Soldi, vanità, carrierismo…

Mi colpisce veramente la frequenza con cui Papa Francesco richiama vescovi e sacerdoti a non lasciarsi vincere dalla tentazione del denaro e dalla vanità del carrierismo. Ieri mattina, alla messa celebrata nella residenza Santa Marta, Francesco ha parlato dei pastori trasformatisi in lupi «che mangiano la carne delle loro stesse pecore». Citando sant’Agostino, Papa Bergoglio ha criticato il comportamento di chi «prende la carne, per mangiarla, alla pecorella; si approfitta, fa negozi ed è attaccato ai soldi, diventa avaro e anche tante volte simoniaco. O si approfitta della lana per la vanità, per vantarsi». Vanità, attaccamento al denaro, vera e propria simonia. Sono parole radicali. E la frequenza con cui il Papa ripete questi richiami sta a indicare che, evidentemente, non si tratta di un male così raro.

Francesco ha spiegato che per superare queste «vere e proprie tentazioni» vescovi e preti devono pregare, ma hanno anche bisogno della preghiera dei fedeli. «Alla fine un vescovo non è vescovo per se stesso, è per il popolo; e un prete non è prete per se stesso, è per il popolo». Primo compito di un vescovo e di un prete, ha aggiunto Francesco, «è pregare e predicare il Vangelo. Un vescovo, un prete deve pregare e tanto… Deve annunciare Gesù Cristo Risorto e tanto. Noi dobbiamo chiedere al Signore che custodisca proprio noi vescovi e i preti, perché possiamo pregare, intercedere, predicare con coraggio il messaggio di salvezza».

«Quando un prete, un vescovo va dietro ai soldi – ha detto ancora il Papa, parlando delle tentazioni – il popolo non lo ama e quello è un segno. E lui stesso finisce male. Paolo parla di questo: “Ho lavorato con le mie mani”. Paolo non aveva un conto in banca, lavorava. E quando un vescovo, un prete va sulla strada della vanità, entra nello spirito del carrierismo, fa tanto male alla Chiesa». E alla fine diventa persino ridicolo, perché «si vanta, gli piace farsi vedere, tutto potente. E il popolo non ama quello! Vedete qual è la nostra difficoltà e anche le nostre tentazioni; perciò dovete pregare per noi, perché siamo poveri, perché siamo umili, miti, di servizio del popolo».

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

186 risposte a Soldi, vanità, carrierismo…

  1. stefano scrive:

    Questo è un tempo di grazia! (lo ha detto anche la Madonna).

  2. Luis scrive:

    Ineccepibile.
    Preghiamo sempre di più per una Chiesa veramente povera

    • Sal scrive:

      Più povera di così ….. di idee !

      • Mimma scrive:

        Ha ragione. Più poveracci di così. Ve lo dice chi vi conosce dall’interno. E, per grazia di Dio, ha avuto il coraggio di ritrovare la libertà.

        Dai Testimoni di Geova a Gesù

        Sandra Sharp racconta come il Signore l’ha salvata

        Il mio nome è Sandra e sono nata e cresciuta come una Testimone di Geova assieme ad altri 6 fratelli.

        Io sentii un amore speciale per Gesù sin da quando ero una piccola bambina che andava all’asilo; attribuisco quell’amore ad una signora veramente speciale che si chiamava signora Kayward, che era l’autista del mio bus. Ogni mattina lei canticchiava sul bus alcune delle sue canzoni Cristiane favorite. Quelle che ricordo di più sono ‘Jesus loves me’ [Gesù mi ama], e ‘The B-I-B-L-E’ [La B-I-B-B-I-A]. Io tornavo a casa cantando quelle canzoni alle quali mia madre non fece mai tanto caso. Mia madre mi incoraggiava invece a cantare i cantici del Regno dal libro delle Melodie del Regno. Cantare a Gesù significava adorare Gesù e quello non si poteva fare perché solo Geova doveva essere adorato. Non riuscivo a capire, dato che il cantico dice nei nostri innari Cristiani ‘There’s just something about that name’ [‘C’è proprio qualcosa di quel nome’]. C’era qualcosa circa quel nome che toccava il mio cuore e mi faceva provare una speciale intimità che io non avevo mai provato prima; neppure per i Testimoni di Geova. Io sentivo la vita quando cantavo a riguardo del Signore. Egli mi amava e io contraccambiavo il suo amore.

        Lungo tutti gli anni in cui mi definii una Testimone di Geova e in cui frequentai la Sala del Regno, io non dimenticai mai quel sentimento, quel legame che sentivo con il Signore Gesù, ma per il timore di mancare di rispetto a Geova io dovevo tenere nascosti quei ricordi e quei sentimenti, dato che solo Lui (Geova) era degno di essere lodato. Giacchè io fui più coinvolta nell’organizzazione e diventai un pioniere nel ministerio, io cercai di scrollarmi quei sentimenti di dubbio negli insegnamenti dell’organizzazione. Temendo che sarei stata considerata una apostata e avrei perso l’amore, l’approvazione e la comunione dei miei amici e della mia famiglia, cercai di ignorare la piccola voce nella mia testa e lo strappo nel mio cuore che mi spingevano a cercare la verità.

        Un giorno mentre mi trovavo fuori in servizio mi imbattei in alcune scritture che mi turbarono. Esse non avevano nessun significato e sicuramente non confermavano quello che mi avevano insegnato in quegli anni fosse la verità. Feci delle domande alla moglie di un anziano a proposito di queste scritture e, come sempre, mi fu detto che era solo il Diavolo che stava cercando di spingermi lontano da Geova e dalla verità. Nella mia mente io mi domandavo se fosse realmente il Diavolo o qualcun altro, qualcuno a cui io anni addietro quando ero una piccola bambina avevo dato il mio cuore, il mio Signore, il mio Dio, il mio Salvatore Gesù Cristo.

        Nonostante fossi incerta e timorosa, io continuai ad andare di porta in porta sentendomi una ipocrita, parlando alle persone di una organizzazione che le avrebbe salvate dall’imminente collera di Dio ad Armaghedon. Sprofondai in una profonda depressione e soffrii dei duri attacchi di panico. Mi sentii come se stessi perdendo la testa. Poi un giorno ero a questa porta parlando ad un uomo anziano circa la pubblicazione corrente della Torre di Guardia quando una donna eccessivamente eccitata si avvicinò a me dal di dietro. Ella mi domandò se io fossi una Testimone di Geova e io dissi: ‘Sì’. Ella mi domandò chi fosse il mio Dio e io dissi: ‘Geova’. Ella allora mi domandò se l’apostolo Toma avesse lo stesso Dio del mio, ed io risposi ancora: ‘Sì’. Allora lei andò a Giovanni 20:28 nella mia propria Bibbia e me lo fece leggere ad alta voce. Non avevo mai letto quella scrittura prima di allora e rimasi sbalordita. Toma si era rivolto a Gesù come al suo Dio. Il Signore mi stava rassicurando che io non ero pazza nel mettere in discussione l’organizzazione, e che non era neppure il Diavolo colui che era coinvolto nei miei dubbi. Era lui stesso, il Signore Gesù che mi stava chiamando e cercando di aiutarmi a vedere l’autentica verità che si opponeva alle menzogne dell’organizzazione. Quel fatto accese un fuoco in me e io cominciai a fare delle ricerche sulle origini dell’organizzazione e a fare i confronti dei testi scritturali usandomi di tre differenti Bibbie; che erano la Versione King James, la Traduzione del Nuovo Mondo, e quella Interlineare Greca. Mi inchinai sulle mie mani e sulle mie ginocchia e dissi a Geova che io non volevo mancargli di rispetto rivolgendomi direttamente a Gesù ma io avevo bisogno di parlare con Lui un momento.

        Cominciai ad aprire il mio cuore al Signore e a domandargli di mostrarmi la verità. Io gli domandai di mostrarmi la via e l’avrei seguita non importava quello che sarebbe costato. Io sapevo che non sarebbe stato facile e così domandai a Gesù di darmi la forza che avevo bisogno per lasciare l’organizzazione e dire ai miei amici e alla mia famiglia che io non volevo essere più un membro dell’organizzazione, dato che era un organizzazione che si basava su menzogne e su false profezie di uomini che erano guidati dal diavolo per diffamare il nome e le verità del Signore Gesù Cristo.

        Io mi ero decisa che il mio amore per il Signore sorpassava di molto qualsiasi timore di quello che le persone avrebbero detto o pensato. Gesù mi diede il coraggio di un leone e io sotto la sua direzione scrissi una lettera alla congregazione locale domandandogli di rimuovermi come membro dai loro libri. Questo fece sensazione. Dovetti comparire davanti agli anziani; il mio ex-marito era uno degli uomini presenti come anziano in prova. Mi sentii come se fossi condannata a morte. Lo ero ai loro occhi. Io dissi loro che credevo che Gesù era (è) Dio e che l’organizzazione era uno dei falsi profeti che stanno ingannando il popolo di Dio. Poi condivisi con loro una scrittura, quella che si trova in Geremia 14:14: “Que’ profeti profetizzano menzogne nel mio nome; io non li ho mandati, non ho dato loro alcun ordine, e non ho parlato loro; le profezie che vi fanno sono visioni menzognere, divinazioni, vanità, imposture del loro proprio cuore”. Poi lessi Giovanni 1:1 – “Nel principio era la Parola (Gesù), e la Parola era con Dio (il Padre), e la Parola era Dio. (Colui che creò), non un dio. Continuai a leggere il verso 3 – OGNI COSA (e non tutte le altre cose) è stata fatta per mezzo di LUI (Gesù); e senza di lei NEPPURE UNA DELLE COSE FATTE è stata fatta”. Ci fu silenzio. Proprio come Daniele nella fossa dei leoni, le loro bocche furono chiuse, e fiduciosamente i loro occhi furono aperti. Io prego che sia così. Poi venne la vera prova di affrontare la mia famiglia; specialmente mia madre che amo caramente. Il mio fratello più vecchio mi chiamò per dirmi addio. Il mio fratello più giovane mi chiamò per dirmi che da quel giorno in avanti io avevo smesso di esistere; per lui ero morta. Le mie sorelle non mi parlano a meno che non sia assolutamente necessario e mia madre mi riattaccò il telefono le prime tre volte che la chiamai.

        Ora, tre anni dopo, mia madre viene a trovarmi e si intrattiene con me in una rispettosa conversazione. Noi di tanto in tanto parliamo persino di quello che io credo secondo la Bibbia ed ella ascolta le mie opinioni in maniera rispettosa. Ella mi ha persino detto che i punti che io faccio presente hanno un senso. La domanda è, dice questo solo per farmi stare zitta o lei in qualche posto della sua mente ha qualche dubbio sugli insegnamenti dell’organizzazione? Io credo nel mio cuore che ella sa che c’è più per la verità di quello che le è stato insegnato ed è ansiosa di ascoltare più cose, ma ella teme anche le conseguenze; quello che la famiglia potrebbe pensare. Avrò un opportunità di condividere di più con lei questa estate quando ella viene in Texas per l’estate. L’altro giorno mi ha detto che voleva parlare di più di quello che io ho trovato nella Bibbia e del perché io credo quello che credo. Io credo che il Signore la sta chiamando fuori come fece con me e che mi sta usando per aiutarla a vedere l’autentica verità su lui, sulla sua volontà, e sul futuro.

        Nonostante i membri della mia famiglia mi hanno sconfessato, il Signore mi ha benedetto con amore, perdono, e con la speranza per loro che un giorno egli busserà alla porta del loro cuore e rimuoverà il velo dai loro occhi, come fece con i miei. Non è stato facile non potere condividere la mia vita e la vita di mio figlio con i miei fratelli e le mie sorelle carnali. Ma ora sono benedetta con una più grande famiglia di Dio di veri Cristiani che ci amano incondizionatamente. La Scrittura che il Signore ha condiviso con me a proposito dei sacrifici che noi dobbiamo fare per amore del suo nome, specialmente dove concerneva la mia famiglia, fu Marco 10:29-30 – “Non v’è alcuno che abbia lasciato casa, o fratelli, o sorelle, o madre, o padre, o figliuoli, o campi, per amor di me e per amor dell’evangelo, il quale ora, in questo tempo, non ne riceva cento volte tanto: case, fratelli, sorelle, madri, figliuoli, campi, insieme a persecuzioni; e nel secolo avvenire, la vita eterna”. Questa è la scrittura che mi ha mostrato quello che dovevo fare senza badare al costo.

        Io ho volontariamente sacrificato il mio matrimonio, la mia famiglia, la mia vita per l’amore, la verità e la grazia del Signore. Non mi pento di nulla. Il Signore ha rinnovato quel legame speciale, quel caldo calore nel mio cuore, quel sentimento di amore incondizionato che può essere trovato in una relazione personale vicina con lui e che si condivide con tutti coloro che riconoscono lui come il loro Signore, il loro Dio e il loro personale Salvatore.

        Adesso sono una Cristiana nata di nuovo e canto le lodi e adoro il Signore con grande gioia presso la Chiesa delle Assemblee di Dio di Parkside qua in Cortland, N. Y. dove egli continua a benedirmi per la mia decisione di mettere al primo posto lui e la verità della sua parola. Ho ancora tanto da imparare ma questa volta sto seguendo Gesù Cristo e gli sto permettendo di mostrarmi il cammino verso l’autentica verità e comprensione, dato che lui non mi svierà mai.

        La signora Kayward, la mia vecchia autista di bus, è morta alcuni anni fa, mi è stato detto, con il cancro e come noi diciamo ora vive nella gloria. Ella vive anche nel mio cuore e nella mia memoria e le sarò eternamente grata per l’amore del Signore Gesù Cristo che lei condivise con me e che ha cambiato la mia vita per sempre. Io, comunque, sono grata più di tutti a Gesù per non avermi mai lasciata neppure quando ero perduta nella falsità dell’organizzazione dei Testimoni di Geova. Egli è fedele veramente.

        Molto Amore Cristiano

        Sandra L. Sharp

        http://www.lanuovavia.org/testimonianze_conversioni31.html

        • Renato scrive:

          Sandra, mi inchino difronte al coraggio ed alla tua determinatezza dimostrata. Sicuramente lo Spirito Santo ti guiderà alla Verità intera.

  3. Annarita scrive:

    Partendo dal fatto che la Chiesa rimane immacolata e santa nonostante gli uomini che la abitano, preghiamo perchè questi uomini di Dio siano veramente santi e dotti per pascere le pecorelle e mandarle a Dio, poi che siano poveri, l’importante è che lo siano di spirito, cioè semplici e caritatevoli. Perchè non è la povertà materiale che fa buono il sacerdote (e il fedele) è la semplicità, il parlare e vivere secondo Dio e non secondo il mondo. Va bene tutto ciò che dice Papa Francesco, cioè non essere attaccati a denaro e carriera, ma l’importante rimane comunque che operino per il bene delle anime.
    Quando un prete va dietro ai soldi alla carriera e aggiungerei in prima fila all’ideologia modernista fa tanto male alla Chiesa e alle singole anime che travia.

  4. DAVIDE scrive:

    Non solo prelati ma anche tanti laici che gravitano intorno alle Parrocchie, Seminari e Conventi che usano per loro scopi l’appoggio di quel parroco, abate, superiore. Per non parlare dello Stato del Vaticano: servizi ed uffici creati ad personam.Basta!

  5. Totorik scrive:

    Il dono di Papi così testimonia che il Signore non si è (ancora) stancato degli uomini. Grazie, dr. Tornielli!

  6. Origins scrive:

    http://www.megachip.info/tematiche/legalita/10172-banca-del-vaticano-e-giudici-corrotti-nelle-mani-di-cosa-nostra-.html

    “Guai a voi, scribi e farisei, ipocriti! perché somigliate a sepolcri imbiancati, che in realtà di fuori appaiono belli ma dentro son pieni di ossa di morti e di ogni sorta d’impurità. In tal modo anche voi, di fuori in realtà apparite giusti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e illegalità”. (Matteo 23:27, 28)

  7. Eremita scrive:

    Le buone intenzioni ci sono e spero che i risultati seguano. Il problema rimane: la chiesa attuale, ed anche quella di prima, è una organizzazione e non solo una comunità di credenti, ed in ogni organizzazione non si arriva ai posti di comando se non si è ambiziosi, ed il controllo dei mezzi economici è un requisito essenziale per soddisfare l’ambizione. L’ambizione poi può essere plateale e manifesta, oppure nascosta da una apparente umiltà e rinuncia, in ogni caso per ottenere un incarico l’ambizione ci deve essere. Il che era teorizzato nella chiesa preconciliare dal famoso motto che circolava negli ambienti ecclesiastici: “Quis episcopatum desiderat, bonum opus desiderat” (da notare che desiderat significa anelare). Poi ogni tanto lo Spirito Santo riesce ad intrufolarsi fra le fitte maglie degli intrighi curiali, e ne fa passare qualcuno ben intenzionato, ma secondo me spesso con scarsi risultati perchè non tutti quelli che sono ben intenzionati hanno poi la capacità o la possibilità di incidere veramente.
    Ed infine non vorrei che le parole del papa portino i preti onesti a disinteressarsi delle finanze, perchè in quel caso c’è sempre pronto un Marcinkus a supplire.

    • stefano scrive:

      Il problema, come sempre, è quello di conciliare gli opposti: “siate candidi come colombe e furbi come serpenti”. Ma è un problema solo quando ci si dimentica di pregare e si esce dalla grazia di Dio. Le finanze non sono da demonizzare, semmai da santificare.

      • cuba_libre scrive:

        “Le finanze non sono da demonizzare, semmai da santificare.”
        _———————————————————–
        Si’, certo….. bisogna vedere da dove provengono quelle finanze!

        • macv scrive:

          Il flusso di denaro che dalle casse Vaticane andarono a Solidarnosc, e che contribuirono a far cadere il governo comunista, e da li’ poi. ad effetto domino, portaro infine alla caduta del MURO, da dove veniva? Mistero.
          eppure il Papa che volle quel flusso di denaro , sporco o non sporco , ( il fine giustifica i mezzi?) è stato santificato!

          • cuba_libre scrive:

            Ha proprio centrato il problema, anche se il regime polacco era già segnato, il Papa diede solo la spallata finale, glielo dico con assoluta certezza perchè in quegli anni andavo spesso in Polonia.

          • stefano scrive:

            Caro macv, ci faccia capire cosa le provoca tutto questo bruciore di stomaco, la caduta del muro, o la fine del comunismo?

          • antonella lignani scrive:

            Forse dagli Stati Uniti?

  8. giacomo piccaluga scrive:

    caro andrea, perdonami se esulo dall’argomento del post. Abbiamo fra gli ex ALITALIOTI almeno un amico in comune., di quando abitavo al Portuense Il mio forse bislacco desiderio è il seguente: Potresti con la tua autorevolezza portare alla conoscenza del grande pubblico la musica argentina che non è solo tango? LOS FRONTERIZOS negli anni 60 hanno scritto ed interpretato una bellissima MISSA CRIOLLA nella quale le varie parti della Santa Messa sono altrettate melodie popolari del del ricco folklore argentino La Missa è facilmente reperibile su YouTube. Cordialmente, Giacomo, Mi vedi anche su FB

    • giovannino scrive:

      Mi associo a giacomo piccaluga nell’ elogio della ” Misa criolla”. Il Papa dovrebbe farla eseguire in San Pietro , come omaggio al Paese che gli ha dato i natali. E’ stata forse la prima messa cattolica cantata in lingua moderna , precedendo la riforma liturgica . E’ un pregevole esempio di inculturazione , è un’ antesignana della “world music” e soprattutto è ottima musica. Il compositore è Ariel Ramirez.

    • Mimma scrive:

      @Giacomo Piccaluga

      Grazie per la segnalazione Giacomo, sconoscevo assolutamente questa meraviglia…

      http://youtu.be/da9x0ZxtG3k

  9. Fiorellino Blu scrive:

    Queste parole sono state di frequente ripetute anche da Benedetto XVI. Ricordo a questo proposito la reazione di un Nunzio Apostolico in un Paese confinante con l’Italia (ora non più in servizio in quel Paese) a una di queste omelie: “Ma che xxxxate!” (chiedo scusa della volgarità, ma è fatta solo per dovere di cronaca – la parola in oggetto al posto delle x ha, tra le altre lettere, due zeta).

    • macv scrive:

      Sì ma se le stesse cose le diceva Ratzinger erano sbagliate , se le dice Bergoglio sono giuste! E’ tutta una questione di accento: l’accento tedesco è antipatico, quello sudamericano è simpatico.

  10. Teseo scrive:

    Ha ragione il papa, ma quanti che ora lo applaudono continuerebbero ad approvarlo se dalle parole passasse ai fatti? Per essere coerente dovrebbe stilare un regolamento di comportamento pratico – quello spirituale/ morale già si trova nelle prerogative dell’ordine.
    ESEMPIO:
    No ai preti che ostentano lusso o semplicemente benessere anche se sono ricchi di famiglia (una bella auto);
    No ai preti che girano in moto tipo easy-rider con giubbotti di pelle e borchie;
    No ai preti che intrattengono tenere amicizie;
    No ai preti che mettono le mani addosso alle parrocchiane;
    No ai preti che fanno politica con nomi e cognomi;
    …ecc.. ecc

    (Tutti i casi che ho citato li ho conosciuti personalmente e penso siano una piccolissima parte del totale).

    • Mimma scrive:

      NO AI FEDELI CHE LI CRITICANO ASPRAMENTE ABBANDONANDOLI A SE STESSI SENZA MAI PREGARE PER LORO!

    • giovannino scrive:

      Ma cosa c’è di male nella moto ? e nelle tenere amicizie ? nel fare politica ( che non significa appropiarsi dei soldi dei contribuenti ) ?

  11. Teseo scrive:

    Si stava parlando di preti e di vescovi… Cioè ne stava parlando il papa.

    • Mimma scrive:

      @Teseo
      Il Papa , giustamente ha sottolineato l’indispensabile ruolo che i credenti hanno nel sostenere con l’offerta personale e con l’intercessione la santificazione dei sacerdoti.
      Non mi stanco di annunciare che il sacerdote cresce in santità insieme alla sua comunità proprio con il sostegno, la vicinanza, l’affetto e la solidarietà di ciascuno di noi.
      Il prete non è un essere infallibile e come tutti noi ha bisogno di un incontro con Cristo graduale e costante che lo conduca alla Santità.
      In tutto questo il gregge a lui affidato ha un ruolo fondamentale ed è quello di sorreggerlo con le armi della preghiera per superare e vincere le seduzioni del male lungo il difficile cammino Ministero a cui Dio lo ha chiamato.

      http://www.clerus.org/clerus/dati/2007-10/12-13/08Poltawska.html

      • emmegi scrive:

        E’ il pastore che deve condurre il Gregge ai pascoli della retta Dottrina e morale cristiana, NON il contrario !
        Gesù Cristo non ha detto alle pecore: guidate il pastore !
        e soprattutto il pastore deve TUTELARE LE PECORE CONTRO I LUPI ERETICI, = lupi in veste di agnelli (> v. falsi profeti tipo Kiko et similes): tutela e RETTA GUIDA, con correzione INDISPENSABILE di errori ed eresie + ABUSI LITURGICI, correzione di storture, che da 50 anni non si usa più, causa permissivismo conciliare verso TUTTI GLI ERRORI = accoglienza compiacente di satana DENTRO L’OVILE, grazie al relativismo-indifferentismo dottrinale-liturgico =
        OGNUNO FA-PREGA-CELEBRA-INSEGNA COME GLI PARE, nella più totale anarchia, che viene presentata come “pluralismo”, totalmente sganciata dalla Tradizione.
        In nome del mitico DIALOGO ECUMENICO, ad intra ed extra, erga omnes, pure col demonio e suoi servi, eresiarchi vari, Lutero in primis, venerato dai neo-catto-conciiliari come “maestro” di rinnovamento spirituale!
        E si ha anche la sfrontatezza di chiamare tale pauroso caos anarchico e relativista un “dono” dello Spirito Santo !

        • giovannino scrive:

          caro emmegi , certo che se tutte le pecore sono come te , il pastore le deve temere più dei lupi. Continuo a non capire perchè io e il resto del mondo dovremmo sottometterci passivamente a Sarto , mentre tu e i tuoi compari avete il diritto di insegnare a Bergoglio , Ratzinger , Wojtyla ecc. Anche tra le pecore ce n’è qualcuna più uguale delle altre ?

  12. peccatore scrive:

    Grande Papa Francesco, che mai va contrapposto al predecessore (anzi…).
    Oggi ha detto che bisogna essere capaci di “dar fastidio” invece che essere invitati per il tea party al salotto buono.
    Ma, sulla povertà, ha invitato a non far confusione: anche Giuda parlava, a sproposito, di poveri… Essere di Gesù non richiede semplicismi e sempliciotti, ma tanta semplicità.

  13. peccatore scrive:

    La finanza globale e il vitello d’oro…

    «Una delle cause di questa situazione – ha osservato il Pontefice dopo aver denunciato l’aumento di patologie, di `paura, disperazione´, della diminuzione della `gioia di vivere´ – a mio parere sta nel rapporto che abbiamo con il denaro, nell’accettare il suo dominio su di noi e sulle nostre società…

    la crisi finanziaria che stiamo attraversando ci fa dimenticare la sua propria origine, situata in una profonda crisi antropologica, nella negazione dell’uomo: abbiamo creato nuovi idoli e la adorazione dell’antico vitello d’oro ha trovato una nuova e spietata immagine del feticismo del denaro e nella dittatura dell’economia senza volto né scopo realmente umano».

