I molti “padroni” del Papa

In una conversazione telefonica con l’amico ed ex alunno Jorge Milia, giornalista e scrittore, Francesco ha detto che in Vaticano ci sono molti «padroni» del Papa. Vi invito a leggere l’intero articolo, dove tra l’altro si parla dell’affetto di Bergoglio per il suo predecessore.

Nel corso della telefonata, il Papa ha parlato del suo approccio con la gente e della sua «accessibilità», che tanto colpisce i fedeli: «È mio dovere ascoltarli, confortarli, pregare con loro, stringergli le mani perché sentano che non sono soli…», ha detto Francesco, assicurando però all’amico che «non è stato facile riuscire a farlo accettare» da tanti che gli stanno attorno.

«Non è stato facile, Jorge – ha detto ancora Francesco – qui ci sono molti “padroni” del Papa e con molta anzianità di servizio». Spiegando che ogni cambiamento che ha introdotto gli è costato degli sforzi. La cosa più difficile è stata di non accettare che gli gestissero l’agenda. «Per questo – spiega lo scrittore – non ha voluto vivere nel palazzo, perché molti Papi hanno finito con il diventare “prigionieri” dei loro segretari».

«Sono io che decido chi vedere - ha spiegato Francesco – non i miei segretari… A volte non posso vedere chi vorrei, perché devo vedere chi chiede di me». Bergoglio, secondo quanto riferito da Milia, ha detto che i Papi sono stati isolati per secoli e che «questo non va bene, il posto del Pastore è con le sue pecore».

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

452 risposte a I molti “padroni” del Papa

  1. macv scrive:

    Oggi ho visto il vecchio …..”non ti immagini l’umiltà e la saggezza di quest’uomo” ( Bergoglio all’amico, riferendosi a Ratzinger). Sarebbe stupido da parte mia rinunciare ai suoi consigli i..

    Già! peccato che il mondo in generale e molti cattolici in particolare sono stati tanto “stupidi” da disprezzare il” vecchio “Ratzinger e da costringerlo alle dimissioni…

    • gibici scrive:

      Papa Benedetto non e’ stato costretto da nessuno alle dimissioni, conformi alle sue convinzioni e, probabilmente, meditate a lungo.

      • macv scrive:

        Caro Gibici , lei forse ha la memoria corta, o forse fino all’elezione di Bergoglio era di una ltra reloigione o abitava in un altro pieneta, forse l’overdose di
        melassa che si riversa ogni giorno dai più svariati giornali , da Repubblica, al Corriere, su questo Papa, le ha fatto dimenticare le quintalate di veleno riversate dagli stessi giornali su Ratzinger , per anni, qualsiasi cosa facesse o dicesse, attacchi , quotidiani , punzecchiature, fraintendimenti.. E’ stata una guerra di “logoramento” certo alla fine ” il vecchio” come lo chiama Bergoglio ha dato “spontaneamente” le dimissioni”.
        e’ sull’ipocrisia di quello “spontaneamente” che i nemici di Ratzinger fanno leva. Certo nessuno lo ha costretto ad andarsene, ma tanti, quasi tutti hanno esultato e fatto festa quando se ne è andato! Ricorda Celestino V? anche lui dette “spontaneamente ” le dimissioni! Chissà perché! Ma questo non gli bastò bai suoi nemici, perché a quei tempi erano meno ipocriti, e fini imprigionato e morì assassinato poco dopo…

        • gibici scrive:

          Le critiche a Ratzinger non come uomo, ma come teologo, prefetto della CdF e papa non sono state tutte ingiustificate, anche se non mi sembra proprio il caso di tornarci sopra.

          • macv scrive:

            No, non è il caso di tornarci sopra, tuttavia la Storia farà giustizia , ne sono sicuro, di un Papa, Benedetto XVI così grande e così sottovalutato.

    • Ralph scrive:

      Sarebbe stupido non seguirne i consigli ?? A me pare che dovrebbe seguirne l’esempio, su come si fa il papa o come si comporta un papa e non alimentare con il suo modo di fare, critiche giudizi e indebiti paragoni nei confronti di Benedetto XVI°. Un po’ più di “prudenza” (che è una virtù cristiana) e di vera umiltà nel seguire i consigli dei suoi collaboratori che sono in Vaticano e non fare sempre di testa sua, non farebbe male al papa Francesco ! Io vedo in tutto ciò molte contraddizioni, come ho sempre detto ! Giovanni Paolo II° è un papa santo si o no ?? Si naturalmente, eppure non si sognava nemmeno di fare o dire certe cose, soprattutto parlando al tel. con i suoi amici come fossero chiacchiere da bar dello sport…ricordiamoci che Gesù ci ha messo in guardia dal cercare il “favore” o il consenso del mondo, dicendo “beati quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e mentendo diranno ogni sorta di falsità nei vs. confronti per causa mia…non meravigliatevi se il mondo vi odia, perché prima di farlo con voi ha odiato me…un discepolo non può essere da meno del suo maestro ?” Perciò se questo papa riscuote tanto “successo” per le sue trovate demagogiche e populiste, io non lo vedo come una cosa di cui rallegrarsi…attenzione ! I facili entusiasmi, altrettanto facilmente si spengono difronte alla prospettiva della croce ! Gesù anche in questo ci ha avvisati. “Chi non prende su di se la propria croce e mi segue… non può essere mio discepolo” . Ricordiamocelo.

  2. Mimma scrive:

    @Andrea Tornielli
    Grazie a Dio il Santo Padre Francesco non si lascia gestire tanto arbitrariamente… Preferisce toccare con mano.

    PAPA: BLITZ ALL’AUTOPARCO PER RENDERSI CONTO DI PERSONA

    Salvatore Izzo

    (AGI) – CdV, 11 lug.

    “Blitz” di Papa Francesco questa mattina all’autoparco vaticano, per rendersi conto di persona sul tipo di vetture che vengono utilizzate in Vaticano. La visita del Pontefice ha colto tutti di sorpresa e contiene un messaggio preciso: lo stile della Santa Sede deve essere sobrio.
    Appena eletto Francesco aveva preferito il bus interno alla mercedes con targata “Scv 1″ e il giorno dopo era andato a Santa Maria Maggiore con una vettura di servizio della Gendarmeria, la stessa utilizzata poi nelle successive uscite dal Vaticano.
    Poi sabato scorso aveva confidato: “mi fa male vedere un sacerdote con una macchina ultimo modello”. “Non e’ che dovete andare in biclicletta, se c’e’ molto lavoro da fare, ma almeno scegliete una vettura umile e se ne volete una piu’ bella pensate ai bambini che muoiono di fame”, erano state le sue parole.
    Lunedi’ infine – per recarsi a Lampedusa – era uscito dal Vaticano con una semplicissima Ford Focus, la vettura piu’ modesta tra quelle in uso all’autoparco, con la quale aveva raggiunto l’aeroporto di Ciampino e poi era tornato indietro.
    Il Papa sembra dunque intenzionato a fare sul serio e abbassare di molto il livello delle vetture targate Scv. Auto, per la verita’, spesso donate al Vaticano dalle case produttrici, ma il cui lusso e’ proverbiale tra i romani, che scherzosamente leggono la targa come se fosse l’abbreviazione delle parole: “Se Cristo vedesse”.
    A battere in sobrieta’ la Focus che da qualche giorno usa il Pontefice ci sono in Vaticano la vettura personale del presidente del Governatorato, cardinale Giuseppe Bertello, che gia’ in tempi non sospetti (due anni fa) aveva rinunciato alla Mercedes d’ordinanza a favore di una semplice Panda, e una piccola smart che utilizza il generale Domenico Giani, comandante della Gendarmeria (quando non si serve di un ciclomotore).

    • Sal scrive:

      A che serve un capo se non sa fare il capo ? UN buon capo non è quello che sa far bene le cose, ma colui che sa, far fare bene, le cose che vanno fatte perché se va a finire che le cose le deve fare lui, sarebbe meglio sciogliere l’ambaradam e licenziare i sottopastori.

      Un Re con la triplice corona, non può fare il villano altrimenti la sua regalità finisce…. Allora onestà vorrebbe che chi vuol fare il pecorario non si sedesse sul trono perché sono antitetici e nella vita bisogna fare delle scelte. Quando vollero farlo Re Gesù si ritirò. Non sembra che Bergoglio abbia imparato la lezione. Vuole fare il re pecoraio seduto sul trono di pietro.

      Non si può fare, il re non va appresso alle pecore, sono le pecore che vanno appresso al re pecoraio. Così dice il Vangelo : “ Le mie pecore ascoltano la mia voce,..ed esse mi seguono.”(Gv 10.27) –“ son quelli che continuano a seguire l’Agnello dovunque vada.”(Riv 14.4)

      Se poi si vuole prendere Bergoglio ad esempio di comportamento sobrio e corretto, allora bisogna riconoscere che gli altri, i precedenti papi non erano in armonia, sobri e corretti, in armonia con le direttive evangeliche. In ogni caso quindi qualcuno si è sbagliato e se errore c’è stato o prima o dopo dimostra una mancata perfezione che rende l’istituzione indegna di fiducia. Prima o dopo.

      • Mimma scrive:

        @Sal
        Quanto a lucrosi affari, poi voi tdg siete maestri. Guardi che esempi “edificanti”:

        Testimoni di Geova Lucroso affare immobiliarea Dumbo.

        http://www.roccopoliti.it/?p=1963

      • italicus scrive:

        ragionamenti tipici di chi è impastoiato di acredine e non è più capace di vedere luce e speranza al di là del passato e in pieno presente. spero che a poco a poco i fatti facciano meditare anche i testimoni dg e li conducano a maggior serenità di giudizio. per questo prego molto…

    • sagrista scrive:

      Secondo me nel clero i più patiti dei macchinoni di grossa cilindrata sono quelli che lavorano nelle curie e non fanno attività pastorali o quasi. Per molti di loro il macchinone è un modo per farsi vedere. Ben venga quindi la riforma delle troppe diocesi italiane che dovrà sicuramente sfoltire il numero di questi officiali e prelati che abbondano nelle varie curie mentre invece mancano parroci e loro coadiutori a tempo pieno. Ho però avuto la fortuna di conoscere alcuni vescovi della mia regione , la Lombardia, titolari o ausiliari di importanti diocesi ( con una situazione economica tale da permettersi più macchinoni ) che andavano in giro con le Fiat 127 e poi con la Uno e adesso con la Punto se ancora guidano l’auto. Un simpaticissimo e bravissimo arcivescovo non di Milano, con la sua utilitaria andava anche a Roma alle assemblee della CEI e dava un passaggio ai “colleghi”.

  3. michele scrive:

    mah…non vedo l’ora che finisca la luna di miele dei giornali ( guardare l’ultimo numero di vanity fair per credere..) con il papa e si torni a parlare di qlcosa di un pò + serio dello ior o delle auto del vaticano.
    Tornielli lei che conosce bene il pensiero di paolo sesto ricorda che + volte ricordò la frase ma il figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra ? speravo che dopo l’enciclica ci fosse un pò di discussione su temi che ci preoccupano ed invece allegri a parlare di auto e di finanza ( oltretutto spesso anche a sproposito )
    ovvio che se c’è del marcio nello ior o nel parcheggio auto del vaticano che si faccia pulizia…per carità ! ma è questo il problema che ci affligge ? è questa la preoccupazione per la nostra vita e dei nostri cari ??

    • Mimma scrive:

      @Michele
      Mi perdoni, ma non credo affatto siano argomenti di poco conto, il temperamento attivo e tanto “trasparente ” di Papa Francesco di sicuro urterà con l’abituale andazzo politico del Vaticano e certamente qualcuno inizierà a sentir bruciare la poltrona da sotto…

      • Michele scrive:

        Riformulo così magari e’ più chiaro : personalmente mi preoccupa il futuro dei miei figli e non solo da un punto di vista economico. E lei? È molto preoccupata dal futuro dello IOR? La situazione del parco macchine non la fa dormir di notte?

      • Michele scrive:

        Riformulo così magari e’ più chiaro : personalmente mi preoccupa il futuro dei miei figli e non solo da un punto di vista economico. E lei? È molto preoccupata dal futuro dello IOR? La situazione del parco macchine non la fa dormir di notte?

        • gibici scrive:

          Non sono un papolatra, ma la figura papale e’ indubbiamente una delle testimonianze di riferimento e continuera’ ad esserlo, pertanto un Vaticano molto piu’ convincente ed evangelico e’ un primo passo per rendere piu’ coerente la figura papale. Certamente bisognera’ poi avvicinarsi al cuore del messaggio evangelico, ma il papa lo sta mostrando con il suo comportamento. Poi ci saranno le dichiarazioni e le riforme per aiutare la Chiesa a vivere il Vangelo.

        • cuba_libre scrive:

          Mi scusi Michele, ma lei ha una minima idea di quali cifre muove lo IOR? Glielo dico io: cifre fino ad undici zeri!! E quando un istituto finanziario smuove cifre di quella portata, converra’ che gli interessi che ruotano attorno non sono dei piu’ limpidi.
          O forse pensa che Calvi sia sia “suicidato” in silenzio sotto il pont dei frati neri a Londra, per andarsene senza rumore? Luciani ebbe un colloquio furibondo con Marcinkus imponendogli di portargli le carte perche’ voleva vederci chiaro. E invece vide …buio!
          Lei e’ giustamente preoccupato per il futuro dei suoi figli. Bene, sono un genitore anch’io; e il futuro dei nostri figli passa anche attraverso la disarticolazione di queste associazioni a delinquere, dalla potenza inaudita.

          • michele scrive:

            forse mi spiego male – riformulo che magari mi capisce, anzi ripeto – che il papa voglia riformare lo ior è sacrosanto ma insisto non penso che la sua vita cambi una volta che lo ior è riformato – o almeno la mia vita non dipende da quanti soldi muova lo ior. parliamo di cosa muove la nostra vita – quello interessa. difficile convertire parlando dello ior…o magari lei ci riesce !!!

          • Marino scrive:

            Come no? Io penso che lo ior abbia molto a che fare con le nostre vite. Già nell’Ottocento qualcuno aveva capito che la vera struttura della realtà è l’economia e che questa non ha un peso solo rilevante ma assolutamente determinante su ogni sovrastruttura, cioè su tutto il resto, anche e soprattutto sulle scelte dei singoli individui. Se questo era vero più di un secolo fa figuriamoci oggi. Lo ior muove così ingenti quantità di soldi che – in teoria, ma anche in pratica come infatti successe per il banco ambrosiano – può far fallire una banca da un momento all’altro. E per estensione – magari esagero, magari o – può far fallire anche uno Stato.

          • cuba_libre scrive:

            Si spiega benissimo Michele, e si era spiegato anche prima. Evidentemente abbiamo punti di vista completamente diversi su quelle che sono le cose che impattano la qualità della vita; adesso cerco di spiegarmi io: innanzi tutto non voglio convertire proprio nessuno, primo perchè non sono cattolico, e poi anche quando lo fossi, non avrei alcun titolo per farlo. A parte cio’, il mio mondo non finisce entro il pianerottolo di casa mia o della mia famiglia, ma va ben al di la’ della realtà intrinseca che mi circonda, ma cerco, dico cerco, di vedere orizzonti piu’ ampi che non si riconducono esclusivamente a schemi privatistici. Quindi, tornando a noi, se lo IOR e’ una mala pianta che e’ vissuto, e’ ormai provato, anche sul riciclaggio di denaro di (mica tanto) dubbia provenienza, il far venire fuori il marcio e porvi un freno, e’ un atto che va nella direzione di ambire ad un mondo migliore, perche’ come lei sicuramente sapra’, dietro ogni grande fortuna c’e’ un crimine, e in ogni crimine, c’e’ chi lo perpetra, e c’e’ chi lo subisce!! Spero di essere stato io chiaro stavolta! Saluti

          • cuba_libre scrive:

            Bravissimo Marino! Ottima analisi!

          • Gino scrive:

            Mi scusi, ma di che cifre stiamo parlando?
            “Muove” cifre ad undici zeri?

            La prego sia un pochino più preciso, altrimenti non è minimamente credibile o tuttalpiù risulta esserlo tale ad un complottista dell’ultim’ora.

      • Mimma scrive:

        @Michele
        Cercate prima di tutto il regno di Dio e la sua giustizia, dice il Signore, ed ogni cosa vi verrà data in aggiunta.
        I suoi figli non sono stati creati anch’essi da Dio?
        E come può dubitare che se ne occupi?
        Il Papa per un cristiano cattolico è il Vicario di Cristo e visto che qui di questo si parla , ritengo giuste e fondate le proposte di dibattito.

        • Sal scrive:

          @ Mimma
          Senti chi parla ….? “Cercate prima di tutto il regno di Dio e la sua giustizia, dice il Signore,”
          Molto appropriato detto da una che il vangelo lo disprezza e rinnega :
          “La donna impari in silenzio con piena sottomissione. Non permetto alla donna di insegnare né di esercitare autorità sull’uomo, ma stia in silenzio…. sarà tenuta in salvo per mezzo del parto, purché rimangano in fede e amore e santificazione insieme a sanità di mente.” (1 Tim 2.11-15)

          Così parlò la zitella….chiacchierona.

          • Mimma scrive:

            Sal
            Femminiello senza attributi, stia zitto una buona volta. Le vostre prospettive geoviste sulle donne sono sempre basse e volgari. Visto che le ha dimenticato glielo ricordo ancora.

            Testimone di Geova voyeur filmava di nascosto
            centinaia di donne.

            http://www.roccopoliti.it/?p=1676

          • Mimma scrive:

            @Sal
            A tal proposito, l’Apostolo sostiene, contro ogni preclusione, innanzi tutto una fondamentale uguaglianza e dignità battesimale che accomuna tutti, uomini e donne, schiavi
            e liberi, Giudei e Greci, come leggiamo nella Lettera ai Galati (3, 28) in cui leva forte la voce con ogni discriminazione di tipo razziale, sociale e sessuale: «Non c’è più Giudeo né
            Greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, perché tutti voi siete uno
            in Cristo Gesù». Un’affermazione sostanzialmente opposta al pregiudizio imperante tra i
            suoi contemporanei, ironicamente espresso nel triplice ringraziamento di una preghiera di
            origine rabbinica, che ancora i nostri fratelli ebrei hanno tra le labbra: «Benedetto sei tu Signore… perché non mi hai fatto pagano, perché non mi hai fatto donna, perché non mi hai
            fatto schiavo». Anzi, i chassidim, ebrei di un movimento spirituale nato in Europa orientale
            nel ‘700, raccontano:
            La figlia di Rabbi Yokel Gluger era esperta in ebraico. Una volta sentì un carrettiere recitare la benedizione: «Benedetto sei tu, Dio dell’universo, che non mi hai creato donna» in un
            ebraico storpiato. Chiese a suo padre: «Non sono forse più colta di costui?». Rispose il
            padre: «Ogni uomo, quando recita questa benedizione, ha in mente la propria moglie».

  4. Simon de Cyrène scrive:

    Grazie Dr Tornielli per il Suo articolo e per questo post nel Suo Blog.

    Qualche commento rapidissimo:
    (1) Questa testimonianza rimette al loro posto coloro che desiderano contrapporre il Papa Emerito al Pontefice Romano attuale nel infantile desiderio di far cercare di fare leva sul primo per andare contro il secondo: tipico atteggiamento di certi ambienti extra-cattolici (econiani e filo-econiani) i quali non smettevano mai, peraltro, di sporcare l’allora Papa Benedetto XVI.

    (2) L’affezione di Papa Francesco inverso el viejo ci garantisce che le decisioni prese dal primo sono in sintonia con la sua personalità, carattere e vissuto e non di certo in una volontà espressamente contraria a quella del Suo emerito predecessore.

    (3) Se guardiamo i fatti in quanto fatti, vediamo che tutte le decisioni di Papa Francesco prese finora sono un prolungamento naturale delle iniziative del Papa Emerito : finora non ho visto un distanziarsi ma…. ” una riforma nella continuità…”

    (4) Papa Francesco ha di certo la stoffa di un leader di uomini: l’ultima sua decisione di andare a guardare de visu il parco automobile dello Stato del Vaticano ne è un buon esempio: un vero leader controlla tutto: non basta dare direttive, bisogna anche vedere se sono state veramente implementate.
    In Pace

  5. minstrel scrive:

    Mi ha colpito questo passaggio:
    “Non ti immagini l’umiltà e la saggezza di quest’uomo” – mi ha detto.

    “Allora tienilo vicino …” gli ho ribattuto.

    Non ci penso nemmeno a rinunciare al consiglio di una persona del genere, sarebbe sciocco da parte mia!”.

    So che magari a molti sembrerà un modo per aumentare la confusione sul fatto che esistano due papi ecc, ma a me piace l’idea che Bergoglio ascolti in modo simile Ratzinger e si confronti con lui.

  6. Gian scrive:

    Sono un sostenitore di Papa Francesco dalla prima ora e sono felice che la Chiesa abbia questo Pastore, che continua con uno stile diverso, i grandi papati di Giovanni Paolo e Benedetto. Ma mi si lasci dire: prima di preoccuparsi del parco macchine e che non ci sia il letto nell’aereo per Rio, non potrebbe dire una parolina, solo una, per piacere, a difesa della vita, del matrimonio uomo-donna, della famiglia, della libertà religiosa… I suoi grandi predecessori hanno speso la vita per questo. E non mi si venga a dire che ha deciso di tacere, su questi temi, convinto che tali interventi competano non al papa ma ai vescovi! Non si tratta di dire “contro” qualcosa o qualcuno, ma di difendere il popolo cristiano. Vedi ad es.: http://www.lanuovabussolaquotidiana.it/it/articoli-gay-un-arresto-a-londra-per-avere-letto-san-paolo-6832.htm
    Così si da solo forza ai tradizionalisti-scismatici che imperversano anche su questo blog…
    E quando parlo di difendere il popolo cristiano penso anche al futuro dei miei figli, che vivono già in un mondo dove queste ideologie contro la vita, il matrimonio, la famiglia, hanno stravinto, anche tra i cattolici!

    • Simon de Cyrène scrive:

      Gli scismatici tradionalisti (e progressisti) avranno sempre qualcosa da ridire: è nella loro mentalità di vedere tutto in negativo e la dilettazione morosa è il loro modo abituale di crogiolarsi e di trovare (perversa) contentezza.

      Quindi, non è importante che il Santo Padre prenda posizione ogni mattina su questi punti giusto per soddisfare questi eterni professionali della scontentezza.

      Già nella Sua prima enciclica Papa Francesco ha ribadito la centralità del matrimonio tra un uomo ed una donna nell’esplicitazione della Fede cristiana: aspettiamo adesso di vedere cosa dirà durante i prossimi GMG ai giovani venuti dal mondo intero per incontralo

      Personalmente penso che le battaglie circa una sana e veramente umana antropologia come quelle in favore del matrimonio vero, contro l’aborto, l’eutanasia, sono intimamente legate alla lotta contro la povertà, il sopruso economico, la malattia, i conflitti : queste battaglie fanno parte di una singola guerra, quella che Satana vuol condurre contro il Cristo.

      Lottare in ognuna di queste battaglie asseconda i propri interessi e facoltà aiuta anche coloro che sono sugli altri campi di battaglia: un cattolico vero deve essere contro l’aborto e l’eutanasia e contro la denaturazione del matrimonio ma anche lottare contro la povertà, in favore dei profughi, contro l’onnipotenza finanziaria, etc etc.
      In Pace

      • cuba_libre scrive:

        @ Simon

        “….un cattolico vero deve essere contro l’aborto e l’eutanasia e contro la denaturazione del matrimonio….”

        Queste tee cose che ha elencato, non possono essere trattate con lo stesso metro perche’ sono troppo diverse nella loro essenza, vanno contestualizzate, altrimenti hanno ben poco senso.
        Riconosco comunque che per un cattolico rappresentano una base, e che io rispetto, e quindi il Papa fa bene a prenderne le distanze, purche’ questo sia diretto ESCLUSIVAMENTE ai cattolici.

    • cuba_libre scrive:

      @ Gian

      Gent. Gian,
      non esistono ideologie che si propongono come fine la distruzione della famiglia, della vita e del matrimonio, se per ideologia intendiamo una serie di principi che costituiscono la base di movimenti culturali e politici…. anzi forse si’ ed e’ il neo capitalismo, dove tutto e’ divenuto merce di scambio ed e’ regolato dal dio denaro (il berlusconismo per esempio).
      Gent. Gian, quelle cose che ha elencato, e non mi stanco di dirlo da tempo, per poter avere un senso, devono essere contestualizzate. Cerco di speigarmi. sicuramente lei sapra’, perche’ ormai ne parlano tutti i mezzi di informazione, che la stragrande maggioranza degi omicidi passionali (leggi; femminicidio) avvengono nell’ambito familiare, e’ molto difficile che avvengano da parte di uno sconosciuto. Quindi quando parliamo di famiglia e di matrimonio, di cosa parliamo della famiglia vera e del matrimonio vero o di una pantomima di queste istituzioni? Si’, sono tutte belle cose, bellissime, stupende…. se esitono non se non esistono o se esistono solo sulla carta. Ma le diro’ di piu’: la famiglia e il matrimonio esistenti solo sulla carta esistevano anche decenni addietro, in tempi insospettabili, ma erano coperti da una patina di ipocrisia ripugnante di cui la chiesa e’ una delle principali responsabili, glielo dice uno che proviene dal profondo sud e ne potrebbe raccontare di cose.
      I gay: quando parliamo di gay di cosa parliamo? DDi tutti coloro che hanno delle tenenze sessuali e sentimentali diverse da quelle eterosessuali o di chi conduce una vita sessualmente degradata, trasgressiva e depravata? Perche’ ne passa di differenza. Quindi quando vedo il link che ha postato, mi viene solo che da ridere perche’ il contenuto di quell’articolo tradisce una cultura intollerante, integralista e diciamolo pure, violenta in quanto omofoba. Conoscevo una volta un amico, che era un maschilista impenitente fin quando….. scopri’ che il figlio era gay! E allora e solo allora si comincio’ a porre delle domande che fino a quel momento non si era mai poste, chiuso com’era in quella sua cultura settaria. E’ facile parlare dall’alto di una torre d’avorio, facendo gli inquisitori verso i diversi, che hanno solo il torto di amare una persona dello stesso sesso e poi farisaicamente provare pieta’ verso i profughi. E’ facile bollare come crimine l’aborto, mettendo allegramente sullo stesso piano una che va ad abortire allegramente solo perche’ non ha usato le giuste precauzioni e una poveraccia che magari ha subito uno stupro di gruppo. Troppo facile!! ma chi siamo noi per poter giudicare? Chi? Le parlo da non cattolico (ma credente) dicendole che mi sembra sia scritto da qualche parte che nella misura in cui voi giudicate, sarete giudicati! saluti

  7. Gianrico scrive:

    Il posto del pastore è con le sue pecore,giustissimo,però da quando esiste il mondo non si è visto mai un pastore senza cani da guardia.

    • macv scrive:

      Bergoglio è ‘ un pastore che non si fida dei “cani da guardia” , ha paura che lo mordano.. e vedendo certe facce non ha poi tutti i torti!!! ;-)

  8. Marino scrive:

    Tra questi molti “padroni” del Papa, chissà come mai, io mi immagino anche i signori cerimonieri. Da notare che durante la visita a Lampedusa mons. Marini ha deposto la talare paonazza per la più sobria talare nera sacerdotale. Piccoli cambiamenti di un grande pontificato.

    • sagrista scrive:

      Credo che anche l’ Ufficio delle celebrazioni liturigiche del Sommo Pontefice con relativo maestro e cerimonieri vari , sarà oggetto di una bella revisione da parte di questo Papa. Marini potrebbe tornarsene a Genova da dove è venuto in questi anni di calate di di piemontesi e di liguri con relative promozioni e nomine varie

  9. andrea scrive:

    Come diceva il grande Luciani, “in Vaticano o diventi santo o perdi la fede”.
    Non so voi, ma quelli a cui il Papa sta dando fastidio e che vogliono fargli “da padroni” tenderei a considerarli appartenenti al secondo gruppo piuttosto che al primo.

  10. Reginaldus scrive:

    la sicumera di quest’uomo non ha confini:..E’ proprio sicuro che ascoltare se stessi vada poi così bene ???…E pazienza se la sua emancipazione riguarda i molti padroni che sono in vaticano ( in fondo padrone qui l’hanno nominato lui… ), ma lui va ben oltre: e la sua emancipazione l’afferma anche nei confronti di Pietro l’ Apostolo, la pietra di paragone di ogni papa, e, sicumera incontenibile, anche nei confronti di Cristo, il vero e ultimo Padrone, di lui e di tutti. E non sapendo poi cosa più fare, si dà all’ascolto delle pecore, di ogni lamento che sappia di belato, e la sua beatitudine sta nell’ impregnarsi dell’ odore di esse, di accondiscenderle…

    • mauro scrive:

      Le pecore devono riconoscere la voce del padrone e seguirlo e non il padrone che segue la voce delle pecore. Così si perderà assieme ad esse.

      • Reginaldus scrive:

        appunto!

      • Mimma scrive:

        @mauro
        Se le pecore seguono il pastore è perchè il pastore le conosce. Gesù lo dice chiaro. E se lo conoscono è perchè sta in mezzo a loro e dona per loro la sua vita- Le sue elucubrazioni mentali e di parte (geovista)non servono a niente.

        Gv 10,1«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. 2Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Gv10,3Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. 4E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. 5Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». 6Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro…..14Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, 15così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.

        • Sal scrive:

          @ Mimma
          Scusi …. Ma la sua logica da dove proviene ? Vede che non fa per lei ? Ora ha dimenticato perfino l’analisi logica ?

          “Se le pecore seguono il pastore è perchè il pastore le conosce” Il soggetto sono le pecore non il pastore. Le pecore seguono il pastore perché lo conoscono non perché lui conosce loro.
          Sig.ra Mimma la troppa pressione la rende folle !

          Giusto per capire …. Chi è che entra nel recinto delle pecore da un’altra parte ? Come si riconosce ? E chi è il guardiano che apre al pastore ?

          E termina dicendo : “Il salariato,che non è pastore e a cui le pecore non appartengono come sue proprie, vede venire il lupo e abbandona le pecore e fugge — e il lupo le rapisce e le disperde — perché è un salariato e non si cura delle pecore.” ( Gv 10.12-14)

          Ma dica i preti non prendono lo stipendio ? Non sono salariati ?

  11. Sal scrive:

    @ Mimma
    Chissà perché ci trova tanto gusto a fare sempre brutta figura. Gliel’ho detto che non è cosa per lei, ma le imperterrita continua a trovare scuse e giustificazioni. Ora si inventa anche i rabbini. Ma non è cattolica ? Ha cambiato ?

    Volendo esser corretti, poiché ha citato Gal. 3.28, dovrebbe citare anche ciò che precede che dice press’appoco così: “Comunque, prima che arrivasse la fede, eravamo custoditi sotto la legge, tenuti insieme sotto custodia, aspettando la fede che era destinata ad essere rivelata. Quindi la Legge è divenuta il nostro tutore che conduce a Cristo, affinché fossimo dichiarati giusti a motivo della fede. Ma ora che la fede è arrivata, non siamo più sotto il tutore. Infatti, siete tutti figli di Dio per mezzo della vostra fede in Cristo Gesù. Poiché tutti voi che foste battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è né giudeo né greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina; poiché siete tutti una [persona] unitamente a Cristo Gesù. ( Gal 3.23-29)

    Ora, vero che non c’è più la legge, ma per essere una solo persona insieme a Gesù occorre avere la fede, quella che le fa sapere che “la donna deve stare in silenzio e sarà tenuta in salvo per mezzo del parto” (1Tim 2.11-15) E’ questa la fede che fa essere tutti uno, quella ove ciascuno conosce il suo ruolo, e lo svolge applicandolo a sé stesso prima e agli altri poi. Quella che non fa scavalcare la propria posizione per andare ad occupare quella che non le compete.
    “rendete la mia gioia piena in quanto siete dello stesso pensiero e avete lo stesso amore, essendo uniti nell’anima, avendo il medesimo pensiero nella mente, non facendo nulla per contenzione o egotismo,(*) ma con modestia di mente, considerando che gli altri siano superiori a voi,” ( Fil 2.2-4)

    (*) Egotismo= orgoglio, eccessiva stima di sé; irragionevole sentimento di superiorità, comportamento sprezzante; contegno insolente o arrogante; presunzione.

    Si collega bene con Giuda 6 “ E gli angeli che non mantennero la loro posizione originale ma abbandonarono il proprio luogo di dimora li ha riservati al giudizio del gran giorno con legami sempiterni, sotto dense tenebre.”
    Si tratta sempre di saper mantenere il proprio ruolo e il proprio posto. Altrimenti si chiama “usurpazione di ruolo”.
    Deve andare a fare bambini se vuole essere tenuta in salvo per mezzo del parto, (1 Tim 2.15) “ purché rimangano in fede e amore e santificazione insieme a sanità di mente.” E’ questa la fede altrimenti è presunzione e arroganza.

    p.s.
    non dimentichi il capo coperto.
    “ Ma voglio che sappiate che il capo di ogni uomo è il Cristo; a sua volta il capo della donna è l’uomo; a sua volta il capo del Cristo è Dio. 4 Ogni uomo che prega o profetizza avendo qualcosa sul capo fa vergogna al suo capo; ma ogni donna che prega o profetizza con il capo scoperto fa vergogna al suo capo, poiché è la stessa cosa che se fosse una [donna] col capo raso. Poiché se la donna non si copre, sia anche rapata; ma se è vergognoso per una donna essere rapata o rasa, si copra.” ( 1 Cor 11.3-6)

    Non lo dimentichi la donna è a gloria dell’uomo non di Dio. ( 1 Cor 11.7)

  12. Mimma scrive:

    @Sal
    Perchè continua a fare lo scemo? Non vede che fa ridere i polli? Su si faccia delle belle letture rinfrescanti per farsi passare i bollenti spiriti. Fariseo geovista, non guardi sotto le gonnelle delle donne. Voyeur! Quanto a usurpazione di ruolo, guardi che lei è mitomane da morire. Si crede la voce del servo crudele, infedele, massonico e latifondista. Ma non è riservato ai 12 vecchietti del CD della WTS che mentre lei blatera si stanno facendo la sauna nel loro paradiso terrestre della Bethel di New York? Usurpatore. Attenzione che se la beccano rischia un orrendo ostracismo! Brrrr da brvido! Corra ai ripari. Si richiuda nella cameretta prima che la scoprano. Sarebbe subito deferito al tribunale degli anziani. Senza avvocati e con molti accusatori. Un vero Sinedrio delirante. Su corra a nascondersi. Il lupo infedele e crudele la sta guardando. Il nonno lo sa!

    http://www.roccopoliti.it/?p=1849

    • Sal scrive:

      @ Mimma
      “Perchè continua a fare lo scemo? Non vede che fa ridere i polli?”
      Vede che non capisce….. io non faccio lo scemo, cito le S.Scritture e faccio ridere lei perché non è in grado di capire in quale seria molto seria situazione si è messa. Lei deride le S.Scritture alle quali non attribuisce l’importanza che esse meritano quale Parola di Dio.
      Complimenti… per essere una che si definisce cattolica…. Non penserà mica che il Dio non ci faccia caso vero ? Lei ha usurpato un ruolo che non le compete e continua insolentemente a far finta di essere saggia. Bene continui che posso dirle. Ma ricordi che Miriam fu colpita dalla lebbra perché parlava male di Mosè, ( Num 12.4-13) Quindi questa favoletta che Dio perdona è solo una bugia. Ma da non scordare.

    • mauro scrive:

      Cara mimma,

      lei ha postato Gv10,3:”Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori… 4E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce” che coincide con quanto ho scritto nel mio post ovvero il guardiano chiama e le pecore lo seguono in quanto riconoscono la sua voce.

      Lei ha i soliti problemi di sempre, estrae le parole come fosse una tombola e le mette insieme credendo di aver vinto il primo premio, poi è logico che vi aggiunga anche:”Se le pecore seguono il pastore è perchè il pastore le conosce”.

    • Mimma scrive:

      @Sal
      Come da copione!
      Da chi proviene l’odio e la perversione, la menzogna e l’istigazione alla disperazione se non dall’antico serpente?
      Purtroppo per lei sarà lei medesimo a restare fuori dalla Gloria di Dio… proprio perchè tutt’ora continua a negare i benefici della Redenzione di Cristo Signore da cui proviene la sorgente di ogni bene e di perdono!
      Pensi piuttosto a se stesso, glielo ripeto, ancora è in tempo ad uscire dalla trappola infernale nella quale l’hanno tirata.
      E , se volesse zittire qualcuno, inizi dalle sorelle sue correligionali che vanno la domenica di porta in porta a disturbare la pace delle famiglie cristiane.
      Metta a loro un bel tappo di sughero in bocca e le inviti a fare i “bambini”…

  13. Sal scrive:

    @ Mimma
    “Su si faccia delle belle letture rinfrescanti per farsi passare i bollenti spiriti.”

    La ringrazio del consiglio, ero già all’opera, ho trovato qualcosa che le andrebbe bene. Tanto ormai con i “fratelli mussulmani” dovete imparare ad avere molto in comune.

    “Nella cultura islamica del 14mo secolo il sesso fa parte a pieno titolo della vita del credente, e anzi il suo corretto e sano esercizio è uno degli elementi caratterizzanti quell’imitatio Prophetae cui tendono i musulmani più osservanti. “Il coito è contemplato nella Legge; dunque, chi segue la Legge pratica il coito” si trova affermato tra i Detti del Profeta.
    Uno dei tratti distintivi dell’Islam rispetto e altre religioni è la scrupolosa precisione con la quale considera e regolamenta tutti gli aspetti della vita pubblica e privata, nessuno escluso. La pratica sessuale va quindi, al pari delle altre, minutamente regolamentata, per essere conforme allo scopo e gradita a Dio”
    …..(segue)
    “Il giardino profumato” è il capolavoro di quella trattattistica orientale che vede nell’eros un aspetto naturale della vita dell’uomo e compimento della volontà di Dio. “
    Suggerisco la lettura e la meditazione dei dettagli, forse imparerà qualcosa di utile dai fratelli separati.
    h**tp://www.ilgiornale.it/news/cultura/letteratura-erotica-934917.html

    Magari impara a fare i bambini e sarà salvata per mezzo del parto (1Tim 2.15)

  14. Sal scrive:

    @ Mimma
    “Sal Femminiello senza attributi…”

    Per essere una che vuole dimostrare di capirci sta facendo una pessima figura. Se fossi senza attributi non sarei potuto entrare nella congregazione dei TdG. (Come continua a ripetere) Quindi lei come al solito sta facendo una grande confusione rivelatrice di molta ignoranza e prosopopea.

    “E Jehovah continuò a parlare a Mosè, dicendo: “Parla ad Aaronne, dicendo: ‘Per tutte le loro generazioni, nessun uomo del tuo seme in cui risulti essere un difetto può avvicinarsi per presentare il pane del suo Dio. Nel caso che ci sia qualche uomo in cui sia un difetto, non si avvicini: un uomo cieco o zoppo o col naso inciso o con qualche membro troppo lungo, o un uomo in cui sia una frattura al piede o una frattura alla mano, o gobbo o gracile o malato agli occhi o scabbioso o che abbia l’erpete o che abbia i testicoli rotti.” ( Lev 21.6-20)

    Non continui a farsi male da sola. Danneggia la causa che vuole sostenere.
    La donna è a gloria dell’uomo. Serve a fare i bambini…“crescete e moltiplicatevi” è il comando, non fate le zitelle….. presuntuose.

    • Mimma scrive:

      @Sal
      Bugiardo per natura e per professione!
      Ecco il VERO testo del levitico che lei va blaterando!

      “I sacerdoti non si faranno tonsure sul capo, né si raderanno ai margini la barba né si faranno incisioni sul corpo. 6Saranno santi per il loro Dio e non profaneranno il nome del loro Dio, perché sono loro che presentano al Signore sacrifici consumati dal fuoco, pane del loro Dio; perciò saranno santi.
      7Non prenderanno in moglie una prostituta o una già disonorata, né una donna ripudiata dal marito. Infatti il sacerdote è santo per il suo Dio. 8Tu considererai dunque il sacerdote come santo, perché egli offre il pane del tuo Dio: sarà per te santo, perché io, il Signore, che vi santifico, sono santo.
      9Se la figlia di un sacerdote si disonora prostituendosi, disonora suo padre; sarà arsa con il fuoco.
      10Il sacerdote, quello che è il sommo tra i suoi fratelli, sul capo del quale è stato versato l’olio dell’unzione e ha ricevuto l’investitura, indossando le vesti sacre, non dovrà scarmigliarsi i capelli né stracciarsi le vesti. 11Non si avvicinerà ad alcun cadavere; non potrà rendersi impuro neppure per suo padre e per sua madre. 12Non uscirà dal santuario e non profanerà il santuario del suo Dio, perché la consacrazione è su di lui mediante l’olio dell’unzione del suo Dio. Io sono il Signore.
      13Sposerà una vergine. 14Non potrà sposare né una vedova né una divorziata né una disonorata né una prostituta, ma prenderà in moglie una vergine della sua parentela. 15Così non disonorerà la sua discendenza tra la sua parentela; poiché io sono il Signore che lo santifico”".
      16Il Signore parlò a Mosè e disse: 17″Parla ad Aronne dicendo: “Nelle generazioni future nessun uomo della tua stirpe che abbia qualche deformità potrà accostarsi ad offrire il pane del suo Dio; 18perché nessun uomo che abbia qualche deformità potrà accostarsi: né un cieco né uno zoppo né uno sfregiato né un deforme, 19né chi abbia una frattura al piede o alla mano, 20né un gobbo né un nano né chi abbia una macchia nell’occhio o la scabbia o piaghe purulente o i testicoli schiacciati. 21Nessun uomo della stirpe del sacerdote Aronne con qualche deformità si accosterà per presentare i sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore. Ha un difetto: non si accosti quindi per offrire il pane del suo Dio.”

      • Squilpa scrive:

        Fossi nell’ottimo Sal, non continuerei ad abbassarmi al livello dei suoi interlocutori. Sono persone che sanno opporre solo la loro esaltata appartenenza, con isterico abbacinamento, a somiglianza dei tifosi del pallone.

        • Mimma scrive:

          In realtà vi sono vari livelli, e perfino interlocutori di livello ancora più basso…
          Vi sono persone che la loro appartenenza la ignorano per la superficialità con la quale conducono la loro provvisoria esistenza.

        • Sal scrive:

          @ Squilpa
          Ringrazio per il pensiero. Non posso che essere d’accordo. Come sempre….

      • Sal scrive:

        Perché io che avevo scritto ?

  15. Lt scrive:

    il posto del Pastore è con le sue pecore….

    ma il posto dei DUE PASTORI , “papi” (o vescovi vestiti di bianco?) con pari dignità e funzioni separate, dove può essere ?

    (ASSUEFAZIONE stabilizzata alla inedita anomalia di una Chiesa bicefala)

    ” L’emblematica immagine dei due papi, il “regnante” Francesco e l’“emerito” Benedetto XVI, seduti uno a fianco all’altro per l’inaugurazione della statua di San Michele dinanzi al governatorato in Vaticano ha dimostrato quanto si sia rapidamente raggiunta la più totale assuefazione rispetto a quella che è, in realtà, una sconcertante anomalia, ha richiamato, nell’ormai dilagante confusione, i rischi di una latente immagine di chiesa diarchica[.....]
    Questa sostanziale parità diarchica tra i due papi nel linguaggio dei simboli, inoltre, è stata eccezionalmente riportata (e, di questo, ne sfuggono le motivazioni) anche nella perenne attestazione nella pietra ai piedi della statua inaugurata: i due stemmi papali con la dicitura “Benedictus PP. XVI Anno VIII/Franciscus PP. Anno I”, Benedetto nell’anno VIII del proprio pontificato (la rinuncia non appare?) e Francesco nell’anno primo. ”
    ………………
    tratto da
    Seduti in quel giardino. Nuovi dubbi sulla strana diarchia in Vaticano
    di Mattia Rossi

    http://www.ilfoglio.it/soloqui/19018

    • Cherubino scrive:

      non ci sono due pontefici, il vostro è solo spargimento di fango

    • Reginaldus scrive:

      ma la dicitura riportata

      “Benedictus PP. XVI Anno VIII/Franciscus PP. Anno I”

      è di suo conio, LT???

      E la sala stampa vaticana , dopo il fatidico 28 febbraio, non aveva “assicurato che il Papa tedesco si sarebbe ‘nascosto al mondo’ ritirandosi monacalmente in preghiera?

      Due ‘pontefici’, due PP. , per un unico spergiuro???

      • Cherubino scrive:

        innanzitutto la dicitura “papa emerito” non cambia il diritto canonico, e Benedetto XVI ha detto chiaramente nella dichiarazione formale che fece a suo tempo di non rivestire più alcuna funzione del Romano Pontefice.
        Al solito Reginaldus, non avendo vera sostanza, fa i suoi giochini con le parole e le virgole, alludendo, giocando con i doppi sensi, anzi con i sensi che lui attribuisce alle parole e ai fatti.

        • Reginaldus scrive:

          ripeto la Domanda:
          a dicitura “Benedictus PP. XVI Anno VIII/Franciscus PP. Anno I” chi l’ha coniata? LT? Io?

          Io farei i giochini con le parole!!!…Ma loro, questi due, coincidenti a tal punto che l’ anno VIII dell’uno combaci con l’anno I dell’altro, che gioco stanno facendo? Un gioco davvero macabro,buono solo per incantare fessi ( e utile ai furbastri che hanno a che fare coi fessi )

        • Reginaldus scrive:

          E poi…questa foto dei due papi ( o del papa doppio ) – del 6 luglio, in vaticano – è un gioco ottico da strabismo mio ….o un fotomontaggio di qualche burlone giornalista?

          E se è vera, non doveva uno dei due, pur papa ( seppur emerito! Buffa questa, ex meritis…! Io che pensavo che papa si diventasse solo ‘ex conclave… ), scomparire dalla ‘scena mundi’, come garantito, per ascendere sulla croce, come dichiarato? Cosi si hà la fedeltà alla parola data, per un gioco di prestigio???

          …e poi questa, quello seduto a dx, che ci tiene a dirsi ancora papa, pur non esercitando più da papa, e l’altro, a sx, quello che esercita da papa, che ci tiene a non chiamarsi papa, ma vescovo di Roma! E tutti due biancovestiti!

          Per fortuna che per me, da sempre, sono solo due (spaventosi) fantasmi di papi!

      • Hadassah scrive:

        No, un solo PP (emerito). L’altro è Franciscus. (vedere firma in calce alla Lumen Fidei). Niente PP.

        • Reginaldus scrive:

          giustissima osservazione.

          E quindi se non PP, cioè Pastor Pastorum, quel ‘Franciscus’ chi è ? Una semplice appropriazione indebita di nome, ché il suo nome è Jorge Mario Bergoglio…

          E quindi siamo al paradosso che chi non è più ‘papa’ (pur dichiarandosi ancora tale come emerito ) si fa chiamare e firmare come papa -PP -, e chi è ‘papa’, ex electione, si disconosce nella funzione di PP, Pastor Pastorum , e quindi di papa… e si fregia del titolo di: vescovo di Roma !…ma un Vescovo di Roma che non voglia proclamarsi papa, e si firmi (abusivamente, anche) ‘Franciscus’, che vescovo di Roma è??? E poi parla di pecore! Si riferirà allora alle pecore senza pastore…Non se ne esce davvero…

  16. macv scrive:

    La cosa più buffa, che credo prima o poi, finita la luna di miele , i “modernisti ” scopriranno è che questo Papa così moderno , è il più decisionista, il più stile “uomo solo al comando ” , ” quello più ” decido io” da molti anni a questa parte! Altro che delegare! Altro che collegialità! ! Altro che dialogo e democrazia !
    Cara Chiesa Romana è finito il bengodi! si cambia sistema!
    Un Papa “moderno ” ma che il suo potere se lo vuole gestire tutto fino in fondo, vuole ficcare il naso dappertutto e che vuole ( e può) decidere persino la marca delle auto dei suoi prelati ( FIAT sì, BMW… no!) e che sono sicuro domani deciderà anche il tessuto dei loro vestiti…e cosa dovranno mangiare a tavola ….!!! AH , AH AH , situazione veramente divertente!

  17. Squilpa scrive:

    Mentre si discute sul papa , sui due papi, sugli altri due in imminente santificazione eccettera eccettera, fuori, –fuori del vaticano e fuori delle fantasie dei suoi seguaci, intendo– lo spirito dei tempi cambia completamente e sfugge sempre più dalle mani della chiesa.
    Solo oggi, (solo oggi, dico), nella cattolicissima Irlanda si è approvato l’aborto e nella cattolica Italia sono stati equiparati i figli naturali a quelli “legittimi”. Come dire o vi sposate o non vi sposate è la stessa cosa, con tanti saluti alla retorica della famiglia.

    Totalmente sordi al sempre più nuovo stato di cose, i supporters vaticani non immaginano neppure con quanta nausea viene vissuto,nel mondo, lo spettacolo di una chiesa di cui sempre più si scopre la corruttela e la perversione, per gli scandali di ogni tipo. Ed invece di vergognarsi perchè gli scandali vengono denunziati dall’esterno e la chiesa si limita ad accettare passivamente una non più prorogabile stagione di rinnovamento invece di generarla da sè, i supporters vaticani si rallegrano della nuova spinta alla pulizia.
    Erano i i tarantini che, con Attila alle porte, discutevano se i cherubini avessero le ali oppure no? Beh, chiunque fossero, gli assomigliate.

  18. Mimma scrive:

    Credo sia degno di nota….

    (ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 12 LUG – Il promotore di giustizia vaticano ha disposto il congelamento dei fondi intestati presso lo Ior a mons. Nunzio Scarano, indagato da due procure italiane. Le indagini potrebbero essere estese ad altre persone. Lo riferisce padre Federico Lombardi, che ha annunciato ”tolleranza zero’ nei confronti di tutte quelle attività che siano illegali o estranee agli Statuti dell’Istituto, siano esse condotte da laici o ecclesiastici”.

  19. Squilpa scrive:

    E brava Mimma, ha dato la migliore conferma alle mie parole…
    La chiesa non può vantare come farina del suo sacco una spinta alla pulizia che è venuta dal mondo laico; i rappresentanti di Dio, le mani, non dovevano averle per nulla sporche (men che meno di danaro e/o della corruzione di bambini).
    Una volta denunziato il tutto dall’esterno, che potevano mai fare? Non volevano neppure avviare la pulizia?
    Prendete materia di soddisfazione da ciò che dovrebbe essere parte della vostra vergogna; meno male che esiste il mondo laico a raddrizzare le ossa alla chiesa.

    • Mimma scrive:

      @Squilpa
      Tanto quanto si vergogna lei degli errori della sua vita che nasconde ipocritamente puntando il dito sugli altri! Chi ha il coraggio di di guardare in se stessa non farà mai trasnsfert sugli altri. Il suo dito puntato è davanti uno specchio. Mentre punta l’indice le altre tre dita sono rivolte contro lei stessa per dirle: “sei tre volte più colpevole di coloro che accusi”!

      L’IPOCRISIA…………La superbia è la causa prima dell’ipocrisia……

      Elevata a valore nella nostra società e molto spesso sottovalutata, l’ipocrisia merita una più attenta analisi e riflessione su ciò che veramente è, sulle cause che la originano e che nel tempo la alimentano.
      Una della prime manifestazioni dell’ipocrisia è il giudizio. Giudicare è una prerogativa divina, ma l’uomo nel tempo si è arrogato il diritto di giudicare ogni azione che un altro individuo compie, senza talvolta conoscere i motivi che spingono qualcuno ad agire in un determinato modo. Il giudizio è appunto prerogativa divina poiché solo Dio conosce la profonda intimità di ogni creatura e quindi anche l’intenzione con cui un’azione viene compiuta, sia essa positiva o negativa. L’uomo invece non conosce e con superficialità giudica, accettando ipocritamente dentro di se l’opinione che definisce ogni individuo che può incontrare.
      L’uomo è portato a mettere nel giudizio la pungente ed arrogante critica, e spesso ciò che più ama criticare e che di fatto finisce per invidiare negli altri è la ricchezza. Chi gode di benessere e ricchezza raramente non viene considerato disonesto, e magari si pensa che sia divenuto ricco solo perché ha truffato e ingannato.
      Spesso dimentichiamo che ogni bene, compresi quelli materiali di cui questa dimensione vive e attraverso cui si esprime, vengono saggiamente e giustamente distribuiti dalla Divinità per l’evoluzione di ogni creatura, poiché solo Dio conosce le reali necessità di ogni individualità da Lui nata e in Lui vivente. Ecco perché chi giudica è ipocrita.
      L’ipocrisia vive di attributi quali invidia, gelosia, ira, odio e di quanto può condurre un uomo ad essere falso, ingannatore di se stesso e degli altri e lo convince a credersi giudice.
      L’ipocrisia è giudizio, ma è anche tradimento. Nell’accettazione e nella falsità dei comodi compromessi l’uomo tradisce se stesso, ciò in cui crede e così facendo finisce per tradire gli altri con atteggiamenti accomodanti, i cui reali fini sono nascosti da finti sorrisi che mirano sempre ad ottenere qualcosa.
      Quando riusciamo a riconoscere l’ipocrisia, perché cerchiamo con tutto noi stessi di sottrarci ai suoi allettamenti, abbiamo il preciso dovere di mostrala e con saggio giudizio indicarla, perché se non si fa questo finiamo per essere più ipocriti di chi giudichiamo ipocrita. Davanti al silenzio e alla passiva accettazione, l’essere viene sempre più avviluppato dall’ipocrisia, proprio a causa di chi indifferentemente lo giudica irrecuperabile e silenziosamente ne asseconda il perseverare nell’errore.
      L’ipocrisia tradisce la fiducia e la stima che gli altri possono avere di noi, perché ci credono amici e capaci di un amore che li vuole sempre sostenere ed aiutare: purtroppo non sempre é così!
      L’equilibrio e l’amore fanno diventare ogni giudizio una constatazione, un’amorevole ripresa che pone un essere tra l’umano e il divino, padrone dei sentimenti e strumento d’amore.
      Il giudizio scaturito dall’ignoranza illude l’uomo di potersi ergere al di sopra di Dio, fino ad escluderlo dalla propria vita.
      La fede vuole purezza, sincerità che annulla il giudizio e allontana l’ipocrisia, salvandoci da questo dannoso male.
      Ecco che quindi siamo giunti alla causa scatenante dell’ipocrisia, la superbia nel credere di poterci sostituire a Dio, ad agire e pensare senza freni dettati dalla coscienza, la stesso superbia con cui anche Lucifero, Arcangelo di Luce, ha macchiato la sua natura, meritando l’allontanamento dal bene e il sconfinamento in questo mondo, insieme a tutti gli esseri che riuscì a persuadere con l’inganno.
      L’ipocrisia è un “omicidio-suicidio” spirituale; chi è ipocrita giudica e nel giudizio annulla la personalità altrui. Chi è ipocrita non ha il coraggio di esprimere le proprie idee, preferisce nasconderle per il quieto vivere, per non ferire e per molti altri motivi, ma in questo modo non fa altro che uccidere poco alla volta la sua interiorità.
      L’ipocrisia è l’emblema del tradimento, Gesù stesso con il tradimento ricevuto da Giuda lo ha dimostrato a questa umanità.
      L’ipocrisia governata spesso dalla sete di potere, acceca e uccide la nostra intima natura, l’ipocrisia uccide gli altri ma prima di tutto uccide chi la mette in atto. Anzi, è più giusto dire che quando si manifesta con tutte le sue prerogative ormai ha già agito.
      La superbia è la causa prima dell’ipocrisia, ma non si può negare che spesso per soddisfarla usiamo proprio la falsità dell’ipocrisia stessa. Ciò è vero poiché riteniamo più utile non “abbassarci” a discutere con qualcuno per farci intendere, perché siamo convinti che tanto non può capirci, e perciò preferiamo ipocritamente tacere, “Tanto – diciamo – non ne vale la pena!”

      Così facendo finiamo anche per condannare l’errore altrui; prima compiamo il breve passo che separa la constatazione dal giudizio e poi il giudizio dalla condanna, e quasi sempre questo avviene per non sprecare fiato e tempo con chi la vita ci fa incrociare lungo il nostro cammino.
      Ecco il motivo per cui sarebbe buona abitudine rammentarci che è sempre utile esprimere ciò che pensiamo, gli altri dovrebbero sempre conoscere la nostra posizione, dovremmo “imporre” positivamente la nostra personalità senza comunque pretendere che gli altri vi si uniformino, ma che semplicemente, conoscendola la rispettino e la tengano nella giusta considerazione. E allo stesso modo dovremmo sempre fare anche noi.
      Imporsi ed emergere ma non per sommergere gli altri, bensì emergere per salvare, perché se crediamo che un fratello sbaglia non è positivo tacere, ma diventa urgente portarlo a valutare il suo comportamento, affinché se riconosce di essere effettivamente in errore possa anche correggersi tempestivamente, prima che la sua azione diventi un motivo di dolore e dispiacere. Dare sempre una possibilità di scelta, questo è quello che dovrebbe fare ogni uomo che si ritiene spiritualmente sveglio.

      Il pensiero, la ragione, la coscienza ci sono stati donati per poter giudicare ogni moto e azione, prima nostra e poi degli altri. E questo nostro giudicare sia sempre accompagnato dalla comprensione e dalla sopportazione affinché non cadiamo facilmente nella feroce condanna.
      La prima forma di ipocrisia rimane comunque sempre quella verso noi stessi. Accade quando cerchiamo di nascondere alla nostra coscienza la verità di quanto conosciamo. Accade quando non ci doniamo secondo le nostre reali possibilità.
      Per tutto questo l’ipocrisia può essere omicidio o suicidio, essa vive dei compromessi del mondo che continuamente questa società, profondamente ammalata nell’animo e negli intenti, crea a propone.
      Il demonio è stato abile a camuffare l’ipocrisia con la paura, trasformando questa nel valore su cui ormai l’umanità vive e allo stesso tempo nell’arma con cui tenerla in pugno.
      _________________
      Ti avverto, chiunque tu sia. Oh tu che desideri sondare gli Arcani della Natura, se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi non potrai trovarlo nemmeno fuori. Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi di trovare altre meraviglie? In te si trova occulto il Tesoro degli Dei. Oh! Uomo conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei (Oracolo di Delfi)

      Fonte: http://www.fiumesilente.com/forums/pensiero-del-giorno-di-marinella/lipocrisiala-superbia-%C3%A8-la-causa-prima-dell%E2%80%99ipocrisia19613

      • Sal scrive:

        @Mimma
        “La prima forma di ipocrisia rimane comunque sempre quella verso noi stessi. Accade quando cerchiamo di nascondere alla nostra coscienza la verità di quanto conosciamo”

        Ma almeno legge ciò che scrive agli altri ?
        Ricorda ?
        “Non permetto alla donna di insegnare né di esercitare autorità sull’uomo, ma stia in silenzio. Poiché Adamo fu formato per primo, poi Eva. E Adamo non fu ingannato, ma la donna fu completamente ingannata e si trovò in trasgressione. Comunque, essa sarà tenuta in salvo per mezzo del parto, purché rimangano in fede e amore e santificazione insieme a sanità di mente.” ( 1 Tim 2.12-15)
        E’ questa la sua fede no ?

        “ Dio le ha fatto dimenticare la sapienza, E non le ha dato parte nell’intendimento.” ( Gbbe 39.17)

    • Mimma scrive:

      Bravissima Squilpa, il mondo laico ha proprio di che vantarsi!
      Siamo arrivati al punto delle unioni omosessuali leggittime, così che un bambino si ritrovi con 2 papà, al punto in cui fare sesso in pubblico è consentito, al punto in cui le spiagge per scambisti vengono pubblicizzate perfino in Italia, al punto in cui drogarsi per strada è più che normale e un figlio che viene contradetto dal genitore non esita a sparargli in testa, al punto che i bambini vengono partoriti e gettati nel cassonetto o una donna scomoda viene “tagliata a pezzi e congelata per i tempi di crisi”.
      Menomale che c’è tutto un mondo laicale!!!!

      • Sal scrive:

        Si chiama responsabilità personale nella libertà.
        Sarebbe stato peggio se avessero solo desiderato di farlo non potendo. Il valore dell’intenzione non cambia.

        “Ma io vi dico che chiunque continua a guardare una donna in modo da provare passione per lei ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.”Mt 5.28

      • mauro scrive:

        Il mondo sacerdotale non si può sposare, dunque il mondo laicale dovrà pur far qualcosa quando le coppie adottanti mancano.
        Non ha tenuto in considerazione 2 mamme e mi par strano considerato che quando vuole insultare usa anche “femminello”

      • cuba_libre scrive:

        Scusa Mimma, ma…. cosa c’entra tutto questo con il laicismo? Hai elencato delle cose che non hanno niente a che vedere col laicismo o col confessionalismo. Sono stili comportamentali che non affondano le radici in niente.
        Tanto per fare un esempio, i peggiori mafiosi che mettono i cadaveri dentro i pilastri di cemento armato o che sciolgono i testimoni scomodi nell’acido sono poi i primi che fanno donazioni alla chiesa o che vanno in processione. Ma di qua a dire che la mafia e’ appoggiata dalla chiesa o viceversa ce ne passa.
        Io sono contrario all’adozione di bambini da parte di coppie gay, non mi interessa lo scambismo, non ho mai fumato una sola sigaretta in vita mia, tanto meno ho assunto droghe, non ho mai preso a botte i professori ai tempi della scuola,…. ma tutto questo non e’ certo merito dei preti, ma dell’educazione basata sul sensop del rispetto che mi hanno dato a casa, che cerco di mettere in pratica nel migliore dei modi, e diciamolo pure, ci hjo messo anche del mio; sai ai tempi dell’università quante volte mi hanno offerto di provare le droghe? Una caterva di volte, ma io non mi ci sono mai avvicinato…. e in compenso ho avuto a che fare con dei preti che del terrorismo psicologico ne facevano il loro vessillo. Quindi le cose stanno su piani diversi. Bonne nuit!

        • Mimma scrive:

          @Cuba- libre
          Ciao Cuba, il Vangelo annunciato da Cristo è la sorgente di ogni bene, la Sua Presenza di Risorto con noi è la certezza che con Lui tutto viene risanato, guarito, plasmato e redento.
          Questo è per il CRISTIANO il valore assoluto sul quale improntare la propria esistenza, spessissimo andando controcorrente e con il coraggio di dire “è sbagliato, è contro la legge di Dio”.
          Questo coraggio non sempre è facile da trovare e spesso la rinuncia ad una vita più tranquilla e comoda non è tanto agevole.
          Le seduzioni e le tentazioni a cui siamo quotidianamente sottoposti non ci lasciano tregua e tutto sembra offrirti quel di più che può farti piacere e darti gioie (pur effimere e temporanee) che ti allontanano invece da ciò che è il comandamento di Dio in merito.
          Per ciò che riguarda la criminalità vestita di buonismo, so bene di cosa parli… sono meridionalissima anch’io ed ho ben presente il caso.
          Mi spiace che tu abbia avuto una serie di esperienze sfavorevoli con i sacerdoti (come ci hai detto più volte) che probabilmente ti hanno allontanato dalla Chiesa e dai Sacramenti, tuttavia ti invito a riflettere che se cerchi realmente Gesù in pienezza, non devi fare molta strada, Egli si lascia cercare e trovare nei tabernacoli di tutte le chiese del mondo.
          Un abbraccio Mimma.

          • cuba_libre scrive:

            @ Mimma

            Ciao Mimma, felice di risentirti.

