A proposito del dialogo

«Per chi cerca di essere fedele al dono di seguire Gesù nella luce della fede, deriva dal fatto che questo dialogo non è un accessorio secondario dell’esistenza del credente: ne è invece un’espressione intima e indispensabile. Mi permetta di citarle in proposito un’affermazione a mio avviso molto importante dell’Enciclica (Lumen Fidei): poiché la verità testimoniata dalla fede è quella dell’amore – vi si sottolinea – “risulta chiaro che la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall’irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti” (n. 34)».
Papa Francesco, lettera a Eugenio Scalfari

«La natura della fede non è tale per cui a partire da un certo momento si possa dire: io la possiedo, altri no… La fede rimane un cammino. Durante tutto il corso della nostra vita rimane un cammino, e perciò la fede è sempre minacciata e in pericolo. Ed è anche salutare che si sottragga in questo modo al rischio di trasformarsi in ideologia manipolabile. Al rischio di indurirci e di renderci incapaci di condividere riflessione e sofferenza con il fratello che dubita e si interroga. La fede può maturare solo nella misura in cui sopporti e si faccia carico, in ogni fase dell’esistenza, dell’angoscia e della forza dell’incredulità e l’attraversi infine fino a farsi di nuovo percorribile in una nuova epoca»
Cardinale Joseph Ratzinger, libro intervista «Dio e il mondo»

Il testimone, «quando è autentico, fa sempre spazio all’interlocutore e a tutte le sue domande, di qualunque tipo esse siano… Non è certo un ripetitore di teorie o di dottrine cristallizzate, ma vive delle stesse domande del suo interlocutore, poiché è immerso in quel medesimo campo che è il mondo».
Angelo Scola, arcivescovo di Milano, Lettera pastorale «Il campo è il mondo»

«Il dialogo non è orgoglioso, non è pungente, non è offensivo. La sua autorità è intrinseca per la verità che espone, per la carità che diffonde, per l’esempio che propone; non è comando, non è imposizione. È pacifico; evita i modi violenti; è paziente; è generoso. La fiducia, tanto nella virtù della parola propria, quanto nell’attitudine ad accoglierla da parte dell’interlocutore: promuove la confidenza e l’amicizia; intreccia gli spiriti in una mutua adesione ad un Bene, che esclude ogni scopo egoistico».
Papa Paolo VI, enciclica «Ecclesiam suam»

* A proposito della lettera del Papa a Eugenio Scalfari, ma anche del “dialogo” tra i commentatori di questo blog

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

237 risposte a A proposito del dialogo

  1. Andre scrive:

    Facciamoci tutti, io per primo, un bell’esame di coscienza su come ci relazioniamo con gli altri. Anche in questo blog il confronto che, per carità, puó essere anche aspro, a volte rasenta l’offesa personale nei confronti o di chi partecipa ai commenti con i propri contributi, oppure di persone terze (Papi, giornalisti, Tizio o Caio).

    É proprio vero che la verità non é assoluta, nel senso di ab-soluta dall’amore di Cristo dai cui dovremmo lasciarci avvolgere e di cui c’é un seme (che sta a ciascun far sbocciare) ne cuore di ognuno, credente o non credente.

  2. Sal scrive:

    “Mi permetta di citarle in proposito un’affermazione a mio avviso molto importante dell’Enciclica (Lumen Fidei): poiché la verità testimoniata dalla fede è quella dell’amore – vi si sottolinea – “risulta chiaro che la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro.”

    Non è affatto vero che “la fede testimoniata dall’amore non è intransigente” ! Provare per credere. Provate a chiedere ad una moglie innamorata se è disponibile a dividere il marito con un’altra ! Ma che va dicendo ?

    “perché Jehovah, il cui nome è Geloso, è un Dio geloso; Jehovah degli eserciti ha detto questo: “Sono stato geloso di Gerusalemme e di Sion con grande gelosia. ‘Certamente sarò geloso di Sion con grande gelosia, e con grande furore sarò geloso di lei’”. ( Eso 34.14; Zac 1.14; 8.2)
    Allo stesso modo Elia si esprime dicendo : “Sono stato assolutamente geloso per Jehovah l’Iddio degli eserciti; poiché i figli d’Israele hanno lasciato il tuo patto,” ( 1 Re 19.10) e prosegue Paolo “sono geloso di voi con una santa gelosia, poiché vi ho personalmente promessi in matrimonio a un solo marito per presentarvi come casta vergine al Cristo…Vorrei che gli uomini che cercano di sovvertirvi si facessero pure evirare. ”(2Cor 11.2; Gal 5.12) – Più intransigente di così !

    ”L’amore intransigente”, non ha relazione con la capacità di essere in grado “di dialogare con gli altri vivendo delle loro domande,” perché l’incapacità deriva dall’impossibilità del cattolico di spiegare ciò che non è logico e ragionevole. I misteri e i dogmi. Non potendo spiegare le illogiche misteriche dottrine cattoliche anche chi volesse dialogare per rispondere alle domande si trova nell’impossibilità di farlo non potendo essere logico né coerente con gli esempi e gli insegnamenti di Cristo, diversi da quelli imposti dalla gerarchia e non può far altro che mostrare la sua irritazione derivante futilità di un insegnamento incomprensibile.

  3. Eh sì!
    La Fede cattolica non è in un’idea di Dio ma in una Persona.
    Chi si sognerebbe mai di dire “io possiedo mio marito, mia moglie, mio figlio”?
    Solo gli ideologhi ateisti socialisti francesi si permettono di dire da qualche mese in qua che lo stato (francese) possiede i figli.
    In Pace

  4. Eh sì!
    La Fede del cattolico non è in un’idea di Dio, ma nella Persona di Cristo che si incontra oggettivamente nella Chiesa (cf. Papa Francesco a Scalfari).

    Chi si sognerebbe di dire che “si possiede la propria moglie, marito o figli”?

    Solo ai socialisti ateisti francesi ritorna in testa il vecchio demone fascista e comunista tipicamente da rivoluzione francese, che i “figli” appartengono allo stato.
    In Pace

  5. Teseo scrive:

    Ma tutte queste belle parole di papi e di encicliche postconciliari sono l’essenza stessa del cristianesimo come già annunciato da San Paolo quando parla dell’amore. In San Paolo c’è già tutto. E allora perché non leggerlo integralmente?
    E’ qui il punto, come per il Vangelo. Gesù ha detto 1000 cose. Oggi se ne ricordano solo 500, quelle che fanno più comodo al discorso “moderno”, conciliare. Le altre 500 si dimenticano. Non vi sembra disonesto?
    In effetti Gesù non ha predicato (solo) il dialogo ma (anche) la spada.

  6. timorato scrive:

    sarebbe anche utile sapere:

    1)quando tempo deve durare il dialogo;

    2) quali fini si propone di raggiungere il dialogo .

    • Eremita scrive:

      Spesso di notte quando mi coglie l’insonnia ascolto il vangelo di Marco in un Ipod, e nel dormiveglia quando non sento più gli echi delle letture preconcette dei vangeli si staglia nitida nella mia mente l’immagine di un Gesù uomo libero da schemi e pregiudizi, rispettoso di tutti coloro che a Lui si avvicinano con la loro umanità dolente, che non ha mai preteso di ingabbiare nessuno, che non ha posto un limite al dialogo con nessuno, un uomo eccezionale e diverso che non ha mai usato la sua divinità per prevaricare ed obbligare. E se qualcuno, nelle espressioni e negli atteggiamenti, mi ricorda almeno un poco quel Cristo che vedo di notte, non me la sento di porgli condizioni e cavilli ed obiezioni, e gli sono grato per il ricordo di Lui che risveglia in me e non perchè recita un copione prescritto dagli usi curiali. Potrebbe anche essere un papa peccatore, un indegno, uno che non segue i protocolli ed i riti tradizionali, mi basta che mi ricordi Lui.

      • stefano scrive:

        Eremita, ancora una volta devo complimentarmi con lei/te per un commento bellissimo. Grazie.

      • il maccabeo scrive:

        Ma siamo sicuri, caro Eremita, che Gesú “non ha posto un limite al dialogo con nessuno,”?
        E quando non ha piu´parlato ai farisei se non per confesssare la sua divinitá e non certo per dialogare? “Jesus autem tacebat…” Matt. 26, 62
        …. e quando ad Erode non rivolse neppure una parola`Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. ? ” (Luca 23, 9)

        MA il suo personalissimi Gesú é anche” un uomo eccezionale e diverso che non ha mai usato la sua divinità per prevaricare …”
        E quando diceva in tutto il cap 23 di Matteo: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti! ”
        …e quando chiamava i farisei ” sepolcri imbiancati” (ibid. v. 27)? Stava dialogando pure li?
        O “Guai a voi scribi e farisei…stolti e ciechi” (Matt 23, 17)
        o quando li chiamava “razza di vipere” (Matt 23, 33) diceva “Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. 23 Chi odia me, odia anche il Padre mio” (Gio 15, 22) ? Beh, come frasi mi sembrano piuttosto…”chiuse”, no?
        O quando diceva : «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». (Gio 8, 21) stava forse… circiterizzando? Relativizzando? o facendo del “politically correct”?

        Ne il suo Gesú ebbe mai intenzione di”…obbligare.”?
        E quando diceva “se non farete penitenza perirete tutti allo stesso modo” (luca 13, 5)? forse che Gesú non voleva obbligare alla penitenza?…
        Beh, per ora basta…
        Ma con tutto il rispetto, caro Eremita, penso che “nel dormiveglia quando” lei non sente ” più gli echi delle letture preconcette dei vangeli” dovrebbe dire per correttezza che “si staglia nitida nella (sua) mente l’immagine di un Gesù”… piú gandhiano che …evangelico.

        • Eremita scrive:

          Me lo aspettavo. Non aprite mai il vostro cuore in questo blog, c’è sempre un maccabeo pronto a buttarvi palate di escrementi.

          • timorato scrive:

            quindi citare il Santo Vangelo significa
            buttare palate di escrementi?

            e poi, i Papi non servono per farci “ricordare”
            Cristo, ma per donarLo!

            Certamente posso continuare a donarLo, anche se
            peccatori, ma MAI se rovinano i Riti Tradizionali,
            che sono “tradizionali” perché sono veri, santi e per
            questo “capaci” di far fluire la Grazia!

            e soprattutto perché i Riti Tradizionali, non sono un
            contorno più o meno relativo, ma L’ESSENZIALE!!!

            ANCHE QUESTO E’ RELATIVISMO FARISAICO!!!!!

          • il maccabeo scrive:

            Eremita, mi spiace che se la prenda.
            Le mie erano solo domande, o meglio perplessitá, lecite credo, dal momento che sono documentate.
            Non mi sognerei mai di gettare escrementi su chicchessia, tantomeno su di lei che ha sempre avuto la bontá di rispondere ai miei post, anche se da qualche mese non intervengo piú su questo blog.
            Tantopiú che la so devotissimo al Ss.mo Sacramento, come lei ha spiegato qualche tempo fa.
            Le mie perplessitá nascevano appunto da questo, dal saperla piú che devoto a Gesú sacramentato, ma al contempo forse confuso da decenni di propaganda neoteologica che han trasformato il Gesú storico ed evangelico in una sorta di… membro dell´Esercito della Salvezza.
            Tutto qua.
            Nonostante il tono apparente del mio post precedente, forse non levigato a dovere a causa dell´ora tarda. Purtroppo mi riesce difficile da un po´ trovar tempo prima per parteciparvi. Come per stasera.
            Un caro saluto, mi creda.

    • homo biblicus scrive:

      1)quando tempo deve durare il dialogo;
      70 volte 7
      2) quali fini si propone di raggiungere il dialogo
      cercare innanzittutto ciò che unisce

      • timorato scrive:

        il dialogo non può durare 70 volte 7 perchè, coinvolgendo due individui, non può sperare che entrambi siano disposti a cio, anche perchè, se non c’è interesse , la parte “più” cattolica, deve ad un certo punto: (anche) scuotere i calzari ed andarsene !

        cercare ciò che unisce, puo servire solo per creare un po di benessere civile e sociale, ma mai per dare il vero e sommo Bene: che è Cristo e la Sua Grazia nella Sua Vera Chiesa!

        • stefano scrive:

          70 volte 7 è un’iperbole per indicare l’amore senza limiti che dobbiamo al prossimo e che massimamente si esprime nel perdono delle offese ricevute. Non mi sembra perciò sbagliato estenderne il senso anche alla capacità di dialogo. Infatti, il dialogo nasce dall’ascolto, e offrire sempre ascolto a chi te lo chiede e anche a chi non te lo chiede (e magari neppure all’inizio te lo concede) è parimenti un’altissima forma d’amore per il prossimo.

          • timorato scrive:

            x stefano

            “l’amore senza limiti”, che non può superare quello insegnato ed attuato dal Maestro che ha detto anche: “….scuotete i calzari e andatevene da quella citta’”

          • stefano scrive:

            @timorato
            …però si direbbe che scuotere i calzari è l’unica cosa che le riesce. Un po’ poco, le pare?

  7. timorato scrive:

    il “dialogo”: la parola magica del postconcilio!

    si potrebbe fare persino una telenovelas -argentina- di quelle che non finiscono mai, con questa parola, che ahimè, evoca ormai qualcosa di stupido e folle, perché ispirata solo: dalla superbia!!!!

    Quella superbia che come sempre genera ipocrisia e maledizione!

    La parola dialogo è frutto di maledizione , innanzitutto, perché non ha mai chiarito i suoi fini, che senza dubbio non coincidono con l’altra parola, che è: conversione! e poi perché, ancora dopo tutti questi anni -di dialogooo-, non ci sono quei frutti -che ripeto, non sono stati mai enunciati- che si volevano ottenere!

    C’è qualcuno guidato dalla carità postconciliare, quella che si è scoperta solo ora -da appena 50 anni- che possa illustrare questi benedetti fini ?
    Mi raccomando, risposte precise e chiarissime.

    • cuba_libre scrive:

      La parola “dialogo” non coincide (ne’ potrebbe mai coincidere) con “conversione” poiche’ trattasi di due concetti profondamente diversi: se io e lei siamo “convertiti” entrambi alla stessa fede, che motivo ci sarebbe di “dialogo” nel senso di portare ognuno le proprie posizioni in materia (ovviamente mi riferisco alla materia di fede, non certo al tifo calcistico od altro)? Nessuno, sarebbe come guardarsi allo specchio.
      Io non sono certo uno dei piu’ ferrati in materia dottrinaria e conciliare, ma penso di conoscere abbstanza bene la storia della chiesa, per credere che una chiesa che andava nella direzione dove stava andando quella fino a Pio XII non avrebbe portato a niente, viste le realtà che si stavano prospettando all’orizzonte sociale etico e politico. E qui torno ad un punto che e’ un mio caposaldo: uno puo’ anche essere depositario della piu’ grande delle Verità, puo’ conoscere a memoria tutta la Bibbia,ma se il messaggio non e’ capace a trasmetterlo a chi di dovere, vuoi per carenze interiori, vuoi perche’ la realtà e’ completamente diversa da quella che si vorrebbe che fosse e quindi i mezzi risultano inadeguati, e’ come non possederlo.
      Si immagina, nel mondo di oggi, che sta sempre piu’ andando verso il fondamentalismo edonistico da un lato, e teologico da un altro, una chiesa stile Pio XII? penso che se una guerra di religione non fosse ancora scoppiata, poco ci mancherebbe. Papa Giovanni ebbe proprio questo merito: iniziare a dialogare con i diversi, tanto che deto’ scalpore e quasi scandalo a suo tempo, specie dall’ineffabile card. Ottaviani, quando ricevette in Vaticano Rada Krusciova e marito, ovvero la figlia del leader sovietico Nikita Krusciov, l’effigie del diavolo in persona. E lo stesso Papa Giovanni aveva dato pochi mesi prima un contributo determinante nello sblocco della crisi di Cuba che stava portando il mondo sulll’orlo della catastrofe nucleare. Sarebbe stato possibile tutto questo solo pochi anni prima? Con un Vaticano cattedratico dove il già summenzionato Pacelli soleva dire che non aveva bisogno di Collaboratori, ma solo di Esecutori?
      Il diaologo non deve essere sintomo di debolezza, ma di comunicazione. Guardi per esempio dove stanno andando i fondamentalismi islamico e sionista! Pensa che muro contro muro porterebbe a granchè? Certo, contro i fanatici non c’e’ regionevolezza che tenga, ma ciò non di meno, si deve cercare di togliere a codesti personaggi da manicomio dei potenziali adepti.
      Come del resto, bisogna capire il mondo d’oggi, dove c’e'e la realta’ dei divorziati, dei senza tetto, dei diseredati e tutto un contesto che non si puo’ emarginare dall’alto di una torre d’avorio, altrimenti, altro che conversione, l’effetto sarà il progressivo svuotamento delle parrocchie, che guarda caso, con questo papa piano, piano stanno subendo un’inversione di tendenza.
      Il Verbo del Concilio, a parte i primi anni, non e’ mai stato messo in pratica del tutto, ecco il perche’ di questa società priva di valori (non e’ il solo motivo, beninteso, l’americanismo galoppante e il berlusconismo hanno fatto il resto). Mi si potra’ obiettare che nel corso della chiesa preconciliare tutto questo non esisteva! Puo’ darsi, ma in compenso c’era un’ipocrisia putrida e nauseabonda che la faceva da padrone in tutte le manifestazioni della vita quotidiana: il termine “lupanare e confessionale” non l’ho inventato certo io.
      Spero che le risposte siano sufficientemente precise e chiarissime.

      • dafne scrive:

        Il Verbo del Concilio ???

        questa poi…..con la maiuscola ?
        e che sarebbe, un neo-vangelo annunciato da un dio-concilio incarnato ?

        • cuba_libre scrive:

          Senta Dafne, invece di fare delle contrapposizioni spocchiose e di lana caprina sulle maiuscole e minuscole di dubbio gusto, perche’ non incentra la sua attenzione sui contenuti, che beninteso, possono essere condivisibili o meno, se vuole avere un confronto costruttivo? Se in un intervento di una sessantina di righe e’ riuscita a cogliere solo questo…. quasi quasi mi pento di essere rientrato!

    • stefano scrive:

      Dialogare è già un fine, infatti non lo abbiamo ancora raggiunto. Sul dialogo fine a sé stesso, tipo talk show, invece, ha ragione lei.

      • Ilsanta scrive:

        @Stefano

        Questa volta concordiamo, il fine di questo Papa (finora) e dei predecessori era il dialogo, infinito, lungo, conciliante ma inconcludente. Che non si dica che non si dialoga, ma che non si giunga nemmeno a qualche conclusione ….

    • Fileno scrive:

      Mi permetto di correggerla le soap opera nord americane non finiscono mai le telenovele per definizione sono racconti che hanno un inizio e una fine, solitamente un lieto fine.

      • timorato scrive:

        la ringrazio della correzione. Il mio voleva essere un omaggio a Sua Santità, per quanto riguarda le telenovelas argentine.

        e allora, se c’è il lieto fine, speriamo di vedere al più presto Francesco I in Sedia gestatoria – dopo aver corretto il Vat.II, ripristinato tutta la Tradizione e consacrato la Russia all’Immacolato Cuore-, dire: “faccio tutto quello che hanno fatto i miei Predecessori perché è giusto cosi, sono io che ho sbagliato; non considerando, che devo glorificare anche il mio Dio presente nel mio corpo e nel Corpo mistico che è tutta la Chiesa, rendendogli gli omaggi che le convenzioni terrene danno verso coloro che sono re e verso Colui che è il Re dei re”.