    La crisi mondiale che «tocca l’economia e la finanza sembra mettere in luce le loro deformità e soprattutto le gravi carenze della loro prospettiva antropologica, che riduce l’uomo a una sola delle sue esigenze: il consumo».

    L’uomo è «considerato un bene di consumo che si può usare e poi gettare», e da questa «deriva» sociale e individuale asce il fatto che «la solidarietà, che è il tesoro dei poveri, è spesso considerata controproducente, contraria alla razionalità finanziaria ed economica».

    Così, continua la appassionata analisi di papa Francesco, «mentre il reddito di una minoranza cresce in maniera esponenziale, quello della maggioranza si indebolisce» e «questo squilibrio deriva da ideologie che promuovono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria, negando così il diritto di controllo agli Stati, pur incaricati di provvedere al bene comune». Da qui la «tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone unilateralmente e senza rimedio possibile le sue leggi e le sue regole».

    ======================================================
    Ciò che è cristiano è umano. Ciò che non è cristiano è disumano.
    Ci sono cristiani così appiattiti sul secolo da seguirne le logiche. Non va bene.

    Caritas in veritate 34. Peccato originale.

    «Indebitamento e credito allontanano dalla economia reale», c’è una «corruzione tentacolare e una evasione fiscale egoista che hanno assunto dimensioni mondiali, la volontà di potenza e di possesso è diventata senza limiti»

  14. giovannino scrive:

    Preghiamo , ma al vicario di Cristo invochiamo una lotta energica. Vediamo cosa ci dicono le Scritture del comportamento di Gesù :
    Gesù scaccia i mercanti dal Tempio
    (vedi Marco 11, 15-19; Luca 19, 45-48; Giovanni 2, 13-22)
    12Poi Gesù entrò nel cortile del Tempio. Cacciò via tutti quelli che stavano là a vendere e a comprare, buttò all’aria i tavoli di quelli che cambiavano i soldi e rovesciò le sedie dei venditori di colombe. 13E disse loro: ‘Nella Bibbia Dio dice:
    La mia casa sarà casa di preghiera.
    ‘Voi invece ne avete fatto
    un covo di briganti’.
    Il successore di Pietro , vediamo come si comportava Pietro secondo le Scritture:

    Ananìa e Saffira

    1Un certo Ananìa invece, d’accordo con sua moglie Saffira, vendette un campo 2ma tenne per sé una parte dei soldi ricavati e agli apostoli consegnò soltanto l’altra parte. Sua moglie sapeva tutto questo ed era pienamente d’accordo. 3Ma Pietro si accorse del fatto e disse: ‘Ananìa, come mai Satana ha potuto impadronirsi di te? Ti sei trattenuto una parte dei soldi ricavati dalla vendita, ma così facendo tu sei stato bugiardo verso lo Spirito Santo! 4Prima che tu lo vendessi, il campo era tuo e anche dopo averlo venduto potevi benissimo tenere tutto il denaro per te: lo sai bene. Perché, invece, hai pensato di fare una simile azione? Tu non sei stato bugiardo verso gli uomini, ma verso Dio’.
    5Appena ebbe sentito queste parole, Ananìa cadde a terra morto. E tutti quelli che vennero a conoscenza di questo fatto furono presi da grande paura. 6Poi, alcuni giovani avvolsero in un lenzuolo il corpo di Ananìa e lo portarono via per seppellirlo.
    7Circa tre ore dopo arrivò anche la moglie di Ananìa. Essa non sapeva quel che era appena accaduto. 8Pietro le chiese:
    - Dimmi, Saffira, il vostro campo l’avete venduto proprio a questo prezzo?
    Essa rispose:
    - Sì, a questo prezzo!
    9Allora Pietro le disse:
    - Perché vi siete messi d’accordo, tutti e due, di sfidare lo Spirito del Signore? Ecco, stanno tornando quelli che hanno seppellito il corpo di tuo marito: ora essi porteranno via anche te.
    10In quello stesso momento Saffira cadde a terra davanti a Pietro e mori. Quando i giovani entrarono la trovarono morta; allora la portarono via per seppellirla accanto al corpo di suo marito.
    11Tutta la chiesa e quelli che vennero a conoscenza di questo fatto furono presi da grande paura.

    • stefano scrive:

      Complimenti a Giovannino per la meditazione biblica. Ora tutti sanno che fine rischiano se non firmano l’otto per mille. E quelli che vogliono far pagare l’IMU alla Chiesa sono già ricoperti di piaghe verminose in preda a grande angoscia.

    • Simone 2 scrive:

      Caro Giovannino, se i fatti si sono svolti davvero come sono stati descritti e cioè che a seguito di una semplice menzogna, volta a tener per sé parte del denaro, si sono avuti ben due decessi punitivi e allora temo che nel frattempo qualcosa sia mutato.
      O il Padreterno non è più lo stesso e nessuno è stato avvisato, o lassù qualcuno ha cambiato le regole senza render noto i decreti attuativi di manica molto più larga. Altimenti, sapendo come vanno le cose oggi dovremmo assistere a una vera ecatombe, specie in certi settori, come per esempio la gestione della cosa pubblica, per non parlare del resto.

      • stefano scrive:

        Tranquillo Simone, Giovannino si è solo divertito a fare una lettura fondamentalista.

        • giovannino scrive:

          12Quindi, miei cari, obbedendo come sempre, non solo come quando ero presente, ma molto più ora che sono lontano, attendete alla vostra salvezza con timore e tremore.

      • giovannino scrive:

        caro simone 2 , l’insegnamento da trarre credo sia un invito alla severità nei confronti di chi usa per fini egoistici i beni della comunità .

      • Eremita scrive:

        Della vicenda di Anania e Saffira gira da tempo una versione alternativa: la chiesa di Gerusalemme era una chiesa comunista dove la proprietà privata era un delitto, i due vecchietti non si fidavano giustamente della gestione economica rovinosa dei comunisti, infatti questi dovevano essere soccorsi dalle chiese capitaliste di Paolo, e non per avarizia ma per prudenza si tennero una parte dei soldi, ma la Stasi o KGB pietrina li scoprì grazie alle solite ed eterne delazioni patriottiche, e i corpi speciali eliminarono i due dissidenti, facendo figurare il tutto come incidente stradale o castigo divino. Poi la chiesa comunista si convertì al capitalismo, cambiò la sede legale ed a Roma divenne la grande multinazionale che è adesso. A questo punto gli vendo la trama a Don Brown, poi ne facciamo un film e io vado a vivere ai Caraibi, bel posto per fare l’eremita.

        • Eremita scrive:

          Il rimanente dei soldi di Anania e Saffira non si è mai saputo nulla, scomparsi come la borsa di Falcone.

          • Eremita scrive:

            Anche nella chiesa di Gerusalemme gli iscritti al partito (i giudei) erano privilegiati, gli altri (greci ed altri ) facevano la fame. E’ scritto ben chiaro negli Atti. Puro comunismo. E poi non si lavorava, si distribuiva soltanto senza produrre, con un occhio di riguardo ai gerarchi ed alle loro famiglie. Puro comunismo sovietico ante litteram.

          • giovannino scrive:

            caro Eremita , prova a controllare i depositi dello IOR.

  15. Lia Orsenigo scrive:

    E’ un giochino delle parti disperante e ridicolo.
    Non si sa quante volte nei secoli è apparso qualcuno , dentro e fuori la chiesa, che ha preso l’iniziativa di denunziare scandali e deviazioni d’ogni sorta, nonchè gravissime forme di compromissione.
    Dopo ventuno secoli, ancora qualcuno è costretto a ripeterlo : segno inequivocabile che , così come è, la chiesa sarà sempre ricettacolo di corruzione e di umane passioni e sporcizie; è un fenomeno insanabile.
    La cosa buffa è che c’è sempre molta parte dei fedeli che davvero crede ad una imminente rigenerazione e davvero si rallegra per la denunzia del riformatore di turno.
    Di Riforma , in realtà, ce n’è stata una sola veramente efficace, ma per quella c’è voluto un popolo serio.
    L.O.

    • stefano scrive:

      Stia allegra Lia, tanto adesso diventiamo tutti tedeschi. Così potremo beatificare San LutEuro.

    • Annarita scrive:

      Non è la Chiesa ricettacolo di corruzione, Lia, siamo tutti noi, si ha presente che abbiamo il peccato originale? Direi che gli uomini sono tutti peccatori, semai la Chiesa che è santa, perchè santo è il suo fondatore, cerca di trasmettere questa santità, ma non è detto che tutti corrispondano alla grazia. Dunque non è colpa della Chiesa, la cui dottrina è santa, è colpa di chi rigetta tale dottrina, sia dentro che fuori di essa. Non mi pare che fuori dalla Chiesa ci siano uomini migliori, anzi, viviamo in un mondo schifoso e stiamo a guardare la pagliuzza negli occhi altrui?

  16. Timorato scrive:

    x Lia Orsenigo

    noi siamo felici cosi, senza l’IPOCRISIA di matrice massonica-giudaica-protestante, degli “”"Immacolatissimi”"” Protestanti di ogni epoca che col solito moralismo vorrebbero portarsi a casa il Cupolone, ci lasci stare nel nostro peccato, poichè
    abbiamo un Chiesa Madre e Medico che ci può salvare!

    A.M.D.G.

    • Eremita scrive:

      Timorato, non ho capito bene se il suo medico si chiama Francesco o Lefebvre. Le terapie non sono compatibili, se non sceglie rischia la dissociazione.

      • Annarita scrive:

        Non so Papa Francesco, ma Lefebvre era compatibilissimo con il Magistero della Chiesa, la sua dottrina, i suoi sacramenti. Ci fossero oggi tanti mons. Lefebvre, mica si direbbero tante eresie o si farebbero tante buffonate in chiesa.

        • Cherubino scrive:

          per non parlare di quelle che fanno i tradi-mentalisti come lei nei blog …

          • Lia Orsenigo scrive:

            Timorato mi sembra fuori di testa, in verità, in preda ad un delirio mistico/allucinatorio.
            Alla signora Annarita vorrei replicare che ci troviamo di fronte alla solita misteriosa equazione a tre incognite ( una chiesa pretesa santa, ma fatta tutta di peccatori ).
            Un altro degli stranissimi misteri-magici del confuso edificio dottrinale cattolico…
            Un saluto al sobrio Stefano.
            L.O.

  17. Gianna scrive:

    Mi chiedo come mai il papa parli solo di carrierirsmo, di denaro, come il male principale degli uomini di chiesa oggi e che dire delle deviazioni dottrinali e teologiche di preti e vescovi ?per me queste sono gravissime perchè disorientano i fedeli molto di piu di un prete che pensa solo ai soldi.

    • emmegi scrive:

      @ Gianna
      esatto !
      ma a questo grave danno, deriva di multi-eresia e APOSTASIA che imperversa da oltre 40 anni, dai pastori sulla testa delle pecore traviate, nessuno ci bada !
      Si usano ottimi diversivi per continuare a narcotizzare le masse, come si iniziò col mitico cv2, che voleva “aggiornare la Chiesa” con l’abbraccio al mondo moderno.
      Ora sì che la religione è diventata “oppio dei popoli”: il catto-conciliarismo assolve egregiamente quella funzione soporifera, per NORMALIZZARE le conquiste della rivoluzione.
      Senza colpo ferire: a colpi di silenzi (o discorsetti buonisti melensi) e fatti (sovversivi) compiuti e imposti, senza che nessuno si possa ribellare: così come si demolirono balaustre e altari, imponendo a tutto il popolo-bue la messa-assemblea con chitarre e canzonette, mensa-tavola del convito=cena del Signore, dove il Santo SAcrificio è stato gradualmente calpestato, profanato e, via procedendo con tali passi felpati, sarà abolito, dopo essere stato stravolto (=riformato per piacere ai LUTERANI) e reso superfluo!
      Senza che quasi nessuno si accorga dell’abominio quando sarà compiuto: tutto NORMALE.
      Concilium imperat.
      E la gospa balcanica-pentecostal-cv2ista applaude e spinge i suoi incantati adepti, molto “amorosamente” nelle braccia dell’ONU-ecumenismo indifferentista: abbattere tutte le differenze, viva la religione NWO !

      • Annarita scrive:

        Si a guardarla così c’è da aver paura, ma ricordiamoci che a Fatima la Madonna ci disse anche che il suo Cuore Immacolato trionferà. Per fortuna che ce lo disse, e che prima di lei Gesù ci disse che le porte degli inferi non trionferanno, altrimenti questi si che sarebbero stati i secoli bui, altrochè il medioevo.

    • stefano scrive:

      Gianna, forse il Papa vede che le due cose possono anche essere collegate. E poi, diciamo la verità, non avrebbe senso parlare genericamente delle deviazioni dottrinali e teologiche di preti e vescovi, perché chi devia ritiene di essere nel giusto e quindi riterrebbe il discorso rivolto ad altri. Senza contare che molti pensano che sia proprio il Papa a deviare. Queste persone vanno riprese personalmente una per una. Quello che il Papa può fare è ribadire la fede di sempre, poi saranno i fedeli a giudicare chi devia e chi no. E mi pare che ci riesca molto bene. Abbia fiducia nel Papa, nella Chiesa e nel Signore, non rimarrà delusa.

  18. Mimma scrive:

    @Andrea Tornielli

    Ecco il più grande e valido aiuto…

    “Per la situazione attuale della Chiesa in un mondo secolarizzato nel quale si verifica spesso
    una crisi di fede, il pontefice, i vescovi, i sacerdoti e i fedeli cercano una via d’uscita. Intanto appare sempre più chiaro che la soluzione effettiva sta nel rinnovamento interiore dei
    sacerdoti e in questo contesto assume un ruolo di particolare rilievo cosiddetta “maternità
    spirituale nei confronti dei sacerdoti”. Attraverso questo essere “madri spirituali”, le donne
    e le madri partecipano alla maternità universale di Maria, che come madre del Sommo ed
    eterno Sacerdote, è anche madre di tutti i sacerdoti di tutti i tempi.
    Se nella vita naturale il bambino viene concepito, partorito, nutrito e accudito dalla madre,
    questo vale ancora di più per la vita spirituale: dietro ai sacerdoti c’è una madre spirituale
    che ha chiesto a Dio per essi la vocazione, che li genera con sofferenze spirituali e li “nutre”
    offrendo a Dio tutta la propria attività di ogni giorno, affinché essi diventino sacerdoti santi,
    sacerdoti fedeli alla propria identità, fedeli ai propri impegni.”

    http://www.clerus.org/clerus/dati/2010-05/29-13/AESSMS_it.pdf

  19. emmegi scrive:

    Si rafforza in molti l’impressione che dopo i fuochi d’artificio iniziali (rifiuto delle insegne tradizionali pontificali, riti secondo tradizioni secolari ecc.), ora il “Vescovo di Roma” Francesco pensi sia giunto il momento di una certa stabilizzazione pseudo-tradizionale (in cui rientra questo parlare generico e molto scontato circa il distacco dalle ricchezze: un colpetto a qualche vaga-sbiadita reminiscenza evangelica, in salsa solidarista, nelle confuse pecore post-conc. non guasta mica; di certo serve a rassicurare/cullare le masse intontite dal buonismo/pauperismo caramelloso, con l’idea fasulla che TUTTO sia OK, dietro la facciata dell’Edificio franante…) : in attesa, naturalmente, dei ‘botti’ di cambiamenti continui e senza freni, che farà esplodere fra un po’.
    Lo pseudo-patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I ha capito perfettamente le sue intenzioni, ed è per questo che, per la prima volta in assoluto, si è precipitato a Roma ad assistere all’”inaugurazione di Pontificato”.

    Due giorni fa infatti leggevamo su vaticaninsider la notizia:
    ” il patriarca [Bartolomeo I] spiega poi di considerare molto importanti per il dialogo ecumenico i primi passi di Francesco.
    «Siamo molto contenti dell’accento da lui posto sul suo essere innanzitutto “vescovo di Roma”. E siamo anche contenti della sua decisione di nominare otto cardinali incaricati di consigliarlo: una scelta che va nella direzione della sinodalità, caratteristica della nostra Chiesa».
    ————-
    nb: sinodalità, caratteristica della nostra Chiesa».

    e dove sarebbe finita a questo punto la Chiesa Cattolica che per 19 secoli era “UNA” ? e dove si troverà nei FATTI concreti, non solo a parole, cioè ripetendo per abitudine la parola “Una”, come la recitiamo nel Credo, senza più CAPIRE -il 99,9% dei parrocchiani alla Messa domenicale non se lo chiede neppure- che cosa ciò significhi ? ?
    Dio sol lo sa.

    • gibici scrive:

      @emmegi.
      Mi chiedo di che cosa Lei stia parlando, perche’ non e’ che tutto vada bene – non lo e’ mai andato nei primi 19 secoli e neppure ora – ma i problemi che io vedo sono ben diversi, e per la maggior parte residuo dei tempi preconciliari.

      Lei sa di che cosa parla quando parla dell’Una dei primi diciannove secoli? Quando il papa nel primo millennio non aveva alcuna giurisdizione in oriente. Quando per i primi 150 anni non c’e’ stato un vescovo monarchico neppure in Roma. Quando per forza tutte le principali decisioni non potevano che essere collegiali, cioe’ conciliari?
      Lei sta parlando dell’UNA di Marte, la chiami LUNA.

  20. Squilpa scrive:

    Soldi, vanità, carrierismo (ed altre sfrenatezze che taccio per carità).
    Uomini come altri uomini, insomma, senza nulla di sacro (come qualunque persona intelligente può facilmente sospettare).

    • Mimma scrive:

      @Squilpa
      Con la grande “differenza” del mandato che Cristo ha dato loro con l’UNZIONE.

      • mauro scrive:

        Nessuno di loro fu unto. L’unzione sulla terra era riservata ai re ed ai profeti (rito a cui si sottoponevano per volere del popolo) e l’unico ad essere unto da Dio fu Gesu’, ultimo sacerdote dopo essere risorto.
        Non crederà davvero che gli apostoli fossero sacerdoti? Non lo fu nemmeno Gesu’ in vita e quindi non poteva dare loro un mandato sacerdotale che non aveva lui stesso.
        Lei sa cosa voglia dire predicatori allo stesso modo di Gesu’?

        • Squilpa scrive:

          UNZIONE ? Chissà cos’è.. Però può essere vero, L’unzione si addice alla “sacra rota”, infatti…
          Certamente, anche i più corrotti tra gli uomini di chiesa, potranno sempre dire siamo-stati-unti; -siete-stati-unti-voi?
          Brava Mimma, brava, l’importante è crederci…

        • Mimma scrive:

          @Mauro
          In risposta vi suggerisco semplicemente una fonte Wikipedia che a voi sembra piacere tanto.

          http://it.wikipedia.org/wiki/Rito_dell‘ordinazione_sacerdotale

          • mauro scrive:

            Gli apostoli erano per la maggior parte pescatori (in quanto figurativamente dovevano pescare anime, ovvero trarle à sè per quella vita eterna promessa da Dio) e lei mi cita il rito sacerdotale di Wikipedia che non ha nulla a che vedere con dei pescatori (gente comune), divenuti predicatori (ovvero da pre-dicare, manifestare prima del tempo, e con parole, la conoscenza di una vita eterna), e nemmeno con tutto il popolo che ungeva re e profeti?

            Forse ungevano quello che pescavano prima di cuocerlo.

      • Sal scrive:

        @ Mimma
        “Con la grande “differenza” del mandato che Cristo ha dato loro con l’UNZIONE. “

        Già, per questo devono cambiare la federa del cuscino ogni mattina, perché hanno i capelli unti.
        Per questo stanno alla larga dai fornai, perchè hanno paura che li fanno fritti.

  21. macv scrive:

    Papa Francesco ha detto che l’importante non è essere “puri” ,cioè non peccatori ,ma l’importante è pentirsi del proprio peccato ! Dottrina del tutto ortodossa e sempre insegnata dalla Chiesa cattolica: la Chiesa fin dalle origini non è stata una comunità di puri, di giusti, di senza-peccato, ma una comunità di peccatori che però si vergognavano del proprio peccato e cercavano di cambiare rotta.
    Del resto Gesù ci ha insegnato a pregare “rimetti a noi i nostri debiti” ,ciò vuol dire che ciascun di noi ha molti debiti da farsi condonare , cioè peccati da farsi perdonare.. certo c’è sempre stato il prete attaccato al denaro, il vescovo carrierista ,o il sedicente ” benefattore” che invece approfitta per suo ruolo per fregare soldi per se’( e di questo abbiamo molti esempi anche fra le varie ONG e ONLUS internazionali!)ma queste persone spesso comunque sanno di fare peccato e magari nel fondo del loro cuore un po’ di vergogna la sentono! invece molti moralisti odierni, “puri” , disinteressati, onesti, che credono di non aver nessun peccato perchè non rubano magari ne hanno altri e ben peggiori: la superbia per esempio.. ricordiamoci che Satana si serve del denaro per corrompere gli animi, ma anocr più è detto padre della superbia, della falsità e dell’assassinio… Sinceramente fra un ladro o un corrotto che si pente e un “giusto” o giustizialista che gode solo nel mandare il ladro al patibolo, preferisco il primo….

    • giovannino scrive:

      caro macv , vedi , quando hai ragione , sono contento di dartela. Per quanto possiamo umanamente sforzarci di seguire Gesù , inevitabilmente cadiamo nel peccato. Solo il pentimento , che ci viene precisamente dalla consapevolezza di aver tradito la fede ( dunque il pentimento è conseguenza della fede) , solo l’ amara presa di coscienza di essere infedeli al Cristo per i nostri peccati , ci merita la Grazia di Dio . Pecca fortiter , sed crede fortius.

      • Squilpa scrive:

        Vivere significa peccare; non si può non peccare, se si vuole essere davvero vivi.
        Una volta accettata l’idea stessa del peccato, simpatici Macv e Giovannino, e constatane l’assoluta inevitabilità, la geniale idea clericale è stata quella di associarvi il perdono.
        Lo slogan più comodo dell’universo è pecca-fortiter-sed-crede-fortius, ed il perdono è il più grande affare commerciale che sia mai esistito sulla terra.
        Sono tutti contenti,infatti : chi lo compra, ma ancor più chi lo vende.
        Badate, la cattivona non sono io che ne parlo, nè sono io l’autrice del fenomeno ….Io mi limito solo ad illustrarlo.

        • minstrel scrive:

          Vivere significa peccare; non si può non peccare, se si vuole essere davvero vivi.

          La resa completa della Libertà di fronte alla schiavitù autoimposta.

          Mia mal.

          • mauro scrive:

            No davvero! l’uomo è imperfetto per natura ed il peccato è inevitabile nel corso della vita.
            Lei confonde la libertà individuale con la responsabilità che è propria del cristianesimo che non vieta all’uomo di decidere liberamente.
            L’uomo, per volere di Dio, sa riconoscere il bene dal male (Genesi) e dunque è libero di decidere ma è responsabile di ciò che fa.
            Schiavitu’ è fare ciò che gli altri ci impongono di fare e pensare ed è autoimposta quando si crede che gli altri possano decidere per noi, andando a negare così la libertà individuale.

          • minstrel scrive:

            Rileggi cosa ha scritto Squilpa: “non si può non peccare, se si vuole essere davvero vivi.”

            Qui non si discorre della condizione terrena dell’uman sentire, qui si discorre – per altro in maniera confusa – che per vivere veramente l’unico modo è peccare.
            Ma se il peccato è peccato inteso in maniera cristiana (e quindi ne si ammette l’esistenza) come si può pensare che vivere davvero è solo peccare?
            E se il peccato non lo si ammette, e pertanto non lo si riconosce, come si può pensare di vivere davvero se peccare significa vivere davvero? Oppure semplicemente il peccato in sé non esiste e pertanto il ragionamento cade perché contradditorio?
            Il ragionamento di Squilpa è dunque fallace; pertanto se egli crede davvero che per vivere “davvero” occorra peccare (e cioè fare qualcosa a cui lui nemmeno crede) semplicemente egli è schiavo di una visione che né comprende né accetta, alla faccia di quella che considera libertà di avere una propria coscienza.
            Detto questo capirà perché la sua obiezione è totalmente fuori luogo poiché fuori tema.

          • mauro scrive:

            Caro Minstel,

            Nel cristianesimo esiste la responsabilità dell’individuo ed è sufficiente leggere la DCC per sapere che l’inferno è lo stato di chi SA di aver peccato ed è evidente che chi non lo sa non ha in alcun modo peccato.
            Se per lei è un peccato divorziare, in quanto è il cattolicesimo a dirglielo e lei è cattolico, per altri non sarà affatto un peccato e ciò dimostra che il peccato, e cosa sia il peccato, non può essere una confessione a stabilirlo ma l’uomo attraverso proprie leggi. Gesu’ e Pietro infatti invitano i credenti in Dio a rispettare le leggi del proprio popolo e dunque chi non le rispetta commette un peccato che non è contro Dio ma contro il proprio simile in quanto le Leggi provengono dall’uomo e sono emanate in virtu’ di un raggiungimento di un bene comune determinato attraverso una libera scelta di tutta la comunità.
            E’ del tutto chiaro che la libera scelta, proveniente dalla capacità di saper distinguere il bene dal male, sia anche personale di ogni individuo e la responsabilità ricada nell’accettare o meno quelle Leggi comuni.
            E’ del tutto impossibile osservarle pienamente durante la vita in quanto l’individuo tende a soddisfare le proprie necessità in funzione del raggiungimento di un proprio bene in funzione di una libera scelta.
            Squilpa ha perfettamente ragione, chi non vive non pecca.