            Capisco cosa tu voglia dire, già in passato sei stata molto esplicita in tal senso. Cero che il paese dei balocchi e i vari Lucignoli sono sempre sul piede di guerra per cercare di fare sembrare porcini le amanite phalloides. E’ verissimo, basta guardarsi in giro.
            Guarda, ti posso garantire che nei periodi più bui della mia vita, quello che ha evitato di farmi cadere in depressine sono stati i miei molteplici interessi: parlo di quelli sportivi, musicali, danza latina e, quando la facevo, l’attività politica. Intendiamoci, non erano affatto palliativi per non vedere i problemi, ma erano cose che avrei fatto comunque perchè fanno parte del mio essere, ma che in quell’ambito hanno assunto una dimensione anche superiore.
            In questo c’e’ stato anche posto per la Fede, che non ho mai abbandonato del tutto, neppure negli anni del maggior fervore marxista.
            Sbagli se credi che siano state le mie esperienze negative con i preti a farmi allontanare dalla chiesa: il fatto e’ che non riconosco la mia Fede in tante posizione assunte dalla chiesa e che la mia sensibilità mi dice che non rispecchiano l’insegnamento di Gesù. Quando leggo per esempio il link postato l’altro giorno da Gian relativo a quel predicatore arrestato in America per la faccenda dei gay e questo mi si presenta il suo pensiero come un fulgido rispecchio di una verità incontrovertibile mi cadono le braccia a terra (per non dire altro!). Ma senza andare troppo lontano, come ho detto prima in passato (e qui passo alla questione dei sacramenti), secondo la chiesaio che sono divorziato, non vi potrei mettere piede, ne’ tanto meno prendere l’Eucarestia, a meno che di non fare un certo percorso e cammino ad ostacoli, come se di ostacoli non ne avessi già affrontati abbastanza. Quindi non posso andare in confessione, in primis perchè verrebbe immediatamente fuori la facenda del divorzio, e in secundis perchè non riuscirei a confessare altre cose che per la chiesa sono peccato, ma o non sento come tali (per esempio l’uso dei contraccettivi) . A meno che non li nasconda al confessore di turno, ma tu mi insegni che cosi’ facendo commetterei un sacrilegio. Quindi preferisco confessarmi con la mia coscienza, quando mi sento predisposto per andare a prendere la Comunione, e sono sicuro che il Signore sappia guardare molto piu’ lontano di chiunque altro. Hai ragione, per cercare Gesù non si deve fare molta strada. La mia strada e’ questa; se poi e’ quella sbagliata, sono sicuro che prima o poi trovero’ un cartello di divieto di transito e un’indicazione di deviazione (in vita mia ne ho incontrati tanti).
            Per ultimo: ho letto tutto il carteggio fra te e Squilpa: io non vorrei essere presuntuoso, ma credo che con un po’ di buona volontà potreste andare molto piu’ d’accordo perche’ entrambe anelate al fatto che le cose vadano meglio, ma lo fate da posizioni diverse, e mettendo l’enfasi su connotazioni diverse. Credo che non vi e’ malafede da entrambe le parti e che magari, abbandonando certe connotazioni “estreme”, credo che possiate trarne giovamento reciproco, perche’ e’ dal confronto fra posizioni discordi che si cresce, prendendo quel che di positivo, detto confronto possa offrire; da posizioni concordi e’ come se ci si guardasse allo specchio e ovviamente ci si da’ sempre ragione.
            Ciao e a presto

  20. Eremita scrive:

    L’espressione “el viejo” in Argentina non va tradotta con “il vecchio”, che ha un sapore vagamente dispregiativo. In Argentina ci si riferisce familiarmente al padre con questa espressione, che è invece carica di affetto e rispetto.

  21. mauro scrive:

    Cara mimma,

    I geovisti sono una setta come le altre 26 di ispirazione cristiana tra cui si annovera quella cattolica. Può interessare solo lei cosa fanno in quella Casa perchè le menzogne che propugnano sono pari alle sue come il suo ultimo intervento sul pastore che chiama le proprie pecore e loro rispondono perchè riconoscono la sua voce.
    Lei ha affermato, prendendolo dal suo Vangelo personale e personalizzato a sua immagine e somiglianza che “Se le pecore seguono il pastore è perchè il pastore le conosce”. Veramente “è perchè le pecore lo riconoscono (dalla sua voce)”.

  22. Squilpa scrive:

    La morale laica contemporanea non è costruita sulla Bibbia, per fortuna : per questo , senza volerla far essere perfetta, ha introdotto le norme di cui tutti ci avvantaggiamo, nella più civile comunità di esseri umani che il mondo abbia mai visto. L’Europa de-clericalizzata garantisce a tutti diritti umani, servizi, salute, cultura ed alta qualità della vita.
    Non credo, inoltre, che Lei non giudichi mai, Mimma : a leggere tutti i suoi scritti nel forum, non si vedono altro che giudizi. La dica tutta, piuttosto : Lei si risente quando si pronunciano valutazioni negative sulla chiesa, punto e basta. Non lo riesce a sopportare.

    Qui non c’è da fare tanta retorica, nè chi giudica ha bisogno di sostituirsi a Dio : la chiesa, nei secoli, si è sempre dimostrata tutt’altro che all’altezza di ciò che pretende di essere e gli scandali che la riguardano sono tanto più abominevoli perchè han per protagonisti uomini che si definiscono rappresentanti di Dio (e ,sovente, han potuto macchiarsi di colpe proprio in grazia della posizione che occupano, carpendo la buona fede di altri).
    Lei ha riflettuto che lo IOR è stato censurato da laicissimi organismi di sorveglianza bancaria internazionale? Non la trova una indigeribile vergogna? Ma sa , Mimma, se i vaticanidi non pretendessero di dare un indirizzo morale alle coscienze, nessuno si scandalizzerebbe, non crede?
    Complimenti, Mimma, il Suo oceanico scritto , finalizzato ad una acrobatica quanto insostenibile apologetica,è un capolavoro di casuismo gesuitico. Quanta energia sprecata per difendere dei semplici malfattori, millantatori e ciarlatani….

    • Mimma scrive:

      @Squilpa
      E’ proprio in virtù della declericalizzazione di cui lei parla che si è arrivati ad accettate tutto in tutti.
      Il mio non vuole essere giudizio, cara Squilpa, ma non mi venga a dire che la società declericalizzata di oggi brilla per morale , bon ton e senso civico…su questo potremmo farci solo una gran bella risata!
      Quanto poi alla qualità della vita, di cui lei tanto declama servizi, diritti , salute e cultura, beh… forse lei sta scrivendo da Marte?
      Resti pur certa che se il marcio c’è all’interno della Chiesa (e non sono in grado di negarlo), in breve tempo verrà fuori.
      Questo Pontefice ha tutte le intenzioni di far pulizia e tirare fuori il Vangelo.

  23. Sal scrive:

    Uno dei passaggi dell’articolo di Jorge Mila che mi ha colpito dice : “Si è messo a ridere di nuovo quando gli ho detto che se i miei nonni Carrara fossero vivi e venissero a sapere che gli sto dando del tu, smetterebbero di pregare per me e mi considererebbero definitivamente perduto. Loro avevano l’idea di un Papa inaccessibile, distante, la stessa immagine dei loro genitori e nonni.”.

    Ci si può chiedere perché questo cambiamento di atteggiamento, e la risposta è perché ci sono sempre due modi per guidare l’asino. Il bastone e la carota. Quelli erano i tempi del bastone (timore e reverenzialità) oggi quelli della carota. (Il buffetto e la pacca sulle spalle. Volemose bene, semo romani.) L’importante è che l’asino proceda sereno senza farsi troppe domande. E oggi a cassetta sono in due il gatto e la volpe. Il gatto con la frusta e la volpe che suggerisce dove dirigerla.

    IL vero problema però è che la tempesta è in arrivo, minacciose nuvole si accumulano all’orizzonte. Infatti Vatican Insider titola : “Le Nazioni Unite inoltrano una lunga lista con richieste di informazioni dettagliate. Nel mirino, in particolare, Legionari di Cristo e le “Case Magdalene” – Un lungo elenco di richieste di informazioni dettagliate su “tutti i casi di abusi sessuali su bambini commessi da membri del clero, religiosi e religiose, o portati all’attenzione della Santa Sede”… Il Comitato ha inviato la lista, circa una ventina di punti, lo scorso primo luglio. …E questo è solo l’inizio: il Comitato Onu vuole anche avere maggiori informazioni su quale sostegno la Santa Sede fornisca ai bambini vittime di abuso, sulle inchieste canoniche contro i preti molestatori e sulla cooperazione delle autorità ecclesiastiche con le magistrature nazionali….”

    Sembrava dovesse essere un “chiacchiericcio” destinato a scomparire, che potesse essere nascosto e dimenticato dietro la serafica esuberanza di Bergoglio ottimo suscitatore di entusiasmi….. e invece , guarda guarda…. Minacciose nuvole nere si addensano all’orizzonte.
    Come dice il proverbio “C’è sempre un giorno di Sabato” o se si preferisce : “Se Dio non paga il Sabato paga la Domenica” Mala tempora currunt…..

    • Mimma scrive:

      @Sal
      Guardi che voi testimoni di geova non siete neanche in belle acque, ma siete in serie difficoltà….state andando verso l’estinzione. Non avete nulla da apprendere a nessuno. Infatti….

      Testimoni di Geova

      (!La Società Torre di guardia stà nei guai, ha i giorni contati per scomparire!)

      http://www.roccopoliti.it/?p=832

      • Sal scrive:

        Dovrebbe essere felice, ma poi, se le tolgono il bambolotto con che cosa si divertirà ? Finita la festa gabbato lo santo no ? Rimarrà disoccupata lei e Rocco.

  24. Mimma scrive:

    @Sal
    Guardi cosa scrive un vostro ex camerata e lo dimostra con tanto di documenti:

    “Signori, se diventerete testimoni di Geova, starete seguendo una organizzazione che protegge i pedofili, assassini e altri criminali. …… In questo video mostro e leggo una lettera enviata della centrale di Bethel, a New York, diretto agli anziani de una congregazione nella Florida, Stati uniti, cosi voi potete sapere cosa voglio io dire riguardo ai criminali all’interno delle congregazioni”

    Fonte: http://www.youtube.com/watch?v=YCQ0al_iotM

    • Sal scrive:

      @ Mimma
      Non crede che la lettera la dovevano mandare alla polizia invece che alla Bethel di Ny ?
      Gliel’ho già detto e mi ripeto. Le religioni sono il contenitore delle illusioni, son il miraggio per gli assetati creduloni, sono l’assemblea degli indeisi, la comunità degli incapaci di usare le loro possibilità. Con la scusa del sacro alcuni si fanno gli affari loro alle spalle dei poveri di cervice. Almeno su questo dovrebbe essere daccordo.

      Quindi perché continua ad assillarmi con i Tdg ? Vada a dirlo a loro e magari sui loro blog. Io no ho ma fatto proselitismo per loro mi pare. Quindi abbandoni i suoi deliri e ritorni in sè. Le denunce le può fare alla procura delle repubblica. Io non ho quel potere sanzionatorio. MI spiace per lei.

      p.s.
      Perchè mai Dio non ha distrutto Satana ma gli ha lasciato campo libero per tutto questo tempo ? Questa sarebbe un bella risposta da dare visto che si lamenta del degrado ambientale e dell’assoluta mancanza di valori.
      Non scordi che la chiesa ha avuto il potere per 2 millenni. E se queste sono le condizioni di cui lei si lamenta, lei certifica l’incapacità e l’inutilità della religione.

    • Eremita scrive:

      Mimma, tanti anni fa sulla stessa via c’erano due drogherie, LA Bianca e La Bruna, che decise di fare una campagna pubblicitaria: un primo gruppo di gente andava in giro per il quartiere con un cartello: “La drogheria La Bruna è la migliore”, ed un secondo gruppo andava di casa in casa, di blog in blog, a sussurrare che la drogheria La Bianca era uno schifo. Sal fa questo lavoro per i TdG, per questo non può dire che è dei loro, se no casca l’asino.

      • Eremita scrive:

        Si chiama pubblicità negativa, ed è proibita. Ma provarla è difficile, perchè è camuffata da opinione personale.

      • Sal scrive:

        @ Eremita
        “Sal fa questo lavoro per i TdG, per questo non può dire che è dei loro, se no casca l’asino.”

        Distinto Eremita, testimoniare una verità, per come la Ragionevolezza mi permette di comprende, non fa di me un TdG. Per quanto la questione della drogheria è intrigante, (nelle drogherie si vende la droga e la droga spesso avvelena) io presento situazioni e circostanze senza parteggiare per l’una o per l’altra, sono soddisfatto se le situazioni che prospetto per come le vedo, suscitano nell’interlocutore la spinta a verificare e a trarre conclusioni anche se non conformi. Io non ho la Verità in tasca, ho la mia verità che spero possa avvicinarsi a quella con La Maiuscola. E credo che ciascuno debba trarre sempre conclusioni personali.

        Per essere chiaro, spesso condivido alcune conclusioni a cui arrivano i TdG, mentre non mi trovo per nulla d’accordo con i misteri. Quelli non li capisco proprio. Che poi, come ho detto, le religioni sono merce da drogheria, dove si approvvigionano coloro che non hanno la voglia di assumersi responsabilità personali e preferiscono affidarsi al venditore di fumo, mi sembra una realtà inconfutabile.

        In altre parole, non credo che sia più meritevole fare la cosa giusta senza averne contezza, (dietro suggerimento di un altro) che fare la cosa sbagliata, purché fatta con convinzione e sincerità. Penso che Dio sia capace di capire la differenza.
        Invece da noi accade sempre che la maggioranza preferisce fare ciò che le viene, detto senza avere alcuna cognizione di causa delle ragioni e delle conseguenze, né facendo alcuno sforzo per verificare.
        Come i condomini che si affidano all’onestà dell’amministratore fino a quando non si accorgono ( dopo molti anni) della fregatura. Così poi tocca a loro ripianare i debiti che quello ha lasciato scappando con la cassa.

        Le è familiare il discorso o anche questo fa di me un TdG ? Cmq è un onore che non merito. Non dice Isaiai 43.10 :“Voi siete i miei testimoni”, è l’espressione di Jehovah “pure il mio servitore che io ho scelto,…” A chi si riferisce quel “Voi” è difficile da dire….. ne conviene ?

  25. Mimma scrive:

    @Sal
    Quindi Non solo pagate di domenica, ma dovete pagare fior di quattrini alle vittime di abusi su minori.

    PEDOFILIA: IL LATO OSCURO DEI TESTIMONI DI GEOVA E DELLE SETTE

    Post n°62 pubblicato il 29 Maggio 2010 da diohorus

    Pedofilia, un fenomeno sottostimato. Il lato oscuro della confessione religiosa dei Testimoni di Geova.

    Spesso i bambini vittime di soprusi e violenza sono oggetto di un duplice oltraggio: il primo quando subiscono gli abusi, il secondo quando le loro sofferte denunce non vengono prese in considerazione; ciò è particolarmente vero nel caso in cui i responsabili dei turpi abusi sono membri del clero o responsabili di comunità religiose. Infatti, il senso quasi eccessivo di rispetto e di deferenza nei confronti dei “pastori d’anime” si è rivelato come una sorta di “vivaio perfetto” nel quale possono prosperare indisturbati i molestatori di bambini. Come non ritenere responsabile una qualsiasi struttura religiosa che, consapevolmente, nomini un ex molestatore di bambini per un incarico di responsabilità, quando costui commettesse successivi abusi su bambini?

    Lo scenario del maltrattamento del minore fino alle violenze più spinte ed abbiette come le torture e le uccisioni in video (snuffmovie) ha statistiche ufficiali quasi mai aderenti alla realtà del crimine e non abbracciano la portata del medesimo. «Centocinquanta milioni di bambine e 73 settantatre milioni di bambini sotto i 18 anni sono stati sottoposti nel 2002 ad abusi sessuali o altre forme di violenza che includono il contatto». È il dato forse più spaventoso tra quelli inclusi nel «Rapporto Unicef sulla violenza sui minori dell’ott. 2006», presentato a Roma. Il fenomeno più drammatico è la specifica che «gran parte dell’abuso sui bambini avviene a porte chiuse ed è commesso da persone di cui dovrebbero fidarsi: genitori, familiari, conoscenti, persone incaricate della loro educazione civile, culturale e morale». L’Unicef ha monitorato cinque ambienti (la casa, la scuola, l’ambiente di lavoro, gli istituti di accoglienza e le comunità di appartenenza), rilevando un’esposizione costante dei minori, specie nelle aree più disagiate e nelle meno conosciute, a una violenza figlia della povertà, «ma anche della cultura patriarcale», di prevaricazione maschile, ma questo è solo parzialmente vero poiché non sono solo le aree più disastrate ed additate come tali come affette da una continua pandemia di pedocriminalità.

    (Ne è un esempio il recente caso di infanticidio scoperto, quello del piccolo Javon Thomson di un anno, avvenuto all’interno di un nuovo movimento a matrice religiosa “One Mind Ministries” di Baltimora. Il bimbo, poiché non sapeva dire amen alla fine delle preghiere, è stato considerato un dèmone da lasciar morire di fame e di sete -una morte lenta e straziante- convinti che sarebbe poi risorto).

    Il lavoro minorile è un’altra forma di violenza: un fenomeno che nel 2004 ha coinvolto 218 milioni di bambini, di cui 126 milioni in attività lavorative rischiose (e non ne sono esenti comunità di matrice religiosa, esoterica, mistica, occultista, ecc). Di questi, quasi sei milioni risultano vittime dei lavori forzati, spesso imposti loro per l’estinzione di un debito. 1,8 milioni, poi, sono sfruttati nella pornografia e 1,2 milioni risultano vittime del «traffico di minori» che prende le vie più disparate: dallo sfruttamento sessuale sistematico fino all’espianto di organi, destinati poi al turpe mercato miliardario.

    Almeno 8 milioni di bambini – dice ancora il rapporto – vivono in istituti d’accoglienza o di cosiddetto recupero, spesso gestiti da religiosi o dove gravitano operatori spirituali (non compaiono le cifre inerenti i minori nelle comunità dei movimenti religiosi o istituzioni).

    Le recenti denunce di ex minori violentati nei Legionari di Cristo, Comunità Incontro, i Ricostruttori della Preghiera, le sètte africane cattoliche come il Movimento dello Spirito Santo o il Movimento dei Dieci Comandamenti con uccisioni di massa, ed altri, aumentano le cifre ufficiali della violenza su minori ed aumentano il numero degli operatori spirituali implicati in questo crimine. La recentissima notizia (2009) dell’associazione Meter descrive una “ragnatela di pedofili” senza precedenti: 100 comunità pedofile oscurate e sequestrate presenti in un social network, con contatti in tutto il mondo compresa l’Italia; come dei “ragni” 18.181 iscritti alle comunità comunicavano, attiravano e scambiavano centinaia di migliaia di video e foto (con notizie sullo scambio di bambini). Migliaia i bambini coinvolti. Un universo reale, in cui ci si poteva iscrivere e scambiare materiale pedo-pornografico (foto, video, appuntamenti con bambini) in tutta tranquillità attraverso uno dei più rinomati social network Usa: materiale che gli investigatori italiani e americani dichiarano essere “un vero e proprio orrore”, dai neonati a bambini di tenerissima età oggetto di abusi e violenze. A fare la scoperta e realizzare i risultati del minuzioso “screening della ragnatela pedofila” sono stati gli operatori dell’Associazione Meter di don Fortunato Di Noto (www.associazionemeter.org), organizzazione pioniera nel contrasto alla pedofilia – che hanno consegnato i risultati di un lavoro durato 6 mesi alla Polizia Postale di Catania, coordinata dalla Procura Distrettuale etnea e dal Centro Nazionale per il contrasto alla pedofilia e pedopornografia (Cncpo) e trasmessi alle autorità americane (dall’associazione meter.org).

    Appare chiaro che le organizzazioni mondiali e i loro rapporti non citano sempre i casi pedocriminali emergenti come nuovi e quelli all’interno dei vari movimenti religiosi, esoterici o semplicemente pedocriminali o che presentano una facciata religiosa o altro. Una nuova voce è però comparsa nello studio della pedocriminalità ed è la “violenza spirituale”, tale violenza è quella esercitata sul minore da un religioso o autoaffermato tale. Oltre alla violenza nelle sue squallide forme c’è aggravante della dipendenza che il minore ha nei riguardi dell’operatore spirituale.

    Il lato oscuro della confessione religiosa dei Testimoni di Geova

    Da questo drammatico scenario, purtroppo, non può escludersi la comunità religiosa dei Testimoni di Geova: quanto è esteso il problema della pedofilia tra i Testimoni di Geova? La portata del penoso fenomeno può essere intuita se si considera che su un sito specializzato in lingua inglese (www.silentlambs.org), nell’arco di circa cinque anni, sono stati denunciati quasi 7.000 casi di molestie sessuali su minori, perpetrate da adulti Testimoni di Geova [nota 1 vedi fine pagina].

    Quest’estate il problema della pedofilia tra i Testimoni di Geova è stato oggetto di una serie di conferenze e incontri europei, alcuni dei quali anche in Italia, tenuti dall’americana Barbara Anderson. Non si può sottacere il determinante contributo dato all’emersione di questo “fenomeno” dalla Anderson, che è stata Testimone di Geova per oltre un quarantennio e ha lavorato (dal 1982 al 1992) presso la sede mondiale di Brooklyn del movimento geovista in qualità di ricercatrice del “Reparto Scrittori” dell’Organizzazione. Grazie al suo privilegiato punto di osservazione nell’ambito della confessione religiosa in argomento, la Anderson ha fatto sconcertanti scoperte sul problema della pedofilia all’interno della comunità internazionale geovista, scoperte che col tempo l’hanno portata ad abbandonare il Movimento e a denunciare la politica di omertà che circonda la questione [nota 2 vedi fine pagina]. Negli Stati Uniti la Anderson ha collaborato con diversi avvocati impegnati nella difesa delle vittime della pedofilia in casi che coinvolgevano pedofili professantisi Testimoni di Geova; inoltre, la Anderson ha raccolto in un cd-rom, intitolato “Secrets of Pedophilia in an American Religion: Jehovah’s Witnesses in Crisis” [nota 3 vedi fine pagina], circa 5.000 pagine di documentazione processuale.

    Quali sono i fatti che meritano particolare attenzione? Eccoli descritti in modo sintetico.

    a) E’ il “Corpo Direttivo” (organo collegiale che detiene l’autorità dottrinale nella ’Organizzazione geovista) che stabilisce le direttive e detta la prassi alle quali tutti i Testimoni di Geova della terra devono sottostare. Questo Direttivo si avvale di diverse associazioni tra le quali primeggiano la Watchtower Bible and Tract Society of New York, Inc., e la Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania; in Italia l’ente esponenziale del geovismo è la “Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova”, con sede in Roma alla via della Bufalotta 1281.

    b) Attraverso questi enti gli “anziani” (responsabili delle comunità geoviste locali) ricevono le istruzioni sul modo di comportarsi quando vengono denunciati casi di abusi sessuali su minori. In particolare, a questi “anziani” viene richiesto di adottare la “regola dei due testimoni”; in breve, per usare le parole della rivista La Torre di Guardia [nota 4 vedi fine pagina] (organo ufficiale del geovismo, edito in Italia dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova con copyright della Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania), «se un componente della congregazione che ha dei flashback o “ricordi repressi” di molestie subite nell’infanzia si rivolge agli anziani, di solito due di loro verranno incaricati di assisterlo. … Che dire se la persona afflitta decide di fare un’accusa contro qualcuno? … Se l’accusa viene negata, gli anziani dovrebbero spiegare all’accusatore che dal punto di vista giudiziario non si può fare nient’altro. E per la congregazione l’accusato continuerà a essere innocente. La Bibbia dice che per poter procedere giudiziariamente ci vogliono due o tre testimoni. (2 Corinti 13:1; 1 Timoteo 5:19) Anche se più di una persona “ricorda” di essere stata molestata dallo stesso individuo, la natura di questi ricordi è semplicemente troppo incerta per basare una decisione giudiziaria su di essi in assenza di altri riscontri».

    In definitiva, secondo le norme imposte dal Corpo Direttivo, se il molestatore non confessa la propria colpa, stante l’oggettiva difficoltà di trovare almeno due testimoni di ciascun abuso, costui la fa franca.

    c) Le indagini svolte dagli “anziani” geovisti, che comprendono interrogatori e tutte le attività che possano contribuire a far luce sui casi in discussione, sono tenute segrete e non vanno riferite neanche agli inquirenti. A riprova di ciò basta richiamare una vicenda assurta agli “onori” della cronaca nazionale a metà degli anni Novanta [nota 15 vedi fine pagina]: nella provincia milanese un operaio di fede geovista, accusato di molestie sessuali nei confronti della figlia minore, venne sanzionato in base al codice disciplinare del gruppo religioso, ma non fu denunciato alla giustizia ordinaria invocando l’esimente del segreto confessionale ai sensi dell’art. 200, sub a), del c.p.p. In quella circostanza, la Congregazione geovista, rifiutando di collaborare con l’autorità costituita, si è trincerata dietro un’esimente che non può riguardare le procedure relative all’istituto della “confessione” geovista. Nel caso della confessione, infatti, spontaneamente il trasgressore si avvicina al ministro di culto e gli rivela la sua colpa. Nella prassi geovista – con particolare riferimento al caso di Milano – si tratta di cosa del tutto diversa. Il “colpevole” non si reca spontaneamente dai “ministri in funzione giudicante”, ma viene da loro convocato davanti a un “comitato giudiziario” dove, insieme ad altri testimoni della vicenda, viene sentito e giudicato. Non vi è ombra di spontaneità né di segreto in una vicenda “giudiziaria” nella quale non vi è il reprobo dinanzi al suo confessore, bensì un molestatore che viene tirato in ballo da altri, il cui peccato è conosciuto da diverse persone dentro e fuori il ristretto numero dei “confessori”, e al quale viene comminata una pena, non l’assoluzione.

    d) Il 17 settembre 2000, nell’ambito della discussione sul disegno di legge n°7043 (relativo al progetto di Intesa ex art. 8 Cost. tra lo Stato e la “Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova”), si tenne un’audizione presso la Prima Commissione Permanente della Camera dei Deputati avente ad oggetto la petizione n°1502 ex art. 50 Cost.; in quell’occasione furono acquisiti numerosi atti e documenti, tra i quali rilevano le circolari “confidenziali” (il cui contenuto non era divulgabile ad altri), datate 14 marzo 1997 e 20 luglio 1998, emesse dalla Congregazione geovista, con le quali si impartiva la direttiva – diramata agli “anziani” sparsi in tutt’Italia – di redigere rapporti riservati sugli affiliati che, anche prima della conversione, si erano resi responsabili di molestie sessuali su minori, schedatura effettuabile anche all’insaputa dei diretti interessati.

    Gli abusi sessuali su minori sono un delitto, un aspetto che la Congregazione geovista sembra non comprendere appieno: le forze dell’ordine e la magistratura si occupano di reati, gli “anziani” di peccati! Gli anziani non sono magistrati. Se sono necessari due testimoni per appurare la colpa e procedere con la disassociazione (espulsione) dell’accusato, così sia, ma tale condotta non può interferire con l’operato delle competenti autorità statali, alle quali è doveroso fornire le necessarie informazioni perché i reati siano perseguiti.

    Purtroppo non sarà mai possibile evitare i casi di pedofilia, ma se questi vengono scoperti, non sarebbe un’infamia “proteggere” i colpevoli? Orbene, si può parlare di “silenzi complici” come effetto delle direttive vigenti nel Movimento geovista? Per rispondere basterebbe indagare su quanti “comitati giudiziari” geovisti – organi di giustizia interna del Movimento – abbiano “consegnato” i propri confratelli pedofili ai tribunali dello Stato.

    Come valutare un movimento religioso che non contempla tra le proprie regole la sistematica denuncia alla magistratura dei propri affiliati pedofili? Si può attribuire a questa confessione religiosa un livello di affidabilità tale da concederle l’intesa ai sensi dell’art. 8 della nostra Costituzione?

    Con questo pressante interrogativo ci rivolgiamo alla S.V. perché, nell’esercizio delle Sue prerogative, voglia vigilare affinché i denunciati comportamenti, forieri di allarme sociale diffuso, non vengano giustificati e affinché non si attribuisca alla “Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova”, che li promuove, un regime di particolare tutela di cui essa beneficerebbe (8xmille dell’Irpef) qualora dovesse accedere all’Intesa di cui all’art. 8 Costituzione.

    Note:

    1. L’entità del fenomeno ha richiamato da tempo l’attenzione internazionale dei mass media. La trascrizione italiana di un programma televisivo (Dateline) sull’argomento, trasmesso da New York il 28 maggio 2002, è consultabile al seguente indirizzo http://www.silentlambs.org/education/Italiandateline.htm
    2. Qualcuno potrebbe pensare che sia sempre stata remota la possibilità che un Testimone di Geova con incarico di responsabilità in una comunità geovista potesse continuare a ricoprire incarichi una volta che costui si fosse macchiato di molestie sessuali su minori; ebbene la Anderson ha evidenziato che questa possibilità non è poi tanto remota a causa delle direttive impartite dai vertici dell’Organizzazione. Infatti, nel manuale organizzativo intitolato Organizzazione per predicare il Regno e fare discepoli (edito in italiano nel 1973 dalla Watchtower Bible and Tract Society of New York, Inc.), a pag. 170 s’impartiva la seguente direttiva: «Se l’individuo prestava servizio come anziano o servitore di ministero quando commise un serio errore anche se accadde alcuni anni fa, egli è soggetto a un certo grado di riprensione, poiché continuò a prestar servizio in quell’incarico, pur sapendo che, almeno per il momento, si era squalificato, non essendo allora “libero da accusa”» (grassetto aggiunto). Alcuni mesi dopo la pubblicazione di questa direttiva, in un bollettino ad uso riservato agli affiliati (si tratta del mensile Ministero del Regno dell’ottobre 1973, stampato dalla Tipografia Watch Tower di Roma) fu pubblicata la seguente precisazione: «Che cosa si intende con “alcuni anni fa”, a pagina 170, paragrafo due, del libro “Organizzazione”? Ciò indica più di un anno o due. Si può notare che non dice “molti anni fa”. Quindi non è un numero esatto di anni, ma piuttosto qualcosa come due o tre anni. Non si voleva dire che un fratello risalisse al lontano passato per tirar fuori errori di cui si pentì anni fa e che sono stati evidentemente perdonati da Geova e ora non sono commessi. … Se un fratello serve fedelmente da alcuni anni e ha visto la prova delle benedizioni di Geova su di sé, perché dovrebbe ora lasciare l’incarico? … Se il locale corpo degli anziani vede che egli ha il rispetto della congregazione e ha mostrato i giusti requisiti negli scorsi due o tre anni, può rimanere nel suo incarico di servizio. Si deve portare una trasgressione all’attenzione del pubblico dopo molti anni? … Quindi se ci fu pentimento alcuni anni fa, tre anni fa o più, e il peccato cessò, ed egli è rispettato dalla congregazione, ora non è necessario riprendere pubblicamente colui che ha commesso più di una trasgressione “alcuni anni fa”». Quindi, questa direttiva prevedeva la possibilità che un Testimone, colpevole di “un serio errore”, conservasse il suo incarico di responsabilità a determinate condizioni. Le molestie su minori non potevano non rientrare nella categoria dei “seri errori”.
    3. Un estratto di questa raccolta può essere consultato e scaricato gratuitamente dal sito della Anderson al seguente indirizzo: http://www.watchtowerdocuments.com/secrets.html
    4. Edizione del 1° novembre 1995, pagg. 28-29.
    5. Si vedano i seguenti articoli datati 21 luglio 1996: “I Testimoni di Geova proteggevano il padre libidinoso” in Il Gazzettino; “Operaio molestava la figlia: ma la setta lo ha coperto” in La Gazzetta del Mezzogiorno; “La setta proteggeva il padre violentatore” in La Nazione; “Molesta la figlia la sua Chiesa sa e tace” in la Repubblica; “Testimoni di Geova evitano di denunciare un loro fedele” in Il Tirreno; “Testimoni di Geova sott’accusa. Due denunciati: ‘proteggevano’ un seguace che violentò la figlia” in Giornale di Sicilia; “Processato dai saggi di Geova. Arrestato per violenza sulla figlia: i suoi non l’avevano denunciato” in Il Corriere della Sera; “Proteggere il colpevole prassi inaccettabile”
    in La Stampa.

    http://www.mondoraro.org/2010/05/28/pedofilia-e-testimoni-di-geova-forum-delle-associazioni-italiane-di-ricerca-informazione/

  26. Squilpa scrive:

    Grazie , Mimma, per la risposta, ma continuo a pensare che Lei si muova in un’ottica mentale appannata da un falso entusiasmo. In altre parole, io vedo le Sue ragioni, ma per farlo debbo mettermi occhiali simili ai Suoi, non so se rendo l’idea.
    Dico questo perchè è una pia illusione credere , ad esempio, che , nel mondo tradizionale e della morale tradizionale, dal Medioevo in poi, la scena del mondo fosse altamente morale e che il degrado che sdi vede oggi è frutto della scristianizzazione. Semplicemente, il mondo è sempre stato così e gran parte della letteratura di tutti i secoli ci mostra , anzi, che lo stesso marciume esterno esisteva anche nei conventi, per esempio.
    Sostenere il contrario è puro sogno marziano, come dice Lei, è purissima illusione. Ed, ancora, come si può negare che il mondo contemporaneo offre ai suoi cittadini più vantaggi e comodità che mai in passato? Ma Lei ha un’idea di cos’era anche la stessa Europa solo due secoli fa? Non sa ,anzi, che la diffusissima povertà era alla base di forme di degrado morale assai più spinte di quanto si possa vedere oggi? Ma Lei scherza, Mimma, o dice davvero?

  27. Mimma scrive:

    @Squilpa
    Probabilmente lei ed io vediamo la vita da due prospettive differentissime.
    Da un punto di vista concreto , attualmente ciò che viviamo materialmente è il degrado sociale ed ambientale, assoluta mancanza di valori morali per cui il relativismo imperante consente che tutti facciano tutto senza limite ne paragone, grave crisi economica per cui le comodità di cui lei parla sono essenzialmente a beneficio di pochissimi, disoccupazione a livelli catastrofici che diviene imput per elevatissimi numeri di suicidi, sistema sanitario nazionale e regionale che fa acqua da ogni parte con grandi percentuali di tagli sia sulle risorse umane che su quelle delle prestazioni…
    Coloro che come lei appartengono a quella sfera laicale di cui lei parla sono soliti improntare il dissenso partendo da un notissimo luogo comune che è quello dell’oscurantismo medievale per finire additando il peccato del prete malcapitato di turno.
    Cosa ne sa lei del vissuto dei consacrati?
    Del loro SI quotidiano che spesso costa sudore di sangue, dei sacrifici, delle rinuncie, dei pericoli, della solitudine, dei loro viaggi in terra di missione dove molti di loro dividono il loro piatto di riso con tre o quattro bambini che muoiono letteralmente dalla fame, e della continua precarietà della loro residenza, della mancanza degli affetti più cari e della fatica e del rischio (spesso della vita) dell’evangelizzazione?
    Ma, guardi, ostinarsi come fa lei a negare l’evidenza del ruolo prioritario della Chiesa nel percorso di inculturazione fino ai tempi nostri equivale a trasformare il bianco in nero.

    • Eremita scrive:

      Mimma, mi fa tenerezza vederla combattere su diversi fronti senza arretrare ed alzando barricate verbali impressionanti. Solo che prima o poi si stancherà perchè non ha chiare le priorità da assegnare agli attaccanti. In primo luogo i più pericolosi sono gli ultratradizionalisti che vogliono imporre come unica la loro visione della chiesa, che non sto a descrivere perchè è chiara: questi sono i più pericolosi, perchè attaccano alle spalle. I secondi sono in questo caso i TdG di Sal ed altri cloni dello stesso genere: quasi quasi è meglio ignorarli, però se crede di dover sparare qualche cartuccia, faccia pure, non è che serva molto perchè manco li scalfisce. I terzi sono gli atei o anticlericali che parlano a livello individuale, come Squilpa od altri, e sono quelli da cui ha meno da temere, anzi senza volerlo fanno un gran bene alla chiesa con le loro critiche, dal momento che non li vedo negare Dio ma l’immagine di Dio che noi credenti diamo, e mi converrà che non necessariamente sono la stessa cosa per cui ci conviene aggiornarci periodicamente su questo tema, insieme alla chiesa intera. Il pensiero di una organizzazione lo rifiuto, il pensiero di una mente individuale e libera non può mai farmi del male.

      • cuba_libre scrive:

        Gli ultraconservatori tradizionalisti i piu’ pericolosi?? Suvvia Eremita non mi faccia ridere. Per stenderli non si deve fare altro che metterli davanti alla realtà reale, e non sanno piu’ cosa dire se non tirare fuori il tale dogma enunciato in tale concilio di tale anno da tale papa. Dalla realtà non si scappa e se non la si sa affrontare ne si rimane travolti.
        Concordo invece sul fatto che dissotterrare l’ascia di guerra gioverebbe ad un confronto costruttivo, sotto tutti i profili.
        Vedo che continua a mettere gli atei e gli anticlericali nello stesso calderone, cosa secondo me sbagliatissima. Un ateo, per definizione nega l’esistenza di qualsiasi esistenza divina, un anticlericale no, anzi e’ forse piu’ credente di un seguace di una chiesa. L’approccio e’ completamente diverso, quindi non capisco quale e’ questo “gran bene” fatto alla chiesa: i primi non la riconoscono come istituzione in quanto miscredenti, i secondi la criticano nella sua struttura oligarchica, quindi…..??

        • Eremita scrive:

          E’ vero, atei ed anticlericali non sono la stessa cosa, ma non posso far troppi distinguo in quattro righe: gli anticlericali possono essere ferventi credenti, e ci sono pure gli atei convinti (o semplicemente che se ne fregano altamente) che sono ferventi clericali, appena ieri ce n’era un bel pò in Italia alla corte di Berlusconi a fare le comparsate in chiesa. Quanto alla scarsa pericolosità degli ultraconservatori, non mi venga a contar frottole perchè li ho visti all’opera durante la dittatura militare in Argentina e non è stato affatto bello: questi sono innocui culturalmente , ma non appena trovano un braccio secolare a cui appoggiarsi sono lacrime e sangue.

          • cuba_libre scrive:

            E’ vero quello che dice nell’ultimo capoverso, io mi riferivo solo alla capacità di costoro di poter sostenere una discussione.
            Come del resto non solo loro sono pericolosi ma TUTTI E DICO TUTTI coloro che propagano ideologie integraliste. Guai se avessero il potere in mano (v. talebani o sionisti, o Ku Klux Klan).
            saluti.

      • timorato scrive:

        x eremita

        SAPPIAMO BENISSIMO CHE LA SUA GRANDE EDUCAZIONE NONCHE LA SUA SUPERIORE RELIGIOSITA, NON LA FARA RISPONDERE !

        lei prova tenerezza per la Mimma , ma vuol scherzare ?

        Prova tenerezza, per come la Mimma si impegna a trovare i più adatti insulti verso quelli che adducendo argomentazioni più che fondati hanno la capacita di smontare l’ ideologia che essa difende ?

        Non mi dica che non sa nulla degli insulti, perché ne posso citare senza fine!

        E poi faccia il bravo, prima di demonizzare i veri cattolici con quel suo “ultra”, impari che i tradizionalisti possono sempre giustificare le loro posizioni, riferendosi al Magistero della Chiesa, senza il bisogno di inventare nulla!

        Il problema è di quelli che se ne fregano della natura sacra della
        Chiesa e la usano come miglior megafono per le loro ideologie!

        Mi creda: Dio e solo il Dio Cristiano esiste ,e se non paga subito è perché un castigo più terribile è in agguato!

        A.M.D.G.

  28. Reginaldus scrive:

    “ I Papi sono stati isolati per secoli….”:
    che dice costui in Bergoglio??? Lasciamo stare la carineria nei confronti dei suoi ‘predecessori’, alla maniera sua solita, niente da stupirsi, ma non sfuggirà penso la stravaganza della affermazione che fa a botte con tutte le accuse mosse ai papi di preponderante interferenza loro negli ‘affari di questo mondo’…O pensa costui che a segnare la storia, e positivamente, siano le sue piroette in piazza san pietro con scambio di berettini e baci ai bambini, e le sue incursioni a Lampedusa???
    -E poi che significa che “il posto del pastore è con le sue pecore”?
    Di quale pecore parla? Il vangelo parla di pecore che riconoscono la voce del Pastore loro e lo seguono, e quindi sono pecore che si sono lasciate raccogliere e guidare dal Pastore che è Cristo…E parla anche di altre pecore che non sono del suo ovile e che deve portare tra le sue pecore nel suo ovile….Pecore e ovile ben connotati dall’ ascolto della parola di Cristo. Il Bergoglio sembra invece parlare di pecore senza connotazione che non sia quella della loro timbratura sociale… della loro appartenenza alle ‘periferie del mondo’ . Il gregge di Cristo non è una dimensione ‘marxista’, ma la comunità dei credenti in Lui… E solo Cristo è la PORTA per la quale passano ed escono le sue pecore: presumere di superare questa condizione è davvero una presunzione del tutto degna di… Bergoglio! Penosa!

  29. mauro scrive:

    “il posto del pastore è con le sue pecore”
    Se lo seguono sono le pecore ad essere con il pastore in quanto dovunque sia loro riconoscono la sua voce.
    E’ evidente che si confonde la predicazione, ovvero proporre di aderire(il raccogliere un gregge), con accompagnarle verso la vita eterna.

  30. Lia Orsenigo scrive:

    La forumista Mimma fa una fotografia della situazione italiana, e non si sbaglia troppo : in Italia i vantaggi di un consorziarsi dei cittadini in collettività sono meno marcati che in Europa, in America e in Giappone. Sono i disastri di sessant’anni di malgoverno democristiano e di una pessima condizione delle coscienze individuali, dovuta al regime cattolico all’interno di cui esse sono storicamente formate. Manca il senso del dovere ed il rigore etico che c’è nelle società protestanti.
    Ma , anche al di là di questo, la forumista Mimma esalta un passato ideale in cui sarebbero mancati degrado morale e malcostume : e qui ha ragione “Squilpa”, il mondo non è diventato più scorretto oggi.
    La cosiddetta moralità individuale temo sia stata sempre carente, nel tempo; ma ciò che è importante è che, oggi, per quanti lati negativi possano essere elencati (e Mimma lo fa), le condizioni generali, la democrazia, i diritti umani, l’istruzione, la salute, la nutrizione, i successi della scienza ed altri parametri fondamentali (come il rapporto Stato-cittadini) sono ad un livello incomparabilmente più alto che nelle epoche trascorse.
    Lamentarsi come fa Mimma oggi, godendo i vantaggi dell’essere cittadina del 21° secolo, diventa quasi un atteggiamento snob: forse, Mimma stessa, se fosse vissuta nelle malate campagne del Medioevo, sarebbe stata una donna ignorante, avrebbe perso molti figli per malattie, avrebbe patito i danni delle carestie, ed il marito l’avrebbe picchiata senza che mai si potesse neppure parlare di diritti delle donne. Avrebbe potuto, tutt’al più, partecipare a qualche processione in paese, le avrebbero insegnato la rassegnazione , le avrebbero fatto credere che le statue della madonna piangono sangue e la migliore prospettiva possibile sarebbe stata fare da serva a qualche alto prelato.
    L.O.

    • Mimma scrive:

      E Lia orsenigo è felice di fare la serva dei borghesi da salotto mentre nel mondo c’è chi muore di fame e ogni tre minuti un bambino muore d’inedia? La sua borghese e disgustosa indifferenza, cara Lia Orsenigo, manifestano una bella predicatrice da strapazzo, che passa tra la sofferenza umana con assoluta atarassia. Nulla di più riprovevole. L’orgoglio che la caratterizza è disgustoso. E poi si permette di giudicare la fede degli altri! Che bella ipocrita questa nevrotica del non senso!

      Prenditi tempo
      per amare ed essere amato
      perché questo è il privilegio dato da Dio.

      Prenditi tempo
      per essere amabile
      perché questo è il cammino della felicità.

      Prenditi tempo
      per ridere
      perché il riso è la musica dell’anima.

      Prenditi tempo
      per dare
      perché il giorno è troppo corto
      per essere egoista.
      (da “Tomate Tiempo”, poesia uruguayana)

    • cuba_libre scrive:

      @ Lia

      “Sono i disastri di sessant’anni di malgoverno democristiano e di una pessima condizione delle coscienze individuali, dovuta al regime cattolico all’interno di cui esse sono storicamente formate. Manca il senso del dovere ed il rigore etico che c’è nelle società protestanti.”

      Ha dimenticato di enunciare la causa prima del degrado morale ed etico di oggi: il berlusconismo! Il berlusconismo ha fatto si’ che una certa cultura e mentalità, che, beninteso, gia ‘ esisteva nel tessuto sociale italiano, divenisse DOMINANTE E DI REGIME. Il cattolicesimo non c’entra niente; c’entra nella società fascista e dell’immediato dopoguerra, anche se io ammiro molto De Gasperi.

      • P.Danilo scrive:

        Vi siete dimenticati che durante il governo della D.C. la Nazione italiana ha raggiunto il 4° posto nel mondo; allora i politici, non tutti ovviamente, cercavano di mettere in pratica i principi della Dottrina sociale della Chiesa.

  31. Mimma scrive:

    “Iniziate cercando di cogliere la bellezza interiormente e la vedrete anche all’esterno, perché il mondo esteriore, oggettivo, altro non è che un riflesso del vostro mondo interiore, del vostro mondo soggettivo. Che si tratti della bellezza, dell’amore o della saggezza, è quasi inutile cercarli all’esterno se non avete cominciato a scoprirli in voi”.

    Omraam Michaël Aïvanhov, Pensieri Quotidiani

  32. Nella scrive:

    Lc 10,25-37
    Chi è il mio prossimo?

    + Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
    Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

    Una bella riflessione sul vangelo di questa domenica, di padre Ermes Ronchi.

    Una terra abitata da prossimi

    Maestro, che cosa devo fare per essere vivo, per essere uomo vero? Gesù risponde con un racconto in cui è racchiusa la possibile so­luzione della storia, la sorte del mondo e il destino di ognuno.
    Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico. Un uomo, dice Gesù. Guai se ci fosse un aggettivo, buo­no o cattivo, ricco o povero, dei nostri o straniero. Può essere perfino un disonesto, un brigante anche lui. È l’uomo, ogni uomo aggredito e che ha bisogno.
    Ogni strada del mondo va da Gerusalemme a Geri­co. Il mondo geme, con le vene aperte; c’è un im­menso peso di lacrime in tutto ciò che vive, un o­ceano di uomini derubati, umiliati, violati, naufra­gati per ogni continente. È questo il nome eterno dell’uomo.
    Per caso un sacerdote ebraico scendeva per quella stessa stra­da.
    Il primo che passa, un prete ebraico, un uomo spiritua­le, passa oltre. Ma cosa c’è oltre? Oltre il dolore, ol­tre la carne dell’uomo non c’è lo spirito, bensì il nul­la. Quel prete non troverà mai Dio. «Percorri l’uomo, dice sant’Agostino, e raggiungerai Dio». Uomo, via maestra verso l’assoluto!

    Invece un samaritano che era in viaggio lo vide, ne ebbe compassione, gli si fece vicino. Un samaritano: uno straniero, un extracomunitario d’oggi, ha com­passione e si avvicina, scende da cavallo, forse ha paura, non è spontaneo fermarsi. Misericordia – a­vere cuore per il dolore – non è un istinto, ma una conquista. Bisogna avvicinarsi, vedere gli occhi, a­scoltare il respiro, allora ti accorgi che quell’uomo è tuo fratello, un pezzo di te. E nulla di ciò che è uma­no ti può essere estraneo. Il racconto di Luca mette in fila dieci verbi per de­scrivere l’amore: lo vide, si mosse a pietà, si avvi­cinò, scese, versò, fasciò, caricò, lo portò, si prese cura, pagò… fino al decimo verbo: al mio ritorno sal­derò il debito se manca qualcosa.

    Questo è il nuovo decalogo, i nuovi dieci comanda­menti, una proposta per ogni uomo, credente o no, perché l’uomo sia uomo, la vita sia amica, la terra sia abitata da «prossimi», non da avversari.

    Ma chi è il mio prossimo? Gesù risponde: tuo pros­simo è chi ha avuto compassione di te. Allora ricor­dati di amare i tuoi samaritani, quelli che ti hanno salvato, hanno versato olio e vino sulle tue ferite, e riversato affetto in cuore. Non dimenticare chi ti ha soccorso e ha pagato per te.

    Li devi amare, con gioia, con festa, con gratitudine. E poi da loro imparare. Va e anche tu fa lo stesso. An­che tu diventa samaritano, fatti prossimo, mostra misericordia. Il vero contrario dell’amore non è l’o­dio, è l’indifferenza.

    • Reginaldus scrive:

      ma il prossimo da aiutare secondo logica non doveva essere l’uomo ridotto in fin di vita dai briganti??? Eppure nella parabola Cristo dice che il prossimo è il samaritano! E ora il padre Ermes, conscio della difficoltà, ci dice che sì, il prossimo da amare, è il samaritano! E allora che c’entra il poveraccio mezzo morto sul ciglio della strada??? C’entra solo per far fare bella figura al samaritano??? Non è un po’ cinico, padre Ermes???

      • mauro scrive:

        Hai perfettamente ragione, è una traduzione dal greco sballata in quanto invece dice: “Chi IN VERITA’ (è stato omesso per dare esclusiva verità solo a Gesu’) di questi tre ti sembra si sia trovato VICINO a questa persona sopraffatta dai [suoi] briganti?”.

        Se sono vicino a chi ha bisogno, e lo aiuto (il prosieguo del passo di Luca), vuol dire che mi presto a soccorrere il mio prossimo.

        • Mimma scrive:

          @mauro
          Tante balle e sproloqui per non dire niente. Il brano sine glossa dice quello che dice, malgrado le elucubrazioni sue e di Reginaldus. Il vostro un aberrante modo per chiudervi nell’abituale fanatismo paralizzante del giudizio.

          • mauro scrive:

            Romani 15,2: Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo nel bene, per edificarlo (Ed. CEI)

            Colui che è stato malmenato dai briganti avrà mai potuto chiedere al samaritano di cosa avesse bisogno?

          • Reginaldus scrive:

            ma il prossimo che siamo chiamati ad aiutare non è quello che ha bisogno di noi? E chi più di quel disgraziato lasciato in fin di vita sul ciglio della strada rappresenta il prossimo bisognoso? Mamno, clicchete, il bisognoso diventa il samaritano! Semplice, perché l’intenzione di Cristo non è di fare un predicozzo alla Jorge Mario sulla tenerezza, ma di fare un discorso su Se stesso: il Salvatore del mondo, il Salvatore dell’uomo ridotto in fin di vita dal Brigante ( Satana ), é Cristo, non la Legge, rappresentata dal sacerdore e dal levita del tempio, che anzi il Cristo rifiutano e disprezzano, come un samaritano. Ma qui si entra nel terreno minato: guai a dire nella chiesa di oggi che i Giudei, da quando è venuto Cristo, non servono più: serve Cristo Signore!

            ( e Mimma se non è convinta, può sempre chiedere il parered della gospa…)

          • Mimma scrive:

            @Reginaldus
            Lo chieda invece al papa di Econe. Le sue scempiaggini si commentano da sole.

          • Reginaldus scrive:

            lo chieda alla gospa chi è lo scempio, Mimma!!!

            (e provare poi di argomentare, dimostrare dove sta l’ errore, no, non si può, al di là delle possibilità delle visionarie ?!?)

          • Mimma scrive:

            @Mimma
            Cosa vuole argomentare, se per partito preso , lei infanga ogni cosa riguardi l’altro chiunque esso sia…

          • Mimma scrive:

            @Reginaldus
            La Gospa la invita alla conversione dalla sua superbia e sicumera. magari la ascoltasse. Ma un superbo come lei non sa ascoltare che il suo fuorviante orgoglio. Si legga un bel trattato sui vizi capitali. Le farà bene.

      • Reginaldus scrive:

        “Un samaritano: uno straniero, un extracomunitario d’oggi…”

        il cammino sulla via dello straniero, dell’extracomunitaio come RISORSA: qui siamo addirittura a quella specie di risorsa che si chiama SALVEZZA: lo straniero/extracomunitario come nostro SALVATORE!!! Vallo a dire ai genitori della sedicenne Beatrice di Gorgonzola, Nella…

    • Sal scrive:

      @ Nella
      “Chi è il mio prossimo ?”

      Assodato che il Samaritano che passava per quella strada era in grado di assistere una persona “malmenata dai briganti” , magari avrebbe potuto assisterne anche 10 essendo ricco, rimane evidente che non avrebbe potrebbe assistere tutti coloro che si trovano in difficoltà, l’esempio o parabola, ha un significato spirituale, non materiale.
      Provi a leggerla così: i briganti sono i “furbi religiosi” che vendendo fumo e misteri, così bastonano e riducono l’umanità ingenua a mezza morta, avendo tolto loro la capacità di essere autosufficienti dal punto di vista religioso. Hanno tolto loro la capacità di capire e di agire personalmente, il buon samaritano è colui che spende tempo ed energie per fare in modo che questi escano dalla trappola della superstizione e imparino l’autosufficienza. E’ un altro modo di leggere la stessa parabola. Le pare ? In fondo Gesù comandò ai suoi amici di andare “a predicare la venuta del Regno” non di andare a fare gli assistenti sociali. Non crede ?

      “Guai a voi che siete versati nella Legge, perché avete tolto la chiave della conoscenza; voi stessi non siete entrati, e a quelli che entravano lo avete impedito!” ( Lc 11.52)

      “Vedendo le folle ne ebbe pietà, perché erano mal ridotte e disperse come pecore senza pastore. Allora disse ai suoi discepoli: “Sì, la messe è grande, ma gli operai sono pochi. Implorate perciò il Signore della messe che mandi operai nella sua messe”. ( Mt 9.36)

      “ Mentre andate, predicate, dicendo: ‘Il regno dei cieli si è avvicinato’. Guarite malati, destate morti, purificate lebbrosi, espellete demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.”(Mt 10.7-8) (tutte le altre attività,[guarire, risuscitare, purificare, espellere] sono spirituali non essendo i discepoli in grado di fare i medici né gli infermieri) dovevano predicare la venuta del regno avrebbero guarito, risuscitato, purificato, espulso. Mediante la Parola.
      “Ora vi faccio conoscere, fratelli, la buona notizia che vi ho dichiarato, che voi avete anche ricevuto, e nella quale state saldi, per mezzo della quale siete anche salvati, con la parola con cui vi ho dichiarato la buona notizia, se la ritenete saldamente, a meno che, in realtà, non abbiate creduto senza scopo.”(1Cor 15.1-2)

      predica la parola, datti ad essa con urgenza in tempo favorevole, in tempo difficoltoso, riprendi, rimprovera, esorta, con ogni longanimità e [arte di] insegnare. Poiché ci sarà un periodo di tempo in cui non sopporteranno il sano insegnamento, ma, secondo i loro propri desideri, si accumuleranno maestri per farsi solleticare gli orecchi; e distoglieranno i loro orecchi dalla verità, mentre si volgeranno a false storie.(2Tim 4.2-4)

      Non tutto è sempre come sembra……

      • Mimma scrive:

        @Sal
        Guardi invece chi sono i furbi che approfottinao della buona fede degli altri. Si faccia una bell’esame di coscienza nella su prediletta cameretta.

        Cosa sapere dell’Ostracismo praticato dai Testimoni di Geova?
        La Legge garantisce la libertà di religione e la libertà di cambiare religione.

        Ho letto un Volantino distibuito a piazza Montecitorio a Roma in cui era detto:

        L’ostracismo non è l’intollerante comportamento di pochi affiliati, ma una regola imposta dai vertici del movimento così come si evince dalle loro pubblicazioni.

        • La torre di Guardia 1/11/1994: “Ci sono occasioni, però, in cui un servitore di Geova non può mostrare compassione. (Confronta Deuteronomio 13:6-9). ‘Cessare di mischiarsi in compagnia’ di un intimo amico o di un parente che è stato disassociato può mettere a dura prova un cristiano. In tal caso è importante non lasciarsi impietosire… ”

        • Il libro “amore di Dio” del 2008 a pag 207 dice:” Quindi con chi è disassociato non abbiamo contatti di natura spirituale o sociale. La Torre di Guardia del 1° gennaio 1982, a pagina 25, diceva: “Un semplice saluto può essere il primo passo che porta a una conversazione e forse anche a un’amicizia. Vorremmo fare questo primo passo con un disassociato? È davvero necessario evitarlo del tutto? Sì, e per diversi motivi…””

        • La Torre di Guardia del 15/4/1988, pag. 28: «se il disassociato o dissociato è un parente che vive fuori di casa o non è dell’immediata cerchia familiare, potrebbe essere possibile non avere quasi nessun contatto col parente».

        L’ostracismo è previsto anche se gli espulsi sono parenti stretti e purtroppo sono tante le famiglie che lo praticano pedissequamente, decidendo di non avere nessun contatto persino se l’ex Testimone di Geova è il proprio figlio o la propria madre; addirittura molti genitori decidono di non far vedere i propri figli ai nonni, se questi hanno abbandonato il Movimento.

        L’Ostracismo è una forma persecutoria di emarginazione

        L’ostracismo è incoraggiato in nome della purezza religiosa, ma tale pratica procura solo divisione delle famiglie, solitudine, emarginazione, sofferenze psicologiche ed emotive che non rendono migliori e non migliorano la vita di nessuno, alcune volte l’ostracismo ha portato addirittura al suicidio.

        In nome di un’esasperata religiosità si può arrivare ad incoraggiare pratiche e atteggiamenti disumani e anti-cristiani, ad esempio anche l’orrenda e disumana pratica dell’infibulazione praticata in diversi paesi africani è spacciata come sistema utile a mantenere intatta la purezza della donna, ma non potremmo certo giustificare tale abominio in nome della purezza o della religione, c’è un limite a tutto; lo stesso limite deve essere imposto ai testimoni di Geova per quanto riguarda l’ostracismo se essi vogliono ottenere l’intesa con lo stato italiano come è accaduto con altre importanti religioni.

        3 anni fa
        Dettagli aggiuntivi
        Per dare una parvenza di leggittimità a una pratica antibiblica e antidemocratica, un utente ha fatto notare che nella Bibbia è scritto di evitare chi rinnega il Cristo e non chi lascia una setta come i tdg per aderire a religioni cristiane che operano il bene dando cibo, vestiti, e portano il vangelo sia in Italia che nel mondo.

        L’arroganza dei tdg li porta a considerarsi l’unica ed esclusiva vera religione stabilita da Dio stesso e quindi a una sorta di scomunica come l’ostracismo anche verso chi per coscienza rigetta un’interpretazione assurda e integralista dei testi sacri…..

        Fonte http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20101203084453AAHViPL

    • Sal scrive:

      @ Nella
      “Una terra abitata da prossimi – perché l’uomo sia uomo, la vita sia amica, la terra sia abitata da «prossimi», non da avversari.”

      Una terra abitata da “prossimi” prevede che quei prossimi siano autosufficienti e autonomi.
      Una terra abitata da “prossimi” è un legittimo desiderio, ma si potrà realizzare solo quando tutti gli abitanti di quella terra avranno raggiunto una consapevolezza e autonomia personale da renderli autosufficienti in ogni cosa.
      Provi a immaginare quella terra (di giusti) se in ogni circostanza ciascuno dovesse andare dal prete per farsi illuminare, per farsi dire come comportarsi o agire ? Ciascun prete di ciascuna religione avrebbe sempre la convenienza e mettersi in cattedra e pontificare (fosse solo per vanità personale) e ciascuno potrebbe farlo in modo diverso uno dall’altro (come spesso succede ).

      Diverso sarebbe se ciascun uomo /donna fosse in grado di agire indipendentemente e correttamente personalmente, non ci sarebbe nessun bisogno di avere alcun intermediario e la vita sarebbe molto più facile e con minori possibilità di divisioni e competizioni.

      “Realmente, dunque, significa una completa sconfitta per voi che abbiate processi gli uni con gli altri. Perché non vi lasciate piuttosto fare un torto? Perché non vi lasciate piuttosto defraudare? Al contrario, voi fate torto e defraudate, e questo ai vostri fratelli.” (1Cor 6.7-8)

      Le dice niente che papi e antipapi si siano contestati ? che vescovi e cardinali siano stati messi in prigione per truffa, e pedofilia, ? che si siano schierati contro il loro capo facendolo pure dimettere ? Che ci sia bisogno di Bergoglio il bastonatore o Bergoglio colui che rimette le cose a posto ? E’ cos’ che si mostrano buoni samaritani ? E’ questa l’assistenza dello Spirito Santo ? con le alabarde e le pere o la ruota ? E passato Bergoglio cosa succederà ? Si ricomincerà ? Rifletta !

      • Mimma scrive:

        @Sal
        Lo cominci a dire ai suoi 12 vecchietti del CD della WTS che l’hanno rimbecillita con le torri di carta rubandole il cervello e la capacità critica.

        http://www.infotdgeova.it/sanzioni/ostracismo.php

        • Mimma scrive:

          @Sal
          E che sono anche capaci di queste aberrazioni.

          http://www.infotdgeova.it/esperienze/anderson.php

          • Mimma scrive:

            @Sal
            Prenda esempio da chi ha avuto il coraggio di capire che era al servizio di una multinazionale di affari fatti sulla pelle di poveri polli come lei.

            Troppo commercio stufa!
            Testimonianza inviata nel forum (link)

            Vi racconto in breve la mia storia, ho 38 anni sono sposato ed ho 2 bambini e sono stato TdG per 15 anni. Io non rinnego tutto il mio passato da TdG in quanto per la conoscenza che avevo all’epoca, il tutto era credibile. Ho conosciuto la sedicente verità WTS [Watch Tower Society] nel 1992 e mi sono battezzato nel 1993, all’epoca della mia conversione avevo 22 anni e Mietta cantava “Dubbi no” al festival di Sanremo che divenne l’inno della mia conversione.

            Conosciuta la “verità”, preso dall’entusiasmo, servii come pioniere regolare. In Sala del regno ho conosciuto pure mia moglie ed ho servito come servitore di ministero, ma, nel controbattere a cattolici ed evangelici, mi misi a leggere le opere di diversi “padri della chiesa” come Giustino, Tertulliano, Agostino, Origene, ecc. e rimasi stupìto del fatto che alcune dottrine della cristianità, definite dalla WTS “apostate” (Trinità, vita dopo la morte, cena del Signore, ecc.) ed introdotte solo a partire dal V secolo E.V., invece erano presenti in questi scritti, seppur formulate diversamente. Questo mi portò ad approfondire personalmente gli studi e a vedere la WTS solo come un’organizzazione umana, ma quel che fu peggio fu quando per problemi di lavoro (la fabbrica in cui lavoravo chiuse i battenti) iniziai a lavorare come rappresentante di commercio per diverse case editrici.

            Lavorare da rappresentante non mi venne difficile, grazie anche alla mia passata esperienza da “pioniere regolare” che mi portava a bussare di casa in casa, ed ottenni così un discreto successo e diventò il mio nuovo mestiere. Tutto bene allora, ma mia moglie che insegna “incautamente”, strinse amicizia con una docente di religione. All’inizio era lei che voleva convertire la sua amica ma ben presto la sua amica, che conosceva il mondo e gli errori TdG, riuscì ad insinuare i dubbi nelle sue “incrollabili” certezze. La conseguenza fu che mia moglie divenne inattiva, danneggiandomi (ero Servitore di Ministero) nel mio tentativo di ottenere la nomina di “Anziano”, cosa che scatenò ovviamente cattivi pettegolezzi sulla nostra vita coniugale che mi costarono la perdita del privilegio di “Servitore di Ministero” e la messa all’“indice”.

