica Apostolica, la quale nei millenni si è forgiata con una sana ragione, da non confondere con la “ragione umanista e illuminista” che altro non è che un derivato della gnosi, ossia la religione dell’antiragione e quindi la religione dei menzogneri, imposta a tutti tramite giochi di forza e di potere.

            Povera Chiesa, quanto fango e quanta melma viene gettata, sopra la tua Somma Sapienza acquisita nei millenni.

          • gibici scrive:

            @ Teobaldo. Puntini sugli i.

            1. Sull’adagio “fuori della Chiesa non c’e’ salvezza” si discute da secoli e c’era stata gia’ prima del concilio una comprensione sempre piu’ allargata, in accordo con una piu’ attenta osservazione del messaggio evangelico.
            Quindi il Suo richiamo al magistero millenario qui sbaglia bersaglio, perche’ dimostra di non conoscere la lunga evoluzione del pensiero cristiano.

            2. Ancor peggio e’ la Sua polemica contro il sentimento. Essa sfiora l’eresia. Agostino non sarebbe arrivato alla fede con il sentimento ma con la ragione! Certo ci sono sentimenti puramente sensibili, ma ci sono anche quelli suscitati dai valori etici e religiosi: senza questi ultimi e’ impossibile una vita etica e religiosa e anche la conversione, opera della grazia, coinvolge questi sentimenti. Rifletta sul Vangelo e sulle vite dei santi.

          • murmex scrive:

            Mimma ,leggo questo agghiacciante intervento pseudolirico,e vado a informarmi su questo signore che lei cita quasi fosse un Padre della Chiesa,dato che già il nome del movimento suona sospetto.Questo signore ha fondato questo movimento mondiale per l’eliminazione del dolore umano con una tecnica, chiamata principi dell’azione valida,tecniche di meditazione,costruzione e utilizzazione di una figura guida interna ecc.Inutile dire che qui niente c’è di cattolico,anzi c’è molto di new age quindi di gnostico,quindi di diabolico.Vede che così si squalifica da sola.Li vede i pericoli del seguire il sentimentalismo (non il sentimento che fa parte della natura umana,e che dobbiamo imbrigliare e indirizzare)invece della retta ragione?

  46. giovannino scrive:

    Un altra cosa che non mi convince affatto e che ho letto sia nelle accuse degli pseudotradizionalisti sia nelle repliche di alcuni difensori dell ‘ ortodossia cattolica , è il disprezzo per il sentimento . Il sentimento è il fondamento della fede , il punto di partenza di ogni successiva elaborazione intellettuale. Chi non crede pregiudizialmente , finisce con il fare della teologia e dell’ etica discipline fondate sulla ragione umana piuttosto che sul Vangelo e sulla divina Rivelazione. Il cristianesimo è per tutti , per i bambini , per i poveri in spirito e i puri di cuore ( non di mente ). Quei cattolici che agitano i dogmi mariani come bastoni contro gli eretici , si fermino a pensare che Maria ha dato amore , affetto e tenerezza a Gesù bambino e non certo formule dogmatiche e insegnamenti dottrinali. La grazia di Dio salva la vita , non la teologia dogmatica .

    • Mimma scrive:

      @Giovannino
      Amen Giovannino!
      “Se non diventerete come questi piccoli non entrerete nel Regno dei cieli.”
      Santa Domenica anche a lei.

    • Cherubino scrive:

      “Il sentimento è il fondamento della fede”

      lei sbaglia, il sentimento può accompagnare la fede, ma non è il fondamento che è una decisione radicata della volontà secondo il dettame della ragione illuminata dalla Grazia di Dio.

      Poi se c’è anche il sentimento ben venga. Si legga gli Esercizi di S. Ignazio di Loyola che mette in guardia contro le false consolazioni del Maligno e insegna a riconoscere l’azione di Dio tanto nella consolazione quanto nella desolazione.

    • vincenzo da torino scrive:

      @Giovannino. Fede come sentimento, chi ce l’ha e chi no, è tipicamente protestante o meglio di Lutero. Si amano i genitori con il sentimento, ma alla base vi è il rapporto di donazione e di amore fattivo che lo rende possibile.

      • giovannino scrive:

        caro vincenzo da torino, tutto sommato mi dai ragione . Dio è Padre , e anche Madre ebbe a dire Papa Luciani . I cristiani sono figli di Dio . Quanto a Lutero , dove sta scritto che ha sempre torto ? Se la fede fosse razionalmente dimostrabile , tutti crederebbero , come credono che 2+2=4 . La conversione non è per nulla simile alla dimostrazione di un teorema , è invece in relazione con l’ esperienza e specie con l’ esperienza interiore. Dal mutare dei nostri sentimenti verso Dio e il prossimo , siamo coscienti del processo interiore che ci trasforma. E’ una storia d’ amore .

    • Sal scrive:

      @ giovannino
      “La grazia di Dio salva la vita , non la teologia dogmatica .”

      E’ vero, ma non dimentichi che la “grazia” è già stata data. Cristo è già morto e le ha dato la capacità intellettuale per comprendere la Verità (1 Gv 5.20)
      Se invece poi accetta di credere ai misteri a che serve la capacità intellettuale ?

      • Teobaldo scrive:

        @ giovannino e company…

        Lutero ha basato la sua religione aanticristica sul sentimento (concupiscenza della carne, condannata dalla Chiesa) ha combattuto la Chiesa il Papato, inventandosi una religione tutta sua, con ramificazioni che all’oggi, han preso il sopravvento all’interno dell’Una Santa Cattolica, grazie al 21° concilio pastorale, colui che ha deriso, combattuto Dogmi, Definizioni e tutto l’impianto dell’Una Santa Cattolica Apostolica.

        Che il sentimento e quindi il sentimentalismo, sia contro la verità e quindi contro la Chiesa, ne prova il fatto che il sentimento stesso è il frutto dell’ io soggettivo e con il tempo può mutare, la ragione invece resta.

        Quando una persona arriva a Dio tramite la ragione escludendo il sentimento (concupiscenza della carne) trova la forza per smuovere le montagne e dar prova di coraggio, come la ebbero a dimostrare i milioni di Martiri Cristiani che stanno ora contemplando il Vero Volto del Dio Vivente.

        Peccato che ancora una volta, non avete perso occasione di starvene zitti e così evitare di dar prova della vostra ignoranza di Dio e sul vero insegnamento della Chiesa Una Santa Cattolica Apostolica

        • Cherubino scrive:

          “il sentimento stesso è il frutto dell’ io soggettivo”

          ah ah ah ! Ma un tradizionalista non dovrebbe conoscere un pò di tomistica ? Che imitazione pietosa …

          • gibici scrive:

            Avevo appena inserito piu’ sopra il seguente commento quando mi sono accorto che l’argomento era gia’ stato ripreso da Giovannino.
            Riporto:
            @ Teobaldo. Puntini sugli i.

            1. Sull’adagio “fuori della Chiesa non c’e’ salvezza” si discute da secoli e c’era stata gia’ prima del concilio una comprensione sempre piu’ allargata, in accordo con una piu’ attenta osservazione del messaggio evangelico.
            Quindi il Suo richiamo al magistero millenario qui sbaglia bersaglio, perche’ dimostra di non conoscere la lunga evoluzione del pensiero cristiano.

            2. Ancor peggio e’ la Sua polemica contro il sentimento. Essa sfiora l’eresia. Agostino non sarebbe arrivato alla fede con il sentimento ma con la ragione! Certo ci sono sentimenti puramente sensibili, ma ci sono anche quelli suscitati dai valori etici e religiosi: senza questi ultimi e’ impossibile una vita etica e religiosa e anche la conversione, opera della grazia, coinvolge questi sentimenti. Rifletta sul Vangelo e sulle vite dei santi

          • Teobaldo scrive:

            @ gbc e il cherubinato di vecchia data..a proposito d e i PUNTINI SULLE I…..

            1) se la sua “fede” è pari alle correxxioni grammaticali, e filosofiche che riuscite a fare….siamo messi bene.

            2) se ciò che ho scritto sul sentimento associato alla fede pari alla cuncupiscenza della carne e nel frattempo lei, lo paragona ad una eresia …che dire se non farmi una sonora risata?

            Ci vuol ben altro cari adepti dei movimenti “ecclesiali” per far credere nella vostra “sincerità” e nella vostra “cattolicità” …in fondo anche i tdg lo sono e tra voi ed essi la sostanza non cambia.

            Ho parlato di Dogmi e su quanto questi , implichino l’essere veramente parte dell’Una Santa Cattolica Apostolica, ma voi che non ne fate certamente parte, ovviamente avete sorvolato per scrivere tutt’altro.

            Detto questo, prendo atto che la “nuova evengelixxazione” postconciliare ha generato mostri di ignoranza nella conoscenza di Dio.

            Sgradevoli calunniatori ed esperti nell’ arte dell’insulto e dei copia incolla e delle stupidaggini, passate come verità ..i soliti troll che della “nuova evangelixxazione” che si riempiono la bisaccia di slogan , tipo pace, amore, preghiera con il cuore etc..etc.. salvo poi aggredire, insultare, negare le evidenze…. ridicolo il tentativo del “cherubino” .di nominare il Tomismo…lei mio caro non sa nemmeno come si scrive il termine …. messe nuovamente i PUNTINI SULLE I …. devo ripetere, quanto ho già detto sopra…..

            Voi avete reso l’Una Santa Cattolica Apostolica, una barzelletta…. miserabili esempi, di una “fede” da sepolcri imbiancati….

    • murmex scrive:

      Scusi Giovannino,lei senza rendersene conto è in pieno un modernista.Lei contraddice tranquillamente la dottrina perenne della Chiesa in nome di una sua personale opinione,e afferma che ognuno può farsi una sua personale religione ignorando il contenuto della retta Fede.penso e spero che non sia colpa sua ma il risultato di questi ultimi tristissimi 50 anni.E Mimma le dice amen…

      • giovannino scrive:

        cara murmex , se essere modernista significa non prendere sul serio i sogni infantili di chi vorrebbe far scorrere il tempo a rovescio e ripristinare un Medio Evo , peraltro idealizzato e , ripeto , onirico , certo che lo sono. Trovo la vostra utopia irrealizzabile e indesiderabile. Per me il cristiano dovrebbe operare nel mondo come il lievito nella pasta , aiutandone la crescita e lo sviluppo. E questo si fa andando tra la gente , fino alle estreme periferie geografiche e spirituali e non studiando teologia o baloccandosi con raffinatezze liturgiche. Può darsi che la mia teologia sia un po’ rozza e non nego che certe celebrazioni liturgiche mi annoiano , ma finchè ho fede voglio essere un seguace di Gesù , e non vedo perchè dovrei lasciarmelo vietare da te , da Lefebre , da Heidi o da chi altri.

        • murmex scrive:

          ,essre modernista significa aver aderito intellettualmente a quella che è la cloaca di tutte le eresie,’Giovannino,(S Pio X)ma penso e spero che la sua non sia eresia consapevole e pervicace,ma solo ignoranza

  47. macv scrive:

    La religione del” non c’è problema , va tutto bene” ovverosia la politica degli struzzi
    applicata alla religione cattolica.
    In questo blog appena si solleva qualche critica o si denuncia qualche problema attuale della religione cattolica , si sente un coro rispondere “E che problema c’è? Va tutto bene, è tutto normale!”
    Ma Massoneria e il Nuovo Ordine Mondiale? Ma che problema c’è, è normale!
    Due papi in Vaticano ? E che problema c’è ?va tutto bene!
    Relativismo e desacralizzazione e Messe vuote ? che problema c’è , così è la vita ! Non facciamone un dramma!
    Mancanza anzi crollo delle vocazioni e ateismo pratico in Europa? e che problema c’è? tanto c’è sempre l’africa , li’ le vocazioni abbondano, allegria!
    crollo dei matrimoni religiosi, aumento dei divorzi, richieste di legalizzare l’eutanasia? E che problema c’è ? Bisogna dialogare ….
    Sembra come quel film di Benigni dove un avvocato mafioso di Palermo diceva :P alermo è una meravigliosa città c’è solo problema… IL TRAFFICO!
    Così la religione del “non c’è problema” ovverosia la politica degli struzzi applicata alla religione cattolica consiste nel negare qualsiasi problema… e nel dare del disfattista del complottista, e del maniaco, o peggio, dell’infame Tradizionalista , a chi osa denunciarne uno.. Così si va avanti , come si andava avanti negli anni ottanta quando il problema dei preti pedofili ufficialmente “non esisteva ” e nessuno ne parlava…. E poi gli stessi che ora dicono non c’è problema , quando avverrà che magari si scoprirà un gruppo di prelati massoni alla guida della Chiesa cattolica , diranno “l’avevo detto io!” perché gli struzzi fanno in fretta a trasformarsi , A POSTERIORI, tutti in profeti!

    • gibici scrive:

      I problemi ci sono e anche gravi, ma, per molti, non sono certo quelli sollevati dai tradizionalisti: ad esempio non ci sono due papi, solo loro ci fantasticano su.
      Messe vuote, abbandono della Chiesa ecc. sono problemi immani, ma la spiegazione data dai tradizionalisti e’ all’opposto di quella dei non tradizionalisti.
      Non parliamo delle fantasie apocalittiche.

      • Simone 2 scrive:

        I problemi ci sono e anche gravi, caro Gibici, e tali resteranno, perché se le persone non sono più disponibili a coniugare, a mettere in pratica gli insegnamenti religiosi è inutile continuare a martellarle, illudendosi che le cose possano mutare.
        Da più parti si continua a ritenere il CVII l’unico responsabile di questa deriva e non ci si rende conto invece che è il modo di vivere che è ormai profondamente mutato, rispetto ai tempi andati, cari ai tradizionalisti, in cui “Berta filava”.
        A leggere certi interventi si rileva che sono moltissimi quelli convinti che la quasi totalità delle persone sia profondamente legata all’aspetto religioso o che sia interessata ad esso. Non è così.
        Oggi la realtà è molto diversa rispetto a quella di cinquant’anni fa e se prendessimo a prestito una delle tante riflessioni del prof. Galimberti, scopriremmo facilmente, che oggi “Dio non fa più mondo”.
        Che cosa vuol dire? Vuol dire che se dall’attuale società noi togliessimo la parola “Dio” nulla muterebbe e tutto continuerebbe a scorrere, a essere ugualmente comprensibile e attivo.
        Se invece togliessimo la parola “tecnica” o “finanza”, tutto apparirebbe incomprensibile e senza senso.
        Il CVII ha semmai fatto intravvedere in modo lungimirante l’oceano tempestoso in cui la Chiesa si sarebbe trovata a navigare. Ma come sempre è molto più sicuro magnificare il passato piuttosto che affrontare il futuro con occhi bene aperti.

        • murmex scrive:

          Quindi lei si abbevera alla fonte dello gnostico Galimberti,Simone:Cerchi di tenere gli occhi aperti

  48. Sal scrive:

    @ Antonio
    Noto con qualche dispiacere che continua a travisare le mie parole. Allora i casi sono due, o lei è davvero così, o fa il furbetto del quartierino.

    1. Le parole del sig. Bergoglio da me riferite. Non parlano della fine del mondo, ma sono il titolo di un giornale. h**p://www.repubblica.it/esteri/2013/05/04/news/papa_discorso_precariet-58066263/ Le ha preso, come al solito accade ai cattolici, lucciole per lanterne, le mie non sono invettive bensì cronaca giornalistica.

    2. Le sue parole “Non siamo in grado di conoscere i tempi di Dio”” Rivelano la sua parzialità e la sua volontà a voler nascondere un problema che dovrebbe conoscere, infatti è il Vangelo che dice : “Quando scende la sera voi avete l’abitudine di dire: ‘Farà bel tempo, poiché il cielo è rosso acceso’; e al mattino: ‘Oggi ci sarà temporale e pioggia, poiché il cielo è rosso acceso, ma cupo’. Sapete interpretare l’aspetto del cielo, ma non potete interpretare i segni dei tempi.“Ipocriti, sapete esaminare l’aspetto esteriore della terra e del cielo, ma come mai non sapete esaminare questo tempo particolare?” (Joshua di Nazareth – Mt 16.2-3; Lc 12.56) – Decida lei con chi ce l’aveva e qual è il senso di quelle parole.

    3. Se “Dio metterà fine alla menzogna di Satana, sarà anche da capire per mezzo di chi quella menzogna è stata propagandata. Non le pare ?

    4. Quanto alla fine del mondo, lei dice : “Non è bene manipolare le parole degli altri, tanto meno di un papa, per farli andare in un senso distorto.” E’ vero, ma io non le mica manipolate, lo ha detto lui che viene “dalla fine del mondo” h**p://www.uaar.it/news/2013/03/14/papa-che-viene-dalla-fine-del-mondo/ Ciascuno può attribuire il significato che preferisce. Io ho una comprensione diversa dalla sua.

    5. Lei dice : “Guardi quanti santi nella chiesa hanno dato la vita per Cristo e per i fratelli” Che siano “santi” è tutto da vedere perché non è lei né io che possiamo stabilirlo. Lo lascerei fare a Chi è si incaricato di farlo. “Poiché il Padre non giudica nessuno, ma ha affidato tutto il giudizio al Figlio,” ( Gv 5.22) – Sempre optional il vangelo !

    6. Aggiungo che riferire opinioni non è crudeltà, dato che non sono io che commino la pena, io esprimo giudizi personali che nulla hanno a che vedere con la Giustizia e la Condanna quindi non è contrario al vangelo, anche Gesù definì’ più volte alcuni “ipocriti”. Io non sono l’unico a mettere in evidenza le contraddizioni della così detta “falsa conoscenza” (1Tm 6.20)

    7. Sono al corrente del frutto dello spirito, o frutto della giustizia, ma ancora una volta lei dimentica l’essenziale: “ il frutto della giustizia si semina in condizioni pacifiche per quelli che fanno la pace. ( Gc. 3.18) Lei non vuole fare la pace, vuole continuare a spacciare menzogne in favore della sua millenaria combriccola di corruttori della verità. Quelli che si ricordano il vangelo a modo loro solo per far tornare i conti a loro vantaggio quando conviene loro. Come si vede, salvo poi definirlo “mistero” quando non torna comodo.

    8. E tanto per ragionare “il primato di Pietro oggetto …di dispute dottrinali, che influenzano anche la dottrina sul primato papale, riconosciuto solo dai cattolici….Ireneo, vescovo di Lione dal 178 al 200 d.C. e primo teologo cristiano a utilizzare il principio della successione apostolica, cita con precisione la sequenza di “tradizione” vescovile fino a risalire direttamente all’apostolo Giovanni, elencando tutti i vescovi di Roma fino al dodicesimo, Eleuterio: ma, come primo vescovo, parte da Lino, e non da Pietro.” – Wikipedia
    Come fa a pretendere la parità e la fratellanza mondiale basata su ipotetiche credenze propinate e propagandate solo da una parte quando tra l’altro le definisce anche misteriose, quindi impossibili da comprendere ? Solo perché le fanno comodo a giustificare un primato senza alcuna legittimità e impossibile ?

    9. “« “Tu sei il Messia, il Figlio del Dio vivente”…Gesù sa che questa risposta di Pietro proviene non direttamente da lui…ma dal Padre… Le parole di Simon Pietro sono una professione di fede…Così dunque la Chiesa viene fondata sulla pietra della fede, che ha la propria origine in Dio stesso… La Chiesa, per la quale la confessione di Pietro è diventata “la pietra”, viene contrapposta alle “porte degli inferi”. Le porte degli inferi cercano di distruggere l’uomo, al quale Cristo legò il carisma di questa verità, e che chiamò “pietra”. »” ( GPII – 1984) Quindi “la pietra” non è Pietro ma la fede sulla quale si fonda la chiesa ( non cattolica che rincorre tutte la madonne miracolose del mondo allontanado la fede e sostituendola in una manifestazione misteriosa) Si sarà sbagliato anche GPII ?
    Non c’è coerenza nemmeno fra i galli dello stesso pollaio.
    Sti sereno la fine del mondo è qui ! Vi è arrivato il sig. Bergoglio.

    • Sal scrive:

      @ Antonio
      p.s.
      Francesco è il “papa nero” della profezia?
      14/03/2013 – In rete spopolano le previsioni di Malachia e Nostradamus sull’ultimo pontefice: Bergoglio è gesuita e il superiore generale dell’ordine è chiamato proprio “papa nero” per il colore della sua tonaca.
      h**p://www.giornalettismo.com/archives/827117/papa-francesco-e-il-papa-nero-della-profezia/

      • Antonio scrive:

        “Malachia e Nostradamus sull’ultimo pontefice”
        Ora si mette in ballo Nostradamus, Malachia. Quando la ragione non ha appigli ci si attacca alle balle. tipico di chi è in tilt con il raziocinio.

      • minstrel scrive:

        Io comincio a non sopportare l’ingenuità del millenarismo di questo periodo storico. Seriamente.

  49. Sal scrive:

    @ Antonio
    Distinto Sig. Antonio riprendendo l’argomento “Pietro 1° papa, martirizzato a Roma e sepolto sotto il colonnato del Bernini” di cui abbiamo amabilmente conversato perché ho trovato alcune e numerose testimonianze che possono chiarire il punto e per sua comodità le elenco alcuni link dove potrà accrescere la sua conoscenza della vicenda.
    h**p://testimonidigeova.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=7700353
    h**p://www.chiesacristiana.info/studi/roma/ro25anni.htm
    h**p://www.forum2.it/economia-e-storia/27-san-pietro-mai-stato-a-roma.html
    h**p://www.gotquestions.org/Italiano/San-Pietro-primo-papa.html
    h**p://camcris.altervista.org/pietroroma.html
    h**p://apologetica.altervista.org/san_pietro_roma.htm
    h**p://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080522125220AAYp4Eq

    Qui, però c’è un altro link che più degli altri ha attirato la mia attenzione perché asserisce che è stata scoperta la tomba di Pietro a Gerusalemme. corredata anche da fotografie. Scoperta ancor prima del 1958. Sono certo che vorrà approfondire e spero anche che l’aiuterà a scoprire una verità che malgrado scomoda possa aiutarla a posizionare meglio i pezzi del puzzle che compongono la Verità.
    h**p://www.gesucristoeilsignore.org/notizie_dal_mondo/La%20Scoperta%20della%20Tomba%20di%20Pietro.htm

    Per sua comodità riepilogo ciò che mi pare più degno di attenzione.
    “ il solo libro riconosciuto sul tema che era pure scritto in italiano. Il suo titolo è: “Gli scavi del Dominus Flevit.” Stampato nel 1958 alla tipografia PP Francescani a Gerusalemme. scritto da P.B. Bagatti e J.T. Milik, entrambi sacerdoti cattolici romani.

    C’era la storia della scoperta, ma sembrava fosse dimenticata di proposito come se non ci fosse. Decisi di conseguenza di andare a Gerusalemme io stesso,… poiché sembrava quasi incredibile, …A Gerusalemme parlai con molti preti francescani, i quali alla fine avevano tutti letto, benché di malavoglia, che le ossa di Simone Bar Jona (san Pietro) erano state trovate a Gerusalemme, sul posto del monastero francescano detto “dominus flevit”

    Su un contenitore furono trovati i nomi di Maria e Marta e nelle vicinanze ce n’era uno col nome di Lazzaro, loro fratello. In altri contenitori vennero trovati altri nomi di cristiani del principio. Comunque, di interesse maggiore fu quello che fu trovato a poco più di 3 metri dal posto in cui erano stati riscontrati i resti di Maria, Marta e Lazzaro: i resti di san Pietro. Furono trovati in un ossario, fuori sul quale stava scritto chiaramente e meravigliosamente in aramaico: SIMONE BAR JONA.

    Ciò che allontana ogni possibilità di errore è che si è trovato in un luogo di sepoltura cristiano, e per di più del primo secolo, dello stesso periodo in cui visse Pietro. Ho infatti una lettera di un noto scienziato che afferma di saper dire dello scritto che fu fatto appena prima della distruzione di Gerusalemme a opera di Tito nel 70 dopo Cristo.
    Il prete, Milik, ammise di sapere che le ossa di san Piretro non si trovano a Roma. Fui molto sorpreso che l’avesse ammesso, tanto che per confermare la sua ammissione, dissi che anch’io ero d’accordo: “È cento volte più evidente che Pietro sia stato sepolto a Gerusalemme anziché a Roma.”…La gente che ha vissuto a Gerusalemme e tutti coloro che ci vivono e le guide ufficiali che sono destinati a sapere ogni centimetro della città, comunque, non sapevano niente di questa scoperta, che era stata pure nascosta al pubblico…Da quando si è diffuso questo articolo, non permettono a nessuno di vedere questo posto di sepoltura. …. Ma quando ebbi raccolto tutti i dati del caso, i sacerdoti non poterono negare la scoperta della tomba, e benché di malavoglia invece lo confermarono. Ho infatti la dichiarazione registrata di un prete spagnolo sul Monte degli Ulivi per quello effetto.
    Infine, dopo che furono scattate le foto che lo dimostravano, non era niente altro che un miracolo che ci aveva permesso di farlo, mi complimentai per la meravigliosa scoperta della tomba di san Pietro a Gerusalemme che i francescani avevano fatto…. Dopo avergli riferito cosa pensavo della meravigliosa scoperta che i francescani avevano fatto, gli chiesi chiaramente: “Credete per davvero che quelli siano i resti di Pietro?” Mi rispose: “Sì, lo crediamo, non abbiamo altra scelta. Là c’è la prova evidente”. Io non dubitavo dell’evidenza, ma ciò che mi sorprese fu che quei sacerdoti e i monaci credessero che quello fosse contro la loro stessa religione e soprattutto che ammetterlo ad altri fosse qualcosa fuori da questo mondo.

    Un cattolico di solito o a causa del lavaggio del cervello che gli viene fatto o per caparbietà non vogliono vedere niente oltre a quello che gli è stato insegnato e non permetteranno a sé stessi di credere qualcosa che sia contro la loro stessa religione, tanto più lo ammetteranno con altri. Ma tra tanti cattolici c’è in aumento la sana abitudine di provare ogni cosa per ritenere ciò che è bene…,
    “Padre Bagatti mi ha detto personalmente di essere andato tre anni fa a Roma dal papa (era Pio XII) e di avergli mostrato la prova e il papa gli ha detto: ‘Bene, dovremo apportare dei cambiamenti ma per il momento continuiamo a tacere questo fatto’”.
    Simone Bar Jona. Qui c’è la prova più grande che Pietro non era un papa e che non è mai stato a Roma,

    Dal tipo di scritta fu stabilito dagli scienziati che si trattava dei giorni appena prima della distruzione di Gerusalemme a opera di Tito nel 70 A.C. Sugli ossari vennero trovati molti nomi dei Cristiani della chiesa del principio. Nella Bibbia era stato profetizzato che Gesù, al Suo ritorno sulla terra, sarebbe stato sul monte degli Ulivi. Potete allora vedere come i Cristiani sarebbero stati inclini a fare del Monte il loro luogo di sepoltura, perché qui inoltre, era stato il luogo di riunione preferito da Gesù e dai Suoi discepoli. In tutto il cimitero, così come nelle catacombe a Roma, non si trovò niente somigliasse a pratiche arabe, giudaiche, cattoliche o pagane. …una tale scoperta è molto imbarazzante in quanto fa saltare lo stesso fondamento della chiesa cattolica romana….

    Questo antico sito di sepoltura cristiana mostra che Pietro morì e fu sepolto a Gerusalemme, il che è facilmente comprensibile dato che né la storia né la Bibbia dicono che Pietro sia stato a Roma…Eusebio, uno degli uomini più istruiti del suo tempo, che scrisse la storia della chiesa fino all’anno 325 dopo Cristo, affermò che Pietro non è mai stato a Roma…io sono in qualche modo della opinione che i preti francescani, quelli che sono sinceri, sarebbero lieti di vedere proclamata la verità, anche se dispiacesse a quelli che sono loro superiori….”

    -Spero lo troverà interessante. Le suggerisco anche di leggere il libro : “Gli scavi del “Dominus Flevit” Parte I: la necropoli del periodo romano di Bellarmino Bagatti J. T. Milik
    h**p://www.edizioniterrasanta.it/etx/showPage.jsp?wi_number=115768 specialmente nella sua edizione originale del 1958 (non depurata)

    E qui troverà le foto di cui si parla h**ps://www.google.it/search?q=gli+scavi+del+dominus+flevit&client=firefox-a&hs=w9I&rls=org.mozilla:it:official&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ei=ZUGGUaS0I4ThtQa3nIDwDA&ved=0CDUQsAQ&biw=712&bih=715

    Qui la versione originale del testo di cui le ho parlato. Del sig. F. PAUL PETERSON
    h**p://biblelight.net/peters-jerusalem-tomb.htm
    Le faccio anche notare che Wikipedia ed. inglese alla voce “Bellarmino Bagatti” riporta :
    “Among the discoveries Bagatti made are:
    that Saint Peter was buried in the necropolis under the modern Dominus Flevit Church, in Jerusalem; this conclusion was based on an ossuary found there, which proclaims the occupant to be Simon bar Jonah (corresponding to the Biblical Simon Barjonas and which statistically is an extremely rare combination of names). This was at a similar time as the Pope claiming to have found evidence for Saint Peter’s burial under the Vatican.”

    Che stranamente non compare nell’edizione italiana.
    h**p://en.wikipedia.org/wiki/Bellarmino_Bagatti – Chissà come mai ? Qualcuno dice bugie ? e vuol nascondere verità scomode ?
    Stia sereno dalla fine del mondo è arrivato il papa nero.

  50. Reginaldus scrive:

    oh l’avete sentita oggi la nuova del Bergoglio in papa??? Ha adetto che i bambini vanno rispettati! Che coraggio!!! Ora aspettiamo che dica anche che i bambini vanno rispettati dalla brama degli OMO-Congiunti che li vogliono adottare! In Francia è successo qualcosa del genere, mi pare, Bergoglio già regnante, ma Bergoglio è rimasto “nel silenzio”, rispettoso come è di tutti i figli di Dio e delle loro ” libertà di cocienza”… Ma il suo compare, che magari ha incontrato al ” Bar Jona” nei giardini vaticani, non gli poteva dare una spinta ???

  51. Sal scrive:

    S. PIETRO È STATO PER 25 ANNI VESCOVO DI ROMA?

    Esaminando la Bibbia sembra che S. Pietro non sia mai stato a Roma, salvo che si fosse trovato in due luoghi nello stesso tempo.
    Nell’anno 42 S. Pietro si trovava Gerusalemme, dove tornato da Cesarea, è chiamato dalla Chiesa a rendere conto per il fatto che è stato in casa di Cornelio Gentile (Atti 11).
    Nello stesso anno Claudio (41-54 d.C.), aveva con una legge scacciato i Giudei da Roma, e aveva loro proibito di andarvi. La venuta di Pietro a Roma nei primi anni del regno di Claudio non è suffragata da una vera tradizione. Secondo la cronaca di Eusebio, S. Pietro andò nel 43 ad Antiochia, dove stabilì Vescovo Evodio.

    Nell’anno 43/44 S. Pietro fu imprigionato da Erode Agrippa. La sua prigionia, e miracolosa liberazione, è raccontata nel cap. 12 degli Atti degli Apostoli. La morte di Erode Agrippa accade, secondo Giuseppe, nell’anno terzo di Claudio; ma più probabilmente nel principio del quarto (43-44). Il celebre Valesio dice non esservi dubbio che S. Pietro avesse dimorato nella Giudea e nella Siria fino all’ultimo anno di Agrippa.
    Secondo antiche autorità e manoscritti sui viaggi di S. Pietro, questi andò, dopo la liberazione dalla prigione (nel 43/44), ad evangelizzare e fondare Chiese nei seguenti paesi: Cesarea, Sidon, Beirut, Biblis, Tripoli di Fenicia, Ortosa, Autander e nell’isola di Orade; poi a Balani, Panta, Laodicea e Antiochia di Siria; poi in Cappadocia, in Tiani, Ancira nella Galazia, Sinope e Amasa in Ponto; poi andò in Gangua nella Pafagonia, Claudiopoli, Nicomedia e Nicea di Bitinia; infine ritornò in Antiochia e Gerusalemme. – Il Cardinal Baronio, ammettendo questa tradizione, riflette benissimo che un tale corso di evangelizzazione non si compie in un anno.
    Ammettendo, in media, per lo meno tre mesi di soggiorno per ognuno dei 21 luoghi visitati, egli avrà dunque per lo meno impiegato circa cinque anni per questo lavoro. Vuol dire che S. Pietro era impedito dall’andare a Roma fino all’anno 48.

    Nell’anno 49 Claudio rinnovò l’editto col quale non solo scacciava da Roma i Giudei, ma vietava che vi entrassero; il quale editto fu rigorosamente osservato fino alla sua morte, avvenuta nel 54. Dunque fino al 54 Pietro non è potuto andare a Roma, cioè 12 anni prima prima della sua morte.
    Nell’anno 51/52 S. Pietro era al Concilio di Gerusalemme (Atti 15). Non molto dopo, Paolo ebbe un diverbio con Pietro ad Antiochia (Galati 2).

    Dopo la riunione di Gerusalemme gli Atti degli apostoli, dettati dallo Spirito Santo, non parlano più di Pietro, eppure ci danno la storia della chiesa fino al 61.
    Sembra impossibile che S. Pietro sia stato a Roma prima dell’anno 58. In quell’anno scrisse Paolo la sua lettera ai Romani senza fare almeno una allusione a S. Pietro, che secondo la tradizione sarebbe stato il loro Vescovo, il superiore di S. Paolo. Paolo desiderava vedere i credenti di Roma per comunicare loro qualche dono spirituale (Rom. 1:11). Con quale diritto Paolo avrebbe dato istruzioni, esortazioni, precetti ai Romani, se avevano S. Pietro per Vescovo? Che si direbbe se oggi un Vescovo scrivesse una pastorale ai Romani? – Nel capitolo 16 saluta 26 persone (col nome) che erano a Roma, fra queste sono alcune da lui chiamate compagni d’opera. E S. Pietro? Neppure un accenno! Dunque fino al 58 S. Pietro non è stato a Roma.
    Nel 61 Paolo viene condotto a Roma come prigioniero. In quella occasione i fratelli gli vanno incontro. I Giudei si radunano in gran numero in casa sua “per sapere da lui cosa egli pensasse della setta dei Cristiani” (Atti 28:22). Come mai i Giudei aspettano l’arrivo di Paolo per informarsi intorno al Cristianesimo? Secondo l’insegnamento della Chiesa cattolica, S. Pietro era da 20 anni vescovo in quella città, e capo del Cristianesimo.
    Paolo passa due anni a Roma. Scrive quattro lettere. In quella a Filemone, scritta in compagnia di Timoteo, parla di Epafra, Dema e Luca, suoi compagni d’opera. Se Pietro fosse stato a Roma non lo avrebbe neppure nominato?
    Scrive da Roma ai Filippesi. Manda i saluti di tutti i fratelli, “massimamente di quei della casa di Cesare” – e perché non massimamente di Pietro? Perché Pietro non era a Roma!
    Scrive agli Efesini, e neppure una parola di Pietro.
    Scrive ai Colossesi, e nell’ultimo capitolo nomina una quantità di fratelli che erano a Roma, ma di S. Pietro non ne fa parola. Sembra dunque che fino al 63 S. Pietro non sia stato a Roma.
    Finalmente nel 65 S. Paolo scrive da Roma la seconda lettera a Timoteo, l’ultima. In essa dice che “Luca solo” era con lui (2° Tim. 4:11). E dove era S. Pietro?

    Secondo il Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora (Ordinario di Esegesi nella Facoltà Teologica “Marianum” – Seconda edizione – pag. 463) S. Pietro era già morto: “Per l’anno della morte regna la medesima incertezza, pur essendo fuori dubbio che Pietro cadde vittima della persecuzione neroniana. – In genere si propende a porre il martirio di Pietro nel 64, al tempo della feroce persecuzione neroniana dopo l’incendio di Roma, lasciando l’anno 67 per il martirio di Paolo”.
    h**p://www.chiesacristiana.info/studi/roma/ro25anni.htm
    “Ma non c’è nulla di accuratamente occultato che non sarà rivelato, né di segreto che non sarà conosciuto.” ( Lc 12.2)

    • Antonio scrive:

      @Sal
      “pur essendo fuori dubbio che Pietro cadde vittima della persecuzione neroniana”.

      Lo dice lei stesso. Nerone era a Roma e non ordinò al di fuori di essa lo sterminio dei cristiani che infamò di aver incendiato Roma, cosa che fece invece Diocleziano. Vede Sal che le cose invece convergono. Saluti

    • Catechista scrive:

      Torna a scuola. Gli studi attuali del mondo accademico (anche non cattolico) dicono altro rispetto alle apologetiche banali trovate su siti di dilettanti. E se gli studi del mondo accademico (che studia i documenti storici e archeologici) non ti interessano, fai bene a rifugiarti nel tuo mondo immaginario.

    • minstrel scrive:

      copia/incolla dal forum dei testimoni di Geova.
      Google docet.

  52. Antonio scrive:

    @Sal,

    La verità storica non è illusione e le prove archeologiche e patristiche nemmeno. La saluto fraternamente.

    San Pietro

    PIETRO
    «Nei sotterranei della Basilica Vaticana ci sono i fondamenti della nostra fede. La conclusione finale dei lavori e degli studi risponde un chiarissimo sì: la tomba del Principe degli apostoli è stata ritrovata». Così papa Pio XII diede l’annuncio, a conclusione del Giubileo del 1950, del riconoscimento della sepoltura di Pietro, peraltro attestata da una tradizione antichissima e unanime. Al luogo della sepoltura si fa riferimento per la prima volta nelle parole del presbitero Gaio, negli anni del pontificato di papa Zefirino, tra il 198 e il 217: «Io posso mostrarti i trofei degli apostoli [Pietro e Paolo]. Se vorrai recarti nel Vaticano o sulla via di Ostia, troverai i trofei di coloro che fondarono questa Chiesa [di Roma]» (in Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica, II, 25, 7). Che cosa è il “trofeo”? Non solamente una struttura, come spesso si è semplificato, ma, in senso proprio, il corpo del martire: è questo, propriamente, il “trofeo della vittoria”. In quello stesso periodo, il martirio di Pietro è attestato da Tertulliano, che verso il 200 scrive (cfr. La prescrizione contro gli eretici, 36) che la preminenza di Roma è legata al fatto che tre apostoli, Pietro, Paolo e Giovanni, vi hanno insegnato e i primi due vi sono morti martiri. Ma ancor prima il martirio è attestato da Clemente Romano, nella prima lettera ai Corinzi (5-6) databile forse al 96: «Prendiamo in considerazione i buoni apostoli: Pietro, che per gelosia ingiusta sopportò non uno né due ma molti affanni, e così, dopo aver reso testimonianza, s’incamminò verso il meritato luogo della gloria. [...] Intorno a questi uomini [Pietro e Paolo] che piamente si comportarono si raccolse una grande moltitudine di eletti, i quali, dopo aver sofferto per gelosia molti oltraggi e tormenti, divennero fra noi bellissimo esempio». Clemente scrive da Roma e il contesto stesso della lettera si riferisce a fatti accaduti a Roma: a Pietro e Paolo vengono inoltre accomunati i martiri romani «fra noi» della persecuzione neroniana, ai quali si riferisce l’ultima frase riportata. Pietro morì infatti nei giardini di Nerone presso il Vaticano insieme a una grande moltitudine di cristiani, nella persecuzione scatenata dall’imperatore dopo l’incendio che, divampato il 19 luglio del 64, distrusse gran parte di Roma. Proprio al 64 deve essere riportata, secondo gli studi più recenti e accettati, la data del martirio di Pietro, che invece la tradizione derivante da Girolamo pone al 67 insieme a quello di Paolo (coerentemente con quest’ultima tradizione si sviluppano in antico anche quelle della detenzione dei due apostoli nel Carcere Mamertino, e del loro ultimo incontro, prima del martirio, lungo la via Ostiense poco fuori della città). Il martirio dei primi cristiani di Roma ci è rimasto descritto nelle parole dello storico romano Tacito: «Dunque, per primi furono arrestati coloro che facevano aperta confessione di quella credenza [nella risurrezione di Cristo], poi, su denuncia di questi, ne fu arrestata una gran moltitudine, non tanto con l’accusa di aver provocato l’incendio, quanto per l’odio che avevano contro il genere umano. E a quanti morivano s’aggiunse lo scherno, sicché, rivestiti di pelli ferine, perivano sbranati dai cani, o appesi alle croci e dati alle fiamme venivano bruciati vivi, al calar del sole, come torce per la notte. Nerone aveva messo a disposizione i suoi giardini per quello spettacolo, e aveva allestito giochi circensi, partecipando mescolato alla folla in vesti di auriga o in piedi sul carro. Perciò, sebbene fossero gente colpevole e meritevole di quegli originali tormenti, si generava un senso di pietà, perché erano sacrificati non per il comune vantaggio, ma alla crudeltà di uno solo» (Annali, XV, 44, 4-5).
    L’imperatore Costantino, nel secondo decennio del IV secolo, racchiuse la sepoltura di Pietro (una tomba nella nuda terra, scavata presso il circo che segnava il limite settentrionale dei giardini di Nerone) all’interno di un monumento in muratura e successivamente, verso il 320, edificò intorno a questo una basilica. Per fare questo non sfruttò, come sarebbe stato più ovvio e più sicuro per la solidità della nuova costruzione, lo spazio piano tra Gianicolo e Vaticano che era stato occupato dal circo, ma con un grandioso lavoro ingegneristico realizzò una vasta piattaforma artificiale, da un lato tagliando le pendici del colle Vaticano, dall’altro seppellendo e utilizzando come fondamenta le strutture di una necropoli sviluppatasi lungo il lato settentrionale del circo tra I e IV secolo. Volle infatti che il fulcro della basilica, all’intersezione tra navata centrale e transetto, fosse proprio il monumento che racchiudeva la sepoltura dell’apostolo. Per questo motivo anche l’asse dell’edificio costantiniano non tiene conto, come sarebbe stato più facile, di quello della necropoli e del circo; corre all’incirca nella stessa direzione ma se ne distanzia, sia pur di poco, perché determinato con assoluta esattezza dall’orientamento della memoria petrina. Così da allora il sepolcro dell’apostolo è, oltre che il punto di attrazione, anche l’esatto centro di tutto ciò che nel corso dei secoli gli si è sviluppato attorno, dalle sepolture dei primi fedeli cristiani, alle installazioni per i pellegrini nel primo Medioevo, alle strade, alle mura della civitas Leoniana edificate dopo il sacco dei Saraceni dell’846, fino al moderno quartiere di Borgo. Anche la costruzione della nuova Basilica, fondata da papa Giulio II il 18 aprile 1506, pur se ha comportato la demolizione di quella costantiniana e delle sue aggiunte medievali, tuttavia ha rispettato rigorosamente la centralità del sepolcro di Pietro: l’attuale altare maggiore, che risale a papa Clemente VIII (1594), si trova esattamente sopra a quello medievale di papa Callisto II (1123), che a sua volta ingloba il primo altare di papa Gregorio Magno (590 circa), costruito sul monumento costantiniano che custodisce la tomba di Pietro. E il culmine della cupola di Michelangelo si trova esattamente a perpendicolo sopra di essa.
    Tra il 1939 e il 1949, per volontà di Pio XII, fu condotta da quattro studiosi di archeologia, architettura e storia dell’arte – Bruno Maria Apollonj Ghetti, padre Antonio Ferrua sj, Enrico Josi, padre Engelbert Kirschbaum sj –, sotto la direzione di monsignor Ludwig Kaas, segretario della Reverenda Fabbrica di San Pietro, lo scavo archeologico al di sotto dell’altare maggiore della Basilica Vaticana. Fu inizialmente rinvenuto il monumento di Costantino, un parallelepipedo alto circa tre metri, fasciato di marmo pavonazzetto e porfido. Il lato anteriore di questo monumento aveva un’apertura che corrisponde all’attuale Nicchia dei Palli, nelle Grotte Vaticane; quello posteriore, rimesso parzialmente in luce, è tuttora visibile dietro l’altare della Cappella Clementina. Scavando lungo i lati del monumento costantiniano, al di sotto di esso si giunse a rinvenire la tomba di Pietro. Apparve una piccola edicola formata da una mensa sorretta da due colonnine di marmo, appoggiata a un muro intonacato e dipinto in rosso (il cosiddetto “muro rosso”) in corrispondenza di una nicchia; sul pavimento davanti alla nicchia, al di sotto di un chiusino, una tomba nella nuda terra. L’edicola, databile al II secolo, venne da subito identificata con il “trofeo di Gaio”. Ma la tomba rinvenuta era vuota.
    Pio XII, come sopra riportato, diede l’annuncio del rinvenimento. Dopo un certo periodo di tempo dalla fine degli scavi e dalla loro pubblicazione, ebbe inizio una seconda fase delle indagini. Il monumento costantiniano aveva inglobato anche un’altra struttura accanto all’edicola, un muretto perpendicolare al “muro rosso”. Questo muretto fu denominato “muro g”, cioè muro dei graffiti, poiché presentava sulla parete opposta all’edicola numerosissimi graffiti sovrapposti l’uno all’altro. Dentro il muretto era stato ricavato in antico, sicuramente dopo l’apposizione dei graffiti e prima della definitiva sistemazione del monumento costantiniano, un loculo parallelepipedo foderato di marmo sul fondo e, fino a una certa altezza, sui quattro lati, uno dei quali, quello occidentale, andava a terminare proprio sul “muro rosso”. Questo loculo era stato già notato durante gli scavi, nel novembre del 1941, prima di arrivare alla sottostante tomba nella terra, ma non ne era stata immediatamente compresa l’importanza. Esso dunque, secondo quanto ricostruito in seguito dall’archeologa Margherita Guarducci, era stato svuotato di gran parte del materiale che conteneva, tanto che il giorno seguente alla scoperta uno degli scavatori, il padre Antonio Ferrua, lo aveva visto vuoto. Certo è che, come si seppe vari anni dopo il completamento e la pubblicazione degli scavi, da lì proveniva un importantissimo documento epigrafico, un piccolissimo frammento delle dimensioni di cm 3,2 x 5,8, di intonaco rosso, cadutovi dall’adiacente “muro rosso”, con inciso sopra il graffito, in greco, “PETR(Oc) ENI”, cioè “Pietro è qui”, come interpretò la Guarducci. I suoi studi, compiuti tra il 1952 e il 1965, portarono alla decifrazione dei graffiti del “muro g” (quello che conteneva il loculo), che si rivelarono numerosissime invocazioni a Cristo, Maria e Pietro, sovrapposte e combinate insieme. E portarono anche, dopo complesse e articolate ricerche condotte con rigore scientifico, al riconoscimento di quanto era stato contenuto nel loculo, cioè le reliquie di Pietro, lì trasferite, antecedentemente ai lavori di Costantino, dalla sottostante prima tomba scavata nella terra. Rinvenute in una cassetta nei locali delle Grotte Vaticane, dove erano state deposte da chi le aveva anni prima estratte dal loculo, le reliquie, dopo essere state analizzate, risultarono pertinenti a un solo uomo, di corporatura robusta, morto in età avanzata. Erano incrostate di terra e mostravano di essere state avvolte in un panno di lana colorato di porpora e intessuto d’oro; rappresentavano frammenti di tutte le ossa del corpo a esclusione del sia pur minimo frammento di quelle dei piedi. Particolare, questo, veramente singolare, che non può non richiamare alla mente la circostanza (e gli esiti sul corpo, cioè il distacco dei piedi) della crocifissione inverso capite (a testa in giù), attestataci da un’antica tradizione a significare l’umiltà di Pietro. Una circostanza, questa, perfettamente rispondente a quanto storicamente ben noto: l’usanza romana, cioè, di rendere spettacolari, per la soddisfazione del popolo, le esecuzioni capitali dei condannati a morte. Il loro cadavere, privato del diritto di sepoltura, veniva lasciato giacere sul luogo del supplizio. Così avvenne per Pietro, messo a morte confuso fra tanti altri e sepolto nell’umile terra – probabilmente in fretta, nel luogo più vicino in cui fu possibile – quando si poté recuperarne il corpo.
    Le reliquie identificate da Margherita Guarducci come quelle di Pietro furono riconosciute come tali da papa Paolo VI che il 26 giugno 1968, ricollegandosi alle parole pronunciate nel 1950 da papa Pio XII, diede l’annuncio durante l’udienza pubblica nella Basilica Vaticana: «Nuove indagini pazientissime e accuratissime furono in seguito eseguite con risultato che noi, confortati dal giudizio di valenti e prudenti persone competenti, crediamo positivo: anche le reliquie di san Pietro sono state identificate in modo che possiamo ritenere convincente, e ne diamo lode a chi vi ha impiegato attentissimo studio e lunga e grande fatica. Non saranno esaurite con ciò le ricerche, le verifiche, le discussioni e le polemiche. Ma da parte nostra ci sembra doveroso, allo stato presente delle conclusioni archeologiche e scientifiche, dare a voi e alla Chiesa questo annuncio felice, obbligati come siamo a onorare le sacre reliquie, suffragate da una seria prova della loro autenticità [...] e nel caso presente tanto più solleciti ed esultanti noi dobbiamo essere, quando abbiamo ragione di ritenere che siano stati rintracciati i pochi, ma sacrosanti, resti mortali del Principe degli apostoli». Fatte ricollocare il giorno successivo all’interno del ripostiglio del “muro g” (a eccezione di nove frammenti richiesti dal Papa e conservati nella sua cappella privata), le reliquie da pochi anni sono state rese nuovamente visibili ai fedeli.
    Relativamente ai luoghi di Pietro a Roma, è opportuno anche segnalare l’epigrafe di papa Damaso (366-384) presso la Memoria Apostolorum lungo la via Appia ad catacumbas (oggi Basilica di San Sebastiano), dove si legge: «Chiunque sei che cerchi i nomi congiunti di Pietro e di Paolo, sappi che questi santi hanno qui riposato (habitasse) un tempo». Sulla base di questo testo, e della presenza nelle catacombe di numerose iscrizioni di invocazione congiunta a Pietro e Paolo, si è ipotizzata una temporanea traslazione delle reliquie dei due fondatori della Chiesa di Roma in questo luogo nel periodo della persecuzione avviata dall’imperatore Valeriano (258): ma siamo nel campo delle ipotesi di studio.
    È anche da ricordare infine che, nell’ambito delle ricerche svolte dalla Guarducci, venne compiuta una ricognizione scientifica sulle reliquie attribuite da una tradizione medievale alla testa di Pietro, presenti dall’VIII secolo nel Sancta Sanctorum e di lì trasferite da papa Urbano V, il 16 aprile 1369, in uno dei due busti all’interno del ciborio della Basilica lateranense, dove attualmente sono. I risultati di questa ricognizione non hanno però in nulla inficiato la validità del riconoscimento delle reliquie di Pietro sotto la Basilica Vaticana.

