S.Marta e i motivi “psichiatrici”

Cari amici, venerdì scorso Francesco ha dialogato con un gruppo di studenti delle scuole dei gesuiti. Un dialogo in gran parte non preparato, con domande spontanee dei bambini e dei ragazzi. Vorrei ricordare che proprio nelle interviste e nei dialoghi estemporanei (anche nel caso le domande fossero conosciute in precedenza), già Benedetto XVI aveva dato il meglio di sé, sapendo comunicare in modo semplice, positivo e diretto: basterebbe rileggersi, a questo proposito, i dialoghi con i sacerdoti a Roma e in Val d’Aosta; il dialogo con i bambini della prima comunione, il commovente dialogo con i carcerati a Rebibbia.

Anche Francesco dà il meglio di sé quando abbandona il testo scritto. E così, nel dialogo, ha avuto la possibilità di spiegare la ragione della sua scelta di continuare a vivere nella Casa Santa Marta, la residenza dov’erano alloggiati i cardinali per il conclave, invece di abitare nell’appartamento papale del palazzo apostolico.

Ha detto il Papa “Io ho necessità di vivere fra la gente, e se io vivessi solo, forse un po’ isolato, non mi farebbe bene. Questa domanda me l’ha fatta un professore: ‘Ma perché Lei non va ad abitare là?’. Io ho risposto: ‘Ma, mi senta, professore: per motivi psichiatrici’. E’ la mia personalità. Anche l’appartamento, quello non è tanto lussuoso, tranquilla… Ma non posso vivere da solo, capisci?“.

Francesco ha così ribadito pubblicamente ciò che in queste settimane è andato ripetendo e scrivendo a chi gli chiedeva conto di questa sua scelta. Non c’entra il “lusso” dell’appartamento papale – che peraltro lussuoso non è. Non si tratta, in questo caso, di una scelta di sobrietà, come invece sono tante altre operate da un Papa che ha detto di sognare una “Chiesa povera e per i poveri”. Si tratta, invece, di una questione di personalità: Francesco non vuole vivere isolato, non vuole farsi isolare là, in alto, nel palazzo apostolico, nell’appartamento papale, perché ama vivere tra la gente.

Questa scelta, e questa sua determinazione, hanno provocato qualche malumore Oltretevere, dove c’è chi preferirebbe avere un Papa più “gestibile”, “sicuro” e “controllato” nell’appartamento del palazzo apostolico. Ma ora la spiegazione è chiara e la scelta non appare temporanea, né Francesco sembra disposto a metterla in discussione: “Se io vivessi solo, forse un po’ isolato, non mi farebbe bene…”

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

444 risposte a S.Marta e i motivi “psichiatrici”

  1. Filippo scrive:

    Il Papa è il vicario di Cristo sulla terra.
    Gesù amava stare tra la gente per diffondere la Buona Novella, per confortare, per consolare, per guarire.
    Il Papa non può vivere da solo, dunque, sia per la conformazione caratteriale della sua personalità ( come ha evidenziato egli stesso ), sia per la missione che lo Spirito Santo gli ha affidato.
    E Papa Francesco, giorno dopo giorno, si rivela essere, senza ombra di dubbio, un vero dono dello Spirito Santo.
    Con Papa Francesco Dio confonde le menti dei (presunti) sapienti, ridimensiona le stantie abitudini curiali, stravolge i pregiudizi laicisti, offre una carezza ai corpi sofferenti e alle menti affaticate.
    Preghiamo per Papa Francesco, affinchè le ombre del maligno non offuschino l’alba luminosa del suo pontificato.

    • Mimma scrive:

      @Filippo
      Mi unisco alla tua intercessione.
      Papa Francesco è un’anima bella e una persona VERA.
      Nessuno può dire di bastare a se stesso…

    • domenico scrive:

      vorrà dire che gli altri papi che vivevano nell’appartamento vaticano non seguivano l’esempio di Cristo nè lo Spirito Santo gli aveva affidato una missione.

      • lorenzo scrive:

        Esiste,accanto ai segni del potere, il potere dei segni.. Che è cosa ben diversa da una visibilitá fine a se stessa. Non è questione di confronto, piuttosto credo di un percorso e di un cammino che la stessa Chiesa di sempre è chiamata a compiere. Fino a poco meno di due secoli fa uno stato come quello pontificio pareva un dogma, oggi ci rendiamo conto di quanto provvidenziali siano state certe privazioni. Non mi riferisco a un piano storico tout court,ma sicuramente a in pianp storico-provvidenziale. Ora, il Vaticano non é un dogma della fede ma trova su questo piano senso solo se strumentale a chi ogni giorno vive la fatica e per questo la speranza di essere quell’adoratore del Padre in Spirito e veritã di cui parla Gesú. Come cristiani poi dovremmo tutti e npn solo il Papa, iniziare a chiamare la povertá come un privilegio,come fece s. Chiara,pianticella di quel Francesco di Assisi, modello per ciascuno di noi.. Pace e bene!

        “privilegio”..proprio cpme fece

        dogma della fede ma deve essere strumentale a chi sceglie nella fatica di ogni giprnp do essere

      • Fileno scrive:

        Si sta diffondendo un vezzo, ogni complimento a Papa Francesco da alcuni viene interpretato come critica ai predecessori, credo sia la prima volta che accada, ad inizio pontificato, almeno nel mondo cattolico, c’è sempre piacevole stupore per il nuovo Papa, ricordate GPII? ma questo non vuol dire che si critica i precedenti o il precedente.

      • italicus scrive:

        caro domenico… non vorrà dire un bel niente… si dice solo che papa francesco desidera vivere con la gente e fra gli altri. perchè riferirsi agli “altri” che in questo caso non c’entrano un bel niente?

    • Reginaldus scrive:

      ma Cristo non ha passato la sua vita, e soprattutto la sua vita pubblica ( appena tre anni ! il resto pare sia stata una vita piuttosto ritirata….) – a fare il buon compagnone, l’amicone di tutti, l’accarezza gente… nonostamte i suoi nemici dicessero che amava fare baldoria con la peggior gente…. E si è visto come è andata a finire, per Gesù Cristo…. E poi pare che il vangelo insista molto anche sui suoi frequenti ritiri nella solitudine a pregare, astraendosi anche dalla compagnia dei suoi amici…

      Questi continui accostamenti tra l’inquilino in bianco del vaticano e Gesù Cristo, fanno veramente pena… E lasciamo stare la blasfemia…

      • Antonino scrive:

        Perché gli accostamenti con chi si dovrebbero fare con Marx? o con Mao Tse Tung? Papa Francesco è il successore di Pietro, il primo degli apostoli, è logico che si guarda al suo stile per capire a quale aspetto della vita di Gesù più si ispiri. Anche Gesù stava tra la gente ed accarezzava i bambini prendendoli anche in braccio, è scritto nei vangeli, cosa c’è di male?

        • Reginaldus scrive:

          ho già risposto sul significato profetico del gesto compiuto da Gesù sui bambini, tutto racchiuso e chiaro nelle parole: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.” Siamo be al di là delle sdolcinatezze da parata che si vedono sulla piazza san pietro…

          Aspettiamo che dica papale papale che in Cielo NON si entra SE NON ci si converte a Cristo, mettendoci come ‘bambini’ nelle sue mani! Altro che libertà religiosa, e figli di dio a prescindere, e cavolate del genere, da ‘saccenti’- il contrario dei bambini! …Leggere NEL contesto, prego, e pochi imbrogli (oltretutto da quattro soldi!)

          (Se volete fare accostamenti pertinenti, fateli con le… bambinaie….)

          • italicus scrive:

            è mai possibile che il sig. reginaldus non abbia altro da fare che sottolineare e mettere in mostra la sua acredine per qualsiasi forma di esteriorizzazione di tenerezza? mi sembra impossibile che abbia una corteccia così aspra anche se è spiegabile con l’ideologia…

      • Serena scrive:

        @ Reginaldus
        Anche papa Francesco ha i suoi momenti in cui “si ritira sul monte”. La sua giornata inizia prima dell’alba, alle 4:30, per dedicarsi alla preghiera in solitudine e alla meditazione della Parola di Dio prima della Celebrazione Eucaristica.
        Buona giornata.

    • Sal scrive:

      @ Filippo
      “Il Papa è il vicario di Cristo sulla terra.”
      Dovrebbe sapere che una bugia, per quanto spesso ripetuta, non si trasforma in verità. E i religiosi non dovrebbero diffondere bugie. ( 2Tim 2.17)
      Cristo Gesù stesso è la pietra”(Efe 2.20)

      ” Gesù amava stare tra la gente per diffondere la Buona Novella”
      Poichè ci sono diverse interpretazioni di “buona novella” sarebbe interessante sapere qual’è la sua versione….
      Forse questa ?

      “Certamente, dunque, non farà Dio giustizia ai suoi eletti che gridano a lui giorno e notte, sebbene sia longanime verso di loro?  Vi dico: Rapidamente farà loro giustizia. “(Lc 18.7-8)
      O questa ?
      “perché questi sono giorni per fare giustizia, affinché tutte le cose scritte siano adempiute. Guai alle donne incinte e a quelle che allattano in quei giorni! Poiché ci sarà grande necessità nel paese e ira su questo popolo,  e cadranno sotto il taglio della spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; e Gerusalemme sarà calpestata dalle nazioni, finché i tempi fissati delle nazioni non siano compiuti.” ( Lc 21.22)
      O questa ?
      “Poiché [la] visione è ancora per il tempo fissato, e continua ad ansimare sino alla fine, e non mentirà. Anche se dovesse attardarsi, attendila; poiché si avvererà immancabilmente. Non tarderà.”</i< (Abacuc 2.3)
      O questa ?
      “Ma mentre egli parlava della giustizia e della padronanza di sé e del giudizio avvenire, Felice si spaventò e rispose: “Per il momento vattene, “ (Atti 24.25)

      • Fileno scrive:

        ehm! per correttezza non obliteri il passo della lettera agli Efesini che precede quello che ha citato, o dovrò pensare che impara a memoria dei passi senza leggerli e capirli. Il passo completo fa : ” il vostro edificio ha per fondamento gli apostoli e i profeti , mentre Gesù stesso è la pietra angolare” come vede il Papa, successore dell’apostolo Pietro, certamente non è pietra angolare, ma fondamenta dell’edificio…tu sei Pietro e su questa pietra…

        • Sal scrive:

          @ Fileno
          “ehm! per correttezza non obliteri il passo della lettera agli Efesini che precede quello che ha citato,”

          Infatti, è vero, l’edificio ha per fondamento gli apostoli e Pietro era un apostolo come gli altri non il capo degli apostoli. Era il più vecchio e impulsivo, un violento ipocrita che Gesù chiamò Satana che gli era pietra d’inciampo. ( Mt 16.23)

          In quanto “a Pietro e su questa pietra”, non dovrebbe correggere Agostino D’Ippona dottore della chiesa:

          Agostino d’Ippona (354-430 E.V.), scrisse: “Non è la pietra che trae il suo nome da Pietro, ma è Pietro che lo trae dalla pietra; così come non è Cristo che deriva da cristiano, ma è il cristiano che deriva il suo nome da Cristo. E il Signore disse: ‘Su questa pietra io edificherò la mia Chiesa’, perché Pietro aveva detto poco prima: ‘Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente’. È su questa pietra — disse in sostanza il Signore — in cui tu hai confessato ora la tua fede, che io edificherò la mia Chiesa. Poiché tale pietra, in effetti, era Cristo, e Pietro stesso si appoggia su questo fondamento. Nessuno, infatti, può porre altro fondamento che quello che già fu posto, e che è Gesù Cristo”. — Commento al Vangelo di s. Giovanni, discorso CXXIV, trad. di R. Minuti, Roma, 1984, vol. II, pp. 530, 531.

          E’ lei che oblitera sig. fileno.
          “Ma ciascuno continui a guardare come vi edifica sopra. Poiché nessuno può porre alcun altro fondamento oltre quello posto, che è Gesù Cristo. (1 Cor 3.10-12)

          Poiché Gesù disse che gli avrebbe dato le chiavi del Regno, sarebbe interessante sapere quando gliele avrebbe date. Non c’è scritto che lo abbia fatto, chissà, forse lo farà in futuro…..ma per ora come si fa a sapere se gliele ha date ? Se non c’è scritto…..?

          • Fileno scrive:

            Chiaramoci, nessuno puo’ contestare che i cattolici mettono Gesu’ al centro, ed è certo che lui è la pietra angolare, quella che regge il tutto, ma la Chiesa su esplicito mandato di Gesù si regge anche sugli apostoli e quindi il vescovi e sul Papa, il primo degli apostoli e percio’ viene chiamato vicario di Cristo. Se legge MT 16 18-19 trova sia le chiavi che la pietra, io, con tutto il rispetto per San Agostino, ho citato il Vangelo e non me ne pento, per le chiavi ammetto che non abbiamo una ricevuta della consegna (ma vuole anche la fattura?) abbiamo solo 2000 anni di storia che testimoniano che nonostante la limitatezza umana, c’è qualcosa di divino che guida questa istituzione.

        • stefano scrive:

          Che dite, glielo diciamo subito a Fileno chi è Sal, o ci divertiamo ancora un po’ a vedere uno nuovo che si dà da fare come un matto per farlo ragionare?

          • Mimma scrive:

            @Stefano
            Lasciamogli fare la “matricola”….
            Non me ne abbia Fileno, ma come dissero agli inizi a me: “è tempo perso”!

          • minstrel scrive:

            Ci siamo passati davvero tutti… :)

          • Fileno scrive:

            ah ah ah ah no, seguo da tantissimo il blog, è so benissimo chi è Sal, e non è la prima volta che rispondo, perché non divertirsi un po’ ogni tanto, c’è sempre la speranza che qualche dubbio gli venga. Se la ricostruzione dei frequentanti il blog è corretta, e cioè che sia TDG, mi fa ricordare mia madre che a una loro “missionaria” che gli voleva lasciare una rivista, rispose si ma tu prendi la mia, (era famiglia cristiana, credo) e l’ingenua rispose con candore “ma noi non possiamo accettare riviste”, al che mia madre rispose e ti sembra giusto che io devo accettare la tua e tu non puoi prendere la mia? da quel momento (siamo in un piccolo paese) nessun TDG ha più suonato alla mia porta.

          • minstrel scrive:

            Grandiosa! buahahahah :)

      • Mimma scrive:

        Le bugie le diffondono gente come lei. Tipo queste Fandonie che hanno abbindolato migliaia di esseri umani. Lasciandoli poi con un palmo di naso.

        http://www.alateus.it/testimoni.htm

      • Antonino scrive:

        @ Sal
        “quid est veritas?” dice Gesù: “Ego sum via et veritas et vita”.

  2. Lia Orsenigo scrive:

    Non si riesce a sfuggire all’impressione che ci sia sempre una sorta di malaccorto vezzo accondiscendente allorchè un potente del calibro del papa, la cui figura verticistica permane modellata sull’autocrazia assoluta come fu concepita ad imitazione dell’imperatore romano, dichiara di prediligere la povertà.
    E’ un velleitarismo irrealizzabile nella sostanza e pare concepito per un facile accattivarsi la simpatia e l’ammirazione generale, insomma.
    Volendo davvero perseguire in parte lo scopo di “impoverire” la chiesa, ad ogni modo, si potrebbe prendere in esame la possibilità di pagare quanto dovuto allo Stato in termini di imposta IMU : sarebbero un viaggio e due servizi.
    L.O.

    • stefano scrive:

      Bentornata Lia. Forse senza accorgersene lei ha detto una grande verità: l’IMU è una tassa che impoverisce, è cioè un esproprio. Solo che il Papa ha auspicato una Chiesa povera, non una Chiesa espropriata (che ci auguriamo di non vedere mai più). Secondo: se deve valere il principio di libera Chiesa in libero Stato, forse sarebbe il caso che anche lo Stato amasse un po’ più la povertà. Se non proprio quella dei poveri, almeno quella dei conti. Infatti, se limitasse le sue pretese lo Stato non si vedrebbe costretto a espropriare i suoi cittadini e la Chiesa per pagare gli interessi sui debiti alle Banche (esentate dall’IMU) . Lo sapeva che se la Banca si riprende la casa sulla quale pago l’IMU perché non ce la faccio a pagare anche la rata del mutuo, poi su quella stessa casa lei è esentata dal versare l’IMU allo Stato?

      • Lia Orsenigo scrive:

        Grazie, stimabilissimo Stefano.
        La mia osservazione era un pò di stile provocatorio, anche se ,ora, precisando, non vedo bene perchè la tassa in oggetto equivarrebbe ad un esproprio. Temo che noi si abbia un cattivo concetto dell’imposizione fiscale.
        La chiesa non opera sempre in modo limpido al riguardo e tante strutture sono esentate dai pagamenti solo perchè hanno una cappella da qualche parte; ma non per questo, ad esempio, un albergo diviene luogo di culto.
        Inoltre, non vorrei spostare troppo il discorso su un piano politico, ma lo Stato è costretto a certe pratiche perchè noi non siamo un popolo abbastanza onesto da pagare ciò che dovremmo; lo Stato è costretto di fatto a muoversi nella povertà per una evasione impressionante. Non mi pare,onestamente, che pretendere il dovuto sia esagerare nelle pretese.
        Al di là di ciò che mi precisa -e che non sapevo- non prenderei troppo esempio dalle condotte bancarie. Se proprio posso tirare la mia conclusione, citerei ancora una volta la Norvegia (che conosco bene) dove l’etica protestante ha insegnato ai cittadini ad onorare i propri impegni ed a non fregare la collettività, per cui non è neppure pensabile l’assurda contrapposizione che c’è da noi tra Stato e cittadini.
        Un caro saluto a Lei.
        L.O.

        • Mimma scrive:

          Certamente la contessa non ha il problema di arrivare a fine mese con 700 euro

          • Lia Orsenigo scrive:

            E che c’entra questa superficialissima ed inconsistente riflessione?
            Lei ,mi pare, il problema che non ha è quello di condurre un ragionamento.
            L.O.

          • Mimma scrive:

            E lei è un pozzo di snobbismo e superbia….

        • Vincenzo Vittorino scrive:

          Che luogo comune quella sull’etica protestante. Lessi un articolo interessante sull’evasione in Danimarca (paese per lingua e storia assai simile alla Norvegia) che dimostrava come il tasso di evasione tra chi poteva evadere (chi non ha sostituti d’imposta ed il cui reddito è per i suoi clienti indeducibile) fosse in linea con il tasso italiano. L’unica vera differenza con l’Italia è che in Danimarca il lavoro dipendente (quindi con sostituto d’imposta) è assai più diffuso rendendo di fatto assai difficile evadere.
          Cordialità.
          V.V.

          • Lia Orsenigo scrive:

            Luogo comune ?
            Le società protestanti sono le meglio amministrate al mondo e vi è un impiego onestissimo del danaro pubblico.
            “L’unica vera differenza con l’Italia” è la metodologia serissima con cui sono formate le coscienze, caro amico.
            L.O.

          • Vincenzo Vittorino scrive:

            Si, luogo comune Signora.
            Le panzane di Max Weber son buone per chi crede che il male d’Italia sia la Chiesa.
            Di seguito l’articolo se avrà voglia di approfondire:
            http://elsa.berkeley.edu/~saez/kleven-knudsen-kreiner-pedersen-saezNBER10taxaudit.pdf
            Ribadisco, l’unica e vera differenza con l’Italia è che il sistema è pensato per rendere difficoltoso il deviare mentre qui ci si affida alla buona volontà dei singoli.
            V.V.

        • Antonino scrive:

          E perché la Chiesa dovrebbe pagare l’IMU a questo Stato straccione che l’ha espropriata del suo Stato nell’800, non ha pagato i danni di guerra e di esproprio del sig. Crispi e per di più è socialmente latitante…
          Sì questo Stato straccione in cui viviamo che non è in grado di occuparsi dei drogati, dei bambini, dei disadattati, dei diseredati, di tutte quelle situazioni che ingenera direttamente o indirettamente nella società… E chi se ne occupa? la chiesa ovviamente, che crea comunità, raccoglie e sfama i diseredati, gli emarginati, gli immigrati, i barboni, i drogati… ecc. ecc. Lei è mai entrata in una casa di riposo per anziani statale ed in una religiosa? si è mai accorta della differenza? dell’amore con cui ci si occupa del prossimo a differenza dei lager statali? Bene allora lo Stato straccione si preoccupi di indennizzare almeno la decima parte di quello che fa la chiesa per la nostra società e poi la chiesa pagherà l’IMU, ma le dico che sarà ancora lo Stato straccione ad essere in debito!
          Lo Stato straccione dopo aver invaso i territori della chiesa per non essere sopraffatto dalle potenze straniere già all’arme ha firmato un trattato internazionale comunemente definito “Patti Lateranensi” se lo vada a leggere, troverà la risposta alla sua domanda.

    • homo biblicus scrive:

      un po’ di pazienza, Lia … ci sono tutte le premesse perché papa Francesco metta in discussione anche questo privilegio

  3. Filippo scrive:

    Sig. Domenico, si possono confrontare le marche di un prodotto, le squadre di calcio, le offerte dei supermercati.
    Fare un confronto tra Papi è quantomeno riduttivo: ognuno ha i carismi che lo Spirito Santo ( ancora Lui, guarda un pò…) gli concede.
    Papa Francesco è un grande Papa.
    Gesù e Maria lo proteggano e lo cusodiscano.

  4. Filippo scrive:

    Sig.ra Lia Orsenigo,
    Lei ipotizza addirittura una “captatio benevolentiae” da parte del Papa, interessato a nascondere la sua “autocrazia” dietro un pauperismo di facciata.
    Si liberi dal velo di pregiudizio protoilluminista che le impedisce di scorgere la limpidezza dei comportamenti semplici del Pontefice.
    Noi discettiamo, umilmente e indegnamente, di Spirito Santo, di Cristo, del Regno dei Cieli e di Chi fa da “ponte” per aiutarci a raggiungere il Paradiso.
    Lei pone la questione dell’IMU, interessante, ma quantomeno fuorviante.
    Gesù la benedica, signora Lia.

  5. Sal scrive:

    “un Papa che ha detto di sognare una “Chiesa povera e per i poveri”.”

    E’ davvero lusinghiero che il papa non si voglia far incastrare da coloro che lo vorrebbero più “gestibile, sicuro e controllato”.
    Proprio qualche giorno fa il papa disse che non bisogna sprecare e non si può non notare che quell’appartamento là, che elegante non è, dove lui preferisce non andare, è comunque un vero spreco rimanendo vuoto. Potrebbe ospitare magari a turno quelli che dormo sotto i cartoni intorno alla stazione. Con tutto l’impero immobiliare del Vaticano ne potrebbero accontentare un bel numero. Così almeno sarebbe coerente con quanto va dicendo. Sarebbe una buona occasione per trasformare in azioni le parole. “Una chiesa povera per i poveri” e starebbe sempre in compagnia.

    • Mimma scrive:

      La chiesa lo fa alla grande. Guarda la Caritas con le mense per i poveri, le case di accoglienza per albegarli la notte, le suore di Madre Teresa con la mensa in Vaticano, ecc….
      Cosa fa invece per i poveri la WTS se non vivere da nababbi alla Bethel con tanto di piscine, Saune, limousine, aerei privati e le fatiche di ercole nel giocare in borsa e giocare negli Hedgefunde con i soldi che spennano agli adepti? Caro er castagna di sparare balle non ti stanchi mai.

      https://www.youtube.com/watch?v=S_uC83UcxGg

    • Antonino scrive:

      Guardi inizi a dare il buon esempio Lei, ne inviti un paio a casa sua dato che gli ospizi caritas di Roma sono già abbastanza pieni.

  6. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Domenico, secondo il suo ragionamento avremmo dovuto dedurre: che San Pio X non era assistito dallo Spirito Santo avendo egli di fatto rinunciato a rivendicare lo Stato Pontificio dopo la presa di Roma del 1870; che Pio XI non lo era avendo egli deciso di riaffacciarsi dalla Loggia centrale di San Pietro per la prima volta dal 1870, nonostante la Questione Romana non fosse conclusa; che il venerabile Pio XII non lo fosse avendo egli aperto all’applicazione del metodo storico-critico nell’interpretazione delle Scritture e avendo riformato la liturgia della Settimana Santa; che il beato Giovanni XXIII non lo fosse essendo andato a visitare i carcerati a Regina Coeli e avendo abbracciato il primate anglicano; che Paolo VI nonb lo fosse, avendo egli riformato la liturgia e la corte pontificia, riformato la Curia e preso a viaggiare per il mondo (cosa che i predecessori non facevano); non parliamo di Giovanni Paolo II; e che dire che Ratzinger che ha pregato in una moschea? Finiamola di credere che ogni passo di un Papa in una direzione nuova debba essere considerato uno sgarbo o un giudizio sui predecessori. Con questo ragionamento – oggi particolarmente diffuso tra i sedicenti ratzingeriani che vedono qualsiasi mossa di Bergoglio come un vulnus a Benedetto XVI – i Papi avrebbero perpetuato lo stile dei predecessori e il vescovo di Roma farebbe il pescatore nel lago di Galilea…

    • murmex scrive:

      gent.Tornielli,la sua risposta non è pertinente.Domenico rispondeva a Filippo,che affermava che Francesco ama abitare in albergo sia per motivi caratteriali(ma è così encomiabile seguire sempre le proprie tendenze ?A me per es.piacerebbe stare un po’ di piu da sola,non lo faccio perchè il mio dovere è un altro.Un po’ di sacrificio non è necessario per procedere sulla retta via?Non è cercare il pelo nell’uovo,per carità,i problemi sono ben altri,ma solo una considerazione di buon senso,nell’apoteosi generalizzata di ogni starnuto papale),sia per motivi altamente spirituali(questo abitare in albergo favorirebbe anzi quasi condizionerebbe la sua missione evangelizzatrice)Al di là della evidente ridicolaggine di quest’ultima affermazione,giustamente Domenico faceva notare che altri Papi ,magari con sacrificio personale,non disdegnavano i simboli della loro suprema autorità((per es. S.Pio X,di famiglia umile e umilissimo lui stesso)perchè avevano chiara la percezione che questa autorità non era un loro personale possesso,ma un dono implicante un srvizio alla Chiesa(munus)

      • Antonino scrive:

        Allora il Papa perché tale è costretto a stare nella prigione dorata (che poi dorata non è) dell’appartamento pontificio? tale appartamento non è mai stato sempre tale, lo è diventato e come lo è divenuto così può cessare di esserlo e ciò non deve essere da scandalo a nessuno.
        Non vi siete ancora accorti che Papa Francesco con il suo stile, le sue messe giornaliere a Santa Marta ci consegna giornalmente pillole di evangelizzazione che tutti i telegiornali, fino ad ora annoiati nei confronti del Vaticano, diffondono giorno dopo giorno. Non è fantastico? non è una buona novità? direi proprio di sì. Nessuno vuol togliere nulla a Ratzinger ma Papa Francesco ha il suo modo d’essere.
        Non si impone e non si atteggia – come Papa Benedetto XVI -, ma si propone semplicemente.
        Può non piacere lo stile, ma non tutti – per fortuna – sono professori universitari e parlano dallo scranno! Del resto anche Giovanni Paolo II fu criticato perché andava a sciare… ve lo siete dimenticato?

        • gabriella scrive:

          Benedetto XVI si imponeva e si atteggiava?
          Davvero offensivo. Se c’è questo un Papa umile tale è stato proprio Papa Ratzinger.

      • Cherubino scrive:

        simboli delle divina autorità … cioè voleva dire farsi inchiodare alla croce ?

        • murmex scrive:

          Ma cosa dice,Cherubino?I Santi come S Pio X sono stati misticamente inchiodati alla Croce,se no non sarebbero Santi.Non c’è santità senza Croce.

          • murmex scrive:

            Aggiungo che l’umile accettazione di un determinato stile di vita ,cui non si è portati per natura,ma che fa parta delle legittime tradizioni ecclesiastiche,(e di ciò che il popolo dei fedeli semplici e devoti si aspetta dal Trono supremo)è cosa di per se stessa crocifiggente,

          • Cherubino scrive:

            è talmente prevenuta che non ha capito il mio intervento. Era quello che sostenevo, mentre voi parlavate di simboli papali che nei secoli passati ne sottolineavano il potere temporale.
            Il fatto che papa Francesco di priorità ai simboli del vangelo che agli altri è meritorio.

          • Cherubino scrive:

            e non mi sembra che S. Pietro vivesse separato dagli altri apostoli …

  7. Lia Orsenigo scrive:

    Signor Filippo.
    Per secoli e secoli la chiesa è stata sempre dalla parte del privilegio : la casta dei clericali è tra quelle che, almeno a livello di vertice, non ha mai davvero conosciuto il significato della parola crisi o povertà.
    La chiesa è tradizionalmente assai ricca, pare che sia ,relativamente parlando, tra gli organismi più opulenti che ci siano al mondo.
    Quando hanno preso troppo corpo movimenti pauperistici, in passato, la chiesa si è difesa dando loro una “regola” e chiudendoli in un alveo di ascetica e particolare separatezza oppure perseguitandoli cercando di eliminarli.
    Parlare ora di povertà sembra, sinceramente, una nota vagamente stonata.

    Ma c’è di più : nessuno sceglie di essere povero, la povertà è un qualcosa che si subisce. Ergo, la povertà non va scelta ma va combattuta. Augurarsi la povertà, ripeto, soprattutto da parte di un potente, mi continua a parere un esteriore e quasi urticante malvezzo.
    L.O.

    • gibici scrive:

      @ Lia Orsenigo,
      troppe generalizzazioni:
      1. “La Chiesa e’ stata sempre dalla parte del privilegio”. Non vale neppure per la gerarchia: Lei non sa niente delle stragi del clero operate dai nazisti e dai comunisti?

      2. La Chiesa “pare che sia ,relativamente parlando, tra gli organismi più opulenti che ci siano al mondo”. Forse “assolutamente parlando” se si vuole parlare del PIL di un miliardo e duecento milioni di persone. Ma la Chiesa non si puo’ certo dire un’associazione a scopo di lucro.

      3.La poverta’ non si sceglie, ma si subisce. Ha parlato Zaratustra!

      • minstrel scrive:

        Il “sempre” e il “mai” distruggono ogni proposizione logica in un ambiente di persuasione, cara Lia.

      • Lia Orsenigo scrive:

        Lei vuole assumere un’aria dottorale, forse, ma i risultati sono cattivi.
        I fatti che io ho citato sono fatti precisi circa l’immensa ricchezza della chiesa e non sarà sottilizzando in modo approssimativo che Ella potrà negarli.
        Qualche decennio di maltrattamenti comunisti o rivoluzionari non bastano a negare che ,per gli altri millenni, sia più vero quel che ho affermato io che quel che ha affermato Lei.
        Citare Zaratustra, infine, nè impressiona nè toglie valore alle mie affermazioni.

        Complimenti, tre repliche, tre sciocchezze. En plein!
        L.O.

        • minstrel scrive:

          I fatti che io ho citato sono fatti precisi

          io leggo:
          Per secoli e secoli la chiesa è stata sempre dalla parte del privilegio

          Come può esserci precisione nell’indefinito?
          La logica, Lia, è compagna di viaggio alquanto esigente.

        • Antonino scrive:

          Visto che è così invidiosa delle ricchezze della chiesa si faccia fare un bonifico, così appagherà il suo desiderio di possesso!
          A me personalmente che la chiesa sia o non sia ricca interessa poco, dato che le sue ricchezze non sono fine a se stesse…
          Eppoi quando parla della chiesa a cosa si riferisce? al Vaticano? a tutti i fedeli? alle parrocchie? ecc.
          Non è che sotto sotto lei cela malamente il suo anticlericalismo? se ne faccia una ragione, non tutti ci possono essere simpatici !

    • Marino scrive:

      Cara Lia, la parola “povertà” è senza dubbio equivoca e facilmente interpretabile. Povertà vuol dire tutto e niente. La miseria è una piaga sociale, la povertà di spirito è una virtù. E a questa povertà di spirito è senz’altro legata una certa sobrietà materiale che ben si distingue dalla miseria. Quindi mi permetta di correggere la sua frase: “nessuno sceglie di essere misero, la miseria è un qualcosa che si subisce. Ergo, la miseria non va scelta ma va combattuta.”
      Un’altra precisazione. Lei scrive “Per secoli e secoli la chiesa è stata sempre dalla parte del privilegio”… questo non lo si può completamente negare. Ma lei oltre ad assolutizzare, considera solo quella Chiesa che si legge nei libri di storia (un esempio tra tutti l’alleanza trono-altare) e che sostanzialmente si può parzialmente identificare con la gerarchia ecclesiastica. Stop. Mi sembra un’esagerazione… Pensi alla Chiesa missionaria, alla Chiesa che soffre.
      Buona serata

      • cuba_libre scrive:

        @ Marino e Lia

        Credo che abbiate ragione entrambi. Lei, Marino, fa un ragionamento che non fa una grinza: vi sono stati preti missionari che hanno dato la vita per portare avanti e vivere la parola di Cristo; un nome su tutti: Mons. Oscar Romero, che guarda caso, era inviso al Vaticano.
        Da parte di Lia, mi si corregga se toppo, credo che si riferisse proprio al vertice della gerarchia ecclesiale, perche’ era quella che deteneva REALMENTE il potere. Il povero prete di campagna o il missionario non avevano alcun potere per modificare certi equilibri nefasti. Voglio ricordare che la casta del Clero fu determinante nella Francia del 1789, all’evolversi degli eventi che poi portarono alla grande esplosione della Rivoluzione Francese,perche’ negli Stati Generali si schiero’ decisamente dalla parte della Nobiltà contro il Terzo Stato, facendo pendere la bilancia dalla parte del conservatorismo nobiliare, perche’ si votava per “Casta” e non per numero di rappresentanti. Purtroppo per i preti…. le cose andarono in maniera diverso, in quanto il popolo non resto’ a guardare (ed era ora!)

        • Maria Teresa Perini scrive:

          Qualche ripasso di storia non farebbe male, il Basso Clero e parte dell’Alto Clero partecipò all’assemblea della Pallacorda e si schierò con il Terzo Stato, contribuendo all’inizio della rivoluzione francese. Quando questa si trasformò in un governo autoritario con i giacobini al potere, molti sacerdoti pagarono con la vita il rifiuto di tradire la loro fede.

          • cuba_libre scrive:

            Gent. Maria Teresa, e’ lei che conosce la storia a compartimenti stagni. Il fatto che una parte del clero si schierasse con il Terzo Stato che era riunito in Assemblea Costituente, non costituì l’inizio della Rivoluzione Francese, ma semplicemente il tentativo di una parte di esso di collaborare per elaborare la nuova Costituzione. Ma cio’ non toglie che istituzionalmente la Nobiltà ed il Clero (che costituivano il 2% della popolazione francese) erano alleati e la facevano da padrone sul restante 98%. E’ questo il dato pregnante.
            La Rivoluzione Francese storicamente parlando, non ha inizio da giuramento della Pallacorda, ma dall’assalto alla Bastiglia il 14 luglio 1789, mentre i deputati degli Stati Generali erano a Versailles.
            Per quanto riguarda il resto, gli eccessi della rivoluzione non travolsero solo i religiosi, ma gli stessi rivoluzionari piu’ fulgidi fra cui spiccava Danton.
            Che poi se ne dica, la Rivoluzione Francese rappresento’ l’inizio di un cammino verso il riconoscimento dei diritti civili dei popoli e ancora oggi i suoi principi stanno alla base di molte costituzioni occidentali (le dice niente il motto: libertè, egalitè, fraternitè?)

    • murmex scrive:

      Cherubino,è lei che non ha capito il mio intervento.io dicevo che è segno di umiltà e abnegazione accettare stili di vita poco confacenti al nostro carattere,il contrario non dico che sia un peccato,ma palesemente è meno virtuoso.Se lei voleva dire lo stesso me ne compiaccio.Poi,quali sarebbero questi segni più evangelici di cui lei parla?Le ricordo inoltre che la proposizione secondo la quale la Chiesa (per essere evangelica)non deve aver cura o potere sui beni temporali è condannata dogmaticamente(magistero ordinario)dall’infallibile Quanta cura.Purtroppo l’ignoranza della Tradizione (di cui i poveri fedeli come Cherubino,di cui apprezzo peraltro la generosa difesa del Papa,ma vorrei che questo avvenisse per tutti,non solo per quello che più gli aggrada,non sono del tutto colpevoli,dato il miserevole livello della catechesi da 50 anni))fa sempre prendere lucciole per lanterne

  8. Rita Roma scrive:

    ma che bravi questi saputoni che sanno leggere e vedere al di là della realtà….sembra quasi vivano e percepiscono la vita degli altri semplici cristiani come virtuale!
    mi fa piacere che sia urticante almeno un pò di prurito, oltre quello delle zanzare vi stimola un pò…. siete talmente noiosi che è un piacere dis….così come voi con le vostre ulugubrazioni disgustate il papa, anzi i papi e i credenti…….xchè no, è un’idea… gli potreste consigliare il vs psichiatra di fiducia….!
    andate al mare, chissà che un bel bagno e un pò di iodio nn migliori le vs aspettative….rilassatevi!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Antonino scrive:

      Un po’ di iodio, cara Rita, ha ragione, perché di -odio (senza la i) ne hanno già un bel po’ in corpo, del resto il diavolo è rimasto scornato, faceva gridare allo scandalo ecclesiale con le dimissioni di Ratzinger e ora si ritrova contro ben due Papi, uno in carica e l’altro emerito! Autogol !!!

  9. José scrive:

    Si il Papa abitasse nel Palazzo Apostolico sarebbe veramente solo? E la Famiglia Pontificia? Per parlare soltanto di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, non erano con il Papa al meno i due secretari e alcune consecrate? Francesco poteva elargire la Famiglia Pontificia senza problemi.
    Andrea Tornielli poteva scrivere sulla vita del Papa a Santa Marta. Lui habita da solo nel suo apartamento? È sempre una Guardia nella sua porta? Il Papa prende la collazione nel refetorio di Santa Maria, con gli altri ospitti? In un tavolo solo o con persone invitate? Per il pranzo e per la cena è lo stesso? Lui osserva gli orari della Casa?Si parla tanto della messa del Papa nella Capela di Santa Marta. È Francesco chi invita vescovi e sacerdote per concelebrare con lui? I funzionari di dicasteri o altre setori della Santa Sede presente, sono presenti per iniziativa própria o sono anche loro invitati per il Papa? Infine è facile avicinarse di Francesco a Santa Marta (refetorio, corredoi)? Santa Marta è la stessa del passato o a cambiato con la presenza del Papa? Grazie.

  10. federica scrive:

    Con questo ragionamento – oggi particolarmente diffuso tra i sedicenti ratzingeriani che vedono qualsiasi mossa di Bergoglio come un vulnus a Benedetto XVI – i Papi avrebbero perpetuato lo stile dei predecessori e il vescovo di Roma farebbe il pescatore nel lago di Galilea…

    Grazie sig. Tornielli, finalmente qualcuno che lo dice !!!! Non se ne può più delle continue critiche e offese degli “amici” (???? metto il punto interrogativo perchè non so quanto Benedetto ritenga suoi amici gente che tratta in questo modo il suo successore) a papa Francesco. Siamo arrivati all’assurdo che se non cita Benedetto lo accusano di ingenerosità e falsa umiltà, ma se lo cita allora lo offendono dandogli dell’ignorante che deve usare le parole altrui perchè altrimenti ” non sa dire niente”. Per non parlare della smania di vedere il nuovo papa attaccato e accusato dalla Stampa.
    In quanto a Santa Marta fa bene: è una persona solare, allegra e nell’appartamento probabilmente morirebbe.

    • macv scrive:

      In una delle più belle opere di Verdi , Don Carlos, il Re di Spagna Filippo II canta una dolente aria che ben esprime la “solitudine” agghiacciante di chi è al vertice di una gerarchia: “Dormirò solo nel manto mio regal quando la mia giornata è giunta al fine ” Ecco semplicemente Bergoglio non vuole ( o non è in grado di sopportare) la solitudine del potere, quel dormire solo in un manto regale, quell’angosciosa sensazione di essere circondato da traditori , spie, corvi, nemici sotto l maschera dell’ipocrita adulazione. Forse , come peraltro ha detto non voleva semplicemente essere Papa. Ed ora che lo è cerca di comportarsi da “papa ” il meno possibile .
      sono questi i motivi “psicologici” più plausibili nel suo rifiuto dell’Appartamento Vaticano e dei vestiti tradizionali.

      • stefano scrive:

        … peccato che Verdi non fosse credente (anche se certamente amava la tradizione).

      • Antonino scrive:

        Ed è esattamente per questo che secondo me Ratzinger si è dimesso, per evitare di rimanere da solo, preda di quelli che oggi lo rimpiangono o, meglio, rimpiangono il potere che loro, e non Ratzinger, hanno perso con le sue dimissioni !
        Il segno profetico delle dimissioni di Benedetto XVI e della elezione di Papa Francesco non è da sottovalutare!

  11. federica scrive:

    Si signor Josè il papa pranza nella sala mensa come tutti con il menù del giorno come tutti, addirittura scende alla macchinetta del caffè prendendoselo come tutti i comuni mortali con le monetine. Ci sono diverse testimonianze in merito.

    • Reginaldus scrive:

      …e anche la ‘cattedra’, che fa, la riduce a strapuntino da usare tra un caffè e l’altro nell’aula magna del chiacchericcio pubblico???

    • Reginaldus scrive:

      Certo che sarebbe un bel vedere quando papa Francesco si sentirà mosso dal suo alto ufficio a scomunicare qualcuno per grave deviazione dalla retta dottrina o dalla giusta disciplina, e quelli accanto a lui alla macchina del caffè o alla stessa tavola nella mensa comune gli diranno: oh cosa hai fatto, Francesco!

      Ma tranquilli, ora non è più tempo di scomuniche, è tempo solo di abbracciamenti e di pacche sulle spalle, e va bene stare in compagnia, che tutti ti dicono bravo!! Non dicevano le nonne una volta: troppa confidenza toglie reverenza??? Mah, ora tutto è sottosopra, e va bene così, madama la marchesa!

  12. Gian scrive:

    Che Papa Francesco abiti a Santa Marta e pranzi in compagnia (spero buona…) o nell’appartamento papale o altrove, mi sembra abbia poca importanza, almeno per la maggior parte dei fedeli. L’importante è quello che dice e che fa, E dice e fa cose grandi, che sono d’aiuto a tutto il popolo cristiano. Quello che in questi ultimi tempi mi sembra sia preoccupante è però quello che NON dice, mentre molti “pezzi grossi” della Chiesa parlano TROPPO, soprattutto su matrimonio gay ecc. (vedi:http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350534)

  13. Annarita scrive:

    Concordo, il silenzio del Papa sui matrimoni gay in Francia e sulle leggi contro l’omofobia portate avanti anche in Itlaia, compreso gay pride a Palermo dove i nostri politici fanno ben vedere come la pensano, sono inquietanti. Se non difende più il Papa le leggi divine e gli innocenti bambini che andranno in pasto a questi egocentrici, dovrà intervenire il Buon Dio, e non credo lo farà in modo indolore, sempre se lo farà, perchè già un castigo enorme sarebbe lasciarci cuocere nel nostro stesso brodo.

    • stefano scrive:

      Annarita, quando su quei temi il Papa dirà quello che deve dire, nei modi e nelle sedi più opportune – che sta a lui giudicare più opportune – lei cambierà idea su di lui o troverà ancora da ridire?

      • macv scrive:

        Beh, Stefano se si evoca addirittura l”imitazione di Cristo” per definire gli atti di Bergoglio tale imitazione non può limitarsi a particolari secondari !! Quando mai Cristo ha parlato “nei modi e nelle sedi più opportune? Cristo è andato coraggiosamente a sfidare i Sadducei e i Sommi Sacerdoti predicando nel Tempio di Gerusalemme e dichiarando che tale Tempio sarebbe stato distrutto! Non mi pare proprio sia stato un campione di prudenza e di opportunismo e di dialogo ! E allora se veramente Bergoglio vuole fare l’”imitazione di Cristo” non si limiti al Cristo politically correct che piace a tutti , quello del “volemose tutti bene” , ma abbia il coraggio di gridarlo URBI ET ORBI il messaggio morale severo e rigoroso di Cristo, ANCHE ( ma non solo anche per aborto , divorzio) per quanto riguarda i rapporti omosessuali!
        Altrimenti più che l’Imitazione di Cristo avremo la Caricatura di Cristo!

        • stefano scrive:

          Naturalmente giro anche a lei la domanda che ho fatto ad Annarita.
          P.S.: comunque non corrisponde al vero che Gesù fosse un attaccabrighe. Certamente non era politicamente corretto, ma neanche Francesco lo è. Le cose le diceva in faccia, ma quando lo decideva lui. A volte non rispondeva affatto e quando lo sollecitavano a parlare contro qualcuno (o a non parlare con qualcuno), spiazzava sempre i suoi interlocutori. Una volta che lo volevano buttare giù dalla rupe dovette sgusciare tra le loro mani come il mago Houdini per non dover menar fendenti. Altre volte sembrava una furia.

        • Sal scrive:

          Molto bello. Davvero molto vero.
          Ma allora ci sono ancora menti nobilie intelligenti in giro per i campi che devono essere raccolte e messe in quel deposito……
          “ed egli pulirà completamente la sua aia, e raccoglierà il suo grano nel deposito, ma arderà la pula con fuoco inestinguibile”.” ( Mt 3.12)

          Congratualzioni !

      • Eremita scrive:

        Per quel che ne so io, a Buenos Aires è sempre stato molto fermo su questi punti, non ha sgarrato di un millimetro, però ha sempre avuto ben chiari i confini tra chiesa e stato, e soprattutto ha evitato ogni atteggiamento arrogante, neppure con il governo argentino attuale con cui è difficile ragionare. Lo stesso ha fatto Benedetto XVI, ma noi italiani siamo abituati a vedere la gerarchia in compagnia di politici che proclamano i principi e si ergono a difensori della fede, per poi vivere e decidere in tutt’altro modo, tanto basta mollare alla chiesa un poco di soldi. Non credo che Francesco si faccia comprare facilmente.

      • murmex scrive:

        invito i lettori a visionare il sito Chiesa e post concilio ,serio e documentato.Troveranno lì spunti di riflessione interessanti ,ultimamente sul tema del satanico tentativo di corruzione dell’infanzia portato avanti dalle pubbliche istituzioni(rimando al sito del ministero pari opportunità).Finora silenzio assordante del Vescovo di Roma su questi temi cruciali,se verrà sciolto in maniera coraggiosa (e,aggiungerei doverosa,altro che tempi e luoghi opportuni,cioè forse in qualche atto talmente privato da non destare scalpore) saremo tutti felici di inchinarci grati e pronti a dare il massimo appoggio(sicuramente in questo caso il plauso mondano cesserebbe all’istante

        • Iva scrive:

          cara Murmex,

          io ho già segnalato il turpe documento,
          con forte allarme ieri, legga nel 3d prec.:

          Iva scrive:
          9 giugno 2013 alle 19:53

          ma mi hanno detto qui che nè il papa nè il clero in generale deve occuparsene, la Chiesa docente non è tenuta a dire nulla sull’argomento, e la tragica notizia, un obbrobrio senza precedenti nella intera STORIA UMANA, (comprese Sodoma e Gomorra) non ha ottenuto qui alcuna risonanza.

          Assordante silenzio sia nel clero che nei laici, vedo.

          Deve continuare l’avanzata dell’offensiva satanica alla Cheisa e alla società intera.
          Le Scritture si devono compiere, fino all’ultima virgola.
          Le potenze delle tenebre sono ben decise a sradicare la specie umana dalla faccia della terra, e portare innumerevoli anime all’inferno, anche di pastori di anime IGNAVI e /o conniventi col male.
          Perchè chi non condanna il male, la menzogna e il peccato -come Nostro Signore ha sempre fatto-
          se ne rende complice.
          Chi tace acconsente.

          Le Scritture si devono compiere, anche in questo manifestando la grande apostasia in atto, dentro la Chiesa, in alto e in basso.
          L’anticristo sta preparando la SUA chiesa e la sua religione: quella della Bestia, che ingannerà moltissimi con le sue seduzioni:
          il male presentato come “nuovo bene”, il peccato grave e gravissimo come DIRITTO UMANO !
          IL DELITTO DIVENTA DIRITTO.
          E ‘ anche il compimento di tutti i moniti della Madonna Fatima, censurati perchè veritieri, e riguardavano la grande apostasia, come riferirono i prelati che lo lessero.

      • Annarita scrive:

        Io non ho idee sul Papa in questione, mi ha talmente spiazzata da non avermi fatto ancora avere idee precise. Staremo vedere cosa farà di concreto, per ora ho sentito solo bei discorsi.

    • e scrive:

      Per quel che ne so io, a Buenos Aires è sempre stato molto fermo su questi punti, non ha sgarrato di un millimetro, però ha sempre avuto ben chiari i confini tra chiesa e stato, e soprattutto ha evitato ogni atteggiamento arrogante, neppure con il governo argentino attuale con cui è difficile ragionare. Lo stesso ha fatto Benedetto XVI, ma noi italiani siamo abituati a vedere la gerarchia in compagnia di politici che proclamano i principi e si ergono a difensori della fede, per poi vivere e decidere in tutt’altro modo, tanto basta mollare alla chiesa un poco di soldi. Non credo che Francesco si faccia comprare facilmente.

      • murmex scrive:

        Confini tra Chiesa e Stato?Questo è argomento morale di primaria importanza(si rischi a lo scardinamento pratico dell’ordine naturale istituito da Dio)quindi di pertinenza della Chiesa,che ha il diritto e il dovere di far sentire alta e forte la sua voce.

    • Antonino scrive:

      State tranquilli… presto verrà il tempo, aspettiamo che si consumi la luna di miele coi media, poi quando dirà anche le verità scomode agli atei inizieranno a criticarlo anche per questo !

      • Annarita scrive:

        Si mentre attendiamo che arrivino i tempi maturi, i bambini sono in pasto alle belve. Quanto dobbiamo attendere perchè un Papa dica tutta la Verità e nient’altro che la Verità? dica lo giuro.