            Facendo sia il rappresentante che il proclamatore mi resi conto che facevo la stessa attività, infatti nei giorni feriali uscivo come rappresentante:

            1) Mi vesto elegantemente in giacca e cravatta;
            2) Mi raduno con i miei colleghi commessi nel punto prestabilito e ci dividiamo il territorio;
            3) Vado a suonare i campanelli delle case assegnatemi;
            4) Mi presento tutto sorridente e americaneggiante ai padroni di casa;
            5) Prendo spunto dalle notizie dei giornali per presentare l’opera che intendo offrire;
            6) Il cliente accetta l’opera e gli faccio sottoscrivere il contratto, o non accetta, saluto e suono al successivo;
            7) Ci raduniamo al posto di ritrovo e facciamo un bilancio della giornata.

            Poi arrivava la domenica mattina ed uscivo in servizio:

            1) Mi vesto elegantemente in giacca e cravatta;
            2) Mi raduno con i miei colleghi commessi (pardon, fratelli proclamatori) nel punto prestabilito e ci dividiamo il territorio;
            3) Vado a suonare i campanelli delle case assegnatemi;
            4) Mi presento tutto sorridente e americaneggiante ai padroni di casa;
            5) Prendo spunto dalle notizie dei giornali per presentare l’opera (pardon, la pubblicazione) che intendo offrire;
            6) Il cliente (pardon, la persona interessata) accetta l’opera (pardon la pubblicazione) e gli faccio sottoscrivere il contratto (pardon, l’abbonamento o in alternativa la libera offerta), o non accetta, saluto (con la sceneggiata dello scuotermi la polvere) e suono al successivo;
            7) Ci raduniamo al posto di ritrovo e facciamo un bilancio della giornata.

            Insomma, fu triste per me rendermi conto che quando uscivo in servizio facevo le STESSE cose che faccio nel lavoro secolare, ma cercavo di cacciare via da me quei pensieri, solo che l’azienda per la quale lavoravo mi faceva pure frequentare i “training di aggiornamento” dunque, mi ci recavo:

            1) Ben vestito in giacca e cravatta;
            2) Valigetta 24 ore alla moda;
            3) Sorriseti ipocriti in auditorium;
            4) Dimostrazione di come piazzare l’opera di turno con tanto di accettazione da parte del cliente;
            5) Tentativi di mettere in cattiva luce i colleghi per far carriera;
            6) Sfruttamento dei giovani nuovi commessi che dovranno versare il 5% delle loro vendite al commesso che li ha istruiti;
            7) E alla fine ci stringiamo le mani tutti quanti, parliamo di cavolate e ce ne freghiamo del prossimo.

            Ma questo è il mio lavoro e devo pur guadagnarmi la pagnotta in mezzo ad un nido di vipere! Poi finito il lavoro, non vedevo l’ora di recarmi il giovedì in Sala del Regno ed assistevo alla “adunanza di servizio”, e:

            1) Ben vestito in giacca e cravatta;
            2) Valigetta 24 ore alla moda;
            3) Sorriseti ipocriti in auditorium (pardon, in Sala del Regno);
            4) Dimostrazione di come piazzare l’opera (pardon, la pubblicazione) di turno con tanto di accettazione da parte del cliente (pardon, della persona interessata);
            5) Tentativi di mettere in cattiva luce (e so benissimo dove arriva tra “fratelli” la delazione gratuita, come incoraggiato dalla società) i colleghi (pardon, i fratelli) per far carriera (pardon, ottenere “privilegi teocratici”);
            6) Sfruttamento dei giovani nuovi commessi (pardon, proclamatori che saranno incentivati al pionierato) che dovranno versare il 5% delle loro vendite al commesso che li ha istruiti (pardon, insieme a chi conduce lo “studio” versano tutto nelle cassette per le offerte e la società incassa tutto!);
            7) E alla fine ci stringiamo le mani tutti quanti, parliamo di cavolate e ce ne freghiamo del prossimo (infatti come congregazione NON prendiamo alcuna iniziativa verso il prossimo, al limite rifileremo loro le riviste!).

            Ma questa “comune adunanza” non doveva essere la manifestazione della mia fede, oppure mi sono recato ad un’altra riunione di lavoro?

            Tutto questo mi portò a DUBITARE in quanto tutte le attività in Sala erano gestite alla maniera commerciale; inoltre vidi cosa c’era dietro, ho visto mia moglie che in mezzo a tutte quelle attività teocratiche che si sommavano al lavoro era trascurata ed il mio matrimonio rischiava di naufragare, i miei figli soffrivano tutte le rinunce stupide imposte dalla WTS (niente feste di compleanno, né natale, né pasqua, né altro, solo adunanze e servizio) ed accusavano problemi psicologici a scuola con i compagni.

            Insomma i TROPPI IMPEGNI stavano soffocando la mia vita e la mia famiglia. Decisi di agire e ne parlai a mia moglie ed insieme decidemmo di allentare la frequenza alle adunanze, limitandoci alla domenica e alle due ore di servizio con vari sotterfugi nonché non coinvolgere i nostri figli nel servizio e consentire loro una vita normale, feste incluse!

            Successivamente, vedendoci indagati dagli anziani, a febbraio decidemmo di acquistare casa in un’altra città e di non frequentare la locale Sala del Regno, trasferendoci senza avvisare nessuno. Otto mesi dopo mia moglie si dissociò seguita un mese dopo dal sottoscritto che aveva ancora parecchie remore, oggi la vita familiare è molto migliorata in quanto ho riscattato tempo per la cura degli affetti, così ho ritrovato il mio equilibrio e di vivo una vita più serena.

            Questa è la MIA esperienza e la mia vita, ognuno la pensi pure come vuole, io sto bene così

            Fonte: http://www.infotdgeova.it/esperienze/dubbino.php

    • Reginaldus scrive:

      “Un samaritano: uno straniero, un extracomunitario d’oggi…”: la lettura in chiave accopglientizia/ onusiana: una cavolata oscena!!! Il samaritano è Cristo, é Dio che si fa prossimo a noi per salvarci: non ci salva il fariseo del tempio, non il levita ( non ci salva Macometto o Budda o il Grande Spirito… ci salva
      Cristo: al di fuori di Lui nessuna salvezza. Ma che meraviglia può esserci sentire cavolate del genere sopra riportato, quando un preteso papa augura ai digiunatori ( di giorno ) e mangiatori ( di notte) del ramadam di cavare da questa partica abbondanti frutti spiritiuali!!!!

      • Reginaldus scrive:

        …e vabbè che dobbiamo stare attenti a non cercare raffronti per i nostri extracomunatri o stranieri in certe categorie di animali, soprattutto se della fattispecie scimmiesca o ovina, ma arrivare a paragonare l’extraocomunitario o straniero in quanto tali a Cristo (= il Samaritano della parabola) è il sommo del condizionamento della Correttezza Politica! La fede cattolica passata al vaglio di questa! Alla larga, per carità!

        • Simon de Cyrène scrive:

          Leggiti Mt 25, 31-46

          “34Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. ”
          In Pace

          • Reginaldus scrive:

            questi PICCOLI, questi MIEI fratelli più piccoli, sono i credenti in Lui. Impara a capire. Franciscus, può stravolgere quanto vuole, dire che siamo tutti figli di Dio, ma resta che è scritto: ” e a quelli che lo hanno ACCOLTO ha dato il potere di essere chiamati Figli di Dio “… ( Certo che stravolgere la Parola con la Parola è davvero diabolico. Il diavolo nel deserto con Cristo lo ha dimostrato… )

          • Simon de Cyrène scrive:

            “il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. ””

            “me” si riferisce al re……
            Buona lettura e molta preghiera.
            In Pace

  33. Reginaldus scrive:

    e poi che è questo invocare “ pastori con l’odore delle pecore” ? Non devono i pastori di Cristo diffondere tra le loro pecore il buon odore di Cristo??? E difatti che cosa hanno in comune con Cristo pastori come don Gallo, del quale da lontano sentivi il lezzo delle sue pecore ( e caproni)??? Questi sarebbero i modelli di pastori invocati dal Jorge Mario Bergoglio, in arte ‘franciscus’???

    • cuba_libre scrive:

      Glielo dico io che cosa hanno!

      Don Gallo aveva come sue pecorelle gli emarginati di cui lei sentiva il “lezzo” (!!)

      Gesu’ aveva fra le altre una pecorella, una certa Maria Maddalena, che faceva un mestiere non molto dissimile da quellom che facevano alcune pecorelle di Don Gallo. Eppure mai nessuno in quel caso ha parlato di “lezzo”

    • Mimma scrive:

      @Cuba-libre
      Già, Cuba, Maria Maddalena sono io, sei tu, siamo tutti noi, perchè tutti noi ci siamo prostituiti al mondo e al piacere lungo il corso della vita, ignorando la legge di Dio e i suoi comandamenti…
      Se lo comprendessimo!
      Eppure Lui torna sempre ad accoglierci e a riabbracciarci infinite volte…

      • cuba_libre scrive:

        Mimma.
        Ti raccontero’ un fatto accadutomi una decina di anni fa, che mi fece riflettere parecchio, tanto che lo raccontai il giorno dopo in ufficio, e che si puo’ ricondurre anche al post precedente in cui si parla del nostro prossimo.
        Andando una mattina al lavoro avevo posteggiato la mia macchina in un’area di servizio adibita anche a parcheggio interno della nostra società, come ogni giorno. Quel giorno ebbi un’importante riunione di lavoro che si protrasse fino a tarda sera, tanto che mi dimenticai che dopo una certa ora il parcheggio chiudeva. Quando andai a riprendere la macchina infatti l’ingresso dell’area era ostruito con una pesante catena, e io da solo non la potevo sollevare e contemporaneamente guidare la macchina in uscita. Era buio pesto perchè era inverno e quella zona la sera non era molto raccomandabile perche’ luogo di prostitute dell’est. Cercai di chiedere a qualche sporadico passante se mi poteva fare il favore di aiutarmi a farmi uscire, ma la gente tirava dritto, solo uno mi disse che l’avrebbe fatto volentieri ma aveva problema alla schiena. Insomma, dopo mezz’ora stavo ancora la’. Ad un certo punto si sono avvicinate, senza che io le avessi chiamate, due di queste sventurate, vestite in modo succinto e che avevano visto la scena, e mi hanno fatto capire nel loro italiano stentato che l’avrebbero tenuta su loro la catena per darmi la possibilità di uscire dal parcheggio. Io non credevo ai miei occhi, e dopo i primi attimi di sorpresa sono corso dentro la macchina, hanno alzato la catena sono potuto uscire. Io ho ringraziato non sapendo che altro dire piu’ di questo. Loro mi hanno sorriso, salutato e se ne sono riandate.
        Vedi a volte da chi ce l’hai l’aiuto? Da chi meno te lo aspetteresti!!
        Ciao, oggi e’ una splendida giornata e vado al mare. Rilassati un po’ anche tu!

        • Lt scrive:

          e che cosa vorrebbe dimostrare questo aiuto materiale ?

          assolutamente nulla che riguardi la vita eterna.

          Chi mai aiuterà tante persone avviate all’inferno a scamparne, se nessun prete rimette, cioè ASSOLVE, a loro i peccati mortali, come comandato da Nostro Signore ai suoi apostoli, con il Sacramento della Confessione o Penitenza (o moderna “Riconciliazione”, che molti danno per sottintesa e scontata, perchè …”me la vedo io col Padreterno, tanto bbuono e amico mio” come fanno i protestanti) ?

          Circola da molti anni -tra cattolici, vario-credenti ed atei- una pericolosa illusione:
          che si vada in Paradiso di sicuro, pur con tanti peccati nell’anima, basta che si faccia qualche buona azione per il prossimo, ma senza MAI pentirsi della vita condotta in peccato grave, etsi Deus non daretur !
          quasi nessun prete vuole più insegnare agli sba(n)dati ipo-non-credenti e fedeli confusi e faciloni, che le buone azioni (materiali o morali che siano) non bastano a salvarsi, senza la Fede, il pentimento e la remissione dei peccati mediante la Chiesa + il CAMBIAMENTO DI VITA, ovvero conversione :

          Gesù infatti ha detto all’aultera:

          “Va’ e non peccare più !”

          ma questa verità dei fatti e delle parole di Nostro Signore INTEGRALI e integralmente credute ed applicate fedelmente nella vita, non la si vuol sentire più: si stracciano le pagine del Vangelo che non fanno comodo ai nostri istinti.
          Più semplice di così ….un vangelo “modificato” e adattato al materialismo e alle voglie carnali della vita terrena.
          (intanto godiamocela al meglio possibile: CARPE DIEM …perchè si sa, l’altra vita, quando arriva arriva….in punto di morte ci penseremo, no problem)

          • Lt scrive:

            cfr.:

            «La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”.
            Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al veder il Signore. Gesù disse loro di nuovo:
            “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse:

            “Ricevete lo Spirito Santo, a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi”»
            (Gv. 20, 19-23).
            —————————-

            “Quando ci confessiamo facciamo un atto di fede in Gesù Cristo e nel suo Vangelo. Onoriamo Dio sottoponendoci al modo che Egli ha stabilito per la remissione dei nostri peccati. Facciamo anche un atto di umiltà corrispondente all’atto di superbia compiuto nel peccare, preferendo la nostra volontà a quella del Vangelo.

            Nell’atto di confessarci conviene aver presente cosa dobbiamo fare.
            Indichiamo quindi ciò che non dobbiamo fare:
            - non faremo l’elenco dei nostri meriti perché il confessore ci faccia i complimenti;
            - non dobbiamo trovare “giustificazioni” ai nostri peccati, ancor meno dobbiamo accusare i peccati degli altri;
            - né dobbiamo andare al confessionale per compiere una formalità al fine di comunicarci, senza maggiori impegni per il futuro.
            - La confessione non è una semplice conversazione né una narrazione di tutti i più infimi dettagli di quanto accaduto.
            …..
            Cosa è principale nella confessione?

            Ci confessiamo anzitutto per cercare di correggere la nostra vita [VIZI capitali e peccati abituali, anche veniali] in conformità col Vangelo di Gesù Cristo e ottenere il perdono di Dio Padre :
            per i meriti del Figlio e per la Grazia dello Spirito Santo.
            *

            I nostri peccati hanno costituito un rifiuto dell’Alleanza alla quale Dio ci ha chiamati col Battesimo, ma egli continua offrendoci il suo amore e il suo perdono. Egli vuole reintegrarci interiormente ed esteriormente alla comunità di salvezza, al suo popolo santo che è la Chiesa.
            Tutto ciò si esprime nella parola “conversione”.”
            ——————-
            http://www.radicicristiane.it/fondo.php/id/226/ref/6/Fede,%20Morale%20e%20Teologia/%5C

            *siamo perdonati da Dio e reintegrati nel Corpo Mistico, come membra VIVE, rinate alla Grazia, per i meriti della Passione di Gesù Cristo e per mezzo della Grazia Santificante amministrata dai sacerdoti nei Sacramenti:
            per questo è necessaria la confessione sacramentale, non quella solo ………mentale!

        • Mimma scrive:

          @Cuba-libre
          I pubblicani e le prostitute ci passeranno avanti nel Regno dei Cieli.
          Grazie Cuba. Buona Domenica….

          • Lt scrive:

            …..SE si convertiranno : SE ! NON senza conversione:
            NON andranno in Paradiso i peccatori IMPENITENTI, cioè con i peccati addosso, o con le pene ancora da scontare, le quali si PURIFICANO IN PURGATORIO, come Gesù Cristo ha mostrato a tanti mistici, tra cui Santa FAUSTINA KOWALSKA,
            dicendole:
            “Queste anime che si trovano nelle pene del Purgatorio stanno soddisfacendo la MIA Giustizia.”

          • Lt scrive:

            S. Paolo, Apostolo delle genti, per conto del Signore,
            ci ammonisce con ripetute
            Esortazioni a fuggire la dissolutezza

            Non sapete che gl’ingiusti non erediteranno il regno di Dio?
            Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti,
            né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio.

            (1Corinzi 6:9-11)

          • Eremita scrive:

            Ci sono peccatori coscienti del loro peccato, e possono fare una scelta per convertirsi o meno. Ci sono anche i peccatori che non si ritengono mai tali; come faranno questi a convertirsi?

          • Eremita scrive:

            E faccio un solo esempio: c’erano torturatori ed assassini in Argentina ai tempi della dittatura, che non si sono mai ritenuti peccatori perchè certi religiosi ripetevano loro che non stavano peccando ma proteggevano il cristianesimo uccidendo e torturando vescovi, religiosi e credenti contrari agli ultraconservatori. Come faranno a convertirsi, se sono convinti di aver agito bene?

          • macv scrive:

            Appunto caro Eremita : ci sono stati anche molti rivoluzionari, comunisti ecc. che hanno ucciso ma che credono di averlo fatto ” a fin di bene”
            Conosco vari partigiani che uccisero nel dopoguerra , loro nemici personali, aspettandoli vilmente all’angolo della strada e freddandoli con un colpo alla schiena ( è successo nella mia famiglia) Tali partigiani si sono poi vantati del “bel gesto” ammantandolo della retorica dell’epoca. Chi dirà a queste persone che non sono dei “giusti” ma che hanno peccato anche loro?

          • minstrel scrive:

            Si saranno pentiti gli apostoli che ritenevano la schiavitù giusta?
            E quelli che mandavano al braccio secolare gli eretici ben sapendo che il braccio secolare faceva quello che l’etica di quel periodo imponeva come giusto (cioè il rogo)?
            Chi dirà a queste persone che non sono dei “giusti” ma che hanno peccato anche loro?
            Nessuno sfugge alla propria coscienza che dottrina vuole sia il primo baluardo di ciò che l’uomo è chiamato ad essere. In questo caso non c’è bisogno di dire nulla a nessuno poiché in linea di principio egli sa già in cuor suo se è o meno nel giusto né, per fortuna, tocca a noi stabilire infallibilmente se egli lo sia o meno.
            Come dice Ottaviano: “ogni uomo deve vivere secondo la verità che conosce. E il cristiano sa che la verità è una sola ed è Cristo. Perciò la dove c’è uno che vive secondo la verità che conosce, e non potete pretendere che una persona viva secondo una verità che NON conosce, o che non conosce come verità, là c’è uno che magari senza saperlo vive secondo Gesù Cristo. “

        • Sal scrive:

          @ cuba_libre
          “ma la gente tirava dritto, solo uno mi disse che l’avrebbe fatto volentieri ma aveva problema alla schiena.”

          Se avesse messo mano alla tasca e vinto la solita italica avarizia avrebbe trovato un esercito pronto a sollevare la catena e a guidare al posto suo.
          “Vedi a volte da chi ce l’hai l’aiuto? Da chi meno te lo aspetteresti!!”

          • cuba_libre scrive:

            Ma… cos’e’ una battuta? Se vuole essere tale, la prendo per quello che e’, ma non penso che le sue intenzioni erano quelle. O mi sbaglio?
            Approfitto per chiedere una cosa: piu’ volte ha sostenuto di non essere un TdG (in effetti ha qualcosa di strano per un TdG, perche’ ne conosco un paio con cui sono anche amico. Ma allora…. chi e’ lei? e cosa si propone?

  34. orinoco scrive:

    Reginaldus lei deve essere un extra-terrestre perché di umano non ha niente e spero di non offendere eventuali abitanti di altri pianeti.

    • Reginaldus scrive:

      Ohhh: per avere detto che il pastore delle pecore, quello buono, deve portare il buon odore di Cristo, anche alle Luxurie, trasformandole in Casturie??? Ché la Maddalena è diventata la penitente (mai vista la statua di Donatello???), e l’adultera, perdonata, non è stata rimessa in libertà, perché continuasse come prima: va’, e non peccare più!

      Ma essere umani, per orinoco, significa essere citrulli, e farse bere il cervello da un ‘papa’, poi, che non sarebbe ‘papa’ se non ci fosse ancora il suo doppio sulla scena???

  35. Lia Orsenigo scrive:

    @ Mimma e @”Cuba_libre”

    Non capisco assolutamente, Mimma, da dove Ella prenda il convincimento che ha espresso. Ella non replica assolutamente alla reale sostanza argomentativa del mio scritto, che sarebbe l’unica cosa che dà ragion d’essere ad un forum : gli argomenti offensivi stanno a zero.
    Benchè non sia obbligata a dirglielo, sappia, comunque, che io sono molto fortemente impegnata sul piano del volontariato e dell’assistenza sociale (e da più punti di vista), ed allo stesso modo ho formato la sensibilità delle mie figliole.
    Non è per tali precisazioni che frequento il forum, ma , con Mimma, mi trovo di fronte alla più inesorabile capacità di dibattere con la forza degli argomenti ed io non sono allenata agli insulti.

    @ A “Cuba_libre” rispondo due cose : primo, mi meraviglio fortemente del suo malcelato e sotterraneo classismo : perchè due donne che fanno “il mestiere” non avrebbero dovuto aiutarla? Lei crede che quelle persone siano ontologicamente dedite alla perversione ed alla malvagità?
    Secondo, la questione va esattamente capovolta : il berlusconismo non è padre, ma è figlio di un certo stato delle coscienze italiche. In un paese protestante, il nostro uomo , alle elezioni, avrebbe preso solo il voto suo e ,forse, di qualche familiare.
    L.O.

    • gibici scrive:

      @Lia Orsenigo,
      concordo con il suo appello ad argomentare e a lasciare da parte gli attacchi personali. Ma non si meravigli se trovo che lei e’ piuttosto lontana da questo ideale. Da quando frequento questo blog ho sentito da lei un unico ritornello: tutte le miserie dell’Italia materiali e morali derivano dall’influenza della Chiesa cattolica. Libera di dirlo, ma non creda di dire qualcosa di argomentato o argomentabile, perche’ e’ semplicemente una caricatura della realta’. Una istituzione e’ piu’ figlia che madre della cultura nella quale vive e questo vale anche per la Chiesa come istituzione, anche se il suo messaggio e’ evidentemente controculturale.
      Inoltre senza dimenticare l’importanza sul lungo periodo dell’influsso culturale bisogna tener conto che alla base di una grande cultura c’e’ sempre anche un florido periodo economico (in successione cronologica e in modo un po’ grossolano: Atene, Alessandia, Roma, la Sicilia, l’Italia dal 1300 al 1600, i Paesi Bassi, l’Inghilterra, la Francia, la Germania, gli USA). Cuba_libre puo’ forse puo’ essere piu’ preciso di me.
      Sono convinto delle responsabilita’ di alcuni aspetti ecclesiali, come il clericalismo e non solo cattolico, che hanno influito non sempre positivamente ad es. sulla poca preparazione dei cattolici (Rosmini: l’ignoranza del laicato e del clero), ma le generalizzazioni come la sua non aiutano a capire i problemi.

    • cuba_libre scrive:

      @ Lia

      Oddio, torno da una splendida giornata di mare e guarda che trovo? Un macello, il mio intervento ha scatenato i commenti da un estremo all’altro, come se avessi raccontato chissa’ cosa, sollevando le critiche piu’ disparate. Mah, e’ proprio vero che si guarda il mondo esterno filtrato dalla percezione della propria realtà. E,sono sempre piu’ convinto che si contrabbanda sempre piu’ spesso la razionalità con lo schematismo (mi interessa poco se laico o clericale, il risultato e’ identico.
      Vede Lia, mi perdonerà se sono franco, ma io sono abituato a parlare in maniera molto chiara, costi quel che costi: molto spesso ho apprezzato i suoi interventi, altre volte un po’ meno, ma stavolta ha proprio toppato al centouno per cento, perche’ nei miei interventi ha voluto vedere solo quello che lei VOLEVA vedere, secondo i suoi schemi appunto.
      Vediamo iun po’ di spiegare il tutto: che lei mi attribuisca quello che lei chiama classismo, ben sapendo, poichè mi legge da tempo, che provengo da una cultura marxista, mi fa proprio ridere. E’ vero che me ne sono allontanato, ma semplicemente perche’ non vi vedevo sbocchi, non perchè ne abbia abiurato le analisi etico-sociali (e anche questo ho detto piu’ volte). Quindi prima di arrivare alla conclusione che propendo verso un classismo, avrebbe dovuto fare queste riflessioni: o questo qui e’ ubriaco di prima mattina (forse ha ingurgitato qualche cuba_libre di troppo il sabato precedente :-) ) oppure…. c’e’ qualcosa che non quadra nel discorso. E una persona razionale quale lei si definisce e’ una persona che sa distinguere e discernere. Vede, se lei avesse letto fra le righe (emica tanto poi) avrebbe visto che io le ho chiamate “sventurate” perche’ come lei ben sa, il 99% di quelle che battono per strada sono schiave quindi non “ontologicamente dedite alla perversione ed alla malvagità” come lei vuol credere che io pensi. E, come lei, credo, dovrebbe sapere (dico “credo” perche’ vedo che conosce meglio la società norvegese che quella autoctona) le schiave per strada sono guardate a vista dai loro protettori, per timore che scappino, o che vadano alla polizia. Quindi, la mia meraviglia era dovuta al fatto che, ben sapendo che erano guardate a vista, motivo per cui mi ero guardato bene dal chiedere loro aiuto, si sono spostate dal ciglio della strada per aiutarmi. Tutto qui. Ma non e’ finita. Poiche’ io sono uno strenuo sostenitore del fatto che qualsiasi dioscorso per avere senso debba essere contestualizzato alla situazione contingente (e anche questo l’avrò detto una dozzina di volte), avrebbe dovuto fare mente locale qual era il discorso che volevo portare avanti: si stava parlando con Mimma del nostro prossimo e della vicenda del buon samaritano. E’ in QUESTO contesto che va inserita la testimonianza di vita che ho riportato, quindi la sua accusa di classismo non c’entra un santo belino di niente DOPPIAMENTE, perche’ il messaggio che volevo far passare era ben altro.
      Per quanto concerne il berlusconismo, anche qui credevo di essere stato chiaro, ma a quanto pare verso chi e’ prevenuto questo non basta:
      sono stato IO per primo a dire che una certa cultura e mentalità “…. beninteso, gia ‘ esisteva nel tessuto sociale italiano….” (quindi non si appropri per favore di cose dette da altri, la cosa mi infastidisce alquanto), ma ho aggiunto che sotto Berlusconi la stessa e’ divenuta DOMINANTE E DI REGIME! Quindi vi e’ un prima e un dopo, e nel mezzo vi e’ questo spartiacque. Anche Hitler era fortemente minoritario nella Germania di Weimar, ma dopo che prese il potere nel giro di pochi mesi le sue idee che non faceva niente affato per nasconderle (v. il Mein Kampf) divennero di regime. Rendo adesso l’idea o no?
      E qui mi riallaccio all’ultima sua chicca: lei dice che Berlusconi in Norvegia avrebbe preso solo il suo voto: beh, io credo che certe affermazioni bisognerebbe dimostrarle, e come io abiuro i dogmi, la stessa cosa faccio per le tesi che non si possono dimostrare, ma si possono solo supporre con logica induttiva in mancanza di quella deduttiva. Berlusconi forse non avrebbe avuto lo stesso successo che in Italia, ma lei sa bene, (e questo si’ che non ha bisogno di alcuna dimostrazione!) che esattamente due anni fa nella decantata Norvegia un certo Anders Breivik, fanatico clerico-nazista, definitosi salvatore del cristianesimo ed iscritto alla massoneria norvegese, stermino’ prima a Oslo e poi soprattutto nell’isola di Utoya 77 ragazzi solo per mandare un messaggio al mondo occidentale contro la crescente pressione dell’Islam. Non solo, ma sempre in quel paese che lei decanta tanto, la legge locale non permette una pena superiore a 22 ( o 21 non ricordo) anni di carcere, quindi se non cambia la legge, questo pazzo fanatico ce lo ritroveremo fra due decenni fra le palle, stavolta non so magari con bazooka o un quintale di tritolo.
      Inoltre, visto che io ho la fortuna di lavorare in un settore che mi permette di andare in giro per l’Europa a sentire e fare conferenze e quindi di relazionarmi con colleghi di mezza Europa, mi si dice che la Norvegia e la Scandinavia in genere avranno senz’altro i servizi sociali migliori d’Europa, senz’altro la migliore scuola ed istruzione d’Europa, senz’altto la migliore sanità d’Europa, ma hanno, al pari dell’Ungheria, la piu’ alta percentuale di suicidi e i alcoolismo in Europa!! Riesce a spiegarmi tutto questo?
      Con questo non voglio assolutamente assolvere il mio paese (che e’ anche il suo); io non mi nascondo MAI dietro le magagne degli altri per esaltare la mia realta’, ma prima di andare a vedere quanto e’ piu’ bella l’erba del vicino, cerchiamo di risolvere i problemi di casa nostra, perchè anche gli altri hanno le loro gatte da pelare. Se vuole che le dica una cosa, uno dei motivi che mi fecero allontanare dal marxismo fu proprio perchè mi accorsi, dopo tante vicissitudini interiori che non sto qui a dirle, che la felicità dell’individuo non consiste SOLAMENTE nell’avere il diritto alla casa, il diritto allo studio, il diritto al lavoro, l’abolizione dello sfruttamento e del plusvalore come recita appunto la dottrina marxista, fondata sul materialismo dialettico, ma soprattutto sul fatto di non essere SOLO!! E’ questo il dramma della società odierna: puntare tutto sul progresso tecnologico, perdendo di vista l’essenza dell’uomo. L’uomo e’ solo! Ecco perche’ io mi incazzo, e non poco, quando vedo per esempio qui certi interventi votati allo sfoggio culturale (o dicasi tale) e alla prosopopea: chi non sa relazionarsi con la gente, chi vive solo ed esclusivamente in funzione della propria realta’, e’ un povero frustrato, represso sessuale, anche se conosce un’intera biblioteca a memoria!
      Con Mimma, con la quale mi spiace molto si sia innescata fra di voi questa schermaglia, ci separano grossissime differenze di carattere ideologico, ….ma ci rispettiamo vicendevolmente, senza darci puerilmente addosso, come invece avviene per altri interlocutori. E ognuno ascolta l’altro, cercando di acquisire vicendevolmente qualcosa per un arricchimento individuale. E’ cosi’ difficile? Sembrerebbe proprio di si’, per mancanza di predisposizione.
      La saluto

  36. Nella scrive:

    Oggi è la festa di san Camillo de Lellis, un grande Santo che è stato un vero buon samaritano verso ghi ultimi e i poveri. Forse se imitassimo di più i santi eviteremmo tanti inutili parole e saremmo più credibili, poichè solo l’amore ci rende credibili. Come ce lo ricorda l’apostolo Giovanni nella sua prima lettera: “Nessuno può dire di amre Dio se non ama il suo fratello”. Conosciamo meglio la vita di questo grande Santo della chiesa, vero apostolo della carità.

    http://concristopietrevive.forumfree.it/?t=63888223

  37. mauro scrive:

    Cara Lt,

    a dei pescatori (in prevalenza), che diventeranno predicatori, disse: “Ricevete lo Spirito Santo, a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi”.
    Non le sovviene che non si tratta di sacerdoti ma di semplici persone prese dalla strada?
    Sembrerebbe di no, ma vorrebbe spiegarmi come mai ancora oggi semplici persone recitano il Padre Nostro ed affermano: “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”?

  38. Nella scrive:

    Invito alla Santità!
    L’uomo è irragionevole, egocentrico:
    non importa, amalo!
    Se fai il bene ti attribuiranno secondi fini egoistici:
    non importa, fa’ il bene!
    Se realizzi i tuoi obiettivi troverai falsi amici e veri nemici:
    non importa, realizzali!
    Il bene che fai verrà domani dimenticato:
    non importa, fa’ il bene!
    L’onestà e la sincerità ti rendono in qualche modo vulnerabile:
    non importa, sii sempre e comunque franco e onesto!
    Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo:
    non importa, costruisci!
    Se aiuti la gente, se ne risentirà:
    non importa, aiutala!
    Dai al mondo il meglio di te e ti prenderanno a calci:
    non importa, continua!, realizzali!
    Il bene che fai verrà domani dimenticato:
    non importa, fa’ il bene!
    L’onestà e la sincerità ti rendono in qualche modo vulnerabile:
    non importa, sii sempre e comunque franco e onesto!
    Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo:
    non importa, costruisci!
    Se aiuti la gente, se ne risentirà:
    non importa, aiutala!
    Dai al mondo il meglio di te e ti prenderanno a calci:
    non importa, continua!

    Padre rendici degni di servire
    Padre, rendici degni
    di servire i tuoi figli e nostri fratelli,
    che in mezzo al mondo vivono e muoiono
    nella povertà e nella fame.
    Da’ loro, attraverso
    le nostre mani e il nostro cuore,
    il pane quotidiano, la pace e la gioia.
    Padre, donaci oggi e sempre
    la fede che sa vedere e servire
    Gesù, tuo Figlio, nei poveri.

    Fa’, o Padre, che diventiamo un tralcio
    genuino e fruttuoso di Gesù, vera vite,
    accettandolo in noi
    come la verità che dobbiamo annunciare,
    come la vita che dobbiamo vivere,
    come la luce che dobbiamo accendere,
    come l’amore che dobbiamo comunicare,
    come la via che dobbiamo percorrere,
    come la gioia che dobbiamo donare,
    come la pace, che dobbiamo diffondere,
    come il sacrificio che dobbiamo offrire
    per la salvezza del mondo.
    Amen.

    (Madre Teresa di Calcutta).

    • Mimma scrive:

      “L’onestà e la sincerità ti rendono in qualche modo vulnerabile:
      non importa, sii sempre e comunque franco e onesto!”

      Ci sono verità dolorose che uccidono come lento martirio e non possono essere urlate e neppure sussurrate e paralizzano.

  39. Lia Orsenigo scrive:

    Simpatica Nella,
    anche a Lei rammento volentieri che i santi servono a pochissimo, quando le coscienze sono mal costruite : il problema è tutto lì.
    Esempio : ho già detto e ripetuto che frequento molto la Norvegia per ragioni familiari; ebbene, lì san Camillo dè Lellis è praticamente sconosciuto, ma gli ospedali norvegesi funzionano benissimo.
    Molto più dei nostri, dove c’è un ritrattino religioso in ogni ambiente, ma , spesso, c’è un totale disinteresse umano e professionale.
    Non penso di non essere stata chiara.
    L.O.

    • Nella scrive:

      @Signora Lia
      Guardare alla vita dei santi personalmente mi serve a mettere in discussione la mia vita e il mio stile di vita e non quella degli altri. Lei non mi deve spiegare nulla. Nessuno pretende questo. Spieghi a se stessa ciò che le serve per meglio vivere la sua esistenza nella logica dell’amore. L’unica cosa che serve e che può rendere migliore il nostro mondo migliore. “Non aspettare che il mondo cambi, cambia il tuo cuore e il mondo cambierà con te”! Pregherò per lei, indipendentemente che lei sia credente o no. Saluti.

      • Lia Orsenigo scrive:

        Garbatissima Nella,
        in verità, io non intendevo spiegarLe qualcosa : io invitavo a prendere atto del fatto che il sistema di valori interiori cui Ella ama fare riferimento funziona malissimo, all’atto pratico, nonostante sia in funzione da tempi lunghissimi. Alla fine ,in fatti, le coscienze italiche risultano costruite assai male e la cosa che pare funzionare peggio è proprio questa chiassosa e superficiale retorica dell’amore.
        Sembra che funzioni assai meglio la metodologia dell’impegno, del rigore, della preparazione, della sobrietà e della legge. Ripeto, un eccellente esempio è costituito appunto dal santo che si celebra oggi e che ,nonostante secoli di retorica, non è riuscito a far funzionare gli ospedali italiani meglio di quelli norvegesi, dove Camillo dè Lellis è praticamente sconosciuto.
        Insomma, noi, con tutti i nostri santi , con la devozione ad essi, con la retorica delle opere e dell’amore e via discorrendo, non abbiamo saputo mettere insieme una realtà umana e sociale paragonabile a quella delle collettività protestanti.
        Ergo, se l’albero va giudicato dai frutti, come già un semplice coltivatore sa, il nostro è guasto alla radice.
        L.O.

        • Nella scrive:

          @Signora Lia
          Se il mondo va male è colpa sua, è colpa mia, è colpa di tutti noi. Il mondo è come lo facciamo noi ogni giorno nelle piccole come nelle grandi scelte della vita. Le società atee e laiche non mi pare che siano esempi di grande umanità e carità. Basta aprire un giornale per capirlo. E poi non si tratta di mettere in conflitto i veri valori, come onestà, servizio, amabilità, attenzione all’altro. Da qualunque parte vengano, sono da Dio benedetti. Ma la sua “tendenziosità” che vuole far cadere sulla chiesa il male della società mi sembra quanto mai sospetta e di parte. Bisogna essere oggettivi e scevri da ideologie di parte. Il bene è bene, il male è male! Il resto mi sembrano discussioni da salotto. Cambiamo il mondo convertendoci all’Amore, quello che Cristo ci ha mostrato donando pienamente se stesso sulla croce. Guardi la croce e troverà la vera scienza dell’Amore. Saluti

    • gibici scrive:

      @ Lia Orsenigo. Ho gia’ espresso il mio giudizio sul suo vuoto modo di argomentare, adesso applicato alla figura di Camillo de’ Lellis.
      La valutazione dell’influenza della figura di un santo e’ importante e nella storia europea le prime istituzioni di carattere ospedaliero furono proprio d’ispirazione religiosa. Ed anche al nostro tempo, finche abitavo in Italia, almeno a Roma e Torino i migliori ospedali erano quelli religiosi, probabilmente anche in altre citta’.
      Altri paesi, tutt’altro che incivili ed anzi molto ricchi come la Norvegia, abbiano un sistema sanitario migliore del nostro fa piacere e forse sperare, anche se in Italia manca la capacita’ di copiare in questo campo.

      • Lia Orsenigo scrive:

        Centri di studio sulla salute e punti di cura e terapia esistevano già nell’Ellade antica, anche se in forme embrionali (vedansi le scuole ippocrateee) o para/religiose, ( come i luoghi dove si venerava l’opera di Esculapio).
        L’idea che tutta la civiltà sia cominciata col cattolicesimo è un vezzo provincialeggiante di cui non riuscite a liberarvi. Il mio argomento sulla eccellente funzionalità di tutti i centri di cura dei paesi protestanti è un argomento inoppugnabile per sostenere che ,per fare il proprio dovere, non servono le statuine di santi che affollano i nostri ospedali.
        Popoli che si disinteressano totalmente dei santi hanno saputo raggiungere risultati assai migliori, e questo è un fatto.

        • gibici scrive:

          @ Lia Orsenigo
          anche per sragionare non servono le statuine e anche nell’antica Grecia era possibile sragionare.
          Che cosa c’entra quello che risponde con cio’ che ho detto?
          Il solito ritornello da pseudomoralista da mesi se non da anni. Ragionare significa anche evolvere intellettualmente.

          • gibici scrive:

            “Popoli che si disinteressano totalmente dei santi hanno saputo raggiungere risultati assai migliori, e questo è un fatto”:
            1. Si disinteressano dei santi? Ma non della ispirazione evangelica che i santi incarnano.
            2. Risultati assai migliori?
            Guardi che il mondo ha confini un po’ piu’ ampi di quelli della Norvegia, e i servizi vanno valutati in base a molti parametri, tra i quali il grado di benessere della popolazione.

        • Mimma scrive:

          @Lia Orsenigo
          Di “inoppugnabile” leggo unicamente la sua alterigia…
          Anche presso il più grande centro di alta specializzazione mondiale, se una creatura umana si trova nel bisogno interiore di pace, non troverà mai ciò che spera senza la presenza di Cristo sorgente dell’Amore Universale con qualcuno che glielo comunichi!
          Le cure mediche non riempiranno mai il bisogno d’Amore dell’essere umano.
          La sua vita senza i santi rimarrà pur sempre “dorata” e “à la page”, ma cosa avrà comunicato?
          La solidarietà che dice di praticare resta vuota di intento e raggiunge l’unico obbiettivo di mettere in quiete la sua coscienza e di sentirsi dire “bravo!”

          • Sal scrive:

            @ Mimma
            “se una creatura umana si trova nel bisogno interiore di pace, non troverà mai ciò che spera senza la presenza di Cristo…”

            Tanto per dire, i pellirossa non erano né cattolici nè cristiani, e la pace se l’erano costruita da soli senza conoscere Cristo, ma sono stati decimati, guarda guarda proprio da quelli che conoscevano Cristo e la pace non l’avevano.
            Lo stesso può dirsi degli indios che di pace ne avevano talmente tanta che nella loro ingenua ospitalità si sono messi le serpi in seno, e quelle che li hanno sottomessi e schiavizzati perché conoscevano Cristo.
            E la storia non si può cancellare… ma che va dicendo…che hanno comunicato l’Amore universale ? Beh, è sempre un punto di vsita…. Lo vada a raccontare ai Tusti massacrati da i vescovi Hutu e vv.

          • Mimma scrive:

            @Sal
            lo dica invece ai poveri cristi che muoiono ogni anno per suicidio per l’ostracismo praticato tra i testimoni di geova. Siete così cinici che vi permettete di far la morale ai cattolici. Ma si vergogni.

            http://controllomentale.wordpress.com/2013/01/06/testimoni-di-geova-e-lostracismo/

  40. Bortignon scrive:

    A proposito di stranezze….
    Il capo del governo, cattolico doc, senza se e senza ma, ha dichiarato a proposito del decreto votato sull’uguaglianza fra figli nati dentro il matrimonio e figli nati fuori del matrimonio: «Grandissimo atto di civiltà» –
    Ma la stessa frase non vuol dire anche che prima si era nella inciviltà?
    E chi l’aveva imposta quella situazione?

    • gibici scrive:

      L’aveva imposta una cultura, anche religiosa. Il problema e’ quello di riuscire a criticare con l’aiuto del vangelo, ma anche di tutti gli altri mezzi umani, quanto di errato ci portiamo dietro, senza negare il positivo della tradizione.

  41. Squilpa scrive:

    Leggo sempre con grande interesse i commenti (ahimè rari) della signora Orsenigo e condivido in modo particolare sia le analisi sconsolate sul come è costruita la coscienza degli italiani, sia la responsabilità storica del cattolicesimo reale circa tale costruzione .
    Il nucleo fondamentale di tale patologia sta nell’essere sempre la chiesa stata contro ogni forma di autonomia di coscienza e nell’avere ,quindi, diseducato gli italiani dall’esercizio di essa, rinforzando la immaturità e la irresponsabilità.

    Gli italiani sono stati letteralmente espropriati per secoli dalla dirigenza della propria coscienza e si sono abituati a nascondersi dietro alle spalle del prete per ottenerne ogni giudizio, ogni valutazione, ogni indirizzo, oltrechè la grazia e la salvezza : un lavoro immane, durato diecine di generazioni, al termine del quale siamo ridotti ad un popolo-bambino, immaturo, esteriore, frivolo, sottomesso, conformista, incline al compromesso, sempre bisognoso di perdono, sempre trascorso “tra il lupanare ed il confessionale”, come ha scritto Rondolino.

    Eravamo ben più forti e saldi durante il paganesimo, allorchè abbiamo scritto la storia del mondo col rigore e con l’impegno, e sono molto più forti e salde le società protestanti, dove il rigore e l’impegno sono di casa.
    Tutta la storia dimostra che , laddove ha trionfato la Controriforma, solo il clero è potente e prestigioso, mentre i popoli sono trasformati in cera molle.

    • gibici scrive:

      E’ la storia che sentivamo nel ventennio, bei tempi e finiti peggio! Non rimpiango i tempi eroici di Giarabub. Anche allora si predicava impegno, rigore, eroismo da due criminali.

      • Squilpa scrive:

        Come se la storia di cui parlo fosse iniziata negli anni 30…
        I pregi cui facevo cenno sono storia dell’ OGGI in nordEuropa ed i mali delle coscienze italiche sono SECOLARI….Altro che Giarabub!

        Gibicì, non si dispiaccia, fornire risposte intelligenti e non inquinate dalla più cieca emotività non è affare nè Suo, nè di Mimma.

      • Mimma scrive:

        @Squilpa
        Beati quelli che sanno provare emozioni…
        Il cinismo può uccidere le anime lasciando vivere i corpi.

        • Sal scrive:

          @ Mimma
          “Beati quelli che sanno provare emozioni…”

          E poi si lamenta se le dico di andare a fare bambini……

          Ma lei è una contraddizione a tutto campo.
          Una volta dice una cosa poi la nega e la contesta.
          Ma si decida una buona volta…… Vuole essere beata ? Provi le emozioni… anche la maternità è un emozione no ? Vede che qualche volta convergiamo ?

  42. Nella scrive:

    Ho sentito il battito del tuo cuore
    Ti ho trovato in tanti posti, Signore.

    Ho sentito il battito del tuo cuore
    nella quiete perfetta dei campi,
    nel tabernacolo oscuro di una cattedrale vuota,
    nell’unità di cuore e di mente
    di un’assemblea di persone che ti amano.
    Ti ho trovato nella gioia,
    dove spesso ti cerco e spesso ti trovo.
    Ma sempre ti trovo nella sofferenza.
    La sofferenza è come il rintocco della campana
    che chiama la sposa di Dio alla preghiera.
    Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza
    della sofferenza degli altri.
    Ti ho visto nella sublime accettazione
    e nell’inspiegabile gioia
    di coloro la cui vita è tormentata dal
    dolore.

    Ma non sono riuscita a trovarti
    nei miei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri.
    Nella mia fatica
    ho lasciato passare inutilmente
    il dramma della tua passione redentrice,
    e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata
    dal grigiore della mia autocommiserazione.
    Signore io credo. ma tu aiuta la mia fede.

    Madre Teresa

    • Sal scrive:

      @ Nella
      “Signore io credo. ma tu aiuta la mia fede.”

      E’ come quella delle 3 barche….. IL tizio si era rifugiato sul tetto della casa durante l’alluvione. Ad ogni barca che passava e lo invitava a salire rispondeva che aveva fede che Dio lo avrebbe salvato, e non saliva sulla barca. Morì annegato e quando arrivò da Pietro, un po’ seccato per non essere stato salvato, si sentì rispondere : “Ma se ti ho mandato 3 barche” ne avessi presa una.
      Come quello che vuole imparare a nuotare e non abbandona mai il salvagente……

      “Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza della sofferenza degli altri.” Io tutta questa grandezza nella sofferenza non ce la vedo. Mi sembra più una roba da masochisti…. Cattolici

      “Poiché con i mali Dio non può essere provato né egli stesso prova alcuno. Ma ciascuno è provato essendo attirato e adescato dal proprio desiderio.” ( Gc 1.13)

      • Mimma scrive:

        @Sal
        I masochisti sono quelli della sua setta geovista. Anzi sadomasochisti. Se ne faccia qualche idea.

        https://www.facebook.com/usciredaitestimonidigeova

        • Sal scrive:

          Lei è monotona. Non ha alcuna idea utile oltre quella di accusare i TdG. Ma non sono interessato a quella musica. Non appartengo a quel gruppo.
          Pensa davvero che non sappia che le mele marce appartegono a tutti i gruppi indistintamente ?
          Sono io quello che condanna le riligioni quale ricettacolo di venditori di fumo e lei lo viene a raccontare a me ?
          Deve essere proprio di coccio !

          • minstrel scrive:

            Beh, allora se è d’accordo cominci la sua solita solfa contro i TdG finalmente e ringrazi Mimma che le offre spunti per la polemica di notevole spessore!

  43. Lia Orsenigo scrive:

    Ringrazio molto il forumista “squilpa”, di cui anch’io apprezzo i convincimenti ed aggiungerei , a quanto detto prima, un altro fattore storico atto a motivare la nostra italica arretratezza : la assoluta mancanza di una mentalità razionale e scientifica.
    Questa mentalità è un immenso vantaggio per le società nordeuropee ed il fatto che in Italia manchi non è certo una colpa degli ambienti laici….
    L.O.

    • minstrel scrive:

      Lei ti piace
      tanto tanto da morir
      Forse tu le piaci
      ma lei non sà come dirlo
      Ma non servono
      le parole sai
      allora baciala..

      Sciala la la la la la
      Il ragazzo è troppo timido
      coraggio baciala
      Sciala la la la la la
      Non lo fa ma che peccato
      se insiste lui la perderà

  44. gibici scrive:

    @Lia Orsenigo
    Finalmente un piccolo pseudosviluppo del suo pseudopensiero. Come padre di due ricercatori impiegati all’estero, posso tranquillamente confermare cio’ che tutti dovrebbero sapere, cioe’ che l’universita’ e la ricerca italiana stanno affondando per la mala gestione in primo luogo politica, non per “la mancanza di una mentalita’ razionale e scientifica”. Che pero’ sicuramente manca a molti in Italia come all’estero. Ho passato molto della mia vita nei paesi del nord e non ho mai sofferto del suo complesso d’inferiorita’, perche’ sapevo il fatto mio.

  45. Squilpa scrive:

    Altro esempio di grossolana miopìa gibbicciana… Ma è possibile che non riusciate ad elevare un pò il vostro punto di vista?
    Rispondo in luogo di un’altra persona, ma la orsenigo non si riferiva, evidentemente, alle pur notevoli attitudini di singoli intelletti (che, magari, si coprono di gloria all’estero); qui si stava parlando di un atteggiamento di fondo di tutto un popolo, la cui anima è stata indirizzata più verso l’emotività, la passionalità e l’estro che verso il rigore razionalista. E non parliamo della Scienza dalla controriforma in poi ; il nostro Galilei era costretto a far stampare i suoi risultati a Leyden, da una casa olandese !
    E sì che gli intelletti italiani -appunto- non mancavano (si pensi a Redi, a Torricelli, a Malpighi); ma l’esempio negativo di Galilei scoraggiò questi ricercatori isolati dal tentare l’elaborazioni di veri e propri sistemi e ,così, grazie alla Inquisizione, il pensiero scientifico trasmigrò dall’Italia verso il cenroeuropa…

    Eppoi, il nostro ineffabile gibbicì parla di “mala gestione innanzitutto politica” … Che cosa è il comportamento politico, un meteorite caduto su Roma? A cosa altro si può attribuire, insomma, questo pessimo stato di cose se non , appunto, al pessimo modo come è stata costruita la coscienza degli italiani? Forse che sotto il politico non c’è l’uomo? E chi si è arrogato per secoli il compito di fornire un indirizzo morale agli uomini, politici compresi? Chi, se non gli uomini d’oltretevere?
    Bah….

    • gibici scrive:

      @Squilpa.
      Gentile ed effabile signora,
      lei vede lontano, ma non vicino, perche’ la signora Orsenigo aveva scritto “la assoluta mancanza di una mentalità razionale e scientifica” degli italiani. Questo popolo, lei precisa, sarebbero preda dell’emotivita’ e percio’ incapace di razionalita’, salvo pochi eletti, come lei ed io, ma io sono sceso dal treno oltre frontiera.
      Certo lei e’ la profezia avverata: siamo tra gli ultimi in Europa come percentuale di laureati, non perche’ non ci sono strutture adeguate e posti di lavoro disponibili, ma per l’influsso del cattolicesimo. Che la situazione sociale e culturale sia figlia di quella economica non conta nulla, perche’ anche quest’ultima, come quella politica, dipenderebbe dalla Chiesa cattolica, che ad un certo punto nel 1500 avrebbe mandato in crisi la politica e l’economia italiana. Si accontenta di poco, beata lei, che sguazza nell’incultura che deplora. Due disastrose guerre mondiali (e altre minori) non sono state nulla.
      Meglio non farsi problemi, le verrebbe l’emicrania.
      Inoltre da oltretevere si sarebbe formata l’etica pubblica degli stati cattolici? Da quando e con chi? Con i re francesi che ostacolavano l’accettazione dei concili, in una Francia culla del gallicanesimo e successivamente del giansenismo? Con l’impero austriaco dove neppure il viaggio di Pio VI non ottenne nulla? Con Napoleone che snaturo’ il concordato appena concluso, aggiungendo unilateralmente gli articoli organici che introducevano di nuovo il gallicanesimo, con la Francia repubblicana del 1905 che aboli’ quel concordato per introdurre la cd laicita’. Con il ducato di Toscana del sinodo di Pistoia, sempre legato all’Austria, alla quale era sottomesso gran parte del nord Italia? Il Piemonte che incarcero’ a Fenestrelle e poi costrinse per piu’ di dieci anni all’esilio il vescovo di Torino e fu il primo in Italia ad abolire il foro ecclesiastico ed ad introdurre le leggi antiecclesiastiche? L’Italia di porta Pia o dell’ampliamento di Roma con strade che impedissero la vista di s.Pietro?
      Cara signora, ripeto, non si ponga problemi, ma continui felice nelle sue non innocenti fantasie.

  46. Sal scrive:

    @ Eremita
    “Ci sono anche i peccatori che non si ritengono mai tali; come faranno questi a convertirsi?”
    Credo che la sua domanda centri benissimo la questione.
    Cristo mandando i suoi discepoli, non disse mica che dovevano convertire qualcuno. Disse solo di predicare la venuta del Regno. Non c’è l’obbligo di convertire nessuno. Se qualcuno è interessato ai principi contenuti negli insegnamenti del Cristo li praticherà, se qualcun altro non è interessato lei non ci può fare niente.
    “E devi pronunciare loro tutte queste parole, ma non ti ascolteranno; e li devi chiamare, ma non ti risponderanno. E devi dire loro: ‘Questa è la nazione il cui popolo non ha ubbidito alla voce di Jehovah suo Dio, e non ha accettato la disciplina. La fedeltà è perita, ed è stata stroncata dalla loro bocca’.” (Ger.7.27-28)

    “Figlio dell’uomo, ti ho reso sentinella alla casa d’Israele, e devi udire dalla mia bocca la parola e li devi avvertire da parte mia. “ ( Eze 3.17)

    • Mimma scrive:

      @Sal
      Ecco quanto è stolta la sua fanatica manipolazione della Scrittura. Viene smentito in pieno dalla Parola di Dio. Anticristo e discepolo di anticristi. Questo è lei Sal.

      Lc 15,7 Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.

      Lc 24,47 e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.

      At 17,30 Ora Dio, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, ordina agli uomini che tutti e dappertutto si convertano,

      At 26,20 ma, prima a quelli di Damasco, poi a quelli di Gerusalemme e in tutta la regione della Giudea e infine ai pagani, predicavo di pentirsi e di convertirsi a Dio, comportandosi in maniera degna della conversione.

      • Sal scrive:

        @ Mimma
        “At 17,30 Ora Dio, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, ordina agli uomini che tutti e dappertutto si convertano,”

        Lei dovrebbe saper che non si manipolano le scritture….. ricordi Miriam e la lebbra.

        Libera scelta e costrizione a scegliere una parte, sono profondamente diversi e contrari.
        Predicare di pentirsi e convertirsi a Dio e costringere a farlo sono possibilità antitetiche. Spero lo capirà anche lei.

        Le mie traduzioni riportano così :
        (Atti 17:30)
        “È vero che Dio non ha tenuto conto dei tempi di tale ignoranza, ma ora dice al genere umano che tutti, in ogni luogo, si pentano.” (NM)

        “Dio dunque, passando sopra i tempi dell’ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, ( Nuova Riveduta)

        “Dopo esser passato sopra ai tempi dell’ignoranza, ora Dio ordina a tutti gli uomini di tutti i luoghi di ravvedersi,” (CEI)

        Dove ha trovato lei quel “Dio ha ordinato che si convertano” ? Dio non ha mai preteso la conversione di nessuno, ha consigliato di ravvedersi. Sono cose diverse.
        Tanto per essere anticristo…..

  47. Squilpa scrive:

    Ma, caro Gibicì,
    negare che l’animo italiano sia frutto della lunghissima gestione cattolica delle coscienze mi pare quasi un autogol… Vuol vedere che ,ora, devo essere io a rivalutare il ruolo della chiesa? In realtà, in Italia, a me pare che anche le cose apparentemente più lontane dalla dottrina siano sempre inscrivibili sotto la volta della mentalità cattolica. Ciò rimane vero, al di là dei molti piccoli episodi che Lei elenca : non è a quelli che bisogna guardare per spiegare la formazione storica di una mentalità di un intero popolo.
    Io glie li potrei smentire uno per uno, ma Le dico solo che ,per milioni di sudditi spesso analfabeti, nei secoli passati, una sola omelia di una sola domenica decideva la formazione di una mentalità più di un decreto napoleonico o del destino di un vescovo di Torino. Ma Lei davvero crede che una somma di piccoli episodi periferici siano più decisivi di un orientamento generale, sempre reiterato, da una grande autorità morale che occupava interamente la scena collettiva?
    Circa la situazione economica di cui Lei parla, e dei risvolti sociali e culturali, Le posso dire che anche qui mi pare decisivo l’atteggiamento protestante (fuori di ogni giudizio!); la chiesa cattolica insegnava che il possesso di beni materiali era pericoloso per la salvezza dell’anima, Lutero e Calvino che –al contrario– esso era segno di benevolenza divina. Poi, va aggiunto il concetto protestante del “beruf” (“chiamata” e “lavoro”…) Le pare che occorra altro per frustare un popolo a perseguire un miglioramento sociale ed economico?
    Circa quello culturale, poi, caro amico, ma come può evocarlo, quando il protestantesimo spinse la gente all’ alfabetizzazione, mentre da noi la chiesa chiudeva a chiave i libri??
    Ma, scusi, debbo aggiungerLe ancora una cosa, sennò non ci capiremo mai, circa il problema della mentalità razionale e scientifica.
    Badi, io parlo di “mentalità”….
    Una cosa, infatti, è la CULTURA scientifica, un’altra cosa è la MENTALITA’ scientifica : sono due concetti vicini, ma non sono la stessa cosa. E’ perfino possibile possedere la prima ma non la seconda (un buon esempio di ciò io lo indicherei nel nostro Zichichi, a causa di certe sue prese di posizione aprioristiche che contrastano, appunto, con lo spirito scientifico genuino).
    Più nel dettaglio, una buona mentalità scientifica è quella che ci spinge a ripensare continuamente il mondo al di là delle nostre certezze ed anche contro l’evidenza del senso comune; è il talento audace del dubitare, anzi, delle nostre certezze e non esitare a farlo come programma concettuale quotidiano ed ininterrotto.
    Essere continuamente disponibili al processo di ripensamento dell’immagine del mondo è la più genuina espressione del vero pensiero scientifico , e ciò anche a costo di una totale ribellione a sicurezze che possono apparire ovvie; una vera mentalità scientifica parte da una preliminare e sincera (e perpetua) accettazione della nostra ignoranza e –soprattutto– implica una capacità critica e ribelle; capacità critica e ribelle che deve andare anche contro quella delle “autorità” e dei “maestri” perchè è sempre tesa allo sforzo , come ho detto, di ridisegnare il mondo.
    Ora, pare possibile che un simile armamentario concettuale possa andare bene d’accordo con la religione? Non Le sembra che ,in ogni sua fibra, la mentalità scientifica sia addirittura opposta alla mentalità religiosa? La religione è forse pensiero critico? E’ libero spirito di indagine? E’ prescindere dal principio di autorità? E’ dinamicità concettuale? E’ evoluzione continua degli schemi concettuali che usiamo per comprendere il mondo?
    E Le pare possibile che ,in un paese come l’Italia, totalmente preda di una potentissima casta clericale, possa avere un accettabile diritto di cittadinanza la MENTALITA’ scientifica?
    Mi fermo qui, ma , anche rapidamente, penso di aver detto l’essenziale, (anche se temo che a Lei potranno sembrare ancora fantasie….)

    • cuba_libre scrive:

      Molto interessante il suo post, e si presta a qualche considerazione.
      La mentalità per me e’ figlia diretta di una certa cultura: essendo per definizione la mentalità una struttura mentale dell’individuo che comporta come immediata conseguenza il modo come lo stesso individuo percepisce e si relaziona con il mondo esterno, la medesima si forma attraverso la cultura e gli studi, con cui e’ venuto a contatto, ma soprattutto le esperienze vissute. Infatti io sono un sostenitore dell’idea che far cambiare la mentalità di una persona e’ la cosa piu’ difficile che esista, perche’ cambiare mentalità significa dover rinnegare tutto o quasi il proprio passato. E la cosa costa fatica immane, per cui non tutti sono disposti a farlo e preferisono perseverare nell’abitudinarietà anche se sanno di essere in palese errore. Solo un forte travaglio interiore puo’ essere una spinta a farlo.
      Premesso questo, quello che lei dice e’ giusto se si contestualizza nell’ambito delle dottrine dogmatiche: li’ non vi e’ scampo: un dogma in quanto tale, non puo’ essere messo in discussione, altrimenti non sarebbe tale. E se un dogma dice per esempio, che la Madonna ha partorito restando vergine, hai voglia di fare elucubrazionui scientifiche, non si verrà mai a capo di niente.
      Ma, come ben sa, vi sono degli esimi scienziati che sono credenti, non parlo di Zichichi, che e’ un emerito buffone, ma di altri, Einstein non era affatto ateo per dirne uno. Secondo me l’inghippo e’ quando lei dice ad esempio “La religione è forse pensiero critico? E’ libero spirito di indagine? E’ prescindere dal principio di autorità? E’ dinamicità concettuale? E’ evoluzione continua degli schemi concettuali che usiamo per comprendere il mondo?” La risposta a questi quesiti cosi’ posti non puo’ che essere una: No! Ma il fatto, gent. Squilpa e’ proprio questo: la religione non puo’ essere quello che lei dice perche’ e’ UN’ALTRA COSA. Ma il fatto che sia un’altra non significa che NECESSARIAMANTE sia in contrapposizione alla scienza. Le faccio un esempio banale, per rendere l’idea: le basiliche non sono state progettate e costruite certo dai preti o da analfabeti, ma da artisti che avevano il senso della staticità e dell’equilibrio fra le forze in gioco che reggevano la struttura. Cose che no n sono da tutti, ma solo di chi ha condotto certi tipi di studi.
      Forse sarebbe meglio sostituire il termine Religione con “Fede”, poiche’ la religione implica necessariamente l’esistenza di una fede, ma non e’ vero il viceversa. La fede inizia dove finisce la scienza o, se vuole, dove la scienza non puo’ arrivare: Keplero, che ha enunciato e messo sotto forma matematica le tre famose leggi che regolano il moto dei pianeti, non penso si sia chiesto mai PERCHE’ i pianeti seguano quelle leggi e non altre; come del resto Newton o Galileo non credo si siano mai chiesti PERCHE’ esista la forza di gravità; Lavoisier non credo si sia chiesto mai PERCHE’ una molecola raggiunge la sua stabilità se l’ottetto elettronico esterno e’ completo. Si accettano e basta, come se (questo e’ un pensiero mio) vi fosse una Grande Forza Ordinatrice che regola l’Universo. Che questa forza la si chiami Dio o altro poi dipende essenzialmente da come ci sia rapporta con essa e quale valenza le si voglia dare. In fondo le religioni nascono tutte cosi’, fin dal paganesimo. Che poi le religioni abbiano assunto i connotati che sappiamo (specialmente quelle monoteiste) questo e’ tutto un altro discorso.
      So che il concetto e’ abbstanza complesso e spero di non aver creato confusione nel cercare di espreimere il mio pensiero. A risentirla.

      • Simone 2 scrive:

        Infatti, Einstein non era ateo. In pagine diventate celebri Einstein si pronuncia in modo netto contro la concezione di un Dio personale secondo i modelli delle religioni monoteiste.
        La religione di Einstein è fatta di rispetto e meraviglia davanti al cosmo e di umiltà davanti all’armonia della natura.
        «Credo nel Dio che si rivela nell’armonia di tutto ciò che esiste, ma non in un Dio che si preoccupa del destino e delle azioni degli esseri umani».
        E ancora: «È questa religiosità cosmica il motivo più profondo e nobile della ricerca scientifica. Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo universo, una parte limitata nel tempo e nello spazio. Il nostro compito è di liberarci della prigione dell’illusione e di estendere la nostra compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua infinita bellezza».
        Una visione straordinaria che mi ha sempre commosso.
        Il vero problema non è credere in un Dio che si rivela nell’armonia dell’universo, anzi è piuttosto facile, ma credere che quel Dio possa preoccuparsi di quanto accada all’uomo sul pianeta Terra e secondo alcuni addirittura di ciò che avviene in camera da letto sotto le lenzuola!
        Vero è che la fantasia è priva di confini, ma non esageriamo.