        • macv scrive:

          No cara Squilpa , ti sbagli lo slogan più comodo è “Dio non esiste dunque tutto è permesso” lo disse Ivan Karamazoff
          nel romamzo di Dostoevskji ma non faceva che echeggiare le idee di Nietsche . Tutto è permesso, cioè in peccato non esiste mi sempbra ancora più comodo del concetto cattolico che ogni peccato può essere perdonato. Infatti chiedere perdono è un po’ una scocciatura.. se invece il peccato non esiste ed è tutto permesso si toglie anche la piccola scocciatura di chiedere perdono. In questo mi pare che tu e i tuoi amici atei siate stati più furbi dei preti!

          • Sal scrive:

            @ macv
            Dopo aver considerato i comandamenti, e tutto quanto è scritto in dettaglio e che non vado elencando, c’è un solo peccato sig. Macv, “l’ipocrisia” L’ipocrisia di colui che si rende conto e non modifica il proprio atteggiamento, ma indulge e tralascia, finché ne è sopraffatto.

            E’ peccato “fallire” nella capacità di crescere. E’ peccato fermarsi sulla via del progresso. E’ peccato sbagliare strada. E’ peccato mancare l’obiettivo. E’ peccato sbagliare nella capacità di ragionare. E’ peccato non essere pienamente convinti nella propria mente. E’ peccato non informarsi, non ricercare, non trovare. E’ peccato seguire le cattive compagnie. E’ peccato farsi imbambolare.

            Nessun tribunale condanna senza prove, così nessuna intelligenza può credere all’impossibile e misterioso senza prove e poiché Gesù le prove le ha fornite, facendosi toccare ( da cui toccare con mano) credere senza toccare è peccato.

            Tutto il resto dovrebbe conoscerlo perché il peccato nasce dall’orgoglio, dall’avidità, dall’egoismo.

            “Allora egli disse: “Anche voi siete ancora senza intendimento? Non capite che tutto ciò che entra nella bocca passa per gli intestini e va a finire nella fogna? Comunque, le cose che escono dalla bocca vengono dal cuore, e queste cose contaminano l’uomo. ( Mt 15.16-20)

            “Ciò che esce dall’uomo è ciò che contamina l’uomo; La loro gola è un sepolcro aperto, hanno usato l’inganno con le loro lingue”. “Veleno di aspidi è dietro le loro labbra”. ( Mt 7.20; Rm 3.13)

        • cuba_libre scrive:

          Squilpa, molte volte le ho dato ragione, e ho apprezzato i suoi discorsi lucidi, ma stavolta devo discordare. Cosa vuol dire che non si puo’ non peccare se si vuole essere DAVVERO vivi? E’ questo avverbio che mi lascia un attimo perplesso! Significa che e’ condizione fondamentale per vivere, o che e’ presente nella quotidianità della nostra vita? La differenza non e’ da poco, perche’ nel primo caso sembrerebbe che se non si pecca non si vive, ( e quindi le conseguenze piu’ dirette sarebbero lo sbranarci a vicenda), nel secondo e’ che giocoforza dobbiamo conviverci, ma non necessariamente perseguire quella strada.
          Ma a parte tutto bisogna prima definire cosa e’ peccato: e’ questo il nocciolo del problema: per tornare per esempio un attimo al tema trattato su uno dei thread precedenti, quello sugli anticoncezionali, il loro uso per un cattolico e’ peccato, per altri (e fra questi ci sono io) non lo e’.
          Ma il suo discorso mi sembrava a 360 gradi, in modo asettico…..o forse ho capito male io.
          Saluti

  22. claudio scrive:

    Belle parole. Anche Soros si scaglia contro la finanza, Monti, il banchiere bildelberg ha poi pontificato sulla sobrietà….cominci Bergoglio a cacciare il suo amico cipriani dello ior-il nemico di Gotti Tedeschi- e poi discutiamo. Da una parte predica bene, poi sento dire che bisogna vendere le chiese per i poveri. Talvolta sembra esageratamente demagogico. Insomma, capisco non abbia la formazione del predecessore, ma non potrebbe essere più equilibrato? Sinceramente non mi pare che i sacerdoti vivano nel lusso, almeno in gran parte. I problemi della Chiesa sono altri, sia materiali che spirituali. Sembra come quelli che pensano di dimezzare lo stipendio ai politici (gli onesti avranno qlc difficoltà, gli altri prenderanno più mazzette) pensando di eliminare il debito.Boh!? Non lo capisco.

  23. Timorato scrive:

    x lia orsenigo

    non eravate voi protestanti più conoscitori della Bibbia, di noi, poveri cattolici?

    ha sentito mai parlare di “Follia della Croce”, beata Lei che ancora spera nelle tattiche!!!

    A.M.D.G.

    • Sal scrive:

      @ Timorato
      “ha sentito mai parlare di “Follia della Croce”, beata Lei che ancora spera nelle tattiche!!! “

      Considerato come lei si esprime e i tanti altri che come lei, anche su questo blog, sono sempre pronti a scandalizzarsi e restituire “pan per focaccia” sembrerebbe che neanche lei abbia ben chiaro cosa sia “la follia della croce.”

      In fondo non è raro vedere cristiani o pseudo tali, pronti a scandalizzarsi e a rivendicare l’onore perduto, a voler riconquistare con i missili benedetti dal cappellano militare il diritto di estrazione del petrolio, e la difesa delle chiese con il kalashinikov. Tutto questo secondo il magistero, tradizionale o no ! Naturalmente A.M.D.G.(Ad Maiorem Dei gloriam ) Naturalmente.

      p.s. La gloria di Dio si comprende dalle cose fatte, (Rm 1.20) non può essere aumentata. L’uomo può solo diminuirla, non aumentarla.

  24. Timorato scrive:

    x eremita

    bisogna capire prima il male, se Lei legge tutto in chiave sociologica allora altro che incompatibili!

    Il Medico si chiama Gesù il Nazareno, quindi sia S.S. Francesco I che Mons. Lefebure, quando fanno l’opera di Pietro e non di Simone, posso beneficiare, per il resto,
    supplisce la Chiesa!
    A.M.D.G.

    • Squilpa scrive:

      Certo, che comodità per il potere vaticano, poter contare su coscienze vassalle come quella di “Timorato”….

  25. claudio scrive:

    No al carrierismo e no alla vanità! Che bravo….e poi a capo del direttorio che raggruppa 200 ordini religiosi ci mette il superiore dei gesuiti, immagino per i suoi grandi risultati nella difesa e nella promozione del cristianesimo. Proprio umile il gesuita argentino e umili i suoi amici gesuiti: perlomeno inopportuno.
    Ma se tornasse a Buenos Aires siamo sicuri che non se ne trova uno migliore? Capisco sia più bravo e serio di un Tettamanzi qualunque o di qualche massoncino ambizioso, ma insomma non è che può profittare della grancassa mediatica per far passare tutto, mica siamo tutti scemi.
    E Lei Tornielli che dice di questa nomina? Non se la poteva risparmiare?

    • gibici scrive:

      In definitiva Lei dice che la scelta e’ sbagliata perche’ e’ stato scelto un gesuita: molto semplicistico.
      Oppure che e’ inopportuna perche’ il papa e’ anche lui un gesuita: stesso livello di commento!
      Quando si imparera’ a ragionare?

      • macv scrive:

        Avete già dimenticato le critiche a bertone che aveva piazzato i salesiani dappertutto? Se lo faceva Bertone coi salesiani era criticabile, se invece lo fa Bergoglio coi gesuiti non è criticabile. E questo voi lo chiamate “imparare a ragionare”? mi sembra che al contrario state chiedendo i fedeli di “disimparare a ragionare!

      • claudio scrive:

        Io ragiono e tanto per essere preciso le faccio notare che non ha scelto un gesuita ma il capo dei gesuiti, storico ordine religioso certamente, con seri problemi di “ortodossia” negli ultimi decenni, in crisi di vocazioni, e poco amato da parecchi altri ordini religiosi (ma molto dagli anticlericali, specialmente quando si muove su posizioni al limite). Facciamo un papa dell’opus dei, che metta a coordinare i religiosi il prelato dell’opera, e poi vediamo se i gesuiti sono così felici. E avrebbero ragione.
        La scelta è legittima, ci mancherebbe; lo era anche il nepotismo di Borgia, d’altra parte. Sicuramente una scelta non proprio di umiltà e di lotta a carrierismo e vanità

  26. framp scrive:

    Per Claudio 23:58
    Ma perché continuare con queste inutili polemiche e puntare il dito e scandalizzarsi se il Papa affida l’ incarico ad una persona che conosce bene, della quale avrà stima e nella quale più che altro avrà fiducia? E’ la stessa storia di pochi mesi fa quando Benedetto XVI consacrò il suo segretario (vi ricordate quante stupide parole furono scritte a riguardo?) del quale ovviamente – direttamente- ne aveva apprezzate le qualità, le capacità, l’amore alla S Chiesa e al Papa che forse in previsione del suo abbandono ha voluto lui stesso riconoscergli i meriti e nominarlo Vescovo? Ma ve lo immaginate Obama che attinge gli stretti collaboratori tra le fila dei Repubblicani? Ovviamente il Papa ha necessità di avere intorno a se persone di qualità ma anche di assoluta e comprovata fiducia, di stima reciproca e perché no anche di vecchia conoscenza e amicizia.
    Non facciamo gli ipocriti per carità
    framp

    • claudio scrive:

      Il Papa è libero di scegliersi i collaboratori che vuole; anche Borgia legittimamente lo faceva. Ci sono tuttavia importanti questioni di opportunità e non solo di quella. Se un papa “religioso” (il primo gesuita, ci sarà un perché non sono mai stati eletti) che mette a coordinare gli ordini religiosi il capo dei gesuiti può infastidire, forse non i fedeli, ma gli appartenenti ad altri ordini religiosi. Se l’avesse fatto uno dell’opus dei o della fraternità san Carlo cosa direbbero i media ? Tutto normale? Il Papa è umile o pensa che chi non è gesuita ha qualcosa in meno degli altri? Per carità può essere una semplice coincidenza ma il gesto a me pare del tutto inopportuno. In più, nel merito, non ho alcuna stima del superiore dei gesuiti, di chiara tendenza modernista. Ma questa è un’opinione personale. Ovviamente, diventassi sommo pontefice, seguendo la logica dei miei critci, porrò a capo dello ior un bancario della mia città, il mio parroco vescovo di milano, ecc…!

      • framp scrive:

        Giovanni Paolo II ha portato con sè nugoli di Polacchi, Benedetto ha piazzato Tedeschi sino all’ultimo, bertone ha riempito di salesiani la curia e altro e che dire……. devo continuare? si metta l’animo in pace lo Spirito Santo non ha scelto lei Ha scelto il cardinal Bergoglio. Santa Pentecoste

        • claudio scrive:

          Chi dice che lo Spirito Santo elegge il Papa dice una ovvia sciocchezza, difatti molti cardinali hanno riso sopra questa cosa. Lasciamo queste panzane all’ignoranza dei giornalisti. Comunque si finge di non capire. Non mi pare di aver criticato il fatto che ci siano argentini in ruoli di curia e nemmeno che possano essere scelti gesuiti per i medesimi ruoli. Ho detto un altra cosa, ma forse non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. E di superbi che non vogliono sentire ce ne sono anche troppi, per cui non mi scalderò più di tanto ora in poi.

  27. Sal scrive:

    “Mi colpisce veramente la frequenza con cui Papa Francesco richiama vescovi e sacerdoti a non lasciarsi vincere dalla tentazione del denaro e dalla vanità del carrierismo. “

    Se dunque questi sono stati fino ad oggi i pastori, c’è da chiedersi quale esempio e quale insegnamento abbiano potuto promuovere. Forse per questo che è di gran moda il detto “fate come dico non come faccio”

    Forse è rivolta proprio a loro l’indicazione evangelica : “sono gli scogli nascosti sott’acqua nei vostri conviti d’amore mentre festeggiano con voi, pastori che pascono se stessi senza timore, nubi senz’acqua portate qua e là dai venti, alberi di tardo autunno, [ma] infruttuosi, morti due volte, sradicati, furiose onde del mare che gettano la schiuma delle proprie cause di vergogna, stelle senza corso stabilito, alle quali è riservata per sempre l’oscurità delle tenebre.” ( Giuda 12-13)
    Chi ha orecchio ascolti ! Chi ha cervello mediti.

  28. P.Danilo scrive:

    Per Claudio: ma siamo proprio sicuri che il presidente dei Superiori Generali delle congregazioni religiose sia di nomina pontificia? Pensavo venisse eletto dalla base, comunque non ne sono sicuro.

    • claudio scrive:

      L’ho letto su Vatican Insider. Cmq, al posto del Pontefice, io sarei intervenuto per invitare ad eleggerne un altro. Diciamo che è come minimo stridente con quanto si va dicendo. In 200 ordini religiosi bisognava andare a prendere proprio quello del Papa? E non c’è vanità nell’accettare?
      Francesco ha oggi i media dalla sua parte, e dovrebbe porsi il problema in coscienza, ma quando il vento cambierà queste contraddizioni lo penalizzeranno

      • Eremita scrive:

        Non entro nel merito della questione che mi sembra irrilevante: Bergoglio non è certamente spinto dal favoritismo verso la Compagnia, con cui da anni ha rapporti molto deboli , finito il suo incarico come provinciale la sua carriera all’interno della Compagnia era bloccata, tanto che tornando dalla Germania alla fine degli anni ’80 non gli era stato assegnato alcun incarico, a Cordoba dove era stato destinato era praticamente un viceparroco, mentre ha invece proseguito la sua ascesa lasciando sostanzialmente anche se non formalmente la Compagnia ed ottenendo una nomina vescovile come ausiliario, favorito dai suoi rapporti con l’episcopato argentino. La nomina di un gesuita non è un favoritismo verso un gruppo religioso a cui non sembra particolarmente legato. Vi prego di non prendere le nie osservazioni come una critica verso Bergoglio, persino molti santi hanno avuto una vita difficile nelle loro comunità, desidero soltanto puntualizzare i fatti.

  29. Bruno scrive:

    Il salario del Peccato e’ la Morte, Rom. 6,23

  30. Squilpa scrive:

    Vanità, potere, carrierismo : tutte le possibili lusinghe terrene sono –da sempre– ambite dagli alti prelati.
    E’ impressionante leggere quali erano i comportamenti degli ecclesiastici nei secoli dal medioevo al Rinascimento : tutto, nella chiesa, era in vendita , dalle cariche ai perdoni (e gran parte delle ricchezze anche odierne della chiesa risalgono a quei secoli).
    D’altra parte, senza l’enorme potere derivante dalla ricchezza (e senza la ricchezza derivante dal potere), la chiesa non avrebbe avuto l’importanza che ha avuto : Bergoglio I lo sa, o quando parla di chiesa povera vuole prenderci in giro tutti?

    • gibici scrive:

      L’attuale papa non puo’ rifare la storia, ma deve partire dall’oggi e valutarlo secondo il Vangelo, che indubbiamente ha molto da dire sull’uso delle ricchezze.
      Da qui si devono apprezzare gli inizi di questo pontificato, marcati da un nuovo afflato cristiano.
      Che cosa era mancato alla Chiesa preconciliare? Una convincente pratica cristiana a livello comunitario, quello che avrebbe dovuto essere gestito dalla gerarchia, almeno secondo le competenze che essa si era arrogata dal Vaticano I in poi. Non si obietti che c’erano gli ordini religiosi, che erano nella Chiesa, ma non la Chiesa.
      Il superamento della papolatria, del clericalismo e il riconoscimento del ruolo laicale sono solo sottocapitoli.
      Papa Francesco per fortuna non e’ un teologo. Un papa non necessariamente dev’essere un teologo, ma deve avere il sensus fidei nella gestione della Chiesa.

      • Squilpa scrive:

        Non lo so, Gibicì, non so fino a che punto Lei ha ragione.
        Un nuovo afflato cristiano, può nascere genuinamente ed efficacemente dal fatto che c’è un papa nuovo, per quanto amabile su di un piano umano?
        Di che qualità è quell’afflato che si rinvigorisce per la novità di un papato?
        Mi ricorda il nuovo impulso all’uso delle biciclette perchè c’è il giro d’Italia…
        A me sembra che faccia difetto da sempre un autentico vigore cristiano delle coscienze, qualcosa ,cioè, che dovrebbe totalmente disinteressarsi da chi o cosa c’è al vertice dell’Istituzione (ammesso che la stessa serva davvero…)

        • Simone 2 scrive:

          @Squilpa.
          Per il momento non si può non concordare con Gibici. Bergoglio non può modificare la storia, ma può far molto e mostra di essere persona piuttosto diretta e decisa.
          A tutti vanno concessi una possibilità e il beneficio della buona fede e dopo appena due mesi di pontificato non si può certo emettere un giudizio sull’operato di papa Francesco.
          Vedremo innanzitutto se l’intero clero per primo dimostrerà buona volontà e voglia di voler cambiare registro: per capirlo ci vorrà davvero poco.
          Il vigore cristiano fa difetto, perché si continua a considerare cristiani o cattolici, chi in realtà non lo è, ma qui il discorso diventa assai articolato e complesso.

          • gibici scrive:

            a Squilpa
            Le istituzioni sono la nostra vita sociale. Ce ne sono a vari livelli. Ma sono importantissime perche’, nonostante cio’ che si pensa, influiscono forse sul 98% delle nostre convinzioni, non solo in campo religioso.
            La gestione della Chiesa puo’ influire sui cattolici come sugli esterni, anche se essa non e’ tutto.

  31. Squilpa scrive:

    Rispondo.
    La massima parte degli istinti, geneticamente fissati nell’arco di miliardi di anni di evoluzione,sono assolutamente indispensabili per la sopravvivenza e sono quasi tutti “virtù naturali” condannate dalla chiesa. E’ assai difficile per ogni vivente sottrarvisi ed è impensabile che qualche essere umano possa riuscirci per tutta la vita.
    Non si decide, dunque, quando peccare, e neppure si decide quando si merita la salvezza : è il ministro della fede a deciderlo, al cui imperio ci si consegna in confessione.
    Mi pare che ,in questo scenario, il fedele cattolico sia una sorta di marionetta, absit inuiria verbis.

    • vincenzo da torino scrive:

      @Squilpa. Lei fa un poco di confusione tra istinto e virtù. La virtù è proprio il controllo dell’istinto per la realizzazione dell’uomo giusto e virtuoso. Quando mai la chiesa condanna gli “istinti naturali”? Mai. Sarebbe assurdo. Li vuole regolati per un fine. Cosa ben diversa. Perfino i filosofi greci parlano di controllo degli istinti e di uomo virtuoso come sua piena realizzazione umana. Il cristianesimo è conscio della difficoltà del controllo di istinti e passioni e che sia facile quindi peccare , ma richiede lo sforzo per progredire nella virtù umana e spirituale.

  32. Squilpa scrive:

    Certo, Vincenzo, a livello puramente teorico pare facile intendersi e concordare.
    Ma, all’atto pratico, quale e quanta espressione dovrebbero avere il tenore e la qualità dei comportamenti e fino a qual punto il colore emotivo di ogni vita deve poter dipendere dai cosiddetti vizi capitali?
    Siamo certi che il lievito di tutte le esistenze, e forse la vita stessa, non dipendano inevitabilmente dal censurato apporto di invidie, di orgogli e superbie, di lussuria, di spinta all’accumulo e quant’altro?
    Possiamo davvero congetturare l’intero scenario della vita umana come idealisticamente privo di spinte interiori “negative”?

    • vincenzo da torino scrive:

      @Squilpa. Le spinte interiori negative ci sono come anche quelle positive. Quante volte gli stessi santi riferiscono della lotta tra quanto sentono che è bene e giusto e le passioni umane che li spingono in ben altra direzione apparendo allettanti e con potente attrattiva. E’ in fondo la lotta di tutti gli uomini sempre. Dipende molto dalla sensibilità e soprattutto da quanto si coltiva lo spirito selezionando gli impulsi , i sentimenti ecc. Quando la materia ci domina difficilmente riusciamo a sentire i moti spirituali che ci incalzano continuamente proponendoci il bene. Cosa vuol dire e perché coltivare lo spirito. Una buona e indispensabile risposta ci permette a vedere l’urgenza ed in fondo anche lo scopo primario del nostro agire ed essere . Ricordo sempre la parabola evangelica dei talenti. Purtroppo ci piace trascinarci la vita….saluti

      • Squilpa scrive:

        Guardi, stimabile Vincenzo, io sono d’accordo con Lei più di quanto si potrebbe supporre; io stessa sono una donna anzianotta ed ho, dietro di me, una vita i cui orientamenti sono stati assai più vicini a quanto da Lei sostenuto che il contrario.
        Opera,tuttavia, in me un senso come di allarme per tutto quanto di esasperato potrebbe scaturire da posizioni improntate all’intransigenza sui temi della “purezza”, per così dire.
        Vede l’elenco steso da Miky, circa Gal 17, 20, 21?
        La mia impressione è che , troppo sovente, si drammatizza il dato relativo al comportamento corporale, mentre questo è ,in realtà, meno grave di colpe sociali (su cui, invece, si mette troppo poco l’accento).
        Questa cosa è molto, molto sospetta, secondo me.
        La saluto.

        • vincenzo da torino scrive:

          @Squilpa. Fa una osservazione molto condivisibile e giusta. Saremo giudicati in primis nell’amore , come bene dice il Vangelo. La propria dedizione al prossimo dai famigliari ai parenti e quanti incontriamo e che hanno bisogno del nostro aiuto morale e materiale. Ma il primo comandamento rimane sempre l’amore per Dio. Gesù dice “chi mi ama osserva i miei comandamenti” Quindi quanto citato da Miky è fondamentale ed è quanto dobbiamo sforzarci di fare. In fondo probabilmente il buon Dio è più disposto a perdonare i nostri peccati di tipo sessuale che quelli di assenza di amore per il prossimo, purchè sia autentico e disinteressato (non come il fariseo). Badi che il concetto di “purezza” è molto vasto e non riguarda solo il sesso. Il rischio per alcuni ( e magari anche noi) è di essere perfetti nell’osservanza almeno esteriore dei comandamenti di tipo morale e osservanza dei vari precetti religiosi e ritenersi a posto con Dio dimenticando la parabola del buon samaritano. Termino con una ultima osservazione. Importante per tutti è la “tensione” spirituale. Ossia quel continuo mettere a nudo la propria coscienza senza troppe ipocrisie o scuse varie, e la certezza di essere alla presenza di Dio con cui si dialoga, ci si arrabbia , si adora, si chiede per se ed altri ossia si impara ad amare Dio con tutto noi stessi , cosa non proprio semplice. La vita del buon cristiano, come dicono i santi, è costellata di dolori e rinuncie, ma dona pienezza di pace e gioia interiore. Provarci può essere più importante che …discutere troppo. saluti e grazie.

  33. Miky scrive:

    Dalla lettera di San Paolo ai Galati

    Gal. 5,13Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l’amore siate invece a servizio gli uni degli altri. 14Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: Amerai il tuo prossimo come te stesso. 15Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!

    16Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. 17La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
    18Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. 19Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, 20idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, 21invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. 22Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; 23contro queste cose non c’è Legge.

    24Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. 25Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. 26Non cerchiamo la vanagloria, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.

    • Squilpa scrive:

      Che noia….

      • Mimma scrive:

        Che gioia!

      • Miky scrive:

        1Cor 2,14 Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito.

        2Cor 2,14 Siano rese grazie a Dio, il quale sempre ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde ovunque per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza!

        2Cor 2,15 Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo per quelli che si salvano e per quelli che si perdono;

        • Mimma scrive:

          @Miky
          “15L’uomo mosso dallo Spirito, invece, giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno. 16Infatti chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo consigliare?Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.”(1Cor 2,15)

          • Sal scrive:

            “Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.”(1Cor 2,15)”

            Sembra vero da come lo dice !
            Magari ci crede pure . sono felice per lei.

            Se così fosse magari saprebbe spiegare perchè il papa parla di carrierismo…. ce l’ha mica anche con lei ?

          • mauro scrive:

            “15L’uomo mosso dallo Spirito, invece, giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno.”

            Come farebbe uno a sapere che è mosso dallo Spirito? Fa le carte od altre divinazioni? Oppure dice semplicemente che è mosso tanto che nessuno può metterlo in dubbio? Messa così tutto lo possono dire ma nessuno sa se efffettivamente sia vero.

            Il passo di 1 Cor 2,15, in greco, dice altra cosa

            “Ma chi è spirituale (ovvero non si interessa di cose materiali), invece, giudica ogni cosa (cose attinenti alla propria spiritualità e quindi al proprio dio), senza poter essere giudicato da nessuno.

            E’ un concetto generale valido per chiunque si interessi di cose spirituali, quindi valido per ogni confessione o religione che sostanzialmente afferma che nessuno può essere giudicato per una propria scelta religiosa e dunque questo passo afferma il principio della libertà religiosa.