        • Cherubino scrive:

          Correggere un Concilio ecumenico e il Magistero di 5 pontefici, compreso un Catechismo ?
          Lei non sa cosa dice …

  8. peccatore scrive:

    Un dialogo (attraverso il discorso) esprime un confronto, che può anche scadere in scontro o risolversi nell’indifferenza ostile.
    Evidentemente ci dev’essere una materia sui cui dialogare.
    Nel nostro caso l’argomento, attraverso infiniti rivoli, finisce con il riguardare la fede cristiana che anima la volontà di interagire dei credenti in Cristo, che vengono interpellati innanzitutto come credenti (anche se sono imbianchini, idraulici, giornalisti, maestri, calciatori, musicisti, avvocati, teologi, pastori o infermieri) da chi incontrandoli -nel mondo di tutti- li scopre tali mentre svolgono le altre funzioni comuni.
    La rassegna proposta da Andrea Tornielli svela una continuità e un’unanimità notevole nelle migliori “teste” del cattolicesimo più recente, che non a caso “pescano” in una personalità sicuramente pensante e dialogante come S. Agostino, innamorato di Gesù, a sua volta ispirato dall’ebreo S. Paolo, “rapito” dal vangelo di Gesù che immediatamente colse nell’essere compimento di tutte le promesse dell’Antico Testamento.
    Gesù, Paolo, Agostino… Tutti uccisi mentre proponevano l’amore.
    Chi parla di dialogo ma vorrebbe tacitare i cristiani che non si uniformano al “pensiero comune” è ipocrita come un cristiano che non dialoga con il pensiero comune proponendo con fiducia la genuina novità e la misericordia di Cristo.
    Il fine del dialogo per chi crede è da una parte stare in comunione con Cristo, lasciando che sia Lui a vivere in noi e dall’altra amare l’interlocutore, perchè possa scoprire l’amore di Cristo.
    Il dialogo non finisce mai (o finisce male), perchè da parte dei cristiani vacillano la piena comunione con Cristo e un autentico amore per i fratelli, mentre da parte di chi sfida i cristiani (pretendendone la resa, il compromesso o il silenzio) non c’è una reale volontà di capire, ma solo di imporsi.
    Se c’è uno dei due che non sa dialogare o che spreca il dialogo, è più facile che questo venga dal “mondo”. Perciò Gesù, Paolo e Agostino sono morti ammazzati. In Cristo sappiamo che vivono, mente il mondo dei morti crede di averli uccisi. Infatti chi li ha uccisi è uno sconosciuto, mentre i “giustiziati” parlano ancora.
    Siamo in un mondo che ha bisogno di questo dialogo. Anche se richiamo “qualcosa”.
    Dialogare non significa essere immediatamente simpatici. Spesso si dà fastidio, perchè si destabilizzano le trincee costruite per vendere armi. Ma ci sono molti che sono stanchi di guerre. E dai cristiani viene un messaggio di pace. Non tutti siamo Montini, Ratzinger, Scola o Bergoglio: ma grazie a Dio sono questi i nostri maestri. E perchè dovremmo somigliare di più a chi è istruito da degli ignoranti (cioè -in senso proprio- da chi ignora la bellezza di Cristo e cerca altrove un senso alla sua vita)?
    Non dialoghiamo “per avere ragione”, ma per essere Corpo di Cristo, tralci della vite, strumenti del Regno, in comunione con Dio, amando i fratelli nel dire la buona notizia, ascoltando con pazienza i desideri, le fatiche, le cattive notizie e le paure del mondo.

  9. Mimma scrive:

    “Il testimone, «quando è autentico, fa sempre spazio all’interlocutore e a tutte le sue domande, di qualunque tipo esse siano… Non è certo un ripetitore di teorie o di dottrine cristallizzate, ma vive delle stesse domande del suo interlocutore, poiché è immerso in quel medesimo campo che è il mondo».”

    …Eppure talvolta, anche da “uomini di Chiesa”, vediamo ergersi muri di chiusura, orgoglio e silenzi impenetrabili che lasciano fuori ogni tipo di dialogo e apertura all’altro.
    Fughe dall’altro, realtà di diniego e di menzogna, paura dell’altro e giudizi non veritieri e completamente gratuiti, alla faccia del dialogo e della edificazione spirituale!

    • dafne scrive:

      giudizi non veritieri gratuiti….già, solo quando non ci sono censure preventive in un blog o una persona, dettate da pregiudizi, allora si può pensare di dialogare, purchè si sia consapevoli di quale sia lo scopo del dialogo, la sua utilità.

  10. macv scrive:

    Cor ad cor loquitur , il cuore parla al cuore dovrebbe essere il modello del “dialogo2 cristiano, un dialogo a tu per tu, fra due esseri umani. E’ inutile dialogore o pensare di dialogare con intere categorie “astratte” tipo dialoghiamo coi tradizionalisti, dialoghiamo con gli atei, dialoghiamo coi musulmani ecc. ecc. L’astrattizzazione del dialogo, non più come un colloquio fra due esseri umani , ma come categoria ideologica lo rende sterile e insulso. Il cuoe parla al cuore.
    ma mi chiedo un dialogo fatto a colpi di lettere ” Pregiatissimo Dr. Scalfari .. ecc sulle prime pagine dei giornali , con tanto di grancassa mediatica come contorno, di pubblicità , di infini ti commenti e controcommenti, come quello tra Bergoglio e Scalfari è veramente un dialogo “cuore parla a cuore” o è un duetto fra due tromboni ? ( senza offesa ne’ per Bergoglio ne’ per Scalfari) con accompagnamento di grancassa?
    certi a molti forse piacciono i duetti per due tromboni più grancassa, ma il vero dialogo è molto più fine sottile, intimo, non pubblicizzato. A volte il vero dialogo è silenzioso.
    Cor ad cor loquitur

    • Cherubino scrive:

      astrattizzazione ? E da quale vocabolario l’ha presa, il Nuovo Fondamentarelli ?

      • Cherubino scrive:

        ovviamente era una battuta scherzosa … astrattizzi pure senza problemi (altra battuta scherzosa, sempre ovviamente)

        • macv scrive:

          Rendere astratto il dialogo declinandolo per “categorie” del tipo: “dialogo coi non-credenti” come se i non credenti fossero un blocco unico , un unico informe ammasso con un unica testa ed un unico cuore, e non tanti singoli individui ognuno diverso dall’altro, è esattamente quello che i cristiani moderni epost-moderni stanno facendo : parlare tanto di concetti astratti, pace, amore , dialogo. ( libertè , egalitè, fraternitè, peril massone Scalfari forse sarebbero più adatti come concetti astratti)
          per questo il “dialogo” di cui tanto vi riempite la bocca come il sessanttottino “dibbattito” lasciano il tempo che trovano.
          Per citare ancora il mio amato Cardinale Newton “Dio ci salva ad uno ad uno “( ONE by one )
          e ci parla ad uno ad uno. Non all’ammasso…anche se ormai siamo nella “società di massa”

          • Cherubino scrive:

            mah, sinceramente è una critica senza capo nè coda, perchè quando usiamo l’intelletto facciamo sempre delle astrazioni (lo diceva anche S. Tommaso) e usiamo delle categorie, come appunto “non credenti” “atei”, ecc. ecc.
            Questo non è affatto segno di poco realismo, perchè il realismo perfetto in gnoseologia è errato quanto il nominalismo.
            Parlare quindi di dialogo con i non credenti è del tutto legittimo, perchè si dice che qualcosa, al di là delle infinite attuazioni è un principio valido in sè, è un fondamento. Il che non toglie che il principio non subisca poi tutte le limitazioni che il caso concreto può porre.
            Ad esempio, il fatto che cercare una parola comune, ossia ciò su cui si può essere d’accordo e che unisce, prima di ciò che non è condiviso, e che divide, senza negare questo secondo momento, ma ponendolo come non assoluto, è un principio valido in ogni caso specifico. E’ però anche ovvio che essendo un principio non sempre si attua o non avviene perfettamente.
            Se infatti è sempre valido cercare di preservare i punti di accordo, non sempre ci si riesce e non sempre ciò basta per risolvere le divisioni. Ma questo non toglie e non nega il principio, al contrario lo rafforza, perchè proprio la non riuscita del principio che viene vissuta come una non pienezza dimostra quanto il principio sia prezioso e valido.

  11. macv scrive:

    Ricordarsi il dialogo tra L’innominato e il Cardinale Borromeo nel Manzoni. il dialogo tra Ivan Karamazon e lo Staret Zosima in Dostoevskji . non ci può essere vero dialogo cristiano che a tu per tu, fra due esseri umani, non fra categorie astratte “atei” e credenti” ma fra cuore e cuore , guardandosi negli occhi. Ed è da questi dialoghi anche fra un credente e un ateo che , a volte, sbocciano le conversioni o comunque le amicizie
    Tutto il resto è retorica buona per le prime pagine appunto dei giornali, che tra due giorni saranno carta straccia e di cui , tra vent’anni non si ricorderà più nessuno.

  12. macv scrive:

    Per chi non lo sapesse ricordo che il motto cardinalizio del Beato Cardinale Henry Newman. “Cor ad cor loquitur” era tratto da una frase di San Francesco di Sales che scriveva all’Arcivescovo di Bourges ” Si ha un bel dire , il cuore parla al cuore e la lingua alle orecchie”

  13. Laura scrive:

    Tutti che “ciacolano” con triste monologo collettivo (dove tutti parlano nessuno ascolta e ognuno resta sulle proprie posizioni)pochi si convertono questo è il dramma.
    Al dialogo pressapochista di Papa Francesco preferisco la predicazione di S.Paolo c’è una grandissima differenza tra loro,un abisso; Papa Francesco è lontano anni luce. Ridateci Benedetto 16 o un papa come lui nella cui predicazione sia bandita la superficialità l’uomo di oggi non ha bisogno di superficialità ma della Verità detta senza giri di parole come accade nella Chiesa oggi a cominciare dal papa.

  14. Sal scrive:

    “questo dialogo non è un accessorio secondario dell’esistenza del credente: ne è invece un’espressione intima e indispensabile.”

    Senza voler entrare nel merito dei diversi tipi di dialogo (socratico, platonico, concertato), generalmente: “dialogo indica il confronto verbale tra due o più persone, mezzo utile per esprimere sentimenti diversi e discutere idee non necessariamente contrapposte.” – Wikipedia

    Quanto la persona è una sola non c’è dialogo ma monologo ed è un monologo perché colui che vorrebbe dialogare pretende di essere infallibile e pretende di poter spiegare “il mistero” definendolo verità senza voler ammettere che si tratta solo di una sua presunta ipotetica verità incomprensibile ai più.

    Che poi i cristiani non “dialogano” lo spiega bene anche il vangelo : “E andava in giro per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe.. Andate dunque e fate discepoli di persone di tutte le nazioni,.. insegnando loro ad osservare tutte le cose che vi ho comandato.”(Mt 4.23:Mt 28.19-20)
    Insegnare è diverso da dialogare. Il Magistero dovrebbe insegnare non dialogare.

  15. Iva scrive:

    Gesù non dialogava, ma “insegnava con autorità”.
    * * *
    Noi possiamo dialogare all’infinito (aspirando a raggiungere la Verità col dialogo), ma il Maestro, Verità eterna in Persona, è solo Lui.
    Nella misura in cui i dialoganti sono conformi a Lui, lasciano parlare Lui, facendosi suoi strumenti di conversione degli increduli e/o peccatori, mettendo da parte l’ego (cfr. s. Paolo: “Non sono più io che vivo….”)
    * * *
    solo in Paradiso non avremo bisogno di parlare (con fiumi di parole e ghihrigori dialettici per se-durre/incantare l’interlocutore, sia pure a buon fine) per cercare Dio, perchè “Lo vedremo così come Egli è”.

    • stefano scrive:

      Perché contrappone il dialogo e l’insegnamento? Certo che Gesù dialogava. Se gli veniva riconosciuta autorità è perché parlava secondo verità. Anche noi, forti della verità che portiamo, possiamo e dobbiamo dialogare. E possiamo farlo con autorità. Io non vedo contrapposizione.

    • Cherubino scrive:

      non è vero che Gesù non dialogava. Basta leggere vari brani del vangelo. Fra tutti quello della samaritana al pozzo, in cui si vede come Gesù entra in relazione gradualmente, discute senza imporre (voi dite … noi invece…) ma intanto mostra alla samaritana quanto la ami gratuitamente, quanto non sia come quelli che la condannano (per questo va al pozzo nell’ora più calda), che non è come quegli altri che la sfruttano per qualche attimo di piacere (l’acqua che non dura).
      Gesù è lì e parla con lei come fratello e amico, dicendo la verità ma amandola comunque e gratuitamente. Anzi, è proprio questa la verità fondamentale e non la questione teologica di dove va pregato Dio. Gesù non si sottrae, ma fa capire che la questione vera è: quando incontri l’Amore-dono, come in quel momento, cosa fai ? Lo accogli o lo rifiuti ?

      • Mimma scrive:

        @Cherubino
        Già, Cherubino, ma Gesù è Gesù….!

        • Cherubino scrive:

          cosa vuol dire ? Lo Spirito Santo ci è dato proprio per fare le stesse cose che ha fatto lui :

          In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. (Gv, 14)

          • Mimma scrive:

            @Cherubino
            Non dubito affatto del potere che lo Spirito concede a ciascun credente di operare in Lui, Cherubino.
            Dubito invece della capacità della creatura umana di rapportarsi con il proprio IO che è tiranno e prepotente .

          • Cherubino scrive:

            ovviamente c’è la zavorra dell’uomo vecchio, ma negare che l’uomo nuovo possa progredire nell’infusione dello Spirito Santo e che ciò accada in tanti uomini non è vero …

          • Mimma scrive:

            @Cherubino
            No, Cherubino, non era mio intento negarlo, era solo mia intenzione evidenziare le grandi difficoltà di noi uomini a liberarci dalla prepotenza del nostro ego.
            Il Signore può “tutto in tutti”anche al di la di ogni nostro possibile peccato o infedeltà, siamo noi invece che ci chiudiamo spesso all’effusione della Grazia non dandogli spazio ad agire come è nel Progetto di Dio.
            Spesso rimpiangiamo le cipolle d’Egitto…

  16. Andre scrive:

    La domanda non vuole assolutamente sembrare provocatoria, ma esprime una semplice curiosità: voi cari Iva, Macv, Timorato, ecc., se foste stati il Papa e aveste deciso di scrivere a Scalfari, cosa gli avreste detto?

    • macv scrive:

      A una persona che ha scritto negli anni queste cose, sulla Chiesa, sui papi precedenti Francesco, io non solo non avrei scritto, ma lungi da chiamarlo “Pregiatissimo” l’avrei chiamato “Ignobilissimo”

      http://fidesetforma.blogspot.it/
      O forse lei caro Andre non sa chi è Scalfari, cosa , pensa, cosa scrive e le ingiurie che ha vomitato per anni sulla Chiesa cattolica?

  17. diaconus scrive:

    Interrogativi per gli uomini che(ancora) credono alla chiesa e ai suoi preti! Se la verità non è assoluta perchè devo credere nel Figlio di Dio? Perchè devo credere nei dogmi? Incarnazione, Assunzione se non esiste una veirità assoluta perchè devo credere ai Vangeli? Perchè devo crdere che ” in nessun altro nome c’è salvezza” se non c’è una verità assoluta perchè devo credere “la Chiesa una santa cattolica apostolica”?
    Se la verità non è assoluta perchè devo credere nella Trinità? Perchè devo credere che l’uomo ha un “anima” immortale che c’è la vita eterna? se la mia coscienza mi dice che il matrimonio è una convenzione sociale prechè non posso andare o avere rapporti o legami con altre donne o uomini sposati? Se la mia coscienza mi dice che devo fare di tutto per stare bene perchè devo occuparmi del prossimo? Senza verità assoluta non serve avere o credere in un Dio. Che questo l’affermi il Papa bene! la Domenica è meglio andare a divertirsi o a lavorare.

  18. Sal scrive:

    E a proposito di dialogo….. come si fa a dialogare in moderazione ?
    C’è qualcuno che teme il dialogo e si tura le orecchie, come i farisei per non sentire e non far sentire. Si chiama ipocrisia voler dialogare “solo a modo mio” .

    Per questo Gesù disse : “Dovunque qualcuno non vi riceva o non ascolti le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città scuotete la polvere dai vostri piedi.” ( Mt 10.14) Perché non tutti avrebbero avuto la capacità di dialogare nemmeno di ascoltare.
    Avrà la scrivania polverosa anche Tornielli…. Con tutta questa polvere.

    p.s. dice stefano:
    “ Anche noi, forti della verità che portiamo, possiamo e dobbiamo dialogare. E possiamo farlo con autorità. Io non vedo contrapposizione.”
    Ma non è verità sig. Stefano, è un mistero inspiegabile. Per questo c’è contrapposizione. Non può dialogare sui misteri inspiegabili. Può solo prendere o lasciare. Non lo può capire.

  19. Andre scrive:

    Difatti il Papa dice: Dunque, la verità è una relazione! Tant’è vero che anche ciascuno di noi la coglie, la verità, e la esprime a partire da sé: dalla sua storia e cultura, dalla situazione in cui vive, ecc. Ciò non significa che la verità sia variabile e soggettiva, tutt’altro. Ma significa che essa si dà a noi sempre e solo come un cammino e una vita. Non ha detto forse Gesù stesso: “Io sono la via, la verità, la vita”? In altri termini, la verità essendo in definitiva tutt’uno con l’amore, richiede l’umiltà e l’apertura per essere cercata, accolta ed espressa. Dunque, bisogna intendersi bene sui termini e, forse, per uscire dalle strettoie di una contrapposizione… assoluta, reimpostare in profondità la questione. Penso che questo sia oggi assolutamente necessario per intavolare quel dialogo sereno e costruttivo che auspicavo all’inizio di questo mio dire”.

    La verità non é quindi variabile, cioè bestemmiare Dio é e resterà sempre un peccato. Ma il Dio amore, che é relazione sa distinguere se uno bestemmia perché fin da quando é piccolo ha sentito tutta la sua famiglia bestemmiare ogni giorno ed ha contratto un abitudine ormai ineliminabile senza rendersi neppure conto di ciò che dice o se compie un atto deliberato di offesa a Dio.

    É solo Dio che puó giudicare, perché é solo lui, in quell’intima relazione d’amore con noi, a conoscere veramente il nostro cuore, più di noi stessi.

    O secondo voi una coppia di conviventi che é stata insieme tutta la vita e sempre nella fedeltà rischia l’inferno più di una coppia sposata in chiesa in cui entrambi si sono fatti una vita parallela con i rispettivi amanti?

    Abbiamo chiari i principi, ma lasciamo a Dio il giudizio, questo dice il Papa.

  20. diaconus scrive:

    Caro Andre,
    allora è inutile andare in chiesa, che mi confesso a fare?
    allora i Vangelo non è verità, dice delle falsità es.”cio che legherete sulla terra……..”
    Non è vero che Gesù ha conferito il potere di sciogliere e legare…..secondo quello che dice il Papa ognuno può vivere come gli detta la propria coscienza, se la mia coscieza mi dice che è giusto uccidere per una causa superiore (es. l’islam) devo uccidere gli infedeli perchè cosi sono tranquillo. Se la mia coscienza mi dice che è giusto rubare perchè quel ricco a tanti soldi e io no devo rubare. Mi domando che serve la Chiesa, preti, Vescovi e Papa se alla fine Dio(se esiste) giudichera non secondo quello che ho fatto ma se quello che ho fatto era coerente con la mia coscienza dunque posso compiere un altro 12 settembre in coscienza e sono tranquillo.

  21. Iva scrive:

    come sarebbe? la Verità sarebbe “una relazione” ??

    ma questo è assurdo ! ciò in soldoni significa relativizzare la Verità che invece è assoluta ed eterna, stabile e immutabile, essendo essa la Persona di Gesù Cristo, Verbo eterno di Dio:
    il Signore, che E’, che ERA e che VIENE; significa concretamente negare la DIVINITA’ DI NOSTRO SIGNORE.

    La verità non si evolve, non si adegua ai tempi, alle mode e ai filosofi !
    tanto per conformarsi al “dio dialogo” che, usato a oltranza per presunta evangelizzazione, ORA, in questi INCHINI morali e dialettici, relativizza tutto, anche Dio !
    Ecco a che punto si arriva per filosofeggiare intorno alla Fede, per compiacere il mondo e i suoi pensatori atei che giacciono -abbracciati e conformi al mondo- sotto il potere del maligno.

    Il papa cpon quelle parole non sta affatto convertendo l’ateo….ma si fa convertire da lui al “libero pensiero” relativista……e Dio sa se se ne rende conto !

    occorre pregare per bergoglio e i suoi falsi scopi dialoganti, frutti del cv2, perchè in tal modo NON TUTELA IL GREGGE, non converte gli atei, ma li conferma in tutti i loro errori….

    e inoltre fa vacillare in modo crescente la debole fede di tanti fedeli incerti e confusi, fino a spegnerla, perchè ora, dopo aver letto quei ghirigori dialettici, chissà quanti poveretti penseranno che

    la Verità assoluta non esiste, ma è relativa al SOGGETTO CHE LA ELABORA !

    ecco l’apostasia dilagante, a partire dai vertici, annunciata a Fatima, e che ormai porta il convoglio-Chiesa in rapida discesa sulla china, senza più freni, a iniziare dall’abdicazione di BXVI (v. rimozione del kathekon, come spesso auspicava anche Cacciari…..)