  53. Timorato scrive:

    x cherubino

    in definitiva ,Lei nega che il Cristianesimo possa risolvere la questione sociale, politica; quindi la Chiesa preconciliare ha sbagliato nel difendere i Diritti di Cristo Re poichè sarebbe stata fondamentalista.
    Come allora, riconosce la natura divina di questa Chiesa che per Lei è nata solo col Vat. II?
    A.M.D.G.

    • Cherubino scrive:

      1) non faccia il furbetto, la Chiesa per me è nata 2000 anni fa, a Pentecoste. E non è affatto finita o cambiata. Invece per lei sì. Come vede è lei che non segue la Tradizione.

      2) Quanto ai “i Diritti di Cristo Re” lei usa una terminologia antiquata. Gesù è Re ? Certo, ma non al modo dei re di questo mondo. L’ha detto lui, lo sa ? Si rilegga il vangelo di Giovanni e magari anche quello di Marco, Matteo e Luca, perchè mi sa che non li prende in mano da parecchio.

      Sul piano della dottrina “di sempre” lei poi fa un gran mischiotto. Innanzitutto la Chiesa non ha mai negato l’indipendenza dell’autorità terrena. La dottrina delle due spade ad esempio, insieme ai diritti che venivano riconosciuti agli imperatori addirittura nelle nomine de vescovi e nell’elezione dei pontefici la dice lunga sui “diritti di Cristo Re”.

      E proprio le problematicità insite in questo campo hanno determinato conflitti plurisecolari. Ma anche in quei tempi la Chiesa non ha mai negato che fosse legittimo un sovrano non cristiano, purchè rispettasse l’autorità spirituale della Chiesa. E non mi sembra che questa dottrina sia stata cambiata dal Concilio Vaticano II.
      Il suo problema è che però la Chiesa ha riconosciuto che la sua autorità non può farsi valere con le armi, ma con la forza della verità che lo Spirito Santo alimenta nelle coscienze. Lei vorrebbe mettere in carcere tutti gli eretici (ma stia attento perchè ci starebbe anche lei), quelli che offendono Cristo e la Chiesa, ma proprio Cristo non ha ordinato a Pietro di tagliuzzare i soldati che lo arrestavano, anzi lo ha rimproverato.
      Lei non capisce che Gesù è Re perchè converte i cuori all’amore di Dio. L’odio (che lei manifesta ogni volta che interviene) è il vero nemico, di Dio, della Chiesa e dell’uomo.
      Come i Padri della Chiesa mettono in risalto, seguendo il vangelo, il nemico di Dio si riconosce sempre perchè non potendosela prendere con Dio se la prende con gli uomini, i suoi figli amati. Amare Dio è amare i suoi figli, difenderli dal Maligno, vittime e carnefici.
      Lei crede in un Dio a sua immagine, che poi è l’idolo dietro cui sta il Divisore, Colui che è assassino fin dall’origine del mondo. Dietro al suo Cristo Re c’è il Faraone, che con carri e cavalieri vorrebbe fare la sua “giustizia” di cui il cristianesimo è solo una bella decorazione giustificatoria.

    • Reginaldus scrive:

      Timoratoe allora perché il cherubino non vola in india o cina o nei paesi a sharia , a vedere come le questioni sociali sono state e sono affrontate??? Avremmo noi questa ondata infinita di genti che arrivano da quei paesi evidentemente prova che in quelli non si trovavano certamente a grande agio ( qui arrivati si mettono a a fare i MAESTRI … Juris! )…E non gli viene il dubbio, no, a lui no, che proprio per avere abbandonato il principio della regalità di Cristo anche ‘in terrestribus’ noi siamo degradati, non solo rispetto alla fede ma anche nel sociale ( e nell’economico ), fino a questo punto di quasi (per ora) disperazione, alla mercè e vittime di quelle forze che certo che non sono ispirate ai principi di quella Regalità??? Ma a gente così inchiavardata nella loro saccenza modernista, che volete che dicano quelle Parole: “Cercate prima di tutto il regno di Dio e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù”! Dicono per loro: ‘fondamentalismo”, che fa rima piuttosto col loro ‘cretinismo’ neo-cattolico!

  54. Antonio scrive:

    @Sal
    Uno studio molto approfondito biblico e storico, circa la presenza di Pietro a Roma, lo si può trovare anche su questo sito
    http://www.cristianicattolici.net/files/Pietro-a-Roma.pdf

  55. Antonio scrive:

    @Sal
    Hubert JEDIN, il più grande storico del cristianesimo lo afferma con chiarezza che Pietro morì martire a Roma e ne da le prove:

    Soggiorno e morte di Pietro a Roma
    tratto da: Hubert JEDIN (diretta da), Storia della Chiesa, Jaca Book, Milano 1992, vol. I, p. 144-146.

    Gli Atti degli Apostoli chiudono il loro racconto sull’attività di Pietro nella comunità primitiva di Gerusalemme col velato accenno al fatto che egli «s’incamminò verso un altro luogo» (At 12,17). Non è possibile determinare il motivo per cui Pietro se ne andò, né appare chiaro in quale direzione volle rivolgere i suoi passi. Il tentativo di riconoscere in quest’espressione indeterminata degli Atti un’allusione attendibile ad una precoce morte dell’apostolo (5) appare altrettanto errata quanto la tesi che nella epistola ai Galati 2,6-9 Paolo offra una testimonianza irrefutabile del fatto che all’epoca in cui questo capitolo fu scritto, Pietro fosse già morto (6). La tradizione di un soggiorno di Pietro a Roma e del suo martirio ivi avvenuto è troppo forte per poter essere scalzata con simili ipotesi così debolmente fondate. Non sono invece possibili affermazioni concrete sulle tappe del cammino che lo condusse a Roma, sulla data della sua venuta nella capitale dell’impero e sulla durata del suo soggiorno (con interruzioni?). Quello che è sicuro è la sua partecipazione al cosiddetto concilio degli apostoli a Gerusalemme, che va certamente collocato poco avanti la metà del secolo, e la sua presenza poco dopo ad Antiochia (At 15,7; Gal 2,11-14).

    Il fondamento su cui poggia la tradizione romana relativa a Pietro è costituita da tre testimonianze di fonti, cronologicamente vicine tra loro, che prese insieme acquistano un tale peso da equivalere praticamente ad una certezza storica. La prima testimonianza è d’origine romana e si trova nell’epistola che Clemente scrive a Corinto a nome della propria comunità. In essa Clemente viene a parlare di avvenimenti del recente passato in cui dei cristiani «per gelosia ed invidia» furono perseguitati e lottarono fino alla morte. Tra loro emergono Pietro e Paolo; «Pietro, che per un’iniqua gelosia dovette sopportare non uno o due, ma molti travagli e, resa così testimonianza, raggiunse il posto a lui dovuto nella gloria» (7). Con lui subí il martirio un gran numero di cristiani, tra cui anche delle donne che furono mandate a morte travestite da Danaidi e da Dirci. È questa un’allusione alla persecuzione dei cristiani sotto l’imperatore Nerone, di cui si parlerà in seguito (8), che permette di porre la morte di Pietro in questo contesto e di fissarla cronologicamente alla metà del sesto decennio del secolo. Sul modo e il luogo dell’esecuzione, Clemente non fornisce alcun dato; il suo silenzio in materia presuppone evidentemente nei suoi lettori una conoscenza dei fatti, a lui stesso certo ben noti per conoscenza diretta, essendo avvenuti al suo tempo (nella sua generazione) e nel luogo stesso dove egli viveva.

    Il nucleo essenziale di questa testimonianza si ritrova in una lettera che circa vent’anní più tardi giunge dall’oriente alla comunità cristiana di Roma. In essa il vescovo della chiesa orientale più ricca di tradizione tra quelle provenienti dalla gentilità, Ignazio d’Antiochia, che più di ogni altro poteva essere a conoscenza della sorte toccata ai due principi degli apostoli, prega i cristiani di Roma di non volerlo privare, con un intervento presso le autorità pagane, di quel martirio al quale doveva andare incontro nella loro città. Egli commenta la sua richiesta con una frase piena di rispetto: «Non vi comando come Pietro e Paolo» (9). Questi due quindi avevano avuto un tempo con la comunità romana dei rapporti che avevano dato loro una posizione autorevole; il che vuol dire che vi soggiornarono abbastanza a lungo come membri attivi della comunità e non vi capitarono di passaggio, quasi visitatori occasionali. L’importanza di questa testimonianza sta nell’essere un’indiscutibile conferma proveniente dal lontano oriente cristiano della conoscenza che la chiesa romana aveva di un soggiorno di Pietro in mezzo ad essa.

    Vicino all’epistola ignaziana ai Romani è il terzo documento, il cui valore di testimonianza per il soggiorno e il martirio di Pietro a Roma, è stato di recente nuovamente sottolineato (10). La «Ascensio Isaiae» (4,2s.), la cui rielaborazione cristiana va posta intorno all’anno 100 (11), esprime in stile profetico l’annuncio che l’opera dei dodici apostoli sarà perseguitata da Beliar, uccisore della propria madre (Nerone), e che uno dei dodici cadrà nelle sue mani. Questa dichiarazione profetica viene chiarita da un frammento dell’Apocalisse di Pietro, che va ugualmente assegnata al principio del II sec., in cui si dice: «Ecco, a te, Pietro, ho rivelato ed esposto, tutto. Va quindi nella città della fornicazione e bevi il calice che ti ho annunciato (12). Questo testo composito, che si dimostra a conoscenza del martirio di Pietro a Roma sotto Nerone, conferma e sottolinea considerevolmente l’attendibilità della tradizione romana. A queste tre testimonianze fondamentali vanno ancora aggiunti altri due accenni che completano il quadro della tradizione romana riguardo a Pietro. Il redattore del capitolo finale del Vangelo di san Giovanni allude chiaramente al martirio di Pietro e sa chiaramente della sua crocifissione (Gv 21, 18s.), ma tace sul luogo del suo martirio. Si fa viceversa cenno a Roma, come luogo di residenza di Pietro, negli ultimi versi della sua prima epistola, che afferma esser scritta da «Babilonia», e sotto questa designazione va intesa primariamente Roma, essendo ciò corroborato dall’identificazione Roma-Babilonia nell’«Apocalisse» di san Giovanni (14,8; 16ss.) e nella letteratura giudaica apocalittica e rabbinica (13).

    La tradizione romana di Pietro non fu mai incrinata nel corso del II sec. ed è abbondantemente comprovata da testimonianze provenienti dalle zone più disparate di diffusione del cristianesimo, come ad esempio per l’oriente dal vescovo Dionigi di Corinto («Euseb. HE», 2,25,8), per l’occidente da Ireneo di Lione («Adv. haer.» 3,1-3), per l’Africa da Tertulliano («Praescr. haer.» 36,3). Ben più importante è il fatto che questa tradizione non sia rivendicata da nessun’altra chiesa cristiana, né contestata o messa in dubbio da una qualsiasi voce del tempo. Questa assenza quasi sorprendente di una qualche tradizione in concorrenza va senza dubbio valutata come un fattore decisivo nel vaglio critico della tradizione romana (Così in accordo con H. Lietzmann, «Petrus und Paulus in Rom», Berlino 1927, nuovamente in Th. Klauser; M. Nardelli, «Pietro e Paolo apostoli a Roma», Brescia 1967).

    Note
    5) Così D.F. ROBINSON, «JBL» 64 (1945) 255-267 e W.M. SCHMALTZ, «JBL» 71 (1952) 211-216.
    6) Soprattutto K. HEUSSI, «op. cit.», 1-10; per il 55 come anno della morte di Pietro anche H. KATZMANN, «IKZ» 29 (1939) 85-93. Contrari a tale datazione soprattutto O. CULLMANN, «Petrus», 35s., tr. it.: «Il Primato di Pietro», Bologna 1965, 37ss.; K. ALAND, «Kirchengeschichtliche Entwürfe», Gütersloh 1960, 49-54.
    7) 1Clem 5,1-4; 6,1-2.
    8) V. al cap. VIII.
    9) SANT’IGNAZIO DI ANTIOCHIA, «Rom» 4,3.
    10) E. PETERSON, «Das Martyrium des hl. Petrus nach der Petrusapokalypse», in «Miscellanea Belvederi», Roma 1954-55, 181-185 e in «Frühkirche, Judentum und Gnosis», Friburgo 1959, 88-91, qui anche i testi.
    11) E. PETERSON, «ByZ» 47 (1954) 70-71.

    http://www.storialibera.it/epoca_antica/cristianesimo_e_storicita/pietro_a_roma/articolo.php?id=6

    • Sal scrive:

      @ Antonio
      Peccato che tutto questo non concorda con il Vangelo che dovrebbe essere la primaria fonte di prova per ogni cristiano.

      p.s. “Pietro è qui” Non significa che si trattasse di “quel” Pietro.
      Circa le ossa che furon trovate, la New Catholic Encyclopedia ci narra:
      “L’esame anatomico e geologico indica che queste ossa sono del 1° secolo; fra loro sono le ossa di un uomo di grossa costituzione. Ma non c’è nessun modo di provare che fossero le ossa di S. Pietro”.

      I salti mortali non riusciranno a nascondere la Verità.
      Cmq grazie per le informazioni. I lettori potranno farsi un opinione e potranno decidere con un maggior numero di elementi.

      • minstrel scrive:

        Il vangelo come lo intede leeeii noooooooon essiiiiisteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!

    • Sal scrive:

      @ Antonio
      “Il fondamento su cui poggia la tradizione romana relativa a Pietro”

      La fede non poggia sulla tradizione, ma tant’è :
      1.”tre testimonianze… La prima testimonianza ..nell’epistola che Clemente scrive a Corinto a nome della propria comunità. In essa Clemente viene a parlare di avvenimenti del recente passato in cui dei cristiani «per gelosia ed invidia» furono perseguitati e lottarono fino alla morte. Tra loro emergono Pietro e Paolo; «Pietro, che per un’iniqua gelosia dovette sopportare non uno o due, ma molti travagli e, resa così testimonianza, raggiunse il posto a lui dovuto nella gloria» (7). Con lui subí il martirio un gran numero di cristiani, tra cui anche delle donne che furono mandate a morte travestite da Danaidi e da Dirci. È questa un’allusione alla persecuzione dei cristiani sotto l’imperatore Nerone, di cui si parlerà in seguito (8), che permette di porre la morte di Pietro in questo contesto e di fissarla cronologicamente alla metà del sesto decennio del secolo. Sul modo e il luogo dell’esecuzione, Clemente non fornisce alcun dato; il suo silenzio in materia presuppone evidentemente nei suoi lettori una conoscenza dei fatti, a lui stesso certo ben noti per conoscenza diretta, essendo avvenuti al suo tempo (nella sua generazione) e nel luogo stesso dove egli viveva.”
      Quindi Clemente non fornisce alcun dato. Bene, e di che si parla allora ?
      L’idea che Babilonia significa Roma è semplicemente un’interpretazione, non è sostenuta dai fatti. Fu messa in dubbio perfino dagli studiosi cattolici romani dei secoli passati, compresi Pietro De Marca, Giovanni Battista Mantovano, Michele De Ceza, Marsile di Padova, Giovanni Aventino, Giovanni Leland, Carlo Du Moulin, Luigi Ellies Dupin e il noto Desiderio (Gerardo) Erasmo.
      Lo storico Dupin scrisse:
      “La Prima Epistola di Pietro ha la data di Babilonia. Molti antichi han compreso che quel nome significhi Roma; ma pare che non possa prevalere nessuna ragione secondo cui S. Pietro cambiasse il nome di Roma in quello di Babilonia. Come avrebbero potuto quelli ai quali scrisse capire che Babilonia era Roma?”

      2.TESTIMONIANZA DI CLEMENTE
      Lo studioso cattolico romano Lardner osservò:
      “Ma è realmente questo che Clemente disse? È vero che Clemente menziona sia Pietro che Paolo. Ma egli non dice in nessun luogo che entrambi subissero a Roma la morte da martiri. Si riferisce solo a Paolo che predicò “sia in oriente che in occidente”, implicando che Pietro non fu mai in occidente (servì, piuttosto, in oriente, a Babilonia). Così la testimonianza di Clemente in effetti contrasta l’idea che Pietro fosse a Roma.
      “Ignazio d’Antiochia, che più di ogni altro poteva essere a conoscenza della sorte toccata ai due principi degli apostoli,..: «Non vi comando come Pietro e Paolo» (9)

      3.TESTIMONIANZA DI IGNAZIO
      All’inizio del secondo secolo E.V. Ignazio disse ai cristiani di Roma: “Non vi do, come Pietro e Paolo, comandamenti. Essi furono apostoli; io non sono che un uomo condannato”. Spiegando queste parole, The Catholic Encyclopedia dice: “Il significato di questa osservazione dev’essere che i due Apostoli faticarono personalmente a Roma, e con l’autorità apostolica vi predicarono il Vangelo”. Ma Ignazio non dice che Pietro e Paolo fossero a Roma, ma che, come apostoli, Paolo e Pietro avevano emanato comandamenti, che possono essere emanati per mezzo di lettere, mediante messaggeri o anche verbalmente quando si è visitati da persone provenienti da altri luoghi. Non occorre che chi comanda sia personalmente presente in una particolare città.

      4.TESTIMONIANZA DI IRENEO
      Alcuni possono dire: Ah, ma non disse Ireneo che Pietro fu a Roma? Secondo gli scritti esistenti di Ireneo (secondo secolo E.V.), egli lo disse. “Anche Matteo emanò un Vangelo scritto fra gli Ebrei nel loro proprio dialetto, mentre Pietro e Paolo predicavano a Roma, ponendo le fondamenta della Chiesa”. C’è anche un riferimento all’“universalmente nota Chiesa fondata e organizzata a Roma dai due più gloriosi apostoli, Pietro e Paolo”.
      Ciò nondimeno, Ireneo poté non fare queste dichiarazioni. Perché gli originali scritti greci di Ireneo si son perduti. Queste parole attribuite a lui sono tradotte da una povera versione latina trovata circa centinaia d’anni dopo. Uno scriba latino poté facilmente aggiungere i punti inerenti a Pietro. Che ci fossero contraffazioni simili è ammesso da Luigi Ellies Dupin, storico ecclesiastico cattolico romano. Egli dice: “I cattolici inventarono storie false, miracoli falsi e false vite di santi per nutrire e sostenere la pietà dei fedeli”.

      La più forte evidenza contro le dichiarazioni che si pretende fossero fatte da Ireneo è il loro disaccordo con la Bibbia. Come appare evidente dalla lettera ai Romani, a Roma c’erano cristiani prima che in questa città vi giungesse Paolo. Ciò è riconosciuto nell’introduzione del libro ai Romani nella New American Bible cattolica: “Poiché né la primitiva tradizione cristiana né la lettera di Paolo ai Romani menziona un fondatore della comunità cristiana a Roma, si può concludere che la fede cristiana venisse in questa città per mezzo di membri della comunità giudaica di Gerusalemme che erano convertiti cristiani”.

      “La tradizione romana di Pietro non fu mai incrinata nel corso del II sec.”
      Ribadisco che la fede non si basa sulla tradizione ma su qualcosa di meglio e più tangibile, Però che i abituato a farsi imboccare sovente perde la capacità di nutrirsi da solo andando a cercarsi il cibo.

      • Antonio scrive:

        Sal
        La testimonianza del discepolo di Giovanni, Ignazio di Antiochia è un pilastro indistruttibile e scrive ai Romani dicendo chiaro di non avere l’autorità nei loro confronti che ebbero Pietro e Paolo . Più chiaro di cosi! E poi Lo Iedin, se permette di storia è uno scienziato di fama mondiale e non può essere smentito da nessuno falsaria affermazione. le prove storiche,, archeologiche sono chiare. perchè si ostina? Sal sia umile e riconosca che lei non è uno storico e un biblista.

        Il nucleo essenziale di questa testimonianza si ritrova in una lettera che circa vent’anní più tardi giunge dall’oriente alla comunità cristiana di Roma. In essa il vescovo della chiesa orientale più ricca di tradizione tra quelle provenienti dalla gentilità, Ignazio d’Antiochia, che più di ogni altro poteva essere a conoscenza della sorte toccata ai due principi degli apostoli, prega i cristiani di Roma di non volerlo privare, con un intervento presso le autorità pagane, di quel martirio al quale doveva andare incontro nella loro città. Egli commenta la sua richiesta con una frase piena di rispetto: «Non vi comando come Pietro e Paolo» (9). Questi due quindi avevano avuto un tempo con la comunità romana dei rapporti che avevano dato loro una posizione autorevole;

        “La più forte evidenza contro le dichiarazioni che si pretende fossero fatte da Ireneo è il loro disaccordo con la Bibbia”.

        Questo è falso perchè il primato di pietro è storico ed evangelicamente ben attestato. Ireneo lo dice chiaro e conobbePolicarpo di Smirne e Ignazio. Inoltre….

        La tradizione romana di Pietro non fu mai incrinata nel corso del II sec. ed è abbondantemente comprovata da testimonianze provenienti dalle zone più disparate di diffusione del cristianesimo, come ad esempio per l’oriente dal vescovo Dionigi di Corinto («Euseb. HE», 2,25,8), per l’occidente da Ireneo di Lione («Adv. haer.» 3,1-3), per l’Africa da Tertulliano («Praescr. haer.» 36,3). Ben più importante è il fatto che questa tradizione non sia rivendicata da nessun’altra chiesa cristiana, né contestata o messa in dubbio da una qualsiasi voce del tempo.

        • Antonio scrive:

          @Sal

          Altre notizie storiche e scoperte recenti.
          Il primo sbarco dell’apostolo Pietro in Italia

          Una ricostruzione storica dell’arrivo del principe degli apostoli nel Salento, ove, per la prima volta celebrò una messa e iniziò l’apostolato in Italia, per poi incamminarsi verso Roma.

          di Stefano Biavaschi
          Molto si conosce dei viaggi e delle tappe dell’apostolo Paolo, mentre minori notizie abbiamo riguardo agli spostamenti del principe degli apostoli, Pietro, nato a Betsaida di Galilea e morto a Roma nell’anno 67.

          I viaggi del principe degli apostoli

          Sappiamo certamente che viaggiò molto per diffondere il Vangelo, a cominciare dalla Giudea e dalla Samaria. Negli Atti degli Apostoli, Pietro è ricordato, oltre che a Gerusalemme, a Lidda, Joppe, Cesarea. Nella sua prima Lettera, Pietro si rivolge ai «fedeli dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell’Asia e nella Bitinia» (1 Pt. 1,1), segno che ha conosciuto gli abitanti di questi luoghi.

          Per gli studiosi quest’epistola è stata scritta a Roma, la “Babilonia” cui l’apostolo accenna nel penultimo versetto. Secondo la Tradizione Petrina, infatti, il principe degli apostoli non solo raggiunse l’Italia, ma visse l’ultimo ventennio della sua vita nella capitale dell’Impero; dopo il martirio fu sepolto sul Colle Vaticano, e tuttora le sue ossa riposano nella cripta dei papi sottostante la basilica di San Pietro.

          C’è però difficoltà a ricostruire con esattezza i viaggi petrini e a stabilirne le soste. Tra gli scritti cosiddetti pseudo-clementini (preziosa fonte per gli studiosi dei primi secoli), composti poco dopo il 200 d.C., vi è un’opera denominata Viaggi di Pietro, che era stata adottata dai giudei ebioniti.

          Gli ebioniti credevano sia nell’ebraismo sia in Gesù come Messia (atteggiamento ancora oggi presente tra le migliaia di ebrei messianici d’Israele), e facevano riferimento ad un vangelo di Matteo rielaborato, e anche all’opera Viaggi di Pietro. È da questo testo che fu attinta l’immagine della chiesa come “barca di Pietro”, perché l’apostolo ci teneva a sottolineare che, se al timone della Chiesa c’è Cristo, il vescovo è da considerarsi il “secondo timoniere”.

          Nel corso dei secoli, diversi documenti di grande interesse arricchiscono la cosiddetta tradizione petrina, in base alla quale alcune città contendono il primo sbarco di san Pietro in Italia, e in particolare: Otranto, San Pietro in Galatina, S. Maria di Leuca, Gallipoli, Taranto, San Pietro in Bevagna (Manduria).
          Non si può escludere però che l’apostolo abbia visitato più di uno di questi porti, seguendo le rotte commerciali che anticamente facevano scalo proprio in questi luoghi.

          Lo sbarco a Otranto

          Ad Otranto, sulla collina più alta, sorge un’antichissima chiesetta che intende commemorarne lo sbarco, raccontato anche dallo storico Egesippo (110-180) nel De Bello Judaico, una delle più antiche storie ecclesiastiche che conosciamo.
          Troviamo conferme di questo sbarco anche da parte di Clemente Alessandrino (150-215), Arnobio (255-327), Eusebio di Cesarea (265-340), Cirillo di Gerusalemme (313-386), Sant’Ambrogio (339-397).
          Vari studiosi di prestigio, tra cui il Baronio, il Tasselli, l’Arditi, hanno concluso che, alla luce delle “vestigia nobilia” presenti sul territorio, l’apostolo avesse davvero attraversato Otranto nell’anno 43, come tappa del suo viaggio verso Roma. Del resto sappiamo che anche Cicerone sbarcò nel porto di Otranto provenendo dalla Grecia.

          In marcia verso Roma

          A San Pietro in Galatina, oggi Galatina, è conservata nel Duomo la pietra sulla quale, secondo la tradizione, san Pietro si riposò durante una delle tappe salentine nel suo viaggio da Antiochia verso Roma. Non a caso lo stemma della città di Galatina contiene come simbolo le “chiavi di Pietro”.
          A Santa Maria di Leuca un’antica fonte riporta che «Pietro, giunto da Gerusalemme, incontrò la popolazione locale»; ma si teme che il riferimento sia dovuto a Pietro vescovo di Alessandria.

          A Gallipoli è la chiesetta di San Pietro de’ Samari a ricordare il passaggio dell’apostolo; secondo la tradizione petrina il vicario di Cristo avrebbe in questo sito nominato il primo vescovo di Gallipoli: Pancrazio, suo condiscepolo.
          È da sottolineare che la ricerca storica ha confermato che san Pancrazio visse davvero nel I secolo, e fu davvero vescovo di Gallipoli per alcuni anni, prima di spostarsi in Sicilia ove subì il martirio.
          In sostanza, non sono poche le testimonianze che confermano una vasta evangelizzazione della Puglia fin dal primo secolo, e pongono proprio in età apostolica le origini delle sedi episcopali salentine, soprattutto quelle di Gallipoli ed Otranto.

          A Taranto la visita dell’apostolo è riportata nella Historia Sancti Petri, testo agiografico risalente al IX-X secolo, ove si narra che Pietro, prima di entrare in città all’epoca dell’Imperatore Claudio (41-54 d.C.), si volle fermare sull’isola antistante, oggi chiamata Isola di San Pietro.
          Anche in questo caso non si tratterebbe solo di una sosta, ma di una tappa che comporta sempre l’evangelizzazione degli abitanti, il loro battesimo e la loro conversione.

          Un Index Apostolorum del III secolo confermerebbe l’istituzione petrina dei primi vescovi pugliesi, tra cui San Basso, forse originario di Ruvo, martirizzato a Roma nella persecuzione di Traiano (108 d.C.). Anche il vescovo San Cleto sembra essere stato nominato da San Pietro.

          Sicurezza delle fonti storiche

          C’è da auspicarsi che ricercatori universitari e studiosi potranno compiere indagini approfondite attorno a questi ed altri siti, al fine di perfezionare la nostra conoscenza sui viaggi di Pietro. Se per i viaggi di Paolo è accertato l’itinerario marittimo che prima di Roma toccò Malta, Siracusa, Reggio Calabria e Pozzuoli, per quelli di Pietro occorre fare molta attenzione a distinguere fra storia e leggenda, anche perché, spesso, la storia si tinge di leggenda e la leggenda affonda le radici nella storia.

          Certa è comunque la presenza dell’apostolo nella capitale, visti anche gli stretti legami tra Roma ed il Vangelo scritto da Marco, che era “segretario” e compagno di viaggio di Pietro (1 Pt. 5,13). Inoltre antichissimi scrittori quali Clemente Romano (95 ca), Ignazio d’Antiochia (†107 ca), Ireneo (†180 ca), Tertulliano (155-220), Eusebio (260-340), riconoscono che Pietro avesse operato a Roma e vi fosse morto.
          Anzi, pare proprio che Pietro sia arrivato a Roma ancora prima di Paolo; questo perché quando Paolo scrive ai Romani (57 d.C.), essi risultano già convertiti («la fama della vostra fede si espande in tutto il mondo», Rm. 1,8). Paolo, infatti, conoscerà la capitale solo col suo terzo viaggio del 59-62 d.C. a causa di continui impedimenti, sebbene si dichiarasse «pronto a predicare il Vangelo anche a voi di Roma» (Rm. 1,10-15).

          Il fatto che sia dunque certa la presenza di Pietro a Roma, darebbe di conseguenza per certo il precedente attraversamento del Mezzogiorno. La molteplicità dei riferimenti salentini fa per esempio pensare ad un reale passaggio petrino nei luoghi che abbiamo citato, anche perché le antiche rotte marittime che facevano giungere a Roma merci e persone avevano come approdi proprio i luoghi fin qui ricordati.

          Pietro a Mandria e a San Pietro in Bevagna

          Abbondanza di segnali e di riferimenti troviamo anche a San Pietro in Bevagna, la località marittima di Manduria, a metà strada tra Taranto e Gallipoli, e che conserva nel suo toponimo l’antica tradizione petrina. Manduria è città antichissima, di origine pre-romana, con importanti resti della lontanissima civiltà messapica (necropoli, muraglioni), ed è ricordata anche da Plinio (23-79 d.C.) nella Historia Naturalis per il suo inesauribile Fonte, poi chiamato “Pliniano”.

          Proprio accanto alla necropoli messapica, sempre ricca di sorprese archeologiche, sorge l’antichissima chiesetta di San Pietro Mandurino (foto 1), munita di un ipogeo a colonne scavate nel tufo, adornato di affreschi che qualche studioso (tra cui il Petrucci) considera almeno in parte paleocristiani.
          Al di sopra di questa costruzione sotterranea, un consumato affresco raffigurante san Pietro accoglie il visitatore (foto 2): su di esso campeggia un’incisione che in questo “templum vetustissimum” è dedicata “apostolorum principi” (foto 3).

          L’antico rito della processione che da tempo immemorabile si svolge da Manduria a San Pietro in Bevagna intende proprio fare memoria dello sbarco dell’Apostolo, dovuto, secondo la tradizione petrina, a un naufragio.
          Segni di un antico naufragio, a dire il vero, sono ben evidenti a pochi metri da questa costa: i ben noti sarcofagi di marmo grezzo che fan bella mostra di sé sui trasparenti fondali marini (foto 4-5-6-7).
          Si tratta certamente di manufatti d’epoca romana, risalenti ai primissimi secoli d.C., ma non è certo possibile stabilire se sono provenienti dalla stessa nave che portava l’Apostolo. Certo è che l’approdo a San Pietro in Bevagna era spesso tappa obbligata per gli antichi naviganti, sia per il rifornimento d’acqua (il locale Chidro è uno dei rarissimi fiumi sul versante jonico del Salento), e sia per il rifornimento del sale, tanto indispensabile per la conservazioni degli alimenti trasportati (e ben presente nella vicina salina De’ Monaci).

          Secondo lo studioso locale Antonio Bentivoglio (1946-2005), «San Pietro in Bevagna era fin dall’epoca romana, ma anche pre-romana, tappa obbligata nella rotta Otranto-Leuca-Taranto, perché la navigazione era di cabotaggio: piccola navigazione commerciale che si svolgeva tra un porto e l’altro».
          Fatto sta che nella chiesetta costiera di San Pietro in Bevagna (foto 8) è conservato, dietro l’abside, il “fonte battesimale di Pietro” (foto 9) e la “pietra dell’altare” su cui Pietro avrebbe celebrato le prime messe italiche (foto 10).
          Secondo il Bentivoglio l’antichissima consuetudine delle “perdonanze”, ancora celebrata il 3 aprile, risale ai tempi apostolici di conversione battesimale e catecumenato penitenziale.

          Un eccezionale rinvenimento

          Negli ultimi anni, un ulteriore avvenimento archeologico ha di nuovo posto l’attenzione sul passaggio dell’Apostolo in questi luoghi: nel terreno fra la chiesetta di San Pietro Mandurino e la necropoli è stata casualmente rinvenuta una lapide bimillenaria, in pietra viva, che sembra fare memoria proprio al principe degli apostoli (foto 11).
          Vi è infatti incisa la scritta “PETRO VI.SI.ET.” (“A Pietro sia la vita eterna”). Nello scritto L’epigrafe paleocristiana di Manduria nel quadro della tradizione petrina, composto il 5 luglio del ‘95, Antonio Bentivoglio afferma: «La datazione della lapide ci viene dal “cursus” delle lettere, che è quello della capitale quadrata romana, ed anche dallo stile del testo. Inoltre è stata riscontrata la presenza di resti di minio, un composto chimico col quale si ricoprivano i caratteri incisi, perché il minio, ossidandosi, acquistava un colore rosso, e ciò è indice dell’importanza dell’atto dedicatorio. Alla luce di tutto questo affermiamo che tale scritta debba riferirsi a S. Pietro, fondatore della Chiesa di Roma».

          Secondo il Bentivoglio, a confermare l’autenticità della lapide dedicatoria (ora incastonata nella Biblioteca “Marco Gatti” di Manduria), sono anche alcuni “errori” tipici dell’epigrafia cristiana antica, come la “E” al posto della “Æ”, oppure l’assenza nella stessa “E” dell’asta orizzontale superiore.
          Oltre al dativo “PETRO” ed oltre alle tre parole abbreviate (“VI” per Vita, “SI” per Sit, “Et” per Eterna), compare in un successivo rigo una “A” puntata che sta per AMEN, per cui ne deriva la lettura: “Sia vita eterna a Pietro. Amen”. Inoltre il segno dell’ancora, presente nel lato sinistro della lastra, ne confermerebbe la collocazione tra la paleografia cristiana.

          È possibile che tale lapide sia stata incisa a seguito della notizia della morte di Pietro? Forse era giunta voce, ai convertiti di quelle terre, della crocifissione dell’Apostolo sotto Nerone. Quella morte che, come disse Giovanni, Cristo gli aveva presagito (Gv. 21,18 ss).

          http://www.radicicristiane.it/fondo.php/id/30/ref/6/Il-primo-sbarco-dell%5C-apostolo-Pietro-in-Italia

          • Antonio scrive:

            Le ossa di S. Pietro.
            A tale proposito può essere interessante ricordare che nel nostro secolo (1941 – 49) si studiò, per autorizzazione di Pio XII, il suolo delle grotte sotto la famosa basilica vaticana dedicata al primo vescovo di Roma, S. Pietro. Si scoprì, con molta sorpresa, un monumento già esistente nel II secolo, esattamente sotto l’altare maggiore dell’attuale basilica. Pare che quel trofeo (monumento funebre) sia quello testimoniato da Gaio in uno scritto del II secolo e indicato sul Colle Vaticano e sulla via Ostiense. Le iscrizioni e i graffiti ritrovati indicano che quel trofeo fu venerato dai Cristiani del II secolo come tomba di Pietro

          • Mimma scrive:

            @Antonio
            Non è mia intenzione mettere limiti alla potenza dello Spirito Santo ma è mia impressione che anche lei corre il rischio di perdere inutilmente il suo tempo dietro a Sal.
            Limitiamoci tutti a pregare per lui…

          • Antonio scrive:

            Margherita GUARDUCCI
            Sulla roccia di Pietro. Il primato di Roma
            tratto da: 30 Giorni, febbraio 1991, p. 60-65.

            La studiosa che ha scoperto le ossa di Pietro lancia un nuovo libro. Dove illustra tutti gli indizi, i segni, le prove che testimoniano il primato della Chiesa di Roma

            Intervista di Stefania Falasca

            «Ci sono troppe prove storiche per non riconoscerlo: la cattedra di Pietro è il cuore della Chiesa». Margherita Guarducci ne è certa. La nota archeologa, che ha scoperto le reliquie del Principe degli Apostoli e che appena un anno fa aveva pubblicato “La tomba di San Pietro”, ha ora pronto per le stampe un nuovo libro destinato a provocare un’ondata di entusiasmi e di ostilità. Il testo, ancora senza un titolo definitivo, riguarda il Primato della Chiesa di Roma e, come il precedente, uscirà per la Rusconi.
            Carte alla mano, nella sua casa romana, l’autrice in anteprima descrive come ha ricostruito la storia del primato di Roma dalle origini fino al Concilio Vaticano II. Come, avvalendosi di una ricerca pluridisciplinare, ha ripercorso ed analizzato tutte le fonti, gli indizi, le testimonianze, che attestano ed evidenziano l’assoluta unicità e la preminenza di Roma, centro della cristianità e sede della cattedra di Pietro. Accanto a questa ricerca storica, la Guarducci riscopre anche una serie di importanti primati che la Chiesa di Roma possiede. Ma di questi, il più importante rimane quello della reale presenza nella Basilica vaticana dei resti mortali di Pietro. L’Apostolo al quale Cristo affidò il mandato di rappresentarlo in terra, e a cui è perciò legato il primato del Papa e l’autorità di Roma.

            Professoressa, come è nata l’idea di affrontare il primato della Chiesa di Roma?
            Margherita GUARDUCCI: L’idea è nata quasi per caso. Intorno agli anni Settanta, mentre studiavo l’iscrizione sepolcrale di Abercio, un vescovo dell’Asia minore della metà del II secolo. Un’epigrafe greca molto importante per comprendere come già nel II secolo la Chiesa di Roma esercitasse un’autorità riconosciuta anche dai cristiani orientali. Mi occupai in seguito di un passo di Sant’Ireneo contenuto in «Adversus haereses». Pensai allora di fare uno studio sistematico sul tema. Così esaminai tutte le fonti antiche e ho ricostruito attraverso i secoli l’evoluzione storica del primato della Chiesa di Roma. Ai risultati di questo lavoro, che costituiscono la prima parte del libro, segue la serie dei primati. Nell’ultima parte torno invece a riconsiderare la centralità e l’universalità di Roma sede dell’Impero e della Chiesa.

            Un taglio del tutto originale rispetto agli altri studiosi che si sono occupati di questo argomento…
            Margherita GUARDUCCI: Innumerevoli saggi sono stati scritti sul primato di Roma, soprattutto dal punto di vista teologico e giuridico, ma gli studiosi hanno spesso tralasciato di considerare la storia, l’ambiente geografico e la cronologia delle testimonianze. Mancava insomma uno studio che riunisse e raccogliesse elementi, indizi diversi, che considerasse in contemporanea, con l’ausilio di diverse discipline, fonti pagane e cristiane.

            Lei ha parlato di fonti antiche. Quali tra queste considera fondamentali?
            Margherita GUARDUCCI: Ho cominciato dalla più antica, che risale alla fine del primo secolo, subito dopo l’età apostolica, l’«Epistola ai Corinzi» di Clemente I, nella quale il Pontefice, come capo della comunità cristiana, esprime la sua autorità per dirimere le contese manifestatesi a Corinto e rivolge a quei cristiani parole di ammonimento. Questa epistola venne poi letta per molto tempo a Corinto durante la messa domenicale. C’è poi la famosa introduzione della «Epistola ai Romani» di Ignazio d’Antiochia della prima metà del II secolo, dove la Chiesa di Roma occupa, nel pensiero di Ignazio, un posto preminente rispetto alle altre. E nell’analizzare i passi di Abercio e di Ireneo della seconda metà del II secolo, che sono basilari e che documentano il riconoscimento di Roma come centro della Chiesa universale, ho considerato anche altre voci e documenti dello stesso periodo. E così via via fino alla metà del terzo secolo, fino ad Origene, dopo il quale inizia una evoluzione importantissima di questo concetto: dalla comunità di Roma, l’esercizio del primato si sposta e s’incentra sulla persona, sulla figura fisica del Papa.

            Accennava alla iscrizione di Abercio della metà del II secolo. Perché è così importante?
            Margherita GUARDUCCI: Questo epigramma iscritto su un’ara sepolcrale collocabile fra il 170 e il 200 circa, ora conservato nei Musei vaticani, fu dettato dallo stesso Abercio dopo il rientro dal suo viaggio a Roma. È la regina delle iscrizioni greche cristiane e attesta che già da allora alla Chiesa di Roma veniva ampiamente riconosciuto il primato. Eppure fra i moltissimi studiosi che da quasi un secolo hanno preso in esame questi versi, nessuno ha messo nel giusto rilievo le notizie che essi ci danno ai fini del plurisecolare problema della preminenza di Roma. Il linguaggio, secondo il gusto dell’epoca, è ambiguo; nella lunga iscrizione infatti il vescovo si definisce «discepolo di un pastore puro che pasce greggi su monti e pianure» che gli «insegnò scritture degne di fede» e lo «inviò a Roma per contemplare un regno e vedere una regina dalle auree vesti e dagli aurei calzari» e là «vide un popolo avente uno splendido sigillo». Molti non hanno riconosciuto che Abercio si riferiva all’autorità della Chiesa di Roma. È naturale però che un documento come questo fosse troppo importante ai fini del primato di Roma per non suscitare scalpore e anche ostilità contro l’esegesi cristiana. L’iscrizione venne allora spesso interpretata in chiave pagana. Ma riesce veramente difficile pensare che il lungo e faticoso viaggio da Hieropolis a Roma (che Abercio afferma essergli stato comandato da Cristo e che quindi per obbedienza egli intraprende), abbia avuto il solo scopo di far conoscere al vescovo anatolico gli splendori del regno imperiale, la bellezza della reggia del Palatino o la mole del Colosseo. Abercio è venuto a Roma per vedere il regno e la Chiesa di Cristo.

            Anche gli altri cristiani contemporanei ad Abercio consideravano allo stesso modo la Chiesa di Roma?
            Margherita GUARDUCCI: Abercio, vedendo a Roma il regno di Cristo e la sua Chiesa, «splendida regina vestita d’oro», non disse una cosa nuova per quei tempi, ma dette soltanto forma poetica ad un concetto che nel II secolo era già largamente diffuso. Basterebbero a provarlo i viaggi che i cristiani più insigni e persino eretici fecero a Roma, vuoi col semplice scopo di andare a conoscere quella Chiesa famosa, nata dal martirio di Pietro e Paolo, vuoi per chiedere direttive e consigli o per portare ad essa le proprie lagnanze o le proprie difese. Così, intorno alla metà del II secolo, Giustino, pagano palestinese convertitosi al cristianesimo, da Efeso venne e si stabilì a Roma dove tenne scuola e morì martire. Così Policarpo, vescovo di Smirne, che, quasi ottantenne, intorno al 155 affrontò il viaggio a Roma per incontrare papa Aniceto. E l’elenco potrebbe continuare.

            Ma da cosa dipendeva l’effettiva preminenza per cui la Chiesa di Roma s’imponeva attirando a sé da ogni parte le personalità cristiane più significative?
            Margherita GUARDUCCI: Alcuni hanno voluto riconoscere come unica, o almeno principale causa di questo fenomeno, la potenza politica di Roma: è naturale che la comunità cristiana residente nella capitale dell’Impero godesse di una speciale considerazione. Ma questa spiegazione non è troppo convincente. Se per ipotesi si volesse accettarla non si riuscirebbe infatti a capire nell’epigrafe di Abercio perché il viaggio a Roma venga comandato al vescovo di Hieropolis dallo stesso Cristo. La chiave per comprendere i veri motivi della preminenza della Chiesa di Roma si trova a mio giudizio nel famoso passo di Ireneo («Adversus haereses» III 3, 1-2). Un passo su cui da quattro secoli si discute e si versano fiumi d’inchiostro.