            Ovvio che si può liberamente non essere cattolici.

          • Mimma scrive:

            @Miky
            E chissà se il pastore wikipedia invece saprebbe dirci perchè nelle sue altolocate sedi della Wts si praticano orrori del genere.

            http://www.roccopoliti.it/?cat=43

    • Sal scrive:

      @ Miky
      “Gal. 5,13Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. “

      Se ne è così convinta perché si affida a preti,, vescovi, cardinali, papi, consiglieri spirituali, monache, e quanti altri ce ne siano nella gerarchia della casta paludata ?

      Chi è libero cammina da solo, non si fa portare mano nella mano da qualcuno più grande no ?

      “18Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. “
      Se ne fosse convinta, se veramente si facesse guidare dallo spirito, non sarebbe così bigotta, e non avrebbe bisogno della guida. No ?

      E se non è sotto la legge, allora ha ragione Squilpa : “La mia impressione è che , troppo sovente, si drammatizza il dato relativo al comportamento corporale, mentre questo è ,in realtà, meno grave di colpe sociali (su cui, invece, si mette troppo poco l’accento). “

      Dimentica che Salomone aveva 800 mogli e Davide suo padre “uomo secondo il cuore di Dio “ aveva Ahinoam, Abigail, Maaca, Agghit, Abiatal, Egla, Betsabea e altre ( 2Sam 3.2-15; 5.13-16)

  34. Miky scrive:

    La virtù non produce un uomo alienato ma interiormente libero, come ben ci insegna San Tommaso D’aquino. Si è liberi nella misura in cui si è liberi da se stessi.

    http://www.vitaeterna.it/htm/catechesi/virtuumane.htm

    http://www.istitutogp2.it/public/Virt%C3%B9%20ed%20etica%20cristiana%20(IV%20parte%20intera).pdf

    • Sal scrive:

      @ Miky
      “La virtù non produce un uomo alienato ma interiormente libero, come ben ci insegna San Tommaso D’aquino. Si è liberi nella misura in cui si è liberi da se stessi. “

      Distinta Miky, non dovrebbe giocare con le cose più grandi di lei delle quali conosce poco e che non sa controllare. La verità è nelle cose semplici. Gesù era semplice e si spiegava in parabole per farsi capire da tutti ancor più facilmente mentre il sig. Tommaso d’Aquino non è proprio così. E lei fa male a volerne interpretare il pensiero.

      1.“La virtù non produce un uomo alienato ma interiormente libero”
      E’ vero, ma come spiega che per ottenere uomini e donne liberi, non alienati, li devono battezzare da piccoli e continuare a fare un sacco di prediche per orientarli ? Se così non fosse sarebbero pochi i liberi che sceglierebbero di farsi schiavi di una superstizine o di cose che non sanno spiegare e che devono definire”misteri”.

      2.” Si è liberi nella misura in cui si è liberi da se stessi.”
      Qui direi che se ci ragiona un po’ si accorgerà che non è proprio vero.
      Si è liberi nella misura in cui si è padroni di sè stessi.
      Solo chi è in grado di padroneggiarsi è veramente libero. Chi è schiavo non saprebbe che farsene della libertà e non sarebbe in grado di prendere decisioni autonome. Avrebbe sempre bisogno di qualcuno che lo diriga. (v. Casta – il più grande padrone.)
      Chi è libero sa rifiutare, chi è schiavo non può !

  35. GIORGIO scrive:

    E non chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo.
    Matteo, 23,9-10

    • Sal scrive:

      Già, – non chiamate nessuno “padre” sulla terra…..

      “Papa deriva dal greco πάππας (pàppas), espressione familiare per “padre” – Wikipedia

  36. Miky scrive:

    Per chi giudica gli altri bigotti e si crede il sapiente del blog, sarebbe bene che rifletta.

    Il peccato di Superbia

    Più che un singolo peccato, la superbia appare come espressione di una tetra costellazione di vizi: orgoglio, arroganza, arbitrio, tracotanza, boria esteriore, desiderio di abbassare gli altri per emergere.
    Tuttavia, nella Scrittura la parola ebraica tradotta con “superbia” ha anche un significato positivo: gâ’ôn indica infatti ciò che è alto ed elevato e, in senso figurato, ciò che eccelle, distaccandosi dalla media. Un tratto positivo si ritrova anche nell’italiano “superbo” che può significare apprezzamento per una realizzazione eccellente e perciò esemplare. Nella versione greca dei Settanta gâ’ôn viene spesso tradotto con hýbris, esprimendone perciò solo il lato negativo di “prepotenza” e “violenza”. Nei libri sapienziali viene utilizzato anche il termine, hyperēphania quasi tecnico per indicare un atteggiamento di “tracotanza” che i pii devono assolutamente evitare. Nel Nuovo Testamento ad hjbris si preferisce, oltre che hyperēphania, alazòneia per esprimere uno stile di vita basato sull’attribuire a se stessi più di quanto si ha o si è, la “presunzione”. Gregorio Magno tratteggia il peccato di superbia indicandone le manifestazioni: credere che il bene posseduto derivi esclusivamente da se stessi o di averlo ricevuto solo per i propri meriti; vantarsi di ciò che non si ha; cercare di far apparire uniche e singolari le proprie doti col disprezzo degli altri.
    La semplice annotazione linguistica aiuta a cogliere il fondamento della forza seduttrice tipica di questo peccato che non a caso s. Tommaso, sulla scia di s. Agostino e s. Gregorio Magno, definisce «amore smodato della propria eccellenza». Esiste, infatti, in ciascuno di noi il legittimo desiderio di realizzare appieno se stesso e giungere alla perfezione fino al limite di quella divina. E uno stimolo, potente e in sé positivo, a cercare di dare il meglio nelle diverse situazioni ed ambiti di azione. La forza seducente della superbia, il suo fascino, consiste proprio nell’esaltare il desiderio naturale di eccellere, incentrando in modo assoluto l’attenzione su se stessi col prescindere da qualsiasi considerazione oggettiva. Si assume invece come criterio fondamentale del proprio agire una regola per cui importa solo arrivare primi, in base alla massima di essere il “numero uno” a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo. La superbia è un atteggiamento che cambia volto a seconda della situazione in cui si manifesta. Fondamentalmente, è la pretesa di essere come Dio in rapporto al mondo che ci circonda, persone, esseri viventi e cose, ma essa si mostra anche come desiderio essere per così dire “il più”, s’intende bello, forte, ricco, simpatico, intelligente, colto, raffinato, professionale, esperto… E potremmo continuare con tutte le caratteristiche positive della nostra umanità, fino a comprendere anche dimensioni etiche e religiose: il più pio, buono, coerente, santo. Di conseguenza, per sua naturale propensione la superbia si nutre di menzogna e violenza, perché la ricerca a ogni costo della propria superiorità costringe a negare o svilire le doti altrui e a combatterle come pericolosi avversari. E tanto maggiore è la virulenza, quanto più si percepisce che l’altro è effettivamente migliore di noi. Certo, il miglior antidoto alla superbia è coltivare l’umiltà. A patto, però, che non la si scambi con la ritrosia, la timidezza o la mediocrità, con la paura di impegnarsi, di confrontarsi alla pari, apertamente e lealmente, con gli altri; con la vigliaccheria e l’incapacità di donare, con parole e gesti, il positivo di cui siamo portatori. La pratica della vera umiltà richiede un percorso che inizia dai gesti semplici della cortesia, dal chiedere “per favore” e dal ringraziare. Diviene capacità di gioire e utilizzare al meglio ciò che si ha. Procede con lo sviluppo di un’onestà intellettuale che sa di dover capire a fondo la posizione dell’altro prima di emettere giudizi. Trova il suo compimento nell’accettazione gioiosa del fatto che tutto il nostro essere è dono del Padre e che il nostro operare è risposta all’iniziativa della grazia divina in Cristo. E, infine, coscienza ecclesiale, come s. Paolo ricordava ai fedeli di Corinto: «Queste cose, fratelli, le ho applicate a modo di esempio a me e ad Apollo per vostro profitto perché impariate nelle nostre persone a stare a ciò che è scritto e non vi gonfiate d’orgoglio a favore di uno contro un altro. Chi dunque ti ha dato questo privilegio? Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché te ne vanti come se non l’avessi ricevuto?» (1Cor 4,6-7).

    • Mimma scrive:

      @Miky
      Si, vero sapiente è forse colui che non ritiene affatto di esserlo ed è ben conscio delle proprie fragilità umane, ma suo malgrado parla e agisce mosso da Spirito Santo…

    • Sal scrive:

      @ Miky

      Confesso che ha fatto un bel copia incolla. Sono lieto che rimane colpita dalla verità. Significa che qualche nervo scoperto c’è altrimenti non avrebbe sentito il desiderio della replica piccata.

      Ma sorvolo ricordandole che la verità non è mai come appare. Lei si sbaglia.

      “ E l’uomo Mosè era di gran lunga il più mansueto di tutti gli uomini che erano sulla superficie del suolo.” ( Num 12.3)

      Eppure aveva ammazzato l’egiziano. (Eso 2.11) Forse il Dio si è sbagliato a giudicarlo “il più mansueto” ? Oppure lei non ha le idee chiare ?

      p.s.
      C’è anche la possibilità che la superbia non sia un peccato.
      Lo ha scritto lei stessa:
      Tuttavia, nella Scrittura la parola ebraica tradotta con “superbia” ha anche un significato positivo. “

      • mauro scrive:

        Già, se Mosè non fosse stato considerato in posizione piu’ elevata dsgli altri ebrei, e quindi in posizione superba, non li avrebbe potuto guidare.

        Il Vangelo taccia di superbia, considerato elemento negativo, gli scribi e farisei, dunque i sacerdoti ed i loro aiutanti (Mt 23,5 e Lc 11,43) mentre la superbia dell’uomo è credere di essere superiore alla propria condizione terrena, ovvero ritenersi superiore alla terra di cui è fatto.
        La differenza è sostanziale : la prima superbia è di chi agisce per prevaricare il pensiero altrui imponendo il proprio, la seconda agisce nell’ambito personale e non va ad influenzare altri.

    • giovannino scrive:

      Hybris con la “y”.

  37. Sal scrive:

    “Soldi, Vanità, Carrierismo””

    Confesso che sono rimasto sorpreso dalle parole di Francesco, ha fatto riferimento all’etica. Assente nella maggior parte del mondo moderno.
    Proprio un bel discorso preparato per suscitare nobili sentimenti.
    L’etica sta alla base della nobiltà delle motivazioni.

    Poi ho ascoltato la bella frase che ripeteva che a Roma vi è la tomba di Pietro e mi sono chiesto se spacciare una bugia per verità è etico.
    Ma ammetto chè è stato un bel discorso. Anche se il finale non era per niente etico.
    Così va il mondo !

    p.s.
    com’era quella storia dei travestimenti ?

  38. Miky scrive:

    Falsi maestri e veri Discepoli

    Tanto tempo fa un giovane biondo era alla ricerca del Vero. Iniziò a percorrere molte strade sperando di poter trovare un maestro che potesse aiutarlo nella ricerca. Si fermò lungo un sentiero e vide un gruppo di persone (in realtà erano un gruppo di briganti di ritorno dall’ultimo saccheggio) a cui chiedere informazioni su un maestro a cui poter affidare la propria crescita. Appena vicino al gruppo chiese subito al capo “Mi perdoni, ma io sto cercando un Maestro a cui affidare la mia vita e che possa aiutarmi a trovare la Via, ne conoscete qualcuno?”. Il capo brigante, che era una volpe, capì che il giovane poteva ritornargli utile e, facendo un occhietto ai suoi, gli disse “Io sono un maestro! Se vuoi arrivare alla meta dovrai eseguire i miei ordini per dieci anni, dovrai lavorare per noi, fare da mangiare, lavare, riassettare i nostri letti e rasserenare le nostre anime. Allo scadere del tempo ne riparleremo…” Al capo brigante era venuta questa splendida idea…d’altra parte si ricordava ancora che suo padre gli aveva insegnato qualche preghiera con cui poteva raggirare il ragazzo. Costui accettò immediatamente con la gioia nel cuore di aver fatto pochissimi sforzi per incontrare il Maestro.

    Per dieci anni il giovane lavorò, diventando quasi uno schiavo….

    Il discepolo così seguì per sempre un ladro credendolo un maestro.

    • Mimma scrive:

      @Miky
      Questa è l’era dei falsi maestri in cui ogni nuova dottrina, anche la più diabolica risulta gradevole e accettabile purchè non sia l’antica e sana Parola di Dio…

      • Sal scrive:

        @ Mimma
        “Questa è l’era dei falsi maestri in cui ogni nuova dottrina, anche la più diabolica risulta gradevole e accettabile purchè non sia l’antica e sana Parola di Dio… “

        Già,…. l’antica e sana parola di Dio :

        “Non è questo il figlio del falegname? Non si chiamano sua madre Maria e i suoi fratelli Giacomo e Giuseppe e Simone e Giuda?” ( Mt 13.55) (v. verginità)

        “l’espressione ispirata dice esplicitamente che in successivi periodi di tempo alcuni si allontaneranno dalla fede, prestando attenzione a ingannevoli espressioni ispirate e a insegnamenti di demoni, mediante l’ipocrisia di uomini che diranno menzogne, segnati nella loro coscienza come da un ferro rovente; i quali proibiranno di sposarsi, comandando di astenersi da cibi che Dio ha creato per essere presi con rendimento di grazie da quelli che hanno fede e conoscono accuratamente la verità” ( 1Tim 4.1-3) (v. celibato)

        “Ora non c’è mediatore dove si ha a che fare con una sola persona, ma Dio è uno solo. (Gal. 3.20)(v. Trinità)

        “E hanno edificato gli alti luoghi di Tofet, che è nella valle del figlio di Innom, per bruciare i loro figli e le loro figlie nel fuoco, cosa che io non avevo comandato e che non mi era salita in cuore’.” ( Ger 7.31) (v. inferno di fuoco)

        “ma egli, siccome rimane vivente per sempre, ha il proprio sacerdozio senza successori.(Ebr. 7.24) (v. sacerdozio)

        Mimma ha vinto la bambolina !

    • Sal scrive:

      @ Miky
      Davvero interessante la storiella convengo che la cosa accade sempre più spesso.
      Vedo che si sa guardare allo specchio. Brava continui a farlo. E’ cosa giusta e saggia.

      “Ora preghiamo Dio che non facciate nulla di male, non per apparire noi stessi approvati, ma affinché voi stessi facciate ciò che è eccellente, benché noi possiamo apparire disapprovati. Poiché non possiamo fare nulla contro la verità, ma solo per la verità. “ ( 2Cor 13.7-8)

      • Miky scrive:

        @Sal
        lei avrebbe bisogno non di uno, ma di una stanza di specchi. Sa solo giudicare gli altri da perfetto superbo. Non imparerà mai a fare autocritica. Si chiuda un po nella cameretta da lei tanto prediletta e metta prima di tutto in discussione se stesso. Ne ha urgente bisogno.

  39. gibici scrive:

    a Squilpa.

    Lei parte da un presupposto giusto, ma male utilizzato: ” La massima parte degli istinti, geneticamente fissati nell’arco di miliardi di anni di evoluzione,sono assolutamente indispensabili per la sopravvivenza e sono quasi tutti “virtù naturali” condannate dalla chiesa. E’ assai difficile per ogni vivente sottrarvisi ed è impensabile che qualche essere umano possa riuscirci per tutta la vita.”

    L’evoluzione a ogni gradino utilizza i sistemi di organizzazione del livello in atto per organizzarli secondo nuove leggi che non aboliscono quei sistemi. Ma le nuove leggi dell’uomo sono proprio quelle etiche che derivano da riflessioni su se stesso e sulle alternative del proprio comportamento del tipo di quella riportata da Micky sulla superbia. E il livello razionale ed etico ha permesso all’umanita’ di diventare – fin troppo – superiore alle altre specie solo animalmente istintive.

    E’ stato per primo Aristotele a comprendere i legami che intercorrevano tra gli “istinti” dell’uomo ponendo ciascuna virtu’ al centro di due estremi, il troppo e il troppo poco, che pertanto erano da considerarsi viziosi. Aristotele e’ stato seguito da gran parte della teologia cristiana, anche se non sempre con chiarezza di metodo. Il suo metodo, comunque, il piu’ scientifico per piu’ di duemila anni, oggi andrebbe sviluppato alla luce dei progressi delle discipline psicologiche, che possono grandemente precisare i dettagli degli schemi usati dalla tradizione.

    • Eremita scrive:

      Anche gli istinti sono meccanismi di sopravvivenza, soggetti essi stessi alla evoluzione, Come taluni organi fisici in certi casi si tramandano anche se non sono più necessari o non se ne vede la funzione (Darwin descrive molto bene questo fenomeno), così certi istinti possono divenire inutili in un habitat diverso o con strutture fisiche e psichiche diverse dalle originali. Ma senza andare oltre in un tema piuttosto difficile, qui si presenta anche un problema per la chiesa, dal momento che se essa propone un controllo ed una gestione degli istinti naturali in particolare mediante l’ascesi, per poi impedire una gestione controllata della biologia mediante le nuove tecniche può sembrare una incoerenza. Mi direte che non è la stessa cosa l’ascesi e la biotecnologia, ma a pensarci bene anche le diverse ed innumerevoli tecniche ascetiche sono una tecnologia spesso molto sofisticata che agisce sui nostri meccanismi naturali orientandoli verso comportamenti programmati artificialmente.

      • Sal scrive:

        @ macv
        “anche le diverse ed innumerevoli tecniche ascetiche sono una tecnologia spesso molto sofisticata “

        Cos’è, una storia di crack o di ecstasy ? Siamo tornati agli stregoni con lo shabu o lo yaba ?

      • gibici scrive:

        In ultima analisi gli istinti umani sono gestiti dalla nostra intelligenza e dalla nostra visione etica, entrambi spesso tramandati in tradizioni solo parzialmente affidabili. L’incremento attuale della conoscenze potra’ permettere giudizi piu’ precisi. Uno dei problemi attuali e’ l’obesita’ e il disordine alimentare, cioe’ il mancato controllo dell’istinto a nutrirsi che un tempo era limitato dalle scarse risorse.

    • Sal scrive:

      @ gibici
      1.“L’evoluzione a ogni gradino utilizza i sistemi di organizzazione del livello in atto per organizzarli secondo nuove leggi che non aboliscono quei sistemi. “

      Sono sconcertato sig. gibici, “l’evoluzione” ? Ma come un cristiano crede ancora all’evoluzione ? Allora ha ragine il papa se parla di “cristiani da salotto che non sanno fare figli alla chiesa con l’annuncio e il fervore apostolico….. ” tsk – l’evoluzione !
      Come si è evoluta l’evoluzione ?

      2. “gli istinti, geneticamente fissati nell’arco di miliardi di anni “
      Eh…..Dica, l’accoppiamento è un istinto raggiunto dopo miliardi di anni ? In tal caso, come si sarebbero riprodotte le specie ? dopo miliardi di anni ?
      Stia bene

      • gibici scrive:

        Le ho gia’ detto che non dialogo con chi non ragiona onestamente.

        • Sal scrive:

          @ gibici
          “Le ho gia’ detto che non dialogo con chi non ragiona onestamente.”

          Onestamente ? E dov’è la disonestà ? Una sua impressione ? Cos’è onesto ?
          Chi dice la verità o chi racconta bugie ?

  40. Squilpa scrive:

    Gibicì, “Eremita”,
    la mia opinione è che pochissime leggi naturali sono state superate dalla civilizzazione : anche oggi l’umanità continua ad operare secondo pulsioni rigorosamente stabilite dagli istinti-base, geneticamente fissate dall’invincibile evoluzione. In particolare, continua a vigere la legge del più forte, non illudiamoci, per favore. Secondo voi, anche nel nostro mondo “progredito”, in una controversia internazionale tra gli interessi della Mauritania o quelli degli Stati Uniti, chi vincerebbe?
    La stessa religione vince unicamente perchè ha l’abilità di rivolgersi al fortissimo istinto di sopravvivenza e conservazione (col promettere addirittura la ghiottonerìa della vita eterna).

    Inoltre, l’etica non è una legge; anche qui, non illudiamoci “morale” significa soltanto “conveniente”, e la prova migliore è che le norme etiche cambiano ogni cento anni ed ogni mille chilometri. Tranne, guarda caso, quelle norme che valgono alla sopravvivenza ad ogni latitudine.
    Mi pare opportuno aggiungere che la chiesa stessa, se ha vinto e dove ha vinto, lo ha fatto solo perchè era più forte e meglio organizzata : o perchè i suoi uomini si sono mossi nei secoli della grande espansione europea al seguito degli eserciti più forti dell’epoca o perchè ha potuto disporre di risorse finanziarie praticamente illimitate, o perchè ha trionfato dei suoi nemici grazie ai propri eserciti, alle proprie reti politico-diplomatiche, alla forza di dissuasione dei roghi e dei patiboli, al potentissimo espediente della confessione, all’alleanza tra trono ed altare, all’organizzazione freddamente razionale della Propaganda Fide e chi più ne ha più ne metta.
    Più la forza che la mansuetudine, insomma, secondo le più pure e crudeli leggi della Natura onnipotente.

    • gibici scrive:

      Lei pensa che le Sue ragioni siano vere perche’ Lei e’ piu’ forte? e pensa che influenzino la sua vita perche’? Scremiamo dalle frasi fatte il vero. Possibile che tutte le culture siano uguali: viva la mafia, cerchi un quartiere adatto!

  41. giovannino scrive:

    Buona domenica e buona festività di Pentecoste. Mi permetto una digressione poetica . Digressione parziale , in verità , perchè la Pentecoste e lo Spirito Santo sono sempre attuali e pertinenti quando si parla di Chiesa. Niente gregoriano , nè latino , si tratta di un testo abbastanza recente che dimostra che nelle lingue moderne è possibile esprimere la nosra fede.

    [p. 675]
    LA PENTECOSTE

    Madre de’ Santi, immagine
    Della città superna,
    Del sangue incorruttibile
    Conservatrice eterna;
    5Tu che, da tanti secoli,
    Soffri, combatti e preghi,
    Che le tue tende spieghi
    Dall’uno all’altro mar;

    Campo di quei che sperano;
    10Chiesa del Dio vivente,
    Dov’eri mai? qual angolo
    Ti raccogliea nascente,
    Quando il tuo Re, dai perfidi
    Tratto a morir sul colle,
    15Imporporò le zolle
    Del suo sublime altar?

    [p. 676]

    E allor che dalle tenebre
    La diva spoglia uscita,
    Mise il potente anelito
    20Della seconda vita;
    E quando, in man recandosi
    Il prezzo del perdono,
    Da questa polve al trono
    Del Genitor salì;

    25Compagna del suo gemito,
    Conscia de’ suoi misteri,
    Tu, della sua vittoria
    Figlia immortal, dov’eri?
    In tuo terror sol vigile,
    30Sol nell’obblio secura,
    Stavi in riposte mura,
    Fino a quel sacro dì,

    Quando su te lo Spirito
    Rinnovator discese
    35E l’inconsunta fiaccola
    Nella tua destra accese;
    Quando, segnal de’ popoli,
    Ti collocò sul monte,
    E ne’ tuoi labbri il fonte
    40Della parola aprì.

    Come la luce rapida
    Piove di cosa in cosa,
    E i color vari suscita
    Dovunque si riposa;
    45Tal risonò moltiplice
    La voce dello Spiro:
    L’Arabo, il Parto, il Siro
    In suo sermon l’udì.

    [p. 677]
    Adorator degl’idoli,
    50Sparso per ogni lido,
    Volgi lo sguardo a Solima,
    Odi quel santo grido:
    Stanca del vile ossequio,
    La terra a LUI ritorni:
    55E voi che aprite i giorni
    Di più felice età,

    Spose, che desta il subito
    Balzar del pondo ascoso;
    Voi già vicine a sciogliere
    60Il grembo doloroso;
    Alla bugiarda pronuba
    Non sollevate il canto
    Cresce serbato al Santo
    Quel che nel sen vi sta.

    65Perché, baciando i pargoli,
    La schiava ancor sospira?
    E il sen che nutre i liberi
    Invidiando mira?
    Non sa che al regno i miseri
    70Seco il Signor solleva?
    Che a tutti i figli d’Eva
    Nel suo dolor pensò?

    Nova franchigia annunziano
    I cieli, e genti nove;
    75Nove conquiste, e gloria
    Vinta in più belle prove;
    Nova, ai terrori immobile
    E alle lusinghe infide,
    Pace, che il mondo irride,
    80Ma che rapir non può.

    [p. 678]
    O Spirto! supplichevoli
    A’ tuoi solenni altari,
    Soli per selve inospite,
    Vaghi in deserti mari,
    85Dall’Ande algenti al Libano,
    D’Erina all’irta Haiti,
    Sparsi per tutti i liti,
    Uni per Te di cor,

    Noi T’imploriam! Placabile
    90Spirto, discendi ancora,
    A’ tuoi cultor propizio,
    Propizio a chi T’ignora;
    Scendi e ricrea; rianima
    I cor nel dubbio estinti;
    95E sia divina ai vinti
    Mercede il vincitor.