  14. Reginaldus scrive:

    qualcuno qui sopra estasiato dalla figura papale franceschiana si richiama all’esempio di Cristo, che amava stare tra la gente per diffondere la Buona Novella, per confortare, per consolare, per guarire…. Davvero un quadretto idilliaco, una vera operazione balsamo e olio per tutti. Ma il rapporto di Cristo con la gente fu un rapporto drammaticamente conflittuale, essendo drammaticamente conflittuale il rapporto della luce con le tenebre, amando la gente più le tenebre dell’ errore e del peccato che la luce della verità e della grazia, secondo quanto dichiarato dallo stesso Cristo: “la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere.”(Gv 3)

    La prova della conformità a Cristo non è data dall’ applauso che riceviamo, ma piuttosto dall’ odio che suscitiamo, per la nostra fedeltà a Lui. “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia”

    Che non esista un applausometro come criterio di conformità a Cristo ce lo dice chiaramente Cristo quando ci avverte: “Guai a voi quando tutti diranno bene di voi…!”

    • Eremita scrive:

      A me sembra che almeno in questo blog la maggioranza (non so se qualificata…) dice peste e corna di Francesco, per cui reginaldus e compagnia smettetela di fare le vittime incomprese.

      • Reginaldus scrive:

        beh, come possiamo dire di Eremita, come si fa tra compagnoni! Mai mi permetterei di dire tali cose di un papa, di un Francesco come tanti perché no???

        • Annarita scrive:

          Reginaldus, non crede che un Papa possa errare se non usa della sua autorità? No, perchè mi pare di capire che se un Papa erra deve per forza essere un non Papa. E se un Papa può errare, perchè non si dovrebbe condannare i suoi errori? Le chiedo questo, perchè lei dice che se Papa Francesco fosse vero Papa, lei non lo criticherebbe. Possiamo noi dire che un Papa non sia Papa? Abbiamo questa infallibilità? Non so, glielo chiedo per pura ignoranza.

          • minstrel scrive:

            Il sedevaticanismo è fallace pure da un punto di vista logico/filosofico oltre che dottrinale, Annarita e le sue domande sono la punta dell’iceberg.
            Ecco il Sanmarchi al riguardo:
            http://www.teorefilo.net/Sedevacantismo%20bis%20pdf.zip

            Perfecly!
            Buon cammino Regi!

          • Reginaldus scrive:

            Annarita,

            Immaginare un papa a corrente alterna, ora in autorità, ora fuori autorità – ovviamente quando parla su questioni attinenti la dottrina – è immaginare possibile, voluto da Dio, un gran casino nella sua Chiesa! E chi stabilisce quando un papa parla in autorità e quando fuori di essa.? Dovremmo aspettarci da lui ogni volta una dichiarazione esplicita: Oh attenzione, ora parlo con autorità , ora a ruota libera….??? Quando, per esempio, dichiara che la vecchia Alleanza è ancora vigente, lei dirà che non ha parlato con autorità….Ma anche un semplice cristiano, cattolico, sa (o sapeva, fino all’altro giorno ) che la vecchia Alleanza era stata abrogata…e che sostenere il contrario equivaleva ad eresia!!!! E quindi avanti con infiniti esempi… Quindi avremmo un papa, la stessa persona, che ora afferma la fede e ora la nega? A me non riesce ad accettare un papa del genere, e non tutti possono avere la flessibilità dei minstrel!

          • Reginaldus scrive:

            e poi Annarita, se la vogliamo dire schietta schietta, perché un papa di questa fattispecie per evitare di… errare, e così esporsi alla condanna dei fedeli, non mette ogni sua affermazione alla prova della sua ‘autorità’? Si risparmierebbe cantonate e salvaguarderebbe anche la tranquillità del suo gregge…Un papa non può mai smettere di essere papa, e quindi ritagliarsi dei momenti privati, nei quali prendersi una vacanza dalla sua funzione: questa sarebbe davvero l’unica ‘vacanza’ inconcepibile per un papa ! Questo è l’unico sedevacantismo fallace, anche da un punto di vista del buon senso comune….

  15. Lia Orsenigo scrive:

    @Minstrel, Marino, Ritaroma,
    con tutta la simpatia, mi pare che ,nelle vostre risposte, manchi sostanzialmente la capacità di astrarsi dal coinvolgimento emotivo e passionale : le ragioni che voi producete sono ragioni stiracchiate e sforzate, figlie più dell’invincibile pregiudizio positivo che avete per la chiesa che della fredda valutazione dei fatti.
    Questo negare la ricchezza e sottilizzare sul concetto di povertà mi paiono autentici sofismi ed arzigogoli mentali…
    Ma perdonate : l’unica volta che le fonti di informazione hanno potuto gettare uno sguardo nei cassetti privati del papa, in occasione dello scandalo del maggiordomo Gabriele, si è saputo che vi si erano trovati assegni milionari e pepite d’oro.
    Dicesi assegni milionari e pepite d’oro , mica bruscolini.
    Occorre dire altro?
    L.O.

    • minstrel scrive:

      Occorrerebbe dire cosa ci fa il Vaticano con quei soldi. Il bilancio dello Stato è pubblico, se lo ispezioni e guardi quanti panfili hanno comprato…

      Siamo insomma alle solite. E al solito si risponde al solito:
      “D: «Facendo una riflessione: non potrebbe la Chiesa dare per primo il buon esempio e disfarsi dei suoi beni? […]»

      R: «Attenzione, bisogna ragionare in termini sistemici perché io ritengo sempre che le valutazioni etiche devono essere inserite nel sistema. Ho fatto tutta la riflessione su Gesù cercando di inserirlo nel sistema non a caso; non ho fatto un discorso assoluto raccontando che Gesù dice queste cose in assoluto, lui le va a declinare in un contesto socio economico e sapendo cosa c’era in gioco. Gesù entra nel tempio […] rovescia i tavoli dei cambiavalute, ma non entra nel tempio e inizia a staccare anche qualcosa di prezioso presente sulle mura dicendo «ecco, questa ricchezza deve essere distribuita ai poveri». No! Lui entra e vede che la vedova getta nel luogo dove si raccoglievano le offerte nel tempio “la sua vita”, tombion, che viene tradotto in ‘tutto quello che aveva’. E lui dice: «attenzione, altri vanno e con rumori altisonanti si fan vedere, lei invece…», ma avrebbe dovuto continuare «spogliatevi di queste ricchezze, datele ai poveri!»; non l’ha mica detto eppure era esattamente in Vaticano lì!
      Per dire che se strutturalmente analizzo la logica che Gesù mette in campo lui se la prende, sul piano sistemico, su altri aspetti che sono quelli del non accumulare ricchezze; non contro le ricchezze, ma contro l’accumulo delle ricchezze! Il Tempio era la ricchezza delle ricchezze! Erode l’aveva costruito con quelli che oggi chiameremmo miliardi di euro […] Cosa ci voleva a polemizzare sulla ricchezza del tempio? E invece dall’orto degli ulivi lui guarda le belle pietre del Tempio e dirà che «non rimarrà pietra su pietra», ma non se la prende con il discorso della ricchezza messa in atto, perché riconosce anche lui che nel tempio c’è il luogo di Adonay suo padre, papà, Abbà. Non è che è contro questa cosa, altrimenti non ci andava nel Tempio. […]
      Ho capito che la polemica è sul Vaticano […], non certo credo nei miei confronti che per quanto mi riguarda se ho mille euro da parte ogni mese sono già fortunatissimo. Penso si parli dei musei vaticani, i beni del Vaticano eccetera. Ecco, uno va a vedere i bilanci del Vaticano scopre che sono in negativo. Allora lo IOR! Lì bisogna valutare delle frodi bancarie che possono esserci state e contestualmente uno dice: «lì hanno sbagliato!» […]
      Ora, l’affermazione «vendiamo i musei vaticani o vendiamo San Pietro» è di un’insipienza che metà basta! Per il semplice fatto che una volta venduta arriva il Berlusconi di turno e te la fa rendere dieci volte tanto e lì davvero ci sarebbe un discorso di Simonia perché con il sacro fai i soldi! Ma siamo sicuri che il Vaticano non organizza una distribuzione dei beni? Sappiamo cosa sia la propaganda fide? L’opera che si fa in tutto il mondo di distribuzione a sostegno delle missioni? […] Tutte queste cose è la Chiesa, mica solo il Vaticano. E allora: di fronte alle cose sbagliate lo diciamo e le denunciamo, però credo non sia corretto tradurre la posizione di Gesù a nostro uso e consumo sul piano mediatico.
      Ah, se il Papa vendesse tutti i suoi beni… il Papa mediamente ha tutto, ma è una delle persone più povere. Paolo VI è morto con un paio di mutande e pochi vestiti; non aveva beni e neanche un conto in banca. Giovanni Paolo II poco di più. […] Da un punto di vista della ricchezza personale uno è veramente povero, più sale più paradossalmente è povero.”

      Lectio Biblica (Piero Stefani, Silvio Barbaglia, Paolo Ribet), 2011, Cerco il tuo volto – Centro Teologico di Torino, 14 febbraio 2011

  16. Mimma scrive:

    Ecco gli assegni milionari. La falsità di chi per mestiere vuole denigrare la chiesa viene sempre smentita. Tutto ciò che è stato trovato è quì. Le bugie hanno le gambe corte. Basta leggere l’articolo sotto.

    Non solo documenti rubati
    Il Giudice istruttore ha, inoltre, contestato al Gabriele il ritrovamento a casa sua, in corso della perquisizione, di tre oggetti a lui non appartenenti:

    1) Un assegno bancario di Euro 100.000,00 (centomila/00) intestato a Santidad Papa Benedicto XVI, datato 26 marzo 2012, proveniente dall’Universitad Catolica San Antonio di Guadalupe;

    2) Una pepita presunta d’oro, indirizzata a Sua Santità dal Signor Guido del Castillo, direttore dell’ARU di Lima (Perù);

    3) Una cinquecentina dell’Eneide, traduzione di Annibal Caro stampata a Venezia nel 1581, dono a Sua Santità delle “Famiglie di Pomezia”.

    http://stanzevaticane.tgcom24.it/2012/08/13/vatileaks-ecco-come-e-andata-tutti-i-racconti-le-ricostruzioni-e-le-testimonianze/

    • gibici scrive:

      @ Lia Orsenigo,
      Gentile Signora,
      e’ lei che deve dimostrare la sua (dis)onesta’. Deve dire quante sono le immani ricchezze della chiesa e perche’ sono tali. Se si tratta delle pepite trovate e degli assegni Lei e’ una vera incompetente. Certo che occorre dire altro per non far ridere.
      Aspetto una risposta.
      Grazie

      • Annarita scrive:

        Ma scusi se la Chiesa ha immani ricchezze a lei che importa? Si vede che tanti uomini nei secoli hanno pensato di dare alla Chiesa, loro madre, le loro opere, i loro doni, i loro tesori. E allora? Uno è libero di donare ciò che vuole a chi gli pare.

        • cuba_libre scrive:

          @ Annarita

          Ma lei sta scherzando o e’ seria???? Le ricchezze della Chiesa tutte dovute a donazioni?

          Se fossi napoletano mi verrebbe da dire: Oh, Maronna do’ Carmine!!

          Senza andare a fare delle analisi storiche al passato remoto, ha mai sentito parlare dello IOR? e delle cifre ad undici (!!) zeri (in euro) che riesce a spostare? Ha mai sentito parlare di Marcinkus, che nonostante fosse un semplice monsignore era piu’ potente del papa? Che il compianto Giovanni Paolo I, qualche giorno prima della sua morte mai chiarita e sospetta gli aveva chiesto di visionare i registri contabili perche’ voleva vederci chiaro? E Calvi, “suicidatosi” impiccandosi sotto il ponte dei Frati Neri a Londra, dopo il crack del Banco Ambrosiano il cui principale responsabile era lo stesso personaggio di cui sopra?
          Sa a quanto ammonta a Roma il patrimonio immobiliare della chiesa? E SENZA PAGARE UN CENTESIMO DI IMU!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
          Guardi che essere Cristiani e usare contemporaneamente il cervello non sono due cose mutuamente escludentisi, si fidi!!

          • minstrel scrive:

            http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350529

            La storia della Chiesa, fosse anche peggiore di quella pregiudiziale che lei qui ha rapidamente dipinto (ad esempio sul luciani h**p://www.uccronline.it/2012/10/19/arrivata-la-conferma-definitiva-della-morte-naturale-di-papa-luciani/), non toccherebbe minimamente né la testimonianza della stessa né l’infallibilità della dottrina che propugna.
            Consiglio: “La logica della testimonianza” di Antonio Livi.

          • cuba_libre scrive:

            @ minstrell

            Non so se si rende conto di quello che ha scritto.

            Quindi, anche se la storia della chiesa fosse anche peggiore, nulla toglie alla sua infallibilità dottrinale.
            Da questo, ne desumo due cose, una esclude l’altra:

            - o il clero vaticano nella sua storia propugna una dottrina che e’ in antitesi con i suoi comportamenti, e quindi e’ condannato alla dannazione eterna, infallibili compresi;

            - oppure che non e’ affatto antitetica con gli stessi comportamenti e quindi significherebbe che oltretevere siamo in mano al diavolo!!!

            Come si vede, con presupposti del menga, le risultanze non possono che essere dello stesso tipo.

            infine …. 167 medici per dichiarare la naturale morte del papa??? Beh, gli alti prelati vaticani dovevano avere piu’ di un dubbio per consultare ben 167 medici!! Mi chiedo cosa sarebbe successo se il parere anche di solo uno discordava!
            Ma come si puo’ credere a simili pirlate!

          • minstrel scrive:

            Le pirlate della logica, già

            “Per sfatare qualsiasi «tentazione» soggettivistica nell’interpretazione della credibilità va anche sottolineato che a presupporre e trascendere questa caratteristica della persone c’è quel complesso di valori o principi etici naturali correlati ad essa e oggettivabili dalla ragione. Il fatto che la credibilità si fondi sull’adaequatio rei et personae non implica necessariamente la perfetta aderenza della vita del testimone alle sue argomentazioni: quando qui si parla di “certezza morale” si inende l’attestazione di una congruenza tra i contenuti della testimonianza con i valori etici fondamentali. È chiaro che un comportamento conforme alla parola detta avvalora ulteriormente la testimonianza ma non è l’essenza della credibilità: non solo bisogna sempre considerare la sproporzione antropologica tra volontà e azione, tra intenzione e realizzazione, ma talvolta può essere più importante l’etica ispiratrice della testimonianza rispetto a quella “esistenziale” del testimone. Ad esempio, se un uomo, coerentemente con le sue convinzioni e motivazioni, si fa esplodere compiendo una strage tra i suoi nemici, la sua testimonianza non è accreditata dalla coerenza dell’atto con le sue parole. Il problema è che i contenuti del suo sapere non offrono ragioni di credibilità, visto che contrastano in modo evidente con il più essenziale dei principi etici naturali: il rispetto della vita umana, sia propria che altrui. Sull’indubitabilità di questo valore preculturale in quanto riconoscibile universalmente dalla ragione naturale che trascende la diversificazione culturale, non sono ammesse ambiguità. La problematizzazione non si può applicare al fondamento: «I principi primi sono “indemonstrabilia“, proprio in quanto premesse di ogni possibile demonstratio: sono dunque la base pre-critica di ogni possibile critica» (vedi Livi, 2005c)

            Livi, Antonio; Silli, Flavia. Logica della testimonianza Quando credere è ragionevole, Città del Vaticano, Lateran University Press, 2007 pp. 31 – 32

            In parole povere lei critica le gerarchie perché ritiene che il messaggio che le gerarchie propugnano (e non fanno a suo dire) sia giusto.
            Vede che crede anche lei a quello che dicono le gerarchie per poterle criticare?
            Voilà!

          • cuba_libre scrive:

            @ Minstrell

            Minstrell, gli azzeccagarbugli non mi sono mai piaciuti: ho dovuto leggere il suo post cinque volte per avere una minima probabilità di comprensione, e non sono sicuro di averlo capito bene. Le scuole del preti insegnano anche questo.
            Vabbe’, pensando di avere recepito qualcosa, parlando di credibilita’ non vi e’ alcun bisogno di andare a scomodare i kamikaze islamici per dimostrare la non avvalorabilità di credibilità per certe azioni, poichè, solo perche’ esistono dei valori indiscutibili come il rispetto della vita umana, perche’ le faccio notare che, a parte le mani sporche di sangue della chiesa in piu’ di 600 anni di santa inquisizione, sicuramente saprà che nell’ordine giuridico della chiesa, la pena di morte e’ esistita fino a Paolo VI, anche se l’ultima esecuzione fattiva risale a Pio IX.
            Quindi, a parte la comprensione discutibile del suo post, non riesco proprio a capire dove lei voglia andare a parare.

          • minstrel scrive:

            Appunto cuba! Il fatto stesso che sia esistita tale norma fino a poco tempo fa, oppure – altro esempio – che gli apostoli considerassero normale la schiavitù, non può inficiare della Verità del messaggio della Chiesa né la sua infallibilità.
            La spiegazione logica gliela offre Livi nel libro da cui ho tratto quelle poche righe.
            Quella “pratica” è subito trovata: se l’essenza della credibilità di una testimonianza/messaggio/Verità fosse nella conformità del comportamento di chi quella Verità propugna dovremmo buttare via tutto fin da subito visto che la Chiesa deriva da uno che ha tradito tre volte e da una banda di apostoli codardi che sono scappati visto che sotto la croce c’era solo Giovanni (MA CE LO SCRIVE GIOVANNI! buahahah).
            Anzi, dovremmo pure buttare questi scritti considerati canonici (cioè validi come rivelazione divino per dogma) da una Chiesa falsa, pertanto non sapremmo proprio nulla di certo, nemmeno se Gesù stesso sia esistito.

          • cuba_libre scrive:

            @ Minstrel

            Bene, adesso la cosa e’ piu’ chiara.

            Ma allora mi pongo due interrogativi:

            1) se la chiesa NON e’ sempre e’ in sintonia con la Verita’ del messaggio di Gesu’ per via di quello che ha scritto (e che io condivido), allora in che modo puo’ essere sostenibile la tesi per cui la stessa possa essere rappresentativa della Verità per un credente? Come posso credere che i dogmi ssui quali e’ basata, sono stati enunciati per ispirazione dello Spirito Santo, se poi in parallelo si consumavano le peggiori nefandezze? E’ questo l’interrogativo che mi sono posto da decenni.

            2) quello che lei dice della chiesa puo’ pari, pari essere valido anche per qualsiasi altra filosofia laica. Marx, tanto per fare un esempio che mi e’ molto vicino per essere stato un fervente marxista per circa 15 anni, non pretese mai che il suo pensiero venisse elavato a sistema di potere! Eppure sappiamo che vi sono stati i vari Stalin, Pol Pot, Kim Il Sung, Menghistu… che ne hanno stravolto il pensiero che e che sono assurti come alfieri del comunismo, cosa che, basta leggere solo qualche rigo di Marx, e’ clamorosamente una mistificazione.

            Come vede, il cerchio si chiude. E come io non accetto i dogmi sedicenti marxisti (per esempio quello per cui e’ impensabile ed eretico prendere delle iniziative al di fuori del partito), non accetto neanche quelli confessionali.

          • minstrel scrive:

            Lei è giunto ad un livello di approfondimento importante con questo commento e ora le parole di risposta vanno calibrate come non mai per non farle nascere nuovi misunderstandig.
            Siamo forse di fronte ad un momento serio di riflessione da parte sua; momento che potrebbe anche farle compiere un importante giro di boa.
            Forse sto esagerando, ma tremo al pensiero di rovinare tutto con un commento non all’altezza della sua domanda.
            Soffro insomma terribilmente dei miei limiti e del fatto che non la conosco.
            Forse la cosa migliore è parlare della mia esperienza in breve.
            Anche io sono stato uno che indicava la Chiesa a dito, ma vedeva in Gesù un maestro (UOMO e solo uomo!) di vita.
            Solo non mi accorgevo dell’aporia immane in cui vivevo. Appoggiavo la vita su di un’etica che è valida e logica solo se si ammette l’esistenza di Dio e gli attributi teologici che attribuisce il cristianesimo.
            Leggevo le gesta di Gesù dal canone cattolico, senza nemmeno chiedermi perché dovesse essere più Vero di quello protestante o perché il Vangelo di Luca dovesse essere più vero di quello di Tommaso o “di Pietro”.
            E li leggevo non sapendo nemmeno che in fondo quelle scritture son frutto di studi di critica testuale e che prenderli alla lettera (in maniera fondamentalista) è semplicemente prendere alla lettera il lavoro scientifico (cioè FALSIFICABILE!) di un’equipe di studiosi.
            Ma allora?! Come credere alla CHIESA?!!
            Forse la cosa a cui deve pensare è che la Chiesa non è solo il Papa (ma ha presente il Borgia…?!), non è solo Roma, non è solo la Gerarchia, non sono solo i 2 miliardi nel mondo, non è solo la famiglia “chiesa domestica” e non siamo solo noi due che ora parliamo di Cristo su di un blog! E’ questo E ALTRO! E’ questo e le persone che hanno guidato fin qui la Tradizione! I Padri della Chiesa, i filosofi, i teologi, i Papi e i Vescovi dei Concili sono tutti Chiesa ORA E SEMPRE! Sono quelle persone che hanno trascritto le scritture e mantenuto la fede nella prova.
            Ma non solo! La Chiesa è “Corpo mistico di Cristo” di cui Cristo è a capo, per questo si può pensare in termini logici che la Chiesa è infallibile poiché a capo della stessa vi è l’assoluto e il relativo non potrà mai corrompere l’assoluto.
            E mica lo dico io. Lo attestano i Padri che questa è pura Tradizione come è tradizione le scritture e il canone delle stesse (venuto dopo!).
            Esempio: Lo PSEUDO-CLEMENTE (metà del II secolo) dice: «Come io credo, non vi è sconosciuto che la Chiesa vivente è il corpo di Cristo» (2Cor 14, 2). AGOSTINO risponde alla domanda che cosa sia la Chiesa con le parole: «Il corpo di Cristo. Aggiungi il capo (= Cristo) e diventa un uomo. Il capo ed il corpo, un uomo» (Sermo 45, 5)
            Perché è vero il canone e non è vera questa tradizione scritta PRECEDENTE il canone che è poi stata approvata in forma dogmatica PRIMA del canone?
            Naturalmente si può pensare che questo atto di fede derivi da un’autoreferenzialità pura: la Chiesa dice che è infallibile perché ha Cristo, seconda persona della Trinità, come capo. Un pò comodo eh!
            Ma questo è possibile dirlo a tutte le sette protestanti che ci sono in giro e che si ammantano di autorità autoreferenziale! Il corto circuito è tutto loro! La GRANDE Chiesa (ortodossi+cattolici) ha l’attestazione DOCUMENTALE del passaggio di imposizione delle mani da Vescovo a Vescovo. QUi dopo le metto uno scritto di Polymetis.
            Non è comunque un corto circuito perché l’atto di fede del cristiano, che precede questa e altre conclusioni, è inclusivo di tutto!
            E quale è l’atto di fede principe?!
            Il discorso si fa lunghissimo e più mi dilungo più corro il rischio di sbagliare tutto.
            Resto sulla mia esperienza e le dico che per prima cosa, una volta scoperta questa aporia, ascoltai (RAPITO!) un brevissimo corso reperibile online.
            Don Piero Ottaviano. Didaskaleion.
            http://didaskaleion.murialdo.org/mi_mp3.htm
            Qui ci sono tutte le spiegazioni fondamentali.
            Poi da qui si è aperto, letteralmente, un universo. Sono almeno tre/quattro anni che studio tutti i giorni (!) e ancora mi sembra di non conoscere nulla. Ma che bello!
            Ho poi scovato altre “introduzioni” al cristianesimo cattolico, alcune strepitose, ma di taglio diverso, più filosofico spesso. Lei mi sembra più pragmatico (senza cedere di un millimetro dalla logica come è giusto!) per cui Ottaviano è a mio dire perfetto.

            Buon cammino cuba, non rinunci a cercare e non chiuda mai le porte. Spero di non averle arrecato ulteriore confusione o aver contributo ad una distorsione del messaggio.
            Sono anche io in cammino naturalmente, non sono esente da errori o incomprensioni e sbaglio, sempre, tutti i giorni. Mi perdoni Dio se anche qui, in questo delicato caso, ne ho commessi.
            Un abbraccio e, di nuovo, buon cammino.

          • minstrel scrive:

            Ecco lo scritto che le dicevo poc’anzi.
            Le chiedo di lasciar perdere il tono duro con cui Polymetis scrive, guardi alla sostanza logica (inesistenza di una “colpa collettiva”) e l’accenno che fa all’ininfluenza per il cattolico delle colpe di alcuni membri della gerarchia sul messaggio cristiano.

            A disposizione, nel mio piccolo e non parlare di lei o giudicare il suo percorso, ma per narrarle del mio, con molta umiltà e consapevole di essere eterno studente (di Dio si intende…):
            “Le responsabilità della Chiesa Cattolica non esistono, né potrebbero esistere, perché Chiesa Cattolica è un nome collettivo che designa tutti i cattolici, e non esistono colpe collettive. Visto che colpe collettive non esistono, bisogna semplicemente indagare quali siano le persone coinvolte [...]
            In linea generale nessun crimine di un cattolico (singolo), può essere imputato alla Chiesa più di quanto il crimine di un siciliano possa servire a farsi un parere sull’intera Italia. [Si] continua invece con questa nenia scadente che non ha alcun fondamento logico. Se vuole imputare i papi di qualcosa potrà studiarsi la storia rinascimentare e raccontarci la storia di Alessandro VI Borgia, ma per la fede del cattolico sarebbe comunque del tutto irrilevante, in quanto la santità della Chiesa non si basa sulla santità dei suoi aderenti, ma sul fatto di essere santificata da Dio; e soprattutto è del tutto irrilevante per il cattolico la moralità del ministro di culto in relazione a quello che deve fare. Sacramentorum validitas ex opere operato : vale a dire che i sacramenti funzionano per il solo fatto di essere fatti, e non in virtù di chi li compie. Ciò significa che per la teologia cattolica il mio parroco potrebbe essere un nazista, un pedofilo, e un serial killer, ma ciò avrà nulla a che fare con la validità dei sacramenti che impartirà, perché secondo la nostra teologia a fare funzionare i sacramenti non è il sacerdote ma Dio, e dunque la sua moralità mentre li svolge è irrilevante.
            Come dice Agostino: battezzino pure Pietro, Paolo, o Giovanni, tanto è sempre Cristo che battezza….
            La moralità dei singoli ministri di culto non ha nulla a che vedere col parere che io posso avere della Chiesa Cattolica, infatti noi non crediamo al clero, ma a quello che il clero insegna, cioè la millenaria dottrina della Chiesa. Screditare la Chiesa Cattolica utilizzando alcuni suoi indegni membri è perciò una strategia fallimentare.”

            Utente Polymetis, InfotdGeova – LiberaMente,http://forum.infotdgeova.it/viewtopic.php?f=18&t=10041&p=150278, 28 febbraio 2012, Il genocidio canadese e la responsabilità della Chiesa Cattolica

          • cuba_libre scrive:

            @ Minstrel

            La ringrazio della sua risposta. Ho capito perfettamente il senso di cio’ che vuole dire: per dirla in termini terra terra, non si puo’ gettare l’acqua sporca con tutto il bambinello! Sarebbe da imbecilli.
            Ma vede, in effetti, anche se in forme diverse, penso che puntiamo entrambi alla stessa cosa, ovvero alla ricerca della verità seguendo strade piu’ idonee alla personalità di ognuno di noi, che ha esperienze di vita vissute alle spalle per forza di cose diverse.
            Quando io feci il corso prematrimoniale, al catechista che parlava identificandosi contemporaneamente in chi faceva le domande e in chi dava le risposte, io chiesi: se adesso si presentasse un distinto signore e dicesse di essere Gesu’, come farebbe a capire che e’ proprio lui e non un ciarlatano? E li’ vi fu il silenzio di tomba! Eppure sarebbe cosi’ facile dare una risposta, almeno per me: la Fede interiore. E questo mi basta.
            Lo stesso silenzio di tomba quando, parlando della sessualità, e con questo cateschista a fare sempre domande e a darsi risposte da solo puntando il dito con chi consumava rapporti senza essere sposato, ad un certo punto sbuffai di brutto e gli chiesi se per lui fosse un caso che in tutte e tre le religioni monoteiste, pur essendo diversissime fra di loro, avevano in questo un punto in comune, ovvero andare ad incapsulare la sessualità entro binari precostituiti da dottrine imposte a monte, a prescindere. Anche li’, silenzio di tomba!
            Io non disprezzo i Sacramenti ci mancherebbe altro, ma li vivo come in quel momento la mia Fede mi dice di viverli. E’ inutile che io vada in chiesa se so in partenza che da quando entro a quando esco guardo in continuazione l’orologio (e ce ne sono tanti che fanno cosi’!): vado quando qualcosa mi dice di andare. Sono ad esempio osservante del venerdi’ santo e in quel fine settimana non faccio niente che possa costituire qualcosa di ludico. O almeno ci provo.
            No, non si preoccupi, io non chiudo mai le porte a chicchessia, tranne ad una categoria: agli ipocriti! Con quelli non c’e’ storia: il mio matrimonio e’ finito da tempo, oltre che per responsabilità mie che riconosco in pieno, per responsabilità determinanti di alcuni sepolcri imbiancati che si battevano il petto devotamente e che mi hanno sbattuto la porta in faccia, con fare inquisitorio, quando avevano REALMENTE la possibilità di fare qualcosa di Cristiano (e le garantisco che lo potevano fare).
            La ringrazio e buon proseguimento anche a lei.

          • minstrel scrive:

            Grazie cuba. Per l’onestà del suo scritto e per l’ascolto sincero del mio.
            Mi permetto di abbracciarla virtualmente e di sorriderle.
            Buon cammino.

          • Annarita scrive:

            Beh! Innanzi tutto essere cristiani non è una garanzia su quanto riguarda il cervello, pertanto potrebbe effettivamente mancarmi. Ma certo che ho sentito parlare di queste cose tristi, ma siamo sempre li, si da la colpa alla Chiesa di quello che fanno i cattivi uomini di Chiesa. Mi pare di poter concordare, con lei che ultimamente dentro la Chiesa tira un’aria nefasta, ma ciò non può essere preso per dire che la Chiesa deve essere povera in canna. Non è perchè c’è un eccesso da una parte si deve passare all’eccesso opposto. Nel senso che ai nemici della Chiesa è sempre interessato portar via quanto potevano alla Chiesa (vedi Napoleone, vedi Cavour..et..etc..) perchè è risaputo che se la Chiesa non è più uno Stato libero, non ha un suo territorio, non ha di che vivere, poi viene assoggettata al potere temporale del momento, come successe in Inghilterra al tempo di Enrico VIII, in Russia, in Cina al tempo del comunismo.
            Pertano, no, alle speculazioni, agli intrighi, ma no anche a vendere tutto, perchè molte cose sono doni fatti nel tempo dal popolo (sovrano solo quando èpiace ai comuinisti?) e dai regnanti, a Dio non al Papa di turno o ai prelati di ogni categoria.

    • Antonino scrive:

      Si legga la sentenza, Mimma, scoprirà che l’assegno non si può cambiare e, comunque, Ratzinger lo voleva respingere, la pepita non è d’oro e nessuno l’ha mai stimata ed il libro è un “dono”, quindi ha scoperto l’acqua calda!
      Piuttosto ha mai fatto i conti della carità del Papa? forse no perché le sue conoscenze si fermano al TG5…

      • Mimma scrive:

        @Antonino
        Forse lei non ha saputo leggere il mio post. Io ho risposto alla signora Orsenigo che parlava di assegni milionari trovati nella casa del cosiddetto corvo. Invece i fatti e la cronaca smentiscono quello che la signora dice. Conosco bene la carità del papa e sarebbe bello leggere, per questo, il bel libro di Rusconi, che dona prove concrete di quanto la chiesa italiana e cattolica fa per i poveri. La saluto.

        • Lia Orsenigo scrive:

          Forse non ho letto bene io, ma mi pare di capire che l’autorità giudiziaria ha effettivamente parlato di assegni e pepite d’oro appartenenti al papa.
          A voi pare davvero una cosa così normale?

          Ma, comunque, al di là di singoli episodi e singoli ritrovamenti, c’è un ben più importante discorso generale inerente al fatto che la chiesa da sempre si trova a gestire, secondo me impropriamente, considerevoli interessi terreni, interessi politici, economici e finanziari.
          La cattolica è l’unico esempio di religione-istituzione organizzata in uno stato, con bilanci, ministeri, interessi ed addirittura un esercito.
          C’è poco da sottilizzare : ciò rende sempre estremamente difficile capire, in ogni occasione, fino a che punto il Vaticano sia interessato a Cristo o alla tutela dei propri affari (ed il fatto stesso che tale confine sia necessariamente ambiguo è già disgustoso).
          Dopodiche, lo IOR, gli scandali, don Verzè, don Bancomat e quant’altro vengono in secondo piano, in quanto episodi particolari di un più generale disordine.

          Circa la beneficenza che la chiesa fa, scusatemi, ma si tratta di percentuali minime della proprie disponibilità. E con tutto quanto lucra da secoli e con tutto quanto accumula, non vorrebbe neppure fare un pò di beneficenza? Sarebbe troppo sudicia la cosa, non credete?
          L.O.

          • minstrel scrive:

            Circa la beneficenza che la chiesa fa, scusatemi, ma si tratta di percentuali minime della proprie disponibilità.

            La fonte, grazie.

          • gibici scrive:

            Come spesso capita si mettono insieme questioni diverse.
            1. La Chiesa e’ un’istituzione mondiale con piu’ di un miliardo di aderenti. Rispetto alle dimensioni e alle funzioni che ha avuto e quelle che potrebbe/ dovrebbe avere ha un bilancio molto/troppo limitato.
            2. Pepite, assegni, cinquecentine di poco o di molto valore, anche se inviati al papa, che deve ringraziare, vanno alla Santa Sede
            3. La Santa Sede ha anche ereditato lo Stato Vaticano, che ha un governatorato, “un esercito”, una gendarmeria, ecc.: nel futuro sara’ ancora opportuno?
            4. La gestione dei fondi e’ nella sostanza secondo i fini ? C’e’ sufficiente controllo e quindi affidabilita’ su questa gestione?
            5. E’ opportuno che la gestione sia tenuta da vescovi, cardinali, sacercdoti, in una parola dal clero e che sia il clero a deciderne le destinazioni?

            Queste domande nulla hanno a che vedere con il disinformato e acritico qualunquismo di Lia.

  17. Nella scrive:

    OMELIA DI OGGI 10 GIUGNO DI PAPA FRANCESCO
    Il Papa: le Beatitudini non sono un mero elenco, per capirle bisogna aprire il cuore

    La vera libertà nasce dall’aprire la porta del cuore al Signore: è quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa di stamani alla Casa Santa Marta. Il Papa ha affermato che la salvezza è vivere nella consolazione dello Spirito Santo, non nella consolazione dello spirito del mondo. Alla Messa – concelebrata dal cardinale Stanislaw Rylko, da mons. Josef Clemens e da mons. George Valiamattam, arcivescovo indiano di Tellicherry – ha preso parte un gruppo di sacerdoti e collaboratori del Pontificio Consiglio per i Laici. Il servizio di Alessandro Gisotti:

    Cos’è la consolazione per un cristiano? Papa Francesco ha iniziato la sua omelia osservando che San Paolo, all’inizio della seconda Lettera ai Corinzi, utilizza numerose volte la parola consolazione. L’Apostolo delle Genti, ha aggiunto, “parla ai cristiani giovani nella fede”, persone che “hanno incominciato da poco la strada di Gesù”. E insiste proprio su questo, anche se “non erano tutti perseguitati”. Erano persone normali, “ma avevano trovato Gesù”. Proprio questo, ha affermato, “è un cambiamento di vita tale che era necessaria una forza speciale di Dio” e questa forza è la consolazione. La consolazione, ha detto ancora, “è la presenza di Dio nel nostro cuore”. Ma, ha avvertito, perché il Signore “sia nel nostro cuore, è necessario aprire la porta”, è necessaria la nostra “conversione”:

    “La salvezza è questo: vivere nella consolazione dello Spirito Santo, non vivere nella consolazione dello spirito del mondo. No, quella non è salvezza, quello è peccato. La salvezza è andare avanti e aprire il cuore, perché venga questa consolazione dello Spirito Santo, che è la salvezza. Ma non si può negoziare un po’ di qua e un po’ di là? Fare un po’ una macedonia, diciamo, no? Un po’ di Spirito Santo, un po’ di spirito del mondo… No! Una cosa o l’altra”.

    Il Signore, ha proseguito, lo dice chiaramente: “Non si possono servire due padroni: o si serve il Signore o si serve lo spirito del mondo”. Non si possono “mischiare”. Ecco allora che, quando siamo aperti allo Spirito del Signore, possiamo capire la “nuova legge che il Signore ci porta”: le Beatitudini, di cui narra il Vangelo odierno. Queste Beatitudini, ha soggiunto, “soltanto si capiscono se uno ha il cuore aperto, si capiscono dalla consolazione dello Spirito Santo”, mentre “non si possono capire con l’intelligenza umana soltanto”:

    “Sono i nuovi comandamenti. Ma se noi non abbiamo il cuore aperto allo Spirito Santo, sembreranno sciocchezze. ‘Ma, guarda, essere poveri, essere miti, essere misericordiosi non sembra una cosa che ci porti al successo’. Se non abbiamo il cuore aperto e se non abbiamo gustato quella consolazione dello Spirito Santo, che è la salvezza, non si capisce questo. Questa è la legge per quelli che sono stati salvati e hanno aperto il loro cuore alla salvezza. Questa è la legge dei liberi, con quella libertà dello Spirito Santo”.

    Uno, ha detto Papa Francesco, “può regolare la sua vita, sistemarla su un elenco di comandamenti o procedimenti”, un elenco “meramente umano”. Ma questo “alla fine non ci porta alla salvezza”, solo il cuore aperto ci porta alla salvezza. Ha così rammentato che tanti erano interessati a “esaminare” la “dottrina nuova e poi litigare con Gesù”. E ciò accadeva perché “avevano il cuore chiuso nelle loro cose”, “cose che Dio voleva cambiare”. Perché, dunque, si chiede il Papa, ci sono persone che “hanno il cuore chiuso alla salvezza?” Perché, è la sua risposta, “abbiamo paura della salvezza. Abbiamo bisogno, ma abbiamo paura”, perché quando viene il Signore “per salvarci dobbiamo dare tutto. E comanda Lui! E di questo abbiamo paura”, perché “vogliamo comandare noi”. E ha aggiunto che, per capire “questi nuovi comandamenti”, abbiamo bisogno della libertà che “nasce dallo Spirito Santo, che ci salva, che ci consola” e “dà la vita”:

    “Possiamo oggi chiedere al Signore la grazia di seguirlo, ma con questa libertà. Perché se noi vogliamo seguirlo con la nostra libertà umana soltanto, alla fine diventeremo ipocriti come quei farisei e sadducei, quelli che litigavano con Lui. L’ipocrisia è questo: non lasciare che lo Spirito cambi il cuore con la sua salvezza. La libertà dello Spirito, che ci dà lo Spirito, anche è una sorta di schiavitù, una ‘schiavitù’ al Signore che ci fa liberi, è un’altra libertà. Invece, la libertà nostra soltanto è una schiavitù, ma non al Signore, ma allo spirito del mondo. Chiediamo la grazia di aprire il nostro cuore alla consolazione dello Spirito Santo, perché questa consolazione, che è la salvezza, ci faccia capire bene questi comandamenti. Così sia!”

  18. anastasia scrive:

    @Nella

    Personalmente del discorso del papa ai giovani mi sono rimaste impresse questi due passaggi delle sue parole. Mostrano la grandezza di un papa che guarda dentro l’uomo e si lascia interrogare dalla sofferenza umana rimettendo al centro l’uomo centrato in Dio. L’uomo che deve essere il vertice della creazione e il criterio da usare nelle scelte economiche, politiche e sociali. Grazie per le omelie quotidiane che ci offri, carissima Nella.

    NON FATEVI RUBARE LA SPERANZA
    Un altro giovane ha chiesto al Papa come poter convivere con la povertà che c’è nel mondo: «Prima di tutto, vorrei dirvi una cosa, a tutti voi giovani: non lasciatevi rubare la speranza. per favore: non lasciatevela rubare. E chi ti ruba la speranza? Lo spirito del mondo, le ricchezze, lo spirito della vanità, la superbia, l’orgoglio… tutte queste cose ti rubano la speranza. Dove trovo la speranza? In Gesù povero: Gesù che si è fatto povero per noi. E tu hai parlato di povertà. La povertà ci chiama a seminare speranza». E questo – ha proseguito – «sembra un po’ difficile da capire». Quindi il Papa ha ricordato quando Padre Arrupe scrisse una lettera ai Centri di ricerche sociali della Compagnia. «Lui parlava di come si deve studiare il problema sociale. Ma alla fine ci diceva: “Guardate, non si può parlare di povertà senza avere l’esperienza con i poveri”. Così “non si può parlare di povertà, di povertà astratta: quella non esiste! La povertà è la carne di Gesù povero, in quel bambino che ha fame, in quello che è ammalato, in quelle strutture sociali che sono ingiuste… Andare, guardare laggiù la carne di Gesù. Ma non lasciatevi rubare la speranza del benessere, dallo spirito del benessere che alla fine ti porta a diventare un niente nella vita! Il giovane deve scommettere su alti ideali: questo è il consiglio. Ma la speranza, dove la trovo? nella carne di Gesù sofferente e nella vera povertà. C’è un collegamento tra i due».

    CRISI ECONOMICA? INNANZITUTTO CRISI DELLA PERSONA
    Una giovane di Napoli gli ha chiesto una parola di sostegno per i giovani in Italia che si trova in una posizione di grande difficoltà: «Tu dici che l’Italia è in un momento difficile: sì. C’è una crisi – ha risposto – Ma io ti dirò: non solo l’Italia. Tutto il mondo, in questo momento, è un momento in crisi. E la crisi, la crisi non è una cosa brutta. Davvero la crisi ci fa soffrire, ma dobbiamo – e voi giovani, principalmente – dobbiamo saper leggere la crisi. Questa crisi, cosa significa? Cosa devo fare io per aiutare a uscire dalla crisi? La crisi che noi in questo momento stiamo vivendo è una crisi umana. Si dice: ma, è una crisi economica, è una crisi del lavoro… Sì, davvero. Però, perché? Perché questo problema del lavoro, questo problema nell’economia, sono conseguenze del grande problema umano. Quello che è in crisi è il valore della persona umana, e noi dobbiamo difendere la persona umana». Il Papa ha poi citato il racconto di un rabbino medievale, dell’anno 1200: «Questo rabbino spiegava agli ebrei di quel tempo la storia della Torre di Babele. E per costruire la Torre di Babele, non era facile: dovevano farsi i mattoni» ed «era un grande lavoro. E dopo questo lavoro, un mattone diventava un vero tesoro! Poi portavano i mattoni su, per la costruzione della Torre di Babele. Ma se un mattone cadeva, era una tragedia. Punivano l’operaio che l’aveva fatto cadere … Era una tragedia! Ma, senti: se fosse caduto un uomo, non sarebbe successo niente! Questa è la crisi che oggi stiamo vivendo!«. «È la crisi della persona. Oggi non conta la persona: contano i soldi, conta il denaro. E Gesù, Dio ha dato il mondo, tutto il creato, l’ha dato alla persona, all’uomo e alla donna, perché lo portassero avanti. Non al denaro. È una crisi: la persona è in crisi perché la persona» oggi «è schiava! E noi dobbiamo liberarci di queste strutture economiche e sociali che ci schiavizzano. E questo è il vostro compito».

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  19. Nella scrive:

    @Anastasia
    Mi fa piacere rileggerti dopo tanto tempo. Hai ragione carissima Anastasia. In questi due passaggi traspare il cuore di un pontefice che vuole portare Cristo all’uomo e l’uomo a Cristo. Deve essere questa la vera preoccupazione di tutti i cristiani e non solo del papa. Ti auguro ogni bene.

  20. Iva scrive:

    dice Antonino:

    quando dirà anche le verità scomode agli atei inizieranno a criticarlo anche per questo !

    le verità scomode non le dirà MAI, perchè non vuole scontentare nessuno e non vuole disturbare i peccatori nelle loro vie di peccato; altrimenti l’avrebbe già fatto da un pezzo, iniziando a raddrizzare le aberrazioni di tanta parte del clero ch eASECONDEA le scelte peccaminose della gente e addirittura di LEGGI CIVILI (?) che calpestano la Legge di Dio = 10 comandamenti, portando la (tanto amata) gente alla CORRUZIONE, fin dai banchi di scuola e alla dannazione eterna.

    Questo pericolo per le ANIME, dilagante, gravissimo perchè nessuno vi mette riparo e nei catechismi NON SI SPIEGA CHE COSA SONO I PECCATI, come siano connessi alla FEDE (checchè ne dicano i superficiali modernisti che il CCC sarebbe coerente col Catechismo di S. PioX), al papa sembra non dare ALCUNA preoccupazione.
    La corruzione che dilaga partendo dalle CATTEDRE scolastiche, mediatiche ed ecclesiastiche= cattivi maestri d’ogni specie, che approvano e LODANO la vita peccaminosa, seguendo eresie e portando gli uomini sulla “via larga e comoda” che conduce all’inferno, non tocca la sensibilità di questo papa, che predica soltanto la vicinanza alle sofferenze materiali, e la soluzione di problemi di povertà materiale.

    Non vuole mettersi contro il mondo, vuole piacere e compiacere tutti, non disturbare di predica e compie il male (forse ha avvisato i mafiosi di convertirsi, ma non esistono solo i mafiosi, ci sono tante specie di peccatori, sia in alti posti che fra la “gente comune”)

    • Iva scrive:

      ….tanta parte del clero che ASSECONDA…..

      • Mimma scrive:

        Quando nel 2010 il Senato argentino si espresse favorevolmente per una legge intesa a legalizzare il matrimonio e le adozioni omosessuali (che poi fu approvata) l’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio inviò ai quattro monasteri carmelitani di Buenos Aires la seguente lettera.

        Buenos Aires, 22 giugno 2010
        Care sorelle,
        Scrivo queste poche righe a ciascuna di voi che siete nei quattro monasteri di Buenos Aires. Il popolo argentino dovrà affrontare nelle prossime settimane una situazione il cui esito può seriamente ferire la famiglia.
        Si tratta del disegno di legge che permetterà il matrimonio a persone dello stesso sesso. È in gioco qui l’identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. È in gioco la vita di molti bambini che saranno discriminati in anticipo e privati della loro maturazione umana che Dio ha voluto avvenga con un padre e con una madre. È in gioco il rifiuto totale della legge di Dio, incisa anche nei nostri cuori.
        Ricordo una frase di Santa Teresina quando parla della sua malattia infantile. Dice che l’invidia del Demonio voleva vendicarsi della sua famiglia per l’entrata nel Carmelo della sua sorella maggiore. Qui pure c’è l’invidia del Demonio, attraverso la quale il peccato entrò nel mondo: un’invidia che cerca astutamente di distruggere l’immagine di Dio, cioè l’uomo e la donna che ricevono il comando di crescere, moltiplicarsi e dominare la terra.
        Non siamo ingenui: questa non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo distruttivo del disegno di Dio. Non è solo un disegno di legge (questo è solo lo strumento) ma è una «mossa» del padre della menzogna che cerca di confondere e d’ingannare i figli di Dio. E Gesù dice che per difenderci da questo accusatore bugiardo ci manderà lo Spirito di Verità.
        Oggi la Patria, in questa situazione, ha bisogno dell’assistenza speciale dello Spirito Santo che porti la luce della verità in mezzo alle tenebre dell’errore. Ha bisogno di questo Avvocato per difenderci dall’incantamento di tanti sofismi con i quali si cerca a tutti i costi di giustificare questo disegno di legge, e che confondono e ingannano perfino persone di buona volontà.
        Per questo mi rivolgo a Voi e chiedo preghiere e sacrificio, le due armi invincibili di santa Teresina. Invocate il Signore affinché mandi il suo Spirito sui senatori che saranno impegnati a votare. Che non lo facciano mossi dall’errore o da situazioni contingenti, ma secondo ciò che la legge naturale e la legge di Dio indicano loro. Pregate per loro e per le loro famiglie che il Signore li visiti, li rafforzi e li consoli. Pregate affinché i senatori facciano un gran bene alla Patria.
        Il disegno di legge sarà discusso in Senato dopo il 13 luglio. Guardiamo a san Giuseppe, a Maria e al Bambino e chiediamo loro con fervore di difendere la famiglia argentina in questo particolare momento. Ricordiamo ciò che Dio stesso disse al suo popolo in un momento di grande angoscia: «Questa guerra non è vostra, ma di Dio». Che ci soccorrano, difendano e accompagnino in questa guerra di Dio.
        Grazia per quanto farete in questa lotta per la Patria. E per favore vi chiedo anche di pregare per me. Che Gesù vi benedica e la Vergine Santa vi conservi.
        Con affetto
        Jorge Mario Bergoglio, S.J.
        Arcivescovo di Buenos Aires

        • murmex scrive:

          Certo,Mimma,ma da parte dei Pastori si richiedono atti pubblici,autorevoli,che siano di guida a tutto il popolo,non lettere private

  21. Iva scrive:

    “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia”

    Questo papa non vuole essere odiato, non vuole creare turbamenti di coscienze, vuole essere una specie di “parroco bonario e soft” verso tutti
    (ma in realtà con una eccezione: una velata intimidazione di condanna l’ha lanciata solo verso chi segue la Tradizione e la Dottrina perenne, inducendo a pensare che i cattivi-stolti-tardi ecc. siano solo quelli che resistono ai cambiamenti: quelli sono i veri “peccatori”, da segnalare come “nemici del bene e del progresso”, così pare e così fa credere agli ascoltatori).
    Vuole dunque stare fra la gente, ne ha BISOGNO (?) manifestando anche una forte dipendenza dal contatto fisico; ma la dipendenza è sempre una forma di schiavitù, materiale o spirituale non importa.
    Gesù invece spesso si SOTTRAEVA alla folla e “saliva sul monte a pregare”, da solo a solo col Padre Celeste, e nella preghiera solitaria, in UNIONE intima col Padre, trovava conforto ed energia per continuare a predicare e guarire (più le ANIME che i corpi) col suo divino insegnamento, in PIENA OBBEDIENZA alla volontà del Padre Celeste:
    questo comportamento di Gesù (moto alterno > dalla gente alla solitudine, dalla “full immersion” nella folla per INSEGNARE, GUARIRE, CONVERTIRE, alla preghiera e alla penitenza nel deserto quaresimale, fortificando l’anima nelle tentazioni)
    è il modello divino SIA per i sacerdoti SIA per i laici, piccoli e grandi; guardiamo per favore a TUTTO CIO’ che dice e fa Gesù Cristo, non solo a una PARTE dei discorsi o gesti: se tralasciamo gesti o parole importanti, rischiamo di DEFORMARE la realtà della sua Persona e del suo passaggio su questa terra, falsificandone la missione divina
    (riduciamo Gesù a un GUARITORE o pietoso assistente sociale dei problemi MATERIALI, di sopravvivenza o equa-solidarietà ecc. perdendo del tutto la dimensione TRASCENDENTE del suo essere Dio Salvatore, che salva le ANIME dalla perdizione eterna):
    deformiamo e travisiamo il Vangelo, se non diamo peso a TUTTE LE PAROLE che Gesù dice, a TUTTO ciò che Egli fa, senza alterare o cambiare un solo IOTA, come Egli stesso ha ammonito!
    ….