    • stefano scrive:

      Iva, mi pare che lei non entri mai nella dialettica della discussione, ma si limiti a contestare ogni affermazione del Papa per partito preso. Se lei vuole approfondire con altri le affermazioni del Santo Padre è la benvenuta, ma se invece vuole approfittare del blog solo per lanciare i suoi proclami contro l’apostasia della Chiesa, allora non sta usando della libertà che le viene concessa in modo corretto. Comunque sappia che io sto benissimo nella Chiesa e non mi sento affatto un apostata. Tanto meno mi sognerei di pensare una cosa simile del Papa. Mi inorridisce il solo pensiero che qualcuno che si dice cristiano passi il tempo a diffondere queste calunnie.

    • Cherubino scrive:

      e si vede che pure S. Tommaso sbagliava, perchè il concetto di “adequatio rei et intellectus” è un concetto di relazione. Se poi aggiungiamo che la “res” delle verità cristiane non è una cosa ma l’essenza delle persone, umane e divine, è proprio come dice il papa: la verità è relazione.
      E’ relazione tra Dio e l’uomo, perchè leggere il Catechismo, se non si entra in relazione con Cristo e con il Padre, per mezzo dell’inabitazione dello Spirito Santo in noi, non serve a niente. Non è conoscenza e la fede non è verità.
      Gesù dice Io sono la verità (la via e la vita). Quindi la verità è relazione a Lui, prima di tutto. Poi pone la relazione con il fratello, la carità (dal verbo aver cura) come luogo della verità della stessa fede.
      E lo ripete S. Giacomo: se non ami il fratello che vedi, come puoi amare Dio che non vedi ? Potete ripetere a macchinetta tutto il Catechismo, di Pio X o di Giovanni Paolo II fa lo stesso, ma se non siete nella verità dell’amore di Dio e dell’amore del prossimo, siete solo “cembali che tintinnano”.

      • timorato scrive:

        si!, come è lei nella verità dell’amore di Dio…..tanto da demonizzare gli altri -che non servono la sua ideologia-
        in tutti i modi.

        proprio lei parla di dialogo “sacralizzato”, quando anche in questo stesso post, non si risparmia di giudicare il foro interno di quanti -avendolo premesso migliaia di volte- si limitano a criticare gesti e parole degli uomini di Chiesa e mai le loro intenzioni……e sempre per ovvie ragioni di Apostolato (che per lei equivalgono alle tattiche del partito opposto al suo)!!!!

        • Cherubino scrive:

          Non ho demonizzato nessuno, mi basta ascoltare e seguire il giudizio della Chiesa, quello che lei offende continuamente. Non cerchi di ribaltare le posizioni, è lei che non riconosce l’autorità dei vescovi e del papa, che li accusa costantemente, insieme a un miliardo e più di cattolici.
          Lei non è un demonio, ma certamente le cose che dice gliele ispira lui. Lei ne è una solo una vittima schiava che non si rende conto della sua schiavitù.

      • Hadassah scrive:

        Vero. E’ un relazione. Ma la realtà precede e l’intelletto si “adegua”.

        “La realtà, invece, è Cristo”.

        Affermare che la Verità è relazione non significa considerarla relativa. Come hanno interpretato quasi tutti i laici “dialoganti”.

        La Trinità è relazione “assoluta”.

  22. Andre scrive:

    Il Papa dice che la nostra coscienza se la sappiamo ascoltare, ci dice ciò che é giusto e sbagliato.

    La coscienza di un musulmano che ammazza gli infedeli forse si trova nell’ignoranza invincibile, cioè in una situazione in cui in buona fede pensa sia giusto,o magari é in malafede, che ne so. Quello che fa é oggettivamente un peccato, ma soggettivamente chi siamo io o lei per dare un giudizio ultimo su quella persona?

    Questo non fa venir meno l’importanza della confessione come Sacramento, come lei frettolosamente conclude, ma se uno per mille motivi non puó o non vuole accostarsi al sacramento cosa facciamo, lo consideriamo un dannato perché non si é mai confessato in vita sua? E se uno ha commesso cento omicidi, confessandosi peró sempre tra uno e l’altro, é più a posto? Forse si, forse no, io non lo so, lo sa solo Dio.
    Vede, se ragioniamo col codice penale alla mano non se ne viene fuori, perché dovremmo dire allora che uno rischia l’inferno perché non é andato deliberatamente a Messa la domenica prima di morire senza fare in tempo a confessarsi, pur avendo sempre santificato le feste le altre volte.

    Sulla salvezza dei non cattolici, le richiamo la dominus jesus: Inoltre, l’azione salvifica di Gesù Cristo, con e per il suo Spirito, si estende, oltre i confini visibili della Chiesa, a tutta l’umanità . Parlando del mistero pasquale, nel quale Cristo già ora associa a sé vitalmente nello Spirito il credente e gli dona la speranza della risurrezione, il Concilio afferma: «E ciò non vale solamente per i cristiani ma anche per tutti gli uomini di buona volontà , nel cui cuore lavora invisibilmente la grazia. Cristo infatti è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale» [37].

    La Dominus Jesus, riprendendo anche i testi conciliari

    • diaconus scrive:

      Non mi ha convito, io ponevo degli interrogativi per essere aiutato a capire, oggi se la stessa Chiesa con la voce più alta il Papa, dice che alla fine tutto si riduce ad un fatto di coscienza che giustifica qualsiasi efferatezza,(anche Hitler e Stalin potevano avere una ignoranza invincibile) che serve oggi una Chiesa? Che servono i Sacramenti? mi par di capire che si può vivere come si vuole, fare quello che si vuole purchè in armonia con la propria cosciena, tutto il resto sono soprastrutture create dagli uomini, sia una Moschea, sia un Tempio o una Chiesa.Anche i testi sacri Bibbia, Corano o i testi sacri degli Indù o dei budisti sono solo bei testi di letteratura, storia e filosofia con un po di morale

      • stefano scrive:

        Caro diaconus, Lei abusa del senso delle parole del Papa se ne conclude che allora ognuno può fare quello che vuole e che non servono più né Chiesa, né sacramenti perché basta la coscienza. Alla domanda se un non credente possa peccare, il Papa ha detto che sì, anche un non credente può peccare, se non agisce in armonia con la propria coscienza. In tal modo il Papa ha affermato che tutti, credenti e non credenti, sono accomunati dalla stessa condizione di peccato, ricordando una semplice verità evangelica. Infatti, come lei saprà, nessuno, credente o non credente, può perseverare nel bene senza l’ausilio della grazia, sia che osservi la Legge, sia che ascolti la propria coscienza. Alla fine si troverà la Legge che lo condanna, oppure la propria coscienza. Del resto che la coscienza sia la voce di Dio in noi è un insegnamento perenne della Chiesa, e che debba essere sempre seguita imperativamente è anche un dato acquisito da sempre.

        • Iva scrive:

          che la coscienza sia la voce di Dio in noi è un insegnamento perenne della Chiesa,
          ————

          ma la coscienza può essere ERRONEA, offuscata da falsi valori, se non è rettamente formata alla RETTA DOTTRINA CATTOLICA, quella che non muta al seguito del panta rei modernista&polieretico !

          Una volta 8fino a 50 anni fa) la chiesa Madre e Maestra insegnava a DISCERNERE
          BENE/MALE
          VERO/FALSO
          GIUSTO/INGIUSTO,
          alla luce della Dottrina e Magistero perenne ;
          invece oggi insegna che tale distinzione è soggettiva e variabile, secondo la mens dell’interprete, che così è sempre in “buonafede”.
          Non vale più l’oggettiva santità della LEGGE DI DIO, ma la soggettiva interpretazione del singolo individuo, : ognuno si fa legge a se stesso, e vuole essere FEDELE A SE STESSO (riferimento assoluto

        • Iva scrive:

          che la coscienza sia la voce di Dio in noi è un insegnamento perenne della Chiesa,
          ————

          ma la coscienza può essere ERRONEA, offuscata da falsi valori, secondo concupiscenza della CARNE, caro amico! se essa non è rettamente formata alla RETTA DOTTRINA CATTOLICA, quella che non muta al seguito del panta rei modernista&polieretico !

          Una volta (fino a 50 anni fa) la Chiesa Madre e Maestra insegnava a DISCERNERE attentamente:
          BENE/MALE
          VERO/FALSO
          GIUSTO/INGIUSTO,
          alla luce della Dottrina e Magistero perenne, afficheè il cristiano potesse in coscienza RETTA- SCEGLIERE IL BENE E RIGETTARE IL MALE: dov’è oggi questo insegnamento ?
          invece oggi insegna che tale distinzione è soggettiva e variabile, secondo OGNI singola mens dell’interprete, il quale così è sempre in “buonafede”, sempre giustificato nelle sue azioni.
          Non vale più l’oggettiva santità della LEGGE DI DIO, ma la soggettiva interpretazione del singolo individuo, : ognuno si fa legge a se stesso, e vuole essere FEDELE A SE STESSO (così disse una mia amica quando cominciò a vivere secondo liberi costumi, abbandonando Chiesa e sacramenti, grazie alla RIVOLUZIONE CULTURALE!….)
          Protestantesimo pratico, esteso a tutti gli uomini del mondo, che si PRESUME abbiano tutti buona volontà e……buona e santa natura, DI DEFAULT, of course,
          secondo mito del buon selvaggio !

          Concilium imperat (et diktat.)

          • Iva scrive:

            dov’è oggi il DISCERNIMENTO, lo insegnano forse i “pastori di anime” ?

            a quali pasture portano le pecore ignare di teologia morale ?

            oggi sentiamo riferire da più parti cose orripilanti, di preti che avallano i peccati, sol perchè “non bisogna giudicare….e Dio è buono e comprende ecc….”
            altro che discernimento bene/male e formazione della coscienza !

  23. andre scrive:

    e quindi, aggiungo, la tanto vituperata Dominus Jesus ribadisce sì il concetto extra ecclesia nulla salus, ma non nel senso che chi non è cattolico va all’inferno, ma nel senso che anche chi non è battezzato, od il battezzato non credente, fa parte della Chiesa nella misura in cui, consapevolmente o inconsapevolmente, lascia che la Grazia agisca in lui.

    Ma solo Dio giudicherà se Tizio o Caio, pur non andando mai a Messa la domenica, si è lasciato plasmare dalla grazia, o se Sempronio, pur andandoci, non si è lasciato abbracciare da Dio nella sua vita di tutti i giorni…certo chi si accosta ai Sacramenti ha più “facilità” di venire in contatto con la grazia…ma in ultima analisi, chi può giudicare? Dio.

  24. diaconus scrive:

    Mi sembra di capire che la”vituperata Dominus Jesus” è il metro persino superiore ai Vangeli per comprendere chi si salva o no, vorrei che mi venisse spiegato(se il Vangelo non mente) questi versetti so che non si può estrapolare un versetto, ma questa affermazione di Gesù è categorica: Luca 12,8-10
    8 Inoltre vi dico: Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; 9 ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
    10 Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo gli sarà perdonato, ma chi bestemmierà lo Spirito Santo non gli sarà perdonato.
    Mi sembra di capire che la storia personale centri poco, ma la savezza dipende dall’accettare Cristo o non accettarlo, Forse questo vale solo per il tempo storico di Gesù? O è eterno?

  25. andre scrive:

    I Sacramenti servono nella misura in cui io, attraverso di essi, mi lascio VERAMENTE plasmare dall’amore di Dio…cioè da quella relazione d’amore di cui parla il Papa….se mi sono sempre confessato una volta alla settimana e sono andato a Messa tutte le domeniche, ma non mi sono mai lasciato abbracciare dall’amore di Dio per poi donarlo agli altri, non ho mai cambiato nulla nella mia vita, ma ho solo “timbrato” il cartellino..beh?allora? sono come il fariseo…
    E posto che sono pochi che si fanno completamente plasmare dall’amore di Dio, alla fine si torna al discorso che siamo tutti peccatori e al tema della misericordia di Dio.

    la ragione di tutti, del più grande teologo come del Papa, si deve arrendere di fronte al tema misterioso del rapporto tra giustizia e misericordia.

    Dio è infinitamente misericordioso, ma anche giusto. Come si conciliano le due cose? Lei non lo sa, io neppure, lo sapremo dopo morti.

    La morale cristiana ci dice cosa è oggettivamente peccato, ma non ci dice se quella persona è soggettivamente in peccato (mortale). Ci fornisce degli elementi (la piena avvertenza ed il deliberato consenso) che aiutano il confessore ad orientarsi in una nebbia che resta comunque tale.

    Pensa che un confessore sia in grado di dire con OGGETTIVA e matematica certezza se quel peccatore aveva la PIENA avvertenza ed il deliberato consenso di quel peccato grave? Lo può presumere, ma solo Dio sa con certezza.

    Se noi la vediamo in negativo, cioè ragioniamo soltanto col criterio “rischio l’inferno se domani non vado a Messa” non siamo cristiani maturi.

    Se ragioniamo nell’ottica: Dio mi dà la possibilità di incontrarlo nei Sacramenti, e voglio questo incontro per farmi illuminare, io peccatore, dalla Sua luce, allora sono in quell’incontro e relazione di cui parla il Papa.

    Dio che è infinito amore e misericordia secondo Lei non trova il modo di mettersi in contatto, in modi che noi non conosciamo, anche con chi non va a messa la domenica o è apparentemente lontano da lui?

  26. andre scrive:

    Magistero, tradizione e parola vanno letti in uno.

    Quando si accetta Cristo? Quando non lo si rinnega?
    Non basta mica dire io ti accetto Cristo come Figlio di Dio, perche se poi non si segue il comandamento dell’amore e non si dà da mangiare agli affamati ecc…..
    Se accetto Cristo ma non mi metto in relazione con lui, facenomi trasformare dal Suo amore e donandolo agli altri, non l’ho veramente accettato, l’ho rinnegato!
    E Dio giudicherà e nel contempo mi guarderà con misericordia, nel modo che solo Lui sa e che nessuno su questa Terra conosce

  27. andre scrive:

    Spero di non scandalizzarla se le dico che noi non possiamo dire che con certezza Hitler e Stalin sono all’inferno.
    Posso dirle che nella Spe Salvi Benedetto dice che “«possono esserci persone che hanno distrutto totalmente in se stesse il desiderio della verità e la disponibilità all’amore. Persone in cui tutto è diventato menzogna; persone che hanno vissuto per l’odio e hanno calpestato in se stesse l’amore. È questa una prospettiva terribile, ma alcune figure della stessa nostra storia lasciano discernere in modo spaventoso profili di tal genere.”
    Nessuna certezza, però.
    E’più cristiano sperare che Hitler e Stalin siano all’inferno o che abbiano accolto la misericordia di Dio anche nell’ultimo istante della loro vita? E come si concilia la sua misericordia con la giustizia?

    Se avessimo già le risposte a tutte le domande, saremmo noi Dio.
    Per fortuna non è così.

  28. diaconus scrive:

    Garzie per la Sua disponibilità al dialogo garbato e rispettoso, ( mi dispiace doverlo interroperlo), alla fine anche Lei conviene che sono le azioni che qualificano gli uomini ed in particolare i seguaci di Cristo, non una coscienza personale, ma le azioni di”umanità ch3e sono universali” (Mt 25,31-46) dare da mangiare aver pietà per i carcerati, ricoprire gli ignudi sono azioni, dunque esite una coscienza non sogettiva ma obiettiva che guida e impone il mio agire, ogni uomo riceve da Dio “l’olio” (parabola delle Vergini) che è per tutti ogettivamente(non uccidere fai il bene….) ma se io spreco l’olio (le vergini stolte) non c’è coscienza personale che mi giustifica la porta sarà chiusa.

  29. peccatore scrive:

    La verità esiste e si è rivelata in Gesù Cristo.
    Da Lui abbiamo conosciuto che Dio è Padre, Figlio e Spirito santo.

    Vale a dire che Dio, che è Uno, è in se stesso relazione (di Tre Persone Divine)!
    Sempre da Gesù abbiamo conosciuto che Dio è amore e ci ama, noi Sue creature.
    Anche questo è relazione.

    Adesso ragioniamo: se io, creatura finita, posso relazionarmi con un Assoluto eterno e infinito, che esprime se stesso come relazione e si fa conoscere amando, chiedendomi di vivere questa relazione tra Lui e me estendendola alla relazione tra me e gli altri che risponda alla medesima logica, posso dire, con il Papa, che l’Assoluto è “relativo”, in quanto “relazionale”? Mi pare che non si possa che rispondere di sì, dicendo l’infinito di Dio, di un Dio non distante, ma vicino!!

    Posso capire fischi per fiaschi, come Scalfari, ottuso dai propri pregiudizi, e ritenere che il Papa abbia detto che allora non esiste la verità (che è Cristo) e che finora la Chiesa sosteneva altro? Scalfari dimostra che è possibile, ma tutto sta ad avere l’ampiezza di vedute di Papa Francesco o quella del pregiatissimo (per dio lo siamo tutti) Eugenio Scalfari che, per esempio, giudica spregevole il magistero limpidissimo di Benedetto XVI.

    Come posso, io, cristiano pieno di peccati e limiti umani, essere degno di un simile messaggio senza depotenziarlo con le mie miserie e diventare scusa che giustifica l’incomprensione altrui, che sfocia in pericolose dittature senza libertà?
    Solo per grazia di Dio, e non primariamente per merito mio.
    Perciò devo contemplere l’umanità di Dio, in Gesù innocente e crocifisso, consegnatosi mite agnello nelle mani dei tosatori. La mitezza, come altre virtù, è dono dell’agire di Dio in noi, non del nostro “brandire Dio”. Ma qui si è prossimi alla croce, dove anche i cattolici, e ancor meno i laicisti, non ci stanno mai troppo volentieri, se non nel ruolo di crocifissori.

  30. Sal scrive:

    “«La natura della fede non è tale per cui a partire da un certo momento si possa dire: io la possiedo, altri no… La fede rimane un cammino. Durante tutto il corso della nostra vita rimane un cammino, e perciò la fede è sempre minacciata e in pericolo. Ed è anche salutare che si sottragga in questo modo al rischio di trasformarsi in ideologia manipolabile”

    Assolutamente falso. Se fosse vero, per es. il moderatore non metterebbe alcuni in moderazione trasformando la difesa della verità in ideologia protettiva della falsità.

    “Gott mit uns” (in italiano Dio con noi) era in origine il motto dell’Ordine Teutonico.(*) Dopo la caduta dello stato dei Cavalieri Teutonici, divenne il motto dei re di Prussia fino a divenire motto degli Imperatori tedeschi.

    Il motto pare abbia origine dell’urlo di battaglia romano “Deus nobiscum,” utilizzato anche delle truppe di Bisanzio e compare anche durante la guerra dei trent’anni (usato da Gustavo II Adolfo di Svezia). Il motto, in cirillico (Съ нами богъ!), fu utilizzato anche dall’Impero Russo.

    (*) L’Ordine teutonico (in latino Ordo Fratrum Domus Hospitalis Sanctae Mariae Teutonicorum in Jerusalem o Ordo teutonicus; in tedesco Orden der Brüder vom Deutschen Haus St. Mariens in Jerusalem o Deutscher Orden; sigla O.T.) è un antico ordine monastico-militare e ospedaliero sorto in Terrasanta all’epoca della terza crociata (insieme a quelli gerosolimitano e del Tempio) ad opera di alcuni tedeschi (di Brema e Lubecca) per assistere i pellegrini provenienti dalla Germania.

    E’ l’urlo di battaglia di adottato dal moderatore !

  31. Reginaldus scrive:

    Perché non citare di questa lettera la frase “DIO PERDONA CHI SEGUE LA SUA COSCIENZA”, frase che è un concentrato di assurdità? È qui infatti che casca l’asino (dico così usando un modo di dire.. )! Infatti, se seguire la propria coscienza é un dovere, e quindi un diritto da rispettare – come ripetuto a dritta e a manca da questo stesso Bergoglio detto papa-Francis – per quale motivo Dio dovrebbe PERDONARE chi fa il suo dovere??? PREMIARLO dovrebbe! Almeno il predecessore di questo, l’ altro detto papa Benedetto, ora papa suo dirimpettaio, era stato logico e cristallino nella sua affermazione, secondo la quale: “Al di sopra del Papa, come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell’autorità ecclesiastica…”. Se questa benedetta coscienza DEVE essere obbedita, perché Dio dovrebbe perdonare chi ottempera a un suo dovere, e si attiene a un suo diritto fondamentale???