            Si spieghi.
            Margherita GUARDUCCI: In questo scritto Ireneo afferma che ad ogni uomo è possibile riconoscere la genuina tradizione della Chiesa e che egli potrebbe enumerare i vescovi stabiliti dagli apostoli nelle singole chiese e i rispettivi successori fino a quel momento, ma poiché sarebbe molto lungo enumerare le successioni di tutte le chiese egli dice: «Occupiamoci della Chiesa ‘maxima’ e ‘antiquissima nota a tutti, fondata e stabilita a Roma dai gloriosissimi apostoli Pietro e Paolo». Molti commentatori interpretarono i due aggettivi attribuiti alla Chiesa di Roma ‘maxima’ e ‘antiquissima’ come superlativi assoluti: «grandissima» e «antichissima», negando così l’esistere, nell’attestazione di Ireneo, del primato della Chiesa di Roma. Come ho invece cercato di dimostrare, i termini vanno interpretati come superlativi relativi, non assoluti. Per quanto riguarda ‘maxima’, «la più grande», ho fatto notare che il significato è facilmente comprensibile, se si pensa che la Chiesa di Roma era ai tempi di Ireneo (e anche prima) incontestabilmente la più grande. Per quanto riguarda invece il termine ‘antiquissima’ si deve considerare che in latino l’aggettivo ‘antiquus’ acquista molte volte, accanto al significato di «antico» in senso temporale, anche quello di «venerando», «degno di rispetto e di lode» e perciò «importante». Così Ireneo definisce la Chiesa di Roma «più grande e più importante» perché per il santo vescovo questa Chiesa ha il privilegio unico di aver avuto la presenza di ambedue quei grandi Apostoli e di conservarne le tombe. E merito della Chiesa di Roma, oltre a quello di essere universalmente nota, è quello di essere stata eccelsa nella fede. Su questi motivi si basa dunque la ‘potentior principalitas’ della Chiesa romana e proprio per questa preminenza è necessario per Ireneo che ad essa faccia capo ogni Chiesa.

            Cos’era per Ireneo l’universalità della Chiesa di Roma?
            Margherita GUARDUCCI: Il pensiero di Ireneo è espresso dalle parole: ‘in qua semper ab his qui sunt undique conservata est ea quae est ab apostolis traditio’, che letteralmente significa: «Ad essa nella quale da coloro che da ogni parte provengono fu sempre conservata la tradizione che discende dagli apostoli» ed a questa affermazione Ireneo fa seguire la lista dei vescovi di Roma succedutisi sulla cattedra di Pietro fino a quel momento e di cui solamente quattro sono romani. È in queste parole, per secoli oggetto di dispute, che si scorge il senso di universalità della Chiesa di Roma. Ireneo infatti vuol dire che fin dall’inizio della propagazione del cristianesimo (semper) i fedeli venuti a Roma da ogni parte del mondo (undique) vi hanno (insieme) conservato la tradizione apostolica (ea quae est ab apostolis traditio). In altre parole i fedeli di tutto il mondo che convengono nella Chiesa romana, la quale conserva e trasmette la genuina tradizione apostolica, incorporandosi in essa, fanno sì che in questa Chiesa siano rappresentate tutte le chiese e che perciò nella testimonianza e nell’autorità della Chiesa di Roma trovano possibilità di testimonianza e autorità tutte le altre. Per cui, alla Chiesa romana Ireneo attribuisce una più autorevole preminenza non soltanto per grandezza, fama, nobiltà di fondazione, eccezionale saldezza nella fede, ma anche perché è sintesi di tutte le chiese. Strenuo difensore dell’unità della Chiesa, Ireneo concepisce la Chiesa di Roma centro visibile di quella Chiesa universale che abbraccia tutte le chiese sparse per il mondo «come un corpo solo, un’anima sola, come un solo cuore». E in questo studio del pensiero di Ireneo riguardo all’universalità della Chiesa romana sono ricorsa, per una ulteriore chiarificazione, anche ad un confronto, mai tentato fino ad oggi, con fonti pagane che parlano della universalità di Roma.

            In che modo ricorre a questo confronto e quali sono le fonti pagane?
            Margherita GUARDUCCI: Il pensiero di Ireneo riguardo all’universalità di Roma si semplifica se si accostano le sue parole a quelle di autori non cristiani che parlano dell’universalità di Roma, perché l’universalità della Chiesa di Roma riconosciuta da Ireneo, presuppone l’universalità di Roma stessa, che ne è per lui provvidenziale fondamento. E l’universalità di Roma era, ai quei tempi, una certezza indiscutibile. La capitale dell’Impero veniva considerata patria di tutte le genti, madre comune del diritto, città sovrana in cui tutte le città si compendiavano. E per comprendere quanto diffusi fossero questi pensieri nell’età imperiale basta citare Ovidio, in «Fasti II», dove dice che «Roma è una città che per confine ha lo stesso confine del mondo», o Lucano, in «Bellum civile I», che la definisce «una città universale dove è contenuto tutto il genere umano». E interessanti sono anche le testimonianze greche del II secolo. Come quella di Ateneo, che chiama Roma «popolo del mondo» e «compendio del mondo, in cui è perciò possibile vedere costituite insieme tutte le città», o quella di Elio Aristide, concittadino di Ireneo, che nel suo «Encomio di Roma» tocca il tema della universalità dell’Urbe varie volte.
            La costante omissione di un tale confronto da parte dei commentatori di Ireneo è stata, io penso, la causa principale per cui non si è riusciti a comprendere fino in fondo il pensiero dello scrittore cristiano.

            Nella seconda parte del libro lei parla dei primati di Roma. In che cosa consistono?
            Margherita GUARDUCCI: Durante la preparazione del libro mi sono accorta che stranamente, provvidenzialmente, esistevano a Roma dei primati unici al mondo. E tutto questo non è un caso. Roma possiede la chiesa ufficiale più antica, che è la basilica di San Giovanni in Laterano, la madre di tutte le chiese. A Roma c’è il più antico ritratto di Cristo a Santa Domitilla. La più antica icona della Madonna, ora nella chiesa di Santa Francesca Romana e su cui ho già pubblicato uno studio. E’ una storia straordinaria quella di questa icona, che unisce Oriente e Occidente e che si credeva persa, ma che miracolosamente invece sopravvive. Poi ci sono la statua di San Pietro nella Basilica vaticana e le sue reliquie, una vicenda drammatica questa, su cui si alternano luci ed ombre. Ma una delle ombre più inquietanti è l’atteggiamento di certi uomini di Chiesa che vogliono minimizzare e talvolta annullare la presenza di Pietro nella Chiesa di Roma. Le reliquie di Pietro sono inoltre le uniche reliquie scientificamente attestate di un personaggio dell’età apostolica.

            Lei sostiene che la statua di San Pietro in Vaticano sia la più antica statua cristiana che si conosca. Ma non è stato recentemente accertato che è tardo-medioevale?
            Margherita GUARDUCCI: Assolutamente no. La statua bronzea di San Pietro, come pure dimostrerò in uno studio che sarà edito dal Poligrafico dello Stato, dal titolo «San Pietro e Sant’Ippolito (Storia di statue famose in Vaticano)», è del V-VI secolo, e non può quindi nella maniera più assoluta essere di Arnolfo di Cambio. Si sa bene, oltretutto, quanto siano incerti e inattendibili, soprattutto in questo caso, gli esami di termoluminazione condotti recentemente sulla statua. E la studiosa Angiola Maria Romanini continua imperterrita a non tener conto di certezze inoppugnabili. La statua infatti, prima di essere messa all’interno della Basilica, si trovava nel monastero di San Martino. Quelli che attribuiscono l’opera ad Arnolfo di Cambio (sec. XIII-XIV) hanno cercato in tutti i modi di dimostrare che nell’età in cui Arnolfo risiedeva a Roma, il monastero c’era. Ma c’è una prova certa in un documento che ho recentemente scoperto, il quale dimostra che quel monastero, quando Arnolfo era a Roma, non esisteva più. Questa statua, inoltre, ha un importante valore perché attesta come la venerazione di Pietro sia molto antica.

            Nell’ultima parte del libro lei riprende la questione dell’universalità del primato di Roma, ma perché proprio Roma e non, ad esempio, Gerusalemme?
            Margherita GUARDUCCI: Gerusalemme è stato il luogo che ha visto nascere il cristianesimo. Ireneo stesso infatti considera la Chiesa di Gerusalemme «inizio di tutte le chiese», ma non poteva dare la prerogativa di preminenza, per le ragioni che prima ho spiegato, alla Chiesa di Gerusalemme. E poi, per estendersi in tutto il mondo, il cristianesimo non poteva non giungere a Roma, al centro dell’impero universale. A Roma ha trovato la lingua, le vie di comunicazione, l’organizzazione; l’Impero è stato il veicolo per raggiungere tutto l’orbe allora conosciuto. A Roma ha trovato l’universalità e ha dato a questa città una vitalità perenne nella Chiesa fondata sulla cattedra di Pietro. Così, grande e meravigliosa cosa fu la venuta di Pietro e Paolo, che portarono a Roma la sede della Chiesa. E grande la sua universalità, una garanzia di indipendenza e di non unilateralità.

            Lei parla di un disegno provvidenziale in tutto questo…
            Margherita GUARDUCCI: In questa ricerca mi sono sorpresa io stessa di quante corrispondenze, segni, indizi, testimonianze, prove vi fossero, anche nella predestinazione di Roma, che da piccolo borgo di pastori diventa capitale di un impero destinato ad accogliere fino alla fine dei secoli il custode perenne della fede di Cristo. Per questo nella conclusione faccio un accenno critico al falso ecumenismo che si è diffuso nella Chiesa dal Concilio Vaticano II in poi. Di fronte all’assoluto, irripetibile, eccezionale avvenimento di Cristo e all’assoluta unicità della sua Chiesa, non si può mettere il cristianesimo sul piano delle religioni e, credo, non si possa parlare di dialogo dimenticando di riconoscere il semplice dato storico della sua unicità.

            http://www.storialibera.it/epoca_antica/origini_cristiane/primato_di_pietro/articolo.php?id=3088

  56. Timorato scrive:

    x eremita

    la prego di informarsi sulle reali posizioni e pensiero di Mons. Lefebure, scartando certa stampa cattolica (di parte).
    La guerra che si combatte è di natura mistica e tutti siamo chiamati a farla in forza dell’ esortazione paolina, qui non facevo nessun reclutamento , mi limitavo a far conoscere la verità storica.
    I Suoi dubbi sul nostro combattimento per la fede potrebbe essere smentiti se
    semplicemente ispezionasse i frutti dell’albero-Lefebure che sono opere di Chies:
    Seminari, chiese, cappelle, scuole, conventi, monasteri, università,istituti di beneficenza in terre di missioni ecc.
    Senza un timbro autenticamente divino ossia: “i buoni frutti”, democrazia e concilio, diventano sempre più nocivi.
    Mons. Lefebure come tutto il Suo Movimento non ha legami con i nazisti, per ovvie ragioni ma anche perchè il padre di Monsignore fù assassinato proprio dai nazisti!
    A.M.D.G:

    • Cherubino scrive:

      i frutti di mons. Lefebvre sono:
      ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione,
      ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione, ribellione,

  57. Timorato scrive:

    X Stefano

    La FSSPX non è uscita dalla Chiesa (anche se la fuoriuscita dai confini visibili non coincide con la vera esclusione da Essa, che tralaltro gli è stata imposta con abuso di potere, il discorso è troppo lungo….) ma è stata cacciata!
    Non sarebbe mai uscita per non combattere la Massoneria!

    Non so poi cosa Lei intenda per “odio alla Chiesa” e da parte di chi?
    Il combattimento “che continua” contro la Chiesa ufficiale (Vaticano e Clero)
    è il combattimento verso il Nome:Chiesa e il resto non significa nulla.

    Il sostenere,” dei vari gruppi di essere la vera Chiesa” non è sintomo di superbia, ma semplicente di appartenenza a Qualcosa, che è, e non qualcosa costruita dai vari gruppi per loro mano. E’ scritto poi: “….e tu piccolo Gregge. a te sara dato di guadagnare il Regno dei Cieli.
    Purtroppo c’è di mezzo il Nemico, si questa è la spiegazione più qualificata,
    Mons. Lefebure con la Sua Carità tutta apostolica mai ha voluto demonizzare alcuno, nel senso di escludere la buona fede, ha dato la colpa a chi, con il maledetto complotto di tipo culturale (incursione di nuove filosofie assai seducenti, penetrate fin dentro i seminari e le università cattoliche) si è fatto reo di tale abominio che vediamo oggi completato dai frutti del Vat. II e che Monsignore aveva gia predetto in tempi assai lontani!

    A.M.D.G.

    • stefano scrive:

      Senta, io non so se Mons Lefevre sostenesse che gli ultimi papi erano collusi con la massoneria, o, addirittura, eletti da questa, però se così fosse diceva un’eresia. E voi dovreste smettere di riproporre quest’eresia. E’ tanto semplice. Almeno si potrà discutere di tutto il resto.

  58. Timorato scrive:

    x gibici

    perchè la insospettisce il fatto che sia stato Mons.Lefebure a parlare di “occupazione” della Chiesa?

    quale prova provata puo produrre, per smentire che tutto è fantastoria?

    non è fariseismo il denunciare la presenza di: modernismo, relativismo, indiffe
    indifferentismo ecc. ma semplice carità, se ciò viene fatto per liberarci da un male che può colpire tutti e che da tutti deve essere contrastato senza la necessità, per questo, di voler apparire come santi!

    “l’influenzare più di duemila vescovi, senza lasciar traccia” è possibile se si considera che il fatto: è avvenuto non due giorni prima del concilio, ma due secoli prima a causa di quelle incursioni, che dalla Rivoluzione francese (opera della Massoneria e non del popolo armato di forconi), tramite filosofie atte a riplasmare la mentalità del Clero, si è riusciti a convincerLo che una filosofia perenne, come quella di Aristotele e S.Tommaso, non esisteva più.

    A.M.D.G.

    • gibici scrive:

      Le conclusioni del Vaticano II sono conclusioni perfettamente accettabili da un cristiano e questa e’ per me la prova del nove che Lefebvre non e’ da prendere neppure lontanamente in considerazione. Devoto magari, ma questo non ha aiutato la capacita’ di giudizio sua e di coloro che avevano le sue idee. La sua opinione che tutta la Chiesa sia stata manovrata dalla massoneria, dall’anticristo ecc. tranne il suo gruppetto, conferma il mio giudizio completamente negativo su quel vescovo.

      Poi si giunge a dire, o anche solo a bere la notizia che quella santa persona del card.Martini fosse un affiliato: semplicemente assurdo.

      Altrettanto assurdo e’ il pensare che la filosofia per un secolo e mezzo sia stata manipolata dalla massoneria per sviare tutti i vescovi cattolici (che inoltre di filosofia si sono in genere interessati poco).

      Il relativismo e’ proprio di chi si mantiene su discorsi vaghi, che non aiutano ne’ chi li fa ne’ chi li ascolta. Sono discorsi che fanno credere di aver capito o dimostrato qualcosa mentre per la loro assenza di riferimenti possono essere usati contro tutti e contro tutto: disonesta’ intellettuale. Nel mio piccolo mi ritengo un po’ tomista, per questo non mi piacciono le facili generalizzazioni.

  59. Timorato scrive:

    x cherubino

    credevo che fosse una persona adulta! che giocattolino vuole per smettere di fare i capricci:

  60. Timorato scrive:

    x cherubino

    questi sono gli ubbidienti?

    questi sono le credenziali per i Gesuiti e l’intera Chiesa?

    I fratelli si amano fra loro

    DOCUMENTO progressista DELLA SETTIMANA
    Card. Martini, membro della Massoneria italiana
    Recentemente un documento della Massoneria italiana datata 12 settembre 2012 è stato portato alla nostra attenzione. In esso il Grande Oriente d’Italia Democratico(GOD – Italiano Grande Oriente Democratico) riconosce che l’ex arcivescovo di Milano, card. . Carlo Maria Martini, che morì il 31 agosto 2012, è stato iniziato come uno dei suoi membri. Con questo riconoscimento pubblico, il documento va un passo oltre l’omaggio a Martini dal Grande Oriente de Italia – GOI – già qui riprodotto su questo sito. A giudicare dal fatto che GOD e GOI sono due gruppi diversi, sembra una spaccatura all’interno Massoneria italiana. Entrambe le parti lodano Martini. È interessante notare che il documento riconosce anche indirettamente che p. Pedro Arrupe, in passato Superiore Generale della Compagnia di Gesù, e di un gruppo di gesuiti influenzato da lui erano pure massoni. Non crediamo che la critica emozionale fatto contro Benedetto XVI lo esenta dall’essere un sostenitore della Rivoluzione pure. Egli ha dimostrato più e più volte che lui è un agente importante favorire la Panreligion e One World Order, i due principali ideali della Massoneria.Una fotocopia della pagina web in Dio si trova sotto. Le foto sono preceduti dalla nostra traduzione del italiano, in blu ……..

    (continua a leggere)
    http://www.traditioninaction.org/ProgressivistDoc/A_163_MartiniI.html
    A.M.D.G.

    • Cherubino scrive:

      ma che scemenze che dice !
      Il fatto che un massone dica certe cose non vuol dire che siano vere.
      Però si decida: i massoni sono degni di fiducia o no ? Dalle sue affermazioni si direbbe che il più vicino ai massoni sia proprio lei.

      • Cherubino scrive:

        devo correggermi, perchè ho visto in rete che l’autore di quelle presunte scoperte non è in buoni rapporti neanche con la Massoneria ufficiale. Quindi non è neanche questione di prestare fede ai massoni, ma ad un tizio decisamente particolare.
        Consiglio di andare a leggere nel web chi è Gioele Magaldi.

        Poi. per inciso, spero che venga fuori quel presunto documento, così vediamo se regge alla prova delle querele per diffamazione.

        • minstrel scrive:

          Cherubino, che tristi figuri s’aggirano per l’aere.
          Grazie dell’approfondimento.

  61. Simone 2 scrive:

    @ Giovannino.
    Caro Giovannino, per il momento non ho validi motivi per farla finita volontariamente e quindi ogni tanto se vorrai, potrai ancora leggere qualche mio contributo.
    Non credo che considerarsi padroni del proprio “fine vita” sia un eccesso di individualismo. Non si tratta di far prevalere chissà quali interessi o esigenze personali rispetto o a scapito della collettività. Si tratta di lasciare questo mondo volontariamente, perché non più disponibili per esempio a sopportare inutili sofferenze o perché le sopraggiunte condizioni di vita non sono più considerate dignitose per essere vissute.
    Che cosa c’entri la collettività in tutto questo non mi è chiaro.
    Nel mio intervento ho parlato di suicidio per far meglio comprendere, che stando così le cose non è necessario nessun provvedimento legislativo per farla finita. Lo si fa e basta e i doveri verso il prossimo, cui tu fai cenno, sono eventualmente circoscritti ai familiari diretti.
    Ho visto il filmato della signora Piera, la cui storia credo tu conosca, e le sue parole, rivolte alla sofferenza fanno molto riflettere.
    «Sofferenza fine a se stessa, che non giova a nessuno. A chi giova la sofferenza mia e di tanti altri? A che serve? Per quale motivo io devo soffrire fino a morire? Perché si soffre fino a che si muore! Chi può arrogarsi il diritto di dire e di fare questo? Se non io, io, io …».
    Ecco: A chi giova la sofferenza, quando la si rifiuta? Con questa domanda dovremmo tutti misurarci e soltanto dopo ragionare in modo serio su accanimento terapeutico, testamento biologico, suicidio assistito, ecc.
    Sperare che questo avvenga qui in Italia è a mio modo di vedere impossibile ed inutile. Si è visto il modo vergognoso e squallido con cui è stato gestito il caso Englaro e come si continua a insistere per esempio sulla legge 40, sapendo che saranno poi i tribunali a non tenerne conto e allora, cui prodest?
    L’aspetto più insopportabile è l’ipocrisia genetica che ci contraddistingue (di matrice cattolica?) e con cui questi argomenti vengono affrontati: lo si fa barando con presunzione, come se non si sapesse che in certe condizioni sono gli stessi medici che alla fine ti danno una mano, ma naturalmente non si può dire, perché ancora una volta ciò che veramente importa è salvaguardare la facciata.

    • giovannino scrive:

      caro Simone 2 , chiaramente il mio commento voleva essere di tono scherzoso. Però è vero che ritengo il suicidio un’ atto immorale , pur con tutta l’ umana comprensione per chi commette questo gesto estremo. Tutt’ altro discorso va fatto per eutanasia e accanimento terapeutico. Ti informo che le posizioni della CEI non sono condivise da tutti i cattolici . La conferenza episcopale tedesca la pensa un po’ diversamente e così pure il card. Martini. Adesso sono un po’ assonnato , ma , appena ho due minuti , cercherò di darti conto dell’ opinione dei Vescovi tedeschi sulla dignità del morire.

  62. Timorato scrive:

    X cherubino

    lei mi cita don cantoni!!! come se fosse lo Spirito Santo…..

    qualche post fa, quando si citava S.E.R. il Cardinal Siri, che tralaltro parlava dei retroscena del Vat. II., ha depistato il discorso puntando sul fatto che il Suddetto non poteva elargire Magistero, ora Lei me lo fa sorbire da un prete qualsiasi!!!!!! il suo speciale magistero?????

    e poi sarebbe Mons. Lefebure che ha fatto un “tradizionalismo” per fini politici!!!

    non sa chi è don Cantoni?

    Egli è il fondatore di Alleanza Cattolica, gemella di:Tradizione,Famiglia e Proprieta che è un organismo, si di ispirazione tradizionale ma con fini politici,
    dai quali sempre Mons. Lefebure ha preso le distanze.

    E’ risaputo che Alleanza Cattolica ha fini politici come si evince dai suoi periodici che hanno salutato le guerre preventive di Bush!

    Ecco perchè Mons. Lefebure ha cacciato don Cantoni……..!!!!!!!!!!

    Don Cantoni, che non poteva insegnare nulla a Monsignore poichè era stato Vescovo di provata autorità nel campo dell’ insegnamento teologico, stimato da Papi , Professori ed allievi da sempre!!!

    quindi non ricorra al diavolo per screditare gli angeli!

    A.M.D.G.

    • Cherubino scrive:

      Vede, lo so bene cosa è Alleanza Cattolica, ma a differenza di lei, se uno ha idee politiche diverse dalle mie, ma è in comunione con il papa e insegna rettamente la dottrina, io lo accolgo come fratello nella fede.

      Lefebvre ha contraddetto entrambe le condizioni e don Cantoni è molto preciso e profondo nei suoi scritti dottrinali.

  63. Timorato scrive:

    x stefano

    mons.Lefebure non ha detto mai che la Massoneria abbia eletto qualche Papa, le loro elezioni sono tutte legittime.

    Le loro idee, secondo quando insegna il Bellarmino (che parla del papa come eretico solo quando si tratta di fare il teologo privato) possono essere inquinate, non c’è nessuno da demonizzare!

    A.M.D.G.

    • Reginaldus scrive:

      Caro Timorato,

      Elezioni legittime quelle di papi che hanno sconvolto la fede cattolica, inventandosi la giustificazione assurda dell’ ermeneutica della continuità per fare passare le ‘novità’ in nome della loro consonanza con le ‘antichità’?'?? ( Ricordiamoci che per avere un vero papa, ci vuole la fede cattolica dell’eletto e , di pari, la fede cattolica degli elettori– un cardinale eretico non può essere un elettore legittimo – cfr CJC))

      Mons. Lefebvre, per quanti meriti abbia avuto nella difesa della Tradizione, gliene è mancato uno fondamentale: quello di non avere denunciato apertis verbis e senza riserva alcuna il tradimento della fede cattolica da parte dei papi conciliarie, quindi la loro assoluta ILLEGITTIMITA’. La sua azione di denuncia accompagnata dal suo persistente riconoscimento della legittimità del papa conciliare è una contraddizione, e come tale insolubile: non si può riconoscere il papa e criticarlo!

      Sulle affermazioni di san Roberto Bellarmino ho già risposto in altro luogo.

      I tradizionalisti seguaci di Mons. Lefebvre (che ora paiono sconfessati da mons. Fellay, viste le sue ultime dichiarazioni… ) pensano di giustificarsi facendo ricorso alla famosa distinzione tra insegnamento ex cathedra e insegnamento ordinario, di teologo privato. Vorrei qui riproporle la mia domanda : in base a quale ragione teologica il papa è infallibile ex cathedra se non perché è infallibile di fondo suo, sempre – per la promessa di Cristo, che non può venire meno – in materia di fede ? Perché, come si sarebbe potuto definire infallibile, se parlante “ex cathedra”, se non fosse stato già in possesso di questa capacità di pronunciai infallibile????

      La verità è , ed è una pura constatazione, che la Chiesa – le sue strutture, certo – è stata occupata dai maledetti “figli della Vedova” . L’atto ufficiale di presa di possesso fu appunto quel V2 da essi a lungo preparato (modernismo… nouvelle théologie… ) e messo in atto, trionfalmente, alla morte di papa Pacelli, e con spudoratezza senza limiti dichiarato operazione dello Spirito Santo”!!!

      • Reginaldus scrive:

        “…Perciò Noi, mantenendoci fedeli alla tradizione ricevuta dai primordi della fede cristiana, per la gloria di Dio nostro Salvatore, per l’esaltazione della religione Cattolica e per la salvezza dei popoli cristiani, con l’approvazione del sacro Concilio proclamiamo e definiamo dogma rivelato da Dio che il Romano Pontefice, quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani, e in forza del suo supremo potere Apostolico definisce una dottrina circa la fede e i costumi, vincola tutta la Chiesa, per la divina assistenza a lui promessa nella persona del beato Pietro, gode di quell’infallibilità con cui il divino Redentore volle fosse corredata la sua Chiesa nel definire la dottrina intorno alla fede e ai costumi: pertanto tali definizioni del Romano Pontefice sono immutabili per se stesse, e non per il consenso della Chiesa.
        Se qualcuno quindi avrà la presunzione di opporsi a questa Nostra definizione, Dio non voglia!: sia anatema.” (Pastor Aeternus )

        – quindi l’infallibilità pontificia si manifesta secondo queste due modalità:

        1- parlando EX CATHEDRA, cioè quando il papa ESERCITA IL SUO SUPREMO UFFICIO di pastore e di dottore di tutti i cristiani
        2-e in forza del suo SUPREMO POTERE apostolico DEFINENDO una dottrina circa la fede e i costumi

        —Dove è, allora, lo spazio per parlare , in riferimento al papa, di due magisteri separati, uno vincolante e l’altro … opinabile??? Ex cathedra appare da queste parole non una situazione straordinaria di insegnamento, ma l’ordinarietà stessa della specifica funzione papale…Come si era manifestata sei anni prima della proclamazione del dogma dell’infallibilità -1870- nella definizione del dogma della Immacolata Concezione di Maria Santissima:1864).

  64. Timorato scrive:

    Sia anatema!

    All’errore e alla Menzogna!

    Padre Pio – il quale si fece fare un indulto personale per continuare a dire la vecchia messa – alla notizia dell’apertura del Concilio Vaticano II abbia esclamato “Chiudetelo subito” (Rino Cammilleri, Antidoti, ed. Lindau 2010 pag. 118).

    A.M.D.G.

    • Cherubino scrive:

      veramente Luigi Accattoli ha fatto ricerche su ciò che Padre Pio pensava del Concilio da cui risulta che tante voci negative sono infondate.

    • minstrel scrive:

      E poi chi ha fatto il decreto di canonizzazione di Padre Pio?
      La CHiesa conciliare, anno 2002, la stessa chiesa falsa del CVII. Ergo, anche la canonizzazione è probabilmente falsa, ergo Padre Pio non si può citare come fonte autorevole.
      LA LOGICA PLEASE!!!

  65. Samanta scrive:

    @Antonio
    Indiscutibili, storicamente probanti e scientificamente validi i documenti che lei inserisce. Purtroppo restano discutibili e sconcertanti certi atteggiamenti ostinati di ignoranti che non sanno quello che dicono. La consiglierei di lasciar perdere chi si ostina sulle solite idiozie. Non perda tempo a corrergli dietro. Non ne cava un ragno dal buco. Mi creda l’ignoranza è invincibile quando è troppo sicura e illusa di essere maestra di verità. Tale illusione è la più drammatica farneticazione che nella storia ha creato sempre fanatismi e fondamentalismi pericolosi. Stia tranquillo che la verità dei fatti non la può smentire nessun delirio settario. Grazie per i tanti documenti di illustri storici inseriti e che hanno fortificato le mie certezze sul primato di Pietro. La saluto.

    Samanta

  66. macv scrive:

    il problema della Chiesa di oggi è proprio questo; l’incertezza, il dubbio, la mancanza di punti fermi . Qualcuno potrebbe essere preso dal mal di mare perché la barca
    di Pietro rolla e beccheggia e non c’è un punto fisso a cui tenere lo sguardo. eminenti persone a cui i fedeli possono rivolgersi insegnano una cosa (es. Cardinale Martini) altre eminenti persone della stessa Chiesa insegnano esattamente il contrario.. mal di mare… Qualcuno sostiene che Padre Pio era contrario alla Messa moderna.. ma invece Accattoli dice che non è così .. a chi credere? mal di mare.. per alcuni i tradizionalisti sono degli eretici simili ai protestanti.. ma per altri invece non fanno che ribadire le Tradizione della Chiesa.. a chi credere? mal di mare-… beccheggio… senso di nausea…
    per alcuni è una buona cosa che il Papa abbia dato le dimissioni.. per altri invece è una assurdità! a chi credere? mal di mare… Insomma c’è ormai ancora qualche punto fermo , qualche certezza? NO. Tutto è liquido, come la società liquida , come il pensiero debole tutto ondeggia e varia e cambia e domani forse il sole sorgerà su una diversa verità ( transitoria s i intende!) un domani forse i preti cattolici potranno sposarsi e le donne diventare preti.. perché no? La realtà e la verità è liquida e presuppone cambiamenti e flussi istantanei e inspiegati e si oppone alla staticità… mal di male.. mal di mare..
    Ma insomma dovremmo abituarci : domani è un altro giorno, come dice Rossella O’Hara, e domani magari, chissà , ci sveglieremo e sarà proclamato che il male che finora avevamo reputato male è diventato bene. chissà? beato chi non soffre di mal di mare…

    dcicono esttamente il contario

    • giovannino scrive:

      caro macv , ammesso che gli pseudotradizionalisti soffrano di mal di mare sull’ attuale barca di Pietro , questo non li giustifica nel vomitare la loro bile addosso al Pietro di turno , alias Bergoglio. Potrebbero dotarsi di appositi sacchetti , come quelli che si trovano sugli aerei di linea.

  67. Samanta scrive:

    @macv
    Mi scusi, ma lei non si è mai tolto gli occhiali neri?

  68. anastasia scrive:

    @Samanta
    Salve Samanta, come sta? E da alcuni giorni che noto la sua mancanza sul blog. E’ un piacere risentirla. Ha proprio ragione, è meglio non perdere tempo con certi soggetti, è solo una pura perdita di tempo che si può spendere in cose più preziose e a leggere libri scientificamente seri. Il bla bla da strapazzo ci ha ormai annoiati tutti. Passiamo il tempo a guardare il volto dei sofferenti invece di correre dietro le idiozie. Mi associo anch’io al suo invito al signor Antonio. Ne ho fatto anch’io l’esperienza. Stia bene.

    • Samanta scrive:

      @anastasia
      Anche a me fa piacere sentirla. Sto per uscire e non posso trattenermi, ma le assicuro che mi ha dato gioia il suo post. Ammiro che lei ha preso sul serio il mio invito a non correre dietro a certi deliri. Ha ragione, serviamo Gesù nei poveri, invece di farci imbambolare da tante sciocchezze superflue e inutili. le auguro di perseverare nella sua fermezza. A presto.

      Samanta

  69. Sal scrive:

    @ Antonio
    “Margherita GUARDUCCI
    Sulla roccia di Pietro. Il primato di Roma
    tratto da: 30 Giorni, febbraio 1991, p. 60-65.
    La studiosa che ha scoperto le ossa di Pietro lancia un nuovo libro. Dove illustra tutti gli indizi, i segni, le prove che testimoniano il primato della Chiesa di Roma”

    Evidentemente prima è andata a Medjugorie, poi si è fatta qualche calice di troppo di sangue alcolico, così ha avuto le visioni e ha scritto un libro “celestiale ” che tanti ammiratori dei misteri troveranno “supernaturale”.
    E se non ci credi “chiedilo a loro” i miracoli accadono ancora. Era in ballo e ha continuato a ballare.
    Con quel tipo di libri si vende molto in ambito religioso e bisogna pur campare.

    p.s. questa è come la storia “in hoc signo vinces” che non era una croce ma un pesce. E se non ci crede “lo chieda a loro” chissà che con l’8×1000 riescano a dire come si trasforma un pesce in una croce ma è un dettaglio da poco.

    • minstrel scrive:

      Ma non era un palo dove è morto Gesù? Giusto Sal? GIUSTO?!!

      • Sal scrive:

        Si, ma Costanino non ha mica messo un palo sulla bandiera.
        Aveva sognato una croce che non era croce ma un pesce…. insomma cos’era una croce un palo o un pesce ?

        • minstrel scrive:

          C’era un TdG naturalmente e per sapere la verità bisognava aspettare la luce ad intermettenza della WTS. Infatti per Rutherford non era palo, era croce, ma poi è sceso lo spirito su di loro sotto forma di colomba incazzata e gli ha fatto sapere la verità con la v in formato apice.

          Lo fu anche Gesù in fondo, no? Era TdG e ostracizzava chiunque uscisse dalla sua setta!

          http://www.liberi.tv/webtv/2013/05/04/video/liberi-credere-integralismi-e-vessazioni-vicenda-degli-ex

          Quanto all’ICHTHYS inutile parlarne. Son dicerie di quei cattocomunisti del vaticano che vuole sempre saperne una più del Diavolo. Sal, smetta di perdere tempo e si dia al porta a porta. So che poi segna le ore che passa a scrivere qui come ore di proselitismo sul rapportino di fine mese, ma a volte prendere un pò d’aria fa bene a tutti.
          Qui poi… che l’aria è stantia a causa di tutti questi cattolici fumosi. Bah… “ne conviene?” (cit.)

  70. Antonio scrive:

    @Sal
    Hanno ragione gli altri bloggher a definirla un fanatico. Quando lei non sa cosa rispondere offende, accusa, diventa maleducato e fanatico.Fino al disgusto. Forse è lei che si è “fatto” il cervello dietro le settarie e fanatiche idiozie che dice. Io chiudo con un maleducato come lei. Lei non è degno di parlare con persone intelligenti, ma con i settari e ignoranti come lei. resti pure nelle sue stupide posizioni volgari e ignoranti. da parte mia chiudo ogni dialogo con gente come lei che non sa usare il cervello se non per offendere. La credevo più intelligente, ma lei è davvero un manipolato e un povero illuso manipolato. Diventi più umano e si vergogni di essere così scurrile e volgare.

    • Mimma scrive:

      @Antonio
      Non se la prenda, tanti prima di lei si sono fatti in quattro per farlo ragionare, il risultato è sempre quello!
      Quando viene messo alle strette passa alla volgarità.
      Continuo a proporre a tutti di pregare per la salvezza della sua anima.
      Cordialmente Mimma

    • Sal scrive:

      @ Antonio
      “Hanno ragione gli altri bloggher a definirla un fanatico.”

      E che vuol farci…”Dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni”. ( Atti 14.22)

      • Antonio scrive:

        @Sal
        Lei ha ragione. E’ davvero un tribolato mentale. Il rimedio c’è: lo psichiatra.

  71. anastasia scrive:

    @Antonio
    Gliel’avevamo detto. Lasci perdere Sal. E’ un povero illuso con una megalomania da brivido. Le sue idiozie si commentano da sole. Non perda ulteriormente tempo. A voler lavare la testa ad un asino, si perde, tempo, acqua e sapone. Mi dispiace per lei, che ha dimostrato verso questo individuo tanta gentilezza ed educazione. Ma evidentemente questo fanatico sa usare solo volgari insulsaggini e trivialità degne del “personaggio” settario che incarna. coraggio, tutti i blog la stimano per la sua onestà intellettuale e per la sua serietà e preparazione. le auguro tanta serenità.

  72. Sal scrive:

    @ Antonio
    “Una ricostruzione storica dell’arrivo del principe degli apostoli nel Salento, ove, per la prima volta celebrò una messa e iniziò l’apostolato in Italia, per poi incamminarsi verso Roma.”

    Tutto molto divertente sig. Antonio evidentemente le funzionano poco le sinapsi.
    La messa non esisteva ancora.
    “Perciò, quando vi riunite in uno stesso luogo, non è possibile mangiare il pasto serale del Signore. Poiché, quando [lo] mangiate, ciascuno prende in anticipo il proprio pasto serale, così che uno ha fame, ma un altro è ebbro. Certamente avete delle case per mangiare e bere, non è vero? “ ( 1Cor 11.20-22)

    Forse è un po’ ebbro anche lei. Troppo sangue alcolico ?

    p.s.
    “Molto si conosce dei viaggi e delle tappe dell’apostolo Paolo, mentre minori notizie abbiamo riguardo agli spostamenti del principe degli apostoli,” Principe ? e chi è il Re ?

    “il principe degli apostoli non solo raggiunse l’Italia, ma visse l’ultimo ventennio della sua vita nella capitale dell’Impero;” E come avrebbe fatto ad arrivare a Roma se gli ebrei non erano ammessi ? Di contrabbando ? Nel 49 ev.Claudio rinnovò l’editto col quale non solo scacciava da Roma i Giudei, ma vietava che vi entrassero; il quale editto fu rigorosamente osservato fino alla sua morte, avvenuta nel 54. Dunque fino al 54 Pietro non è potuto andare a Roma,”

    “C’è però difficoltà a ricostruire con esattezza i viaggi petrini e a stabilirne le soste.” Già è così grande la difficoltà che i cattolici sanno con precisione tutte le tappe, i movimenti, le date, anche a che ora, per questo “C’è da auspicarsi che ricercatori universitari e studiosi potranno compiere indagini approfondite attorno a questi ed altri siti, al fine di perfezionare la nostra conoscenza sui viaggi di Pietro.” ….? Ma come non sapevano già tutto che devono cercare ancora ?

    “Anzi, pare proprio che Pietro sia arrivato a Roma ancora prima di Paolo; questo perché quando Paolo scrive ai Romani (57 d.C.), essi risultano già convertiti («la fama della vostra fede si espande in tutto il mondo», Rm. 1,8)” E se erano già convertiti che ci andava a fare a Roma ? Doveva predicare ai circoncisi…!

    Dia retta alla sig.ra Mimma sig. Antonio. A furia di bere troppo sangue alcolico le ritorna il tic delle maiuscole.
    Stia bene. Si riposi e se ha problemi basta che “lo chieda a loro”

    • Antonio scrive:

      @Sal
      maleducato, scurrile, fanatico e ignorante. E’ tutto ciò che si può dire a un tipo come lei pieno di arroganza e colmo d’ignoranza. Si vergogni davvero.

      • Sal scrive:

        @ Antonio
        “Si vergogni davvero.”
        E perchè ? Perchè ho detto che hanno scoperto la tomba di Pietro a Gerusalemme ? o perchè sostengo che chi mangia carne umana è cannibale ?
        Perchè non impara ad essere meno sensibile e ragiona un pò di più e meglio ?

        • minstrel scrive:

          Perché chi non risponde nel concreto, ma rilancia incomprensioni (già da tempo risate qui e in altri luoghi virtuali) dimostra di non voler dialogare e camminare alla ricerca della verità, ma di voler solo uno specchio dove sputarsi addosso la presunta verità che si ritiene essere in proprio possesso.
          Il risultato è che se invece di uno specchio, ci si trova davanti una finestra in cui si osserva un mondo straordinario e ordinato che contrasta con il proprio che ci si illude abbia le medesime caratteristiche, si sputa addosso alla finestra in modo da coprire tale mondo e la sua logica inappuntabile.
          Ma ogni finestra, in controluce, riflette l’immagine di chi gli sta di fronte. E sputando sulla finestra ci si sputa addosso.
          Sal si sputa addosso ad ogni post.
          Chiaro che abbia bisogno di un altro post per ridefinire la propria persona e la propria dignità personale a sé stesso.
          Peccato ricostruisca il solito Sal a cui aveva appena sputato addosso e quindi presto o tardi si ritroverà con una nuova finestra e quindi…

          Si riprenda da questo circolo vizioso e smetta di sputarsi addosso Sal, non le fa bene.

          • minstrel scrive:

            risate=risolte!

            Scusate il refuso che reputo una genialata del mio intelletto incoscio! buahahahah

        • Antonio scrive:

          @Sal
          Si vergogni della sua insulsaggine, cafonaggine, e stupidità che non si rende nemmeno conto di quanto la mettano in ridicolo. Lei la ragione non l’ha mai conosciuta, è amico solo di demenziali e contorte torniture cerebrali.

    • Antonio scrive:

      @Sal
      lei ha un solo tic: la follia e la varietà dei deliri. Si rifugi nella sua setta.

    • Antonio scrive:

      Se qualche ignorante saprebbe leggere, si renderebbe conto che Pietro morì a Roma tra il 64 e il 67. Ma per gli ignoranti la matematica è un’opinione! E Paolo in Romani dice chiaro che sarebbe andato a Roma non per battezzare e lo conferma anche Atti degli Apostoli 28.

      • Antonio scrive:

        Atti 28,11Dopo tre mesi salpammo con una nave di Alessandria, recante l’insegna dei Diòscuri, che aveva svernato nell’isola. 12Approdammo a Siracusa, dove rimanemmo tre giorni. 13Salpati di qui, giungemmo a Reggio. Il giorno seguente si levò lo scirocco e così l’indomani arrivammo a Pozzuoli. 14Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana. Quindi arrivammo a Roma. 15I fratelli di là, avendo avuto notizie di noi, ci vennero incontro fino al Foro di Appio e alle Tre Taverne. Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio.

        • Antonio scrive:

          Circa l’Eucaristia poi certi deliri che non c’era ancora sono davvero esilaranti. (e siamo nel 53 D.C.). Che baggianate.

          1Corinzi 11,23Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane 24e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me. 25Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me. 26Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga. 27Perciò chiunque mangia il pane o beve al calice del Signore in modo indegno, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. 28Ciascuno, dunque, esamini se stesso e poi mangi del pane e beva dal calice; 29perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. 30È per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono morti. 31Se però ci esaminassimo attentamente da noi stessi, non saremmo giudicati; 32quando poi siamo giudicati dal Signore, siamo da lui ammoniti per non essere condannati insieme con il mondo.

          • Mimma scrive:

            @Antonio
            Carissimo Antonio, parlando dell’Eucaristia desidero riportare la sua mente ed il suo cuore sul fine ultimo che il Sacrificio Supremo di Cristo ha raggiunto e che è quello dell’Amore.
            Mantenendo lo sguardo fisso su questo grande Dono, dimentichiamoci dei veleni che Satana cerca di inocularci attraverso i suoi adepti.
            L’alto grado di intelligenza del cristiano consiste infatti nell’ignorare le continue vessazioni diaboliche che minano la tanto difficile Pace del Cuore.
            Dedichiamo le ultime ore di questo giorno al ringraziamento e alla lode!
            Consegni il suo cuore a Gesù perchè lo riempia di Se e lo trasformi nel Suo!

          • Sal scrive:

            @ Antonio
            Solo i cannibali mangiano carne umana. Se poi si tratta di carne di morti si chiama necrofagia.
            “«Questo calice è [estìn=rappresenta] la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me.

            Se è in memoria è in ricordo e se è in ricordo non può essere altro che un simbolismo. Non si può immaginare che Dio faccia stravaganze a raffica per accontentare qualche fanatico devoto teofagico.
            Cattolico non significa misterioso, stravagante, superstizioso.

            Era ed proibito dalla legge mangiare sangue (Lev 17.10) “‘In quanto a qualunque uomo della casa d’Israele o a qualche residente forestiero che risiede come forestiero in mezzo a voi il quale mangi qualsiasi sorta di sangue, certamente porrò la mia faccia contro l’anima che mangia il sangue, e in realtà la stroncherò di fra il suo popolo” V. Atti 15.20

      • Sal scrive:

        Già, si erano messi d’accordo affnchè Pietro andasse ai “circoncisi” e siccome ha perso la bussola si è trovato a Roma prima di Paolo quando non poteva neanche andarci perchè c’era il divieto per gli ebrei, ma siccome aveva il dono dell’ubiquità, allora ha detto, ma guarda un pò lo spirito santo non sa neanche leggere la bussola e mi ha porato fin qui, andiamo a farci crocifiggere così adempiamo al contrario anche ecclesiaste “un cane vivo è meglio che un leone morto” ( Eccl 9.4) Invece lui prode impaviso combattente per la fede teofagica non ha nemmeno voluto imitare il Signore, no, lui si è messo a testa in giù, così il sangue gli andava alla testa.
        Che misteri misteriosi…..degni della miglior superstizione !

      • Sal scrive:

        @ Antonio
        “Se qualche ignorante saprebbe leggere, si renderebbe conto che Pietro morì a Roma tra il 64 e il 67.”

        Già, per questo i francescani hanno trovato la tomba a Gerusalemme nel 1953 !

        • domenico scrive:

          addirittura? dove posso leggere di questa che dovrebbe essere la più grande scoperta archeologica del millennio?
          una scoperta che ortodossi, musulmani, ebrei, TDG, protestanti di tutti i tipi e atei di vario genere avrebbero tutto l’interesse a diffondere?

          • domenico scrive:

            ah ora ho letto l’articolo che ha citato…
            mi sfugge dove i francescani abbiano scritto che quella trovata è la tomba di S. Pietro (scritto e non detto anonimamente a qualcuno che neanche so chi sia).
            A proposito che ci faceva in una tomba del primo secolo il chi-ro?
            http://biblelight.net/chi-rho-color.jpg

        • Antonio scrive:

          @Sal
          il suo cervello, infatti, rappresenta l’intelligenza, ma difatti è solo un simbolo, il dna dice che è stupidità allo stato puro.

  73. Antonio scrive:

    @Anastasia
    La ringrazio per la solidarietà, ma non potevo immaginare che su questo blog potessero esserci personaggi del genere, capisco allora gli inviti di Vincenzo, Samanta, e altri a non rispondere. Credevo fosse un’esagerazione, ma devo confessare che, purtroppo, avevate ragione. Io sono entrato nel blog da poco, grazie a mia moglie che mi ha parlato della serietà e profondità degli articoli del Dott. Tornielli, ma mai avrei immaginato che certi tipi possano abusare dell’ottimo blog del Dott. Tornielli per insultare ed esprimere proselitismo fanatico. Stia tranquilla. da parte ho chiuso con questo personaggio da brivido, come lei ben dice. La ringrazio, egregia Anastasia, e speriamo che nel futuro si possano incontrare su questo blog persone più intelligenti e capaci di rispettare gli altri. L’educazione è la vera grandezza degli esseri umani. Buona notte gentilissima signora Anastasia.

    • Mimma scrive:

      @Antonio

      Il delirio di quest’uomo è divenuto ormai incontenibile…
      La sua tastiera si è trasformata nel prolungamento del vuoto del suo cervello.
      Non riesce purtroppo che a lanciare mitragliate di copia e incolla unite a stupidissimi cattedratici slogan manipolati dalla WTS.
      E poi non lo provochi tanto…. vedrebbe risvegliarsi il lato femminile di Sal che si chiama Isabella o il lato tenebroso di nome Mauro!
      Tutti attori di una unica regia con sede alla Bethel di New York!

    • Eremita scrive:

      Prima o poi, se l’organismo è sano, ci si immunizza contro i virus maligni. Questo però è invasivo e resistente ad ogni antibiotico, importante è non alimentarlo.