  22. Iva scrive:

    Gesù insegnava, ammoniva e convertiva le folle al Vangelo, annunciando il Regno di Dio, ricordando a TUTTI, sempre e dovunque che la Legge di Dio è sempre valida, fino alla fine dei tempi:

    Non sono venuto ad abolire la Legge o i Profeti, ma a dar loro compimento.

    Questa CONFERMA sacrosanta della Legge di Dio sempre valida per essere graditi a Dio, figli RINATI alla vita eterna nel Figlio Gesù Cristo -obbediente fino alla Morte di Croce-
    questo papa “caritatevole” e umanamente vicino alla gente (con amore umano e orizzontale), senza RI-orientare gli sguardi alla vita SOPRANNATURALE ED ETERNA, all’eternità beata a cui siamo chiamati, preparandoci in SANTITA’ di vita nel nostro pasaggio terreno, per giungere al Paradiso con la veste bianca, a queL PREMIO di cui parla S. Paolo (cfr. la corsa verso la META),
    DI QUELLA META CELESTE, e del pericolo costante, oggi diffuso -causa la generale corruzione di società, scuola e mass-media- di PERDERE L’ANIMA, il papa Francesco non parla e non parlerà mai.

    E mai ammonirà i peccatori, specie quelli che seguono il peccato impuro contro natura, che “grida vendetta davanti a Dio”, nè l’altro gravissimo e dilagante dell’aborto, favorito e promosso con leggi civili e col silenzio connivente o aperto di certa parte del clero (v. notizia recente dei vescovi tedeschi riguardo alla pillola killer + altre notizie su matrimonio gay ecc.)

    Il buon giorno si vede dal mattino, caro Antonino.

    • murmex scrive:

      Certo,Iva,e ricordo anche che le opere a niente valgono per la vita eterna se non sono mosse da un motivo di carità soprannaturale,l’amore puramente umano sarà ricompensato solo in questo mondo

      • Cherubino scrive:

        e naturalmente è lei che decide quando è amore sovrannaturale e quando è solo umano …

        ma fateci almeno la carità di risparmiarci queste sceneggiate patetiche …

        • murmex scrive:

          Che tipo di amore è lo decide Dio:io mi limito a riportare questo salutare avviso (se anche dessi tutte le mie sostanze ai poveri,ma non avessi la Carità…le ricorda qualcosa?)che molti (purtroppo anche prelati)hanno dimenticato,appiattendosi su quello che Romano Amerio chiama”cristianesimo secondario”,tutto volto ai bisogni terreni(appunto secondari,per quanto la Chiesa,mossa dalla Carità,si sia sempre occupata anche di quelli:da chi sono stati fondati i primi ospedali,oapizi,orfanotrofi,università…?)Sul libro Iota unum troverà la documentazione(atti ufficiali)

          • homo biblicus scrive:

            il gesto di quelli che hanno visitato il Cristo carcerato, rivestito il Cristo nudo, nutrito il Cristo affamato, senza saperlo … si può considerare amore soprannaturale?

          • Cherubino scrive:

            lei non ha mai fatto un’opera di carità perchè altrimenti non parlerebbe così.
            Visitare un carcerato, occuparsi di un orfano, curare ed assistere i moribondi, dare sapere ai giovani nelle Università sarebbe per lei mera misericordia “materiale” ?
            Lei non capisce niente. Ciò che si dà a queste persone è insieme materiale e spirituale, perchè il sapere di essere amato nella debolezza è eminentemente spirituale. La gratuità è eminentemente spirituale.
            Voi prendete formulette di cui non avete nessuna esperienza, e lo dimostrate, e le usate per indebolire l’autorità della Chiesa, infangare, creare dubbio e disaffezione, confusione.
            Vergognatevi ! Andate a dire alle suore del Cottolengo che fanno un servizio solo materiale ! La carità con cui vi risponderanno e perdoneranno forse riuscirà a fare breccia nel vostro cuore di pietra.

  23. Mimma scrive:

    I giudici spietati degli altri dovrebbero tacere e pregare per la loro anima, invece di gettar sentenze giudicando il papa e sentendosi superiori a Dio stesso. Questi dittatori della vendetta, dimenticano la misericordia, da veri farisei.

    Luca 7,36Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. 37Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; 38stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. 39Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».
    40Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». 41«Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. 42Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». 43Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». 44E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. 45Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. 46Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. 47Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». 48Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». 49Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». 50Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

    Quanto al Gesù eremita e lontano dalla folla, basta solo ripèortare alcuni passi del solo vangelo di Luca per capire che certi pregiudizi sono volutamente usati contro papa francesco da chi si sente superiore anche a Dio.

    Lc 5,1 Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret,
    Lc 5,19 Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza.
    Lc 5,29 Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e di altra gente, che erano con loro a tavola.
    Lc 6,17 Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone,
    Lc 6,19 Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

    Lc 7,9 All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!».
    Lc 7,11 In seguito Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
    Lc 8,4 Poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola:
    Lc 8,19 E andarono da lui la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
    Lc 8,40 Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti erano in attesa di lui.
    Lc 8,45 Gesù disse: «Chi mi ha toccato?». Tutti negavano. Pietro allora disse: «Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia».
    Lc 9,12 Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».
    Lc 9,16 Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
    Lc 9,37 Il giorno seguente, quando furono discesi dal monte, una grande folla gli venne incontro.
    Lc 9,38 A un tratto, dalla folla un uomo si mise a gridare: «Maestro, ti prego, volgi lo sguardo a mio figlio, perché è l’unico che ho!
    Lc 11,27 Mentre diceva questo, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
    Lc 12,13 Uno della folla gli disse: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità».
    Lc 13,14 Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato».
    Lc 13,17 Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

    • murmex scrive:

      Mi sembra evidente,Mimma che lei giudica (per condannarla )l’anima di altre persone(ultimo apprezzamento fra i tanti:spietati,si sentono superiori a Dio)Questo è proibito.Invece possiamo giudicare i comportamenti esterni,oggettivi ,senza pretendere di arrogarci il giudizio che appartiene a Dio sulla persona che li compie.Ed è quello che si fa quando si riflette su comportamenti anche del supremo Pastore che appaiono inquietanti.Certo che se anche le catechiste non conoscono questa distinzionesiamo proprio messi male

    • Mimma scrive:

      @Murmex

      E’ lei che continua a giudicare spietatamente , a partire dalla scelta dello Spirito Santo su questo pontefice.
      Quanto poi all’operato del Papa, il suo commento appare inutile inquanto ne lei, ne mille altre catechiste sarebbero in grado di sindacare la pastorale di un pontefice, anche se come dice lei , egli non si attenesse come un treno su un binario alle direttive della tradizione!
      Non vorrei ripetermi, ma Dio non ha fatto in serie con lo stesso microcip neppure i Pontefici.
      Si fidi del Signore, cara, Egli non sbaglia mai!

      • murmex scrive:

        Mimma ,vedo che non ha risposto al mio ragionamento sulla spietatezza nel giudicare di cui sempre accusa gli altri senza rendersi conto che chi cade alla grande in questo difetto è lei stessa(adesso addirittura io accuserei spietatamente lo Spirito Santo!)Come catechista quale si presenta,dovrebbe conoscere la differenza fra il giudizio sulla persona e quello sugli atti da lei compiuti,che,rispettosamente e in situazioni gravi come questa in cui versa la Chiesa da 50 anni(e che ora sembra-ripeto -sembra e spero di sbagliarmi- aggravarsi)può dirigersi anche su comportamenti papali.Lo Spirito Santo non sceglie Lui direttamente il Papa,come anche ebbe a dire Benedetto XVI,solo ispira i cardinali,ma alla sua ispirazione essi possono anche resistere,come dimostrato dall’elezione nella storia di Papi non buoni(es.Borgia ).Poi,chiaramente,la Provvidenza che scrive dritto su righe storte, inscrive nei suoi fini imperscrutabili anche questi

        • Mimma scrive:

          @Murmex
          Tengo a sottolineare che mai mi sono presentata come catechista, e chiunque lei sia ribadisco ancora l’impossibilità per ciascuna creatura di sindacare su ciò che Dio permette!
          E quando dico permette intendo OGNI COSA!
          la mia fede mi ha “insegnato” Che tutto E’ per Suo Divino Volere, (anche le prove e le tentazioni sono permesse e governate dall’Onnipotente) la vita è in mano a Dio, la scienza, la Cultura, la Chiesa e l’Eternità, il Papa, i presbiteri e noi tutti nessuno escluso!
          Non crede anche lei che un abbandono totale e fiducioso al Suo Amore e alla Sua Volontà, ci risparmierebbe tanti mal di testa e tante critiche inutili?

          • cuba_libre scrive:

            @ Mimma

            Ciao Mimma. Con tutta la stima che ho per te e on tutto l’affetto che ti voglio, purtroppo stavolta discordiamo: vi sono delle cose in questo tuo post che spero aver capito male. Cosa vuol dire che Dio PERMETTE ogni cosa? Significa che noi non siamo altro che dei semplici attori cui e’ riservato solo il compito di interpretare un copione gia’ scritto e non modificabile? E che bisogno c’era allora della creazione e dell’esistenza dell’uomo se già e’ tutto scritto? Un uomo marionetta mi riesce molto difficile pensarlo soprattutto per rispetto della figura di Dio.
            Andiamo avanti: la scienza? Beh qui posso concordare: le leggi della fisica e della chimica sono leggi perfette che implicano una sorta di Forza Ordinatrice Primordiale di cui ho parlato da un’altra parte. Che questa forza la si chiami Dio od altro dipende dalla propria fede e dalla propria percezione.
            La Cultura in mano a Dio???? Quale cultura? Il fideismo o il razionalismo? La religione o il materialismo dialettico? la democrazia o la dittatura? Il laicismo o il fondamentalismo? Il nazismo o il comunismo? Il Cristianesimo o l’Islamismo? Mi sembra, diciamo…un tantino azzardato ascrivere tutto alla benevolenza di Dio il permettere il fiorire di culture ed ideologie alcune delle quali che ho sopra riportato sono responsabili di milioni e milioni di morti!
            Ti prego, dimmi che ho capito male!!
            Con immutata stima e affetto.

          • murmex scrive:

            Ma allora lei Mimma perchè continua a farle queste critiche a chi ha opinioni divergenti dalle sue?Solo lei ha diritto di parola?Concordo che tutto quanto accade è voluto o permesso da Dio,che noi dobbiamo aderire incondizionatamente alla sua Volontà,ma questo non ci esime da fare quel poco che possiamo di buono(se no a questo punto anche le opere di carità cui lei dice di dedicarsi sarebbero inutili,e così pure le prediche papali,ecc.)Quindi,sappiamo che Dio permette talvolta il male,ma sappiamo anche che mai lo vuole,e quindi nei limiti del possibile dobbiamo contrastarlo.Spero che lei sia nel numero di coloro che si accorgono dello sfacelo morale montante(col gravissimo tentativo si sovvertire la legge naturale e quindi divina)e che lungi dall’accettarlo come volontà divina(perchè non lo è)lo combatte e attende con ansia un pronunciamento forte, chiaro,inequivocabile dell’Autorità.Forse lei non ha figli,per chi ce l’ha creda che la preoccupazione è grande.

          • Mimma scrive:

            @Cuba-libre

            Ciao Cuba, credo che la tua interpretazione sia fondamentalmente errata o forse il mio modo di esprimermi non è stato sufficientemente chiaro e me ne scuso.
            E’ chiaro che l’uomo non sia una marionetta, anzi, al contrario, Dio nel Suo grande Amore l’ha lasciato libero di agire, decidere e scegliere ogni cosa dotandolo del dono dell’intelligenza e della sapienza. Questo concetto credo non ti fosse sconosciuto.
            Vedi salmo 8:
            2 O Signore, Signore nostro,
            quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
            Voglio innalzare sopra i cieli la tua magnificenza,

            3 con la bocca di bambini e di lattanti:
            hai posto una difesa contro i tuoi avversari,
            per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

            4 Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
            la luna e le stelle che tu hai fissato,

            5 che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
            il figlio dell’uomo, perché te ne curi?

            6 Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
            di gloria e di onore lo hai coronato.

            7 Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
            tutto hai posto sotto i suoi piedi:

            8 tutte le greggi e gli armenti
            e anche le bestie della campagna,

            9 gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
            ogni essere che percorre le vie dei mari.

            10 O Signore, Signore nostro,
            quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

            Bello vero?
            Poi ascolta cosa dice Siracide:

            “Il Signore soltanto è riconosciuto giusto
            [e non c'è altri al di fuori di lui.
            3Egli regge il mondo con il palmo della mano
            e tutto obbedisce alla sua volontà;
            con il suo potere egli è il re di tutte le cose
            e in esse distingue il sacro dal profano].
            4A nessuno è possibile svelare le sue opere
            e chi può esplorare le sue grandezze?
            5La potenza della sua maestà chi potrà misurarla?
            Chi riuscirà a narrare le sue misericordie?
            6Non c’è nulla da togliere e nulla da aggiungere,
            non è possibile scoprire le meraviglie del Signore.
            7Quando l’uomo ha finito, allora comincia,
            quando si ferma, allora rimane perplesso.

            8Che cos’è l’uomo? A che cosa può servire?
            Qual è il suo bene e qual è il suo male?
            9Quanto al numero dei giorni dell’uomo, cento anni sono già molti,
            [ma il sonno eterno di ognuno è imprevedibile a tutti.]
            10Come una goccia d’acqua nel mare e un granello di sabbia,
            così questi pochi anni in un giorno dell’eternità.
            11Per questo il Signore è paziente verso di loro
            ed effonde su di loro la sua misericordia.
            12[Vede e sa che la loro sorte è penosa,
            perciò abbonda nel perdono.]
            13La misericordia dell’uomo riguarda il suo prossimo,
            la misericordia del Signore ogni essere vivente.
            Egli rimprovera, corregge, ammaestra
            e guida come un pastore il suo gregge.
            14Ha pietà di chi si lascia istruire
            e di quanti sono zelanti per le sue decisioni.”
            (Sir 18, 2-14)

            Ciò che intendo dire Cuba è che l’uomo è libero di scegliere fra milioni di cose, certo, e fra tutte quelle che sono bene e quelle che sono causa di peccato.
            Di certo però tutte le facoltà in possesso all’uomo sono esclusivo dono di Dio.
            Anche le scelte poi, possono essere guidate da Lui se glielo chiediamo, come pure il successo delle nostre attivita o del nostro operato.
            Avremo certamente molte altre occasioni per parlarne.
            Con affetto Mimma

          • Mimma scrive:

            @Murmex
            Credo di averle risposto nel commento inviato a Cuba.
            La mia fiducia in Dio è TOTALE, un po meno mi fido di me.
            Cari saluti.

          • cuba_libre scrive:

            @ Mimma

            Grazie del chiarimento.

          • minstrel scrive:

            Due chiarimenti riguardo a libertà umana e prescienza divina (che NON PUO’ NON ESISTERE altrimenti non sarebbe Dio!).

            “Dio conosce anche le azioni future libere delle creature ragionevoli con infallibile certezza.De fide.
            Insegna il Concilio Vaticano I: «Omnia enim nuda et aperta sunt oculis eius (Ebr. 4, 13), ea etiam, quae libera creaturarum actione futura sunt» (D. 1784 [DS. 3003]).
            La Scrittura attesta questa verità assai chiaramente nel Sal. 138, 3: «Tu penetri da lontano il mio pensiero … ed ogni mio procedere ti è familiare». Dan. 13, 42: «Eterno Iddio, che conosci ciò che è celato e tutte sai, prima che avvenga». Gv. 6, 65: «Gesù sapeva dal principio chi non gli avrebbe creduto e l’avrebbe tradito».
            I Padri si richiamano con predilezione alle profezie. TERTULLIANO, Adv. Marc. 11, 5: «Che devo dire io sulla sua prescienza, dal momento che ci sono tanti testimoni quanti sono i profeti?».
            Prescienza e libertà. Il dogma dell’infallibile prescienza divina delle azioni libere future non elimina quello della libertà umana (D. 815 [DS. 1555]). I Padri si richiamano al carattere eterno della scienza e ne deducono che Dio, prevedendo le azioni libere future, non impone ad esse alcuna necessità, come non l’impone l’uomo ricordando quelle passate. Cfr. AGOSTINO, De libero arbitrio III, 4, 11: «Come tu per mezzo del tuo ricordo non fai che sia necessariamente accaduto ciò che è passato, così anche Dio con la sua prescienza non fa che debba accadere necessariamente ciò che sarà nel futuro».
            La teologia speculativa distingue tra la necessità antecedente che precede l’azione e toglie la libertà e la necessità conseguente che segue l’azione e quindi non tocca la libertà. Quest’ultima secondo il principio di contraddizione risulta dalla stessa attualità dell’azione (ciò che è fatto non può essere non fatto). Le azioni libere previste da Dio avvengono infallibilmente o necessariamente, non di necessità antecedente, ma di necessità conseguente. S. TOMMASO usa nel medesimo senso la distinzione tra necessitas consequentis e necessitas consequentiae. La prima richiede che un effetto segua necessariamente da una causa. L’altra esprime una necessità logica, quale per es. esiste tra le premesse e la conclusione di un sillogismo. Nel caso nostro: quando Dio nella sua eterna prescienza vede alcunché di presente, secondo il principio di contraddizione è necessario (di necessità conseguente o logica) che ciò avvenga realmente. Cfr. S. c. G. I, 67; De veritate 24, 1 ad 13.”

            Sempre dal Compendio di Teologia Dogmatica di Ludwig Ott, IV edizione, versione digitale pag. 53

      • Sal scrive:

        @ Mimma
        Non è questione di microchip. E’ questione di stampino.
        Le copie si fanno con lo stampino. Non col microchip.

    • murmex scrive:

      Cherubino,si vergogni lei che si permette di giudicare chi nemmeno conosce e che come al solito non ha capito niente di quello che ho detto data la sua ignoranza della dottrina cattolica.Quello che conta è l’intenzione con cui compiamo l’azione virtuosa:se siamo mossi dalla Carità,la facciamo per l’amore di Dio e del prossimo perchè così Lui ci ha comandato;in altri casi possiamo fare opere virtuose mossi da altri motivi puramente umani,per esempio la cosiddetta “autorealizzazione”che ci fa sentire buoni e virtuosi,o per ricavarne stima ecc.Siccome Dio ama la virtù,ci premierà per questi atti,ma la ricompensa sarà in questa vita,come è successo p.e.ai Romani,popolo che coltivava le virtù civili ed è stato premiato con un bene temporaneo,un grande impero.Troverà una spiegazione più accurata nel Teotimo di S Francesco di Sales,Dottore della Chiesa

      • Cherubino scrive:

        la solita tecnica di non rispondere a quanto obiettato, far passare qualche chilometro di post così gli sbadati non si accorgono dell’incoerenza delle sue risposte. Allora rinfreschiamo la memoria. Lei ha rinforzato un post di Iva, sul fatto che secondo lei la Chiesa e il papa prima di tutti parlano di una carità che è solo “umana”, dicendo

        “ricordo anche che le opere a niente valgono per la vita eterna se non sono mosse da un motivo di carità soprannaturale,l’amore puramente umano sarà ricompensato solo in questo mondo”.

        Ora, appare evidente a tutti che non abbiamo noi un modo per stabilire se un’opera di carità è mossa dalla carità vera o da motivazioni di altro genere. Quindi sia le affermazioni di Iva sia la sua “precisazione” che non precisava nulla sono inutili, pure sparate per farvi passare per zelanti fedeli alla dottrina. Anche l’ultima frasetta con cui lei rimanda a S. Francesco di Sales è pura retorica. Detto alla napoletana lei “si spara le pose” e niente più.

        Quindi, ritornando alla sostanza, se il papa invita alla centralità dei poveri, alla giustizia della fraternità, e voi tirate in ballo la mancanza di spiritualità e altre cretinaggini del genere, basta poco per smontarvi.

        1) Innanzitutto quello che ironicamente le facevo rilevare: voi non potete ergervi a giudici di chi fa opere di carità corporale e sapere con che spirito lo fa, quindi la giustizia vuole che voi riconosciate il bene senza ipotizzare intenzioni occulte di cui non potete sapere nulla. Il presupporre negli altri l’intenzione cattiva è un vizio gravissimo della coscienza, contrario a quella carità ceh “è benigna, non è invidiosa … Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta”.

        2) In secondo luogo, pure vi facevo notare che non c’è opposizione tra misericordia corporale e spirituale (mentre voi opponevate le due dimensioni): lavare i piedi al prossimo, essere buoni samaritani, visitare gli ammalati e sfamare gli affamati, ne parla nostro Signore Gesù Cristo e non ha mai detto che tutto ciò è segno di “scarsa spiritualità”. Poi nel precedente post lei cerca di mettere le pezze all’evidente contraddizione del vostro panegirico sul materialismo del papa e della Chiesa. Ma la pezza è peggio dello strappo.

        3) Infatti la sua frase seguente è completamente sbagliata: “Siccome Dio ama la virtù, ci premierà per questi atti, ma la ricompensa sarà in questa vita, come è successo p.e.ai Romani,popolo che coltivava le virtù civili ed è stato premiato con un bene temporaneo,un grande impero”. Questo è puro vaneggiamento. Non c’è nessun automatismo tra virtù e “premio”. Dio fa dei suoi beni quello che vuole e a noi non è data alcuna certezza del come e del quando Dio fa giustizia e dà “a ciascun il suo”. Che poi il “grande impero” sia il bene temporaneo con cui Dio ha premiato le virtù civili dei romani antichi è ridicolo. Sia perchè i vizi dei romani erano almeno pari alle loro virtù (che non erano poi neanche così tante), sia perchè il “grande impero” fu costruito sul sangue, sulla repressione della libertà, sulle lotte fratricide di potere. Come del resto quasi tutti i “grandi” imperi e regni. Pensare che Dio premi un popolo autorizzandolo e facilitandolo nell’oppressione, nelle menzogne di palazzo, nello sfruttamento economico dei popoli è una bestemmia. Legga un pò l’Apocalisse, in cui Babilonia rappresenta Roma, e veda come viene dipinta a tinte “allegre”. Il vangelo è la più profonda e radicale contestazione dell’impero, perchè non contesta un’autorità (date a Cesare …) ma il suo autogiustificarsi con motivazioni teocratiche come quelle che ha citato lei ! Nessun potere civile gode dell’imprimatur divino, è la sua legittimità (legga S. Tommaso d’Aquino, please) viene dall’essere ordinato al bene comune nel rispetto del diritto naturale. Altro che premio ! Voi siete talmente ignoranti e semplicioni in materia di dottrina cattolica che l’unica conclusione è che siete solo un gruppetto di neofascisti che di cose cattoliche sanno gran poco e che hanno preso di mira i blog cattolici. Riciclate pezzi di testi trovati su internet e costruite ad arte risposte e affermazioni che ripetete come spot pubblicitari.

        • homo biblicus scrive:

          Concordo pienamente, Cherubino, qui si legge il vangelo al contrario, si predica l’antievangelo, quell’antievangelo contro il quale S. Paolo ai Galati ha scomodato la parola “anathema”; non “la buona notizia” di un Padre che offre la sua giustizia gratuitamente, prescindendo dai nostri meriti (perdono delle colpe da parte della sua misericordia che ha come indotto la remissione reciproca delle colpe tra noi fratelli) ma “la buona notizia” di un Dio che si lascia abbagliare dalle virtù umane, dalle prodezze ascetiche dei cristiani perfetti che vanno oltre ciò che è strettamente comandato; un Dio che sta dalla parte del fariseo, in definitiva, e non col pubblicano … un po’ diverso dal Dio di Gesù Cristo.

  24. Reginaldus scrive:

    vedo che è stato cassato un mio commento che per una volta tanto credevo andasse d’accordo con le parole che intendevo commentare: quello relativo ai motivi psichiatrici che inducono chi le ha pronunciate a cercare la compagnia degli altri!

  25. Filippo scrive:

    Su questo blog il sig. Reginaldus pontifica sempre con spirito ipercritico su quanti osano apprezzare le parole ed i comportamenti di Papa Francesco.
    Analoghi improperi investivano chi avesse avuto l’ardire di apprezzare Papa Benedetto.
    Io mi chiedo e chiedo esplicitamente al sig. Reginaldus che ci spieghi, dall’alto del suo magistero, cosa dovrebbe fare o dire un Papa per poter ottenere il suo agognato plauso ed evitare vituperi di chiara impronta farisaica.
    In ogni caso, prego lo Spirito Santo che ci renda tutti più misericordiosi e ci aiuti a seguire la Verità.
    Un grazie a Mimma per le tante citazioni del Vangelo sulla misericordia di Gesù.

    • Reginaldus scrive:

      @Filippo,
      “dire”, almeno, quello che ha detto Cristo Signore, come sopra spiegato a proposoto dei bambini con “citazione del Vangelo”…Non va bene???…

    • Mimma scrive:

      @Filippo
      Grazie a lei e Grazie a Gesù per il Grande Dono di Se.

      • emmegi scrive:

        Il papa del 3. millennio non deve affatto occuparsi dei 10 Comandamenti: essi non hanno a che fare col Vangelo !
        Non deve insegnare che esiste la netta demarcazione tra bene e male, tra santità e peccato, tra salvezza e dannazione, e la Via per salvarsi insegnata da Nostro Signore e seguita da tutti i Santi: “salvezza dell’anima”, lotta alle tentazioni, mortificazione della carne NON HANNO alcun rapporto col Vangelo !
        Son roba inventata da bigotti tridentini, ormai OUT, fuori del tempo e della nuova Chiesa conciliare,
        tenera, amorevole e onni-inclusiva.
        Vita “soprannaturale”, Dio trascendente: mitologia, balle !
        Un papa non deve mai parlare di santità, nè di VITA ETERNA: questo non ha a che fare col Vangelo.
        Tutte favole di superbi che vogliono parlare al posto di Dio.
        Bisogna solo voler bene ai poveri e agli affamati, il peccato non ha alcuna importanza, è argomento da “superbi” nemici dello Spirito Santo!
        Gesù non ha mai parlato nè di peccato, nè di anima, nè di conversione, nè di tentazione, nè di comandamenti.
        Ha parlato solo di amore, amore, amore….ama e fa’ quel che vuoi!
        Il bene e il male, il peccato e la Redenzione, la Grazia di Dio, i Novissimi, La Giustizia che rende il PREMIO ETERNO ai servi buoni e fedeli e il castigo eterno ai peccatori che non si pentono mai, sono tutte cose d’altri tempi, fuori moda.
        Oggi un papa parla semplicemente di “etica”, una vale l’altra.
        Fare il “bene” indefinito, come OGNUNO lo intende, anche rimanendo peccatori. Un bene vale l’altro.

        Il papa moderno del 3. millennio non deve riaffermare nessuna verità, ma accogliere amorevolmente tutte le diversamente-eguali verità che esistono al mondo: anche quelle dei corruttori dei bambini, approvati sia nei catechismi (v. quello olandese segnalato già da anni) sia nelle prossime leggi della pubblica istruzione.

        Regno relativista del dialogo inclusivo di ogni corruzione (esaltato anche dal profeta Luxuria alla “messa inclusiva” in onore di don Gallo, giovandosi del “rispettoso ascolto” da parte del cardinale celebrante); regno dell’uomo idolatrato in tutta la sua SENSUALITA’ e concupiscenza, in tutti i suoi vizi marciumi e bestialità, nel panteon fraterno-mondialistaNWO che avanza trionfale senza ostacoli, invece del Regno di Cristo, già declassato da anni ad anticaglia da “lefevriani” fuori del tempo e della storia.
        - – - – - – - – - – - – - – -

        Tramonto (rosso).

        • Reginaldus scrive:

          Detto benissimo, emmegi.

          “Bisogna solo volere bene ai poveri e agli affamati” : ecco la nuova ragion d’ essere della chiesa! Ché altrimenti che ci starebbe a fare, se avendo perduto di vista l’orizzonte del sovrannaturale, non si aggrappasse a quello del sociale???

          - A tal proposito, sentito quello che avrebbe detto ( non confermato ma non smentito) la settimana scorsa il Bergoglio-papa ai vertici della Clar ( Confederazione di Religiosi Latinoamericana e dei Caraibi )? Ha detto loro di vivere una vita santa conforme ai voti della loro professione? Ha detto loro che devono predicare il vangelo della salvezza a tutte le genti, chiamando tutti alla conversione? Ha detto loro che solo operando per stabilire tra gli uomini la fraternità in Cristo anche i problemi sociali possono trovare una soluzione? Nossignori, il papa in Bergoglio ha detto loro, a questi nuovi religiosi, incoraggiandoli, che devono “avanzare verso nuovi orizzonti”, senza paura “di correre rischi andando verso i poveri e i nuovi soggetti emergenti nel continente”.
          E, ha continuato, che se nell’ “avanzare verso i nuovi orizzonti”, si trovassero a imboccare vie non corrette, così da provocare un richiamo dei superiori – esplicita la citazione della Congregazione competente – che cosa dice loro??? Ma non badateci, un’alzata di spalle e via…: ‘ ché se “vi arriva una lettera della Congregazione per la dottrina…non preoccupatevi. Spiegate quello che dovete spiegare, però andate avanti… Aprite le porte, facendo qualcosa là dove la vita chiama”.

          Sì, perché il vangelo non è più sufficiente per indicare la retta Via, secondo i criteri della Verità, e quindi rispondere alle esigenze della Vita….

          E poi il tocco finale: “preferisco una Chiesa che si sbaglia per fare qualcosa che una che si ammala per rimanere rinchiusa”!!!

          Oh che teologia profonda sulla Chiesa! Di essa lui si proclama padrone, e stabilisce come deve essere… Schietto il nostro, e spavaldo: una confessione aperta sulla natura di ‘questa’ chiesa, che lui se la può tenere tutta, lui e i suoi: io preferisco quella che non sbagliando si è aperta a tutte le genti e le ha aiutate a redimersi, secondo il detto di Cristo, il vero Padrone: “Cercate prima di tutto il regno di dio e la sua giustizia e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù”!

          Ma ora si preferisce bla-blare sui poveri, e compiere i gesti della povertà, che fanno tanto applauso ( vivere davvero la povertà, o le tragedie della povertà, è altra cosa ), ma rifiutandosi di predicare il vangelo, per tema di offendere le sensibilità altrui, le “coscienze” altrui, si finisce per illudere i poveri, fingendo di appropriarsene la causa… Perché “ Invano si affaticano i costruttori, se il Signore non costruisce la casa; invano veglia la sentinella se il Signore non vigila sulla città…” .

  26. Reginaldus scrive:

    L’operazione simpatia voluta dalla Cupola Vaticana ha avuto tanto successo che è riuscita a coinvolgere persino la Compagnia di Gesù, il cui simbolo sfavilla- pour cause! – al centro dello stemma dell’uomo fatto venire da lontano per compierla.

    Si leggono da tante parti descrizioni sul ruolo di primo piano che i Gesuiti svolgono per l’ affermazione del Potere Mondialista sulla terra intera: che esse non siano del tutto campate in aria??? Da non dimenticare che parte integrante di questo Nuovo Ordine è il trionfo della Religione Universale dell’ Uomo, nella quale devono scorrere i fiumi di latte e miele del VOLEMOSE-BENE (GPII) nel Nome della Santità dell’ Uomo!

  27. vincendo da torino scrive:

    Trovo senza senso e direi stupido disquisire sul comportamento del papa nelle sue scelte di residenza. Il papa è bene che stia dove per carattere e luogo a lui congegnale possa svolgere al meglio la sua missione. Anzi, la scelta del vivere in comunità con i suoi preti e vescovi la trovo giusta e necessaria per meglio sentire, confrontare opinioni , pensieri e conoscere la realtà ecclesiale in ogni sua sfumatura senza basarsi solo su quanto riportato da persone pur di fiducia, ma pure tentate da filtro che può essere deleterio od opportunista con la migliori intenzioni possibili. Direi un grande plauso al papa Francesco. Ci da maggiore certezza che il suo agire sia ben saldo su conoscenza di fatti e uomini. Cosa vogliamo di meglio? Altri potrebbero trovarsi meglio in situazioni diverse. E’ una scelta del tutto personale.

  28. Andre scrive:

    Chi non ha capito nulla del messaggio cristiano é scandalizzato perché il Papa non ha ancora parlato di aborto ed eutanasia.
    Sembra quasi che certe persone pensino che se il Papa ripete come un mantra “no all’aborto” allora ci sarebbero meno aborti (niente di più falso, ovviamente).
    Invece é proprio l’annuncio di un Dio misericordioso e sempre pronto a perdonarci che sta portando più gente al confessionale e sicuramente sta facendo riflettere e porta ad un nuovo inizio a coloro che erano immersi nel peccato, qualsiasi tipo di peccato.
    E ricordo a quelli che giocano a fare i più papisti del Papa che se il Papa sta mettendo l’accento su povertà e sfruttamento dei poveri che imperversa nel mondo é perché la situazione é estremamente grave, anche se molti sembrano vedere soltanto i matrimoni gay come problema della nostra società non più cristiana.
    E parlare di povertà non é per ciò solo pauperismo ideologico..chi lo dice é forse ottenebrato dalle sue visioni ideologiche del mondo che lo portano a politicizzare tutto

    • murmex scrive:

      quindi lei è subito pronto a bollare come ottenebrato e ideologizzato chi vuol proporre qualche spunto di riflessione.incredibile come queste persone ,tipo Mimma,Minstrel ecc.in nome di comprensione,perdono,misericordia siano le più intolleranti.Di misericordia e perdono si è sempre parlato,o vorrebbe sostenere che la Chiesa ha tradito il Vangelo per 2000 anni?Ma insieme ad essi si è sempre parlato anche di giustizia,conversione ,abnegazione,disprezzo dei beni mondani e della vanità,opposizione ai desideri della carne.La Verità va presentata tutta intera.Il Papa giustamente denuncia le ingiustizie sociali,su questo si è tutti d’accordo(almeno a parole);ci sono però altri temi cruciali su cui non ci si può aspettare assolutamente l’accordo del mondo,e su cui anche i fedeli sono estremamente confusi;è un peccato auspicare una parola chiara e autorevole?

      • stefano scrive:

        Veda Murmex, anch’io attendo con trepidazione di sentire cosa dirà il Papa sull’argomento. Ma non perché io tema che lui possa pronunciare parole annacquate o troppo accomodanti per il mondo (ricordi che, come BXVI caratterizzò il suo pontificato per l’opposizione al relativismo, questo Papa ha da subito caratterizzato il suo per la denuncia dello spirito mondano, che poi è la stessa cosa).
        Il fatto è che io pendo letteralmente dalle sue labbra, per cui attendo ogni giorno di ascoltare la sua parola, ogni sua parola. Se lei se ne sta lì pronta col microfono per registrare solo quello che già si aspetta, davvero non sa cosa si perde.

        • murmex scrive:

          Bene,allora speriamo e trepidiamo entrambi,Stefano.Io però del Papa non seguo tutto,(e ritengo di poterlo fare,le omelie private nella cappella di un albergo,pronunciate inoltre con una certa incertezza di linguaggio,non penso possano rivestire carattere magisteriale)perchè alcune cose mi hanno procurato inquietudine e preferisco nel tempo a disposizione,leggere dottori della Chiesa dalla dottrina certa e sicura

          • stefano scrive:

            Mi scusi murmex, a parte il fatto che si può apprendere qualcosa da tutti, non solo dai Padri della Chiesa, ma, nel caso del Papa, le assicuro che i suoi commenti, anche a non volerli considerare Magistero, sono sempre molto edificanti. Senza contare che la parola viva è molto più forte e coinvolgente di quella scritta.

          • Mimma scrive:

            @Murmex
            Quando verrà canonizzata per il suo zelo, leggeremo anche di santa Murmex tritatutto.

    • macv scrive:

      “chi non ha capito nulla del messaggio cristiano”
      E invece “chi ha capito tutto del messaggio cristiano” se ne frega altamente di aborto ed eutanasia ????! Queste cose per chi ha capito tutto del messaggio cristiano , come Andre , non hanno alcuna importanza ???
      che milioni di feti siano abortiti e che in Cina e in India ci sia l’aborto selettivo verso le femmine” ai cristiani “che hanno capito tutto” come andre non gliene può fregare di meno ? e si stupiscono che altri cristiani ( che secondo Andre non hanno capito nulla!) si scandalizzino ???. Ma come!
      Chi “ha capito tutto” come Andre dovrebbe darmi la lista delle priorità del messaggio cristiano: io ero rimasto che al primo posto c’era la vita umana , o no?

      • Annarita scrive:

        Lei è rimasto indietro, al primo posto c’è ciò che ci aggrada, ciò che ci lascia in pace. Prendere posizioni è una scocciatura, poi magari ci prendono in giro o ci martirizzano, vuole scherzare? Meglio rimanere con un piede da una parte e l’altro dall’atra, così possiamo sempre difenderci e all’occasione dire che non siamo mai stati cattolici.
        E’ una tattica di sopravvivenza. ;-)

        • Sal scrive:

          @ Annarita
          Aproposito d rimanere indietro:
          Papa/ Sito: Francesco ha ammesso l’esistenza di una “lobby gay”
          h**p://www.ilmondo.it/esteri/2013-06-11/papa-sito-francesco-ha-ammesso-esistenza-lobby-gay_272752.shtml

          Papa: in Curia esistono “lobby gay e una corrente di corruzione”
          h**p://www.agi.it/cronaca/notizie/201306111855-cro-rt10279-papa_in_curia_esistono_lobby_gay_e_una_corrente_di_corruzione

          A volte mi stupisco dello stupore…..

      • Marino scrive:

        Non vedo alcuna frattura tra la priorità del messaggio cristiano (la vita umana) e gli attuali discorsi di Papa Francesco. Anzi… al contrario! E’ con un’enfasi non comune che il Papa ripete spesso e volentieri “la mancanza di etica fa male all’umanità”, “la politica si occupa di finanza
        e banche, non di chi muore di fame”, ecc. Non è forse la dignità umana che mira a difendere Papa Francesco nei suoi discorsi? Certo, non ha ancora parlato esplicitamente di aborto, ecc, ma non mi pare che stia parlando del più e del meno. Sono tutti discorsi mirati, taglienti e pertinenti al messaggio cristiano. “Se cadono gli investimenti, le banche, tutti a dire che è una tragedia. Se le famiglie stanno male, non hanno da mangiare allora non fa niente”… Non è anche questa difesa della vita?

  29. federica scrive:

    Grazie Andre per il suo post. La penso esattamente come lei

  30. macv scrive:

    E’ incredibile ! ridicolo! IL Papa e i preti oggi parlano di TUTTO, letteralmente di tutto, dall’economia alla sociologia alla psicologia ecc. di tutto parlano MENO che di ciò che concerne il nocciolo del messaggio cristiano. Sarebbe un po’ come se i primi apostoli , invece di parlare di Cristo crocifisso e poi risorto, si fossero lanciati in pensosi “dibbattiti” sulla situazione conomico-sociale dei palestinesi o se fosse meglio portare la tunica di lino o di lana, e calzare sandali piuttosto che calighe,.
    rendetevi conto caro Andre and company, che proprio perchè i preti oggi di tutto parlano meno che dell’essenziale, la gente è così annoiata e disgustata che non li ascolta neppure più! Ma sì continuiamo a peralre dei “piani pastori” dell’”otto per mille” del papa che non porta più la mozzetta, andiamo avanti cos’ stiano rigorosamente ZITTI su aborto, eutanasia nozze gay. Certo non avremo una religione “incisiva” e determinante sulle scelte esistenziali umane ma avremo una fede da “audience” molto alta, tipo il festival di Sanremo!

  31. macv scrive:

    Quanto alla risibile “imitazione di Cristo” che sembra essere il leit-motiv dei fans di questo Papa in contrapposizione ai papi precedenti ( quelli tutti pompa, magnificenze, lusso, superbia, arroganza, questo ad” imitazione di Cristo” tutto umiltà, povertà mansuetudine, sobrietà ecc) ribadisco che l’imitazione di Cristo non si deve fare nei particolari secondari ma nella sostanza: Cristo fu perseguitato e ucciso non perchè povero, umile, mansueto, mite, sottomesso, ( era ANCHE questo)ma perchè trionfalmente ( Ingresso a Gerusalemme) e radicalmente REGALE nella sua coraggiosa predicazione: i capi degli Ebrei non l’hanno mandato a morte perchè era povero e buono e mansueto , ma perchè si era proclamato Messia, Re di Israele , Figlio di DIO, e la folla a sua volta non ha gridato Crucifige perchè Cristo era uno straccione, ma perchè (al contrario) era un Capo spirituale estremamente POTENTE.
    la Vulgata moderna che fa di Cristo appunto un “povero Cristo” è stupida e ridicola: la potenza taumaturgica, i miracoli, il carisma, la profondità della predicazione facevano di Gesù di Nazareth un “Profeta” molto pericoloso e temuto e ammirato .
    i suoi odierni “seguaci” ( si fa per dire) pensano invece che basti mostrasi poveri, umili sottomessi,un po’ tonti, dire sempre si sì , insomma fare come i cani che non sono “alfa” che quando gli si avvicina un altro cane “alfa” si stendono a terra in posizione di sottomissione, per essere cristiani.
    Non è proprio così! il coraggio, la fermezza,l’eroismo e anche una certa “imprudenza” nel proclamare il proprio messaggio è giusto e salutare, ed è quello che ebbero Pietro, Paolo e i primi cristiani ! San Paolo poi non era certo un “mansueto” un sottomesso ! Certo i cristiani non devono essere arroganti ma orgogliosi di essere cristiani! non violenti ma neppure vigliacchi! Non aspiranti al potere ma neppure sottomessi!
    altrimenti, saremo destinati a scomparire, come tutti i mediocri!
    Nell’ Apocalisse dei “tiepidi” si dice che saranno “vomitati” perchè non sono ne’ caldi ne’ freddi!

    • Sal scrive:

      @ macv
      sempre più ammirato. Davvero bravo.

    • Cherubino scrive:

      “Cristo fu perseguitato e ucciso non perchè povero, umile, mansueto, mite, sottomesso, ( era ANCHE questo)ma perchè trionfalmente ( Ingresso a Gerusalemme) e radicalmente REGALE nella sua coraggiosa predicazione: i capi degli Ebrei non l’hanno mandato a morte perchè era povero e buono e mansueto , ma perchè si era proclamato Messia, Re di Israele , Figlio di DIO”

      Lei non ha capito niente del vangelo. Quando Pilato chiede a Gesù se è re, Gesù risponde che egli non è come lui (e lei dietro a Pilato) interpreta il termine re.
      Egli è Re di verità e di mansuetudine. Lei è talmente ignorante di vangelo da non sapere che Gesù entra “trionfalmente” in Gerusalemme a cavallo di un’asino, richiamando la profezia del re mansueto.
      Egli si definisce “mite ed umile di cuore”.

      Il vostro problema è proprio questo, siete i zeloti del 2000, volete un Dio guerriero, un Cristo sul trono del potere umano. Gesù , che non è venuto per essere servito ma per servire, e lava i piedi degli apostoli come segno del senso profondo della sua missione, non sarà mai quello che voi pretendete. Voi adorate il Faraone, noi il Dio dell’Esodo, che non possiede neanche il guanciale su cui dormire.

      • Cherubino scrive:

        gli zeloti

        • Iva scrive:

          questa riduzione di Gesù al solo aspetto di “umile e mansueto”, che non conosce la giustizia e mai parla di giustizia, e che loderebbe e approverebbe tutti i peccati, senza mai spingere a conversione i peccatori nè mai ammonire circa la perdizione dell’anima, è un oltraggio al vero Dio rivelatosi nel suo Figlio Unigenito, quando nel Battesimo al Giordano, ( e nella Trasfigurazione di Gesù sul Tabor ) dal Cielo disse:
          “Questi è il Mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto: ascoltatelo!”
          ascoltarlo come Figlio di Dio e Messia significa accogliere e mettere in pratica TUTTE le sue parole, non una parte scelta (o pagine STRALCIATE e reinterpretate) secondo i comodi dell’ideologia personale o fazione DOMINANTE di un secolo corrotto e materialista, mettendo il Vangelo al servizio della politica (marx-pauperista, chiaramente) che chiude le anime nell’ALDIQUA!
          è una falsificazione spaventosa della Persona e Missione di Nostro Signore, che dice molto chiaramente:

          “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra;
          non sono venuto a portare pace, ma una spada.
          Sono venuto infatti a separare ”il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa”.
          Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me;
          chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.
          —————
          i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa”.
          Questo accade sempre, e sta accadendo NELLA Chiesa, da 50 anni, da quando si è preteso, col concilio-egalité, di “cercare ciò che unisce” tutto a tutti, senza più distinguere Vero/falso, Bene/male.

          Da quando vige il “vietato vietare” tutto è permesso; ma sono perseguitati con ferocia solo quelli che dicono e testimoniano la VERITA’, tutta intera e senza sconti: il Vangelo e la Dottrina Divina di Cristo, senza alterazioni, annacquamenti e CANCELLAZIONI ARBITRARIE o false traduzioni/tradimenti delle sue parole, per ASSERVIRLE ALLO SPIRITO DEL MONDO.

          I nemici dei veri seguaci di Cristo stanno dentro la Chiesa (conciliarizzata-dialoghista), e sono i seguaci della chiesa mondanizzata, asservita alla politica social-materialista = chiesa orizzontale/buonista e LASSISTA con tutti i peccati,
          - che non vuole INSEGNARE CON AUTORITA’, come Gesù Cristo faceva,
          - che non vuole GOVERNARE con fermezza e paternità pastorale, (bastone + vincastro che danno SICUREZZA) custodendo la Dottrina perenne, riconfermando nella vera Fede le pecore=i cattolici DISCENTI, e TUTELANDO le anime dai lupi eretici e corruttori, servi di satana;
          – che NON PARLA MAI DI VITA ETERNA, quindi non vuole più SANTIFICARE nessuno!
          rinuncia effettiva ai 3 munera spettanti ai sacerdoti, agli apostoli e in sommo grado al Vicario di Cristo, che dal 13-03-13 non li vuole proprio usare, perchè parla a caso, in modo vago e confuso (e confondente), sempre in maniera informale, come stesse in piazza tra gente e giornalisti, in conversazione “alla buona”, terra-terra,
          MAI DALLA CATTEDRA, come Pietro è tenuto a fare, in ogni tempo della Chiesa!
          (e che docenza sarebbe questa populista facilona? che significa “chinate il capo”? a che cosa, a quale alto magistero? a una esternazione confusionaria come quella riferita, in modo ancor più caotico dal cronista sopra, del 10 giugno?)
          Da mezzo secolo i pastori di anime non vogliono parlare ai fini di salvezza e SANTIFICAZIONE delle anime, dato che l’inferno non è un pericolo reale, se “noi moderni” siamo tutti buoni per natura come credeva Rousseau, rivalutato a inizio cv2….

          (….perchè ci fanno credere che siamo tutti già santi fin dal grembo materno, come S. Giovanni Battista, grazie a LG !).

          • Cherubino scrive:

            e chi ha mai detto che Gesù non parla di giustizia ? e non insegna con autorità ?

            Siete voi a cercare costantemente a ridurre le parole del papa e a contestarne l’autorità. Questo papa insegna e molto, nell’udienza del mercoledì, nell’Angelus della domenica e tutti i giorni nella Messa a S. Marta. Il sito Vaticaninsider è pieno di omelie e discorsi di questo papa e non ce n’è una in cui dica “la mia non è una parola di papa”.
            E non c’è una parola in cui non esorti alla giustizia e ad una giustizia radicata in Gesù, condannando contemporaneamente l’ingiustizia e tanti atteggiamenti errati del cuore, che è ancora più importante dei singoli atti.

            Lei si torto da sola, perchè è lei che contesta, riduce, sminuisce, fa finta che certe cose non vengano dette.
            Le sue bugie sono ignobili e moralmente un grave peccato contro la verità. Peccato che i suoi preti lefebvriani non potranno assolvere.

          • minstrel scrive:

            Il tema biblico della Giustizia è parecchio intricato, ricordo che nel sito della Nuova Regaldi c’era una bellissima serie di lezioni di Don Barbaglia sull’argomento il cui fil rouge e conclusione è che “Il perdono è la più alta forma della giustizia di Dio”.
            Al riguardo c’è anche una splendida serata dello stesso con l’attrice Giannoni nel Battistero di Novara. Si trova la registrazione nel DVD “Padre Nostro” che si può richiedere alla Nuova Regaldi.
            Ora non ho tempo di cercare nel marasma del sito l’mp3 delle lezioni, ma se scrivete alla solertissima Redazione saprà certamente esservi d’aiuto.
            Se dovesse essere necessario posso anche copiare la voce “giustizia divina” del dizionario del Leon-Dofour, ma non mi sembra il caso (anche perché sono un bel pò di parole!).