    Discendi Amor; negli animi
    L’ire superbe attuta:
    Dona i pensier che il memore
    100Ultimo dì non muta;
    I doni tuoi benefica
    Nutra la tua virtude;
    Siccome il sol che schiude
    Dal pigro germe il fior;

    105Che lento poi sull’umili
    Erbe morrà non còlto,
    Né sorgerà coi fulgidi
    Color del lembo sciolto,
    Se fuso a lui nell’etere
    110Non tornerà quel mite
    Lume, dator di vite,
    E infaticato altor.

    [p. 679]
    Noi T’imploriam! Ne’ languidi
    Pensier dell’infelice
    115Scendi piacevol alito,
    Aura consolatrice:
    Scendi bufera ai tumidi
    Pensier del violento;
    Vi spira uno sgomento
    120Che insegni la pietà.

    Per Te sollevi il povero
    Al ciel, ch’è suo, le ciglia;
    Volga i lamenti in giubilo,
    Pensando a Cui somiglia;
    125Cui fu donato in copia,
    Doni con volto amico,
    Con quel tacer pudico,
    Che accetto il don ti fa.

    Spira de’ nostri bamboli
    130Nell’ineffabil riso;
    Spargi la casta porpora
    Alle donzelle in viso;
    Manda alle ascose vergini
    Le pure gioie ascose;
    135Consacra delle spose
    Il verecondo amor.

    Tempra de’ baldi giovani
    Il confidente ingegno;
    Reggi il viril proposito
    140Ad infallibil segno;
    Adorna le canizie
    Di liete voglie sante;
    Brilla nel guardo errante
    Di chi sperando muor.

  42. Nella scrive:

    SOLENNITÀ DI PENTECOSTE
    SANTA MESSA CON I MOVIMENTI ECCLESIALI

    OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

    Piazza San Pietro
    Domenica 19 maggio 2013

    Cari fratelli e sorelle,

    in questo giorno noi contempliamo e riviviamo nella liturgia l’effusione dello Spirito Santo operata da Cristo risorto sulla sua Chiesa; un evento di grazia che ha riempito il cenacolo di Gerusalemme per espandersi nel mondo intero.

    Ma che cosa avvenne in quel giorno così lontano da noi, eppure così vicino da raggiungere l’intimo del nostro cuore? San Luca ci offre la risposta nel brano degli Atti degli Apostoli che abbiamo ascoltato (2,1-11). L’evangelista ci riporta a Gerusalemme, al piano superiore della casa nella quale sono riuniti gli Apostoli. Il primo elemento che attira la nostra attenzione è il fragore che improvviso viene dal cielo, «quasi un vento che si abbatte impetuoso» e riempie la casa; poi le «lingue come di fuoco» che si dividevano e si posavano su ciascuno degli Apostoli. Fragore e lingue infuocate sono segni precisi e concreti che toccano gli Apostoli, non solo esteriormente, ma anche nel loro intimo: nella mente e nel cuore. La conseguenza è che «tutti furono colmati di Spirito Santo», il quale sprigiona il suo dinamismo irresistibile, con esiti sorprendenti: «Cominciarono a parlare in altre lingue nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi». Si apre allora davanti a noi un quadro del tutto inatteso: una grande folla si raduna ed è piena di meraviglia perché ciascuno sente parlare gli Apostoli nella propria lingua. Tutti fanno un’esperienza nuova, mai accaduta prima: «Li udiamo parlare nelle nostre lingue». E di che cosa parlano? «Delle grandi opere di Dio».

    Alla luce di questo brano degli Atti, vorrei riflettere su tre parole legate all’azione dello Spirito: novità, armonia, missione.

    1. La novità ci fa sempre un po’ di paura, perché ci sentiamo più sicuri se abbiamo tutto sotto controllo, se siamo noi a costruire, a programmare, a progettare la nostra vita secondo i nostri schemi, le nostre sicurezze, i nostri gusti. E questo avviene anche con Dio. Spesso lo seguiamo, lo accogliamo, ma fino ad un certo punto; ci è difficile abbandonarci a Lui con piena fiducia, lasciando che sia lo Spirito Santo l’anima, la guida della nostra vita, in tutte le scelte; abbiamo paura che Dio ci faccia percorrere strade nuove, ci faccia uscire dal nostro orizzonte spesso limitato, chiuso, egoista, per aprirci ai suoi orizzonti. Ma, in tutta la storia della salvezza, quando Dio si rivela porta novità – Dio porta sempre novità -, trasforma e chiede di fidarsi totalmente di Lui: Noè costruisce un’arca deriso da tutti e si salva; Abramo lascia la sua terra con in mano solo una promessa; Mosè affronta la potenza del faraone e guida il popolo verso la libertà; gli Apostoli, timorosi e chiusi nel cenacolo, escono con coraggio per annunciare il Vangelo. Non è la novità per la novità, la ricerca del nuovo per superare la noia, come avviene spesso nel nostro tempo. La novità che Dio porta nella nostra vita è ciò che veramente ci realizza, ciò che ci dona la vera gioia, la vera serenità, perché Dio ci ama e vuole solo il nostro bene. Domandiamoci oggi: siamo aperti alle “sorprese di Dio”? O ci chiudiamo, con paura, alla novità dello Spirito Santo? Siamo coraggiosi per andare per le nuove strade che la novità di Dio ci offre o ci difendiamo, chiusi in strutture caduche che hanno perso la capacità di accoglienza? Ci farà bene farci queste domande durante tutta la giornata.

    2. Un secondo pensiero: lo Spirito Santo, apparentemente, sembra creare disordine nella Chiesa, perché porta la diversità dei carismi, dei doni; ma tutto questo invece, sotto la sua azione, è una grande ricchezza, perché lo Spirito Santo è lo Spirito di unità, che non significa uniformità, ma ricondurre il tutto all’armonia. Nella Chiesa l’armonia la fa lo Spirito Santo. Uno dei Padri della Chiesa ha un’espressione che mi piace tanto: lo Spirito Santo “ipse harmonia est”. Lui è proprio l’armonia. Solo Lui può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e, nello stesso tempo, operare l’unità. Anche qui, quando siamo noi a voler fare la diversità e ci chiudiamo nei nostri particolarismi, nei nostri esclusivismi, portiamo la divisione; e quando siamo noi a voler fare l’unità secondo i nostri disegni umani, finiamo per portare l’uniformità, l’omologazione. Se invece ci lasciamo guidare dallo Spirito, la ricchezza, la varietà, la diversità non diventano mai conflitto, perché Egli ci spinge a vivere la varietà nella comunione della Chiesa. Il camminare insieme nella Chiesa, guidati dai Pastori, che hanno uno speciale carisma e ministero, è segno dell’azione dello Spirito Santo; l’ecclesialità è una caratteristica fondamentale per ogni cristiano, per ogni comunità, per ogni movimento. E’ la Chiesa che mi porta Cristo e mi porta a Cristo; i cammini paralleli sono tanto pericolosi! Quando ci si avventura andando oltre (proagon) la dottrina e la Comunità ecclesiale – dice l’Apostolo Giovanni nella sua Seconda Lettera – e non si rimane in esse, non si è uniti al Dio di Gesù Cristo (cfr 2Gv 1,9). Chiediamoci allora: sono aperto all’armonia dello Spirito Santo, superando ogni esclusivismo? Mi faccio guidare da Lui vivendo nella Chiesa e con la Chiesa?

    3. L’ultimo punto. I teologi antichi dicevano: l’anima è una specie di barca a vela, lo Spirito Santo è il vento che soffia nella vela per farla andare avanti, gli impulsi e le spinte del vento sono i doni dello Spirito. Senza la sua spinta, senza la sua grazia, noi non andiamo avanti. Lo Spirito Santo ci fa entrare nel mistero del Dio vivente e ci salva dal pericolo di una Chiesa gnostica e di una Chiesa autoreferenziale, chiusa nel suo recinto; ci spinge ad aprire le porte per uscire, per annunciare e testimoniare la vita buona del Vangelo, per comunicare la gioia della fede, dell’incontro con Cristo. Lo Spirito Santo è l’anima della missione. Quanto avvenuto a Gerusalemme quasi duemila anni fa non è un fatto lontano da noi, è un fatto che ci raggiunge, che si fa esperienza viva in ciascuno di noi. La Pentecoste del cenacolo di Gerusalemme è l’inizio, un inizio che si prolunga. Lo Spirito Santo è il dono per eccellenza di Cristo risorto ai suoi Apostoli, ma Egli vuole che giunga a tutti. Gesù, come abbiamo ascoltato nel Vangelo, dice: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre» (Gv 14,16). E’ lo Spirito Paràclito, il «Consolatore», che dà il coraggio di percorrere le strade del mondo portando il Vangelo! Lo Spirito Santo ci fa vedere l’orizzonte e ci spinge fino alle periferie esistenziali per annunciare la vita di Gesù Cristo. Chiediamoci se abbiamo la tendenza di chiuderci in noi stessi, nel nostro gruppo, o se lasciamo che lo Spirito Santo ci apra alla missione. Ricordiamo oggi queste tre parole: novità, armonia, missione.

    La liturgia di oggi è una grande preghiera che la Chiesa con Gesù eleva al Padre, perché rinnovi l’effusione dello Spirito Santo. Ciascuno di noi, ogni gruppo, ogni movimento, nell’armonia della Chiesa, si rivolga al Padre per chiedere questo dono. Anche oggi, come al suo nascere, insieme con Maria la Chiesa invoca: «Veni Sancte Spiritus! – Vieni, Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore!». Amen.

    • Eremita scrive:

      Però non ho ancora trovato nulla che superi i Veni Sancte Spiritus. Quando accendo la forgia per modellare il ferro, canticchio sempre:
      “Flecte quod est rígidum,
      fove quod est frígidum,
      rege quod est dévium.”
      ed il ferro si arroventa, si ammorbidisce e si raddrizza se è storto. Come le nostre anime. Canticchio rigorosamente in gregoriano, funziona solo così.

      • macv scrive:

        Mi compiaccio che Eremita canticchi in gregoriano.
        Questo dimostra che i vituperati e infami tradizionalisti non hanno tutti i torti quando preferiscono i tradizionali inni gregoriani alle canzonette religiose-pop che vanno per la maggiore?

        • gibici scrive:

          Gli inni del Manzoni scritti dopo la sua conversione in modo da essere facilmente compresi e memorizzati dal popolo cristiano non furono mai sfruttati, ne’ furono messi in musica. A differenza dei canti dei fratelli Wesley fondatori del metodismo usati oggi anche dai cattolici di lingua inglese.
          Nulla vieta che qualcosa di valido nasca nel prossimo futuro.

        • Eremita scrive:

          Saranno poche, ma non sono tutte canzonette pop. Questione di buon gusto, e su questo punto neppure i tradizionalisti eccellono, con le loro tendenze vetero-kitsch di cui abbiamo esempi sovrabbondanti , dai paramenti alle decorazioni. Il gregoriano è una musica seria che con il barocco c’entra poco o nulla.

    • Sal scrive:

      @ Nella
      1.“La liturgia di oggi è una grande preghiera che la Chiesa con Gesù eleva al Padre, perché rinnovi l’effusione dello Spirito Santo. “

      Non lo trova un po’ contraddittorio ?

      Si continua a pregare per qualcosa di cui evidentemente si sente la mancanza (contempliamo,riviviamo, preghiamo). Ma Gesù l’ha già dato lo Spirito alla Sua Chiesa per ben due volte( Gv. 20.22 – Atti 2.4) e se non si vede evidentemente questa non è la sua chiesa.

      2.” Un secondo pensiero: lo Spirito Santo, apparentemente, sembra creare disordine nella Chiesa, perché porta la diversità dei carismi, dei doni;… lo Spirito Santo è lo Spirito di unità, che non significa uniformità, ma ricondurre il tutto all’armonia. “

      Non lo trova un po’ contraddittorio ?

      Se lo spirito è di unità e opera per ricondurre tutto all’armonia, e gli uomini invece si racchiudono nei particolarismi e portano divisione, lo Spirito che fa ? Interviene con l’esercito svizzero dimenticandosi di perdonare l’incapacità e il peccato che si assolve con 3 pater ave e gloria ?
      Lo spirito ha due possibilità, o punisce o perdona, ma se punisce non rispetta il libero arbitrio se perdona non riconduce all’armonia perchè i particolarismi continuano. Quindi che fa ?
      O no ?

      Qualcuno deve aver fatto confusione.

      • Mimma scrive:

        @Nella
        Diciamo a questo bell’imbusto che chi fa confusione è il solito ignorante che non sa leggere! L’ignoranza lo fa vaneggiare. Da buon stralunato non capisce mai un tubo di quello che legge. Neanche wikipedia.

        • Mimma scrive:

          figuriamoci la Parola di Dio

          • Nella scrive:

            @Mimma
            Carissima Mimma io non mi scompongo. Può dire tutto quello che vuole. Tanto i deliri restano sempre tali. Per chi sa leggere le risposte sono chiare. Ti abbraccio.

        • Sal scrive:

          @ Mimma
          “Diciamo a questo bell’imbusto che chi fa confusione è il solito ignorante che non sa leggere! L’ignoranza lo fa vaneggiare. Da buon stralunato non capisce mai un tubo di quello che legge. Neanche wikipedia. “

          Già, sig.ra Mimma. Nessun dubbio che io sia ignorante e stralunato da non capirci nulla. Ma mi sarebbe piaciuta di più una sua spiegazione intelligente a confutazione di un ragionamento anche sbagliato.
          Avrebbe dimostrato una migliore capacità oltre il solito insulto.

          Ma i cattolici si sa sono così e non ci puoi fare niente.
          E’ l’unica forma di amorevole e caritatevole difesa dell’impossibile immaginario e superstizioso.
          Per questo siete ridotti a prendervi i rimbrotti del papa. Evidentemente non avete capito molto.
          Srà che andate troppo spesso a Medgiugorje ?

          • Nella scrive:

            @Mimma
            Non ti preoccupare. L’ignoranza è la peggiore superbia da combattere.L’ ignorante ormai non sa dove aggrapparsi e travisando sempre tutto, scrive le solite sconclusionate idiozie, condite da una parola che manco capisce. Ignoriamolo. E’ il più bel regalo che possiamo fargli. Saluti cari.

          • Mimma scrive:

            @Nella
            Non è solo ignoranza cara sorella, alcune parole sono intrise di odio profondo verso Cristo e la Chiesa, ed io e te conosciamo bene la provenienza di tanto odio efferato.
            Combattiamolo insieme con Gesù e con Maria Regina degli Apostoli!

  43. Giorgio BG scrive:

    Soldi, vanità, carrierismo: si potrebbe obiettare che già Giuda (per denaro) aveva tradito Nostro Signore e che quindi non ci si dovrebbe scandalizzare.
    Ma oggi i tradimenti (spero una minoranza) sono comunque tanti e i lupi sembrano parecchi anche nella Santa Chiesa: quindi, come si raccomanda sempre Papa Francesco, non ci stanchiamo mai di pregare per i nostri pastori, perchè, che ci piaccia o no, sono stati tutti scelti da Gesù, ed è per tramite loro che con la Consacrazione nella Santa Messa, Dio è presente sulla terra e nei nostri cuori.
    Se noi tutti che stiamo leggendo questo bellissimo “blog” dicessimo almeno una preghiera (chi vuole) per il Papa e i nostri pastori, faremmo un bel servizio alla nostra Santa Chiesa: un abbraccio a tutti.

    • Mimma scrive:

      @Giorgio GB
      Concordo con lei pienamente, è ciò che continuo a ripetere a iosa da tempo.
      Il mezzo più efficace ed elevato per sostenere la Santa madre Chiesa è quello di pregare ed offrire quotidianamente per la salute del corpo e del Ministero dei suoi Ministri.
      Tutto il resto è vaniloquio…
      La certezza ultima è che Gesù non ci ha lasciati soli nel pellegrinaggio terreno e che la sua Reale Presenza fra noi santifica i suoi discepoli trasfigurando in divino quanto di umano c’è in ognuno e da questa trasformazione trae origine di secolo in secolo una sempre nuova e fresca Primavera per la Chiesa Sua Sposa.

  44. Timorato scrive:

    x Luis,
    Totorik
    Stefano
    Eremita

    spero che i buoni cattolici non diano adito alle ipocrisie di Stato. San Francesco d’Assisi, quando doveva impartire una certa penitenza, prima la sperimentava Lui, sulla Sua carne e poi la proponeva ai Suo Frati; quindi cerchiamo di fare noi lo stesso, anche perchè, Noi stessi siamo Chiesa!
    Stiamo attenti a non a non fare moralismi perchè giudati da invidia ed odio!
    Mai si è visto un figlio che amando la propria madre (=la Chiesa ) ha voluto che Essa andasse in giro come una barbona!
    E’ una volta per tutte, si può sapere in che cosa consiste questa Chiesa povera?

    Vi prego intanto di leggere il seguente artic0lo:

    Sì, sì, no, no
    Anno XXXIX N°6 – *La “Chiesa dei poveri”* *Una “novità” molto vecchia* La recente elezione di papa Francesco I (13 marzo 2013) ha fatto risorgere il tema della “*Chiesa

  45. Timorato scrive:

    x Luis
    Totorik
    Stefano
    Eremita

    di seguito l’articolo completo:

    Anno XXXIX N°6
    La “Chiesa dei poveri”

    Una “novità” molto vecchia

    La recente elezione di papa Francesco I (13 marzo 2013) ha fatto risorgere il tema della “Chiesa dei poveri”, che andava molto di moda negli anni Sessanta/Settanta ed era stato portato avanti dagli ‘ultra progressisti’ del neomodernismo[1], soprattutto dall’arcivescovo latino-americano Helder Camara, dal cardinale belga Leo Suenens[2], dal cardinale di Bologna Giacomo Lercaro e dalla “Scuola di Bologna” (Dossetti, Alberigo, Bettazzi), ma che poi era passato in secondo ordine, almeno in Italia.

    Questa idea è molto più vecchia di quanto non si pensi. Basti pensare al Pauperismo dei “Fraticelli” del XIII secolo con la loro teoria delle due Chiese: una corrotta, ricca, carnale con a capo il Papa; l’altra, la vera Chiesa, spirituale, povera e dei soli poveri, pura e santa anche in tutte le membra umane che la compongono, ossia gli Spirituali e i loro seguaci. Essi vennero condannati da papa Giovanni XXII nel 1316 (v. Costituzione Gloriosam Ecclesiam, DB 484-490). Nel campo sociale i Fraticelli, criticando il lusso e le ricchezze della Chiesa ufficiale, hanno contribuito a toccare il diritto di proprietà.

    Verso la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, vari pensatori progressisti[3] del modernismo classico[4] (vedi Ernesto Buonaiuti) hanno cercato di presentare – “da sinistra” – una Chiesa “cristiana” primitiva dei soli poveri, collegiale o democratica, sovversiva, anarchica, ostile all’Impero di Roma e a qualsiasi potere politico, la quale sarebbe stata snaturata dalla Chiesa romana, ricca, petrina, papale e costantiniana, essenzialmente gerarchica, anzi monarchica. Questo snaturamento del cristianesimo primitivo sarebbe stato il frutto della filosofia greca e del diritto romano.

    La stessa teoria è stata formulata – “da destra” – anche da neopagani (vedi Julius Evola) o da uomini d’ordine, i quali, però, hanno visto in questo snaturamento un fatto positivo (Charles Maurras) in quanto avrebbe consentito alla Patria, Nazione, Regno, Impero e al Principe rinascimentale di Nicolò Machiavelli (†1527) di servirsi della Chiesa romana come collante o cemento per mantenere l’ordine e l’ obbedienza delle masse.

    Nella storia chi per primo ha cercato di dipingere Gesù come un rivoluzionario è stato il Sinedrio, ma Ponzio Pilato dopo aver interrogato Gesù non diede retta a questa calunnia (Gv., XIX, 11; Lc., XIII, 1; Rom., XIII, 1). Successivamente il giudaismo talmudico presentò anche i cristiani come sovversivi e rivoltosi per farli condannare da Roma e Roma con Nerone, sotto l’ influsso nefasto della sua seconda moglie Poppea, la quale era una giudaizzante, iniziò nel 64 la persecuzione dei cristiani[5].

    Furono, invece, proprie dell’ eresia montanista (II secolo), condannata dalla Chiesa con papa Zefirino, quelle caratteristiche sovversive ed antiromane che erano già state degli zeloti e del giudaismo più intransigente e che avevano costretto Roma a sedare la rivolta col ferro e col fuoco (70 d. C. e 135). Perciò l’ Imperatore Marco Aurelio nel 170 circa scatenò una persecuzione che aveva di mira il Montanismo, ma che toccò praticamente anche il cattolicesimo romano[6].

    La contraffazione della vera religione

    Gli uomini di Chiesa dopo la svolta del Vaticano II hanno mutuato dalla “nuova teologia” neo-modernistica alcune idee che riecheggiano la vecchia concezione a-dogmatica e a-gerarchica del “cristianesimo delle origini” e della “Chiesa dei poveri” sia dal punto di vista dottrinale che da quello spirituale: vedi i vari “Movimenti” tipo “Comunità di S. Egidio”, il “Cammino Neo-catecumenale”, il “Rinnovamento dello Spirito” e il neo “Pentecostalismo cattolico”, che si propongono di edificare una Chiesa spirituale o “giovannea” a-dogmatica, sentimentalistica, carismatica, liberale, latitudinarista, ecumenista, che purtroppo sembra oggi prevalere pro tempore su quella petrina o costantiniana. Questi “movimenti” sono caratterizzati non sempre dal pauperismo, ma tutti da uno spirito comunitario che tende al collegialismo collettivistico, senza istituzioni o gerarchia e dominato dal “profetismo” o carisma di alcuni leader[7].

    La testa di ariete di cui si è servito il modernismo per deformare la Fede dei cristiani è stato il Novus Ordo Missae, il quale ha fatto vivere la dottrina del Vaticano II dai fedeli, che altrimenti non sarebbero stati toccati, se non in piccola parte, dai Decreti conciliari. «In Liturgia – scriveva il card. F. Antonelli – ogni parola, ogni gesto traduce un’idea che è un’idea teologica. Dato che attualmente la teologia è in discussione, le teorie correnti tra i teologi avanzati cascano sulla formula e sul rito con questa conseguenza gravissima che, mentre la discussione teologica resta al livello alto degli uomini di cultura, discesa nella formula e nel rito, prende l’avvio per la sua divulgazione nel popolo» (N. Giampietro, Il card. Ferdinando Antonelli e gli sviluppi della riforma liturgica dal 1948 al 1970, p. 125 s.)

    Come il Sessantotto ha cambiato la mentalità dell’uomo contemporaneo non tramite i libri, ma mediante la prassi, l’azione, la musica, la moda, la stampa rosa, così il neo-modernismo ha cambiato il cristiano contemporaneo tramite la Nuova Messa, il sentimentalismo che emana da essa, i nuovi ornamenti liturgici, le musichette sincopate, la nuova architettura delle chiese e la secolarizzazione dell’abito ecclesiastico, il rito faccia a faccia, il quale è più simile ad una “cena” che al Sacrificio della Croce. “Vale più la pratica [la Nuova Messa] che la grammatica [i Decreti conciliari]” recita il proverbio popolare. Marx avrebbe parlato del “primato della prassi sulla teoresi”.

    La svalutazione dell’intelletto e della volontà dal punto di vista naturale è accompagnata nell’ordine soprannaturale dal ridimensionamento delle Virtù infuse di Fede e Carità soprannaturale per dare il primato all’esperienza religiosa o al sentimento e alla filantropia pauperistica, giungendo ad un falso misticismo già condannato dalla Chiesa sotto il nome di “Quietismo” nel XVIII secolo, il quale pretende che non si debbano esercitare le Virtù né la vita ascetica, ma occorra solo seguire l’impulso dello Spirito senza lottare contro il peccato o le cattive inclinazioni. Si cade così in uno stato di esaltazione religiosa o superstiziosa, che è la contraffazione della vera Religione. L’irrazionalismo, il sentimentalismo, l’emozionalismo, l’ anti-intellettualismo, la svalutazione della libera volontà sono il comune denominatore di questi movimenti pseudo-spirituali nati durante e dopo il Vaticano II.

    “Sento; quindi credo”

    Il sentimentalismo religioso (quello che oggi porta le masse a idolatrare papa Francesco I) è uno dei pericoli più gravi che minaccia il mondo cattolico e specialmente ecclesiale perché distrugge la Fede rendendola un atto puramente soggettivo e non più un atto soprannaturale di adesione dell’intelletto, mosso dalla volontà con l’aiuto della Grazia, alle verità o Dogmi oggettivi e reali.

    Dal punto di vista naturale il sentimentalismo distrugge la ragione e rende l’uomo un animale istintivo ed emozionale e perciò abbassa la retta ragione ad un livello inferiore a quello raggiunto dalla metafisica classica greca, dal diritto e dalla morale naturale romana, riportando la civiltà europea, che ha le sue origini appunto nella metafisica classica, nel diritto romano e nella scolastica, al livello primitivo, selvaggio o tribale. Nel campo religioso favoleggia di una pretesa “Chiesa dei poveri”, quando in realtà tra i Discepoli di Gesù ve ne erano anche di ricchi come Giuseppe d’Arimatea, che gli cedette il suo sepolcro nuovo dove Gesù fu sepolto e dal quale risorse, e la Chiesa è stata sempre la Chiesa di tutti, dei ricchi come dei poveri, insegnando ai primi il buon uso della ricchezza e ai secondi ad accettare ed amare la povertà. È per questo che si può parlare di (tentata) tribalizzazione della Chiesa, esattamente come il Sessantotto con la Scuola di Francoforte (Adorno e Marcuse) e lo Strutturalismo francese (con Lévy-Strauss, Ricoeur, Lacan, Sartre) ha tribalizzato l’uomo contemporaneo rendendolo un selvaggio, un cavernicolo o “una bestia parlante”. Se Cartesio diceva: “Penso; quindi esisto”, oggi si pensa e si dice: “Sento, ho emozioni, esperienze; quindi esisto”, anzi: “quindi credo”.