        • cuba_libre scrive:

          Non per niente Einstein e’ uno dei piu’ grandi geni di tutti i tempi.

          • Squilpa scrive:

            Nel ringraziarla molto, cuba-libre, per la risposta, oltrechè per l’attenzione, Le ribatto quanto segue.
            Sono d’accordo in gran parte con quanto Lei è venuto scrivendo, persino con quanto lei dice di Zichichi (anche se io non mi sarei presa la libertà di esprimermi allo stesso modo….).
            Posso solo tentare qualche distinguo; non mi convince del tutto l’esempio che Lei fa sulla costruzione di una basilica; infatti, lì serve più tecnica che scienza, mentre io tentavo di definire l’idea di Scienza in senso ampio, con la lettera maiuscola.

            Lei ha ragione ,credo di poter dire, quando scrive che la “religione è un’altra cosa”; ma , qui, nasce appunto il problema : allora che cosa, esattamente? Cosa le dà la dignità di esser presa in considerazione, per dire, di essere , anzi, nobilitata e non inclusa tra le umane stravaganze?
            Lei scrive giustamente che tutto ciò che la Scienza non riesce a spiegare va quasi automaticamente ascritto all’ambito della religione, e siamo d’accordo. Ma io chiedo : con quale fondamento?
            Se rifiutiamo un criterio di sperimentabilità, ripetibilità, previsione eccettera, tipici della Scienza, allora come si fa a dire cosa potrebbe essere esatto? E ,soprattutto, chi ha ragione, (visto che di religioni,presenti e passate, ce ne sono mille?)

            La mia risposta è che hanno ragione i neuroscienziati quando hanno spiegato il fenomeno religioso come frutto della storia della nostra psiche e del bisogno che l’uomo (animale sociale) ha di spiegare tutto in termini di intenzionalità e progettualità. Il nostro senso comune chiede disperatamente di assegnare un senso purchessìa al flusso di informazioni che la realtà ci propone e noi rispondiamo estendendo all’universo intero le verità elementari che sono esatte nel nostro cortile di casa. Però, questa proiezione nel cielo di interessi umani cade facilmente nella ridicola ingenuità e riflette un presuntuoso antropocentrismo; le religioni vincono, secondo me, proprio perchè lusingano tale presunzione e danno all’uomo la possibilità di sacralizzare la propria carne, mettendosi al vertice di tutto e concedendosi il sogno di vincere l’annullamento eterno.
            Insomma, alle angosce bisognerebbe avere il coraggio di rispondere con l’agnosticismo e non con certezze mai certificate e non certificabili; ed io preferisco le piccole verità di breve distanza cui ci conduce la Scienza che non le inattingibili lusinghe delle fedi che teorizzano la spiegazione del visibile con l’invisibile, senza uno straccio di prova.
            La saluto con molta stima.

          • cuba_libre scrive:

            @ Squilpa

            La ringrazio per la risposta molto argomentata. Purtroppo pero’ vede, la sua risposta, seppur ineccepibile sotto altre condizioni, soffre di … un peccato originale :-) . E cioè che io non ho detto che la RELIGIONE inizia dove la sciena no puo’ arrivare, ma la FEDE. Sembra lana caprina, ma la differenza e’ sostanziale; una parte l’ho già spiegata e cioe’ che mentre wualsiasi religione deve necessariamente implicare una fede altrimenti non sarebbe tale, non e’ vero il viceversa, cioe’ uno puo’ avere un suo conetto di fede, senza necessariamente assimilarlo ad alcuna religione, ovvero non riconoscersi nella dottrina pigmento di quella religione. La religione non e’ qualcosa di oggettivo, nel senso che se io mi ritengo seguace ai questa o quella religione io non posso sfogliare a piacimento chesso’ io il vangelo, o il corano o il Talmud e dire: questo mi sta bene, questo anche ….. eh no, quest’altro, no, e lo butto via, perche’ se si riconosce una religione come parola rivelata dalla divinità, anche se cambia una sola virgola, mette in discussione la Divinità che l’ha ispirata, cosa inaccettabile ed eretica. Ed e’ per questo ad esempio che io non posso definirmi cattolico: come faccio a definirmi tale se meta’ delle cose che dice la chiesa non mi stanno bene? Altrimenti farei come altri che dicono di essere gli UNICI E VERI depositari del,cattolicesimo, anche se poi non accettano il ruolo portante del papa!
            La Fede, stavo dicendo, e’ invece soggettiva, e’ quella percezione interiore dell’individuo che costituisce la spinta propulsiva per credere quialcosa che va al di la’ di quello che la scienza riesce a dimostrare. Io una volta ebbi uno scontro epico in un altro blog di caratteristiche esattamente opposte a questo, in cui mi si diceva con la stessa arroganza di alcuni soggetti qui presenti (cambia l’oobiettivo, ma non la sostanza) che il credente non puo’ dimostrare niente. Ma il credente non DEVE dimostrare niente, ne’ ha titolo per farlo: come si fa a dimostrare una percezione? O peggio ancora ad imporla. Torno a fare l’esempio che proposi un mesetto addietro: se io vedo un quadro e un altro non lo vede, le ipotesi sono due: o io sono un visionario o l’altro e’ cieco, o alle strette la realtà non e’ nessuna delle due ma una terza che sfugge ad entrambi; ma di una cosa si puo’ essere sicuri: che non possiamo avere ragione entrambi: un quadro non puo’ esistere o non esistere contemporaneamente. Qual e’ la verita’ oggettiva? e qui inizia il conflitto fra ragione e fede, inizia il cammino individuale finalizzato a scoprire se il quadro esiste o e’ frutto della proiezione cerebrale. Il mio travaglio di molti anni fa, l’ho spiegato ieri nella risposta che ho dato a Lia Orsenigo: anche se abbiamo i migliori servizi di questo mondo e le migliori aspettative, …. si arriva ad un punto in cui ci si chiede chi siamo e perche’ siamo qui e questa esigenza nasce quando ci si rende conto che si e’ soli!: uno puo’ avere la migliore fuoriserie di questo mondo, la piu’ bella casa, la piu’ bella donna ….. ma arriva un momento che questo non basta piu’! E glielo dice uno che ha una miriade di interessi. Questa, ovviamente, anche se ho parlato in terza persona, e’ una testimonianza soggettiva, non esiste una regola di carattere generale, ed e’ giusto che sia cosi’. Margherita Hack, recentemente scomparsa, e che io ho conosciuto in un simposio, non aveva questa esigenza e ha condotto una vita coerentemente a quello che lei credeva e questo desta solo che ammirazione.
            Per tutto il resto che lei afferma sulla scienza, mi trova perfettamente in linea, ci mancherebbe.
            La stima e’ ricambiata. Saluti

          • cuba_libre scrive:

            @ Squilpa

            errata corrige:

            … La religione E’ qualcosa di oggettivo, nel senso che se io mi ritengo seguace DI….”

          • minstrel scrive:

            Ma ha mai sentito parlare Squilpa di “fondamenti FILOSOFICI per l’attività scientifica”? Epistemologia, robe così?! Eppoi, cos’è sto riduttivismo che oramai è già sepolto da mezzo secolo? Si pensa forse che le neuroscienze studino i sassi?
            http://www.disf.org/Editoriali/Editoriale1307.asp

            Boh…

  48. Reginaldus scrive:

    …dopo l’augurio agli amici mussulmani di trarre abbondanti frutti spirituali dal ramadan, ci dobbiamo aspettare ora una incursione, tipo quella di Lampedusa, di ‘franciscus’, in qualche casa dei suoi amici maomettani, a celebrare con loro la conclusione del mitico ramadan??? Così, magari da cogliere anche lì l’odore delle pecore…Già un suo predecessore, il santo subito ormai santo GPII, nel dicembre del 2001, aveva invitato i cattolici a digiunare quel venerdì ultimo del ramadan, insieme a loro…

  49. Squilpa scrive:

    Ecco un altro credente intransigente che non sarà contento finchè non vedrà scorrere il sangue dei maomettani….alla faccia dell’amore che dice Nella e della retorica vuota e superficiale che gronda dalle parole di Mimma e di tutta la cosiddetta tradizione dell’amore e della fratellanza.
    La religione A PAROLE predica la fraternità e l’universalismo, ma NEI FATTI

    • Mimma scrive:

      @Squilpa
      Ci vorrebbe spiegare, di grazia, quali sono per lei i valori con fondamenti profondi che potessero ovviare alla mia “retorica vuota e superficiale”?

      • Squilpa scrive:

        Dia un’occhiata a quanto ho indirizzato sopra , a Cuba-libre. In parte. è una replica anche per Lei.

  50. Squilpa scrive:

    ..ma NEI FATTI, è la più bieca e settaria cecità che parla all’identità ed alla appartenenza ed è il migliore lievito per far versare il sangue dei popoli.
    Così come si è visto sempre nella storia degli ultimi due millenni.

    • cuba_libre scrive:

      Squilpa, TUTTE le religioni hanno una componente integralista e fondamentalista, ma … UNA componente.
      Come del resto tutte le ideologie hanno la loro componente massimalista, vedi ad esempio quelle che hanno caratterizzato il secolo scorso.
      Siamo sempre li’: e’ l’USO che se ne fa di un pensiero filosofico (o di una cosa) che rende lo stesso portatore di positività ( se e’ mirato alla realizzazione di un mondo migliore) o pericolosità (se e’ usato come strumento di dominio).

  51. Reginaldus scrive:

    Siccome sulla parabola del samaritano il ‘franciscus’ è tornato a parlare proprio oggi, secondo la solita mesta e ritrita interpretazione buonistica, e siccome il mio modo di intenderla, che a me pare rispettosa di tutte le sue parti, fa infuriare le mimme e gli orinoco, mi sono deciso di rivolgermi per lume alla rete ( e mi scuserà eremita …), e ho cliccato ‘La parabola del buon samaritano e Origene’… e ho trovato quanto segue:

    …già un’antica tradizione cristiana vedeva nella parabola una potente rappresentazione della Caduta e della Redenzione dell’umanità. La comprensione che i primi cristiani avevano del buon Samaritano è raffigurata in una celebre cattedrale dell’undicesimo secolo a Chartres, in Francia. Una delle sue splendide vetrate decorate rappresenta nella parte superiore la cacciata di Adamo ed Eva dal Giardino di Eden e, parallelamente, nella parte inferiore la parabola del buon Samaritano. Si tratta dell’illustrazione di «una interpretazione simbolica della parabola di Cristo che era diffusa nel Medio Evo».
    … Nel secondo secolo d.C. Ireneo in Francia e Clemente di Alessandria vedevano entrambi il buon Samaritano come un simbolo di Cristo stesso che salva la vittima caduta, ferita dal peccato. Pochi anni più tardi, il discepolo di Clemente, Origene, affermava che questa interpretazione gli era giunta dai primi Cristiani, che avevano descritto l’allegoria nel modo seguente:

    «L’uomo che scendeva è Adamo. Gerusalemme è il paradiso e Gerico è il mondo. I ladroni sono le forze avversarie. Il sacerdote è la Legge, il levita rappresenta i profeti ed il Samaritano è Cristo. Le ferite sono la disobbedienza, la cavalcatura è il corpo del Signore, l’[albergo], che accoglie tutti coloro che desiderano entrarvi, è la Chiesa… Il padrone dell’[albergo] è il capo della Chiesa, al quale ne è affidato il benessere e il fatto che il samaritano promette di ritornare rappresenta la seconda venuta del Salvatore».( Origene , Omelia 34,3 )

    Questa lettura simbolica non veniva condivisa soltanto dagli antichi seguaci di Gesù, ma ebbe di fatto una diffusione universale tra i primi cristiani, essendo sostenuta da Ireneo, Clemente ed Origene e, nel quarto e quinto secolo, da Crisostomo a Costantinopoli, da Ambrogio a Milano e da Agostino nel Nord Africa. Tale interpretazione si trova in maniera più completa nelle decorazioni medievali delle vetrate di altre due cattedrali francesi a Bourges e Sens.

    — Scempiaggini???

    • Mimma scrive:

      @Reginaldus
      Un’interpretazione allegorica non può sostituire la reale chiamata che Gesù ci rivolge ad una carità operativa e fattiva verso tutti. Senza preclusioni o pregiudizi.

      “….I singoli tratti dell’allegoria, che sono diversi a seconda dei Padri, possiamo lasciarli serenamente da parte. Ma la grande visione dell’uomo che giace alienato e inerme ai bordi della strada della storia e di Dio stesso, che in Gesù Cristo è diventato il suo prossimo, la possiamo tranquillamente fissare nella memoria come una dimensione profonda della parabola che riguarda noi stessi. Il possente imperativo contenuto nella parabola non ne viene infatti indebolito, ma è anzi condotto alla sua intera grandezza. Il grande tema dell’amore, che è l’autentico punto culminante del testo, raggiunge così tutta la sua ampiezza. Ora, infatti, ci rendiamo conto che noi tutti siamo «alienati» e bisognosi di redenzione. Ora ci rendiamo conto che noi tutti abbiamo bisogno del dono dell’amore salvifico di Dio stesso, per poter diventare anche noi persone che amano. Abbiamo sempre bisogno di Dio che si fa nostro prossimo, per poter diventare a nostra volta prossimi.
      Le due figure, di cui abbiamo parlato, riguardano ogni singolo uomo: ogni persona è «alienata», estraniata proprio dall’amore (che è appunto l’essenza dello «splendore soprannaturale» di cui siamo stati spogliati); ogni persona deve dapprima essere guarita e munita del dono. Ma poi ogni persona deve anche diventare samaritano — seguire Cristo e diventare come Lui. Allora viviamo in modo giusto. Allora amiamo in modo giusto, se diventiamo simili a Lui, che ci ha amati per primo (cfr. 1 Gv 4,19).

      Testo preso da: Benedetto XVI: il “buon Samaritano” è Gesù che soccorre l’umanità http://www.cantualeantonianum.com/2013/07/benedetto-xvi-il-buon-samaritano-e-gesu.html#ixzz2Z3YFkVse

      • mauro scrive:

        Cara Mimma,

        Il samaritano, prestandosi ad aiutare il sofferente che ha incontrato, esemplifica la richiesta di Dio, fatta all’uomo, di riversare la propria agape su chi gli è prossimo (Molto vicino (nello spazio), che si trova a brevissima distanza – Treccani dal superlativo di propre=vicino).
        Anche Dio riversa la propria agape sull’uomo offrendogli una nuova vita e l’uomo è il prossimo riferito a Dio, non piu’ come vicinanza di spazio ma come vicinanza per l’intento che l’uomo ha perseguito (la conversione ) eleggendolo ad unico Dio ed anche proprio protettore.

        Ripeto il seguente brano dal quale emerge che il prossimo è colui al quale ci relazioniamo ed è del tutto evidente che il sofferente della parabola non potrà certo compiacere il samaritano facendogli del bene essendo nella condizione contraria di ricerverlo e quindi di essere il prossimo riferito al Samaritano che compie l’azione di soccorrerlo.
        Romani 15,2: Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo nel bene, per edificarlo (Ed. CEI).

        Benchè la parabola del samaritano indichi un soccorso al prossimo non procrastinabile per quelle ferite che andavano curate, il passo di Romani va ben oltre ricomprendendo anche qualsiasi rapporto che si ha con il prossimo e fargli del bene vuole dire anche non rispondere a male parole, a male gesti.

        • Mimma scrive:

          @Mauro
          Bravo mauro. Cominci a realizzare questi consigli partendo da se stesso. Le può far bene riflettere su queste parole di Oscar Wilde.

          “Un buon consiglio diamolo sempre a qualcun altro. È l’unica cosa da farne giacché non è di nessuna utilità per noi stessi”.
          Oscar Wilde, Un marito ideale, 1895

          • mauro scrive:

            Cara mimma,

            Infatti, se diamo un buon consiglio agli altri è proprio per il motivo che già è nel nostro patrimonio e non può essere pertanto di ulteriore utilità a noi stessi.

            Deve imparare a leggere, prima di postare pensieri altrui, in quanto per definizione il consiglio è BUONO.

          • minstrel scrive:

            Un’altro; e questo non ha mai sentito parlare di “mal consiglio”…

      • Reginaldus scrive:

        preso da Benedetto XVI: il papa-non papa-ancora papa – il nascosto e il visibile! Per favore…

  52. Mimma scrive:

    Papa Francesco e il “non abbiate paura”: un cristiano è fiero di andare controcorrente

    L’esortazione a “non avere paura”, che Cristo rivolge ai discepoli nel Vangelo di oggi, è una delle linee portanti del Pontificato di Papa Francesco. Il Pontefice più volte ha invitato ad abbandonarsi, ad affidarsi completamente al Padre, “ad andare controcorrente”. Aspetti che Benedetta Capelli ricorda in questo servizio:RealAudioMP3

    E’ un’espressione rassicurante e allo stesso tempo uno sprone a cambiare la propria vita. Nel passo del Vangelo di oggi, Gesù per ben quattro volte ripete ai discepoli: “Non abbiate paura” e cala questa affermazione nella realtà di ogni giorno. Non si può, infatti, aver paura perché “nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto”. Da qui la certezza di essere sulla strada giusta solo se si è accanto al Padre, solo se – sottolinea Papa Francesco – si diventa persone rette dunque buoni cristiani:

    “Persone rette, che non hanno paura di andare controcorrente! E noi, non dobbiamo avere paura! Fra voi ci sono tanti giovani. A voi giovani dico: Non abbiate paura di andare controcorrente, quando ci vogliono rubare la speranza, quando ci propongono questi valori che sono avariati (…) questi valori ci fanno male. Dobbiamo andare controcorrente! E voi giovani, siate i primi: Andate controcorrente e abbiate questa fierezza di andare proprio controcorrente. Avanti, siate coraggiosi e andate controcorrente! E siate fieri di farlo!”.

    Ma c’è di più nel Vangelo. Gesù indica concretamente cosa fare: “Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze”. E’ l’evangelizzazione che – ha affermato Papa Francesco – “chiede da noi un vero coraggio per questa lotta interiore” e per le difficoltà che comporta “la spina di Satana”:

    “Questo si chiama – non vi spaventate – si chiama martirio: il martirio è questo. Fare la lotta, tutti i giorni, per testimoniare. Questo è martirio. E ad alcuni il Signore chiede il martirio della vita. Ma c’è il martirio di tutti i giorni, di tutte le ore: la testimonianza contro lo spirito del male che non vuole che noi siamo evangelizzatori”.

    “Una lotta contro la tristezza, contro l’amarezza, contro il pessimismo – ha evidenziato il Papa – seminare non è facile ma è bello raccogliere”. La Chiesa vanta innumerevoli e luminose figure di “seminatori”, esempi di dedizione e di amore al Vangelo:

    “In duemila anni sono una schiera immensa gli uomini e le donne che hanno sacrificato la vita per rimanere fedeli a Gesù Cristo e al suo Vangelo. E oggi, in tante parti del mondo, ci sono tanti, tanti, – più che nei primi secoli – tanti martiri, che danno la propria vita per Cristo, che sono portati alla morte per non rinnegare Gesù Cristo. Questa è la nostra Chiesa. Oggi abbiamo più martiri che nei primi secoli”.

    L’unica cosa che chiede Gesù è di essere accolto e dunque di non essere taciuto. Questo implica l’andare, l’uscire fuori da se stessi per cercare – come ripete spesso Papa Francesco – le periferie materiali ed esistenziali. I discepoli del Crocifisso – ha detto più volte il Pontefice – non possono negare l’annuncio del Signore. Non si può tenere solo per sé la grazia ricevuta:

    “Noi abbiamo ricevuto questa gratuità, questa grazia, gratuitamente; dobbiamo darla, gratuitamente. E questo è quello che, alla fine, voglio dirvi. Non avere paura, non avere paura. Non avere paura dell’amore, dell’amore di Dio, nostro Padre. Non avere paura. Non avere paura di ricevere la grazia di Gesù Cristo, non avere paura della nostra libertà che viene data dalla grazia di Gesù Cristo o, come diceva Paolo: ‘Non siete più sotto la Legge, ma sotto la grazia’. Non avere paura della grazia, non avere paura di uscire da noi stessi, non avere paura di uscire dalle nostre comunità cristiane per andare a trovare le 99 che non sono a casa. E andare a dialogare con loro, e dire loro che cosa pensiamo, andare a mostrare il nostro amore che è l’amore di Dio”.

    • Sal scrive:

      “non abbiate paura”: un cristiano è fiero di andare controcorrente”

      Per quanto l’affermazione è corretta, essa è solo una parte della medaglia, perché l’altro lato mostra che chi non ha paura può essere un incosciente temerario, se non conosce bene, i termini della questione.
      Viene definito “temerario o imprudente” colui che mostra di non aver paura senza aver valutato le conseguenze e i fatti, di chi aver paura, quando aver paura se è il caso.
      Visto che la paura esiste quale segno di protezione e può aiutare a prendere precauzioni o a chiedere aiuto prima di trovarsi nei guai, in alcuni casi il timore può essere un amico che protegge aiutando ad agire con saggezza.

      Quindi la questione riveste il campo della conoscenza e della prudenza, e non deve spingere verso l’incoscienza e la spavalderia del tipo “vinceremo perché Dio è con noi” di tedesca memoria.

      E in quanto al “cristiano fiero di andare controcorrente”, non pare proprio che sia così. La corrente conduce alle ricchezze e lo IOR ne custodisce abbondantemente. La corrente spinge all’ultimo Suv, all’ultima moda e pare che Bergoglio ebbe a pronunciarsi in merito. La corrente spinge verso tradizioni e sembra che nemmeno i “cristiani” ne sono esenti visto che il famoso “albero di natale” è stato “cristianamente” adottato per la felicità di quanti sono incapaci di rinunciare a ciò che “illumina” gli occhi.
      La stessa struttura delle chiese moderne è simbolo di una chiesa che procede “nella corrente” per non menzionare l’eucarestia data in mano e tante altre “modifiche cristiane” nel segno della corrente.
      Andiamo ci piano quindi con le definizioni perentorie perché se non è un cambiamento nel segno della corrente il procedere di due papi insieme per la felicità del paghi uno prendi due. Non si capirebbe cosè la corrente…… lo dice pure il vangelo : “Rendete a tutti ciò che è dovuto, a chi [chiede] la tassa, la tassa; a chi [chiede] il tributo, il tributo; a chi [chiede] timore, tale timore; a chi [chiede] onore, tale onore.” (Rm 13.7)
      Quanto alle parole di Gesù : “E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna.”(Mt 10.28-30 CEI)
      Vale la pena di notare che l’anima non è immortale ma è mortale. Quindi non è vero che andrà in paradiso in eterno.

      • Mimma scrive:

        NICOLA TORNESE
        VIVI O MORTI ?
        MORTI DICONO I TESTIMONI DI GEOVA.
        VIVI AFFERMA LA BIBBIA
        OPUSCOLO N° 2 della PICCOLA COLLANA “I TESTIMONI DI GEOVA”

        Per ricevere gli opuscoli rivolgersi:
        Padre Nicola Tornese
        Viale S. Ignazio, 4
        80131 NAPOLI tel. 081.545.70.44

        Astuta propaganda
        Proprio in un giorno di grande dolore (Era morto quel giorno proprio in quel rione, un giovanetto di nome Mario. Aveva solo 16 anni.) ho visto un volantino fatto cadere da mano ignota nelle cassette di posta in arrivo. Ho preso e ho letto:

        “Speranza dei morti. Che la speranza dell’uomo di vivere dopo la morte sia basata sul possesso di un’anima immortale è una credenza tanto antica quanto diffusa (…).
        I suoi sostenitori rispondono che essi hanno la prova scritturale. Ma che cosa dice la Bibbia?
        Per la Bibbia tanto l’uomo che gli animali inferiori sono anime ( Il volantino è illustrato come una vignetta in cui accanto all’uomo compaiono un asino, un bue e una pecora qualificati tutti come anime viventi.) e perché essi muoiono tutti, si deve dedurre che le anime muoiono. E questo è esattamente ciò che la Bibbia inequivocabilmente dichiara: “L’anima che ha peccato, quella morrà” (Ezechiele 18, 4-20). “Ogni anima vivente morì nel mare (Apocalisse 16, 3)” (E’ una traduzione infelice e ingannevole).
        Invece di essere basata sul possesso di un’anima immortale, la Bibbia mostra che la speranza dell’uomo è fondata sulla risurrezione”.
        Vediamoci chiaro
        La mano ignota è quella dei testimoni di Geova. Vengono di nascosto come un ladro (cf. Giovanni 3,20), per rubare la vostra fede, approfittando del vostro dolore. E dopo questo tentativo di furto, che cosa vi danno in cambio? Vi dicono che dopo la morte non si va in cielo, ma si fa la fine dei pesci che muoiono nel mare, o del cane, che termina la sua esistenza sotto una macchina mentre attraversa la strada.

        a) Vi dicono che la speranza dell’uomo di vivere dopo la morte tanto antica quanto diffusa, in cui l’umanità ha creduto fin dalle sue origini e in ogni parte della terra, è sbagliata.

        Si risponde: Com’è possibile che la stragrande maggioranza degli uomini, tra cui tantissime elette intelligenze, si sia completamente sbagliata? Non è detto nel Vangelo che il Verbo Eterno di Dio, vera Luce del mondo, illumina ogni uomo? (cf. Giovanni 1,9).

        b) Vi dicono che i giudei presero la loro credenza nell’immortalità dell’anima dai vicini pagani.
        Si risponde: Chi sono questi giudei? Non sono forse quelle stesse persone che, ispirate da Dio, hanno scritto la Bibbia? Anche se il contatto coi popoli vicini ha contribuito a conoscere meglio certe verità, dopo che queste verità sono state avallate dallo Spirito Santo, devono dirsi parte integrante della Bibbia.

        c) Vi dicono: Il gran numero di quelli che si professano di essere cristiani ritengono similmente che la speranza dell’uomo nella vita futura sia basata sul suo possesso d’un anima che alla morte va in cielo, purgatorio o inferno.
        Si risponde: Dunque tutti (e sono miliardi!) si sarebbero sbagliati? Come mai Gesù Cristo, che è la Verità (cf. Giovanni 14,6), avendo assicurato i suoi discepoli di essere presente in mezzo a loro fino alla fine del mondo (cf. Matteo 28,20), li ha poi abbandonati in balìa dell’errore? Come mai lo Spirito di verità (cf. Gv. 16,13), mandato dal Padre perché rimanesse sempre coi discepoli (cf. Gv.14,16), non ha avuto la capacità di intervenire in difesa della verità?

        d) Vi dicono: gli scienziati non hanno potuto scoprire nessuna prova che l’uomo abbia un’anima immortale.

        Si risponde: Che valore ha la prova degli scienziati a favore o contro una verità di fede? Non dicono i geovisti che bisogna seguire la Bibbia come unica guida? Che significa questo appello agli scienziati? Se l’appello geovista alla scienza fosse valido, noi potremmo dire che non c’è futura risurrezione perché gli scienziati non hanno potuto scoprire nessuna prova che l’uomo debba risorgere!
        Comunque, noi sappiamo che moltissimi scienziati di ieri, di oggi, di sempre, hanno creduto e credono, da veri cristiani, che la vita umana continua subito dopo la morte: la scienza, in cui erano e sono versatissimi, non ha scoperto nessuna prova contro la loro fede cristiana nella sopravvivenza dell’uomo. Ecco qualche nome: Biagio Pascal, Isacco Newton, Lazzaro Spallazzani, Luigi Pasteur, Gregorio Mendel, Enrico Medi, Antonino Zichichi, fisico vivente di fama mondiale, e tantissimi altri.

        Aspetto la risurrezione dei morti
        Certo, la Bibbia parla della futura risurrezione dei morti e i veri cristiani, sempre fedeli agli insegnamenti della Bibbia, professano questa verità, nutrono questa speranza da secoli, anzi da millenni, prima ancora che apparissero sulla terra i tdG. Nel Credo che noi recitiamo i tdG danno rinnegato, è detto: Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.
        La vita d’oltretomba
        La Bibbia, comunque, non parla solo di futura risurrezione: essa insegna anche in modo inequivocabile che l’uomo sopravvive alla morte. La nostra fine terrena non è come quella degli animali. Questo lo possono pensare e dire i tdG, non veri cristiani. Tra l’uomo e gli animali vi è un abisso incolmabile: Il Dio della Bibbia ha fatto l’uomo di poco inferiore agli angeli (Salmo 8,6).
        Gli animali cessano di respirare e di esistere: muoiono per sempre. Non così l’uomo. Per lui cessare di respirare non significa cessare di esistere: Dopo la vita terrena, condizionata dalle presenti leggi biologiche, l’uomo continua a vivere in un nuovo stato di vita, seguita a suo tempo dalla risurrezione dei corpi.
        Per evidenziare meglio la truffa geovista (perché d’una grande truffa si tratta), noi preferiamo parlare di vita d’oltretomba, di sopravvivenza dopo la morte, piuttosto che di immortalità dell’anima. Non già perché non vi sia nell’uomo una componente immortale, che sfugge cioè alla morte del corpo e che possiamo chiamare anima, ma solo perché tutta la truffa geovista è basata sui loro cavilli ed equivoci circa la parole “anima”.

        PARTE PRIMA

        L’INSEGNAMENTO DELL’ANTICO TESTAMENTO

        La creazione dell’uomo
        Analizziamo, prima di tutto, il racconto biblico della creazione dell’uomo. Questo aiuterà a capire meglio la dottrina biblica della sopravvivenza dell’uomo dopo la morte o, che è lo stesso, l’immortalità dell’anima.

        “Allora Jahve Dio plasmò l’uomo con la polvere del suolo e soffiò nelle narici un alito di vita (neshamah); così l’uomo divenne un essere vivente (nefesh hayyâh)” (Genesi 2,7, Garofalo).

        Spiegazione:

        a) Tutti gli studiosi della Bibbia sono unanimi nel dire che l’autore sacro descrive qui due distinte operazioni divine: la prima riguarda la formazione del corpo senza vita; la seconda, l’origine della vita umana mediante l’aggiunta di un soffio divino (neshamah), causato direttamente da Dio.
        La polvere del suolo plasmata da Dio è una figura inerte, cioè un corpo senza vita. Allora Jahve aggiunse al corpo senza vita il soffio divino. In virtù di questo nuovo elemento la figura inerte divenne nefesh hayyâh. “Qui si vuol dire che Javhe pose in quel corpo (soffiò) ciò che lo fece diventar vivo” (Salvatore Garofalo, La Sacra Bibbia, vol. I, commento a Genesi 2,7).

        Il nefesh hayyâh equivale a figura umana plasmata più soffio divino. Schematicamente, il pensiero dell’autore sacro può essere espresso con la formula seguente:

        polvere plasmata +
        soffio divino =
        nefesh hayyâh.

        Commenta la Bibbia di Salvatore Garofalo:
        “Noi sappiamo che quanto fa vivo l’uomo è l’anima, sostanza spirituale. Che l’Autore voglia qui insegnare la presenza nell’uomo, di due elementi risulta dal confronto col verso 19, dove gli animali dono modellati dal suolo, ma non si parla a loro riguardo di un alito soffiato direttamente da Dio”.

        b) L’espressione ebraica nefesh hayyâh, ossia il composto umano (polvere plasmata più soffio divino) può essere tradotta in vari modi. L’antica versione latina detta Volgata traduce anima vivens; così pure alcune versioni in lingue moderate hanno “anima vivente”.
        Ma qui “anima” vuol dire “persona”, ossia l’uomo tutto intero, l’essere vivente umano.(Così traducono quasi tutte le Bibbie moderne. Ne citiamo alcune: La sacra Bibbia di Salvatore Garofalo, La Bibbia Concordata, La TOB, La Bibbia di Gerusalemme, La Bibbia della CEI, La Bibbia Nuovissima versione dai testi originali, EP., La Sacra Bibbia in lingua moderna, La Revised Standard Version, La Sacra Bibbia a cura di Louis Pirot (francese) ecc.). Non vuol dire anima quale soffio divino o sostanza spirituale, com’è intesa abitualmente nel linguaggio corrente. Questi due significati di anima come parte spirituale e immortale dell’uomo e come persona sono distinti nel Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli.
        I traduttori moderni, per maggior chiarezza e per evitare equivoci, preferiscono rendere il nefesh hayyâh con essere vivente, persona e simili. Se qualche traduttore usa ancora il termine anima per Genesi 2,7b, si premura di precisare che tale parola, in tal caso, va intesa nel senso di composto umano o persona, non come soffio divino o anima spirituale (La Sacra Bibbia a cura dell’Istituto Biblico, Roma, nota a Genesi 2,7 e a Ezechiele 18,4). Fanno eccezione i tdG che preferiscono giocare sempre sull’equivoco per turlupinare la gente.
        Un imbroglio geovista
        L’errore: ” Per creare l’uomo, prese Dio un’anima néfesh o psyché che svolazzava nei cieli invisibili come una farfalla e la imprigionò in un corpo umano (…). No: ma leggiamo ciò che nella sua propria Parola scritta il Creatore dice di essa: “E Geova Dio formava l’uomo dalla polvere della terra e gli soffiava nelle narici l’alito (neshamáh, ebraico) della vita, e l’uomo divenne un’anima (néfesc) vivente”. Così venne all’esistenza la prima ani,a umana” (tratto da “Cose nelle quali è impossibile che Dio menta” , pp. 139-140).

        La verità: Per creare l’uomo, Dio non prese certamente una farfalla svolazzante nei cieli invisibili, ma aggiunse alla polvere plasmata il soffio di vita proveniente da Lui stesso. Questo soffio si può chiamare anima nel senso di elemento spirituale. Questa “anima” non è il nefesh.
        Alla base dell’imbroglio geovista sta la confusione che essi volutamente fanno dei due significati, che la parola anima può avere: quello di soffio divino (neshamah) o elemento spirituale aggiunto al corpo; e quello di composto umano o essere vivente umano o persona (nefesh).
        Il nefesh hayyâh non significa “anima” nel primo senso. Tradurlo “anima vivente” è una traduzione infelice, che si presta a tradire la Parola di Dio come fanno appunto i geovisti.

        “La parola anima è usata per tradurre l’ebraico nefesh. La traduzione è infelice. L’ebraico nefesh non corrisponde al nostro concetto abituale di anima.
        Il nefesh non è l’anima
        Insistiamo nel dire che la parola ebraica nefesh non significa anima nel senso in cui questo vocabolo è usato ordinariamente nel linguaggio comune.
        Secondo gli studi più accurati dei biblisti la parola ebraica nefesh può avere i seguenti significati:
        1 – Essere vivente, uomo o animale, così come appare ai nostri sensi.
        2 – Persona (uomo o donna), quando il nefesh è detto d’un essere vivente umano.
        3 – Animale, quando il nefesh indica un essere vivente infraumano.
        4 – Vita, sia umana che infraumana, secondo i casi, come risulta dal contesto.
        5 – Tutti questi significati del nefesh possono essere espressi nelle nostre lingue coi pronomi corrispondenti io, tu, egli, ella, noi, voi, loro, essi, esso, essa, essi, esse.
        I tdG, nella loro unica versione della Bibbia, quella autorizzata dalla setta, hanno deciso di usare sempre la parola anima per tradurre l’ebraico nefesh. Sulla testimonianza di tutti i grandi biblisti dobbiamo dire che la loro è una traduzione infelice.

        Ecco un primo esempio di traduzione infelice:
        In Genesi 1, 20-21 sta scritto: “Dio disse: Le acque brulichino di un brulichio di esseri vivi (nefesh) … E così avvenne. Dio creò i grandi cetacei e tutti gli esseri vivi (nefesh) guizzanti di cui brulicano le acque, secondo la loro specie” (Garofalo). E’ ovvio che qui la Bibbia parla di pesci, non di anime.
        Malgrado questo inequivocabile significato del testo biblico i tdG traducono:

        “E Dio proseguì dicendo: Brulichino le acque di un brulichio di anime viventi (nefesh)… E Dio creava i grandi mostri marini e ogni anima vivente (nefesh) che si muove, di cui le acque brulicano secondo la loro specie”.

        In nessuna lingua moderna la parola anima indica un pesce, piccolo o grosso che sia; e neppure un animale selvatico o domestico, come per esempio la tigre, l’asino, il gatto, la pecora ecc. La traduzione geovista è sbagliata linguisticamente e concettualmente.
        Perché lo fanno ?
        La risposta non è difficile. Con la traduzione infelice della parola nefesh (anima anziché essere vivente) i geovisti preparano il terreno per convincere i meno accorti che l’anima muore, vale a dire che non vi è sopravvivenza per l’uomo subito dopo la morte. L’uomo farebbe la fine del cane. Si tratta evidentemente di un grossolano sofisma, ossia di un inganno.
        Per scoprire l’inganno e il gravissimo errore antiscritturale basta ricordare ciò che abbiamo appena detto, vale a dire che secondo tutti i biblisti, che fanno autorità, l’ebraico nefesh non corrisponde al nostro concetto abituale di anima, quale componente spirituale e immortale dell’uomo.

        Da ciò segue logicamente e sicuramente che la morte del nefesh non equivale alla morte dell’anima. Dalla morte dell’essere vivente umano, ossia della persona, non possiamo dedurre che l’uomo faccia la fine degli animali inferiori. La Bibbia non giustifica questa erronea deduzione.
        Per illustrare: se uno dice: “Nella peste di Milano sono morte centomila anime”, non intende affatto dire che la vita di quei deceduti sia cessata completamente, in modo assoluto. Egli intende dire che quelle persone (anima = Persona) hanno perso la vita terrena. Che tutti quei morti vivano ancora nel loro Signore in attesa della risurrezione dei corpi il vero cristiano lo sa da numerosissime prove bibliche. Lo diremo in seguito dettagliatamente.

        Norma pratica
        Per scoprire l’inganno geovista suggeriamo la seguente norma:
        Sempre che nella traduzione della Bibbia geovista o citazioni da essa, specie dall’Antico Testamento, trovate la parola “anima”, sostituitela con termini meglio corrispondenti al testo ebraico (nefesh) come “essere vivente”, “persona”, “uomo”, “animale” e simili, oppure coi relativi pronomi.

        Attenendovi a questa norma, troverete il vero significato della Parola di Dio, scartando quello falso della propaganda geovista. Scoprirete pure quanto sia errata l’affermazione dei tdG che hanno scritto:

        “Secondo più di sessanta dichiarazioni che si potrebbero citare dalle Scritture Ebraiche, l’anima umana non deve dirsi senza morte o a prova di morte. Essa deve essere mortale. (da “Cose nelle quali è impossibile che Dio menta” p.144).

        Esempi di equivoci geovisti
        1 – L’errore: “Per la Bibbia tanto l’uomo quanto gli animali inferiori sono anime, e perché essi muoiono, si deve dedurre che le anime muoiono. E questo è esattamente ciò che la Bibbia inequivocabilmente dichiara ‘L’anima che ha peccato, quella morirà ‘ ” (Ezechiele 18, 4.20)

        La verità: Nel testo ebraico di Ezechiele 18, 4.20 non vi è anima ma nefesh. La traduzione esatta e fedele è la seguente: “Morirà la persona che pecca” (Garofalo). Qui non centra la morte dell’anima. Ezechiele voleva dire che la persona o uomo che pecca, non un suo discendente, sarà punito da Dio con la privazione della vita terrena. Ezechiele credeva nello Sceol, ossia nella sopravvivenza dell’uomo subito dopo la morte. (cf. Ezechiele 32, 17-32).

        2 – L’errore: I tdG traducono Numeri 31,19: “Ognuno che ha ucciso un’anima …. Vi dovreste purificare”. Parimenti Giosuè 10,35: “E quel giorno votarono ogni anima alla distruzione”

        La verità. E’ una traduzione infelice ed equivoca nell’uno e nell’altro caso, come in tantissimi altri. Sia in numeri 31,19, che in Giosuè 10,35 non si tratta di anime, ma di persone o nemici uccisi in guerra. Ad essi è stata tolta la vita terrena. Nulla si può ricavare contro la sopravvivenza dopo la morte. Gli Ebrei credevano che tutti i morti andavano nello Sceol.

        3 – L’errore: “Genesi 2,7 “Geova Dio formava l’uomo dalla polvere della terra e gli soffiava nelle narici l’alito della vita, e l’uomo divenne un’anima vivente”. (Si noti che non vien detto che all’uomo fu data un’anima, ma che egli divenne un’anima, una persona vivente). (Il termine ebraico qui tradotto “anima” è nèphesh” (da Ragioniamo facendo uso delle Scritture, p.30)

        La verità:
        a) – In Genesi 2,7 è detto che Dio ha prima formato l’uomo dalla polvere e poi soffiato l’alito di vita. Questi due elementi, cioè polvere plasmata e alito di vita (neshamah), hanno costituito l’uomo cioè il nefesh vivente, la persona umana. Sì, alla polvere plasmata fu dato l’alito di vita o spirito o anima immortale.

        b) – Come abbiamo già detto, nefesh non significa anima, ma persona, essere vivente. Tradurre anima equivale a dare una traduzione infelice. Quasi tutte le traduzioni moderne della Bibbia traducino Genesi 2,7 con persona, essere vivente e simili. Fanno eccezione i tdG.

        4 – L’errore “Gen. 9,5: “Oltre a ciò, io richiederò il sangue delle vostre anime ( o “vite”; ebraico, da nèphesh)”. (Qui è detto che l’anima ha sangue)” (da Ragioniamo facendo uso delle Scritture p.30)

        La verità:
        Ripetiamo ancora una volta che qui si tratta di persona o essere vivente umano. Tanto più che nella seconda parte del versetto si specifica che Dio domanderà conto “dall’uomo”. Qui è detto che l’uomo, non l’anima, ha sangue.

        5 – L’errore: “Giosuè 11,11 “Colpirono ogni anima (ebraico, nèphesh) ch’era in essa col taglio della spada”. (Si noti che l’anima può essere raggiunta dalla spada, per cui queste anime non potevano essere spiriti)” (da Ragioniamo facendo uso delle Scritture, p.30).

        La verità:
        Lo stesso imbroglio di prima, di sempre. L’anima che può essere raggiunta dalla spada è l’essere vivente, uomo o animale. Di questo parla il testo citato da Giosuè 11,11. Sì, queste anime, cioè questi esseri viventi, uomini o bestie, non sono puri spiriti. Ma da ciò non segue che Dio non abbia dato all’uomo, e a lui solo, un soffio vitale, uno spirito, un’anima spirituale e immortale, che non può essere raggiunta dalla spada (cfr. Matteo 10,28: Luca 12, 4-5, infra).

        6 – L’errore: “Lev. 24, 17-18: “Nel caso che un uomo colpisca mortalmente alcun’anima (ebraico nèphesh) del genere umano, dovrebbe essere messo a morte senza fallo. E chi colpisce mortalmente l’anima (ebraico nèphesh) di un animale domestico dovrebbe darne il compenso, anima per anima”. (Si noti la stessa parola ebraica per anima è usata sia per il genere umano che per gli animali)”.

        La verità:
        a) – Si noti come i tdG, mediante un uso aberrante della Bibbia, degradono l’uomo a livello delle bestie. Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza (cfr. Genesi 1,27), i tdG lo fanno a immagine e somiglianza degli animali.

        b) – Sì, in ebraico la stessa parola nefesh è usata sia per il genere umano che per gli animali. Ma tale parola non significa anima. Il suo significato di base è quello di essere vivente. Stando così le cose, noi possiamo dire che sia l’uomo che l’anima sono esseri viventi, senza degradare l’uomo al livello delle bestie. L’animale è un nefesh o essere vivente di una specie radicalmente diversa da quella dell’uomo.

        La fede degli antichi Ebrei
        Gli antichi Ebrei credevano nella sopravvivenza dell’uomo subito dopo la morte.
        Questa credenza era loro proprio fin dalle origini. Non l’avevano presa né dagli egizi, né dai babilonesi, né dai greci. Ci credevano prima ancora che conoscessero questi popoli.
        a) Nei libri della Bibbia, nei quali sono ricordate le credenze più antiche degli Israeliti, si trovano spesso espressioni come queste: “I morti vanno in pace presso i loro padri” (Genesi 15,15); “sono riuniti ai loro antenati” (Genesi 25, 8-9; 35,29; 49,33).

        Questi modi di esprimersi non equivalevano a dire semplicemente che uno morisse, come erroneamente spiegano i tdG. No! Morire e riunirsi ai propri antenati indicavano due cose distinte. Di Abramo è detto: “Spirò e morì in felice canizie, vecchio e sazio di giorni, e si riunì ai suoi padri” (Genesi 25, 8-9). Si tratta di due affermazioni diverse: per lo scrittore ispirato una cosa era morire, e un’altra riunirsi ai propri padri.

        E neppure significavano quelle espressioni che il defunto era seppellito nella tomba di famiglia. Abramo morì e fu sepolto in Palestina nella grotta di Macpela (Genesi 25,9) e lì rimase. I suoi antenati erano stati sepolti assai lontano, in Mesopotamia, a centinaia di chilometri di distanza, in una altra tomba. Eppure di lui la Bibbia dice che si riunì ai suoi padri. La riunione non avveniva dunque nello stesso sepolcro. L’autore sacro aveva in mente qualche altra cosa.

        Parimenti di Davide è detto che “dopo avere servito i disegni di Dio, morì e di unì ai suoi padri e andò in corruzione” (Atti 13,46, Garofalo). Chi va in corruzione non si riunisce ai propri padri.

        b) La Bibbia, dunque, distingue assai bene tra tomba o sepolcro di famiglia, dov’era deposto il corpo soggetto alla corruzione, e una regione dove si credeva che si radunassero tutti i viventi: “la casa dove si riunisce ogni vivente” (Giobbe 30,23): lo Sceol.

        Nello Sceol le creature umane continuavano a vivere come ombre di ciò che erano stati in vita. Queste ombre erano chiamate Refaim (Giobbe 26,5):
        La vita dei Refaim nello Sceol era concepita come in uno stato inconscio, un vagare nelle tenebre; come una forzata inattività, senza desideri né passioni. Ma tutto ciò solo in forte contrasto con quanto avviene sulla terra. (Qoèlet 9, 5-10).

        Non era comunque una distruzione, un ritorno nel nulla, una perdita completa della energia vitale. Alcune volte i Refaim sono presentati in grande agitazione come quando accolgono con amaro sarcasmo il potente re di babilonia, che arriva in mezzo a loro (Isaia 14, 3-15; cf. Ezechiele 32, 17-32).

        c) Gli antichi Israeliti credevano che i morti continuassero a vivere e potessero anche comunicare coi vivi. La Legge mosaica proibiva non solo di consultare gli spiriti, ma anche di evocare i morti: “Presso di te non si troverà (…) chi consulti gli spettri e gli spiriti familiari, chi interroghi i morti” (Deuteronomio 18, 10-11, Garofalo). Il comando divino riguarda sia gli spiriti sia i morti. Se esistono gli spiriti, devono avere un’esistenza anche i trapassati.
        False spiegazioni
        1 – L’errore: A parere dei tdG, non fu il defunto Samuele a parlare con Saul, ma uno spirito maligno, il diavolo.

        La verità: Anche se fosse così, rimane la verità di fondo, vale a dire che dopo la morte l’uomo continua a vivere. Infatti lo spirito evocato risponde a Saul: “Domani, tu e i tuoi figli sarete con me!” (1 Samuele 28,19). E così fu. Saul e i suoi figli furono uccisi dai Filistei (cf, 1 Samuele 31,2) e non finirono nel nulla, ma andarono a fare compagnia a Samuele!

        2 – L’errore: “E’ impossibile parlare con i morti; i tentativi sono condannati come spiritismo”. Come prova citano Isaia 8,19; Deuteronomio 18, 10-12; 1 Cronache 10, 13-14.

        La verità: Si tratta evidentemente di un tentativo d’inganno. La Parola di Dio non dice ciò che dicono i geovisti. Sia in Isaia 8,19 che in Deuteronomio 18, 10-12 non è questione di impossibilità di parlare coi morti, ma di illiceità. La Bibbia condanna tale pratica non perché impossibile, ma perché era considerata possibile ed offensiva alla maestà divina.

        3 – L’errore: “Nel Salmo 146, 3-4 è detto: “Non confidate nei nobili, né nel figlio dell’uomo terreno, a cui non appartiene nessuna salvezza. Il suo spirito se ne esce, egli torna alla sua terra; in quel giorno periscono in effetti i suoi pensieri”. Quando l’uomo muore, il suo spirito “se ne esce”. Non esiste più”.

        La verità: Il salmista consiglia di avere fiducia solo in Dio, non nei potenti di questa terra. Infatti, tutti i progetti, le promesse, le garanzie anche dei potenti della terra sono fragili perché anche il potente muore. Qui nulla si dice di ciò che avviene o non avviene dopo la morte.

        PARTE SECONDA

        L’INSEGNAMENTO DEL NUOVO TESTAMENTO

        Alla scuola del Maestro Divino
        La Bibbia, dunque, nella sua Prima Parte o Antico Testamento contiene numerose testimonianze attestanti la sopravvivenza dell’uomo subito dopo la morte. Tuttavia agli antichi Israeliti Dio non fece conoscere nella sua pienezza la dottrina circa il destino dell’uomo subito dopo la morte. Gesù ha portato a compimento questa prima rivelazione. Disse un giorno Gesù:

        “Non crediate che io sia venuto per abolire la Legge o Profeti: non sono venuto per abolire, ma per portare a compimento” (Matteo 5,17).

        Da parte sua san Paolo insegna:
        “Dopo avere Iddio, a più riprese e in modi parlato un tempo ai padri per il tramite dei profeti, ora, alla fine dei giorni, ha parlato a noi per il tramite di un Figlio” (Ebrei 1,2, Garofalo).

        Obiettano i geovisti:
        “La venuta di Gesù Cristo su questa terra non recò alcun cambiamento. Dio non cambia la sua personalità o le sue giuste norme. Mediante il suo profeta Malachia egli dichiarò: ‘Io sono Geova; non sono cambiato’ (Malachia 3,6)”.

        Si risponde:
        a) L’affermazione geovista è antiscritturale. La venuta di Gesù Cristo su questa terra ha recato molti cambiamenti. Se ciò non fosse vero, dovremmo annullare tutti gli scritti del Nuovo Testamento.
        No, mediante Gesù Cristo Dio ha fatto nuove tutte le cose (cf. Apocalisse 21,5); “le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate delle nuove” (2 Cor. 5,17).

        b) I tdG tentano di oscurare tanta bellezza biblica con la citazione di Malachia 3,6 strappato dal suo contesto. Dio, mediante il profeta Malachia voleva dire semplicemente che egli era sempre fedele alle sue promesse, anche se gli Israeliti si mostravano infedeli ai loro impegni verso di Lui. Questo significa che Dio in se stesso mai cambia. Ma le parole di Malachia non vogliono affatto dire che non possa cambiare ossia arricchirsi la conoscenza che noi abbiamo di Dio, della sua bontà, delle sue giuste norme ecc., se a Lui piace rivelarsi attraverso il tempo. Questo appunto Dio ha fatto mediante il Figlio.

        c) Tra le cose che il figlio di dio ci ha fatto conoscere meglio vi è il destino dell’uomo subito dopo la morte. Gesù ha confermato con la sua autorità divina che, secondo la giusta norma o volontà di Dio, la fine dell’uomo non è come quella del cane, ma con l’ingresso gioioso del servo fedele nella Casa del Padre (cf. Matteo 25,21), oppure per chi volontariamente si è separato dall’Amore, come il rifiuto di essere ammessi nella gioia del Regno (cf. Luca 16,23).

        Voi siete in grande errore (Mt. 22,29)
        In una disputa coi sadducei, che negavano la risurrezione, Gesù rispose e disse più di quanto gli era stato chiesto:
        “Voi siete in grande errore e non comprendete le Scritture né la potenza di Dio. Alla risurrezione infatti non si prende moglie né marito, ma si è come angeli in cielo. Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quel che vi è stato detto da Dio: ‘ Io sono il Dio di Abramo e il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe?’. Non è il Dio dei morti ma dei viventi” (Matteo 22, 29-32).

        Due cose afferma Gesù assai chiaramente:
        La prima riguarda la futura risurrezione. Contro i sadducei che la negavano, Gesù dichiara che i morti risorgeranno (cf. Giovanni 5, 28-29). La dichiarazione di Gesù va riferita alla risurrezione dei corpi alla fine del mondo.

        La seconda è una esplicita affermazione della sopravvivenza dell’uomo subito dopo la morte o, che è lo stesso, dell’immortalità dell’anima.

        Commenta La Sacra Bibbia di Salvatore Garofalo:
        “Gesù cita le parole dette da Dio a Mosè dal roveto (Esodo 3,6) per provare l’immortalità dell’anima. Perché Dio sia Dio di qualche cosa o di qualcuno, la cosa o la persona devono esistere; d’altra parte, se Dio dopo la morte dei patriarchi, continua a dirsi loro Signore (io sono e non io ero) è segno che non li ha abbandonati alle tenebre dell’oltretomba (lo Sceol) e tanto meno alla distruzione completa, ma si riserva di glorificarli nel futuro, con la risurrezione del corpo perché l’uomo sia completo secondo natura”.

        I tre patriarchi, dunque Abramo, Isacco, Giacobbe – secoli dopo la morte – sono raltà viventi, hanno un modo di essere che è vita.

        Obiettano i geovisti: Gesù non intendeva dire che i tre patriarchi fossero anime viventi nell’oltretomba. Egli voleva solo far capire che, dopola sua morte, Dio “controlla le prospettive di vita futura dell’individuo. Spetta a Dio decidere se ridarà al deceduto lo spirito o forza vitale” (da “E’ questa vita tutto quello che c’è?”, p.52).

        Si risponde:
        a) Si tratta evidentemente d’una spiegazione superficiale, che va direttamente contro la Scrittura. In effetti, i deceduti conservano lo spirito o forza vitale (meglio anima) nella regione dei morti, che gli antichi israeliti chiamavano Sceol, ma Gesù chiamava “seno di Abramo” (cf. Luca 16,22) o anche Ade (cf. Apocalisse 20,12), o cielo (cf. Matteo 5,12) o paradiso (Luca 23,43).

        b) Inoltre Dio ha già deciso di dare il corpo risuscitato a tutti indistintamente.

        “Perché verrà l’ora in cui tutti (greco pantes) coloro che sono nei sepolcri, udranno la sua voce e ne usciranno: quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna” (Giovanni 5, 28-29; Atti 24,15).

        Apparvero Mosè ed Elia (Mt. 17,3)
        E poi Gesù stesso ha dato una prova tangibile che i defunti sono realtà viventi, non semplici ricordi nella memoria di Dio. Basta ricordare il racconto della Trasfigurazione (cf. Matteo 17, 1-9); Luca 9, 28-36; Marco 9, 2-8; 2Pietro 1, 16-18).
        Gesù fa vedere ad alcuni suoi discepoli due grandi personaggi dell’antichità. Uno di essi, Mosè, era vissuto e morto circa milletrecento anni prima di Gesù Cristo. L’altro Elia, visse e morì nel nono secolo sempre avanti Cristo.
        Nella Trasfigurazione del Signore, Mosè ed Elia parlano con Gesù. I tre discepoli presenti alla scena sentono le loro voci, capiscono ciò che dicono ( Luca 9, 30-31). I due personaggi apparivano vivi e reali come Gesù col quale conversavano.

        Obiettano i geovisti: Si è trattato di un sogno. Infatti Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno (cf. Luca 9,32).

        Si risponde:
        a) Veramente il vangelo di Luca dice: “Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui” (Luca 9, 32). Alcuni decenni dopo Pietro ricordava questa visione e scriveva: “Siamo stati testimoni oculari della sua grandezza” (2 Pietro 1, 16-18).

        b) Se si fosse trattato d’un sogno o di una allucinazione, non si capirebbe perché “Gesù, mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti” (Marco 9,9; cf. Matteo 17,9). Il Maestro non poteva ingannare i suoi discepoli facendo loro capire che avevano visto, mentre avevano sognato.

        Dicono pure i tdG: Mosè ed Elia erano in cielo perché del numero dei 144.000

        Si risponde: Dov’è scritto nella Bibbia che Mosè ed Elia erano di quel numero? E poi non è più vero che i privilegiati membri di quella classe cominciarono ad essere trasferiti in cielo solo nell’anno 1918 dopo Cristo? Come mai Mosè ed elia erano saliti lassù già dai tempi di Cristo?

        Il ricco egoista e Lazzaro povero
        Dopo la morte del corpo la vita umana non finisce come quella delle bestie. Le bestie dopo la morte non sono giudicate. Gli uomini, sì. Nella parabola del ricco egoista e di Lazzaro povero, Gesù ha puntualizzato ciò che attende gli uomini subito dopo la morte.
        “C’era un uomo ricco, il quale vestiva di porpora e di bisso e ogni giorno banchettava splendidamente. Un povero di nome Lazzaro, giaceva al portone di lui, coperto di ulcere e bramoso di sfamarsi con ciò che cadeva dalla tavola del ricco: ma perfino i cani venivano a leccargli le ulcere. Or accadde che il mendico morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Nell’ Ade fra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro nel seno di lui. Allora gridò: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere la punta di un dito nell’acqua per rinfrescarmi la lingua, perché spasimo in questa fiamma”. Ma Abramo disse: “Figlio, ricordati che tu hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro, similmente, imali; ora, invece qui egli è consolato e tu spasimi. Oltre a tutto ciò, fra voi e noi sta scavata una grande voragine, perché chiunque voglia di qui passare dalla vostra parte non lo possa, né di costì si venga a noi”” (Luca 16, 19-26, Garofalo)

        La vera spiegazione:
        Ricordiamo anzitutto che la parabola è un racconto immaginario e simbolico. Essa tuttavia serve a inculcare verità reali in una forma semplice e chiara perché siano recepite più facilmente dagli uditori. Nel cap.16 di san Luca, dov’è inserita questa parabola, Gesù intende dare una lezione sull’uso, buono e cattivo, delle ricchezze, e sulle conseguenze eterne secondo il giudizio di Dio, che conosce i cuori (verso 15).

        In questo contesto Gesù insegna:
        - Che i beni terreni usati egoisticamente attirano il castigo di Dio. I beni materiali appartengono a tutti e non sono un privilegio dei più furbi (Leggere le belle parole di Amos 8, 4-10; Luca 6,20; Giacomo 2,1-11).

        - Che i sofferenti, gli ammalati, gli emarginati sono i prediletti di Dio.

        - Che una ricompensa grande e senza fine sarà data subito dopo la morte a coloro che hanno sofferto con fede e amore.

        - Che una punizione atrocissima ed eterna attende subito dopo la morte quelli che in questa vita hanno chiuso egoisticamente il cuore alla giustizia sociale e alla bontà.

        Notate bene. Gesù pone il povero Lazzaro nel seno di Abramo, ossia riunito ai padri nella gioia di Dio, e il ricco tra i tormenti dell’inferno, ora al presente, subito dopo la morte (Luca 16,23)

        Una spiegazione falsa e settaria
        Scrivono i tdG: “Considerate: E’ ragionevole o scritturale credere che un uomo sia nel tormento semplicemente perché è ricco?”

        Si risponde: Nella parabola il ricco è condannato non semplicemente perché era ricco, ma perché aveva chiuso egoisticamente il suo cuore alla necessità, cioè ai diritti altrui. La sua condanna è scritturale. In Luca 6, 24-25 Gesù dice: “Guai a voi ricchi, guai a voi sazi, perché avrete fame”.

        Scrivono ancora: “E’ scritturale credere che uno sia benedetto con la vita celeste solo perché mendicante?”.

        Si risponde: Di Lazzaro è detto che i cani venivano a leccargli le ulcere e li lasciava fare. Ma a lui neppure delle briciole che cadevano dalla tavola del ricco era permesso sfamarsi. Era povero e buono. Di questi poveri Gesù dice: “Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio” (Luca 6,20).

        E ancora: “Considerate anche questo: Si trova l’inferno letteralmente a una tale distanza dal cielo che vi potreste fare un’effettiva conversazione?”.

        La risposta: Poche righe prima (ivi, p.42) l’anonimo testimone di Geova afferma che Gesù pronunciava una parabola o illustrazione, cioè usava espressioni simboliche, non letterali. Ora lo stesso anonimo scrittore afferma che bisogna prendere le cose letteralmente. Vi può essere serietà in chi cade in contraddizioni così stridenti? Affermare e insieme negare la stessa cosa?

        Hanno pure detto: Nel ricco vanno identificati i farisei e la classe sacerdotale che non credettero a Gesù, e in ultima analisi gli ecclesiastici della cristianità, che non vogliono accettare oggi gli errori dei testimoni di Geova.

        Si risponde: Secondo il contesto, cioè nel cap.16 di san Luca, Gesù condanna il cattivo uso delle ricchezze. Nel ricco egoista vanno identificati tutti coloro che sono attaccati egoisticamente al denaro e chiudono il cuore ai diritti degli altri. Tali ricchi egoisti possono appartenere a qualunque classe sociale. Ve ne possono essere anche tra le file dei tdG.
        E’ poi contro la Scrittura affermare che i farisei e la classe sacerdotale rifiutarono l’insegnamento di Gesù. Sappiamo infatti dal libro degli Atti che folti gruppi di sacerdoti si sottomettevano l’uno dopo l’altro alla fede (Atti 6,21). Molti delle decine di migliaia convertiti al Vangelo, di cui parla san Giacomo (cf. Atti 21,20), erano certamente farisei; alcuni di essi presero parte al concilio di Gerusalemme (cf. Atti 15,5).
        Questa è la verità contro l’errore e la calunnia dei tdG.
        Il caso del buon ladrone (Luca 23,40-43)
        La verità: Luca, l’evangelista della misericordia divina, ci ha conservato le parole che Gesù morente disse al buon ladrone. Questi aveva rivolto a Gesù una preghiera: “Ricordati di me quando entrerai nel tuo regno. Gli rispose: ‘In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso’” (Luca 23, 42-43). Con questa sua chiara risposta Gesù assicura che quella preghiera veniva esaudita: in quello stesso giorno, subito dopo la morte, sarebbero stati insieme in un nuovo modo di essere, in uno stato felice di vita: in paradiso.

        Commenta la Bibbia di Salvatore Garofalo:

        “Al tempo di Gesù, negli scritti non canonici, paradiso era usato sia nel significato generale di giardino recinto, sia per indicare il paradiso terrestre o una regione del cielo (cf. 2 Corinzi 12,4); Apocalisse 2,7) o luogo dove vanno le anime dopo la morte. Qui designa il luogo dove erano raccolte le anime dei giusti in attesa della redenzione e dove Gesù sarebbe disceso (cf. Atti 2, 24-31: 1 Pietro 3, 18-20 ecc.), in attesa del trionfo della risurrezione, al quale seguirà il definitivo ritorno in cielo”.

        Dunque, quello stesso giorno, il corpo del ladrone sarebbe finito chissà dove. Eppure egli, il suo io spirituale e immortale, sarebbe sfuggito alla morte del corpo e avrebbe continuato a vivere con Cristo.

        L’errore: Questa indubbia dichiarazione di Gesù sull’immortalità dell’anima crea una seria difficoltà ai tdG. Per superbia, spostano arbitrariamente la punteggiatura, cioè la virgola, e fanno dire a Gesù: “Veramente io ti dico oggi: Tu sarai con me in Paradiso”.

        Questa spiegazione è sbagliata e da scartarsi:
        a) Va notato anzitutto che nel testo originale di san Luca (testo critico), ricuperato scrupolosamente e scientificamente dai migliori studiosi della Bibbia, la virgola è posta prima e non dopo “oggi”. I tdG dicono che la loro traduzione della Bibbia è una versione fedele del testo critico, di cui riconoscono sia l’autenticità che l’integrità generale. Vi sarebbero solo occasionali scostamenti. Nel caso di Luca 23, 42-43 hanno introdotto uno scostamento sostanziale al testo critico e hanno dato ai loro seguaci una infedele traduzione. Una cosa dicono ma un’altra fanno. Quanta ipocrisia!!!

        b) In secondo luogo è risaputo che le espressioni Io ti dico, In verità ti dico e simili, senza determinazioni di tempo (come oggi), sono formule di stile biblico paragonabili alle altre Dice il Signore, Oracolo di Jahve ecc. Usandole, gli autori sacri vogliono mettere l’autorità di chi parla.
        Nel caso presente, san Luca intende mettere in evidenza la maestà di Gesù. Benché apparentemente sconfitto, Egli parla da sovrano che distribuisce favori ed assegna posti a chi lui si rivolge. Gesù ha perciò usato la formula biblica abituale: Sono io a dirtelo! Te l’assicuro io! Senza aggiunta. Egli ha detto: “Io ti dico: oggi sarai con me in Paradiso” (Luca 22,43).