    • homo biblicus scrive:

      ma perchè si era proclamato Messia, Re di Israele , Figlio di DIO, e la folla a sua volta non ha gridato Crucifige perchè Cristo era uno straccione, ma perchè (al contrario) era un Capo spirituale estremamente POTENTE.
      molto singolare questa Cristologia e l’interpretazione della morte di Gesù decretata perché troppo POTENTE. “i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire” questa frase è riportata nel Vangelo di Marco all’inizio del III capitolo non dopo l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme che in un certo qual modo può rappresentare la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Gesù, per i farisei e gli erodiani si era manifestato reo di morte per avere anteposto alla legge il bene dell’uomo (la guarigione in giorno di sabato); ma Gesù non si è limitato a questo: ha anteposto il bene dell’uomo anche a tutto l’ordinamento cultuale senza lasciare intendere che si trattasse semplicemente di quell’ordinamento cultuale ma qualsiasi ordinamento cultuale, qualsiasi legge.

      • murmex scrive:

        Veramente Gesù,caro homo biblicus,è stato messo a morte con l’accusa di bestemmia,per essersi dichiarato Dio e Re dei giudei,come appare dal cartiglio riportante il motivo della condanna posto sulla Croce in tre lingue :Gesù Cristo re dei Giudei (che i Giudei volevano venisse sostituito con”perchè si è dichiarato re dei Giudei”,cosa che Pilato con un guizzo di dignità,si rifiutò di fare dicendo:quel che ho scritto ho scritto)

  32. Andre scrive:

    É assurdo vedere come voi non capiate…..ma chi ha detto che non é importante
    A difesa della vita umana?? Come al solito non capite, chiusi nella vostra torre d’Avorio….sto dicendo che questo Papa é sempre stato uno strenuo difensore della vita umana, l’ha pure detto durante la giornata per la vita ricordando l’iniziativa uno di noi a difesa dell’embrione!!! Per cui cui imparate a tacere, vestitevi di un Po di umiltà di cui siete TOTALMENTE sprovvisti, chinate il capo e ascoltate il Papa!e se volete un Papa che parli solo di aborto, eleggetevelo e fatevi la vostra chiesa.

    • Annarita scrive:

      No, magari se oltre l’aborto, dicesse anche che il modernismo è un’eresia da combattere, che il CVII è stato la causa dell’entrata trionfale dell’eresia modernista nella Chiesa e che la messa nuova è la causa dell’ulteriore perdita della Fede e la continua offesa a Dio sacramento, preso impropriamente in mano da gente che non ha le mani consacrate, senza riverenza. Ecco mi basterebbe che dicesse queste cose e prendesse le giuste risoluzioni, giusto perchè mi addolora molto vedere come Nostro Signore sia così poco onorato e spesso palesemente offeso. Gesù a Padre Pio disse: i miei ministri sono dei macellai.
      Mi pare che è questo che un Papa in definitiva debba fare, condannare gli errori e continuare a proclamare le verità. Il resto è di sua libera scelta, può vestirsi con il saio, flagellarsi, dormire su una pietra, mangiare a santa Marta con gli spazzini, faccia lui, ma non può stare in silenzio quando si disonora Dio pubblicamente.

      • vincendo da torino scrive:

        @Annarita. Il concilio non ha sdoganato affatto il modernismo come lo intendevano i papi che l’hanno condannata. Apertura non vuol dire modernismo. E’ una falsa e deplorevole interpretazione dei testi conciliari, anche da parte di frange di cattolici.Che la crisi di fede dipenda dal Novo ordus è una “boiata pazzesca” valida solo per i nostalgici e i chiusi di mente. Anche solo il pensare di fare una funzione in una lingua sconosciuta ai più è indice di arretratezza mentale e fatto intollerabile in una assemblea. Lo dico con cognizione di causa, ben conscio degli abusi che sono stati fatti a cui occorre porre rimedio. Mi risponda: secondo lei Gesù distribuì le specie consacrate nelle mani o in bocca? Lei la vuole sapere più lunga , vero?

        • murmex scrive:

          Ma lei lo conosce il modernismo(cloaca di tutte le eresie,somma di tutti gli errori che intendono-e naturalmente non vi riusciranno,ma intanto danneggiano tante anime-scardinare la Chiesa dalle fondamenta?)Ha letto le encicliche che ne parlano,(di cui una addirittura col crisma dell’infallibilità).Lo faccia,Vincenzo,e si chiarirà le idee.

          • minstrel scrive:

            E lei conosce il movimento teologico che lei scambia erroneamente con il “modernismo” di Pio IX?
            Faccia esempi su: nomi e cognomi di teologi, fonti e giudizi a suo dire audaci ed eretici e modernisti già condannati e poi vediamo.

        • Annarita scrive:

          Io mi sono allontanata dalla fede a causa della nuova messa che mi pareva un cabaret e sono tornata alla fede con la scoperta (perchè è stata una scoperta) della Messa e dei sacramenti ben dati e della buona dottrina.

        • Annarita scrive:

          A parte che al tempo di Gesù un gesto d’amicizia era proprio quello di imboccare gli amici a tavola con te, dunque potrebbe essere che Gesù diede il pane in bocca. Io non volgio saperla più lunga, no, furono i Padri della Chiesa, gli apostoli, i Papi che decisero con la loro autorità che la forma più sicura per prendere il Corpo e Sangue di Cristo fosse la Comunione in bocca ( e magari con riverenza). E comunque la Chiesa mai diede l’Ostia in mano, ma al massimo su un lino posto sulle mani, che poi nel tempo si trasformò nella patena, che oggi fanno fatica ad usare, con il rischio di far cadere bricciole e calpestarle.

      • cuba_libre scrive:

        @ Annarita

        “No, magari se oltre l’aborto, dicesse anche che il modernismo è un’eresia da combattere, che il CVII è stato la causa ”

        —————————————————————-

        Molto meglio invece i bei tempi di Richelieu, Mazzarino, Torquemada, Rodrigo Borgia, Raniero degli Avogadro (quello che arse Fra Dolcino) , Bonifacio VIII….. quelli si’ che erano VERI Cristiani, niente affatto modernisti!!!

        • Reginaldus scrive:

          non tutti i cristiani sono veri cristiani , ma tutti i modernisti sono tutto fuorché cristiani!

        • Annarita scrive:

          Certo che se lei mi elenca solo quei nomi che le fanno ribrezzo, è logico darle ragione, perchè non mi elenca un S.Pio V, un S.Pio X, un S.Giovanni Bosco, un S. Francesco di Sales, un S.Cotolengo, un s. Filippo Neri, una S.Caterina da Siena, un S Ignazio di Loyola, un S.Camillo di Lellis, un S.Carlo Borromeo, un santo Curato d’Ars…….devo continuare? E’ meglio di no, perchè altrimenti non finisco più.

          • cuba_libre scrive:

            Appunto, la mia era proprio una provocazione! Allora, se parallelamente a coloro che ho elencato io, vi sono state anche delle persone in odore di santità (su alcune di quelle che ha menzionato avrei qualcosa da ridire!), ve ne sono altrettante che lo sono anche se appartengono al post Concilio. Non mi verrà certo a paragonare Don Benzi con Don Verzè o Don Romero con Marcinkus. Di Don Gallo non parlo perchè so in partenza che discordiamo all’origine.

          • cuba_libre scrive:

            Dimenticavo: sa qual e’ la differenza fra coloro che ho nominato io e coloro che ha nominato lei: che il VERO potere era detenuto dai primi, e sono i primi che sono i veri responsabili dello scempio della chiesa in quei periodi bui.

      • murmex scrive:

        Certo ,Annarita,aborto eutanasia,unioni omosessuali ,rifiuto sempre più marcato della regalità sociale di nostro S.Gesù Cristo,non sono altro,ne sono convinta,hhe conseguenza del venir meno del baluardo della Liturgia e della Dottrina , di desistenza dell’autorità,di perdita generalizzata della Fede ,con conseguente diminuzionene di grazie e aiuti dal Cielo.La radice è quella,e non ci sono indizi che la si voglia estirpare

      • cuba_libre scrive:

        “In Vaticano esiste una potente lobby gay” l’ha detto ieri papa Francesco.
        Io non prego molto, anzi quasi mai, ma credo che una preghiera per lui la recitero’ volentieri, ne ha proprio bisogno chi ha deciso ( e lui l’ha deciso!) di dichiarare guerra a certe caste diaboliche che esistono oltre Tevere!
        Che cosa si pretende di piu’, l’autofragellazione?

        • peccatore scrive:

          Papa Francesco sta toccando i punti nevralgici della sporcizia ecclesiale: dinero, lobbies, simpatie per lo “spirito del mondo” e il suo principe… Papale papale. Non per niente ha messo il pontificato sotto la protezione della Madonna di Fatima.
          Dobbiamo pregare tanto per lui e riparare, riparare con tante sante messe, digiuni e opere di carità.
          Oggi la messa ha detto una cosa forte: iota unum.

        • Reginaldus scrive:

          e se questa lobby esiste dal vaticano II, che cosa ha fatto contro di essa l’altro papa in contemporanea, coinquilino anch’esso del vaticano??? Si è ritirato, dicon, perché non aveva forze sufficienti per combatterla??? Ma nemmeno quando è stato eletto quelle forze aveva??? E ora perché si è ritirato, è stato santificato: non sarebbe stato meglio che tutta la caterva di elogi che ha ricevuto per la grandezza del suo gesto, se la fosse meritata, anche in parte, sul campo di battaglia contro il mostro di quella lobby???

        • Annarita scrive:

          Esistono solo oltre Tevere?

          • Reginaldus scrive:

            no certamente, Annarita, ma che esistano e si siano là incistate, è davvero un brutto segno, soprattutto quando diventano propugnatrici di una nuova morale…Lo scandalo non è che ci siano peccatori anche in Vaticano, ma che questi vogliano presentarsi come dottori di una nuova morale, quella cristina/cattolica dopotutto!

      • homo biblicus scrive:

        magari se oltre l’aborto, dicesse anche che bisogna assicurare una vita dignitosa a chi nasce… infatti lo sta facendo
        i battezzati avrebbero solo la lingua consacrata
        le citazioni di P. Pio fatte da certi suoi fans ne fanno un santo da baraccone “Gesù a Padre Pio disse: i miei ministri sono dei macellai” al confronto le frasi messe in bocca dai veggenti di Medjugorie alla Madonna sono dei capolavori teologici

    • Eremita scrive:

      Però Andrè ha ragione, Reginaldus e compagnia devono sbrigarsi a farsi la loro chiesa ed il loro papa, perchè non vi sono segnali che le cose a Roma cambino a loro favore, anzi ogni volta che si elegge unaq papa è sempre peggio per loro. E se nel frattempo muoiono, e si ritrovano a morire come fedeli di una chiesa falsa ed eretica, quale sarà la loro sorte? l’Inferno e la Dannazione Eterna? Perchè sicuramente Dio chiederà loro conto della loro incertezza nel costruire la vera chiesa e scegliere il vero papa, mentre perdevano tempo a chiacchierare in questo blog di eretici senza concludere nulla.

      • Reginaldus scrive:

        oh l’inferno e la dannazione eterna per chi? per chi si è accoto del grande inganno? E per il quale nemmeno più esiste inferno e dannazione eterna, che tutti carne santa e divina siamo!

        • Reginaldus scrive:

          l’inferno e la dannazione eterna non esistono per chi se ne frega di Gesù Cristo- e lo insolentisce anche ( vedi Talmud e Corano ) e si salva per viam suam – ed esisterebbe per chi non può credere a un papa-non-papa, o pur credendovi, deve stare attento a non farselo andare di traverso? Insomma un inferno e una dananzione eterna solo per sedvacantisti e cugini lefebvriani? Ma allora che casino davvero deve essere il paradiso vostro!

      • Annarita scrive:

        No bisognerebbe che i cattolici si sbrigassero a tornare alla fede cattolica, perchè continuando ad offendere Dio, prima o poi arriva la mazzata, a dire il vero la mazzata, per chi ama la Chiesa sono 50 anni che è arrivata, ma per chi crede che la Chiesa sia un’istituto di beneficienza, la mazzata deve essere fisica più che morale e spirituale, perchè della morale e dello spirituale ormai sono disinteressati.

  33. Sveno Grandinera scrive:

    Su una cosa ogni tanto m’arrovello:
    per qual motivo il blog di Tornielli,
    attìri tanto i fans di Marcello,
    Vescovo frànco e di quei fratelli,
    che rifiutando anche l’ultimo appèllo,
    sdegnòsi, e sempre alquanto saputelli,
    presenteràn cattolico cavìllo
    pur sulla tròmba dell’ùltimo squìllo.

  34. Reginaldus scrive:

    Il Bergoglio papa dice che c’è una lobby gay in vaticano: oh scoperta!!! E’ dal tempo del concilio che tale lobby si è insediata dietro le sacre mura….Di questa lobby e della promozione della omoeresia ne hanno già parlato in tanti…… E il libro inchiesta The Rite of Sodomy della Engel è da un po’ di tempo che è sul mercato…. E vabbene, meglio tardi che mai… Ma non volevo dire questo…Volevo solo osservare che è forse per questa ragione che il Bergoglio papa preferisce stare nelle parti basse del vaticano, che quelle alte fosse sono bisognose di un periodo di set-aside, per purificarle dall’inquinamento…

  35. Andre scrive:

    “Bergoglio ha poi condiviso con i religiosi, secondo la trascrizione del colloquio, due «preoccupazioni». Una è la «corrente pelagiana che c’è nella Chiesa in questo momento». Un riferimento ad alcuni «gruppi restauratori». «Ne conosco alcuni, mi è capitato di riceverli a Buenos Aires. Uno ha l’impressione di tornare indietro di 60 anni! Prima del Concilio…». Il Papa avrebbe quindi riferito questo episodio: «Quando mi hanno eletto, ho ricevuto una lettera da uno di questi gruppi e mi dicevano: “Santità, le offriamo questo tesoro spirituale, 3.525 rosari”. Non dicono preghiamo per lei, chiediamo… ma questo tenere una contabilità…».
     
     
    Questo accenno al «pelagianesimo» delle correnti più tradizionali sembra riecheggiare le parole dell’allora cardinale Joseph Ratzinger, che durante un corso di esercizi spirituali tenuti nel 1986 (pubblicati nel 2009 con il titolo «Guardare Cristo: esempi di fede, speranza e carità», Jaca Book) aveva affermato: «L’altra faccia dello stesso vizio è il pelagianesimo dei pii. Essi non vogliono avere nessun perdono e in genere nessun vero dono di Dio. Essi vogliono essere in ordine: non perdono ma giusta ricompensa. Vorrebbero non speranza ma sicurezza. Con un duro rigorismo di esercizi religiosi, con preghiere e azioni, essi vogliono procurarsi un diritto alla beatitudine. Manca loro l’umiltà essenziale per ogni amore, l’umiltà di ricevere doni a di là del nostro agire e meritare…”

  36. Andre scrive:

    Ecco altre parole del pericoloso progressista Papa francesco:La seconda delle preoccupazioni espresse da Francesco, riguarda «una corrente gnostica. Questi panteismi… Entrambe sono correnti d’elite, ma questa è di un’elite più formata… Ho saputo di una superiore generale che incoraggiava le suore della sua congregazione a non pregare al mattino, ma immergersi spiritualmente nel cosmo… cose così… Mi preoccupano perché saltano l’incarnazione! E il Figlio di Dio si è fatto carne nostra, il Verbo si è fatto carne… Che succede con i poveri e i loro dolori, quella è la nostra carne… Il Vangelo non è la legge antica, ma nemmeno questo panteismo. Se si guardano le periferie, i senza tetto… i drogati! Il traffico di esseri umani… Questo è il Vangelo. I poveri sono il Vangelo».

    • federica scrive:

      il fatto è che questi se ne fregano dei poveri, anzi accusano pure il Papa di afer demagogia. Per loro basta che lanci anatemi contro i gay, l’aborto e il modernismo poi i poveri possono pure arrangiarsi

      • cuba_libre scrive:

        Sottoscrivo

      • Annarita scrive:

        perchè per i poveri cosa sta facendo? Visto che non deve mandare anatemi a destra o manca, ha almeno risolto il problema dei poveri? Il fatto che i poveri saranno sempre tra noi e il Papa può dare un’aiuto, noi possiamo dare un aiuto secondo le nostre possibilità, ma questo non esime nessuno a condannare ciò che è già condannato dalle leggi di Dio. Lo sa Federica e Cuba Libre che tra i 4 peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, c’è pure la sodomia? Dunque voi che tanto volete bene ai poveri, perchè odiate i sodomiti e volete che vadano all’Inferno? Lo sapete che tra le sette opere di misericordia spirituale, c’è anche ammonire i peccatori, oltre che insegnare agli ignoranti?

        • cuba_libre scrive:

          @ Annarita

          la prego Annarita, non faccia la catechista con me in maniera asettica, non depone a suo merito, la prego.
          Le cose bisogna contestualizzarle, non si possono valutare cosi’, recitandole a memoria.
          Cosa c’entra la sodomia con questo discorso, solo perche’ sono implicati i gay? Penso non debba insegnarle io da dove derivi il termine “sodomia”. Da Sodoma e gomorra, due citta’ bibliche dove il vizio e l’abuso era istituzionalizzato, cosa c’entra la tendenza dei gay, che fra l’altro non e’ una libera scelta, ne’ una malattia. Se partiamo da questo principio, l’abuso puo’ essere perpetrato anche nella coppia piu’ cristiana che esista, in cui uno dei due partner e’ chiamato ai “doveri coniugali” senza che l’altro lo voglia.
          L’aborto: e’ ora di finirla con queste mistificazioni che fate lei e Iva in particolare; domanda: se ad una persona qualsiasi con un minimo di razicinio e di cervello, chiedesse se e’ favorevole all’aborto o meno, cosa pensa che le risponderebbe? La risposta e’ scontata ed e’ no! peccato solo che una domanda del genere e’ stupida nella sua essenza se non la si va a contestualizzare: sarebbe come se, in virtu’ del fatto che l’assicurazione auto e’ obbligatoria, mi senta in diritto di andare a sbattere dove voglio! Ha mai sentito parlare degli stupri etnici in Ciociaria all’indomani della battaglia di Montecassino?, o di quelli da parte dell’Armata Rossa dopo la conquista di Berlino?, o dei quelli recenti in Bosnia e Serbia da parte dei nazisti di Karadzic e Mladic? Oppure delle violenze quotidiane patiti da migliaia di persone del suo stesso sesso?
          E se una di queste decide di abortire, alla luce di situazione sopra riportate, lei metterebbe un atto del genere alla stessa stregua di una che va ad abortire solo perche’ durante un’avventura estiva non ha usato i dovuti accorgimenti?
          E’ troppo facile fare gli inquisitori col catechismo nella mano sinisra e la frusta nella mano destra, senza entrare nello specifico.
          Chissa’ perche’ durante la battaglia della sen. Merlin pr l’abolizione delle case di piacere, si trovo’ per 10 anni, tanto duro’ l’iter parlamentare per l’approvazione della legge che porta il suo nome, contro tutto lo scheramento clerico-democristiano. E gia’, in fondo avevano un ruolo “igienico” verso le giovani future madri. Li’ la chiesa non batteva ciglio.
          Chisa’ peche’, nel profondo sud (io provengo da lì) il “matrimonio riparatore” era prassi comune fino agli anni 60, anche perche’ quell’ignominia di legge e’ stata abrogata solo nel 1981. E i preti che sapevano che determinate nozze erano viziate in partenza le celebravano ugualmente perche’ in fondo era salvo uno status quo. Ci volle il coraggio di Franca Viola nel 1965 perche’ questa sozzura iniziasse a finire, e nella sua battaglia ebbe tutti contro, chiesa compresa; ma alla fine vinse e il suo rapitore, assieme ai suoi complici venne condannato a 11 anni di carcere.
          Posso darle un consiglio spassionato? Scenda un attimo dal suo piedistallo e vada piu’ in mezzo alla gente e ai suoi drammi. Forse conoscerebbe qualche versetto biblico e qualche passo di catechismo in meno, ma avrebbe un bagaglio di esperienza in piu’ per valutare con piu’ obiettivita’ certe realtà!

  37. Andre scrive:

    Sono spezzoni di un bell’articolo del dottor Tornielli che trovate su la stampa..Papa Francesco ha parlato anche di lobby gay e aborto….non so se puó bastare ai difensori della retta dottrina che pontificano su questo blog…mi raccomando dai, un Po di umiltà d’ora in poi…fa vivere meglio, se si é umili si vede tutto con occhi più saggi…
    E ogni tanto ridete!é un consiglio spassionato…buonanotte a TUTTI!

  38. Nella scrive:

    Anche oggi il prete è un altro Cristo

    Non basta che il prete predichi Gesù Cristo, che lo studi e lo preghi, ma deve amarlo con passione e metterlo sempre al primo posto nelle proprie scelte esistenziali

    Di Padre Piero Gheddo, PIME

    ROMA, 11 Giugno 2013 (Zenit.org) – Il 5 giugno sono andato a Vercelli per celebrare, in una giornata di fraternità sacerdotale, le ricorrenze dei confratelli diocesani con 60-50-40-25 anni di sacerdozio. Dopo la conferenza di don Armando Aufiero sul recente Beato mons. Luigi Novarese, fondatore dei “Silenziosi Operai della Croce”, nella grande chiesa del Seminario l’arcivescovo mons. Enrico Masseroni (50 anni di ordinazione) ha celebrato la Messa con omelia sul sacerdozio e alla fine ha invitato me (60 anni) a dire due parole ai confratelli vercellesi. Avevo il cuore pieno di gioia e ho espresso due pensieri:

    1) Ringraziamo il Signore che ci ha scelti, ci ha guidati, consolati, illuminati, perdonati (più e più volte) e ha portato ciascuno di noi ad essere “un altro Cristo” come si diceva una volta. Ma lo siamo anche oggi! Io sono, come Gesù, mediatore fra Dio e gli uomini. L’errore più funesto per un prete è di avere un mediocre concetto della sua dignità e missione, di considerarsi un funzionario, un impiegato a servizio della Chiesa, della parrocchia. Non è così. Non esiste al mondo altro personaggio più importante e indispensabile del sacerdote di Cristo. Il mondo non ci crede, ma la fede ci dice che è così.

    La nonna Anna era una santa donna che aveva allevato ed educato dieci figli e noi tre nipoti. Era semi-analfabeta (solo la prima elementare), ma con una saggezza evangelica che la rendeva gradita a tutti. La chiamavano quando c’era un ammalato o un morto per andare a pregare, a consolare, a dire una buona parola a tutti. Nell’estate 1949, morì poco dopo a 84 anni, ero seduto vicino a lei e pregavamo assieme. Mi chiede quanti anni mi mancano per diventare sacerdote. Quattro, le rispondo.

    Lei dice: “Io non ci sarò più, ma ricordati, Piero, che quel giorno tu sarai diventato più grande e più importante di De Gasperi e di Togliatti, di Truman e di Stalin, perché dirai le parole della consacrazione, chiamerai il Signore sull’altare e Lui verrà. Avrai Gesù nelle tue mani e potrai darlo a tutti. Non c’è nulla di più importante in questo mondo”. Quando celebro la S.Messa, chiedo sempre al Signore la grazia di avere la fede della nonna Anna e di commuovermi quando consacro l’ostia e il vino e mi nutro del Corpo e Sangue di Cristo.

    2) Il prete dev’essere un uomo innamorato di Gesù Cristo, per dare al mondo l’immagine dell’unico Salvatore dell’uomo. Solo quando Gesù è l’unico amore della nostra vita, riusciamo ad amare tutto il prossimo, anche quelli che non ci vogliono bene; a comunicare in modo efficace la Parola di Dio e portare frutti di vita eterna. Come diceva San Paolo: “Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che fa crescere” (1 Cor. 3,6). Perché solo Dio conosce a fondo le anime e le attira a sé, le converte.

    Non basta che predichiamo Gesù Cristo, non basta che lo studiamo e preghiamo, dobbiamo amarlo con passione, metterlo sempre al primo posto nelle nostre scelte esistenziali. Innamorarsi di Cristo è un dono di Dio che dobbiamo chiedere ma anche prepararci a riceverlo con una vita trasparente totalmente orientata a Dio, alle realtà spirituali e soprannaturali, distaccandoci a poco a poco da tutti gli affetti e gli ostacoli terreni che impediscono la totale consacrazione a Cristo. Non ci riusciremo mai del tutto, è una via di purificazione che dura tutta la vita e che ci ringiovanisce ogni giorno.

    Il prete è efficace nel suo ministero solo se segue il consiglio di Gesù: “Rimanete uniti a me e io rimarrò unito a voi” (Giov. 15, 4). Questo vale per tutti, cari sacerdoti, ma soprattutto per noi che siamo chiamati ad essere per la gente “un altro Cristo”. Del grande missionario mons. Aristide Pirovano, fondatore e vescovo di Macapà in Amazzonia, un suo confratello di missione mi ha detto: “Era tutto di Dio e tutto degli uomini”. Don Primo Mazzolari, la “tromba d’argento dello Spirito Santo nella pianura padana” come diceva Giovanni XXIII, ha scritto: “Se io non porto Cristo agli uomini sono un prete fallito. Posso fare molte cose buone nella vita, ma l’unica veramente indispensabile nella mia missione di prete è questa, comunicare il Salvatore agli uomini, che hanno fame e sete di Lui”.

    Ma per comunicare Cristo bisogna averlo nel cuore. Nel 1964 in India mi sono fermato tre giorni col padre Giorgio Bonazzoli a Benares, la città santa dell’induismo. Giorgio aveva studiato la lingua sacra dell’India, il sanscrito e lo insegnava nella “Hindu University”, traducendo anche i Purana (testi sacri indu) dal sanscrito all’hindi e all’inglese. Mandato dal Pime per iniziare il dialogo con i monaci indù, viveva con loro e come loro, nella piccola cella di un monastero in una povertà commovente. Dormiva su una plancia di legno sostenuta da due appoggi, sul duro legno coperto da una stuoia di paglia, con una coperta e un tarello di legno come cuscino. Mangiava vegetariano come i monaci indù, riso bollito condito con sale e peperoncino, verdure e qualche frutto locale. Insegnava all’università e seguiva la regola dei monaci, dialogando con loro.

    C’è rimasto per 25 anni. Allora in Benares (oggi Varanasi), la presenza cristiana era minima, padre Giorgio viveva proprio isolato nel mondo indù. Ho visto il suo isolamento in un mondo pagano, i pericoli che correva e gli ho detto: “Giorgio, ti ammiro perché tu fai una vita eroica, ma non dimenticarti che sei un prete di Gesù Cristo e devi testimoniarlo con la tua vita”. Mi ha portato nella sua cella e mi ha mostrato la cassetta di ferro con lo specchio davanti che c’è sopra il lavandino, dove in genere si mette il materiale per la barba.

    Giorgio apre lo sportello e dice: “Vedi, Piero, qui c’è Gesù! Quando sono stanco e tentato anche in modi che tu nemmeno immagini, vengo qui, apro il mio tabernacolo, mi inginocchio e prego. Gesù è sempre con me”. Ha detto queste parole con un accento così appassionato, che mi ha commosso e rassicurato. Il mio caro Giorgio, mi sono detto, a Gesù ci crede e lo ama davvero.

    (Articolo tratto dal blog “ARMAGHEDDO. L’attualità vista da padre Piero Gheddo, missionario-giornalista”. L’indirizzo del sito ufficiale di padre Gheddo è http://www.gheddopiero.it/)

  39. Mimma scrive:

    BUONGIORNO BLOG!
    Iniziamo con Gioia?

    La Gioia Cristiana_San Filippo Neri_

    Inviato da oasi.engaddi il Sab, 26/05/2012 – 08:35

    - Figliuoli, state allegri, state allegri. Voglio che non facciate peccati, ma che siate allegri.

    - Non voglio scrupoli, non voglio malinconie. Scrupoli e malinconie, lontani da casa mia.

    - L’allegrezza cristiana interiore è un dono di Dio, derivato dalla buona coscienza, mercé il disprezzo delle cose terrene, unito con la contemplazione delle celesti…Si oppone alla nostra allegrezza il peccato; anzi, chi è servo del peccato non può neanche assaporarla: le si oppone principalmente l’ambizione: le è nemico il senso, e molto altresì la vanità e la detrazione. La nostra allegrezza corre gran pericolo e spesso si perde col trattare cose mondane, col consorzio degli ambiziosi, col diletto degli spettacoli.

    - Ai giovani che facevano chiasso, a proposito di coloro che si lamentavano, diceva: Lasciateli, miei cari, brontolare quanto vogliono. Voi seguitate il fatto vostro, e state allegramente, perché altro non voglio da voi se non che non facciate peccati.

    E quando doveva frenare l’irrequietezza dei ragazzi diceva: State fermi, (e, sotto voce), se potete.

    • Marino scrive:

      Il secondo apostolo di Roma! Che santità! Vale davvero la pena approfondire la spiritualità di San Filippo Neri!
      Grazie Mimma per avercelo ricordato

      • Marino scrive:

        Chissà… Forse anche San Filippo era definito modernista eretico pseudo cattolico dai tradizionalisti della Chiesa pre tridentina…

  40. Iva scrive:

    ancora tanti ingenui, da 3 mesi che soffia questa ventata di “freschezza” e rinnovamento con un pontificato “buono e tenero” (che non vede più il male dilagante nè pare temerlo come pericolo per milioni di anime) con entusiasmo riferiscono (Andre) che questo papa porta “più gente al confessionale” ?

    ah certo….
    ma a QUALE tipo di confessione, quella CONVERSAZIONE dove i preti non fanno più dire L’ATTO DI DOLORE, nè danno penitenze, NE’ ESORTANO A CAMBIAR VITA, a combattere i vizi, (perchè vizi e virtù non esistono più, ma siamo tutti buoni, quindi gli ammonimenti sono superati e antiquati) ?
    quelle dove non si riferiscono più i peccati, perchè non si riescono a VEDERE, NE’ ad averne DOLORE, dove “mortale e veniale” sono concetti sconosciuti a pecore e pastori, e dove certi preti (certi bei tipi, letti e sentiti esempi in aumento) approvano il peccato e consigliano di continuare a peccare, perchè ad es. la “convivenza prematrimoniale è cosa buona” e i genitori non devono impedire ai figli di PECCARE contro il VI comandamento ??

    le sa queste cose Andre ?

    confessioni ridotte a conversazioni/discussioni au pair, dove l’uno o l’altro dei colloquianti racconta -per solidarietà- le proprie “esperienze” (parlo di quelle innocue, di vita quotidiana e sociale) , per sentirsi compresi e scusati dall’uomo-confessore, in cui non dobbiamo più vedere Nostro Signore come si insegnava una volta, ma un uomo qualsiasi, peccatore come noi, che quindi non deve ammonire sulla gravità del peccato come offesa a Dio e causa di dannazione ?

    Andre non si è accorto che è tramontato il concetto stesso di “penitenza”= dolore dei peccati= pentimento= PROPONIMENTO DI NON COMMETTERE PIU’ PECCATI;
    Andre non si è accorto che i preti odierni (la maggior parte se non tutti) non verificano le 5 condizioni di una buona confessione, perchè loro stessi non le conoscono più!
    La prima condizione, messa al bando da oltre 40 anni è l’esame di coscienza.
    E le coscienze sono sempre più oscurate, nè i preti aiutano ad illuminarle, perchè riteniamo di essere “emancipati”, usciti di minore età, neo-illuministi, e la coscienza non ha più nulla da rimproverarci.
    Quindi tutti in massa alla Comunione a ricevere “quella cosa rotonda” (come ha detto un tizio dalle mie parti), perchè la Confessione o non serve a convertire, o se si fa, è solo conversazione che non deve assolvere di niente. Rito di facciata, giusto perchè si usa da secoli.
    Proprio come il fariseo si sentiva davanti al pubblicano (=che ho fatto di male?)

    • Mimma scrive:

      …..E Iva si è alzata col piede storto anche stamattina….

    • cuba_libre scrive:

      @ Iva

      Come vede, nonostante le procuri orrore il mio nick (cosa ci sia di cosi’ diabolico in un cocktail o nel dire che Cuba debba essere libera, Dio solo lo sa; mistero della fede), io sono ancora qui, e come vede rispondo con linguaggio diplomatico.
      tanto per cominicare lei ha davanti a lei uno che a cui a suo tempo, a cavallo fra il Concilio e il suo pregresso, in confessione fu rifiutata l’assoluzione perche’ in un momento di amnesia non ricordava l’atto di dolore! Grande peccato mortale per uno che conosceva tutta la liturgia in latino (e ancora oggi ne ricordo tanti passi fra cui Pater Noster e Ave Maria!). Gagliardo no?
      Sono d’accordo con lei pero’ nell’ultimo capoverso, quando parla di fariseismo nel rito di facciata: ed e’ proprio per questo che non mi confesso piu’ (davanti al prete!) ma, PARADOSSALMENTE, (ascolti, ascolti) l’esame di coscienza che lei dice non viene piu’ richiesto (lei e’ piu’ esperta di me in materia) io invece lo faccio….. ma verso me stesso, non verso chi dovrebbe assolvermi (in base ai suoi canoni). Si’ perche’ i canoni cambiano nel tempo, se ne faccia una ragione: attenzione, io non dico che questa sia una cosa positiva, ma e’ un prenderne atto. A lei che parla di fariseismo, le diro’ come ho detto qui già ben due volte, (e guarda caso non ho ricevuto commenti in merito) che fino alla fine degli anni 50, si era esentati in confessione dall’avere frequentato le case d’appuntamento, in quanto non era considerato peccato! E perche’ non era considerato peccato? In quanto le donne che vi “lavoravano” erano considerate degli oggetti, non avevavno diritto neppure all’assistenza spirituale, quindi visto che erano degli oggetti e non esseri umani, non vi era peccato. Se non mi crede le lascio il link:
      http://cronologia.leonardo.it/storia/a1959z.htm
      Stia bene attenta, pero’ prima di guardarlo, … le sue certezze potrebbero vacillare paurosamente!
      Ah, certo pero’ chi va a convivere viola il sesto comandamento; beh io ho convissuto parecchi anni e non mi sento di aver violato alcunche’, non solo, ma le diro’ di piu’: la convivenza prematrimoniale io la metterei OBBLIGATORIA PER LEGGE. E’ ancora in piedi? Si rilassi, guardi, ha letto bene, perche’ le garantisco che in questo modo ci sarebbero molte meno separazioni e molti meno divorzi, in quanto si andrebbe al matrimonio a cuor meno leggero. Spero che lei sappia, e’ cronaca ormai di tutti i giorni, che la maggior parte delle violenze che a volte sfociano nel femminicidio, vengono consumate nell’ambito familiare, e’ molto difficile che avvengano per opera di uno sconosciuto. Quindi, se dobiamo parlare di fariseismo, per favore, parliamone a 360, e non con …. eyes wide shut!!
      E concludo con quello che per me e’ una pietra miliare: il Signore sa guardare molto, molto , ma molto piu’ in profondità di qualsiasi altro, preti compresi, tradizionalisti o meno che siano.
      E per me e’ l’unica cosa che conta.

      • minstrel scrive:

        In confessione fu rifiutata l’assoluzione perche’ in un momento di amnesia non ricordava l’atto di dolore!

        Ach! 0_0
        Sarei incaz…to anche io con una Chiesa simile.
        Buon cammino Cuba Libre!

      • Annarita scrive:

        Posso darle ragione in quanto può sucedere di imbattersi in cativi ministri, ad esempio a me è accaduto in passato di non aver ricevuto l’assoluzione, non perchè non ricordavo l’atto di dolore, ma perchè dare l’assoluzione non andava più di moda, era superato. Così ho cambiato sacerdote e fine. Lei magari non ha ricevuto l’assoluzione perchè doveva essere provato nel suo amor proprio, magari invece di non confessarsi più, doveva rimanere umile e andare da un altro confessore, invece, mi pare, non vorrei azzardare giudizi, forse, ha vinto il suo amor proprio, si è sentito offeso e ha mandato all’aria tutte le grazie ricevute, fino a d allora. In quanto alla convivenza non mi pare che a lei sia servita un granchè, almeno da ciò che ha scritto in passato. Dunque se un matrimonio deve funzionare ci vogliono diversi elementi: il sacramento appunto del matrimonio che ti da le grazie neccessarie per sopravvivere al matrimonio stesso ;-D
        Naturalmente bisogna anche segliere bene lo sposo o la sposa, perchè il fuoco non perdura per sempre, e se mancano le buone virtù e non si è uniti nei principi di base è dura;
        la pazienza, che non basta mai;
        il combattimento continuo verso le proprie spigolosità e suscettibilità, in parole povere combattere contro il proprio egoismo;
        l’apertura alla vita;
        La consapevolezza che il matrimonio è per sempre;
        e naturalmente a sostegno, i sacramenti, la forza in ogni vocazione si trova alla fonte, cioè andando da Gesù.
        Perciò la convivenza, è solo una scusa per gente debole, che non vuole impegnarsi.

        • cuba_libre scrive:

          @ Annarita

          Oh, ne avesse azzeccata una!! Ma dico, se uno non e’ in possesso di tutti gli elementi per poter dare giudizi, dovrebbe avere l’umiltà ( visto che ne parla tanto) di starsi zitto, e non parlare surrettiziamente; non e’ intellettualmente onesto, mi creda.
          Cosa c’entra l’amor proprio? Forse voleva dire “orgoglio” che e’ cosa ben diversa. Comunque nelle mie decisioni non hanno influito ne’ l’uno ne’ l’altro, perche’ se cosi’ fosse stato sarebbe stato demenziale al cospetto di Dio (atto di superbia). Ma poi chi le dice che la mia decisione di non confessarmi piu’ con un prete sia stata presa all’indomani di quella vicenda? Non e’ cosi’, e’ scaturita parecchi anni dopo, perche’ se mi andavo a confessare, sicuramente non avrei mai piu’ ricevuto l’assoluzione in quanto il mio senso del peccato e’ diverso da quello della chiesa ufficiale. Se per esempio confessavo di usare gli anticoncezionali e mi si chiedeva se ero pentito, se rispondevo di si’ sarebbe stato un sacrilegio in quanto non era vero, se rispondevo di no, non avrei avuto l’assoluzione, quindi…..meglio il rapporto diretto col Signore, saprà Lui se assolvermi o meno.
          La convivenza non ha portato effetti positivi?? eccome se ne ha portati, solo cosi’ mi sono potuto accorgere che non eravamo fatti l’uno per l’altra, vivendo tutte le difficolta’ del quotidiano momento per momento; se facevamo i fidanzatini, tipo quelli che vanno mano nella mano, col bacetto, la sera del sabato in pizzeria, la domenica con gli amici, magari passando le vacanze insieme, cosa si vive della coppia? I lati migliori, ma i lati oscuri, quelli che possono mettere in crisi la coppia non li si vede, fintantoché … non vi si sbatte il grugno.
          E guarda caso, con quella che sarebbe diventata mia moglie questo non fu possibile perche’ la sua famiglia si oppose, e i risultati si sono visti! Con questo, e voglio sia chiaro, non significa che esista una regola generale: vi sono convivenze che durano in eterno con tanto di amore (e ne conosco) come vi sono matrimoni cattolici con tanto di crisma di benedizione del parroco, che durano pochi mesi (e anche di questi ne sono a conoscenza).
          Lei dice: “Naturalmente bisogna anche scegliere bene lo sposo o la sposa, perchè il fuoco non perdura per sempre, e se mancano le buone virtù e non si è uniti nei principi di base è dura;…” Giustissimo; e come pensa di riuscirci, se non vive giorno per giorno con quella persona? Mi si puo’ rispondere, che una volta questa pratica della convivenza non esisteva e i matrimoni duravano piu’ a lungo…… si’ sulla carta, e infatti i clienti dei bordelli erano in maggior parte sposati!! Se poi lei vuole mettere la testa sotto la sabbia per non voler vedere certe realta’ faccia pure, io da mo’ che non credo piu’ alle favolette di nonna Abelarda.
          E’ un’ossessione di voi cattolici andare ad incapsulare i sentimenti, la sessualità, la psiche delle persone in degli schemi rigidi dettati dall’alto. Anzi non tanto dei cattolici, ma di tutte le religioni monoteiste che in questo si somigliano, perche’ una volta imbrigliate queste tre componenti dell’essenza umana, il dominio della mente e’ un gioco da ragazzi.
          Infine dal suo ultimo capoverso, si capisce, non me ne voglia, che lei non ha la minima idea di cosa sia una convivenza SERIA, perche’ se cosi’ fosse, saprebbe che in una convivenza SERIA, l’impegno affinche’ le cose vadano per il verso giusto e’ dieci volte superiore a quello del matrimonio, proprio perche’ sai che non esiste alcun vincolo legale, e quindi non si ha il paracadute del matrimonio, per superare i problemi giocoforza.
          Le ripropongo il suggerimento che le ho fatto in un altro contesto: scenda da quel piedistallo su cui si e’ autocollocata e vada fra la gente a toccare per mano i veri problemi; se lo farà coscienziosamente vedra’ che questa sua tendenza a giudicare il prossimo frettolosamente sar’ molto ridimensionata.

          • Annarita scrive:

            Cuba libre io ho detto: forse! non conoscendo la sua vicenda nei dettagli, ho detto forse. Senta mi pare che anche lei azzardi idee sul fatto che io non conosca una convivenza seria. Le dico solo che so piuttosto bene cosa sia un matrimonio, anzi una famiglia numerosa e cosa comporti, cioè i sacrifici, le gioie, gli scontri tra caratteri, i problemi finanziari, la perdita di un figlio. So inoltre che se non ci fosse la grazia del sacramento matrimoniale, spesso uno manderebbe all’aria tutto alla prima difficoltà, se non ci fosse l’amore, quello innanzi tutto per Dio e quello che vuole il bene dell’altro e non solo il proprio, spesso la quotidianità, cioè i giorni che ci appaiono sempre uguali, sarebbero intollerabili. La passione dei primi mesi non rimane sempre uguale, ma l’amore è ben altro, è avere un obiettivo in comune, cioè volere che ogni membro della propria famiglia si santifichi, che trovi la propria via, che conosca il Bene supremo che è Gesù. Poi alla fine le difficoltà le hanno tutti, atei, buddisti, cristiani, induisti, dunque è un male comune non un male derivante da qualche rinuncia. Non basterebbero mille convivenze per conoscere chi hai di fronte, ma basta la grazia di Dio per poter amare anche i difetti altrui.
            E lo dice una che rompe assai, dunque che deve essere grata al proprio marito per la sopportazione portata.

    • homo biblicus scrive:

      la penitenza evangelica è la metanoia, il cambio di mentalità dalla falsa sicurezza farisaica di essere “a posto” con Dio, con i conti in regola, alla convinzione di essere peccatori a cui è stato perdonato tutto

  41. Eremita scrive:

    Riflettiamo con Gramellini sul nostro modo distorto di partecipare a questo blog: “Chi più chi meno, in tanti siamo messi come lei. Egoisti, anzi egotristi. Intercetti una conversazione per strada o uno scambio di opinioni sul web (altrimenti se ne faccia dare il resoconto stenografico da Obama). Qualunque sia l’argomento di partenza – la crisi, il calciomercato, le marmellate della nonna (Papa Francesco e la religione…nota mia) – dopo poche battute la discussione avrà inesorabilmente sterzato verso il personale. Ogni giudizio sulla crisi – ma anche sul calciomercato e le marmellate – viene percepito come un attacco alle fragili barriere della nostra reputazione e reclama una risposta altrettanto diretta e aggressiva. Si ricorda il De Niro di «Taxi Driver» che prendeva a male parole la sua immagine nello specchio? Era l’autoscatto dell’uomo moderno. Dell’uomo italiano in particolare. Gli psicologi sostengono che questa rabbia acida provenga dall’impotenza della politica e dalla paura della povertà. Peccato che la perlustrazione isterica delle proprie viscere non abbia mai arricchito un povero né migliorato la politica. Se l’aggressività è così improduttiva, forse varrebbe la pena provare con la gentilezza. Invece di gridare «Siete mortiiii», sussurrare «Siamo vivi».

    • Iva scrive:

      contenuto riportato nel commento 8.40:

      > tipico discorso di chi non crede all’esistenza dell’ANIMA.
      discorso MATERIALISTA, quindi ateo.

      “siamo vivi” = di che specie di VITA si sta parlando ?

      cfr.

      Signore dove andremo ?
      SOLO TU hai parole di VITA ETERNA

  42. Iva scrive:

    è sintomatico (di tempi di apostasia dilagante) che questo papa susciti consenso entusiasta soprattutto:
    -negli atei,
    - nei nemici storici di Cristo e della Chiesa (protestanti e vari eretici), nei massoni,
    neo-illuministi alla Odifreddi,
    - nei radicali e marxisti di ogni colore e orientamento, anche finto-cristiano
    - nei catto-modernisti (preti e vescovi in primis che non volevano più sentir parlare di ritorno alla Messa antica voluto da BXVI), e ovviamente
    >>nei peccatori impenitenti, che NON vogliono affatto VIVERE IN GRAZIA DIDIO, (non gli interessa il Paradiso nell’aldilà, lo vogliono QUI, terreno e materiale)
    che sono atei pragmatici, credenti “a modo loro” che approvano e sostengono ogni specie di peccato grave e gravissimo, sodomia con “nozze” benedette dallo Stato e dalla Chiesa, e aborto libero per legge, “presto e soft” con le pillole killer sofisticate che la scienza mette a disposizione di tutti.
    (v. la blogger federica, che ha dichiarato di approvare l’aborto)
    - infine i fautori dell’abolizione della coscienza di “genere”, cioè gli SRADICATORI della coscienza cristiana dalle menti dei bambini, come da progetto “educativo” citato sopra:
    rinnegare e calpestare l’ordine naturale voluto da Dio Padre, finalizzato alla famiglia fondata su uomo/donna.
    La religione della Bestia avanza, ma il papa non si oppone ai tanti segnali manifesti che la annunciano, in coloro che reclamano il “diritto a peccare” per INCLUSIVITà
    (v. il neo-apostolo Luxuria che ci ha offerto dal pulpito le sue esposizioni del nuovo verbo inclusivo-ditutto, nella neo-messa inclusiva dei sodomiti&c, all’interno di nuova evangelizzazione multiforme-orientata?, non contraddetto dai pastori presenti, con edificazione delle pecore presenti, tra i pugni alzati in onore del prete defunto pro-gay etc.)
    Non parliamo poi della auspicata eutanasia di Stato, che coronerà e completerà i sogni dei diabolici distruttori della specie umana, quelli che stanno preparando la strada all’anticristo, il prossimo padrone del mondo, che sarà osannato dalle categorie di entusiasti dei cambiamenti che approvano tutti i peccati, in nome “dei diritti umani universali”.

    Quanto all’eutanasia, o diritto all’auto-determinazione a morire, o suicidio assistito, o con le varie denominazioni e classificazioni di legge che saranno inventate, ricordo come, fin dal MEMORABILE giorno dell’uccisione di Eluana, sacrificata sull’altare del “dio costituzione”,

    L’Italia, gloriosa nei 20 secoli di civiltà cattolica -con Roma caput mundi, sede del Vicario di Cristo- culla della cristianità occidentale coi SS. APOSTOLI E MARTIRI PIETRO E PAOLO,

    “s’è desta” decisamente alle magnifiche sorti morali e civili di crimini legalizzati (fin dalle leggi anni ’70 sull’aborto, seguite a quelle sul divorzio, certamente tutte “secondo la legge di Dio” e a Lui molto gradite davvero !)
    e perciò
    dell’elmo di morte s’è cinta la testa !