    - Quanto poi alle parole qui citate :”La natura della fede non è tale per cui a partire da un certo momento si possa dire: io la possiedo, altri no… La fede rimane un cammino”, esse mi fanno venire in mente la famosa canzoncina:”Come l’araba Fenice, che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa”…

    • Cherubino scrive:

      S. Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, I-II, 19, 5

      nelle cose indifferenti la volontà, che è in disaccordo con la ragione, o con la coscienza erronea, è cattiva, in una maniera o nell’altra, per l’oggetto dal quale dipende la bontà o la malizia della volizione: non già per l’oggetto in se stesso, ma in quanto occasionalmente viene considerato dalla ragione come un male da farsi o da evitare. E poiché l’oggetto della volontà è condizionato alla presentazione della ragione, per il fatto che una cosa viene presentata dalla ragione come cattiva, la volontà nel perseguirla diventa cattiva. Ora, questo non sì verifica soltanto nelle cose indifferenti, ma anche in quelle intrinsecamente buone o cattive. Infatti non soltanto la cosa indifferente può accidentalmente assumere natura di bene o di male; ma il bene stesso può assumere aspetto di male, e il male l’aspetto di bene, in forza dell’apprezzamento della ragione. Astenersi dalla fornicazione, p. es., è un bene: e tuttavia la volontà non può perseguirlo come tale, che in base alla presentazione della ragione. Se quindi venisse presentato dalla ragione erronea come un male, verrebbe perseguito sotto l’aspetto di male. Perciò la volontà sarebbe cattiva, poiché vorrebbe un male: non già un male che è tale per se stesso, ma per accidens, cioè in l’orza dell’apprezzamento della ragione. Così credere in Cristo è cosa essenzialmente buona e necessaria alla salvezza: ma la volontà non può tendere a questo che in base alla presentazione della ragione. E quindi, se la ragione lo presentasse come un male, la volontà non potrebbe volerlo che come un male: non perché sia un male per se stesso, ma perché è un male nella considerazione della ragione. Per questo il Filosofo insegna che, “assolutamente parlando, incontinente è colui che non segue la retta ragione: per accidens è incontinente anche colui che non segue la ragione falsa”. Dunque bisogna concludere, assolutamente parlando, che ogni volere discorde dalla ragione, sia retta che erronea, è sempre peccaminoso.

      • Sal scrive:

        @ Cherubino
        ” bisogna concludere, … che ogni volere discorde dalla ragione, sia retta che erronea, è sempre peccaminoso.”
        (Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, I-II, 19, 5)

        Strabiliante sig. cherubino. La ringrazio.
        Come li spiega i Misteri incomprensibili alla Ragione e perchè ci crede ?

    • Cherubino scrive:

      Va però ricordato che …

      S. Tommaso d’Aquino, ST, I-II, 19, 6

      “se la coscienza erronea scusi [dal peccato]. Ora, il problema attuale dipende da ciò che abbiamo detto a proposito dell’ignoranza. Infatti sopra abbiamo detto che l’ignoranza non sempre causa involontarietà. E poiché e il bene e il male morale si determinano nell’atto in quanto questo è volontario, come è evidente da quanto abbiamo detto, è chiaro che esclude la ragione di bene e di male morale l’ignoranza che causa l’involontarietà dell’atto; non già quella che non produce codesta involontarietà. E abbiamo anche detto che l’ignoranza, direttamente e indirettamente volontaria, non può causare involontarietà. E chiamo ignoranza direttamente volontaria quella che è perseguita da un atto di volontà; indirettamente volontaria quella dovuta a negligenza”

      • Reginaldus scrive:

        ri-cito Ratzinger detto papa Benedetto XVI:

        “Al di sopra del Papa, come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell’autorità ecclesiastica. L’enfasi sull’individuo, a cui la coscienza si fa innanzi come supremo e ultimo tribunale, e che in ultima istanza è al di là di ogni pretesa da parte di gruppi sociali, compresa la Chiesa ufficiale, stabilisce inoltre un principio che si oppone al crescente totalitarismo»

        Se la coscienza deve essere obbedita , perché la coscienza è il supremo ed ultimo tribunale, e come tale l’ultima istanza, perché- ri-domando – chi obbedisce ad essa coscienza Dio dovrebbe PERDONARLO??? Non si perdonano le malefatte- dietro pentimento ovviamente???

        • Cherubino scrive:

          perdonare ha più significati. Può indicare il non tenere conto di un peccato dal punto di vista soggettivo, quindi per-donare la colpevolezza dell’atto peccaminoso, oppure può indicare il non tenere conto dell’oggettività peccaminosa a causa della non colpevolezza soggettiva, esattamente il caso della coscienza erronea senza colpa.

          Lei fa cavilli da praticante avvocatucolo …

          • Reginaldus scrive:

            lei fa giravolte e arrampicature su specchi. Le ho chiesto, a lei, celestial @Cherubino ( vede, mi degno anche di nominarla!) di spiegarmi le parole di Bergoglio e di Ratzinger… Spieghi, con parole chiare, senza tirare in ballo san Tommaso (povero San Tommaso!) e sentiremo che cosa ha da dire sulla coscienza “tribunale supremo e ultima istanza…”, che Dio perdona comunque….. Il resto è fuffa, ora in versione bergogliastra….

          • Cherubino scrive:

            perchè , le sta antipatico S. Tommaso ?

    • Cherubino scrive:

      Lumen fidei, enciclica di papa Francesco

      9. Ciò che questa Parola dice ad Abramo consiste in una chiamata e in una promessa. È prima di tutto chiamata ad uscire dalla propria terra, invito ad aprirsi a una vita nuova, inizio di un esodo che lo incammina verso un futuro inatteso. La visione che la fede darà ad Abramo sarà sempre congiunta a questo passo in avanti da compiere: la fede “vede” nella misura in cui cammina, in cui entra nello spazio aperto dalla Parola di Dio. Questa Parola contiene inoltre una promessa: la tua discendenza sarà numerosa, sarai padre di un grande popolo (cfr Gen 13,16; 15,5; 22,17). È vero che, in quanto risposta a una Parola che precede, la fede di Abramo sarà sempre un atto di memoria. Tuttavia questa memoria non fissa nel passato ma, essendo memoria di una promessa, diventa capace di aprire al futuro, di illuminare i passi lungo la via. Si vede così come la fede, in quanto memoria del futuro, memoria futuri, sia strettamente legata alla speranza.

  32. gianrico scrive:

    Attenzione, la crisi della Fides romana gettò le basi della la caduta dell’Impero.

    • Eremita scrive:

      Il vangelo di oggi pone un elemento essenziale per il dialogo, che è la coscienza dei propri limiti.
      San Cirillo d’Alessandria (380-444), vescovo e dottore della Chiesa
      Commento sul vangelo di Luca, 6 ; PG 72, 601
      « Il discepolo non è da più del maestro ». Se il Maestro non giudica ancora, come ti permetti tu di pronunciare sentenze ? Egli non è venuto per giudicare il mondo, ma per usargli misericordia (Gv 12,47). Compresa così, la parola di Cristo diventa : « Se io non giudico, non farlo neanche tu che sei mio discepolo. Può darsi che tu sia anche più colpevole di colui che giudichi. Che vergogna quando ne prenderai coscienza”.

      • gianrico scrive:

        Eremita le parole del papa dicono che per giudicare basta la propria coscienza,allora come la mettiamo?

  33. CRISTIANOTRIESTE scrive:

    Ora il Papa dovrebbe iniziare a dialogare anche con Famiglia Cristiana!

  34. Iva scrive:

    ha detto bene un blogger:

    il problema è che una lettera del papa che affronta in modo erroneo temi di natura dottrinale, pubblicata su di un diffuso quotidiano,
    lascia passare messaggi devianti, che pervengono ad un numero di lettori superiore a quello di un’enciclica.
    Vi pare poco? Chi mai raddrizzerà su quelle pagine le storture della lettera?
    A chi mai sarà permesso di controbattere e spiegare la vera dottrina cattolica?

  35. Iva scrive:

    pare che si stiano avverando le parole del profeta Amos (8, 11-12):

    “Ecco, verranno giorni, dice il Signore Dio, che manderò la fame nel paese, non fame di pane, né sete d’acqua, ma d’ascoltare la parola del Signore. Allora andranno errando da un mare all’altro e vagheranno da settentrione a oriente per cercar la parola del Signore, MA NON LA TROVERANNO”.

    Ci può essere un castigo più terribile di questo? non riusciremo a capire nel vero senso la Parola del Signore, perchè i pastori, in alto e in basso, non ce la spiegheranno più rettamente, ma ci confonderanno le idee con discorsi sempre più ambigui :

    caos dilagante nell’orbe cattolico derivato direttamente dall’ambiguità del cv2 e dal suo dialoghismo che non evangelizza e non converte nessuno a Cristo, ma spinge solo al pluralismo e relativismo dottrinale, liturgico e -di conseguenza – morale e spirituale !
    (sbandamento e disgregazione della Fede che non è più una, ma multi-facciale, tanti modi di intenderla quanti sono gli individui, indi Chiesa non più Una….)

  36. CRISTIANOTRIESTE scrive:

    Ma la precisazione circa una coscienza rettamente intesa non è più alla moda?

    • Cherubino scrive:

      ho citato S. Tommaso a tal proposito, non l’ha letto ?
      Comunque il discorso comprende sempre la distinzione tra ignoranza invincibile ed ignoranza vincibile, per cui la coscienza retta può essere anche erronea in diverse valutazioni morali.
      Resta il principio dottrinale costante :
      “La coscienza erronea è quella che detta una cosa falsa. Questa coscienza erronea poi si divide in invincibile, e vincibile, o sia colpevole. La invincibile è quando non occorre alla mente alcun dubbio, o memoria dell’errore; e secondo questa siamo allora obbligati ad operare, essendo ella la regola prossima (come abbiam detto già di sopra), secondo il cui dettame dobbiamo fare le nostre azioni. La vincibile poi è quando occorre già alla mente il dubbio di errare, e l’obbligo di vincerlo, e si tralascia di usare la dovuta ordinaria (non già massima) diligenza per indagar la verità. Chi opera con tal coscienza, sempre pecca, o sia che operi contra la legge, o contra la coscienza.”
      S. Alfonso Maria de Liguori

  37. giovannino scrive:

    Credo che il Santo Padre abbia approfittato dell’ appello di Scalfari , ricordiamo che è stato il giornalista a rivolgersi per primo pubblicamente a Bergoglio, anche per dare un esempio di dialogo . Dunque chi dice che “dialogo ” è un termine vago e ingannevole , ora può guardare un esempio autorevole. E questo di insegnare nella pratica e non con bolle o decreti è uno dei fatti più belli del pontificato di Francesco. Che poi un questo dialogo tra il Papa e uno dei campioni del laicismo , ci sia un elemento di spettacolo è inevitabile conseguenza dei tempi che viviamo . Tutto sommato è un bene che il Papa accetti di lanciarsi nell’ agone dell’ opinione pubblica, per quanto lontana dagli ideali liberali e largamente manipolata dai media . Si tratta di campo minato , che però si deve attraversare per raggiungere la gente. Infatti col rifiuto non si ottiene nulla di buono, il circo mediatico prosegue anche senza la voce del Papa e si viene meno al dovere di evangelizzare. Anche a Ninive non c’ era un ambiente facile , eppure Dio mandò Giona a predicare . Certamente Bergoglio rischia di essere strumentalizzato , più o meno intenzionalmente incompreso o male interpetrato . Ma una comunicazione solo unidirezionale ,quale sia il canale dall’ O.R. o pontifex- twitter , consente solo di raggiungere chi è già , più o meno sinceramente, cattolico. Molti lettori di Scalfari non hanno probabilmente mai letto niente di Ratzinger , anzi questa lettera è stata il loro primo approccio diretto alla parola di un Vescovo, al massimo il secondo dopo la predica cresimale . Anche l’ affermazione che la verità non è assoluta , senz’ altro coraggiosa perchè presta il fianco alle critiche dei ( sedicenti) tradizionalisti malintezionati , dimostra come si svolge un dialogo. Essa vuole sottolineare , credo , che il dialogo non parte da una posizione preconcetta : anche Scalfari è una creatura di Dio e dalla sua retta coscienza potrebbe scaturire qualcosa di vero , forse a dirittura qualcosa di utile per la Chiesa. . L’ interpretazione corretta, del resto, non è che la verità è opinione soggettiva , quasi un’ interpetrazione arbitraria dei fatti ( cosa che hanno sostenuto autori nichilisti tipo Nietzsche e non tutta la filosofia moderni o i fantomatici “modernisti” ) , anzi questo è esplicitamente smentito dallo stesso Bergoglio , ma che la verità come relazione , non è indipendente dal soggetto ricevente , dal canale attraverso cui la riceve e dal codice che ne codifica il significato. Questo non va , mi pare , contro san Tommaso , ma oltre, cioè accoglie concetti che non erano presenti all’ “intelligenza” medievale. Oggi mi sembra naturale usare gli strumenti della teoria della comunicazione , inesistente nel Medio Evo , anche quando si parla di Rivelazione , perchè la Rivelazione è comunicazione, sia pure divina.

  38. timorato scrive:

    il dialogo nella Chiesa è solamente superbia -sperando che non sia altro, di molto ma molto diabolico- perché:

    1) a differenza di tutta la Tradizione della Chiesa che fino al Vat.II -anche per essere in SINTONIA COL SUO DIVINO MAESTRO- non ha mai parlato di dialogo, ma di predicazione atta alla conversione, la Chiesa del Vat.II pecca di superbia, perché si crede -con il suo “dialogo”- capace di convertire i popoli tutti più di quanto abbia fatto con i “leciti mezzi cristiani” la Chiesa di prima;

    2) perché -e questa è la cosa più grave- non crede più che nessun discepolo è più grande del maestro;

    3) perché non mira veramente alla conversione alla Fede cattolica ma alla fede nel Naturalismo e nel Filantropismo, che in realtà ,non sarebbe più un peccato di superbia ma di idolatria.

    La lettera di S.S. Francesco I è veramente qualcosa di molto ma molto pericoloso per la Fede, perché rappresenta la canonizzazione del Liberalismo!

    Quando Francesco I parla di superiorità della coscienza e non della Legge di Dio -presente anche nel Diritto naturale- lui si sta genuflettendo ad adorare questo dio che è il Liberalismo!!!, dimenticando tralaltro, che: nessuna coscienza è libera da una formazione morale, dimostrando che la morale (giusta o sbagliata che sia) è sempre superiore alla coscienza stessa! e smentendo di conseguenza quello che l’ingannata e ingannatrice mente di Francesco I va dicendo e cioè: che la coscienza è in grado “naturalmente(=spontaneamente)” di poter seguire il Bene senza l’aiuto della Divina Grazia…….questo è il cuore di tutta la drammatica crisi dottrinale che sperimenta la Chiesa dei nostri giorni!

  39. CRISTIANOTRIESTE scrive:

    Credo che, senza in alcun modo aver l’ardire di giudicare il Papa, la lettera possa creare della confusione circa la realtà e l’efficacia dei Sacramenti, in primo luogo il Battesimo.

    Dalla lettura sembra che la coscienza non deve più essere rettamente formata.

    • peccatore scrive:

      LUMEN FIDEI, paragrafi sul Battesimo (stralci)

      40. È attraverso la Tradizione Apostolica conservata nella Chiesa con l’assistenza dello Spirito Santo, che noi abbiamo un contatto vivo con la memoria fondante. La fede, infatti, ha bisogno di un ambito in cui si possa testimoniare e comunicare, e che questo sia corrispondente e proporzionato a ciò che si comunica. Per trasmettere un contenuto meramente dottrinale, un’idea, forse basterebbe un libro, o la ripetizione di un messaggio orale. Ma ciò che si comunica nella Chiesa, ciò che si trasmette nella sua Tradizione vivente, è la luce nuova che nasce dall’incontro con il Dio vivo, una luce che tocca la persona nel suo centro, nel cuore, coinvolgendo la sua mente, il suo volere e la sua affettività, aprendola a relazioni vive nella comunione con Dio e con gli altri.

      41. La trasmissione della fede avviene in primo luogo attraverso il Battesimo. « Per mezzo del battesimo siamo […] sepolti insieme a Cristo nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova » (Rm 6,4). Nel Battesimo diventiamo nuova creatura e figli adottivi di Dio. L’Apostolo afferma poi che il cristiano è stato affidato a una “forma di insegnamento” (typos didachés), cui obbedisce di cuore (cfr Rm 6,17). Nel Battesimo l’uomo riceve anche una dottrina da professare e una forma concreta di vita che richiede il coinvolgimento di tutta la sua persona e lo incammina verso il bene. Viene trasferito in un ambito nuovo, affidato a un nuovo ambiente, a un nuovo modo di agire comune, nella Chiesa.
      Il Battesimo ci ricorda così che la fede non è opera dell’individuo isolato, non è un atto che l’uomo possa compiere contando solo sulle proprie forze, ma deve essere ricevuta, entrando nella comunione ecclesiale che trasmette il dono di Dio: nessuno battezza se stesso, così come nessuno nasce da solo all’esistenza.

      42. Sul catecumeno s’invoca in primo luogo il nome della Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Si offre così fin dall’inizio una sintesi del cammino della fede. Il Dio che ha chiamato Abramo e ha voluto chiamarsi suo Dio; il Dio che ha rivelato il suo nome a Mosè; il Dio che nel consegnarci suo Figlio ci ha rivelato pienamente il mistero del suo Nome, dona al battezzato una nuova identità filiale. Appare in questo modo il senso dell’azione che si compie nel Battesimo, l’immersione nell’acqua: l’acqua è, allo stesso tempo, simbolo di morte, che ci invita a passare per la conversione dell’”io”, in vista della sua apertura a un “Io” più grande; ma è anche simbolo di vita, del grembo in cui rinasciamo seguendo Cristo nella sua nuova esistenza. In questo modo, attraverso l’immersione nell’acqua, il Battesimo ci parla della struttura incarnata della fede. L’azione di Cristo ci tocca nella nostra realtà personale, trasformandoci radicalmente, rendendoci figli adottivi di Dio, partecipi della natura divina; modifica così tutti i nostri rapporti, la nostra situazione concreta nel mondo e nel cosmo, aprendoli alla sua stessa vita di comunione. Il battezzato, riscattato dall’acqua della morte, poteva ergersi in piedi sulla “roccia forte”, perché aveva trovato la saldezza cui affidarsi. Così, l’acqua di morte si è trasformata in acqua di vita. Il testo greco la descriveva come acqua pistós, acqua “fedele”. L’acqua del Battesimo è fedele perché ad essa ci si può affidare, perché la sua corrente immette nella dinamica di amore di Gesù, fonte di sicurezza per il nostro cammino nella vita.

      43. La struttura del Battesimo, la sua configurazione come rinascita, in cui riceviamo un nuovo nome e una nuova vita, ci aiuta a capire il senso e l’importanza del Battesimo dei bambini. Il bambino non è capace di un atto libero che accolga la fede, non può confessarla ancora da solo, e proprio per questo essa è confessata dai suoi genitori e dai padrini in suo nome. La fede è vissuta all’interno della comunità della Chiesa, è inserita in un “noi” comune. Così, il bambino può essere sostenuto da altri, dai suoi genitori e padrini, e può essere accolto nella loro fede, che è la fede della Chiesa, simbolizzata dalla luce che il padre attinge dal cero nella liturgia battesimale. Questa struttura del Battesimo evidenzia l’importanza della sinergia tra la Chiesa e la famiglia nella trasmissione della fede. I genitori sono chiamati, secondo una parola di sant’Agostino, non solo a generare i figli alla vita, ma a portarli a Dio affinché, attraverso il Battesimo, siano rigenerati come figli di Dio, ricevano il dono della fede. Così, insieme alla vita, viene dato loro l’orientamento fondamentale dell’esistenza e la sicurezza di un futuro buono, orientamento che verrà ulteriormente corroborato nel Sacramento della Confermazione con il sigillo dello Spirito Santo.