        Obiettano i geovisti: Quel giorno Gesù non andò in paradiso. Quindi non poteva promettere al ladrone di essere con lui in paradiso.

        La risposta: Quel giorno Gesù “discese agli inferi”, ossia andò col suo spirito nell’Ade o regno dei defunti (cf. Atti 2,31) per annunciare la liberazione ai morti dell’antichità: “Cristo morto una volta per sempre per i peccati (…) per ricondurvi a Dio (…); in spirito andò ad annunziare la salvezza anche agli spiriti che attendevano in prigione” (1 Pietro 1, 18-19). Il buon ladrone era con Lui.
        Io sono la risurrezione e la vita (Gv. 11,25)
        Un esempio della maggior luce apportata da Gesù sul destino dell’uomo dopo la morte si ha nel dialogo tra lui e Marta, la sorella di Lazzaro, che Gesù risuscitò da morte (cf. Giovanni 11, 1-44).
        Appena incontrata quella donna che piangeva la morte del fratello, Gesù le dice: “Tuo fratello risorgerà” (Gv. 11,23). E poiché Marta, da buona giudea, era abituata all’idea della risurrezione futura, risponde prontamente a Gesù: “So che mio fratello risorgerà nell’ultimo giorno” (Gv. 11,24).
        Ma Gesù rettifica quell’idea, completa quella speranza e dice a Marta: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore vivrà; anzi, chi vive e crede in me non morirà mai” (Gv. 11,26).
        Sì, Gesù è la Vita, ora, presentemente: Io sono la Vita. Egli dà la vita ora, al presente a quanti si legano a lui con la fede: “Chiunque vive e crede in me non morirà mai. Credi tu questo?” (gv.11,26).

        Che cosa chiede Gesù a quella donna?

        Un atto di fede non nella futura risurrezione in cui Marta già credeva, ma accettare una nuova idea, che quella donna nn riesce a capire. E’ comunque sicura che il Maestro dice la verità: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire in questo mondo” (Gv. 11,27).

        Cos’è questa nuova idea?

        Lazzaro, suo fratello, che ha creduto nel Figlio di Dio, non è morto. Chiamandolo d’oltretomba, Gesù dà la prova che le sue parole sono verità e vita
        Errori e verità
        1 – L’errore: In Giovanni 11,26 Gesù non dire “non morirà mai”, ma “non morirà in eterno” che è ben di verso. Così traducono anche alcune Bibbie cattoliche. ora l’espressione “non Morirà in eterno” (greco eis tòn aiona) fa pensare più a una morte completa, totale, senza sopravvivenza, ma con la speranza, anzi la certezza della risurrezione.
        La verità:
        Sì, è vero che alcune traduzioni della Bibbia anche cattoliche, rendono la frase greca eis tòn aiona con le parole “in eterno”; ma molte altre Bibbie cattoliche e non cattoliche, traducono “non morirà mai” (iamais, never). Anche la Bibbia dei tdG traduce così! Il mio corrispondente da Cagliari non conosce neppure la propria Bibbia!
        2 – L’errore: “Jn Giov. 11,25-26, oltre alla speranza della risurrezione, Gesù indicò qualcos’altro per coloro che sarebbero stati in vita quando l’attuale mondo malvagio avrebbe avuto fine. Quelli con la speranza di essere sudditi terreni del Regno di Dio avrebbero avuto la prospettiva di sopravvivere senza mai morire”.
        La verità:
        Questo è contrario alla Bibbia. Infatti, specie nel vangelo di Giovanni, Gesù ripetutamente afferma che, per chi crede in Lui, la vita eterna non comincia in un futuro indeterminabile, ma è già Posseduta ora, al presente. In Giov. 3,15 Gesù dice: Affinché chi crede abbia (greco éke, al presente) la vita eterna”. E in Giov. 5,24 leggiamo: , ha la vita eterna (… ), è passato dalla morte alla vita” (cf. 1 Giov. 3,14). Parimenti in Giov. 8,51 Gesù afferma: , In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte”.

        3 – L’errore: in tutti questi testi di Giovanni, Gesù vuol dire che “le persone, che esercitano fede nel riscatto di Cristo sono da Dio considerate carne nella via della vita eterna.

        La verità:
        In tutti questi testi di Giovanni, Gesù parla di un fatto compiuto, d’un passaggio dalla morte alla vita già avvenuto, d’una vita eterna già posseduta, non di una via alla vita eterna. Dio considera tutte queste persone già in Possesso d’una vita, su cui la morte non ha più Potere.
        b) Si ricordi pure che in Apocalisse 20,4-5, Giovanni parla di una prima risurrezione per “quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua ecc.”. Risurrezione vuol dire “passaggio già avvenuto dalla morte alla vita”. Si tratta evidentemente di una risurrezione spirituale, distinta da quella del corpo che avverrà alla fine dei tempi. Tutti costoro hanno già la vita eterna e continuano ad averla anche dopo la morte. Tutti, non soltanto uno sparuto numero di 144.000!

        4 – L’errore: Lazzaro risuscitato non disse nulla della vita d’oltretomba. Quindi non è vita d’oltretomba.

        La verità:
        a)I vangeli non ci hanno conservato tutti i fatti sulla vita di Gesù, Se fossero stati scritti uno per uno, il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere (cf. Giovanni 21, 24-25).
        b) Tanto meno i vangeli sono stati scritti per soddisfare a curiosità di uomini cavillosi, ma “perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché credendo abbiate la vita eterna nel suo nome” (Giovanni 20,21). Gesù risuscitò Lazzaro non perché egli, un uomo come tutti gli altri, prendesse il posto di Gesù nel rivelarci la vita d’oltretomba, ma perché i testimoni del miracolo, presenti e futuri, “credano che tu mi hai mandato” (Giovanni 11,42).

        L’insegnamento di san Paolo
        1 – Scrisse ai Filippesi:
        “Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno (…) Sono stretto in questa alternativa: ho il desiderio d’andarmene per essere con Cristo, che è cosa -di gran lunga migliore; ma il rimanere nella carne è più necessario a riguardo di voi” (Filippesi 1,21-24).
        Spiegazione:
        San Paolo guarda alla morte come a un guadagno, non come a una non-esistenza e neppure come a una vita inconscia e tenebrosa. Se dipendesse da lui, egli sceglierebbe, preferirebbe di andarsene per essere con Cristo. Questo stato, o modo di essere, che egli considera molto migliore (verso 23), è una esistenza con Cristo, che succede direttamente alla morte senza attendere la risurrezione dei corpi.
        L’essere con Cristo ricorda certamente le parole di Gesù al buon ladrone: “In verità ti dico, oggi sarai con me in paradiso” (Luca 23,43).
        2 – In termini simili scriveva ai Corinzi:
        “Preferiamo piuttosto sloggiare da questo corpo per andare nella patria, presso il Signore” (2 Corinzi 5,8).
        Spiegazione:
        Qui come in Filippesi 1,21-24 Paolo intravede una unione del cristiano con il Cristo immediatamente dopo la morte individuale. Questa attesa di una beatitudine dell’anima separata risente dell’influsso greco, che d’altra parte era già sensibile nel giudaismo contemporaneo’. La novità di questa fede deriva da una rivelazione radicalmente nuova del significato della vita e della salvezza”.
        Commenta la Bibbia di Salvatore Garofalo.
        “Le anime dei giusti (in questo caso quella di Paolo), subito dopo la morte, senza aspettare la risurrezione dei corpi saranno ammesse alla presenza di Dio e alla sua visione. Questa concezione supera quella ebraica dello Sceol dove le anime sarebbero restate fino alla risurrezione finale vivendo una vita grama”.
        Anime sotto l’altare (Apocalisse 6,9)
        Leggiamo nell’Apocalisse, capitolo 6, versetti da 9 a 11:
        “Quando l’Agnello aprì il quinto sigillo, vidi sotto l’altare le anime di coloro che furono immolati a causa della Parola… Allora venne data a ciascuno di essi una veste candida e fu detto di pazientare ancora un poco fìnché fosse completo il numero dei loro compagni di servizio e dei loro fratelli che dovevano essere uccisi come loro”.
        Spiegazione:
        Per capire questa visione di Giovanni bisogna tener presente che egli poco prima (Apocalisse 6, 1-8) descrive la dolorosa realtà della vita qui sulla terra. In contrasto con ciò che avviene sulla terra è rivelato a Giovanni quel che accade in cielo. Nel santuario celeste egli vede le anime (psychai) dei fedeli che hanno subìto il martirio per amore di Cristo. Esse sono attualmente e realmente ai piedi dell’altare celeste. La loro vita, con la morte, non fu spazzata via dall’esistenza.

        Falsa spiegazione
        L’errore:
        I tdG sono del parere che Giovanni voleva dire che “gli uomini avevano ucciso i loro corpi umani, ma non avevano potuto uccidere le loro anime, cioè il loro diritto o titolo alla vita celeste nel regno di Dio.
        La verità:
        a) San Giovanni ha visto anime (psychai), non titoli di futura gloria. In nessun vocabolario greco è detto che la parola psychè significa titolo o diritto. Essa significa vita reale. In questo caso, vita umana trasferita in cielo, cioè anime nello stato di gloria.
        b) L’autore ispirato parla di vita celeste già raggiunta, non di diritto alla vita futura. Come il “Testimone fedele e verace” (Apoc. 3,14) ha compiuto sulla croce il sacrificio di sé al Padre ed è ora assiso sul trono (Apoc. 7,17), così anche i martiri cristiani sono già nel santuario del cielo vicinissimi a Dio (Apoc. 7,9-17).

        PARTE TERZA

        LA VERITA’ SULLA PSYCHE E LO PNEUMA

        I tdG equivocano con le parole greche psychè e pneuma come fanno con la parola ebraica nefesh. Lo scopo è sempre lo stesso, distruggere cioè la dottrina biblica della sopravvivenza dell’uomo subito dopo la morte e convincere i loro seguaci che la fine dell’uomo è come quella delle bestie.
        Per scoprire l’inganno geovista bisogna precisare quali siano nella Bibbia i significati di psychè e di pneuma.
        La Psychè come persona
        Nella maggior parte dei casi il termine greco psychè corrisponde all’ebraico nefesh ed ha perciò gli stessi signiíìcati che sono: essere vivente, persona, animale, vita. Questi possono essere espressi coi pronomi corrispondenti: io, tu, egli, ella, noi, voi, loro, esso, essa, essi, esse.
        L’equivoco o imbroglio geovista, simile a quello che essi fanno abusando dell’ebraico nelesh, può essere espresso nei termini seguenti: la Bibbia dice che la psychè muore, ma la psychè è l’anima, dunque l’anima muore.
        Per inoculare il loro errore, i tdG traducono sempre psychè con la parola anima. E’ una traduzione infelice, per dirla col gesuita McKenzie.

        1 – In Luca 6,9 Gesù domanda- “t lecito in giorno di sabato salvare una vita umana (psychè) oppure perderla?”. Questa è la traduzione dei veri cristiani.
        I tdG traducono: “E’ lecito di sabato salvare o distruggere un’anima?”. Questa traduzione è inesatta ed equivoca. Nel testo citato di Luca psychè significa uomo che Gesù vuole curare come fa effettivamente. 1 tdG insinuano che si tratta della distruzione di un’anima!
        2 – In Apocalisse 16,3 si legge: “E il secondo versò la sua coppa sul mare; e vi fu sangue come di un morto, ed ogni essere vivente (psychè) morì nel mare” (Garofalo).
        1 tdG traducono: “Ogni anima vivente morì nel mare” e si servono di questa inesatta traduzione per provare che l’anima muore come gli animali inferiori. Le parole citate dall’Apocalisse 16,3 si riferiscono a pesci, che muoiono nel mare.

        3 – Hanno pure scritto: “Il cristiano apostolo Paolo mette in risalto questo fatto quando scrive, in 1 Corinzi 15:45. 11 primo uomo Adamo divenne anima (psyché) vivente’. Adamo, nostro primo padre umano, fu un” anima vivente’. Egli non ebbe qualche ombrosa, invisibile, imponderabile, intoccabile cosa dentro di sé che potesse fuggire dal suo corpo quando mori e che potesse continuare ad esistere come ‘anima vivente’ in un reame spirituale che fosse proprio così invisibile come si pensa che sia l’anima. umana. No; non secondo il racconto della creazione della Parola di Dio”
        La verità:
        a) Il cristiano Apostolo Paolo mette in risalto che Dio, nella creazione dell’uomo, diede origine a un “essere vivente umano”, cioè a una persona modellata prima dalla polvere e senza vita (cf. supra p. 8). Nel testo paolino psychè vuol dire persona come traducono quasi tutte le Bibbie moderne, eccetto naturalmente i tdG.
        b) Sì, le Scritture Greche concordano con quel- le ebraiche nel dire che Dio creò una persona o essere vivente umano (nefesh) “. Ma da ciò non segue che questo essere vivente umano non abbia una componente spirituale e immortale o anima (psychè) come abbiamo appreso alla scuola del Maestro Gesù, che è Via, Verità, Vita.

        4 – Atti 3:23: “In realtà, ogni anima (greco psychè) che non ascolterà quel Profeta sarà completamente distrutta di fra il popolo”
        La verità:
        Traduzione infelice e settaria: Il senso è che chiunque, ossia qualunque persona non ascolterà quel Profeta, sarà escluso dall’appartenere al Popolo di Dio. Qui non c’entra la morte dell’anima e tanto meno la sua distruzione completa.

        La psychè come anima
        Quanto detto finora sulla psychè è dottrina biblica e rimane valida. Ma alla scuola di Gesù i veri cristiani hanno imparato a conoscere meglio la psychè: vi è stato un approfondimento e arricchimento di significato. La psychè umana è conosciuta nella sua interezza solo quanto la si concepisce dotata di una dimensione spirituale e immortale.
        A questo proposito ripetiamo le belle parole del gesuita McKenzie:
        “La novità della fede del Nuovo Testamento non deriva da una nuova idea del nefesh-psychè, ma da una rivelazione radicalmente nuova del significato della vita e della salvezza”.
        a) Gesù ha detto chiaramente che nell’uomo a componente spirituale che è sede della soprannaturale e in quanto tale sfugge alla morte terrena e si proietta nell’aldilà: è immortale. Diceva ai discepoli:
        “Non temete coloro che uccidono il corpo ma non uccidere l’anima (psychè). Temete, piuttosto, Colui che può far perire e anima (psychè) e corpo nella Geenna” (,Matteo 10,20, Garofalo).
        Oltre dunque alla vita umana, che può essere stroncata dall’uomo, Gesù afferma l’esistenza d’una vita (psychè), che sfugge alla morte terrena. L’uomo non ha potere su di essa. Continua anche dopo la morte del corpo e può essere gettata nella Geenna (cf. Luca 12,4)
        b) si tratta d’una realtà presente non di una di futura felicità; di un tesoro già posseduto che bisogna custodire gelosamente, preservare per la vita eterna, costi quel che costi.
        Perciò diceva Gesù:
        “Chi ama la sua vita (psychè) la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna” Giovanni 12,24, Garofalo).
        Il significato è che esiste nell’uomo una realtà che bisogna conservare per la vita eterna: nulla vieta di chiamarla anima come parte spirituale e immortale dell’uomo. Per conservarla, è necessario non amarla d’un falso amore, cedendo cioè alle passioni e al peccato, ma di quell’amore vero, che al mondo può sembrare odio, ma di fatto è vero amore
        c) I fedeli discepoli di Cristo capirono bene quale tesoro fosse presente nell’uomo e ne fecero oggetto delle loro cure pastorali. Certo Cristo stesso continua ad essere pastore e guardiano delle anime (psychai) (cf. 1 Pietro 2,25), ma ha voluto che anche i suoi rappresentanti fossero responsabili della loro salvezza. Paolo pieno di zelo assicurava i cristiani di Corinto:
        “Ora molto volentieri per le vostre anime (psychai) Io spenderei tutto e spenderei anche interamente me stesso” (2 Corinzi 12,15).
        Qui san Paolo parla in qualità di ministro di Cristo. La sua generosità verso quei cristiani non aveva come scopo il loro benessere materiale e sociale, ma i loro interessi eterni, la salvezza delle loro anime.
        Lo stesso interesse dimostra l’apostolo quando esorta i destinatari della Lettera agli Ebrei di non venire meno davanti alle prove: “Noi però non siamo di quelli che si ritirano a rovina, ma di quelli che credono a salvaguardia dell’anima (psychè)” (Ebrei 10,39). E consiglia loro di obbedire alle loro guide perché esse vegliano per le vostre anime (psychai) come coloro che devono renderne conto (Ebrei 13,17).
        Non meno zelante si mostra san Giacomo quando scrive: “Rigettando ogni sozzura ed eccesso cattivo, accogliete con dolcezza la parola in voi seminata, che può salvare le anime (psychai) vostre” (Giacomo 1,21).
        Un testo di san Giacomo (5,20)
        L’errore:
        Giacomo ammette che l’anima muore. In- fatti scrive: “,Colui che converte un peccatore dall’errore della sua via salverà la sua anima dalla morte” (Giacomo 5,20).
        La verità: Riportiamo, anzitutto, per intero il testo di san Giacomo:
        “Fratelli miei, se qualcuno tra voi avesse errato lontano dalla verità e qualcuno l’avesse avvertito, sappia che chi converte un peccatore dal suo traviamento salverà l’anima sua dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati” (Giacomo 5,19-20, Garofalo).
        Spiegazione:
        a) San Giacomo assicura una ricompensa divina allo zelo o amore di colui che riesce a ricuperare dalla cattiva strada un traviato. Questa ricompensa è espressa con le parole: “Salverà l’anima sua dalla morte”. Che cosa dobbiamo intendere per “morte dell’anima”?
        Se per anima (greco psychè) s’intende la “persona”, è chiaro che Dio non ha mantenuto mai la sua promessa. Infatti, vi sono stati moltissimi uomini, cristiani e non cristiani, che hanno avvertito e ricuperato tantissimi altri dalla via dell’errore; eppure sono morti! In tantissimi casi Dio non sarebbe stato fedele alle sue promesse. E’ impossibile! Egli è “Dio di fedeltà” (cf. Deuteronomio 32,4).
        b) San Giacomo dunque aveva in mente l’anima in quanto parte spirituale e immortale dello uomo. Quest’anima può morire in quanto può essere separata da Dio, non distrutta (cf. Matteo 10, 28). Infatti, nella stessa lettera san Giacomo parla del peccato che genera la morte (1,15, cf. 1 Giovanni 5.16). Anche qui non si tratta di morte fisica * distruzione perché molti peccano e continuano a vivere fisicamente. Si tratta invece di quella morte spirituale opposta alla vita che Dio dà all’uomo fedele, virtuoso, collaudato dalle prove come dice lo stesso san Giacomo (cf. 1,12). li pensiero dunque di san Giacomo è che lo zelo o carità del cristiano nel ricuperare il fratello traviato sarà ricompensato mediante la sua salvezza: la sua anima non morrà nel senso che non subirà la morte spirituale, ossia la separazione da Dioper la vita e per l’eternità. Su di lei non avrà potere la seconda morte (cf. Apocalisse 20,6).
        c) Una conferma a questa spiegazione si ha da ciò che segue, vale a dire che al cristiano zelante sarà perdonata una moltitudine di peccati. Mediante il perdono dei peccati l’anima è liberata dalla morte spirituale. Il cristiano zelante avrà come ri- compensa la salvezza eterna perché “la carità copre una moltitudine di peccati” (1 Pietro 4,8; cf. Proverbi 10,12).

        Lo pneuma (spirito) nell’A.T.
        Nella Bibbia dell’Antico Testamento al vocabolo italiano spirito corrisponde l’ebraico rúah e anche nishmat (o nesbamah). Alla base dei due vocaboli vi è l’idea del vento e del respiro o alito come segno di forza invisibile. Così, per esempio, in Genesi 8,1, è detto: “Dio fece passare un vento (rúah) sulla terra e le acque si abbassarono”. Parimenti in Esodo 15,8 leggiamo: “Al soffio delle tue narici (rúah alito), si accumularono le acque”. Per quanto riguarda l’uomo, che a noi ora inte- ressa, il signìficato della rúah o neshamah (nishmat) appare chiaro dal racconto della creazione di Adamo in Genesi 2,7, che abbiamo già spiegato. Aggiungiamo qui alcune osservazioni:
        a)Il soffio divino (rúah) è la fonte di ogni vita sulla terra, anche degli animali (cf. Genesi 6,17; 7,15). Ma nell’uomo è ispirato direttamente da Dio e lo distingue perciò da tutte le creature viventi. Gli animali sono modellati dal suolo, ma non si parla a loro riguardo di forza vitale soffiata direttamente da Dio (cf. Genesi 2,19). Nell’uomo il soffio vitale è la causa di tutte le attività proprie di una persona, vale a dire non solo di quelle che l’uomo ha in comune con le altre creature viventi, ma soprattutto di quelle specifiche come la sapienza, la scienza, il senso religioso e morale, l’amore del bello ecc. Non si tratta di poteri e di sapienza superiori a quelli degli animali”, ma essenzialmente o radicalmente diversi. Gli animali non sono dotati in nessun modo di sapienza o di amore e giustizia. Essi vivono d’istinto. In virtù del soffio divino solo l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di -Dio (Genesi 1,27), e non trovò sulla terra nessuno che gli fosse simile (cf. Generi 2,20). L’uomo lascia il vuoto intorno a sé in tutto il creato’.
        b) Dio, comunque, rimane sempre il padrone del soffio vitale, ossia della vita. Nella Bibbia la morte è vista come il ritiro da parte di Dio del soffio vitale:

        Se egli riconduce a sé il soffio (rúah)
        e ritrae a sé il suo spirito (neshamah),
        muore ogni carne all’istante.
        (Giobbe 34,14-15, Garofalo)
        Questo però non si deve intendere come un ritorno dell’uomo in uno stato di inesistenza, ma solo come la fìne della vita umana così come noi la vediamo. Quando perciò il sálmista dice:
        Esce il suo spirito e torna alla sua terra
        in quel giorno tramontano i suoi piani
        (146,4, Garofalo)
        non vuol dire che lo spirito “non produce intelligenza separatamente dal corpo fìsico”, come erro- neamente spiegano i geovisti. Qui l’autore sacro non si pone il problema dell’aldilà. Egli vuol mettere in evidenza la caducità della vita umana (cf supra, p. 23)
        Errori ed orrori
        1 – Hanno scritto: “Al tempo della creazione di Ada- mo, Dia fece vivere i miliardi delle cellule del suo corpo, perché in esse fosse la forza vitale. Questa attiva forza vitale è ciò che qui si intende con la parola ‘spirito’ (ru’ahh). Ma perché la forza vitale continuasse ad essere nei miliardi di cellule di Adamo, esse avevano bisogno di ossigeno, e questo doveva essere provveduto mediante la respirazione. Perciò, Dio quindi ‘soffiò nelle narici un alito (neshamah) di vita. Allora i polmoni di Adamo cominciarono a funzionare e a sostenere in tal modo col respiro la forza vitale delle cellule del corpo. – Genesi 2:7, Ga” 55.
        La risposta:
        Si tratta d’una spiegazione settaria della Bibbia. Nel racconto della creazione di Adamo (cf. Genesi 2,7) si parla di un solo atto divino per cui la polvere plasmata e senza nessuna vita cominciò a vivere in modo normale e perfetto. Dio aggiunse il soffio di vita (neshamah) alla polvere inerte e Adamo cominciò a vivere perfettamente. Non vi fu prima lo “spirito” (rúah) e poi il “respiro” (neshamah). Basta leggere il testo biblico. I tdG hanno modificato la Parola di Dio (cf. Apocalisse 22,18).
        E’ poi assurdo e blasfemo affermare che Dio abbia creato il primo uomo come un bambino anormale, che per respirare ha bisogno di essere sculacciato”. Dio ha fatto ogni cosa in modo perfetto. “E Dio vide tutto ciò che aveva fatto, ed ecco, era molto buono” (Genesi 1,31). Solo i tdG possono immaginare Adamo come fisicamente deficiente e solo i loro seguaci possono accettare tali idiozie.

        2 – Insistono i geovisti: “Da Giobbe 34:14,15 apprendiamo che ci sono due cose che l’uomo (o qualsiasi altra creatura terrena cosciente) deve avere per essere e restare in vita: lo spirito e il respiro. Ivi leggiamo: ‘Se egli (Dio) volge il cuore a qualcuno, se raccoglie a sé lo spirito (ebraico, ru’ahh) e il respiro (ebraico, ‘neshamah’) di lui, ogni carne spirerà, e l’uomo terreno stesso tornerà alla medesima polvere”.

        La risposta: A tutti gli studiosi seri e coscienziosi della Bibbia è noto il parallelismo poetico, largamente usato specie nei Libri poetici dell’Antico Testamento. Esso consiste nell’esprimere la stessa cosa o idea per mezzo di termini equivalenti (sinonimi). I geovisti ignorano o fingono di ignorare questa elementare norma di ermeneutica e fanno dire alla Bibbia ciò che essi vogliono. Gli esempi sono innumerevoli, specie nei salmi.
        In Giobbe 34,14-15 l’autore sacro applica il parallelismo poetico e dice la stessa cosa con due parole equivalenti, o sinonimi. Non si tratta di due cose, che l’uomo deve avere per essere e restare in vita, ma di una sola cosa, chiamata con due vocaboli equivalenti (rúah e neshamah).
        Nel Salmo 1,04,29-30 è detto:

        Ritrai il loro spirito (rúah),
        muoiono e tornano alla loro polvere;
        mandi il tuo spirito (rúah),
        vengono creati e rinnovi la faccia della terra
        (Garofalo)

        Secondo la chiara affermazione del salmista una sola cosa basta per vivere cioè la rúah (soffio di vita), se manca la quale l’essere vivente muore. Non si parla di due cose diverse.

        3 – L’errore: “Mentre l’anima umana è la persona vivente stessa, lo spirito è semplicemente la forza vitale che permette a tale persona d’essere in vita. Lo spirito non ha nessuna personalità, né può fare le cose che può fare la persona. Esso non può pensare, parlare, udire, vedere e sentire. Sotto tale aspetto, può paragonarsi alla corrente elettrica nella batteria di un’automobile. Quella corrente può incendiare il combustibile che fa produrre al motore energia, accendere i fari, suonare la tromba (…). Ma, senza il motore, i fari, la tromba o la radio, potrebbe la corrente di quella batteria fare alcuna di queste cose? No, poiché è semplicemente l’energia c

        • Mimma scrive:

          ……come per dire la personalità. Anche senza il motore può compiere tante cose. Pensate, per esempio, agli effetti dinamici e calorifici d’una scarica elettrica. Il motore senza l’energia non può far nulla; l’energia senza il motore può fare tanto.

          Lo spirito dell’uomo nel N.T.

          1 – Alla parola ebraica rúah (e anche neshamah) corrisponde nel Nuovo Testamento il greco pneuma, tradotto spirito nella lingua italiana. I significati di pneuma nel N.T. sono molteplici: può indicare realtà impersonali come il vento (Cf. Giovanni 3,8; Ebrei 1,7 ecc.), o il respiro, ossia l’alito (Cf. Giovanni 20,22; 2 Tessalonicesi 2,8 ecc.); e anche persone come gli angeli buoni (Cf. Ebrei 1,14) e cattivi (Cf. Matteo 12,43), soprattutto Dio (Cf. Giovanni 4,24) e in modo specifico la Terza Persona della SS. Trinità (cf. Giovanni 16,13-14) -11.
          A noi interessa sapere se nel Nuovo Testamento lo spirito (pneuma) è riferito all’uomo; vogliamo cioè conoscere il significato antropologico di spirito (pneuma) e se sopravviva alla morte dell’uomo.
          Eminenti studiosi moderni della Bibbia affermano concordemente e documentano copiosamente che la dottrina veterotestamentaria riguardante la natura dello spirito (rúah, neshamah) fu approfondita ed esplicitata da dotti giudei (i rabbini) sia dentro che fuori la Palestina, anche prima della venuta di Cristo. Questo approfondimento gettò maggior luce sulla natura dello spirito (rúah, neshamah), ossia sull’alito divino immesso nel primo uomo, e confermò la loro fede nella sopravvivenza dell’uomo subito dopo la morte. Lo spirito dell’uomo dopo la morte continua ad esistere in uno stato di felicità o di sofferenza in attesa di riunirsi al corpo nella risurrezione.
          “E’ dunque chiaro che al tempo di Gesù il giudaismo crede tanto nella risurrezione dell’uomo quanto nella sopravvivenza dell’anima (pneuma) in uno stato intermedio successivo alla morte.

          Gesù, con la sua divina autorità confermò questa dottrina, e i suoi fedeli discepoli l’hanno insegnata e l’accettano tutti i veri cristiani.
          2 – E lo spirito (pneuma) tornò in lei (Luca 8,55,).
          Riferisce san Luca, “Egli (Gesù) disse.- ‘Non piangete; essa non è morta, ma dorme’. E quelli, sapendo che era morta, lo deridevano. Ma egli (Gesù) la prese per mano e disse ad alta voce: ‘Fanciulla, lèvati!”. E lo spirito (pneuma) tornò in lei Luca 8,52-55).
          Sarebbe ridicolo pensare che Gesù abbia rianimata la fanciulla mediante una boccata di ossigeno come pensano i geovisti o con una scarica di energia elettrica. La fanciulla era già morta. L’ossigeno o l’energia elettrica non possono ridare la vita a un morto. Gesù pronunciò solo due parole, diede un ordine: “Fanciulla, lèvati!”. E il medico Luca spiega lo straordinario fenomeno dicendo: “E lo spirito (pneuma) tornò in lei”.
          Lo spirito (pneuma), che ritorna, non può essere una nullità, ma qualcosa o qualcuno, che continua ad esistere anche dopo la morte. Qui lo spirito (pneuma) “appare come una parte dell’uomo che sopravvive alla morte”.

          3 – Padre, nelle tue mani, rimetto lo spirito mio (Luca 23,46).

          a) Anche Gesù, in quanto vero uomo, aveva lo pneuma come componente spirituale e immortale della sua umanità. Lo afferma chiaramente al punto di morte con le parole: “Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito (pneuma) mio” (Luca 23,46). Gesù si serve delle parole del Salmo 31,6, ma ne rivela il significato oggettivo. Rimettere lo spirito nelle mani di Dio significa allo stesso tempo esalare l’ultimo soffio e rimettere, cioè consegnare, a Dio la propria ricchezza, lo stesso essere”.
          In effetti, Gesù quel giorno, anche in quanto uomo, non fìnì nel nulla, ma andò nell’Ade o regione dei morti, mentre il suo corpo attendeva incorrotto la risurrezione nel sepolcro (cf. Atti 2,31-32; 1 Pietro 3,18-20). E non vi andò solo, ma accompagnato dallo spirito del buon ladrone, al quale aveva detto: “Oggi sarai con me nel paradiso” (Luca 2,3,43) (pp. 34-3,6). Qui come in Luca 8,55 lo pneuma “appare come una parte dell’uomo che sopravvive alla morte”.
          b) A imitazione del suo Maestro anche il primo martire Stefano, prima di chiudere gli occhi alla scena di questo mondo, consegna il suo spirito (pneuma) al Signore Gesù: “Signore Gesù, accogli l’anima mia” (greco pneuma) (Atti 7,59, Garofalo).
          il verbo “accogliere” (greco dèchomai) indica l’atto di chi accoglie o riceve qualcuno, per esempio, nella sala di un festino. Lo spirito o anima del martire Stefano al momento della morte terrena non si dileguò nel vuoto del nulla, ma venne accolta dal Signore Gesù nella dimora eterna (cf. Luca 16,91).
          In Atti 7,59 come in Luca 8,55 e 23,46 lo spirito “appare come una parte dell’uomo che sopravvive alla morte” “.

          4 – L’autore della Lettera agli Ebrei afferma e conferma la stessa verità quando invita i suoi lettori a guardare in alto alla Gerusalemme celeste, dove con miriadi di angeli vi sono gli spiriti (pneumata) dei giusti resi perfetti (cf. Ebrei 12,23, Garofalo).
          Spiegano i biblisti: “Una certa tradizione ebraica chiama ‘spiriti’ le anime degli uomini, soprattutto quando sono separate dal corpo. Questi giusti, questi santi (senza limite di numero) sono arrivati alla perfezione nel senso che godono della felicità suprema” In Ebrei 12,23 pneuma (spirito) sta per anima separata dal corpo’.

          Obiettano i geovisti: L’anima non è la stessa cosa che lo spirito. Come prova citano 1 Tessalonicesi 5,23 ed Ebrei 4,12.

          Si risponde: Come già è stato detto, la parola spirito nella Bibbia può avere molteplici significati, di cui uno non esclude l’altro. In Ebrei 4,12 e in 1 Tessalonicesi ’5,23 lo spirito (pneuma) è la parte più intima dell’uomo, che non si pone in contrasto con l’anima (psychè), ma ne è l’espressione più elevata.
          Paolo afferma che la Parola di Dio penetra e giudica i movimenti del cuore e le intenzioni più segrete (.pneuma) dell’uomo (in Ebrei 4,12) e augura che Dio conservi irreprensibile l’uomo tutto intero, fìn nelle parti più recondite ed elevate del suo essere (pneuma) (in 1 Tessalonicesi 5,23).
          Nell’uno e nell’altro testo l’apostolo non mette in dubbio la sopravvivenza dello spirito subito dopo la morte. Egli è sicuro che, morendo, “saremo con Cristo” (cf. Filippesi 1,23; 2 Corinzi 5,6-8), non in uno stato di inesistenza.

          • Sal scrive:

            52 pagine per contrastare le parole di Gesù : ”
            “E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna.”(Mt 10.28-30 CEI)

            E’ un record. Se voleva pubblicare un libro poteva farlo in altro modo…….
            Quando si dice pazzia o devo dire estasi fantastica ?

          • Sal scrive:

            Ma dica ….? E’ vero che la verità fa male ?
            Emmmmbeh…… se rode si gratta !

          • Mimma scrive:

            @Sal
            La sua volgarità è senza limiti Sal.

          • Mimma scrive:

            @Sal
            La verità fa male a idioti come lei. Si purifichi dalle sue fandonie geoviste. Le sue elucubrazioni geoviste sono solo spazzatura.

          • Mimma scrive:

            @Sal
            a quanto a pruriti lei ne ha da voyerismo patologico. Si curi e attenzione a non mettere telecamere sotto le gonnelle delle geoviste.

          • Mimma scrive:

            @Sal
            E basta questa parola di Paolo per denunciare le sue assurde, fanatiche e deliranti elucubrazioni geoviste. Si faccia curare con un bel TSO psichiatrico e magari uso delle psicoterapie per i pruriginosi voyerismi patologici.

            2 Corinzi 5,1 Sappiamo infatti che, quando sarà distrutta la nostra dimora terrena, che è come una tenda, riceveremo da Dio un’abitazione, una dimora non costruita da mani d’uomo, eterna, nei cieli. 2Perciò, in questa condizione, noi gemiamo e desideriamo rivestirci della nostra abitazione celeste 3purché siamo trovati vestiti, non nudi. 4In realtà quanti siamo in questa tenda sospiriamo come sotto un peso, perché non vogliamo essere spogliati ma rivestiti, affinché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita. 5E chi ci ha fatti proprio per questo è Dio, che ci ha dato la caparra dello Spirito.
            6Dunque, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo – 7camminiamo infatti nella fede e non nella visione -, 8siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore. 9Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi. 10Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male.

          • Sal scrive:

            @ Mimma
            1.“Eminenti studiosi moderni della Bibbia affermano concordemente e documentano copiosamente che la dottrina veterotestamentaria riguardante la natura dello spirito (rúah, neshamah) fu approfondita ed esplicitata da dotti giudei (i rabbini) sia dentro che fuori la Palestina, anche prima della venuta di Cristo.”
            Sarà anche vero, ma mancano le fonti ! chi sono gli eminenti studiosi ? Chi dice che sono concordi ? Qual ‘è la copiosa documentazione ? Chi furono i dotti giudei ? ……Boh ? Perché fidarsi delle affermazioni generiche non documentate ?

            2.Lo spirito dell’uomo dopo la morte continua ad esistere in uno stato di felicità o di sofferenza in attesa di riunirsi al corpo nella risurrezione.” E come si fa a sapere se nessuno l’ha mai visto e nessuno l’ha mai rivelato ? Ma se anche fosse vero, lo spirito dell’uomo dovrebbe tornare dal paradiso per rientrare in un corpo…lo stesso di prima… un altro ? Dove ? ….Boh !
            3.“E’ dunque chiaro che al tempo di Gesù il giudaismo crede tanto nella risurrezione dell’uomo quanto nella sopravvivenza dell’anima (pneuma) in uno stato intermedio successivo alla morte.” Emozionate affermazione peccato che manca di testimonianza = affermazione gratuita senza fondamento. A libera interpretazione dell’autore.
            4. “E lo spirito (pneuma) tornò in lei (Luca 8,55). Riferisce san Luca,…” Luca dice che tornò a respirare (ruah ebr. Pneuma gr. = respiro v. diz greco laparola.net h**p://www.laparola.net/vocab/parole.php?parola=pne%E0ma) il che non ha nessun collegamento con l’andare e venire dell’anima visto che le ritornò il respiro. Dov’er a andata in quel frattempo l’anima ?
            5.“Qui lo spirito (pneuma) “appare come una parte dell’uomo che sopravvive alla morte”.” Affermazione del tutto gratuita senza alcun fondamento. Lo spirito non ha nessuna relazione con l’anima. A parole diverse corrispondono concetti diversi. Le pere non sono mele. L’anima non è il respiro.
            6.“E non vi andò solo, ma accompagnato dallo spirito del buon ladrone, al quale aveva detto: “Oggi sarai con me nel paradiso” (Luca 2,3,43) (pp. 34-3,6). Qui come in Luca 8,55 lo pneuma “appare come una parte dell’uomo che sopravvive alla morte”. Certo che sto Gesù dev’essere una sola…. Gli ha promesso di portarlo oggi in quel paradiso dove lui non andò e invece lo porta all’inferno. Pensa che bufala. Si sarà arrabbiato ?
            Trovi qualcosa di meglio sig.ra Mimma di più convincente se vuole apparire seria. Le ilarità le lasci ai mocciosi…..

          • Mimma scrive:

            @Sal
            La “sola” gigantesca l’hanno data a lei fratello!
            Tanto gigante da averle occupato per sempre quel bene dell’intelletto che Dio le aveva concesso!

        • Sal scrive:

          @ Mimma
          Meraviglia delle meraviglie:

          “2 – Insistono i geovisti: “Da Giobbe 34:14,15 apprendiamo che ci sono due cose che l’uomo ..deve avere per essere e restare in vita: lo spirito e il respiro. Ivi leggiamo: ‘Se egli (Dio) volge il cuore a qualcuno, se raccoglie a sé lo spirito (ebraico, ru’ahh) e il respiro (ebraico, ‘neshamah’) di lui, ogni carne spirerà, e l’uomo terreno stesso tornerà alla medesima polvere”.

          La risposta: A tutti gli studiosi seri e coscienziosi della Bibbia è noto il parallelismo poetico, largamente usato specie nei Libri poetici dell’Antico Testamento. Esso consiste nell’esprimere la stessa cosa o idea per mezzo di termini equivalenti (sinonimi)

          Mai visto qualche persona ancora viva ma che rimane attaccata al respiratore artificiale ? Se spegni il respiratore muore. Chissà come mai se basta lo spirito per rimanere vivo.
          Meraviglia delle castronerie confessionali x imbecilli !

  53. emmegi scrive:

    “hanno sacrificato la vita per rimanere fedeli a Gesù Cristo e al suo Vangelo”

    sì sì, belle parole davvero…..i martiri hanno versato il sangue per non bruciare neanche UN solo granello al culto dell’imperatore e ai falsi dèi, e noi ? e il papa (o i papi) mondial ecumenista che ritiene buone tutte le religioni, è pronto a questa fedeltà incrollabile, davanti ai poteri luciferi del mondo ?
    ma precisiamo che tra il dire e il fare c’è di mezzo un “mare” di coerenza non vista, soprattutto quando un papa non dà la benedizione apostolica, per “rispetto” degli atei o diversamente pensanti….o quando fa le comuni preghiere e “concelebrazioni” con eretici e con i giudei storici nemici di Cristo, figurarsi che testimonianza ! o meglio dirlo con la parola greca “martyrion”: evidente la propensione, no?

    mi ricorda quell’altra nota esortazione al coraggio:

    armiamoci e partiTE !

  54. Florenskij scrive:

    Negli affreschi di Giotto ad Assisi campeggiano due personaggi: san Francesco ( che sostiene con le spalle la Chiesa a rischio di rovina ) e il Papa Innocenzo III, pensoso e in preda ad angosce. Rappresentavano due aspetti della vita cristiana: la carità
    ( affettuosa ) nel quotidiano e l’adesione per obbedienza ( non necessariamente ottusa ) a un ordine superiore senza il quale tutto si sgretola e disperde. E’ possibile essere umili in un caso e nell’altro; così pure caritatevoli: è mancanza di carità e di apertura al popolo impegnarsi allo spasimo nel lavoro di controllo e dirigenza autorevole (esame di dossier, relazioni di nunzi, documentazione su problemi locali e planetari, studio di impostazioni dottrinali su problemi spinosi a livello pubblico e privato ) quello che inchioda alla scrivania e nello studio fino alle ore piccole? Così faceva Pio XII.

    Di Papa Francesco finora abbiamo visto prevalentemente l’aspetto francescano, popolaresco e anche giocoso ( il santo di Assisi era detto “il giullare di Dio” ); però esiste una crisi gravissima della cultura cattolica, che sembra incapace di rispondere alla crescente offensiva laicista con argomenti più solidi, elaborati ed articolati delle formule sintetiche come quella dei “principi non negoziabili”. Vada bene per questi; ma se si vuole affermare che il matrimonio monogamico eterosessuale indissolubile è l’unica formula valida, o almeno la migliore in assoluto non basta dirlo; occorre argomentarlo con la dovuta ampiezza con modalità intellettuali di livello, tanto da poter difendere con prospettive di successo il punto sui mass media, che viceversa sono dominate dai laicisti e dei sostenitori del pansessualismo. Che ne è dell’antica “egemonia culturale” del Cattolicesimo? Quanti sono e quanto sono ferrati gli apologeti, i teologi divulgatori, i filosofi, gli scrittori, i saggisti, i poeti, i registi cattolici?
    Benedetto XVI era perfettamente consapevole di questa problematica. In primo luogo della necessità di riaffermare che la vicenda narrata nei Vangeli non è un mito o un racconto dubbio: altrimenti perché si sarebbe impegnato nella composizione di tre volumi minuziosamente documentati su Gesù “storico”? In secondo luogo di elaborare il tema della Legge Naturale, pilastro centrale dell’etica cattolica, che oggi, nell’ambito della concezione evoluzionistica, non più fissista, è estremamente difficile difendere e dimostrare come logica e coerente.
    Aggiungo che non sempre il popolo detesta la “pompa trionfalistica”. Altrimenti perché seguirebbe come segue le vicende dei divi, “royal weddings” e “principesse del popolo” comprese? Del popolo, ma sempre principesse, non cameriere o commesse o pizzicagnole.
    Siamo sicuri che la gente sarebbe tanto contenta di accorrere in folla a San Pietro se non sentisse l’abbraccio di quel colonnato imponente e la maestà di quella facciata e di quella cupola, costati Dio solo sa quanto? Siamo sicuri che sarebbe lo stesso in una landa pelata ( a meno che ci fossero apparizioni dirette di Maria, come a Fatima )?
    Nessuno si ricorda che il culto di san Francesco non sarebbe così diffusa senza l’icona di quella basilica di Assisi che a suo tempo richiese una spesa imponente ( tanto da destare le proteste deill’ala dei francescani “spirituali”?

    Non ho nulla contro il “gioioso francescanesimo” dell’attuale papa ( che oltretutto è un devotto della madonna di Fatima, quella che indicò nel Rosario il mezzo per salvare tante anime dall’Inferno ), ma aspetto i suoi atti di governo e di proposta dottrinale.

  55. donda scrive:

    Mi preoccupa sentire dire da qualcuno che papa Benedetto XVI Ratzinger, sarebbe stato costretto alle dimissione, non sa di cosa parla. Se fosse così a tenore del Codice di Diritto Canonico la sua rinuncia sarebbe nulla, e papa Francesco Bergoglio, sarebbe ancora Arcivescovo di Baires! Attenzione collegare sempre il cervello alla lingua e al computer quando si scrive e o si parla.

    • macv scrive:

      Caro Donda “costretto alle dimissioni” è un conto, certo che Ratzinger non è stato “costretto” colle pistole in pugno a firmare le sue dimissiioni. Ma spinto inesorabilmente a darle , sì…Lasciato solo, osteggiato dai media, criticato dai più, mal visto da tanti vescovi soprattutto per il Motu Proprio Summorum Pontificum, del tutto detestato da tanti teologi suoi coetanei che non hanno fatto carriera ( vedi Hans KUng), tradito dai suoi collaboratori ( vedi maggiordomo Gabrile) insomma portato a un punto di non poter più andar avanti e di dover dare le dimissioni.. come unica via d’uscita. Geniale Benedetto a darle, le dimissioni, ipocriti e stronzi, scusate la parola , quelli che hanno gioito e tripudiato del suo volontario allontanamento…

  56. Squilpa scrive:

    Un plauso sincero a Florenskij per la estrema lucidità della sua analisi.
    La mia impressione è che la chiesa stia reggendo assai male l’urto con la modernità, abbia perso la capacità di formare lo spirito dei tempi e si sia ridotta ad inseguire i mutamenti della scena universale, difendendo alla men peggio le posizioni tradizionali che l’hanno caratterizzata per secoli, oltre ad essere costretta a lottare contro la marea montante di scandali a ripetizione.
    Alcuni tratti di questo agire sembrano persino affannosi ed anche il ricorso a certe manovre sensazionalistiche (due papi che si incontrano, mentre altri due vengono santificati, nella stessa settimana) appare quasi più disperato che convincente, anche perchè le pompe trionfalistiche ed i colonnati imponenti servono sempre meno.

    Debbo dire, tuttavia, che l’estrema fragilità intellettuale di tanti fedeli, l’infatuazione che costoro hanno pei loro beniamini in abiti talari e la quasi totale mancanza di ogni serio spirito critico, danno ampie speranze di sopravvivenza agli alti prelati….
    Talvolta penso che , se la chiesa riesce a sopravvivere ai suoi prelati, deve essere davvero di origine divina !

    • Annarita scrive:

      E certo che c’è affanno, perchè la Chiesa non deve adeguarsi al mondo, deve essere la luce del mondo, deve essere la guida, il faro, il sale. Ma se gli uomini di Chiesa vogliono scimmiottare lo spirito del mondo, tutto va a gambe all’aria. L’uomo ha bisogno di verità, di carità, di speranza, ma oggi si vorge ovunque con disperazione, perchè non trova più nessuno che gli dia ciò di cui ha bisogno, ecco perchè poi si accetta l’eutanasia, perchè non si sa più il motivo perchè si è al mondo, e non si sa dove siamo diretti e nemmeno che siamo tanto amati. Se gli uomini di Chiesa parlano come gli uomini del mondo, le anime non trovano ciò di cui hanno bisogno e il risultato è sotto i nostri occhi.

      • macv scrive:

        Cara Annarita sono d’accordo con lei. Quello che lei dice si potrebbe sintetizzare nelle parole:
        Il cristianesimo moderno si vergogna di se’ stesso e della propria identità e vuole scimmiottare le ideologie alla moda.
        Provate a pensare se i primi cristiani, nel mondo greco-romano
        tardoantico che aveva una certa mentalità, avessero cominciato ad adattarsi alle: orge, spettacoli di gladiatori, idolatria dell’Imperatore, senza dire “Bah” , senza obiettare , perchè così voleva la mentalità storica dell’epoca! Se così fosse avennuto noi oggi qui non ci saremmo: perchè il cristianesimo sarebbe morto dopo pochi anni , del tutto “assimiliato” alla mentalità comune dell’epoca.
        E’stato propio per la ASSOLUTA novità di gente che in un mondo di sessualità libera e promiscua come quello greco-romano , predicava la castità e la fedeltà matrimoniale, in un mondo in cui il POtere umano era idolatrato predicava la libertà dei figli di Dio, è stata proprio per questo anti-conformismo cheil cristianesimo delle origini ha cambiato, come una rivoluzione, la mentalità di quei tempi! Il cristianesimo delle origini era anticonformista. Il cristianesimo di oggi è tristamente conformista e ripiegato su una mal intesa necessità di essere “gradito” alla mentalità contemporanea.
        Se i cristiani continuano così , rischiano di scomparire perchè non vi sarà alcuna differenza fra un cristiano e un non cristiano!!
        Un tempo ai cristiani si chiedeva di non sacrificare all’Imperatore Romano Dio.
        Oggi si dovrebbe chiedere almeno di non sacrificare agli idoli contemporanei: il politically correct, la mentalità “comune” , la moda

  57. Annarita scrive:

    La gente ha bisogno di affetto, ma anche di essere protetta nel tesoro che la rende libera, la Verità, oggi minacciosamente minata da leggi, che vorrebbero mettere a tacere la Verità in nome della menzogna. Se uscirà la legge sull’omofobia ogni cattolico può essere perseguito e mandato in galera. Che Papa Bergoglio lo dica chiaro e tondo, che condanni queste leggi inique che già in Francia fanno vittime.

    • cuba_libre scrive:

      Quindi questo presuppone che un cattolico debba essere necessariamente omofobo, da quello che dice. Beh, se e’ cosi’ e’ giusto che finisca in galera! proprio ieri qui a Roma hanno incendiato il liceo Socrate che era in prima linea nella lotta contro l’omofobia. Siete proprio in buona compagnia.
      In America ieri nel Taxas e’ passata la legge che limita fortemente l’aborto: e guarda caso, chi e’ stato il propugantore di questa legge e che poi l’ha approvata? il partito repubblicano che:

      1) ha le mani in pasta con la potentissima lobby National Rifle Association, produttrice d’armi che di fatto condiziona pesantemente la politica americana e fa si’ che chiunque in America possa possedere un’arma (e gli efffetti si vedono);

      2) sostiene a spada tratta la pena di morte tanto che il Texas detiene il maggior numero di esecuzioni capitali, nonche’ di omicidi;

      3) si batte contro la sanità gratuita per tutti, visto che la maggior parte delle compagnie di assicurazioni sono in mano ai repubblicani, e Obama non e’ riuscito a farla passare nel modo come voleva lui;

      4) e’ sostenitore del bombardamento dell’Iran da parte di Israele.

      Pero’…………. e’ contrario all’aborto perche’ e’ un omicidio!!!!!

      A Roma diciamo: mei cojoni!!!

      • macv scrive:

        Caro “CUBA LIBRE” vogliamo invece fare un elenco degli omicidi, dei soprusi , che i COMUNISTI hanno fatto nei paesi in cui hanno governato e governano come la sua cara CUBA?
        credo che non basterebbero liste di miglia di pagine….!!
        perchè un cristiano dovrebbe essere comunista ?

      • macv scrive:

        Preti dissidenti ammazzati o tacitati, medici obiettori di coscienza costretti a piegarsi all’ordine di far abortire oppure andare in galera, blogger dissidenti tratti come criminali, ed altre amenità simili sono state all’ordine del giorno nella cara CUBA LIBERA .. Si legga qualche testimonianza dei dissidenti .. A Roma dite me’ cojoni
        A Napoli si dice : ma facitemi ‘o piacere!

        • cuba_libre scrive:

          Cosa cazzo c’entrano Cuba e i comunisti?
          Mi sembra anche che a Napoli si dica anche : ‘ca nisciuno e’ fesso! Quindi caro macv….. a cuccia, perchè per quelli come te non c’e trippa per gatti.

          • macv scrive:

            Caro Cuba libre, dire “a cuccia” lo si dice ai cani.
            io non sono un cane ma un uomo . Un po’ di rispetto nei modi !!!!, soprattutto se lei è così progressis !

      • emmegi scrive:

        lei c-libre continua a riportare casi limite riguardo alla mentalità abortista e non- o guerrafondaie “moraliste” (?) ed altre strane mentalità “ibride” che cozzano COMUNQUE con le leggi divine e la legge naturale.
        Il V comandamento ci probisce l’omicidio ?
        sì -sì -sì e ancora sì, in TUTTE le sue forme, specie le odierne LEGALIZZATE.

        5° Non ammazzare
        vuol dire che:

        NESSUNO può uccidere NESSUN altro -tantomento se bimbo innocente nel grembo della madre- PER NESSUN MOTIVO,
        tranne che per legittima difesa, in pochi e rari casi da accertare a termini di legge: ovviamente “legge” non consenziente con l’omicidio in forma di EUTANASIA E ABORTO.

        Quindi per favore, non stia a confondere le idee ai semplici e inermi lettori confusi dal caos morale che sommerge Chiesa e società civile.
        Nessuno può uccidere nessuno, per NESSUN motivo, se non è aggredito a rischio certo della sua vita !

        E non credo che un bambino in gestazione voglia -VOGLIA- minacciare la vita della madre.

        • cuba_libre scrive:

          Mi sembra che lei abbia una infima considerazione dei lettori del blog se li considera “semplici e inermi lettori confusi dal caos morale che sommerge Chiesa e società civile”. (sic!)

          “Nessuno può uccidere nessuno, per NESSUN motivo, se non è aggredito a rischio certo della sua vita !”

          Si’, infatti per 600 anni avete arso viva la gente in nome della santa inquisizione per difendervi;
          avete distrutto l’impero degli atzechi, Incas e maya, perche’ erano stati loro ad invadere l’Europa;
          siete andati a fare sette crociate e massacrare chi capitava sulla vostra rotta, solo per liberare il santo sepolcro dagli infedeli ;
          avete scorticato Ipazia e bruciato Fra Dolcino per legittima difesa;
          avete fatto strage degli ugonotti perche’ erano stati loro a venirvi ad attaccare;

          puo’ bastare???

          E’ vero: il 5° comandamento parla chiaro, chissa’ perche’ parla chiaro a senso unico.
          Sa Dante Alighieri dove vi collocava? nella sesta bolgia dell’ottavo cerchio dell’inferno, posto riservato agli ipocriti!
          Io sono piu’ buono e mi limito a dire anche a lei : a cuccia!

          • macv scrive:

            Caro Cuba Libre : dire a cuccia non è un argomento!
            lei non argomenta, non ragiona, non controbatte , ma si limita a dire a cuccia!
            Ma allora anche io potrei dire :a cuccia ! a lei .
            O no? Dire a cuccia non è un argomento intelligente, non è una confutazione brillante, non denota una mentalità aristolelica solo na insopportabile alterigia! Noi non siamo i suoi cani, che ci possa ordinare a cuccia!
            caro Cuba lIbre , lei così progressista , mi diventa un autoritario propietario di cani che non sa far altro che dire ” a cuccia! col più autoritario dei modi? Ma si vede nello specchio? se si vede nello specchio, si vergogni!

          • macv scrive:

            Con che criterio, vorrei chiedere, lei caro CUba LIbre crede di essere SUPERIORE agli altri così dall’intimargli : a cuccia! Con che criterio lei si reputa infallibile nelle sue opinioni mentre gli altri non hanno neppure il diritto di esprimerle?
            caro CUBA LIBRE, se ne faccia una ragione, il suo modello , Stalin , è morto e lei non avrà Mai il potere e le possibilità di Stalin per sterminare quelli che non la pensano come lei! Se ne faccia una ragione! Il tempo dei dittatori comunisti è finito!

          • Mimma scrive:

            @macv
            Speriamo che finisca anche quello dei malati paranoici…

          • cuba_libre scrive:

            @ macv

            Vede macv, se io vado in Germania e pretendo di parlare in italiano, non mi capiscono, devo imparare il tedesco, stessa cosa se vado in Francia, in Inghilterra o in Papuasia e non conosco la lingua del posto. Morale della favola: alla gente bisogna parlare con la lingua che possa essere comprensibile all’interlocutore. E purtroppo interlocutori come lei capiscono solo un certo tipo di linguaggio: quello della maniera forte! Nient’altro! Anch’io mi ero illuso che si potesse discutere con lei e quelli come lei in maniera pacata e civile, ma quando lei, in un contesto che nulla ha a che vedere con il comunismo, mi viene a parlare, in perfetto stile berlusconiano di Cuba, del comunismo, dei diritti umani, a quel punto dico e affermo che non c’e’ piu’ spazio per il ragionamento. E quel che dico lo ha confermato nel successivo post ove dice, senza alcuna ragione, che sono staliniano. Solo un bipede acefalo puo’ fare un’affermazione di tale tipo, dopo che io ho sostenuto fino a qualche ora fa fra l’altro che ho da tempo abbandonato il marxismo (e NON lo stalinismo) che ho una mia fede, che il mio nick non si riferisce a Cuba, ma ad altro…. e dopo tutto questo, lei continua a provocare e si lamenta che le ho detto: a cuccia? Ma ringrazi Iddio che non l’abbia mandata affanculo. Se vuole confronti intelligenti, si comporti da persona intelligente. Verso le persone poco intelligenti arrivo ad essere razzista!

          • Mimma scrive:

            @Cuba-libre
            Occhio al fegato Cuba…. ne abbiamo uno solo!

            Vorrà dire che noi meridionali saremo “santi mediterranei”!!!!

          • cuba_libre scrive:

            @ Mimma

            Grazie di avermelo ricordato! Ma io non ci vado molto leggero con chi vuole farmi passare l’ottone per oro.
            A proposito di meridionalismo, ma di dove sei? Io sono originario della Trinacria.

          • Mimma scrive:

            @cuba-libre

            La mia è una terra bellissima quanto la tua.
            Terra di mare, di aspre montagne, di peccato e di santi.
            Come direbbe S.Paolo :”Dove abbonda il peccato sovrabbonda la Grazia”.

          • emmegi scrive:

            “io sono buono, chi più buono di me ?…..
            Signore, ti ringrazio che sono buono, non come questi mascalzoni che hanno scorticato Ipazia, fatto le crociate ecc.: PERCIò IO posso offenderli, minacciarli, insultarli: Tu Signore mi approvi se li ammazzo, vero ? grazie, tu mi capisci, dunque procedo a calpestare gli altri, perchè IO sono buono, mi sono giudicato col MIO giudizio, perchè io sono simile a Dio, e parlo al SUO POSTO !
            NESSUNO mi può giudicare, ME!
            ma io giudico tutti, NE HO FACOLTA’, me la sono data io a nome di Dio (il mio fatto a misura DI ME) : e mando tutti all’inferno, quelli che mi contraddicono e mi sono antipatici, e Dio è d’accordo con ME!”

            = PREGHIERA del fariseo, pari pari: LUI è tutto buono e senza colpe, le colpe sono tutte DEGLI ALTRI, lui batte sempre sul petto degli altri, mai sul proprio. Le sue colpe ? inesistenti.
            Ed è molto occupato nel giudicare persone del blog, della cui vita privata NON SA NULLA: e li giudica con massima sicurezza, ipocriti di qua, assassini di là ( pure con la macchina del tempo abbiamo ucciso secondo lui) e maledetti ancora tutti quelli che si dicono cattolici, fossero pure i Santi, tutti maledetti, perchè hanno una Fede cattolica basata sui dogmi e sui Comandamenti di Dio, li ha maledetti il vice-sommo giudice, quindi, tacete e andate all’inferno come c-libre comanda !
            perchè lui conosce bene il Vangelo, a menadito : talmente bene che applica la misericordia e perdono anticipato su tutta la linea a se stesso, su tutti i peccati presenti passati e futuri, SACERDOTE ASSOLUTORE di se stesso, e invece lancia la maledizione e dannazione ai suoi interlocutori, appena dissentono minimamente da lui, richiamando le basi minime del cristianesimo.
            dice agli altri (senza conoscerli)
            Alighieri dove vi collocava? nella sesta bolgia dell’ottavo cerchio dell’inferno

            IPSE DIXIT ET IUDICAVIT.

            ma chi è codesto cubano che assegna i posti nelle bolge infernali ?
            un compagno di scuola di Dante ? Anubi ? Horus ?
            il sottosegretario del Giudice Supremo dei vivi e dei morti ?
            ah, ecco:
            “Caron dimonio, con occhi di bragia loro accennando, tutte le raccoglie; batte col remo qualunque s’adagia…”

          • cuba_libre scrive:

            @ Mimma

            Credo di aver capito :-)
            Buona notte

  58. Simon de Cyrène scrive:

    Ho sorvolato velocemente le discussioni chehanno avuto luogo si questo thread, purtroppo, come troppo spesso, poco attinenti al post del nostro Ospite.

    Vorrei fare un commento brevissimo: vedo in queste righe una strana contrapposizione etica alla quale desidero rendere attenti chi si dice cristiano in generale e cattolico in particolare.

    Semprerebbe in quetso thread, che ci troviamo di fronte a due approcci etici: uno relativista nella sua versione rozza e teleologico in quella un po’ più raffinata, in funzione degli utenti, mentre di fronte, simmetricamente, abbiamo un’approccio assolutista nella sua versione rozza e deontologica in quella più raffinata.

    Vorrei giusto ricordare che l’insegnamento bimillenario della Chiesa che ha accolto la Testimonianza di Cristo e L’ha espressa in quadro concettuale proveniente dall’etica greca e in particolare aristotelica, è oggettivista, ma non asssolutista, per cui la Legge in quanto deontologia è giusto una schiavitù supplementare che non libera, ma, d’altro canto, dà tutta la responsabilità etica all’individuo, non perchè relativista o consequenzialista( le quali implicano che la felicità non può mai essere raggiunta), ma in quanto per il Magistero l’individuo vive delle virtù umane proprie alla sua natura propria (e, se possibile, perferzionate da quelle teologiche e dalla Grazia divina).

    Quindi le discussioni su aborto , eutanasia, povertà etc vanno da essere considerate con lo sguardo dell’uomo virtuoso, che esercita le quattro virtù cardinali aristoteliche, e non con metri esterni (deontologie) o soggettivi (teleologie).
    In Pace

    • macv scrive:

      Caro Simone de Cyrene, solo una piccola confutazione: L’ETICA è contrapposizione , per definizione!!!, Se tu devi scegliere tra A e B , vuol dire che tra A e B c’è contrapposizione! L’ETICA vuol dire scelta: scelta esistenziale tra una soluzione ( es. l’aborto) e un altra ( es, non abortire) .
      L’etica ‘ sempre stata contrapposizione , basta leggersi Kant, non c’è un etica che ti dica è giusto che fai questo ma anche il contrario, per esempio non devi uccidere, ma anche puoi anche uccidere.
      L’etica è l’AUT-AUT, come l’ha ben delineato nel suo libro il filosofo Kierkeegard , l’etica è l’aut-aut. L’etica non può essere l’ET-ET. Perchè L’ET _ET non corrispone alle categorie etiche.

      • Simon de Cyrène scrive:

        L’approccio kantiano è deontologico: non esprime la dottrina cattolica in materia.

        Si legga invece nella Summa Theologica di San Tommaso in particolare la quaestio 94 gli articoli 2, 3 e 4 e nella 95 gli articoli 2 e soprattutto 3.