    • cuba_libre scrive:

      @ Iva

      quando sento certi proclami che non esito a definire “terroristi” mi verrebbe voglia di tornare a parlare con gli strumenti scordati (alias linguaggio colorito!).
      Ma siccome sono un gentiluomo, lo metto di lato, nonostante il terrorismo sono convinto si debba combattere con le armi appropriate. Credo che Federica le sapra’ rispondere per le righe, fossi in lei la manderei… in quel posto.
      Mi limito ad analizzare solo alcune realtà moderne e contemporanee, in cui la chiesa ha delle responsabilità enormi: io sono originario del profondo sud, dal quale partii quando avevo 19 anni, anche se vi sono rimasto emotivamente legato; ebbene le garantisco che fino agli anni 60, nascere donna nel sud non dico che fosse una maledizione, ma poco ci mancava, per quello che comportava; ad esempio, solo nel 1981 sono stati abrogati i mostruosi articoli del codice penale che in pratica legittimavano il delitto d’onore e il matrimonio riparatore; domanda: quale contributo ha dato la chiesa per rimuovere quest’ignominia, che grida vendetta? Glielo dico io: Niente! Non dico che dovesse influenzare la legislazione statale, in quanto lo stato e’ e deve rimanere laico, ma nell’ambito del suo magistero avrebbe potuto far sentire la sua voce, invece di essere connivente con una certa pratica che sotto sotto garantiva un certo status quo sociale in cui la figura femminile era vista come sottomessa. Molti preti sapevano benissimo quale realtà si celasse dietro certi matrimoni imposti con la classica “fuitina”, sapevano che era un sacrilegio, eppure procedevano allegramente in virtu’ del fatto che la società di allora assegnava certi ruoli che in fondo erano bene accetti dalla chiesa, e fare troppo scandalo era diseducativo. Ci volle il coraggio di Franca Viola nel 1965 a infrangere questo tabù, ed in questa sua azione ebbe tutti contro, chiesa compresa, che “consigliava” di soprassedere, e di accettare il matrimonio. Non fu cosi’, i suoi rapitori, nonostante le loro minacce, furono condannati a 11 anni di carcere e da allora le cose cominciarono a cambiare.
      Vogliamo parlare della Legge Merlin, che nel 1958 mise fine alla prostituzione di stato? La legge che porta il suo nome fu varata dopo ben 10 anni di discussione, perchè la Merlin, che era una socialista vecchio stampo (l’equivalente della sinistra radicale di oggi) nel corso della sua battaglia si trovo’ contro tutto lo schieramento clerico democristiano ( e fascista ovviamente) a contrastarla in quanto le case chiuse garantivano la purezza delle giovani, e avevano un ruolo “igienico” nella società. Come le ho fatto presente nel post precedente si era esentati dal confessare al prete l’essere andati in un bordello, in quanto chi vi lavorava erano considerate solo oggetti e non avevano diritto neppure all’assistenza spirituale (gran bell’esempio di cristianità) quindi non costituiva peccato. E anche li’ la chiesa zitta e mosca! Anche perché certi prelati non erano affatto insensibili alle grazie femminili ( mi creda, SO QUEL CHE DICO!)!!
      E per finire, la violenza sessuale fino a qualche anno fa era considerata dalla giurisprudenza una violenza contro la morale, non contro la persona. E chi e’ che si e’ sempre opposto a modificare tale legge? Sempre lo stesso schieramento di cui sopra. Non le sembra scandaloso, putrido, osceno questo? E dov’era la chiesa, a parte le solite condanne di facciata?
      Dove lancia i suoi strali invece la chiesa? Contro la 194, che al di la’ del discorso di obiezione di coscienza, ha permesso di sconfiggere, anche se non del tutto, la piaga dell’aborto clandestino. Prevengo una domanda: ma non e’ una legalizzazione dell’omicidio? Rispondo: esiste una coscienza umana, e se questa coscienza umana non esiste, non ci sara’ nessuna regola o legge che la potrà dare: quindi, se una va ad abortire allegramente magari perche’ durante un’avventura senza precauzioni e’ rimasta incinta, se mi si permette non si può mettere sullo stesso piano di una che e’ stata vittima di uno stupro di gruppo, di violenza domestica o il cui caso presenta gravi rischi per la sua salute o per quella del nascituro, o per quelle costrette dal racket ad essere schiavizzate per strada. Spero che lei concordi su questo. La 194 all’art. 1 parla chiaro: “L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, NON è mezzo per il controllo delle nascite” . Se poi una la usa invece con questo spirito, potrà eludere la legge, ma ne risponde alla propria coscienza e al Signore. Ed era in quest’ambito che si muoveva Don Gallo, che molti vorrebbero nei più profondi meandri dell’inferno.
      Quindi, e’ demenziale chiedere a uno se e’ favorevole o meno all’aborto; a una domanda posta in questi termini, credo che solo un matto potrebbe rispondere di si’! Tutto si deve contestualizzare. Sarebbe altrimenti come dire che solo perche’ c’e’ la legge sulle assicurazioni obbligatorie per le macchine, questo ci autorizzi di andare a sbattere a nostro piacimento dove vogliamo, tanto paga l’assicurazione!!
      Gent. Iva, la realtà si deve valutare (ed affrontare) per quella che e’, e non per quella che non e’, o per quella che si vorrebbe che fosse. E se uno chiude gli occhi ipocritamente per non vederla, da questa se ne rimane travolti. E NON CI SARA’ FALSA COSCIENZA CHE CI SALVERA’ perche’, come ho avuto modo di dirle, il Signore sa guardare di gran lunga piu’ lontano di certi boiardi e farisei che pretendono di parlare e pontificare a suo nome. E molti di questi il sommo Dante Alighieri li collocava nella sesta bolgia dell’ottavo cerchio dell’inferno: quello riservato agli IPOCRITI!!

    • Sal scrive:

      @ Iva
      Le è mai capitato di riflettere su questo ?

      “Quindi non giudicate nulla prima del tempo stabilito, finché venga il Signore, il quale porterà le cose segrete delle tenebre alla luce e renderà manifesti i consigli dei cuori, e allora ciascuno riceverà la sua lode da Dio.” (1Cor 4.5)
      Lei può solo fare scelte personali, non pretendere che tutti facciano la sua stessa scelta.

    • Cherubino scrive:

      che strano , è quanto dicevano di Gesù che “trovava consenso” tra pubblicani e prostitute …

      • murmex scrive:

        Gesù ha trovato consenso in pubblicani e prostitute che,toccati dalla Grazia si sono convertiti e hanno fatto penitenza.Non mi sembra proprio questo il caso dei poteri forti ,dei grandi giornali,dell’Uaar,della massoneria ecc.

        • Cherubino scrive:

          lei veramente parlava del papa che considera complice di tutta quella gente … il papa si comporta come Gesù e se fosse vissuta al suo tempo avrebbe fatto come i farisei che cercavano il pelo nell’uovo per accusarlo.

  43. domenico scrive:

    Faccio doverosamente notare che state discutendo su parole pronunciate dal Papa che secondo Lui e la Santa Sede dovevano rimanere riservate.
    Accostamenti con cose dette dal Papa in pubblico sono quindi del tutto fuori luogo come il dire ‘ecco parlando di aborto e lobby gay ora ha dato il contentino a chi fin’ora lo criticava; vedete che non c’era motivo di criticarlo?’.
    Se il Papa certe cose le dice in privato e altre urbi et orbi c’è certo qualcosa che non funziona.

    • Reginaldus scrive:

      “dovevano rimanere nascoste”… bella questa! ma le ha dette o no? E si sa da sempre che quello che esce spontaneo dal cuore, è la verità più vera! Questo avrebbe detto anche – non confermato ma non smentito ( e questa è la novità inquietante, quella della lobby è roba risaputa… cfr Don Oko Dariusz e The Rite of Sodomy ) – che i preti del sud America ( e quindi tutti) non devono preoccuparsi delle chiamate all’ordine da parte della congragazione della fede se mai osassero troppo nel tentare nuove soluzioni … pastorali! E chissà allora se nella riforma della curia non sia prevista anche la demolizione di quel che resta – ben poco, in verità – dell’ex santo Officio: a che servirebbe ancora, a farsi fare marameo???? E sarebbe un grande affare, rimandare a casa sua il todesco mons. Mueller!

  44. Timorato scrive:

    X TUTTI I VERI CATTOLICI

    NON LASCIATEVI INTIMIDIRE DA QUANTI, TRINCERANDOSI DIETRO IL(FALSO) PAPISMO, LA (FALSA) OBBEDIENZA E LA PIENA COGNIZIONE DI DISCORSI (AMBIGUI) ATTI SOLO A METTERE L’UOMO IN RISALTO SECONDO GLI IDEALI DELLA MASSONERIA.
    VOGLIONO SOLO DEPISTARVI E IMBAVAGLIARVI!

    CHIEDETE A COSTORO! PIUTTOSTO SE SONO SERVI DELLA VERITA’, SERVI DELLA VERITA’ E DELLA GRAZIA DI CRISTO O DEL REGIME CHE DOMINA IL MONDO!!!

    REGIME CHE NECESSITA DI INFILTRARSI ANCHE NELLA CHIESA, PER DOMINARE CON LA FORZA MORALE (DELLA CHIESA E DALLA CHIESA)
    -ANCOR PRIMA DI OGNI ALTRA FORZA- L’UMANITA’ INERME, DESOLATA E INCANTATA.

    ASCOLTIAMO LA SAPIENZA CRISTIANA:

    Criticare il Papa:
    si può? –

    Prima parte

    La risposta, che preferiamo proferire subito, è certamente positiva, fatti salvi quegli ambiti di fede e di morale a cui la stessa Rivelazione Divina ci impone di credere a prezzo di peccato grave.

    Facciamo un semplice ragionamento. Tutti i buoni manuali di logica, disciplina che dovrebbe essere reinserita nei seminari e negli stessi licei pubblici, contengono o contenevano la classica confutazione del relativismo, formulata attraverso un semplicissimo fraseggio argomentativo. Il relativista nega, o almeno dice di negare, l’esistenza della verità (soprattutto per il suo carattere fisso, immutabile e universale che a suo modo di vedere s’apparenta con l’intolleranza e la violenza ideologica). La sua posizione potrebbe esprimersi con uno slogan: “La verità non esiste”. Ma questa proposizione, il relativista che la formula, la ritienevera o falsa? Se la ritiene falsa, essa non conta nulla ed è come se non l’avesse neppure pronunciata. Se la ritiene vera, ossia non vera solo per lui, ma per tutti, è chiaro che essa smentisce il suo primitivo asserto: poiché una verità almeno deve esistere. E se ne esiste una ne possono anche esistere 100 o 1000, come le dimostrabili verità della matematica, della teologia, della fisica, etc.

    Lo stesso identico ragionamento vale per la critica verso i Sommi Pontefici. Infatti alcuni Sommi Pontefici hanno rivolto delle critiche, a volte piuttosto acerbe, nei riguardi di alcuni loro predecessori. Hanno fatto qualcosa di legittimo? Se diciamo di sì, dobbiamo dire che è legittimo, almeno in certi casi, emettere delle critiche (costruttive) verso la più alta Autorità della terra. E così il problema è risolto. Ma se per un certo qual papismo esagerato, o forse più incoerente che esagerato, dovessimo dire di no, allora dovremmo criticare certi Papi, poiché hanno criticato altri Papi. Ma così facendo cadremmo sottilmente nella contraddizione in cui cadono ogni giorno i relativisti. Chi troppo vuole infatti – visto che anche l’obbedienza e la sottomissione alla Sacra Gerarchia hanno dei limiti, naturali e sovrannaturali –nulla stringe! Si potrebbe uscire dall’apparente dilemma dicendo che nessuno può criticare mai un Sommo Pontefice, tranne un suo legittimo successore: e noi laici, o semplici sacerdoti, dovremmo in tal senso solo tacere e obbedire. Anche questo però alla luce della storia della Chiesa non si può accettare. Infatti non solo certi Pontefici hanno criticato l’operato di alcuni loro predecessori, ma essi hanno pubblicamente approvato chi li criticava, anche se trattavasi di semplici laici.

    Hanno fatto bene ad elogiare chi, in nome della verità, emetteva riserve verso l’operato di un Papa? Se sì, allora possiamo ripetere quella buona azione. Se invece diciamo di no, stiamo già ripetendo, senza accorgercene, la critica che vescovi, sacerdoti e santi canonizzati o in via di canonizzazione, hanno fatto nei confronti di questo o quel Vicario di Cristo. Chi volesse un documentatissimo campionario delle critiche che santi, mistici e Papi hanno rivolto ai vari e legittimi “dolci Cristi in terra”, non avrebbe che da procurarsi l’ottimo manualetto storico-teologico del professor Roberto de Mattei(R. de Mattei, Apologia della Tradizione, Lindau, Torino 2011).

    Il de Mattei ha riportato, in modo pedagogico, decine di esempi di critiche cattoliche rivolte a Sommi Pontefici (vivi o defunti) da parte di santi, sante e Successori di Pietro, secondo quanto illustrato dai due eminenti storici della Chiesa, il cardinal Joseph Hergenröther (1824-1890) e il barone Ludwig von Pastor (1854-1928). Entrambi questi storici furono cattolici praticanti, teologicamente ben fondati, e altresì vicinissimi ai Sommi Pontefici del loro tempo, come Leone XIII e san Pio X.Lo stesso Papa Leone XIII poi, il Pontefice che aprì il XX secolo, tra l’altro promuovendo lo studio critico sia della Scrittura che della Storia ecclesiastica, scrisse in tal senso: “Lo storico della Chiesa sarà tanto più efficace nel farne rilevare la sua origine divina [della Chiesa], superiore ad ogni concetto di ordine puramente terrestre e naturale, quanto più sarà stato leale nel non dissimulare nulla delle sofferenze che gli errori dei suoi figli, e alle volte anche dei suoi ministri, hanno causato nel corso dei secoli a questa Sposa di Cristo” (Enc. Depuis le jour, cit. a p. 12, corsivo mio).

    Gli esempi riportati dallo storico de Mattei sono purtroppo numerosissimi: dalla formula semi-ariana sottoscritta da Papa Liberio nel 357 che secondo il Bellarmino aveva di fatto favorito quell’orribile eresia, alla difesa dell’eretico Pelagio fatta da Papa Zosimo nel 417, alle debolezze di Papa Vigilio e Papa Onorio verso il monofisismo, fino al macabro processo che Papa Stefano VI intentò alle riesumate spoglie del suo predecessore Formoso. Tutte cose criticate da presuli e santi del loro tempo o di tempi successivi. Tutti poi sappiamo degli strali di una Caterina da Siena contro il papato avignonese, o della decadenza umanistico-rinascimentale della Chiesa Romana, fatta di Papi cacciatori, cultori delle arti, peccatori impenitenti, criticatissima da eroi della fede come il beato Paolo Giustiniani. Un grande predicatore come il Savonarola finì sul rogo per aver denunciato la miseria in cui viveva il Pontefice. Ma la causa di canonizzazione del Savonarola fu aperta e rilanciata da vari Papi, segno che di per sé la critica all’Autorità Massima non è illegittima e può accompagnarsi con l’eroismo delle virtù. (continua)

    di Enrico Maria Romano
    http://www.campariedemaistre.com/2013/06/criticare-il-papa-si-puo-prima-parte.html

    A.M.D.G.

    • minstrel scrive:

      fatti salvi quegli ambiti di fede e di morale a cui la stessa Rivelazione Divina ci impone di credere a prezzo di peccato grave

      Si chiama “Vaticano II” questo coso qui…

    • Reginaldus scrive:

      caro Timorato,

      Su questa storia infinita su Papa Liberio e Papa Onorio, e correlati, ogni volta riesumata per dimostrare la possibile fallibiltà del papa, in materia di fede, provare a leggere anche, per cominciare:

      - http://catholicapedia.net/Documents/cahier-saint-harlemagne/documents/C186_saint-Libere_24p.pdf

      e si vedrà che quella storia si riduce tutta a fantasie elaborate dalla corrente gallicana al concilio Vaticano I per dimostrare la sostenibilità del papa anche eretico, e quindi sostenere la propria opposizione alla definizione della infallibilità pontificia. Fantasie dimostrate tali e pretestuose, da Darras nella sua Histoire de l’Eglise t.IX, pag 512, n°42) e da Berchillion ((Dissertation sur la prétendue chute du Pape Libère), e tali ritenute da Mons.Mgr Deschamps Archevêque de Malines e Dom Guéranger, abbé de Solesmes.

      • Reginaldus scrive:

        Mi sia permesso, per rimanere sul tema , e per chi non avesse dimestichezza col francese, di inserire qui questa mia traduzione da una lettera che fu indirizzata al Mons. Fellay che sosteneva la possibilità di un ‘papa fallibile’ per giustificare i suoi colloqui con il vaticano di Ratzinger, con ciò riconoscendo a Ratzinger il riconoscimento della sua qualifica di papa, nonostante i ( tanti ) errori, che il Fellay pretendeva di correggere.

        —Confutazione dei precedenti di caduta nell’ errore di Sommi Pontefici.
        ( sostenuta al Concilio Vaticano I dai sostenitori dell’ infallibiulità pontificia, sotto la guida di mons. Deschamps, arciv. di Malines, e dom Guéranger, abate di Solesmes.

        - Rinnegamento di San Pietro.
        - Opposizione a San pietro da parte do san Paolo.d
        - Papa Liberio e la scomunica a sant’ Atanasio.
        - La condanna di Papa Onorio.

        ******

        - San Pietro non era ancora papa effettivo quando rinnegò Cristo , la notte del Venerdì santo.
        - San Pietro e san Paolo hanno fatto il gioco delle parti in occasione di quella pretesa opposizione, come lo dimostra san Giovanni Crisostomo e San Girolamo, e come sostiene anche sant’Agostino.
        - Il Papa Liberio non ha mai scomunicato Sant’ Atanasio, come dimostrato da molti storici tra i quali Darras nella sua Histoire de l ‘Eglise, Berchillon nella sua Dissertation. Messa in circolazione dall’ ariano Filostorgius, questa calunnia ha la pretesa di fondarsi su una lettera di sant’Ilario e una di san Girolamo, che in un caso come nell’altro sono state dimostrate dei falsi.
        - La questione di papa Onorio nasce da una risposta al monoteista Sergio. Il Papa è stato lavato da ogni sospetto di di eresia dal suo successore, il Papa Giovanni IV, in una lettera indirizzata a Costantino III. Il testo di questa lettera si trova nel dizionario de Théologie Catholique alla voce Honorius, col108.

        — Non mi dilungherò sulla scomunica di sant’Atanasio. La lettera Studens Paci citata dal Denzinger post-conciliare è un falso. Il fatto che la setta dei falsari – capaci di redigere la TOB (Traduction Oecumenique dela Bible ) e di riabilitare Lutero – lestofanti notori, si limitino ad affermare perentoriamente che “l’autenticità di queste lettere è stata messa in dubbio, a torto”, non cambia niente. Questa lettera di Papa Liberio, tutti gli autori che noi citiamo qui sotto [ e cioè in particolare l'abbé Darras, l'abbé Rohrbacher, Mgr Fèvre. …] hanno dimostrato che si tratta di un falso. Questa lettera di papa san Liberio è inesistente per tutti gli agiografi di sant’ Atanasio, a cominciare dai bollandisti. Bossuet stesso, la cui erudizione è incontestabile, e il cui interesse di parte gallicana avrebbe dovuto spingerlo a considerare autentica questa lettera, la espunse dalle sue opere come lo prova l’abbé Rochbache. La constatazione è schiacciante: la scomunica di sant’Atanasio è un MITO , fondato su dei falsi redatti da ariani e confutato più di tre secoli fa!

        –Riguardo a Papa Onorio nessuno più di Padre Gratry ha accumulato argomenti e documenti contro questo papa, nella sua prima lettera a Mgr. Deschamps. Del cumulo gigantesco di questo nemico invelenito di papa Onorio non resta nulla dopo quanto hanno scritto: l’abbé Rochbacher, l’abbé Darras, nelle loro Histoire de l’Eglise: , mons : Fèvre nella Histire apologetique de la Papauté; Dom Guéranger nella Defense de l’ Eglise Romaine contre les accusations du père Gratry; Mgr de Ségur; l’Abbé Constant; Joseph de Maistre, e Louis Veuillot.

        Ciascuno di questi autori, tutti difensori emeriti della chiesa contro la Rivoluzione contemporanea, non hanno di fronte a loro che dei cattolici liberali che vanno a cercare gli argomenti della loro faziosità presso gli eretici, Di conseguenza, la questione di una eventuale professione dell’ errore da parte di papa Onorio è ormai liquidata. … Lei invoca il concilio di Calcedonia che lo avrebbe condannato. Gli atti di quel concilio, che contengono questa condanna non sono mai stati approvati da un papa. Quindi sono nulli. Lei cita inoltre la traduzione del Denzinger post-conciliare della lettera di Papa Leone II. Ci sia permesso di invocarne qui la traduzione come ci viene data da tutti gli autori ai quali facciamo riferimento: “ Onorio non si è impegnato a purificare la chiesa apostolica con l’insegnamento della tradizione degli apostoli, ha lasciato passare l’impuro e ipocrito tradimento che ha insozzato la fede immacolata”. Tra “non si è sforzato di purificare la Chiesa…lasciare passare l’impuro e ipocrito tradimento”, e: “ tentare di sovvertire la fede immacolata con un empio tradimento” come pretendono i modernisti, c’ è un abisso!

        Ma collocare il dibattito che ci mette in opposizione su questa condanna di papa Onorio significa spostare il problema . Il cuore del problema non è tanto questa condanna, per grave che sia, quanto piuttosto di sapere, sì o no, se papa Onorio, Sovrano pontefice della Chiesa romana, ha insegnato l’errore. Giacché la polemica mossa contro questo Papa ( cominciando dall’eretico Quesnel) e attraverso di lui, contro la sottomissione nei riguardi della Santa Sede, consiste nel dire che il Sovrano Pontefice HA POTUTO e PUÒ errare nel suo insegnamento ordinario a tutta la Chiesa.

        In questa esatta misura, la pretesa caduta di papa Onorio, e anche la sua condanna, sono sono del tutto prive di oggetto, poiché tutti, ivi compresi gli oppositori accaniti della Santa Sede, sono costretti a riconoscere che Papa Onorio non ha MAI insegnato la benché minima cosa in contraddizione con la dottrina cattolica. E’ questa la conclusione perentoria di Dom Guéranger. Questa accusa mossa da papa Leone II – collocata nella sua esatta portata, cioè di non avere condannato un punto, non ancora dogmatico all’epoca, in una lettera privata d’ un sovrano Pontefice a un solo vescovo – non può in nessun caso essere considerato “un precedente” all’ attuale insegnamento costante dell’eresia nelle Encicliche e negli Atti d’un Concilo Ecumenico.

        Stabilire un qualsiasi parallelo tra l’eventuale caduta di san Pietro o la non condanna del patriarca Sergio da parte di Papa Onorio con la situazione attuale di costante promozione, da parte dei Roncalli Montini Wojtyla e Ratzinger , di eresie condannate come tali, è un sopruso senza pari! Mater et Magistra, Dignitatis humanae , le molteplici encicliche eretiche di Wojtyla e ratzionger, senzaapralere di Assisi, delle celebrazioni della Hanouka talmudica in vaticano o delle ‘preghiere’ nelle moschee e le benedizioni chieste a rabbini o a pontefici di altre religioni diaboliche da parte di “Sommi Ponrefici”, non ha niente in comune con i ‘rimproveri’ fatti a San Pietro o a un papa Onorio. Questi non hanno MAI insegnato delle eresie , né attraverso la forma straordinaria di insegnamento , né per quella ordinaria .

        No Monsignore, non c’ è nella storia della Chiesa Cattolica alcun precedente alla situazione attuale di guerra organizzata contro la Chiesa cattolica da parte di coloro che Mgr Lefebvre chiamava “gli anticristi occupanti la sede di san pietro”!

        Cfr: http://wordpress.catholicapedia.net/?p=491

        PS_ SPERANDO di USCIRE IN TEMPI RAGIONEVOLI DAL PURGATORIO DELL’ATTESA DI MODERAZIONE DEI MIEI COMMENTI….

  45. Bortignon scrive:

    La verità è una menzogna che dura.
    La VERITA’ una , assoluta, definitiva, eterna ed inalterabile è solo un sogno umano.
    Esistono certamente quelle che potremmo chiamare verità provvisorie : quello che è vero oggi da noi, ad esempio, non era vero nel Giappone del 1700 o nella Persia di Zoroastro.
    Ogni comunità,insomma, e per un certo periodo di tempo, pattuisce di classificare come VERI alcuni asserti che -dopo una generazione o dieci– divengono un intrattenimento letterario, come ha scritto qualcuno.
    Come regola generale, le società ritengono vero (e morale)ciò che è conveniente ed immorale ciò che non è conveniente, caro Teobaldo : rammenterei, per dirne una, che una legge morale dice che non si deve uccidere; però, poi, il sacerdote benedice l’esercito che parte per la guerra e che al soldato che ha ammazzato più nemici si dà la medaglia d’oro.
    Come ben si vede, hanno ragione i relativisti.
    Ad minorem dei gloriam…

    • Reginaldus scrive:

      esiste solo la Verità Assoluta dei capricci di GENERE…quello che un tempo era maschio ora diventa femmina, e viceversa, a piacimento! davvero ad minorem gloriam temporis novi! …

  46. gibici scrive:

    @ Timorato
    Nessuno dice che critiche anche ad un papa non si possano fare, perche’ nessuno e’ perfetto, nemmeno il papa.
    Non mi convince invece la tiritera sua e dei quattro cavalieri della (falsa) apocalisse che squalificano non solo qualsiasi cosa, anche ottima, faccia il presente papa, ma tutta la Chiesa che a seguito del Vaticano II sarebbe diventata eretica. Solo voi quattro e i seguaci di Lefebvre sareste nell’ortodossia.
    Questa e’ la prova vivente delle insufficienze della Chiesa preconciliare, che ancora permangono. Il messaggio cristiano non passava nei fedeli. Lei e gli altri tre soloni non sanno che il Vaticano I aveva detto che l’infallibilita’ straordinaria del papa ” gode di quell’infallibilità con cui il divino Redentore volle fosse corredata la sua Chiesa”. Non si puo’ pertanto rigettare un concilio nel quale si e’ espresso il magistero ordinario dei pastori e che a garanzia finale e’ stato accettato dalla Chiesa: questa e’ la dottrina preconciliare.

    • Bortignon scrive:

      Pardòn,
      ho scritto Teobaldo, ma il post precedente era in risposta a Timorato.

    • murmex scrive:

      Ma cosa dice?Il concilio è sempre stato ,per 2000 anni magistero straordinario,se convocato o approvato dal Papa certamente infallibile nelle sue dichiarazioni DOIGMATICHE(cioè che esprimono una Verità da credersi obbligatoriamente da tutti i fedeli)E tutti i concili fino al vat.2 sono stati appunto concili dogmatici.Il vat. 2 invece è stato dichiarato dal Papa Giov,XXIII non dogmatico,ma semplicemente pastorale,cosa mai avvenuta nellastoria della Chiesa,cioè col solo compito di esprimere con più efficacia la dottrina perenne(ma era cosa necessaria?Ed è stata giustificata la forma pastorale?qui si apre un altro discorso).Comunque la realtà è questa,chi vuole documentarsi senza paraocchi lo scoprirà ben presto,con comprensibile sgomento.Ora come può qualcosa di inferiore(magistero pastorale di terzo livello)contraddire qualcosa di superiore che fa già parte del deposito dogmatico(magistero di primo e secondo livello)?Ma vogliamo ragionare?Però non è tutta colpa sua,purtroppo la deformazione dottrinale è penetrata nel post concilio a tutti i livelli,e tanti fedeli sono ormai imbevuti di dottrine ereticali.Ma c c’è poi l’obbligo di aprire gli occhi e cercare di informarsi

  47. Elena scrive:

    Caro dottor Tornielli,
    Lei che, a quanto capisco, è in rapporti abbastanza confidenziali con il nuovo Pontefice, dovrebbe far notare che queste notizie, ufficiose, imprecise, da “ha detto o non ha detto così” che ogni giorno vengono, spesso parzialmente, rilanciate dai media su pronunciamenti “privati” ma non troppo di Francesco creano solo un bel mucchio di confusione nella Chiesa. Francesco è il Papa, quello che dice pesa, e se è espresso o riportato imprecisamente pesa ancora di più. Il Papa stesso dovrebbe (essere aiutato a) prenderne atto. Per il bene di tutti. Le dichiarazioni del Papa su argomenti importanti non dovrebbero essere fraintendibili.

    • Sal scrive:

      @ Elena
      “Le dichiarazioni del Papa su argomenti importanti non dovrebbero essere fraintendibili.”

      Ha ragione. Com’è scritto, “Il tuo si sia si il tuo no no.” Ma i funamboli cercano di stare in equilibrio per non cadere. Così fanno da quelle parti. Vorrebbe una chiesa povera ma è ricco a bizzeffe. Vorrebbe una chiesa santa ma ci sono le lobby gay. E’ come sempre “vorrei ma non posso” Eppure è una monarchia con un re regnate con poteri assoluti che non può essere contraddetto. Non è una contraddizione ?
      Il vangelo non si contraddice e non è difficile capirlo. Provi con quello. Vedrà che non si fraintenderà.

    • Cherubino scrive:

      ma se riuscivano a fraintendere pure le parole di Gesù ! il problema non sono le parole, ma la cattiveria di chi cerca di stravolgerle.

      • murmex scrive:

        Ma non capisce che parole confuese e poco chiare,generano per forza confusione e strumentalizzazioni di chi così può tirar l’acqua al suo mulino?questa malafede si esercita anche talvolta con parole chiare,figurarsi con quelle!Però non mi risulta che questo l’abbiano fatto i nemici Giudei con le parole di Gesù(chiare e luminose come il diamante,perchè pronunciate dalla Verità stessa)

  48. Elena scrive:

    Preciso che mi riferisco al putiferio odierno: lobby gay in Vaticano, commenti sul valore da dare ai pronunciamenti della Congregazione per la Dottrina della Fede, povertà della Chiesa (è il Papa, se vuole cambiare qualcosa in questo senso, può fare molto, perchè non lo fa?)…io veramente sono disorientata, ogni giorno è una specie di caccia al tesoro su Internet per cercare di dare un senso alle varie citazioni dei vari chiacchieroni che hanno incontrato il Papa.

  49. Mimma scrive:

    Il Papa: i cristiani vincano la tentazione di “andare indietro” e il “progressismo adolescente”

    Non dobbiamo avere paura della libertà che ci dà lo Spirito Santo: è quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa di stamani alla Casa Santa Marta. Il Papa ha sottolineato che in questo momento la Chiesa deve guardarsi da due tentazioni: quella di andare indietro e quella del “progressismo adolescente”. Alla Messa, concelebrata dal cardinale João Braz de Aviz, ha preso parte un gruppo di sacerdoti, religiosi e laici della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata. Tra i partecipanti alla Messa anche il cardinale Bernard Agré. Il servizio di Alessandro Gisotti:

    “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge”. Papa Francesco ha svolto la sua omelia partendo da queste parole rivolte da Gesù ai discepoli e subito ha osservato che questo brano evangelico segue quello delle Beatitudini, “espressione della nuova legge” più esigente di quella di Mosé. Questa legge, ha aggiunto il Papa, è “frutto dell’Alleanza” e non si può capire senza di essa. “Questa Alleanza – ha detto – questa legge è sacra perché portava il popolo a Dio”. E ha paragonato la “maturità di questa legge” al “germoglio che scoppia e viene il fiore”. Gesù, ha affermato, “è l’espressione della maturità della legge” e ha soggiunto che Paolo ci parla di due tempi “senza tagliare la continuità” tra la legge della storia e la legge dello Spirito:

    “L’ora del compimento della legge, l’ora in cui la legge arriva alla sua maturità: è la legge dello Spirito. Questo andare avanti su questa strada è un po’ rischioso, ma è l’unica strada della maturità, per uscire dai tempi nei quali non siamo maturi. In questa strada verso la maturità della legge, che viene proprio con la predicazione di Gesù, c’è sempre timore, timore della libertà che ci dà lo Spirito. La legge dello Spirito ci fa liberi! Questa libertà ci dà un po’ di paura, perché abbiamo paura di confondere la libertà dello Spirito con un’altra libertà umana”.

    La legge dello Spirito, ha detto ancora, “ci porta su una strada di discernimento continuo per fare la volontà di Dio e questo” ci fa paura. Una paura, ha avvertito, che “ha due tentazioni”. La prima, è quella di “andare indietro”, di dire che “si può fino a qui, non si può di qua” e dunque alla fine “restiamo qui”. Questa, ha ammonito, “è un po’ la tentazione della paura della libertà, della paura dello Spirito Santo”. Una paura per cui “è meglio andare sul sicuro”. Il Papa ha quindi narrato di un superiore generale che, negli anni Trenta, aveva “raccolto tutte le prescrizioni anticarisma” per i suoi religiosi, “un lavoro di anni”. Quindi, era andato a trovare a Roma un abate benedettino che, al sentire quanto fatto, gli aveva detto che così alla fine aveva “ucciso il carisma della sua Congregazione”, “aveva ucciso la libertà” giacché “questo carisma dà i frutti nella libertà e lui aveva fermato il carisma”:

    “Questa tentazione di andare indietro, perché siamo più ‘sicuri’ indietro: ma la sicurezza piena è nello Spirito Santo che ti porta avanti, che di dà questa fiducia – come dice Paolo – e questa fiducia lo Spirito, che è più esigente perché Gesù ci dice: ‘In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terrà, non passera un solo iota della legge’. E’ più esigente! Ma non ci dà quella sicurezza umana. Non possiamo controllare lo Spirito Santo: quello è il problema! Questa è una tentazione”.

    E poi, ha detto, c’è un’altra tentazione quella del “progressismo adolescente”, che ci fa “uscire dalla strada”. Vedere una cultura e “non essere tanto staccati” da essa:

    “Prendiamo di qua, prendiamo di là i valori di questa cultura… Vogliono fare questa legge? Avanti con questa legge. Vogliono andare avanti con quello? Allarghiamo un po’ la strada. Alla fine, come dico, non è un vero progressismo. E’ un progressismo adolescente: come gli adolescenti che vogliono avere tutto con l’entusiasmo e alla fine? Si scivola… E’ come quando la strada è col gelo e la macchina scivola e va fuori strada… E’ l’altra tentazione in questo momento! Noi, in questo momento della storia della Chiesa, non possiamo né andare indietro né andare fuori strada!”

    La strada, ha detto, “è quella della libertà nello Spirito Santo, che ci fa liberi, nel discernimento continuo sulla volontà di Dio per andare avanti su questa strada, senza andare indietro e senza cadere fuori strada”. Chiediamo al Signore, ha concluso, “la grazia che ci dia lo Spirito Santo per andare avanti”.

  50. Eremita scrive:

    Non so se il Papa abbia o non abbia pronunciato ciò che è stato riportato dall’agenzia cilena, il Vaticano non può controllare tutto ciò che affermano i partecipanti agli incontri con il Papa. Il fatto è irrilevante. La questione però è sconosciuta soltanto a coloro che sono lontani dalle alte stanze, è cosa arcinota che una lobby gay in Vaticano c’è ed è molto potente. Che un membro dell’alto clero sia gay non è così grave, mentre è grave il fatto che esista una lobby che si basa sull’orientamento sessuale per determinare decisioni amministrative e dottrinali. La singola persona gay va bene, la lobby gay no, ma lo stesso varrebbe anche per gli eterosessuali.

    • macv scrive:

      “Che un membro dell’alto clero sia gay non è così grave è grave che faccia lobby”
      sostiene Eremita .
      Ho capito bene? che un vescovo o un cardinale cattolico sia gay non è “così” grave???
      Mah, che un cattolico la pensi come Eremita di per se’ non è grave, è grave che faccia lobby! La lobby dei modernisti….. ;-)

      • Eremita scrive:

        macv, dovrebbe leggere ciò che si scrive, non quello che pensa Lei. Ho detto che un peccato privato (ma se il gay non ha rapporti sessuali non commette peccato, come l’eterosessuale d’altronde fuori dal matrimonio), ho detto che un peccato privato è meno grave di ujn peccato collettivo che si organizza per cambiare la morale sessuale pubblica o per ottenere vantaggi..

  51. macv scrive:

    Cioè in pratica, secondo Eremita se sei un prelato gay e ti limiti ad inchiappettare ( o a farti inchiappetare) i seminaristi o i chierichetti o ragazzi a pagamento , ma non fai parte di una lobby , non è poi “così” grave?

    • Eremita scrive:

      macv, Lei associa omosessualità a modernismo, ma se lo fa in buona fede è un ingenuo: è pieno di prelati omosessuali attratti da sottane pizzi e merletti tradizionali. Beata ingenuità.

  52. macv scrive:

    Al contrario di quello che dice Eremita direi che invce è grave “gravissima, questo cambiamento della morale cattolica che fa dei rapporti contro-natura, quelli che nella Bibbia vengono detti “sodomiti” una cosa del tutto morale e normale. E’ uesto cambiamento strisciante che è grave e ci vedo molto lo zampino del Demonio: inanzi tutto oggi chi osa dire che l’omosessualità non è morale e normale, è subito accusato di OMOFOBIA, un po’ come chi critica Israele è accusato di antisemitismo, e chi dice che anche un immigrato nero può essere un delinquente è accusato di razzismo.
    perciò molti, quasi tutti , stanno zitti e s’accodano al “pensiero comune” allo spirito dei tempi. Ma la Bibbia non possono cambiarla e il messaggio cristiano non possono capovolgerlo! San paolo questo grande omofobo dice : Sappiate che ne’ ubriaconi, ne’ sodomiti, ne’ omicidi entreranno nel Regno dei Cieli.

    Quello che è grave non è che qualche prete protegga la carriera di un altro e faccia lobby, ma che molti prelati e Cardinali siano RICATTABILI ( e di fatto siano ricattati)
    per azioni ignominiose ed orgiastiche! Questo è grave!
    Dalla “Nuova bussola quotidiana”
    ” Il punto è che sempre più docenti di teologia morale, nei seminari e nelle università pontificie, insegnano che l’omosessualità è una condizione da accettare e non un “disordine oggettivo” come la definisce il Catechismo della Chiesa cattolica; insegnano che il disagio provato dagli omosessuali non deriva da un problema oggettivo di identità ma dall’ostilità del mondo circostante (ed ecco perché ci sono ecclesiastici e riviste cattoliche che sposano la lotta all’omofobia). Alcune diocesi hanno promosso piani pastorali che vanno proprio in questa direzione, favorendo la formazione di gruppi di omosessuali cattolici che vogliono vivere serenamente la loro condizione. Altre diocesi, pur non arrivando a tanto, tollerano l’esistenza di parrocchie e gruppi che si muovono nella stessa direzione. E chi volesse rendersi conto di quanto è esteso il fenomeno può dare un’occhiata al sito di “Progetto Gionata” e vedere, ad esempio, in quante diocesi si è celebrata la veglia in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia, lo scorso 18 maggio. E quanti gruppi parteciperanno al Gay Pride nazionale il prossimo 22 giugno a Palermo.

  53. Elena scrive:

    Scusate, non necessariamente un sacerdote omosessuale ha rapporti sessuali. Può anche darsi che viva nella castità come fanno (dovrebbero fare) i sacerdoti eterosessuali.

    • macv scrive:

      ma allora cara Elena non vi è alcun problema. Se nel segreto del suo cuore, e senza che nessuno ne sappia nulla e che nessuno debba “subire” delle indebite attenzioni, una persona, prete o no, ama platonicamente, non è MAI stato problema per nessuno! ma i gay del Gay pride non amano nel segreto del loro cuore, ma esternano in maniera molto fisica il loro desiderio. Se un prete gay esterna il suo desiderio sessuale, con attenzioni o addirittura molestie verso bambini, chierichetti o altri, ecco che allora sorge il problema!

      • macv scrive:

        Vorrei ricordare ad Elena la triste storia successa a Milano, di un prete all’apparenza bravissima persona, che visitava i giobani detunuti del carcere. poi si è scoperto ( perchè è stato denunciato) che esigeva prestazione sessuali dai poveri detenuti in cambio di favori, che nella sua posizione poteva ottenere.
        una storia brutta , squallida e triste, dove forse nessuno è colpevole etutti sono povere vittime: un . il prete, della sua “libido”, gli altri detenuti della loro situzione.. Ma dire che questo non è “grave”
        come dice Eremita dei preti gay, non è giusto e non è vero dal punto di vista cristiano: che cristiani siamo se ci comportiamo esattamente come i pagani? Nell’antica civiltà greca e romana l’omosessualità era non solo tollerata ma praticata con gioia e serenità! E’ venuto il cristianesimo e l’omosessualità è stata
        vista come peccato: le chiedo cara Elena , col cristianesimo la civiltà ha fatto un passo indietro? certo erano più liberali gli antichi greci e romani , mentri i primi cristiani erano sicuramente omofobi. e allora? Cosa dobbiamo concludere?
        Ci piace più la mentalità di Nerone , che travestito da donna, si faceva sposare dall’amante? ci piace di più la mentalità di Giulio Cesare che era detto “la moglie di tutti i marirti” e il “marito di tutte le mogli”? Se ci piace questa mentalità , benissimo, la società odierna ci porterà in palmo di mano! saremo stimati come liberali, tolleranti, amici dei diritti ecc.
        Se invece seguimo Cristo , perchè ci fidiamo più di Cristo , allora invece dobbiamo veramente fidarci di Cristo e non aver paura
        a metterci contro la mentalità corrente, come fecero i primi cristiani che non giustificarono in alcun modo, che non tollerarono e che anzi condannarono in tutti i modi i rapporti omosessuali.
        non si può citare San Paolo solo quando ci garba. se San Paolo
        è un santo, e noi cristiani crediamo che sia un santo, ebbene San paolo ha condannato senza mezzi termini, senza ipocrisia, senza ombra di dubbio i rapporti omosessuali!

    • Sal scrive:

      @ Elena
      Evidentemente il buon Dio deve essersi sbagliato quando ha creato l’uomo comandando di procreare. E per evitare problemi ha pure creato la compagnia all’uomo che invece la rifiuta per andare con un compagno. Una vera ubbidienza di fede. Come dire a Dio che è incapace. Ma poi lo pregano tanto. Chissà perchè !
      “Siate fecondi e moltiplicatevi” (Gen 1.28)

  54. Iv scrive:

    bravo macv.
    Soltanto chi ha perso completamente il senso del PECCATO può parlare in quel modo.
    Ma si sa che oggi è in buona compagnia con milioni di sedicenti cattolici (che meglio si dovrebbero chiamare “relativisti” e atei pratici).
    Frutti marci del cv2 e delle sue aperture a tutte le “diverse verità” e visioni del bene e del male, i quali -lo ricordo per chi non lo sapesse- per gli atei NON esistono, sono solo convenzioni, come sta dicendo Bortignon, ateo dichiarato.
    Ed è bene dire che la distinzione BENE/MALE non esiste neanche per gli psichiatri, che sono tutti per lo più atei, o come si usa da decenni, credenti “a modo loro”.

  55. Iva scrive:

    bravo macv.
    Soltanto chi ha perso completamente il senso del PECCATO può parlare in quel modo.
    Ma si sa che oggi è in buona compagnia con milioni di sedicenti cattolici (che meglio si dovrebbero chiamare “relativisti” e atei pratici).
    Frutti marci del cv2 e delle sue aperture a tutte le “diverse verità” e visioni del bene e del male, i quali -lo ricordo per chi non lo sapesse- per gli atei NON esistono, sono solo convenzioni, come sta dicendo Bortignon, ateo dichiarato.
    Ed è bene dire che la distinzione BENE/MALE non esiste neanche per gli psichiatri, che sono tutti per lo più atei, o come si usa da decenni, credenti “a modo loro”.

    • Iva scrive:

      correggo:
      non esiste la distinzione VERO/FALSO,
      e di conseguenza neanche le altre note da sempre*: bene/male, giusto/ingiusto, sacro/profano, santo/empio ecc.

      (*cioè in tutte le epoche “antiche” in cui, per i semplici uomini ragionanti col buon senso, il gatto era un gatto e il cane era un cane, e non si diceva ancora che il gatto é un “diversamente cane” et similia).

      • Cherubino scrive:

        e un ribelle all’autorità ecclesiale era un ribelle e basta.
        E sì, a quei tempi lei sarebbe già stata condannata dal Sant’Uffizio.

        • Iva scrive:

          ho parlato di perdita di senso del PECCATO, sempre più diffusa tra pecore e pastori, dal cv2 in poi, dovuta alle aperture al mondo e a tutte le sue ideologie materialiste/atee, con dissipazione conseguente della Fede fondata sulla Dottrina perenne; nonchè decadenza rapida (in caduta libera) del senso MORALE cristiano antico, nelle famiglie e nella società, ampiamente scristianizzata nell’Occidente, in primis Nord Europa, poi dappertutto, con gli USA sempre in avanscoperta , primi anni’60. Forse si può negare l’evidenza ?

          Che c’entra allora la sua velenosa replica che ripete sempre la stessa condanna su di me (arbitraria, neanche fosse lei giudice del s.Uffizio e mi conoscesse di persona), come un disco rotto ?

          • Cherubino scrive:

            certo, ai tempi di Trento avrebbero tollerato qualcuno che accusava di eresia, errore, incapacità pastorale, negligenza nella difesa della Chiesa, incapacità di insegnamento, riduzionismo della dottrina, amicizia collusiva con gay, massoni, comunisti, relativisti, modernisti, ecc. ecc.

            Sicuramente il Sant’Uffizio l’avrebbe invitata a prendere un tè e magari a proporle un posto di consigliere (rectius: censore) del papa.

          • Cherubino scrive:

            p.s. se c’è qualcosa di velenoso qui è il fango che lei sparge continuamente contro la Chiesa.

  56. mauro scrive:

    “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge”

    E’ una legge esistente in quanto per non abolire o meno una Legge occorra che sia esisente ed operante e dunque è sempre quella di Mosè.
    Le beatitudini rappresentano la giustizia di Dio nel Regno dei Cieli, ovvero al di fuori della Terra, dopo la morte dell’individuo e va a ripagare quanto sulla Terra Dio non può alleviare.

    Gesu’ si conforma a quella Legge, non la abolisce e non la disattende in quanto il potere sulla Terra viene dato da Dio e solo Dio può toglierlo a chi lo usa contro l’uomo.

    “La legge dello Spirito ci fa liberi! Questa libertà ci dà un po’ di paura, perché abbiamo paura di confondere la libertà dello Spirito con un’altra libertà umana”.

    Non è la Legge dello Spirito ma “il Principio dello spirito, che dà vita in Cristo Gesù, ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte” (Rm 8,2) e lo spirito è di Dio che stabilisce un principio: ridare vita ad un essere umano (non permettendo alla morte di annullare l’individuo), attraverso la conversione, così così come fece con Gesu’ facendolo risorgere a nuova vita.

    “In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota della legge”

    Nei passi successivi indica che sono quella legge si identifica nei “precetti” e quindi si riferisce ai dieci comandamenti che Mosè ricevette sul monte Sinai ma non sono obbligatori in quanto “Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli.” (Mt 5,19), ovvero la trasgressione non comporta l’impossibilità a risorgere. Il precetto è infatti un consiglio autorevole e nulla di piu’.
    In Genesi Dio assegna all’uomo la libertà di riconoscere il bene dal male e ciò corrisponde all’autonomia dell’individuo nelle decisione che deve prendere durante la propria vita ed il citato passo di Matteo stabilisce un principio: così come si può sbagliare nelle decisioni quotidiane altrettanto può capitare nell’inosservanza dei comandamenti. Ciò è dovuto al fatto incontestabile che chiunque, prendendo una decisione, ritiene di aver fatto bene (il meglio per sé stesso), e Dio non punisce chi in buona fede ha sbagliato.
    Questo è il principio sul quale si basa la salvezza di chi si non si è convertito, ovvero in buona fede ha seguito altri insegnamenti.

    “è quella della libertà nello Spirito Santo, che ci fa liberi, nel discernimento continuo sulla volontà di Dio per andare avanti su questa strada, senza andare indietro e senza cadere fuori strada”.

    E’ lo Spirito di Dio (Rm 8,2), non lo Spirito Santo, che appartiene a Dio ed è sua prerogativa utilizzarlo secondo il proprio desiderio. Lo utilizza per cancellare il peccato pagano (l’adorazione di altri dei) e donare una nuova vita.

  57. macv scrive:

    La maggiore vittoria della lobby gay in Vaticano sarebbe avere un Papa gay:
    allora si aprirebbe una nuova epoca molto più “gaia” e colorata della noiosissima e grigia attuale :
    inanzitutto benedizione delle nozze cattoliche gay, con sposi/spose baffuti e barbuti, ( come ai bei tempi degli antichi Romani vedi Tacito! ) in velo bianco e vestito con strascico..
    secondo un gay pride “ecclesiastico” in Vaticano, epocale, in cui finalmente poter sfoggiare talari color fucsia, paramenti con paillettes, e lasciarsi andare ” la’ dove ti porta il,cuore” con chierichetti bellocci, in una gaia festa per non dire orgia…
    Terzo , finalmente .l’abolizione del celibato dei preti e la consacrazione di preti femmine. E magari preti femmine lesbiche che si sposano e preti maschi gay che si sposano.
    così il felice e gaio ( si fa per dire) popolo cattolico avrebbe il Signor Parroco e il felice consorte del Signor Parroco , oppure la signora Vescovessa colla felice consorte, oppute , perchè no? Il Signor Papa col caro consorte baffuto…e i figli avuti coll’utero in affitto…
    ;-) ;-) ;-)

  58. Iva scrive:

    Il relativista nega, o almeno dice di negare, l’esistenza della verità (soprattutto per il suo carattere fisso, immutabile e universale che a suo modo di vedere s’apparenta con l’intolleranza e la violenza ideologica).
    La sua posizione potrebbe esprimersi con uno slogan:
    “La verità non esiste”. Ma questa proposizione, il relativista che la formula, la ritiene vera o falsa?

    Ho letto solo ora questa spiegazione del prof. De Mattei, e mi accorgo che (con la consueta egregia didattica) conferma ed espande la piccola constatazione da me esposta poco fa.

    E’ ciò che stavo dicendo qui sopra: per i relativisti non esiste la distinzione VERO/FALSO,
    ma si danno la zappa sui piedi, o meglio:
    sono intellettualmente DISONESTI, perchè danno valore assoluto alla loro affermazione iniziale: che la Verità non esiste: invece così dicendo dimostrano/ritengono di stabilire che UNA COSA è vera, per poter ragionare.
    Quindi —-> ne discende che lA VERITA’ assoluta e oggettiva deve esistere per forza.
    L’Essere non può non-essere. IL Vero è vero e il falso è falso.
    Il vero non può essere vero e falso allo stesso tempo.

    Per questo il Vero Dio non può andare a braccetto/pari dignità con gli dèi falsi e bugiardi:
    non c’è par-condicio tra vero e falso.
    Ma questa “parità” (=INDIFFERENTISMO–>IRENISMO–>SINCRETISMO) è ciò che pretende il relativista (figlio degli SCETTICI antichi) e padre dei modernisti (odierni cv2isti e catto-liberali), che mettono VERO E FALSO alla pari, facendo la stessa operazione nefasta, disonesta, di denigrazione (con scuse dialogiche/democratiche/tolleranti) a dànno reale dell’UNICA VERITA’;
    operazione infine sciocca perchè auto-smentitrice, dei relativisti di ogni tempo.
    E’ bene che la gente cominci a riflettere sulle aberrazioni del pensiero che ci hanno propinato per decenni, inquinando sia la ragione che la vera Fede !

    grazie, TIMORATO

    • Cherubino scrive:

      il prof. De Mattei non fa parte del Magistero.
      Peraltro le sue affermazioni sono molto discutibili. La maggior parte delle critiche ai pontefici di cui parla sono critiche sul governo e non sull’insegnamento di quei pontefici. La cosa è molto diversa.

      Altre affermazioni sono infondate o non comprovate. Ad esempio la dichiarazione dottrinale firmata da papa Liberio non è certo sia quella ariana, oltre al fatto che egli era prigioniero e minacciato di morte dall’imperatore in quegli anni. Appena tornò libero a Roma si oppose fortemente agli ariani. In ogni caso nessun pontefice successivo lo ha mai condannato per eresia.

  59. Bortignon scrive:

    Quanto a comportamenti della sfera intima, nella storia della chiesa c’è stato di tutto, ma veramente di tutto. La purezza, pretesa dai fedeli, non è mai stata il segno distintivo della totalità dei prelati.
    Non si capisce perché qualcuno, dunque, faccia tanto scandalo all’idea dell’esistenza di personale ecclesiastico gay.