  74. Timorato scrive:

    X ENRICO MACV TEOBALDO MURMEX

    VI ESORTO A PRESENZIARE QUESTO BLOG AFFINCHE’ LE PERSONE INTELLETTUALMENTE LIBERE ONESTE E OBIETTIVE ABBIANO MODO DI CONOSCERE “NUOVI” EVENTI STORICI CHE HANNO SEGNATO LA STORIA DELLA CHIESA.

    A.M.D.G.

    • Eremita scrive:

      Timorato, eccetto ENRICO MACV TEOBALDO MURMEX, non vi sono altri obiettivi ed onesti ed intellettualmente liberi? Che cosa è, un istituto di certificazione?

      • Eremita scrive:

        Per entrare in questo blog, attratti dai bei temi proposti da Tornielli, bisogna armarsi di coraggio, perchè subito si sentono fischiare i proiettili da due parti, quelli dei TdG e quelli dei parabolani ultratradizionalisti. Un fuoco incrociato che mette paura anche ai più temerari.

        • Sal scrive:

          Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Il resto lo fanno gli altri !

          • Mimma scrive:

            @Sal
            Di duro lei ha solo la cervice , come dice Ezechiele!
            Non le fa certo onore il negare spudoratamente lapalissiane dimostrazioni scritturistiche, teologiche e morali solo per il gusto di avallare le sue idiozie geoviste!
            Sarebbe il caso, glielo ripeto io e tanti altri che iniziasse a prendere coscienza della comicità che ha acquisito la sua immaggine….

          • minstrel scrive:

            Diceva così anche John Holmes (una vita per il cinema, una vita per la moto)

            dududaaaa dudududaaaa

        • Teobaldo scrive:

          ma caro Eremita, anche lei adistribuire etichette di ultratradizionalismo? e che cosa intende lei per
          ‘ ultratradizionalista’ ? Qual’è il senso della sua missiva? Non nego che mi ha deluso…. se voleva essere credibile doveva, per forza di cose aggiungere alla lista modernisti, progressisti e gli appartenenti ai movimenti ‘ ecclesiali’ , di stampo new age/ecumenista pancristiano, medjugoriano, pentacostali, carismatici di chiara matrice catara…..

          Non l’ha fatto e con ciò immagino che lei faccia parte di uno dei vari gruppetti, appena citati.

          Ora comprendo il suono/fischio del suo proiettile…

    • Cherubino scrive:

      “presenziare” ?

      E che siamo, allo squadrismo virtuale ?

  75. Antonio scrive:

    @Eremita
    Ha ragione gentilissimo Eremita. Fuochi incrociati di deliri che ormai vogliono monopolizzare il blog Ad usum Delphini. Dialogare in condizioni simili sarebbe come pretendere da un folle che ti faccia un discorso razionale e credibile. Meglio non perdere tempo ulteriormente e lasciarli in balia dei loro stucchevoli e monotoni fanatismi. Lasciamo che il serpente si morda la coda girando e rigirando su se stesso. Alla fine testa e coda si incontreranno nell’autodistruzione definitiva del loro stesso delirio. Dispiace solo per i temi così profondi che di volta in volta il Dottor Tornielli propone è che meriterebbero il dialogo tra persone civili e intelligenti. Ma la logorrea e l’invadenza di certi personaggi che hanno scambiato il blog per una sal del regno o per una succursale dei lefevriani non consente di scambiare sensate e libere discussioni. La saluto cordialmente.

    • Sal scrive:

      @ Antonio
      “Dialogare in condizioni simili sarebbe come pretendere da un folle che ti faccia un discorso razionale e credibile.

      “Non smettiamo dunque di fare ciò che è eccellente, poiché a suo tempo mieteremo se non ci stanchiamo.” (Gal 6.9)

      “In realtà, considerate attentamente colui che ha sopportato tale parlare ostile dei peccatori contro i loro propri interessi, affinché non vi stanchiate e non veniate meno nelle vostre anime.” (Ebrei 12:3)
      Basta avere pazienza.
      11° comandamento:
      “Sopportare pazientemente le persone moleste”
      Ci vuole pazienza come Giobbe !

      • anastasia scrive:

        @Sal
        Infatti la sua logorrea sconclusionata e settaria è talmente insopportabile, che sopportare lei ci varrà un’eternità beata.

        • Mimma scrive:

          @Anastasia
          Tutto coopera al bene di coloro che amano Dio!
          Anche la persecuzione dei troll!

      • Antonio scrive:

        @Sal
        Pro 13,16 La persona avveduta prima di agire riflette,
        lo stolto mette in mostra la sua stupidità.

        • Mimma scrive:

          @Sal
          24La presunzione ha fatto smarrire molti
          e le cattive illusioni hanno fuorviato i loro pensieri.
          “25Se non hai le pupille, tu manchi di luce;
          se ti manca la scienza, non dare consigli.
          26Un cuore ostinato alla fine cadrà nel male,
          chi ama il pericolo in esso si perderà.*
          27Un cuore ostinato sarà oppresso da affanni,
          il peccatore aggiungerà peccato a peccato.
          28Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio,
          perché in lui è radicata la pianta del male.”(Siracide 24-28)

          • Sal scrive:

            @ Mimma
            Ma come ? Lei che è così ligia alla religione cita un apocrifo ?

            “apocrifo” è stato coniato dalle comunità che si servivano di tali testi, erano libri, in opposizione a quelli comuni, pubblici e manifesti, venivano esclusi dalla pubblica lettura liturgica, in quanto <b<ritenuti portatori di tradizioni errate e contrastanti quelle corrette” – Wikipedia.

          • minstrel scrive:

            DEO GRATIA!!!
            Ci fornisca ora il suo canone e l’autorità che segue per stabilire tale canone.
            Perché Siracide sarebbe apocrifo? APOCRIFO PER CHI?!

  76. Simone 2 scrive:

    @ Murmex.
    Occhi aperti? Non credo che gli gnostici emanino un cattivo odore e gli altri profumino di gelsomino, caro Murmex.
    Se fosse così semplice suddividere il mondo in due categorie soltanto, il bene da una parte e il male dall’altra, saremmo tutti in grado di risolvere le tante contraddizioni del vivere, ma questa è e resta una pia illusione.
    Lei ritiene quindi che non risponda a verità ciò che ho scritto e cioè che oggi la maggioranza delle persone non sia più molto interessata alle questioni religiose e sempre meno disponibile a coniugare e a mettere in pratica gli insegnamenti religiosi, dicendo in buona sostanza, che oggi “Dio non fa più mondo”?
    Nulla da eccepire. Il suo come il mio è un modo diverso e altrettanto legittimo di interpretare la realtà, resta tuttavia un piccolo particolare da risolvere: ciò che si ipotizza va possibilmente dimostrato o almeno avvalorato da un ragionamento logico.
    È stato Macv a scrivere, ma non è certo una novità, che da tempo ormai siamo in presenza di un crollo delle vocazioni e di un ateismo pratico nel mondo cosiddetto evoluto, del crollo dei matrimoni religiosi e dell’aumento dei divorzi, del relativismo, della desacralizzazione e delle chiese vuote.
    Che cosa altro dimostra tutto questo se non che oggi “Dio non fa più mondo”?
    La realtà è questa: se sia un bene, un male o come agire per modificarla se ne può discutere, ma non la si può disconoscere.

    • murmex scrive:

      Simone,ha ragione su questo,cioè che il mondo è ormai scristianizzato.Ho reagito un po’ irruentemente perchè il nome del professor Galimberti mi fa venire in mente che (credo,se sbaglio pronta a scusarmi,non conosco a fondo il suo pensiero anche se un tempo lo leggevo)lui e molti altri non siano affatto afflitti da questa scristianizzazione,anzi.Non è del tutto vero il disinteresse verso la religione così come ora viene intesa,cioè sentimento religioso,espressione di un bisogno interiore,infatti proliferano le sette,fenomeni come la new age,ciarlatani e maghi.per non parlare del satanismo.Anche fra i cattolici c’è una enorme confusione,molti,come si evince anche da questo blog,confondono il sentimentalismo con la Fede,virtù teologale,proprio in sintonia con lo spirito modernistico che è dilagato,senza curarsi di istruirsi ed ergendosi anche a maestri.Per questo dico di stare con gli occhi aperti;come diceva S Teresa,non è tempo questo di dar credito a tutti

  77. Sal scrive:

    @ Mimma
    “Di duro lei ha solo la cervice , come dice Ezechiele!
    Non le fa certo onore il negare spudoratamente lapalissiane dimostrazioni scritturistiche, teologiche e morali solo per il gusto di avallare le sue idiozie geoviste!
    Sarebbe il caso, glielo ripeto io e tanti altri che iniziasse a prendere coscienza della comicità che ha acquisito la sua immaggine….”

    Ma così è disubbidiente a quel vangelo che vorrebbe difendere…. “In tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea.” ( 1Cor 14.34-35)

    Ah santa ipocrisia ! Manco fosse un atea !
    “La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo.”(1Tim. 2.11-12)

    p.s. Ma quella sig.ra che parla tanto a Medjugorie, l’avra letto il vangelo ?
    è sconveniente per una donna parlare in assemblea.”
    Mi sa di no !

    • anastasia scrive:

      @Mimma
      Parla tu che dici cose sensatissime e autentiche, che della deficienza di uomini senza cervello nè abbiamo abbastanza. farebbe bene a tacere questo burattino senza cervello.

      • Mimma scrive:

        @Anastasia
        Non c’è molto da dire mia cara!
        Ci ripete da mesi questa manfrina dell’inferiorità della donna fino a farcene venire il disgusto.
        Se anche gli ripetessi ulteriormente che Gesù Cristo non aveva pregiudizi di questo genere credi che me ne darebbe atto?
        Lasciamolo cuocere nel suo brodo!
        E’ l’unica soluzione quella di ignorarlo.
        La pace sia con lui!

      • Sal scrive:

        @ Mimma @ Anastasia
        “Ci ripete da mesi questa manfrina dell’inferiorità della donna fino a farcene venire il disgusto.”

        Non “ripete”, sig.ra Mimma, “ricorda!” E’ il vangelo che lo dice non io.
        “Comunque, essa sarà tenuta in salvo per mezzo del parto, purché rimangano in fede e amore e santificazione insieme a sanità di mente. ( 1Tim 2.15)

        Io sono contento se le donne dicono cose intelligenti e ragionano con cervello, non ….con la passione.

        Forse è a Madgiugorje che non lo sanno, glielo ricordi lei.
        “è sconveniente per una donna parlare in assemblea.”

        • Mimma scrive:

          @Sal
          forse non ha capito che abbiamo capito che tutti hanno capito che lei è un povero testimone di geova manipolato e portatore di una dottrina falsa e degna dell’anticristo. Rifletta invece sulle sue tristi condizioni e sulle contraddizioni della setta di cui lei fa parte.La bethel di New York, la sua fonte d’ispirazione, è davvero una comica di risate. Si diverta pure. E soprattutto, visto che lei è un misogino, non mandate neanche le donne la domenica mattina in giro a rompere le scatole alla gente. Forse torna utile ai suoi correligionari usare le donne solo per arricchirsi con gli hedgefund. Evviva le donne se fanno arriccchire la Wts, vero Sal?

          http://www.roccopoliti.it/?cat=47

          http://www.roccopoliti.it/?cat=44

          http://www.roccopoliti.it/?p=1411

        • minstrel scrive:

          una vita per il cinemaaaa, una vita per la mooootooooo…

  78. Annarita scrive:

    Ho sentito Gibici dire (parlando di omosessuali) che lo Stato non difende nè il diritto a rubare (e qui è tutto un dire visto gli esempi che vengono dai politici) e nemmeno il diritto di uccidere, beh! qui mi par una favola, perchè l’aborto legalizzato non è una legge che tutela l’omicidio premeditato? In quanto alle coppie omosessuali la legge dello Stato presto, sull’onda della Francia e simili, andrà contro la legge di Dio. Poi non lamentiamoci se ci ritroviamo come il Mar Morto, ricordo a chi non lo ricorda, che li dove oggi c’è il Mar Morto prima c’era Sodoma e Gomorra, non mi pare che Dio sia stato molto clemente. Lo Stato non può nè volere, nè tollerare leggi cattive, perchè lo Stato, che poi rappresenta noi, non ha l’immunità sul giudiuzio e la sentenza di Dio, è bene ricordarselo. Prima o poi dovremmo rendere conto a Dio, che ci si creda oppure no.

    • Sal scrive:

      @ Annarita
      “ Prima o poi dovremmo rendere conto a Dio, che ci si creda oppure no.”

      Sebbene mi ritrovo perfettamente d’accordo con il suo commento, lei dimentica che la legge di Dio va osservata non perché Dio punisce i malvagi, come nel caso di Sodoma, ma perché è giusto agire in modo diverso in quanto se ne ricavano benefici.

      Lo stato però è laico e non può imporre la legge divina, ma deve lasciare che ciascun cittadino si regoli come meglio crede. Lo ha fatto anche Dio lasciando il libero arbitrio.

      Per ipotesi, se un malvagio facesse il bene solo perché ha paura o perché costretto dallo stato, a non fare ciò che vorrebbe fare, diventerebbe un giusto o rimarrebbe malvagio ?

      • Annarita scrive:

        Sal concordo che la legge di Dio si deve seguire perchè è giusta e non per paura dell’Inferno, ma siccome oggi molti se ne fregano di cosa sia giusto, perchè la giustizia è divenuta un optional, allora spero che almeno ricordando che Dio un giorno ci giudicherà uno per uno, nessuno esente, ci si rinsavisca. Sal mi dispiace deluderla, ma Dio ci ha resi liberi certo, ma non liberi di far cio che ci pare, ma di fare il Bene, nel senso, che certo noi possiamo rifiutare il Bene, ma ciò non è cosa indifferente, perchè se spendi la vita per conoscere, amare e servire Dio (sommo Bene) riceverai il Paradiso, se invece sprechi la vita a fare ciò che ti aggrada e che va contro i 10 comandamenti mi dispiace, ma la fine non è la stessa. Perciò perchè continuare a raccontare la frottola che lo Stato e i cittadini si devono regolare come credono? Lo Stato, come ogni autorità ha il gravoso dovere, oltre che il diritto di insegnare la Verità e fare leggi buone che la tutelino, il resto sono poco pie illusioni, perchè poi quando ci si brucia il sedere al fuoco eterno, mica ringrazieremo lo Stato ed i liberi cittadini, li malediremo.
        Dunque Sal lo Stato, la Chiesa, la scuola, tu, io e tutti gli altri, devono informarsi, l’ignoranza non è giustificata, devono conoscere Dio e le sue leggi ed uniformarsi, forse inizialmente per timore, ma vedrai che più si conoscerà Dio e più lo si amerà, più ci si renderà conto che il suo giogo non è pesante, molto più pesante quello del demonio e del mondo, che ci vuole sempre efficienti, lavorare anche di domenica, sempre belli, sempre sani, sempre ricchi, sempre pieni di vizi, di voglie, mai contenti, non credi che alla fine seguire il demonio ed il mondo sia stancante?

    • Eremita scrive:

      Ha ragione, Annarita, tutto è cominciato da quando lo stato ha deciso di non più processare e bruciare le streghe o presunte tali (melius abundare, nel dubbio). Avessimo continuato come in quei bei tempi della tradizione, oggi avremmo vocazioni a iosa, chiese piene e papato in ordine.

      • Annarita scrive:

        Beh! Piuttosto che tollerare che vengano ammazzati innocenti, come si tollera senza scrupoli di coscienza oggi, meglio qualche rogo di canaglie impenitenti. Ma a parte le battute, perchè non si può mai dire la verità, senza che lei prenda tutto come un’offesa a suo carico? Cioè per lei è normale che i sodomiti(come li definisce la Bibbia) possano sposarsi e adottare bambini? I bambini, comprendo che per alcuni di voi siano solo bestioline da compagnia, ma secondo il Buon Dio chi scandalizzerà uno solo di quei piccoli è meglio si leghi una macina al collo…etc…etc…Le da fastidio che Dio voglia diversamente da lei? Che non la pensi come lei, la Bonino o Pannella riguardo alle unioni gay, all’aborto, all’eutanasia? E’ forse voler il rogo delle streghe, dire come stanno le cose realmente? O forse il rogo delle streghe lo volete voi buoni di professione, che preferite che il vostro fratello si danni ( rogo eterno) piuttosto che dirgli che è nell’errore? E’ carità la vostra? per me è vigliaccheria bella è buona, siccome temete di essere derisi, di essere contrariati, preferite mettere la maschera che sorride sempre e andate avanti con i vostri slogan sull’amore, sulla pace, che in realtà è solo menefreghismo: alla fine il vero moto dei modernisti è: me ne frego degli altri purchè mi lascino in pace. Eremita lei ha una visione troppo orizzontale della vita, ogni tanto guardi il cieloe si domandi: è questo che Dio vuole? Si ricordi che anche per i presunti gay il fine è conoscere, amare e servire Dio. Dunque la domanda che deve interessare tutti, ogni qualvolta si faccia qualcosa, o si prenda una decisione è: Dio lo vuole?

    • gibici scrive:

      Vuole il cornetto acustico? per l’intelligenza non funziona!
      Comunque ripeto. Lo stato democratico decide a maggioranza. Se non si vogliono approvare certe norme o si cerca di raggiungere una maggioranza o si va in vacanza sul Mar Morto.
      Proponga Lei qualcosa.

      • stefano scrive:

        Penso che Annarita intenda solo dire che una legge dello Stato, anche se approvata a maggioranza, può essere ingiusta. Spero ne convenga. E spero convenga anche sul fatto che l’ingiustizia vada denunciata. Le leggi ingiuste, infatti, provocano o indifferenza al male o rivoluzioni. Sarà bene lavorare per evitare entrambe.

      • Annarita scrive:

        Allora mi scusi, forse lei è un po’ confuso, ma ci crede che esiste Dio e che Dio sia il Dio trino dei cattolici e che questo Dio ci abbia creati e ci abbia dato delle leggi, poche ma buone, che ci abbia redento morendo sulla croce e che abbia stabilito, perchè è Dio e può farlo, che chi lo amerà e servirà in questa vita (una sola, la reincarnazione non avviene) sarà salvo e chi non lo amerà e servirà sarà dannato? Sai cosa se ne fa il Buon Dio della sua maggioranza? Un bel nulla, perchè Dio ci giudicherà uno per uno e hai voglia ad andargli a dire, si ma la maggioranza voleva questo o quello. Dunque se riesce a convincere il Buon Dio che le sue leggi (10 comandamenti) sono buone solo se la maggioranza lo decreta, io posso anche seguirla, ma visto, che sono certa che il Buon Dio ritiene che le sue leggi siano buone a prescindere dalla maggioranza e che pretende che siano rispettate, beh! Mi dispiace al Mar morto andrà lei, io preferisco essere sotto lo stendardo di Gesù e Maria, anche se in minoranza.

        • Annarita scrive:

          La mia risposta era per Gibici.

          • gibici scrive:

            Ad Annarita,
            mi scuso della precedente risposta troppo breve e precipitosa e del fatto che per ragioni indipendenti dalla mia volonta’ non ho seguito il blog negli ultimi giorni.
            Se l’interpretazione di Stefano e’ esatta sono d’accordo con Lei. La democrazia non e’ solo ne’ soprattutto conta delle teste, e’ soprattutto formazione delle teste attraverso la liberta’ di espressione e attraverso il potere educativo di istituzioni come la scuola, la stampa e i moderni mezzi di comunicazione.
            Ma, nonostante la buona volonta’, mi sembra che Lei non si possa ancora ritrovare su questo discorso. Non basta dire a qualcuno se non fai cosi’ vai all’inferno per convincerlo. C’e’ da rsipettare la liberta’ di coscienza che non vuol dire che tutte le opinioni siano rispettabili, ma che a ciascuno deve essere riconosciuta la liberta’ di crescere interiormente secondo la sua coscienza. E anche questo e’ volonta’ di Dio.
            Cosi’ anche e’ volonta’ di Dio chge noi viviamo in societa’ secondo le legi che il Signora ha dato per la societa’. Anche di questo ci verra’ chiesto conto. E tra queste leggi c’e’ anche la regola della benintesa maggioranza. Ma non solo. Riporto un bell’intervento al quale non e’ stato dato sufficiente peso:
            “federica scrive:
            3 maggio 2013 alle 18:20

            … discorso bellissimo sulla tratta delle persone e la schiavitù….ma certo cosa vuoi che sia se la gente muore per 38 euro al mese. Sono più pericolosi i gay !!!! Sono questi pensieri che hanno allontanato sempre di più la gente dalle parrocchie. Buon proseguimento !!!!

            Ci sono obblighi sociali che si sviluppano dal decalogo, ma non sono espliciti, per quanto gravissimi.

  79. Sal scrive:

    Tanto per tornare alle origini…..
    1.Nel Vangelo di Giovanni, quando Gesù incontrò per la prima volta Simone, lo soprannominò Pietro (Kefas) e si rivolse a lui dicendo “Simone figlio di Giovanni”
    It.“Lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)». Giovanni (1,42)
    Lat..”adduxit eum ad Iesum. Intuitus eum Iesus dixit: “ Tu es Simon filius Ioannis; tu vocaberis Cephas ” — quod interpretatur Petrus C.”
    Gr.”ἤγαγεν αὐτὸν πρὸς τὸν Ἰησοῦν. ἐμβλέψας αὐτῷ ὁ Ἰησοῦς εἶπεν, Σὺ εἶ Σίμων ὁ υἱὸς Ἰωάννου: σὺ κληθήσῃ Κηφᾶς {ὃ ἑρμηνεύεται Πέτρος}.]”
    [êgagen auton pros ton Iêsoun. emblepsas autôi ho Iêsous eipen, Su ei Simôn ho huios Iôannou, su klêthêsêi Kêfas, ho hermêneuetai Petros.]

    2.Anche in Giov.21.16 Gesù disse: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami tu?”
    It.“Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Gv. (21,16)
    Lat.“Dicit ei iterum secundo: “ Simon Ioannis, diligis me? ”. Ait illi: “ Etiam, Domine, tu scis quia amo te ”. Dicit ei: “ Pasce oves meas ”.
    Gr.”λέγει αὐτῷ πάλιν δεύτερον, Σίμων Ἰωάννου, ἀγαπᾷς με; λέγει αὐτῷ, Ναί, κύριε, σὺ οἶδας ὅτι φιλῶ σε. λέγει αὐτῷ, Ποίμαινε τὰ πρόβατά μου”
    Gr. [legei autôi palin deuteron, Simôn Iôannou, agapais me? legei autôi, Nai, kurie, su oidas hoti filô se. legei autôi, Poimaine ta probata mou.]”

    Però,…..

    3.Nel vangelo di Matteo (16.17), Gesù si rivolge a Simone chiamandolo “Simone figlio di Giona (*)”
    It.“Felice te, Simone figlio di Giona, perché non te [lo] hanno rivelato la carne e il sangue, ma il Padre mio che è nei cieli.” ( Mt. 16.17)
    (*) Lett. “Bar-Giona”, significa
    “figlio di Giona”dall’(ebr.), Bar-Yohnàh. Bar è parola presa a prestito dall’aram. per “figlio” J17,18,22
    Lt. “Respondens autem Iesus dixit ei: “Beatus es, Simon Bariona, quia caro et sanguis non revelavit tibi sed Pater meus, qui in caelis est.”
    Gr. “ἀποκριθεὶς δὲ ὁ Ἰησοῦς εἶπεν αὐτῷ, Μακάριος εἶ, Σίμων Βαριωνᾶ, ὅτι σὰρξ καὶ αἷμα οὐκ ἀπεκάλυψέν σοι ἀλλ’ ὁ πατήρ μου ὁ ἐν τοῖς οὐρανοῖς.
    Gr.[apokritheis de ho Iêsous eipen autôi, Makarios ei, Simôn Bariôna, hoti sarx kai haima ouk apekalupsen soi all' ho patêr mou ho en tois ouranois.]”
    Gr.Mt.16:17¢pokriqeˆj {replicando} dン {-} Ð „hsoàj {gesù} eヘpen {disse} aÙtù {-}, mak£rioj {beato} eヘ {tu sei}, s…mwn {simone} bariwn© {figlio di giona},

    Quindi le domande sono : Pietro era figlio di Giona o figlio di Giovanni ? e ”Pietro era figlio di Giona o era un rivoluzionario zelota ?
    Perché se invece di “bar-Jona” (figlio di Giona) si leggesse ”barjona”, Pietro diventerebbe ” il terrorista”.

    Simone l’apostolo risulta avere tre appellativi: Bariona, Cananita e Kefas (Mt 16.17; Mt 10.4; ) e Bariona è la traduzione in greco della parola aramaica Barjona, che significa “Partigiano “ o latitante o ricercato.
    Cananites, è la traduzione in greco dell’ebraico “qanana”, che corrisponde a zelota, cioè” rivoluzionario oltranzista”,
    Kefas è l’appellativo che gli fu dato per la sua corporatura muscolosa e massiccia che lo faceva somigliare a una roccia. [...]

    Avrebbe mai Gesù potuto fondare la sua chiesa su un terrorista rivoluzionario ?
    Così i banditi sono stati trasformazione in Santi Apostoli – Perché Pietro girava armato e non esitò a staccare l’orecchio allo schiavo del sacerdote ? ( Mt 26.51)
    Simone Kefas, barjona, cananites, trasformato è diventato Simone Pietro, figlio di Giona o di Giovanni ? nato a Cana.
    L’appellativo barjona che in aramaico, significa “latitante alla macchia”, nelle primissime versioni greche era stato riportato nel suo vero significato con la parola bariona, come nel Novum Testamentum Graece et Latinae, ma fu diviso da alcuni furbetti interessati in due parole, cioè in “bar e iona” affinchè la parola” bar”, che in aramaico significa “figlio”, potesse trasformare il significato di “latitante”, scrivendo “iona” con la lettera maiuscola, in “figlio di Iona”.
    Ma che questa trasformazione sia intenzionalmente fraudolenta lo dimostra il fatto che la parola ”bar”= “figlio di”, la troviamo, soltanto nelle espressioni che si riferiscono a Simone, mentre in tutti gli altri casi è correttamente scritta con la giusta parola greca “uios”, come in Giuseppe figlio di David, Zaccaria figlio di Baracchia, figlio di Abraamo Mt. 1-20; 23-35; Lc.19-9.
    Mt 1:20 taàta {queste cose} dン {ma} aÙtoà {-} ™nqumhqšntoj {aveva nell’ animo} „doÝ {-} ¥ggeloj {un angelo} kur…ou {del signore} kat’ {in} Ônar {sogno} ™f£nh {apparve} aÙtù {gli} lšgwn {dicendo}, „ws¾f {giuseppe} uƒÕj {figlio} dau…d {di davide},

    Mt.23:35 Ópwj {affinché} œlqV {ricada} ™f’ {su di} Øm©j {voi} p©n {tutto} aŒma {il sangue} d…kaion {giusto} ™kcunnÒmenon {sparso} ™pˆ tÁj {sulla} gÁj {terra} ¢pÕ toà {dal} a†matoj {sangue} ¤bel {abele} toà {del} dika…ou {giusto} ›wj {fino} toà {al} a†matoj {sangue} zacar…ou {di zaccaria} uƒoà {figlio} barac…ou {di barachia}

    Lc.19:9 eヘpen {disse} dン {-} prÕj aÙtÕn {gli} Ð „hsoàj {gesù} Óti {-} s»meron {oggi} swthr…a {la salvezza} tù {in} o‡kJ {casa} toÚtJ {questa} ™gšneto {è entrata}, kaqÒti {poiché} kaˆ {anche} aÙtÕj {questo} uƒÕj {figlio} ¢bra£m {d’ abraamo} ™stin {è}:

    Ci si deve chiedere: perché Il testo greco è stato contraffatto sostituendo “uios” con “bar” solo nel caso di Pietro “lo zelota latitante” trasformandolo in “figlio di Giona o di Giovanni “ ? Dato che la parola “Bar” (aramaico) nelle traduzioni latine sparisce per trasformarsi magicamente in “filius” (filius Jonae)

    Così “il terrorista” dalla spada facile, è stato trasformato nel “figlio di Giona o di Giovanni ”ed è diventato il primo apostolo, sul quale, secondo alcuni, Gesù avrebbe edificato la sua chiesa. “<< Tu, Simone [il ricercato nda] (barjiona = bar iona = bar Iona = filius Jonae ) figlio di Giona, [o di Giovanni] ti chiamerai Pietro e su questa pietra [che sono io nda] io edificherò la mia Chiesa>>”
    Frase questa che contiene un’ulteriore contraffazione, che i falsari operarono trasformando il muscoloso Pietro nella “pietra”, su cui è stata simbolicamente edificata la Chiesa. Trasformando il violento zelota “roccioso” Simone, per la sua corporatura massiccia e per quel carattere violento che gli viene attribuito, sia dai documenti apocrifi che dagli stessi vangeli canonici è diventato ” una pietra”.
    Da uomo è diventato donna.

    • Mimma scrive:

      La follia di Sal del regno dilaga incontenibile. Lasciatelo perdere, è da ricoverare.

      • Sal scrive:

        Ma lei che sa tutto, Pietro era figlio di Giona o di Giovanni ?
        Era un traffichino spaccone, rivoluzionario, un satana, ipocrita rinnegatore, bugiardo e fifone ? o Un sant’uomo fedele e timorato ?

    • minstrel scrive:

      San Google fa sapere che queste elaboratissime chincaglierie de la belle époque fanno capo, mischiate un pò qua e un pò là, al compianto Luigi Cascioli h++p://www.luigicascioli.eu/ita_argomenti.php?topic=16 del quale esiste una demolizione fatta, finita e pressoché definitiva del caro Barbaglia.

      http://www.lanuovaregaldi.it/doc/evento/Cascioli.pdf

      Basta taglia incolla Sal, lei spreca tempo, banda web e bytes.

      • Sal scrive:

        @ minstrel
        Luigi Cascioli…Autore del libro autopubblicato La favola di Cristo, ha infatti acquisito notorietà per aver denunciato la Chiesa cattolica di ”«abuso di credulità popolare»” e «sostituzione di persona», la cui vertenza giudiziaria non è stata accolta” E ti pareva ?

        Sarebbe stato interessante invece chiarire chi vende favole non crede ?

        “Egli basa le sue accuse alla Chiesa sui risultati delle proprie ricerche, tendenti a dimostrare che la figura di Gesù sarebbe un artificio cristiano perpetrato nei secoli e fondato sulla figura (letteraria ma a suo dire storica) di Giovanni di Gamala.

        Può leggere su Wikipedia l’iter del procedimento giudiziario fino alla corte Europea per ii diritti dell’uomo si Strasburgo che ha accettato di discutere il suo caso, ma ha dovuto chiudere la pratica per decorrenza dei termini di presentazione della documentazione necessaria.

        “« Se io combatto le religioni non è perché esse sostengono l’idea di un Dio inesistente, ma perché esse fondano su questa chimera una morale basata sulla stagnazione e sul regresso” (Luigi Cascioli)

        “Sebbene nei suoi libri non riporti una precisa bibliografia, Cascioli ha ammesso però (specialmente nelle sue conferenze) di aver preso alcuni spunti da studiosi come Emilio Salsi e da testi come Gesù Cristo non è mai esistito (1904) di Emilio Bossi (1870-1920), laureato in Diritto, nonché da David Donnini, laureato in Chimica e oggi insegnante di fotografia presso un istituto professionale. Alcune delle sue tesi sono riprese dalla tradizionale ricerca razionalista sulla Bibbia, che prese avvio dal filosofo e sacerdote cattolico francese, divenuto segretamente ateo, Jean Meslier (1664-1729); Meslier fu il primo ad identificare la Nazaret biblica con Gamala e non con la Nazaret odierna. Altri autori che Cascioli ha usato molto come fonte sono Giuseppe Flavio, lo storico ebreo-romano dell’epoca dei Flavi, ex combattente giudaico e il filosofo neoplatonico Celso, autore del Discorso veritiero.” – Wikipedia
        La ringrazio per la segnalazione.

      • Sal scrive:

        @ minstrel
        “San Google fa sapere che queste elaboratissime chincaglierie de la belle époque fanno capo, mischiate un pò qua e un pò là, al compianto Luigi Cascioli h**p://www.luigicascioli.eu/ita_argomenti.php?topic=16 del quale esiste una demolizione fatta, finita e pressoché definitiva del caro Barbaglia.”
        Una piccola riflessione distinto sig. MInstrel, se fosse stata provata la tesi di Cascioli, il sig. Barbaglia sarebbe rimasto disoccupato e bisognoso di trovarsi un nuovo datore di lavoro. E’ quindi logico che si sia dato molto da fare per demolire la tesi che lo avrebbe reso disoccupato.
        Al contrario il sig. Cascioli non avrebbe avuto bisogno di un datore di lavoro se avesse perso. Non crede ?

        p.s. ha già finito di dare i voti ?

  80. Sal scrive:

    @ Antonio
    Questa mi era sfuggita. Però merita un approfondimento psichiatrico:

    Antonio scrive: 3 maggio 2013 alle 23:06
    1.“Sempre a Roma Costantino valorizzò le tombe di Pietro e Paolo, incentrando su di esse due basiliche (quella di Paolo era grande un sesto rispetto a quella di Pietro).”

    2. “Quando Costantino si fece seppellire a Costantinopoli tra le tombe dei dodici apostoli,

    Avrà contato male, se Pietro era sepolto a Roma Costantino si sarà fatto seppellire a Costantinopoli fra gli undici apostoli. No ?
    Però, se San Marco è a Venezia ( Si trovava ad Alessandria in Egitto ma nel’828 dopo che l’Egitto fu conquistato dagli arabi, per evitare una probabile distruzione, fu portato a Venezia).
    San Tommaso in India a Malabar. (Anche se alcuni dicono a Ortona – Chieti)
    San Luca è nella Basilica di San Giustina in Padova.
    San Giovanni a Selcuk,vicino l’ antica città di Efeso. (Anche se alcuni dicono in Laterano)
    San Giacomo a Santiago de Campostela in Spagna
    San Bartolomeo nella Basilica di San Bartolomeo all’isola,a Roma,sull’isola tiberina

    Così il conto fa 5. Costantino si è fatto seppellire a Costantinopoli fra i 5 apostoli rimasti.

    Però, se
    S.Andrea – Amalfi Cattedrale e/o Patrasso (Grecia)
    SS. Filippo Giacomo il Minore – Roma,basilica dei SS. Apostoli
    S.Matteo – Salerno,Cattedrale
    S.Simone e Giuda Taddeo – Roma, basilica di S.Pietro
    S. Luca – Padova, Abbazia di S. Giustina
    S. Mattia,che entrò a far parte dei “dodici” dopo la morte di Giuda Iscariota e l’ Ascensione di Gesù – a Padova, Abbazia di S. Giustina

    Costantino si è fatto seppellire a Costantinopoli tutto solo soletto.
    Torna il conto ?

    • Antonio scrive:

      Sal,

      Da vero ignorante non sa leggere,”Costantino di è fatto seppellire a Costantinopoli facendosi portare le reliquie degli apostoli da tutto il mondo”. E reliquie non è il corpo intero ma piccole parti di ossa.

      Com’è bravo a riportare citazioni manipolate, Una vera arte per ignoranti come lei.

      “Le reliquie di Pietro sono inoltre le uniche reliquie scientificamente attestate di un personaggio dell’età apostolica” (Guarducci).

      • Mimma scrive:

        @Sal
        quanto ad approfondimenti e cure psichiatriche vorrei darle io un consiglio molto utile. Si faccia fare un bel consulto al più presto.

        http://www.roccopoliti.it/?p=897

      • Sal scrive:

        @ Antonio
        “Costantino di è fatto seppellire a Costantinopoli facendosi portare le reliquie degli apostoli da tutto il mondo”. E reliquie non è il corpo intero ma piccole parti di ossa.”

        Ah… allora era superstizioso ?

        • Mimma scrive:

          @Sal
          Superstiziosi esattamente come i testimoni di geova che pensano che Dio si sia trasferito alla bethel di New York, non avendo altro da fare. Ma guarda tu questi americani che hanno costruito un grattacielo per Davide che ci deve andare ad abitare. E come mai ha scelto l’america? Ha spedito una lettera al CD della WTS? Altro che superstizioni, balle.

          • Sal scrive:

            @ Mimma
            Ha già bevuto sangue alcolico oltre misura ? Si sente bene ? Non è ora di cena !

          • Mimma scrive:

            No, è lei Sal che si fa ogni giorno e si vede. Chi è il suo pusher? La Bethel? Si vede bene. Dica loro che le loro droghe bruciano il cervello. E’ meglio tornare al sangue di Gesù che dona salvezza e lascia intatta la capacità di riflettere. La sua è già compromessa alla grande. Coraggio. le consiglio una bella comunità di recupero. Ecco l’indirizzo

            http://www.roccopoliti.it/?p=897

      • Sal scrive:

        Magari hanno pure fatto il test del DNA “scientificamente” alle ossa vero ?

        • Mimma scrive:

          @Sal
          Come le ha detto il signor Antonio, il DNA l’hanno fatto al suo cervello e il risultato è terribile: demenza senile precoce. Irrecuperabile.

          • Sal scrive:

            @ Mimma
            Mai che sia in grado di andare oltre gli insulti ed entrare nel merito di qualche argomento ?
            Ha imparato a Madjugorje ? Oltre che dire pregate figli miei il nulla ?
            Ma lo sa che le donne non dovrebbero parlare nella’ssemblea ? Lo dice il Vangelo, ma lei non lo rispetta ?
            E come fa a prendere il sangue alcolico se è in peccato mortale ?

          • Mimma scrive:

            @Sal
            Allo stesso modo come lei si inebria di fumi geovisti deliranti. Quelli sì che sono pericolosi e nefasti. Guardi. E’ meglio che sia lei a tacere perchè ogni volta che parla dice solo cretinate degne del DNA del suo cervello. Non si accorge che lei è diventato il pettegolo del blog. Lei è più che donna, na femminiella pettologona. Quindi taccia.

            http://www.roccopoliti.it/?cat=45

        • Mimma scrive:

          @Sal
          Quanto a fumi alcolici invece pare che voi tdg ne siete avvezzi. E’ una vostra prerogativa. Anche se rifiutate l’alcool test. legga.

          TRENTO. Quando ha visto l’ago della siringa, ha detto di no. Un giovane di 32 anni di Predazzo aveva appena provocato un incidente sulla strada di fondovalle, a Tesero, nei pressi della zona industriale. Era alla guida di un furgone Ford Transit quando, affrontando una curva, ha perso il controllo del mezzo, anche a causa dell’asfalto bagnato e scivoloso, e ha invaso la corsia opposta andando a sbattere contro due vetture. Nell’incidente si ferirono in maniera non grave tutti e tre i conducenti. Furono portati in ambulanza all’ospedale di Cavalese. Erano le 9,30 di mattina del 17 ottobre 2010. A quell’ora era difficile che qualcuno avesse bevuto. I vigili urbani una volta arrivati in ospedale chiesero al conducente del furgone di sottoporsi a un prelievo di sangue per un controllo ematico del tasso di alcol nel sangue. Il giovane conducente del furgone, però, ha opposto il gran rifiuto. Ha spiegato ai vigili urbani che non poteva sottoporsi a nessun prelievo di sangue per ragioni religiose. Agli agenti ha detto che è un testimone di Geova e che, quindi, non poteva accettare il prelievo essendo un esame invasivo. Ha proposto di sottoporsi a un controllo con l’alcoltest con l’etilometro. Ma i vigili urbani in quel momento non avevano a disposizione l’apparecchiatura. Così hanno qualificato l’atteggiamento del giovane come un rifiuto. L’uomo, però, non si è rifiutato di sottoporsi all’esame delle urine per accertare la presenza di droghe. L’esame delle urine è stato negativo. I vigili urbani, però, hanno lo stesso denunciato il giovane per guida in stato di ebbrezza. Infatti, per la legge, il rifiuto di sottoporsi all’alcoltest equivale all’essere in stato di ebbrezza. L’uomo, però, ha subito fatto notare che lui non si era rifiutato. I Testimoni di Geova vietano le trasfusioni di sangue e i prelievi di organi. Ma il giovane ha spiegato che, per estensione, la sua religione vieta anche i prelievi di sangue. Una giustificazione che non è bastata a evitargli al denuncia. In primo grado, il giovane è stato condannato dal giudice di Trento Enrico Borrelli a due mesi e venti giorni di reclusioni convertiti in lavori socialmente utili da svolgere presso il Comune di Moena. Con la conversione, l’imputato ha ottenuto l’estinzione del reato, quindi il fatto non avrebbe ulteriori conseguenze. Il legale dell’uomo, l’avvocato Claudio Tasin, però ha presentato lo stesso ricorso. Per l’uomo, infatti, è una questione di principio. Spiega che il suo non era un rifiuto. Si sarebbe volentieri sottoposto all’alcoltest con l’etilometro e avrebbe dimostrato che non aveva bevuto e che l’incidente era dovuto al fondo stradale scivoloso. Ieri il ricorso è stato discusso davanti alla Corte d’appello che ha confermato la condanna del primo grado. L’avvocato Tasin, però, intende andare fino alla Corte di Cassazione.

          http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2013/05/04/news/testimone-di-geova-rifiuta-l-alcoltest-condannato-1.6992449

  81. Antonio scrive:

    Alla folli degli stolti arisponde la saggezza degli storici.
    Margherita GUARDUCCI
    Sulla roccia di Pietro. Il primato di Roma
    tratto da: 30 Giorni, febbraio 1991, p. 60-65.

    La studiosa che ha scoperto le ossa di Pietro lancia un nuovo libro. Dove illustra tutti gli indizi, i segni, le prove che testimoniano il primato della Chiesa di Roma

    Intervista di Stefania Falasca

    «Ci sono troppe prove storiche per non riconoscerlo: la cattedra di Pietro è il cuore della Chiesa». Margherita Guarducci ne è certa. La nota archeologa, che ha scoperto le reliquie del Principe degli Apostoli e che appena un anno fa aveva pubblicato “La tomba di San Pietro”, ha ora pronto per le stampe un nuovo libro destinato a provocare un’ondata di entusiasmi e di ostilità. Il testo, ancora senza un titolo definitivo, riguarda il Primato della Chiesa di Roma e, come il precedente, uscirà per la Rusconi.
    Carte alla mano, nella sua casa romana, l’autrice in anteprima descrive come ha ricostruito la storia del primato di Roma dalle origini fino al Concilio Vaticano II. Come, avvalendosi di una ricerca pluridisciplinare, ha ripercorso ed analizzato tutte le fonti, gli indizi, le testimonianze, che attestano ed evidenziano l’assoluta unicità e la preminenza di Roma, centro della cristianità e sede della cattedra di Pietro. Accanto a questa ricerca storica, la Guarducci riscopre anche una serie di importanti primati che la Chiesa di Roma possiede. Ma di questi, il più importante rimane quello della reale presenza nella Basilica vaticana dei resti mortali di Pietro. L’Apostolo al quale Cristo affidò il mandato di rappresentarlo in terra, e a cui è perciò legato il primato del Papa e l’autorità di Roma.

    Professoressa, come è nata l’idea di affrontare il primato della Chiesa di Roma?
    Margherita GUARDUCCI: L’idea è nata quasi per caso. Intorno agli anni Settanta, mentre studiavo l’iscrizione sepolcrale di Abercio, un vescovo dell’Asia minore della metà del II secolo. Un’epigrafe greca molto importante per comprendere come già nel II secolo la Chiesa di Roma esercitasse un’autorità riconosciuta anche dai cristiani orientali. Mi occupai in seguito di un passo di Sant’Ireneo contenuto in «Adversus haereses». Pensai allora di fare uno studio sistematico sul tema. Così esaminai tutte le fonti antiche e ho ricostruito attraverso i secoli l’evoluzione storica del primato della Chiesa di Roma. Ai risultati di questo lavoro, che costituiscono la prima parte del libro, segue la serie dei primati. Nell’ultima parte torno invece a riconsiderare la centralità e l’universalità di Roma sede dell’Impero e della Chiesa.

    Un taglio del tutto originale rispetto agli altri studiosi che si sono occupati di questo argomento…
    Margherita GUARDUCCI: Innumerevoli saggi sono stati scritti sul primato di Roma, soprattutto dal punto di vista teologico e giuridico, ma gli studiosi hanno spesso tralasciato di considerare la storia, l’ambiente geografico e la cronologia delle testimonianze. Mancava insomma uno studio che riunisse e raccogliesse elementi, indizi diversi, che considerasse in contemporanea, con l’ausilio di diverse discipline, fonti pagane e cristiane.

    Lei ha parlato di fonti antiche. Quali tra queste considera fondamentali?
    Margherita GUARDUCCI: Ho cominciato dalla più antica, che risale alla fine del primo secolo, subito dopo l’età apostolica, l’«Epistola ai Corinzi» di Clemente I, nella quale il Pontefice, come capo della comunità cristiana, esprime la sua autorità per dirimere le contese manifestatesi a Corinto e rivolge a quei cristiani parole di ammonimento. Questa epistola venne poi letta per molto tempo a Corinto durante la messa domenicale. C’è poi la famosa introduzione della «Epistola ai Romani» di Ignazio d’Antiochia della prima metà del II secolo, dove la Chiesa di Roma occupa, nel pensiero di Ignazio, un posto preminente rispetto alle altre. E nell’analizzare i passi di Abercio e di Ireneo della seconda metà del II secolo, che sono basilari e che documentano il riconoscimento di Roma come centro della Chiesa universale, ho considerato anche altre voci e documenti dello stesso periodo. E così via via fino alla metà del terzo secolo, fino ad Origene, dopo il quale inizia una evoluzione importantissima di questo concetto: dalla comunità di Roma, l’esercizio del primato si sposta e s’incentra sulla persona, sulla figura fisica del Papa.

    Accennava alla iscrizione di Abercio della metà del II secolo. Perché è così importante?
    Margherita GUARDUCCI: Questo epigramma iscritto su un’ara sepolcrale collocabile fra il 170 e il 200 circa, ora conservato nei Musei vaticani, fu dettato dallo stesso Abercio dopo il rientro dal suo viaggio a Roma. È la regina delle iscrizioni greche cristiane e attesta che già da allora alla Chiesa di Roma veniva ampiamente riconosciuto il primato. Eppure fra i moltissimi studiosi che da quasi un secolo hanno preso in esame questi versi, nessuno ha messo nel giusto rilievo le notizie che essi ci danno ai fini del plurisecolare problema della preminenza di Roma. Il linguaggio, secondo il gusto dell’epoca, è ambiguo; nella lunga iscrizione infatti il vescovo si definisce «discepolo di un pastore puro che pasce greggi su monti e pianure» che gli «insegnò scritture degne di fede» e lo «inviò a Roma per contemplare un regno e vedere una regina dalle auree vesti e dagli aurei calzari» e là «vide un popolo avente uno splendido sigillo». Molti non hanno riconosciuto che Abercio si riferiva all’autorità della Chiesa di Roma. È naturale però che un documento come questo fosse troppo importante ai fini del primato di Roma per non suscitare scalpore e anche ostilità contro l’esegesi cristiana. L’iscrizione venne allora spesso interpretata in chiave pagana. Ma riesce veramente difficile pensare che il lungo e faticoso viaggio da Hieropolis a Roma (che Abercio afferma essergli stato comandato da Cristo e che quindi per obbedienza egli intraprende), abbia avuto il solo scopo di far conoscere al vescovo anatolico gli splendori del regno imperiale, la bellezza della reggia del Palatino o la mole del Colosseo. Abercio è venuto a Roma per vedere il regno e la Chiesa di Cristo.