  40. Iva scrive:

    la coscienza è in grado “naturalmente(=spontaneamente)” di poter seguire il Bene senza l’aiuto della Divina Grazia…….

    proprio così: in tal modo viene accolta e addirittura “santificata” (dal parlare di un “papa come semplice cittadino”, mi pare, non come docente supremo Vicario di Cristo!)
    quella epocale aberrazione di Rousseau, che alcuni decenni orsono veniva sbandierata ovunque, giorno e notte, sulla stampa, nelle piazze e nelle scuole dai miei compagni sinistri 68ini, come mirabile proclama di “innocenza della natura umana”, che recita:

    “L’uomo è NATURALMENTE BUONO, (è la società che lo rende cattivo) !”

    ovvero Mito del BUON SELVAGGIO,

    e in tal modo veniva respinta la responsabilità del male SEMPRE al di fuori della COSCIENZA DEL singolo individuo, a volte riversata sulla società, a volte sui genitori, o sui “padri e padroni”, sui maestri poco comprensivi ecc. e infine…………addirittura su Dio ! (v. approdo della recente blasfemia di Castellucci, col protagonista che oltraggia il Volto Santo di Cristo, accusandolo di essere colpevole dei suoi mali) ;
    questo è il fatale terminal dell’obbrobrio intellettuale che dall’Illuminismo in avanti ha fatto credere che l’uomo è buono e si salva/autogiustifica, facendosi LEGGE A SE STESSO, rendendo conto solo alla “propria coscienza”, pur se ottenebrata e PERVERTITA nei vizi, senza bisogno di un Dio che lo purifichi, converta, perdoni e si offra in Sacrificio di espiazione per riscattarlo dalla perdizione.
    Se l’uomo è buono, e può attingere alle proprie risorse per salvarsi, che bisogno ha di un Salvatore ?

    e il mitico cv2 ha aperto le porte della Chiesa a tutta questa “emancipazione” dialogante-accogliente col male e l’errore (cfr. menti e scritti di teologi e predicazioni di pastori alti e bassi, che guidano da 2 millenni il Gregge di Cristo ) abbagliati da tali luccicanti “novità”= la SVOLTA ANTROPOLOGICA: le ha fatte proprie e rilanciate alla grande purtropppo!
    (andate a rileggere il famoso Discorso di inaugurazione del concilio, di Papa G23.mo, che, dda buonista qual era, credeva alla mitica rousseauiana bontà dell’uomo moderno, come se l’umanità supertecnologica sapesse AUTO-correggersi dei VIZI, errori morali, e anche del peccato che insidia l’uomo fin da Adamo, battezzato o non- che egli sia…..come se non dovesse umilmente collaborare con la Grazia, lottando contro i vizi e coltivando le virtù mediante ascesi, come i Santi ben sapevano: tutta roba da soffitta; dal 1960 l’uomo è diventato “buono per natura!” anzichè per Grazia)

    dimenticando che Nostro Signore ha detto:
    “NESSUNO è BUONO, se non Dio soltanto!”

    • Sal scrive:

      “Vigilate e pregate di continuo, per non entrare in tentazione. Lo spirito, certo, è desideroso, ma la carne è debole”.(Mt 26.41) ma vedo nelle mie membra un’altra legge che combatte contro la legge della mia mente e mi conduce prigioniero alla legge del peccato che è nelle mie membra. Poiché la carne è contro lo spirito nel suo desiderio, e lo spirito contro la carne; poiché questi sono opposti l’uno all’altro, così che non fate le cose stesse che vorreste fare. (Rom 7.23; Gal 5.17)

    • Cherubino scrive:

      Quando il papa parla di teologia e di morale non parla mai da “semplice cittadino” …
      Innanzitutto perchè è il capo dello Stato della Chiesa, il capo della Chiesa, il papa quindi sacerdote massimo e quindi titolare del munus docendi.

      L’unica distinzione è se parla come “dottore privato” o come “dottore universale”. In ogni caso, in questa situazione la distinzione non serve a nulla: ciò che ha detto è pienamente conforme alla dottrina tradizionale, chi non se ne accorge è perchè non conosce la Tradizione.

  41. Non dispiaccia ai soliti professionisti della scontentezza , ma la lettera del Santo Padre a tale Scalfari è semplicemente magnifica, cattolicissima e estremamente precisa dal punto di vista dottrinale.

    Scalfari può sempre comprarsi il CCC 83 se vuol saperne di più…. come anche i suddetti professionisti…
    In Pace

    • macv scrive:

      Non dispiaccia ai soliti professionisti della CONTENTEZZA, ma non si capisce cosa ci sia da esser contenti che il Vicario di Cristo si abbassi a diventare un opinionista di Repubblica, un estimatore del Fondatore di repubblica ( pregiatissimo dr. Scalfari) lo stesso che sentenziò dalla stesso giornale che Ratzinger era un mediocre teologo e un pessimo papa.
      Certo se la “magnifica lettera” gliela avesse scritta l’ odiato Ratzinger il Fondatore di repubblica l’avrebbe buttata nel cestino senza neanche leggerla!
      meno male che Benedetto XVI non si è mai abbassato a rispondere agli insulti che Scalfari gli ha scritto per anni sulle pagine di Repubblica.
      I professionisti della “contentezza” dovrebbero ogni tanto capire che la contentezza non deve essere ottusità e cecità di fronte alla realtà.

      • macv scrive:

        A parte il fatto che secondo me Bergoglio non sa neppure cosa è il giornale Repubblica, non credo l’avrà mai letto a Buenos Aires, né tantomeno sa chi è Scalfari, quale è la sua storia , la sua ideologia, le sue idee (illuminismo, massoneria, sinistra radical-chic).
        Un “cercatore di Dio” Scalfari?? Un anima sinceramente “in ricerca” ????????’ Un umile non credente che
        si pone in “cammino” ??? Un abitatore delle periferie esistenziali?? Uno che fa domande al Papa sul peccato perché sinceramente interessato a salvarsi l’anima?
        Ma mi faccia il piacere! avrebbe detto il magnifico (lui sì)
        Totò.

        • E pensare che Gesù è venuto per i beoni e le puttane.
          Se ben capisco questo Sig Scalfari non è né l’uno né l’altro…
          In Pace

          • dafne scrive:

            Gesù è venuto per i peccatori prostitute ecc…………

            ma per CONVERTIRLI, ne salvar loro l’anima, mica per dir loro:
            continuate a peccare tranquilli, no problem !

            o no ?

            dov’è che il papa regnante ha parlato a Scalfari di conversione ? ha forse segnalato ombra di “peccato” da cui convertirsi ?
            dica dica Simon!

        • Eremita scrive:

          A Buenos Aires, nel centro, molti giornalai vendono La Repubblica insieme a Clarìn, il più diffuso giornale locale, lo comperavo sempre senza problemi.

          • Eremita scrive:

            A me Scalfari con le sue arie snob da intellettuale verboso con la puzza sotto il naso non è mai piaciuto, ma nessuno può negare che dal punto di vista mediatico lo scambio di lettere è una bella pensata. Tuttavia non credo che neppure il papa creda di aver salvato l’umanità con questa iniziativa, tutti coloro che agiscono nella pastorale sanno benissimo che trombe e tamburi non portano nessuno alla fede, mentre una parola ed un gesto nascosto, detti e fatti spesso senza accorgersene, possono avere una immensa efficacia. Non siamo noi a diffondere il vangelo, è Qualcuno nascosto dietro a noi. Aprire una porta non significa che ci entri qualcuno, ma se rimane chiusa sicuramente non ci entra nessuno.

          • dafne scrive:

            eremita, lei parla di “aprire una porta”.

            però dovrebbe spiegare quando e come quella porta a cui allude era rimasta chiusa. Quando mai la Chiesa ha chiuso le porte agli atei in 2000 anni ?

            forse solo a quelli che non volevano convertirsi.
            E allora ?

          • cuba_libre scrive:

            Dafne, io non so quanti anni abbia lei, io ne ho abbastanza per aver vissuto anche se per poco tempo la chiesa preconciliare, e le posso assicurare, e la pregherei di credermi, che chi, per la chiesa non era allineato su certe posizioni c’era l’ostracismo, l’additamento al pubblico ludribio. Per non parlare del terrorismo psicologico (che il sottoscritto ha subito in prima persona). Basta pensare a come venivano considerate le ragazze madri. Per non parlare del sostegno politico che la chiesa dava a tutte le dittature pseudo clericali come quella di Franco in Spagna o di Horthy in Ungheria dove o eri cattolico o non eri NIENTE (perole di Franco con il benestare di Pio XII).
            Studiare la storia prima di avventurarsi in voli pindarici!

  42. gianrico scrive:

    Dal ritrovare la pecorella smarrita siamo passati a ritrovare i caproni impenitenti,che seguendo la loro coscienza lavorano a fianco dei lupi.

  43. peccatore scrive:

    Una delle opere più geniali che Dio compie nella storia è di usare il male (che Lui non vuole) per fare il bene (che è la Sua Volontà). Dopo aver preso sputi, calci, insulti e colpi di flagello; dopo essere stato irriso e ulteriormente martoriato con la corona di spine e la via crucis; dopo essere stato spogliato e inchiodato alla croce… beh, tutto sommato Gesù avrebbe avuto un effetto dirompente con un colpo di scenza visibile e teatrale (per esempio scendere con una capriola dalla croce e far diventare blu i sinedriti e gialli i romani). Non l’ha fatto. E’ stato in croce. E’ morto. E’ stato sepolto.
    E’ risorto, ci ha lasciato lo Spirito santo, ha lasciato che il mondo odiasse i suoi come aveva odiato Lui. E in questo contesto, di persecuzione e martirio, ha disseminato le strade di annunciatori del Vangelo per salvare il maggior numero possibile di anime, “reclutando” anche precedenti persecutori (vedi S. Paolo) e collaboratori dell’esecuzione di santi (come Stefano).
    Scalfari è uno strumento, geniale, di trasmissione dei contenuti della Lumen Fidei. Non è necessario che per ora ne sia conquistato e li abbracci.
    Intanto li sta trasmettendo, anche manipolandoli: un po’ come chi tentò di manipolare l’avvenimento della resurrezione.
    Dio ha tanta fantasia. Perchè noi siamo così rigidi? Fidiamoci di più!
    Questo non significa essere sciocchi: Scalfari non è ancora caduto da cavallo.
    Glielo auguro, senza ironie, per il bene della sua anima.
    Ma sul suo cavallo sta già correndo la fantasia del Signore!

    • gianrico scrive:

      Sperando sempre che non sia il cavallo di Teodorico

    • macv scrive:

      E infatti questo scambio di lettere Bergoglio – Scalfari è talmente spirituale che il giornale The Independent ha intitolato il giorno dopo:

      The headline for the story in The Independent was: “Pope Francis assures atheists: You don’t have to believe in God to go to heaven.”

      ( il succo della questione è : il papa Francesco rassicura gli atei: non dovete ceder in dio per andare in Paradiso)
      Questo è lo slogan che riassumono i giornali e che rimane nella mente dell’uomo comune. Il papa ha detto che non bisogna ceder ein io bsta seguire la coscienza.. il papa ha detto che non c’è la verità assoluta..
      >Sono queste le semplici non-verità anzi falsità, che rimanfono nella ment e nel cuore dell’uomo comune. Non importa che Bergoglio non abbia magari voluto dire questo, che sia stato travisato..Alle persone non interesseno le sottigliezze teologiche , o spaccare il capello in quattro. Se il papa dice che gli atei possono benissimo salvarsi , anche senza ceder in Dio e in Cristo , questo è il messaggio semplice che passa.
      ma vi chiedo è il messaggio che la Chiesa cattolica ha predicato per millenni? Mi sembra proprio di no!
      Anche perchè, se è veche ro non importa creder in Dio per salvarsi , allora come potrà la Chiesa di Bergoglioessere missionaria, che vuol dire portare la BUona NOvella? ? La Buona Novella si è trasformata : un tempo era , se credi in Cristo Salavatore e segui il suo esempio potrai salvarti, oggi la Buona Novella è : in qualunque cosa in cui tu creda, se segui la tua coscienza sei salvo.
      Una bella differenza!

  44. Vale davvero la pena di andare a leggere il riassunto dell’omelia di oggi del Santo Padre propostoci dal Nostro , Dr Tornielli.

    Eccone il midollo sostanziale: ” quando noi «giudichiamo i nostri fratelli nel nostro cuore e peggio, quando ne parliamo di questo con gli altri siamo cristiani omicidi». «Un cristiano omicida … Non lo dico io, eh?, lo dice il Signore – ha proseguito il Papa – E su questo punto, non c’è posto per le sfumature. Se tu parli male del fratello, uccidi il fratello. E noi, ogni volta che lo facciamo, imitiamo quel gesto di Caino, il primo omicida della storia».”

    In questo post dedicato al dialogo, ricordiamoci che non fa parte del dialogo quello sparlare, di pettegolare, di calunniare e di giudicare pubblicamente e qui, aggiungo io, in particolare, anche se, ovviamente, non esclusivamente, il Santo Padre ed i Vescovi in unione con lui, sport particolare che attira tanti aficionados di questo blog o che è, addirittura, la sola ragione di esistere di alcuni blogs, nei quali il solo interesse dei gestori e dei loro utenti è di travisare e sporcare e di “maledire” il Santo Padre, veri clubs di caïniti.
    In Pace

    • Mimma scrive:

      @Simon de Cyrène
      Il delitto del pettegolezzo non è meno gravoso di quello di un omicidio, lo sparlare e lo sproloquiare è tanto dannoso e letale quanto quello di chi uccide il corpo.
      La calunnia in generale, generata da odio e invidia, ma anche solo dal gusto di mettersi in mostra come chi “ne sa più degli altri” è distruttiva della dignità del fratello e anche se attuata in contesti non tanto allargati come quello mediatico, ma semplicemente in piccoli contesti comunitari o di quartiere , non è meno dannosa o deprecabile.
      Il cristiano (appartenente a Cristo) dovrebbe cucirsi la bocca ed aprirla solo per benedire e lodare il Signore.

    • stefano scrive:

      Ora vedo, prevedo e stravedo che i puristi della dottrina attaccheranno il Papa perché l’omicida fin dall’inizio non è Caino, e gli adepti della gaia Scienza lo metteranno alla berlina in sella al loro cavillo di battaglia, che cioè Caino non è un personaggio storico. Vabbè, sopporteremo pure questo.

      • Iva scrive:

        infatti,
        per la precisione non è Caino, bensì

        è satana l’

        “omicida fin dal principio” ( Gv 8, 44)

        il padre di ogni menzogna e peccato è satana, omicida della specie umana, poichè indusse al peccato Adamo ed Eva, portando nel mondo la MORTE, prezzo del peccato, e così anche Caino e tutti i discendenti, macchiati dal peccato originale, divennero inclini al male “fin dalla giovinezza” come ricorda la Bibbia.
        Tutti tranne la Madonna, Immacolata in quanto pre-redenta in Cristo.

        vogliamo per caso negare o riformare le parole del Vangelo ?

    • timorato scrive:

      X SIMON DE CYRENE

      e non si strappi più le vesti!!!

      ——————————————————————————————–

      «doppia ermeneutica: di rottura DE FACTO, e di continuità DE VOCE»

      L’aspetto più comico dei cattolici moderni è il loro meccanismo pavloviano: ah! quell’articolo critica il Papa? vergogna! via! non lo leggerò mai!!

      Infatti in lingua italiana “criticare” è diventato sinonimo di “aggredire”.

      Nessuno ricorda più che “lettura critica” non significa aggressione o disprezzo, ma significa mettere in campo dei criteri a cui tutti (persino il Papa, persino i cattolici pavloviani) sono soggetti. Per esempio il principio di non contraddizione.

      “Lettura critica” significa anche che un errore, accusato come tale, può essere invece occasione di chiarire un’espressione equivoca. L’onesta “critica” è utile anzitutto al “criticato”. Ma gli ipersuscettibili cattolici pavloviani non lo sanno.

      Dal lungo articolo di Radaelli che fa una lettura critica dell’enciclica Lumen Fìdei ho appreso diverse cose che non conoscevo…….CONTINUA A LEGGERE

      http://letturine.blogspot.it/2013/09/doppia-ermeneutica-di-rottura-de-facto.html

  45. Annarita scrive:

    Non so forse sbaglio, ma la Fede è un dono di Dio, si ha o non si ha e quando si ha va difesa, perchè non è cosa che si acquisisce con un cammino, ma è cosa donata ed è punto di partenza, non punto d’arrivo. La Fede è il punto di partenza, poi si prossegue il cammino fino al raggiungimento del nostro fine, amando e servendo Dio. Se occupiamo tutta la vita a cercare la Fede e camminiamo cercandola qua e la, sempre pieni di dubbi, poi si arriva alla fine che non si è fatto nulla. Invece se partendo dalla Fede ogni giorno cerchiamo di vincere noi stessi, per amore di Dio, allora si che prosseguiamo nel cammino e non siamo fermi al dubbio perenne. Certo bisogna essere uomini di buona volontà, aperti alla grazia, pronti a dire il nostro si quando Dio ci chiama e si fa conoscere, bisogna certo cercare Dio, la Verità, ma la Fede è comunque il punto di partenza per la Carità e la Speranza. Uno, dirà: ma io che la fede non ce l’ho? Bisogna chiederla umilmente, altri la ricevono grazie alle preghiere di amici, ci si può informare, documentare, rimane sempre e comunque un dono di Dio, i dialoghi servono a poco per aiutare chi non crede a credere, bisogna pregare per lui, bisogna fare sacrifici, bisogna dare il buon esempio, bisogna essere testimoni della Verità. Poi il dialogo viene a posteriori, quando ci chiederanno di parlargli di Gesù, delle verità del nostro credo. Questa è la mia esperienza, perchè finchè gli altri mi dicevano devi credere e mi facevano dei bei discorsi non mi sono mai convertita, poi un giorno la Fede è arrivata per pura grazia, nel momento meo aspettato, perchè avevano pregato per me, da qui la partenza di una nuova vita, che certamente è una scalata continua, con molti inciampi, ma non è la Fede che manca è la carità che ogni giorno va nutrita, è la carità che ci fa desiderare di migliorare per amore di Dio.

    • Iva scrive:

      Annarita,
      grazie di questa luminosa testimonianza di un’ex atea che ha incontrato la Grazia di Dio, e si è messa di buona lena a coltivare il talento della Fede, con gratitudine costante e collaborazione generosa. Ogni tanto la rileggo e gioisco per lei, che non ha mai abbandonato l’aratro voltandosi indietro, ma prosegue con perseveranza la battaglia di S. Paolo.
      E’ un piacere rileggerla su questo ricordo personale.

      Spero che tanti atei (anche battezzati magari, che hanno apostatato da giovani o anziani, credendo di trovare la libertà lontanto dal Signore, rinnegandolo e bestemmiandolo in fatti e parole), ora membra MORTE (mortte alla Grazia) del Corpo di Cristo, prendano esempio da lei, sostenuti dalla preghiera di coloro -pietre VIVE e tralci ben vitali inseriti nella VITE- che hanno alimentato ogni giorno la lampada della Fede, in fedele attesa come le vergini sagge che attendono lo Sposo, che di sicuro verrà, come un ladro (così ha detto), quando meno Lo attendiamo. !

    • peccatore scrive:

      Cara Annarita,
      concordo che la fede sia un dono di Dio e che per grazia ci è offerta come luce per vederci più chiaro.

      A partire da questo assunto ci sono però due sviluppi:
      -il primo è “tutto o nulla”, cioè una volta avuta (la fede), essa c’è “tutta intera” nelle sue conseguenze.
      -il secondo è “dinamico”, cioè una volta avuta, la fede ci trasforma, innescando un percorso, un cammino, fatto anche di notti oscure e di prove.

      I santi mi insegnano che è più realistica la seconda situazione: infatti si è sempre insegnato a pregare perchè il Signore Dio accresca la nostra fede.
      Parimenti il Battesimo ci rende, per grazia, “figli adottivi di Dio” (cioè da persone “capaci di Dio” a effettivamente abitati da Dio), ma la quantità contenuta non è automaticamente data, sia perchè il contenitore potrebbe essere mezzo vuoto, sia perchè il contenitore potrebbe dilatarsi (a motivo della trasformazione che ci “rende Cristo”, se è Cristo a vivere in noi, più fdi quanto io viva in me (è San Paolo).

      Dove sto io? Dove stanno gli altri? Il vangelo di oggi dice di rimuovere le travi e poi di levare le pagliuzze altrui (o i fienili, nel caso di Repubblica).

      L’uomo ateo, che si ostina a rifiutare persino l’idea di Dio, può giustificarsi dicendo non aver ricevuto alcun dono: in realtà chi tiene gli occhi chiusi non può dire che il sole non brilli. E mentre il sole brilla, a occhi aperti non si vedrebbero prati verdi in assenza della clorofilla e della fotosintesi. Vale a dire che anche se c’è elettricità ma il pantografo non si alza, il treno, il tram e la filobus non si muovono anche se ci sono…

      Non è che a qualcuno Dio non abbia dato la fede: è che noi preferiamo fidarci di chi ci chiede un prezzo elevato, forse perché a noi piace “farla pagare cara” e il gratis e la misericordia “puzzano”.

      Siamo riusciti a scorgere una matematica e una logica nella natura, ma piuttosto che attribuirli a un essere che pensa (e che pensa ad amare, gratis) abbiamo preferito crederlo effetto del caso e poi del nostro sforzo.