    • Sal scrive:

      Se le cose stanno così, non si capisce perchè il dott. Tornielli che dovrebbe essere persona illuminata e imparziale amante della giuzia oltre che persona di mondo, è troppo facilmente impressionabile. Non che non abbia diritto di ammettere chi preferisce, è un suo diritto, ma parteggiare per superstiziose provacatrici, non depone a favore della giustizia. Due pesi due misure sono sempre indice di debolezza.
      Sembra che per quanto la stampa partigiana si affanna a incensare e proteggere certe magagne, queste continuano ad affiorare incessantemente vanificando i loro sforzi.
      Si avvera la profezia : ““Ma i malvagi sono come il mare che viene agitato, quando non si può calmare, le cui acque continuano a cacciar fuori alghe e fango. Non c’è pace”, ha detto il mio Dio, “per i malvagi”. ( Isa 50.20-21)
      In Vaticano non ce n’è proprio più ormai. Malgrado gli sforzi.
      Chissà cos’altro riserva il futuro.

      • Mimma scrive:

        @Sal
        Caro illuminato, semmai non c’è più gente che si faccia rimbambire da queste menzogne. Menzogne ben architettate dagli anticristi della WTS.E per fortuna c’è gente che si sveglia dal torpore geovista.

        http://www.roccopoliti.it/?p=1566

        • Sal scrive:

          Se si svegliano dovranno fare colazione. E non avranno necessità di farsi imbambolare dalla superstizione. Meno male.

    • stefano scrive:

      Bortignon, lei ci confonde con i catari, la Chiesa non ha mai “preteso” la purezza da nessuno. Se lei fosse andato una volta a messa in vita sua avrebbe notato che la celebrazione non può proseguire senza in riconoscimento delle proprie colpe da parte di ognuno. Quanto all’insegnamento morale questo vale per tutti, fedeli e prelati, nessuno ne è esente. San Paolo ce ne ha lasciato una magnifica sintesi in un memorabile bignamino di tre righe: “Non illudetevi; né fornicatori, né idolatri, né adulteri; né effeminati, né pederasti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio”.

      • Bortignon scrive:

        La pratica del male non c’è stata solo in relazione al vizio e la perversione, c’è stata anche in vista del potere, del prestigio, della ricchezza. La forza dell’Istituzione, non nascondiamocelo, dipende anche dalla spesso sinistra capacità con cui lo stato maggiore vaticano ha saputo destreggiarsi nella sporcizia delle cose del mondo.
        In tutti i casi, Stefano, è il caso di osservare che da chi si pretende rappresentante di Dio dovrebbe essere in grado di esibire comportamenti più degni.
        Sanpaolo era in un’altra prospettiva mentale, a quanto sembra, oggi il suo nome ce l’ha una banca e nessuno in Vaticano pare davvero preoccuparsi dell’ereditare il regno di Dio, bensì di ereditare lasciti, donazioni e quant’altro.

  60. Bortignon scrive:

    IVA,
    sul relativismo ripeto quanto detto precedentemente : la verità è soltanto “una menzogna che dura”, come scrisse qualcuno.
    La VERITA’ una , assoluta, definitiva, eterna ed inalterabile è solo un sogno umano.
    Esistono certamente quelle che potremmo chiamare verità provvisorie : quello che è vero oggi da noi, ad esempio, non era vero nel Giappone del 1700 o nella Persia di Zoroastro.
    Ogni comunità, insomma, e per un certo periodo di tempo, pattuisce di classificare come VERI alcuni asserti che -dopo una generazione o dieci– vengono superate.
    Come regola generale, le società ritengono vero (e morale)ciò che è conveniente ed immorale ciò che non è conveniente, caro Teobaldo : rammenterei, per dirne una, che una legge morale dice che non si deve uccidere; però, poi, il sacerdote benedice l’esercito che parte per la guerra e che al soldato che ha ammazzato più nemici si dà la medaglia d’oro.
    Come ben si vede, hanno ragione i relativisti.

    • Reginaldus scrive:

      …un sogno umano, certo, la verità, e un intergogativo continuo: quid est veritas?Ma venne un Uomo e si presentò come LA Verità, e la gente lo intuì, come quando disse: mai un uomo ha parlato come quest’uomo!; o ancora: “costui insegna con autorità, non come gli scribi!”. E quell’uomo era Dio!

      Se poi colui che appare come Vicario di Cristo, e come tale garantito contro la fallibilità nelle cose che attengono a Dio, dice di non avere la verità in tasca, beh allora si guardi in tasca, che al posto di questa deve avere un grosso buco!

      ( e poi strana questa continua professione di relativismo, nelle questioni che non si vogliono tra i piedi, e invece la più assoluta intransigenza dogmatica nelle questioni che fondano il vivere moderno, tanto che si parla di dittatura del Pensiero Unico!)

      • gibici scrive:

        La Verita’ e’ solo Dio e Dio nessuno l’ha in tasca, nemmeno il papa, forse Reginaldus. Il fatto e’ che noi possediamo singole verita’ su argomenti limitati e sul resto qualche ipotesi e molte ombre. Anche nel campo dogmatico.

        • gibici scrive:

          @Bortignon
          Le verita’ limitate non sono poco e non sono provvisorie. Anche se talora qualche presunta verita’, che crediamo di aver raggiunto, a miglior esame si dimostra errata. Il poter correggersi non e’ un argomento per il relativismo assoluto.

          • Bortignon scrive:

            Gibicì e Reginaldus
            Il fatto che l’uomo aneli ad una Verità assoluta non implica che essa esista; ed, anche se esiste, non è detto che la testa dell’uomo sia in grado di percepirla o comprenderla.
            Men che meno può essere considerata come verità assoluta la favola religiosa, che nessuna prova può suffragare, e che vede da millenni i vari fedeli dividersi tra loro ed i teologi litigare perchè ognuno ha una personale idea di Dio.
            Mi pare assai più dignitoso il relativismo scettico ; niente diventa vero perchè fa piacere crederci.

        • Reginaldus scrive:

          ma @gibici è davvero un esemplare perfetto di cattolico moderno ( e maturo) ! dimentica /ha dimenticato che Cristo Signore ha promesso ai suoi la conoscenza di TUTTA la verità : ” quando Egli, lo Spirito di Verità, sarà venuto, vi insegnerà tutta la verità” ( Giov. 16:13). Non solo la verità ma l’interezza della verità. Ma ora ci sono nuovi profeti sul campo: tutti a smentire Cristo! In nome della modernità! ( e poi comminano l’inferno e la dannazione a chi non si allinea con loro…in nome di quale verità, please????)

          • gibici scrive:

            Si autorisponda: tutta la verita’ e’ Dio sic et simpliciter o no? Quindi spieghi lei il vangelo che cita senza minimo senso della storia, perche’ comunque tutta la verita’ non e’ tutta d’un colpo, ma forse tutta quella che serve in ciascun tempo.
            Comunque faccia lavorare il suo cervello, non quello degli altri con citazioni fuori contesto.

  61. Sveno Grandinera scrive:

    Il principio di non contraddizione
    ammette che, nello stesso tempo,
    qualcosa sia falsificazione
    e verità comunque nel contempo,
    ammesso che per comparazione
    la cosa possa vedersi nel frattempo.
    Esempio : Iva di me di è più dotata,
    ma davanti a Bergoglio, limitata.

    • Iva scrive:

      oh poeta, ma che dice ? sicchè,
      lei ha prodigato il suo impegno in questi suoi versi (simpatici, ma un po’ contorti, se permette)
      per farmi oggetto della sua ispirazione del momento ? grazie, non meritavo tanto onore.
      Ma vede, lei ha sbagliato proprio l’impostazione, sia partenza che arrivo.
      Io sono una sig. “nessuno” e non mi interessa affatto paragonarmi a nessun essere umano, perchè siamo tutti diversi e ognuno ha la sua impronta divina e i suoi talenti da impiegare in questa vita, a servizio del Signore, in piena fedeltà, (anche CONTRO il gradimento umano, cioè controcorrente, forse Bergoglio l’ha detto una volta)
      e anche l’ultimo uomo vivente con bassissimo QI o livello di virtù o scarse qualità è prezioso agli occhi del Signore*.
      Qua caro Sveno, non si tratta proprio di stare davanti o dietro a qualcuno !
      si Tratta di seguire fedelmente e costantemente la VERITA’ TUTTA INTERA, (che è Nostro Signore e la sua Dottrina) col SI’ SI’ NO NO,
      senza politically correct di fronte al mondo,
      senza commistioni con le menzogne e senza confusioni!
      Cosa molto difficile dal concilio in poi.

      Quello che a me sta a cuore è conservare la vera Fede, che è fondata sulla Dottrina perenne di Cristo Signore, che è Verità eterna, che STAT, non muta col passare del tempo e delle mode.
      (Cfr. “Le mie parole NON PASSERANNO”= NESSUNO ha il diritto di alterarle a proprio comodo, per adeguarle al mondo e alle sue filosofie d’ogni sorta)

      E ciò che volevo dire (che lei non ha colto affatto) è che la Verità, nella confusione seguita al cv2 , nella parte Docente non la si vede più da tempo: essa è sempre OSCURATA da discorsi fumosi, VAGHI, APPROSSIMATIVI, che dicono tutto e il suo contrario, talvolta come i personaggi di “Alice nel paese delle meraviglie”.
      E per lo più i discorsi del papa attuale sono dei “rompicapo” : che avrà voluto dire ? ci si chiede.
      E TUTTI provano a dare tante diverse INTERPRETAZIONI.
      NON CE N’è UNA UNIVOCA, VALIDA PER TUTTI.
      Capito qual è il problema, Sveno ?
      la mancanza di CHIAREZZA, CHE I PAPI di una volta avevano sempre, nei discorsi magisteriali, anche semplici e non solenni.
      Queste omelie del papa (compresa l’ultima qui riferita) sono grovigli di parole che vagano qua e là, con appelli affettivi -di simpatia umana- mescolando però verità dette a metà, lanciate, accennate e poi rientranti, intrecciandole tra loro in modo curioso…..e confondono la testa alle persone semplici, quelle che credono che il biano è bianco e il nero è nero.
      Non ci si raccapezza più la retta Dottrina, quella di sempre: ce ne sono alcuni spunti, ma mescolati, travestiti, “truccati” da certe curiose affermazioni che li travisano invece di chiarire ( o certi SLOGAN= DIO SPRAY suore-zitelle e simili, piuttosto televisivi e non sacerdotali), o incitazioni alla gente, a domanda/risposta come fanno i COMIZIANTI, per sobillare gli urletti-visibilio della folla (es.: dite così tutti: Sììììì! vivaa!!! ecc.:
      ma il magistero di un papa non è roba da stadio, non le pare?.)
      Lei che è così arguto, Sveno, perchè non dedica il suo genio a fornirci una traduzione o meglio SINTESI chiara e comprensibile di ciò che Bergoglio dice ogni volta, e che si possa capire,
      papale papale, pane al pane, vino al vino (senza certi andirivieni alla “celentano”)?

      Quello che mi interessa è NON RIMANERE CONFUSA in eterno, come diciamo nell’Atto di Speranza ! (lei lo conosce, Sveno?)

      *”Chi vuole essere il primo tra di voi sia l’ultimo”, dice Gesù..
      (Le chiarisco che io non ho mai aspirato a primeggiare da nessuna parte, nè in società nè in famiglia, se no avrei avuto qualche successo nella vita, invece: precaria permanente e senza pensione alcuna. Ma in questa sede si tratta di discernere la Verità, che oggi è molto oscurata e spesso rinnegata e offesa, e di TESTIMONIARLA, come ci ricorda G. Biffi: “Siamo circondati di menzogne ecc….” anche a prezzo della vita e della fama, come i martyroi=testimoni).

    • Iva scrive:

      scusi poeta,

      ma perchè le è venuta questa balorda idea di paragonarmi a sè o a Bergoglio ?
      dedicandomi magari bei versi (ingegnosi e un po’ contorti) ?
      io non intendo paragonarmi a proprio a nessuno, e so benissimo di avere grossi limiti, non li ho mai negati.
      Di più:
      Non ho mai preteso di superare nessuno nella mia vita, ma solo di essere me stessa, con tutti i miei limiti e la mia ignoranza (e ho sempre cercato di ascoltare e imparare dai maestri fededegni, sacerdoti, genitori o insegnanti che fossero, purchè retti e cristianamente formati, altrimenti chiudevo le orecchie alle tante sirene, specie della “rivoluzione culturale”) e di seguire Nostro Signore, in qualunque situazione, testimoniando la Verità, intera, senza compromessi, senza ambiguità col sì sì no no, come Egli comanda, fino alla Via Crucis.
      Senza arrabattarsi ad usare il linguaggio confuso,a mbivalente, contorto e fumoso (linguaggio preferito dal relativismo) che va tanto di moda dal concilio in poi.

      Se lei capisce questi confusi discorsi del papa, coi loro ghirigori alla “celentano”, per favore li spieghi a tutti, faccia una bella sintesi e indichi con CHIAREZZA -pane al pane vino al vino- quali siano i punti di Dottrina e Magistero da seguire fedelmente senza sgarrare.

      A me pare che un genere di discorsi tipo conversazioni ALLA BUONA, terra-terra, con frasi slogan ad effetto, per suscitare applausi etc, non siano nè solenni nè sacerdotali nè magisteriali, ma solo conversazioni di un bonario parroco che bonariamente dice tante cose buone mischiate a cose ovvie e banali, e a certe altre cose che travisano concetti già noti, parole poco chiare, (come un pittore che facesse uno schizzo lampo di pochi segni sommari e INDEFINITI, anzichè un disegno accurato e nitido, capisce?)
      che gli ascoltatori/lettori provano poi a interpretare in CENTO MODI DIVERSI.
      Ognuno come più gli aggrada: questo è l’esito della mancanza di chiarezza, che i papi di prima avevano sempre, sia nei discorsi solenni, che in quelli più “familiari”.
      Perciò si usava dire “papale papale”: ovvero, chiaro e tondo!

      Ordunque Sveno, ci dia la sua arguta INTERPRETAZIONE DI qualche affermazione del papa, rendendola CHIARA A TUTTI, pane al pane vino al vino (o papale papale se vuole), di modo che si veda che è magistero INEQUIVOCABILE.
      Cioè lo riduca dai MOLTI significati all’UNO solo possibile: quello della pura Verità che STAT.
      Coraggio, sono qui tutt’occhi.

      • gibici scrive:

        Abbiamo duemila anni, secondo Lei, di insegnamenti papali papali e a Lei mancano gli indirizzi a causa dei “mancati o confusi” pronunciamenti degli ultimi quattro mesi. C’e’ qualcosa che non va soprattutto se a lamentarsi siete voi che dite che nulla cambia ne’ puo’ cambiare. Non e’ questione di teologia, ma di coerenza.

  62. Eremita scrive:

    Però questa panzana assurda ventilata da macv ed altri , dell’omosessualità nel clero derivante dal CVII e dal “modernismo” è veramente da ingenui: non so in quale chiesa vivano i nostri, dal momento che chi è addentro alle questioni ecclesiastiche sa che l’omosessualità, anche praticata, è diffusa capillarmente negli ambienti conservatori, anche per comodità: se un prelato è sempre accompagnato da un efebico giovane segretario nessuno grida allo scandalo, al massimo i più maligni accennano ad un sorrisetto, ma se è accompagnato da una prestante collaboratrice, apriti cielo.

    • macv scrive:

      Caro Eremita la piaga dell’omosessualità non casta nel clero ( come anche della eterosessualità non casta ) non è affatto iniziata in tempi moderni anzi! Io non do’ alcuna colpa al modernismo per questa piaga che è vecchia come il mondo. Nel Rinascimento credo che Roma ne abbia viste delle belle, peggio che adesso!
      Solo che un tempo almeno non ci si arrampicava sugli specchi per “giustificare” moralmente simili perversioni, in nome della liberazione, sessuale, in nome di Freud, di Jung e compagnia bella. Almeno il prete peccatore d’ltri tempi e ra sì un porco, e pure un porco ipocrita, almeno non un porco pedante che deve dimostrare che la propria porcaggine è perfettalmente “normale”!

  63. Mimma scrive:

    Il Papa: il male c’è ma Dio è più forte, la Chiesa apra le porte a tutti con amore

    La Chiesa apra le sue porte, perché chiunque si possa sentire amato e perdonato, e anche i lontani accolti con amore e rispetto. È il messaggio che Papa Francesco ha lanciato all’udienza generale di questa mattina, durante la quale ha spiegato la definizione data dal Concilio della Chiesa come “Popolo di Dio”. Il Papa ha instaurato con gli oltre 70 mila presenti in Piazza S. Pietro un vero e proprio dialogo, salutato da numerosi applausi. La cronaca nel servizio di Alessandro De Carolis:

    Non un gruppo selezionato e impermeabile, ma un “Popolo di Dio” con le porte aperte sul mondo, che per legge ha quella dell’amore cristiano, che accoglie, rispetta, perdona, incoraggia. Questo intendevano i Padri conciliari quando affermarono che la Chiesa è “Popolo di Dio”. Papa Francesco lo ha ribadito con la “plasticità” tipica delle sue catechesi, coinvolgenti e dirette, che non si accontentano di un ascolto distratto ma sollecitano un’adesione reale. Anzitutto, ha esordito, essere “Popolo di Dio”…

    “…vuol dire che Dio non appartiene in modo proprio ad alcun popolo; perché è Lui che ci chiama, ci convoca, ci invita a fare parte del suo popolo, e questo invito è rivolto a tutti, senza distinzione, perché la misericordia di Dio ‘vuole la salvezza per tutti’ (…) Gesù non dice agli Apostoli e a noi di formare un gruppo esclusivo, un gruppo di elite. (…) Vorrei dire anche a chi si sente lontano da Dio e dalla Chiesa, a chi è timoroso o indifferente, a chi pensa di non poter più cambiare: il Signore chiama anche te a far parte del suo popolo e lo fa con grande rispetto e amore”.

    Amore è la parola chiave, “amore a Dio e amore al prossimo”. Che “non è – chiarisce Papa Francesco – sterile sentimentalismo o qualcosa di vago”. È “riconoscere Dio come unico Signore della vita e, allo stesso tempo, l’accogliere l’altro come vero fratello, superando divisioni, rivalità, incomprensioni, egoismi”:

    “Quando noi guardiamo sui giornali o sulla televisione, tante guerre fra cristiani, ma come può capitare questo? Dentro il popolo di Dio, quante guerre! Nei quartieri, nei posti di lavoro, quante guerre per invidia, gelosie! Anche nella stessa famiglia, quante guerre interne! Noi dobbiamo chiedere al Signore che ci faccia capire bene questa legge dell’amore. Quanto è bello amarci gli uni con gli altri come fratelli veri! Quanto è bello!”.

    A Papa Francesco non basta però limitarsi a constatare la bellezza del messaggio cristiano. Chiede un passo in più, un impegno che il Pastore propone con un sorriso e il gregge fa suo con entusiasmo:

    “Facciamo una cosa oggi. Forse tutti abbiamo simpatie e non simpatie; forse tanti di noi sono un po’ arrabbiati con qualcuno; allora diciamo al Signore: Signore, io sono arrabbiato con questo e con questa; io ti prego per lui e per lei. Pregare per coloro con i quali siamo arrabbiati è un bel passo in questa legge dell’amore. Lo facciamo? Facciamolo oggi!”.

    La legge dell’amore non deve regolare solo la vita del singolo cristiano, ma va annunciata. Chi segue Cristo, ricorda il Papa, è sale e lievito nel mondo, è luce. Come quella sfolgorante – osserva Papa Francesco tra nuovi applausi – che può illuminare lo Stadio Olimpico a Roma, o quello del San Lorenzo a Buenos Aires, quando in 70 mila accendono ciascuno la propria. Luce, ribadisce ancora, che sa illuminare anche “una realtà buia” e “segnata dal male”:

    “La presenza del male c’è, il Diavolo agisce. Ma vorrei dire a voce alta: Dio è più forte! Voi credete questo: che Dio è più forte? Ma lo diciamo insieme, lo diciamo insieme tutti: Dio è più forte. E sapete perché è più forte? Perché Lui è il Signore, è l’unico Signore!”.

    L’auspicio finale riporta il Papa al principio, ricapitolando la catechesi con la forza e il calore di un abbraccio che tutti fa sentire partecipi e in prima linea:

    “La Chiesa sia luogo della misericordia e della speranza di Dio, dove ognuno possa sentirsi accolto, amato, perdonato e incoraggiato a vivere secondo la vita buona del Vangelo. E per far sentire l’altro accolto, amato, perdonato e incoraggiato la Chiesa deve essere con le porte aperte, perché tutti possano entrare. E noi dobbiamo uscire da quelle porte e annunciare il Vangelo”.

    • Sal scrive:

      “La Chiesa sia luogo della misericordia e della speranza di Dio, dove ognuno possa sentirsi accolto, amato, perdonato e incoraggiato a vivere secondo la vita buona del Vangelo.”

      Tra i pii desideri e la realtà ce ne corre.

      h**p://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/08/suora-cacciata-dalla-chiesa-protesta-in-piazza-papa-francesco-chieda-scusa/555443/

  64. Iva scrive:

    chiedo scusa a Sveno:

    avevo preparato due repliche, non identiche.
    Vedendo che una non partiva, ho postato la seconda.

    Scelga quella tra le due che preferisce, la sostanza è la stessa.
    Grazie ancora per il pensiero di dedicarmi un verso (enigmatico e arguto comunque segno di attenzione) :)

  65. Nella scrive:

    Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace di Anguera in Brasile n°3832
    11.06.2013

    Amati figli, un successore di Pietro preparerà la Chiesa per la grande vittoria. La Chiesa vivrà momenti di dolore. Sarà perseguitata e molti consacrati saranno condotti a morte. La Chiesa sarà purificata dalla sofferenza. Il fumo del demonio si è diffuso al suo interno causando cecità spirituale in molti consacrati. Tutto quello che vi ho annunciato va a realizzarsi, ma non perdete la vostra speranza. La vittoria verrà. Pregate. Solamente con la forza dell’orazione la Chiesa troverà il cammino che condurrà i fedeli al trionfo finale. Avanti senza timore. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso riunirvi quì ancora una volta. Io vi benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Restate in pace.

    Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace n°3831
    09.06.2013

    Amati figli, Io vi amo come siete. Conosco le vostre necessità e sofferenze e pregherò il Mio Gesù per voi. Abbiate fiducia, fede e speranza. Nulla è perduto. Quando sentirete il peso della croce , chiamate Gesù. Egli è il vostro Tutto, In Lui è la vostra vera liberazione e salvezza. Voi siete importanti per la realizzazione dei Miei piani. Aprite i vostri cuori e ascoltatemi. Io sono venuta dal Cielo per condurvi al Cielo. Non perdetevi d’animo. Io sarò sempre al vostro fianco. L’umanità è inferma ed ha bisogno di essere curata. Pentitevi, perchè il pentimento è il primo passo da fare sul cammino della conversione. Non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Dite il vostro sì al richiamo del Signore. Voi state nel mondo ma non siete del mondo. Vivete rivolti al Paradiso per il quale unicamente siete stati creati. Rallegratevi, perchè i vostri nomi sono già scritti nel Cielo. Piegate le vostre ginocchia in orazione. La Chiesa del Mio Gesù caricherà pesante croce. Il tradimento arriverà al trono di Pietro. Il santo Padre proverà il calvario. Pregate, pregate, pregate. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso riunirvi quì ancora una volta. Io vi benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Restate in pace.

    Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace n°3830
    08.06.2013

    Amati figli, in ginocchio e in preghiera, adorate Mio Figlio nell’Eucarestia. Nella vostra orazione con Gesù, ascoltatelo. Egli vuole parlarvi. Prostratevi dinanzi a Lui e adoratelo veramente. La vostra forza e vittoria sono nell’Eucarestia. Dinanzi a Gesù pregate per la Chiesa. Pregate per Papa Francesco. La Chiesa cammina per un futuro doloroso. Decisioni contrarieranno molti e il cammino del calvario sarà doloroso. Io sono la vostra Madre e vi amo. Coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso riunirvi quì ancora una volta. Io vi benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Restate in pace.

    Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace n°3829
    04.06.2013

    Amati figli, piegate le vostre ginocchia in orazione. Una decisione sarà presa e ci sarà grande confusione nel palazzo (Vaticano). Io sono la vostra Madre Dolorosa e soffro per quello che viene per voi. Restate fermi nella fede. Restate con Gesù. Amate e difendete la Chiesa. Qualunque cosa accada non dimenticate: Dio sopra di tutto. Avrete ancora lunghi anni di dure privazioni. Coraggio. Il Signore vi ama e cammina con voi.Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso riunirvi quì ancora una volta. Io vi benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Restate in pace.

    http://nostrasignoradianguera.blogspot.it/

  66. Cherubino scrive:

    come era prevedibile mons. Fellay avrebbe affermato, a quanto ho capito di un’intervista di pochi giorni fa, che se si ripresentassero le condizioni che portarono Lefebvre all’ordinazione dei vescovi sarebbe pronto a prendere le stesse misure.
    L’affermazione è gravissima e costituisce una chiara adesione formale allo scisma di mons. Lefebvre che fa rivivere la scomunica latae sententiae.

  67. Iva scrive:

    dice bene Reginaldus.
    Se questo papa afferma che “nessuno ha la verità in tasca”, quindi neanche lui,
    allora che magistero è il suo ?
    ogni suo discorso è solo un’opinione come TUTTE le altre esistenti al mondo!
    e allora perchè tanti bloggers arroganti si ergono con fare accusatorio intimidatorio dicendo: umiliatevi, chinate il capo, obbedite !
    ma obbedire a che cosa ? alla semplice opinione PERSONALE di un vescovo che sta parlando con parole vaghe, confuse, NON DALLA CATTEDRA, ma esponendo le sue idee solo su ALCUNI argomenti, e mai secondo rigore dottrinale, e inoltre riferiti dai cronisti in modo ancora più caotico, che aggiunge altro smog alla gigantesca confusione del Gregge ?
    se l’insegnante sta solo chiacchierando simpaticamente/leggermente e scherzando in mezzo alla folla, e NON SALE SULLA CATTEDRA, che insegnamento sta esercitando ?
    nessuno! non insegna assolutamente un bel nulla.
    —————
    Vedendo il buio che aumenta e lo sbandamento generale del popolo cattolico, che beve tutto ciò che legge sui media, senza mai confrontarsi con la Dottrina perenne, di cui si sta perdendo ogni traccia, sia nelle disastrate parrocchie sia nel web che sui media, (anche vaticani)

    davvero bisogna ricordare quelle parole di Nostro Signore:

    Il pastore è percosso, il gregge è disperso.

    Questo disse Gesù prima della Passione, e questa è la realtà della Santa Chiesa che si avvia al suo Calvario, predetto dalle Scritture e chiaramente scritto nelle ultime pagine del CCC (che ho già riferito un mese fa).

    • Mimma scrive:

      E il Pastore sarebbe lei?????

      • Reginaldus scrive:

        che risposta del cavolo! Di fronte alla logica, per negarla, non si può che essere figli di cavoli…

    • Marino scrive:

      Se un Papa non parla ex cathedra non significa che dice solo banalità, o come dice lei, chiacchiere simpatiche prive di insegnamento.

  68. CRISTIANOTRIESTE scrive:

    E’ tutta colpa nostra: invece di dire la verità abbiamo iniziato a dialogare con il mondo annacquando il messaggio cristiano.

    Dopo 50 anni di dialogo, il mondo non si è convertito, e noi, in gran parte, siamo soltanto sale scipito.

    • Reginaldus scrive:

      perfetto: ma faglielo capire al sale scipito…

    • Iva scrive:

      proprio così.

      Infatti:

      L’adulazione procura amici, la Verità genera odio

      (P. Terenzio Afro)

      Si è avverato con Gesù davanti a Pilato, nell’urlo “Crucifige!” di chi non lo voleva riconoscere come Re, Vero Dio Salvatore e Messia.
      Si avvera in questo ed altri blog, dove chi dice la Verità, chiara, ferma e senza sconti o fumoserie “diplomatiche”, subisce il linciaggio morale mediatico, scherno e disprezzo ( o anche calunnie e giudizi temerari), odio fazioso, spesso dovuto a totale cecità o ripugnanza viscerale (>carnale-mondana) nei confronti della Verità eterna.
      I catto-moderni si sono fatti un “Gesù a propria misura” (soggettiva e sentimentale, che gli sia molto “accomodante”, v. ad es. quel blogger che, vantandosi sfrontatamente di vivere nel peccato abituale grave, affermava che Gesù non fa caso al peccato, perchè “è superiore”, quindi di sicuro accetterà ogni infamia del peccatore che andrà in Paradiso con tutte le macchie, così com’è, quindi un “Gesù adeguato-compiacente” alle più nefande sozzure umane), ogni gruppo ecclesiale ne ha un proprio ritratto, diverso dagli altri, a proprio uso e consumo, così ogni singolo variamente-credente.

      • Cherubino scrive:

        Publius Terentius Afer (Cartagine, 185-184 a.C. circa[1] – Stinfalo, 159 a.C.[2]), fu un commediografo berbero di lingua latina, attivo a Roma dal 166 a.C. al 160 a.C..

    • Simone 2 scrive:

      @Cristianotrieste.
      Non è detto sia così.
      Potrebbe anche essere che il messaggio cristiano non interessi e non convinca a sufficienza le persone o molto più banalmente, coloro che pretendono di divulgarlo in esclusiva non appaiono credibili e degni della considerazione necessaria.
      Spesso è colpa di una “rete commerciale” inadeguata a impedire il successo di un prodotto valido.

      • macv scrive:

        Il “dialogo “non ha mai convertito nessuno e persino in campi non religiosi il cosiddetto “dibbattito” ormai ha rotto le scatole.
        Ci si converte per un “incontro” che di colpo, senza bisogno di alcun dialogo, apre gli occhi, come Gesù aprì gli occhi al cieco nato.
        la conversione non è una “persuasione” è uno shock.
        Gesù ai primi apostoli non disse che tre parole “vieni e seguimi”
        Nessun dialogo.
        E’ appunto come quando cadono le scaglie dagli occhi e si vede.
        non v’è alcun bisogno di dialogo.

        • Simone 2 scrive:

          Sono d’accordo: la conversione non può essere il frutto di una persuasione ed è infatti molto difficile far cambiare opinione a chi non è minimamente interessato non soltanto alla conversione, ma all’argomento nel suo insieme, salvo rare eccezioni.
          Ciononostante è anche vero che la considerazione nei confronti di chi propone non un prodotto qualsiasi, ma un nuovo modo di affrontare l’esistenza deve essere adeguata e la persona apparire credibile, affidabile e fungere da eventuale esempio.
          Bocciato il dialogo ai fini della conversione è però necessario convivere in modo civile e rispettoso con chi si ha di fronte, con chi s’incontra, soprattutto oggi che gli stessi confini e la maggior parte degli steccati culturali sono di fatto superati e siamo sempre più immersi nella multiculturalità.
          E per ottenere questa convivenza civile, evitando al primo contrasto di affidarsi alla violenza esiste soltanto il dialogo.
          Non vedo quindi che cosa avrebbero dovuto fare di diverso i cristiani o che cosa potrebbero fare oggi se non dialogare con tutti e in particolare con chi non la pensa allo stesso modo.
          Lei ha una ricetta diversa?

          • Cherubino scrive:

            e perchè la conversione non è frutto di una persuasione ? L’ennesimo stupido attacco fondato su giochi e demonizzazioni di parole del tutto corrette sta stufando non poco. Però dimostra che ormai vi attaccate a tutto pur di criticare.

            Per S. Tommaso d’Aquino è l’intelletto che precede la volontà, quindi per decidere di aprire il cuore a Cristo occorre conoscerlo e convincersi che il suo amore non delude.
            Ora persuadere vuol dire “far apprezzare”, “far percepire qualcosa come un sollievo” (da per+soave).
            Gesù dice “il mio gioco è dolce e il mio carico soave”
            E i salmi “venite e gustate quanto è dolce il Signore” e anche “tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici” e “cosa èl’uomo perchè te ne curi? Di gioia e di onore lo hai coronato”.
            E lo Spirito Santo non il Consolatore ?

            Per aversi questa persuasione, che è adesione alla consolazione dello Spirito Santo come insegna S. Ignazio di Loyola, certamente occorrono due azioni: una interna operata dallo Spirito Santo, una esterna operata dall’evangelizzazione.

            Come al solito imbastite delle guerre sante inutili e infondate, perchè evidentemente l’unica cosa che vi importa è fare guerra.

          • gibici scrive:

            Il dialogo, cioe’ il ragionare sui pro e contra, e’ importante non solo per chi deve convertirsi, ma anche per chi e’ credente, cioe’ ha gia’ iniziato il cammino di conversione e ha bisogno di chiarire qualcosa.

          • Simone 2 scrive:

            @Cherubino.
            Premesso che non avevo intenzione di perpetuare nessun attacco o di criticare qualcuno, ho semplicemente espresso un mio legittimo parere.
            Per me il vocabolo “persuasione” sta a significare un modo teso a orientare scelte e comportamenti e così lo considero.
            Infatti, il termine latino “persuadere”, da cui deriva il vocabolo italiano, vuol dire consigliare, convincere; indica l’atto di indurre qualcuno a riconoscere la realtà di un fatto, la fondatezza di un’idea, o a comportarsi in un determinato modo.
            Da ciò affermo che la conversione, almeno secondo me, non può derivare da una persuasione esterna, ma soltanto da una personale e valida convinzione.
            E infatti, lo stesso Aquinate afferma che per decidere di aprire il cuore a Cristo occorre conoscerlo e convincersi che il suo amore non delude.
            Occorre cioè convincersi che l’amore di Cristo non delude e non basta che qualcuno ci persuada.

          • Cherubino scrive:

            premesso che il mio post era diretto a chi ha aperto quest’ulteriore inutile diatriba, mi permetto di dissentire e credo di aver dimostrato le mie ragioni.

            Se è vero che nel linguaggio comune il persuadere sa di raggiro e di portare qualcuno a convinzioni che se ragionasse a mente fredda non condividerebbe, il senso primario del termine non è affatto questo ed è sinomio di convincere.
            quando crediamo fermamente in qualcosa diciamo “sono persuaso”. Come ho mostrato l’etimologia indica il percepire qualcosa come positivo, come un sollievo.
            Ora, se il vangelo è la comunicazione della buona notizia, dov’è la differenza ?
            E nessuno si converte da solo ! Ho ricordato pochi giorni fa questo fondamentale passo di Paolo:
            “Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!”.
            E lo stesso Paolo in Corinti 1 dice “Pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero”.

            E negli Atti degli Apostoli ?
            “At 13,43 Sciolta l’assemblea, molti Giudei e prosèliti credenti in Dio seguirono Paolo e Bàrnaba ed essi, intrattenendosi con loro, cercavano di persuaderli a perseverare nella grazia di Dio.
            At 18,4 Ogni sabato poi discuteva nella sinagoga e cercava di persuadere Giudei e Greci.
            At 19,8 Entrato poi nella sinagoga, vi poté parlare liberamente per tre mesi, discutendo e cercando di persuadere gli ascoltatori di ciò che riguarda il regno di Dio.
            At 21,14 E poiché non si lasciava persuadere, smettemmo di insistere dicendo: «Sia fatta la volontà del Signore!».

            Forse però gli apostoli non avevano capito bene la loro missione …

          • Simone 2 scrive:

            @Cherubino.
            Ringrazio del chiarimento.
            Credo si tratti piuttosto di sfumature, ma è probabile che non sia riuscito a esprimere il mio pensiero nel migliore dei modi.
            In buona sostanza io ritengo che per convertirsi è necessario che la persona senta innanzitutto questa necessità, questa esigenza e si convinca a incamminarsi su quel sentiero.

          • Catechista scrive:

            Non dimenticate che noi non convertiamo nessuno. E’ Dio che converte. Noi possiamo e dobbiamo testimoniare la bellezza dell’incontro con il Signore, anche se la severità, il dito puntato e le condanne non aiutano certo gli uomini e le donne di oggi ad incontrare Gesù. Bisognerebbe rileggere il Vangelo e adottare lo stile del Signore. E poi il dialogo è importante. Quello che a me non piace è l’atteggiamento di chi vuole dialogare e testimoniare la propria fede con la fretta che l’altro si converta. Ognuno ha i suoi tempi e poi è Dio che conosce i cuori. Riprendendo un’espressione di Benedetto XVI, a volte ci sono persone che sembrano lontane dalla Chiesa ma in realtà sono dentro più dei “vicini”. Senza dimenticare che il problema dei lontani sono quasi sempre i vicini.
            Saluti

          • Cherubino scrive:

            dipende da cosa intende per “senta, sentire”. Non è detto che la persona abbia PRIMA la percezione di aver bisogno di Dio, di conversione, della buona novella …
            Spesso è l’annuncio non cercato che svela alla persona un bisogno che prima non percepiva.
            Del resto, in entrambi i casi è Lui che ci ha cercato prima che noi lo cercassimo e che suscita in noi la nostalgia di Lui.
            Quello che però bisogna evitare è l’ingenuità di credere che la conversione avvenga tutta dentro individualisticamente, quindi senza mediazioni, e che avvenga sempre istantaneamente.
            Sotto il primo profilo c’è sempre una mediazione della Chiesa, fosse del più piccolo dei suoi figli. La conversione è sempre anche apertura alla condivisione di sè con gli altri. Quando S. Paolo incontra Cristo, il Signore potrebbe fare tutto subito, invece rende cieco Paolo, lo manda da Anania, poi questi lo porta a Gerusalemme. Qui ottiene l’approvazione di Pietro e dei dodici.
            Sotto il secondo profilo, spesso la conversione è un processo lento, fatto di resistenze, passi avanti e passi indietro. Non è sempre così, ma spesso la conversione si attua in un confronto, magri a tratti polemico, con un cristiano, un prete, un coniuge, un figlio o un genitore (Agostino aveva mamma Monica !), fino alla “resa”. Questo processo è un processo di persuasione, che avviene ovviamente interiormente, ma con l’apporto di tanti persuasori esterni. Ogni parola detta che chiarisca e dia verità ad un lontano dubbioso, è opera di santa persuasione, come quella citata nei passi degli Atti degli Apostoli.
            Del resto, lo stesso catecumenato è un cammino di persuasione. Se uno avesse già la perfezione della decisione per Cristo potrebbe essere battezzato subito (in qualche caso avviene ma non è la regola). Invece occorre un cammino di purificazione da convinzioni errate. Lo Spirito Santo qui ci aiuta “convincendoci di peccato”, secondo l’espressione giovannea.
            Quindi sono d’accordo, la conversione è un atto di volontà interiore, ma avviene nella Chiesa e mediante la sua azione “persuasiva”.

          • Simone 2 scrive:

            @Catechista.
            Complimenti per la chiarezza!
            Trovo molto concreto e condivisibile il suo discorso.
            «Quello che a me non piace è l’atteggiamento di chi vuole dialogare e testimoniare la propria fede con la fretta che l’altro si converta». Non posso che convenire: si tratta sempre dell’opera di soggetti ignoranti e pieni di sé , cui non prestare la minima attenzione.
            «Senza dimenticare che il problema dei lontani sono quasi sempre i vicini». Non ho capito se questa riflessione è sua o anch’essa espressione di Benedetto XVI.
            Tuttavia se per “vicini” s’intende parte degli appartenenti all’Istituzione Chiesa non posso che convenire.

        • Catechista scrive:

          E’ una mia espressione. Grazie.

      • Reginaldus scrive:

        …figurarsi poi se può interessare un messaggio contraddittorio, che muta col mutare dei venti…

        -Se poi l’autentico messaggio cristiano viene respinto, ne risponderà chi lo ha respinto, senza possibilità di accampare scuse: perché quel messaggio è rivolto a tutti e obbligante per tutti, se vogliono salvarsi:
        “Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto. A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome”.

        – Altro che “siamo tutti figli di dio” – qualunque messaggio si ascolti!

  69. macv scrive:

    E’ così ridicolo chi pensa di poter convertire gli increduli col “dialogo” così come chi pensava di poter fare innamorare di se’ una ragazza ( o un ragazzo) con il dialogo.
    se non scatta il colpo di fulmine , l’attrazione fatale o come vuoi chiamarla hai voglia a dialogare! puoi stendere un ragazza colle tue chiacchere ma se non le piaci anche col più garbato dei dialoghi non otterrai nulla, magari passa di lì un muto con lo sguardo fatale e te la conquista in un attimo! ;-)

    • gibici scrive:

      @ Macv
      E’ chiaro che ne’ dialogo, ne’ concili, ne’ definizioni, ne’ gerarchia, ne’ clero, ne’ cristiani convertono a Dio, ma la grazia di Dio.
      Pero’ nel presente piano di salvezza Dio vuole la cooperazione umana, quindi tutte quelle cose sono necessarie, dialogo e occhi innamorati compresi.

      • Simone 2 scrive:

        @Gibici.
        «E’ chiaro che ne’ dialogo, ne’ concili, ne’ definizioni, ne’ gerarchia, ne’ clero, ne’ cristiani convertono a Dio, ma la grazia di Dio».
        Bene! Anzi, malissimo.
        E se la grazia di Dio non arriva che si fa? A chi ci si rivolge? E’ necessario seguire la via gerarchica e interpellare dapprima il parroco e si procede via via sempre più in alto?

        • stefano scrive:

          Si fa presto a dire “la grazia di Dio non arriva”. In realtà la Grazia è necessaria, ma non sufficiente.

          • Simone 2 scrive:

            @Stefano.
            Be’, allora mettiamoci d’accordo e raccontiamola tutta la storia.
            Io sono abituato a fare un elenco puntato per facilitare il compito, quando spiego un argomento nuovo in dipartimento.
            Che cosa serve per giungere alla conversione?
            Punto primo: la grazia di Dio, ma non è sufficiente.
            Punto secondo: la cooperazione del soggetto.
            Punto terzo: il dialogo e gli occhi innamorati.
            Punto quarto: ….
            Prosegue lei?
            Guardi che non sto scherzando.

          • Iva scrive:

            le obiezioni di Simone2 ore 18.40
            sono sensate e più che legittime.
            Esse segnalano bene lo sconcerto della retta ragione, di fronte all’alterazione progressiva -in direzione soggettivo-sentimentale-relativista- dell’idea stessa della Fede, nella mentalità comune del popolo cattolico allattato al cv2.
            La fede da 40 anni ahimè non si ritiene più fondata sui Dogmi e sulla Dottrina perenne e immutabile, bensì sul sentimento ed esperienza personale, di tipo sensoriale-emozionale (addirittura “occhi innamorati”….)

        • stefano scrive:

          Caro Simone, l’elenco dei punti è presto fatto, sono solo due: per la conversione ci vuole la Grazia e la rispondenza alla Grazia. Ma solo della seconda è lecito dubitare. E neanch’io sto scherzando.

          • Simone 2 scrive:

            @Stefano.
            Mi rendo conto e convengo che l’argomento oltre che serio è piuttosto complesso e quindi mi accontento della risposta.
            Va bene così, ma ci sarebbe molto altro da aggiungere e su cui discutere.
            Approfitto per dire, che a differenza della signora Iva, il cui giudizio sul CV2 non condivido, ho compreso molto bene il senso delle parole usate da Gibici, quando scrive: “Che oltre alle tante cose descritte, ci vogliono dialogo e occhi innamorati”.
            Ho constatato di persona che chi vive per davvero la fede possiede una serenità d’animo straordinaria e nello stesso tempo mostra lo sguardo ridente e luminoso di chi è perennemente innamorato e quindi tutto rientra proprio in una esperienza oltre che mistica, anche di tipo sensoriale – emozionale.

          • Iva scrive:

            concordo con Catechista, soprattutto con quella considerazione (penso frutto di fede vissuta nell’esperienza), che non bisogna voler testimoniare la propria Fede con la fretta che l’altro si converta. E’ sempre la Grazia che opera nelle anime, con tempi ed esiti a noi ignoti.
            Gesù dice:
            ‘Uno semina e l’altro raccoglie’.
            C’è caso anche che quando uno semina in vari modi (parole, esempi) venga disprezzato e respinto, o magari non sa neanche di aver seminato (strumento inconsapevole, come le anime che si offrono “vittime” per la conversione dei peccatori, che esse non conoscono neppure: è ciò che chiedeva la Madonna a Fatima). Poi a suo tempo in quell’anima la nuova vita fiorirà, grazie a quella ed altre semine.
            Il raccolto lo fa il Signore, l’opera è sua e la Gloria pure.

          • Iva scrive:

            poi c’è da dire che la Fede, nel corso della vita il Signore la mette spesso alla prova (con molte prove dure e durissime: saggia l’anima come l’oro col fuoco); è facile che dopo un periodo iniziale di una specie di “ebbrezza” (che può essere anche gradita autoillusione sentimentale, culto di se stessi e di quelle piacevolezze, auto-esaltazione, anzichè amore verso Dio) tutto finisca come un bel sogno.

            Nella costante fedeltà al “grigiore” del carcere quotidiano, o in quei lunghissimi anni di aridità totale sul piano emotivo e delle gratificazioni del sentimento, l’anima cammina come in un deserto, provando anche una vera ripugnanza di stare a pensare, pregare e servire il Signore.
            Consiglio di leggere la vita di S. Teresa D’Avila ed altri, (S. Padre Pio) a cui il Signore fece mancare del tutto la “sensazione” della sua vicinanza, ma ciononostante perseverarono nella fedeltà, anche quando ogni azione fatta per suo amore appare non solo povera, ma anche inutile, senza valore nè umano nè spirituale.
            Dio ama nascondersi, farti sentire “solo”, senza alcun sostegno da parte sua, e vuole verificare se ti fidi lo stesso (senza cercare appoggi umani o sostitutivi affettivi per “rimpiazzarlo”) e se lo amiamo per i doni che ci dà o per se stesso: perchè è giusto amarlo e adorarlo sopra ogni cosa e ogni altro bene o persona, anche concesso da Lui, e quando (molto spesso) ci dà il contrario di ciò che Gli chiediamo, deludendoci continuamente nelle “aspettative”, sottraendosi continuamente alla nostra “rincorsa”, mentre cerchiamo di rimanere uniti a Lui, e ci pare di parlare con un muro di granito.

            Chi vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.

            Simone, son lieta della non-condivisione, che per me è una conferma di stare nel giusto: contro lo spirito del mondo, come Nostro Signore insegna.
            La Chiesa col cv2 ha abbracciato lo spirito del mondo (culto dell’uomo “che si fa dio”, annunciato da PaoloVI).
            Il mondo detesta sempre Lui, ( ha ripugnanza della Croce) e disprezzerà e odierà sempre i suoi seguaci.
            Un discepolo non è più del suo Maestro.

          • Cherubino scrive:

            “Dio ama nascondersi, farti sentire “solo”, senza alcun sostegno da parte sua, e vuole verificare se ti fidi lo stesso”

            Dio non ama affatto nascondersi e lasciarci senza sostegno. Lei non conosce il vangelo e la pedagogia di Dio e improvvisa frasi riprese senza capirne il senso.
            Dio non ha bisogno di verificare nulla, perchè sa benissimo cosa c’è nel nostro cuore ed essendo tutto presente davanti a lui sa cosa faremo prima ancora che lo facciamo. Le sue affermazioni sono teologicamente ridicole.

            In realtà Dio si nasconde, anche se non ama farlo perchè è comunione infinita e dono di sè irrevocabile. Quanto vela la nostra percezione (che non è nascondersi perchè Lui è comunque presente, siamo noi a non percepirlo) è per darci un frutto, per farci progredire, per darci una maggiore libertà e un maggiore amore.
            Non ha niente da verificare. Nella prova che ci dona siamo noi portati a verificare cosa siamo, siamo noi a ricevere la verità di noi stessi che non conosciamo abbastanza.
            Questa visione così mondana di Dio che certi tradi-fondamentalisti propagandano è talmente lontana dal vangelo, talmente segno di inesperienza della cose spirituali che rivela semplicemente la finzione che la muove.

          • Catechista scrive:

            Sign. ra Iva, la ringrazio di aver condiviso la mia considerazione. Io non posso condividere la sua sul Concilio Vaticano II.
            Saluti

      • Reginaldus scrive:

        non dialogo:PREDICAZIONE!
        non è mai stato detto: “andate e dialogate…”
        Quel continuo parlare di dialogo sono solo fregnacce!

    • giovannino scrive:

      caro macv, il tuo commento mi piace , ma mi suona modern(o) ista . Che ne è ( cito Iva ) dello “sconcerto della retta ragione, di fronte all’alterazione progressiva -in direzione soggettivo-sentimentale-relativista” ? La fede si ottiene soprattutto mandando a memoria le rispostine del catechismo di Pio X ! Non serve il sentimento e neppure la ragione , perchè a ragionare ci pensano il Papa e gli altri preti , a noi pecore basta un po’ di memoria. O magari una chiavetta USB : tutti coloro che hanno memorizzato il catechismo di Pio X nel computer , o nel telefono portatile o almeno in una chiavetta saranno salvati. Davvero possedere la Verità è più semplice che non t’ aspetti. Altro che Socrate !

  70. Mimma scrive:

    MEDJUGORIE
    Statistiche di maggio 2013
    01.06.2013

    Sante Comunioni distribuite: 198 500

    Sacerdoti concelebranti: 3972 (128 al giorno)
    http://www.medjugorje.hr/it/attualita/la-madre-di-dio-%E2%80%93-la-migliore-teologa-pastorale,2828.html

    • macv scrive:

      Cara Mimma quando ci si riduce in campo religioso a citarea “statistiche” e si valuta la santità di un papa in base al numero di persone che lo applaudono cioè all’Audience” allora si è arrivati proprio alla frutta!

      • Sal scrive:

        E’ come l’indice di ascolto delle TV ! Ma quelle devono vendere gli spot pubbicitari !