    Anche gli altri cristiani contemporanei ad Abercio consideravano allo stesso modo la Chiesa di Roma?
    Margherita GUARDUCCI: Abercio, vedendo a Roma il regno di Cristo e la sua Chiesa, «splendida regina vestita d’oro», non disse una cosa nuova per quei tempi, ma dette soltanto forma poetica ad un concetto che nel II secolo era già largamente diffuso. Basterebbero a provarlo i viaggi che i cristiani più insigni e persino eretici fecero a Roma, vuoi col semplice scopo di andare a conoscere quella Chiesa famosa, nata dal martirio di Pietro e Paolo, vuoi per chiedere direttive e consigli o per portare ad essa le proprie lagnanze o le proprie difese. Così, intorno alla metà del II secolo, Giustino, pagano palestinese convertitosi al cristianesimo, da Efeso venne e si stabilì a Roma dove tenne scuola e morì martire. Così Policarpo, vescovo di Smirne, che, quasi ottantenne, intorno al 155 affrontò il viaggio a Roma per incontrare papa Aniceto. E l’elenco potrebbe continuare.

    Ma da cosa dipendeva l’effettiva preminenza per cui la Chiesa di Roma s’imponeva attirando a sé da ogni parte le personalità cristiane più significative?
    Margherita GUARDUCCI: Alcuni hanno voluto riconoscere come unica, o almeno principale causa di questo fenomeno, la potenza politica di Roma: è naturale che la comunità cristiana residente nella capitale dell’Impero godesse di una speciale considerazione. Ma questa spiegazione non è troppo convincente. Se per ipotesi si volesse accettarla non si riuscirebbe infatti a capire nell’epigrafe di Abercio perché il viaggio a Roma venga comandato al vescovo di Hieropolis dallo stesso Cristo. La chiave per comprendere i veri motivi della preminenza della Chiesa di Roma si trova a mio giudizio nel famoso passo di Ireneo («Adversus haereses» III 3, 1-2). Un passo su cui da quattro secoli si discute e si versano fiumi d’inchiostro.

    Si spieghi.
    Margherita GUARDUCCI: In questo scritto Ireneo afferma che ad ogni uomo è possibile riconoscere la genuina tradizione della Chiesa e che egli potrebbe enumerare i vescovi stabiliti dagli apostoli nelle singole chiese e i rispettivi successori fino a quel momento, ma poiché sarebbe molto lungo enumerare le successioni di tutte le chiese egli dice: «Occupiamoci della Chiesa ‘maxima’ e ‘antiquissima nota a tutti, fondata e stabilita a Roma dai gloriosissimi apostoli Pietro e Paolo». Molti commentatori interpretarono i due aggettivi attribuiti alla Chiesa di Roma ‘maxima’ e ‘antiquissima’ come superlativi assoluti: «grandissima» e «antichissima», negando così l’esistere, nell’attestazione di Ireneo, del primato della Chiesa di Roma. Come ho invece cercato di dimostrare, i termini vanno interpretati come superlativi relativi, non assoluti. Per quanto riguarda ‘maxima’, «la più grande», ho fatto notare che il significato è facilmente comprensibile, se si pensa che la Chiesa di Roma era ai tempi di Ireneo (e anche prima) incontestabilmente la più grande. Per quanto riguarda invece il termine ‘antiquissima’ si deve considerare che in latino l’aggettivo ‘antiquus’ acquista molte volte, accanto al significato di «antico» in senso temporale, anche quello di «venerando», «degno di rispetto e di lode» e perciò «importante». Così Ireneo definisce la Chiesa di Roma «più grande e più importante» perché per il santo vescovo questa Chiesa ha il privilegio unico di aver avuto la presenza di ambedue quei grandi Apostoli e di conservarne le tombe. E merito della Chiesa di Roma, oltre a quello di essere universalmente nota, è quello di essere stata eccelsa nella fede. Su questi motivi si basa dunque la ‘potentior principalitas’ della Chiesa romana e proprio per questa preminenza è necessario per Ireneo che ad essa faccia capo ogni Chiesa.

    Cos’era per Ireneo l’universalità della Chiesa di Roma?
    Margherita GUARDUCCI: Il pensiero di Ireneo è espresso dalle parole: ‘in qua semper ab his qui sunt undique conservata est ea quae est ab apostolis traditio’, che letteralmente significa: «Ad essa nella quale da coloro che da ogni parte provengono fu sempre conservata la tradizione che discende dagli apostoli» ed a questa affermazione Ireneo fa seguire la lista dei vescovi di Roma succedutisi sulla cattedra di Pietro fino a quel momento e di cui solamente quattro sono romani. È in queste parole, per secoli oggetto di dispute, che si scorge il senso di universalità della Chiesa di Roma. Ireneo infatti vuol dire che fin dall’inizio della propagazione del cristianesimo (semper) i fedeli venuti a Roma da ogni parte del mondo (undique) vi hanno (insieme) conservato la tradizione apostolica (ea quae est ab apostolis traditio). In altre parole i fedeli di tutto il mondo che convengono nella Chiesa romana, la quale conserva e trasmette la genuina tradizione apostolica, incorporandosi in essa, fanno sì che in questa Chiesa siano rappresentate tutte le chiese e che perciò nella testimonianza e nell’autorità della Chiesa di Roma trovano possibilità di testimonianza e autorità tutte le altre. Per cui, alla Chiesa romana Ireneo attribuisce una più autorevole preminenza non soltanto per grandezza, fama, nobiltà di fondazione, eccezionale saldezza nella fede, ma anche perché è sintesi di tutte le chiese. Strenuo difensore dell’unità della Chiesa, Ireneo concepisce la Chiesa di Roma centro visibile di quella Chiesa universale che abbraccia tutte le chiese sparse per il mondo «come un corpo solo, un’anima sola, come un solo cuore». E in questo studio del pensiero di Ireneo riguardo all’universalità della Chiesa romana sono ricorsa, per una ulteriore chiarificazione, anche ad un confronto, mai tentato fino ad oggi, con fonti pagane che parlano della universalità di Roma.

    In che modo ricorre a questo confronto e quali sono le fonti pagane?
    Margherita GUARDUCCI: Il pensiero di Ireneo riguardo all’universalità di Roma si semplifica se si accostano le sue parole a quelle di autori non cristiani che parlano dell’universalità di Roma, perché l’universalità della Chiesa di Roma riconosciuta da Ireneo, presuppone l’universalità di Roma stessa, che ne è per lui provvidenziale fondamento. E l’universalità di Roma era, ai quei tempi, una certezza indiscutibile. La capitale dell’Impero veniva considerata patria di tutte le genti, madre comune del diritto, città sovrana in cui tutte le città si compendiavano. E per comprendere quanto diffusi fossero questi pensieri nell’età imperiale basta citare Ovidio, in «Fasti II», dove dice che «Roma è una città che per confine ha lo stesso confine del mondo», o Lucano, in «Bellum civile I», che la definisce «una città universale dove è contenuto tutto il genere umano». E interessanti sono anche le testimonianze greche del II secolo. Come quella di Ateneo, che chiama Roma «popolo del mondo» e «compendio del mondo, in cui è perciò possibile vedere costituite insieme tutte le città», o quella di Elio Aristide, concittadino di Ireneo, che nel suo «Encomio di Roma» tocca il tema della universalità dell’Urbe varie volte.
    La costante omissione di un tale confronto da parte dei commentatori di Ireneo è stata, io penso, la causa principale per cui non si è riusciti a comprendere fino in fondo il pensiero dello scrittore cristiano.

    Nella seconda parte del libro lei parla dei primati di Roma. In che cosa consistono?
    Margherita GUARDUCCI: Durante la preparazione del libro mi sono accorta che stranamente, provvidenzialmente, esistevano a Roma dei primati unici al mondo. E tutto questo non è un caso. Roma possiede la chiesa ufficiale più antica, che è la basilica di San Giovanni in Laterano, la madre di tutte le chiese. A Roma c’è il più antico ritratto di Cristo a Santa Domitilla. La più antica icona della Madonna, ora nella chiesa di Santa Francesca Romana e su cui ho già pubblicato uno studio. E’ una storia straordinaria quella di questa icona, che unisce Oriente e Occidente e che si credeva persa, ma che miracolosamente invece sopravvive. Poi ci sono la statua di San Pietro nella Basilica vaticana e le sue reliquie, una vicenda drammatica questa, su cui si alternano luci ed ombre. Ma una delle ombre più inquietanti è l’atteggiamento di certi uomini di Chiesa che vogliono minimizzare e talvolta annullare la presenza di Pietro nella Chiesa di Roma. Le reliquie di Pietro sono inoltre le uniche reliquie scientificamente attestate di un personaggio dell’età apostolica.

    Lei sostiene che la statua di San Pietro in Vaticano sia la più antica statua cristiana che si conosca. Ma non è stato recentemente accertato che è tardo-medioevale?
    Margherita GUARDUCCI: Assolutamente no. La statua bronzea di San Pietro, come pure dimostrerò in uno studio che sarà edito dal Poligrafico dello Stato, dal titolo «San Pietro e Sant’Ippolito (Storia di statue famose in Vaticano)», è del V-VI secolo, e non può quindi nella maniera più assoluta essere di Arnolfo di Cambio. Si sa bene, oltretutto, quanto siano incerti e inattendibili, soprattutto in questo caso, gli esami di termoluminazione condotti recentemente sulla statua. E la studiosa Angiola Maria Romanini continua imperterrita a non tener conto di certezze inoppugnabili. La statua infatti, prima di essere messa all’interno della Basilica, si trovava nel monastero di San Martino. Quelli che attribuiscono l’opera ad Arnolfo di Cambio (sec. XIII-XIV) hanno cercato in tutti i modi di dimostrare che nell’età in cui Arnolfo risiedeva a Roma, il monastero c’era. Ma c’è una prova certa in un documento che ho recentemente scoperto, il quale dimostra che quel monastero, quando Arnolfo era a Roma, non esisteva più. Questa statua, inoltre, ha un importante valore perché attesta come la venerazione di Pietro sia molto antica.

    Nell’ultima parte del libro lei riprende la questione dell’universalità del primato di Roma, ma perché proprio Roma e non, ad esempio, Gerusalemme?
    Margherita GUARDUCCI: Gerusalemme è stato il luogo che ha visto nascere il cristianesimo. Ireneo stesso infatti considera la Chiesa di Gerusalemme «inizio di tutte le chiese», ma non poteva dare la prerogativa di preminenza, per le ragioni che prima ho spiegato, alla Chiesa di Gerusalemme. E poi, per estendersi in tutto il mondo, il cristianesimo non poteva non giungere a Roma, al centro dell’impero universale. A Roma ha trovato la lingua, le vie di comunicazione, l’organizzazione; l’Impero è stato il veicolo per raggiungere tutto l’orbe allora conosciuto. A Roma ha trovato l’universalità e ha dato a questa città una vitalità perenne nella Chiesa fondata sulla cattedra di Pietro. Così, grande e meravigliosa cosa fu la venuta di Pietro e Paolo, che portarono a Roma la sede della Chiesa. E grande la sua universalità, una garanzia di indipendenza e di non unilateralità.

    Lei parla di un disegno provvidenziale in tutto questo…
    Margherita GUARDUCCI: In questa ricerca mi sono sorpresa io stessa di quante corrispondenze, segni, indizi, testimonianze, prove vi fossero, anche nella predestinazione di Roma, che da piccolo borgo di pastori diventa capitale di un impero destinato ad accogliere fino alla fine dei secoli il custode perenne della fede di Cristo. Per questo nella conclusione faccio un accenno critico al falso ecumenismo che si è diffuso nella Chiesa dal Concilio Vaticano II in poi. Di fronte all’assoluto, irripetibile, eccezionale avvenimento di Cristo e all’assoluta unicità della sua Chiesa, non si può mettere il cristianesimo sul piano delle religioni e, credo, non si possa parlare di dialogo dimenticando di riconoscere il semplice dato storico della sua unicità.

    • Sal scrive:

      @ Antonio
      Ma questa lenzuolata non l’aveva già postata ?
      Cos’è ha paura che mi sia sfuggita ?

      • minstrel scrive:

        No, no, ci è sfuggita la sua controreplica puntuale punto per punto.

        • Squilpa scrive:

          L’idea che una provvidenza misteriosa avesse predisposto tutti gli eventi, punto per punto, lungo l’arco di migliaia di anni (compreso l’impero di Roma) per creare le migliori condizioni necessarie all’affermarsi del cristianesimo è un’idea medioevale, ingenua e sommaria.
          E’ una interpretazione storiografica risibile e VUOLE presupporre ad ogni costo una regia, finalizzata alla tranquillizzazione di quelli a cui piace sentirsi affidati a Qualcuno o Qualcosa di superiore.
          Naturalmente, non vi sono prove possibili per questa forzatura interpretativa.
          Ed è una fortuna, per un eventuale Dio : non pare,infatti, che questo Disegno abbia fatto una buona riuscita….

        • Sal scrive:

          @ Minstrel,
          Ricambio la cortesia. Chissà he non riesca a cavarne qualcosa di buono.
          Stia bene.
          http://laveritasullareligionecristiana.blogspot.it/

          • Mimma scrive:

            C’è forse qualche verità dolorosa che Sal dovrebbe scoprire. L’inganno dei tdg.
            http://www.roccopoliti.it/?p=1411

          • minstrel scrive:

            Uno che mette in prima linea libri di Jossa, Ehrman insieme a Cascioli e Donnini temo manchi delle premesse necessarie per una riflessione seria del fenomeno.
            Ma per una risata c’è sempre tempo, grazie della segnalazione; domani ci faccio un giro su questo otto volante impazzito!

            Intanto vado a letto con il sorriso vah! Olè!
            … una vita per la moootoooo…

          • minstrel scrive:

            Resta inteso: i primi due nomi sono luminari con loro idee, i secondi due sono “tenebrari” con idee pigliate da qualcun’altro e quasi sempre capite in modo – diciamo così – particolare. (vedasi la nota 1 del documento di Barbaglia sul libro del Cascioli, pace all’anima sua).

          • minstrel scrive:

            E concludo così: il Cristianesimo non è una passeggiata con un extraterrestre e se il signore in questione avesse azzardato un vero approfondimento sarebbe anche potuto capitare in una lettura simile che demolisce chi su questa cosa “ci gioca” e di conseguenza chi la prende “come buona senza se e senza ma”.

            “che enfasi ridicola accompagna questa strana teologia dell’evento, quando diventa omelia.
            «Dio.., colui che è da sempre,… l’eterno,… irrompe nella storia; si fa uno di noi e cammina accanto a noi…».
            Mentre pronunciava queste parole, il predicatore che ho ascoltato teneva gli occhi chiusi, la testa rivolta verso l’alto e soppesava quello che diceva con paus.e che volevano significare l’importanza e la solennità del suo dire.
            Eh sì, quanta ispirazione ci vuole per dire delle corbellerie!
            O comunque ci vuole del gran coraggio per spacciare come ispirate delle sciocchezze.
            Stando a questa sontuosa descrizione, l’essenza del Cristianesimo si risolverebbe in una passeggiata con un extraterrestre, camuffato da uomo, dopo che è precipitato sulla terra.
            [...]
            Perché sono delle corbellerie? E presto detto.
            Per prima cosa, Dio è certamente eterno, anzi è la stessa eternità, ma questo non è mica sinonimo di essere da sempre e per sempre. Eterno non è ciò che non ha principio né fine perché ha una durata interminabile. A questa condizione anche il tempo sarebbe eterno: una durata infinita di istanti successivi.
            Ma l’eternità non è il tempo. Non la si misura allo stesso modo. La durata dell’eterno è un istante insuccessivo, cioè assolutamente permanente. L’eternità è tutta insieme in un istante, non è da sempre e per sempre come se fosse estesa all’infinito in modo indeterminato.
            Per favore, non cominciamo a fantasticare un Dio con la barba e i capelli bianchi alla Matusalemme!
            In secondo luogo, Dio non irrompe nella storia, perché non irrompe da nessuna parte [...] perché, in forza della presenza di immensità, è ovunque. Così il sempre successivo del tempo è permeato da sempre dalla presenza insuccessiva di Dio.
            In terzo luogo, Dio non può proprio farsi uno di noi, perché Dio non può farsi proprio un bel niente. Dio non può mutare, divenire: quindi non può farsi o divenire l’altro da sé.
            Un Dio che cambia non è Dio. Se cambiasse, ciò dipenderebbe o dall’acquisire qualcosa o dal perdere qualcosa. Nell’uno, come nell’altro caso, Dio sarebbe o prima o dopo mancante di qualcosa: non sarebbe cioè l’assoluta perfezione, alla quale – appunto – non manca assolutamente nulla.
            In quarto luogo – ma si tratta di una conseguenza -, Dio non cammina accanto a noi, perché non può divenire (camminare) e non può esserci accanto, visto che è in noi, come in ogni cosa, per la sua presenza di immensità.
            Come sono stanco di sentire quelle fanfaronate contrabbandate per esigenze di linguaggio pastorale, quando invece sono il velo pietoso che nasconde l’ignoranza o l’insufficienza di un prete.
            Non riesco più a trattenermi perché sento che si tratta di un tradimento. Anche mio, se sto zitto.
            La cosa tragica è che se le cose stessero in quei termini, se il Cristianesimo fosse davvero quella “passeggiata con l’extraterrestre”, io mi tirerei fuori dalla comitiva.”

            Barzaghi, Giuseppe, Soliloqui sul divino, Bologna, Edizioni Studio Domenicano, 1997, pag. 12

  82. Bortignon scrive:

    Riconosciamo volentieri il primato della chiesa di Roma : è un primato indubbio, pastorale, morale, dottrinale ed anche politico.
    E come sarebbe, se no, l’Italia ridotta in queste condizioni ?

  83. Andre scrive:

    Per tornare al tema del post, va ricordato che Benedetto, dal punto di vista ecclesiologico, é vescovo emerito di Roma,come lo ha chiamato lo stesso Papa Francesco. Papa emerito non vuol dire assolutamente nulla. Chiunque in Vaticano ha proposto di chiamarlo, o ha iniziato a chiamarlo così, ha semplicemente sbagliato. Qualsiasi professore di ecclesiologia o diritto canonico lo può tranquillamente confermare.

    • macv scrive:

      Guarda Andre che è stato lo stesso Benedetto XVI a decidere che si sarebbe chiamato così, e lo ha deciso quando era ancora Papa, quindi con piena autorità, così come è stato lui a decidere di risiedere in Vaticano.
      Non facciamo di Benedetto un Re Lear , viprego!!!!
      Per chi non conoscesse la trama della tragedia di Shakespeare, Re Lear è un vecchio re che, stanco, abdica in favore delle figlie, e che chiede solo per se un scorta di 50 cavalieri e di poter abitare a turno nei castelli delle tre figlie.. Come è facile immaginare una volta avuto il potere le figlie, non sopportano neppure più la vista del vecchio padre, gli negano la sorta e pure l’ospitalità.. il poveraccio va errando come un mendicante assistito solo dal suo “Fool” dal suo fido Buffone.. Non facciamo ripeto di Benedetto un tragico Re Lear, lasciamogli le sue insegne , il diritto di chiamarsi Papa emerito di stare in Vaticano, lo so che da’ fastidio, e che molti vorrebbero che scomparisse nel nulla , ma pensate a quanti altre cose ha rinunciato, e non negategli almeno questi piccoli segni di reverenza!

  84. Iva scrive:

    ma guarda un po’: mentre scriveveo il mio commento circa il neo-umanesimo ANTI-CRISTICO, non mi ero accorta dell’acchiacciante proposta “didattica” della neo-convertita (?) Mimma , che propone il “verbo” di un guru neo-umanista come fosse maestro di fede simil-cristiana, parlando di fraternità universale!
    è allucinante constatare su quale spaventosa IGNORANZA siano fiorite le cosiddette conversioni degli ex figli dei fiori ’68ini (o giù di lì), che sono approdati dal sinistrismo d’ogni tinta ai movimenti ecclesiali conciliari, perfetta espressione del PLURALISMO RELATIVISTA: dalla padella nella brace !
    essi hanno gradito molto l’anarchia dottrinale regnante nella Chiesa dagli anni ’70, e ci credo che sono entrati volentieri nella neo-religione catto-moderna, dove si crede di tutto e di più…..tutti allegramente lanciati verso L’INDIFFERENTISMO MASSO-MONDIALISTA, come pecore cieche appresso a cento maestri di dottrine falsificatrici del Vangelo, con la scusa della fraternità universale !
    complimenti ai grandi illusi, che credono di evangelizzare i geovisti del blog.
    Ecco perchè condannano senza pietà i cattolici che seguono la retta dottrina: essi la odiano, ancora adesso che si dichiarano “convertiti” alla Chiesa: ma di quale Chiesa e di quale fede stanno parlando ? ah già….di quella conciliare, che, ovviamente non è più cattolica nel vero senso della parola, ma è palesemente alterata da 47 anni di lavaggio mentale delle masse in senso pentecostal-sentimentale, SOGGETTIVISTA e di fatto protestante, operato dal regime modernista ben insediato “in alti seggi”. Altro che conversione !
    Il regime ha funzionato alla grande con la sua subdola ALTERAZIONE del linguaggio, cambiando, per PRASSI imposte, i significati delle parole chiave di uso comune, nelle catechesi fuorvianti, al seguito delle nuove teologie “evoluzioniste” circa la Verità.
    Ciò mi ha confermato immediatamente quel che dicevo in risposta ad Annarita:
    il NEOUMANESIMO che sta entrando trionfalmente nella Chiesa, senza più ostacoli = correzioni di eresie, (che il cv2 volle abolire, scegliendo la SOLA misericordia con l’errore) per stravolgere il Vangelo e i dogmi, è essenzialmente preparatore dell’anticristo che arriverà, tra non molto.
    Le coscienze di milioni di poveri ingenui, accecate progressivamente da false dottrine e traviate da pastori ciechi, sono già pronte a riceverlo, non conoscendo affatto chi sia veramente Nostro Signore Gesù Cristo, presentato in forme sempre più falsificanti, rispetto alla Dottrina perenne.

    • Cherubino scrive:

      Ma che c’azzecca il nuovo umanesimo umanista con il Concilio Vaticano II ?

      Certo che per voi tutto fa brodo per prendervela con il Concilio !
      Guardi, mio figlio è andato male all’interrogazione: tutta colpa del Concilio Vaticano II.
      Quest’anno la primavera tarda a venire (in Lombardia): è colpa del Concilio.
      Il Siena non vincerà lo scudetto: è colpa del Concilio.
      Berlusconi vuole presiedere la convenzione per le riforme: è colpa del Concilio.
      Al polo si squagliano i ghiacciai: è colpa del Concilio.
      Sul blog c’ è un sacco di fuori di testa di estrema destra: è colpa del Concilio.
      A no, almeno questo no.

      • Teobaldo scrive:

        Gentile Iva, il bugiardo deve avere buona memoria, altrimenti si rischia di imitare alcuni ospiti ‘appartenenti ai movimenti ‘ecclesiali ‘ …figli dei fiori della nova evangelizzazione postconciliare…..i quali disinvolti e smemorati scrivono, un sacco di bischerate condite da una pseudo fede fai da te, sentimental pop corn (uto) uscita dai movimenti ‘ecclesiali’ che hanno reso l’Una Santa Cattolica Apostolica una barzelletta…. per la gioia dei sempre nemici, che dall’umanesimo in poi, hanno sfornato un sacco di pseudo studiosi, ( in genere protestanti e seguaci della religione ebraica) i quali hanno scritto tante di quelle bestemmie storiche contro l’ Una Santa Cattolica Apostolica, da far accapponare la pelle…..

        Checchè ne dicano questi novi evangelizzati postconciliari, checchè ne facciano dimostrazione di suprema purezza ed innocenza, nonchè strumento necessario ai novi evangelizzati postconciliari….resta sempre il fatto che, i bugiardi devono tenere buona memoria per riuscire a meglio ingannare….devono tenere a mente tutti gli abusi liturgici, negazione dei Dogmi con furbe interpretazioni e manipolazioni varie, i sacrilegi Eucaristici alla neocatecumenale, il riesumare di antiche eresie come il catarismo e il pacristianesimo grazie al CV2 …. in quanto esistono ancora menti sane che, queste verità, le ricordano eccome…malgrado venga loro impedito di ricordarle, usando qualsiasi mezzo, come etichette di sedevacantismo, fascismo, disubbedienti, fondamentalisti etc..etc… che solo i bugiardi

        COLPA DEL CV2? Certamente che si….ma, nonostante questo il bugiardo, che non tiene buona memoria storica …..continuerà a dar impropriamente e logorroicamente mostra di se’, con grossolane e raccappriccianti menzogne e fantaricostruzioni alla umanoilluminista ‘sapere’ ……

        • Cherubino scrive:

          è un vanto ricevere i suoi insulti, ed è pure una prova che noi cattolici siamo nel giusto.

          Lei stia pure nella sua setta simil-protestante, nessuno la obbliga a stare in una Chiesa che disprezza e insulta. Lo so le vorrebbe rubarci il nome di “cattolici” ma per fortuna non può. Se ne faccia una ragione, lei e quello che la ispira.

          • Teobaldo scrive:

            è un vanto ricevere i suoi insulti, ed è pure una prova che noi cattolici siamo nel giusto.

            dice il ‘cherubino’….

            guardi che personalmente non ho insultato nessuno…ho ribadito verità ineludibili che solo persone come lei, abituate a mentire e a negare le evidenze, recepiscono come insulti…segno che per i bugiardi la verità offende….bene, lei non solo è come quel bugiardo che non tiene memoria, ma pure un abile copia incolla di altrui pensieri, segno della sua pochezza e grande debolezza.

            Lei che si vanta di dirsi cattolico…dipende cosa si intende…di certo se intende cattolico apostolico romano, lei non lo è, in quanto il c.a.r. conosce i Dogmi Deposito millenario e ad essi si sottomette, ma se intende il novo evangelizzato pseudo cattolico postconciliare, allora, solo in questo caso può dirsi ‘cattolico’ ma non Apostolicoi Romano…giusto per mettere i puntini SULLE I….

            La differenza tra i veri Cattolici e quelli come lei è di fondamentale importanza, ossia un vero Cattolico apostolico romano, non aderisce ad un movimento ‘ecclesiale’ di stampo cataro come il movimento carismatico, perchè il cattolico apostolico romano, appartenente all’Una Santa Cattolica Apostolica, sa che la Chiesa di Cristo è fondata sul Deposito Tramandato che in gergo si chiama Tradizione, che in soldoni, significa riportare fedelmente ciò che TUTTI I PAPI anteconcilio21° che la Chiesa ci ha donato …

            ma poichè tra questi Papi , vi sono quelli che hanno dichiarato ANATEMA, sia il protestantesimo, sia il catarismo sia il pancristianesimo, ovvio che a lei novoevangelizzato post conciliare, ha tutto l’interesse a dirsi ‘ cattolico’ e dichiarare, non cattolici, coloro che RIFIUTANO e giustamente Magistero Dogmatico alla mano, tale nova evangelizzazione e i movimenti ‘ecclesiali’ rsn, focolarini, nc, cl, etc..etc…

            Quanta debolezza dimostra con il suo quotidiano e logorroico teatrino, postconcilire..

            Il bugiardo per essere credibile deve avere buona memoria…peccato però che anche questo aforisma serva a gran poco, in quanto il bugiardo pur avendo biuona memoria ma se tiena tanta crassa ignoranza, in Magistero Dogmatico, Storia ossia quel minimo necessario di rendere virtuoso anche uno stolto in grado di saper leggere qualche riga…….a poco serviranno gli sforzi….

          • Cherubino scrive:

            lei continua a girare intorno al punto essenziali: se voi rifiutate l’autorità del papa siete fuori dalla Chiesa.
            Ubi Petrus ibi Ecclesia.
            Il resto è solo tanto fumo.

          • Mimma scrive:

            @Teobaldo

            Una volta un giornalista voleva mettere Madre Teresa con le spalle al muro e cercare di strapparle una critica, un’accusa, una lamentela nei riguardi della Chiesa.
            Madre Teresa non cadeva nel tranello.
            Alla fine il giornalista spazientito disse:
            “Possibile che una donna intelligente come lei non trovi una o due cose che vanno urgentemente cambiate nella Chiesa per poterla migliorare?”
            Madre Teresa fece un sorriso e poi, allargando le braccia, disse:
            “Sì, ci sono due cose che vanno urgentemente cambiate, che vanno urgentemente migliorate. Sa quali sono?”.
            “Quali?” disse il giornalista
            convinto di aver strappato finalmente a Madre Teresa una critica.
            Madre Teresa, prontamente, rispose: “
            Le due cose da cambiare urgentemente sono: io e lei. Se noi miglioriamo, migliorerà tutta la Chiesa”.
            E aggiunse:
            “Ho tanto bene da fare ogni giorno. Non ho tempo per le critiche: preferisco impiegarlo per moltiplicare la carità”.
            Vale anche per noi.
            Comincia tu!
            In qualunque situazione ti trovi, con qualunque persona tu debba trattare: comincia tu, ama per primo…
            così come fa il Signore con noi!

    • Cherubino scrive:

      @ mimma

      certo devo ammettere che se l’è andata a cercare. Ma come fa ad andare dietro a quella roba sincretista ?
      L’unica cosa buona di quel Cobos è che a furia di fare parchi fa un pò di bene alle piante. Però mi sembra un pò poco.

      • Mimma scrive:

        @Cherubino
        Io non ho considerato la persona, ma il pensiero.

        • Cherubino scrive:

          si appunto, non mi sembra molto vicino al pensiero cristiano, dato che non si limita ad un discorso etico.

    • Mimma scrive:

      @Iva
      Oh che noia!

  85. Squilpa scrive:

    Codesta Iva pare convinta di sapere, lei, distinguere le dottrine vere da quelle false. E non rammenta che , di dottrine vere, ne nascono ogni secolo, salvo ,poi, tramontare (come tutto).
    Ogni anima è convinta che la dottrina in cui crede sia l’unica vera, ovviamente, ed ogni dottrina ,prima o poi, viene sistematicamente smentita.
    Ogni “verità” non è altro che una menzogna che dura…
    La stessa religione ammette mille varianti e ciò è vero anche all’interno delle medesime fedi, dove ciascuno pensa che il rivoletto ideologico cui aderisce sia la quintessenza della “Verità”.
    Bah….

  86. Antonio scrive:

    Giovanni 21,1-19

    L’apparizione di Gesù sul lago di Tiberiade

    L’ultimo capitolo del vangelo di Giovanni fa seguito al racconto delle apparizioni di Gesù ai discepoli nel Cenacolo (Gv 20), al termine del quale l’autore aveva posto una breve conclusione (20,30-31). Sembrava quindi che il vangelo fosse terminato. Invece viene riportato il racconto di un’ulteriore apparizione del Risorto, questa volta non più a Gerusalemme ma in Galilea. Esso rappresenta quindi un antico frammento della tradizione giovannea, dotato di alcune caratteristiche proprie, che è stato collocato in questo punto dell’opera al momento della sua redazione finale. Il testo, che ha un significato fortemente simbolico, contiene il racconto di un’apparizione di Gesù sul lago di Tiberiade (vv. 1-14), seguita da un dialogo tra il Risorto e Pietro (vv. 15-19). Al termine il redattore finale ha posto una seconda conclusione di tutto il libro (vv. 20-23). La liturgia riprende questo capitolo ad eccezione del brano finale.

    La pesca miracolosa (vv. 1-14)

    Il racconto dell’apparizione di Gesù sul lago di Tiberiade inizia con una introduzione (v. 1) e termina con una conclusione (v. 14) che si richiamano l’una con l’altra. Il racconto comprende due scene: la pesca miracolosa (vv. 2-8) e il pasto dei discepoli con Gesù (vv. 9-13). È probabile che in questo brano la scuola giovannea riprenda l’antica tradizione, attestata dai sinottici, secondo cui le apparizioni del Risorto hanno avuto luogo in Galilea (cfr. Mc 16,7; Mt 28,7.16). Si noti come la scena della pesca miracolosa trovi un parallelo nel terzo vangelo (Lc 5,1-11), dove fa da sfondo alla vocazione dei primi discepoli.

    Nell’introduzione del brano (v. 1) si dice che, «dopo queste cose Gesù si manifestò (ephanerôsen) di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade». Con questa frase il redattore intende raccordare questo episodio con le apparizioni precedentemente narrate, mostrando come esso ne rappresenti il normale sviluppo: nel v. 14 dirà che si tratta della terza apparizione. In realtà nel racconto le precedenti apparizioni del Risorto sembrano totalmente ignorate. Il verbo phaneroô indica una manifestazione trascendente: in Gesù risorto è Dio stesso che si manifesta. L’evento ha luogo sul «mare di Tiberiade», altrove chiamato «Genesaret». Sei dei discepoli di Gesù si recano con Pietro a pescare. Essi sono: Tommaso detto Didimo (cfr. Gv 11,16; 14,5) e Natanaele di Cana di Galilea (cfr. Gv 1,45-51), i figli di Zebedeo (mai nominati nel quarto vangelo) e altri due discepoli anonimi. Essi pescano tutta la notte, ma senza risultato (vv. 2-3). La notte è simbolo dell’assenza di Gesù, luce del mondo: per questo il risultato della pesca è nullo. All’alba appare loro sulla riva Gesù, ma essi non lo riconoscono (v. 4). Egli si rivolge a loro con l’appellativo affettuoso di «ragazzini» (paidia) e chiede se hanno qualcosa da mangiare (v. 5).

    Sentendo che non avevano preso nulla, egli dice loro di gettare la rete, indicando di farlo sul lato destro dell’imbarcazione: questa indicazione di luogo, assente nella versione lucana dell’episodio, serve per sottolineare come la pesca abbondante non sia frutto di casualità, ma dell’intervento di Gesù, che ha indicato lui stesso dove gettare le reti. Essi obbediscono e la rete si riempie di pesci, senza per questo spezzarsi. Allora il discepolo che Gesù amava lo riconosce e dice a Pietro: «È il Signore». Sentito ciò, Pietro si riveste (la tenuta di lavoro piuttosto succinta poteva sembrare indecorosa) si getta in mare e raggiunge Gesù sulla riva. Intanto giungono anche gli altri discepoli trascinando la rete piena di pesci (vv. 6-8).

    Quando arrivano a terra, i discepoli vedono che è già pronto un fuoco con sopra del pesce e del pane. Gesù dice allora di portare un po’ del pesce che hanno appena preso. Pietro, salito sulla barca, porta a terra la rete, nella quale vi sono centocinquantatre grossi pesci. Poi Gesù li invita a mangiare. Nessuno di loro osa chiedergli chi è, perché tutti conoscevano la sua identità. Gesù dà loro del pane e del pesce. Il redattore conclude il racconto sottolineando che si trattava della terza volta in cui Gesù si era manifestato a loro dopo la sua risurrezione dai morti (vv. 9-14; cfr. v. 1).

    Conferimento del primato (vv. 15-23)

    All’apparizione di Gesù sulla riva del lago fa seguito un dialogo tra lui e Pietro: con ogni probabilità si tratta di un brano originariamente autonomo, che solo in un secondo tempo è stato collegato al precedente. Nella prima parte del brano Gesù domanda a Pietro: «Mi ami (agapâis) tu più di costoro?». Pietro risponde: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene (philô)». Gesù allora gli dice: «Pasci i miei agnelli (arnia)». Una seconda volta Gesù gli dice: «Simone di Giovanni, mi ami (agapâis) tu?». Di nuovo Pietro gli risponde: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene (philô)». Gesù allora gli dice: «Pasci le mie pecore (probata)». Per la terza volta Gesù gli dice: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene (phileis)?». Pietro allora rimane addolorato e gli dice: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene (philô)». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore (probata)» (vv. 15-17). Con queste tre domande Gesù dà a Pietro la possibilità di correggere la sua triplice negazione (cfr. 18,17.25.27): non per nulla quando è interrogato per la terza volta Pietro, che certo ha colto nell’insistenza del Maestro un’allusione alla scena della passione, resta addolorato. Non sembra che l’alternarsi dei verbi «amare» (agapaô) e «voler bene» (philô) abbia un particolare significato. A Pietro ormai pentito Gesù conferisce il ruolo di pastore della sua chiesa, o meglio lo associa a sé in questo compito che è e resta il suo anche dopo la sua morte e risurrezione (cfr. 10,14-18). L’alternarsi dei termini «agnelli» (arnia) e «pecore» (probata) ha probabilmente uno scopo puramente stilistico.

    Dopo aver espresso a Pietro la sua decisione di affidargli il ruolo di pastore, Gesù aggiunge: «In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi» (v. 18). L’evangelista aggiunge che «questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio». Il brano era forse originariamente un racconto di vocazione, in quanto le parole di Gesù mettono in luce un cambiamento radicale di vita e un rapporto nuovo che si instaura con un altro, cioè con colui che lo chiama: questa ipotesi è confermata dal fatto che al termine Gesù invita Pietro a seguirlo (v. 19). L’evangelista invece, scrivendo dopo la morte cruenta dell’apostolo, vi ha visto una predizione del suo martirio: è questo infatti il punto d’arrivo a cui conduce non solo la sequela di Cristo, ma anche la condivisione del suo ruolo di pastore. In questa parte del racconto si parla del ruolo di Pietro in termini che richiamano Mt 16,16-19; Lc 22,31-32. In essa potrebbe nascondersi il ricordo di un’apparizione al capo dei dodici, la prima di tutta la serie, di cui ha conservato il ricordo anche Paolo (cfr. 1Cor 15,5; cfr. Lc 24,34).

    Nella seconda parte del brano (vv. 20-23) viene coinvolto nel dialogo tra Gesù e Pietro anche il discepolo che Gesù amava. Pietro chiede a Gesù che cosa sarà di lui, e Gesù gli risponde: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi». L’evangelista osserva che queste parole hanno dato origine alla voce secondo cui il discepolo non sarebbe morto, ma nega che questo fosse in realtà ciò che il Maestro voleva dire. Riaffiora qui il problema del rapporto tra Pietro e il discepolo prediletto: anche questi dovrà certo morire, ma a lui non è riservato il tipo di morte che sarà proprio di Pietro. Ambedue infatti dovranno essere martiri (testimoni) di Cristo, ma in modo diverso: mentre Pietro esprimerà, con la sua morte cruenta, l’amore che lega il credente a Gesù, l’altro discepolo sarà la prova vivente dell’amore che il Maestro ha per coloro che aderiscono a lui.

    Il brano finale (vv. 24-25) contiene una seconda conclusione del vangelo che ricalca 20,30-31. Colui che ha fatto l’aggiunta del c. 21 osserva che il vangelo è stato scritto proprio da quel discepolo che Gesù amava e garantisce la veracità della sua testimonianza. E precisa, come nella prima conclusione, che quanto è scritto nel vangelo è solo una selezione molto limitata di racconti riguardanti ciò che ha fatto Gesù. L’affermazione secondo cui tutti i libri del mondo non basterebbero a contenere il racconto di tutto ciò che ha fatto è chiaramente iperbolica.

    Linee interpretative

    Il racconto dell’apparizione di Gesù sul lago di Tiberiade, diversamente dai precedenti, ha un chiaro carattere ecclesiologico. La narrazione giovannea ha lo scopo non tanto di ricostruire eventi passati o di fare affermazioni dottrinali, quanto piuttosto di mostrare come, sull’esempio dei primi testimoni, sia possibile a tutti giungere alla fede in forza di una esperienza diretta di Cristo. In essa sono espressi in modo simbolico i grandi temi della presenza costante del Risorto nella chiesa mediante i sacramenti e della missione universale. Giovanni vuole mostrare, in forza di un metodo che ha applicato continuamente nel suo vangelo, come le vicende della chiesa nel mondo si radichino nell’esperienza di Gesù e dei suoi discepoli. Ciò che questi hanno sperimentato a contatto con il Maestro si prolunga nelle successive generazioni di discepoli, i quali, ripetendo i gesti trasmessi dai loro progenitori nella fede, fanno anch’essi l’esperienza viva della salvezza portata da Gesù.

    Nella pesca miracolosa viene simboleggiata, come nel brano parallelo di Luca, la missione conferita da Gesù ai discepoli: essi sono inviati nel mondo perché invitino tutti gli uomini ad entrare nel regno, aggregandosi alla chiesa, che ne rappresenta l’anticipazione e il nucleo originario (cfr. la parabola della rete in Mt 13,47-50); il loro successo è assicurato, purché agiscano con Gesù e obbediscano alla sua parola (cfr. 15,5: «Senza di me non potete far nulla»). In questo contesto la grande quantità di pesci raccolti rappresenta il successo della missione Il fatto che la rete non si rompa simboleggia infine l’unità della chiesa (cfr. la veste senza cuciture in 19,24).

    Il numero di pesci catturati è segno dell’universalismo della missione, in quanto sembra che esso corrisponda a quello delle specie di pesci conosciute nell’antichità. Con l’accenno al cibo offerto da Gesù ai discepoli, l’evangelista vuole far comprendere come egli continui a rivelarsi ai credenti nel banchetto eucaristico: è lui infatti che ha distribuito personalmente i pani e i pesci della salvezza (cfr. 6,11) e ancora oggi invita i discepoli alla sua mensa, dove offre loro la sua carne e il suo sangue (cfr. 6,53-58). Sotto questo punto di vista il racconto giovanneo richiama l’episodio dei discepoli di Emmaus, i quali riconoscono Gesù proprio allo spezzar del pane (cfr. Lc 24,13-35).

    L’evangelista mette a confronto il comportamento di Pietro e e quello del discepolo prediletto. Tra i due non esiste contrapposizione, ma diversità di ruoli: a Pietro spetta l’iniziativa della missione (è lui che organizza la pesca e ne raccoglie i frutti, dopo essere stato il primo a correre incontro a Gesù), mentre l’altro discepolo lo precede nella capacità di riconoscere il Signore. Il dialogo tra Gesù e Pietro mette in luce come l’autorità di Gesù resti presente nella comunità dei discepoli mediante i pastori da lui designati, i quali svolgono la loro opera non per orgoglio e ambizione, ma come espressione del loro amore per il Maestro. È probabile che in questo racconto, come quello della visita di Pietro e Giovanni al sepolcro vuoto (20,3-9), l’evangelista voglia precisare il rapporto dialettico che intercorre tra le chiese giovannee, più orientate verso l’esperienza diretta di Cristo guidata dallo Spirito, e quelle petrine, basate sul servizio ministeriale di Pietro. Nella chiesa dovrà essere riconosciuto il ministero di colui che, per il suo amore verso Gesù, diventa suo collaboratore nel ruolo di buon pastore, e spinge la sua dedizione fino a dare la vita per lui; ma parallelamente non deve mancare la testimonianza di colui che, colto dall’amore di Gesù, guida i suoi fratelli ad una conoscenza sempre più profonda della sua persona. In altre parole l’aspetto istituzionale dovrà andare sempre di pari passo con l’esperienza diretta del Maestro, senza della quale la chiesa rischia di diventare un’organizzazione puramente umana.

    Dal sito Nicodemo net.

    • Sal scrive:

      @ Antonio
      Ma il primato lo ha dato a simone figlio di Giovanno o simone figlio di Giona ?

      Domanda di riserva :
      Secondo Luca 2.1-2 Il censimento di Quirinio fu disposto dal governatore romano Publio Sulpicio Quirinio nelle province di Siria e Giudea nel 6 d.C., quando i possedimenti di Erode Archelao passarono sotto diretta amministrazione romana.

      Nel Vangelo di Luca (2,1-2) viene nominato il censimento di Quirinio realizzato “su tutta la terra” dietro ordine dell’imperatore Augusto, in occasione del quale avvenne la nascita di Gesù a Betlemme, al tempo di re Erode (morto nel 4 a.C.).

      Ma se Erode diede l’ordine di uccidere i bambini al di sotto di 2 anni Gesù doveva essere già nato da meno di 2 anni, quindi la l’incipit di Luca 2.1-2 “quando Quirino era governatore della Siria” non torna nel conto.

      Lei come lo spiega ? Ha il magistero, la tradizione e il canone non dovrebbe avere difficoltà a spiegare a un povero ignorante come me. No ?

      • Sal scrive:

        p.s. La differenza è di 10-12 anni 6 dc e 4 ac.
        Gesù sarebbe dovuto essere nato prima del 4 ac morte di Erode forse nel 7-6 ac.

    • Sal scrive:

      Bastava mettere il link no ?

  87. Samanta scrive:

    @Antonio
    Lasci perdere. Al delirio c’è una sola soluzione, la psichiatria. Non si accorge il burattino che di post in post diventa sempre più ridicolo e si contraddice con se stesso. Vada avanti sereno Antonio. Far ragionare i folli è un miracolo che solo Dio può fare. Grazie per le sue belle e interessanti inserzioni di notevole spessore storico e scientifico. Per chi ha il cervello e l’intelligenza per leggerli, naturalmente. Stia bene.

    Samanta

    • Mimma scrive:

      @Antonio
      Chissà se Sal sapesse invece rispondere a queste domande poste da un suo ex confratello nel sito http://babeleoggi.over-blog.it/article-manipolazione-mentale-105270939.html? Aiutiamolo a riflettere.