        Buona lettura.
        In Pace

    • macv scrive:

      L’Etica si applica proprio alle situzioni in cui l’uomo deve scegliere tra due decisioni: ammazzo o non ammazzo? Rubo o non rubo? Dico una bugia o dico la verità? Tradisco mia moglie o non la tradisco? Abortisco o non abortisco?
      Mi suicido oppure no?
      L’etica fa da sfondo a una decisione: e una decisione esistenziale è un AUT-AUT.
      NOn c’è campo per sofisticherie, ragionamenti complessi, giustificazioni raffazzonate, arrampiacarsi sugli specchi. Di fronte alla decisione etica ogni uomo è solo con la sua coscienza . E deve decidere. Se deciderà per A , ci sarà una erta conseguenza, per lui e per gli altri, se deciderà per B ci sarà una latra conseguenza , per lui e per gli altri. Il codiddetto Destino non è che la somma delle nostre scelte: il libero arbitrio sceglie tra bene e male, le conseguenze poi vengono per forza di cose… Chi crede nel Destino come forza irrazionale, non crede nell’Etica. Ogni conseguenza è frutto della nostra scelta.
      O , detto in altri temini, noi stessi colle nostre decisioni etiche siamo artefici del nostro destino.

  59. timorato scrive:

    x emmegi, macv, annarita

    il problema è che ci sono gli UNTORI nel blog!!!

    Si infiltrano nei discorsi con la scusa di fare gli opinionisti disinteressati e puri dediti al dialogo e all’amore della verità storica (quella redatta da gente di parte) e poi sono i primi a gettar fango sulla Santa Chiesa e il suo glorioso passato!

    La loro violenza verbale li smaschera benissimo:” tutti i salmi finiscono in gloria e a buon intenditore poche parole”.

    Vi propongo la lettura del seguente articolo che benissimo spiega di quale libertà siamo eredi.

    Appello per fermare la proposta di legge contro l’omofobia

    Segnalazione di Gianni Toffali

    dell’ Avv. Gianfranco Amato

    Aprite il link http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=33419#.Ud8Vlu9Gm2s.email e lo trovate in fondo alla pagina.

    La Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ha approvato il testo base del DDL contro l’omofobia e la transfobia, testo che andrà all’esame dell’Aula il prossimo 22 luglio. Il termine per gli emendamenti scade martedì 16 luglio.
    In previsione di tale importante passaggio parlamentare, i Giuristi per la Vita lanciano un appello per fermare questa iniziativa legislativa, che rischia seriamente di avere gravi ripercussioni sui diritti fondamentali dell’uomo riconosciuti dalla nostra Costituzione, tra cui il diritto alla libertà di pensiero (art.21) e alla libertà religiosa (art.19).
    Dal punto di vista pratico, infatti, l’approvazione delle norme contro l’omofobia e la transfobia potrebbe determinare l’incriminazione, ad esempio, di tutti:
    1. coloro che sollecitassero i parlamentari della Repubblica a non introdurre nella legislazione il “matrimonio” gay;
    2. coloro che proponessero di escludere la facoltà di adottare un bambino a coppie omosessuali, atteso che, secondo l’approccio ideologico appena recepito dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, non ammettere una coppia gay al matrimonio costituirebbe discriminazione motivata dall’identità sessuale;
    3. coloro che pensassero di organizzare una campagna di opinione per contrastare l’approvazione di una legge sul “matrimonio” gay;
    4. coloro che pubblicamente affermassero che l’omosessualità rappresenta una «grave depravazione», citando le Sacre Scritture (Gn 19,1-29; Rm 1,24-27; 1 Cor 6,9-10; 1 Tm 1,10.);
    5. coloro che pubblicamente dichiarassero che gli atti compiuti dagli omosessuali «sono intrinsecamente disordinati», in virtù del proprio credo religioso (Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Persona humana);
    6. coloro che pubblicamente sostenessero che gli atti compiuti dagli omosessuali sono «contrari alla legge naturale», poiché «precludono all’atto sessuale il dono della vita e non costituiscono il frutto di una vera complementarietà affettiva e sessuale» (art. 2357 del Catechismo della Chiesa Cattolica).
    Le norme che si intendono approvare rispondono ad una mera prospettiva ideologica, del tutto inutile sul piano legale, godendo gli omosessuali degli strumenti giuridici previsti dal codice penale per i tutti i cittadini, contro qualunque forma di ingiusta discriminazione, di violenza, di offesa alla propria dignità personale.
    La proposta di legge sull’omofobia, pertanto, non merita di entrare nel nostro ordinamento. Opporvisi non è una battaglia di retroguardia, tesa a garantire chissà quale privilegio o quale ingiustificata impunità, ma significa battersi contro il rischio di una pericolosa violazione della libertà di espressione del pensiero e del credo religioso, fondamento di tutte le libertà civili nel quadro costituzionale vigente. La cronaca, del resto, mostra ampiamente cosa accade nei Paesi europei in cui è già prevista una legge contro l’omofobia: basti guardare al Regno Unito ed alla famigerata Section 5 del Public Order Act.
    Per questo, i Giuristi per la Vita si appellano ai parlamentari della Repubblica italiana, e a tutti gli uomini di buona volontà, affinché venga scongiurato il rischio dell’introduzione di una simile normativa nel nostro ordinamento giuridico

    A.M.D.G.

  60. Florenskij scrive:

    Squilpa. Quanto alla corruzione, credo che si posano distinguere in due tipi: da successo e da crisi.

    1) CORRUZIONE DA SUCCESSO. Una religione o corrente ideologica “vince” quando riesce a soddisfare le esigenze psicologiche, identitarie, sociali a livello di struttura profonda che si impongono in relazione al “trend”generale. Allora il potere politico ha interesse ( un interesse non necessariamente demoniaco – può esserlo anche di opportunità, a vantaggio della compagine sociale e politica ) a usarla come “instrumentum regni”: la “religione ufficiale” quale grande “agenzia-ghiandola” che secerne e mette in circolo i valori-ormoni del retto comportamento all’intero corpo sociale.
    Come il miele attira le mosche, così il favore statale con relativo benessere economico e psicologico ( di carriera ma anche identitario ) attira molti, provenienti tanto dalla classe dirigente quanto dai ranghi bassi. Data la legge della qualità e della quantità, accanto ai personaggi di grande merito, veramente trainanti nel loro campo ( penso a Sant’Ambrogio, proveniente da una famiglia di grandi funzionari, e a san’Agostino, retore e filosofo di altissimo livello, autentico gigante del pensiero ) si presentano carrieristi, opportunisti, mediocri seguitori dell’onda media ( “eterodiretti” ) che abbassano il livello generale. Così accadde a partire dall’epoca di Costantino: paradossalmente proprio perché il Cristianesimo attirava l’intera società si generava corruzione, più vistosa nei prelati di alto ceto, meno eclatante negli altri livelli. Frate Cipolla, quello che pportava in giro una penna dell’agnolo Gabriello era meno scandaloso di Alessandro VI Borgia, nobile spagnolo con una caterva di figli. Ciò detto, non dimentichiamo che nel popolo cristiano era largamente diffuso e operante l’ideale della santità, con una fioritura che arrivava ai grandi numeri .

    2) CORRUZIONE DA CRISI. Quando un movimento non corrisponde al “trend” generale, attira personale con capacità intellettuale e gestionale meno spiccata e intellettualmente inferiore, il che porta a un ulteriore depotenziamento, anche morale: si predica bene ( in qualche modo ) ma si razzola maluccio, in maniera fiacca e talora ipocrita ( rarissimamente mascalzonesca ), rimanendo così esposti a tentazioni pietose, come quelle da carenza affettiva ( non solo sessuale ). Questo non sarebbe se la tensione della personalità fosse esaltata dalla convinzione interiore, che porta all’impegno morale ed intellettuale e fa da mantice al fuoco del movimento ( con benefico “ritorno” di gratificazione psicologica nei leaders a vario livello ).
    Inoltre il movimento, disponendo dei beni accumulati ai tempi del successo, ha difficoltà a mantenerli ( come accade agli eredi di un grosso patrimonio, che però non hanno attività professionali così redditizie da permettere loro di reggere al peso di tasse e manutenzioni ); da cui la tendenza ad assicurarsi reddito tramite manovre finanziarie… e chi va al mulino ( della farina guasta ) s’infarina. Ad aggiungersi, la “tenuta” dell’influenza sociale affidata più a manovre diplomatiche di aggancio della classe politica ( a sua volta scaduta intellettualmente e moralmente non meno della società nel suo complesso ) che non al consenso delle masse.

    Suggerisco un’attenuante ( a mio parere di notevolissima portata ). A partire dalla scoperta della stampa ( evento assolutamente epocale ) all’interno della civiltà occidentale, che fino a quel momento aveva coinciso con la Cristianità costituita, si sono avute a ritmo di “rullaggio, decollo e impennata” diverse rivoluzioni interconnesse: rivoluzione scientifica, rivoluzione tecnologica, rivoluzione economica con aumento del livello di benessere delle masse e conseguente rivoluzione etica: un cambiamento rapido come non si era mai visto nella precedente storia della civiltà.

    La Chiesa, che è fondata da Dio ed è depositaria della sua parola, ma è composta da uomini limitati non solo moralmente ma anche intellettualmente, si è trovata ad affrontare problemi nuovissimi e complicatissimi, che avrebbero richiesto un lavoro di
    “messa a punto” intellettuale e gestionale con tempi medio-lunghi ( come era accaduto dopo l’anno Mille, con il vertice della civiltà cristiana: San Tommaso, Dante, San Luigi IX – il crociato “dal cuore puro”, la civiltà comunale, tutt’altro che bloccata dal Cattolicesimo ).
    Nell’epoca della Modernità avanzante a tamburo battente mancò il tempo per elaborare risposte adeguate nei vari settori ( emblematico l’”incidente” del caso Galilei, in cui erano in gioco questioni essenziali, quali erano il rapporto della società con la sua base dottrinale e fonte di valori operanti – la Bibbia – e la posizione dell’uomo nel cosmo, da cui il problema del “senso della vita” – vedansi Pascal, Leopardi, Pirandello).

    Lo scientismo, con l’estendersi delle posizioni agnostiche ed atee ( un tempo pochi intellettuali isolati ora le masse quasi per intero ) è un fenomeno mai visto nella storia; la stessa cosa si può dire della tecnologia, che nei suoi ultimi sviluppi ( diffusione del benessere collettivo e soprattutto biopolitica ) ha messo l’umanità occidentale nella posizione di Adamo ( “sarete come dei” ), e di Prometeo.

    Il penultimo argomento rimasto a chi vuol tenersi alla posizione religiosa “ortodossa” è che probabilmente Adamo e Prometeo finiranno come Icaro e l’Apprendista Stregone Bomba atomica, bomba ecologica, fors’anche sfaldamento del tessuto sociale con il crollo del matrimonio.

    L’ultimo argomento è che Dio, apparentemente nascosto dietro una fitta coltre di nubi e al di là di un universo che sembra formatosi ( o deformatosi ) a casaccio è il Signore della Storia e chiede non solo impegno sociale e intellettuale, ma anche preghiera, sacrificio, oblazione del dolore. Vedansi Padre Pio e Natuzza Evolo. Vedasi il messaggio della Madonna di Fatima.

  61. Simone 2 scrive:

    @Squilpa. (Intervento delle 14.06)
    Analisi assolutamente condivisibile, escluso l’ultimo periodo.
    E comunque non soltanto la Chiesa sta reggendo assai male l’urto con la modernità. Uno dei maggiori problemi dell’oggi è che si continua a procedere con categorie umanistiche per interpretare un mondo che umanistico non è più. Capita sempre più spesso di dover valutare dei problemi squisitamente tecnici con una strumentazione morale ed etica inadeguata.
    Qui il ritardo culturale del mondo religioso è enorme, ma non è la religione il solo mondo che ancora crede che gli eventi siano tuttora regolati dalla lentezza dello spirito e succubi della rassicurante tradizione non vogliamo ammettere che a promuovere il tempo è ormai la velocità della materia che imprime trasformazioni di tale portata da costringere lo spirito a inseguirle per “capirci qualcosa” a trasformazione avvenuta, quando è già tardi.
    Spesso si sente dire – nei blog come questo è ormai una giaculatoria – che la causa dell’attuale secolarizzazione e l’evidente scristianizzazione siano da addebitare al CV2, ritenuto ormai la pietra dello scandalo, causa di tutti i mali presenti e futuri.
    Ci vuol poco per rendersi conto che il CV2 c’entra nulla.
    Volendo essere onesti va detto piuttosto che oggi il vero problema della Chiesa è che il cristianesimo, considerato a ragion veduta il tratto distintivo dell’Occidente, le cosiddette “radici cristiane”, non ha più molta presa in un mondo sempre più laicizzato, secolare, agnostico, quando non ateo e non certo a causa del CV2.
    La verità, piuttosto cruda ma tangibile è che oggi “Dio non fa più mondo”. Che cosa vuol dire? Vuol dire che se togliessimo la parola “Dio” dall’attuale società nulla muterebbe e tutto procederebbe in modo comprensibile e senza scossoni. Se togliessimo invece la parola “tecnica”, “scienza” o “finanza” quasi tutte le nostre azioni apparirebbero incomprensibili e prive di senso.
    Pochi si soffermano sul fatto che cinquant’anni fa, negli anni ’60, abbiamo assistito all’inizio di una rivoluzione antropologica di enorme portata non causata da un pensiero filosofico o di natura religiosa, i cui effetti non si sono ancora esauriti del tutto e che lentamente riuscirà a destabilizzare anche il mondo islamico.
    Una rivoluzione antropologica figlia della tecnica, precisamente della biochimica, che da allora ha iniziato a modificare profondamente il modo di essere uomini e donne e ha dato un volto nuovo alla società.
    Per la prima volta la specie umana ha avuto a disposizione lo strumento biochimico, rappresentato dalla pillola anticoncezionale, che ha sciolto l’atavico nesso che legava il piacere sessuale alla riproduzione. Nesso che ha poi rappresentato il vero fondamento della liberazione femminile.
    L’ingresso nella storia della pillola anticoncezionale ha liberato, almeno in occidente, le donne dalla vita domestica, ha riempito i posti di lavoro della presenza femminile, ha consentito di posticipare il desiderio di un figlio, ha liberato la sessualità rendendola più pratica, ha spostato i limiti del comune senso del pudore, costringendo le morali a impegnarsi in salti mortali per rendere tollerabile ciò che un tempo era deprecabile.
    In questi pochi anni è avvenuto un cambiamento così profondo nel modo di essere uomini e donne, che nessuna evoluzione, nessuna religione, nessuna filosofia, nessuna guerra, avevano mai così radicalmente determinato.
    Ed è questa la realtà con cui rapportarsi per tentare di capirci qualcosa.

  62. Mimma scrive:

    La minaccia e il danno sociale in uso nelle Sètte

    A chi abbandona spettano livelli discriminanti di ostracismo

    Di Sandro Leoni

    ROMA, 14 Luglio 2013 (Zenit.org) – E’ vero che l’interesse primario che ha indotto il “buon pastore” Mons. Giovanni Marinelli a fondare nel 1987 l’Associazione del GRIS (Gruppo diRicerca eInformazione sulleSètte; oggi corretto conSocio-religiosa) è stato quello apologetico nei confronti delle verità della fede, insidiata da Sètte e MRA (Movimenti Religiosi Alternativi). Ma il danno alla fede dei nostri fratelli e di chiunque aderisca a gruppi sedicenti religiosi che non si fondano sulla verità, soprattutto se si basano su una deformazione del messaggio biblico, non è mai stato disgiunto dalla preoccupazione accorata del danno sociale a cui le vittime delle sette vanno incontro.

    Abbiamo accennato, ad esempio, al danno circa l’avvenire dei giovani, demotivati dall’intraprendere gli “studi superiori” e una carriera dalla convinzione millenarista dei Testimoni di Geova che inculcano una fine del mondo, tanto prossima quanto illusoria. (Cf ZENIT del 16 giugno 2013). Ora ne indicheremo un altro di estrema gravità: l’isolamento sociale da ex compagni del movimento e da parenti e familiari che raggiunge i livelli discriminanti dell’ostracismo.

    Regole legittime e steccati costrittivi della libertà

    Anche nel caso in cui il fondatore di una Sètta sia in buona fede, cioè motivato da una ricerca della verità e/o di una spiritualità che ritiene di non aver trovato nelle Chiese storiche, di regola il nuovo gruppo-movimento-denominazione da lui fondato si dà delle regole drastiche, pone degli steccati, dei fattori di controllo, di intimidazione ecc… per mantenere all’interno i suoi adepti e per recuperarli all’obbedienza.

    Abbiamo già accennato al controllo del linguaggio, delle informazioni, delle emozioni ecc… che avverte subito i dirigenti se qualcosa di nuovo, se un virus del dissenso, della critica, di “verità” diverse da quelle coltivate nel gruppo, è penetrato nei membri. E sono note le varie “terapie” messe in atto per dissuadere dalla libera ricerca e divulgazione di idee che potrebbero minare alla base la compattezza e la devozione obedienziale dei membri ai quali, sin dall’inizio, è stato richiesto di dismettere le loro precedenti convinzioni e il precedente modo di ragionare e valutare le cose.

    E’ vero che, se mantenuta entro certi limiti, tale “tutela” dell’ordine interno è legittima, ed infatti la troviamo presente negli stessi regolamenti e statuti che ogni gruppo religioso e Chiesa si dà e ai quali si torna quando occorre ristabilirsi da deviazioni, stanchezze e rilassamenti. Anche la Chiesa ha, come ogni organizzazione, il suo Diritto Canonico e una struttura giudiziale per la bisogna.

    Diverso è il caso ove la costrizione che dette regole impongono travalichi il condizionamento socialmente accettato e violi i diritti della persona, tra i quali quello della libertà di parola, di critica, di associazione, di libertà nella scelta di una religione o del suo rifiuto.

    Vogliamo perciò avvertire chi rischia di lasciarsi affascinare da Movimenti religiosi Alternativi di una pratica che si ritrova costantemente applicata, con maggiore o minore severità, in tali gruppi e che è di una crudeltà atroce in quanto crea la separazione degli affetti, oltre a violare il diritto costituzionale alla libertà religiosa: la pratica dell’ostracismo.

    L’ostracismo presso i Testimoni di Geova

    Per avvalorare questa denuncia con la dovuta documentazione prendiamo ancora una volta quello che la CEI stessa ha indicato come movimento emblematico di Sètta o MRA in Italia, il movimento dei Testimoni di Geova. (1) Molti conoscono i Testimoni di Geova a causa delle tristi notizie di cronaca, dove vengono periodicamente menzionate persone morte per essersi rifiutate di accettare le trasfusioni di sangue, emoterapie proibite anche nel caso di minorenni; ma sono in pochi a conoscere l’ostracismo che i Testimoni di Geova praticano verso coloro che hanno deciso di lasciare il loro gruppo religioso. Non si tratta di un intollerante comportamento di pochi affiliati, l’ostracismo è una regola imposta dai vertici di questo di questo movimento, rappresentato in Italia dalla “Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova”.

    Quale è la loro prassi al riguardo? Ecco una sintesi di quanto si legge nella letteratura di questa “Congregazione” riguardo alla pratica dell’ostracismo: «Se i figli sono maggiorenni, vi può essere una separazione e una rottura vera e propria dei vincoli familiari , perché i vincoli spirituali sono già spezzati». (2) «Il disassociato è espulso dalla congregazione, e la congregazione non ha nulla a che fare con lui. I membri della congregazione non gli stenderanno la mano dell’amicizia, e non gli diranno nemmeno “Ciao” o “Arrivederci”. Egli non è benvenuto nelle loro case». … «Benché colui che sbaglia non sia messo a morte, la scomunica di tale individuo è osservata e rispettata da tutti nella congregazione. … Perciò i membri della congregazione non si assoceranno al disassociato, né nella Sala del Regno, né altrove. Non converseranno con lui né mostreranno in alcun modo di notarlo. Se il disassociato tenta di parlare ad altri nella congregazione, essi dovranno allontanarsi da lui … colui che deliberatamente non rispetta la decisione [disciplinare] della congregazione rischia di essere a sua volta disassociato». (3) Quindi, chi decide, secondo coscienza, di continuare a mantenere rapporti sociali e familiari con gli ex membri, viene a sua volta sanzionato.

    «Un ragazzo era disassociato da più di dieci anni, durante i quali i genitori e i quattro fratelli avevano, ‘cessato di mischiarsi’ in sua compagnia. A volte cercava di prendere parte alle attività della famiglia ma, lodevolmente, tutti i familiari erano decisi a non avere alcun contatto con lui. Dopo la sua riassociazione disse che la compagnia della famiglia gli era sempre mancata, specie di sera quando si ritrovava da solo. Ammise comunque che se i familiari avessero trascorso del tempo con lui, anche solo per brevi periodi, questo avrebbe soddisfatto il suo bisogno di stare in loro compagnia. Tuttavia, poiché la famiglia non aveva avuto alcun contatto con lui, l’ardente desiderio di stare con loro era diventato una delle ragioni che lo avevano indotto a ristabilire la sua relazione con Geova». (4)

    (Le citazioni sono state tratte dal volantino distribuito durante la manifestazione organizzata da ex membri del movimento, e tenutasi a Roma, P.za SS. Apostoli, il pomeriggio dell’8 giugno 2013. Per maggiori informazioni si veda http://www.infotdgeova.it/sanzioni/ostracismo4.php)

    ***

    NOTE

    1) Segretariato per l’ecumenismo e il dialogo della Conferenza Episcopale Italiana, L’impegno pastorale della Chiesa di fronte ai nuovi movimenti religiosi e alle sètte: nota pastorale, nn. 38-40, 1993;

    2) La Torre di Guardia del 15 gennaio 1954, pag. 62;

    3) La Torre di Guardia del 15 dicembre 1963, pagg. 760-762;

    4) La Torre di Guardia del 15 aprile 2013, pag. 12.

    • Sal scrive:

      Generalmente nessuno si da molto da fare se vede girare per casa una formica. Ma si danno molto da fare quando le formiche cominciano a diventire molte e minacciano di fregarti il pasto.
      Così si spiega la preoccupazione della chiesa per chi ha invaso il suo territorio e minacciato la sua primazia.
      Ma la cosa si fa interessante perché lo spettacolo sarà sicuramente educativo. Finalmente la chiesa potrà mettere in pratica la sua tolleranza verso il diverso, il suo amore per il prossimo, la sua generosità nel saper motivare le sue preoccupazioni se fondate.
      Ed è tutto gratis, show senza biglietto d’ingresso.
      Titolo dell’opera. “Le preoccupazioni dell’odio per salvaguardare il possesso .”

      p.s.
      Ma il gregge ha davvero bisogno di essere messo sull’avviso ? Non è sufficientemente adulto da saper scegliere ? Le preoccupazioni sono davvero fondate, visto che nessun tribunale ha ancora estromesso la pericolosa radice ? E quando ci hanno provato hanno fallito ?
      Il futuro lo dirà. Mettetevi comodi lo spettacolo sta per iniziare.

      p.s. ma tutta questa canizza cattolica, contro la concorrenza, non è a sua volta ostracismo per chi non la pensa come loro ? anzi peggio, l’ostracismo “ignora” la persecuzione non “ignora”….. persegue !

      • Mimma scrive:

        @Sal
        NO! la Chiesa non teme il vostro fanatismo. Il dramma è quello di tante persone che avete persino costretto al suicidio. Siete terribili nel vostro fanatismo e nel vostro ostracismo.

        http://www.roccopoliti.it/?p=1979

        • Sal scrive:

          @ Mimma
          Ma lei si contraddice …… se non teme perchè si agita tanto ?
          Cmq grazie per l’assist. Lei continua a collezionare brutte figure imerterrita continua con le scemenze. Almeno li trovi un pò più saggi i suoi “esperti”.
          Che ogni essere vivente per vivere deve respirare, questo è un fatto.
          Che il respiro non sia l’anima questo è un altro fatto.
          Ma lei a quale cottolengo ha studiato ? E Mimma mia, impari a ragionare con “ratio” non pubblicando libri.

          “esse immaginano di essere ascoltate per il loro uso di molte parole” ( Mt 6.7)
          Concetti semplici…. soggetto verbo complemento. si chiama analisi logica da Logos.
          Dai dai dai che ce la fai………

  63. Sal scrive:

    @ Mimma
    “In realtà quanti siamo in questa tenda sospiriamo come sotto un peso, perché non vogliamo essere spogliati ma rivestiti, affinché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita.”

    Anche lei si sente spogliata ? E geme sospirando ? E’ questo che l’ha colpita ?

    • Mimma scrive:

      @Sal
      Io sono chiamata, come ogni cristiano alla vita eterna e sono rivestita, per il battesimo della gloria di Dio. Siete voi tdg, spogliati: della vostra dignità, della vostra razionalità, e siete ridotti a pecore idiote che seguono 12 vecchi nababbi che credete essere la voce di Dio sulla terra, e mentre loro vi promettono un futuro paradiso nella terra, loro se lo godono già nei grattacieli della Bethel e giocano negli hedgefundi vostri soldi che vispennano nei cinque scatoloni delle sale del regno satanico e camminano con aerei privati. e questo grazie a polli come lei che ci sono cascati nelle loro reti sataniche e anticristiche. SVEGLIATEVI TDG!

      1Gv 5,11 E la testimonianza è questa: Dio ci ha donato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio.
      1Gv 5,13 Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.

      1Gv 5,20 Sappiamo anche che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l’intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio, nel Figlio suo Gesù Cristo: egli è il vero Dio e la vita eterna.

      Gd 1,21 conservatevi nell’amore di Dio, attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna.

      • mauro scrive:

        Cara mimma,

        lei non è affatto chiamata alla vita eterna e non è affatto rivestita, per il battesimo, della gloria di Dio.
        La vita eterna è una possibilità che le è concessa ma non saprà mai se la otterrà e stia pur certa che finchè tratta chi ha un pensiero diverso come chi non capisce nulla, condita da disprezzo ed altri accessori malevoli, rimarrà a terra nel buio piu’ eterno.

        Con il battesimo si ottengono i doni dello spirito santo ma la gloria di Dio, spirituale al pari della gloria, è solo per chi è risorto o per chi è stato messo al potere da Dio od i profeti.

        Non è con l’auto incensamento che si otterrà ciò che è nel proprio desiderio, lo si perde irrimediabilmente, fin da subito, per superbia.

        P.s. Lei si è proposta per la vita eterna, attraverso la conversione, ed ha ricevuto perciò i doni dello Spirito Santo. Da questo momento accedervi dipende esclusivamente da lei e la chiave è far uso dell’Agape.

        • Mimma scrive:

          @Mauro
          Grazie Santità per il suo magistrale insegnamento…
          anche se le confesso che non ci ho capito nulla!
          I miei convincimenti non sono affatto da autoincensamento, ma certezze di verità rivelate dalla Parola di Dio nonchè da esperienza viva di Cristo Risorto e dalle sue Promesse.
          Quanto all’Agape , dovrei riallacciarmi al discorso di Cuba, il linguaggio deve essere necessariamente relazionato all’interlocutore.
          Cordiali saluti…

        • Mimma scrive:

          @Mauro
          Lei è un bel niente e nessuno per dire le deficienze che dice. A me basta quello che dice la Parola di Dio e faccio volentieri a meno delle sue fandonie. le dica nelle sale del regno satanico, le sue bugie geoviste.

          2Cor 3,18 E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione dello Spirito del Signore.

          2Ts 2,14 A questo egli vi ha chiamati mediante il nostro Vangelo, per entrare in possesso della gloria del Signore
          nostro Gesù Cristo.

          2Tm 2,10 Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.

          2Tm 4,18 Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

          Eb 2,10 Conveniva infatti che Dio – per il quale e mediante il quale esistono tutte le cose, lui che conduce molti figli alla gloria – rendesse perfetto per mezzo delle sofferenze il capo che guida alla salvezza.

          1Pt 5,10 E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo Gesù, egli stesso, dopo che avrete un poco sofferto, vi ristabilirà, vi confermerà, vi rafforzerà, vi darà solide fondamenta.

          PS Spiacente per lei Mauro. Le sue bugie e manipolazioni sono solo per gli idioti. Si converta alla potenza della Parola di Dio!

          • Sal scrive:

            “A me basta quello che dice la Parola di Dio “
            ” La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. … Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.” (1Tim 2.11-15 CEI)
            “A me basta la parola di Dio”…. non sembra proprio !

          • Mimma scrive:

            @Sal
            Poverino….

      • Sal scrive:

        Io sono chiamata, come ogni cristiano alla vita eterna” Peccato che non ha risposto !

        Anzi, ha risposto male…..peccato !

        • Mimma scrive:

          @Sal
          Ho risposto con tanto di citazioni scritturali. Il suo SNC è limitatissimo ….peccato!

  64. Mimma scrive:

    @Sal
    Siete voi tdg alla frutta. I vostri orrori ve lo dimostrano. E grazie al vero Dio, in tanti si stanno svegliando. Ecco di cosa siete capaci. Il tribunale di Cristo vi condannerà per questi orrori!

    http://www.roccopoliti.it/?p=1173

  65. emmegi scrive:

    per chiarire ancora, agli scalmanati che minacciando il prossimo, e schierando tutti al muro per mandarli all’inferno, lanciano accuse folli (nel più feroce stile pannelliano)…..

    1- io come i qui presenti del 3. millennio, non esistevo al tempo di Ipazia e non sono responsabile della sua morte (uccisione ad opera non si sa se di presunti cristiani, narrata da resoconti e leggende non verificate) nè esistevo al tempo delle crociate etc.;

    2- rimane valido per TUTTI I TEMPI il 5° comandamento DI DIO PER TUTTI:
    CHIUNQUE uccida un essere umano senza motivazioni valide (autodifesa) ne renderà conto al Giudizio di Dio, ma specialmente gli autori di quello sterminio legalizzato che è l’aborto nei paesi cosiddetti civili e “avanzati” (e anche in quelli arretrati, che hanno seguito l’esempio omicida dei popoli più “civili”, se questa si chiama civiltà….)

    ripeto quella legge che non ho inventato io e che Dio ha consegnato a Mosè e poi scritto nelle coscienze cristianizzate, da quando l’uomo non segue più (non dovrebbe) il principio di homo homini lupus (ma ci stiamo tornando a grandi passi, nell’inerzia connivente della Chiesa docente, dialogante, “pluralista”, lassista e relativista, grazie al golpe conciliare del 1962, detto “svolta antropologica”, che metterà l’uomo al posto di Dio, al centro del culto e di tutta la neo-religione: culto dell’uomo proclamato da Paolo VI)

    5° – Non ammazzare:
    Nessuno può uccidere nessuno, per NESSUN motivo, se non è aggredito a rischio certo della sua vita.
    E non credo che un bambino in gestazione voglia -VOGLIA- minacciare la vita della madre.
    ——————-
    Inoltre il Signore dice espressamente:
    (Dal libro del Siràcide : 15,15-20; 15,16-21)
    Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno; se hai fiducia in lui, anche tu vivrai. Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua: là dove vuoi tendi la tua mano.

    Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male: a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
    Grande infatti è la sapienza del Signore; forte e potente, egli vede ogni cosa.

    I suoi occhi sono su coloro che lo temono, egli conosce ogni opera degli uomini.

    A nessuno ha comandato di essere empio e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

  66. cuba_libre scrive:

    E’ vero, ai tempi di Ipazia e delle crociate lei non c’era, ma il 5° Comandamento esisteva gia’ eccome. Pero’ chissa’ per quale mistero della fece esisteva solo per gli altri, non per voi. Certo le colpe dei padri non s possono ripercuotere sui figli, ma VOI figli quei padri maledetti li riconoscete ancora come tali, visto che non avete mai fatto abiura di quel branco di assassini. Si e’ dovuto aspettare Wojtyla perche’ la chiesa chiedesse scusa di tutti gli “errori” (sarebbe stato il caso di chiamarli “orrori” ma e’ gia’ tanto cosi’) del passato.

    P.S. guardi che fra Stalin e Pannella corrono un bel po’ di decenni e un bel po’ di km. ideologici. Dovete metterv d’accordo su dove volete andare a parare.

    • cuba_libre scrive:

      … mistero della FEDE…. (mannaggia a sto tablet)

      • Eremita scrive:

        Non si tratta di prendersi le colpe del passato, ma di capire quali sono i meccanismi mentali che portano alla intolleranza ed alla violenza, che diventa omicidio soltanto in assenza di regole e costrizioni sociali, ma che è sempre potenzialmente pericolosa.
        I meccanismi mentali degli ultraconservatori sono gli stessi dei parabolani, e se non uccidono è solo perchè c’è un codice ed una giustizia civile che glielo impedisce: se invece trovano un braccio secolare che li seconda lo fanno spesso e volentieri. La tendenza ad eliminare le voci contrarie alla nostra è universale, ce l’abbiamo tutti, conservatori e progressisti, solo che in qualcuno è più forte per le ossessioni che coltiva.
        “Tutti siamo capaci di fare il bene come di fare il male. Non siamo nati cattivi : ognuno ha in sé qualcosa di buono ; alcuni lo nascondono, altri lo trascurano ; ma la bontà c’è. Dio ci ha creati per amare ed essere amati ; perciò scegliere una via o l’altra è una specie di test mandato da Dio. Trascurare di amare può portarci a dire di sì al male e allora non ci accorgiamo fin dove questo può condurci…Per fortuna, abbiamo il potere di superare tutto con la preghiera. Se ci volgiamo verso Dio, diffondiamo la gioia e l’amore su tutti coloro che ci circondano. Invece, se il male si impadronisce di noi, diffondiamo il male attorno a noi.”(Teresa di Calcutta)

        • cuba_libre scrive:

          La ringrazio Eremita di questa riflessione molto profonda e la ringrazio di avere messo come cornice questo pensiero di Madre Teresa di Calcutta della quale ho letto qualcosa e che e’ una delle voci piu’ limpide e fulgide degli ultimi secoli.
          Sono completamente d’accordo con lei quando parla di costoro che non uccidono solo perche’ c’e’ un codice di giustizia. ma io vado addirittura oltre: se questi, Dio non voglia mai, fossero stati salafiti o sionisti, penso che avrebbero fatto gli istruttori di kamikaze, nel primo caso, e mandato gli F 16 a bombardare nel secondo.
          E’ la logica dell’integralismo che deve essere disarticolata, perche’ un integralista, che, bene attento, non e’ detto che per forza debba essere reliìgioso (io ho conosciuto anche fanatici nietzschiani), avra’ come suo ultimo obiettivo quello di imporre il proprio pensiero, con le buone o con le cattive perrche’ si sente ispirato da una volontà superiore, e quindi titolato a compiere una missione. La saluto.

    • timorato scrive:

      O GLORIOSO SAN FILIPPO NERI

      CHE PROTEGGETE DALLE CALUNNIE

      PREGATE PER NOI E SOCCORETECI!

      I cattolici e le streghe

      di Andrea Menegotto tratto da Il Timone n.26 Luglio/Agosto 2003

      Il sociologo statunitense Rodney Stark confuta la “leggenda nera” della caccia alle streghe. In Spagna, l’inquisizione non le perseguitava. Anche nell’Italia cattolica il fenomeno fu limitato. Non così nei Paesi protestanti.

      Molto raramente “sociologia” fa rima con “apologetica” e ciò – evidentemente – non per motivi linguistici, ma di metodo. Tuttavia, recentemente, proprio colui che è considerato il maggior sociologo delle religioni vivente, nell’ambito di un suo ampio e articolato studio sul monoteismo, pur nel rigore dell’approccio value free (cioè, privo di giudizi di valore) che caratterizza la sociologia coltivata negli ambienti accademici, ha permesso a chi si vuole occupare di apologetica di attingere a piene mani dai dati nudi e crudi elaborati in sede scientifica, sfatando alcune “leggende nere” che riguardano talune vicende della storia della Chiesa cattolica. Leggende che circolano ancora in maniera massiccia nella vulgata comune e di cui si trovano ampie tracce sia nella saggistica storica che nella letteratura divulgativa.

      Rodney Stark – ordinario di Sociologia delle religioni all’Università di Washington e padre (con altri) della teoria dell’economia religiosa, che da qualche anno nell’ambiente accademico prevale rispetto alla teoria della secolarizzazione come chiave per comprendere dal punto di vista sociologico la situazione della religione in Occidente – è infatti l’autore del volume in lingua inglese (ma di cui auspichiamo la traduzione italiana, pur con qualche debita precisazione su sui ci soffermiamo di seguito) For the Glory of God. How Monotheism Led to Reformation, Science, Witch-Hunts, and the End of Slavery (Princeton University Press, Princeton 2003).

      Nel nostro Paese, l’attenzione sull’opera di Stark è stata richiamata dal collega Massimo Introvigne – che con il sociologo americano è autore di un volume di prossima pubblicazione: Dio è tornato. La rivincita di Dio in Occidente, Piemme, Casale Monferrato 2003 – attraverso un’ampia e articolata recensione, disponibile per la consultazione sul sito del CESNUR, di cui Introvigne è direttore:

      http://www.cesnur.org/2003/mi_stark.htm

      In For the Giory of God, Rodney Stark prende in esame in particolare quattro vicende della storia del cristianesimo in Occidente ritenute in qualche modo problematiche: le eresie medioevali e la Riforma, la nascita della scienza, la caccia alle streghe e la schiavitù. Particolarmente interessanti si rivelano le pagine sulla caccia alle streghe, una questione storiografica che costituisce un capitolo significativo dell’ampia “leggenda nera” di origine illuministico-massonico-marxista relativa all’Inquisizione (meglio sarebbe dire Inquisizioni, al plurale), tema a cui 11 Timone ha dedicato un dossier (cfr. il Timone, anno V – n. 23, gennaio/febbraio 2003, pp. 31-42), a cui chi scrive rimanda il lettore giustamente desideroso di inquadrare la problematica che affronteremo nel più ampio contesto storico in cui si colloca.

      L’autore dichiara di accostarsi alla questione esaminando prima di tutto la letteratura storica, ma dedicando pure attenzione ai testi di carattere divulgativo e notando che, fortunatamente, le opere più recenti hanno ridimensionato la stima relativa addirittura a nove milioni di vittime – che peraltro compare ancora in alcune opere di carattere meno scientifico – quale risultato di una lotta sommaria alle streghe e riducendola a una più realistica cifra di circa 60.000. Ciò, naturalmente, non toglie nulla ai drammi individuali di chi ha rappresentato un’unità delle circa 60.000 vittime, ma mostra comunque con quanta disinvoltura i fautori della “leggenda nera” hanno spacciato dati tanto stratosferici quanto irreali. Se è vero che le scienze sociali della religione insistono sulla coesistenza nel tempo dell’esperienza magica – propria della stregoneria – con quella religiosa, è altrettanto vero che, secondo la distinzione tipica introdotta dal fenomenologo delle religioni rumeno Mircea…………. ………….

      Di fronte ai pregiudizi degli storici

      Nel suo lavoro di ricognizione e analisi della letteratura storica, Rodney Stark afferma di essersi aspettato dagli autori di testi e manuali di storia pregiudizi di tipo materialista e marxista; tuttavia afferma con sorpresa: “[...] quello cui non ero preparato era scoprire quanti degli storici che ho dovuto leggere per preparare questo studio esprimono un anti-cattolicesimo militante, e quanti pochi fra i loro pari abbiano obiettato a una litania di commenti dispregiativi di taglio anti-cattolico, talora espressi senza neppure rendersene conto” e prosegue: “[...] benché molti storici viventi oggi probabilmente non abbiano pregiudizi contro la religione cattolica, o almeno non più di quanti ne abbiano contro la religione in generale, spesso mantengono idee false senza rendersi conto che sono il prodotto dell’anti-cattolicesimo di passate generazioni” (For the Glory of God, pp. 12-13. Le traduzioni dall’inglese sono di Massimo Introvigne).

      Ecco così spiegate in breve le origini di molte “leggende nere”, che non gettano le loro radici nell’obiettività della storia, ma si fondano su letture dei fatti storici che nascono viziate all’origine da pregiudizi ideologici. Da queste considerazioni possiamo ricavare un implicito richiamo, rivolto in primis agli storici cattolici e a chi – come direbbe Nostro Signore – “ha orecchi per intendere” (cfr. Marco 4,9) a lavorare maggiormente per l’approfondimento della reale verità storica e per la difesa della Chiesa cattolica dalle false accuse e dalle menzogne che, a torto, i suoi nemici vorrebbero attribuirle. (A.M.)

      Ricorda

      “(…) la tesi che responsabile della caccia alle streghe sia anzitutto l’inquisizione (sia quella romana, sia quella spagnola) non regge più alla prova dei fatti e dei documenti: che al contrario dimostrano come sovente gli inquisitori siano stati un ……………
      (continua a leggere)
      htpp//www.christusveritas.altervista.org/eta_moderna_i_cattolici_e_le_ – 43k -

      • timorato scrive:

        IN RIF. AL MIO POST DELLE ORE 12,50

        CHIEDO SCUSA PER L’ERRORE

        I cattolici e le streghe

        di Andrea Menegotto tratto da Il Timone n.26 Luglio/Agosto 2003

        Il sociologo statunitense Rodney Stark confuta la “leggenda nera” della caccia alle streghe. In Spagna, l’inquisizione non le perseguitava. Anche nell’Italia cattolica il fenomeno fu limitato. Non così nei Paesi protestanti.

        Molto raramente “sociologia” fa rima con “apologetica” e ciò – evidentemente – non per motivi linguistici, ma di metodo. Tuttavia, recentemente, proprio colui che è considerato il maggior sociologo delle religioni vivente, nell’ambito di un suo ampio e articolato studio sul monoteismo, pur nel rigore dell’approccio value free (cioè, privo di giudizi di valore) che caratterizza la sociologia coltivata negli ambienti accademici, ha permesso a chi si vuole occupare di apologetica di attingere a piene mani dai dati nudi e crudi elaborati in sede scientifica, sfatando alcune “leggende nere” che riguardano talune vicende della storia della Chiesa cattolica. Leggende che circolano ancora in maniera massiccia nella vulgata comune e di cui si trovano ampie tracce sia nella saggistica storica che nella letteratura divulgativa.

        Rodney Stark – ordinario di Sociologia delle religioni all’Università di Washington e padre (con altri) della teoria dell’economia religiosa, che da qualche anno nell’ambiente accademico prevale rispetto alla teoria della secolarizzazione come chiave per comprendere dal punto di vista sociologico la situazione della religione in Occidente – è infatti l’autore del volume in lingua inglese (ma di cui auspichiamo la traduzione italiana, pur con qualche debita precisazione su sui ci soffermiamo di seguito) For the Glory of God. How Monotheism Led to Reformation, Science, Witch-Hunts, and the End of Slavery (Princeton University Press, Princeton 2003).

        Nel nostro Paese, l’attenzione sull’opera di Stark è stata richiamata dal collega Massimo Introvigne – che con il sociologo americano è autore di un volume di prossima pubblicazione: Dio è tornato. La rivincita di Dio in Occidente, Piemme, Casale Monferrato 2003 – attraverso un’ampia e articolata recensione, disponibile per la consultazione sul sito del CESNUR, di cui Introvigne è direttore:

        http://www.cesnur.org/2003/mi_stark.htm

        In For the Giory of God, Rodney Stark prende in esame in particolare quattro vicende della storia del cristianesimo in Occidente ritenute in qualche modo problematiche: le eresie medioevali e la Riforma, la nascita della scienza, la caccia alle streghe e la schiavitù. Particolarmente interessanti si rivelano le pagine sulla caccia alle streghe, una questione storiografica che costituisce un capitolo significativo dell’ampia “leggenda nera” di origine illuministico-massonico-marxista relativa all’Inquisizione (meglio sarebbe dire Inquisizioni, al plurale), tema a cui 11 Timone ha dedicato un dossier (cfr. il Timone, anno V – n. 23, gennaio/febbraio 2003, pp. 31-42), a cui chi scrive rimanda il lettore giustamente desideroso di inquadrare la problematica che affronteremo nel più ampio contesto storico in cui si colloca.

        L’autore dichiara di accostarsi alla questione esaminando prima di tutto la letteratura storica, ma dedicando pure attenzione ai testi di carattere divulgativo e notando che, fortunatamente, le opere più recenti hanno ridimensionato la stima relativa addirittura a nove milioni di vittime – che peraltro compare ancora in alcune opere di carattere meno scientifico – quale risultato di una lotta sommaria alle streghe e riducendola a una più realistica cifra di circa 60.000. Ciò, naturalmente, non toglie nulla ai drammi individuali di chi ha rappresentato un’unità delle circa 60.000 vittime, ma mostra comunque con quanta disinvoltura i fautori della “leggenda nera” hanno spacciato dati tanto stratosferici quanto irreali. Se è vero che le scienze sociali della religione insistono sulla coesistenza nel tempo dell’esperienza magica – propria della stregoneria – con quella religiosa, è altrettanto vero che, secondo la distinzione tipica introdotta dal fenomenologo delle religioni rumeno Mircea Eliade (1907-1986), la magia si distingue dalla religione in quanto l’esperienza magica più che un’esperienza del divino o del sacro (ìerofania) è un’esperienza del potere (cratofania), dove l’uomo manipola il sacro e lo mette al proprio servizio. Se dunque l’uomo religioso invoca l’intercessione di Dio, il mago e la strega pensano di manipolare forze soprannaturali o preternaturali. È in questo senso che la Chiesa cattolica già a partire dalla Didachè (il più antico manuale conosciuto per l’insegnamento cristiano) – e. ancor prima, dall’Antico Testamento – da sempre condanna l’esperienza magica, a negromanzia, i sortilegi e la stregoneria come pratiche superstiziose.

        Dunque, è di fatto un luogo comune appartenente appunto alla “leggenda nera” l’idea per cui all’Inquisizione sia da collegare automaticamente la caccia alle streghe.

        Infatti da sempre per il Magistero cattolico la magia è in primis configurabile come superstizione e per tale peccato, come per gli altri peccati, risultano competenti vescovi e sacerdoti confessori. L’Inquisizione se ne occupava nella sua attività ordinaria soltanto se le pratiche magiche lasciavano trapelare qualche sospetto di eresia. Abbiamo evidenza dai documenti pontifici che i Papi raccomandarono sempre agl’inquisitori d’intervenire in relazione alla stregoneria limitatamente ai casi in cui vi fossero presenti elementi tali da far supporre il sacrilegio o l’idolatria, ovvero quando alla superstizione si aggiungeva, di fatto, l’eresia.

        Come riferisce Stark, fra il XIV e il XVI secolo in Spagna il tasso degl’imputati di stregoneria corrisponde allo 0,2 per milione di abitanti ed è il più basso d’Europa. Ciò, evidentemente, a dispetto di quanti, sedicenti storici, nel corso dei secoli hanno diffamato la “famigerata” e “sanguinaria” Inquisizione spagnola, che in realtà ebbe la funzione di impedire la caccia alle streghe, reprimendo duramente non le streghe ma i loro aspiranti cacciatori. Non stupisce pertanto se si nota che nelle Fiandre la caccia alle streghe cessò proprio con l’avvento dell’occupazione spagnola.

        La situazione evidenziata dal sociologo relativamente alla Spagna trova conferma anche nel dato riferito all’Italia, dove nello stesso periodo si possono contare 14,4 imputati di stregoneria per milione di abitanti. Altre zone tuttavia, presentano dati meno confortevoli: in aree di lingua tedesca come la Svizzera si contano 376,9 imputati per milione di abitanti, mentre nell’area di Norimberga il tasso sale addirittura a 956,5.

        L’ampia divergenza fra le stime che si riferiscono a zone geografiche contigue, nel medesimo periodo storico, non è da ricercarsi nella maggiore o minore diffusione della magia popolare, che appare ben presente sia in Italia che in Svizzera (d’altra parte è nota l’espansione dell’occultismo e del pensiero magico nel tardo Medioevo e nel Rinascimento). Piuttosto, se si vuole trovare una differenza fra l’Italia e la Svizzera (o l’area di Norimberga) si deve notare sia la debolezza dell’autorità centrale, politica e religiosa, sia la presenza di conflitti armati e di anarchia politica e, in seguito, soprattutto nelle zone di lingua tedesca, di un forte conflitto tra cattolici e protestanti.

        Alla luce di questi dati il sociologo ritiene che la caccia alle streghe nasca dalla concomitanza di tre fattori: (1) la pratica diffusa della magia e la sua interpretazione demonologica da parte della teologia che, a partire dal Medioevo, ricercando il perché occasionalmente la magia “funzioni” ritiene logico ipotizzare l’intervento del Demonio; (2) una situazione di conflitto religioso – quale i ripetuti scontri fra cattolici e protestanti nel XVI secolo – che rende più difficile tollerare le espressioni di dissenso; (3) la debolezza dell’autorità centrale che non riesce a opporsi con successo alle proposte locali di perseguire le streghe.

        Rodney Stark non è certo un apologeta e il suo scopo dichiarato è quello di studiare le conseguenze sociologiche del monoteismo (e non di scrivere una “contro-storia”). Tuttavia la sua lucida analisi ci consente – una volta in più – di confutare una “leggenda nera”: quella della caccia alle streghe, a cui le autorità della Chiesa cattolica certamente si opposero e che altrettanto certamente non favorirono e addirittura impedirono, proprio nel momento in cui dilagava in Europa a livello popolare e locale una fobia antistregonica, legata direttamente alla diffusione dell’occultismo e poi alla psicosi del demoniaco introdotta dalla Riforma protestante, i cui eredi – sulla scia di Martin Lutero (1483-1546) e di Giovanni Calvino (1509-1564), di cui è nota una certa ossessione per il demoniaco – si resero attori di una caccia alle streghe che passa spesso sotto silenzio, ma di cui alcuni eventi storici – a partire dalla vicenda delle “streghe” di Salem (Massachusetts, 1692), che ha ispirato molta letteratura horror – danno testimonianza.

        Dunque, nessuna persecuzione dei cattolici contro una religione pagana clandestina, secondo un’idea notevolmente diffusa negli ambienti del revival neo-pagano contemporaneo; nessuna prepotenza patriarcale e maschilista contro le donne, dato che molti dei condannati erano uomini; nessun desiderio di impadronirsi dei beni degli accusati, che spesso erano poveri e neppure alcun fanatismo del clero, dato che le campagne contro la stregoneria nascevano molto spesso da iniziative popolari: la verità storica dimostra che le autorità ecclesiastiche si opposero alla caccia alle streghe e il loro successo fu tanto più evidente dove il loro potere, unitamente a quello dell’autorità politica, era più forte, come dimostra l’eloquente caso della Spagna.

        Le conclusioni di Stark – e ciò rappresenta il vero pregio e la forza “apologetica” intrinseca, peraltro non intenzionale, del suo volume – appaiono credibili anche per chi analizza le vicende storiche da una prospettiva diversa rispetto a quella cattolica, per il fatto stesso che l’autore rimarca di non essere mai stato cattolico e precisa di non voler in alcun modo far proprio il metodo dell’apologetica, ma unicamente quello dell’analisi sociologica. Al contrario, e a conferma di ciò, lo stesso volume talora contiene affermazioni non in linea con l’ortodossia cattolica (Stark ritiene, per esempio, valida la successione della Chiesa anglicana) che, se dal punto di vista della fede cattolica “macchiano” purtroppo il testo di qualche errore dottrinale, da un’altra prospettiva rendono l’autore disinteressato e perciò insospettabile e libero da qualunque accusa di faziosità, rendendo ancora più inoppugnabili i suoi dati.

        Di fronte ai pregiudizi degli storici

        Nel suo lavoro di ricognizione e analisi della letteratura storica, Rodney Stark afferma di essersi aspettato dagli autori di testi e manuali di storia pregiudizi di tipo materialista e marxista; tuttavia afferma con sorpresa: “[...] quello cui non ero preparato era scoprire quanti degli storici che ho dovuto leggere per preparare questo studio esprimono un anti-cattolicesimo militante, e quanti pochi fra i loro pari abbiano obiettato a una litania di commenti dispregiativi di taglio anti-cattolico, talora espressi senza neppure rendersene conto” e prosegue: “[...] benché molti storici viventi oggi probabilmente non abbiano pregiudizi contro la religione cattolica, o almeno non più di quanti ne abbiano contro la religione in generale, spesso mantengono idee false senza rendersi conto che sono il prodotto dell’anti-cattolicesimo di passate generazioni” (For the Glory of God, pp. 12-13. Le traduzioni dall’inglese sono di Massimo Introvigne).

        Ecco così spiegate in breve le origini di molte “leggende nere”, che non gettano le loro radici nell’obiettività della storia, ma si fondano su letture dei fatti storici che nascono viziate all’origine da pregiudizi ideologici. Da queste considerazioni possiamo ricavare un implicito richiamo, rivolto in primis agli storici cattolici e a chi – come direbbe Nostro Signore – “ha orecchi per intendere” (cfr. Marco 4,9) a lavorare maggiormente per l’approfondimento della reale verità storica e per la difesa della Chiesa cattolica dalle false accuse e dalle menzogne che, a torto, i suoi nemici vorrebbero attribuirle. (A.M.)

        Ricorda

        “(…) la tesi che responsabile della caccia alle streghe sia anzitutto l’inquisizione (sia quella romana, sia quella spagnola) non regge più alla prova dei fatti e dei documenti: che al contrario dimostrano come sovente gli inquisitori siano stati un elemento di riequilibrio di fronte alle istanze persecutorie emerse dal basso e a livello locale”.

        (Franco Cardini, Quando le streghe venivano salvate dagli inquisitori, in Avvenire, 29 agosto 1990).

        Bibliografia

        In lingua italiana, sui temi affrontati da Rodney Stark:

        Giovanni Romeo, Inquisitori, esorcisti e streghe nell’Italia della Controriforma, Sansoni, Firenze 1990.

        Gustav Hennlngsen, L’avvocato delle streghe. Stregoneria basca e inquisizione spagnola, trad. it., Garzanti, Milano 1990.

        Rino Cammillerl, La vera storia dell’inquisizione, Piemme, Casale Monferrato 2001.

  67. mauro scrive:

    Cara mimma,

    Il battesimo, per essere assimilato ad una chiamata alla vita eterna, occorre retrocedere nel tempo ed soffermarsi sul battesimo dei tempi di Gesu’ in cui regnava l’intimo convincimento di chi, ascoltata la Parola di Dio, decideva in piena coscienza di scegliere un unico Dio, abbandonando i falsi dei adorati fino a quel momento.
    lei è stata battezzata quando era ancora in fasce, neppure sapeva e capiva cosa stavano facendo su di lei, nulla aveva ancora sentito di Dio, così come è evidente che il battesimo le è stato imposto per tradizione famigliare. Sarà mi stata chiamata alla vita eterna?

    Adorando falsi dei gli ebrei avevano dimenticato il Dio di Abramo ed ora Dio proponeva al proprio popolo di convertirsi [abbandonare falsi dei], ovvero ritornare a quell’antica conoscenza che ebbe Abramo e ciò portava il proprio popolo a ri-vestirsi, il vestirsi nuovamente, della gloria di Dio che figurativamente è assumere nuovamente la condizione originaria di Abramo che adorava un unico Dio.
    Lei adorava altri dei prima di essere battezzata ed attraverso il battesimo li ha rinnegati scegliendo di ritornare alla condizione precedente in cui il suo popolo adorava l’unico Dio?

    Si è auto incensata dicendosi chiamata alla vita eterna e rivestita della gloria di Dio in quanto lei non potrà mai impersonare quella particolare condizione nella quale si trovavano gli ebrei: adorare falsi dei e convertirsi all’unico Dio, ritornando così ad adorare l’unico Dio che ebbe Abramo e tutto il popolo ebreo.

    Moltissimi concetti presenti nel Vangelo sono storicizzati a quel determinato momento e non possono essere in alcun modo cuciti ad una condizione odierna che è completamente diversa.

    Che senso ha impararli a memoria, o segnarseli, se non tiene in considerazione il contesto storico-religioso dal quale emersero?

    • Mimma scrive:

      @Mauro
      La famiglia cristiana sceglie “l’identità cristiana” e l’appartenenza a Gesù Cristo per i propri figli fin dalla tenera età, così come sceglie un sistema educativo piuttosto che un’altro e fa le scelte più appropriate per loro in tutte le dimensioni della vita di crescita.
      Il catecumeno ha poi la facoltà di accogliere in piena consapevolezza questa scelta nell’età adulta confermando il suo credo con il rito della confermazione e ricevendo l’unzione dello Spirito Santo per essere “mandato” ad annunciare.

      Preferisco sorvolare sulle altre castronerie contenute nel suo post.
      Cari saluti.

  68. mauro scrive:

    Caro emmegi,

    il 5° comandamento dice “Non uccidere” ma leggo dal suo scritto che lei prevede un’eccezione, l’autodifesa, e mi sembra che in tal modo abbia cambiato tale comandamento a suo discernimento. E come esempio, abbia data anche validità alle guerre in cui se non si vuole essere uccisi occorre uccidere per autodifesa.

    Se è possibile per lei cambiarlo, anche gli altri potranno farlo a proprio discernimento e non capisco proprio per quale motivo lei insorga contro l’aborto? Non si parla affatto di aborto nel Vangelo e vorrei vedere come un messaggio spirituale, il dono della vita eterna che inizia la propria opera nel dopo morte, potrebbe considerarlo facendo parte della vita terrena.
    Per la vita terrena ed a quali valori attenersi vi sono diversi passi che li considerano e si va da Gesu’ che rispetta le Leggi del proprio popolo, fino alla morte, all’invito di Pietro a rispettare sempre quelle Leggi.

    Se il popolo ha determinato una legge sull’aborto, sotto determinate condizioni, per quale motivo un cattolico deve insorgere quando un cristiano sa che quelle Leggi vanno rispettate?
    Non c’è alcun peccato a rispettare le Leggi del proprio popolo e Dio non interviene certo con una punizione perchè così fu stabilito ed a tal comportamento osservante delle Leggi si attenne Gesu’ stesso.

    • Sal scrive:

      @ Mauro
      Troppo difficile da capire, per chi non ha la mente disposta ad accettare il prossimo….. in fondo non c’è un obbligo per il cattolico che non vuole abortire. Può sempre astenersi se la sua coscienza non glielo permette .

      La questione è che nel cattolico esiste sempre la propensione a contestare le decisioni di altri che non la pensano come loro, anche quando devono contestare il vangelo stesso. E’ questione di mancata elasticità e mancata tolleranza mentre parlano di amore o carità.
      Non è un po’ contraddittorio ? Non li trovi un po’ strani ?

      • mauro scrive:

        Caro Sal,

        Le Leggi italiane, quando trattano temi che possono entrare in contrasto con le religioni, lasciano libertà di potervi aderire o meno (elasticità della Legge) e ciò sta a dimostrare che Le Leggi italiane attuano il pieno rispetto del prossimo.
        Nessuna religione potrà perciò trovarsi in contrasto con queste Leggi e contestarle vuol dire che in ultima sintesi volere imporre il proprio modo di vedere come se le altre confessioni presenti sul territorio non fossero presenti, mancando così di rispetto al prossimo.
        Sono cattolici ma non cristiani.

  69. cuba_libre scrive:

    @ Mauro

    Mi scusi se mi intrometto, Mauro, ma il discorso, sotto il profilo esclusivamente giuridico, e’ molto piu’ semplice: anche se vige una legge sull’aborto, nel caso italiana la 194/78, se per un cattolico l’aborto e’ un peccato comunque, non lo praticherà mai, anche se la legge lo consente. Punto. E’ invece uina mostruosità in Cina, per esempio, dove vige la legge del figlio unico, e se se ne vogliono di piu si paga una forte penale allo stato; e questo porta ai cosidetti aborti selettivi, in genere di bambine. (Prevengo gli interventi di qualche deficiente che sicuramente vi saranno, dicendo fin da ora che per me la Cina, a dispetto di quello che dice di essere, e’ uno dei paesi più fascisti e selvaggi del pianeta!).
    Il fatto poi che non si faccia un distinguo fra le varie situazioni che fanno al dramma dell’aborto equiparando una che va ad abortire senza tanti scrupoli a una vittima di uno stupro di gruppo per esempio e ‘ da acefali! Guarda caso, chi sono in Italia i piu’ accesi antiabortisti? Forza Nuova e Casapound (!), due movimenti votati alla democrazia, alla non-violenza, al bene collettivo :-( . Manca solo Jack lo Squartatore e Godzilla!
    Ed ecco che il caso americano si ripete anche qui da noi: quelli che difendono la vita del nascituro, sono poi gli stessi che mettono le condizioni per la violenza di massa .
    Stia bene.
    E’ davvero un caso?????

    • Sal scrive:

      @ Mauro
      “per me la Cina, a dispetto di quello che dice di essere, e’ uno dei paesi più fascisti e selvaggi del pianeta!

      Allora facciamoli fuori tutti. Non ne deve rimanere nemmeno uno.

      “ “Signore, vuoi che diciamo al fuoco di scendere dal cielo e annientarli?”” ( Lc 9.54)

      • Sal scrive:

        Ho dimenticato….
        h**p://raccoltacompiti.altervista.org/pagina-464117.html

      • mauro scrive:

        Caro Sal,

        morale di cuba_libre: dieci piccoli indiani e non ne rimase nessuno.

        Se dessero credito alle esternazioni gratuite di cuba_libre(sarebbero fascisti), i cinesi gli porterebbero un piatto di riso e glielo farebbero mangiare un granello alla volta per impedirgli di parlare a sproposito, ed andrebbe di lusso.

      • cuba_libre scrive:

        Sal, mi aspettavo commenti deficienti, ma non da lei. Che c’azzecca questa pirlata che ha scritto?
        Vuol sapere perche’ ho scritto quel pensiero? proprio per evitare che qualche, appunto “deficiente”, visti i precedenti, potesse pensare che che io consideri la Cina come un baluardo del comunismo. Purtroppo ho un brutto vizio: quello di sopravvalutare troppo la perspicacia di alcuni.

        • Sal scrive:

          @ cuba_libre
          “mi aspettavo commenti deficienti, ma non da lei.”

          Se ho urtato la sua suscettibilità me ne scuso, ma la sua reazione è una conferma a ciò che dicevo.
          Se si parte dal presupposto che in tutti i recinti ci sono persone meritevoli e immeritevoli, la differenza non si realizza in base alla nazionalità, alla casacca, alla religione, ma dall’aver condotto una vita retta a prescindere da tanti altri, troppi ammennicoli che i sigg. azzeccagarbugli vanno sempre predicando.

          “Per certo comprendo che Dio non è parziale, ma in ogni nazione l’uomo che lo teme e opera giustizia gli è accetto. Egli ha mandato la parola ai figli d’Israele per dichiarare loro la buona notizia della pace per mezzo di Gesù Cristo: Questi è Signore di tutti [gli altri].” ( Atti 10.34-36)

          Mi spiace di non essere stato all’altezza della stima che mi attribuiva. Non ho scusanti. Anche i somari a volte ragliano fuori dal coro. Io sono il primo di loro. Spero di poter contare ancora sulla sua considerazione anche se di condanna. Devo essermelo meritato.
          Stia bene.

          • cuba_libre scrive:

            La ringrazio della sua precisazione.
            Cerco comunque di chiarire: e’ ovvio che non mi riferivo al generico cinese che lavora come ogni persona che si rispetti e che conduca una vita rispettosa degli altri. Io mi riferivo al SISTEMA in generale. E qui mi scuso con i partecipanti ma faccio un discorso essenzialemnte politico: la Cina ha subito una mutazione genetica nella sua struttura politica al suo interno: dopo la rivoluzione di Mao, che aveva portato da una parte a farla uscire dal feudalesimo dei mandarini, ma dall’altra parte a sopprimere qualsiasi forma di dissenso, la Cina si rese conto che non aveva nessuna possibilità di sopravvivere se non si apriva al mondo esterno. Ma dopo i primi timidi segnali, la situazione le stava sfuggendo di mano nel senso che le spinte centrifughe specialmente da parte dei giovani rischiavano di far perdere al partito il primato che aveva. Da qui la feroce repressione di P.zza Tien-An-Menh, chae suscito’ reazioni in tutto il mondo. Io stesso partecipai ad una manifestazione contro l’ambascioata cinese che ebbe come strascichi scontri con la polizia.
            il processo di modernizzazione era pero’ avviato, ma non si doveva mettere in discussione il primato del partito. Il risultato fu che mentre il paese cresceva vertiginosamente economicamente, dall’altro cresceva parimenti la repressione verso il dissenso per timore che le aperture avessero come risultato la perdita del potere da parte della gerontocrazia.
            I risultati li vediamo e sono sotto gli occhi di tutti: si e’ formata una casta di ultramiliardari e la popolazione ultrasfruttata che lavora 12-14 ore al giorno, il tutto gestito dal partito che ormai di comunista ha solo il nome: la Cina ha sostenuto le pegiori dittature fasciste militari (Myanmar, Gheddafi) e i peggiori stati islamici (Siria, Sudan, Iran…).
            Mi dica lei se questo non e’ fascismo e del piu’ selvaggio!
            Spero di essere stato chiaro. saluti

    • mauro scrive:

      Caro cuba_libre,

      Il cristianesimo è uno solo e dal Vangelo cristiano si evince il rispetto assoluto delle Leggi del proprio popolo, così come fece GESU’ che NON SI RIBELLO’ AD ESSE.