      Un bambino presso una pozzanghera ci sguazza schizzando l’acqua divertito; un adulto pensa alla tintoria perchè non sa più stupirsi, ma solo fare conti: al massimo progetta di aprire una tintoria, per guadagnare con i giochi dei bambini degli altri. Così ci appropriamo dei doni di Dio e diciamo “merito nostro” quel che Egli ci regala, mettendolo in conto agli altri.

      Chi ha la grazia di aver accolto il dono deve imparare a dilatare il cuore, rinunciando a ragionare “secondo il mondo”. Ecco perchè bisogna perdere la propria vita, i propri schemi, per fidarsi di Dio, fare la Sua volontà, trovando ciò che davvero fa sì che “la gioia sia piena”.

      • Annarita scrive:

        Concordo peccatore con il fatto che una volta ricevuta la Fede poi bisogna dare tutto, trasformare la propria vita. Diciamo che Dio deve vivere in noi e ogni cosa la si deve fare ofrendola a Lui. Certo non è una passeggiata, ma in fondo la vita stessa non è una passeggiata.

    • Reginaldus scrive:

      E quindi secundum Bergoglium ( et secundum avum suum, et duplicem, Ratzingerium ) la fede non è un possesso ma un cammino! Un cammino poi non specificato, quindi un cammino qualsiasi, che solo in quanto tale, già gradito a Dio, o, per lo meno, già sufficiente per il perdono di Dio…

      E pensare che io ero rimasto all’idea che la fede fosse un dono acquisito – infuso – con la grazia battesimale, secondo che recita la formula piana: “Iddio per sua bontà ci infonde nell’anima le virtù teologali quando ci adorna della sua grazia santificante, e perciò quando ricevemmo il Battesimo fummo arricchiti di queste virtù, e con esse, dei doni dello Spirito Santo.”

      E la fede tutto l’insegnamento tradizionale, che parte da San Paolo, mica bruscoline!, ci dice essere la prima delle virtù teologali! Una virtù il cui dono – quindi possesso dell’anima per grazia divina – ci apre le porte del Cielo, secondo quanto è detto: “senza la fede è impossibile piacere a Dio”!Certo, lo sapevo già, me lo avevano anche insegnato bene,questo dono va curato, fatto crescere , ‘fruttificare’,nella preghiera – “Signore, credo, accresci la mia fede!” – così che alimenti tutta la vita dell’uomo battezzato, ché “non basta dire: Signore Signore, ma fare bisogna, la volontà di Dio”!

      Ma ora la fede è un cammino…. che porti poi dove, nemmeno interessa! Un’altra bergogliata micidiale…Con un uomo dalle simile trovate, come è possibile il DIALOGO???

    • timorato scrive:

      x Annarita

      anche io mi unisco alla Lode al Signore per i miracoli spirituali che ha saputo compiere nella Sua vita!

      Lei carissima, con i Suoi interventi rappresenta la “più verace autorità di testimonianza” che ho sentito in questo blog, dove, con quella semplicita tratta dalla continua amicizia con la Divina Grazia, riesce a farsi sempre una: “Autorità”! Una autorità, che riesce a zittire ogni diavolo e ogni stolto!
      Continui cosi, il Signore è con Lei. Le chiedo solamente una preghiera per me e per quanti si sono raccomandati alla mia indegna preghiera.

      Riguardo al Cammino di Fede è chiarissimo che ha ragione Lei, perché se si vuole parlare di “Cammino” ( e qui occorrerebbe studiare Santa Teresa d’Avila) questo termine lo dobbiamo collegare alla parola: Perfezione cristiana.
      La Perfezione cristiana che si raggiunge tramite un cammino, ma non può iniziarsi -questo cammino- se prima non si ha (si possiede) la Fede, quindi:
      la Fede è un possesso!
      E’ sbagliato quindi, quanto dice Papa Ratzinger: “io ho la Fede, gli altri no etc.”, perché se cosi non fosse non avremmo avuto Santi della Statura di Sant’Antonio di Padova ad es. che con la Fede davvero ha mosso le montagne, si pensi che è cantato come il Taumaturgo per antonomasia!

      E siccome Sant’Antonio è anche il Santo che fa ritrovare le cose perdute, preghiamoLo affinché faccia ritrovare la Fede a chi ne è privo!

  46. Iva scrive:

    qualcuno ha letto qui il rabbino Di Segni, che parla di ulteriore svolta?

    http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201309/130912disegni.pdf
    “…Una svolta le parole per gli ebrei questo pontificato non smette di stupire
    di Riccardo Di Segni
    in “la Repubblica” del 12 settembre 2013
    Questo pontificato non smette di sorprendere, ma le idee che Francesco esprime non sono
    certamente eterodosse. Sono presenti nella tradizione cristiana o si sono affermate più recentemente sulla scia del Concilio come dialogo e tolleranza, ma è la forza con cui le esprime e la capacità di trovare ascolto e risonanza che stupisce.
    Il fatto che l’ebraismo sia radice santa del cristianesimo è
    fondamentale, ma molte correnti teologiche soprattutto protestanti hanno cercato di sminuirlo.
    Opponendosi a queste correnti, Francesco è coerente col magistero di Benedetto. Decisamente notevole è l’espressione di gratitudine agli ebrei per la loro perseveranza nella fede.
    (fede ???????)
    —————————————————
    evidentemente
    ci stanno cucinando per benino nel calderone della “nuova fede”……
    (come si fa con le rane, immergendole in acqua fredda cosìcchè non saltino fuori…..)

  47. peccatore scrive:

    Il discorso è meritevole di approfondimenti:

    La Fede è Dono di DIO.
    La ricevo senza merito.
    Me ne accorgo (infatti c’è chi non sa che farsene).
    Diventa “mia”? Certamente è in “mio possesso”: ma è “mia”?
    E, ancor più radicalmente: è già “tutta”?
    Nella logica di DIO, che è improntata al Dono, che senso ha ragionare da “possidente”?
    Nella logica di DIo, che chiede sequela, che senso ha non sentirsi in cammino?
    E che senso avrebbe camminare, se siamo già arrivati?
    E come pretendere di essere pellegrinanti senza incidenti di percorso?
    Perciò (senza fasciarsi la testa e anzi grati a DIO per il dono di questa affascinante avventura), eviterei di disprezzare il “divenire” (dialogato e camminato per le strade del mondo) insito in una trasformazione misteriosa, che perciò ci chiede il rischio di fidarci ed entrare nel mistero, piuttosto di un’improbabile e un po’ “magica” meccanica che ci vede accesi o spenti con un clic.
    La verità senza amore è fredda. L’amore senza verità è effimero e volubile.
    Il cristianesimo non è nulla del genere. Perciò è bello. Profuma di Cristo.

    • macv scrive:

      caro peccatore il tutto potrebbe riassumersi in queste parole. la fede non dipende da noi ma da DIo, La grazia , che viene data all’uomo che ha fede e NON viene data all’uomo che non ha fede, non dipende da noi ma da Dio.
      Diamo di nuovo il primato a DIO e tutto sarà più chiaro e più logico. +

      Chi non crede, chi non ha la grazia, chi si perde, chi si danna , è perchè Dio nei suoi imperscrutabili decreti ha deciso così. Chi siamo noi per giudicare Dio?

      • peccatore scrive:

        Infatti davanti a Dio bisognerebbe sospendere il giudizio umano, fidandosi della Sua misericordia, misteriosamente unita alla perfetta giustizia.
        Perchè dovremmo essere noi umani, dalla scarsa misericordia e dalla sgangherata giustizia, a “misurare” l’incommensurabile, quando ciò che ci è donato suggerisce innanzitutto fiducia e speranza?
        Perchè poi dovremmo “suggerire” le sentenze a Dio, stabilendo noi regole e durata della pena?
        Così chi si chiede se ci possa essere salvezza fuori dalla Chiesa, perchè innanzitutto odia la Chiesa e la rifiuta, pretendendo un’alternativa e un salvacondotto, una resa, un compromesso, un’abiura da parte dei fedeli, proprio in nome del Dio che ha scelto la Chiesa per sposa e per strumento?
        Che diritto ha di “contestare” se di fatto attinge motivazioni e interlocuzioni proprio da quella Chiesa che gli permette di sapere quanto basta per contestare il vangelo?
        Siamo davvero tutti molto piccoli e in scadenza di fronte all’eterno e all’infinito…
        Perchè non adoriamo l’infinito, imparando a essere miti, misericordiosi, consolatori degli afflitti, assetati di giustizia, pronti alla persecuzione, invece che dei ragionieri, dei pubblici ministeri, dei notai, dei burocrati e tutto ciò che un mondo competitivo e invidioso della gratuità di Dio suole trasformare in contesa e rabbia?

    • Annarita scrive:

      Peccatore, bisogna proseguire sulla strada del bene, per farci santi, ma specialmente una volta avuta la Fede, bisogna tenersela stretta, è per questo che si combattono le eresie, è per questo che i cattolici ultimamente sono spesso perplessi, perchè cercano, persino certi ministri di Dio, di toglierci tale fede con idee nuove.
      Ma specialmente il nostro cammino deve essere un combattimento verso le nostre passioni sregolate, verso le nostre cattive abitudini, verso il nostro orgoglio, verso il mondo che seduce come le sirene, verso il Demonio che ci fa gli sgambetti, dobbiamo perfezionarci, diventare santi, il che comporta una lotta (più che un cammino) incessante fino alla fine della nostra vita. Inoltre il cammino è l’infiammarci sempre più di amore, verso Chi ci ha amati fino alla croce. Se tutta la vita stiamo a fare mumble mumble sulla nostra fede, dando magari credito a tante chiacchiere che ci mettono i dubbi, credendo che il dubbio perenne sia sintomo di intelligenza e di cultura, quando troveremo il tempo per amare e farci santi?

  48. Iva scrive:

    è ovvio che “il primo omicidio della storia umana” fu quello di Caino.

    Ho trovato sul web un ottimo chiarimento circa questo ambiguo tirare in ballo Caino per coinvolgerci in responsabilità collettive che non ci competono, mentre si dovrebbe ricordare quali sono le responsabilità INDIVIDUALI nel commettere il peccato.
    —————————————

    E’ vero che il Signore dice a Caino: “dov’è tuo fratello”?

    Ma Caino rappresenta tutti i regni e le forze anticristiche della storia che sono anche nel ‘mondo’ e nelle false religioni,
    anche se non tutti sono responsabili di non conoscere il Signore e solo Lui conosce il cuore di ogni uomo.

    Ma noi [cristiani cattolici] abbiamo ricevuto una chiamata in Adamo, al quale il Signore dice: dove sei? e la cui disobbedienza è stata sanata e redenta dal “nuovo Adamo” (ricordate San Paolo?), che ha offerto al Signore l’unico Sacrificio a Lui gradito: quello di Abele.

    La “stirpe di Caino” non siamo noi, sono tutti i non-redenti, che il Signore è pronto a redimere, qualora rispondessero alla sua chiamata e all’annuncio di salvezza portato dai “Suoi”.

    Ma i nostri pastori (!?), cioè i “Suoi” che dovrebbero annunciarLo, oggi arrivano a dire che non c’è bisogno di convertirsi, basta rimanere buoni ebrei o buoni musulmani e così via: ed è così che il cristianesimo, alla fine, si diluisce nella nuova religione mondiale…

    (blogger Mic)
    ——————————
    Gesù Cristo ha offerto al Signore l’unico Sacrificio a Lui gradito: quello di Abele.

    illuminante ed esaustivo.

    • peccatore scrive:

      purtroppo per noi alcune “cainate” ci riguardano…
      Troppo comodo cavarsela con un semplice “noi” e “loro”…
      Ringraziamo Dio se ci sono stagioni della storia che ci vedono più perseguitati che persecutori, perchè non è sempre stato così.
      Dio usa l’umiltà per santificare.
      Perciò non ha offerto solo il proprio corpo/pane (incarnandosi e facendo segni entusiasmanti e trascinanti), ma anche il vino/sangue (è stato mortificato, offeso, tradito, colpito, ferito ed è morto).

    • Cherubino scrive:

      ancora chiacchiere … Caino non rappresenta altro che ciò che è: colui che uccide il fratello.

      • dafne scrive:

        caino è anche colui che dà scandalo ai piccoli uccidendo così la fede con la confusione dottrinale (es. omelie e catechesi ereticanti),
        o con gli assurdi diktat-veti di certi episcopi CONTRO la divina liturgia di sempre, in opposizione al papa stesso che ha fatto una legge in proposito il 7-07-07.

        • Cherubino scrive:

          sul primo punto sono d’accordo, infatti ne fate di danni con tutti gli errori dottrinali che diffondete

          Quanto al motu proprio di Benedetto XVI voi leggete solo le parti che vi piacciono, le condizioni perchè il vescovo conceda la messa nel rito straordinario quelle le saltate senza neanche leggerle …
          Già la sua frase basterebbe per negarvela, dato che lei oppone il rito straordinario, che sarebbe “divina liturgia di sempre” a quello ordinario che invece sarebbe per lei un rito “minore” o addirittura invalido.
          Su queste basi nessun vescovo dovrebbe concedere il rito straordinario, ai sensi proprio del motu proprio di Benedetto XVI !

          • timorato scrive:

            x cherubino

            a parte il fatto che non ci doveva essere il Motu proprio per liberalizzare la Divina Liturgia di SEMPRE perché esiste la BOlla Quo Primum Tempore, mi spiega Lei, caro Cherubino, come mai nonostante il Motu proprio, i Vescovi hanno fatto e fanno -con Francesco I in testa-tutto questo boicottaggio alla Santa Messa Tridentina ?

            e perché tutta questa difesa fanatica e ideologica della Messa di Paolo VI ?

            perché ,con le PROVE SCIENTIFICHE ALLA MANO (secondo la Scienza sacra) con cui si attesta che il rito di Paolo VI e’ quantomeno prossimo all’eresia, non si accetta nemmeno un dibattito serio e obiettivo a tal riguardo ?

            Ecco mi risponda, prima di difendere a senso unico Papa e Vescovi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

          • Cherubino scrive:

            Lei interpreta Quo primum tempore molto male, dato che nessun papa può privare il successore di regolare la liturgia in modo diverso.

            La cosa era talmente ovvia, e lo è per chiunque sia cattolico, che non c’era bisogno di ricordarlo. La verità è che voi non siete cattolici.

  49. peccatore scrive:

    C’è chi ha ricevuto una promessa, poi un’alleanza, poi una liberazione e una legge.
    Ha ricevuto sapienza e poi questa sapienza l’ha dilapidata con gli idoli (Salomone).
    Poi ha perduto ciò che aveva ricevuto in dono (la libertà, il tempio), conoscendo distruzione e dispersione.
    Ancora Dio ha rinnovato la fedeltà. E dentro quel popolo sono sbocciati Giuseppe, Maria e Gesù. E poi gli apostoli.
    Grazie alla perseveranza dei costumi, legati alla fede biblica, noi comprendiamo tramite l’Antico tutto ciò che c’è scritto nel Nuovo Testamento: sottratto a questa logica antica e conservata, il vangelo finirebbe stritolato dalle esegesi illuministiche, dualistiche e filosofiche che attingono ad altre tradizioni.
    Senza il patrimonio di feste e fedeltà ancora vive, non capiremmo nulla di numerosi episodi dei vangeli.
    Certo, c’è anche un rifiuto del Dio incarnato. Ma quel Dio incarnato, venuto a rivelarci il Padre, venuto a dare compimento ad una legge di cui non va buttato uno iota, è pur vero che ha promesso che ritornerà: per cui di fatto anche noi attendiamo, mentre un popolo che non ha riconosciuto la prima venuta, attende a sua volta.

    Dove è il problema? Perchè non essere grati a Dio anche di questo?
    Perchè dubitare della fedeltà delle promesse di Dio?
    E soprattutto, perchè non pregare per la salvezza di tutte le anime?
    Quale è il gusto che si trova nell’odiare qualcuno e nel disprezzarlo?
    E che cristianesimo viviamo se, persino nell’ipotesi di identificare eventuali nemici (comunque non confondendo mai eventuali “capi del popolo” con “tutto il popolo”, perchè quello è razzismo ed è una satanica deriva del pensiero umano), non sappiamo guardarli con la misericordia che è di Dio, pregando comunque come Gesù ci ha insegnato?
    La gratitudine per il popolo dell’alleanza ci riguarda eccome, a motivo di Gesù e di Maria!

    • Iva scrive:

      caro peccatore,
      constatare che gli ebrei hanno un “velo (velamen) sugli occhi” che impedisce loro di approdare alla Fede in Gesù Cristo Figlio di Dio, Messia atteso dai Profeti e Salvatore del mondo, non significa affatto odiarli, bensì pregare per la loro conversione all cristianesimo, quindi per la loro SALVEZZA, come la Chiesa faceva fino al 1960 circa.

      Il giorno stesso della Pentecoste, gli Apostoli, ripieni di SPIRITO SANTO E DA LUI liberati da ogni paura di confessare la loro Fede, uscirono dal Cenacolo e -per PRIMA cosa- si recarono nella sinagoga
      Accadde questo fatto:

      At 2, 14. 36-41

      [Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così:

      «Sappia con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».
      All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?».
      E Pietro disse loro:
      «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».
      Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!».
      Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.
      ————————-
      Questo fece Pietro primo papa della Chiesa Cattolica, con gli Apostoli il giorno di Pentecoste anno 33.
      Non credo che Pietro “odiasse” quegli ebrei a cui annunciò che Gesù Cristo, criocifisso da loro (voi avete appeso….) era costituito Signore e CRISTO.

      furono di fatto EVANGELIZZATE E BATTEZZATE più di 3000 persone.

      E’ lL’ANNUNCIO DEL VANGELO, comandato chiaramente da Cristo Signore ai suoi , non è “dialogo ecumenico inclusivo” coi diversi !

      Ma i papi dal cv2 in poi si guardano bene dal fare questo annuncio, preferendo il dialogo rispettoso, (andando a far cordiali visite in sinagoghe), nel riconoscimento e apprezzamento (?) della “fede comune” (? ma quale ?)

  50. Isabella scrive:

    Una delle opere più geniali che Dio compie nella storia è di usare il male (che Lui non vuole) per fare il bene (che è la Sua Volontà).

    Peccatore, non mi sembra affatto un’opera geniale usare il male per fare il bene.
    Non lo vuole (il male)ma permette che lo si usi per fare il bene.

    é un pò il pensiero delle loggy mondialiste, fare la guerra (uccidere e fare del male) per fare il bene: Garantire benessere a loro e a chi lavora intorno alle guerre.
    Dopo tutto fanno del bene,danno da mangiare a chi altrimenti morirebbe di fame.

    • peccatore scrive:

      Mi perdoni Isabella,
      ma ci vuole un bel coraggio a tradurre in questi termini quel che ho scritto…

      Dio il male non lo vuole e non lo fa.
      Siccome c’è chi lo fa, perchè Dio non toglie il dono del libero arbitrio, Dio con estrema fantasia e genialità riesce a usare anche del male (che si illude di “vincere”) per trarne del bene.

      Le lobbies globalizzanti non ragionano così: usano il male per fare il proprio tornaconto, spacciandolo per bene altrui e prendendo a pretesto il male altrui per spacciarsi per benefattori…

      Per favore non confonda la misericordia di Dio con l’ipocrisia del mondo, specie dei “grandi” che -come dice il vangelo- non amano servire, ma essere serviti (vedi il “servizio al debito” che ci ammanniscono, minacciando disastri vari se qualcuno osa pensare che potrebbe esserci un’alternativa a questa usura).