      Lettera di dissociazione
      Cari fratelli,
      Ormai mi conoscete bene, è da circa 22 anni che faccio parte dell’organizzazione dei testimoni di Geova. Tutti coloro che mi conoscono sanno bene che la mia fede e il mio impegno di cuore, con tutta l’anima per insegnare la parola di Dio e difendere la verità è stato sempre sincero e intenso, di cui anni di ministero a tempo pieno. Per anni ho sempre difeso l’organizzazione di Geova con grande zelo e buonafede.
      Negli ultimi due anni mi sono trovato in situazioni imbarazzanti. Ho ricevuto diverse domande da varie persone, incontrate anche nel ministero, a cui non ho saputo dare risposta nonostante tutto il mio impegno e volontà di trovarle. Parlo di risposte vere, semplici, chiare e senza contorsioni, perché la verità che Gesù Cristo mi ha insegnato deve essere comprensibile anche ai bambini.
      Nell’ultimo incontro con voi che siete il comitato giudiziario contro di me per apostasia, mi è scaturita una domanda, considerata anche la chiara affermazione del presidente di tale comitato il quale ha affermato che in un’immagine del libro “Potete vivere per sempre”. all’interno del fumo che forma l’immagine del profeta Samuele, si nasconderebbe un’immagine non visibile se non girando il libro. Il presidente di questo comitato contro di me per apostasia ha affermato che il volto nascosto è un demonio e ha dato la “sua” spiegazione a tale simbolo non visibile in maniera evidente. Egli ha affermato che ogni immagine stampata dalla Watchtower e ogni simbolo ha uno scopo, un messaggio da comunicare. Allorché io, d’accordo con la logica espressa dal presidente, ho chiesto ai 6 anziani presenti a tale comitato per mia apostasia: “Bene, allora considerato che apostasia non significa fare delle sane e lecite domande, vi chiedo cosa comunica e che scopo ha l’immagine di un capro in un quadretto su un tavolino in una scena familiare? a pag. 244 del libro Potete vivere?”.
      Non ho ricevuto ancora risposta e sinceramente penso non vi sia, ma vi ripeto fratelli che farsi domande non significa apostasia. Gesù mi ha insegnato a “continuare a cercare…” e Paolo ribadisce i concetti di “accertarsi di ogni cosa…” e “continuare a provare se siete nella fede…”.
      Altre di queste domande rimaste senza risposta, con le quali ho combattuto in questo ultimo anno, sono le seguenti, e vi prego di prestarvi attenzione:
      Considerato che La Torre di Guardia 1984 1/11, p.20, dice che è una diceria falsa il fatto che sia stato disassociato un fratello che inseriva immagini di nascosto, perché molti anziani continuano a dare questa falsa risposta?
      Cosa c’è nella mano di Gesù a pag. 159 del libro Rivelazione? Alcuni dicono sia un volto. [link [5]]
      Cosa c’è sulla veste della bambina ritratta a pag. 10 della Torre di Guardia del 1988? [link [6]]
      Cosa c’è sul petto di Abraamo in Svegliatevi!, del 22 maggio 1988 pag. 25? Alcuni dicono sembri un teschio. [link [7]]
      Cosa è quella mano strana che prende lo scettro di Gesù a pag. 52 del libro Rivelazione? Alcuni dicono che sembri proprio una mano demoniaca. Lo è? Se no, cosa è? Cosa posso rispondere a chi me lo chiede in servizio? [link [8]]
      Cosa c’è ritratto sulla spalla dell’uomo nella Torre di Guardia del 15 febbraio 1990 pag. 25? Alcuni dicono “troppe pieghe”, sembra un altro volto brutto. [link [9]]
      Cosa c’è ritratto sulla veste della bambina alla destra di Davide nella Torre di Guardia del 15 dicembre 1992 pag. 8? Alcuni dicono sia un volto demoniaco. Lo è? [link [10]]
      Cosa c’è in mezzo al tronco nel libro di Isaia a pag. 34? Alcuni dicono ci sia una specie di bestia strana, un leone con le corna o qualcosa di simile. [link [11]]
      Cosa significa una lettera “A” sul coccodrillo nella Torre di Guardia del 15 novembre 1994, pag. 18? [link [12]]
      Perché la Watchtower dice di essere stata iscritta all’Onu come ONG solo per fare ricerche nelle biblioteche dell’Onu, quando tali biblioteche sono pubbliche e in centinaia di paesi e non occorre nessuna iscrizione per accedervi? Perché non ha mai informato i fratelli in 9 anni di tale iscrizione? Perché se era del tutto lecita la sua affiliazione la Watchtower ne è uscita? E soprattutto perché ne è uscita solo dopo 2 giorni dall’uscita di un articolo su un quotidiano che la ha smascherata? [link [13]]
      Mi dicono che la società Rand Cam Engine è controllata al 50% dalla Watchtower Society, una organizzazione religiosa… e che tale gruppo societario produce motori a reazione per caccia della Marina (US NAVY). Perché la WT risponde che non sapeva di avere tali azioni quando ogni anno se ne ricevono tanti dollari di dividendi e si compilano tanti moduli anche per pagare le tasse? Come si fa ad avere azioni, dividendi, e dire di non sapere di averle? Come posso spiegarlo a chi me lo chiede? [link [14]]
      La Watchtower Society è l’unica beneficiaria di una società chiamata HM Riley Trust. Gli introiti monetari della HM Riley Trust sono trasferiti nelle casse della Watchtower sottoforma di “donazioni”. Perché la WT riceve introiti da una società che investe in multinazionali del tabacco come Philip Morris? Come rispondere a tali accuse di fronte ai documenti contabili? [link [15]]
      Perché Rutherford, il presidente della WT, scrive a Hitler nel 1933 dichiarando che “l’attuale governo della Germania si era schierato contro gli oppositori… e questa è esattamente la nostra posizione”? Ma Gesù non insegnava la neutralità? Perché egli aggiunge “…Un attento esame dei nostri libri e della nostra letteratura mostrerà chiaramente che gli stessi alti ideali condivisi e promulgati dall’attuale governo nazionale vengono ribaditi e messi in grande risalto nelle nostre pubblicazioni … noi siamo i più accesi sostenitori dei suoi nobili ideali … I nazionalisti [cioè i nazisti, N.d.A.] si sono schierati contro tali ingiustizie ed hanno annunciato che ‘la nostra relazione con Dio è pura e santa’. Giacché la nostra organizzazione condivide pienamente tali giusti principi…”? Perché Rutherford dice di sostenere ideali di un potere malefico come quello nazista? [link [16]]
      Perché alle origini della Watchtower sulle pubblicazioni sono stampati dei simboli della massoneria come la croce e la corona, il disco alato, la grande piramide? [link [17]]
      Perché nel più grande centro massonico di Pittsburgh si trova la tomba di Russell con il monumento in suo onore, una piramide con il simbolo della croce e della corona? [link [18]]
      Perché dall’inizio la Watchtower ha fissato date per la fine del mondo sulle pubblicazioni, come ad esempio 1914, 1925, 1975, ecc., quando il Maestro Gesù ha detto chiaramente che nessuno sa? Deuteronomio 18:20-22 dice che la profezia che non si avvera viene da un profeta falso, come posso rispondere a chi mi chiede una spiegazione? [link [19]]Le domande sono tante e mi hanno privato della pace mentale e soffocato il cuore. Questo mi ha ucciso dentro come voi non potete immaginare. Sono rimasto solo e il mio cuore è stato freddato da tutto questo. Ciò mi sta privando anche degli affetti più importanti della mia vita. Pertanto vi comunico che non volendo creare altro turbamento in voi per la ricerca di risposte a tali domande io non mi sento più di sostenere e tanto meno difendere la verità in cui ho sempre creduto con tutto il cuore e l’anima dando tutto me stesso.Da oggi io vi comunico che mi dissocio formalmente dalla congregazione dei testimoni di Geova non volendo più essere identificato come tale. Nonostante ciò vi confermo tutto il mio affetto e amore incondizionati. L’amore va oltre e vince sempre in me, questa è la mia legge.
      Abbiate pace
      Jonathan Livingston Gandalf
      Nota: i numerosi link riportati non fanno parte della lettera originale ma sono stati aggiunti dal curatore del sito.

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      [6] link: http://www.infotdgeova.it/img/1988.jpg
      [7] link: http://www.infotdgeova.it/img/skroll.jpg
      [8] link: http://www.infotdgeova.it/img/mano2.jpg
      [9] link: http://www.infotdgeova.it/img/manica.jpg
      [10] link: http://www.infotdgeova.it/img/1992.jpg
      [11] link: http://www.infotdgeova.it/img/faccia1.jpg
      [12] link: http://www.infotdgeova.it/img/cocco.jpg
      [13] link: http://www.infotdgeova.it/onu.php
      [14] link: http://www.infotdgeova.it/aereo.php
      [15] link: http://www.infotdgeova.it/morris.php
      [16] link: http://www.infotdgeova.it/storia/dichiarazione.php
      [17] link: http://www.infotdgeova.it/storia/simboli.php
      [18] link: http://www.infotdgeova.it/piramide.php
      [19] link: http://www.infotdgeova.it/profezie/date.php

    • Antonio scrive:

      @Samanta
      Gentilissima e arguta, come sempre. Stia tranquilla, ho capito bene con chi si ha a che fare. Ha ragione lei, al delirio non c’è mai fine. Ahilui! La saluto cordialmente e la ringrazio per il sostegno e la sua vicinanza. La saluto fraternamente.

      • Sal scrive:

        @ Antonio
        Antonio scrive: 3 maggio 2013 alle 23:06
        “Roma era la nuova Babilonia che soggiogava Israele, col suo Nerone pari a un Nabucodonosor.”

        Se vuole farsi una cultura alternativa sulla persecuzione dei cristiani e le prove storiche qui trova abbondante materiale per fare confronti.:

        h**p://www.luigicascioli.eu/ita_argomenti.php
        h**p://it.wikipedia.org/wiki/Persecuzione_dei_cristiani_nell%27impero_romano

        h**p://it.wikipedia.org/wiki/Grande_incendio_di_Roma

        Secondo Tacito, prima sarebbero stati arrestati quanti confessavano e quindi, su denuncia di questi, ne sarebbero stati condannati moltissimi, ma non tanto a causa del crimine dell’incendio, quanto per il loro odio nei confronti del genere umano. (*) Numerose (??) fonti cristiane, attestano che gli apostoli Pietro e Paolo subirono il martirio a Roma proprio in quella persecuzione. benché l’effettiva presenza di entrambi a Roma e il loro martirio siano dibattuti da alcuni storici. … La persecuzione neroniana fu comunque limitata alle mura di Roma.
        (*) Rifiutavano il tipo di vita corrotta in voga.

        Plinio il Giovane (61 -113 ev.) Una delle prove che la Chiesa porta per dimostrare la storicità di Cristo la trae da una lettera che Plinio il Giovane scrisse nel 112 ev.all’Imperatore Traiano quando era governatore della Bitinia e del Ponto:
        “<<È per me un dovere, o Signore, deferire a te tutte le questioni in merito alle quali sono incerto. Chi meglio, infatti, può dirigere la mia titubanza o istruire la mia incompetenza? Non ho mai preso parte ad istruttorie a carico dei cristiani; pertanto non so che cosa e fino a che punto si sia soliti punire o inquisire. Ho anche assai dubitato se si debba tener conto della differenza di anni; se anche i fanciulli della più tenera età vadano trattati diversamente dagli uomini nel pieno del vigore; se si debba concedere grazia in seguito al pentimento; o se a colui che sia stato comunque cristiano non giovi affatto l’aver cessato di esserlo; se vada punito il nome di per se stesso, pur se esente da colpe, oppure le colpe connesse al nome.
        Nel frattempo, coloro che mi venivano deferiti quali cristiani, ho seguiti questa procedura: chiedevo loro se fossero cristiani. Se confessavano, li interrogavo una seconda e una terza volta, minacciandoli di pena capitale; quelli che perseveravano, li ho mandati a morte. Infatti non dubitavo che, qualunque cosa confessassero, dovesse essere punita la loro pertinacia e la loro cocciuta ostinazione… Affermavano inoltre che tutta la loro colpa o errore consisteva nell’esser soliti riunirsi prima dell’alba e intonare a cori alterni un inno a Cristo come se fosse un dio, e obbligarsi con giuramento non a perpetrare qualche delitto ma a non commettere né furti, né frodi, né adulteri, a non mancare alla parola data e a non rifiutare la restituzione di un deposito, qualora ne fossero stati richiesti. Atto ciò, avevano la consuetudine di ritirarsi e riunirsi poi nuovamente per prendere un cibo, ad ogni modo comune e innocente, cosa che cessarono di fare dopo il mio editto nel quale, secondo le tue disposizioni, avevo proibito l’esistenza di sodalizi. Per questo, ancor più ritenni necessario, l’interrogare due ancelle, che erano delle ministre, per sapere quale sfondo di verità ci fosse, ricorrendo pure alla tortura. Non ho trovato nulla al di fuori di una superstizione balorda e smodata.
        Perciò, differita l’istruttoria, mi sono affrettato a richiedere il tuo parere. >>”
        . (Epist. X, 96, 1-9).

        Stia sereno la Verità viene sempre a galla più la spingi a fondo più spinge in altro. E’ come un pallone.

        • minstrel scrive:

          E’ come un pallone gonfio?
          Ah… le cosidette “verità del pallone gonfiato”.

          Lo dicevo io che si sputa addosso.

          • Sal scrive:

            @ Minstrel
            Vebbeh, ha ragione lei. ma Simone era figlio di Giovanni o figlio di Giona ? Era Pietro il terrorista o il Pietro sepolto a Gerusalemme ?

            Dura eh….?
            Dai, meglio ridere coi palloni.

          • minstrel scrive:

            E’ dura si per voi TdG.
            Ma noi ci siamo, quando volete, sempre pronti ad accogliervi – come dice lei – con un sorriso.

  88. Antonio scrive:

    Tacito, pur non dimostrando alcuna simpatia per Nerone, non esita a mostrare il suo disprezzo per la nuova setta dei cristiani, ormai molto numerosa nella stessa Roma, una città che appare – agli occhi di Tacito – cosí degradata che tutte le atrocità e le vergogne vi trovano seguaci. Dalla lettura di questo brano sembra potersi dedurre che ai tempi di Nerone il cristianesimo fosse in qualche modo tollerato (“Furono dunque arrestati dapprima quelli che professavano la dottrina apertamente”) e che alcuni fra i cristiani, di fronte alla minaccia della persecuzione e della morte, abbiano indicato i confratelli che furono arrestati e martirizzati in massa.

    Tacito, Annali, XV, 44, 2-55

    Ma né soccorso umano, né largizione imperatoria, né sacrifizi agli dèi valevano a soffocare la voce infamante che l’incendio fosse stato comandato. Allora, per troncare la diceria, Nerone spacciò per colpevoli e condannò ai tormenti piú raffinati quelli che le loro nefandezze rendevano odiosi e che il volgo chiamava cristiani. Prendevano essi il nome da Cristo, che era stato suppliziato ad opera del procuratore Ponzio Pilato sotto l’impero di Tiberio: e quella funesta superstizione, repressa per breve tempo, riprendeva ora forza non soltanto in Giudea, luogo d’origine di quel male, ma anche in Roma, ove tutte le atrocità e le vergogne confluiscono da ogni parte e trovano seguaci. Furono dunque arrestati dapprima quelli che professavano la dottrina apertamente, poi, su denunzia di costoro, altri in grandissimo numero furono condannati, non tanto come incendiari, quanto come odiatori del genere umano. E quando andavano alla morte si aggiungevano loro gli scherni: si facevano dilaniare dai cani, dopo averli vestiti di pelli ferine, o si inchiodavano su croci, o si dava loro fuoco, perché ardessero a guisa di fiaccole notturne dopo il tramonto del sole. Nerone aveva offerto per tale spettacolo i propri giardini e celebrava giuochi nel circo, frammischiato alla plebe in abito d’auriga, o prendeva parte alle corse, in piedi sul carro. Per questo, sebbene si trattasse di colpevoli che meritavano castighi di una severità non mai veduta, pur nasceva un senso di pietà, in quanto essi morivano per saziare la crudeltà di uno, non per il bene di tutti.

    (Tacito, Annali, a cura di A. Arici, UTET, Torino, 19702, pagg. 888-889)

    http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaT/TACITO_%20NERONE%20PERSECUTORE%20DEI%20C.htm

  89. Antonio scrive:

    La descrizione di Tacito ci informa innanzitutto che a quell’epoca la comunità cristiana di Roma disponeva di un considerevole numero di membri, poiché una ingens multitudo rappresenta certo un numero considerevole. Poi, ci fornisce qualche spunto anche per comprendere quale fosse l’idea della Roma pagana riguardo a questa nuova fede.

    Tacito ci fa notare che i cristiani erano invisi al popolo “a causa delle loro nefandezze”, e che la loro fede era una “esiziale superstitio”; essi sono definiti “rei” e “meritevoli di pene severissime”, accusati di “odio del genere umano”.

    Il cristianesimo era agli occhi dei pagani una superstitio nova, e i cristiani erano dei molitores rerum novarum, perché introducevano un culto e uno stile di vita assai diverso da quello tradizionale. Superstitio non è più, nel linguaggio romano, un sinonimo di religio, ma ne è l’opposto; superstitiones sono quei culti stranieri o innovatori che non corrispondono alla tradizione degli antenati (mos maiorum) e non hanno ricevuto pubblico riconoscimento. Così, fin dall’epoca antica, stabiliva la prescrizione attribuita al re Numa e riportata da Cicerone: “Nessuno abbia proprie divinità nuove o straniere, non riconosciute pubblicamente”3. Superstitiones sono definiti quindi tutti i culti orientali, il cui carattere a lor modo di vedere smodato (immodicus) non può non suscitare una istintiva diffidenza agli occhi del romano colto; non sono esenti da questa accusa il giudaismo e la religione egiziana.

    Il cristianesimo è dunque una superstizione straniera, e per di più dotata dell’eccesso comune ai culti orientali; è una “superstizione nuova”, per cui non gode neppure della caratteristica dell’antichità, che dai Romani veniva sempre guardata con grande rispetto4.

    La colpa dei cristiani è quella riassunta dall’espressione “odio del genere umano”: essi costituivano nella società imperiale un gruppo a sé, estraniato dalla vita pubblica e dalla religiosità comune, che era un elemento di coesione sociale. Il rifiuto di adesione alla religione dello stato era visto come un atto di sovversione politica, esattamente come la tendenza a rifiutare costumi ed istituzioni tradizionali e ad estraniarsi dalla vita pubblica. La stessa accusa era stata rivolta dagli scrittori greci ai Giudei, e il medesimo Tacito la aveva già affibbiata a loro, come ora fa con i Cristiani, tacciandoli di “ostile odio verso tutti gli altri”5. Ma mentre gli Ebrei potevano vantare l’antichità del loro culto, i Cristiani non erano visti altrimenti che come una pianta avulsa dal ceppo giudaico. Negli stessi anni, Plinio il Giovane pare essersi parzialmente ricreduto circa i pregiudizi che derivavano da tal giudizio, come ci indica la lettera che esamineremo più avanti.

    Le poche parole di Tacito riferite a Gesù Cristo, mostrano che egli è ben informato a riguardo, e che la fonte a cui attinse dovette su questo punto essere ottima. Invero si sa che Tacito raccoglie le notizie con molta circospezione, al punto che talora si è potuto con buon esito riconoscere i documenti preesistenti di cui egli si è valso, e in qualche modo stabilire le derivazioni delle notizie riferite. Il fatto che Tacito non usi le classiche espressioni del “sentito dire”, quali ferunt, tradunt (si dice, si racconta) ci fa pensare che egli attingesse a notizie di prima mano.

    Il problema delle fonti delle quali Tacito si è avvalso è un tema ancora aperto, ma la critica ha oramai raggiunto dei risultati assodati6. Innanzitutto Tacito, per la sua posizione politica, aveva accesso agli acta senatus, ovvero i verbali delle sedute del senato romano, e gli acta diurna populi Romani, ovvero gli atti governativi e le notizie su ciò che accadeva giorno per giorno. Egli è comunemente riconosciuto come storico tra i più scrupolosi, come ci attesta anche l’antica testimonianza di Plinio il Giovane che ne loda la diligentia7; Tacito si dedicò infatti con gran diligenza e scrupolo alla raccolta di informazioni e notizie, utilizzando non solo fonti letterarie, ma anche documentarie. Certo anch’egli, come era costume, seguì pure i lavori degli storici precedenti: egli stesso cita le opere di quattro autori, ovvero Plinio il Vecchio, Vipsiano Messalla, Cluvio Rufo e Fabio Rustico. Difficile è però la ricostruzione precisa delle fonti (tutte perdute) usate per ogni singola sezione della sua opera, che erano probabilmente le stesse cui attinsero anche i contemporanei Svetonio e Plutarco, come dimostrano certe concordanze assai precise su alcuni argomenti comuni.

    Si è detto che Plinio il Vecchio (23-79, deceduto mentre osservava l’eruzione del Vesuvio) è una delle fonti esplicitamente citate da Tacito; egli, inoltre, era amico del nipote di lui, Plinio il Giovane, il cui grande legame ci è testimoniato dall’epistolario incorso tra i due.

    Prima di parlare delle guerre giudaiche Tacito ha una digressione sulla Giudea che, nell’insieme, riproduce una descrizione fatta da Plinio il Vecchio nel libro V della sua Naturalis historia8. Ora, sappiamo che Plinio conosceva la Palestina direttamente, in quanto si era colà recato e forse aveva preso parte alla guerra del 70; sappiamo anche che la sua opera più importante ed ambiziosa, alla quale certamente Tacito attinse, fu la perduta A fine Aufidi Bassi, che trattava il periodo tra la fine dell’impero di Claudio e l’ascesa di Vespasiano, e che fu pubblicata postuma dal nipote. Per questo, si è avanzata da alcuni l’ipotesi che Tacito, nel riferire notizie su Gesù, abbia seguito una qualche citazione di Plinio, oggi perduta9; questa congettura, pur essendo assai seducente, deve ancora essere sottoposta a verifica.

    Due analisi di questo passaggio di Tacito da parte dei proff. Marius Lavency e Ludovic Wankenne dell’università di Lovanio sono reperibili in rete, in lingua francese.

    http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2&page=3

    • Sal scrive:

      @ Antonio
      “Tacito, pur non dimostrando alcuna simpatia per Nerone, non esita a mostrare il suo disprezzo per la nuova setta dei cristiani, “

      E perché mai Tacito avrebbe dovuto mostrare “disprezzo” per la nuova setta ?
      Sapeva bene che non erano loro i colpevoli dell’incendio.

      “sebbene si trattasse di colpevoli che meritavano castighi di una severità non mai veduta, pur nasceva un senso di pietà, in quanto essi morivano per saziare la crudeltà di uno, non per il bene di tutti.”
      Perché li ammira ma dice che meritavano castighi ?

      “erano invisi al popolo “a causa delle loro nefandezze”, e che la loro fede era una “esiziale superstitio”;”
      Si può realmente credere che fossero definiti colpevoli di nefandezze solo perché definiti superstiziosi ? E in che cosa consisteva quella superstizione ?

      “perché introducevano un culto e uno stile di vita assai diverso da quello tradizionale.”
      E non le sembra strano che nella città che tollerava tutti i culti dell’impero fossero così invisii e odiati solo questi ?

      “Una delle caratteristiche della religione romana fu quella di essere aperta nei confronti delle religioni di altri popoli, di cui spesso assimilò divinità, credenze e riti. La pax romana (pace romana) consisteva proprio in questo: rispettare le tradizioni religiose, politiche e sociali dei popoli conquistati e integrarle con la legge e la giurisdizione di Roma.La religione romana aveva una funzione prevalentemente sociale e politica, “
      h**p://guide.supereva.it/fantasmi/interventi/2010/08/la-religione-nellantica-roma
      Basti ricordare che le divinità romane sono derivazione da quelle greche. Mitra è il culto di Zoroastro. Perché quindi quel giudizio di Tacito se accettavano e tolleravano tutte le religioni e come dice Plinio il Giovane “Non ho trovato nulla al di fuori di una superstizione balorda e smodata.”

  90. Mimma scrive:

    @Antonio

    Dedichiamo al Sal del Regno questa bella canzone di De Andrè che gli sta a pennello.

    Dietro Ogni Scemo C’è Un Villaggio!
    Di Fabrizio De Andrè

    Tu prova ad avere un mondo nel cuore
    e non riesci ad esprimerlo con le parole,
    e la luce del giorno si divide la piazza
    tra un villaggio che ride
    e te, lo scemo che passa
    e neppure la notte ti lascia da solo:
    gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro

    E sì, anche tu andresti a cercare
    le parole sicure per farti ascoltare :
    per stupire mezz’ora basta un libro di storia,
    io cercai di imparare la Treccani a memoria
    e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
    continuarono gli altri fino a leggermi matto

    E senza sapere a chi dovessi la vita
    in un manicomio io l’ho restiuita :
    qui sulla collina dormo mal volentieri
    eppure c’è luce ormai nei miei pensieri,
    qui nella penombra ora invento parole
    ma rimpiango una luce, la luce del sole

    Le mie ossa regalano ancora alla vita :
    le regalano ancora erba fiorita.
    Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
    di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina,
    di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia
    - una morte pietosa lo strappò alla pazzia

    http://www.musictory.it/musica/Fabrizio+De+Andr%C3%A8/Un+Matto+%28Dietro+Ogni+Scemo+C%27%C3%A8+Un+Villaggio%29

    • Antonio scrive:

      @Mimma
      Finalmente un pò di umorismo tra tanti deliri fanatici e domande da scolaretto di primina. Ridiamoci sopra, tanto mica quello capisce che sta apparendo sempre più ridicolo. Lasciamo che l’ignorante si prenda per saggio. Continuerà a farci ridere ancora. Qualcosa di positivo c’è. Ci fa ridere come un matto. La saluto e non rida molto, anzi a crepapelle.

      • Mimma scrive:

        @Antonio
        Lo sa perchè Sal è diventato così poverino?
        Perchè nessuno gli ha spiegato perchè i cassetti hanno i tavoli!

        • Antonio scrive:

          @Mimma
          forse bisogna anche chiedergli:

          Perché i cassetti hanno i tavoli?
          Perché le code hanno i pesci?
          Perché i baffi hanno i gatti?
          Perché l’ombra ha un pino?

          Saprà rispondere? Lo dubito.

        • Antonio scrive:

          @Mimma
          ma chissà se wikipeedia se la porta pure a letto? Farà certamente degli incubi.

          • Mimma scrive:

            @Antonio
            Non credo!
            Gli è stata diagnosticata da tempo una grave sindrome di misoginismo poverino!

          • Antonio scrive:

            @Mimma
            Ma è una malattia inguaribile? Poverino, quanto mi dispiace. A chi lo affideremo? Magari per farlo guarire lo metteremo in mano al club delle femministe. Forse ce lo restituiranno più uomo. Che ne pensa?

          • Mimma scrive:

            @Antonio
            Buona idea!
            Le Femen sarebbero l’ideale!!!

          • Antonio scrive:

            Mimma
            le contatta lei per il ricovero? Mi faccia sapere. Bisogna agire con urgenza per carità verso questo povero fratello affetto da maschilismo misogino. Forse faremo in tempo a recuperarlo. Che dono grande faremo alla società, se lo immagina?

          • Mimma scrive:

            @Antonio
            Ho già presentato il caso a una delle rappresentanti, mi ha risposto che il caso è pressocchè disperato ma vedranno quel che possono fare per salvarlo!

          • Antonio scrive:

            @Mimma
            Bene, possiamo dormire tranquilli, allora. Buona notte.

          • Mimma scrive:

            @Antonio
            Buona notte

  91. Samanta scrive:

    @Mimma
    Davvero esilarante questa canzone. Una bella istantanea sullo scemo del villaggio che parla a vanvera ed esprime idiozie. Complimenti per l’azzeccata inserzione. Bravissima.

    • Mimma scrive:

      @Samanta
      E’ stata ispirata a De Andrè dopo aver ascoltato una relazione di sal nella Sala del Regno di cui egli è ANZIANO!

  92. Timorato scrive:

    X Minstrel
    MI HA DELUSO!
    Vorrei proprio vedere quando è eroica la Sua ubbidienza!
    Certamente nè Lei nè mille Cherubini potete superare le Opere di Chiesa fatte da Mons. Lefebvre da SOLO e senza l’8 x mille di tanti ignari cattolici ha fatto: Seminari, Chiese, Cappelle, Monasteri, Conventi, Scuole, Università, Case di Riposo, Istituti di Beneficenza. Oltre a quello che aveva già fatto in Africa dove tutt’oggi è ancora ricordato! come il “grande benefattore”
    Questo tipo di disobbedienze non contano per DIO.
    Questo lo prova il Miracolo di S. Chiara quando, Ella “disobbediendo” alle Leggi della Chiesa, prende in mano il S.S. Sacramento e sconfigge i Saraceni!
    All’epoca altro che SCOMUNICA costava tale gesto fatto da una donna!!!
    E’ poi Monsignore ha avuto già l’Approvazione divina, con la Madonna del Buon Successo, che Tra il 1582 e il 1634 apparve, a Quito (Ecuador), preannunciando ad un PRELATO che avrebbe restaurato il Sacerdozio cattolico, in seguito alla crisi della Chiesa del XX secolo, che già Lei conosceva.
    A.M.D.G.

    • stefano scrive:

      S.Chiara avrà anche disobbedito, ma non è stata scomunicata. Ciò dimostra che non si può fare a meno dell’Autorità che convalida quella disubbidienza. E poi, mi sembra quanto meno temerario prendere una profezia del ’600 a giustificazione della disobbedienza. A questo punto tutti sono autorizzati a disobbedire pretendendo così di avverare la profezia. Non si va da nessuna parte se l’Autorità che ha convalidato la profezia non convalida anche la disubbidienza.

    • minstrel scrive:

      Timorato, mi scuso dell’impeto di questa frase che non vuole essere offensiva, ma col cosidetto “senno di poi” se voglio posso trovare un’apparizione sparsa nei secoli che spieghi perché ieri mi è scotta la pasta.
      Perché la Madonna di Quito si deve riferire per forza a chi dice lei e non a Wojtyla? E perché non a Padre Hugo che proprio nel XX secolo ha iniziato l’Operazione Mato Grosso in America Latina?
      Il “successo divino” lo attesta lei? E con quale autorità? Naturalmente con l’autorità di un uomo, la MIA stessa autorità con la quale spiego perché la pasta è scotta o perché a Quito si preannunciava Wojtyla.
      E la mia autorità in ambito, su queste cose, è “opinione” che per la Chiesa universale valgono quanto un’opinione. In soldoni? Zero, perché nessuno è tenuto a credere alle mie opinioni.
      L’autorità, naturalmente, è della Chiesa e di chi ritengo possa essere un riferimento all’interno di questa Chiesa.

  93. Bortignon scrive:

    Certo, il paganesimo aveva almeno fatto Roma grande, mentre il cristianesimo l’ha ridotta all’imperio dei preti.

  94. Serena scrive:

    La vera Obbedienza eroica è quella dei santi, non degli scismatici. Padre Pio a chi lo spingeva a ribellarsi alla chiesa nei tre anni di dura prova che lo allontanarono dal confessionale, diceva: “Io non costruirò mai nulla sulla disobbedienza”.
    Padre Pio Il 23 agosto 1923, scrivendo a p. Luigi da Avellino, vicario provinciale dei cappuccini di Foggia, confessa: “Credo che non ci sia bisogno di dirle, quanto io, grazie a Dio, sia disposto a ubbidire a qualunque ordine mi venga notificato dai miei superiori. La loro voce è per me quella di Dio, cui voglio serbare fede fino alla morte; e con l’aiuto suo, ubbidirò a qualsiasi comando, per quanto penoso possa riuscire alla mia miseria” (Ep. IV, 397-398). Chi ama è pronto a eseguire ciò che gli chiede la persona amata, senza chiederne il perché: “Ecco, io vengo, o Padre, per fare la tua volontà” (Eb 10, 9). P. Pio questa obbedienza-fiducia la inculca anche nei suoi figli spirituali, la presenta e la lega alla gerarchia ecclesiastica, tramite la lettera inviata al papa Paolo VI il 12 settembre 1968: “Anche a nome dei miei figli spirituali e dei Gruppi di preghiera …riaffermo la mia fede, la mia incondizionata obbedienza alle vostre illuminate direttive”

    • Mimma scrive:

      @Antonio
      Il mio padre spirituale mi ha insegnato che senza ubbidienza non c’è avanzamento nel cammino di santità e che essa è indispensabile (anche quando costa ) per fare la Volontà di Dio che viene rappresentata dai superiori della gerarchia apostolica.
      Ubbidire ! Come Gesù ha ubbidito al Padre Celeste fino alla fine.
      Ubbidire anche se ti chiedono di piantare i cavoli a testa sotto!
      La superbia è il primo movente della disubbidienza e il Signore resiste ai superbi.

      • Sal scrive:

        @ Mimma
        “Il mio padre spirituale mi ha insegnato che”

        “Inoltre, non chiamate nessuno padre vostro sulla terra,” ( Mt 23.9)

        “La superbia è il primo movente della disubbidienza e il Signore resiste ai superbi.”
        Lei fa confusione sig.ra Mimma

        “Per superbia si intende la volontà di conquistare per se stessi, con ogni mezzo, una posizione di privilegio sempre maggiore rispetto agli altri. Essi devono riconoscere e dimostrare di accettare la loro inferiorità correlata alla superiorità indiscutibile e schiacciante del superbo.” – Wikipedia

        “La ragione, in filosofia, è la facoltà per mezzo della quale si esercita il pensiero, soprattutto quello rivolto ad argomenti astratti. La ragione è ritenuta dalla maggior parte dei filosofi una facoltà universale,”

        Essere superbi è diverso da essere ragionevoli. Non lo sapeva ?
        “ La vostra ragionevolezza divenga nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino”(Fil 4.5)
        Non le pare di essere lei superba e debordante ? dovrebbe tacere come dice il vangelo e continua a dire cose senza senso.

        • minstrel scrive:

          La ragione, in filosofia

          Ragione vista rispetto a che cosa? Chi richiama con questa definizione generica a dir poco? La ragione in QUALE FILOSOFIA è considerata così? Lei ritiene che l’essere sia pensabile? A quale scuola filosofica appartiene per dare credito a quello che dice questo filosofo che ritiene che la ragione sia razionalizzabile e sia identificabile nell’esercizio del pensiero?!
          Ma lei si accorge che cita alcune vette del pensiero ellenico, per giunta come recepite in occidente grazie al tomismo, per screditare l’eredità di questo pensiero?!
          Non si sputa solo addosso, ma sputa pure nel piatto dove mangia.
          E se ne vanta.

          “e va bene così. Seeee! Senza parole!”

          • Sal scrive:

            @ Minstrel
            Distinto sig. studioso, non deve contestare me, sbaglia indirizzo. Si rivolga agli editori di Wikipedia. Io ho cercato di riportare una definizione comunemente accettata. Se non le piace si rivolga alla direzione e faccia correggere. Al limite suggerisca lei una miglior definizione.
            (Mica vorrebbe che facessi le lenzuolate di un certo Antonio dal copia incolla e dalle maiuscole facili. Spero di no ?)

          • minstrel scrive:

            Cos’è, le sceglie a caso le citazioni oppure le sceglie perché in un qualche modo “affrancano” il suo pensiero?
            Respinta al mittente, riprovi con un’altra scusa.

    • Mimma scrive:

      @Antonio
      Indirizzo ancora a te( dietro suggerimento di Serena) il tema dell’ubbidienza di cui tu mi sembra ti faccia paladino contro Sal.
      Ti propongo la narrazione di questo delizioso episodio della vita di San Francesco d’Assisi che calza bene allo scopo:

      “Una volta, due giovani vennero la beato Francesco, pregandolo d’essere ricevuti all’Ordine. Il beato Francesco, volendo provare se fossero veramente ubbidienti e preparati a rinnegare la propria volontà, li condusse nell’orto dicendo:”Venite, piantiamo dei cavoli; e come vedete fare a me, così a quel modo piantate anche voi”. Mentre il beato Francesco, piantando, poneva le radici all’insù verso il cielo, e le foglie sotto terra, e uno di loro fece tutto come il beato Francesco, l’altro non lo imitò, ma disse:”Non così, Padre, si piantano i cavoli, ma all’incontrario”. E il beato Francesco gli rispose:”Figliolo voglio che tu faccia come me”. Ma non volendolo fare, perché gli sembrava sbagliato, a lui disse il beato Francesco:”Fratello, vedo che sei un gran maestro, vai per la tua via, perché non sei adatto per il mio Ordine”. E accettato il primo giovane, lo respinse.” (Fra’ Bartolomeo da Pisa)

      • Sal scrive:

        @ Mimma
        “Ma non volendolo fare, perché gli sembrava sbagliato, a lui disse il beato Francesco:”Fratello, vedo che sei un gran maestro, vai per la tua via, perché non sei adatto per il mio Ordine”.”
        Così Francesco preferiva gli ebeti alle persone ragionevoli ? Interessante davvero.
        Strano che Gesù non fece così, infatti “fece loro la domanda: “Ma voi, chi dite che io sia?” Rispondendo, Pietro gli disse: “Tu sei il Cristo”.”(Mc 8.29)
        Se avesse voluto un branco di ebeti deficienti, non avrebbe fatto loro molte domande per aiutarli a ragionare.
        “Realmente, che giova a un uomo guadagnare tutto il mondo se perde l’anima sua? 37 Che darebbe, realmente, un uomo in cambio dell’anima sua?”(Mc 8.36)
        Forse che la stupidità è la migliore possibilità ?
        Solo così si spiegano molte cose misteriose e superstiziose.

    • stefano scrive:

      Grazie Serena. E’ vero, l’obbedienza alla lunga vince sempre. Chi ritiene di avere ragione rimanga fedele alla Chiesa non alle sue ragioni, e le sue ragioni prevarranno. Se invece vorrà far prevalere le sue ragioni, queste, anche quando fossero giuste, falliranno, e la Chiesa ne subirà un danno.

    • Sal scrive:

      @ Serena
      “Chi ama è pronto a eseguire ciò che gli chiede la persona amata, senza chiederne il perché:”

      Già, per questo Origene si evirò !
      “Verso il 210, il suo estremo rigore ascetico nel seguire le Sacre Scritture lo portò forse ad evirarsi, pratica non del tutto inusuale alle origini cristiane.” – Wikipedia

      Strano che non abbiano continuato a farlo ! Avrebbero dovuto, si sarebbero risparmiati un sacco di “chiacchiericci” pedofili.

  95. Nando scrive:

    Ma certi matti non li possono chiudere in manicomio, invece di lasciarli scorazzare sul blog per riempirlo di ca…………..? Questo Sal delirante… Ma che vada a prendersi un calmante. E’ un delirio continuo. Vabbè che io salto sempre le sue cavolate, ma è diventato un maniaco di sconclusionatezze. La sua megalomania delirante è invadente e insopportabile. Qualcuno lo fermi per favore.

    • Sal scrive:

      @ Nando
      Distinto sig. Nando, ho fatto fatica a capire cos’è che non le piace. Non sia timido si lasci andare, esterni pure il problema. Farò il possibile per risolverglielo, anche se non faccio miracoli.
      Cos’è che non le piace ?

      • Nando scrive:

        La sua megalomania delirante invadente e insopportabile. Non l’aveva capito? Altro segno che lei non connette.

  96. Sal scrive:

    @ Minstrel
    “Ma noi ci siamo, quando volete, sempre pronti ad accogliervi – come dice lei – con un sorriso.”
    Commosso ringrazio sig. Minstrel, ma sono costretto a rifiutare.

    “Se io combatto le religioni non è perché esse sostengono l’idea di un Dio
    inesistente, ma perché esse fondano su questa chimera una morale basata sulla
    stagnazione e sul regresso.

    Negando il libero arbitrio e negando a l’uomo la possibilità di conoscere ciò che è
    male e ciò che è bene attraverso l’esperienza, il cristianesimo costringe gli
    uomini a uno stato di immaturità, direi d’infantilismo, tale da permettergli di
    caricarli come dei bambini resi docili dalle minacce di severe punizioni, sui vagoni
    di un treno senza finestre che, seguendo un itinerario già tracciato, termina in
    quell’abisso rappresentato dal nulla nel quale pone, come ricompensa di
    un’ubbidienza cieca ed insensata, la beatitudine eterna.
    Questa è la vera immoralità del cristianesimo dalla quale derivano tutti i mali che
    tormentano la società: impedire agli uomini di maturare attraverso una propria
    esperienza.
    Soltanto annullando la ragione si può imporre una morale (falsa morale) basata su verità che, non essendo dimostrabili (dogmi), sono da considerarsi puramente astratte ed utopiche come, una fra le tante, quella riguardante l’esistenza di una vita dopo la morte che, in seguito al giudizio di un Dio, può rappresentare per
    ogni uomo un’eternità di felicità o di dolore.”

    ( Luigi Cascioli)

    Stia bene

    • minstrel scrive:

      Sia serio sulle cose serie, mi permetto. E non sia mai contradditorio con sé stesso poiché la contraddizione è la negazione della razionalità e dell’ordine.
      Lei cita continuamente le nostre Scritture per sminuire la Chiesa che le ha create e custodite, innalzando le Scritture stesse a Parola imprescindibile.
      Poi cita un agronomo che tentò di provare l’inesistenza di Gesù con risultati scarsi.
      Decida: le scritture le legge o narrano di “una favola”?
      E se le interessano solo da un punto di vista letterario/storico (seeee, la conti ad un altro…) lo faccia seguendo i metodi della letteratura e della storia.

      http://cristianesimoprimitivo.forumfree.it/?t=18490983

      Buon cammino!

      • Sal scrive:

        @ minstrel
        “Lei cita continuamente le nostre Scritture per sminuire la Chiesa che le ha create e custodite, innalzando le Scritture stesse a Parola imprescindibile.”

        Distinto Minstrel, è del tutto logico citare le “vostre” scritture, se citassi le mie lei potrebbe contestarle e non riconoscerne l’autorità, cosa che non può fare con le “vostre”. Quelle le deve accettare e subire.

        Quanto all’agronomo, non mi pare di aver cercato di negare l’esistenza di Gesù, riferivo solo un suo pensiero intorno all’incapacità di molti cattolici di usare il lume (della ragione) perché la religione non aiuta a ragionare “impedisce agli uomini di maturare attraverso una propria esperienza” (Ha letto cosa narra Mimma di Francesco no ?) Bisogna piantare i vegetali con le radici in su, fuori, mica nella terra. Di che si meraviglia dunque. Origene si è evirato, peccato che Mimma non segua l’esempio e si eviri il cervello visto che non le serve. Non lo deve usare e ciè già chi pensa per lei.

        La superstizione che alcuni chiamano “religione “annulla la ragione è impone una morale basata su verità che, non essendo dimostrabili (dogmi), sono da considerarsi puramente astratte ed utopiche”
        E’ vero che tutti possono impaccarsi come credono, ma instillando quell’idea fin dalla nascita, diventa poi difficile raddrizzare l’albero storto.
        Quanto alle “scritture le legge o narrano di “una favola”?” sono dell’idea che ciascuno deve dare un giudizio personale, non essere la fotocopia della fotocopia né suonare il trombone secondo la guida di un maestro che non ha nemmeno studiato al conservatorio.
        Secondo le “sue” scritture, Il mio Maestro mi lascia facoltà di suonare la musica che mi piace di più. Sa, è questione di generosità altruistica. Lui non è geloso, e non se la prende se ci parliamo con franchezza piuttosto che attraverso riti fumosi e banchetti teofagici.

        A volte non è questione di letteratura e storia, è questione di logica, da Logos parola intelligente, come quella di Lucrezio
        Il timore che attualmente domina tutti i mortali e li rende succubi delle religioni, dipende dal fatto che essi vedono compiersi sulla terra fenomeni dei quali non conoscendone la causa li attribuiscono alla potenza divina. E’ soltanto in seguito alla convinzione che ci porta ad affermare che nulla si può creare dal nulla che noi potremo giungere a scoprire l’oggetto delle nostre ricerche il cui risultato dimostrerà come tutto si compie senza l’intervento degli dei”. ( Lucrezio)
        Il mio cammino è tutto in salita. Sa, il paradiso sta in alto !

        • minstrel scrive:

          Ma va benissimo anche lo gnosticismo se riconosce che il suo Maestro senza la nostra Chiesa nemmeno esiste.
          Buona salita!

          • Sal scrive:

            @ Minstrel
            Allora è lei che conferma che la sua chiesa lo ha inventato ! Meno male.

          • minstrel scrive:

            Che lo ha inventato no perché la scienza storica ne riconosce l’esistenza e la straordinarietà, ma certamente che l’ha canonizzato e con l’immagine di Dio in terra assolutamente SI!
            Ed è per questo che quando si usano le Scritture e non si crede alla Grande Chiesa si è in modo INCONTROVERTIBILE assolutamente CONTRADDITORI.

  97. Mimma scrive:

    @Sal
    Seguendo il suo “illuminato consiglio” anche tra voi testimoni di geova si sarebbero potuti evitare tanti drammi di abusi su minori. Non le pare? Dia lo stesso consiglio ai suoi colleghi della Bethel di New York.

    Otto ex membri dei Testimoni di Geova hanno intentato cause in tre contee del nord della California relativo al fatto che sono stati molestati sessualmente da bambini e che la loro chiesa ha coperto i crimini.

    Le cause contro la Chiesa e le sue congregazioni in Yolo, Napa e Tehama contee cercano danni non specificati nei confronti di due persone e diverse organizzazioni affiliate al gruppo religioso.

    I Testimoni di Geova, famosa per promuovere la sua “Torre di Guardia” trattati religiosi sulle strade della città e porta-a-porta, è un cristiano setta millenarista che nasce sulla scia del “Grande Delusione” del 1840, quando diverse previsioni sulla fine del il mondo non è riuscito a venire a passare.

    I membri hanno opinioni diverse teologiche della maggior parte delle chiese cristiane predicano, in particolare la loro negazione della Trinità e la loro convinzione che solo 144.000 i veri credenti saranno raggiungere la piena santità in cui il mondo fa fine.

    Le accuse contro i Testimoni di Geova sono simili a quelle rivolte contro la Chiesa cattolica romana in numerose cause intentate in California e in tutto il paese negli ultimi anni.

    L’assalto legale – coordinato e presentato la settimana scorsa dal Sacramento studio legale di Nolen Saul Brelsford – è l’ultima azione con una nuova legge statale che abolisce temporaneamente la prescrizione su cause legali che si occupano di casi di abuso di minori, rendendo più facile per raccogliere soldi da chiese, scuole e altre organizzazioni con una storia di abuso sessuale.

    Perché hanno a che fare con il diritto civile, le cause contro i Testimoni di Geova non sono vincolati dal mese scorso US sentenza della Corte Suprema che ha annullato una legge della California utilizzato per perseguire i sacerdoti e gli altri presunti molestatori di bambini accusati di vecchio di decenni abusi.

    3 YOLO ATTRICI
    In Yolo County, la causa è stata portata da Daniel Occidente, 26; Shane Pence, 18, ​​e Ambra Pence, 23.

    Tutti e tre i querelanti dicono che sono stati molestati da Timothy Silva, che ha condotto “studi prenota adolescenti” presso congregazione dei Testimoni di Geova a Woodland.

    “Questo predatore sessuale usato la sua posizione di leadership e nominato autorità sui bambini per ottenere l’accesso a e abusare di quei bambini”, afferma la querela.

    Paolo Polidoro, il consigliere generale associato per i Testimoni di Geova, ha detto che il personale presso la sede della chiesa di New York non aveva ancora visto la querela e non ha fatto commenti sulle accuse specifiche.

    “La maggior parte di queste cause sono incidenti parrocchiano-on-parrocchiano”, ha detto Polidoro.

    Silva, che, secondo le querelanti avvocato William Brelsford, è stato condannato nel 1995 di atti osceni e lascivi con un minore, non è stato possibile raggiungere per un commento.

    ABUSI preso sul serio
    “Le nostre comunità locali e l’organizzazione nazionale prendono pedofilia molto seriamente”, ha detto Polidoro. “Child Abuse accuse sono segnalati per (le) autorità se si verificano.”

    Non è così, le spese di causa.

    Si sostiene che i leader della chiesa hanno detto che West era stato molestato dal 1991, quando aveva 13 anni, attraverso 1993.

    “Torre di Guardia imputati non hanno comunicato le autorità né prendere tutte le misure per contenere (Silva) responsabili”, afferma l’querela.

    La causa va avanti per caricare che la chiesa ha esacerbato il trauma a West accusandolo “di partecipare ad attività omosessuali.”

    La denuncia sostiene inoltre che una delle altre parti civili, Shane Pence, aveva 7 anni quando Silva “impegnato continuato e ripetuto batteria sessuale” sul ragazzo per cinque anni, fino al 1997.

    MADRE ha elaborato la relazione
    “La madre ha riferito l’abuso per gli imputati della Torre di Guardia”, afferma la tuta, e ci hanno detto di non contattare la polizia stessa, che la chiesa si sarebbe preso cura del problema.

    “Torre di Guardia imputati non hanno segnalato l’abuso di autorità e non hanno intrapreso iniziative per affrontarla,” le accuse querela.

    L’unico altro nome, autore che vivono nelle quattro cause intentate scorsa settimana è condannato pedofilo James Henderson di Red Bluff, che, Brelsford detto, è accusato di aver molestato allora-15-anno-vecchio attore “Tim W.” nel 1994.

    Daniel Hall, che ha lasciato i Testimoni di Geova nel 1992 e ora gestisce un ministero “contro le sette” a Sacramento, ha detto che la natura strettamente controllato della setta ha reso ancora più difficile per i bambini e gli adulti a parlare contro gli abusi sessuali.

    “Questi bambini hanno vissuto nella paura e sono appena venendo fuori”, ha detto Hall.

    Municipio sta lavorando con un altro ex Testimone di Geova, William Bowen, che ha un vasto sito Web (www.silentlambs.org) dedicata al problema di abuso nella setta.