      In Italia è vigente la Legge dell’aborto, approvata dal Parlamento che rappresenta elettivamente il popolo e dunque è Legge del popolo italiano che va a ricomprende tutte le confessioni presenti sul territorio italiano. Quantunque lei come cattolico non accetti la Legge dell’aborto (evidentemente non è cristiano in quanto le è d’obbligo osservare ed accettare le Leggi vigenti a cui è soggetto) non può in alcun modo contrastarle in nome di una confessione perchè sono state poste a fondamento della vita di ogni cittadino italiano.

      Quando le aspettative del popolo cambieranno, la cosiddetta etica, sempre il popolo intiero provvederà a cambiare quella Legge, in tutta od in parte, attraverso il Parlamento elettivo e valida rimarrà, così modificata, per il cristianesimo in quanto Legge del popolo.

      Sembra che lei sia uno dei poco piu’ dei 400 cittadini della Città del Vaticano.

      Mi sbaglio o si sbaglia lei?

      • cuba_libre scrive:

        Mauro, lei, dai due precedenti interventi dimostra di non aver capito proprio NIENTE!!! E penso non sia il caso d’aggiungere altro!

  70. Bortignon scrive:

    “La chiesa non teme il vostro fanatismo” scrive Mimma ….
    A parte il fatto che non mi pare vero (la chiesa s’è posta il problema TdG, eccome), c’è da considerare che tuttle le fedi non sono mai state esenti da fanatismo.
    Ne è buona prova la stessa Mimma che ,da mesi, sta dando vita ad uno stucchevole corpo a corpo con Sal, fatto di slogan identitari e di insulti, teso sterilmente a rivendicare la propria superiorità di cattolica, fine a sè stesso

    • Mimma scrive:

      @Bortignon
      Il mio “corpo a corpo”, come lo definisce lei, è finalizzato a smascherate una delle più grandi menzogne sataniche dei tempi moderni che ha trascinato nelle più fitte tenebre dell’errore circa 7 milioni di ignari creduloni che ora negano la SSMA Trinità e la Divinità di Gesù Cristo!
      Forse a lei questa pare una questione di poco conto?
      Il timore poi è relativo perchè la Santa Madre Chiesa vivrà nei secoli eterni perchè appartiene a Gesù Cristo e da lui viene rinnovata e vivificata per l’eternità.
      Quanto agli slogan identitari sono sue considerazioni… io ho sempre risposto con la Parola di Dio o con dati di fatto comprovanti i loro deliranti e settari raggiri.

  71. Bortignon scrive:

    “La chiesa non teme il vostro fanatismo” scrive Mimma ….
    A parte il fatto che non mi pare vero (la chiesa s’è posta il problema TdG, eccome), c’è da considerare che tuttle le fedi non sono mai state esenti da fanatismo.
    Ne è buona prova la stessa Mimma che ,da mesi, sta dando vita ad uno stucchevole corpo a corpo con Sal, fatto di slogan identitari e di insulti, teso sterilmente a rivendicare la propria superiorità di cattolica, fine a sè stesso.

    • minstrel scrive:

      la chiesa s’è posta il problema TdG

      Certo che se l’è posta, perché se c’è gente che crede l’incredibile (cioè il non credibile) perché segue una setta che scimmiotta le scritture della Chiesa stessa, c’è da muoversi per rimettere a posto le carte e far crescere in consapevolezza le persone in ricerca di Cristo!

      • Bortignon scrive:

        Non esiste alcun criterio oggettivamente valido per stabilire se una setta più grande abbia più ragione di un’altra setta più piccola, o viceversa.
        Quando si tratta di credenze, ci si muove sempre al bujo.

        • minstrel scrive:

          Assolutamente no. Il criterio è la logica.
          Come fai a credere in modo assoluto ad un dogma della Chiesa (il canone delle Scritture) e sulla loro lettura fondamentalista costruirti un credo che non tiene assolutamente conto degli altri dogmi, nemmeno quelli che precedono il dogma che tu segui in modo infallibile?
          Credere una Contraddizione = credere l’incredibile
          ma
          incredibile = nulla
          quindi
          credere l’incredibile= credere il nulla = non credere
          credere il nulla = non credere.

        • Sal scrive:

          @ Bortignon
          “Non esiste alcun criterio oggettivamente valido per stabilire se una setta più grande abbia più ragione di un’altra setta più piccola, o viceversa. Quando si tratta di credenze, ci si muove sempre al bujo”

          Non condivido sig. Bortignon, il suo “muoversi al buio, per il semplice motivo che essere persone oneste, persone per bene, amichevoli, utili, generosi e altruisti, non c’è bisogno di essere al buio, è comune a tutte le religioni. Quindi non è la divisa esterna, che caratterizza il “muoversi alla luce” ma quella interna che non vede nessuno eccetto Chi deve vedere.

          Assodato che per i cattolici la luce è la scrittura ecco che il buio è fugato : “La tua parola è una lampada al mio piede, E una luce al mio cammino.” ( Sl 119.105-106)

          Il perché si il problema si pone, glielo lascio dire da Artur Schpenhauer : “La Verità oggettiva e l’approvazione della medesima da parte dei contendenti, sono cose diverse…..dipende dalla naturale cattiveria del genere umano. Se questa non ci fosse, in ogni discussione cercheremmo solo la Verità senza preoccuparci se questa risulti conforme all’opinione presentata da noi o dall’altro. Ma l’innata vanità suscettibile per ciò che riguarda l’intelligenza, non vuole accettare che quanto da noi sostenuto in principio risulti falso e vero quanto sostiene l’avversario. …Nei più l’innata vanità si accompagna ad una loquacità e una slealtà connaturata. Parlano prima di avere pensato, e se si accorgono che la loro affermazione è falsa, e hanno torto, nondimeno deve apparire come se fosse il contrario. L’interesse per la verità, cede il passo all’interesse per la vanità, il vero deva apparire falso. ”
          Aggiungo per paura di rivelare a se stessi la proprio debolezza e ingenuità. A nessuno piace ammettere di essere stato “gabbato” per cui si preferisce trovare scuse che modifichino la percezione. Si auto ingannano. ( L’arte di ottenere ragione)

          “Ne deriva che chi disputa, di regola disputa non per la verità, ma per imporre la propria tesi.” (A.Schopenhauer)

          (2 Pietro 1:19) “Quindi abbiamo la parola profetica [resa] più sicura; e voi fate bene prestandole attenzione come a una lampada che risplende in luogo tenebroso, finché spunti il giorno e sorga la stella mattutina, nei vostri cuori.”
          Esiste il criterio oggettivo….. esiste.
          “Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero nessun peccato; ma ora non hanno nessuna scusa per il loro peccato.” ( Gv 15.22-23)

    • Mimma scrive:

      @Minstrel
      Il loro fanatismo li porta a credere di essere al centro dell’universo come unti di Dio.
      Il nostro tentativo di farli riflettere risulta pressocchè vano per il drastico lavaggio del cervello che viene fatto loro appena entrati il questo orribile sistema settario.
      http://www.roccopoliti.it/?p=1114

  72. Squilpa scrive:

    Mi pare assai fertile la riflessione di Macv sull’assoluta novità introdotta dal messaggio cristiano in una realtà pagana “decadente”. Credo, però, che il vero elemento di successo del cristianesimo sia stato l’attenzione ai deboli ed agli emarginati, in un mondo che privilegiava la forza , oltrechè la promessa di una vita eterna (che il paganesimo non si sognava di promettere a nessuno).
    Non penso, invece, che abbia troppo valore la censura verso una sessualità poco controllata (tema che ossessiona, a quanto pare le coscienze cattoliche..), ma che non ha mai e poi mai avuto , all’atto pratico, una reale importanza.
    Nessuna morale, nessuna religione, nessuna filosofia è mai riuscita davvero ad allontanare dalle masse il “peccato” di fornicazione.
    Mi piacerebbe , anzi, che Macv riflettesse sulla grande transigenza che l’istituzione ecclesiale cominciò ad avere assai presto sui peccati di fornicazione, mi pare già con un papa del quarto secolo (non rammento più il nome, ma posso cercarlo).
    Anzi, quello sessuale è stato uno degli ambiti dove maggiormente si è esercitata la prassi , estremamente fruttifera per la casta clericale, del richiestissimo perdono, in sede di confessione.

    • cuba_libre scrive:

      Grazie Squilpa della sua lucida riflessione.
      In verità, costoro non sanno piu’ a coa appigliarsi; e’ realmente una loro ossessione la sessualità. In passato ho postato quattro o cinque volte un link che ripropongo qui adesso:

      http://cronologia.leonardo.it/storia/a1959z.htm

      dove viene spiegato che fino agli anni 50, si era esentati dal dichiarare in confessione che si erano frequantati i prostriboli di stato, e il motivo era evidente e in parte l’ha espresso lei, ma se legge quest’artticolo viene da rabbrividire di come certi ambientei clericali possano essere il peggio del peggio dell’ipocrisia (e allora eravamo in periodo preconciliare).

      Ebbene, di costoro tutti pudici, casti e puri ce ne fosse stato uno che avesse sollevato un commento, una voce che magari si prendesse carico e/o ammettesse delle acclarate responsabilità della chiesa e della teologia per questa situazione avvilente per l’essere umano, o magari tentare una timida giustificazione …. nada de nada!!
      Ha proprio ragione: la morale di costoro era lupanare da una parte e confessionale dall’altra, una schzofrenia della serie Dott. Jeckyll e Mr. Hyde.
      Mia figlia, quando frequantava il corso di catechesi per la Prima Comunione la ossessionavano con il 6° e 9° comandamento, 6° e 9°….. fin quando dovetti intervenire pesantemente, minacciando di ritirarla. Solo cosi’ le ose andarono come normalmente deve essere un corso per Prima Comunione.
      La saluto

      • Simon de Cyrène scrive:

        Ragazzi,

        voi confondete l’insegnamento della Chiesa in queste materie con il giansenismo che è un eresia condannata in suo tempo dalla Chiesa cattolica, ma che, purtroppo, ha durevolmente impregnato certo cattolicesimo, in modo parasitario, specialmente in Francia fino ai tempi nostri.

        L’approccio giansenista della sessualità è direttamente ripreso dal calvinismo: quindi, cari amici, le vostre critiche vanno semmai rivolte al protestantesimo: a questi fate le vostre rimostranze.
        In Pace

        • cuba_libre scrive:

          @ Simon

          scusi, ma cosa c’entra il giansenismo in questo contesto? Lei sapra’ senz’altro che il giansenismo e’ una corrente di pensoero teologico che tento’ di prendere piede nel XVII secolo, ossia quasi mezzo millennio fa. E che oltretutto fu stroncato, come lei giustamente afferma, come eresia.
          Quindi sostentere che quanto esposto nei post precedenti sia da ricondurre al giansenismo e non ad una diretta responsabilità della chiesa, mi sembra quantomeno…. singolare (diciamo cosi’)!
          saluti

          • gibici scrive:

            @ Cuba_libre
            finalmente ho letto il rimando e ho capito il perche’ della sua affermazione sulla non peccaminosita’ della frequentazione delle case chiuse, che mi aveva molto meravigliato. Da quello che ho capito il fatto non era esplicitamente inserito nell’elenco dei peccati da confessare (uno dei tanti elenchi) e allora l’articolista aveva dedotto abusivamente che non fosse considerato peccato. Penso infatti che, poiche’ molti elenchi andavano nelle mani di tutti dai giovanissimi in su, su alcune cose, come questa, si sorvolava perche’ avrebbero dovuto essere chiare come peccati per chi le conosceva.
            E’ un’ipotesi, che mi sembra la piu’ probabile, perche’ non ricordo proprio nulla che confermi quella dell’articolista.

          • cuba_libre scrive:

            Gent. gibici,

            io rispetto la sua posizione, ma mi creda se le dico che le cose erano proprio cosi’. La Merlin impiego’ ben 10 anni per fare approvare la legge che porta il suo nome, perche’ lo schieramento clerico-democristiano aveva fatto ostruzionismo (ecco che la storia si ripete), quindi i conti tornano.
            Ma a prescindere da questo, anche ammettendo che vi possa essere un’esagerazione da parte dell’articolista, cosa che, ripeto, non credo (l’articolo e’ preso dalla storia d’Italia), non le sembra stomachevole, putrida, vomitevole l’ipocrisia che serpeggiava allora nel tessuto sociale? E che purtroppo sta oggi riemergendo anche se in altre forme diciamo piu’ soft (leggi: berlusconismo)?
            La saluto.

      • Mimma scrive:

        @Cuba-libre
        Devo contraddirti cuba, per aver sollevato l’argomento, sono incorsa per più di un mese, in froci diatribe con gli ultratradizionalisti… te ne sei dimenticato?

        • Mimma scrive:

          Scusami. FEROCI DIATRIBE

          • timorato scrive:

            X MIMMA

            QUALI DIATRIBE PUO SOSTENERE!

            QUELLE DI UNA CHE, SENZA NESSUN DIRITTO DIVINO CITA LE S.SCRITTURE SOLO A META’ E SI RIFERISCE AL MAGISTERO PRESENTE E CHE – POI SAREBBE LE IDEE PERSONALI DI UN PAPA-
            CONFUTA A SUON DI INSULTI ?

            NON MI STANCHERO MAI DI RIPETERLO:

            “CON DIO NON SI SCHERZA”

            QUANDO GUSTERA’ I DIVINI CASTIGHI CHE LA GIUSTIZIA DIVINA INFLIGGERA MI DARA’ RAGIONE!
            E ANCORA IN TEMPO……

        • Mimma scrive:

          @Cuba-libre
          Ne hai ancora le prove attuali… come puoi ben leggere qui sotto.

        • cuba_libre scrive:

          @ Mimma

          scusa, ma non ti seguo. Ho visto che hai avuto delle diatribe, ma erano a tutto campo, non nello specifico.
          A meno che non mi sia perso qualcosa, non posso seguire tutti gli interventi. Ciao.

          • Mimma scrive:

            @Cuba- libre
            altro che …”a tutto campo”….
            L’argomento ha fatto ballare la samba a timorao e a monsignor Teobaldo per almeno un mese di fila.

            http://www.ildialogo.org/pretisposati/

          • cuba_libre scrive:

            Ah, ho capito…. ma non immaginavo che fossi stato io ad originare il “LA” :-) e che ci fosse un nesso fra quello di cui avevo parlato io (che poi e’ la stessa cosa che ho riproposto con Squilpa) e il putiferio che si e’ generato. Chiedo perdono ;-) . Ciao

          • Mimma scrive:

            @Cuba-libre
            No, cuba, è chiaro che non sia stato tu, ma è altrettanto chiaro che la mancanza di trasparenza di certi personaggi li induce a tener ben insabbiati certi argomenti esattamente come fa lo struzzo…
            Il non affrontare certe posizioni non può essere risolutivo di problematiche di così grande portata.

          • cuba_libre scrive:

            Mimma.

            Ah, su questo non vi e’ ombra di dubbio!! E’ divenuto un mio caposaldo di vita la tesi per cui se si mette la testa sotto la sabbia per non vedere la realta’, da questa se ne viene travolti.
            Serena serata.

      • vincenzo da torino scrive:

        @ Cuba_libre. Cita un articolo pessimo per superficialità. Non credo affatto come vero che qualche prete abbia potuto dire che non occorreva confessarsi per essere stato in case chiuse: è assurdo! Che ci fosse qualche prete che lo considerasse meno peccaminoso di altri peccati , quasi una concessione alle debolezze umane è possibile. E’ indubbio che la rivoluzione sessuale abbia scatenato del proibizionismo esagerato. Ora che non vi è più cosa vediamo in Tv ed al cinema? Certi spettacoli deprimenti e volgari di pansessaulismo è cibo quotidiano per i nostri figli. E nessuno protesta o ben pochi.

        • cuba_libre scrive:

          @ Vincenzo

          Ma lei e’ sicuro di essere sobrio? Ma si rende conto di cosa sta dicendo? Ma in quale mondo vive, in quello del mulino bianco?
          La rivoluzione sessuale ha scatenato il proibizionismo? A parte il fatto che il proibizionismo e’ del 58 mentre la rivoluzione sessuale inizia in Italia almeno un decennio piu’ tardi, le voglio ricordare che la Merlin impiego’ 10 anni, ovvero due legislature, per fare approvare la legge che porta il suo nome, perche’ vi era un’opposizione strenua verso quel cambiamento di costumi e sa che si e’ sempre opposto, per dieci anni a spada tratta? Lo schieramento clerico democristiano!! (guarda caso, la storia si ripete!) La Merlin era socialista verace vecchia maniera, l’equivalente della sinistra radicale di oggi.
          L’articolo non e’ di pessimo gusto, e’ tratto dalla storia d’Italia, e le posso garantire che non e’ affatto esagerato: SO QUEL CHE DICO!
          Adesso non vi e’ piu’ ….. cosa? Ma ci va in giro? La vede la realta’ piu’ reale del re? Vi sono case d’appuntamenti dappertutto, per non parlare della strada, e lei mette in relazione tutto questo con gli spettacoli alla TV? E chi l’ha inaugurato questo nuovo corso? Di chi erano le televisioni che hanno iniziato? Le suggerisco la risposta: inizia con “B” finisce con “I”! Perche’ nessuno o quasi dice niente? provi a darsela lei la risposta, per me e’ chiarissima, oserei dire solare, basta pensarci un attimo!
          La rivoluzione sessuale? Magari vi fosse stata quella vera! Non saremmo tornati culturalmente indietro, con perdita di memoria storica!

        • cuba_libre scrive:

          @ Vincenzo

          Le avevo postato un lungo post, che chissa’ perche’ non e’ passato.
          Sinceramente di riscriverlo non ne ho voglia.
          Le dico solo una cosa. Cerchi di guardare la realtà:mettere la testa sotto la sabbia per non voler vedere non serve (e non e’ mai servito) a niente! Non vi e’ nient di peggiore che prendersi in giro da soli!

        • minstrel scrive:

          Cuba, quello che forse Vincenzo voleva intendere è che il Magistero non ha mai detto quello che tu dici. Noi non seguiamo ciò che dice un prete, un vescovo o una CEI nazionale! Noi seguiamo una Tradizione raccolta in un Magistero che viene custodito ed approfondito da precise strutture (Papa, Vescovi tutti, teologi in disputa, fedeli).
          Il tuo errore dunque è pensare che la “concessione” di un prete o di un Vescovo o addirittura di una Conferenza episcopale nazionale SIA la Chiesa o il suo Magistero tutto.
          No. Il Magistero e la Chiesa è molto di più e tutto quello che succede nelle sue parti entra nel dibattito interno atto ad approfondire la Tradizione stessa.

          Altrimenti come potrebbe essere possibile che la Diocesi di Lucerna abbia prodotto dei preservativi con stampato il proprio logo e nessuno si è sognato di “scomunicarli”? AH, ma allora la Chiesa dice e poi non fa?! MAcché, è solo che tutto è in fieri: Roma la pensa così (come per altro la maggioranza dei fedeli), Lucerna e altri no e si muovono in quella direzione. Troppa confusione? Ma è così da sempre.
          Non esiste solo il magistero che parte da Roma a diktat, ogni diocesi ha la sua autonomia e il vescovo promana anch’egli documenti per la propria zona di competenza.
          Tutto è dialogo e speranza di comprendere meglio quanto depositato nella Rivelazione.

          Benvenuto nella Chiesa.

          • cuba_libre scrive:

            @ Minstrel

            Grazie Minstrel della sua riflessione in materia.
            Come ho esposto a Vincenzo avevo preparato un lungo post di risposta, ma non capisco perche’ non sia stato pubblicato, suppongo vi sia stato un problema tecnico perche’ non si ravvisavano insulti o cose di questo genere. Stavolta per non incorrere in brutte sorprese lo trascrivo in word prima di trasferirlo su web.
            Che il Magistero dica una cos diversa da quello che sono i comportamenti individuali di certi preti, questo e’ pacifico. Ma il Magistero deve essere condotto da persone fisiche, non penso che il Magistero sia una cosa astratta messa li’, e tanti saluti. Quindi a questo punto mi chiedo quale sia un’autorità affidabile per essere certi che segue il Magistero rispetto ad altre. O per essere certi dobbiamo arrivare fino al Papa? Mi sembra grottesco: si immagina un fedele cristiano della Nuova Guinea che non ha interlocutori diretti prima del papa?
            Fatta questa premessa, prima di procedere ne voglio fare un’altra piu’ terra terra: io, come ho scritto in altri post, ho fatto le piu’ variegate esperienze di vita, alcune positive, altre meno, ho dormito in alberghi a 5 stelle, come ho dormito in sacco a pelo ai cigli dell’autostrada quando viaggiavo in autostop senza una lira in tasca. E tutto questo mi ha forgiato e portato ad una considerazione: che un problema se lo si vuole affrontare e possibilmente risolvere, bisogna conoscerlo nei dettagli, anche in quelli che non ci piacciono, perche’ altrimenti NON SE NE VERRA’ MAI A CAPO, neppure se recitiamo mille Pater Noster e tremila Ave Marie!
            Nella fattispecie, per il problema che stiamo qui dibattendo, ho letto molto, ho vissuto direttamente la cosiddetta rivoluzione sessuale di cui parla Vincenzo, mi sono confrontato con una moltitudine di persone, fra anche molto piu’ grandi di me. Perche’ sottolineo questo particolare “molto piu’ grandi di me?” Perche’ costoro erano appunto i “fruitori” dei tanto decantati postriboli di stato fino al 1958. Ebbene, le posso garantire che la frequentazione era pressocche’ totale, trasversale a tutte le classi sociali, a tutte le età e a tutte le appartenenze politiche, PERCHE’ LA CULTURA DOMINANTE ERA QUELLA, e’ inutile starsi a prendere in giro. E le diro’ di piu’, sperando che questo non la scandalizzi: anche piu’ di un porporato non disdegnava le grazie femminili! Mi creda: SO QUEL CHE DICO!
            Quindi, sarà vero che il Magistero ecclesiale non propugnasse questo, ma e’ altrettanto vero, che quello che e’ riportato nel link che ho postato era ineccepibilmente vero, perche’ lei mi insegna che quando un fatto diviene una consuetudine, l’ufficialità viene superata dai fatti.
            Andando avanti: la merlin per fare approvare la legge che porta il suo nome impiego’ ben 10 anni per l’iter parlamentare, perche’ vi era l’ostruzionismo soprattutto indovini di chi? Della maggioranza clerico democrisrìtiana che si opponeva, perche’ a loro avviso, in fondo costituivano una valvola di sfogo per i bollenti spiriti degli aitanti giovanotti, salvaguardando le giovani future madri che potevano mantenersi intatte prima del matrimonio!
            Adesso, al di la’ di tutto: non le sembra ignobile, putrida e stomachevole una cultura del genere, specialmente se proviene da ambienti sedicenti Cristiani?
            Che poi la Merlin non abbia risolto appieno il problema e’ tutto un altro discorso, qui ho le mie teorie, e cio’e che la tanto rivoluzione sessuale di cui parla Vincenzo… magari vi fosse stata nella sua consapevolezza e nella sua piena accezione del termine!! E’ rimasta un’incompiuta, e gli effetti si vedono oggi con il femminicidio imperante e nell’impennata che ha avuto la prostituzione dell’est. Come mai? Sembrerebbe un paradosso! Ma come, adesso che non esistono piu’ i tabu’ della verginità e cose di questo genere, ha questo exploit? Come se lo spiega? Io una mia opinione ce l’ho! E si tenga forte!: quando il potere viene messo in discussione, reagisce perché lo possa esercitare ancora. E uno dei pilastri di dominio del potere costituito e’ proprio il sesso: quando si riesce a veicolare la sessualità secondo orizzonti prestabiliti da chi comanda, il dominio della persona e’ pressocche’ totale, in quanto la sessualità rappresenta una delle componenti emotive, emozionali e naturali dell’uomo. E come avviene questa veicolazione? Tramite la cultura dominante, che assegnava nel periodo descritto certi ruoli all’uomo e certi ruoli alla donna e quindi tale modello sopra descritto andava benissimo. Storicamente parlando per esempio Ferdinando II di Borbone dominava con le tre famose “F”: Festa, farina e forca, che voleva significare: Divertitevi (festa), mangiate (farina), ma guai a voi a rompere le palle (forca)!!
            Quando la rivoluzione sessuale del 68 (che quindi e’ di almeno 10 anni successiva al proibizionismo dei bordelli, vorrei indicare a Vincenzo, e quindi non puo’ essere la CAUSA di esso), mise in discussione un certo modello culturale, questo stesso vacillo’ paurosamente, perch’ le rivendicazioni non si esaurivano solo ad una libera sessualità , ma andavano oltre: un nuovo tipo di rapporti familiari, di studio, di società, di prospettive, insomma una vera rivoluzione culturale e diciamolo pure, l’abbattimento di certi dogmi religiosi.
            E come si può cercare di porre freno a tutto questo? Esattamente come fece il Principe Salina nel Gattopardo: cambiare tutto, affinche’ nulla cambi: ovvero riproporre dall’alto quanto era stato rivendicato, sfrondandolo pero’ della sua essenza basilare, ovvero la MER-CI-FI-CA-ZIO-NE di quanto era stato conquistato: la libera sessualità e’ divenuto mito di cartapesta dei giornali scandalistici, nonche’ esaltazione della pornografia, le conquiste sindacali sono andate a pallini tanto e’ vero che oggi il sindacato non e’ altro che una cinghia di trasmissione fra il potere e la base…. E il gioco e’ fatto.
            E con presupposti di questo genere, la donna e’ tornata indietro come diritti: beninteso, non e’ piu’ dietro i fornelli e i ferri con la calza, non e’ più tenuta a mantenere la verginità, ma lo sfruttamento della sua anima e’ rimasto intatto, cambiando la forma di sfruttamento: vedere per esempio come e’ vista in certa TV (e n questo dobbiamo ringraziare tanto il nano di Arcore). E la chiesa ha perso un’occasione colossale: invece di capire i giovani, le loro istanze, quello che di positivo avevano rivendicato si e’ chiusa a riccio e, mi consenta, non certo per Spirito di Magistero, ma per mantenere una certa forma di potere che pero’ le si sta ritorcendo contro: i confessionali sono vuoti, io stesso non potrei comunicarmi perche’ sono divorziato, ma lo faccio lo stesso, l’interlocutore mio e’ il diretto padrone di casa, che non ha alcuna tonaca.
            Chiudo, qusesto mega post (sperando che stavolta passi) con un accorato suggerimento: acquisti (o noleggi) il film “Laguna blu” e anche il suo prosieguo “Ritorno alla laguna blu” ma specialmente il primo: vedrà cosa significa realmente il piu’ bel dono che ci e’ stato dato sulla terra: la natura, in ogni sua forma!! Non violentiamola, perché quando la natura viene violentata (anche per mezzo dei dogmi vari), reagisce, e sono ca…voli amari per tutti!!
            A risentirla.

          • minstrel scrive:

            Allora, sarò rapido e me ne scuso:
            - “adoro” il sesso.
            - da amante della settima arte la ringrazio del consiglio. Trovo sinceramente più interessanti i film “disturbati” e disturbanti come Crash di Cronenberg sul sesso e “Grizzly man” di Herzog sulla natura. Parla con uno che non si è scandalizzato a vedere “Salò” di Pasolini, ma ne ha apprezzato le raffinate coreografie e la regia, si figuri.
            - Non posso certo pensare che lei racconti bugie poiché lei trova in me credibilità e le riconosco una profonda onestà intellettuale. Se lei dice che sa personalmente queste cose, queste cose sono successe anche per me (logica della testimonianza). Ma non cambia nulla capisce? Non esiste affatto che la consuetudine cambi qualcosa nel magistero, SE NON che tale consuetudine sia “UNIVERSALE” (cioè di tutti i fedeli – ovvio, tutti in senso lato!) e NON CONTRASTI con quanto la rivelazione ha SEMPRE insegnato e dogmato (so che trova questa parola disdicevole, ma è così).
            E’ questione quindi di intendersi bene su cosa sia il Magistero e sulla libertà che i singoli fedeli (siano essi vecchine o illuminati vescovi) hanno SEMPRE e DA SEMPRE su di esso. Ma non possono variarlo, ne aggiungerne parti. Al massimo possono “chiarificarlo”, approfondirne la comprensione. Chiaramente la vecchina risponde dei “talenti” a lei dati (cioè a sé e magari al nipotino se insegna qualcosa di “erroneo”), il vescovo risponde di ben altri “talenti” consegnati (cioè dei fedeli della sua diocesi, nonchè dei fedeli delle altre diocesi che vengono a sapere del suo pensiero).
            http://www.libertaepersona.org/wordpress/2011/12/che-cosa-e-il-magistero-della-chiesa/
            - che un cardinale faccia sesso a pagamento mica mi scandalizza (ma ha presente?! Dopo il Borgia.. tsk ^_^), anche perché io mica seguo quello che dice quel cardinale! io cerco di seguire Gesù mediante un mio percorso personale che voglio costruirmi nell’alveo immane ed accogliente della Chiesa Cattolica.
            - Trovo la sua ricostruzione storica molto bella e pare anceh molto sensata. Non sono purtroppo competente in storia contemporanea quindi non posso né smentirla né accettarla passivamente in toto. La ringrazio però per averla scritta.

            A presto, buon cammino e dateci dentro a letto!

  73. Squilpa scrive:

    Lo stato del Texas è la roccaforte mondiale dei petrolieri, quelli che si ingrassano tenendo alto il prezzo del petrolio, senza preoccuparsi dei disastri economici e sociali conseguenti a tale condotta. E non si preoccupano neppure dei disastri ambientali : non si fa nulla per sicure le petroliere che, quando hanno incidenti, provocano vere e proprie apocalissi lungo le coste marittime. Non parliamo,poi, della libera vendita delle armi che provoca, con regolarità impressionante, disgustosi fatti di cronaca, con ammazzamenti collettivi anche nelle scuole. Per finire, il Texas ( già emblema della violenza del vecchio West), è una delle roccaforti americane del più bieco razzismo e del Ku Kux Klan.

    Però, poi, questo stesso marcio paese (rivedetevi “La caccia”, un indimenticabile film di Arthur Penn, 1966, un potentissimo film di denuncia sull’incredibile malcostume civile, sociale e morale della società texana..) questo stesso marcio paese, dicevo, viene elevato a modello dai cattolici integralisti perchè rende difficile l’aborto.
    Ipocrisia? Marciume? Falso moralismo? Doppiezza? Sporchi interessi finanziari?
    Fate voi….(Nulla di dignitoso, ad ogni modo…)

    • cuba_libre scrive:

      Ho visto “La caccia”. Io le suggerisco, anche se sono convinto l’abbia già visto, “Mississippi burning” , anche se non e’ ambientato in Texas, ma in Mississippi. Comunque siamo la’.

  74. Simon de Cyrène scrive:

    Amici cattolici,
    non lasciamoci andare a discorsi ideologici sulla religione e la Santa Chiesa, perdipiù basati su ideologie del XIX e del XX secolo (sessantottismo incluso) che hanno miserabilmente fallito agli occhi della Storia.

    Dopottutto i Vangeli e la Bibbia tutta e tutti gli insegnamenti del Magistero passato non sono ideologia ma sola Testimonianza e come tali debbono essere guardati: non c’è da bisticciare su una testimonianza, questa è sempre un dato di fatto incontrovertibile.

    Quanto all’interpretazione di questa Testimonianza, lasciamolo alla Chiesa vivente, perchè quello che lo Spirito ha inspirato, solo lo Spirito lo può interpretare correttamente (2P1, 20-21)).
    In Pace

  75. Squilpa scrive:

    @ Cuba_libre, @ Simon de Cyrene
    Un saluto a Simon !! Che nostalgia avevo del suo slogan conclusivo ( “in pace”), che mi faceva sempre ricordare di tutte le guerre dichiarate dallo stato pontificio o sostenute dallo stato pontificio o ispirate dallo stato pontificio o guerreggiate da quei floridi papi uomini-d’arme dei secoli passati , (per non parlare delle crociate e delle guerre di religione…)
    Resto in attesa che l’ineffabile Simon ci illumini sul suo buffo concetto di pace.

    @ Cuba_libre,
    temo che non dobbiamo mai dimenticarci di una cosa : per quanto si voglia essere indulgenti al massimo sulla chiesa e sforzarsi di rammentare la sua alta ispirazione,
    disgraziatamente la chiesa si comporta da secoli anche come se fosse una azienda.
    Una azienda che opera nel settore spirituale, che smercia una merce immateriale e che fa quadrare i propri bilanci comprando colpe e vendendo perdoni.
    Io sono la prima a rammaricarmi di tale stato di cose, però questo la ha sempre obbligata a compromessi col basso mondo , anche per la necessità di avere a che fare con bilanci, fare cassa e far quadrare i conti.
    Personalmente, sono sicura che Cristo non pensasse a nulla del genere quando lanciò il Suo messaggio e ne lasciò la tutela a Pietro; certo, la chiesa di Roma gestisce una forma di religione istituzionalizzata che non ha l’eguale nel mondo.
    Di qui anche le bassezze, le ipocrisie, gli odi, le rivalità e le gelosie da cui la Curia è contaminata (denunciate persino dai Vertici ecclesiali!) e che non sono una novità : ne parlava già Dante Alighieri …
    Questo ci mostra anche quanto sia illusoria la sempre reiterata speranza di un rinnovamento reale; ogni generazione di buoni cattolici ha sempre sognato questo fantomatico rinnovamento, ma nessuna illusione è più pia di questa, a quanto pare.
    Dopo una decina di secoli, possiamo prenderne atto, non è un giudizio frettoloso.

    • Simon de Cyrène scrive:

      @Squilpa: grazie per il bentornato.

      Quanto alla Pace del mio saluto si riferisce a quella che il Cristo ci lascia in Giovanni 14:27 che poi è la spada di Matteo 10:34

      Ma non c’entra niente con le guerre dello Stato Pontificio e altre crociate ai quali si applicano le regole morali che si possono dedurre dalla legge naturale…
      In Pace

  76. Teseo scrive:

    Questo papa mi sembra un po’ chiacchierone. Inoltre sotto l’aspetto bonario è severissimo con chi non la pensa come lui. I Papi finora? Oh, quanto hanno sbagliato! Addirittura per secoli. Ma adesso ci sono io… Ma se si limitasse a fare il papa?!

  77. mauro scrive:

    Caro Cuba_libre,

    non crederà davvero che abbia scritto io il Vangelo e vi abbia inserito l’osservanza delle Leggi del proprio popolo da parte di chi crede in Dio?

    Certamente lei crede nella Legge di Dio, e nello specifico nel Decalogo, ma una persona dotata di intelligenza si rende subito conto che tolti i primi comandamenti riferiti a Dio, in prevalenza, che vanno a ribadire il suo riconoscimento come unico Dio ed il rispetto che è a lui dovuto, ci si trova di fronte a comandamenti che altro non sono che leggi che fanno parte di ogni popolo.
    Ed ancora se andiamo ad analizzarli piu’ propriamente riguardano il “diritto alla persona” per quell’Agape che il cristiano doveva riservare al proprio prossimo, ovvero quel rispetto che si doveva all’altro.
    Ma non è tutto, il cristianesimo doveva avere una base legislativa che tutti osservassero e proprio le Leggi del popolo ebreo erano funzionali per dare una base di osservanza al credente che non avrebbe trovato alcuna difficoltà ad osservale, già conoscendole, non possibile se fossero state cambiate.
    Non c’era alcun dubbio che fosse così in quanto Gesu’ non era venuto a cambiare nulla di quelle Leggi ma a prodigarsi affinchè fossero osservate.

    Se lei non è un cittadino della Città del Vaticano, con ogni probabilità è soggetto alle Leggi del popolo italiano e quelle sono le Leggi che deve osservare così come sa che esse potrebbero cambiare come sono cambiate in 140 anni circa dall’Unificazione d’Italia e sa anche che chi ha il potere di cambiarle è il popolo attraverso il Parlamento elettivo e sa anche che lo Stato italiano è laico per definizione non privilegiando alcuna confessione religiosa per cui le Leggi, come è avvenuto,avviene ed avverà un domani, conterranno in sé i principi etici comuni alla maggioranza basandosi su una morale civile estranea alle confessioni religiose, lasciando però ad esse la piena libertà di aderirvio meno, il che preclude ogni sorta di rivendicazione religiosa (da qualsiasi parte confessionale provenga) alla loro modifica o cancellazione.

    Per quale motivo le devono interessare cosa fanno i cinesi? Segue l’onda di chi segue i Tdg, pur essendo cattolico? Ed a che pro? Non le è sufficiente guardare a casa sua (il cristianesimo) e sentirsi felice per quella vita eterna promessa? Lei crede forse che le altre confessioni religiose non abbiano in alcun modo pensato alla morte comune ad ogni uomo dando risposte adeguate? Se va in India il fuoco purifica il corpo e dona immortalità all’anima in quando il corpo è solo la parte visibile di un’anima. Gli indiani d’America usano lo stesso rito. Se nel cristianesimo il fuoco nega l’immortalità dell’anima (questa muore) non si potrà risorgere ma è completamente inutile che lei vada a dire a chi usa il fuoco, per donarsi l’immortalità, che secondo il cristianesimo si ottiene l’effetto contrario.
    Ciò serviva solo al cristianesimo che volendo sconfiggere il paganesimo imperante nel popolo ebreo aveva necessità di svuotare del loro significato i concetti pagani, lì presenti, dandone altri di segno opposto.
    Ciò che è certo è che come ottenere l’immortalità è un rebus che ogni religione/popolo ha risolto secondo la propria cultura e tradizione.

    • cuba_libre scrive:

      Senta, ho letto la sua bella requisitoria.
      Quello che non capisco e’ perchè queste cose le stia raccontando proprio a me. Qual e’ l’input che lei ha visto per sviluppare questo discorso? Io ho detto cose che con la sua risposta non c’entrano proprio niente, ovvero ho detto che se uno e’ cattolico e rifiuta l’aborto, non lo praticherà mai, anche se la legge glielo consentirebbe. Punto. Dove ha letto che sono cattolico o addirittua cittadino del Vaticano?
      Per quanto riguarda i cinesi la rimando alla risposta che ho dato a Sal.

      • minstrel scrive:

        Cuba, credo semplicemente che per Mauro ogni scusa è buona per reiterare una teologia contradditoria tutta sua…

  78. timorato scrive:

    X TUTTI I BUONI CATTOLICI

    OGGI E’ LA FESTA DELLA MADONNA DEL CARMELO, LA GUARDIANA DELLA FEDE SANTA E CATTOLICA!

    IMPLORANDO LA BENEDIZIONE SU QUESTO BLOG, SUL SUO PROPRIETARIO SU I SUOI OSPITI -PARTICOLARMENTE QUELLI CHE CON LA SCUSA DEL (FALSO) ZELO INVADANO PER STANCARE E NON FAR LEGGERE GLI ARGOMENTI EDIFICANTI – INVITO TUTTI ALLA PREGHIERA PER COSTORO, AFFINCHE’ SI ACCORGONO CHE E’UNO SOLO COLUI CHE PUO’ SALVARE E ROVINARE!

    (tratto dal sito Chiesa e postconcilio del 16-7 -13)

    Quando ho programmato per oggi l’articolo precedente sulla vera Mariologia non avevo presente – ed è una splendida coincidenza – che proprio oggi ricorre la Solennità della Beata Vergine del Carmelo, sulla quale ho trovato questi riferimenti, che condivido con voi per l’edificazione di tutti.
    Flos Carmeli, Auxilium Christianorum, Ora pro nobis!

    ——————————————————————————–

    Il 16 luglio ricorre una festa mariana molto importante nella Tradizione della Chiesa: la Madonna del Carmelo, una delle devozioni più antiche e più amate dalla cristianità, legata alla storia e ai valori spirituali dell’Ordine dei frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (Carmelitani). La festa liturgica fu istituita per commemorare l’apparizione del 16 luglio 1251 a san Simone Stock, all’epoca priore generale dell’ordine carmelitano, durante la quale la Madonna gli consegnò uno scapolare (dal latino scapula, spalla) in tessuto, rivelandogli notevoli privilegi connessi al suo culto.

    Nel Primo Libro dei Re dell’Antico Testamento si racconta che il profeta Elia, che raccolse una comunità di uomini proprio sul monte Carmelo (in aramaico «giardino»), operò in difesa della purezza della fede in Dio, vincendo una sfida contro i sacerdoti del dio Baal. Qui, in seguito, si stabilirono delle comunità monastiche cristiane. I crociati, nell’XI secolo, trovarono in questo luogo dei religiosi, probabilmente di rito maronita, che si definivano eredi dei discepoli del profeta Elia e seguivano la regola di san Basilio. Nel 1154 circa si ritirò sul monte il nobile francese Bertoldo, giunto in Palestina con il cugino Aimerio di Limoges, patriarca di Antiochia, e venne deciso di riunire gli eremiti a vita cenobitica. I religiosi edificarono una chiesetta in mezzo alle loro celle, dedicandola alla Vergine e presero il nome di Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo. Il Carmelo acquisì, in tal modo, i suoi due elementi caratterizzanti: il riferimento ad Elia ed il legame a Maria Santissima.

    Il Monte Carmelo, dove la Tradizione afferma che qui la sacra Famiglia sostò tornando dall’Egitto, è una catena montuosa, che si trova nell’Alta Galilea, una regione dello Stato di Israele e che si sviluppa in direzione nordovest-sudest da Haifa a Jenin. Fra il 1207 e il 1209, il patriarca latino di Gerusalemme (che allora aveva sede a San Giovanni d’Acri), Alberto di Vercelli, redasse per gli eremiti del Monte Carmelo i primi statuti (la cosiddetta regola primitiva o formula vitae). I Carmelitani non hanno mai riconosciuto a nessuno il titolo di fondatore, rimanendo fedeli al modello che vedeva nel profeta Elia uno dei padri della vita monastica.

    La regola, che prescriveva veglie notturne, digiuno, astinenza rigorosi, la pratica della povertà e del silenzio, venne approvata il 30 gennaio 1226 da papa Onorio III con la bolla Ut vivendi normam. A causa delle incursioni dei saraceni, intorno al 1235, i frati dovettero abbandonare l’Oriente per stabilirsi in Europa e il loro primo convento trovò dimora a Messina, in località Ritiro. Le notizie sulla vita di san Simone Stock (Aylesford, 1165 circa – Bordeaux, 16 maggio 1265) sono scarse. Dopo un pellegrinaggio in Terra Santa, maturò la decisione di entrare fra i Carmelitani e, completati gli studi a Roma, venne ordinato sacerdote. Intorno al 1247, quando aveva già 82 anni, venne scelto come sesto priore generale dell’Ordine. Si adoperò per riformare la regola dei Carmelitani, facendone un ordine mendicante: papa Innocenzo IV, nel 1251, approvò la nuova regola e garantì all’Ordine anche la particolare protezione da parte della Santa Sede.

    Proprio a san Simone Stock, che propagò la devozione della Madonna del Carmelo e compose per Lei un bellissimo inno, il Flos Carmeli, la Madonna assicurò che a quanti si fossero spenti indossando lo scapolare sarebbero stati liberati dalle pene del Purgatorio, affermando: «Questo è il privilegio per te e per i tuoi: chiunque morirà rivestendolo, sarà salvo». La consacrazione alla Madonna, mediante lo scapolare, si traduce anzitutto nello sforzo di imitarla, almeno negli intenti, a fare ogni cosa come Lei l’avrebbe compiuta.
    Autore: Cristina Siccardi

    ADDENDA: privilegio dell’Abitino carmelitano e privilegio sabatino della Madonna del Carmelo

    Per: conoscere le condizioni per poter godere della Grande Promessa “della salvezza eterna” portando lo scapolare (detto abitino) fatta dalla Madonna del Carmelo al generale dell’Ordine Carmelitano, San Simone Stock («Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. CHI MORRA’ RIVESTITO DI QUESTO ABITO NON SOFFRIRA’ IL FUOCO ETERNO; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno»), e per conoscere il Privilegio Sabatino (accoglienza in Paradiso il primo sabato dopo la morte per chi muore in certe condizioni di grazia), si può vedere qui e qui.

    A.M.D.G.

  79. mauro scrive:

    Caro cuba_libre,

    Lei è intervenuto su un fatto giuridico, la Legge sull’aborto e non ha tenuto in nessuna considerazione le previsioni poste dalla Legge sono sempre modificabili, in quanto nessuna Legge è perfetta, e che la non adesione cattolica possa in ogni modo influire sulle decisioni di chi, appartenendo ad altre confessioni, decida, per proprio credo, di aderirvi.

    Tutto ciò va a riallacciarsi al cristianesimo per quella Legge che deve essere osservata e se essa prevede l’aborto non di certo va condannata sempre e comunque come si è letto, si continua a leggere e si ripete nel mondo cattolico.

    Lei nel suo primo post ha fatto degli esempi di cosa succede nel mondo e ciò che mi meraviglia è che scrive “Guarda caso, chi sono in Italia i piu’ accesi antiabortisti? Forza Nuova e Casapound (!), due movimenti votati alla democrazia, alla non-violenza, al bene collettivo.

    Se prendiamo Casapound è un’associazione di promozione sociale ma appartiene alla destra radicale italiana e alla destra, ovvero alla reazione, appartiene anche la Chiesa Cattolica per propria tradizione. Anche Forza nuova è di destra ed assume posizioni radicali. E’ del tutto normale che siano anti-abortisti, ciò che fa specie e che la Chiesa, essendosi schierata a sinistra dopo in CV2, dove tutto è diventato imponderabile, non abbia ancora aderito all’aborto. Prima o poi dovranno farlo, pena l’escludersi con le proprie mani dal mondo.

    La Cina ha diversa cultura e tradizioni così come le necessità sono diverse dalle nostre. La loro è una ricchezza fittizia perchè le campagne si stanno svuotando e se non si produce cibo falliranno come la ex Russia in quanto dovendo comprare prodotti esteri li dovranno pagare a caro prezzo. Se hanno deciso nel senso che lei cita è solo per allungare quel momento. Loro hanno deciso così ma se lei ha un sistema migliore lo proponga, tenendo in considerazione le loro necessità politico-sociali.

    Capisco benissimo che mi sono dilungato, e lei non è cattolico ma credente, ma non è il solo a leggere e occorre chiarire una buona volta quanto il cristianesimo ha definito.

    • cuba_libre scrive:

      Guardi che il mio commento su Casapound e Forza Nuova era ironico! Le due formzazioni sono, per loro stessa ammissione due formazioni dell’estema destra fascista.
      Un sistema migliore? Posso molto modestamente dire quale e’ un sistema che NON bisognerebbe adottare da nessuna parte: quello che sta rapidamente prosciugando le risorse del pianeta: se tutto il mondo adottasse il modello occidentale, non basterebbero cinque volte le risorse della terra. Se a questo aggiungiamo la Cina, che sta andando in quella direzione….. non so se mi spiego!
      Ovvio che le discrepanze fra il mondo industrializzato e quello povero saranno sempre piu’ stridenti: se la coperta e’ corta, qualcuno che resterà scoperto ci sara’ sempre. E non le nascondo che sono pessimista, se si continua in questa direzione.
      Lo sviluppo cinese poteva essere molto piu’ graduale e soprattutto molto piu’ equilibrato invece di andare verso un capitalismo selvaggio i cui risvolti da qui a breve-medio termine li vedo molto cupi….. e non solo per loro!

  80. timorato scrive:

    IN RIF. AL MIO PRECEDENTE POST

    ADDENDA: privilegio dell’Abitino carmelitano e privilegio sabatino della Madonna del Carmelo

    Per: conoscere le condizioni per poter godere della Grande Promessa “della salvezza eterna” portando lo scapolare (detto abitino) fatta dalla Madonna del Carmelo al generale dell’Ordine Carmelitano, San Simone Stock («Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. CHI MORRA’ RIVESTITO DI QUESTO ABITO NON SOFFRIRA’ IL FUOCO ETERNO; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno»), e per conoscere il Privilegio Sabatino (accoglienza in Paradiso il primo sabato dopo la morte per chi muore in certe condizioni di grazia), si può vedere qui e qui.

    http://www.preghiereagesuemaria.it/sala/lo%20scapolare%20della%20madonna%20del%20carmelo.htm

  81. timorato scrive:

    Dalla “Nuova Teologia” alla “Nuova Mariologia”

    Riprendo da Si Si, No No.
    Le tappe del degrado sono documentate e, purtroppo, evidenti nelle loro conseguenze.
    [Vedi precedenti nel blog su Maria Corredentrice - e anche]

    ——————————————————————————–

    Lo spirito antimariano del Concilio

    Circa 600 Vescovi nei loro “vota” e “consilia” chiesero alla Commissione ante-preparatoria (25 gennaio 1959-5 giugno 1960) del Concilio Vaticano II una particolare attenzione al tema mariologico e specialmente alla Corredenzione subordinata di Maria Dispensatrice di ogni grazia (Acta et documenta Conc. Oecum. Vat. II apparando. Series I [Antepraeparatoria], Città del Vaticano, Tipys Poliglottis Vaticanis, 1960-1961, 4 voll. suddivisi in 16 tomi, Appendix, 1960, vol. II, pars I, pp. 131-142).

    Nel 1962 la Commissione preparatoria (5 giugno 1960-11 ottobre 1962) presentò il 1° schema mariano intitolato “De B. M. V. Matre Dei et Matre hominum” elaborato dal p. Balic e dal p. Tromp.

    Nella fase conciliare (11 ottobre 1962-8 dicembre 1965) e precisamente il 29 ottobre 1963 il card. König si pronunciò contro il “De B.V.M.” chiedendo di includerlo nello schema “De Ecclesia” come semplice “Appendice”, vanificando così i vota espressi dall’episcopato mondiale alla vigilia del Concilio.
    Il 18 settembre 1964 i cardinali Frings, Döpfner e Alfrink appoggiarono la tesi ecclesiotipica antimariana di König (cfr. S. De Fiores, Nuovo Dizionario di Mariologia, Cinisello Balsamo, 2009, voce “Conc. V. II”, pp. 309-310).

    Il card. Frings sottolineò in una conferenza tenuta a Genova la tensione manifestatasi in Concilio tra il “movimento liturgico” e il movimento mariano e, con una sortita sorprendente in un principe della Chiesa, stabilì la seguente distinzione-opposizione: “La devozione liturgica è oggettiva e sacramentale; la devozione mariana è soggettiva e personale: la devozione liturgica è retta dal principio: al Padre attraverso il Cristo; la devozione mariana: a Gesù attraverso Maria” (card. Frings, Le Concile e la pensée moderne, riportato in Documentation catholique, 18-2-1962).

    Distinzione teologicamente infondata perché la devozione mariana è assolutamente oggettiva e non si fonda sui sentimenti o le emozioni personali, anche se non è sacramentale: il mistero della Madonna fa parte della Rivelazione, e la devozione mariana è assolutamente dogmatica e obiettiva, proprio come la devozione liturgica. Distinzione-opposizione tanto più infondata perché la celebrazione dei privilegi mariani è contenuta anche nella liturgia. (CONTINUA A LEGGERE)

    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/07/dalla-nuova-teologia-alla-nuova.html#more

    A.M.D.G.

  82. Simon de Cyrène scrive:

    Ci mancava timorato che ci cita i siti sedevacantisti come Si Si No No o chiesa e post concilio, come se non avessimo abbastanza anti-cattolici con Reginaldus e Sal e tutta la compagnia bella ateista façon XIX siècle…

    Meno male che cӏ sempre lo squisito Minstrel!
    E meno male che possiamo leggere i testi di Andrea Tornielli, sempre eccellenti!
    In Pace

    • vincenzo da torino scrive:

      Chi si abbevera da fonte avvelenata presentata come pura e cristallina a poco a poco è lui stesso avvelenato senza accorgersene! Questi siti sono una vera a iella per la chiesa e per loro stessi, poiché partono da presupposti sbagliati. Perché costoro non si confrontano con quanto è detto dal Magistero autentico? Una delle tante falsità: Tutti i Concili sono stati dogmatici, eccetto il Vaticano II. Vadano anche solo a verificare il Concilio di Trento che spesso citano. Il peccato originale viene ribadito come Verità semplicemente citando la Bibbia! Grande sforzo! Il Concilio si preoccupò di controbattere le tesi errate dei protestanti su alcuni punti, aggiungendo ben poco di nuovo. Mentre tutte le decisioni relativa alla riforma del clero e della chiesa come istituzione sono state il fulcro del Concilio stesso, permettendo un rinnovamento che è durato secoli. Alla faccia del tanto tanto bistrattato concetto di concilio pastorale.

      • timorato scrive:

        x vincenzo

        LE FONTI NON SONO AVVELENATE MA SEMPLICEMENTE:
        STORICHE

        • vincenzo da torino scrive:

          @Timorato. Mi riferisco ai commenti non alle fonti storiche, le quali spesso son pure figlie del loro tempo. Veda quello che scrive la sua fraternità “…Gesti e parole di Papa Francesco – aggiungono – sono stati quindi all’insegna del più bieco becerismo progressista.”. Poi ci meravigliamo che persone già limitate per suo conto come Reginaldus continui nel disprezzo del papa? Qui siamo alla frutta. Se ne renda conto gentile Timorato.

    • minstrel scrive:

      Simon, io non posso che gioire del suo ritorno “sulla scena”. :)
      Grazie per il suo complimento , l’ho apprezzato tantissimo.

  83. timorato scrive:

    La Madonna, Regina della contro-rivoluzione

    16 luglio: festa della Madonna del Carmine.

    Gaude Maria Virgo, cunctas hæreses sola interemisti in universo mundo. Rallegrati, Vergine Maria: tu solo hai distrutto tutte le eresie nel mondo intero. Questo si leggeva, sino al Concilio Vaticano II, nel Breviarium Romanum. La Madonna era celebrata come debellatrice di ogni errore dottrinale, come custode e garante indiscussa della Fede cattolica.

    Poi certi termini sono caduti in disuso, ritenuti ormai superati e poco adatti al mondo contemporaneo. E negli ultimi decenni la Madonna è diventata semplicemente Maria, l’umile ragazza di Nazareth, più o meno illibata, servizievole, buona moglie e madre di famiglia e niente più. È il mito della “ferialità” della Vergine Santissima. Sia chiaro, la Madonna è stata anche tutto questo, ma non può assolutamente essere ridotta a ciò. Secoli e secoli di Teologia cristiana hanno fatto sì che davvero de Maria numquam satis, con buona pace dei modernisti. Di Maria Santissima non diremo mai abbastanza. Di qui i dogmi e i privilegi mariani riconosciuti dalla Chiesa nel corso della storia: la Verginità perpetua, la Maternità divina, l’Immacolata concezione, l’Assunzione, senza dimenticare la proclamazione della sua Regalità e in attesa del riconoscimento dogmatico di Maria come Mediatrice di tutte le grazie e Corredentrice.
    La Madonna, già nel protovangelo (cf. Gen 3,15) ha visto delineata la missione affidatagli da Dio. Ipsa conteret caput tuum: è Maria Santissima che, cooperando all’opera della Redenzione in maniera tutta speciale, schiaccia il capo dell’infernale nemico. Proprio Lei assicura la vittoria sul demonio ad ogni singolo cristiano che le è devoto e alla Chiesa, di cui è Madre. La storia lo dimostra in modo inequivocabile …………………………………………………………….Cristianità sul nemico islamico che minacciava di invadere l’Europa e persino la Basilica di San Pietro? A Lepanto (1571), così come a Vienna (1683), è stata proprio la Madonna a proteggere e guidare l’esercito cristiano. I Papi delle due battaglie hanno visto il suo materno intervento nelle vittorie conseguite. Infatti, dopo Lepanto san Pio V istituì la festa della Madonna del Rosario (la vittoria era stata ottenuta con questa potentissima ed efficacissima preghiera) e inserì nelle litanie lauretane l’invocazione Auxilium christianorum, ora pro nobis; dopo Vienna, invece, il beato Innocenzo XI riconobbe l’intervento della Madonna e istituì la festa del Santissimo Nome di Maria, che tanto era stato invocato dai buoni soldati cristiani…………………………………………………………….. A quanto pare, dunque, la Vergine Maria non gradisce l’islamizzazione europea e non si è mai mostrata favorevole, ovviamente facendo la volontà del Figlio suo, verso il dialogo interreligioso così come lo si intende oggi. Che debba essere accusata di islamofobia e intolleranza?
    Poi vi sono altri eventi. Forse non tutti conoscono uno splendido intervento mariano nella Guerra dei Trent’anni, che vide opporsi cattolici e protestanti. Nel 1620, l’esercito cattolico ottenne una vittoria epocale nella battaglia della Montagna Bianca. In questo modo, il dilagare della rivoluzione protestante venne frenato. Il successo si ebbe grazie ad una tavoletta raffigurante la Madonna e trovata in Boemia da un padre carmelitano scalzo. Dopo essere stata portata in trionfo in tutta Europa, oggi questa immaginetta si trova a Roma, nella chiesa di Santa Maria della Vittoria. Anche questo fatto, che i modernisti evitano di ricordare, sta con ogni evidenza a sottolineare che la Madonna non è ecumenica. E forse proprio per questo oggi verrebbe scomunicata. Così come verrebbe seriamente redarguita da certe autorità ecclesiastiche per quel che si è permessa di fare con Alfonso Ratisbonne, il 20 gennaio 1842. Mentre visitava la chiesa di Sant’Andrea delle Fratte, a Roma, il Ratisbonne, che era ebreo, ebbe la visione della Madonna, che in pratica lo portò a convertirsi al Cattolicesimo e addirittura a farsi sacerdote. La Madre di Dio ha quindi confermato che solo in Cristo c’è Salvezza e che pertanto anche gli ebrei devono convertirsi a Lui. La comunità ebraica di oggi griderebbe allo scandalo, purtroppo insieme a molti cattolici, e sosterrebbe che la Vergine Maria è antigiudaica e, forse, persino un po’ antisemita.
    Non bisogna poi dimenticare i miracoli mariani avvenuti durante l’invasione giacobina dell’Italia alla fine del Settecento. Numerosi dipinti della Madonna, anche davanti allo stesso Napoleone, girarono gli occhi e piansero. La Vergine dunque non era contenta della Rivoluzione francese, né degli ideali da essa scaturiti. Una Madonna rivelatasi antimoderna, quindi, e contro quei presunti “diritti” dell’uomo voluti dalla massoneria…
    ……………. ha promesso il Trionfo del suo Cuore Immacolato. Un Trionfo che, si deve pensare, non sarà solo nei cuori dei suoi devoti, ma anche su tutta la società. Un Trionfo che porterà finalmente al cosiddetto Regno di Maria, un regno in cui la regalità sociale di Cristo sarà pienamente attuata, sempre con buona pace di chi ora straparla di laicità positiva e di libertà religiosa………………..(CONTINUA A LEGGERE)i. Cor Jesu, adveniat Regnum tuum! Adveniat per Mariam!
    Fonte: Il Settimanale di Padre Pio
    http://www.libertaepersona.org/wordpress/2013/07/la-madonna-regina-della-contro-rivoluzione/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=la-madonna-regina-della-contro-rivoluzione

    A.M.D.G.

    • Cherubino scrive:

      molti immigrati sono cristiani, spesso cattolici. Forse non ve ne siete accorti.

      “L’amore fraterno resti saldo. Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli.” (Lettera agli Ebrei, 13)

      • timorato scrive:

        x cherubino

        come mai risponde a nome di altri?

        l’ospitalità insegnata dall’Apostolo, come insegna la sempiterna teologia -in tutti i manuali preconciliari si legge benissimo- è RIVOLTA AL CRISTIANO NEL SUO SINGOLO E SOLO COME CONSIGLIO: nella Rivelazione si devono distinguere Parole di comando da Parole di consiglio!

        Non l’avete voluto voi lo Stato laicista! e ora volete imporre i precetti cristiani in maniera uniforme?

        Perché non si occupa per la propagazione del Regno sociale di Nostro Signore Gesù Cristo, si sentirebbe troppo fondamentalista?
        O tutti i Precetti o nessuno!

        • Cherubino scrive:

          ma che stupidaggini sta dicendo ? Ha mangiato il Zingarelli e le è andato di traverso ?
          Le cose che dice non hanno alcun senso teologico e dottrinale.

        • Cherubino scrive:

          il “Regno sociale” è una categoria inesistente nel vangelo che parla di essere sale nel mondo e non di trasformarlo in un’enorme saliera.
          Quello che vuole lei assomiglia molto più a quello uncinato che a quel Regno dei Cieli che è come un albero che dà ospitalità e rerfigerio agli uccellini.

          • timorato scrive:

            lo vada a dire a Papa Pio XII, riguardo l’inesistenza del Regno sociale!

          • timorato scrive:

            trattare il regno sociale di Cristo come una “categoria”!!!!!

            Intanto il Vangelo si legge sulle ginocchia della Chiesa se vuole essere cattolico…….sulle ginocchia di ogni Papa che già si è pronunciato secondo quel: ROMA LOCUTA CAUSA FINITA,
            e il Magistero (regola unica per il cattolico) parla in questa direzione:

            “……….La sua prima enciclica Ubi arcano Dei consilio, del 23 dicembre 1922, manifestò il programma del suo pontificato, peraltro ben riassunto nel suo motto “pax Christi in regno Christi”, la pace di Cristo nel Regno di Cristo. Detto altrimenti, a fronte della tendenza a ridurre la fede a questione privata, papa Pio XI pensava invece che i cattolici dovessero operare per creare una società totalmente cristiana, nella quale Cristo regnasse su ogni aspetto della vita.
            Egli intendeva dunque costruire una nuova cristianità che, rinunciando alle forme istituzionali dell’Ancien Régime, si sforzasse di muoversi nel seno della società contemporanea. Nuova cristianità che soltanto la Chiesa cattolica costituita da Dio e interprete delle verità rivelate era in grado di promuovere.
            Questo programma fu completato dalle encicliche, Quas primas (11 dicembre 1925), con la quale fu pure instituita la festa di Cristo Re e Miserentissimus Redemptor (8 maggio 1928), sul culto del Sacro Cuore.”

          • Simon de Cyrène scrive:

            Timorato,
            mi sembra che Lei non risponde a Cherubino….

            E, comunque, guardando le sue citazioni sembrerebbe che questa nozione sia pastorale e non dogmatica: come la mettiamo? Dobbiamo seguirla?

            In Pace

          • Cherubino scrive:

            citazioni ? Non ho visto citazioni, ma solo interpretazioni personali supportate solo da titoli di documenti.
            Ovviamente sono del tutto errate.

          • timorato scrive:

            vuole che citi per intero le Encicliche suddette?

            Lo faccia per primo Lei cosi evitiamo ulteriori perdite di tempo!!!

          • timorato scrive:

            non so cosa intende per “pastorale” , credo che si riferisca al fatto che le Encicliche sono Magistero ordinario e quindi non infallibile.
            Se e si, io come tutta la Chiesa della Fede, Le dico di seguirlo, anche perché, in questo Magistero ci sono quelle:”Cose” contenute nella Rivelazione! a cui il Papa Pio IX faceva appello, a riguardo del Magistero ordinario!!!