  51. macv scrive:

    Mi ripeto ma per me è un concetto fondamentale: il primato deve essere dato a Dio.
    Il punto di osservazione è importante: deve essere rivolto a Dio cioè Teocentrico e non antropocentrico come è oggi.
    Se il punto di vista è antropocentrico, cioè tutto incentrato sull’uomo, suoi suoi bisogni, desideri, sulla sua felicità e realizzazione , allora è ovvio che Dio non può che essere l’Essere che DEVe rispondere a questi bisogni, desideri ecc. e che deve permettere TUTTO quello che le sue creature chiedono
    Dio , in questa concezione antropocentrica, DEVE essere soprattutto al servizio dell’uomo, e cioè infinitamente misericordioso dei peccati dell’uomo, perdonare tutto eccc. Da parte sua l’uomo, in questa concezione antropocentrica, non ha alcun dovere da compiere verso DIO , alcun sacrificio da fare.
    Nella concezione Teocentrica, invece, all’ORIGINE E’ DIO, e dunque a LUi il principio e la fine di ogni creatura, ogni creatura è sottomessa. Anche l’uomo , in quanto creatura, è sottomesso a Dio, a LUI deve rivolgersi , a Lui deve “prestare servizio”.
    Queste semplici nozioni tipiche di ogni religione sono oggi stravolte e rivoluzionate in modo che non si capisce più nulla. Dio è ancora chiamato “Signore” come un tempo il servo chiamava il padrone ma oggi, invece viviamo e pensiamo come se fossimo noi i “Signori” e Dio il nostro servo, pronto alle nostre v olontà.
    Nel Padre Nostro, che ci ha insegnato Cristo, diciamo “sia fatta la TUA volontà” come un servo dice che deve essere fatta la volontà del suo Signore, ma al contrario nella nostra vita vogliamo che Dio faccia la NOstra voltà, Siamo due gay e vogliamo sposarci? Dio DEVE fare la NOSTRA volontà! Vogliamo abortire, divorziare, insomma vogliamo fare una cosa : Dio deve adeguarsi! Non noi dobbiamo adeguarci alla volontà di Dio ma Lui alla nostra!
    E’ il capovolgimento totale di ogni religiosità; se infatti cio che viene dopo , la creatura, si impone come prioritaria e impone come prioritaria la propria volontà al proprio creatore, allora vuol dire che il Creatore non è onnipotente e che è più debole della creatura che ha creato!
    Noi oggi siamo in quest situazione assurda : di creature che vogliamo imporre la nostra LEGGE al nostro Creatore! Di esseri transeunti e mortali che si credono superiori al loro PRICIPIO IMMORTALE.
    L’assurdità logica e teologica di questa posizione salta agli occhi di chiunque: però nella vita pratica , di tutti i giorni, aborto , nozze gay, inseminazione artificiale, noi viviamo così! Creature che vogliono imporre la la loro volontà al loro Creatore….

    • Cherubino scrive:

      quante chiacchiere: la superiorità di Dio sta nel farsi servo di ogni uomo. La lezione della lavanda dei piedi è faticosa da accettare per chi crede nella religione della potere.

      • Sal scrive:

        “la superiorità di Dio sta nel farsi servo di ogni uomo. La lezione della lavanda dei piedi è faticosa da accettare per chi crede nella religione della potere.”

        Anche i Borgia non la pensavano così. Anche loro lavano i piedi, …..col sangue.

    • peccatore scrive:

      Pregiatissimo macv,
      la centralità e il primato di Dio sono forse negati nel dialogo proposto dal Papa?
      Non nascondo che in qualche pessima deriva pastorale lo siano stati (e Papa Benedetto lo ha segnalato alla CEI, per esempio a Verona), ma possiamo dire questo di questi sei mesi di pontificato, della lettera su Repubblica o della Lumen Fidei?
      Non lo possiamo dire. Anzi: Papa Francesco ha riportato Dio al centro e Gesù al centro di ogni ragionamento su Dio, proprio mentre dialoga con non credenti e altrimenti credenti. Di più: ha mostrato una sanissima devozione mariana e non ha taciuto del demonio e del peccato, mostrandone gli effetti persino a chi dice di non credere a Dio.
      A questo punto il presunto “antropocentrismo”, se proprio lo si vuol rimarcare, viene reso relativo al primato dell’incarnazione, della croce e della resurrezione del Signore. Per questo l’amore di Dio è misericordia: perchè non sparla del prossimo, ma spera nella sua conversione; non sgrida il peccatore, ma lo accoglie festoso per il ritorno in sè da dove era uscito; non accusa il singolo comportamento, ma gli mostra il comportamento di Dio. Quello che detesta è “la lobby” del male: quella delle armi, quella dell’avidità, quella dei massoni, quella dei disordini sessuali, quella dell’indifferenza e quella della maldicenza, quella dei farisei, quella degli ipocriti, quella dei pelagiani, quella delle mondanizzazioni spirituali, quella delle zitelle pastorali, quella delle ong pietose e molte altre alle quali, come categoria che pecca, non sono mancate occasioni per sentir fischiare le orecchie.

  52. diaconus scrive:

    “proprio mentre dialoga con non credenti e altrimenti credenti”.
    Ma va là dialoga con i non credenti, bene essere gentili, sensibile, attento ma tanta attenzione, dialogo con i Credenti? No con i credentiNO! solo bastone, ostracismo finanche PERSECUZIONE, SI ACCOGLIE IN POMPA MAGNA IL “PSEUDO TEOLOGO” della teologia della liberazione quello che incitava ad uccidere a sparare a regire con la violenza(non a porgere l’altra guancia) contro lo stato anche se dittatoriale, ma qualcuno non aveva scritto” pregate per i vostri padroni obediteperchè ogni autorità viene da Dio” dunque l’inchino e la mano tesa ad ogni sorta di ateo e di eretico; ma inflessibile autoritarismo, spietata persecuzione contro quei “malfattori, quei carnefici di Cristo…che sono spietati nemici della Chiesa come i Frati di Maria Immacolata” questi pazzi pretendono di pregare per la conversione dei non credenti, come si permettono di turbare tali benefattori dell’umanità come: Scalfari, ebrei, atei, animisti, massoni ecc…ecco il vero volto della chiesa del dopoconcilio. Amichevoli e rispettosa con chiunque si professi anticristiano inflessibile carnefice per chi osa prendere il Vangelo sul serio e mettersi alla sequela di Gesù.

    • Iva scrive:

      verissimo:
      Amichevole e rispettosa con chiunque si professi anticristiano inflessibile carnefice per chi osa prendere il Vangelo sul serio e mettersi alla sequela di Gesù.

      Debole con i forti e forte con i deboli.
      Pugno di ferro sugli obbedienti al Signore nella Croce, e guanto di velluto e inchini condiscendenti e adulatori ai potenti (e superpotenti) occulti e palesi, atei e vario-massoni, laici o multi-idolatri del mondo, per nulla intenzionati a convertirsi !
      Proprio il contrario della Somma Giustizia Misericordiosa di Dio.

    • Cherubino scrive:

      carnefice di chi ? Voi sragionate

      • timorato scrive:

        CARNEFICE DEI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA!!!!

        E, DA QUESTA ANTIFONA- : CARNEFICE DI OGNI VERO CATTOLICO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

        CARNEFICE QUINDI, DI TUTTI I TRADIZIONALISTI!!!!!!!!

        • Cherubino scrive:

          lei ha dei seri problemi, le consiglio uno bravo …

          • timorato scrive:

            X CHERUBINO

            LE ricordo che il dott.Tornielli ha voluto questo 3d anche per “educarci” al dialog, quindi meglio
            se evita certi sottointesi!

            vuole negare che i Francescani dell’Immacolata ad esempio (non cito la FSSPX, perché per Lei, sempre a priori è gia degna dell’inferno senza essersi mai potuta difendere pubblicamente e con processi equi !!!!!), non sono vittime di Francesco I con l’UMILIAZIONE di un commissariamento avvenuto: per celebrare quella Messa tridentina che NON ERA STATA MAI ABROGATA ?

          • Cherubino scrive:

            ma quale sottinteso ? Parlavo sul serio, le consiglio di farsi vedere da qualcuno bravo … la violenza che traspare chiaramente di suoi post, come più di uno le ha fatto notare, dovrebbero farla riflettere.E’ un consiglio amichevole, poi faccia come vuole.

            Quanti ai Francescani dell’Immacolata, non mi sembra sia stato ammazzato nessuno e la Chiesa ha il diritto, il potere e il dovere di intervenire con la sua autorità. Chiamare questo una carneficina, aumenta i dubbi sulla sua lucidità mentale.

          • Cherubino scrive:

            Concilio di Trento, Ses. XXI, cap. II:
            La Chiesa ha sempre avuto il potere di stabilire e modificare nell’amministrazione dei sacramenti, fatta salva la loro sostanza, quegli elementi che ritenesse più utili per chi li riceve o per la venerazione degli stessi sacramenti, a seconda delle diversità delle circostanze, dei tempi e dei luoghi

            Concilio Vaticano II, Costituzione Sacrosanctum Concilium, n. 21
            La liturgia consta di una parte immutabile, perché di istituzione divina, e di parti suscettibili di cambiamento, che nel corso dei tempi possono o anche devono variare, qualora in esse si fossero insinuati elementi meno rispondenti all’intima natura della stesa liturgia, o si fossero resi meno opportuni

            PAOLO VI NEL CONCISTORO DEL 24.05.1976:

            “[…] Si osa affermare che il Concilio Vaticano II non è vincolante; che la fede sarebbe in pericolo altresì a motivo delle riforme e degli orientamenti post-conciliari, che si ha il dovere di disobbedire per conservare certe tradizioni. Quali tradizioni? È questo gruppo, e non il Papa, non il Collegio Episcopale, non il Concilio Ecumenico, a stabilire quali, fra le innumerevoli tradizioni debbono essere considerate come norma di fede! Come vedete, venerati Fratelli nostri, tale atteggiamento si erge a giudice di quella volontà divina, che ha posto Pietro e i Suoi Successori legittimi a Capo della Chiesa per confermare i fratelli nella fede, e per pascere il gregge universale, che lo ha stabilito garante e custode del deposito della Fede.

            E ciò è tanto più grave, in particolare, quando si introduce la divisione, proprio la dove congregavit nos in unum Christi amor, nella Liturgia e nel Sacrificio Eucaristico, rifiutando l’ossequio alle norme definite in campo liturgico. È nel nome della Tradizione che noi domandiamo a tutti i nostri figli, a tutte le comunità cattoliche, di celebrare, in dignità e fervore la Liturgia rinnovata. L’adozione del nuovo “ Ordo Missae ” non è lasciata certo all’arbitrio dei sacerdoti o dei fedeli: e l’Istruzione del 14 giugno 1971 ha previsto la celebrazione della Messa nell’antica forma, con l’autorizzazione dell’Ordinario, solo per sacerdoti anziani o infermi, che offrono il Divin Sacrificio sine populo. Il nuovo Ordo è stato promulgato perché si sostituisse all’antico, dopo matura deliberazione, in seguito alle istanze del Concilio Vaticano II. Non diversamente il nostro santo Predecessore Pio V aveva reso obbligatorio il Messale riformato sotto la sua autorità, in seguito al Concilio Tridentino [...]“

            “…Dopo la Prima Guerra Mondiale, era cresciuto, proprio nell’Europa centrale e occidentale, il movimento liturgico, una riscoperta della ricchezza e profondità della liturgia, che era finora quasi chiusa nel Messale Romano del sacerdote, mentre la gente pregava con propri libri di preghiera, i quali erano fatti secondo il cuore della gente, così che si cercava di tradurre i contenuti alti, il linguaggio alto, della liturgia classica in parole più emozionali, più vicine al cuore del popolo. Ma erano quasi due liturgie parallele: il sacerdote con i chierichetti, che celebrava la Messa secondo il Messale, ed i laici, che pregavano, nella Messa, con i loro libri di preghiera, insieme, sapendo sostanzialmente che cosa si realizzava sull’altare. Ma ora era stata riscoperta proprio la bellezza, la profondità, la ricchezza storica, umana, spirituale del Messale e la necessità che non solo un rappresentante del popolo, un piccolo chierichetto, dicesse “Et cum spiritu tuo” eccetera, ma che fosse realmente un dialogo tra sacerdote e popolo, che realmente la liturgia dell’altare e la liturgia del popolo fosse un’unica liturgia, una partecipazione attiva, che le ricchezze arrivassero al popolo; e così si è riscoperta, rinnovata la liturgia…” (Benedetto XVI, Discorso ai Sacerdoti romani 14 febbraio 2013)

          • timorato scrive:

            - se mi da l’indirizzo di quello bravo…..di cui usufruisce lei, può darsi che faccio una scappatina, se non altro per saper a che punto sta il suo esibizionismo e la sua arroganza!

            -la mia violenza -spero- possa essere quella che ha la capacita di impossessarsi del Regno dei Cieli!

            -che lo dicano tutti, -come dicono a Roma- “nu’ me né po fregar de meno”, perché sono le maggioranze che poi, mettono in croce Chi dice la Verita!
            ——————————————————–

            Il Concilio di Trento ha stabilito Canoni infallibili e irreformabili protetti da anatemi,
            riguardo la Santa MEssa, che Paolo VI con
            grande scandalo e abuso di potere ha calpestato!

            La Chiesa ha il potere di modificare in relazione al bisogno dei credenti, ma senza urtare l’Ortodossia. Quella Ortodossia che con elementi inconfutabile non ha visto integra il Cardinale Ottaviani (illustre teologo di provata fede, tanto da essere tenuto in considerazione da più Papi quando l’ho hanno voluto Prefetto del Sant’Uffizio) a proposito della Messa di Paolo VI!!! Tanto più, che lo stesso Paolo VI: aveva detto con le parole e con i fatti che la sua Messa doveva assomigliare il più possibile alla Cena protestante!!! E questo lo si evince anche dalle istruzioni per l’uso del suo messale!!!!

            E’ inutile poi, che cita Paolo VI e Benedetto XVI: poiche rappresentano l’apoteosi della contraddizione e della ambiguita’!!!!!!!!!!!!!!!!!
            Quella ambiguità che abbiamo visto ad esempio, quando Benedetto XVI dice che la Messa tridentina non è stata mai abrogata, mentre ,dalla sua citazione, si intravede il contrario!!!!!

            Cosi come ha fatto Paolo VI col Vat. II, che sulla carta non lo ha sancito come: dogmatico e poi con i fatti lo ha voluto “vincolante”!!!!!

            Ma vincolante per che cosa ? per perdere la Fede cattolica ?

            Come vede, tutti i nodi vengono al pettine!!!!!

            E VENGONO AL PETTINE, PERCHE’ GLI INTERVENTI DI AMBEDUE I PAPI NON SONO ATTI MAGISTERIALI, MA CHIACCHIERE DA DOTTORE PRIVATO.

            LO SANCISCONO -SE HANNO LA FEDE- CON TUTTI I CRISMI DELLA INFALLIBILTA, E POI NE RIPARLEREMO…………………..

            PS
            riguardo ai Francescani dell’Immacolata, e’ risaputo che ne ammazza più la lingua che la spada, quindi………
            il potere della Chiesa deve essere sempre in funzione della Giustizia cristiana e della Verita, altrimenti e solo ABUSO DI POTERE di cui, con estremo rigore renderanno conto a Dio…………….
            eccome!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

          • Cherubino scrive:

            Vabbè, peggio per lei … quanto alla violenza della citazione evangelica non è certo la sua, ma quella di chi resiste all’uomo vecchio che è dentro di sè. La sua crociata al contrario non c’entra niente con il Vangelo.
            Quanto al resto è il solito disco rotto con cui credete di convincere qualcuno e cercate di inquinare la discussione nei blog.

          • timorato scrive:

            giusto per essere informato, quale è la mia violenza ?

            l’uomo vecchio -spero si riferisca all’uomo soggetto al peccato- è solo il primo bersaglio
            contro cui scagliare la santita cristiana!
            e siccome San Paolo dice di: “restaurare TUTTO
            IN CRISTO”, veda lei, se tentare di portare il
            REegno sociale di Cristo ovunque, sia un delitto
            intollerabile!!!!!
            Laa mia crociata c’entra sempre perché il Cuore del Vangelo è la: Croce di Cristo!
            Il mio disco rotto suona solo per difendersi dal
            suo disco rotto che canta alla Verita: ” t’aggia vulutu bbene a te, tu m’hai vulutu bbene a me……” ( ora se la completa lei, da buon napoletano le sarei grato perché non so più le parole e mi piacerebbe tanto cantarla!)

            e visto che ci possono essere due papi:
            salute e gloria a papa Cherubino da parte di papa Timorato!!!!

          • Cherubino scrive:

            il Regno “sociale” di Cristo non è un termine che si trova nel Vangelo, lei scambia la dottrina sociale della Chiesa per una dittatura che strumentalizza la Chiesa.
            Basta poi guardare alla storia del Magistero per vedere che la Chiesa non ha mai preteso che il sovrano fosse cristiano, ma che rispettasse il fine del suo potere, il bene comune e la giustizia fondata sul diritto naturale.

    • cuba_libre scrive:

      Lei non sa niente di niente della Teologia della Liberazione; in compenso vedo che conosce molto bene quelli che erano i presupposti della santa inquisizione!!
      Bello fare gli inquisitori seduti comodamente davanti al PC; altro sarebbe vivere certe realta’ come le visse il martire (quello si’) Don Oscar Romero!!!
      Meno male che c’e’ stata la Rivoluzione Francese, altrimenti altro che Al Qaueda…!

      • Annarita scrive:

        Lo dica a quelli che furono massacrati sotto la ghigliottina in nome di una presunta, libertà, uguaglianza e frasternità.

        • cuba_libre scrive:

          Che vi siano stati degli eccessi nella Rivoluzione Francese nessuno lo nega, tanto e’ vero che fra i ghigliottinati ci furono alcuni fra i rivoluzionari di prim’ordine come Danton e insigni scienziati come Lavoisier. Tutte le fasi rivoluzionarie hanno degli eccessi purtroppo. Cio’ non toglie che sia stato l’evento piu’ radicale del millennio appena trascorso che ha posto le prime basi dei diritti del cittadino che fino ad allora era considerato meno che niente. Se lei oggi puo’ scrivere tranquillamente in questo blog lo deve paradossalmente a quei principi su cui si sono formati gli stati moderni. Veda un po’ se la stessa cosa la potrebbe fare nei paesi islamici dove non c”e stato appunto nessun Illuminismo e tantomeno una “Rivoluzione Araba”.
          E le ricordo, a lei che si scandalizza per le ghigliottine francesi, che a parte la santa inquisizione su cui si potrebbero scrivere lugubri trattati, la pena di morte e’ stata abolita dalla chiesa solo con Paolo VI nel 1969, anche se di fatto non esisteva piu’ non tanto per emancipazione morale, (Pio XI l’aveva riconfermata all’indomani dei patti Lateranensi), ma perche’ dopo il 1870 ai Papi venne tolto il potere temporale. Non e’ un caso che l’ultima condanna a morte fu inflitta dal tribunale di Pio IX appena due mesi prima la breccia di Porta Pia!

          Studiare studiare…

  53. Iva scrive:

    qui tanti blogger con gli occhi foderati di polistirolo non si accorgono che Scalfari (come tanti suoi illustri colleghi di “libero pensiero ateo”) non ha nessuna intenzione di convewrtirsi,
    e come tanti atei convinti e incalliti, egli è di fatto (con efficace propaganda verbale) nemico di Dio e di Gesù Cristo suo Figlio !
    e il papa gli fa i salamelecchi, ritenendo che sia già “sulla strada del figliol prodigo” come asserisce qualche illusionista travisatore del Vangelo …..

    • Mimma scrive:

      @Iva
      Oltre ad essere imbalsamati nei vostri pregiudizi , voi tradizionalisti peccate della più grande tra le mancanze contro Dio, e cioè la mancanza di fiducia nello Spirito Santo il quale può TUTTO IN TUTTI!
      I più grandi santi della storia sono stati anche grandi peccatori, abbracciati poi dalla Misericordia di Dio Padre, ma voi siete troppo perbenisti per ammetterlo e il vostro maggiore “carisma” è quello di puntare il dito contro il peccato altrui!
      Si converta Iva!
      Il peccato contro lo Spirito Santo è l’unico a non essere perdonato!
      Il buon ladrone ha beneficiato dell’Amore di Dio proprio nell’ultimo istante… e non mi sembra che il giorno prima avesse avuto “voglia di convertirsi”!

      • Sal scrive:

        “Il cristiano (appartenente a Cristo) dovrebbe cucirsi la bocca ed aprirla solo per benedire e lodare il Signore.” ( Mimma 13 settembre 2013 alle 16:16)

        Predicano bene razzolano male.

        • anastasia scrive:

          Appunto Sal. Lo dica a se stesso e ai suoi correligionari geovisti! Guardi che bell’esempio di chi predica bene e predica male!

          http://www.youtube.com/watch?v=nJ9pUivWpcg

          • anastasia scrive:

            Guardi che domande si pongono dei vostri ex correligionari che mostrano la coerenza geovista!………

            Testimoni di Geova: perchè negare l’evidenza?
            Testimoni di Geova perchè si è taciuto?