    ‘Fonti interne’
    sito Web di Bowen, che comprende un negozio Silentlambs vende tazze da caffè e T-shirt con il logo del gruppo, riferisce che “fonti interne” presso la sede della Watchtower Bible and Tract Society di New York si sono rivelati i file segreti con il nomi dei 23.720 pedofili accusati.

    Hall e Bowen sarà tra i relatori 8-10 agosto in una conferenza week-end di culti e sette che si terrà al Golden Gate Baptist Theological Seminary a Marin County.

    Hall descrive la conferenza come un “insieme di persone che sono venute fuori di questi gruppi e di diventare cristiani.”

    Polidoro ha detto che è stato insultato dal ministero di Hall e le accuse di Bowen.

    “Siamo una religione ben consolidata che è stata in questo paese per un secolo”, ha detto. “E ‘un po’ offensivo quando qualcuno usa la parola ‘cult’ per descrivere la vostra religione.”

    Fonte: San Francisco Chronicle

    http://www.watchtowerinformationservice.org/sexual-child-abuse/jehovahs-witnesses-hit-with-abuse-suits-alleged-victims-were-molested-as-children-they-say/.

    http://www.silentlambs.org/

    http://www.roccopoliti.it/?cat=41

  98. Mimma scrive:

    @Sal
    Seguendo il suo “illuminato consiglio” anche tra voi testimoni di geova si sarebbero potuti evitare tanti drammi di abusi su minori. Non le pare? Dia lo stesso consiglio ai suoi colleghie della Bethel.

    Otto ex membri dei Testimoni di Geova hanno intentato cause in tre contee del nord della California relativo al fatto che sono stati molestati sessualmente da bambini e che la loro chiesa ha coperto i crimini.

    Le cause contro la Chiesa e le sue congregazioni in Yolo, Napa e Tehama contee cercano danni non specificati nei confronti di due persone e diverse organizzazioni affiliate al gruppo religioso.

    I Testimoni di Geova, famosa per promuovere la sua “Torre di Guardia” trattati religiosi sulle strade della città e porta-a-porta, è un cristiano setta millenarista che nasce sulla scia del “Grande Delusione” del 1840, quando diverse previsioni sulla fine del il mondo non è riuscito a venire a passare.

    I membri hanno opinioni diverse teologiche della maggior parte delle chiese cristiane predicano, in particolare la loro negazione della Trinità e la loro convinzione che solo 144.000 i veri credenti saranno raggiungere la piena santità in cui il mondo fa fine.

    Le accuse contro i Testimoni di Geova sono simili a quelle rivolte contro la Chiesa cattolica romana in numerose cause intentate in California e in tutto il paese negli ultimi anni.

    L’assalto legale – coordinato e presentato la settimana scorsa dal Sacramento studio legale di Nolen Saul Brelsford – è l’ultima azione con una nuova legge statale che abolisce temporaneamente la prescrizione su cause legali che si occupano di casi di abuso di minori, rendendo più facile per raccogliere soldi da chiese, scuole e altre organizzazioni con una storia di abuso sessuale.

    Perché hanno a che fare con il diritto civile, le cause contro i Testimoni di Geova non sono vincolati dal mese scorso US sentenza della Corte Suprema che ha annullato una legge della California utilizzato per perseguire i sacerdoti e gli altri presunti molestatori di bambini accusati di vecchio di decenni abusi.

    3 YOLO ATTRICI
    In Yolo County, la causa è stata portata da Daniel Occidente, 26; Shane Pence, 18, ​​e Ambra Pence, 23.

    Tutti e tre i querelanti dicono che sono stati molestati da Timothy Silva, che ha condotto “studi prenota adolescenti” presso congregazione dei Testimoni di Geova a Woodland.

    “Questo predatore sessuale usato la sua posizione di leadership e nominato autorità sui bambini per ottenere l’accesso a e abusare di quei bambini”, afferma la querela.

    Paolo Polidoro, il consigliere generale associato per i Testimoni di Geova, ha detto che il personale presso la sede della chiesa di New York non aveva ancora visto la querela e non ha fatto commenti sulle accuse specifiche.

    “La maggior parte di queste cause sono incidenti parrocchiano-on-parrocchiano”, ha detto Polidoro.

    Silva, che, secondo le querelanti avvocato William Brelsford, è stato condannato nel 1995 di atti osceni e lascivi con un minore, non è stato possibile raggiungere per un commento.

    ABUSI preso sul serio
    “Le nostre comunità locali e l’organizzazione nazionale prendono pedofilia molto seriamente”, ha detto Polidoro. “Child Abuse accuse sono segnalati per (le) autorità se si verificano.”

    Non è così, le spese di causa.

    Si sostiene che i leader della chiesa hanno detto che West era stato molestato dal 1991, quando aveva 13 anni, attraverso 1993.

    “Torre di Guardia imputati non hanno comunicato le autorità né prendere tutte le misure per contenere (Silva) responsabili”, afferma l’querela.

    La causa va avanti per caricare che la chiesa ha esacerbato il trauma a West accusandolo “di partecipare ad attività omosessuali.”

    La denuncia sostiene inoltre che una delle altre parti civili, Shane Pence, aveva 7 anni quando Silva “impegnato continuato e ripetuto batteria sessuale” sul ragazzo per cinque anni, fino al 1997.

    MADRE ha elaborato la relazione
    “La madre ha riferito l’abuso per gli imputati della Torre di Guardia”, afferma la tuta, e ci hanno detto di non contattare la polizia stessa, che la chiesa si sarebbe preso cura del problema.

    “Torre di Guardia imputati non hanno segnalato l’abuso di autorità e non hanno intrapreso iniziative per affrontarla,” le accuse querela.

    L’unico altro nome, autore che vivono nelle quattro cause intentate scorsa settimana è condannato pedofilo James Henderson di Red Bluff, che, Brelsford detto, è accusato di aver molestato allora-15-anno-vecchio attore “Tim W.” nel 1994.

    Daniel Hall, che ha lasciato i Testimoni di Geova nel 1992 e ora gestisce un ministero “contro le sette” a Sacramento, ha detto che la natura strettamente controllato della setta ha reso ancora più difficile per i bambini e gli adulti a parlare contro gli abusi sessuali.

    “Questi bambini hanno vissuto nella paura e sono appena venendo fuori”, ha detto Hall.

    Municipio sta lavorando con un altro ex Testimone di Geova, William Bowen, che ha un vasto sito Web (www.silentlambs.org) dedicata al problema di abuso nella setta.

    ‘Fonti interne’
    sito Web di Bowen, che comprende un negozio Silentlambs vende tazze da caffè e T-shirt con il logo del gruppo, riferisce che “fonti interne” presso la sede della Watchtower Bible and Tract Society di New York si sono rivelati i file segreti con il nomi dei 23.720 pedofili accusati.

    Hall e Bowen sarà tra i relatori 8-10 agosto in una conferenza week-end di culti e sette che si terrà al Golden Gate Baptist Theological Seminary a Marin County.

    Hall descrive la conferenza come un “insieme di persone che sono venute fuori di questi gruppi e di diventare cristiani.”

    Polidoro ha detto che è stato insultato dal ministero di Hall e le accuse di Bowen.

    “Siamo una religione ben consolidata che è stata in questo paese per un secolo”, ha detto. “E ‘un po’ offensivo quando qualcuno usa la parola ‘cult’ per descrivere la vostra religione.”

    Fonte: San Francisco Chronicle

    http://www.silentlambs.org/

    http://www.roccopoliti.it/?cat=41

    • Sal scrive:

      @ Mimma
      Ho notato che ha fatto una traduzione “da schifo” mi permetta, ma ho comunque compreso il senso.
      Mi permetta di svelarle un segreto.
      La sua puzza non è mai mitigata dalla puzza del suo vicino anzi, diventa ancora più puzzolente perché 2+2 fa sempre quattro. Non diminuisce.

      Assodato quindi che ci sono dei puzzolenti in circolazione, non dovrebbe compiacersene per alleggerire le sue responsabilità sperando che la puzza altrui possa mitigare la sua puzza. Dovrebbe andare a lavarsi e profumarsi.

      Spero che lo abbia fatto e abbia suggerito di farlo a quanti ne hanno necessità.
      A me personalmente la puzza da fastidio, da qualunque parte venga.
      Non so a lei.
      Se è così interessata all’argomento, qui troverà ulteriori casi:

      h**p://americablog.com/2013/05/catholic-archbishop-defends-letting-confessed-pedophile-priest-near-more-kids.html
      h**p://americablog.com/2013/05/catholic-anthony-musaala-suspended.html
      h**p://www.theouthousers.com/index.php/features/121913-review-free-screening-of-who-takes-away-the-sins-witnesses-to-clergy-abuse.html
      h**p://www.theherald.com.au/story/1480444/video-police-discussed-bishop-concealing-sex-crimes-inquiry/?cs=391
      h**p://www.examiner.com/article/operation-alice-anonymous-punishes-pedophiles-targets-child-porn-sites

    • Sal scrive:

      @ Mimma
      Ho notato che ha fatto una traduzione “da schifo” mi permetta, ma ho comunque compreso il senso.

      Mi permetta di dirle, che la sua puzza non è mitigata dalla puzza del suo vicino anzi, diventa ancora più puzzolente perché due+due fa sempre quattro. Non diminuisce.
      Assodato quindi che ci sono dei puzzolenti in circolazione, non dovrebbe compiacersene per alleggerire le responsabilità sperando che la puzza altrui possa mitigare la sua puzza. Dovrebbe andare a lavarsi e profumarsi.

      Spero che lo abbia fatto e abbia suggerito di farlo a quanti ne hanno necessità.
      A me personalmente la puzza da fastidio, da qualunque parte venga.

      • Mimma scrive:

        @Sal

        La traduzione l’ha fatta il computer, il dramma degli orrori della Bethel invece si capisce molto bene. Capisco che per il suo livello culturale insufficiente e mediocre, è incomprensibile, ma per gli intelligenti le cose sono chiarissime. Quindi taccia, strampalato.
        Lei non solo puzza ma è vomitevole. E io glielo ricordo che da buon testimone di geova non ha nulla di cui vantarsi sugli altri. Giusto un modo per dirle che chi gode del male altrui è perchè non vede quello in casa sua. E allora altro che puzza. Questo è sterco abominevole e criminale, e tale resta ovunque lo si compie, anche in casa Bethel. Nessun geova assolve per questi infami delitti.

        • Sal scrive:

          Non è stata originale distinta MImma, ha ripetutoquello che le avevo detto io.
          Capisco che non ha idee sue e comprendo la difficoltà, ma proprio ripetere le mie non la nobilità.
          Stia serena e si goda l’oggi, finché può.

          • Mimma scrive:

            @Sal
            e’ lei che è a corto di idee e oltre che lanciare insulti e stupidaggini, mostra di non saper fare un po di autocritica e capire che ormai è diventato monotono, ripetitivo, desueto, noioso e pettegolo. E visto che si diverte solo a lanciare accuse, io le do l’opportunità di guardare in casa sua per capire che non ha nulla da insegnare agli altri. Si guardi allo specchio, e così smetterà di fare lo sputasentenze. Così la finirà di fare il maestro di stoltezze.

  99. andre scrive:

    il mio era un appunto di carattere terminologico finalizzato ad evitare ambiguità. Anche gli ex presidenti della repubblica vengono chiamati presidenti emeriti, ma il punto è che non sono più presidenti. Per quanto riguarda il papato, si aggiunge il fatto che si è papi in quanto vescovi di roma, non viceversa. Come diceva ieri sul corriere don Dario Vitali, ordinario di ecclesiologia alla gregoriana, “Gli studenti sono tornati alla carica quando, prima del conclave, ambienti vaticani avevano diramato la notizia che Benedetto XVI si dovesse chiamare con il titolo di «papa emerito».
    Ho ribadito la mia posizione, che naturalmente ho ripreso all’indomani dell’elezione di Francesco, rammentando come il nuovo papa avesse esplicitamente parlato del suo predecessore come «vescovo emerito di Roma». Mi pare che il fatto non sia stato dovutamente colto dai mezzi di informazione. In questa sede mi preme rilevare come molte delle supposte anomalie rientrerebbero in un alveo di normalità se si usasse più correttamente il titolo di «vescovo emerito di Roma». Mi rendo conto che la notizia perderebbe di appeal e non susciterebbe l’attenzione che la convivenza forzata di «due papi» riesce a creare”.

  100. Sal scrive:

    @ Antonio
    “Perché i cassetti hanno i tavoli? Perché le code hanno i pesci? Perché i baffi hanno i gatti? Perché l’ombra ha un pino?”

    Distinto sig. Antonio, lei è davvero sorprendente, ma è poco originale, ha poca fantasia e poca memoria.
    Alle sue domande ho già risposto in data 19/3/2013 14:10 perché me le aveva già poste il sig, minstrel sempre il 19/3/2013 13:14 sul thread “misericordia la prima enciclica”
    Noto che non riuscite ad essere originali.
    Dev’essere colpa del troppo sangue alcolico che andando alla testa rende le sinapsi e i neuroni inabili all’uso. Avete sempre bisogno di qualcuno che vi aiuti a ritrovare il bandolo a furia di credere sempre alle solite stranezze superstiziose.
    E’ davvero un peccato.
    Si faccia dare il voto dal sig. Minstrel. Lo fa così bene ! E fra voi vi dovreste capire se riuscite a decifrare i misteri misteriosi.

  101. Mimma scrive:

    @Antonio
    Lascialo perdere. Parla Sal che ripete come uno sciocco la stessa tiritera da cretini in ogni thread. La demenza senile ormai l’ha colpito in pieno e dimentica che quanto a voti si merita uno zero spaccato che di solito si da a chi ripete noiose stupidaggini senza senso. E’ un caso irrecuperabile. Cerca di provocare perchè si è accorto che ormai più nessuno se lo fila. Hanno capito tutti, ormai, che a livello cerebrale il DNA ha dato il responso. Come lei ha detto: il suo cervello è un simbolo e la stupidità una tragica realtà. Ormai ha credito solo tra i fanatici della sala del regno. Là può trovare scemi che lo ascoltino. E quanti ne vuole. Su questo blog ha fatto cilecca. E quanto gli rode. E allora piange come i bambini e urla, per dire: per favore datemi retta. E lo fa diventando sempre più scemo. Ma noi gli diciamo, vai a predicare ai poveretti come te. Loro ti ascolteranno, poiché le tue idiozie nessuna le contesta nelle sale del regno. Neanche le donne. Quello che a te da goduria da buon maschilista misogino.

  102. Antonio scrive:

    @Mimma
    Ciao Mimma. Sono rientrato dopo una lunga giornata di lavoro ed ho trovato il solito teatrino del nostro consueto. Lasciamolo dire quello che vuole, tanto ormai quando sproloquia non tocca nessuno se non se stesso. Vedo invece che i suoi interventi sono sempre puntuali e ben circostanziati. Complimenti per la sua perseveranza e perspicacia.
    Auguri di ogni bene e grazie per i suoi consigli.

  103. Sal scrive:

    @ Mimma
    “e’ lei che è a corto di idee….e non ha nulla da insegnare agli altri. Si guardi allo specchio, e così smetterà di fare lo sputasentenze. Così la finirà di fare il maestro di stoltezze.”

    Si, credo che lei abbia ragione sig.ra Mimma. Sono a corto di idee così chiedo a lei di darmi una mano, scopriremo perché i cassetti hanno i tavoli e i gatti hanno i baffi.

    La questione è questa:
    Se Pietro era stato nominato ! papa, capo degli apostoli, perché mai quando ricordò che erano rimasti in undici perché Giuda si era suicidato, non decise Lui, quale capo, chi dovesse essere scelto per completare il numero ma decisero di tirare a sorte ?
    Sarebbe stato logico che in qualità di capo scegliesse lui Mattia invece tirarono a sorte. Non le sembra strano ?
    Se poi trova una buona risposta me lo faccia sapere.

    Domanda di riserva,
    Oggi hanno fatto il funerale a Belzebub…. dicono che era in buoni rapporti con il Vaticano e Aveva un conto “omissis” allo Ior.
    Ha qualche idea perchè portano Belzebub in chiesa e come poteva essere così ben accetto in curia ?
    v. Atti 1.15-26

  104. Mimma scrive:

    @Sal
    Domanda urgente per Sal.
    “quando si ricovererà in manicomio”? Le ho creato un aggancio con un centro di recupero per cerebrolesi gestito da valide professioniste. Attenzione, i misogini saranno curati con molta femminilità.

    Quanto a Belzebul ha la sua splendida e lussuosa dimora alla Bethel di New York. In chiesa noi portiamo i cristiani battezzati che ne hanno tutto il diritto e non i fanatici che escono dalle piscine fumose dei tdg i cui risultati sono i seguenti:

    Una sentenza del tribunale (2,2 miliardi di yen di compensazione) ha dichiarato colpevole la “Società Torre di Guardia” per “abuso sessuale”.

    La Giuria di Oakland negli Stati Uniti, ha condannato la Watch Tower Society a pagare una multa (circa 2 miliardi di yen) a donne vittime di crimini sessuali.

    Capisco la sua misoginia, se questi sono i risultati che si ottengono nelle sale del regno.

    http://yoberu.blog113.fc2.com/blog-entry-126.html

    • Sal scrive:

      @ Mimma
      “Attenzione, i misogini saranno curati con molta femminilità.”

      Se hanno la stessa femminilità che dimostra lei, meglio evitare. Grazie !

      • Mimma scrive:

        @Sal
        Per i misogini cronici come lei ci vogliono metodi forti per farlo diventare più equilibrato, visto i deliri che appiccica costantemente su questo blog contro le donne e contro Dio. La sua patologia è così grave che ci vorrebbero dieci donne piene di virile femminilità per farle prendere coscienza delle sue idiozie. Ci stiamo organizzando per il suo ricovero.

        • Mimma scrive:

          @Sal
          Carissimo Sal,
          la disturbo ancora una volta con l’aiuto dello Spirito Santo nella Speranza che ho nella Parola salvifica di Dio!
          Le voglio inoltrare questo breve stralcio dell’omelia che oggi Papa Francesco ha tenuto nella cappellina di S. Marta.
          Ascolti, mi sembra che stesse parlando proprio a lei!

          “Un cristiano deve annunziare Gesù Cristo in una maniera che Gesù Cristo venga accettato, ricevuto, non rifiutato. E Paolo sa che lui deve seminare questo messaggio evangelico. Lui sa che l’annunzio di Gesù Cristo non è facile, ma che non dipende da lui: lui deve fare tutto il possibile, ma l’annunzio di Gesù Cristo, l’annunzio della verità, dipende dalla Spirito Santo. Gesù ci dice nel Vangelo di oggi: ‘Quando verrà Lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità’. Paolo non dice agli ateniesi: ‘Questa è la enciclopedia della verità. Studiate questo e avrete la verità, la verità!’. No! La verità non entra in una enciclopedia. La verità è un incontro; è un incontro con la Somma verità: Gesù, la grande verità. Nessuno è padrone della verità. La verità si riceve nell’incontro”.

  105. Serena scrive:

    La bellezza dell’obbedienza e lo splendore dei santi.

    Lettera di San Pio da Pietrelcina a Papa Paolo VI

    I SANTI CONTRO CORRENTE, SONO ANCORA SIMPATICI ?

    Questa lettera di Padre Pio fu scritta undici giorni prima della sua morte, avvenuta il 23 settembre 1968. Per valutare il suo contenuto e la sua importanza ed attualità è bene ricordare che due mesi prima, esattamente il 25 luglio 1968, Paolo VI aveva promulgato la celebre enciclica Humanae vitae, che suscitò tanto scalpore anche negli ambienti cattolici…..

    Il 25 luglio 1968, Paolo VI aveva promulgato la celebre enciclica Humanae vitae, che suscitò tanto scalpore anche negli ambienti cattolici e che venne ad accrescere il dolore del Santo Padre, gia molto provato da tanti altri avvenimenti in quei difficili anni postconciliari. Ebbene, Padre Pio, anche a nome di tutti coloro che in qualche modo gli erano legati: figli spirituali, gruppi di preghiera, benefattori delle opere sociali e caritative, ecc., con questa lettera intende alleviare le sofferenze del Papa promettendogli la sua preghiera ed i sacrifici, affinché il Signore mitighi il suo dolore e faccia trionfare la verità da lui proposta e difesa in quel contrastato documento e in tutti gli altri del supremo magistero apostolico. La lettera di Padre Pio fu pubblicata dall’Osservatore Romano del 29 settembre 1968.

    San Giovanni Rotondo, 12 settembre 1968

    Santità,

    approfitto del Vostro incontro con i padri Capitolari per unirmi spiritualmente ai miei confratelli ed umiliare ai Vostri piedi il mio affettuoso ossequio, tutta la mia devozione verso la Vostra Augusta Persona, nell’atto di fede, amore ed obbedienza alla dignità di colui che rappresentate sulla terra. [...]
    So che il Vostro cuore soffre molto in questi giorni per le sorti della Chiesa, per la pace del mondo, per le tante necessità dei popoli, ma soprattutto per la mancanza di obbedienza di alcuni, perfino cattolici, all’alto insegnamento che Voi assistito dallo Spirito Santo e nel nome di Dio ci date.
    Vi offro la mia preghiera e sofferenza quotidiana, quale piccolo ma sincero pensiero dell’ultimo dei Vostri figli, affinché il Signore Vi conforti con la sua grazia per continuare il diritto e faticoso cammino, nella difesa dell’eterna verità, che mai si cambia col mutar dei tempi.
    Anche a nome dei miei figli spirituali e dei “Gruppi di preghiera” vi ringrazio per la parola chiara e decisa che avete detto, specie nell’ultima Enciclica Humanae vitae, e riaffermo la mia fede, la mia incondizionata obbedienza alle vostre illuminate direttive.
    Voglia il Signore concedere il trionfo alla verità, la pace alla sua Chiesa, la tranquillità ai popoli della terra, salute e prosperità alla Santità Vostra, affinché dissipate queste nubi passeggere, il regno di Dio trionfi in tutti i cuori, mercé la vostra opera apostolica di supremo Pastore di tutta la cristianità.
    Prostrato ai vostri piedi vi prego di benedirmi, assieme ai confratelli, ai miei figli spirituali, ai “Gruppi di preghiera”, ai miei ammalati, a tutte le iniziative di bene che nel nome di Gesù e con la vostra protezione ci sforziamo di compiere.

    Della Santità Vostra umilissimo figlio
    p. Pio, cappuccino.

    (Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario IV, 1984, pp.11-14)

  106. Timorato scrive:

    X Serena
    Visto che è così DOTTA chiedo troppo se mi illustra:
    La definizione di peccato di scisma?
    Che differenza c’è tra scismatico materialiter e scismatico formaliter?
    Un Papa, può essere scismatico?
    Un Papa può peccare di disubbidienza?
    Se è no, me lo argomenti.
    A.M.D.G.

    • Serena scrive:

      @Timorato
      Io non mi sento dotta, ma do la parola ai santi e lascio parlare la loro vita. Lei che si ritiene dotto, invece, non sa fare altro che lanciare anatemi per sentirsi superiore a Cristo e alla sua Chiesa. Io mi lascio guidare dall’umiltà dei santi e non dalla protervia degli orgogliosi che si sentono di poter giudicare tutti, escluso se stessi. Impari la lezione da san Padre Pio e non si dia l’aria dello scienziato di turno. Dio rigetta i superbi ma volge il suo sguardo verso gli umili.

  107. Serena scrive:

    E questo disse Paolo VI di Padre Pio.

    Papa Paolo VI invece, addita Padre Pio, come un fenomeno straordinario come un dono dato all’umanità da Dio. Le parole del Pontefice nei confronti del monaco di Pietrelcina sono molto dolci ed incoraggianti, un vero e proprio elogio. Ecco come si espresse il 20 febbraio 1971, parlando al Definitorio Generale dell’Ordine dei Cappuccini: “Succederà per voi il miracolo che è successo per il Padre Pio. Guardate che fama ha avuto! Che clientela mondiale ha adunato intorno a sè – Ma perchè? Forse perchè era un filosofo? – Perchè era un sapiente? Perchè aveva mezzi a disposizione? – Perchè diceva la Messa umilmente, confessava dal mattino alla sera, ed era, difficile a dire, rappresentante stampato delle stigmate di nostro Signore. Era un uomo di preghiera e di sofferenza”.

  108. anastasia scrive:

    @Serena
    Quanto ha ragione. La superbia offende Dio e allontana dal suo cuore. Se invece di sproloquiare contro la chiesa si pregasse di più per la chiesa non ci sarebbero in giro cotanti vaneggiamenti di uomini offuscati dalla loro superbia. L’umiltà è la porta di tutte le virtù, diceva San Tommaso D’Aquino, e la carità ne è la regina. Grazie per queste belle riflessioni con le quali ci permette di meditare prima di andare a letto. Buona e santa notte.

  109. Timorato scrive:

    X Cherubino

    PADRE PIO E VETUS ORDO: CHI MISTIFICA LA STORIA?

    Padre Pio bacia l’anello a Mons. Lefebvre (1967)

    di Francesco Colafemmina
    j
    Nel marzo scorso sul blog di Luigi Accattoli appare un articolo piccato e rabbioso volto a distruggere la “mitologia” di Padre Pio “amante” del Vetus Ordo e “ribelle” al Concilio. L’articolo di Accattoli viene ripreso – pari pari – oggi in una lettera piccatissima del portavoce del Convento di San Giovanni Rotondo, Stefano Campanella, alla Gazzetta del Mezzogiorno.

    Il problema è che a quanto pare entrambi farebbero riferimento ad una visita erronea del cardinal Bacci a Padre Pio quale fulcro della questione. Secondo Accattoli e Campanella Bacci si sarebbe recato a San Giovanni il 1 Aprile del ’64, una data incompatibile con quella indicata per la consegna da parte del cardinale dell’indulto a Padre Pio. Indulto che Padre Pio richiedeva invece nel febbraio 1965.

    Forse però gli è sfuggito che – almeno stando a storici autorevoli come Yves Chiron – Bacci si recò a San Giovanni Rotondo il 9 marzo 1965. E in occasione di questo incontro Padre Pio comunicava al cardinale una preghiera, quella di chiudere al più presto il Concilio.

    Per chiarezza riportiamo prima il piccato intervento di Accattoli e poi la documentazione storica che attesta l’incontro di Bacci con Padre Pio nel 1965. La tesi – condivisibile – di Chiron è che dopo lo strappo del Vaticano per indurre Padre Pio a nominarlo suo erede universale, l’indulto sia stato concesso quale “contentino” al frate stigmatizzato. Notevole inoltre lo spirito di umiltà con il quale Padre Pio tenta di ottenere l’indulto ed anche lo stratagemma giuridico della trasformazione della messa pubblica in messa privata. Non sarà forse giunto il momento di smetterla con questa storia di contendersi Padre Pio e addirittura di usare la sua figura per dare un “crisma” di santità al Concilio ed al Novus Ordo? E poi citare le immagini dell’ultima messa di San Pio è oltremodo cinico: chiunque può vedere che l’altare postconciliare non muta la tensione spirituale del Padre che continua a seguire la sequenza del Vetus Ordo e viene costantemente rimbeccato e ricondotto sulla giusta dizione dai frati ai suoi lati. Povero Padre Pio, anche il suo ardente rispetto per la tradizione e per la Messa come Sacrificio stanno tentando di mistificare!

    A.M.D.G.

    • Cherubino scrive:

      E lei vuol mettere a confronto un Colafemmina e un Accattoli ????

      Vabbè, come dire ? Non c’è più religione …

    • Cherubino scrive:

      Ecco il testo di Accattoli (il link del suo blog spero l’abbiate visto qui di lato in alto)

      “Continua a girare nella Rete – che è la prateria di tutte le bufale – la leggenda di Padre Pio che rifiuta il nuovo messale e continua a celebrare in latino perché “acerrimo oppositore del Concilio”. Questa bufala è venuta a scornare più volte nel mio blog e dunque ho deciso di prenderla per le corna e ora do conto del risultato della “verifica” condotta con l’aiuto di Stefano Campanella portavoce del santuario di San Giovanni Rotondo e di fr. Luciano Lotti, custode dell’Archivio di Padre Pio. All’obiezione che Padre Pio non poteva rifiutare il nuovo messale, perché promulgato sei mesi dopo la sua morte, i guardiani della bufala rispondono affermando che in previsione del nuovo rito il Padre scrisse a Paolo VI per chiedergli di esserne dispensato e di poter continuare a celebrare con il vecchio messale e aggiungono che la “dispensa” gli fu portata dal cardinale Bacci, con il quale il Padre avrebbe sfogato la sua contrarietà al Vaticano II con le parole «Per pietà, mettete fine rapidamente al Concilio». Nulla di ciò è nelle fonti. Il cardinale Bacci va a San Giovanni Rotondo ma non è latore della “dispensa” che il Padre chiederà dieci mesi dopo quella visita. La richiesta è motivata non dalla contrarietà alle innovazioni ma dalla debolezza della vista che gli impedisce di leggere i nuovi testi mentre i vecchi li conosce a memoria. Nei documenti non c’è traccia del presunto atteggiamento di contrarietà al Concilio, vi sono anzi elementi di accoglienza, comprese le novità liturgiche.
      Il cardinale Bacci fa visita a Padre Pio il primo aprile 1964. A seguito dell’introduzione nella “messa con il popolo” di alcune parti da leggere in italiano, su sollecitazione del Padre il 17 febbraio 1965 il guardiano del Convento, padre Carmelo da San Giovanni in Galdo, scrive al cardinale Ottaviani facendo presente che “Padre Pio ha 78 anni, ha la vista indebolita ed è sofferente per la vita di lavoro che conduce e per le altre sofferenze a tutti note”; per queste ragioni chiede “che la Santa Messa da lui celebrata tutte le mattine ad orario inconsueto – 4,30 circa – e cioè due ore prima delle messe ad orario solite a celebrarsi nel nostro Santuario, venga considerata come messa privata e come tale esente dalle norme concernenti la messa con partecipazione di popolo; fermo restando l’aggiornamento a l’uniformità per le altre cerimonie da osservarsi nelle messe private”. Così è documentato nella Positio della causa, vol. III/1, p. 753. La lettera di risposta positiva del cardinale Ottaviani porta la data del 20 febbraio 1965 (Ivi, p. 754). Non c’è traccia, nei documenti, di alcuna frase di Padre Pio contro il Concilio. Anzi, dalla lettera del guardiano si apprende che la dispensa riguardava solo la lingua (a causa della “vista indebolita” che impediva a Padre Pio di leggere i nuovi testi, mentre quelli in latino li conosceva a memoria), ma Padre Pio osservò le altre norme liturgiche venute con il Concilio, come si può vedere dalle immagini delle Messe celebrate sulla mensa rivolta al popolo (il filmato della cosiddetta “ultima messa di Padre Pio”, celebrata il giorno precedente la morte, lo mostra rivolto al popolo e propongono immagini e audio del diacono e del suddiacono che leggono il Vangelo e l’epistola in italiano). La stessa ragione aveva indotto già nel 1961 il Padre a chiedere la dispensa dalla recita del breviario, sostituito con quella del rosario. Inoltre nella lettera famosa di Padre Pio a Paolo VI a sostegno dell’Humanae vitae si legge: “L’Ordine dei cappuccini è stato sempre in prima linea nell’amore, fedeltà, obbedienza e devozione alla sede apostolica; prego il Signore che tale rimanga e continui nella sua tradizione di serietà e austerità religiosa, povertà evangelica, osservanza fedele della regola e delle costituzioni, pur rinnovandosi nella vitalità e nello spirito interiore, secondo le direttive del Concilio Vaticano II” (Epistolario IV, p. 12 e 13).”

  110. Timorato scrive:

    X Serena
    Risponda ai quesiti, si attenga agli argomenti da me posti in precedenza, non usi tatticismi subdoli.

    A.M.D.G.

    • Serena scrive:

      @Timorato
      la smetta di rigirare la frittata sempre sulle stesse balorde affermazioni. Le rispondo solo con un bel salmo che dovrebbe farla riflettere e aiutare ad essere un po più umile e meno tronfio di orgoglio e superbia, il peccato di lucifero.

      Salmo 131 Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
      e non si leva con superbia il mio sguardo;
      non vado in cerca di cose grandi,
      superiori alle mie forze.
      2Io sono tranquillo e sereno
      come bimbo svezzato in braccio a sua madre,
      come un bimbo svezzato è l’anima mia.
      3Speri Israele nel Signore,
      ora e sempre.

      Questo è l’atteggiamento dei Santi e di coloro che mano veramente la chiesa.

  111. Serena scrive:

    LA PREGHIERA E L’AMORE ALLA CHIESA DI SAN PIO DA PIETRELCINA.

    Il decennio che va dal 1952 al 1962 registra per Padre Pio da Pietrelcina uno dei periodi più travagliati della sua esistenza. Le folle accorrono in massa a S. Giovanni Rotondo. Ma non sono solo anime assetate della Parola di Dio o di Segni soprannaturali. Ci sono anche curiosi per nulla interessati alla ragione della fede. E se da una parte si attesta la ricerca di una vita autenticamente cristiana, dall’altra si arriva a delle esagerazioni che cadono sovente nel fanatismo religioso.

    In tutto questo, però, Padre Pio resta sempre sé stesso, stando in mezzo alle folle, riconciliando ogni giorno tantissimi peccatori con Dio, ma vivendo il suo rapporto con Dio come se tutto il chiasso che si verifica attorno a lui non lo riguardi.

    La sua vita è sempre cadenzata dalla preghiera: da questo intimo rapporto con Dio che per nulla sembra essere distratto dalla confusione della gente. E la migliore definizione di sé stesso, egli la dà ad Attilio Crepas, giornalista di Stampa Sera: “Voglio essere soltanto un povero frate che prega” (Eugenio da Montefusco, Il Signore abbia misericordia di me! In Testimonianze, p. 58, riportato in Fernando da Riese Pio X, Padre Pio da Pietrelcina, Ed. omonime S.Giovanni Rotondo, pag. 337).

    Anche per preservare la regolare vita conventuale e la riservatezza di Padre Pio, giungono dei provvedimenti dei quali fin troppo la stampa si è sbizzarrita.

    “Per padre Pio, la preghiera è la chiave della sua esistenza e la garanzia della sua missione; è l’attività d’ogni sua giornata e di non poche ore della notte: è il compito che sente più suo e che lo impone al fascino di tutto il mondo; è la fonte di tanta gioia e, insieme, di profonda sofferenza.

    Sull’inginocchiatoio o sull’altare, nella chiesa o nella cella, trascinandosi per un corridoio o per i viali dell’orto cappuccino, con le mani raccolte o sgrananti la corona, il suo mondo è Dio: da contemplare, da lodare, da implorare, da propiziare. La sua è, più di tutto, una vita di preghiera, di ininterrotto filiale colloquio – dolce e ostinato – con Dio” (Fernando da Riese Pio X, Padre Pio da Pietrelcina, Ed. omonime S.Giovanni Rotondo, pag. 337).

    Sono davvero tantissime, le attestazioni di amore e di fedeltà alla Chiesa da parte di Padre Pio. “Una volta, durante una discussione a carattere religioso, mentre altri si affannano a sostenere nuovi opinioni di moderni pensatori, padre Pio tronca tutti dicendo: “Voi potete dire quello che volete, ma io sto con la Chiesa e basta” (Padre Stefano Maria Manelli, Padre Pio da Pietrelcina, Casa mariana Frigento, pag. 151).

    Egli arriva a definire la Chiesa “nostra tenerissima madre”, nutrendo verso di essa un Amore incrollabile e straordinario, soprattutto verso il Sommo Pontefice, offrendo tutto sé stesso in immolazione per il Papa e per il Popolo di Dio.

    La prova massima di amore alla Chiesa lo stigmatizzato del Gargano la dà “nelle prove durissime a cui viene sottoposto. Obbedienza cieca, in silenzio ed umiltà: Questo è e sarà sempre il suo comportamento nei lunghi decenni di tormenta”. (Padre Stefano Maria Manelli, Padre Pio da Pietrelcina, Casa mariana Frigento, pag. 151).

    “Dolce è la mano della Chiesa anche quando percuote, perché è la mano della madre” . Queste parole esprimono nitidamente il suo amore e la cieca obbedienza verso l’Autorità ecclesiastica.

    Intanto il 14 maggio 1963 va in cielo Padre Agostino da S.Marco in Lamis. Amico, fratello, Padre e direttore spirituale della prima ora, egli è stato forse quello che più di tutti ha compreso profondamente l’anima e la personalità di Padre Pio. Si erano conosciuti a Serracapriola verso la fine dell’ottobre del 1907. “Il giovane fra Pio iniziava allora il primo anno di Corso Teologico, mentre padre Agostino era professore di Teologia. Tra maestro e discepolo si era stabilita ben presto una relazione di vicendevole comprensione e stima, che doveva prolungarsi fino alla morte” (Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario I, pag. 55, Ed. Padre Pio da Pietrelcina).

    “Padre Pio aveva amato e rispettato il suo maestro e direttore, confidandosi volentieri con lui. Da parte sua Padre Agostino ricambiava a cuore aperto la stima e l’amore per il discepolo d’una volta ed aveva per lui un’autentica venerazione” (Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario I, pag. 55, Ed. Padre Pio da Pietrelcina).

    Grazie a Padre Agostino ed a Padre Benedetto da S. Marco in Lamis, che ci hanno lasciato ben conservate le lettere scritte e ricevute dal Padre nel corso di alcuni decenni, noi possiamo esplorare in parte, proprio attraverso i suoi scritti, la personalità e la straordinaria vita mistica del frate di Pietrelcina.

    • Sal scrive:

      @ Serena
      “Le folle accorrono in massa a S. Giovanni Rotondo. Ma non sono solo anime assetate della Parola di Dio o di Segni soprannaturali”

      Dopo aver letto la Preghiera del sig. Pio di Pietralcina, Mi permetta una domanda facile sig. Serena.
      Lei ritiene che “accorrere in massa assetati di segni soprannaturali” sia una roba da cristiani ? Conforme alla Parola di Dio ?
      Come potrebbe capire da chi eventualmente sono originati quei “segni” ? Se
      la presenza dell’illegale è secondo l’operazione di Satana con ogni opera potente, e segni e portenti di menzogna, e con ogni ingiusto inganno per quelli che periscono, come retribuzione perché non hanno accettato l’amore della verità per essere salvati.” ( 2Tess. 2.9-10)

      Lei scrive anche : “Ci sono anche curiosi per nulla interessati alla ragione della fede.”
      Potrei chiederle quali sono le “ragioni della fede ?”
      La fede non ha ragioni, perché la fede è una speranza come dice Paolo : “Realmente fu scritto per noi, perché l’uomo che ara deve arare con speranza e l’uomo che trebbia deve farlo con la speranza di partecipare. Perciò, siccome abbiamo tale speranza, noi usiamo grande libertà di parola, e nutriamo la speranza che, mentre la vostra fede va aumentando, siamo resi grandi fra voi, affinché conosciate qual è la speranza alla quale egli vi ha chiamati. C’è un solo corpo, e un solo spirito, come anche foste chiamati nell’unica speranza alla quale foste chiamati; abbiamo udito della vostra fede riguardo a Cristo Gesù e dell’amore che avete per tutti i santi a motivo della speranza che vi è riservata. Di questa [speranza] avete già udito mediante l’annuncio della verità”(1Cor 9.10; 2Cor 3.2; 2Cor 10.15; Efe 1.18; Efe 4.4; Col 1.4-5; Col 1.5 )

      Dice anche “Sono davvero tantissime, le attestazioni di amore e di fedeltà alla Chiesa da parte di Padre Pio.”
      Riguardo alla fedeltà, anche i farisei erano stati fedeli, ma in modo errato “Guai a voi, scribi e farisei, ipocriti! perché date la decima della menta e dell’aneto e del comino, ma avete trascurato le cose più importanti della Legge,” (Mt6 23.23) La fedeltà avrebbe dovuto essere praticata in modo “da adornare l’insegnamento di Dio” ( Tito 2.10)
      Ma forse lei non sarà d’accordo essendo più interessata alle apparenze e alle esteriorità !?

      • Mimma scrive:

        @Sal
        Stia zitto e non si permetta di giudicare gli altri. Vada a predicare nelle sue sale del regno. Quello che Serena ha scritto lei se lo sogna, ingolfato com’è dai pregiudizi settari dei testimoni di geova.

        http://www.roccopoliti.it/?cat=45

        http://www.roccopoliti.it/?p=1287

        Rm2,1 Perciò chiunque tu sia, o uomo che giudichi, non hai alcun motivo di scusa perché, mentre giudichi l’altro, condanni te stesso; tu che giudichi, infatti, fai le medesime cose. 2Eppure noi sappiamo che il giudizio di Dio contro quelli che commettono tali cose è secondo verità. 3Tu che giudichi quelli che commettono tali azioni e intanto le fai tu stesso, pensi forse di sfuggire al giudizio di Dio? 4O disprezzi la ricchezza della sua bontà, della sua clemenza e della sua magnanimità, senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione? 5Tu, però, con il tuo cuore duro e ostinato, accumuli collera su di te per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, 6che renderà a ciascuno secondo le sue opere: 7la vita eterna a coloro che, perseverando nelle opere di bene, cercano gloria, onore, incorruttibilità; 8ira e sdegno contro coloro che, per ribellione, disobbediscono alla verità e obbediscono all’ingiustizia.

  112. anastasia scrive:

    @Serena
    Ho trovato questa bella frase di San Pio che conferma quello che lei, con grande sapienza spirituale ci propone.

    “L’umiltà e la carità vanno di pari passo. L’una glorifica e l’altra santifica”.(Padre Pio)

    Chi non capisce questo e gonfio di orgoglio e pieno di sé. Grazie ancora Serena. lasci perdere i fannulloni del non senso che si alternano su questo blog.

  113. Serena scrive:

    @Anastasia
    Carissima Anastasia, se capissimo il valore dell’umiltà, la rincoreremmo come una perla preziosissima. Ma purtroppo in questo mondo malato c’è chi si diletta di inezie e si gonfia di giudizi mettendosi al posto di Dio. Come diceva Sant’Ignazio di Loyola: “Tanto hai di Spirito santo, per quanto hai di amore alla Chiesa”. Si vede proprio che certi sproloqui vengono dallo spirito tenebroso, perchè sono senza cuore e senza amore. sarebbe bene meditare quanto ci dice L’apostolo Paolo in Galati. Buona meditazione e grazie per il suo fraterno sostegno. Preghiamo per chi è accecato dal teneroso nemico di Cristo e della Chiesa.

    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati (5, 13-22)

    Fratelli, voi siete stati chiamati a libertà; soltanto non fate della libertà
    un’occasione per vivere secondo la carne, ma per mezzo dell’amore
    servite gli uni agli altri; poiché tutta la legge è adempiuta in quest’unica
    parola: «Ama il tuo prossimo come te stesso». Ma se vi mordete e divorate
    gli uni gli altri, guardate di non essere consumati gli uni dagli
    altri.
    Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri
    della carne. Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo
    Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro;
    in modo che non potete fare quello che vorreste. Ma se siete guidati
    dallo Spirito, non siete sotto la legge.
    Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità,
    dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia,
    ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre simili
    cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose
    non erediterà il regno di Dio.
    Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza,
    bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo.

    • Sal scrive:

      @ Serena
      “Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati (5, 13-22) Fratelli, voi siete stati chiamati a libertà; “

      Come concilia la libertà, se è costretta a piantare l i cavoli con le radici in alto e le foglie in basso ? (Ubbidire anche se ti chiedono di piantare i cavoli a testa sotto!)
      Mimma dice che il padre spirituale le ha insegnato l’ubbidienza, ma così facendo rinuncia alla libertà della disubbidienza e a farsi condurre dallo Spirito. Come concilia le due cose ?
      L’ubbidienza non può essere cieca e insensata. Non crede ?
      Il Vangelo dice “Ora che avete purificato le vostre anime mediante la [vostra] ubbidienza alla verità(1Pie 1.22)
      Non ubbidienza alle stravaganze. Alla Verità. Non le sembra più logico ?
      “Ma se siete guidati dallo Spirito, non siete sotto la legge.” E
      come fa a farsi guidare dallo spirito se deve essere ubbidiente alle stravaganze misteriose ?
      “I cavoli a testa in giù” (Tsè) sic !

      • Mimma scrive:

        I cavoli a testa in giù = SAL

      • Mimma scrive:

        @Serena
        Carissima Serena,
        Chi crede alle cavolate tipo queste che vediamo nel video, come fa a dare fiducia a chi le ha pronunciate come sicure? Come si vede che Sal si guarda raramente allo specchio. Guardi le sue origini e mi dica come fa questo misogino a credere che 12 impostori siano la voce di Dio sulla terra e come fa a credere che loro gli forniscano un cibo solido e sicuro? Sicuro di infettate stravaganze! Mi fa proprio ridere, chi crede alle cavolate viene a fare la morale agli altri. Vede Serena, la mancanza di cervello non può far riflettere e fa parlare di più proprio chi manca di giudizio. La saluto e la ringrazio per le belle riflessioni.

        http://www.roccopoliti.it/?p=731

        http://www.roccopoliti.it/?cat=47

      • vincenzo da torino scrive:

        Conclusioni del…cavolo! Tipicità del produttore Sal.

        • Sal scrive:

          @ Mimma @ Serena
          Distinta sig.ra Mimma e Sig. ra Serena ha letto ? Ha sentito ? Sogno o son desto ?

          Il papa ha detto : “Siate madri non sorelle” Ce l’aveva con voi ?
          h**p://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/08/papa-bergoglio-alle-suore-siate-madri-non-sorelle/587283/

          “Gli uomini e le donne di Chiesa che sono carrieristi e arrampicatori, che usano il popolo, quelli che dovrebbero servire, come trampolino per i propri interessi e le ambizioni personali, fanno un danno grande alla Chiesa”
          Senti senti ……?

          E questa ?
          Finito l’idillio, le suore ribelli attaccano Bergoglio: “E’ come Ratzinger”

          “L’accusa della curia romana è grave: quelle suore – che rappresentano circa l’ottanta per cento delle 57 mila religiose americane – hanno assunto posizioni inconciliabili con la dottrina cattolica. Vogliono andare “oltre la chiesa” e “oltre Gesù””
          h**p://www.ilfoglio.it/soloqui/18090

          Le suore americane “ribelli” contro papa Francesco: È come Benedetto XVI

          “Benedetto XVI le ha commissariate perché vogliono andare “oltre Gesù e la Chiesa”, papa Francesco ha confermato la misura”
          h**p://www.tempi.it/le-suore-americane-ribelli-contro-papa-francesco-e-come-benedetto-xvi#.UYpRRUpiK64

          Visto che avevo ragione ? “non accettano che l’elemento cardine della vita religiosa femminile sia la messa celebrata da un sacerdote maschio.” Ahi ahi ahi ahi…. Sig.ra Longari ….. mi va a cadere sulla messa ?….. (Mike Bongiorno)
          Queste donne…? Gli dai il dito vogliono la mano, gli dai la mano voglio il braccio, gli dai il braccio….. non si accontentano più ?

          • Mimma scrive:

            @Sal
            Magari fossi una suora!!!!
            Caro abitante ….del villaggio!
            Il Papa ha esortato le religiose ad essere madri di una maternità spirituale attravero la castità che sia fecaonda producendo figli spirituali….
            Eccole il testo che DOVREBBE aiutarla a capire!