  71. Iva scrive:

    x Marino (et al.)

    parlare in forma di conversazione NON equivale ad insegnare : non c’è l’ uso effettivo dell’Autorità docente =
    Munus docendi
    (che invita i discenti ad imparare e far tesoro della LEZIONE magisteriale del docente)

    Ogni affermazione fatta “a braccio”, con quel tipo di discorso amichevole di “basso livello”, cioè non cattedratico-pontificale, non ha valore di magistero per il fatto che è VARIAMENTE interpretabile.
    Poi me lo dicano i dotti quale sia il LIVELLO di magistero di qeuste omelie con tanti andirivieni, esclamazioni, puntini di sospensione………….tante espressioni del linguaggio colorito e immediato, spontaneo, affettivo, SERMO FAMILIARIS,
    non “magistrale” ; io sto ancora aspettando le valutazioni chieste da giorni: in quali punti ed affermazioni si evidenzi questo magistero, lo dica chi può, in modo DEFINITO E PRECISO, 1) 2) 3) ecc. come si poteva fare in tanti discorsi dei papi precedenti.

    Se un papa si mette a parlare come “un uomo qualunque”, egli sarà molto opinabile, contenuti poi trasferiti in un dibattito pubblico, proprio “come un uomo qualunque”:
    la sua opinione si mette ALLO STESSO LIVELLO, in PAR CONDICIO con tutte le opinioni degli uomini del mondo.

    E’ la continuazione (accentuata) dello spirito-di-Assisi:
    il Vicario di Cristo, che una volta riaffermava la Verità eterna (Cristo Unico vero Dio e Signore) dalla Cattedra di Pietro, Faro di Verità divina per i cattolici e per tutto il mondo,
    ORA, dal cv2 in poi e specialmente da Assisi1-2-3, si è messo allo stesso LIVELLO di tutte le credenze e opinioni del mondo.

    Non vuole più stare al vertice (soprannaturale) del mondo, come se non avesse da dare al mondo la Verità unica, di divina origine.

    Infatti ha detto che “nessuno ha in tasca la verità”, ma allora riteniamo che tutti siamo in ricerca, alla pari, e tutte le opinioni degli uomini sono diverse vie -paritarie- che conducono alla verità (secondo lo spirito-di-assisi-e delcv2).

    Quindi di quale magistero si parla ?
    Sta semplicemente portando avanti sempre il discorso conciliare = dialogo alla pari con tutti, dove non vuole affermare nessuna verità al di sopra di altre verità =
    non vuole disturbare i DIVERSAMENTE OPINANTI di ogni tendenza, specialmente eretici e peccatori ostinati, (mai tenta di correggere ERESIE dilaganti nella Chiesa, nè STORTURE LITURGICHE, come talvolta BXVI faceva in modi miti senza imporsi), e potenti sostenitori di ideologie e politiche di peccato: divorzio-aborto-unionigay-eutanasia ecc…
    Si mostra come uno che dice le cose che può, appena accennando al male/i morali e spirituali (=toccata e fuga) senza turbare più di tanto coloro che agiscono contro la Legge di Dio e il Vangelo.
    Se qualche volta accenna a temi scomodi, non li approfondisce più di tanto, rimane su temi gravi solo en passant….
    e poi ci pensano bene i media a sottolineare/amplificare ciò che fa comodo alle lobby del pensiero dominante e ai poteri mondani anticristiani.
    Ma la voce del Magistero, quello autorevole, chiaro e solenne, non si fa sentire, rimane una tra le tante voci di personaggi politici o ecclesiastici più o meno eminenti, ma nulla di più.
    Conforme a questo “basso e popolare profilo” del parlare è la scelta di vivere fuori dall’appartamento vaticano, tenendosi appunto “al margine” della residenza tradizionale dei pontefici, per non dar rilievo o prestigio visibile alla supremazia morale del Vicario di Cristo, nella Chiesa e nel mondo.
    E’ sempre il cv2 portato alle estreme conseguenze: crollo dell’autorità morale e spirituale del Vicario di Cristo, diventato “un uomo fra i tanti”, uno fra la gente, uno qualunque di noi.
    DEMOCRATIZZAZIONE della struttura della Chiesa, che era MONARCHIA (cfr. rivoluzione francese 1789….Suenens dixit)
    E allora quale “venerazione” o religioso ossequio o assenso intellettuale e spirituale si può dare ai suoi discorsi ?
    (Non si sa precisamente quanto siano determinanti i consigli dello psichiatra su quella scelta).

    • Cherubino scrive:

      ora Iva si improvvisa pure pedagogista …

      che pietà ! Se uno che parla conversando è un professore universitario e si sa, non conta nulla che stia sulla cattedra o seduto in un salotto, perchè è sempre la stessa competenza a farlo parlare. Non è l’abito o il contesto che fa di un insegnamento un insegnamento, ma l’intenzione e la qualifica del docente.

      Ora quando il papa parla pubblicamente o sapendo che le sue parole diventano pubbliche, è fuori di dubbio che egli sta insegnando e che lo fa con il munus docendi che non è legato al contesto ma 1) al carattere sacerdotale impresso con l’ordinazione, 2) all’incardinazione o potestas iurisdictionis, che per il papa ovviamente non serve perchè è lui il titolare di tale potestà.

      Quindi gli arzigogoli di Iva fanno solo ridere o piangere. Ognuno scelga in base al suo stato d’animo attuale.

  72. gibici scrive:

    Posto ora una risposta a Murmex (12/6 h.14.26), su un argomento gia’ sollevato dai tradizionalisti, cioe’ sul valore dottrinale del Vaticano II.
    A parte l’inesattezza di Murmex: “Il vat. 2 …è stato dichiarato dal Papa Giov,XXIII non dogmatico”. Rispondo: il papa l’ha convocato come “pastorale” e per l’aggiornamento della Chiesa, ma e’ morto ben prima della sua conclusione, quindi il concilio avrebbe potuto giungere ad affermazioni dogmatiche, quindi la “dichiarazione” del papa non poteva esserci stata.

    Il primo problema espresso e’ se un concilio “pastorale” possa essere considerato superiore a precedenti documenti dogmatici.

    Risposta: Certo che no, ma non perche’ il Vaticano II sia “pastorale di terza categoria”, ma proprio perche’ e’ all’altezza magisteriale degli altri documenti “di prima e seconda (?) categoria”, e pertanto sulle questioni di fede e morale e’ da credere e da considerare in continuita’ con il magistero precedente.

    2a Obiezione: ma se non ha definito nulla di quale magistero si tratta?

    Risposta: In primo luogo il magistero non si esplica principalmente attraverso la definizione di dogmi, ma appunto con “l’insegnamento”. Il magistero ordinario e’ appunto l’insegnamento che papa e vescovi offrono sulla rivelazione. Questo magistero dai tempi apostolici si serve della comunicazione orale e scritta. Quella scritta ha varie forme, la piu’ rilevante delle quali e’ appunto quella straordinaria del concilio ecumenico. Quindi l’insegnamento dottrinale del Vaticano II, in quanto rientra nel campo del magistero ordinario, e’ infallibile.

    Altra obiezione: ma i precedenti 20 concili hanno formulato dogmi, questo e’ anomalo (= non prendiamolo sul serio).

    Risposta: Ogni concilio ha generalmente, oltre alle definizioni, dei testi esplicativi ed altri disciplinari, che non sono formalmente infallibili. Quindi, formalmente nulla di nuovo. Nell’ultimo concilio non ci sono definizioni, ma c’era bisogno di discorsi piu’ complessi ed estesi perche’ le brevi formule tecniche dei precedenti concili avevano lasciato un mucchio di questioni irrisolte. Quindi era opportuno affrontarle con un linguaggio discorsivo, come e’ avvenuto.

  73. Nella scrive:

    Se tutti mettessimo in pratica queste parole che papa Francesco ha pronunciato nell’omelia di questa mattina! Anche su questo blog. La lingua e il chiacchiericcio sono la rovina dell’anima.

    Il Papa: no alla denigrazione dell’altro, seguiamo la Legge della mitezza

    Il Signore ci conceda la grazia di fare attenzione ai commenti che facciamo sugli altri: è quanto affermato da Papa Francesco nella Messa di stamani alla Casa Santa Marta. Il Papa ha pronunciato la sua omelia in spagnolo, essendo presente alla celebrazione il personale delle ambasciate e dei consolati dell’Argentina in Italia e presso la Fao. Era “dal 26 febbraio che non celebravo la Messa in spagnolo”, ha confidato il Papa, “mi ha fatto molto bene” ed ha ringraziato i partecipanti alla Messa per quello che fanno per la Patria. Il servizio di Alessandro Gisotti:

    “La vostra giustizia sia superiore a quella dei farisei”. Papa Francesco ha svolto la sua omelia muovendo dall’esortazione rivolta da Gesù ai suoi discepoli. Parole che vengono dopo le Beatitudini e dopo che Gesù ha sottolineato che Lui non viene per dissolvere la Legge, ma per portarla a compimento. La sua, ha osservato, “è una riforma senza rottura, una riforma nella continuità: dal seme fino ad arrivare al frutto”. Colui che “entra nella vita cristiana”, ha poi avvertito, “ha esigenze superiori a quelle degli altri”, “non ha vantaggi superiori”. E Gesù menziona alcune di queste esigenze e tocca in particolare “il tema del rapporto negativo con i fratelli”. Colui che maledice, afferma Gesù, “merita l’inferno”. Se nel proprio cuore c’è “qualcosa di negativo” verso il fratello, ha commentato il Papa, “c’è qualcosa che non funziona e ti devi convertire, devi cambiare”. Ed ha soggiunto che “l’arrabbiatura è un insulto contro il fratello, è già qualcosa che si dà nella linea della morte”, “lo uccide”. Ha quindi osservato che, specie nella tradizione latina, c’è come una “creatività meravigliosa” nell’inventare epiteti. Ma, ha ammonito, “quando questo epiteto è amichevole va bene, il problema è quando c’è l’altro epiteto”, quando c’è “il meccanismo dell’insulto”, “una forma di denigrazione dell’altro”.

    “Y no hace falta ir al psicologo…”
    “E non c’è bisogno di andare dallo psicologo – ha detto il Papa – per sapere che quando uno denigra l’altro è perché lui stesso non può crescere e ha bisogno che l’altro sia abbassato, per sentirsi un qualcuno”. E’ questo è “un meccanismo brutto”. Gesù, ha evidenziato, “con tutta la semplicità dice”: “Non parlate male l’uno dell’altro. Non denigratevi. Non squalificatevi”. E ciò, ha proseguito, “perché in fondo tutti stiamo camminando sulla stessa strada”, “tutti andiamo su quella strada che ci porterà alla fine”. Quindi, è stata la sua riflessione, “se la cosa non va per una strada fraterna, tutti finiremo male: quello che insulta e l’insultato”. Il Papa ha poi osservato che “se uno non è capace di dominare la lingua, si perde”, e del resto “l’aggressività naturale, quella che ha avuto Caino con Abele, si ripete nell’arco della storia”. Non è che siamo cattivi, ha affermato il Papa, “siamo deboli e peccatori”. Ecco perché è “molto più semplice”, “sistemare una situazione con un insulto, con una calunnia, con una diffamazione che sistemarla con le buone”.
    “Yo quisiera pedir al Señor que…”
    “Io – ha detto Papa Francesco – vorrei chiedere al Signore che ci dia a tutti la grazia di fare attenzione maggiormente alla lingua, riguardo a quello che diciamo degli altri”. E’ “una piccola penitenza – ha aggiunto – ma dà buoni frutti”. “Delle volte – ha constatato – uno rimane affamato” e pensa: “Che peccato che non ho gustato il frutto di un commento delizioso contro l’altro”. Ma, ha detto, “alla lunga quella fame fruttifica e ci fa bene”. Ecco perché dobbiamo chiedere al Signore questa grazia: adeguare la nostra vita “a questa nuova Legge, che è la Legge della mitezza, la Legge dell’amore, la Legge della pace, e almeno ‘potare’ un po’ la nostra lingua, ‘potare’ un poco i commenti che facciamo verso gli altri o le esplosioni che ci portano all’insulto o alle arrabbiature facili. Che il Signore ci conceda a tutti questa grazia!”. “Vorrei ringraziare il Signore – ha concluso il Papa – anche per la felice coincidenza che l’arcivescovo maggiore degli ucraini”, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, che fu già ausiliare dell’Eparchia di Santa Maria del Patrocinio en Buenos Aires degli Ucraini,
    “sia a Roma per il Sinodo”. Così, ha detto il Papa, “ha potuto partecipare con noi a questa nostalgia argentina”.

    • Sal scrive:

      @ Nella
      “Il Papa: no alla denigrazione dell’altro, seguiamo la Legge della mitezza”
      Non pensa che stia solo cercando di portare acqua al suo mulino ?

      Gesù non è stato così mite, ha rimproverato e gridato, scacciato rovesciando tavoli e smascherando ipocrisie e furbizie.
      Non pensa che dovremmo seguire il suo esempio ?

      “Non vi privi del premio nessuno che prenda diletto in una [finta] umiltà… perché,.. vi assoggettate ancora ai decreti: “Non prendere, non assaggiare, non toccare”, …secondo i comandi e gli insegnamenti degli uomini? Queste stesse cose, in realtà, possiedono un aspetto di sapienza in un’autoimposta forma di adorazione e [finta] umiltà, in un severo trattamento del corpo, ma non hanno nessun valore (Col 2.18-23)

  74. macv scrive:

    Una domanda a Nella , per curiosità ma lei anche quando c’era Giovanni paolo II o Benedetto XVI si studiava a memoria tutte le parole che il papa pronunciava ogni giorno che Dio mette in terra dalla a alla Z oppure h a cominciato a farlo solo con Francesco?
    ;-) ;-)

  75. Nella scrive:

    @macv
    La sua domanda è tanto inopportuna quanto ovvia. Il magistero dei papi , di tutti i papi, fanno l’oggetto della mia costante meditazione, da sempre. Ogni papa dev’essere ascoltato quale maestro della fede. Quindi alla cara Iva vorrei dire l’occhiolino è segno di inadeguatezza intellettiva e le sue domande pura retorica quanto quelle di macv. Non si sceglie un papa, lo si ascolta con amore, con ossequio e riverenza, chiunque esso sia. Il magistero petrino dev’essere ascoltato da tutti perchè noi cattolici siamo tali cum Petro e sub Petro. Quindi caro macv respiri un po e rifletta prima di fare “cervellotiche” domande che sono il frutto di ovvietà e scadente capacità riflessiva. Un po più di intelligenza non guasta. Saluti.

    • Mimma scrive:

      @Nella
      Non curarti delle loro insulsaggini, preghiamo piuttosto per il Santo Pontefice e per la loro anima.
      Ti saluto con immenso affetto e ti porto nel cuore alla Madre … Stasera partirò per Medjugorie.
      A presto.

      • Nella scrive:

        @Mimma
        Carissima Mimma, sono felice che andrai a metterti all’ascolto della dolce madre. Portami nel tuo cuore e prega per me. Buon viaggio e porta il mio cuore a Maria. Un abbraccio nel Signore.

      • cuba_libre scrive:

        Forse arrivo fuori tempo massimo, ma se riesci ad entrare in internet da laggiu’……. ti auguro che questo viaggio sia per te un momento di raccoglimento ed arricchimento interiore di quello che cerchi.

    • macv scrive:

      Allora cara Nella mi dica cosa disse Giovanni Paolo II il 13 giugno del 1989

  76. Nella scrive:

    “Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”. Sono parole di San Francesco, citate spesso dal nostro amato e beato papa Wojtyla. Oggi le dedichiamo a papa Francesco

  77. Andre scrive:

    Fatevi un viaggio nella metro B di Roma.
    capirete che quello che dice Papa Francesco sulle periferie esistenziali é incontestabilmente vero.
    E che le elucubrazioni intellettuali su concilio e non concilio, eccetera pérdono inevitabilmente importanza difronte al bisogno di Divina Misericordia che c’é nel mondo..
    Se poi volete ridurre il cristianesimo a formalismo, liberi di farlo

  78. Sveno Grandinera scrive:

    La contesa è una disputa verbale
    che in due modi può essere compresa,
    perché chi all’acrimonia mette l’ale
    in due modi si corrompe e reca offesa.
    Nel primo se il falso si propale
    contro il vero con grido brutale,
    nel secondo quando, acrimoniosa,
    la parola distrugge ciò che vale
    dell’avversario. Ma se moderata
    la discussione resta e ragionata
    la contesa è tosto trasformata
    e disputa dovrebbe esser nomàta.

  79. Iva scrive:

    Stanno succedendo cose sempre più strane in questa strana Chiesa con due papi, di cui uno “emerito” (la gran parte del popolo cattolico si è abituata subito a questa stranezza come fosse una cosa normale, ma non lo è affatto).

    Si parla ora della prossima uscita di un documento che porta la firma dei DUE PAPI….
    (notizia NON riportata dai media ufficiali del Vaticano, come mai?)

    “Il Papa ha fatto dichiarazioni sull’enciclica sulla fede che stranamente non vengono riportate né da Radio Vaticana né sul Sito della Santa Sede, come invece fatto con insolita prontezza per ogni altra esternazione. E tuttavia sono diffuse da molte fonti. Esempio: Il Mondo.”
    leggere qui:
    Il Papa sulla nuova Enciclica e silenzio Vaticano dopo precedente smentita

    Dunque, (ancora fatico a crederlo possibile) per la prima volta nella storia della Chiesa avremo un’enciclica firmata da due papi ?

    Città del Vaticano, 13 giu.
    “Adesso deve uscire un’enciclica” sulla fede, “a quattro mani dicono: l’ha cominciata Papa Benedetto, me l’ha consegnata, è un documento forte”
    e scriverò “che ho ricevuto questo grande lavoro che ha fatto lui e io ho portato avanti”. Così Papa Francesco parlando a braccio ai membri del consiglio ordinario del Sinodo ricevuti stamane in udienza. AFP

    quindi a quel che si legge, abbiamo un governo della Chiesa a 4 mani ? ?
    vi sembra normale ciò che sta accadendo ?

    e il Papa BXVI non era ormai “fuori servizio”, collocato a riposo per sua volontà ?
    e come mai ha conservato i titoli di pontefice, diversamente da Celestino V ?
    dunque era per continuare a governare la Chiesa, firmando i documenti insieme col neo-eletto ?

    Rendiamoci conto di ciò che accade:
    MAI nella storia della Chiesa sono stati pubblicati documenti ufficiali scritti e firmati
    a 4 mani, cioè da due papi in tandem !
    e questa realtà (surreale) non è per niente rassicurante.

    • Teseo scrive:

      Qualcosa di veramente inquietante. Si, qualcuno si crede buon cristiano perché accetta tutto ciò che la gerarchia fa o dice. Ma questa non è obbedienza, è solo superficialità.

    • Eremita scrive:

      Iva, paura delle novità? “Ecco, Io faccio nuove tutte le cose”.
      Apocalisse 21,5

    • Cherubino scrive:

      Il solito modo di ragionare mondano: collocato a riposo chi ?
      Seguite proprio la mentalità che dite di condannare !

      Un’enciclica è un documento Magisteriale e non un atto di governo che richiede l’univocità della fonte. Non c’è scritto da nessuna parte che deve essere scritto da una sola persona.
      I documenti dei concili (tutti) sono approvati dal Collegio apostolico e dal papa, sono documenti di autore collettivo e nessuno si è mai lamentato.
      Ora arrivano i finti tradizionalisti e pretendono di stabilire le regole della Chiesa.

      Comunque il tempo si sta facendo breve. Quando Fellay e gli altri vescovi lefebvriani ordineranno un vescovo, come hanno minacciato di fare, un nuovo decreto di scomunica costringerà i fiancheggiatori che spopolano nel web a dire con chi stanno. Sì si, no no.

      • Iva scrive:

        SCELTA decisiva, non più rinviabile:
        la cosa più importante non è aderire a QUESTO O QUEL GRUPPO O ISTITUZIONE ecclesiale, ma è seguire l’Agnello senza macchia, dovunque Egli andrà,
        quando saremo oppressi nel mezzo della grande tribolazione, che è già in atto da molti ANNI e deve arrivare al suo culmine, come predetto da Gesù:
        di tale gravità “…quale non v’è stata dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. (Mt 24: 15-21)

        Quelli che vorranno seguire la religione della Bestia, già avanzante con le propagande pro gay-aborto-eutanasia ecc. e la loro infernale cultura di morte, che prepara il regno dell’anticristo, il quale stringerà una forte alleanza con molti,….

        vadano pure giulivi a tutti gli abomini che saranno esaltati e diventeranno LEGGI “civili”:
        si aggreghino pure in quella chiesaNWOmondialista promotrice di dannazione, liberamente coscienti e consapevoli della loro scelta, convinti e felici di aderire alla universale religione dell’amore:
        quella dell’adorazione dell’”Uomo che si fa dio”.

        (Con molti auguri di aprire gli occhi in tempo utile per ripensarci….se l’illuminazione della Grazia di Dio a starne alla larga non sarà da loro respinta= peccato contro lo Spirito Santo)

        Nostro Signore Gesù Cristo, che viene nella gloria a giudicare i vivi e i morti, saprà riconoscere i suoi seguaci da quelli della Bestia che lo rinnegheranno per adorare l’anticristo,
        e chiamerà le pecore e gli agnelli fedeli “ad uno ad uno”, radunandoli da tutti i luoghi dove ora sono dispersi.

        • gibici scrive:

          Gli scismatici sono senz’altro seguaci della Bestia, ma “speriamo che me la cavo”, cioe’ speriamo che siano in buona fede.

        • Cherubino scrive:

          La storia è piena di gente che ha preteso di seguire l’Agnello immolato senza la Chiesa o addirittura contro la Chiesa. Non siete diversi dai luterani e dalle tante sette.

  80. Eremita scrive:

    A proposito del tema anteriore, Tertulliano: “Caro salutis est cardo”, “la carne è il cardine della salvezza”.

    • Iva scrive:

      LA CARNE HA DESIDERI CONTRARI ALLO SPIRITO

      16 Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne;
      17 la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
      18 Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge.
      19 Del resto le opere della carne sono ben note:
      fornicazione, impurità, libertinaggio, 20 idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, 21 invidie, ubriachezze, orge e cose del genere;
      circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio.

      (S. Paolo, Galati 5)

      • Squilpa scrive:

        L’ossessione cattolica per le cose del sesso è ben nota, ma questa misera rassegna elaborata da Iva ce la ricorda.
        Circa le altre, sono la norma in Vaticano.
        Come, del resto, pure tutte le altre.
        Questa mal collocata ansia di purezza è patologica, così come è totalmente falsa la distinzione tra spirito e corpo, vero e proprio residuo dell’ignoranza medioevale.

      • cuba_libre scrive:

        ….. della serie: lo Spirito e’ opera di Dio, la carne del demonio!!

        Ergo, visto che se siamo a questo mondo, lo siamo per via di un atto carnale, siamo tutti in un certo senso figli del demonio!!

        Solo un termine e’ appropriato a questo tipo di approcci0: TERRORISMO! Alla stessa stregua di quello talebano!!

        Squilpa, io non sono ateo, ma convengo in toto con la sua analisi.

      • mauro scrive:

        Fornicazione ha un significato diverso da quello comunemente inteso: è sinonimo di “prostituzione spirituale” ed equivale ad invocare altri dei, andando a definire un rapporto “perverso” ma differente dall’adulterio.

        E’ un concetto presente nel V.T.

        Numeri 15:39 “Sarà una frangia alla quale guarderete per ricordarvi di tutti i comandamenti dell’ Eterno e metterli in pratica, e per non seguire invece il vostro cuore e i vostri occhi che vi portano alla fornicazione”.

        Numeri 25:1 Mentre Israele si trovava a Scittim, il popolo cominciò a darsi alla fornicazione con le figlie di Moab (qui per fornicazione s’intende rivolgersi ad altri dèi essendo Kemosh il loro Dio).

      • mauro scrive:

        Sono andato a controllatre il passo di Galati citato da Iva (testo greco) e nulla è detto in riferimento al sesso.

        L’elenco, da greco risulta essere:

        IDOLATRIA(fornicazione), PECCATO, BESTEMMIA, CULTO DELLE IMMAGINI, RITI MAGICI (come l’offerta di animali in sacrificio), ODIO, LOTTA, INVIDIA, IRA, ERESIA (affermazione scaldalosa), SEDIZIONE (ribellione contro l’autorità costituita), GELOSIA, OMICIDIO, FALSITA’, SOMMOSSA.

        La cosa piu’ importante è SEDIZIONE ovvero non è possibile ribellarsi all’autorità costituita, quindi il cattolico deve rispetto alle Leggi italiane emanate dal Parlamento.

        Aborto e divorzio, per esempio, non sono di pertinenza della Chiesa Cattolica e gli insegnamenti che dà non possono essere in difformità alle leggi italiane. Diversamente non si erediterà erediterà il Regno di Dio

        Il Paradiso è senza ombra di dubbio semivuoto da secoli.

    • Squilpa scrive:

      Tertulliano è un sinistro campione di intolleranza, come lo stesso Paolo.
      Leggere Tertulliano fa venire voglia di convertirsi immediatamente al paganesimo.

  81. Sal scrive:

    Interessante notare, come la partecipazione attiva e strumentale della stampa amica, sia riuscita a trasformare un autentica bestemmia in un punto a vantaggio del papa. Ne hanno fatto un martire.

    Si parla di “eresia” di “gay” (omosessuali) di predatori di bambini all’interno della chiesa, di lobby, di colpevoli di tradimento, trasformando il principale responsabile di questa eresia in un povero martire circondato da fameliche schiere di collaboratori colpevoli e malvagi. Dimenticando che il Re con potere assoluto è lui. Che l’unico responsabile è lui, non quelli di cui lui si circonda.
    Per cui la domanda facile e semplice è : “Perché mai non si disfa dei collaboratori colpevoli ed eretici “ ? Che trascinano la chiesa di Cristo nel fango ? Sarebbe facile, ha il potere assoluto, invece dimostra di avere una assoluta convenienza a mantenere quegli eretici traditori.
    Nessun capo si circonderebbe di collaboratori malvagi e colpevoli, li licenzierebbe in un batter d’occhi. Perché invece il papa non lo fa ? In aggiunta dovrebbe avere l’approvazione di Dio. Di che ha timore ? forse non sa come si fa ? O sa che poi rimarrebbe da solo perché dovrebbe licenziarli tutti ?

    • mauro scrive:

      Non può un Papa andare contro un cardinale (è un suo collaboratore) che non ha eletto ma che probabilmente (causa il voto segreto) l’ha designato al soglio pontificio.
      Sono i cardinali che comandano tranne quando il pontificato è particolarmente lungo per cui il collegio cardinalizio, quasi interamente, è nominato dal Papa in essere.

      • Sal scrive:

        @ Mauro
        Hai ragione, lo dimostra la continuazione della saga di Ratzinger alla sbarra. Argomento che naturalmente i media italiani continuano ad ignorare, ma è interessante il passaggio di Jeff Lena legale della Santa Sede
        “«l’argomentazione comune in tutti questi casi è l’idea errata che “ogni cosa è controllata da Roma” , ma essa non riflette l’attuale struttura della Chiesa o il principio guida della sussidiarietà. La Comunione gerarchica che unisce il Papa agli altri vescovi , non è un potere monarchico di comando, come invece le parti civili sostengono».

        Ma allora che monarca è ? che potere ha ? Se non guida, non comanda, non dispone, non punisce, a che serve ? solo a dire buona sera dal balcone ? A che serve l’infallibilità ?

        h**p://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/un-papa-si-pu-far-dimettere-ma-non-si-processa-respinta-la-richiesta-di-57671.htm

  82. CRISTIANOTRIESTE scrive:

    Cara Iva il concetto di peccato è stato completamente espunto dalla predicazione e purtroppo chi doveva (e deve) ha sempre evitato di richiamare il Magistero perenne.

    Non ha forse sentito che andiamo tutti in Paradiso?

    Credo che l’ecumenismo abbia contribuito in maniera determinante alla costruzione di questo nuovo cristianesimo.

    • gibici scrive:

      Da chi ha sentito che andremo tutti in Paradiso?
      Guardi che piu’ che un magistero perenne ne e’ stato istituito uno vivente.
      Anche Lei si svegli (non al modo della Torre di Guardia).

      • Reginaldus scrive:

        da chi l’abbiamo sentito? Da ultimo dal Francesco papa- non- papa, ‘felicemente regnante’: credenti e non credenti o credenti in modo diverso siamo tutti figli di Dio (detto il 13 marzo 2013 dal Bergoglio papa-non-papa ai giornalisti in Vaticano),

        quando è ben chiaro quello che è stato scritto: “Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto. A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome”.

        Se siamo tutti figli di Dio, anche quelli che ” non credono nel suo nome”- come quelli che non credenti il papa-non-papa evitava di benedire con la croce per non offenderne la libertà di coscienza…- , come possono, come Figli di Dio – indipendentemente dalla fede in Cristo, dall’accoglienza di Cristo, – finire all’inferno???

        • Reginaldus scrive:

          per essere più chiari:

          come si fa ad essere Figli di Dio senza accogliere Colui che è venuto tra noi per farci Figli di Dio, credendo in Lui?

          Lo dovrebbe spiegare, innanzi tutto, colui che ha fatto simili affermazioni, magari anche agli amici ( o colleghi) durante la pausa -caffé….

    • Eremita scrive:

      Fede ed ideologia non sono la stessa cosa. Ci ha provato Maurras a mescolarle, e non è che abbia dato buoni risultati, a parte riempire di piagnistei i siti tradizionalisti.

  83. Reginaldus scrive:

    mi permetto di chiedere al gentile ospite di questo blog, il Dott. Tornielli, la ragione dei tempi di attesa di moderazione dei miei commenti o repliche, e dell’esclusiva a me riservata….. Non pare che sia un modo per garantire al meglio la possibilità del ‘dialogo’!

  84. emmegi scrive:

    ‘Ma, mi senta, professore: per motivi psichiatrici’.
    …. Ma non posso vivere da solo, capisci?“.

    Osservo un punto non ancora toccato.
    A me pare un fenomeno piuttosto preoccupante che un papa
    1- abbia bisogno del consiglio dello psichiatra per decidere dove abitare:
    la pischiatria allora sarebbe per lui un aiuto o “illuminazione” superiore alla cosiddetta “Grazia di stato”, e alla Grazia di Dio tout-court?

    2- quindi, se un papa è condizionato nella sua attività da un suo malessere psichico, che gli impedisce di stare “solo” (lui dice) ma si notava, non certo solo nell’appartamento vaticano, bensì con un gruppo ristretto di collaboratori o assistenti fidati , come una piccola famiglia (poichè non mi pare che BXVI vivesse del tutto solo),
    e se è in qualche misura condizionato dalle direttive di uno psichiatra, ciò fa pensare che il Gregge di Cristo, in definitiva, non sia guidato dal papa attuale che opera nel pieno della sua autonomia spirituale e INTERIORE, ma -per una certa misura- (oltre che da suggerimenti di un apparato curiale) anche dalle idee dello psichiatra, che sicuramente è ateo, e non dà certo consigli o conforti spirituali che RAFFORZANO l’anima nelle debolezze, come potrebbe fare ad es. un direttore spirituale ?

    questo pensiero davvero non è rassicurante per i tanti piccoli fedeli nell’orbe confuso, che -oggi più che mai- sperano dal Vicario una guida forte (in senso morale, spirituale e psicologico) , ferma e sicura contro le potenze del male che agiscono contro la Chiesa da fuori e da dentro (di più);
    così invece nella storia si osservano spesso figure di pontefici che, pur avendo piccole risorse umane, hanno attinto forza NON DA SE’ o dagli uomini circostanti, ma dall’alto, conducendo il gregge con mano sicura, senza temere le proprie debolezze e/o infermità (cfr. S. Paolo:
    “E’ quando sono debole che sono forte”)

    3- chi vive in stretta unione con Gesù Cristo (e un papa dovrebbe esserlo, anche se non tocca le vette della santità) non è MAI solo:

    (lui dice “Se io vivessi solo, forse un po’ isolato, non mi farebbe bene…”)

    cfr. invece ciò che dicono i santi:

    “Niente ti turbi,
    niente ti spaventi.
    Tutto passa,
    solo Dio non cambia.
    La pazienza ottiene tutto.
    Chi ha Dio non manca di nulla:
    solo Dio basta!

    (S. Teresa d’Avila)

    ciò dovrebbe confortare l’anima sia di un laico nel mondo, sia tanto più di un consacrato, di un pastore di anime e del pastore supremo, Vicario di Cristo, che a Cristo si dovrebbe conformare, (essendo stato Gesù Cristo sempre totalmente aderente alla volontà del Padre), in qualunque condizione Dio esiga si svolga il suo ministero, in obbedienza alle norme sempre valide in QUELLO stato di vita dove il fedele o consacrato si trova.
    Ma capisco….è risaputo che i Santi son passati di moda da un pezzo: da circa mezzo secolo, e non vengono certo presi a modello dai sacerdoti, nè dai laici nè dai papi.

    E allora sì che le forze vengono meno, e non si è sicuri di nulla; perchè si pretende di confidare nelle proprie forze (fragili) o nella compagnia, appoggio sostegno? degli uomini (fragili, carnali e fallaci come tutti) e non nella potenza invincibile e Grazia di Dio, come i Santi pastori di tutti i tempi hanno confidato, forti della forza di Cristo stesso presente e operante in loro.
    v. S. Paolo:
    “Tutto posso in Colui che mi dà forza”

    • emmegi scrive:

      ….a meno che la motivazione “consiglio dello psichiatra” copra altre motivazioni di “politica” e programmi curiali a noi oscuri, di mutazione radicale del papato (che diventerebbe… “condiviso? decentrato? o collegiale”)….e per questo anch’esse inquietanti, in aggiunta alla strana novità (solo una fra le tante che sconvolgeranno rapidamente l’intero assetto della Chiesa finora noto) della prossima enciclica firmata “a 4 mani”.

    • Eremita scrive:

      Quella parola , “motivi psichiatrici”, il papa l’ha usata in tono scherzoso, mi sembra ridicolo ricamarci su un trattato di teologia. In tono meno scherzoso, dal momento che in Italia il maggior numero di incidenti avviene all’interno delle mura domestiche, si può supporre che la sua scelta sia fatta per ridurne le probabilità. Dormire in un appartamento con numerose entrate ed uscite è più rischioso che dormire in due stanze in un albergo. Del resto, qualsiasi persona normale quando si rende conto che la sua casa è pericolosa se ne va a dormire in albergo. Alle critiche dei suoi detrattori, purtroppo devo aggiungere un altro difetto di questo papa: non ha la vocazione al martirio.

      • Simone 2 scrive:

        A proposito delle parole usate da papa Francesco e del suo linguaggio in generale.
        Non va dimenticato che papa Bergoglio, pur discendendo da una famiglia italiana, è nato in Argentina e lì ha studiato e vissuto gran parte della sua vita. E pur parlando bene l’italiano, non possiede la padronanza e la conoscenza della lingua italiana di chi invece è nato, cresciuto e ha studiato in Italia.
        Bisognerebbe quindi capire che cosa intendesse il Papa con quel “per motivi psichiatrici” e non limitarsi al mero significato letterale.
        Un italiano non avrebbe mai usato quel termine per spiegare il perché preferisce risiedere in un luogo, piuttosto che in un altro.
        Indubbiamente le regole grammaticali contano, ma dirsi conoscitori di una lingua vuol dire conoscerne le sfumature, i modi di dire e le consuetudini del linguaggio.
        Immaginate di dover tradurre “L’infinito” in una qualsiasi lingua e riuscire a rendere allo stesso modo le straordinarie atmosfere raggiunte da Leopardi, affidandosi soltanto a un vocabolario. Chiunque in gioventù si è trovato a dover tradurre un autore latino, sa che cosa intendo dire.

        • Cherubino scrive:

          mi sembra evidente che il papa voleva dire “psicologici”, intendendo con tale parola “di carattere, personalità, interiori”.

          Egli sente il bisogno di fare comunità, di condividere la vita quotidiana, di comunicare.

          • Simone 2 scrive:

            Sembra evidente anche a me, ma non a tutti a quanto pare.
            Leggendo infatti alcuni commenti non tutti considerano a sufficienza questo aspetto che è invece molto importante, specialmente quando non si ha la possibilità di chiarire con l’autore le sue reali intenzioni.
            Ed è a questa evenienza cui facevo riferimento.

    • Reginaldus scrive:

      io avevo parlato di ‘compulsioni’ alla compagnia, da cui viene quel suo modo di fare da buon compagnone, mica solo in Santa Marta, ma anche in Piazza San Pietro e dove va…E poi le parole, anche quando si usano in tono scherzoso, sono una spia…come i lapsus freudiani… (ma chissà se questa mia passerà la prova del controllo…)

  85. giovannino scrive:

    Veramente Bergoglio ha innescato un dibattito fecondo tra i fedeli. Non dico che siamo tornati alla primavera culturale che seguì il Concilio , ma siamo sulla buona strada. Naturalmente questo comporta l’ espressione e fuoriuscita di molte opinioni divergenti , che esistevano snche sotto GPII e BXVI , ma erano represse negli animi da una sorta di autocensura.
    Certamente è curioso vedere replicare ai sedicenti tradizionalisti con argomenti papisti !
    L’ infallibilità della Chiesa , nella quale credo fermamente, va correttamente intesa. Essa si esplicita :
    1. nella sacre Scritture
    2.nella sacra Tradizione apostolica
    3. nel consenso generale di tutti i battezzati -praticanti.
    Il magistero è infallibile solo nella misura in cui è coerente con le Scritture , è coerente con la Tradizione apostolica , è accettato da tutti i vescovi e dai fedeli.

  86. giovannino scrive:

    Riporto l’ opinione dell’ episcopatp olandese sull’ infallibilità , scritto in un momento particolarmente felice nella storia della Chiesa.
    “Verità e dinamismo.
    La parola “infallibilità” …esprime una realtà ricca di sfumature e di dinamismo. Vuol dire che lo Spirito di Dio non permetterà mai che la Chiesa , nella sua ricerca, si smarrisca. ” L’ insieme dei credenti, che hanno ricevuto l’ unzione dello Spirito santo ( cfr. GV 2,20 e 27 , testo greco) non può errare nella fede” ( Costituzione sulla Chiesa , n.12 ) . Talvolta , in passato ( ?! nota mia ) , l’ infallibilità è stata concepita come un libro di cassa: sta scritto qui e questo basta. La verità veniva immaginata come una roccia e , se roccia non era, non restava fedele a se stessa. Non si teneva abbastanza conto del fatto che noi non abbiamo mai a che fare con la verità pura e semplice , ma sempre con l’ espressione della verità. La STESSA verità , perchè non ammufisca o non inaridisca , deve esser sempre ridetta in modo nuovo e nuovamente adeguata.
    Tutto il modo attuale di pensare e di vivere ha posto in maggiore evidenza quanto abbiamo detto sopra , così che molti ( Lefebvre ad esempio ) sono rimasti completamente disorientati. Qualcosa che ritenevano immutabile , è risultato invece in movimento : l’ espressione e l’ applicazione della verità ( dunque non la verità in sè )…
    Coloro che hanno imparato a pensare in modo più dinamico non fanno fatica a riconoscerlo . Sanno che un punto fermo non si identifica necessariamente con un punto immobile. Facciamo un esempio : per un puledro , il punto fermo non è l’ albero o lo steccato, ma sua madre che corre e si muove…. Così anche il magistero …non è un sistema rigido, ma una voce viva. In ogni nuova epoca traduce i valori evangelici. Ciò implica dunque che l’ interpetrazione rimane sempre suscettibile di miglioramento.
    In atteggiamento di ascolto verso tutta la Chiesa… i Vescovi sono i maestri della verità evangelica. La luce di Cristo che essi per noi diffondono , è l’ antica , inestinguibile luce : lumen Christi ! Ma nello stesso tempo , proprio come il cero pasquale , essa porta la data della notte in cui brilla “

  87. Iva scrive:

    espressione e l’ applicazione della verità….. (in movimento)

    sì certo, sappiamo….
    l’ottima scusa per cambiare tutto, dalle fondamenta.
    Con il pretesto delle “nuove interpretazioni della Verità” stanno traducendo il Vangelo (N-esima volta che lo ripeto) in maniera che FALSIFICA totalmente la Parola di Nostro Signore: non più parole di vita eterna, ma di vita terrena=paradiso qui, subito, illusorio, caduco e mortale, fatto di beni TRANSEUNTI, costruiti dall’homo faber, non donati da Dio, edifici NATURALI, NON SOPRANNATURALI:
    ecco il grande inganno che demolendo la fede di sempre, da oltre 40 anni porta le anime all’inferno, illudendole sulla salvezza già scontata, facilissima, senza sforzo e senza RINUNCIA AL PECCATO, cioè a satana! si crede di poter servire DUE PADRONI: Cristo e il mondo, la Croce e i nostri piaceri INSIEME, la santità e la carne ; non si riesce più a credere che il mondo odia Cristo che è “pietra d’inciampo” e segno di contraddizione, perchè NON E’ del mondo.
    (“siate nel mondo, ma NON DEL mondo”, cioè non seguite la mentalità del mondo)
    Gesù dice:
    Chi vuol venire dietro a me RINNEGHI SE STESSO, prenda ogni la sua croce e mi segua.
    (la croce è quotidiana rinuncia ai modelli, alle mode, ideologie e insegnamenti del mondo, che sono CONTRO l’insegnamento di Cristo: ma la Chiesa ha dimenticato questo, causa le famose APERTURE, sedotta/abbagliata dal mondo, v. parole rivelatrici di Paolo VI…..e allora dico con Manzoni, all’appello seduttore del mondo, “la sventurata rispose”, si è corrotta per abbracciare lo spirito MONDANO, secolarizzata, alterando fatalmente Liturgia>> la vera fede >> e i costumi di clero e laici =
    LEX ORANDI – LEX CREDENDI -LEX VIVENDI)

    Oggi il catto-adulto (99% del gregge, privato della retta Dottrina, illuso da catechesi LASSISTE-BUONISTE-facilone, che non insegnano più i dogmi) emancipato e facilista, non vuole mettere in croce Adamo, cioè l’uomo vecchio con i suoi vizi e peccati: se li vuole tenere cari e stretti e ben COLTIVATI, fino al Paradiso, abusando della Misericordia divina, come se la Giustizia non esistesse!
    Non vuole convertirsi, e NEGA la validità eterna dei 10 comandamenti, e tutti i precetti della Chiesa, e i peccati classificati come gravi e gravissimi (4 che gridano vendetta al cospetto di Dio);
    Ma Gesù ci ha ben avvisato su questa illusione, e grande stolto è chi la coltiva da decenni, che siano pastori accecati o le tante pecore ingannate da loro, di cui renderanno conto a Dio per la pessima guida:

    - A chi molto è stato dato molto sarà richiesto
    (ognuno renderà conto a misura della propria RESPONSABILITA’, delle omissioni di insegnamento, falso insegnamento ed eventuale SCANDALO dato ai piccoli, inermi a difendersi dai traviamenti, SIA dottrinali SIA morali)

    Un tale gli chiese: “Signore, sono pochi quelli che si salvano?”.
    Rispose: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno.
    Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici.
    Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete. Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete.
    Allontanatevi da me, voi tutti operatori d’iniquità! Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, e voi cacciati fuori.

    ….

  88. Iva scrive:

    E ancora Gesù dice:

    Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano.
    Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!”.

    ————–
    dunque:
    la porta stretta non è certo quella del “faccio come mi pare e comi mi detta il cuore, tanto Gesù è tanto buono e capirà tutte le mie motivazioni, qualunque cosa io avrò fatto, non avrò paura di dannarmi…..Lui sì che è “al di sopra dei peccati”, quindi non li guarderà neppure! ha GIA’ fatto tutto per tutti, nessuno deve temere rimproveri di sorta ecc.” (così ragiona tanta gente che si è creato un vangelo a modo suo e una figura di Gesù adeguata ai tempi moderni e alla sensibilità e gusti personali: ognuno ha il suo ritratto di comodo di Nostro Signore.)
    Relativismo dottrinale > fede soggettivista, sganciata dai DOGMI, che sono verità immutabili > caos e degrado morale (il tutto ben favorito dalla Messa-show, spensierata e chiassosa, che non è più Santo Sacrificio del Calvario, ma celebrazione-esibizione dell’UOMO, presidente-assemblea-cantori/attori: rito esposto -FISIOLOGICAMENTE ed inevitabilmente- a tutte le vanità e profanità possibili).

    La porta stretta è la crocifissione della carne, cioè delle tendenze al peccato = lotta contro le tentazioni, mortificazione dei sensi, dell’ego avido di possessi materiali e dell’insaziabile desiderio di soddisfazioni (sia carnali che spirituali, e quest’ultimo rischio è la tentazione dei seguaci di sensazionalismi pseudo-mistici). Via di perfezione, nelle virtù cristiane, lungo la Via Crucis.
    Egli però ha detto:
    Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

    (altro che reinterpretare/adattare alla modernità, come cv2 auspicò e promosse!)

    Saranno guai eterni quindi per i diabolici traduttori falsificatori del Vangelo, che stanno “carnalizzando” le parole del Signore, per adeguarle “al mondo che muta ed ha nuove esigenze ecc.” DISTRUGGENDO la vera fede e la vita pratica-morale cristiana, portando le anime
    -> prima alla tiepidezza (peccato abituale non combattuto o non evitato)
    -> poi all’indifferenza (adagiamento anche nei peccati e vizi gravi, come cosa “normale” da non confessare neanche)
    -> infine all’ateismo pratico=disprezzo dei 10 comandamenti, mantenendo però la “facciata” praticante (andare a Messa o altro, es. opere caritative materiali) come bel look davanti al mondo …
    (e ho sentito con orrore che nella mia città hanno permesso a certi giovani laici di distribuire la SS.ma Eucaristia, pur vivendo in peccato mortale….le normali empietà dei nostri tempi, a cui Dio non resterà indifferente a lungo, statene certi)
    ————–

    La Via Crucis, e la Crocifissione dell’uomo in Cristo Crocifisso, indispensabile per risorgere con Lui, (come TUTTI i veri Santi sapevano e mostrano da sempre) è precisamente ciò che ispira orrore e ripugnanza all’uomo moderno, sia all’ateo che al “credente a modo suo” che al catto-adulto emancipato (da ogni insegnamento perenne, e dei Santi e dei Padri della Chiesa)
    che si riscrive comodamente Vangelo e santità “secondo lo spirito del mondo moderno”
    (sempre soggiacente a satana, come ricorda S. Giovanni).

    Questo degrado morale galoppante appare, nel concreto attuarsi del buonismo pastorale cv2ista, l’esito reale (nefasto) della inaudita “facilitazione” (!) della fede, MAI insegnata da Nostro Signore: contraddizione clamorosa della “porta stretta”.

    • Teobaldo scrive:

      Grazie carissima signora Iva, grazie per le sue sempre lucide analisi ed acute osservazioni.

      Quello che mi preme dire ai VERI Cattolici come Lei, che DANNO RAGIONE della Fede, del Magistero bimillenario, che è arrivato il tempo di lasciare la ciurma protestante, appartenente alle più svariate forme di settarismo movimentista post conciliare, che se la CANTINO E SE LA SUONINO DA SOLI.

      La crassa ignoranza, la superbia, la menzogna che li avvolge come una viscida gelatina, abbia il suo corso…..

      Dio riprendera’ in mano la Sua Chiesa e PUNIRA’, l’ EMPIETA’, l’ERESIA e l’IMPURITA’!!

      Un caro saluto a Lei a Timorato a Murmex e a tanti altri VERI Cattolici come lei.

    • Cherubino scrive:

      la porta stretta (per voi strettissima) è l’ubbidienza.

      siete così ignoranti da non sapere che tutti i santi hanno vissuto concretamente tutte le virtù cristiane nell’ubbidienza ai superiori e alla Chiesa ?

      Voi fate vedere la meta e intanto abbattete il ponte per arrivarci. Veramente diabolico !

    • Cherubino scrive:

      comunque alla fine è il modus operandi classico dei truffatori. Ti fanno vedere il bene desiderato, si accreditano come guide esperte e affidabili, poi ti portano fuori strada ti separano da chi ti può proteggere e ti distruggono.

      • Teobaldo scrive:

        Si goda questo momento di apparente vittoria egregio personaggio che quando Dio verrà e si riprenderà in mano la Sua Chiesa, vedremo che fine farete voi, IMPOSTORI travestiti da cattolici.

        La sua ignoranza ed empietà non ha limiti ….ma ha già sovrabbondandemente varcato i limiti permessi da Dio.

        Potrete ingannare gli uomini (certo ciechi e non curanti delle verità di fede ) ma non potrete mai, o stolto e diabolico personaggio, appartenente ad un movimento pseudo ecllesiale, come lei .

        Ai veri Cattolici, non resta che attendere sulla riva del fiume ….

        Lei e quelli come lei fanno solo ribrezzo!!!

        • Teobaldo scrive:

          Potrete ingannare gli uomini (certo ciechi e non curanti delle verità di fede ) MA NON POTRETE MAI o stolto e diabolico personaggio, appartenente ad un movimento pseudo ecllesiale, come lei, INGANNARE NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO!!!

        • cuba_libre scrive:

          “Ai veri Cattolici, non resta che attendere sulla riva del fiume ….”

          Gia’, allo stesso modo come oggi in Pakistan, degli splendidi neo esemplari di uomini di Neanderthal, in nome di un loro dio, hanno atteso un autobus pieno di studentesse universitarie per farlo saltare in aria.
          Cosa c’entra questo? Ma credete di essere tanto diversi da loro? Se non arrivate a questo e’ solo perche’ il vostro dio, ossia il dio della vendetta, della superbia, del sangue, della intolleranza vi impedisce di farlo, altrimenti piazzereste bombe persino nei reparti ospedalieri di ostetricia per impedire che nascano dei potenziali “infedeli”.
          Per fare il verso a lei, la gente come lei oltre che farmi ribrezzo, dovrebbe (e mi prendo la responsabilità di cio’ che dico) andare in GALERA!!! (e mi fermo qui).

      • Cherubino scrive:

        apparente vittoria ? Guardi che non ho bisogno di vincere proprio niente, non stiamo facendo una partita a carte.

        Se lei vuol sedersi sulla riva del fiume faccia pure, io intanto vado a meditare il Vangelo e ad ascoltare l’insegnamento dei vescovi e del papa.

        Quanto al fatto di farle ribrezzo, ovviamente lo prendo per un complimento.