    Dal sentimentalismo immanentistico deriva il pan-ecumenismo, che è un’altra caratteristica, assieme al pauperismo, al filo-giudaismo ed al collegialismo da cui sembra affetto papa Bergoglio. Infatti l’essenziale è “sentire” soggettivamente qualcosa di vagamente e astrattamente “spirituale”, che non si identifica in nessuna dottrina di nessuna Chiesa o Religione positiva, ma emerge dal subconscio di ogni uomo, il quale sente il bisogno del “miracolistico”, come insegnano Kant (Critica della Ragion pura) e, sulla sua scia, il Modernismo filosofico (v. San Pio X, Enciclica Pascendi, 8 settembre 1907). In tal modo tutte le credenze religiose sono ridotte ad un principio unico: la soggettività della verità e la relatività di tutte le sue forme e quindi anche del dogma.

    In questa ottica non vi sono più eresie, eretici, vera Religione e false religioni, Chiesa di Dio e sette, ma solo “fratelli apparentemente separati, ma sostanzialmente uniti”. Questo tipo di super-ecumenismo ha avuto il suo apice – praticato e non più solo teorizzato – negli incontri “interreligiosi” di Assisi (27 ottobre 1986- 2011).

    Il “primato dell’azione” ultimo stadio del modernismo

    Il modernismo demolisce tutta la religione cattolica e non solo qualche suo dogma, onde S. Pio X lo qualifica non un’eresia, ma “il compendio di tutte le eresie”. Esso infatti sostituisce l’opinione o l’arbitrio soggettivo del singolo all’autorità del magistero ecclesiastico e della gerarchia. Onde dall’agnosticismo teologico si passa all’ateismo o addirittura al nichilismo religioso (vedi “la teologia della morte di Dio”), con la conseguente abolizione di ogni religione positiva e specialmente di quella unica vera che è e rimane la cattolico-romana.

    La gravità del modernismo sta soprattutto nella sua tattica: esso cerca di trasformare la Chiesa dall’ interno e segretamente alterando pian piano la nozione stessa di religione, di Fede, di dogma e di verità oggettiva mediante l’ immanentismo o soggettivismo che è l’anima della filosofia moderna, la quale va da Cartesio (†1650) sino a Hegel (†1831) (vedi Padre Cornelio Fabro voce “Modernismo”, in “Enciclopedia Cattolica”, Città del Vaticano, 1952, vol. VIII, coll. 1188-1196).

    P. Fabro fa notare che volutamente i modernisti hanno espresso raramente e in maniera sistematica i loro princìpi, per poter passare inosservati ed evitare condanne, in modo da trasformare la Chiesa dal suo interno. Essi preferiscono il metodo storicistico, che dà la preferenza allo studio della storia della Chiesa, dei dogmi e della Bibbia, al metodo teoretico (ivi, col. 1191), onde tra Rahner (teoretico) e Ratzinger (storicista) più intrinsecamente modernista è il secondo, anche se apparentemente più conservatore (“L’ estremismo malattia infantile del modernismo”, parafrasando Lenin). Ed ora il primato della prassi di papa Bergoglio è ancora più avanzato della teoresi di papa Ratzinger. Questo primato dell’azione porterà –temiamo – a un super-ecumenismo ancora più avanzato di quello di Benedetto XVI, poiché non avrà nessuna remora dottrinale (neanche neomodernistica), ma si accontenterà inizialmente di agire assieme (anche con i “tradizionalisti”), per poi portare chi “agisce assieme” a “pensare assieme” in maniera modernistica, senza che all’inizio sia stato richiesto un assenso dottrinale alla “nuova teologia”.

    Tale è il frutto della soggettivizzazione della Fede che ha trasformato la religione cristiana in una vaga religiosità immanentistica, antropocentrica e antropolatrica, che riduce ogni realtà ad istinto soggettivo, sulle orme della pseudo-riforma luterana.

    Il Programma dei modernisti, risposta all’enciclica Pascendi, (2a ed., Torino, 1911, p. 127) asserisce di non rifiutare né la S. Scrittura né la Tradizione, ma solo l’ interpretazione o ‘ermeneutica’ scolastica e soprattutto tomistica di esse, poiché sorpassata dal soggettivismo della filosofia moderna. Onde, quando oggi si asserisce la “ermeneutica della continuità”, si è in sintonia col Programma dei modernisti e vale anche per questa “continuità”, asserita ma non dimostrata, il commento di p. Fabro[8] (ivi, col. 1195): «A nulla valgono le proteste di alcuni modernisti di accettare integralmente la dottrina cattolica, perché il modernismo ha nel ‘principio di immanenza vitale’ il veleno corrosivo non solo dell’essenza e delle verità di Fede, ma del valore oggettivo di qualsiasi verità assoluta di fatto e di ragione e ritorna al principio di Protagora che “l’uomo è misura di tutte le cose”».

    Il modernismo, aderendo al soggettivismo, ha rigettato in blocco il sano realismo greco-cristiano, che ha per fondamento la distinzione dell’uomo dal mondo e da Dio e la distinzione dell’ordine naturale da quello soprannaturale, e con il sano realismo ha eliminato il valore logico ed ontologico dei princìpi primi per sé evidenti e con essi la sana logica ed ogni metafisica (C. Fabro, ivi, col. 1195). Tuttavia, col Fabro, dobbiamo concludere che «il modernismo, pur derivando per canali molteplici dal soggettivismo del pensiero moderno, non presenta alcuna consistenza teoretica perché non s’impegna [né vuole impegnarsi] a fondo con nessun sistema o filosofia determinata, così che si risolve in un fenomeno di ‘contaminazione teoretica’ e di superficiale concordismo» (ivi). L’importante è l’azione; questo è l’ultimo stadio dell’ immanentismo modernistico, che oggi sembra aver trovato in Francesco I il suo campione. Nel loro Programma i modernisti, pur riconoscendo di condividere la sfiducia di Kant nella ragione, affermavano che il loro atteggiamento era diverso perché spiegava ogni tipo di conoscenza, inclusa quella religiosa, in funzione dell’azione e quindi dell’esperienza soggettiva di ognuno nei vari campi; perciò nella sfera religiosa quel che conta è «l’influenza del divino che si compie nelle profondità più oscure della coscienza» e che – aggiungiamo noi con San Pio X – ogni credenza religiosa può vantare e nessuno può dimostrare falsa appunto perché soggettiva.

    Una Chiesa sfigurata

    Continua nell’edizione cartacea…

    ——————————————————————————–

    [1] Condannato da Pio XII, con l’Enciclica Humani generis, 1950.

    [2] Lo Spirito Santo nostra speranza, Alba, Paoline, 1975.

    [3] Alcide De Gasperi, il fondatore della Democrazia Cristiana, in un discorso del 1944 citato il 15 agosto del 1975 dall’allora Segretario della DC Benigno Zaccagnini, paragonò Cristo a Marx in nome della comune origine israelitica, dell’ispirazione internazionalistica, del messianismo e dello spirito di rivolta contro lo Stato (cfr. Il Borghese, 3 settembre 1975).

    [4] Condannato da San Pio X Enciclica Pascendi, 1907.

    [5] M. Sordi, Il Cristianesimo e Roma, Bologna, Cappelli, 1965, p. 171.

    [6] U. Benigni, Storia sociale della Chiesa, Milano, Vallardi, 1906, vol. I, pp. 32-33.

    [7] G. Ebeling, Teologia e Annuncio, Roma, Città Nuova, 1972; W. Smet, Pentecostalismo cattolico, Brescia, Queriniana, 1975; R. Laurentin, Il movimento carismatico nella Chiesa cattolica, Brescia, Queriniana, 1976; F. Spadafora, Pentecostali & Testimoni di Geova, Rovigo, IPAG, V ed., 1980; E. Zoffoli, Verità sul Cammino Neocatecumenale, Udine, Il Segno, 1996; A. Castro Mayer, Carta pastoral sobre Cursillos de Cristiandad, San Paolo del Brasile, Vera Cruz, 1972.

    [8] B. Gherardini, Il Concilio Ecumenico Vaticano II. Un discorso da fare, Frigento, Casa Editrice Mariana, 2009.

    A.M.D.G.

    • vincenzo da torino scrive:

      @Timorato. E’ meglio dire “un articolo sfigurato”, superficiale e pieno di illazioni che dimostrano solo la partigianeria dello scrittore. E’ inutile fare commenti specifici. La solita tiritela senza capo ne coda. Neppure del ’68 ha capito qualcosa di valido. Lo dico per conoscenza diretta. Si possono fare critiche ragionate e valide non polpettoni indigeribili.

    • giovannino scrive:

      caro Timorato , mi sono quasi commosso a leggere questo articolo , che , seppure a rovescio , ricorda tanti santi del recente passato ( Camara, Suenens , Lercaro , Dossetti , che non ho conosciuto personalmente , ma grazie alla testimonianza di Alberigo e Bettazzi ) ed è bello ricordarli insieme a perseguitati per la loro fede come Buonaiuti e gli Spirituali , cioè i più fedeli seguaci di san Francesco , del quale veramente è difficile capire come evitò ogni condanna in vita . Va però ricordato che il movimento francescano fu epurato dalle persecuzioni contro gli spirituali e depotenziato dal revisionismo teologico di san Buonaventura. Personalmente ritengo che questa Weltanschauung vada ancora più indietro e si ritrova già nel canone neotestamentario e nei profeti , Isaia in particolare. E’ folle voler gettare via buona parte della migliore produzione della cultura cristiana per seguire le indicazioni di qualche Papa. Tra la sapienza cristiana e il magistero pontificio , va senz’ altro scelta la prima. Concordo anche sul sull’ opportunità , se non proprio necessità , di superare il tomismo in senso soggettivo , seguendo la svolta cartesiana e kantiana del pensiero filosofico. Concordo anche che si deve andar oltre e non sostituire la Scolastica medievale con una nuova ” Scolastica moderna” . E la via è proprio il primato dell’ azione , la maggior valutazione dell’ ortoprassi rispetto all’ ortodossia. Quanto alle correnti di pensiero novecentesche che più vanno studiate e interpetrate in senso cristiano , sì ai francofortesi , ma toglierei lo strutturalismo e inserirei l’ esistenzialismo. La tesi della primarietà del sentimento sulla ragione nelle questioni di fede è detta male , nella foga polemica, ma anch’ essa mi sembra vera , se correttamente formulata Anche il richiamo a Kant , come filosofo principe del pensiero moderno , quasi un nuovo Aristotele , è ok. Sbagliato è invece includere Ratzinger tra coloro che vogliono aggiornare la Chiesa , perchè la sua categoria di relativismo è un tentativo di rendere presentabile e dare consistenza culturale agli anatemi un po’ sconclusionati di Pio IX e Pio X. , trovo invece del tutto falso e fuorviante il riferimento a Protagora. Semmai è Socrate il riferimento . Assolutamente sbagliata è la svalutazione della primavera postconciliare, che avrebbe potuto dare maggiori frutti , se non fosse stata affossata dai successori di Giovanni XXIII. Tutti i Papi postconciliari sono stati poco propensi a proseguire il cammino avviato dal Concilio . Per questo non nutro grandi speranze in Bergoglio. Non basta infatti non tornare indietro seguendo le sirene tradizionaliste , ma si deve andare avanti nell’ attuazione del Concilio . Per fare questo è necessaria un’ ermeneutica dello spirito del Concilio . Dunque si deve rigettare l’ ambigua ermeneutica della continuità . Preghiamo allora che il Santo Padre possa dare l’ avvio a una stagione di rinnovamento della Chiesa che metta fine allo pseudotradizionalismo e lo consegni definitivamente , secondo la rude espressione di Stalin, alla pattumiera della storia.

  46. Timorato scrive:

    x squilpa in rif. post del 18-05-13 ore 15,15

    le coscienze vassalle come quelle di timorato, sono felici di “Servire”.
    Poichè i Santi dicono: “…servire Cristo significa regnare”

    A Lei la soluzione dell’arcano!!!!

    A.M.D.G

    • Squilpa scrive:

      Gentile amico, non ho mai parlato con un santo, quindi non so cosa possa aver detto (se pure l’avrà detto…).
      Se l’hanno convinta che servire significa regnare, Lei sarà contento di farlo, ed io sono sinceramente contenta della Sua contentezza.
      E sono sincera.

      Restano,peraltro, in piedi tutte le mie perplessità sulle tesi delle varie religioni, su cosa abbia voluto Dio da noi, su cosa si vuole che noi si creda, da chi e perchè. Lei si accontenta delle risposte ufficiali, io dico che siamo chiusi in una bottiglia e nessuno saprà mai quale è la risposta allo spaventoso mistero in cui siamo immersi.
      A. m. D. G.

  47. Eremita scrive:

    Timorato, si rilegga i vangeli sulla chiesa povera, e se non povera, almeno non più ricca di Gesù: “E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
    “Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di
    lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re!”.
    Queste parole si possono rigirare finchè Lei vuole, Timorato, ma i suoi arzigogoli non mi convincono per niente. Francesco (quello di adesso) non fa il barbone ma usa le scarpe risuolate e la sera prima di lasciare il lavoro va in giro per i corridoi del Vaticano a spegnere le luci, come fa qualsiasi padre di famiglie che non sia spendaccione. Se a Lei piacciono gli spendaccioni, affare suo, ma non mi venga a raccontare che è un precetto evangelico.

    • gibici scrive:

      Aggiungo alle osservazioni gia’ fatte che il percorso storico presentato nell’articolo e’ un pastrocchio risibile. Inoltre, Fabro, dal quale inizio’ il mio amore per s.Tommaso, non era un teologo, discutibilissimo come filosofo.
      Il punto, come dice Eremita, e’ stato che tutte le contestazioni, molto piu’ numerose di quelle elencate, partivano dal confronto tra il comportamento e la teoria della gerarchia e il Vangelo.
      Sul confronto con il Vangelo sembra iniziato il nuovo papato. Benvenuto!

  48. Sal scrive:

    “Ieri mattina, alla messa celebrata nella residenza Santa Marta, Francesco ha parlato dei pastori trasformatisi in lupi «che mangiano la carne delle loro stesse pecore» “

    Santa Marta può riferirsi ad una chiesa antica, dalla lunga storia, sconsacrata poi riconsacrata, e che durante le invasioni napoleoniche divenne loggia massonica, e poi trasformata in magazzino militare.
    Nel 1872 monastero e chiesa furono confiscati dallo Stato Italiano. Il monastero è ora sede del I Distretto di Polizia della città, mentre la chiesa, che con una forte campagna di stampa fu salvata negli Anni Sessanta dalla trasformazione in palestra, è ora sede di conferenze, convegni, mostre e concerti; è proprietà del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

    Ma il papa ha parlato in un altra chiesa chiamata Santa Marta che è all’interno delle mura Vaticane frequentata solo da cittadini Vaticani e avendo parlato di “lupi travestiti” evidentemente stava parlando ad esclusivo uso e consumo dei suoi cittadini.
    E’ davvero strano che lui che è il capo branco parli ad un gregge di lupi che mangiano la carne delle stesse pecore. Il branco segue sempre il capo e mangia solo dopo che ha mangiato il capo.

    • Mimma scrive:

      @Sal
      Manterrò saldo il mio proposito di non dialogare con lei dopo aver realizzato che il tutto è perfettamente inutile, ma in questo caso tengo a farle i complimenti per il commento carico di odio e di infamia perchè da ciò si evince la grettezza rispettata del suo capo branco che invece è il falsario e menzognero fin da principio il diavolo!
      Complimenti ancora… tale padre , tale figlio come si suol dire…

      • Sal scrive:

        @ Mimma
        “dopo aver realizzato che il tutto è perfettamente inutile, ma in questo caso tengo a farle i complimenti per il commento carico di odio e di infamia “

        Lei si contraddice distinta Mimma, lei non vuole conversare lei vuole far in modo che io cambi idea.
        Fa esattamente quello che fanno i Tdg con la differenza che loro lo fanno con qualche ragione, spinti da buoni sentimenti, lei lo fa con qualche superstizione spinta da qualche invidia.
        Ma sorvoliamo su questi aspetti poco lusinghieri.

        Cosa c’è di strano nel dire che ogni branco ha un capo ? Lo Dice Dio stesso.
        Lei non conosce la Scrittura : “‘ Li porrò in unità, come un gregge nel recinto, come un branco in mezzo alla sua pastura; saranno rumorosi di uomini’.” ( Michea 2.12)

        E Ogni branco ha un capo non lo sapeva ? E’ stato Francesco a dire che quelli del suo branco sono lupi travestiti. Io lo sapevo già. Di che si meraviglia dunque.
        Dov’è l’infamia ?
        Quanto sangue alcolico ha bevuto oggi ?

        • Mimma scrive:

          @Sal
          Quel che basta per unirmi a Cristo, smentire le fandonie falsarie di quelli che come lei odiano la Chiesa e schiacciare la testa al dragone infernale suo progenitore!

          • Sal scrive:

            @ Mimma
            “quelli che come lei odiano la Chiesa “

            Distinta Mimma, ma che dice mai ? Ha collegato la spina ?

            Quando un medico dice al paziente che ha una malattia o che la sua malattia è mortale, significa forse che il medico “odia” il paziente ? No ! Io credo che gli stia facendo un favore.
            Gli sta dicendo che deve curarsi e che se non si cura morirà. Il medico mica odia il paziente malato !
            Si immagini se io posso odiare la chiesa. Ho appena scritto che la chiesa è invisibile, che è sconosciuta, che sarà rivelata solo al ritorno del Signore, come potrei “odiare” una chiesa che non conosco ?

            Magari odio le bugie, la falsità, le menzogne, le superstizioni, l’incapacità, la mancanza di volontà che permea chi non accetta il Logos, (parola ragionevole).
            Suvvia Sig. ra Mimma, non si può bere il sangue anche se è poco e se è alcolico. Le da alla testa. E’ un comando del 1° concilio di Gerusalemme (Atti 125.19)
            Si informi : “Astenetevi dal sangue” (Atti 15.20)

          • Mimma scrive:

            @Sal
            Medico cura te stesso! I pazzi pur essendolo negano di esserlo e dicono che lo sono gli altri. Lei da buon folle fa la stessa cosa. Si curi.

  49. Mimma scrive:

    @Sal
    Forse farebbe bene a vedere i lupi che pascono la sua anima. Veri impostori delle tenebre. Questi si che mangiano le carni e bevono il sangue delle pecore investendo negli hedgefund quello che usurpano alle pecore ignoranti. Vi saziano non solo di fumi alcolici, ma di droghe deliranti. Dia un’occhiata alle buone intenzioni dei tdg. Davvero nobili ed esaltati.

    La Società Torre di Guardia, sin dai tempi del suo fondatore, C.T.Russell, avanza la pretesa di costituire il canale, il mezzo di cui Dio si servirebbe per rivelare la sua volontà agli uomini (vedi le sue dichiarazioni riportate più avanti). La gerarchia teocratica dell’organizzazione celeste sarebbe così conformata: Dio è a capo di tutto; Gesù Cristo è il mediatore tra Dio e il suo popolo terreno; 144.000 unti governano con Cristo dal cielo. Un rimanente dei 144.000, ovvero, poche migliaia oggi ancora in vita, hanno il compito di guidare i testimoni di Geova sulla terra e di gestire gli affari celesti. A costoro è affidato il privilegio di ricevere gli oracoli di Dio e di trasmetterli al mondo.
    Viste così le cose, se ne deduce che ogni altra organizzazione religiosa, ogni altra denominazione cristiana non può godere del favore di Dio, anzi, se esse non accettano il verbo divino, servito come fosse cibo spirituale dalla Società, incorrono nella Sua disapprovazione e sono considerate facenti parte della Babilonia spirituale destinata alla distruzione eterna.
    Date queste pretese la Società dovrebbe essere in grado di offrire delle credenziali ineccepibili, avendo investito Dio stesso quale garante della loro veridicità.

    Noi, poveri mortali che pretendiamo di affidarci “unicamente” alla Bibbia per penetrare i misteri divini, non abbiamo altra via che seguire gli insegnamenti della Torre di Guardia, se vogliamo avere una chance nell’immanente sopraggiungere di Harmaghedon. In verità abbiamo anche provato a farlo ma, a meno di spegnere il nostro cervello, non possiamo accettare le sue pretese perché, come dimostreremo, esse si presentano contraddittorie e illogiche.
    Dio è Verità assoluta e in Lui non vi è cambiamento; la Sua Parola dura in eterno, questo è l’univoco messaggio della Bibbia. Non si può dire la stessa cosa della Società e dei suoi insegnamenti che sono stati, nel tempo, un continuo correggere e modificare affermazioni che in altri momenti erano dati per “verità”, o come “cibo spirituale a suo tempo”, come essa ama ripetere. Ciò che segue è un breve saggio di questa realtà.

    ___________________________

    Gli abitanti di Sodoma e Gomorra risusciteranno? Un interessante video in inglese con le citazioni tratte dalle pubblicazioni originali della Watchtower Society:

    http://www.youtube.com/watch?v=oTg6XaXmozQ&feature=related

    La Società Torre di Guardia afferma di essere il canale della verità di Dio

    “Che fareste se usando la vostra stessa cartina, vi si mostrasse che siete sulla strada sbagliata? Per orgoglio o testardaggine, rifiutereste di ammetterlo? Ebbene, se esaminando la vostra Bibbia scoprite che siete su una strada sbagliata in senso religioso, siate disposti a cambiare. Evitate la strada larga che porta alla perdizione; prendete la strada stretta che conduce alla vita!” (“Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca” – pag. 32).

    “… La Società è il rappresentante visibile di Dio sulla terra …”. “Geova si serve della Società Torre di Guardia … come di un agente che oggi governa sulla terra” (“Jehova’s Witnesses in the Divine Purpose”, pag.149 – Watchtower, 15/7/1960, pag. 444).

    “La Società Bibbia e trattati Torre di Guardia è la più grande corporazione nel mondo, perché dal tempo della sua organizzazione (1884) fino a oggi il Signore l’ha usata come suo canale per far conoscere la Lieta Novella” (“Studies in the Scriptures”, vol. 7, pag. 144).

    “Cristo si serve di una sola organizzazione sulla terra per recare il nutrimento spirituale alla gente”. “… il nutrimento spirituale può venire solo per mezzo di questo unico ‘canale’ …”. “… nutrimento provveduto al tempo opportuno … dalla Società Torre di Guardia”. (“From Paradise Lost To Paradise Regained”, pag. 193 – “Let Your Name Sanctified”, pag. 302- “Watchtower”, 15/7/1960 pag. 442).

    “Il Signore si assume l’interesse e la responsabilità della serie completa di ‘Studies in the Scriptures’ … “. “Quando il Signore ha mandato gli altri 6 volumi, la Sua benedizione ha accompagnato ciascuno di essi”. (“Studies in the Scriptures” vol. 7, pagg. 295,297).

    “Questi Studi sulle Scritture sono praticamente una esposizione della Bibbia. Non sono soltanto un commentario biblico, essi sono praticamente la Bibbia” (“La Torre di Guardia”, 15/9/1910). “La Società … ha il privilegio di pubblicare i messaggi del Signore … per mezzo dei libri … che tutti contengono il messaggio o voce del signore” (“Luce” 2° vol., pagg. 58,59).

    “Il ‘profeta’ suscitato da Geova per il bene di queste persone che desiderano di cuore il dominio di Dio anziché quello dell’uomo non è una singola persona come nel caso di Geremia, ma una classe di persone” (“La Torre di Guardia” 1/4/1983, pagg. 26,27).

    “Acquistano forza spirituale nutrendosi delle verità bibliche spiegate nelle pubblicazioni della Società Torre di Guardia. … Tutti quelli che desiderano ricevere il segno dell’approvazione di Dio devono accettare l’istruzione che Geova provvede tramite la classe di questo ‘schiavo’ e divenire veri adoratori di Geova” (“Come sopravvivere per entrare in una nuova terra”, pagg. 81, 96).

    “A meno che non si sia in contatto con questo canale che Dio usa, non si farà progresso nella via della vita, non importa quanto si legga la Bibbia. … Il Signore Gesù Cristo ha ancora queste “parole”, e le dispensa tramite l’unica organizzazione che egli usa oggi sulla terra, lo ‘schiavo fedele e discreto’.” (“La Torre di Guardia” 1/6/1982, pagg. 27,31).

    I MIEI COMMENTI

    Queste dichiarazioni sono troppo perentorie per poter essere fraintese o passare inosservate.
    Un’accorta ricerca servirà quindi a verificare se davvero:

    1- La Società Torre di Guardia è stata, ed è tuttora, usata da Dio come canale preferenziale per rivelare agli uomini la sua volontà.
    2- La Società Torre di Guardia costituisce una fonte attendibile di rivelazioni divine.
    Al punto in cui si sono spinti, alle guide spirituali dei testimoni di Geova non rimane via d’uscita: o dimostrano d’essere quelli che dicono, o si rivelano dei bugiardi!