            “E poi – ha aggiunto – la castità come carisma prezioso, che allarga la libertà del dono a Dio e agli altri, con la tenerezza, la misericordia, la vicinanza di Cristo. La castità per il Regno dei Cieli mostra come l’affettività ha il suo posto nella libertà matura e diventa un segno del mondo futuro, per far risplendere sempre il primato di Dio. Ma, per favore, una castità ‘feconda’, una castità che genera figli spirituali nella Chiesa. La consacrata è madre, deve essere madre e non ‘zitella’!”. “Scusatemi” – ha aggiunto ancora a braccio – “ma è importante questa maternità della vita consacrata, questa fecondità. Questa gioia della fecondità spirituale animi la vostra esistenza; siate madri, come figura di Maria Madre e della Chiesa Madre. Non si può capire Maria senza la sua maternità; non si può capire la Chiesa senza la sua maternità. E voi siete icona di Maria e della Chiesa”.

            Come al solito… lei prende lucciole per lanterne.

  114. emmegi scrive:

    Reginaldus scrive:
    – quindi l’infallibilità pontificia si manifesta secondo queste due modalità:

    1- parlando EX CATHEDRA, cioè quando il papa ESERCITA IL SUO SUPREMO UFFICIO di pastore e di dottore di tutti i cristiani
    2-e in forza del suo SUPREMO POTERE apostolico DEFINENDO una dottrina circa la fede e i costumi

    —Dove è, allora, lo spazio per parlare , in riferimento al papa, di due magisteri separati, uno vincolante e l’altro … opinabile??? Ex cathedra appare da queste parole non una situazione straordinaria di insegnamento, ma l’ordinarietà stessa della specifica funzione papale…Come si era manifestata sei anni prima della proclamazione del dogma dell’infallibilità -1870- nella definizione del dogma della Immacolata Concezione di Maria Santissima:1864).

    Attendo con vivo interesse che Timorato voglia rispondere alle obiezioni postegli da Reginaldus nei suoi ultimi commenti:
    6 maggio, ore 12:09 e 22:15

  115. Serena scrive:

    @Mimma

    Lo lasci perdere, io non lo prendo neanche in considerazione. Come lei dice, l’insensatezza si commenta da sola. Dedichiamo ai tanti che si prendono per saggi questa bella riflessione. La saluto di cuore e mi affido alla sua preghiera. Io l’affido all’intercessione del caro san Pio.

    Quando un cieco crede di vederci…
    Strettamente connesso al tema precedente è il problema del discernimento dei falsi profeti. La sezione che prendiamo ora in considerazione è 7,13-27, con l’aggiunta di 6,22-23, pericope dedicata al medesimo tema, anche se decentrata.La pericope 6,22-23 intende sottolineare l’importanza cruciale del discernimento. L’argomentazione è presentata in forma allegorica: l’occhio è la lucerna del corpo. Di fatto, l’occhio non ci vede per se stesso, è il corpo che ha bisogno dell’occhio per essere nella luce. E posto che la luce esterna sia piena, ciò non giova alla persona se è guasto l’organo della vista, ed essa si trova necessariamente nel buio anche in pieno giorno. Ripensando a questa allegoria, dopo avere letto l’avvertimento relativo ai falsi profeti, il discorso si può tradurre in questi termini: la facoltà di discernimento è per l’anima ciò che l’occhio è per il corpo. Una persona priva di discernimento è paragonabile a un cieco che si muove nel buio, anche in pieno giorno, con l’aggravante – aggiungiamo noi – che, a differenza del cieco, che di solito è cosciente della sua infermità, chi manca di discernimento è sempre convinto di vederci molto bene. Per questa ragione l’AT dice a chiare lettere che la caratteristica principale dello stolto è quella di credersi saggio (cfr. Pr 3,5-7 e 26,12), e anche l’insegnamento di Gesù si muove in questa linea (cfr. Gv 9,39-41). Il risultato è quello di precipitare in una fossa, quando un cieco, che crede di vederci, si fa guida di un altro cieco (cfr. Mt 15,14). La mancanza di discernimento è quindi una forma di oscurità ancora maggiore della cecità materiale; in questo senso va compresa l’esclamazione conclusiva dell’allegoria: “Quanto grande sarà la tua tenebra!” (v. 23).

    http://www.cristomaestro.it/discepolato/ritratto_discepolo/discernimento_profeti.html

    “Chi vuole amare la vita e vedere giorni felici, trattenga la sua lingua dal male e le sue labbra da parole d’inganno; eviti il male e faccia il bene, cerchi la pace e la segua, perché gli occhi del Signore sono sopra i giusti e le sue orecchie sono attente alle loro preghiere; ma il volto del Signore è contro coloro che fanno il male”. 1Pt 3, 8-12

    «Sacratissimo Cuore di Gesù, realmente presente nella Santa Eucaristia, io consacro il
    mio corpo e la mia anima per essere interamente uniti con il Tuo Cuore che viene
    sacrificato in ogni istante in tutti gli altari del mondo, dando lode al Padre e invocando la venuta del Suo Regno. Ti prego, ricevi l‟umile offerta di me stessa. Usami come desideri per la gloria del Padre e per la salvezza delle anime. Santissima Madre di Dio, non farmi essere separata dal Tuo Figlio Divino.Ti prego, difendimi e proteggimi come Tua figlia particolare. Amen».

    • Mimma scrive:

      @Serena
      Io continuo a fidarmi di Dio…
      Contro tutto e contro tutti. Ciò che è impensabile per le risorse umane è facilissimo a Lui che è Onnipotente.
      Continuerò a mettere Sal nel cuore eucaristico di Gesù…
      Un grande abbraccio, a presto.

  116. Catechista scrive:

    Se siete di Roma:
    10 maggio ore 21 nella Chiesa San Pio X alla Balduina (via A. Friggeri, ROMA) si terrà una conferenza del dott. V. Polidori sul libro:
    http://www.dehoniane.it/edb/cat_dettaglio.php/Bibbia-dei-Testimoni-di-Geova-La-/?ISBN=41015
    Saluti

    • Sal scrive:

      @ Catechista
      Distinta Catechista, il modo migliore per confutare una possibilità, è sempre quello di mettere a confronto le tesi degli uni e degli altri e cercare di capire se è vero che ci sono state manipolazioni nelle traduzioni.

      Con un po’ di pazienza, se lo desidera, (e potrebbe essere la sua occasione per dimostrare di aver ragione) può certamente trovare nei vari interventi postati una innumerevole quantità di scritture citate a sostegno dei ragionamenti che sono tratte dalla Traduzione del Novo Mondo.

      Perché non fa un confronto con altre traduzioni a sua scelta per verificare se sono citate in modo difforme, erroneo o fraudolento, travisando il significato ? Nel caso non trovasse rispondenza potrebbe farmelo notare in modo da chiarire se c’è stato errore ? Sarebbe una sua grande occasione. Non sia timida, dimostri ciò che vorrebbe sostenere !
      Non dovrebbe esserle difficile, sul sito la Parola.net ci sono alcune versioni cattoliche con cui fare confronti e il dizionario greco che le offre delucidazioni.

  117. Nella scrive:

    Ciao a tutti
    Sono rientrata oggi da Medjugorie ed ho pregato per tutti voi coi come per il dottor Tornielli. E’ stata un’esperienza bellissima. Migliaia di persone si sono messi all’ascolto della Madre. La veggente Miriana parlando ai pellegrini ha detto: “Preghiamo tanto per la chiesa e per papa Francesco”. Mi ha poi particolarmente colpito e impressionato questa frase: “io che conosco quello che accadrà attraverso i dieci segreti, vi invito con più forza a pregare per il papa”. E’ come se dietro queste parole volesse comunicarci un’urgenza particolare. Ci ha ricordato, poi, quanto sia importante la preghiera del rosario affinché si realizzino i piani di Maria per il mondo poiché la pace è in serio pericolo. Ci ha ricordato come attraverso la preghiera e il digiuno possiamo aiutare Maria a portare i cuori degli uomini a Gesù, il solo Salvatore e Signore. E quindi ci ha detto che chi prega e vive in grazia di Dio, non deve aver paura del futuro. Ci ha raccomandato, a nome di Maria, la lettura quotidiana della Bibbia che insieme all’Eucaristia, sono il solo e vero nutrimento della nostra vita spirituale. Ha poi concluso invitandoci a pregare per i sacerdoti affermando che non dobbiamo mai giudicarli, perché, ha detto, loro saranno giudicati da Dio per come hanno corrisposto alla loro vocazione, ma che dobbiamo molto pregare per loro. Ho sentito,poi, una bella testimonianza , di un medico ateo che è venuto a Medjugorie per curiosità e per accompagnare un gruppo di pellegrini come assistente sanitario e che, come da lui testimoniato, sul monte delle apparizioni ha avuto un incontro sconvolgente con l’amore di Maria, che lo ha folgorato, come san Paolo sulla via di Damasco. Quanti frutti di conversione a Medjugorie. Credo che sia proprio questo il vero miracolo di questo pezzo di cielo sulla terra. Ascoltiamo Maria ed aiutiamola ad aiutarci affinché il mondo si salvi per mezzo della fede in Gesù, Dio e Signore della nostra vita. Vi abbraccio tutti nel cuore della dolce Regina della pace.

    Nella

    • Mimma scrive:

      @Nella
      Bentornata sorellina.
      Dal tuo post emerge e rivive in me il tepore dello Spirito di Medjugorie e di quanto la Madre opera nei cuori e nelle menti di chi a quel luogo benedetto si accosta.
      Grazie per la tua splendida testimonianza e per il messaggio mariano che ci hai portato. Messaggio che peraltro resta come sempre legato ad esortazioni strettamente evangeliche che la Madre con infinita delicatezza ci porge per portarci al Figlio suoGesù.
      Mi hai fatto venire una grande nostalgia del Podbordo, ma spero vivamente di poterci ritornare in Giugno!
      Un grande abbraccio e grazie ancora.

      • Nella scrive:

        @Mimma
        Carissima Mimma, scusami ma solo ora mi sono accorta della tua risposta. Che giorni meravigliosi ho trascorso sul Podbrdo. Attimi di cielo che auguro a tutti di poter vivere. Chiediamo a Maria di toccare i cuori più induriti e increduli. Io ho messo tutti nel cuore Immacolato di Maria. Anche te, carissima sorella Mimma. Quando ci andrai il prossimo mese, prega anche per me. Nel suo cuore di Madre saremo sempre uniti. Mi farebbe piacere sentire una tua testimonianza. Dio ti benedica e a presto.
        Nella

        • Mimma scrive:

          @Nella
          Hai ragione sorellina,
          in Cristo restiamo uniti per l’eternità.
          E’ Lui l’unico indissolubile legame di chi spera e ama.
          Dio benedica anche te!
          Ti preservi dal peccato e ti liberi da ogni male.

  118. Sal scrive:

    @ Mimma
    ““E poi – ha aggiunto – la castità come carisma prezioso, che allarga la libertà del dono a Dio e agli altri, con la tenerezza, la misericordia, la vicinanza di Cristo. La castità per il Regno dei Cieli mostra come l’affettività ha il suo posto nella libertà matura e diventa un segno del mondo futuro,”

    Me la toglie una curiosità ? Se tutte le donne fossero “caste”, come si adempirebbe il comando “siate fecondi e moltiplicatevi “?
    Dio si sarebbe sbagliato inventandosi gli organi genitali ?

    “Il Papa ha esortato le religiose ad essere madri di una maternità spirituale attraverso la castità che sia feconda producendo figli spirituali….”
    E se le religiose devono essere madri di una maternità spirituale povera Maria, non è riuscita ad avere figli spirituali, ma solo fisici !

    “La castità per il Regno dei Cieli mostra come l’affettività ha il suo posto nella libertà matura e diventa un segno del mondo futuro, per far risplendere sempre il primato di Dio.”
    E a che cosa serve l’affettività se non a manifestare attaccamento al compagno/a ? A che servirebbe l’affettività e come la dimostrerebbe se non ci fosse dimostrata da azioni affettive ?
    Come al solito “io” prendo lucciole per lanterne. Per questo il Vangelo dice : “ciascun uomo abbia la propria moglie e ciascuna donna abbia il proprio marito. Il marito renda alla moglie ciò che le è dovuto; ma anche la moglie faccia similmente verso il marito. La moglie non esercita autorità sul proprio corpo, ma il marito; e similmente, nemmeno il marito esercita autorità sul proprio corpo, ma la moglie. Non ve [ne] private l’un l’altro, se non di mutuo consenso per un tempo fissato, per dedicare tempo alla preghiera e unirvi di nuovo,(1Cor.7.25)
    Già, per essere caste e pure……
    Si diverta, legga castamente. Ora anche in Tv. Non c’è più religione !

    h**p://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/1582585/St-Peter-was-not-the-first-Pope-and-never-went-to-Rome-claims-Channel-4.html

    • Mimma scrive:

      @Sal

      Per fortuna la Parola di Dio smentisce le demenze settarie e rende ridicolo il fanatico Sal.

      Matteo 19,9Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».
      10Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». 11Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. 12Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

      San Paolo non era sposato e invita i Corinti che lo desiderano a restare tali per il regno. Anzi esalta la superiorità del celibato. Per fortuna la Parola di Dio smentisce sempre i falsi profeti e gli impostori.

      1Corinzi 7,8Ai non sposati e alle vedove dico: è cosa buona per loro rimanere come sono io; 9ma se non sanno dominarsi, si sposino: è meglio sposarsi che bruciare…25Riguardo alle vergini, non ho alcun comando dal Signore, ma do un consiglio, come uno che ha ottenuto misericordia dal Signore e merita fiducia. 26Penso dunque che sia bene per l’uomo, a causa delle presenti difficoltà, rimanere così com’è. 27Ti trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti. Sei libero da donna? Non andare a cercarla. 28Però se ti sposi non fai peccato; e se la giovane prende marito, non fa peccato. Tuttavia costoro avranno tribolazioni nella loro vita, e io vorrei risparmiarvele.
      29Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; 30quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; 31quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo! 32Io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; 33chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, 34e si trova diviso! Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito. 35Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.
      Richiami ai genitori
      36Se però qualcuno ritiene di non comportarsi in modo conveniente verso la sua vergine, qualora essa abbia passato il fiore dell’età – e conviene che accada così – faccia ciò che vuole: non pecca; si sposino pure! 37Chi invece è fermamente deciso in cuor suo – pur non avendo nessuna necessità, ma essendo arbitro della propria volontà – chi, dunque, ha deliberato in cuor suo di conservare la sua vergine, fa bene. 38In conclusione, colui che dà in sposa la sua vergine fa bene, e chi non la dà in sposa fa meglio.

      39La moglie è vincolata per tutto il tempo in cui vive il marito; ma se il marito muore è libera di sposare chi vuole, purché ciò avvenga nel Signore. 40Ma se rimane così com’è, a mio parere è meglio; credo infatti di avere anch’io lo Spirito di Dio.

      • Sal scrive:

        @ Mimma
        La ringrazio di avermi segnalato la scrittura di Paolo, ma non mi sembra che sia in contrasto con quanto ho scritto.
        Avrebbe dovuto almeno spiegarmi qual è il punto che vuole ricordarmi. Mi par di leggere : “Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli.”
        Lei non può farsi eunuco, è donna !

        Sa come ci si fa eunuchi per il regno dei cieli ? Dovrebbe spiegarlo, forse come Origene ? Ma allora non avrebbe potuto adempiere “crescete e moltiplicatevi” che non è mai stato cancellato. Infatti ha scritto lei : “Paolo non era sposato e invita i Corinti che lo desiderano a restare tali per il regno. Anzi esalta la superiorità del celibato.”

        Però poi aggiunge : “1Corinzi 7,8 Ai non sposati e alle vedove dico: è cosa buona per loro rimanere come sono io; ma se non sanno dominarsi, si sposino: è meglio sposarsi che bruciare…Riguardo alle vergini, non ho alcun comando dal Signore,”

        Scusi ma deve aver fatto confusione “è meglio sposarsi che bruciare”? Allora non c’è più la questione degli eunuchi…… e poi ha visto “Riguardo alle vergini, non ho alcun comando dal Signore”
        Se Paolo non aveva nessun comando ce lo vuole mettere lei ? Ha ragione Bergoglio “siate madri non zitelle”

        “28Però se ti sposi non fai peccato; e se la giovane prende marito, non fa peccato.”
        Qual è dunque il suo punto ? Cosa vuole sostenere ?
        Che Pietro non è mai venuto a roma e chei Gesuiti non concordano con i (forse??) ritrovamenti della Guarducci ?
        Stia serena la fine è arrivata.

  119. Bortignon scrive:

    Chiedilo a loro !

  120. Bortignon scrive:

    Come farebbero i preti depravati ad approvvigionarsi di carne umana giovane, se non gli affidassero i bambini?
    Come farebbero gli alti prelati a vivere immersi nel prestigio, se non fossero principi della chiesa?
    Come farebbe il papa a calzare mocassini costosissimi, se fosse costretto a lavorare?
    …..Chiedilo a loro !!

    • Nando scrive:

      Come farebbe Bortignon ad essere intelligente se non facesse domande idiote?
      Chiedilo a lui.

      • Bortignon scrive:

        E come farebbe Nando ad essere cattolico, se fosse in grado di usare il cervello?

        • Bortignon scrive:

          Di più : come farebbero i prelati ad ingrassare negli scandali da secoli, se non ci fossero i vari Nando?

          • Nando scrive:

            E come farebbe Bortignon a non andare in psichiatria se non fosse matto e un testimone di geova?

          • Mimma scrive:

            @Nando
            E come farebbero i tdg a propagare menzogne sataniche a largo raggio se comprendessero le scritture?

    • Cherubino scrive:

      mocassini costosissimi ?

      Veramente Wojtila tra le sue calzature aveva un paio di Caterpillar, non molto diversi dai miei (i suoi erano bianchi).

  121. Timorato scrive:

    x reginaldus

    Mi scuso per il ritardo. Riguardo il sedevacantismo, la FSSPX lo rigetta come: “Una falsa soluzione per un reale problema”.Mons. Lefebure, come anche il Cardinal Ottaviani lo ha rigettato, lasciandosi guidare dagli insegnamenti del Bellarmino, che non parla mai di sedevacantismo, ma solo di “Resistere” al Pontefice errante. Monsignore era solito rappresentare tale realtà, accostando il Papa errante al proprio genitore, il quale, pur sbagliando nel dettare ordini cattivi -che per la Morale cattolica vanno rifiutati- rimane sempre il padre da obbedire per il resto e da riconoscere sempre e comunque.
    Anche perchè – secondo la mia personale riflessione- dovra pur significare qualcosa la differenza tra Magistero oridinario e Magistero infallibile!
    Oltre al fatto poi, che le varie tesi sedevacantiste si sgretolano da sole, come ha fatto notare il rev. Don Curzio Nitoglia, che dopo aver abbracciato la Tesi detta di Cassiciacum (sedevacantismo mitigato=i papi eletti nel postConcilio sono tali solo in potenza, cioè Materialiter poichè, mancano del carattere proprio che li fà papi, ossia lo svolgimento della loro missione che è stata interrotta e traviata nel propinare le eresie del Vat.II e pertanto non lo sono Formaliter) ha notato, che molti elementi non soddisfano tale tesi ed anche perchè la stessa non ha avuto l’avallo dell’intera Chiesa, per cui ha deciso di abbandonarla.Invito quindi a visitare il Suo sito per maggiori approfondimenti.
    Ovviamente la crisi che grava sulla Chiesa è straordinaria, una crisi quindi, che necessita l’intervento diretto di Nostro Signore e il sereno impegno dei buoni Cattolici che sono chiamati a un maggiore esercizio della Fede, delle Virtù cristiane, con quella santa Indifferenza di cui parlano i Mistici, che ci farà capire che tale crisi è anche strumento di riflessione per attingere all’adeguato Patrimonio teologico della Chiesa che già gode di ogni “Luce” per dissipare queste” particolari tenebre”, proprio per capire che tutto è assolutamente: Normale(!!!).
    Riguardo poi a quello che dice il Diritto canonìco e la Cum ex apostolatus, rimane di esclusiva competenza del Collegio cardinalizio il procedere alla deposizione del Papa eretico -che certamente oggi come stanno le cose- richiederebbe un doppio miracolo di Nostro Signore, quindi… siamo cosi……….(?)

    A.M.D.G.

    • Teobaldo scrive:

      Un plauso e un grazie a Timorato. Inutile dire che condivido appieno il suo intervento.

      Anche per me, vale S. Bellarmino il Santo difensore del Papato per eccellenza e quindi del Primato Petrino, lo ritengo il punto fermo, dove al papa che dovesse insegnare o approvare errori ed eresie, si DOVRA’ RESISTERGLI, come ha fatto Mons. Lefebvre e come fecero altri nella storia della Chiesa, quando si trovarono difronte a simili situazioni, un esempio noto S. Atanasio.

      La ringrazio e la saluto cordialmente.

      • Cherubino scrive:

        Che non volete obbedire ai pontefici ormai lo sappiamo. Potete anche smetterla di fare outing…

        • Teobaldo scrive:

          l’adepto dello spiritello inoculato dal rns, è così ottenebrato e disubbediente al Deposito (l’unico che conta è che è al di sopra di ogni singolo papa), che disprezza e calunnia S. Bellarmino il difensore del Papato per eccellenza…

          povero adepto….faccia un sonellino anzi riposi nello spirito…..vediamo se questa volta, le arriva quello giusto…..il che, la vedo dura, in quanto il rns è la rivisitazione in chiave moderna dell’eresia CONDANNATA DALLA CHIESA che chiamasi

          CATARISMO….

          poi l’adepto, si pemette a dare lexxioni di ubbidienza….
          quante cosucce dovrà ella ‘ cherubino ‘ spiegare al Giudice Supremo…quante…. altro che auting….

          • Cherubino scrive:

            lei obbedisce al deposito … bancario

            lasci perdere, più mi insulta si vede il vuoto di carità del suo cuore così cosmico che ci si potrebbe fare una puntata di Star Trek …

          • Teobaldo scrive:

            quindi l’unica volta che il ‘ cherubino’ adepto del rns, gli riesce di scrivere il termine deposito, lo associa a quello bancario….

            bene, non avevo dubbi…o Cristo (Deposito= Tradizione a cui OGNI PAPA DEVE SOTTOMETTERSI, da me più volte citato) o MAMMONA (deposito bancario, scritto da lei)….ed in effetti…tutto quadra che è nà meraviglia….. catarismo ed eresia, all’ennesima potenza…calunnie e menzogne….insomma il ‘cherubino’ a cui piace provocare e quindi se la và cercare…si lamenta pure se gli si risponde a dovere, reagendo alle critiche che gli vengono mosse, per le c…te che scrive o che copia incolla, come fossero insulti…tutto questo CHIAMASI patologia da

            DELIRIO DI ONNIPOTENZA….

          • Cherubino scrive:

            vedo che non sa leggere: è lei che associo ad un deposito bancario. So bene cosa è il depositum Fidei, tanto da essere certo che LEI usa quella parola a vuoto.

          • Cherubino scrive:

            lei continua a ripetere lo stesso disco rotto da quando ha fatto la sua comparsa in questo blog.

            Le cose sono due: o è il solito fascista o monarchico che fa finta di essere tradizionalista e usa la religione come baluardo di un dominio di alcuni su molti, oppure continua a ripetere le stesse cose nello stesso modo perchè in realtà non ci crede e deve continuare a convincersi di quei vaneggiamenti che scrive e che in fondo non convincono neanche lei.

          • Mimma scrive:

            @Teobaldo
            A Teobaldo! Ci ha stufato!
            E’ diventato peggio di Sal!
            Si è tramutato in tamburo battente di insulti, giudizi gratuiti ed insofferenza!
            Ma che Vangelo ha letto lei?
            Ma se scendesse dal suo piedistallo di onniscenza e di superbia forse riuscirebbe a considerare l’essere umano più da vicino e nella peggiore delle ipotesi potrebbe ferfino guardare dentro se stesso e a tutto il mare di vizi che la legano a questo mondo allontanandola dalla virtù e dall’Amore per Dio e per i fratelli….

      • Reginaldus scrive:

        Caro TImorato,
        restiamo allo stesso punto: si riconosce che la sede è occupata, non vacante, ma ci si riserva il diritto – il dovere – di resistere a quella sede, cioè al papa! Il diritto-dovere di essere più papi del papa stesso!!! Ma non dice sempre il Bellarmino e il Codice Canonico che “prima sede a nemo judicatur”??? Tale teoria che consentirebbe di insegnare a colui che insegna, è incompatibile con la logica della fede nell’ infallibilità del magistero papale – infallibilità che Pio IX riconosceva appartenergli, a lui come papa, come condizione a lui connaturata come papa, se già nel 1854, 16 anni prima della proclamazione del dogma dell ‘infallibilità – che si crede vincolato solo a una particolare solenne straordinaria modalità di insegnamento – definiva l’ Immacolata Concezione come dogma della Chiesa! Quindi esercitante Ex Cathedra quell’ insegnamento che a lui compete in quanto papa, prima ancora che fossero nate le discussioni tra magistero solenne e magistero ordinario! San Bellarmino non credo intendesse parlare di possibilità reale di errore da parte del papa: altrimenti sarebbe in contraddizione con se stesso! Resto convinto che la sua affermazione sul caso di resistere al papa fosse fatta per absurdum, a conferma che il papa è al riparo di quella possibilità! Perché allora PaoloIV si sarebbe preoccupato, con la sua Ex Apostolatus Officio, di dichiarare “nulla e invalida” l’elezione a papa di un cardinale eretico, se rimaneva sempre la possibilità di resistergli pur riconoscendolo come papa??? Un papa alle volte eretico ( o quasi sempre eretico, come nel caso di oggi – una volta o quasi sempre, significa che è eretico sempre , punto e basta- NON ESISTE! EX CATHEDRA significa allora non una forma particolare di magistero , ma il magistero stesso del papa, che in quanto ‘titolare’ di quella sede è permanentemente dottore della fede (per fare un esempio terra terra: un insegnante in quanto insegnante insegna ‘ex cathedra’ anche quando passeggia tra i banchi degli allievi, anche quando dà lezioni private, in una stanzetta..Si è mai visto un professore dire: oh attenzione: ora da professore vi insegno il teorema di Pitagora, ma poi dopo al bar vi dirò che sono tutte balle da ridere??? o viceversa, che dica che Pitagora aveva le trabeccole, con la scusa che sta parlando al parco giochi???)

        • Reginaldus scrive:

          scusate, errata corrige: , “prima sede a nemine iudicatur “…

          • Reginaldus scrive:

            se può servire, ecco una affermazione lapidaria di un Papa, ben prima di Pio IX e della Pastor Aeternus::

            ” Nessuna eresia può INSOZZARE colui che è assiso sulla CATTEDRA di San Pietro, perché è lo Spirito santo che lo istruisce.”  ( San Leone Magno , Sermone 98) ”

            (il sillogismo è di facile costruzione: Ma…(seconda minore), Dunque… ( conclusione) ]
             

  122. Timorato scrive:

    x Minstrel
    Scuse accettate. Non so se voleva banalizzare l’intervento della Madonna Santissima, perchè propria di pasta scotta non si parla! Mons. Lefebure, che tralaltro ha saputo di tale Rivelazione dopo tanti anni della Sua Opera e che ha “usato” solo per avallare la Sua Opera che coincide con l’ Unica e Perenne Causa dell’Unico e Perenne Pietro dell’Unica e Perenne Chiesa dell’ Unica e Perenne Redenzione, e nulla di altro!
    Giusto per smentire tutte le calunnie che a mò di spaventapasseri si moltiplicano verso la Tradizione.
    Lei si appiglia alla mia mancaza di autorità per per screditatare tale rivelazione, ma cio non significa nulla, poichè i Fatti parlano da soli ed essi stessi si impongono!!!
    1) La Beata Vergine parla di un Prelato (ossia di un Vescovo, altrimenti avrebbe specificato un altro grado del Sacerdozio);
    2)Parla di un Prelato che dovrà RESTAURARE LO SPIRITO DEI SACERDOTI!
    (mi dica Lei, dopo tutti gli insulti di retrogrado che ha tollerato Mons. Lefebure, se ora per una beffa della faziosità, dovrebbe pure passare Egli come modernista!!!!)
    Quindi se a tutti i costi si deve “CROCIFIGGERE MONS.LEFEBURE IO NON CI STO”

    Carissimo, si regoli da sè e non si strappi le vesti a causa della disubbidienza perchè la Chiesa vive anche di altre Virtù che di concerto si avvalgono dell’ubbidienza ma per fini più alti: La Gloria di Dio! La Salvezza della Anime!

    A.M.D.G.

  123. Antonio scrive:

    “MONS.LEFEBURE” non esiste. Ma Mons. Lefevre state tranquilli che è stato già giudicato dal Signore e ha dovuto rendergli conto poiché come dice San Paolo in:

    2 Corinzi 5, 1Sappiamo infatti che quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un’abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani di uomo, nei cieli. 2Perciò sospiriamo in questo nostro stato, desiderosi di rivestirci del nostro corpo celeste: 3a condizione però di esser trovati gia vestiti, non nudi. 4In realtà quanti siamo in questo corpo, sospiriamo come sotto un peso, non volendo venire spogliati ma sopravvestiti, perché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita. 5E’ Dio che ci ha fatti per questo e ci ha dato la caparra dello Spirito.
    6Così, dunque, siamo sempre pieni di fiducia e sapendo che finché abitiamo nel corpo siamo in esilio lontano dal Signore, 7camminiamo nella fede e non ancora in visione. 8Siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore. 9Perciò ci sforziamo, sia dimorando nel corpo sia esulando da esso, di essere a lui graditi. 10Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finché era nel corpo, sia in bene che in male.

    Lasciamo perciò il giudizio a Colui a cui compete: Gesù Cristo.

    • Teobaldo scrive:

      @ Antonio

      Lei è così vicino al Padre che sa se e come abbia giudicato Mons. Lefebvre?

      Lei forse, conosce così bene il Giudice Supremo da considerarsi il suo portavoce?

      Questi giudizi non spettano a lei e mi ricordano tanto quei dei tdg quando si presentano a sunare il campanello di casa per calunniare la Una Santa Cattolica Apostolica…
      che, poi son gli stessi degli adepti dei movimenti ‘ecclesiali’ postconciliari, paragonabili a chiesuole indipendenti all’interno dell’ Una Santa, i quali hanno coinvolto preti diocesani, che a causa dellla doppia appertenenza, hanno creato danno alle parrocchie… non più gestite dal vero spirito diocesano, ma bensì da quello del movimento ‘ecclesiale’ a cui appartengono…..i fedeli che ne escono da li, sono gli stessi che poi ritrovi a medjugorie…..

      • Cherubino scrive:

        neanche lei è così vicino al Padreterno da poter escludere che, nonostante il discernimento di un paio di pontefici, Lefebvre non abbia avuto una severa condanna in Cielo.
        Ma la condanna non saranno state tanto le fiamme o i tormenti, quanto il capire quanto profonda fosse la sua cecità.

  124. Sal scrive:

    @ Antonio
    Perdoni se torno sul suo argomento del 4 maggio 2013 alle 21:18 relativo alla tomba di Pietro in Vaticano comelei dice ricordando la dott.ssa Guarducci, volevo suggerirle di leggere meglio sia l’Avvenire, organo di parte a me avversa naturalmente, e anche il Messaggero.

    Tratto da Avvenire : -
    Socci insegue Maria Valtorta e avanza dubbi sulla tomba di Pietro. – La vicenda è contenuta nei Quadernetti di Maria Valtorta, degli inediti della mistica di Viareggio pubblicati nel 2006 ma passati inosservati. Antonio Socci l’ha ripresa e ne ha fatto il perno del suo ultimo libro, I giorni della tempesta (Rizzoli)”
    h**p://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/socci-valtorta-tomba-di-pietro.aspx

    Antonio Ferrua è stato un sacerdote, archeologo ed epigrafista italiano….Sacerdote gesuita fu ordinato nel 1930. Nel 1933 si laurea all’Università di Torino in lettere classiche con una tesi sugli epigrammi di Damaso (“Epigrammata damasiana”), e nel 1937 si laurea in epigrafia cristiana presso il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana.
    Nel 1940 fu chiamato da Pio XII a lavorare agli scavi della tomba di Pietro nella necropoli vaticana: la disputa con un’altra grande archeologa ed epigrafista italiana, Margherita Guarducci, sul presunto ritrovamento delle ossa di san Pietro, durerà fino alla fine della sua lunghissima vita (102 anni) …. Il gesuita Antonio Ferrua, che prese parte agli scavi vaticani ha affermato più volte di ‘non aver potuto pubblicare’ tutte le informazioni in suo possesso, le quali smentirebbero chi sostiene di aver identificato le reliquie di Pietro. Inoltre una guida di Roma, curata dal cardinale cattolico Paul Poupard e pubblicata nel 1991, diceva che “le ossa umane ritrovate sotto le fondamenta del Muro rosso non hanno rivelato, all’esame scientifico, alcun rapporto con l’apostolo Pietro”.
    – Wikipedia

    Il Messaggero 2.1.2001
    di Orazio PETROSILLO
    Quelle ossa? Per l’archeologo gesuita non sono state ritrovate
    La disputa tra Margherita Guarducci e padre Antonio Ferrua

    La cassetta che fu ritrovata nel “muro g” del sepolcro di san Pietro era vuota o piena di ossa dell’Apostolo? Su questa domanda si è intrecciato il più famoso giallo archeologico del XX secolo. Ed ha visto scontrarsi fino all’ultimo, e per quasi un quarantennio, soprattutto l’epigrafista Margherita Guarducci e l’archeologo gesuita Antonio Ferrua (nonagenario residente nella sede della «Civiltà Cattolica»).

    La tenzone Guarducci-Ferrua è andata avanti tra volumi della prima e recensioni stroncatrici del secondo sulla prestigiosa rivista dei gesuiti. Dal punto di vista istituzionale, il momento più alto del confronto avvenne nel 1968. L’archeologo gesuita, a nome anche degli altri tre protagonisti dello scavo (padre Engelbert Kirschbaum, Enrico Josi, Bruno Maria Apollonj Ghetti), su pressante invito del sostituto mons. Giovanni Benelli, fece pervenire alla Segreteria di Stato un memoriale di 11 pagine in cui sosteneva che non s’erano trovate le reliquie di san Pietro….
    Un secondo punto che risolve la questione è la calunnia (*) della Guarducci nei riguardi di mons. Ludwig Kaas, segretario-economo della Fabbrica di S. Pietro, uomo di fiducia di Pio XII e sovrintendente ai suoi occhi di tutta l’operazione degli scavi nelle grotte vaticane. Secondo la professoressa, era mons. Kaas che, all’insaputa dei quattro archeologi, avrebbe vuotato il loculo delle ossa rinvenute in quanto “non archeologo..”.
    h**p://www.storialibera.it/epoca_antica/cristianesimo_e_storicita/tomba_di_pietro/articolo.php?id=2260

    “Secondo il teologo Oscar Cullmann, perciò, gli “scavi vaticani non permettono affatto di identificare una tomba di Pietro”….Un esempio di vicinanza e, insieme, di diversità tra le confessioni protestanti e quella cattolica è presentato da Cullmann nella figura dell’apostolo Pietro che sarebbe stato realmente il capo di tutta la chiesa cristiana ma il cui primato, a lui storicamente assegnato, non potrebbe essere trasmesso a nessun successore. Wikipedia

    E per finire
    “Esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza ma volentieri secondo Dio; non per vile interesse, ma di buon animo; non spadroneggiando sulle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. E quando apparirà il pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce.”
    ( 1 Pie 5.1-5 CEI)

    Se Pietro dice di essere un anziano come loro, sottoposto al pastore Supremo, ha idea come abbia fatto a trasformarsi in papa ? Capo della chiesa ?
    Perchè non ha nominato lui Mattia al posto di Giuda, ma tirarono a sorte ?
    Tanto per riflettere.

    • Antonio scrive:

      Esorta i presbiteri come vescovo e pastore in quanto lui rappresenta il Pastore supremo e in suo nome. Per lei le evidenze più elementari non sono tali. Lo chieda a Wikipedia. Il prolungamento della sua ignoranza. Come fu lui il primo a parlare il mattino di Pentecoste agli ebrei della Risurrezione di Cristo.

      Atti 2,14Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: «Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia ben noto questo e fate attenzione alle mie parole: 15Questi uomini non sono ubriachi come voi sospettate, essendo appena le nove del mattino. 16Accade invece quello che predisse il profeta Gioele:….36Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!». 37All’udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». 38E Pietro disse: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo. 39Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro». 40Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa». 41Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone.

      Atti 3,1Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio. 2Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta «Bella» a chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. 3Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l’elemosina. 4Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: «Guarda verso di noi». 5Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. 6Ma Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!…11Mentr’egli si teneva accanto a Pietro e Giovanni, tutto il popolo fuor di sé per lo stupore accorse verso di loro al portico detto di Salomone. 12Vedendo ciò, Pietro disse al popolo: «Uomini d’Israele, perché vi meravigliate di questo e continuate a fissarci come se per nostro potere e nostra pietà avessimo fatto camminare quest’uomo? ».

      E’ sempre Pietro il Primo degli Apostoli con un’autorità unica. E potremmo continuare con numerosi esempi.

  125. Antonio scrive:

    San pietro ha soggiornato a roma?

    tratto dalla Rubrica “Un sacerdote risponde” di Totus Tuus

    Fino al 1400 nessuno aveva messo in dubbio la presenza di San Pietro a Roma, e la cosa è talmente certa che anche protestanti e ortodossi oggi la ammettono. Lascio la risposta a un magistrale scritto di Mons. Arialdo Beni, premettendovi solo alcune brevi considerazioni.
    Innanzi tutto dobbiamo considerare che alcune difficoltà circa la presenza a Roma di San Pietro depongono a favore di questa. Siamo certi che la Chiesa primitiva non vuole “montare” qualcosa di falso; una certa differenziazione delle testimonianze – una volta assodato la storicità di un certo fatto -, depone a favore della sua veridicità: un giudice guarda sempre con sospetto le testimonianze perfettamente convergenti.
    Detto questo, entriamo in media res:

    I. Il nuovo Testamento senza dubbio proclama il primato di Pietro: Gesù conferisce il primato a Pietro personalmente; Gesù non parla ancora di primato della Chiesa di Roma: soltanto Luca, alla lista di 12 popoli presenti a Gerusalemme il giorno di pentecoste (elenco classico) aggiunge, quale tredicesimo, Roma.
    Testimoni antichissimi attestano il primato della Chiesa Romana, compresi Sant’Ireneo e CostituzioneApostolica.
    Qual è il termine medio del passaggio del primato alla Chiesa di Roma se non la presenza di chi il Primato l’aveva ricevuto personalmente?

    II. Tra i reperti archeologici Romani, il maggior numero di dipinti raffigura Gesù Buon Pastore; ma subito dopo abbiamo l’immagine di Pietro, indipendentemente da San Paolo e da altri santi. E spesso San Pietro è raffigurato sotto a Mosè, come nuovo Mosè: Pietro, vicario di Cristo, è il nuovo legislatore.

    III. E’ difficile mettere in dubbio le testimonianze circa il martirio di San Pietro a Roma. Anche qui la presenza di tradizioni diverse e di particolari che alcuni definiscono leggendari è un elemento a favore: Di solito una leggenda si forma sempre attorno a una verità storica ammessa e conosciuta da tutti.

    IV. La tomba di San Pietro è a Roma, in Vaticano.

    V. S.Ireneo scrive: “avendo fondato e costruito la Chiesa (a Roma), i beati apostoli affidarono la funzione dell’episcopato a Lino, ecc….” Adv. Haer: 3, 3, 2.: quindi San Pietro a Roma non è omesso da Sant’Ireneo, come Lei afferma erroneamente.

    VI elemento La “costituzione apostolica” è su tanti punti inattendibile.

    Ma ora passo la parola a Mons. Arialdo Beni, che magistralmente espone tutta la questione.

    IL SOGGIORNO DI SAN PIETRO A ROMA
    (Testo tratto da: Arialdo Beni, La nostra Chiesa Firenze: LEF, 1976, pp. 477-491)

    La venuta di S. Pietro a Roma non fu mai contestata sistematicamente fino al secolo scorso.
    Secondo il grande inquisitore Pietro Moneta [1] i Valdesi e, nel secolo XIV, Marsilio da Padova, negavano che tale venuta potesse esser dimostrata dalla Bibbia. Anche al tempo della Riforma soltanto voci isolate, fra le quali ricordiamo particolarmente Ulrico Veleno [2] e Federico Spanheim [3], osarono attaccare la tradizione, contro la quale, nell’epoca quasi-moderna, troviamo schierata l’intera Scuola di Tubinga (Baur, Schwegler, Zeller, Straub, Lipsius, ecc…).
    Oggi soltanto qualche scrittore inacidito e spaesato si ostina a negare un fatto che ha ormai la saldezza del granito [4]. La maggior parte degli stessi acattolici sono ritornati all’antica tradizione [5].
    Anche i Protestanti tedeschi, che pur avevano un tempo contestato accanitamente la venuta di Pietro a Roma, hanno finito per far macchina indietro. Così per esempio, Harnack [6], Lietzmann [7], Caspar [8], M. Dibelius [9], H. von Campenhausen [10], ecc.
    Harnack scrive testualmente: “Il martirio di S. Pietro a Roma è stato negato dai tendenziosi pregiudizi protestanti ed in seguito dai preconcetti dei critici partigiani… Non vi è studioso che attualmente esiti a riconoscere che questo fu un errore ” [11].
    Il russo Basilio Bolotov dichiara che negare la venuta di Pietro a Roma equivale a rigettare ogni verità storica [12].
    Cullmann, riassumendo la sua indagine sulla vita e l’attività dell’apostolo Pietro, cosi si esprime: “Se vogliamo riassumere, diremo che, durante la vita di Gesù, Pietro ha occupato tra i discepoli una posizione di preminenza; che dopo la morte di Cristo, egli ha per alcuni anni governato la Chiesa di Gerusalemme, poi è diventato capo della missione giudeo-cristiana; che in questa qualità… egli è venuto a Roma ad una data che non si può determinare, ma che non ha dovuto precedere di molto la sua fine: che egli è morto martire in questa città sotto il regno di Nerone, dopo avervi esercitato la sua attività durante un tempo assai breve ” [13].

    1. Le testimonianze
    1. La prima allusione abbastanza chiara al soggiorno romano di Pietro si ha nella Scrittura. Lo stesso S. Pietro, scrivendo ai cristiani dell’Asia Minore, t&rmina la sua lettera con queste parole: “Vi saluta [la Chiesa] che è coadunata in Babilonia, e Marco il mio figliuolo ” [14].
    Ma che cos’è questa “Babilonia? ” La parola, di per sè, potrebbe essere presa in senso letterale, come anche in senso metaforico. Praticamente, non possiamo prenderla che in quest’ultimo senso. Di città che portassero infatti quel nome, allora, non ce n’erano che due: Babilonia di Mesopotamia e Babilonia d’Egitto.
    Se non che, la prima, un tempo celeberrima, era stata, allora, abbandonata dai Giudei e, secondo la descrizione di Plinio e di Strabone, non era più che un ” grande deserto “. Comunque, non vi si trovavano ancora i cristiani. Costoro, al dire del Talmud, vi faranno la loro comparsa solo al III sec. Nel saluto della I Petri non si può dunque, trattare di questa Babilonia di Mesopotamia.
    La seconda città di tal nome, l’attuale Cairo, era, in quell’epoca, un piccolo forte militare, quasi sconosciuto. A parte che da un “castrum ” militare non si usa datare le lettere, è sommamente improbabile che il Principe degli Apostoli si trovasse a dirigere una minuscola comunità cristiana, quale poteva esser quella di una località cosi ristretta.
    Del resto, siccome la Chiesa siriaca formerà quasi una cosa sola con la Chiesa mesopotamica; siccome, poi, anche l’Egitto ha avuto più di un santo Padre che ha scritto di Pietro, perché, nelle rispettive tradizioni di queste chiese, non fare mai neanche un accenno al ” salutat vos ” dell’Apostolo, al suo soggiorno babilonese, se ciò le avesse riguardate?
    “Babilonia “, dunque, non può avere che un senso metaforico.
    Come già nell’Apocalisse di S. Giovanni (c. 17-18) e nei Libri Sibillini, il nome di “Babilonia ” designa la Roma pagana. Così l’interpretarono, oltretutto, gli scrittori antichi, quali Papia, Clemente Alessandrino, Eusebio di Cesarea, S. Girolamo; in tal senso lo prendono tutti gli esegeti cattolici moderni insieme anche a molti protestanti. Lo stesso Renan asserisce: “In questo passo Babilonia designa evidentemente Roma; è in tal modo che si chiama, nelle comunità primitive, la capitale dell’impero ” [15].
    Se nella Scrittura “Babilonia ” è il tipo della città depravata. effettivamente Pietro – che era tanto amante, d’altronde, del linguaggio metaforico (cfr. 2, 2; 2, 4 sgg.; 3, 18 sgg.; 5, 8 sgg.) – non poteva scegliere nome più adatto per indicare quella capitale, nella quale – al dire di Tacito – “confluiva da ogni parte e veniva celebrato tutto ciò che sa d’atroce e di vergognoso ” [16].
    Non va dimenticato, infine, che l’Apostolo proprio in quel tempo era probabilmente braccato dalla polizia imperiale di Nerone. Per cui, onde evitare il pericolo di essere scoperto, nulla di strano che sia ricorso all’uso di un nome simbolico. “Babilonia ” è, dunque, sinonimo di Roma. Pietro ha scritto da Roma: Pietro è stato a Roma.
    Un’altra chiara allusione al soggiorno romano di Pietro si trova nella celebre Lettera ai Corinti di Clemente. Dopo aver parlato (c. 5) delle sofferenze e del martirio delle “più grandi e giuste colonne “, “i buoni apostoli ” Pietro e Paolo, soggiunge: “A questi uomini che vissero santamente si unì una grande moltitudine di oltraggi e tormenti, divennero esempio bellissimo in mezzo a noi, (gr. en &m&n) ” [17]. La “grande moltitudine ” del testo è sicuramente quella stessa di cui parla Tacito, Ann. 15, 44, multitudo ingens, e cioè la moltitudine delle vittime sacrificate a Roma durante la persecuzione neroniana. Ora proprio a questa moltitudine, che è stata “di bellissimo esempio fra noi “, e cioè a Roma [18], vengon, da Clemente, associate anche le due colonne Pietro e Paolo.
    Dunque – qualora non si voglia arbitrariamente supporre una associazione insensata di fatti senza nesso fra di loro – anche i due apostoli apparterranno allo stesso martirologio romano. Pietro e Paolo – questa la testimonianza di Clemente – hanno subito il martirio a Roma, sotto Nerone.
    Verso il 107 Ignazio d’Antiochia, scrivendo ai cristiani di Roma, dopo averli scongiurati a non voler impedire che sia “macinato dai denti delle belve “, menziona espressamente Pietro e Paolo: “Io non vi comando come Pietro e Paolo. Essi erano Apostoli, io sono un condannato; essi erano liberi, io, finora, sono uno schiavo ” [19]. Parole, queste, che non avrebbero un fondamento, n& un significato, se non supponessero un governo di Pietro nell’Urbe.
    Nessuna tradizione, d’altronde, ci parla di un comando esercitato per lettera. Se Pietro e Paolo hanno comandato ai Romani, devono averlo fatto di persona: Pietro e Paolo sono stati a Roma.
    Dionigi, Vescovo di Corinto, in una lettera al Papa Sotère, del 166-170 circa, attesta esplicitamente:
    “Tutt’e due (Pietro e Paolo), venendo nella nostra città di Corinto, ci ammaestrar