            E in altro Magistero che quelle: “Cose” non ci sono, veda alcuni Decreti del Vat.II ……!!!!!

          • Cherubino scrive:

            impari lei a leggere il Magistero. Le dò qualche esempio, proprio dai testi che lei dice di conoscere.

            Quas primas.

            “Che poi questo Regno sia principalmente spirituale e attinente alle cose spirituali, ce lo dimostrano i passi della sacra Bibbia sopra riferiti, e ce lo conferma Gesù Cristo stesso col suo modo di agire.

            In varie occasioni, infatti, quando i Giudei e gli stessi Apostoli credevano per errore che il Messia avrebbe reso la libertà al popolo ed avrebbe ripristinato il regno di Israele, egli cercò di togliere e abbattere questa vana attesa e speranza; e così pure quando stava per essere proclamato Re dalla moltitudine che, presa di ammirazione, lo attorniava, Egli rifiutò questo titolo e questo onore, ritirandosi e nascondendosi nella solitudine; finalmente davanti al Preside romano annunciò che il suo Regno “non è di questo mondo”.

            Molto interessante questo passo:
            “Tuttavia, finché fu sulla terra si astenne completamente dall’esercitare tale potere, e come una volta disprezzò il possesso e la cura delle cose umane, così permise e permette che i possessori debitamente se ne servano. A questo proposito ben si adattano queste parole: «Non toglie il trono terreno Colui che dona il regno eterno dei cieli» [27]. Pertanto il dominio del nostro Redentore abbraccia tutti gli uomini, come affermano queste parole del Nostro Predecessore di immortale memoria Leone XIII, che Noi qui facciamo Nostre: «L’impero di Cristo non si estende soltanto sui popoli cattolici, o a coloro che, rigenerati nel fonte battesimale, appartengono, a rigore di diritto, alla Chiesa, sebbene le errate opinioni Ce li allontanino o il dissenso li divida dalla carità; ma abbraccia anche quanti sono privi di fede cristiana, di modo che tutto il genere umano è sotto la potestà di Gesù Cristo» [28].

            E’ molto interessante che il papa Pio XI non dica che tutti i popoli devono convertirsi a Cristo per essere sotto la sua potestà, ma che lo sono già, cattolici o non cattolici. Anche chi è privo di fede (sono parole del papa) è sotto la potestà di Cristo. Egli quindi non lancia anatemi contro questi popoli, ma guarda la storia dell’umanità sotto uno sguardo spirituale, provvidenziale e non formalmente politico. Riconosce quindi che la storia dell’umanità si compie anche tramite popoli che non sono cattolici, perchè Gesù è il Signore della storia.

            Stupendo poi questo passaggio:
            “Per quello poi che si riferisce alla concordia e alla pace, è manifesto che quanto più vasto è il regno e più largamente abbraccia il genere umano, tanto più gli uomini diventano consapevoli di quel vincolo di fratellanza che li unisce. E questa consapevolezza come allontana e dissipa i frequenti conflitti, così ne addolcisce e ne diminuisce le amarezze. E se il regno di Cristo, come di diritto abbraccia tutti gli uomini, cosi di fatto veramente li abbracciasse, perché dovremmo disperare di quella pace che il Re pacifico portò in terra, quel Re diciamo che venne «per riconciliare tutte le cose, che non venne per farsi servire, ma per servire gli altri”» e che, pur essendo il Signore di tutti, si fece esempio di umiltà, e questa virtù principalmente inculcò insieme con la carità e disse inoltre: «II mio giogo è soave e il mio peso leggero?»

          • Cherubino scrive:

            e aggiungo una piccola precisazione:
            ha perfettamente ragione papa Pio XI ha ritenere che la conversione cristiana dei popoli rende migliore e giusta la società.
            E’ interessante però che egli non parla di un’obbedienza esteriore e falsa, che anche un cattolico battezzato potrebbe vivere, ma di un’obbedienza reale, fatta di ascolto della voce del Re eterno.
            La questione è tutta qui: se gli uomini ascoltano e obbediscono alla voce del buon Pastore fiorisce la pace e la giustizia, ma non è vero che molte volte chi si è presentato come sovrano cattolico lo è stato di nome, ma nei fatti ha fatto il contrario ?
            E dunque, le parole di papa Pio XI si applicano a certi sovrani e popoli “cattolici” come una condanna e non come una approvazione !
            Al contrario, dove si trovano sovrani che perseguono il bene comune, la giustizia e la pace, anche se non sono cattolici, non si deve ritenere che siano molto più vicini a Cristo di quegli altri ?
            E’ dai frutti che si riconosce l’albero.

      • Sal scrive:

        Ha ragione sig. Cherubino. Ma il vangelo è indirizzato ai “singoli” non ai singoli “stati”, pertanto l’accoglienza va considerata a livello privato, non pubblico.

        • minstrel scrive:

          E invece Pio XI smentisce Timorato e confuta lei.

          • timorato scrive:

            x minstrel

            sarebbe necessario che lei indichi dove S.S. Pio XI di v.m. smentisce Timorato, cioè i passi punto per punto! non Le pare?

          • Simon de Cyrène scrive:

            Ma Timorato…. invece di rispondere a minstrel che si riferisce ai testi citati da Cherubino, risponda piuttosto a Cherubino stesso proprio qui sopra… che dianime!
            Non fugga e confronti il suo pensiero senza slogans…
            In Pace

          • timorato scrive:

            X CHERUBINO IN RIF. POST DEL 16-7-13 ORE 21,22

            il paradosso è che vuol insegnare a leggere il Magistero, quando lo Stesso -e per il fatto che si è pronunciato a questo riguardo-, non fa altro che smentire i suoi errori sulla non ricerca del Regno sociale!

            LA COSA SIGNIFICATIVA è che va a fare citazioni estrapolate dal contesto! insistendo sulle “cose spirituali” inerenti al Regno di Cristo!

            Da ciò si evince che lei fa una lettura in chiave laicista e spiritualista di tale enciclica, come se Cristo stesso avesse detto: “il mio regno non è di questo mondo perché c’è il laicismo che può fare e dire meglio di me riguardo al sociale e alla politica!!!! ”

            La cosa più preoccupante poi è la sua:” gioia” nel leggere (secondo la sua interpretazione personalissima) che i popoli non devono convertirsi per stare sotto la potestà di Cristo!

            Capisce bene la differenza che c’è tra conversione a Cristo e sottomissione alla Sua Potestà ?

            (io credo che sia più conveniente convertirsi ad un Re che si pone addirittura come uno che serve in mezzo ai suoi, piuttosto di stare sotto la Sua potestà, che Pio XI non definisce come qualcosa che è a priori salvifico)

            quindi il laicismo è migliore di Cristo per le questioni sociali e politiche ?

            la prego di rispondere a queste domande prima di andare avanti.

    • cuba_libre scrive:

      “A Lepanto (1571), così come a Vienna (1683), è stata proprio la Madonna a proteggere e guidare l’esercito cristiano. I Papi delle due battaglie hanno visto il suo materno intervento nelle vittorie conseguite. ”

      Se tanto mi da’ tanto, nel 1453 invece quando i Turchi presero Costantinopoli, desumo che la Madonna fosse voltata da un’altra parte…….

      “La Vergine dunque non era contenta della Rivoluzione francese, né degli ideali da essa scaturiti. Una Madonna rivelatasi antimoderna, quindi, e contro quei presunti “diritti” dell’uomo voluti dalla massoneria…”

      Mi risulta alquanto difficile immaginare la Madonna che sostenga uno status quo, dove vi erano dei simpaticoni imparruccati che vivevano all’insegna de “L’etat c’est moi!” oppure “Après moi, le dèluge!”, oppure ancora dove una morigerata dama di corte passata alla storia come Madame de Pompadour decideva a suo piacimento i destini di Francia.

      Ma… stiamo parlando della stessa Madonna??

      • Teseo scrive:

        Ma dove l’hai studiata la storia, su Topolino? o su quegli ancor più infantili libricini dei TDG?

  84. timorato scrive:

    x simon de cyren

    ci mancava simon de cyren che non sa che SI SI NO NO e Chiesa e postconcilio NON SONO SEDEVACANTISTI!

    e poi, non sa nemmeno l’ABC del Cristianesimo ? Dice l’Imitazione di Cristo: “…..poni mente a cio che è detto e non badar a chi l’ha detto”

    Tutta qui la sua diplomatica scienza ?

    • minstrel scrive:

      Il problema è che proprio considerando le solite tiritere di quello che è detto che viene da chiedersi chi, al solito, l’ha detto…

  85. Iva scrive:

    La Vergine dunque non era contenta della Rivoluzione francese, né degli ideali da essa scaturiti. Una Madonna rivelatasi antimoderna, quindi, e contro quei presunti “diritti” dell’uomo voluti dalla massoneria…
    ……………. ha promesso il Trionfo del suo Cuore Immacolato. Un Trionfo che, si deve pensare, non sarà solo nei cuori dei suoi devoti, ma anche su tutta la società. Un Trionfo che porterà finalmente al cosiddetto Regno di Maria, un regno in cui la regalità sociale di Cristo sarà pienamente attuata.
    ————————
    Grazie di cuore, Timorato: grazie di tutto ciò che scrive, di queste belle e importanti precisazioni storiche;
    grazie della sua Fede incrollabile, e delle devozioni qui riferite, dimenticate dai moderni sacerdoti, quasi tutti “conciliarizzati” che snobbano l’idea di essere “mariani”, diversamente da S. Pio e tanti Santi devoti alla SS.ma Vergine.

    Preghiamo perchè il Signore affretti il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria, ( come pregò anche BXVI nel 2010) forse con un prossimo papa che faccia finalmente la consacrazione della Russia, secondo volontà di Dio stesso, dettata nella richiesta espressa a Fatima, e mai attuata dai papi finora.
    Speriamo bene per il fatidico 2017, che non osino gli uomini della Chiesa andare a festeggiare l’eresiarca Lutero, invece di onorare col della Immacolata Madre di Dio e Nostra Signora, Regina del Cielo e dell’universo.

    • Iva scrive:

      ……onorarla col culto e la devozione di figli di Dio, a Lei affidati da Gesù stesso sulla Croce,….

      • timorato scrive:

        x iva

        la Lode è solo per Maria Santissima, nella costante Supplica atta ad invocare il Trionfo del Suo Cuore Immacolato!

        Non disperiamo la Madonna è con noi.

        La saluto

        • gibici scrive:

          La devozione a Maria e il trionfo del suo Cuore immacolato significano il trionfo della vita proposta dal vangelo, non solo pie pratiche se separate dall’impegno del cuore e dell’azione. “Conoscere per deliberare” diceva Einaudi e si puo’ completarlo con “conoscere bene per deliberare bene”. I tradizionalisti dimenticano che tante cose andavano male e che non riconoscerlo e’ ancor peggio.

    • vincenzo da torino scrive:

      Chi ha scritto l’articolo sul settimanale di Padre Pio andrebbe semplicemente mandato a lavorare la..terra. Quello è il suo mestiere augurandogli che non confonda le melanzane con i cetrioli, Come si fa dire “La Vergine dunque non era contenta della Rivoluzione francese, né degli ideali da essa scaturiti.” . Costui semplicemente non conosce la storia, né sa fare una decente analisi. Costui offende la Madonna e la tratta da tapina! E da devoto vedo di informarmi meglio sul personaggio che dice le solite cretinate dei sismatici lefevriani.

      • minstrel scrive:

        Inoltre si confonde spesso la scrittura mistica, che può permettersi degli errori di grammatica teologica immani perché sostenuta dal cosidetto “ambiente divino”, con la redazione di articoli basati sulla mistica che di mistico non hanno nulla e pertanto sono totalmente deficitari in grammatica teologica.
        Basta poco a smontare teologicamente una baggianata simile: la Madonna non è nell’eterno che è Dio (poiché in Dio tutto è identificato con Dio stesso)?
        E allora perché si pensa ad una Madonna immersa nel tempo che specula sulla politica umana?!
        Una Madonna nel tempo non è nell’eternità poiché eternità non coincide in modo assoluto con il tempo!
        Eterno non è ciò che non ha principio né fine perché ha una durata interminabile. A questa condizione anche il tempo sarebbe eterno: una durata infinita di istanti successivi.
        Ma l’eternità non è il tempo. Non la si misura allo stesso modo. “La durata dell’eterno è un istante insuccessivo, cioè assolutamente permanente. L’eternità è tutta insieme in un istante, non è da sempre e per sempre come se fosse estesa all’infinito in modo indeterminato.” (Barzaghi OP)
        Come si può dunque parlare di “non essere contenta” se la Madonna è in piena visione beatifica?! E perché scrivere “non ERA contenta?”, vuol forse dire che ella è dipendente da noi per essere felice? O dipenda dal tempo (perché il tempo verbale in passato remoto?).

        Grave errore scrivere articoli di opinione citando la mistica. La mistica è più alta della teologia più raffinata, ma va considerata nel suo ambiente naturale, quello divino che è presente negli scritti INTEGRALI e PERSONALI del mistico/a stesso.
        Il resto è opinione spacciata per analisi mistico/teologica. Cioè pura fuffa.

  86. gibici scrive:

    @Squilpa del 14 luglio 2013 alle 21:29
    Cara signora,
    cerchero’ di affrontare fuor di polemica le sue osservazioni, perche’ il primo istinto e’ dirle che lei disonestamente cambia le carte, ma fose non lo fa avvertitamente: infatti la da lei lodata L.O. da tempi immemorabili addebita ossessivamente i mali morali e materiali dell’Italia all’influsso nefasto della Chiesa cattolica, per di piu’ citando la sua esperienza in Norvegia, paese non calvinista e diventato ricco per un complesso di circostanze ben lontane dalle ipotesi di Max Weber. Ora negare quello che e’ detto da L.O. e le motivazioni da lei addotte non significa per nulla negare le influenze culturali del cristianesimo e del cattolicesimo in Italia. Comunque sul modo e sul tipo di influenze ricevute nel nostro paese, alle affermazioni di L.O. lei aggiunge delle precisazioni errate.

    Premettendo la sua buona fede, cerchero’ di seguire punto per punto la sua argomentazione.

    1. “negare che l’animo italiano sia frutto della lunghissima gestione cattolica delle coscienze mi pare quasi un autogol …(la Chiesa cattolica infatti era la) grande autorità morale che occupava interamente la scena collettiva”: non credo proprio di aver dato l’impressione di negare l’influsso culturale, ma ho negato il monopolio (gestione/occupare interamente), che non era assoluto, ma piuttosto una posizione di privilegio che c’era anche in campo protestante per le riuspettive chiese. Inoltre negavo che l’aspetto culturale spiegasse tutto nei concreti fatti storici. Lei non aveva capito che le indicazioni che avevo dato servivano proprio per offrire elementi che smentissero le generalizzazioni, perche’ la Chiesa cattolica non ha mai “occupato interamente la scena collettiva”. Le autorita’ che le si opponevano e che citavo non erano il popolo, ma avavano le loro strutture anche educative in grado di contrastare gli aspetti non graditi di Roma anche nella cultura popolare. Lei mi sembra avere una concezione della storia come quella dei pseudotradizionalisti dell’Una Sancta.Entrambi vi riferite a realta’ culturali “semper idem”, di fatto caricature mai esistite. Penso di sapere meglio di lei che la gente vivesse spesso ignorando i parametri e le direttive ufficiali, ed e’ una stupidaggine dire, come lei fa, che essa pendesse dalle labbra del parroco: ricordo io l’usanza che gli uomini attendessero fuori della chiesa fino alla fine dell’omelia, e il fuggi fuggi prima del vangelo e delle preghiere finali (poi aboliti). Conclusione rapida: la sua argomentazione era fuori tema ed errata (v. anche piu’ sotto) perche’ l’influsso culturale delle religioni non era in discussione e comunque, in occidente, non era in regime di monopolio, come lei asserisce.

    2. La sua sintesi del pensiero cattolico e protestante sui beni economici e’ sbagliata, ma non posso scendere a spiegazioni dettagliate. Max Weber dal quale lei prende ispirazione sottolineava che l’idea calvinista che il successo in questa vita fosse segno di predestinazione alla salvezza fosse propizia ad un impegno nella vita secolare. Poiche’ pero’ in Europa l’influsso calvinista era stato limitato a pochi paesi protestanti, per generalizzare la sua teoria individuo’ anche nel luteranesimo un principio favorevole all’impegno secolare, quello che considerava la condizione di ciascuno come vocazione. Evidentemente questo principio era molto piu’ stiracchiato del primo e soprattutto troppo simile ad analoghe motivazioni riscontrabili nell’ambito cattolico. Ne’ per i luterani, ne’ per i cattolici si trattava comunque di alcunche’ che implicasse la predestinazione e quindi di decisivo significato salvifico, come era per i calvinisti, il cui concetto di predestinazione era comunque errato.

    Lo schema interpretativo del Weber, centrato sui valori culturali, era l’opposto di quello di Marx che considerava determinante la struttura economica. Entrambi avevano ragione, ma non potevano predeterminare il fatto storico. La realta’ storica di fatto e’ complessa, ha i propri presupposti nella situazione economica ed e’ orientata da valori culturali e religiosi, ma in ogni scelta o non scelta storica entrano in gioco molti piu’ elementi che le due precondizioni, quella economica e quella culturale. Inoltre, le interessanti proposte del Weber sono state criticate sia dalla scuola di Vienna, sia all’interno della sua stessa scuola di pensiero perche’ l’economia moderna risale al medio evo e quindi quello che il Weber ha attribuito al protestantesimo va attribuito al cristianesimo, di cui la Riforma rappresenta una fase di sviluppo secondaria. Infine e’ significativo che recenti studi statistici sull’argomento non hanno permesso di provare gli assunti del Weber. Si e’ proposto di verificare se per caso gli effetti da lui ipotizzati non fossero causati dalla maggiore diffusione dell’alfabetizzazione, necessaria per accedere alla Bibbia, rimessa in onore dai protestanti. Ma su questo per ora non si hanno dati sufficienti.

    Anche la prevalenza “emotiva” sull’aspetto razionale sarebbe piu’ propria del protestantesimo che della cultura cattolica. Quest’ultima con il tomismo e la scuola spagnola avrebbe dato l’impulso principale alla formulazione del pensiero democratico. All’instaurazione della democrazia, soprattutto americana, contribuirono poi molto anche sette minoritarie protestanti.

    3. Lei distingue tra cultura scientifica (cio’ che si e’ studiato) e mentalita’ scientifica (cio’ che appartiene alla cultura). L’importante e’ capirsi e anche qui lei sbaglia in toto, non certo nella definizione (libera), ma nella sostanza.

    Infatti , secondo lei, la religione fondata sull’adesione ad una verita’ fondante, non e’ compatibile con il pensiero critico.

    Ma lei sostiene un non-senso. Certezza e senso critico sono compatibilissimi perche’ si tratta di piani diversi: il pensiero critico non impedisce che alcune verita’ siano giudicate al di la’ di ogni sospetto, anche Cartesio non pote’ mettere in dubbio “dubito, quindi sono”, perche’era convinto di avere raggiunto una prima certezza. Senza essere Cartesio chiunque sano di mente, critico o non critico, sa se ha appena fatto colazione o no. Che poi la certezza sia fondata o no e’ un’altra questione: quello in cui lei sbaglia e’ nel contrapporre certezza e senso critico. Non mi dispiace il dibattito a patto che non si cambino le carte in tavola, per onesta’ e per non perdere tempo.

    Su tutti i punti precedenti posso fornirle un’utile bibliografia.

  87. mauro scrive:

    Caro Cuba_libre,

    Non sono organizzazioni fasciste ma radicali di estrema destra, sono gli altri a ritenerle fasciste, metodo comune, comodo ed abusato per denigrare il pensiero altrui quando il fascismo era allo stesso tempo rivoluzionario e reazionario, in quanto univa nel proprio pensiero i tipici caratteri ideologici dell’estrema destra (nazionalismo, militarismo, espansionismo) con quelli dell’estrema sinistra (primato del lavoro, rivoluzione sociale e generazionale, sindacalismo rivoluzionario soreliano).

    Non esiste un modello economico sociale valido che possa far fronte all’aumento della popolazione ed al depauperamento conseguente della disponibilità delle risorse del pianeta per l’impossibilità di poter aumentare. Gli studiosi sono pervenuti a teorizzare che nel ventiquattresimo secolo la popolazione mondiale scenderà ad un miliardo di anime.
    Sarà pessimistico questo valore ma pur sempre è un indice che mostra che non vi è posto per tutti sulla Terra. L’umanità lo sta cominciando a percepire, e non mi riferisco a quei paesi che limitano le nascite, ma a quella parte di mondo piu’ evoluto che ha abbassato la natalità incontrando sempre piu’ difficoltà a vivere e, come conseguenza, garantire un futuro ai propri figli.

    Mi viene in mente quel “crescete e moltiplicatevi” di Gen 1,22 che fu rivolto solo agli animali acquatici ed ai volatili ma non a chi calpestava il suolo, ovvero al genere umano e agli animali terrestri. Sembra che a quei tempi ci si rendesse conto della limitatezza del territorio ma non delle acque e del cielo che apparivano sconfinati tanto da non poterne vedere la fine.

    In altre parole, una popolazione umana, come qualsiasi altra, aumenta di numero nel tempo ma anche nello spazio e già se ne rendevano conto a quei tempi in quanto in Es. 1, 12 scrissero : “Per quanto lo opprimessero, altrettanto esso (Israele) aumentava di numero (yirbu) e dilagava (yifrots)”.
    Proprio dilagava.

    • Eremita scrive:

      Con le parole si possono costruire tutti gli universi possibili. Ma uno solo è l’universo reale, e non è costruito dalle parole.

      • mauro scrive:

        Caro Eremita,

        Ha perfettamente ragione, con le parole hanno costruito anche il mondo cattolico mentre il cristianesimo è l’unico ad essere reale. Citando il cattolicesimo intendo ricomprendere tutte le oltre 2o religioni che dicono di riferirsi al cristianesimo, rappresentando esse un marasma discontinuo di pensieri e quindi di parole che vanno ad identificarsi in un’autentica e reale Babele.
        Per fortuna a fronte di un unico Dio c’è sempre una ed un’unica religione, il cristianesimo.

        Tutto ciò che è possibile prima o poi diventa reale, partendo come esempio da Vinci fino ad arrivare agli scrittori di fantascienza che hanno prefigurato ciò che fino ad oggi realmente è avvenuto. Il problema è che ciò che oggi può essere a parole possibile non è detto che si possa vivere nel reale. Piu’ passa l’attesa e meno possibilità si di vederlo, fino a giungere alla completa impossibilità quando non si apparterrà piu’ alla realtà rivelatrice di quel pensiero antico.

        • Eremita scrive:

          Abbiamo il terrore del mistero, ce l’ha il credente che si sente obbligato a spiegare tutto quello che crede, ce l’ha il non credente che deve motivare perchè non crede. Eppure davanti ai nostri occhi abbiamo soltanto poche immagini sbiadite e fuggevoli del reale, nulla rispetto all’infinito che non conosciamo. Corriamo disperatamente cercando di riempire i vuoti che continuamente ci si presentano, e non sappiamo accettare il mistero, anche i credenti che nel mistero dicono di credere. Ho letto qui infinite parole ed argomentazioni stiracchiate con incursioni ginecologiche sulla verginità di Maria, e nessuno che dica chiaramente che è meglio non andare oltre.
          “Tu, o anima fedele, quando nella tua fede si presentano misteri troppo profondi per la debole tua natura, abbi il santo coraggio e di’, non per spirito di contraddizione, ma per amore di obbedienza [come Maria] : « Come possono darsi tali cose ? » (cfr. Lc 1,34). La tua domanda sia preghiera, sia amore, sia pietà e umile desiderio ; non voler scrutare la maestà di Dio nelle sue altezze, ma ricerca la salvezza nei mezzi salvifici di Dio, nostro Salvatore.” Guglielmo di Saint-Thierry (ca 1085-1148), monaco benedettino poi cistercense
          Lo specchio della fede 6 ; PL 180, 384 ; SC 301.
          Ma ricordiamo che il mistero non deve essere usato per dominare le coscienze, perchè ci sarà sempre qualcuno che si presenterà come il legittimo interprete del mistero, e non lo farà mai disinteressatamente. Come è difficile riconoscere i veri maestri spirituali, in questa fiera delle religioni!

    • cuba_libre scrive:

      “Non sono organizzazioni fasciste ma radicali di estrema destra, sono gli altri a ritenerle fasciste,…”

      Infatti un ladro non e’ un ladro, sono gli altri a ritenerlo tale; in realtà e’ semplicemente uno che accidentalmente si appropria delle cose altrui, senza che il proprietario se ne accorga!

  88. kn scrive:

    GARABANDAL SE ACABA EL TIEMPO APOSTASIA Y HEREJIA SEÑALAN FIN DE LOS TIEMPOS

    http://www.youtube.com/watch?v=g451Q_XUMUI

    Published on Feb 13, 2013

    • Eremita scrive:

      Ecco, ci mancava proprio Garabandal e poi siamo al completo nel treno dei matti.

      • kn scrive:

        era matto anche S. Padre Pio che ci credeva, così come credeva alla gravità delle parole dette dalla Madonna a Fatima, disprezzate per decenni da gran parte del clero, e silenziate dalla disinformatjia di regime, ovviamente, perchè molto scomode per i loro chiari riferimenti alle responsabilità dei vertici nel favorire l’apostasia.

        • Eremita scrive:

          I vertici son quel che sono, ma ai livelli inferiori è tutto un pullulare di furbetti che hanno un ampio target di creduloni con una gamma di offerte da consumare, fra madonne che lacrimano, veggenti che parlano ogni giorno, minacce apocalittiche e turismo apparizionale. E’ dura per il cristiano che pensa, stretto fra i vertici che lo tartassano ed i furbetti che se la spassano.

          • cuba_libre scrive:

            E’ vero Eremita, e’ vero! E ne ho testimonianza diretta!
            Non e’ facile per il Cristiano discernere la verità dalla ciarlataneria, buttata li’ per loschi fini che NIENTE hanno a che fare con la Fede.
            E’ per questo continuo a dire senza stancarmi: la Fede e’ una cosa, la religione e’ altro; la prima è un fatto soggettivo, non la seconda.
            Io prendo a riferimento l’episodio del Battesimo di Gesu’ da parte di Giovanni Battista: quando questi lo vide ( e NON lo conosceva) disse subito che non poteva battezzarlo perchè era senza peccato, anzi era lui stesso che doveva essere da Egli battezzato! Da dove gli veniva tale sicurezza? Come poteva sapere con assoluta certezza chi in realtà avesse davanti? Non penso gli avesse chiesto i documenti!

          • kn scrive:

            Eremita scrive:
            17 luglio 2013 alle 09:34

            concordo in buona parte circa il turismo apparizionale, specie riguardo al mega-business Medugorie

  89. Sal scrive:

    @ cuba_libre
    “Io prendo a riferimento l’episodio del Battesimo di Gesu’ da parte di Giovanni Battista: quando questi lo vide (e NON lo conosceva) disse subito che non poteva battezzarlo perchè era senza peccato, anzi era lui stesso che doveva essere da Egli battezzato!”

    La sua affermazione è intrigante, da cosa deduce che Giovanni Battista “NON conosceva” Gesù ?
    Ci sono almeno due particolari che indicherebbero il contrario :

    1.Giovanni Battista era nato sei mesi prima di Gesù. Quando Maria andò da Elisabetta il Vangelo dice “ Ed ecco, Elisabetta tua parente ha anch’essa concepito un figlio, nella sua vecchiaia, e questo è il sesto mese per lei,” ( Lc 1.36) Quindi si conoscevano perché familiari. Elisabetta era cugina di Maria. Ambedue della stessa tribù di Levi come dice Lc 1.5; 36) “delle figlie di Aaronne”.

    2.Inoltre, Se Giovanni Battista disse : “Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?””( Mt 3.13) Indica che lo conosceva.
    Perché dice che non lo conosceva ? Fa forse riferimento a Gv 1.33 ?

    • cuba_libre scrive:

      Piu’ che a Giovanni 1, 33 , in maniera piu’ estesa allo stesso Giovanni 1, 29-34.

      Ma comunque, il messaggio che io volevo far passare era quello per cui la Fede e’ (o non e’) dentro ognuno di noi.
      Adesso forse dico uno strafalcione, ma se si presentasse davanti a lei un distinto signore e le dicesse che e’ Gesu’, come fa a capire che si tratta realmente di lui o di un millantatore? Non credo che le chieda di provarglielo tramutando l’acqua in vino.
      E’ una mia visione personale, ovviamente.

      • Sal scrive:

        @ cuba_libre
        “Ma comunque, il messaggio che io volevo far passare era quello per cui la Fede e’ (o non e’) dentro ognuno di noi.”

        Secondo lei perché alcuni ce l’hanno e altri no ? E quelli che dicono di averla, potrebbero illudersi ingannando se stessi ?
        Cos’è la fede ?

        “come fa a capire che si tratta realmente di lui o di un millantatore?”
        Secondo la sua saggia argomentazione , le opzioni sono due, o ha la carta di identità (assodato che non sia falsa) o deve avere altri segni di riconoscimento che lo identificano…..

        Le profezie permettevano di identificarlo.

        “Infatti,[Gesù disse ] se credeste a Mosè credereste a me,
        poiché egli ha scritto di me. Ma se non credete agli scritti di lui, come crederete alle mie parole?”
        ( Gv 5.46-47)

        Profezie precedenti:
        Nato a Betlemme (Mc 5.2), dalla tribù di Giuda, della casa di Davide (Eze 34.23), Indicato l’anno della comparsa (Dan 9.24-27) sarebbe stato innalzato quale segnale per i popoli,(Isa 11.10) sarebbe stato salvaguardato (Isa 4.26) avrebbe fatto cessare l’offerta al tempio (Dan 9.27) Chiamato “figlio dell’uomo (Dan 7.13) chiamato Nazzareno (Mt 2.23) Messaggero del patto (Mal 3.1) Avrebbe cavalcato un asino (Zac 9.9) Colpito il pastore disperso il gregge ( Zac 13.7) Pagato 30 pezzi d’argento ( Zac 11.12) Trafitto (Zac 12,10) Luce delle nazioni (Isa 42.6) Avrebbe predicato ai poveri (Isa 61.1) sputacchiato (Isa 50.6) Avrebbe parlato con parole eleganti (Gn 49.21) Pofeta come Mosè (Dt 18.15) Gli avrebbero offerto una bevanda velenosa (Sl 69.21) Nessun osso rotto ((Sl 34.20) Odiato senza ragione ( Sl35.19) e molte altre ancora.

        • minstrel scrive:

          La fede è speranza. Tipo: perché lei pensa che vivrà anche i prossimi 5 minuti così potrà leggermi e magari rispondermi? Perché inconsciamente ha fede in questo. Lei ha “sicura” speranza di vivere altri 5 minuti. L’uomo è immerso nella fede, vive di continui atti di fede.

        • minstrel scrive:

          Per questo, e chiudo, la sua domanda pare sensata, ma non lo è per niente visto che presuppone con il termine “fede” quello che “fede” non è, ma è piuttosto un aspetto a parte di un complesso esperienziale che l’uomo è chiamato a vivere!
          Perché i cassetti hanno i tavoli?

        • cuba_libre scrive:

          22 profezie!!!!

          e secondo lei, io per capire se la mia e’ fede o non e’ fede devo andare a confutarla con le 22 profezie di cui ha riportato le coordinate?
          Ma dico… pensa che io non abbia nient’altro da fare? ma ammesso che io sia un caso limite, pensa che il generico cristiano credente, cammini con la Bibbia in mano per verificare, versetti alla mano, se ogni suo gesto quotidiano sia conforme alla propria fede?

          • minstrel scrive:

            Eheheh, e con questa la mazzata finale ai TdG è cotta e servita.

          • Sal scrive:

            @ cuba_libre
            “22 profezie!!!!”

            Come ho scritto ce ne sono molte altre….. era la risposta alla sua domanda. In assenza di documenti ci sono altri modi per scoprire l’identità di una persona. Non era mica in invito a verificare….. era un aiuto nel caso volesse verificare.

            “Ma dico… pensa che io non abbia nient’altro da fare?” Come ha detto non era l’invito a farlo anche se in genere nella vita si dovrebbe dare la precedenza alle cose +importati. Se non le interessa diventa contraddittoria la domanda “per capire se la mia fede è fede” c’è una sola strada. Tommaso mette il naso !

            I suoi dubbi e le sue incertezze se le deve chiarire da solo. Faccia lei, io ho cercato di spiegare un punto di vista.
            “l’uomo che mostra trascuratezza non trascura l’uomo, ma Dio, che pone in voi il suo spirito santo.” (1Tess 4.8)
            Stia bene

          • cuba_libre scrive:

            “Se non le interessa diventa contraddittoria la domanda “per capire se la mia fede è fede” c’è una sola strada. Tommaso mette il naso !”

            Fatto e’ che lei non ha risposto alla domanda che le avevo posto: se si presentasse un signore dicendo di essere Gesu’, come fa a verificare la veridicità di cio’ che afferma di essere?

  90. Squilpa scrive:

    Timorato arriva addirittura a vedere una regia divina negli scannatorii e negli ammazzamenti che dilaniavano e dilaniano i popoli, postulando una dea che –proprio come le divinità pagane– si schiera a favore di un esercito e fargli portare a casa la vittoria.
    [A proposito, è questa la "pace" di cui parla l'ineffabile Simon de Cyrene?]
    Di fronte ad intelletti così miserabili, esaltati ed allucinati, non basta una discussione, nè il buon senso, nè l’istruzione : per chi sostiene queste insopportabili scemenze ci vorrebbero proprio sanzioni penali.

    • Simon de Cyrène scrive:

      Legga la risposta dataLe invece di ripetere le solite domande: non foss’altro per educazione.
      ;-)
      In Pace

      • Squilpa scrive:

        Ho letto, ho letto, beato Simon; ma non può pretendere che si trovi un significato lì dove non ce n’è nessuno….

        • Simon de Cyrène scrive:

          Non si può obbligare qualcuno a capire quel che non vuole capire. In effetti.
          In Pace

  91. Sal scrive:

    @ Simon de Cyrene
    “voi confondete l’insegnamento della Chiesa in queste materie con il giansenismo che è un eresia condannata in suo tempo dalla Chiesa cattolica,”

    Confesso che è intrigante il suo argomento “condanna dell’eresia”. Si tratta di sapere chi è l’eretico, se colui che condanna o colui che è condannato. C’è poi da analizzare i motivi per cui qualcuno esercita un atto di prepotente arbitrio nei confronti di un altro che vuole fare una scelta diversa perché ha una comprensione diversa dello stesso problema.

    “ In ambito cristiano, il termine,[eresia] assente nei vangeli canonici,… non possedeva, originariamente, alcuna caratteristica denigratoria. …Secondo Alain Le Boulluec fu Giustino di Nablus (100-162) il primo apologeta ad utilizzare sistematicamente il termine “eresia” per combattere le correnti cristiane considerate devianti.” – Wikipedia
    Considerate devianti ? Da chi ? Da Lui ? Non era possibile che fosse lui a sbagliarsi ?
    Ed è oltremodo contraddittorio quando una religione che dice di essere ispirata all’amore e alla tolleranza si erge a giudice e carnefice di chi vuole agire in armonia con la propria coscienza. Vuoi vedere che il vangelo è stato scritto così apposta in modo che venissero alle luce i prepotenti arroganti…..? I Veri Eretici !

    “Le critiche vanno rivolte al protestantesimo…. Si, dev’essere così, visto che protestavano per le ingiustizie, le porcherie, la simonia e la vendita delle indulgenze.

    “Protestantesimo è una forma di Cristianesimo sorta nel XVI secolo per riformare la Chiesa cattolica considerata nella dottrina e nella prassi non più conforme alla parola di Dio… “ – Wikipedia

    “« Dio Mi ha dato vestiti e scarpe, mangiare e bere, casa, moglie e figlio, campo, bestiame e tutti i beni… e tutto questo senza merito né dignità alcuna da parte mia, per pura, paterna, divina misericordia. Per tutto questo io devo ringraziarlo e lodarlo, servirgli e obbedirgli. »”
    (M. Lutero, Scritti religiosi) – Non mi pare un così cattivo cristiano eretico !

    • Eremita scrive:

      Benedetto XVI ha grande stima per Lutero, fosse per lui (forse esagero, forse no)l’avrebbe fatto santo. Ma non lo può dire…lo lascia solo intendere.

      • Simon de Cyrène scrive:

        Non si può di certo beatificare uno come Lutero che ha creato uno scisma in più di aver propagato eresie.

        Non dimentichiamoci poi che il protestantesimo (luterano e calvinista) ha mandato sui roghi 50’000 persone essenzialmente per stregoneria e cattolicesimo (su circa 100’000 processi) da paragonarsi con 59 condannati a morti di 400 anni di inquisizione spagnola (su 120’000 processi) ( Pierre Chaunu, Eglise, Culture et Société, SEDES, 1981)

        Niente da beatificare quindi: speriamo che Lutero si sia ravveduto prima di morire e che abbia compiuto un atto di contrizione perfetta. Ma questo lo sapremo solo quando anche noi saremo nell’aldilà.

        Il che non toglie che abbia fatto bene a denunziare certi comportamenti obiettivamente vergognosi del clero dell’epoca. Ma il fine non giustificherà mai i mezzi.
        In Pace

        • Sal scrive:

          @ Simon de Cyrene
          “Non si può di certo beatificare uno come Lutero che ha creato uno scisma in più di aver propagato eresie.”
          Eh già…. Doveva adattarsi all’andazzo !

          Papa Leone X, nato Giovanni di Lorenzo de’ Medici ..portò alla corte pontificia lo splendore e i fasti tipici della cultura delle corti rinascimentali. A corto di fondi per le guerre contro la Francia e i grandi lavori edilizi in corso a Roma, Leone fece un accordo con l’arcivescovo Alberto di Hohenzollern in Germania,… Martin Lutero criticò Leone X per la vendita di indulgenze e la predicazione grossolana del frate domenicano Johann Tetzel, sottocommissario per la predicazione delle indulgenze dell’arcidiocesi di Magonza

          “Ma questo lo sapremo solo quando anche noi saremo nell’aldilà.”
          Ma come sig. Simon non c’è più la risurrezione ? Sono antitetici !

          “Il che non toglie che abbia fatto bene a denunziare certi comportamenti obiettivamente vergognosi del clero dell’epoca. Ma il fine non giustificherà mai i mezzi.” La possiamo chiamare “pezza” ?

          Se ha fatto bene perché condannarlo ? Lo avrebbero squartato…
          “Il cardinale Alfonso Petrucci, fratello di quel Borghese Petrucci che era stato estromesso nel 1516 dal potere in Siena da parte del cugino Raffaele Petrucci, vescovo di Grosseto, con l’appoggio diretto di Leone X, ordì una congiura per assassinare Leone mediante avvelenamento. Per ottenere questo scopo corruppe il medico personale del papa, Battista da Vercelli, ma la congiura fu scoperta grazie all’intercettamento di una lettera di Alfonso al suo segretario Antonio de Nini. Il cardinale, arrestato e tradotto a Roma, fu giustiziato in Castel Sant’Angelo per strangolamento mentre il suo segretario e il medico del papa furono condannati a morte per squartamento.” – Wikipedia

          • minstrel scrive:

            0_0′

          • Simon de Cyrène scrive:

            La condanna a morte per chi attenta contro la vita di un Capo di Stato o contro gli unetressi dello Stato mi sembra essere pratica ancora corrente e comunque accettata come prassi nel XVI secolo: guardiamo a Snowden condannabile a morte per aver semplicemete rivelato quel che tutti sapevano.
            In Pace

      • vincenzo da torino scrive:

        @Eremita. credo che la stima di papa Benedetto per Lutero sia tutta e solo nella sua teologia, non certo come un santo. Vi veda anche un modo per ingraziarsi i luterani in funzione ecumenica.

    • minstrel scrive:

      Eretico per la Chiesa Cattolica è chi sceglie dalla totalità degli insegnamenti della Tradizione solo alcuni particolari.
      Come si fa a capire chi ha ragione? Semplice: chi possiede la totalità e può quindi additare uno se questi sceglie qualcosa di questa totalità e tralascia il resto.
      E ma… niente ma. E’ questione di logica!
      Dove trova il canone della Bibbia nella Bibbia?
      Sempre lì si arriva.

    • Simon de Cyrène scrive:

      Di tutte le superficialità che ha scritto Sal trovo interessante da discutere un solo punto quando afferma: “è oltremodo contraddittorio quando una religione che dice di essere ispirata all’amore e alla tolleranza si erge a giudice “.

      Ovviamente la frase è sloganistica, ma non è ciò quel che la rende interessante, bensì in quanto veicola un’errore comunemente molto diffuso e cioè che per difendere un approccio di tolleranza non ci debba essere possibilità di oggettività ( la nozione di giudice/giudizio).

      Questo è un vecchio problema anche legato all’etica: cosa permette di giustificare al meglio un discorso etico di tolleranza? Un discorso di stampo relativista, di stampo assolutista o di stampo oggettivista?

      E’ pacifico riconoscere che un discorso relativista non può stabilire la tolleranza come valore assoluto, perchè appunto , tutto essendo relativo non si può “imporre” la tolleranza a chi, relativamente, non la considera un valore.

      E’ anche pacifico che un discorso assolutista in etica è intollerante per definizione, visto che, in quanto assoluto, non ammette casi particolari.

      Rimane il discorso oggettivista, dove ci sono valori oggettivi tra i quali anche la tolleranza, ma che vanno da essere applicati in funzione delle circostanze, in quanto la morale procede dalla ragion pratica e non dalla ragione speculativa.

      E quindi sì, è possibile avere leggi morali oggettive e quindi avere il diritto di giudicare moralmente gli atti (in foro esterno) esercitando al contempo amore e tolleranza: come ha sempre fatto la Chiesa.
      In Pace

      • Sal scrive:

        @ Simon de Cyrene
        “Ovviamente la frase è sloganistica, ma non è ciò quel che la rende interessante, bensì in quanto veicola un’errore comunemente molto diffuso…”

        Vorrà dire che rimprovereremo il Maestro per aver detto : “ Lasciateli stare. Sono guide cieche. Se, dunque, un cieco guida un [altro] cieco, entrambi cadranno in una fossa”.</i< ( Mt 15.14)
        Secondo Simon avrebbe dovuto mandarli subito all’inferno ! Altro che tolleranza….
        Ma il ragionamento non torna :
        “E quindi sì, è possibile avere leggi morali oggettive e quindi avere il diritto di giudicare moralmente gli atti (in foro esterno) esercitando al contempo amore e tolleranza: come ha sempre fatto la Chiesa.”

        Se fosse così, non si capirebbe perché la chiesa perdona, perdona, perdona, sempre anche se li fa squartare, ma se perdona perché Gabriele è andato in prigione e il Card. Petrucci fu strangolato ?
        Perché la chiesa ha sempre esercitato amore e tolleranza.

        • Simon de Cyrène scrive:

          Come Suo solito, gentile Sal, le Sue citazioni scritturarie non c’entrano un fico secco con il soggetto: ma queste è la metodologia insegnata ai TDG: “quando non sapete cosa rispondere, prendete un versetto a caso e citatelo”. Ci adatteremo cum grano salis.

          Il perdonare è un atto che perfeziona la giustizia, procede direttamente da un’altra virtù umana, la magnanimità e da una virtù teologale, la carità.

          Per la differenza tra il trattamento di Gabriele e di Petrucci, Lei la capirà quando avrà letto e capito quel che ho scritto circa la ragion pratica (che tiene conto delle circostanze) e la ragion speculativa (che ragiona su sole connessioni logiche) : in altre parole Gabriele è stato trattato differentemente da Petrucci perchè le circostanze erano/sono differenti (si chiama l’uovo di Colombo, ma tant’è….)
          In Pace

          • Sal scrive:

            @ Simon de Cyrene
            “Il perdonare è un atto che perfeziona la giustizia, procede direttamente da un’altra virtù umana, la magnanimità e da una virtù teologale, la carità.”

            Sarà pure come dice lei…. Però mi risulta che anche il buon Dio il conto lo ha fatto pagare ad un altro.
            Al’ “l’uomo Cristo Gesù, che diede se stesso come riscatto corrispondente per tutti; [questo] bisogna testimoniare nei suoi propri tempi particolari mediante il quale abbiamo la nostra liberazione per riscatto, il perdono dei nostri peccati.” ( 1Tim 2.5-6;Col 1.14)
            Anticamente lo chiamavano “capro espiatorio” era quello che si faceva carico di pagare per le colpe degli altri.
            Mi pare che la giustizia preveda proprio la pena corrispondente “occhio x occhio, vita x vita”. Se fosse magnanima non sarenne giusta, ma tant’è ..

          • Simon de Cyrène scrive:

            Certo Sal, mi legga bene: la magnanimità perfeziona la giustizia: non l’abolisce!

            E il Sacrificio di N.S.G.C. ristabilisce questa giustizia e al contempo la perfeziona con un atto di magnanimità divina fondata nella Carità Trinitaria che perdona tutte le nostre colpe.
            In Pace

  92. Eremita scrive:

    Sono piuttosto cauto riguardo alle apparizioni, anche perché se ben ricordo Gesù non ci credeva. Nella parabola del ricco Epulone gli viene negato il permesso di apparire ai suoi parenti per avvisarli, e non vedo perché ora le cose siano cambiate. “Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi. » (Luca 16,19-31)

  93. Mimma scrive:

    Il Papa e la Croce: è la “regola” di Gesù, senza di essa un cristiano è a metà

    “Chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me”. La perentoria frase con cui Gesù istruisce i discepoli, riferita da Matteo nel Vangelo della liturgia di ieri, richiama alla mente le molte circostanze in cui, con osservazioni incisive, Papa Francesco ha posto in risalto l’importanza della Croce per ogni cristiano, sacerdote e laico. Del resto, ha osservato una volta senza mezzi termini, “un cristianesimo senza croce” è un cristianesimo fermo “a metà cammino”. Alessandro De Carolis ricorda alcune pensieri del Papa in questo servizio:RealAudioMP3

    La Chiesa come quelle miniature che stanno nelle palle di vetro, esteticamente carina ma falsa e chiusa, come un bozzolo caldo e tranquillo nel quale prosperare senza troppi problemi. Se c’è un’immagine di Chiesa che Papa Francesco ha preso a smantellare sin dalla prima ora del suo Pontificato è questa: il salotto buono dove fare “cultura” cristiana, pulita e impegnata, senza che sulle mani di chi dice di appartenervi vi siano i calli della carità e sotto le unghie la terra del Calvario. Perché se diciamo Chiesa – ha ripetuto già molte volte e in sostanza il Papa – diciamo Croce, ovvero vediamo la nuda realtà del momento in cui tutto è nato, senza l’ipocrisia di certi allori:

    “Il trionfalismo nella Chiesa, ferma la Chiesa. Il trionfalismo nei cristiani, ferma i cristiani. E’ una Chiesa trionfalista, è una Chiesa a metà cammino (…) Ma una Chiesa che rinnega i martiri, perché non sa che i martiri sono necessari alla Chiesa per il cammino di Croce. Una Chiesa che soltanto pensa ai trionfi, ai successi, che non sa quella regola di Gesù: la regola del trionfo tramite il fallimento, il fallimento umano, il fallimento della Croce. E questa è una tentazione che tutti noi abbiamo”. (Messa a S. Marta, 29 maggio 2013)

    Tentazione generale che si “declina” in forme differenti a seconda dello stato di vita di un cristiano, ma che alla fine si traduce in un’unica spinta: cercare di fuggirla. Così, in quattro mesi, Papa Francesco ha passato in rassegna la Chiesa in ogni ordine e grado per reinnestare giù in profondità, nel tessuto connettivo della fede di ogni categoria di credenti, la verità che scaturisce dal sacrificio di Cristo. Ai vescovi, citando il Papa emerito, ha detto:

    “Voi siete principi, ma di un Re crocifisso. Quello è il trono di Gesù. Gesù prende su di sé… Perché la Croce? Perché Gesù prende su di sé il male, la sporcizia, il peccato del mondo, anche il nostro peccato, di tutti noi, e lo lava, lo lava con il suo sangue, con la misericordia, con l’amore di Dio (…) Questo è il bene che Gesù fa a tutti noi sul trono della Croce. La croce di Cristo abbracciata con amore mai porta alla tristezza, ma alla gioia, alla gioia di essere salvati e di fare un pochettino quello che ha fatto Lui quel giorno della sua morte”. (Messa Domenica delle Palme, 24 marzo 2013)

    È l’eterno paradosso della Croce: in chi la abbraccia, con generosità, il massimo dolore produce il frutto opposto, la gioia. E frutti:

    “La fecondità pastorale, la fecondità dell’annuncio del Vangelo non è data né dal successo, né dall’insuccesso secondo criteri di valutazione umana, ma dal conformarsi alla logica della Croce di Gesù, che è la logica dell’uscire da se stessi e donarsi, la logica dell’amore. È la Croce – sempre la Croce con Cristo, perché a volte ci offrono la croce senza Cristo: questa non va! – E’ la Croce, sempre la Croce con Cristo che garantisce la fecondità della nostra missione”. (Messa con seminaristi, novizie e novizie, 7 luglio 2013)

    E come un catechista, ogni giorno, con la medesima intensità – da una finestra su 100 mila persone o da un altare davanti a 50 – Papa Francesco spiega a tutti, donne e uomini, ciò che la Chiesa e i Santi annunciano e testimoniano da due millenni, che la Croce di Cristo è un legno che parla di “amore, misericordia, perdono”:

    “Dio ci giudica amandoci. Se accolgo il suo amore sono salvato, se lo rifiuto sono condannato, non da Lui, ma da me stesso, perché Dio non condanna, Lui solo ama e salva (…) La parola della Croce è anche la risposta dei cristiani al male che continua ad agire in noi e intorno a noi”. (Via Crucis al Colosseo, 30 marzo 2013)

    La scorsa Domenica delle Palme, una platea di giovani guardava da Piazza S. Pietro il nuovo Papa, da lui riosservata con affetto. E anche a chi sarà la spina dorsale della Chiesa di domani, Papa Francesco ha voluto affidare un pensiero sulla Croce – la stessa tra pochi giorni girerà per le strade della Gmg di Rio – e soprattutto sul Dio che vi si è lasciato inchiodare sopra:

    “È un Re che ama fino alla croce e che ci insegna a servire, ad amare. E voi non avete vergogna della sua Croce! Anzi, la abbracciate, perché avete capito che è nel dono di sé, nel dono di sé, nell’uscire da se stessi, che si ha la vera gioia e che con l’amore di Dio Lui ha vinto il male. Voi portate la Croce pellegrina attraverso tutti i continenti, per le strade del mondo! La portate rispondendo all’invito di Gesù ‘Andate e fate discepoli tutti i popoli’, che è il tema della Giornata della Gioventù di quest’anno”. (Messa Domenica delle Palme, 24 marzo 2013)

    • Sal scrive:

      @ Mimma
      “Chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me”.

      Già…già, l’ha presa talmente tanto che i bambini non li vuole fare !
      “essa sarà tenuta in salvo per mezzo del parto, purché rimangano in fede e amore e santificazione insieme a sanità di mente.”(1Tim 2.15)

      Ma che bello insegnare agli altri senza insegnare a se stessi !

    • Mimma scrive:

      @Sal
      Carissimo amico,
      Queste sue stupide quanto inutili battute che spara ai quattro venti per approfondire il mio stato sociale e civile, lasciano il tempo che trovano!
      non saprà di me nulla di più di ciò che vorrò farle sapere…
      Resti nella pace .

  94. Squilpa scrive:

    Si diceva ai tempi miei “il bue che chiama cornuto l’asino”…..
    Ed è questa l’immagine che torna prepotentemente alla mente quando si legge in <> (così come i biografi tramanderanno ai posteri) che i protestanti hanno bruciato, hanno ucciso, hanno massacrato etc etc…
    E’, cioè, stucchevole e misera questa eterna classifica di chi è più efferato, di chi è più feroce, di chi ne ha fatte di più e di peggio. Come anche quando si difendono i preti pervertiti, con l’invito a guardare anche tra gli elettrauto e i tabaccai, per dire.
    La cosa è tanto più grave se si pensa che tutto questo branco di esaltati assassini fa e faceva comunque riferimento alla religione di Cristo; tanto più che , casuisticamente, con il sublime scritto delle 13H18, lo stesso insigne studioso cirenaico sembra voler fornire una pezza di appoggio teorica alla liceità del decidere se fare strage o no del proprio nemico.

    Scrive invece, ottimamente, Sal : ” E’ oltremodo contraddittorio quando una religione che dice di essere ispirata all’amore e alla tolleranza si erge a giudice e carnefice di chi vuole agire in armonia con la propria coscienza”…
    MORALE : la chiesa difende(va?) solo il proprio potere terreno ed ha sempre odiato a morte l’autonomia di coscienza.. Solo in forza di questo potere terreno si può massacrare gente ed organizzare guerre (la famosa “pace” posticcia e –questa sì !!– sloganistica di cui ciancia Simon).

    Secondo me non va mai dimenticato che il Protestantesimo, un pò come la Rivoluzione francese, fu anche la reazione ad una situazione insostenibile di privilegi e corruttele. Non si può prosperare nello scandalo e chiamare poi assassino colui che giustamente si ribella; nè si può pretendere da chi si ribella la mansuetudine.
    I due eventi da me ricordati, al netto di censurabili eccessi, hanno perlomeno il merito di avere creato popoli e realtà civili improntati alla maturità, alla serietà ed alla responsabilità.
    Non si può affatto dire la stessa cosa del nostro popolo, il cui bilancio etico è fallimentare proprio perchè l’indirizzo morale che riceve da secoli lascia molto a desiderare.

    • Simon de Cyrène scrive:

      Molto interessante, caro Squilpa aka Annibalo aka Adriano Meis….
      manca solo una cosa….
      una Sua argomentazione.
      :-)
      In Pace

      • minstrel scrive:

        Adriano Meis

        naaaaa… dice?!

      • Sal scrive:

        @ Simon de Cyrene
        Giusto per argomentare….. e per esperienza personale.
        Sono stato in Egitto ospite di un resort dove il personale è di religione mussulmana, mai visto un imam né a pranzo né a cena e non sono mai stato sollecitato, né mi hanno mai chiesto “la mancia”.

        Sono stato sempre in Egitto ospite di un resort esclusivamente “cristiano” dove sono sempre presenti a tutte le cene mucchi di preti barbuti, e, se non distribuisci mance richieste e sollecitate con insistenza, ti mandano pure le maledizioni.

        Si potrebbe fare uno studio per capire il motivo della differenza ? Che ne pensa ? si può attribuire alla religione ? o è mancanza di dignità ?

        • Simon de Cyrène scrive:

          Non è argomentare Sal, questo!
          Lei giusto qui ci fa parte di un’esperienza personale alla quale corrispondono altrettante esperienze personali opposte. Non ha nessun valore universale.

          Le ricordo che Lei non può definire un resort TDG di “cristiano”, in quanto i TDG non sono cristiani: comunque non può giudicare tutti i TDG sull’esperienza che lei ha fatto in quel “resort” in quanto esperienza particolare.

          Poi Lei dovrebbe identificare se il mal comportamento di questi TDG viene dall’applicazione della loro dottrina o dalla NON applicazione della loro dottrina: nel primo caso è ovviamente un problema della dottrina stessa, nel secondo caso invece è un probema delle persone coinvolte ma non della dottrina che avrebbero ( ma non hanno) dovuto seguire.
          In Pace

          • Sal scrive:

            @ Simon de Cyrene
            “Le ricordo che Lei non può definire un resort TDG di “cristiano”, in quanto i TDG non sono cristiani:”

            Scusi sig. Simon… chi la da la patente di “cristiano” ? Lei ? Ah.. ecco per questo c’era l’inquisizione per dare la patente !

          • Simon de Cyrène scrive:

            “Per far ciò ci siamo serviti del diffusissimo libretto dal titolo: “La Verità che conduce alla vita eterna” [WBT, Brooklyn, 1968]che i Testimoni di Geova hanno fino ad ora stampato in ben 74 milioni di copie e che di fatto riassume tutti gli altri libri da loro distribuiti.

            L’errore base di questa dottrina, anche se abilmente inserito e quasi velato in un contesto più ampio, è LA NEGAZIONE DELLA DIVINITÀ DI GESÙ CRISTO. I Testimoni di Geova non sono perciò “cristiani”, perché riducono Gesù a una semplice creatura di Geova-Dio (pagine 22-24). Per essi quindi neppure la Madonna è la Madre di Dio, ma è semplicemente madre della creatura-Gesù.

            Inoltre essi NEGANO LA TRINITÀ DELLE PERSONE DIVINE: non c’è né Padre, né Figlio, né Spirito Santo, ma solo Geova-Dio. In questo modo i Testimoni di Geova negano i due misteri principali della fede cattolica.

            Altro punto dottrinale errato è l’affermazione che L’ANIMA DELL’UOMO MUORE COL CORPO. Di conseguenza, dopo la morte non c’è castigo per chi ha fatto del male né premio per chi ha fatto del bene. Soltanto due piccoli gruppi di uomini scelti tra i Testimoni di Geova, risorgeranno per vivere eternamente felici, uno in Cielo e l’altro sulla terra. Tutti gli altri uomini spariranno nel nulla (pagine 94-101). ”

            http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=160&id_n=5127#.UebEvo0tzsY

            In Pace

    • minstrel scrive:

      Strepitoso Squilpa che si dissolve da solo le contraddizioni e non se ne accorge!
      Lei scrive: “Come anche quando si difendono i preti pervertiti, con l’invito a guardare anche tra gli elettrauto e i tabaccai, per dire.” e non si accorge che:
      - primo: nessuno dice di guardare fra i tabaccai per difendere dei preti che sbagliano (e con che logica?!), ma di non far l’errore di dare una colpa individuale ad una categoria collettiva!
      - secondo: se proprio vuol dar le colpe in modo illogico quindi fare in modo che la collettività prenda le colpe del singolo, lo faccia con coerenza!
      Un tabaccaio uccide? Allora TUTTI i tabaccai son…
      Un siciliano è mafioso? Allora tutti gli ITALIANI son…
      vada avanti lei.

      • Sal scrive:

        @ minstrel
        “- primo: nessuno dice di guardare fra i tabaccai per difendere dei preti che sbagliano”

        Ma davvero il suo orizzonte è così limitato ?
        Ora si spiega …perché !
        Non deve aver letto le giustificazioni del Sig. Simon quando per giustificare i preti pedolfili diceva che c’erano anche i tabaccai pedofili e gli elettrauto pedofili….
        Come se la colpa quando è comune è mezzo gaudio, Però è vero, ha ragione lei : “Un prete pedofilo allora tutti i preti”… vada avanti lei. Ma in questo caso è vero…. In mancanza di moglie e non potendo fornicare…… ognuno s’arrangia come può.

        • Simon de Cyrène scrive:

          Sal, se per “argomentare” deve usare di menzogne, mi sembra che Lei sia proprio alla frutta.

          Perchè non la smette con le Sue baggianate? Si convertisca, si confessi e ritorni presso Sua Madre la Chiesa, come già fanno tanti ex-geovisti intorno a me stufati della maipolazione che subiscono e dall’incongruenza delle dottrine che il torrione di guardia ossessivamente impone!
          In Pace

      • Squilpa scrive:

        E’ successo, caro amico, è successo.
        E’ stata una meraviglia anche per me, ma c’è stato più d’uno nel forum che ha deplorato che le accuse di perversione pedofila venissero rivolte solo ai preti, benchè ve ne siano in tutte le categorie.
        Sono d’accordo con Lei, non c’è logica.

  95. Squilpa scrive:

    Nel terzo rigo del mio scritto , tra le virgolette, leggasi “”Simon de Cyrene, Eccelsae Cogitationes, 17/7 13H03″”

  96. Sal scrive:

    Dovrebbero comprare una bussola….

  97. Squilpa scrive:

    Adriano Meis era mio marito (lo dissi quando vi fu occasione) ed è morto un anno fa; non si comprende quale è l’utilità per Simon di ricordarlo qui in modo un pò beffardo.
    Se,poi, altri forumisti hanno ,o hanno avuto, idee simili a quelle che io sostengo non vuol dire che siamo la stessa persona.

    Vi è una strana tendenza , nei cattolici, a leggere la realtà con sospetto, presupponendo malafede dovunque; riguardo allo stesso Sal, ad esempio, io rammento che si teorizzò l’accusa contraria che, cioè, “Sal” fosse un nickname dietro cui si celava un intero gruppo di persone, ciascuno competente su una parte delle Scritture.

    Credo che siano meccanismi della mente utili ad erigere una sorta di difesa psicologica finalizzata ad una auto-tranquillizzazione : convincersi, cioè, che il numero degli oppositori è,in realtà, minore di quanto sembri.
    Oppure, se non è questo, deve essere una specie di tratto costitutivo di una psiche avvezza a credere con facilità a ben altre bugìe.

    • minstrel scrive:

      Questo particolare non lo conoscevo. Me ne rammarico, con Adriano ho avuto anche io a volte degli scambi notevoli.
      Buon cammino.

  98. Squilpa scrive:

    Ringrazio sinceramente Minstrel e Simon per la sensibilità dimostrata.

    • minstrel scrive:

      Un abbraccio Squilpa, le auguro ogni bene.

    • vincenzo da torino scrive:

      @Squilpa. Mi dispiace per suo marito. Ebbi qualche baruffa, ma mi parve sincero e gentile, benché fuori dai miei schemi mentali.

  99. Sal scrive:

    @ Simon de Cyrene
    “I Testimoni di Geova non sono perciò “cristiani”, perché riducono Gesù a una semplice creatura di Geova-Dio”

    Ahhh…. Non avevo capito. E’ per questo ? Meno male che Gesù si identificò come “figlio dell’uomo” altrimenti non si sarebbe capito che era Dio.

    “Per essi quindi neppure la Madonna è la Madre di Dio, ma è semplicemente madre della creatura-Gesù.”
    Ahhhh… Non era facile. Si capisce, Dio ha sposato una donna che è divenuta sua madre. Ecco, per essere un Dio senza principio e senza fine /Alfa e Omega) non sarebbe potuto nascere senza una donna.

    p.s.
    Curiosità sig. Simon, Maria è nata 4millenni dopo la vicenda di Adamo ed Eva….. come avrà fatto l’universo ad esistere senza Dio ? E con chi avrebbero parlato Adamo ed Eva nel giardino se Dio doveva ancora nascere ?
    Questione da veri teologi. No ?

    • Nella scrive:

      Chi erano i tre che quando Dio appare ad Abramo e parlano con lui e Abramo si rivolge loro come se fossero uno solo. E siamo a 1850 prima della venuta del Logos fatto carne. E come mai Dio dice “facciamo l’uomo a nostra immagine, a immagine di Dio lo creò” usando il plurale? E non dice Faccio l’uomo a mia Immagine?

      Genesi 18,1Poi il YHWH apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. 2Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, 3dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo. 4Si vada a prendere un pò di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. 5Permettete che vada a prendere un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fà pure come hai detto». 6Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre staia di fior di farina, impastala e fanne focacce». 7All’armento corse lui stesso, Abramo, prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. 8Prese latte acido e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse a loro. Così, mentr’egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono.

    • Simon de Cyrène scrive:

      Sal, intendiamoci, non desidero mica convincerLa circa Gesù Cristo e la Santissima Trinità: dopottutto Lei è un TdG, mica un cristiano.

      La definzione di cristiano date da tutte le Chiese e dai movimenti ecclesiali di stampo cristiano è di credere nella Santissima Trinità (un solo Dio e Tre persone di stessa natura divina, il Padre il Figlio e lo Spirito Santo), di credere che il Figlio si sia incarnato nella Persone di Gesù Cristo ed abbia riscattato tutta l’umanità.

      Il fatto che Lei non ci creda ci conferma semplicemente che Lei non è cristiano Quod Erat Demostrandum.

      In Pace