    DICHIARAZIONE :
    “In questo ventesimo secolo è stato fatto uno studio indipendente che non segue ciecamente qualche tradizionale calcolo cronologico della cristianità, e lo stampato calcolo del tempo che risulta da questo studio indipendente indica la data della creazione dell’uomo come il 4026 a.E.V. Secondo questa fidata cronologia biblica seimila anni dalla creazione dell’uomo termineranno nel 1975, …” (“Vita eterna nella libertà dei figli di Dio”, pagg. 28,29).

    Però, la “fidata cronologia biblica” indicata dalla Società non fu mai la stessa nel tempo:

    “Inoltre, che la data della creazione del primo uomo da parte di Geova Dio fosse l’anno 4128 a.E.V., il che significava che seimila anni d’esistenza umana sulla terra fossero finiti nell’anno 1872 E.V., com’era calcolato da Russell e dai suoi associati” (“Il millenario regno di Dio si è avvicinato”, pag. 207).

    “4028 a.E.V.” (“La verità vi farà liberi”, pag. 327- anno 1943).

    “4026 a.E.V.” (“Il regno è vicino”, pag. 169- anno 1950).

    “4025 a.E.V.” (“Nuovi cieli e nuova terra”, pag. 336- anno 1955).

    CONTRADDIZIONI:

    “Alcuni, basandosi su una cronologia lacunosa, ritenevano che fossero quasi trascorsi 6000 anni di storia umana e che l’avvento del settimo millennio fosse prossimo. Naturalmente si sbagliavano. Ma almeno si sforzavano di rimanere spiritualmente desti”. (“La Torre di Guardia” 1/9/1985).

    “Ora, il tempo è quasi scaduto. Durante circa 6000 anni Geova ha dato le sue prove in risposta alla sfida … durante quasi 6000 anni …” (“Venga il tuo regno”, pagg. 43, 179- edito nel 1981).
    I MIEI COMMENTI:

    Quando si appressano a profetizzare determinati avvenimenti, i dirigenti geovisti mostrano una certa baldanza, ma a predizione fallita a fare le spese sono “alcuni” non meglio identificati personaggi i quali, proprio perché anonimi, possono fare impunemente da capri espiatori.
    Che cosa significa poi che: “almeno si sforzavano di rimanere spiritualmente desti”? E’ plausibile che per dimostrare di essere “desti” si debbano fare false profezie? E perché “sforzarsi” se è Dio che rivela loro certe cose?
    La verità dei fatti è che la Società, dopo aver pubblicato alcune date contraddittorie tra loro, si è in seguito smentita, e fino ad oggi (siamo nel 2009), i 6000 anni che, come essa affermava, dovevano terminare nel 1975, stanno invece ancora (“quasi”) terminare.

    DICHIARAZIONE:
    “Siccome Abramo, Isacco, Giacobbe e gli altri fedeli profeti di cui parla l’apostolo Paolo in Ebrei 11 hanno la promessa d’una migliore risurrezione; siccome per la dichiarazione del profeta essi debbono essere principi o rettori sopra tutta la terra (Salmo 45:16), così dobbiamo aspettarci che essi saranno i primi ad essere risuscitati sotto i termini del nuovo patto. Perciò è logico l’aspettare che essi ritornino sulla terra al principio delle benedizioni della restaurazione. Perciò questi uomini fedeli possiamo aspettarli sulla terra entro i prossimi pochi anni che verranno” (“L’arpa di Dio”, pagg. 344, 345 – anno 1925).
    “Le Scritture dicono chiaramente che ci sarà una risurrezione di Abramo, di Isacco e di Giacobbe e di degli altri fedeli del passato … Siamo convinti che il 1925 darà luogo al ritorno di questi uomini fedeli dalla condizione di morte” (“Millions Now Living Never Die”, pagg. 88-89- anno 1920).
    “L’anno 1925 è ancora più precisamente indicato nelle Scritture del 1914” (“La Torre di Guardia 1/9/1922, pag.262).

    CONTRADDIZIONE:

    Nel 1939 Rutherford dichiarò: “Il proposito di acquistare quella proprietà e di costruire la casa era che vi potesse essere una qualche prova tangibile che c’era sulla terra chi credeva pienamente in Dio, in Gesù Cristo e nel suo regno, e che gli uomini di fede del passatosarebbero stati risuscitati dal Signore, sarebbero ritornati sulla terra e avrebbero preso il governo degli affari visibili della terra … La casa è servita come testimonianza a molte persone di tutta la terra, e anche se i non credenti l’hanno schernita e hanno parlato insolentemente di essa, tuttavia essa è là come una testimonianza al nome di Geova … “ (“Salvezza”, pag. 311- Questo “simbolo di fede” fu comunque venduto poco dopo la morte di colui che l’aveva voluto).

    E che ne fu della “resurrezione dei principi”?
    Nel 1950 fu creata molta aspettativa a questo riguardo e molti testimoni di Geova si aspettavano di veder comparire da un momento all’altro i patriarchi risorti. Invece …

    “Nel 1950 … nello Yankee Stadium di New York … udimmo per la prima volta che i futuri principi che parteciperanno al dominio della terra sotto il celeste regno di Cristo sono già qui – Sal45:16” (“La Torre di Guardia”, 15/2/1969, pag. 120- Essi erano stati identificati con gli “Anziani” delle congregazioni, come viene spiegato nell’ “Annuario del 1976).

    I MIEI COMMENTI:

    Predire la risurrezione dei Patriarchi biblici non è una cosa di poco conto. Può farlo a ragion veduta soltanto un vero profeta; chi lo facesse senza che la predizione si realizzasse meriterebbe pienamente la qualifica di falso profeta. Gli stessi testimoni di Geova non indugerebbero a qualificarlo come tale. Questo è proprio quello che è accaduto, e a fare tale predizione fu per la precisione il secondo Presidente della Società Torre di Guardia, Rutherford. Ogni sincero credente in Dio dovrà ammettere che la sua fu una falsa predizione.

    DICHIARAZIONE:
    “Gesù dichiarò ancora che il radunamento d’Israele in Palestina (Luca 21:24) sarebbe una delle prove più conclusive della sua presenza e della fine del mondo. Una piena discussione su questo punto, insieme con molti altri dettagli intorno alla fine del mondo, è esposta nel libro … ‘Milioni di persone or viventi non morranno giammai’. Si è dimostrato in modo conclusivo che le profezie sono state adempiute esattamente a tempo: che Israele è ora radunato e sta ricostruendo la Palestina esattamente come il Signore l’ha predetto” (“L’arpa di Dio”, pag. 252 – anno 1925).

    CONTRADDIZIONE:

    “Se il radunamento dei Giudei dipendesse da Geova Iddio, farebbe egli appello ai capi di questo mondo (il mondo di Satana) ed egli agirebbe per mezzo d’essi nell’effettuare i suoi propositi? Gesù disse: ‘Il mio regno non è di questo mondo’ … Se nel futuro un numero maggiore di Giudei verrà raccolto in Palestina, ciò non sarà altro che un provvedimento politico umanitario, non il provvedimento di Dio conforme alla profezia”. (“Sia Dio riconosciuto verace”, pagg. 204, 205- anno 1946).
    “Con la pubblicazione del 2° volume del libro Rivendicazione (o giustificazione) i testimoni di Geova capirono che tale movimento per il ritorno degli Ebrei in Palestina avveniva per mezzo dello spirito di Satana, l’arcinemico di Geova”. (“La Torre di Guardia”, 1/1/1956, pag. 24).

    I MIEI COMMENTI:

    Se è vero che il movimento per il ritorno dei Giudei in Palestina avveniva “per mezzo dello spirito di Satana” (come la Società ha scritto) è logico concludere che sia C.T. Russell che J.F. Rutherford ne furono profeti e servitori perché approvarono e incoraggiarono con i loro scritti tale movimento, da loro considerato “opera di Geova”.
    Ma, la cosa più inquietante è un’altra, e cioè, il fatto che il libro “Rivendicazione” (o “Giustificazione”), col quale si sconfessava il suddetto movimento come segno profetico, fu scritto da quello stesso J.F. Rutherford che l’aveva salutato con favore mistico nell’anno 1932.

    ATTENZIONE, QUESTO NON E’ STATO UN FATTO CASUALE : era l’epoca storica del nazismo e in Germania le persecuzioni delle minoranze, anche religiose, stava divenendo una tragica realtà; simpatizzare con gli Ebrei nella Germania nazista equivaleva a firmare la propria condanna. Il cambiamento di rotta nei riguardi del movimento sionista non fu per i dirigenti geovisti una questione ideologica, ma di opportunismo, di compromesso e, in alcune circostanze, anche di deferenza nei confronti della gerarchia nazista. Lo prova un documento ufficiale della sede mondiale della Torre di Guardia, si tratta della “Lettera al Cancelliere del Reich” del 1933 (contenuta anche nell’Annuario del 1934) della quale riportiamo alcuni significativi passaggi:

    “L’impero più grande e oppressivo della terra è quello anglo-americano. Vale a dire l’impero britannico, del quale gli Stati Uniti d’America fanno parte .Sono stati gli affaristi ebrei dell’impero britannico-americano che hanno costituito l’Alta Finanza allo scopo di sfruttare e opprimere i popoli di molte nazioni. Questo è vero in modo particolare per le città di Londra e di New York, le fortezze dell’Alta Finanza … L’attuale governo della Germania si è schierato apertamente contro gli oppressori dell’Alta Finanza e contro la perniciosa influenza religiosa che viene esercitata nelle vicende politiche della nazione. …Invece di essere contro i principi che sono propri del governo tedesco, noi ci schieriamo decisamente dalla loro parte, e sottolineiamo che Geova Dio per mezzo di Gesù Cristo porterà alla piena realizzazione di tali principi e darà al popolo pace e prosperità che sono il desiderio più grande di ogni uomo sincero …Un attento esame dei nostri libri e della nostra letteratura mostrerà chiaramente che gli stessi ideali condivisi e promulgati dall’attuale governo nazionale vengono ribaditi e messi in grande risalto nelle nostre pubblicazioni, … Non vi è assolutamente nessun contrasto fra gli Studenti Biblici tedeschi e il governo del Reich tedesco, ma, al contrario, per quanto riguarda gli obiettivi squisitamente religiosi e le mete apolitiche degli Studenti Biblici, può affermarsi categoricamente che essi siano in piena armonia con gli stessi obiettivi del Governo del Reich tedesco”. (tratto da: “I nostri ‘amici’ testimoni di Geova”, pagg.136-138 – di Sergio Pollina).

    Altro che tenere alta la bandiera della verità biblica e della neutralità politica a costo della vita! Quando può essere utile, qualche compromesso con gli “agenti di Satana” non guasta. Si dirà che i testimoni di Geova hanno sofferto persecuzioni dai nazisti e molti sono stati deportati e uccisi nei famigerati campi di concentramento. Vero, lo furono come altri, cristiani e non, del resto. Tuttavia, quel documento testimonia un tentativo (seppure fallito) da parte dei dirigenti geovisti di ingraziarsi le autorità naziste. Nel farlo essi hanno rinnegato quello che precedentemente avevano sostenuto a favore del movimento sionista e che avevano spacciato per “compimento della profezia di Gesù Cristo (Luca 21:24)”.

    DICHIARAZIONE:
    “I 1260 anni dall’Anno Domini 539 ci portano al 1799 …” (“l’Arpa di Dio”, pag. 232).

    CONTRADDIZIONE:

    “ questo periodo … cominciò al tempo di Pasqua, 13/14 aprile 1919, e finì … il 4/5 ottobre 1922 … verso la fine dei tre tempi e mezzo o 1260 giorni” (“Quindi è finito il mistero di Dio”, pagg. 316, 317).

    DICHIARAZIONE:

    “ ‘Considerata questa vigorosa prova biblica’ scrisse nel 1889 il rev. Russell, ‘riteniamo una verità accertata che la fine completa dei regni di questo mondo e la piena istituzione del Regno di Dio si verificheranno per la fine del 1914 d.C.’ “ (“Qualificati per essere ministri” pag. 321).

    CONTRADDIZIONE:

    “Infine arrivò il giorno 1° ottobre 1914, e la mattina di quel giorno Charles T. Russell in qualità di presidente … annunciò al personale della sede principale …: ‘I tempi dei Gentili sono finiti e i loro re hanno avuto il loro giorno’ … Invece di vedere la glorificazione della Chiesa cristiana nel cielo, la data del 1° ottobre vide delinearsi … grandi difficoltà. … Qualcosa doveva essere stato calcolato male”. (“Il millenario regno di Dio si è avvicinato”, pag. 189).

    “… il rimanente dell’Israele spirituale aveva atteso da decenni, sì, dal 1876, la fine dei Tempi dei Gentili nell’autunno del 1914. Aspettavano che il messianico regno di Dio fosse allora pienamente stabilito nei cieli e anche il rimanente dell’Israele spirituale fosse a quel tempo glorificato con Gesù Cristo nel regno celeste. Tutto l’intendimento delle Sacre Scritture era diretto in tal senso o modificato secondo tale idea. E quando il 1914 finì … furono inclini a pensare che sarebbero stati glorificati nel 1918, …” (“Vicina la salvezza …” pag. 135).

    I MIEI COMMENTI:

    I termini che usano i “profeti” geovisti sono alquanto enfatici: “vigorosa prova biblica”, “verità accertata” ecc.; tranne smentirsi clamorosamente (e penosamente) in seguito, in modi simile a questo:
    “ E’ facile … criticare i testimoni di Geova perché a volte le loro pubblicazioni hanno detto che in certe date si sarebbero potute verificare determinate cose. E’ vero che alcune aspettative che sembravano avere il sostegno della cronologia biblica non si concretizzarono nel tempo previsto. Ma non è molto meglio commettere degli errori perché si è troppo ansiosi di vedere adempiersi i propositi di Dio, che essere spiritualmente addormentati …?” (“La Torre di Guardia” 15/9/1985, pag. 29).

    Dichiarazioni del genere sono davvero sconcertanti conoscendo le pretese dei testimoni di Geova. Già, perché gli “errori” che hanno commesso predicendo cose che “sembravano” avere il sostegno della “cronologia biblica”, nel loro caso sono inescusabili, poiché si ritengono il “canale” delle rivelazioni di Dio. Visto che si sono sbagliati, dovrebbero dire chiaramente se è stato Dio che ha detto loro cose imprecise, oppure, come invece è più giusto, essi “navigano a vista”. Sarebbe onesto smetterla di considerarsi il canale privilegiato di Dio perché, non solo ciò è falso, ma in questo modo fanno ricadere su Dio la responsabilità dei loro insuccessi predittivi. Cosa c’entra infatti la loro ansia di vedere adempiersi i propositi di Dio, che li spinge a predire cose inesatte, con la rivelazione profetica del Signore la quale si adempie sempre? Fare predizioni a casaccio ha mai costituito una prova di vero discepolato?

    DICHIARAZIONE:
    “Perché si fa tanto parlare dell’anno 1975? Animate conversazioni … sono state fatte in questi ultimi mesi fra seri studiosi della Bibbia (leggi ‘testimoni di Geova’ n.d.r.). Il loro interesse è stato suscitato dalla credenza che il 1975 segnerà la fine di 6000 anni di storia umana dalla creazione di Adamo … (segue tutta una trattazione per dimostrare la fondatezza del loro argomento per concludere …) Pertanto, con un attento studio indipendente di dedicati studiosi della Bibbia che hanno investigato il soggetto per un certo numero di anni, e che non hanno ciecamente seguito alcuni tradizionali calcoli cronologici della cristianità, siamo pervenuti a una data della creazione di Adamo … 4.026 a.E.V. … Ciò significa che nell’autunno dell’anno 1975 … saranno passati 6000 anni dalla creazione di Adamo. Dobbiamo noi supporre da questo studio che la battaglia di Armaghedon sarà completamente finita nell’autunno del 1975, e che il lungamente atteso regno millenario di Cristo comincerà allora? E’ possibile, ma aspettiamo per vedere quando il settimo periodo di mille anni d’esistenza dell’uomo coincide strettamente con il sabatico regno milleniale di Cristo. Se questi due periodi decorrono parallelamente in quanto all’anno del calendario … sarà secondo gli amorevoli e opportuni propositi di Geova. La nostra cronologia, comunque, che è ragionevolmente accurata, (ma che si riconosce non infallibile), addita al massimo soltanto l’autunno del 1975 come fine dei 6000 anni di esistenza dell’uomo sulla terra. Non significa necessariamente che il 1975 segni la fine dei primi 6000 anni del settimo giorno creativo di Geova. Perché no? Perché dopo la sua creazione Adamo visse per un po’ di tempo nel ‘sesto giorno’, il quale periodo di tempo sconosciuto si dovrebbe sottrarre dai 930 anni di Adamo, per determinare quando finì il sesto giorno di settemila anni, e quando visse Adamo nel ‘settimo giorno’. E tuttavia la fine di questo ‘sesto giorno’ creativo potrebbe avvenire entro lo stesso anno del calendario gregoriano della creazione di Adamo (4.026 a.E.V.). PUO’ COMPORTARE SOLO UNA DIFFERENZA DI SETTIMANE O MESI, NON ANNI”. (“La Torre di Guardia” 1/2/1969, pag. 78).

    Tale “annuncio” venne dato anche con la pubblicazione del libro “Vita eterna nella libertà dei figli di Dio”, pagg. 28-30- anno 1967; con la rivista “Svegliatevi!” Del 22/4/1969, pag.23 e con accenni e allusioni fatti in altre pubblicazioni di quegli anni.

    CONTRADDIZIONE:

    “Con la pubblicazione del libro ‘Vita eterna, nella libertà dei figli di Dio’ … venne suscitata considerevole aspettativa per il 1975 … Allora e in seguito si disse che questa (cioè la fine indicata per il 1975) era solo UNA POSSIBILITA’. Purtroppo però, insieme a tali informazioni cautelative, furono pubblicate altre dichiarazioni che lasciavano intendere che tale realizzazione delle speranze in quell’anno ERA PIU’ UNA PROBABILITA’ CHE UNA SEMPLICE POSSIBILITA’. Dispiace che queste ultime dichiarazioni abbiano evidentemente adombrato quelle che invitavano alla cautela e abbiano contribuito ad accrescere l’aspettativa che c’era già” (“La Torre di Guardia” 1/9/1980, pag. 17).

    I MIEI COMMENTI:

    Lo scrivente ha un’età che gli permette di ricordare perfettamente quale fosse l’aspettativa dei testimoni di Geova riguardo all’anno 1975: certamente essa non poteva sorgere ed essere alimentata senza l’esplicito consenso delle guide del movimento. Se non fosse provenuta dalla Direzione della Società, un’idea del genere sarebbe stata stroncata sul nascere. D’altra parte, le dichiarazioni ufficiali parlano abbastanza chiaro. “Probabilità” o “possibilità” che fosse, tale “aspettativa” era una convinzione dell’ l’allora Vice Presidente della Società, F. Franz, e fu data come una certezza al popolo geovista. Malgrado in seguito abbiano cercato in tutti i modi di smorzare la responsabilità e le gravi conseguenze di questa ennesima errata predizione, resta il fatto incontrovertibile che i testimoni di Geova si sono rivelati falsi profeti. Ancora una volta!

    DICHIARAZIONE:
    “Sarebbe ragionevole l’aspettarsi che egli fosse presente qualche tempo prima di prendere il suo gran potere per regnare. La sua presenza comincia infatti nel 1874, ed egli ha spinto innanzi la sua opera di mietitura dal 1878 in poi, ma non ha interrotto il dominio dei gentili fino al tempo in cui esso deve finire”. (“L’arpa di Dio”, pag. 247).

    CONTRADDIZIONE:

    “Com’è dunque in armonia con le Scritture ispirate che Cristo non cominciasse a regnare quarant’anni prima della fine dei Tempi dei Gentili nel 1914! Piuttosto egli aspettò sino ad allora alla destra del suo Padre celeste …” (“Il millenario regno di Dio si è avvicinato”, pagg. 211, 212).

    DICHIARAZIONE:

    “ ‘Il rimanente dei morti non tornò in vita prima che fossero compiuti i mille anni’. Questo rimanente dev’essere formato di tutti coloro che sono stati giudicati indegni di vita prima dell’inizio del Regno milleniale di cristo, che sono morti nella loro empietà, che saranno fatti risuscitati con Satana alla fine del Regno milleniale onde essere definitivamente giudicati e condannati secondo le loro opere” (“Luce” 2° vol., pag. 201).

    CONTRADDIZIONE:

    “ ‘Il resto dei morti …’ Essi non avranno bisogno di risurrezione di fra le persone morte … Dovranno ancora vivere per il millenario giorno di giudizio … in quel “po’ di tempo” di prova cruciale, essi saranno giustificati o dichiarati immutabilmente devoti alla giustizia. … Resta così la verità, per tutte le persone che vinceranno il premio della vita eterna quali uomini perfetti sulla terra, che ‘il resto dei morti non venne alla vita finché i mille anni non furono finiti’ “ (“Babilonia la grande è caduta!” pagg. 198,199 e TdG 15/9/1983, pag. 31).

    DICHIARAZIONE: “…Adamo sapeva scrivere. Adamo scrisse le cose che Dio gli aveva dette circa la creazione dei cieli e della terra. Adamo chiamò questo suo scritto ‘storia dei cieli e della terra quando furono creati’. Adamo scrisse inoltre cose che accaddero a lui stesso, a sua moglie Eva e alla sua progenie o figli. Adamo chiamò lo scritto di queste cose ‘libro della storia di Adamo’ – Genesi 2:4; 5:1. Dopo la composizione di questi scritti e la morte di Adamo, altri uomini scrissero cose cheaccaddero in seguito. Come aveva fatto Adamo prima di loro, essi scrissero queste cose su tavolette d’argilla. Gli uomini conservarono queste tavolette affinché molti anni dopo potessero sapere ciò che era avvenuto prima della loro nascita. Mosé poté leggere ciò che era scritto su queste tavolette, e quando cominciò a scrivere la parte iniziale della Bibbia copiò quello che aveva scritto Adamo e quello che avevano scritto altri dopo Adamo. In questo modo Mosé seppe che cosa scrivere nella prima parte della Bibbia intorno alla creazione, al diluvio dei giorni di Noé e a cose riguardanti Abramo, Isacco e Giacobbe” (“Dal paradiso perduto al paradiso riconquistato” pagg. 64, 65).

    CONTRADDIZIONE: “La Bibbia parla di ‘storie’ antiche (Genesi 2:4; 5:1). Queste poterono essere trasmesse a viva voce. Ma in tal caso come se ne poté assicurare l’accuratezza? Dio creò il primo uomo, Adamo, perfetto. Egli si ribellò poi contro Dio, così che Dio lo condannò a morire. Comunque ci volle molto tempo perché il suo corpo un tempo perfetto deperisse fino a morire. Visse 930 anni, fino al tempo di Lamec, padre di Noè, che poté così apprendere la storia antica direttamente da Adamo. Lamec poté comunicare tutto ciò a Noé e a Sem, figlio di Noé, cui il fisico quasi perfetto consentì di vivere ancora per 500 anni dopo il diluvio. Sem poté trasmettere ad Abramo e a suo figlio Isacco particolareggiate informazioni sul mondo antidiluviano. Isacco poté riferirle al nipote Levi, e Levi evidentemente al proprio nipote Amram, padre di Mosé. Così, per narrare a viva voce la storia antica, da Adamo a Mosé sarebbero stati necessari solo cinque anelli: Lamec, Sem, Isacco, Levi e Amram. … mentre la durata della vita umana si riduceva … il Creatore ritenne bene far preservare accuratamente la storia antica del genere umano come documento permanente. … Il Creatore si servì di Mosè perché compilasse, sotto ispirazione, questo racconto, che divenne la prima parte della Bibbia” (“La buona notizia per renderti felice” pagg. 16, 17).

    I MIEI COMMENTI:

    “Adamo sapeva scrivere …” e la Torre di Guardia in qualche modo è venuta a conoscenza perfino dei titoli dei libri scritti da Adamo!
    Questo è ciò che succede quando si vuole spiegare troppo. Anni dopo aver raccontato queste “favole” essa si corregge dando una spiegazione più ragionevole. Comunque, a parte la plausibilità di queste ultime spiegazioni, se Mosé fu ispirato da Dio stesso, perché ricorrere all’ipotetica trasmissione orale della storia antica, da Adamo a Mosé?

    DICHIARAZIONE:
    “Ci sono due date importanti che noi non dobbiamo confondere, ma chiaramente distinguere, cioè, quella del principio del tempo della fine, e quella della ‘presenza del Signore’. Il tempo della fine abbraccia un periodo dall’A.D. 1799, … fino al completo rovesciamento dell’impero di Satana e lo stabilimento del regno del Messia. Il tempo della seconda presenza del Signore data dal 1874, … L’ultimo periodo è naturalmente incluso nel primo nominato, e l’ultima parte del periodo conosciuto sotto il nome di ‘tempo della fine’ “. (“L’arpa di Dio” pag. 233).