  89. Lia Orsenigo scrive:

    La maggior parte delle inclinazioni, che la religione con faciloneria condanna, sono autentiche virtù naturali, senza le quali non saremmo qui a discutere.
    L’avvertenza condivisibile è guardarsi dagli eccessi –che neppure la scienza laica consiglia e l’esperienza individuale avversa– ma la condanna tout court delle tre grandi tradizioni monoteistiche è sospetta e fuorviante.
    Infatti, se in centinaia di milioni di anni, l’evoluzione ha premiato certi tratti biologici, è segno inequivocabile che essi sono necessari alla sopravvivenza individuale e di specie, e non si può prescindere da essi, se vogliamo mantenere in vita la vita.
    Bando dunque alle facili ipocrisie ed alle colpevolizzazioni, funzionali soltanto agli interessi delle caste sacerdotali.
    L.O.

    • Cherubino scrive:

      “l’evoluzione ha premiato certi tratti biologici”

      Però il discorso dovrebbe applicarlo coerentemente: se l’evoluzione ha premiato il senso religioso e la fiducia che c’è una realtà sovrannaturale, essendo questa la credenza di gran lunga maggioritaria, vuol dire che lei non ha motivo di contestarla. Secondo il suo ragionamento lei è contraddice l’evoluzione, è contro natura. Si vede che l’evoluzione non è poi così perfetta.

      • Sal scrive:

        @ Cherubino
        “ se l’evoluzione ha premiato il senso religioso … si vede che l’evoluzione non è poi così perfetta.”

        Condivido la logica del suo ragionamento sig. Cherubino, a maggior ragione se i risultati ottenuti per mezzo della religione dopo millenni di pratiche, di riti, di preghiere, esorcismi, funzioni sacre d’ogni tipo, non hanno prodotto risultati, dato che ancora si combattono guerre d’ogni tipo, guerre di propaganda, militari economiche, finanziarie dogmatiche, religiose, informatiche, psicologiche, convenzionali, di posizione, di movimento, industriali, aeree e sottomarine, di trincea, sante, chimiche ecc.
        Le pare che il senso religioso sia stato di qualche utilità ?
        Se è perdente l’evoluzione, non si può dire che dio abbia avuto successo no ?

      • Eremita scrive:

        I testardi.
        “Dunque il Concilio Vaticano II ha rappresentato un’occasione storica per una grande rivoluzione ecclesiastica, che, però, non si è ancora del tutto concretizzata. Grazie allo spirito conciliare, la Chiesa si è aperta al mondo, ma numerosi passi avanti devono essere ancora compiuti. «Festeggiamo – ha detto papa Francesco – questo anniversario, facciamo un monumento, ma che non dia fastidio. Non vogliamo cambiare. Di più: ci sono voci che vogliono andare indietro. Questo si chiama essere testardi, questo si chiama voler addomesticare lo Spirito Santo, questo si chiama diventare stolti e lenti di cuore».«Succede lo stesso – ha affermato il Papa – anche nella nostra vita personale»: infatti, «lo Spirito ci spinge a prendere una strada più evangelica», ma noi resistiamo. Questa l’esortazione finale: «non opporre resistenza allo Spirito Santo. È lo Spirito che ci fa liberi, con quella libertà di Gesù, con quella libertà dei figli di Dio!».

      • Lia Orsenigo scrive:

        Gentile Cherubino,
        Ella mi attribuisce,però, concetti che io non ho espresso: in nessun passo del mio intervento si può leggere una contestazione del senso religioso.
        Anche esso,infatti, si spiega con precise esigenze legate alla sopravvivenza e per questo è stato positivamente selezionato; io ho solo voluto sottolineare che la censura severa ed intransigente di alcune “virtù naturali” è fuori luogo, proprio perchè la vita è basata su di esse, che piaccia o no.
        Tutto è figlio di lunghi processi evolutivi, compresa la nostra psiche; sul fatto che l’evoluzione non miri alla perfezione, poi, siamo totalmente d’accordo.
        Grazie,
        L.O.

        • Marino scrive:

          “Tutto è figlio di lunghi processi evolutivi”
          Questa proposizione non è scientifica, la teoria dell’evoluzione (o meglio della co-evoluzione) non spiega ogni cosa. Se fosse onnicomprensiva non sarebbe una teoria scientifica.

          • Cherubino scrive:

            sono d’accordo, ma la contraddizione è a monte: se tutto è bene quel che finisce bene (ammesso che sia così) perchè Lia continua a cercare di convincerci delle sue idee e non va invece a prendersi il sole ?

  90. Sal scrive:

    Due notizie diverse ma collegate fra loro mi portano a illustrare l’utilità della religione e mi permettono spero di fornire uno spunto di meditazione anche al focoso Teobaldo che parla di “ciurma protestante” e di crassa ignoranza. (Dimenticandosi che ognuno dovrebbe guardarsi allo specchio prima di giudicare gli altri.)

    Riferisce Vatican Insider:
    “Cattolici e anglicani devono lavorare fianco a fianco per promuovere la “sacralità della vita umana”, la “famiglia fondata sul matrimonio” e la “giustizia sociale”: è questa la road map per il dialogo tracciata questa mattina da papa Francesco, nel suo primo incontro con il primate.” h**p://vaticaninsider.lastampa.it/

    Lodevole iniziativa, mi chiedevo se per fare queste cose sia necessario mettersi prima d’accordo e mi chiedevo perché non l’hanno fatto prima. Che hanno fatto fino ad ora ? E mi chiedevo se vale anche quando il cappellano benedice i bombardieri, gli elicotteristi, i predator e le autoblindate, puma, centauro e lince ?

    La seconda notizia simile per argomento è :
    “India, “gli stupri non sono emergenza recente, ma retaggio del passato” Le violenze sessuali non rappresentano un fenomeno legato all’attualità. In realtà, …si tratta “della conseguenza più estrema di una cultura che reprime la sessualità elevando a valori assoluti l’obbedienza al marito e la totale sottomissione della donna all’autorità maschile” La repressione sessuale in India è preponderante e impone alla popolazione una morigeratezza dei costumi opprimente. Vietato mostrare segni d’affetto tra uomo e donna in pubblico – non ci si abbraccia, non ci si tocca, non ci si bacia – ed è d’obbligo, per la donna indiana, presentarsi in modo “discreto”: ridurre al minimo le parti scoperte del corpo, specie il seno, i fianchi e le gambe.”
    h**p://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/13/india-stupri-non-sono-unemergenza-recente-ma-fenomeno-antico-dovuto-a-cultura-sessista/625330/

    Si direbbe che al variare della religione il risultato non cambia. Sia quì che là il problema continua ad essere il sesso. Anche se gli anglicani hanno dominato l’India dal XVII sec. fino al 1947. (3 secoli) ma nulla di positivo è successo. Si continuano a privilegiare le apparenze (morigeratezza dei costumi) ma la repressione sessuale, continua. La sostanza non è cambiata. La sacralità della vita umana continua a non contare dato che le mogli continuano col rito del “satì”, <a href”= http://www.gioielliorientali.com/index.php?paesi-orientali_55/tutto-quello-che-c-%E3-da-sapere-sull-india_105/tradizioni-indiane-sati-il-bagno-di-fuoco_126/” Link il matrimonio combinato, la divisione in caste, la violenza familiare dove i figli vengono storpiati alla nascita per farli mendicare che non è molto diverso dal farne oggetti d’uso sessuale per il godimento di operatori del sacro. h**p://www.altrodiritto.unifi.it/ricerche/minori/fantoni/cap1.htm

    Si può dunque sostenere che le religioni Cattolica, Anglicana o Induista, con i loro insegnamenti, dogmi e tradizioni ha avuto un impatto positivo ? Utile alle persone ? Si sono rivelate efficaci e utili ?

  91. Lia Orsenigo scrive:

    La proposizione “tutto è figlio di lunghi processi evolutivi” ha una altissima dignità scientifica essendo suffragata da mille prove ed avendo ricevuto solo conferme dalla sua formulazione.
    Questo non vuol dire che spieghi “ogni cosa” (?), nè si propone nulla di simile : si propone unicamente di spiegare i criteri secondo cui i vari adattamenti vengono selezionati dall’evoluzione e ,quindi, cosa c’è alla base della comparsa delle varie specie viventi.
    L’evoluzionismo non ha mai preteso di fondare la propria dignità sull’essere “omnicomprensiva” (?)
    L.O.

    • Marino scrive:

      Mi scusi se insisto, ma “tutto è figlio di lunghi processi evolutivi” è una proposizione che sta ad indicare che ogni cosa (appunto “tutto”) può essere spiegato attraverso la teoria della co-evoluzione (“figlio di processi evoluivi”). Quindi è una frase onnicomprensiva. O sbaglio? Con Questo non dico che non sia vera, ma di sicuro non è scientifica. E mischiare teorie scientifiche (che per definizione trattano solo di una parte, mai del tutto) con metafisiche (che appunto trattano del tutto) mi sembra un po’ azzardato. Anche se una proposizione è “suffragata da mille prove” non vuol certo dire che sia vera… Al massimo è corroborata! La scienza non verifica e nemmeno conferma! Come sa il procedimento scientifico attuale è la falsificazione! Anche perché possono esserci anche milioni di prove a sostegno di una tesi, ma si arriva sempre e solo ad un universale per lo più con il metodo induttivo. E comunque la teoria dell’evoluzione è stata più volte corretta.

      • Lia Orsenigo scrive:

        “Tutto” si riferisce alla biologia.
        L’evoluzionismo non si occupa di “tutto”, ma di ciò che ho precisato sopra : la speciazione.
        In biologia, niente ha senso, al di fuori dell’evoluzionismo, piaccia o no, anche se vi sono aspetti in corso di definitivo chiarimento.
        Se una proposizione suffragata da mille prove non è vera, secondo Lei, figuriamoci quanto possono essere vere le mille teologie che si contendono la verità universale, e che non possono esibire uno straccio di prova che sia una.
        L.O.

        • Marino scrive:

          “Se una proposizione suffragata da mille prove non è vera, secondo Lei, figuriamoci quanto possono essere vere le mille teologie che si contendono la verità universale [...]”

          Carissima Lia, a questo punto una precisazione è d’obbligo.
          Guardi che non l’ho mica inventata io questa cosa. Già Aristotele aveva capito che l’induzione portava al massimo ad un universale “per lo più”. Non voglio fare una lezione di fisica, scienze o matematica, ma… purtroppo è così! Non sa che la fisica classica (Newton e Galilei) è contraddetta dalla fisica di Einstein e di Planck? La fisica, come la scienza, non è una fotografia della realtà, ma porta solo ad una conoscenza probabilistica. Ma ripeto… questo non sono io a dirlo… Era già chiaro agli scienziati riuniti al congresso di Como del 1927. Purtroppo è così… Miliardi e miliardi di conferme non rendono vero una teoria… Infatti basta un solo fatto negativo per confutare tutto. La scienza non è il mondo delle verità, ma l’universo delle ipotesi. So che è terribile, ma è così. Se vuole più informazioni si legga “Congetture e confutazioni” di Popper. Oppure, molto più breve, cerchi la storia del “tacchino induttivista” e capirà a cosa mi riferisco con “universale per lo più”.
          PS: “le mille teologie che si contengono la verità”, come le ha giustamente chiamate lei, non sono scienze. Ergo tutta questa discussione che abbiamo fatto non può essere applicata alla teologia.

          • Marino scrive:

            E potrei citarle innumerevoli teorie scientifiche che si contraddicono l’una con l’altra… Facciamo un altro esempio? La teoria corpuscolare contraddice quella ondulatoria. Per non parlare dei fondamenti della matematica… Ma non mi dilungo oltre. Non è questa la sede per discutere di ciò.

            Per la frase: “tutto è figlio di lunghi processi evolutivi”, non avevo inteso a cosa si riferisse quel “tutto”. Quindi mi scuso. Ad ogni modo, ribadisco, il fatto che oggi la teoria dell’evoluzione (o meglio co-evoluzione) spieghi molte cose, purtroppo non vuol dire che sia vera. E’ corroborata, sì, ma non vera. E’ un’ipotesi in attesa di falsificazione.

          • cuba_libre scrive:

            @ Marino

            Spiacente Marino, ma la teoria ondulatoria non contraddice affatto quella corpuscolare (v. De Broglie), come la meccanica relativistica di Einstein non contraddice quella di Newton, ma ne e’ un’estensione.
            Lei puo’ studiare per esempio il moto di un corpo soggetto a gravità anche ricorrendo ad Einstein, ma sarebbe come ammazzare una formica facendo ricorso ad un cannone.

  92. Lia Orsenigo scrive:

    Scusi, Cherubino,
    non capisco il senso della Sua risposta. Innanzitutto, ciascuno dei partecipanti al forum cerca di supportare i propri convincimenti, pare normale che debba essere così. Sarebbe impensabile il contrario, mi sembra.
    Nel nostro caso, volevo sottolineare negativamente la spinta alla demonizzazione degli istinti naturali, per dirla brevemente; una spinta esageratamente sottolineata negli interventi della signora Iva (se ben ricordo ).
    Cosa significa, inoltre, che “se tutto è bene quel che finisce bene”,(cosa esattamente?) io non dovrei cercare di difendere un punto di vista?
    Scusi, ma non è chiaro.
    Grazie comunque
    L.O.

    • Cherubino scrive:

      vedo che dall’alto della sua “scienza” non ha capito.

      “tutto è bene quel che finisce bene” vuol dire che anche i nostri presunti errori, che lei vuole correggere, sono “funzionali” e utili. Quindi lei sbaglia a volerci far cambiare idea.
      La sua posizione, che non è scientifica e basta leggere Popper per ricordarlo, è un assioa indimostrato e indomostrabile. L’idea che il mondo, presente passato e futuro è il “migliore dei mondi possibili” perchè frutto dell’evoluzione nel suo momento storico, è … semplicemente una credenza metafisica, perchè non avendo altri mondi a disposizione non sapremo mai scientificamente se è vero o falso.

      Resta la dimostrazione logica, che pone in contraddizione quanto lei afferma e quanto lei fa, ossia tentare di dimostrare il nostro errore, perchè secondo il suo assioma l’errore non esiste in quanto errore, ma in quanto una fra le esigenze dell’evoluzione.

      Insomma lei non può uscire dall vizio logico in cui si è cacciata. E non avendo nè la logica nè la scienza dalla sua, in realtà lei aderisce al massimo dell’irrazionalismo.

      • Marino scrive:

        Cara Lia, guardi che Cherubino ha formalmente ragione. L’idea che questo mondo è il migliore di quelli possibili è una metafisica. E anche piuttosto antica. Le consiglio di leggere Il Candido di Voltaire a riguardo, ed approfondire il pensiero di Leibniz.

  93. Squilpa scrive:

    Ahi ahi, la povera signora Orsenigo è inciampata in un ayatollah cui bisognerebbe togliere la nata, come dicono dalle mie parti, onde consentirne lo sgonfiamento : è noto al forum che mister Cherubino non ammette troppe repliche alla sua autorevolezza e che pretende che anche le mosche smettano di volare quando Egli parla.
    Però, al solito, l’accecamento fideistico gli fa velo; Cherubino finge di non sapere che il fatto che una credenza si sia affermata (per ottime ragioni evoluzionistiche) non vuol dire affatto che quella credenza sia vera, ma solo che è accettabile per il senso comune umano. Il senso comune umano, però, ha una validità locale e , fuori del nostro cortile di casa (questo pianetino) cessa drammaticamente di essere affidabile, e ,spesso, è totalmente falso anche qui : vedasi, ad esempio, la buffa idea che la Terra fosse piatta. Purtroppo, la scienza ha il brutto difetto di essere contro/intuitiva e non tranquillizzante e per questo, invece, la religione ha più successo.
    Sul perchè,poi, l’idea che dietro gli eventi vi sia una intenzionalità ha conferito un vantaggio evolutivo alla specie Homo sono stati scritti fior di trattati scientifici e ,certamente, nella sua immensa cultura, Cherubino li conosce, quindi non mi tratterrò oltre sull’argomento.

    • Cherubino scrive:

      Proprio un discorso da Ayatollah, il suo. Comunque non mi sembra utile ribattere alle frasi contorte e senza alcun rigore intellettuale che ha scritto, a cui sono preferibili le mosche, per quanto fastidiose.

      • Cherubino scrive:

        per inciso, la mia autorevolezza dipende solo dalla forza degli argomenti. Ho scelto di usare un nick anche per non far dipendere l’accoglienza delle cose che dico dai miei titoli e dalla mia posizione sociale.
        Se lei ha delle cose serie da ribattere, a parte un pò di slogan, faccia pure. Se ho tempo le risponderò.

        • Squilpa scrive:

          Nessun contorcimento e nessuna mancanza di serietà in quanto io scrivo.
          Il fatto che Lei giudichi autorevoli solo le Sue affermazioni e solo slogans quelle altrui è ,appunto, un atteggiamento da ayatollah.

          Inoltre, gli argomenti affrontati sono seri e le mie opinioni non sono personali ma riflettono gli orientamenti in materia degli psicologi evoluzionisti e dei neuroscienziati.
          Tutta gente che la sa più lunga dei teologi,insomma, perchè non basa i propri convincimenti sui dogmi, sui miracoli, sulle apparizioni e sulle profezie.

          Condivido quanto la signora Orsenigo scrive e la saluto con stima.

          • Cherubino scrive:

            a ridaglie … ma cosa credete di dimostrare distorcendo qunto diconogli altri ?

            Dove affermo che le mie affermazioni sono autorevoli ? dico solo che sono logiche e fondate.
            Lei parla di scienza, quale ? Lo sa che Popper ha dimostato come un enunciato scientifico per essere tale deve ammettere la possibilità dell’ipotesi negativa ? Una teoria in cui tutto si può spiegare arzigogolando non è scientifica.
            Mi trovi lei un autorevole filosofo della scienza che supporti il suo pensiero.

            Lei fa tanti slogan, e questo è evidente, perchè parla di “dimostrazioni scientifiche” ma non cita le ricerche, i protocolli osservativi e sperimentali concreti, le pubblicazioni di autorevoli riviste. Parlare di scienza senza fare riferimenti precisi non è fermarsi agli slogan ?
            Per chi fa scienza lo è certamente. Per chi gioca con le parole invece tutto va bene.

            Lei parla di “orientamenti in materia degli psicologi evoluzionisti e dei neuroscienziati”. Sono in trepidante attesa che lei ci dica i nomi, le ricerche e i riferimenti bibliografici.

  94. Lia Orsenigo scrive:

    @ Cherubino
    Grazie della replica, signor Cherubino; anche io avevo capito di non aver capito, ma temo che Ella pure non abbia compreso bene ciò che io ho scritto. Ripeto che io ho solo inteso sottolineare negativamente l’atteggiamento di rigorosa censura che le fedi monoteiste hanno verso tanti istinti geneticamente fissati, indispensabili per il successo evolutivo e per la vita stessa, e che tale rigore mi pare in mala fede. Punto.
    Ciò che è seguito dopo era al di fuori dei limiti del mio scritto. Tuttavia, sono totalmente d’accordo con Lei nell’accettare la spiegazione evoluzionistica delle credenze : esse sono straordinariamente utili nella lotta per la sopravvivenza e la storia evolutiva le ha “premiate” per questo.
    Non ho mai scritto che viviamo nel migliore dei mondi possibili. Non ho mai scritto che l’evoluzione mira alla perfezione, nè lo credo. L’evoluzione non guarda lontano, premia ciò che si dimostra funzionale sulla breve distanza e non ha alcun fine da raggiungere.
    Una sola considerazione conclusiva : abbiamo definito le credenze spiegabili con l’evoluzione e perfettamente utili alla sopravvivenza differenziale dei vari gruppi umani; tuttavia è importante conoscere tale risvolto strumentale della cosa per poterne prendere le distanze.
    Altre società umane, più evolute e più acculturate della nostra, dove la mentalità razionale e scientifica ha maggiore diritto di cittadinanza e dove il pensiero mitico e magico è nettamente minoritario, prosperano perfettamente ed anche meglio di noi. Le credenze, insomma, evolutivamente paganti in tempi passati, possono essere superate e vicariate dalla cultura e dalla educazione che tolgano inutili magie dalle menti dell’uomo.
    Ella è assai ruvido nelle Sue risposte, ma La ringrazio egualmente.
    L.O.

    • Cherubino scrive:

      la ringrazio per i suoi ringraziamenti, ma temo che sfugga ancora il centro della questione: secondo il suo assioma evoluzionista è contraddittorio censurare “l’atteggiamento di rigorosa censura che le fedi monoteiste hanno verso tanti istinti geneticamente fissati, indispensabili per il successo evolutivo e per la vita stessa”, in quanto questa stessa censura della fedi monoteiste sarebbe, secondo il suo assioma che non condivido ovviamente, altrettanto “indispensabili per il successo evolutivo e per la vita stessa”.

      Lei in altre parole cade nel paralogismo del funzionalismo. Se tutto esiste perchè ha una funzione e non esiste qualcosa che è disfunzionale, è del tutto senza senso criticarlo.
      Lei recupera categorie di bene e male, anche solo naturalisticamente parlando, che sono incompatibili con il suo punto di partenza. Lei non ha scritto che viviamo nel migliore dei mondi possibile, ma discende logicamente dall’evoluzionismo funzionalista assoluto come il suo. Ipotizzare che potrebbe esserci qui e ora una configurazione del mondo migliore di quella esistente vuol dire contraddire l’idea che l’evoluzione non fallisce e nel mondo non c’è niente di anti-naturale, anti-umano, moralmente incompatibile con la natura e con l’uomo.

      Invece l’esperienza comune, proprio quella che lei o squilpa citate, sente che vi sono cose che stridono con la natura. Le discariche tossiche abusive non si spiegano con l’evoluzionismo, ma con qualcosa che degrada e disturba l’equilibrio della Natura e dell’uomo. Uccidere un altro essere umano è qualcosa che ripugna e chi lo fa avverte prima o poi avverte una degradazione del proprio essere uomo. L’elenco potrebbe essere lungo, ma la coscienza degli uomini di tutti i tempi e tutti i continenti ha sempre avevrtito che vi sono cose che “gridano” contro il senso di umanità e contro la vita del cosmo.

      Lei può credere il contrario, ma resta il fatto che si contraddice e che il suo è un discorso metafisico e non scientifico.

      • Marino scrive:

        Spezzo una lancia in favore della signora Lia – mi corregga Lia se sbaglio a citarla.
        Ad ogni modo credo che la signora volesse affermare che solo nella biologia oggi la chiave di lettura è co-evoluzionistica e che solo nella biologia la teoria della co-evoluzione è fondamentale. E infatti è così.
        Quindi come ben dice lei signor Cherubino:
        “Le discariche tossiche abusive non si spiegano con l’evoluzionismo, ma con qualcosa che degrada e disturba l’equilibrio della Natura e dell’uomo.”, perché appunto l’evoluzionismo non centra un tubo dal momento che la questione “discariche tossiche” non è biologica.
        Credo almeno che questo sia il punto…

        • Cherubino scrive:

          bè, però se uno crede che la biologia spieghi tutti ciò che accade nel mondo … i conti non tornano.

          • Marino scrive:

            Sì, questo sì. Se ammettiamo che la biologia spieghi ogni cosa torniamo indietro di un paio di secoli al darwinismo sociale… E non mi sembra proprio il caso, visto cosa ha causato il connubio evoluzionismo-sociologia.

          • Cherubino scrive:

            esatto.

    • Squilpa scrive:

      A RIDAJJE….. 1) Cherubino, ore 18:24 e 18:27 : è Lei che ha scritto “frasi contorte”, “senza rigore intellettuale”, “la mia autorevolezza” e “frasi …non serie” e “slogans”. Sono cinque espressioni che ha usato Lei contro di me , io le ho solo riprese.
      2)I limiti di ciò che può essere credibile solo se può essere smentito, secondo Popper, condanna ancora di più i convincimenti religiosi, che non possono essere smentiti.
      3)La sottoscritta parla per slogan e questo la disturba? Il credente pare sempre voler sottintendere che il suo proprio sistema di convincimenti è l’unico perfetto e che spiega tutto; invece non è affatto vero e la religione lascia cento questioni sospese per le quali non ha risposte. Rimedio, appunto parlare per slogans. Forse, che la religione parla per “dimostrazioni scientifiche”, cita le ricerche, i protocolli osservativi e sperimentali concreti, le pubblicazioni di autorevoli riviste ?
      Ma mi faccia il piacere, non sarà certo un credente a pretendere da un positivista ciò che la religione stessa si guarda bene dal fornire.
      4) Provi a leggersi, in materia, gli scritti di O. Franceschelli, di T.Pievani, di M.Luzzatto, di V.Girotto e G.Vallortigara, per citare solo alcuni italiani.

      • Cherubino scrive:

        rispolveri il suo manuale di filosofia: per Popper la metafisica non è inutile, solo non è scienza empirica.
        Noi sappiamo bene che la religione non è scienza e non ci crea affatto problemi, perchè la scienza non è l’unica fonte di conoscenza.
        Voi invece fate una bella confusione spacciando per scienza i vostri sistemi metafisici.

        Quanto a quegli autori, io non ho il tempo di leggerli, lei intanto che sicuramente li ha letti dica titolo, pagina e citazione a conforto delle sue tesi.

        O per caso spara dei nomi così per rispondere qualcosa ?

  95. Lia Orsenigo scrive:

    Posso sbagliare, ma spiegazioni diverse possono funzionare su piani diversi. Per esempio, può essere stato assai vantaggioso, per gli uomini primitivi, supporre una intenzionalità nei fenomeni che vedevano attorno a sè o, almeno, più sicuro dell’atteggiamento contrario. Popolare la scena di presenze e di intenzionalità non solo è utile per identificare competitori o partners, ma mette anche al riparo da rischi :vedere un albero spezzato in un bosco e attribuirlo al passaggio di un altro essere vivente è più sicuro che presupporre che il ramo l’abbia spezzato il vento. Se l’atteggiamento del credere che non “qualcosa” ma “qualcuno” ci sia dietro tutto ciò che accade è geneticamente ereditabile, questo tratto passa alle generazioni successive e diventa patrimonio comune della specie. Di qui a teorizzare una Intenzione Universale il passo può essere più o meno breve.
    E’ bello ed utile sapere,oggi, quale può essere stato il meccanismo che ha condotto la psiche umana a teorizzare tale Intenzionalità, ma ciò non significa che l’interpretazione sia vera : la scienza, appunto, è oggettiva e non soggettiva.
    Insomma, le fedi erano tutt’altro che disfunzionali in un mondo primitivo ed in cui nessuno aveva la più pallida idea di come potessero stare davvero le cose.
    L’evoluzione ,ripeto, essendo miope, è tutt’altro che infallibile : essa imbocca sentieri erronei, torna sui suoi passi, non guarda lontano e premia ciò che è momentaneamente adatto in un mondo che cambia continuamente a sua volta : niente di leibniziano, direi. Alcuni uomini sentono che i meccanismi naturali sono ripugnanti, ma poi obbediscono ai più bassi istinti naturali ammazzando il prossimo proprio in forza di quegli ideali spirituali che sentono come superiori. Ne daranno forse una interpretazione più “alta”, ma è sempre la natura a vincere col suo istinto di sopraffazione teso alla propria sopravvivenza e la Natura trionfa daccapo.
    E così è anche nel caso dei comportamenti antisociali, come scrive il sign Marino : nel tendere al proprio utile non altro si fa che obbedire ad un istinto atavico.
    Mi scuso per la fretta e ringrazio : questa è una replica a caldo, ma dovrò rileggere più volte lo scritto di Cherubino.
    L.O.

    • giovannino scrive:

      cara Lia , sembra proprio che ti sei fatta cogliere in castagna da Cherubino. Una maggiore prudenza nell’ estendere le teorie darwiniane a interpetrazione vera di tutta la realtà è doverosa. Darwin ha dato un contributo ad oggi insostituibile nella spiegazione della differenziazione delle specie, confermato in pieno dalle successive scoperte della genetica . Ogni estensione per analogia volta a spiegare l’ organizzazione sociale è da motivare scientificamente altrimenti si tratta di voli pindarici. Peggio che mai credere che il paradigma darwinista spieghi la vita e la sua origine o adirittura possa essere esteso alla fisica e all’ evoluzione della materia inorganica.

      • Lia Orsenigo scrive:

        Mai preteso di estendere i concetti darwiniani al di fuori della biologia : è appunto quanto venivo precisando a Marino.
        La teoria evoluzionista non spiega la vita nella sua origine (vi sono altri ambiti scientifici che se ne occupano), ma serve tuttavia a capire l’origine delle specie (come,appunto, lo scienziato intitolò la sua opera).
        Ci basta per stabilire che le specie viventi non sono uscite tutte già bell’e pronte dalle mani di un Progettista, come voleva la tradizione.
        La saluto,
        L.O.

  96. Eremita scrive:

    Non ci capiamo perchè abbiamo mescolato evoluzionismo con riduzionismo. C’è evoluzione perchè non ci si limita a rimescolare gli stessi elementi in modi diversi, ma perchè c’è sempre qualcosa di nuovo, anche se infinitesimale.

  97. Marino scrive:

    @ cuba_libre
    Ha ragione. Mi scuso infinitamente. Ho pure citato il congresso di Como, ma ho tralasciato i due principi enunciati dal congresso. Grazie per la correzione. Per il principio di complementarità di Bohr le due teorie non sono contraddittorie, ma complementari. Dipende dalla tecnica di osservazione: a volte prevale l’una, a volte prevale l’altra. E anche all’altro principio enunciato, quella di indeterminazione, segue un grosso problema. Bisogna necessariamente rinunciare al rigido determinismo della scienza classica. Come è indubbio la questione probabilistica legata alle teorie quantistiche.
    Mi scuso ancora per la mia omissione assolutamente non intenzionale.

    • Marino scrive:

      La mia omissione era dovuta al fatto che mentre citavo le due teorie, già pensavo alle geometrie non euclidee (che nel commento a cui lei a replicato io ho fatto appena un accenno indiretto). Quindi mi sono confuso tra le due. Sorry. Sono davvero mortificato.

    • cuba_libre scrive:

      @ Marino

      Ma ci mancherebbe altro Marino, siamo qui per confrontarci. La cultura e’ uno strumento di comunicazione fra le persone e di avvicinamento fra le persone, semprechè vi sia tale predisposizione ad un confronto costruttivo. Peccato che invece molti intendano la cultua come strumento di DOMINIO sulle persone, senza rendersi conto che quella non e’ cultura, ma sterile nozionismo. Un saluto

  98. Nella scrive:

    IL CRISTIANO NON PENSA ALLA SUA PACE, MA VA SULLE STRADE AD ANNUNCIARE QUELLA DI CRISTO
    DEL 15 GIUGNO 2013.

    Vita cristiana non è “stare in pace fino al Cielo”, ma andare per il mondo ad annunciare Gesù che “si è fatto peccato” per riconciliare gli uomini con il Padre. Lo ha ribadito Papa Francesco all’omelia della Messa di questa mattina in casa S. Marta.

    Sull’altare col Papa hanno concelebrato il cardinale Joseph Zen Ze-kiun, il nunzio apostolico Justo Mullor, e i vescovi Luc Van Looy di Gent, in Belgio, Enzo Dieci, ausiliare emerito di Roma, e Antonio Santarsiero di Huacho, in Perù.

    La vita cristiana non è stare in un angolo a ritagliarsi una strada che porta comodamente in cielo, ma è un dinamismo che spinge a stare “sulla strada” ad annunciare che Cristo ci ha riconciliati con Dio, facendosi peccato per noi. Con il consueto argomentare profondo e diretto, Papa Francesco si sofferma sul brano della Lettera ai Corinzi, proposto dalla liturgia di oggi, nel quale in poche righe un San Paolo insistente, quasi “di fretta”, usa per ben cinque volte il termine “riconciliazione”. E lo fa, osserva il Papa, alternando “forza” e “tenerezza”, prima esortando e poi quasi in ginocchio, “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”:

    “Ma cosa è la riconciliazione? Prendere uno da questa parte, prenderne un altro e farli uniti: no, questa è parte ma non è… La vera riconciliazione è che Dio, in Cristo, ha preso i nostri peccati e Lui si è fatto peccato per noi. E quando noi andiamo a confessarci, per esempio, non è che diciamo il peccato e Dio ci perdona. No, non è quello! Noi troviamo Gesù Cristo e gli diciamo: ‘Questo è tuo e io ti faccio peccato un’altra volta’. E a Lui piace quello, perché è stata la sua missione: farsi peccato per noi, per liberare a noi”.

    È la bellezza e lo “scandalo” della redenzione operata da Gesù. Èd è anche il “mistero, afferma Papa Francesco, da cui Paolo trae lo “zelo” che lo sprona ad “andare avanti” e a ripetere a tutti “una cosa tanto meravigliosa”, l’amore di un Dio “che ha consegnato suo Figlio alla morte per me”. Eppure, ha constatato Papa Francesco, esiste il rischio di non arrivare “mai a questa verità” nel momento in cui “noi un po’ svalutiamo la vita cristiana”, riducendola a un elenco di cose da osservare e smarrendo così l’ardore, la forza dell’“amore che è dentro” di essa:

    “Ma i filosofi dicono che la pace è una certa tranquillità nell’ordine: tutto ordinato e tranquillo… Quella non è la pace cristiana! La pace cristiana è una pace inquieta, non è una pace tranquilla: è una pace inquieta, che va avanti per portare avanti questo messaggio di riconciliazione. La pace cristiana ci spinge ad andare avanti. Questo è l’inizio, la radice dello zelo apostolico. Lo zelo apostolico non è andare avanti per fare proseliti e fare statistiche: quest’anno sono cresciuti i cristiani in tal Paese, in tal movimenti… Le statistiche sono buone, aiutano, ma non è quello che Dio vuole da noi, fare proseliti… Quello che il Signore vuole da noi è proprio l’annunzio di questa riconciliazione, che è il nucleo proprio del suo messaggio”.

    Le ultime parole dell’omelia ricalcano l’ansia interiore di Paolo. Papa Francesco ripete in modo incalzante quello che definisce il “pilastro” della vita cristiana, e cioè che “Cristo si è fatto peccato per me! E i miei peccati sono là, nel suo Corpo, nella sua Anima! Questo – esclama il Papa – è da pazzi, ma è bello, è la verità! Questo è lo scandalo della Croce!”:

    “Chiediamo al Signore che ci dia questa premura per annunziare Gesù, ci dia un po’ quella saggezza cristiana che nacque proprio dal Suo fianco trafitto per amore. Anche ci convinca un poco che la vita cristiana non è una terapia terminale: stare in pace fino al Cielo… No, la vita cristiana è sulla strada, nella vita, con questa premura di Paolo. L’amore di Cristo ci possiede, ma ci spinge, ci preme, con questa emozione che si sente quando uno vede che Dio ci ama. Chiediamo questa grazia”.

  99. Lia Orsenigo scrive:

    @ signor Marino.
    Leggo con perplessità il Suo riferimento al darwinismo sociale: penso che Darwin debba restare confinato all’interno della biologia. La mia impressione è che ,ogni volta che si è tentato di utilizzare Darwin al di fuori di ciò che concerne l’evoluzione biologica sono venute fuori le teorie più raccapriccianti. Ha ragione S.Pollo quando dice che questi esiti non sono affatto inevitabili : anzi, una visione autenticamente darwiniana porta a riconoscere il valore dell’altruismo, dell’empatia, della solidarietà e della cooperazione.
    E porta anche a valorizzare il resto della Natura, oltre l’uomo (proprio perchè l’uomo non è oggetto di un atto di creazione separata nè occupa un posto privilegiato nell’universo), così come e a perseguire il benessere di tutti i viventi.
    Un’etica autenticamente darwiniana è un’etica di civiltà.
    Se,poi, nella selezione naturale e nella selezione sessuale (l’altra “eresia” darwiniana, sempre dimenticata) esistono aspetti atroci, il credente dovrebbe riflettere che tale spietatezza deriva dalle leggi di Dio creatore, di cui Darwin non è l’autore, ma solo lo scopritore. Non è Darwin, dunque, da mettere sotto accusa.
    L.O.

    • macv scrive:

      Cara Signora Lia Orsenigo sarà felice di sapere, viste le sue idee, che in Olanda un gruppo di medici ha prosposto l’eutanasia anche per i bambini. certo, i bambini malformati o affetti da malattie che non pssono guarire dovrebbero essere fatti fuori presto e subito” L’evoluzione infatti non ammette prodotti “difettosi” , questi vanno subito scartati , un poì ome si spara agli animali che si azzoppano.
      cara sugnora lIa oRsenigo, forse lei non s ache questa era esattamente la stessa idea dei nazisti: solo gli individui sani, perfetti , il fiore della razza avevano diritto di vivere, gli altri i malformati e handicappati non aveva senso farli soprvvivere, dovevano essere fatti fuori subito.
      non so se questa legge in Olanda dell’eutanasia dei bambini, sarà ratificata. ma se lo srà potremo dire che l’evoluzionismo, il materialismo più sfrenato, e anche il nazismo avrebbero vinto . e lei, al primo bambino fatto fuori perchè “difettoso” dovrebbe brindare come a una grande conquista della razionalità, della scienza e dell’a-teismo!

      • macv scrive:

        aggiungo un particolare agghiacciante sulla proposta di legge olandese: i bambini piccoli ovviamente non sarebbero interpellati sulla loro “condanna a morte” . A quelli più grandicelli si chiederebbe invece il loro consenso : a un quindicenne per esempio si chiederebbe il consenso ad essere ucciso , perchè malato irrimediabilmente. tutto molto razionale, molto corretto .
        ma umano? secondo lei? le piacerebbe vivere una situazione simile? idee come amore, compassione per il più debole, speranza, sacralità della vita, evidentemente non fanno breccia nel cuore di pietra e nelle menti di “ghiaccio” che hanno proposto questa legge. Esattamente come computer l’essere umano senza Dio si comporta come un mostro.

        • Iva scrive:

          “Se Dio non c’è, tutto è permesso”

          (F. M. Dostoevskij, I fratelli Karamazov)

          • macv scrive:

            certo tutto è permesso e tutto è giusto , ciò che la maggioranza ritiene giusto.
            L’evoluzione della specie non guarda in faccia nessuno.
            Peccato solo un piccolo particolare divergente tra la morale odierna strida con la teoria darwiniana:
            due individui omosessuali non possono avere una prole. se vincesse , in una specie, la teoria omosessuale, questa specie, darwininamente e
            secondo la teoria dell’evoluzione , sarebbe
            scientificamente votata all’estinzione.
            dunque l’estinzione della specie umana, in un futuro fatto di coppie gay “sterili, stride
            con le scintifiche certezze.
            contraddizioni che gli a-teisti non saprebbero
            giustificare: se davvero siamo per Drawin , cioè la sopravvivenza del più forte e anche del più prolifico, come dare ragione anche a chi auspica un indebolimento sicuro della specie coll’aumentare delle coppie sterili?

        • giovannino scrive:

          caro macv , sono d’ accordo nel giudizio totalmente negativo sulla proposta sostenuta dei medici olandesi. Non credo però che la colpa sia da attribuire a Darwin , ma piuttosto al ruolo che la tecnologia svolge nella nostra organizzaione sociale. Serva-padrona , la tecnologia da strumento è diventata la guida di questo mondo impazzito , eliminando le dimensioni non materiali. Prima tra tutte l’ etica . Sottomettere la tecnologia all’ etica è ciò che può darci un futuro migliore , a tutti , compresi atei e “infedeli “.

    • Marino scrive:

      Mi scusi, ma è sicura di aver letto bene ciò che ho scritto io? Anche secondo me Darwin deve rimanere nella biologia. E chi ha detto il contrario?

      • Lia Orsenigo scrive:

        Mi scusi, ha ragione Lei.
        Mi fa piacere, comunque, aver scritto quella nota, anche se malamente indirizzata. Un caro saluto.
        L.O.

    • Cherubino scrive:

      lei si contraddice. Se Darwin deve restare nell’ambito della biologia, altruismo, empatia, solidarietà e cooperazione non sono fenomeni biologici e quindi non rientrano nell’evoluzionismo.

      Lei può anche affermare il contrario, ma resta nell’ambito della metafisica e non della scienza.

  100. Squilpa scrive:

    Questa Nella, questa Iva e questa Mimma
    sembrano proprio la stessa persona.

    • Iva scrive:

      Squilpa, mi stupisce molto che lei dica questo.
      Dopo mesi di accese discussioni tra i bloggers, dove non ho fatto altro che ribadire i fondamenti DOTTRINALI DELLA FEDE CATTOLICA, contro le melensaggini eretiche di tanti catto-modernisti, specie dei seguaci della gospa balcanica, come le 2 bloggers citate, accecati da una fede tutta SOGGETTIVA, illusoria e SENTIMENTALE, in un Dio buonista-inesistente, inventato a misura d’uomo carnale e impenitente, un Dio incapace di Giustizia, trasformato dalle blogger da lei citate, in una stucchevole nube di zucchero filato in cui affondare -con naufragio totale della retta ragione di cui Dio stesso ci ha dotati per dare ASSENSO ALLA VERITA’ RIVELATA IN/DA NOSTRO SIGNORE-
      se lei ritiene il mio pensiero e la mia Fede identica a quella delle suddette sig.re, e non vede le differenze determinanti tra i miei discorsi e le loro leziosaggini tuttovabeniste,
      vuol dire. cara Squilpa che non sa cogliere l’essenziale nei discorsi che legge (se li legge!).
      Se lei vuole ATTENTAMENTE seguire il dialogo, senza fare affermazioni infondate come quella presunta identità di persone, (sembrano….e da che cosa le sembrano identiche 3 persone? contenuti, stili, argomentazioni ?) credendoci in modo a-prioristico e irrazionale, rilegga attentamente i 3d precedenti di due mesi, veda i DISSENSI su argomenti basilari del cattolicesimo (e veda un po’ con quali sciocchi insulti sono stata bersagliata da tanti catto-sentimentali-cv2isti arroganti con chiunque dissenta dalle loro illusioni buoniste, e adagiati inoltre ciecamente nell’idolatria A-CRITICA del papa attuale…)
      Se lei Squilpa, è convinta di ciò che ha detto alle 22.26, ma non può o vuol dimostrarlo con ragioni fondate, significa che ho finora sopravvalutato la sua intelligenza.

  101. Reginaldus scrive:

    Dopo la dichiarazione o sfogo sfuggito al Number ONE del vaticano, il Bergoglio, sull’ esistenza della lobby gay in vaticano… dopo lo spettacolo delle lotte di potere all’ interno del vaticano e dell’uso della finanza per fini certamente non omogenei con quelli indicati nello statuto e nella intestazione della Banca apposita… dopo la messa a nudo e le denunce della pratica e della copertura degli abusi sui minori in ogni parte del mondo…il tutto illustrato l’altra sera nell’ inchiesta condotta da Santoro su Servizio Pubblico sugli scandali che hanno appunto sconvolto la Chiesa tra sesso soldi e potere…

    è ormai sempre più forte la convinzione che QUESTA chiesa fosse ormai arrivata al collasso definitivo sotto il peso dell’indignazione generale e che si rendesse improcrastinabile un decisione radicale e senza precedenti perché tutto il lavoro intrapreso dal V2 per la costruzione della nuova chiesa non andasse definitivamente perduto ( a costo anche di rendersi ridicoli con la creazione del doppio papato in contemporanea ).

    E quindi ecco la chiamata da un punto lontano della terra- lontano rispetto al luogo di convocazione – di un uomo che potesse risollevare il prestigio affossato della Nova Chiesa. Un uomo che gli fosse congeniale ribaltare tutto il modo di fare tradizionale del papa così da suscitare lo stupore del mondo e creare la convinzione che finalmente una nuova aria sarebbe cominciata a soffiare sul vaticano. Il papa che comincia a rifiutare gli abiti della tradizione, il papa alla pari, che viaggia in pullmino , che scambia gli zucchetti bianchi girando tra la folla , che paga il conto che dorme all’hotel e mangia alla mensa comune e fa la pausa del caffè davanti al distributore comune scambiando due chiacchere coi colleghi… Il papa alla mano senza pretese umile povero semplice … francescano… Il papa che sgonfia del tutto l’ apparato esteriore, ma che deve salvare l’essenziale: la Nuova Chiesa universale dell’ Uomo, come deciso al vaticano 2! Un papa perfettamente conforme ai desideri di Lor Signori, che sia (o appaia) irreprensibile sul lato umano, ma che continui ad essere inflessibile nel sovvertimento della genuina fede cattolica: in questa operazione reso credibile dal suo nuovo modo di presentarsi come papa…

  102. Simone 2 scrive:

    Molto concreta e ben piantata nella realtà dell’oggi l’intervista rilasciata qui su “La Stampa” dall’arcivescovo Scola: “L’Europa tramonta. La Chiesa e la società sono vecchie e stanche.”
    Nessun volo pindarico, ma un modo lucido di cogliere le attuali contraddizioni del mondo, che fa ben sperare.
    Un esempio: … Che cosa pensa della decisione del Papa di dotarsi di otto cardinali consiglieri?
    «Nel gesto profetico della rinuncia di Benedetto XVI era implicito anche un grido: non si può lasciare sulle spalle di uno solo l’esercizio di un compito così gravoso. Nel pre-conclave abbiamo detto che, senza intaccare il primato, sarebbe stato provvidenziale che il nuovo Papa trovasse nuove forme per guidare la Chiesa. Questo gruppo di lavoro è positivo e penso che, in questa direzione, ci potrà essere anche dell’altro».
    Buona lettura e buona domenica a tutti.

  103. Lia Orsenigo scrive:

    Caro macv.
    Ella dovrebbe spiegarmi in quali loro scritti gli scienziati evoluzionisti hanno sposato la tesi della liceità dell’uccisione di bambini malformati. A mia volta, mi domando quando Le ho dato l’impressione di essere dalla parte dei nazisti e della loro sinistra eugenetica.

    Qui si impongono un paio di riflessioni, macv, mi perdoni la franchezza..
    La prima è che io ho la netta impressione che, quando vi trovate a discutere con scettici, voi perdiate la necessaria freddezza, veniate invasi da una piena di emotività e leggiate male o capiate male quanto vi si indirizza : nel terrore ,insomma, di vedere negati i valori cui siete affezionati, date risposte agitate, confuse ed imprecise.
    Quanto ho scritto ieri alle 22 dovrebbe bastare a farLe capire che un’etica autenticamente darwiniana non è una etica di folle macelleria : non bisogna uniformarsi all’errore di una ottusa pubblicistica cristiana che demonizza da sempre i suoi nemici, come ha fatto dagli atomisti greci in poi (salvo,poi, scoprire che l’atomo esiste davvero…)
    La seconda riflessione è che –anche qui come ho già scritto– se c’è qualcosa che agisce da sempre con i più spietati meccanismi di eugenetica, senza alcuna misericordia e senza alcuna pietà, è proprio madre Natura che voi credete opera del Dio buono. E d’altra parte bisogna ammettere che ,per come è costruito il mondo, è proprio la spietatezza ad assicurare l’emersione e la selezione di forme adatte alla sopravvivenza. Darwin ha analizzato questa realtà, non l’ha inventata.

    • Sal scrive:

      @ Lia Orsenigo
      Confesso di essere sempre stato un suo segreto ammiratore per la freddezza con cui affronta gli argomenti, la precisione dei commenti, e la ferrea logica che li caratterizza.

      Nel suo commento ha scritto “Quanto ho scritto ieri alle 22 dovrebbe bastare a farLe capire che un’etica autenticamente darwiniana non è una etica di folle macelleria : non bisogna uniformarsi all’errore di una ottusa pubblicistica cristiana che demonizza da sempre i suoi nemici,”

      Poiché come avrà capito sono un estimatore della Bibbia e della Ragione, ma non delle religioni, mi chiedevo, volendo sostenere l’evoluzione, da dove e come possa essersi evoluta l’etica, e tutta quella serie di qualità che caratterizzano la “mente ” che a volte fa optare per comportamenti generosi e altruistici ed altri del tutto opposti.
      Capisco che la spiegazione più ovvia, viste le risultanze, è quella di optare come fa lei in favore di Madre Natura piuttosto che in Dio Padre, è del tutto logico, credo però che mentre l’evoluzione ( direi piuttosto la trasformazione in base all’adattamento) della materia è una possibilità, non è altrettanto facile osservare il fenomeno “intelligenza” (o spiritualità o etica) perché se guardiamo attentamente, esistono sul pianeta miriadi di specie animali che si sono adattati all’ambiente in cui vivono, ma che non hanno sviluppato appieno l’etica o ne hanno sviluppata una diversa meno compassionevole basata sull’istinto.
      Es. i leoni esistono da molti secoli, e non esitano ad essere carnivori abbattendo la preda per sfamare la famiglia verso la quale sono spesso amorevoli e protettivi mentre in altre uccidono perfino i piccoli per favorire nuovamente l’accoppiamento senza alcun rimorso. Vero che è un atteggiamento anche umano che spesso non esita a fare stragi per favorire interessi particolari ma poi è perseguitato dal rimorso che gli animali non provano.

      In altre parole sarebbe utile capire come queste caratteristiche dell’uomo che definiamo “mente o spiritualità” possono aver trovato un complice in madre natura, per poter arrivare a livelli di altissima poesia e di altissima crudeltà mentre il leone non può scegliere se ruggire o no. Lo fa per istinto.

      La mia riflessione è basata sul fatto che il Testo, spesso è frainteso perché a volte parla di dio ma specifica dicendo” il dio di questo mondo” altre volte ne indica un altro “non” di questo mondo. ( Gv 8.23; 12.31; 16.11)
      Sarà mica che si debba scegliere a quale voler appartenere ? ( Rm 14.8) E per questo esiste l’etica ?

  104. Lia Orsenigo scrive:

    Macv, sabato notte.
    L’evoluzione non ha alcun motivo moralistico per punire il comportamento omosessuale : finchè tale comportamento non sostituisce totalmente quello eterosessuale, il suo impatto sull’evoluzione è trascurabile.
    L’omosessualità è importante per fini diversi da quelli della riproduzione, almeno nello stato di natura. Detto questo, è assolutamente innegabile che qualunque specie assumesse un comportamento esclusivamente omosessuale, non lascerebbe alcun erede e verrebbe totalmente eliminata dall’evoluzione.
    Nessuno che abbia capito bene le leggi dell’evoluzionismo può affermare il contrario.
    L.O.