    CONTRADDIZIONE:

    “In precedenti pubblicazioni della Watch Tower Bible and Tract Society è stato scritturalmente provato che la ‘presenza del nostro Signore Gesù Cristo’ cominciò alla fine dei Tempi dei Gentili nel 1914, … “ (“Vicina la salvezza dell’uomo dall’afflizione mondiale” pag. 133).
    “il periodo dal 1914 in poi come il ‘tempo della fine’, …” (“La verità che conduce alla vita eterna” pag. 94).

    I MIEI COMMENTI:

    Gesù Cristo, per la Watch Tower Bible and Tract Society, fa la sua “parousia” una volta nel 1874, e un’altra volta invece nel 1914; mentre la “fine dei tempi”, una volta inizia dal 1799 ed un’altra dal 1914. E questo sempre SCRITTURALMENTE, è ovvio. Ma i due eventi non segnavano due DIVERSE date che non bisognava “CONFONDERE, MA CHIARAMENTE DISTINGUERE”?

    DICHIARAZIONE:
    “Senza alcun dubbio, il pastore Russell coprì l’ufficio per il quale il Signore aveva provveduto ed intorno al quale egli aveva parlato; e fu perciò quel servo fedele e saggio che amministra alla causa della fede il cibo nella sua stagione”. (“L’arpa di Dio” pag. 242).

    CONTRADDIZIONE:

    “… il senso di apprezzamento e gratitudine verso Russell spinse molti suoi associati a considerarlo come l’adempimento dello ‘schiavo fedele e discreto’ “. (“Il millenario regno di Dio si è avvicinato” pagg. 349, 350).

    I MIEI COMMENTI:

    Non era stato “senza alcun dubbio … il Signore” a investire Russell dell’ufficio di “servo fedele e saggio”? Perché adesso dicono che furono i soliti ignoti a pensarla così?
    E, se Russell fu : “… il pioniere di un autentico rinnovamento della dottrina, l’autore di un’opera di gran mole, più importante di quanto altro sia stato fatto dai giorni di Gesù e degli apostoli. Egli ha fatto per il Regno del messia più di qualunque altra creatura vissuta sulla terra”. (Sic! Vedi “La Torre di Guardia” 1/12/1916, pag. 374), come mai, chiediamoci, i suoi scritti sono stati relegati tutti “in cantina” e la sua dottrina è stata completamente modificata?
    Ecco la risposta del quartier generale della Società:

    “Oggi le persone … hanno a disposizione la Bibbia, ma è poco letta e compresa” . (questo è quello che credono loro).

    “Ha dunque Geova un profeta per aiutarle, per avvertirle dei pericoli e per dichiarare cose avvenire? A questa domanda si può dare risposta affermativa” (abbiamo visto che razza di avvertimenti e predizioni ha dato questo “profeta”).

    “Chi è questo profeta? … Questo profeta non fu un uomo ma un gruppo di uomini e donne. Fu il piccolo gruppo dei seguaci delle orme di Cristo Gesù, chiamati a quel tempo ‘Studenti Biblici Internazionali’. Oggi si chiamano cristiani testimoni di Geova”. (“La Torre di Guardia”, 15/9/1972).

    In che modo si può avere l’evidenza che quello che questo “profeta” scrive viene da Dio?

    “Indipendentemente da chi abbia scritto certi articoli, questi sono accuratamente controllati da membri del corpo direttivo prima di essere pubblicati”.
    “… la necessità che coloro che sono responsabili del materiale pubblicato dalla nostra Società abbiano lo spirito santo. L’evidenza dello spirito santo nella qualità e nel contenuto degli scritti pubblicati dalla Società Torre di Guardia dovrebbe essere la cosa che convince e soddisfa, confrontando inoltre queste pubblicazioni con … le Sacre Scritture”. (“La Torre di Guardia” 1/4/1960).

    Poveri seguaci della Torre di Guardia! Evidentemente non si rendono conto che in questo modo chiunque potrebbe pretendere d’ essere “profeta”. Dimenticano che un VERO PROFETA riceve dal Signore stesso dei messaggi attraverso sogni, visioni e apparizioni. Per cui, se i dirigenti della Società non hanno questo tipo di “contatto” con il Signore non possono vantare alcun collegamento privilegiato con Lui.

    DICHIARAZIONE:
    “… nel 1917, la Società Torre di Guardi di Bibbie e Trattati pubblicò il libro di 608 pagine il Mistero Compiuto, che specialmente tormentò il clero della cristianità” (“Quindi è finito il mistero di Dio”, pag. 269). “…nel … 1917, fu pubblicato il libro ‘Il Mistero Compiuto’. Questo libro … criticava severamente i sistemi religiosi della cristianità e smascherava il clero della cristianità per essere stato falso alla parola di Geova”. (“Paradiso restaurato per il genere umano, dalla teocrazia!”, pag. 352).

    CONTRADDIZIONE:

    “… nel libro edito … nel 1917 dall’Associazione del Pulpito del Popolo di Brooklyn, (Sic!- questa Associazione è un ramo staccatosi dalla Società Torre di Guardia dopo la morte di Russell. Qui si tenta di attribuire ad essa la pubblicazione di questo libro- n.d.r.) … ‘Il Mistero Compiuto’ … Tale libro e tale attitudine religiosa tentarono di stabilire una setta religiosa imperniata su un uomo” (cioè su Russell- n.d.r. – “Il millenario regno di Dio …” pagg. 349, 350).

    I MIEI COMMENTI:

    La pubblicazione del libro ‘Il Mistero Compiuto’ fu davvero una iattura, sì, ma per la Società Torre di Guardia. Si tratta di un volume scritto “a più mani”; di esso si riferisce che era già nei desideri di Russell completare la serie “Studi sulle Scritture”- sei volumi- con la pubblicazione di “un settimo volume”. Egli non fece in tempo a realizzarlo, lo fecero altri al posto suo, ma fu ugualmente definito “opera postuma del pastor Russell”.
    La pubblicazione del ‘Mistero Compiuto’ scatenò un vero putiferio all’interno del movimento degli Studenti Biblici.Vi fu prima la fuoriuscita di un buon numero di Studenti Biblici fedeli all’insegnamento ortodosso del loro leader carismatico, Russell, che la nuova pubblicazione metteva in discussione. Poi causò l’arresto del nuovo Presidente, Rutherford, e della Direzione della Società al completo, con l’accusa di istigazione alla rivolta contro il Governo degli Stati Uniti. In seguito, esso fu “mutilato”, furono, cioè, stralciate le pagine compromettenti allo scopo di far uscire di prigione i capi del movimento. Ma, quando la Prima Guerra Mondiale finì, e con essa crollarono tutte le loro aspirazioni di gloria predette in quel libro per l’anno 1914, ‘Il Mistero Compiuto’ (dovremmo dire ‘Incompiuto’) fu abbandonato. Al suo posto fu pubblicata una nuova spiegazione delle profezie apocalittiche in un’opera in due volumi, “Luce”, di J. Ruthrford. Oggi di quel libro la Società scrive: “… nel … 1917, fu pubblicato …’Il Mistero Compiuto’ … 608 pagine … dalla Società Torre di Guardia … era stata tentata e stampata una spiegazione” (del libro di Apocalisse e di Ezechiele, n.d.r.)”.
    Neanche la nuova “tentata e stampata” spiegazione dei libri di Apocalisse ed Ezechiele (“Luce”) soddisfece, evidentemente, poiché alla morte del suo autore ne prese il posto un’altra ancora, pubblicata anch’essa in due volumi: “Quindi è finito il mistero di Dio” e “Babilonia la grande è caduta!”. Inutile dire che ad ogni “nuovo tentativo” tutto quello che era stato pubblicato precedentemente veniva sconfessato. Attualmente il libro dell’Apocalisse viene commentato dalla pubblicazione “Rivelazione!”. Sarà questo l’ultimo tentativo di “spiegare” ai seguaci della Società quel benedetto libro dell’apostolo Giovanni? Staremo a vedere. Nel frattempo molti testimoni di Geova hanno lasciato la Società fondando nuove associazioni; alla Torre di Guardia, però, piace raccontare ai suoi lettori la favola che ‘Il Mistero Compiuto’ “…ha smascherato il clero della cristianità per essere stato falso alla parola di Geova”. QUESTO SI’ CHE E’ UN VERO ‘MISTERO’!!!

    DICHIARAZIONE:
    “Più di cinquant’anni or sono, alcuni buoni, onesti cristiani, che furono chiamati Avventisti, pubblicarono un’interpretazione della … profezia di Daniele, secondo la quale, la formidabile statua vista dal profeta rappresentava le potenze mondiali che si susseguirono nell’ordine, vale a dire Babilonia, Medo Persia, Grecia e Roma; che la testa d’oro della statua rappresentava Babilonia; che il petto d’argento rappresentava o raffigurava l’impero Medo-Persiano; che il rame rappresentava la potenza mondiale della Grecia, e che le gambe di ferro raffiguravano la potenza mondiale della Roma pagana; che i piedi composti di ferro e d’argilla raffiguravano la Roma papale, ossia ciò che venne chiamato ‘Santo Impero Romano’. Non avendo alcun’altra interpretazione migliore da dare (SIC!) le pubblicazioni della Watch Tower accettarono questa. Ma vi sono dei buoni motivi per affermare che questa interpretazione della profezia non è corretta, …” (“Luce”, 2° vol. pag. 288).
    “Un esempio apparisce nella profezia (Daniele 2:30-34) la descrizione di una terribile statua, rappresentante il Diavolo, capo di una tremenda e malvagia organizzazione, con un seguito di principi o sovrani sottoposti a Satana il Diavolo. In Daniele 10:13, 20 v’è il ricordo concernente alcuni di codesti demoni designati sotto il titolo di ‘principe di Persia’ e ‘principe di Grecia’. Fra questi principi v’è Gog, il demone ufficiale in seguito a Satana (Ezechiele 38:3, 16). In seguito ai principi, secondo la profezia di Daniele, v’è un’altra classe di empi ufficiali che ‘dominerà sulla terra’ (Daniele 2:39). Con questo viene dimostrato tre separate divisioni dell’organizzazione di Satana: ‘principati’, vale a dire il principale dominatore che esercita la supremazia fra gli empi; ‘potestà’, vale a dire, ufficiali fra le orde empie che esercitano il potere e controllo; e, terza, ‘dominatori’, di creature invisibili che hanno dell’immediato potere o influenza sulle nazioni della terra sotto la supervisione del potere principale, cioè. Il Diavolo” (“Religione”, pag. 26).
    “L’organizzazione di Lucifero … raffigurava l’oro (la testa) … questi principi o capi invisibili dell’organizzazione di Satana sono indicati come parte della terribile statua, e come l’argento e il rame sono di valore inferiore all’oro, la statua indica che essi non rappresentano delle potenze mondiali, ma bensì degli ordini inferiori a Lucifero nella formidabile organizzazione. … I piedi … La parte visibile … quella commerciale, quella politica e quella religiosa”. (“Luce”, pagg. 306-309).
    “La profezia indica che la terribile statua sarebbe stata frantumata tutta insieme, nello stesso tempo, e perché ciò avvenisse, bisognava che la statua fosse per intero in efficienza nel momento in cui doveva verificarsi la sua rovina” (Idem pag. 289).
    “Quando nel 1918, il Signore venne nel suo tempio, una viva luce incominciò a risplendere nella mente di quelli che erano dedicati a Lui e che erano stati ammessi nel tempio. … SEMBRA DUNQUE IMPOSSIBILE CHE QUALCUNO, SIA PURE GLI UNTI DEL SIGNORE, POTESSERO AVERE UN’ESATTA IDEA DELLA ‘TERRIBILE STATUA’ DI DANIELE PRIMA CHE IL SIGNORE VENISSE NEL SUO TEMPIO”. (Idem pag. 301).

    CONTRADDIZIONE:

    “Il sogno profetico di Nabucodonosor non mostra che la ‘pietra’ o il regno messianico colpisca i nemici politici negli invisibili cieli spirituali, come lo spirituale ‘principe del regale reame di Persia’ e lo spirituale ‘principe di Grecia’ (Daniele 10:13, 20). La ‘pietra’ regale urta qualche cosa di terrestre, visibile, di umano, cioè i governi politici di questo mondo, siano essi imperialisti, democratici, radicali, socialisti o comunisti.
    Conformemente, la testa aurea simboleggiò la Potenza Mondiale Babilonese nella dinastia di Nabucodonosor. Il petto e le braccia d’argento simboleggiarono la successiva Potenza Mondiale Medo-Persiana. Il ventre e le coscie di rame simboleggiarono la Potenza Mondiale Greco-Macedone. Le gambe di ferro simboleggiarono la Potenza Mondiale Romana e ciò che da essa derivò, la duplice Potenza Mondiale Britannico-Americana. I piedi … le potenze governative del giorno presente …” (“Vicina la salvezza dell’uomo dall’afflizione mondiale”, pagg 318, 312).
    “Il fatto che, nel sogno del re, la pietra colpisca l’immagine d’uomo ‘ai piedi di ferro e argilla modellata’ è significativo. Mostra che il messianico regno di Dio colpisce … ai giorni della Settima Potenza Mondiale”. (Idem).

    Leggi:http://tinyurl.com/5s4zo6c

    http://www.testimonigeova.com/Svegliatevi.htm

    • Sal scrive:

      @ Mimma

      Molto distinta donna Mimma, non ho nessun interesse per i TdG come glielo devo dire ? Non penserà che mi legga tutte le lenzuolate che scrive contro di loro vero ?

      Lei deve aver nuovamente fatto confusione. E’ stato il papa a dire che i suoi pastori si sono mangiati la carne del suo gregge. Forse lei ha letto male, non parlava di altri pastori diversi dai suoi e di greggi diversi dal suo.

      Lo ha detto a Santa Marta dentro il vaticano.
      Stava parlando ai suoi, non ad altri.
      Si riprenda. O non ha capito ! E’ “cosa vostra” non altrui. Non parlava di rapine o di furti di estranei.
      “Papa Bergoglio ha criticato il comportamento di chi «prende la carne, per mangiarla, alla pecorella; si approfitta, fa negozi ed è attaccato ai soldi, diventa avaro e anche tante volte simoniaco. O si approfitta della lana per la vanità, per vantarsi». “
      Lo stava dicendo ai suoi, o forse ce l’aveva con lei ?

      • Mimma scrive:

        @Sal
        Lei non si interessa dei tdg come io non mi interesso dei cattolici. Ha perfettamente ragione. La menzogna è la sua ragion d’essere. E le maschere sono il suo forte. Complimenti.

  50. Sal scrive:

    @ Nella
    “Non ti preoccupare. L’ignoranza è la peggiore superbia da combattere.L’ ignorante ormai non sa dove aggrapparsi e travisando sempre tutto, “

    Distinta Nella, sarà pur vero che io traviso perchè sono ignorante, cosa della quale mi dolgo assai, ma lei non ha fatto nessuno sforzo per aiutarmi sulla via di quella conoscenza che dice solo lei possiede. E di questo mi dolgo assai di più.

    Come si potrebbe definire un maestro che appositamente rinuncia a condividere le sue informazioni con altri se non egoista ?
    Anche i farisei ragionavano così “A loro volta i farisei risposero: “Non siete stati sviati anche voi, vero? Nessuno dei governanti o dei farisei ha riposto fede in lui, non è così? Ma questa folla che non conosce la Legge è gente maledetta”.” ( Gv 7.47)

    Un maestro saggio sa indicare l’errore e dimostrare la soluzione. Così faceva Gesù, ma sembra che lei non sia informata abbastanza. E non desideri imitarlo.
    Sarà mica che non avendo altro da condividere non può far altro che nascondere la sua ignoranza dietro la presunta sufficienza ?

    “A quelli che sono ricchi…dà ordine di essere generosi, pronti a condividere, tesoreggiando sicuramente per se stessi un eccellente fondamento per il futuro, perché afferrino fermamente la vera vita.”</i< ( 1Tim 6.17)

    • Mimma scrive:

      @Nella
      E certo il suo aiuto sono solo le menzogne della WTS che beve alla grande. Non vuole sentire altro che quelle stupide fandonie. Si capisce che tutto quello che di chiaro e intelligente si scrive per gli sciocchi manipolati dal Cd della bethel non è comprensibile. Si può forse raddrizzare un albero cresciuto storto? Ti abbraccio Nella.

      • Sal scrive:

        @ Mimma
        Non si capisce cosa ci sia di menzognero nel dire che un Meastro saggio condivide la sua conoscenza e che un p falso nonlo fa.

        Si sente bene sig.ra Mimma ?

        • Mimma scrive:

          @Sal
          nel semplice fatto che i falsi maestri che lei segue, non possono dare verità, ma promulgano le menzogne di satana. E’ molto chiaro. Lei da falso maestro vorrebbe passare per un vero. Ma la menzogna del menzognero si serve sempre di Scritture manipolate. Anche il diavolo citava le Scritture, come lei fa, ma per ingannare il Figlio di Dio, Ma lo smascherò e lo rinviò all’inferno. Lo segua. E’ lei che sta male di una malattia chiamata fumi satanici.

  51. giovannino scrive:

    cari amici del blog , vorrei sottoporre alla vostra attenzione un libro ed un articolo. Il libro concerne , tra l’ altro , un argomento di cui abbiamo parlato e cioè la falsa donazione di Costantino : “Origine e sviluppo del potere temporale dei Papi ” di Carlo Papini , Claudiana Torino 2013.
    L’ articolo è sul Corsera di oggi firmato da Vittorio Messori . Mette in guardia dai facili entusiasmi nei confonti del Papa che viene descritto come un innovatore gattopardesco , che finge di cambiare tutto per non cambiare niente . Attenzione perchè Messori è molto addentro agli ambienti vaticani e potrebbe benissimo avere ragione.

  52. gibici scrive:

    Messori in questo sbaglia per un motivo molto semplice: l’alternativa che lui pone e’ tra uno strenuo conservatorismo aperto alla personale carita’ verso i poveri, come quello di molti santi torinesi dell’ottocento e un rivoluzionarismo che voglia cambiare le strutture fondamentali della societa’ civile e della Chiesa.

    Non comprende che c’e’ un problema intermedio: tra la trasformazione delle strutture ingiuste delle quali parla la Teologia della Liberazione e l’azione caritativa tradizionale cattolica, marginale perche’ non programmata se non da gruppi particolari (istituti religiosi), esiste la possibilita’ e il dovere di intervenire ai livelli intermedi tra quello politico, sul quale la Chiesa non ha di regola potere per intervenire, e quello individuale.
    Questi livelli intermedi, ad es. cittadino, regionale, ecc., potrebbero essere previsti programmaticamente per potenziare le azioni individuali, come e’ previsto dal principio di sussidiarieta’, sbandierato a parole dai cattolici, che non ne hanno mai compreso le potenzialita’ e le esigenze etiche.

    Certamente il papa Francesco non affrontera’ questo aspetto dal punto di vista teorico, ma sembra avere troppa sensibilita’ per tornare alle teorie ecclesiali dell’ottocento e alle loro deficienti teorie sociali.

    • giovannino scrive:

      caro gibici , spero tanto che tu abbia ragione . Tuttavia mi inquieta il fatto che Messori sia addentro agli ambienti curiali e che quello che sostiene concorda sostanzialmente con le prime reazione dei principali esponenti latinamericani di area TdL , poi rientrate di fronte alla popolarità di Bergoglio nella base cattolica . Soprattutto non sarebbe la prima volta che la Curia romana si approfitta della semplicità del popolo cattolico , per ingannarlo . Come candidamente ammette Bergoglio , l’ identikit del curiale è : avido , vanitoso e opportunista.

      • gibici scrive:

        Caro Giovannino,
        e’ chiaro che parlo per impressioni perche’ in queste cose non c’e’ scienza.
        Su Messori, non so quanto da lui detto derivi dai suoi presupposti socio-teologici e quanto dalla conoscenza della curia (che non e’ uno staff fisso, ma che cambia spesso). Anche alla curia, comunque, riconoscerei qualche possibilita’ di salvezza. Per il resto anch’io sto alla finestra, ma questo papa sembra poter fare molto di cio’ che e’ rilevante, cioe’ evangelico, anche se teologicamente sembra chiuso su certi argomenti.

        • gibici scrive:

          Messori: “si è spesso dimenticato che la singolarità di
          Francesco — quella che non ebbero tanti altri predicatori medievali e no — è l’obbedienza docile
          alla Gerarchia, la venerazione per il papato, l’orrore per l’eresia”.
          Se fosse vero non ci sarebbe nulla da ricordare del vero carisma di Francesco che ancor oggi affascina il mondo! Dire quanto citato sopra e’ nascondere la luce, anche se Messori non e’ solo questo.

          • giovannino scrive:

            caro gibici , concordo pienamente sul fatto che la spiritualità di san Francesco è problematica per l’ autorità ecclesiale e che il poverello di Assisi è stato oggetto di un’ ermeneutica dell’ omologazione di cui la frase che citi di Messori è un esempio tra i tanti. Proprio per questo la suspence per vedere come corrisponderà ( o non corrisponderà ) alla spiritualità di san Francesco , la scelta di Bergoglio di chiamarsi Papa Francesco , è grande. Quanto alla salvezza dei curiali , non sta a noi giudicare , ovviamente. L’ impressione però è che chi si è sporcato le mani con il potere necessiti di sincero pentimento e dura penitenza. Senza far nomi , mi pare legittimo interrogarsi su che testimonianza cristiana ha dato chi ha chiuso gli occhi di fronte alla violenza dei dittatori latinoamericani , ha collaborato con Pinochet , ha sostenuto l’ ascesa di Maciel , ha cercato di soffocare lo scandalo della pedofilia nella chiesa ?
            A proposito di carrierismo che dire di un teologo che è stato progressista regnando Giovanni XXIII , moderato sotto Paolo VI , conservatore con Giovanni Paolo II ? Certo carriera l’ ha fatta, anche se poi arrivato al vertice ha rinunciato. Questi cambiamenti si spiegano però bene come docilità al magistero petrino e desiderio di comunione con il Papa. . E’ impossibile giudicare dall’ esterno , solo Dio , di fronte al quale siamo trasparenti come acqua di fonte, conosce la verità sul cuore dell’ uomo .

  53. Timorato scrive:

    x squilpa rif. post del 20-05-13- ore 11,30

    Carissima Squilpa, è stato grande l’onore e la gioia nell’accogliere il Suo post, semplicemente: per quella sincerità assai commovente con cui ha parlato!

    Io, “purtroppo” ho parlato con dei Santi! quelli che sicuramente non saranno mai canonizzati dalla Chiesa, ma che forse precedono lo Stesso S. Pietro in Paradiso; questi Santi che nell’ordinarietà della loro vita quotidiana hanno vissuto con immenso eroismo su questa terra.

    Dico: “purtroppo”, perchè ora non ho più alibi con cui scusarmi per le mie incoerenze, che sempre ritornano! anche se poi mi conforta S.Paolo quando dice: “…faccio il male che non voglio e non il Bene che io voglio”, giusto per non demolire l’Impero della Speranza cristiana verso cui, ne io ne Lei ne altri possono insorgere!
    S.Francesco d’Assisi insegnava ai Suoi Frati, quando sbagliava -e lo faceva 100 volte al giorno- :”RICOMINCIAMO DA CAPO”, quindi non disperiamo!

    Lei, a Sua insaputa è più vicina a Dio, di quanti, pur essendo “Portatori” di Sacro (rappresenti della Chiesa) non lo siano pienamente.
    Lei, che ha il coraggio e il privilegio di parlare di: “Spaventoso Mistero”; Questo Spaventoso Mistero che si volge a Lei come l’ Angelo di Dio atto a comunicare alla ragione umana, la necessita di: Cercare, Amare, Servire il Mistero, che è Dio.
    Non disperi, poichè Santa Teresa d’Avila stessa lamentava: “Signore, più vado in Alto e più confusa mi trovo!

    Come vede, Lei si trova in ottima compagnia, la cura consigliata è quindi: Ricerca e Amore.
    Ricerca che Le invito a fare anche tramite,Opere di Santi (S. Giovanni della Croce, S. Teresa d’Avila, S. Agostino, S. Francesco di Sales, S. Teresina del Bambin Gesù) oltre al ricorrere ad un buon confessore dotto e prudente.

    Glielo consiglio, perchè Lei necessita di far “esperienza” della Divina Grazia con cui potra toccare con mano che la Speranza cristiana è veramente Certezza!

    Non perda tempo dietro le tesi e i comportamenti delle altre religioni, come anche, in certi discorsi sulla Fede cattolica dei nostri giorni, oltre poi alle stesse immoralità di alcuni suoi rappresentanti, si ricordi: ci sono state persone che hanno potuto “testimoniare” la Verità della Fede Cattolica, anche al duro prezzo di sofferenze e morte!

    Si lasci guidare da questo, se veramente vuole trovare Quel Dio che vuole essere “cercato”, che merita questo doloroso percorso e del Quale S. Agostino dice: “Signore io non Ti cercherei se non Ti avessi già trovato”.

    Ricerca e Amore. Amore da dimostrare a Dio nell’atto di mortificare la Superbia, l’Accidia facendo tutto quello che le Condizioni della Fede insegnano e comandano!
    Poichè l’Onnipotente non si lascia mai vincere in generosità!

    Le auguro ogni bene!

    La affido al Cuore trafitto del Dio Salvatore!

    A.M.D.G.