            Buonasera. Nella mia congregazione è venuta alla luce una storia di abusi su una all’epoca bambina da parte dello zio (tra l’altro nel frattempo nominato servitore di ministero). Quest’ultimo ha sempre taciuto tutto e la bambina ormai ventenne si è dissociata dichiarandosi lesbica agli anziani e adducendo come causa alle sue inclinazioni sessuali le ripetute sevizie subite dallo zio.
            Due domande: 1- chi ha nominato lo zio durante quel periodo, Dio o gli uomini?
            2 – perchè ci si è preoccupati solo di togliere i privilegi allo zio e si è taciuta la notizia alle autorità competenti ignorando lo stato psicologico della ragazza?
            Grazie, attendo lumi……

            http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20130124090450AAYlSTX

      • timorato scrive:

        x mimma

        intanto che Le risponde la signora Iva, volevo solo farle notare che -già per l’ennesima volta!!!!- :

        1) noi non siamo santi;

        2) noi non siamo santi e non parliamo per fare moralismo farisaici, quindi non giudichiamo le intenzioni e la persona di nessuno tantomeno quella dei Papi postconciliari, denunciamo
        -ALLA LUCE DEL MAGISTERO IRREFORMABILE ED ORTODOSSO di tutti Papi preconciliari- la presenza di ERRORI DOTTRINALI ;

        3)noi non siamo santi e non siamo da etichettare come una categoria a parte -anche perché non si possono fare MAI generalizzazioni come fa lei molto gratuitamente- perché siamo semplicemente: CATTOLICI, quei cattolici che per
        PRUDENZA E FEDELTA -anche per difenderci dalla eresia modernista- CONTINUANO A FARE E A CREDERE cosi come ha fatto e creduto la Chiesa fino al Vat.II;

        4) noi non siamo santi ma nemmeno perbenisti e imbalsamati nei nostri pregiudizi, per quanto suddetto e soprattutto perché VOGLIAMO DONARE IL VERO DIO DI MISERICORDIA CON LA VERA EFFUSIONE DI QUESTA MISERICORDIA, LI’, DOVE VERAMENTE SI TROVA QUESTA MISERICORDIA E CIOE’ NELLA CHIESA CATTOLICA AUTENTICAMENTE!!!!

        SPERIAMO CHE SIA LA BUONA VOLTA CHE MI SONO SPIEGATO, O CHE LEI ABBIA POTUTO CAPIRE!

        • Mimma scrive:

          @Timorato
          Le faccio notare che la signora Iva non stava parlando di dottrina, ne della santità vostra nel post da me commentato, ma dell’impossibilità di Scalfari di convertirsi per mancanza di volontà!
          Tutto ciò che lei ha aggiunto è superfluo!

    • cuba_libre scrive:

      “….Scalfari (come tanti suoi illustri colleghi di “libero pensiero ateo”) non ha nessuna intenzione di convertirsi,
      e come tanti atei convinti e incalliti, egli è di fatto (con efficace propaganda verbale) nemico di Dio….”

      Questa frase si potrebbe tranquillamente attribuire a Al Zawahiri, il leader di Al Qaeda; basta sostituire “Scalfari” con qualsiasi altro!

      E’ proprio vero che l’integralismo non conosce confini, ne’ geografici, ne’ ideologici, ed e’ il primo nemico da combattere in questo pianeta!

      • timorato scrive:

        X CUBA-LIBRE

        mi dispiace che non sia stato chiaro altre volte, quando le ho fatto notare che il nostro integralismo -come lo chiama -si consuma solo per quanto riguarda i Principi da difendere e non nella Prassi da attuare!
        Mi sembra quindi assurdo,vedere nella riflessione della signora Iva, un atto di vero terrorismo!!!!

        Sono alla portata di tutti: la mentalita e i gesti del dott.Scalfari contro la Religione, quindi, perché demonizzare chi quantomeno vuole opporre una legittima difesa ?

        Tutti possono essere integralisti, anche i laicisti e gli atei e gli anticattolici, e noi cattolici che -poi- abbiamo un integralismo alquanto sui generis, non possiamo nemmeno difenderci ?
        —————————————————-
        in riferimento al Suo post di giorno 12

        la parola dialogo dovrebbe coincidere con la parola conversione in Casa cattolica, perché essendo Cristo con la Sua Grazia il massimo bene che può sperare e desiderare ogni uomo smarrito e ingannato, il far ottenere tale “Bene” -quindi anche per mezzo del dialogo- ad “ogni uomo!” dovrebbe essere il Fine supremo dell’azione della Chiesa!

        Certo, per come stanno le cose, che impediscono persino di usare la parola: conversione! perché si oppone il senso di offesa, direi che il tutto diventa davvero impossibile attuare!!!!!
        La Chiesa però, non può mancare in questa Sua missione, a costo del martirio, quindi niente sofismi e diplomazie, vigliacche o -peggio ancora-, niente sofismi e diplomazie tattiche e ideologicamente mirate.

        So che Lei, legge la maggior parte delle cose in chiave ideologico-politica -che certamente rivesta la sua importanza- e legge quindi anche la Chiesa in questa direzione ,e pertanto preferisce Papa Giovanni a Pio XII. Nonostaante non voglio e non posso giudicaare Papa Giovanni, riconoscendogli poi anche qualche merito, mi permetta di farle notare che la Chiesa di Pio XII è la Chiesa ideale voluto da Cristo che è anche Re e che come tale deve essere servito e rappresentato dai Suoi vicari.
        E’ talmente conforme la Chiesa di Pio XII a quella voluto di Cristo, che mai PIo XII ha auspicato a guerre sante di religione, e cercando di conformarsi NEL NASCONDIMENTO all’opera di Cristo che:” passo facendo del bene a tutti”, Egli -in OCCASIONE DI PROTEGGERE GLI EBREI DAI NAZISTI – non esito un solo momento a raccogliere l’oro per riscattarli da questa tirannia e non esito un solo momento ad aprire persino i conventi di clausura per nasconderli !!!!

        Questi stessi (gli ebrei), che oggi, per non smentire i loro padri
        nel dire falsita (contro la verità di Gesù come Messia), non si risparmiano di negare che Pio XII li abbia aiutati in quel frangente!!!!!!!!!

        • Marino scrive:

          “il nostro integralismo si consuma solo per quanto riguarda i Principi da difendere e non nella Prassi da attuare!”

          Il passo è breve…

          • Iva scrive:

            probabilmente secondo i moderni catto-indifferentisti è integralista anche NSGC
            quando dice:

            “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, chi NON CREDERA’ sarà condannato”,
            e anche:

            “Chi non è con Me e contro di Me”

            “Chi non raccoglie con Me disperde”.

          • Cherubino scrive:

            è interessante che nella prima parte Gesà dice chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma nella seconda parte, quella della condanna, si limita a dire “chi non crederà”, e non aggiunge come ci si aspetterebbe “chi non sarà battezzato”.
            Questo fa capire che può esistere
            1) un battesimo senza fede (Gesù fa precedere il battesimo dal “chi crederà”)
            2) un credere senza il battesimo (come segno esteriore: solo chi non crederà, battezzato o no, non sarà salvo).

            Vi sono diversi casi tradizionali di fede implicita:
            - il catecumeno e chiunque viva un battesimo interiore, di desiderio, senza essere ancora giunto al Battesimo rituale (c’è un esempio anche negli Atti degli Apostoli);
            - il battesimo di sangue, come nel caso dei santi innocenti, che per Iva sarebbero tutti all’inferno;
            - chi è nell’ignoranza incolpevole e segue la Legge morale che parla nella coscienza, come ribadito da papa Pio IX.

            In sintesi, l’attuazione del Battesimo ci dà una presunzione non assoluta della fede, che potrebbe non esserci, ma l’assenza del Battesimo non ci dà una presunzione assoluta di non fede, che potrebbe anche esserci.

          • timorato scrive:

            x marino

            parlavo dell’integralismo della Chiesa Cattolica e non della FSSPX che non ha inventato nessuno integralismo se non quello: che ha recepito dalla Stessa Madre Chiesa!

            quindi se lei lo rigetta, si ricordi che rischia di non essere cattolico! anche perché, visto che nella vita molte cose sono o nere o bianche cosi come poi sono nella Fede, diventera integralista di altro…. che per forza di cose,risultera: solo spazzatura!!!!

            Una curiosita: se per lei risulta pericoloso l’integralismo cattolico -che ripeto era solo per quel che riguarda i principi- mi può dire nella Prassi (anche sua)quali Principi e certamente migliori a quelli del Cattolicesimo, Lei usa ?

          • Cherubino scrive:

            ha parlato papa Timorato …

        • cuba_libre scrive:

          Egr. Timorato, l’integralismo e’ una termine che’ avulso da aggettivi per quanto riguarda la sua sostanza. Integralismo, e lo dico per la centesima volta, vuol dire voler dare al proprio pensiero o alla propria linea politica un valore universale ed indiscutibile, una sorta di Pensiero Unico. Che poi esista anche l’integralismo laico, che oltretutto e’ meno giustificabile, nella logica delle cose, da quello religioso, questo non cambia una virgola: per l’integralista, i propri principi sono validi IN SENSO ASSOLUTO, a maggior ragione se sono ispirati da dottrine religiose, che ciasuno vede come attuazione della parola di un proprio dio. Altrimenti mi spiega per esempio come giustifica l’esistenza dei kamikaze islamici?

          Per quanto riguarda l’altro argomento, su Pio XII ho notizie un po’ diverse dalle sue, non tanto sulla reale salvezza degli ebrei, ma quanto al fatto che auspicasse alla fine del secondo conflitto mondiale una guerra contro il comunismo, non direttamente ovviamnte, ma appoggiando di fatto yutti i movimenti che si contrapponevano ad esso. La scomunica contro gli aderenti al PCI, ovvero contro un terzo della popolazione italiana dell’epoca, come lo chiama lei se non un atto di guerra?
          Sulla conversione, le racconto un fatto proprio di ieri: proprio ieri sono andato a messa, (non lo faccio spesso, e guarda caso nell’Omelia il parroco ha parlato proprio della lettera del Papa a Scalfari e avrà pronunicato la parola “Conversione” una dozzina di volte! Un po’ tanto per una Chiesa che come dice lei quasi ha timore o le viene impedito di pronunciarla!
          Saluti

  54. peccatore scrive:

    Papa Bergoglio non c’entra, ma molti suoi estimatori sì: è un dato da fatto che tutte le “aperture” che vengono lodate e auspicate nei confronti di chiunque mostri di voler interloquire, non riescono poi a permetterci di essere aperti e umili verso le ragioni (innegabili) dei tradizionalisti, i quali -oltre i loro demeriti- vengono accusati persino di peccare contro lo Spirito santo, cioè in pratica di essere “imperdonabili”, spedendoli in quell’inferno al quale -come possibile esito- sembrano credere soltanto loro che tanto strepitano per mettere in guardia chi sembrerebbe sicuro di non andarci.

    Allo stesso tempo nel mondo dei tradizionalisti si è così convinti che gli altri siano tutti ugualmente compatti e dannati, da associare nel calderone tutti quelli che non la pensano come loro, dall’ateo incallito al Papa, uscendo completamente dalle righe del vangelo per assecondare di volta in volta altre logiche di stampo politico e razziale, scivolando sempre nel ridicolo, talora nel patetico e persino nell’eretico.

    In questo senso, come mezzo e non come fine, il dialogo è prezioso e può esserlo anche su un blog. Oggi è la festa dell’esaltazione della Santa Croce, ritrovata da Sant’Elena. La croce “vera”, quella di Gesù, quella che ci fa parlare (e sparlare) oggi: la croce che, contemplata, ci fa più umili, meno certi di avere tutta la verità, ma sicuri che la verità è Gesù, tramite la Chiesa, che è stata scelta per annunciarne la buona notizia.

    http://www.youtube.com/watch?v=WSQ7xyjmCAo

  55. Reginaldus scrive:

    Un ‘papa’ che mette la coscienza dell’uomo al livello supremo di ultima istanza, di fronte alla quale Dio stesso si deve piegare, che mette l’ uomo al di sopra di Dio… non è il supremo pontefice della religione satanica che fa dell’uomo Dio, dell’uomo che disobbedendo al comando di Dio pretende di diventare Dio, secondo quanto scritto sul frontespizio della tragedia umana: “ a chi mangia di questo frutto sarà dato di essere come come Dio”? E costui- si chiami come vuole: Giovanni Paolo Giovanni Paolo Benedetto Francesco ( facendo in tal modo scempio di così gloriosi nomi cristiani ) io dovrei dare il mio assenso e rispetto come a Vicario di quel Gesù che nella sua suprema umiliazione e obbedienza a Dio, indica la via di diventare realmente Figli di Dio???

    • peccatore scrive:

      risposta secca: sì.

      spiegazione: tutte le accuse mosse sono solo farneticazioni e deformazioni di un pregiudizio e di una paura irrisolti.

      Non è vero infatti che -nel cristianesimo, oggi come in passato- l’uomo stia “sopra a Dio”; è vero che, in Cristo, Dio si è fatto uomo, mentre tutti quelli che non lo credono cercano o di promuovere autonomamente l’uomo a Dio o di lasciare Dio lontano dall’uomo.

      E’ vero che c’è un frutto che non dobbiamo mangiare, perchè è l’appetito della superbia che ci è costata il peccato originale e che oggi moltiplica peccati su peccati, tanto tra i religiosi quanto tra gli atei, mascherandosi persino tra le “buone intenzioni” e le “opere buone” che finiscono con l’alimentarla. Ma è anche vero che un cibo divino ci è stato dato per nutrimento per trasformarci progressivamente in Corpo di Cristo: un cibo di comunione e non di divisione, per cui non si può nutrirsene degnamente preoccupandosi soprattutto di costruire muri e sorvegliare recinti.

      postilla: ammesso e non concesso che tu possa aver anche ragione, ne’ nei modi, ne’ nelle parole, ne’ nella rabbia, ne’ in tante altre cose mi pare di cogliere “la suprema umiliazione” di Gesù.

      • Reginaldus scrive:

        peccatore, tu chi? l’ educazione impone che quando ci si rivolge a qualcuno, lo si chiami per nome…Comunque ri-cito anche per te le parole di Ratzinger ( dalle quali derivano quelle del Bergoglio):

        “Al di sopra del Papa [che la dottrina consolidata della Chiesa definisce come maestro della retta coscienza nel nome di Dio, nota mia ], come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell’autorità ecclesiastica. L’enfasi sull’individuo, a cui la coscienza si fa innanzi come supremo e ultimo tribunale, e che in ultima istanza è al di là di ogni pretesa da parte di gruppi sociali, compresa la Chiesa ufficiale, stabilisce inoltre un principio che si oppone al crescente totalitarismo»

        Qui io leggo che quando il papa esercita la sua autorità, e chiede l’assenso del popolo cristiano, la sua richiesta è pura intollerabile PRETESA. Qui leggo che la coscienza è l’ULTIMA ISTANZA alla quale conformarsi. NON vi leggo che Dio, come creatore della coscienza umana, è il termine ultimo al quale, nell’umiltà del suo riconoscersi come creatura, l’uomo, se ben disposto, non può che, liberamente, conformare la sua coscienza, se vuole trovare il suo compimento.. “Inquietum est cor nostrum donec requiescat in te”. O altrimenti detto:”E ’n la sua volontade è nostra pace:
ell’ è quel mare al qual tutto si move
ciò ch’ella crïa o che natura face».

        La FARNETCICAZIONE è l’assalto continuo alla dottrina tradizionale attraverso il ricorso alla sapienza di questo mondo…per avere il consenso facile, con l’obietttivo di convogliare tutti, nel nome di una sapienza facile facile, mondanamente da tutti condivisibile, nel calderone della Nuova Chiesa Umanitaria Universale. Dove l’uomo, appunto, assurge a culto di se stesso. Prosit!

        • Annarita scrive:

          Il problema è sempre lo stesso, quando si parla di coscienza si deve sempre specificare RETTA coscienza, perchè se uno ha una coscienza perversa e la segue, non fa certo la volontà di Dio.

          • Reginaldus scrive:

            …e la RETTA coscienza riconosce Dio e il suo Cristo, perché Dio vuole la salvezza di tutti gli uomini e a tutti Dio dà la possibilità di riconoscerLo e quindi di credere in Lui. Secondo che è scritto: sine fide impossibile est placere Deo! E quindi che significa: Dio PERDONA chi segue la sua coscienza?!? E chi sono io che deve correggere o rettificare il papa?!? Non resta che ammettere che chi dice simili aberrazioni NON è papa!

          • Iva scrive:

            se uno ha una coscienza perversa e la segue, non fa certo la volontà di Dio

            è precisamente quello che dicevo stamattina nel commento ore 8.37 dove parlavo di retto DISCERNIMENTO :

            BENE/MALE
            VEO/FALSO ecc.
            che la Chiesa non insegna più, dal 1962 in poi perchè non vuole più correggere nè errori nè eresie nè tendenze peccaminose….nè dare retta formazione alle coscienze secondo la morale cattolica bimillenaria, discendente da retta e immutabile Dottrina……da decenni oscurata causa liturgia e pastorale riformate
            (come sempre:
            lex orandi > lex credendi > lex vivendi)

            fino ad approdare oggi all’aberrante atteggiamento di un papa che si “chiama fuori” dai giudizi morali sul peccato grave (non sul peccatore) dicendo con frase banale, da “persona qualunque” che passa per strada:
            “Chi sono io per giudicare un gay?”

            dimenticando così (lui, Vicario ? dando esempio a milioni di pecore nella Chiesa smemorata)
            che in 2000 anni si era sempre insegnato ad

            Ammonire i peccatori
            (che non è quel senso banalmente inteso dalle masse ignoranti : “giudicare=condannare”)
            cioè un’opera di Misericordia spirituale di fondamentale importanza tra le 7 (tutte note solo a chi ha fatto Catechismo fino al 1968 circa…..)
            e che la Chiesa (Madre? Maestra?) ha deciso di OMETTERE nella docenza e nella pastorale, insieme alle altre due: -consigliare i dubbiosi (visto che conta esclusivamente la PROPRIA coscienza, qualunque stortura l’abbia palsmata) e
            -of course- insegnare agli ignoranti.
            (s’intende con termini CHIARI E CERTI, adatti a piccoli e grandi, non con discorsi complessi e sofisticati, com’è di moda da 50 anni).

            Madre e Maestra (ex).
            Oggi liberi tutti da ogni vincolo di precedente morale cattolica bimillenaria, basata su una legge morale CERTA e oggettiva, ritenuta antiquata, oppressiva (autoritaria? poco amorevole?) e gettata via come zavorra (quella morale pratica di tutti i Santi della storia, precisiamolo…..)
            Apertura a 360° a tutte le strade, tutte moralmente buone, purchè la coscienza personale dica semaforo VERDE!
            dunque, no problem:
            ognuno segua la propria coscienza, qualunque sia la strada e la “visuale”… e TUTTO è OK.

            Va’ dove ti porta il cuore.

      • timorato scrive:

        X PECCATORE

        con tutta la più sincera stima per il suo nobile spirito, vorrei capire come mai Lei, vuole a tutti i costi difendere il Papa,
        quando abbiamo avvertimenti dal Cielo sulla venuta di un antipapa massone !

        Non dico che sia Francesco I l’antipapa, ma perché andare cosi sicuri ? Perché è impossibile fare opera di discernimento ?

        Le faccio notare che l’antipapa massone, può essere anche uno che in buona fede professa gli ideali massonici come acquisizioni teologiche, che cioè non sia iscritto a nessuna loggia! ma è portatore di questo “spirito” …….

        —————————————————————————

        intanto le propongo la seguente lettura:

        CRITICA DELLA TEOLOGIA, DELLA FORMA E DEL LINGUAGGIO DELLA LUMEN FIDEI,
        ANCHE ALLA LUCE DEL PENSIERO GNOSTICO
        SUL MISTERO D’INIQUITÀ
        COSÌ COME ESPOSTO IN 2 TS 2, 6-7.
        di Enrico Maria Radaelli
        —————————————————————————

        L’articolo è stato pubblicato sul sito dell’Autore – Aurea Domus -

        L’articolo in formato pdf

        —————————————————————————

        13. L’INDIPENDENZA DELL’UOMO.

        QUESTO È IL PUNTO CHE LA “TEOLOGIA DELL’INCONTRO”
        UTILIZZATA DALLA LUMEN FIDEI PERMETTE DI NON TOCCARE.

        “……Il linguaggio è professorale, illustrativo, cattedratico, espositivo, al limite del noioso: è la spiegazione, se pur non sempre del tutto scontata – come quando, al § 11, è avvicinata la fede alla Paternità di Dio –, di tutto ciò che, intorno alla fede, secondo la nuova “teologia dell’Incontro”, potrebbe e dovrebbe sedurre in qualche modo l’uomo, il suo cuore, senza però intimorirlo, senza preoccuparlo di un unghia, secondo l’espressione della Gaudet Mater Ecclesiæ: « A Noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura, che annunziano sempre il peggio », che è lo stesso però che dire: « Non fateci profezie sincere, diteci cose piacevoli, profetateci illusioni » (Is30,10), e specialmente senza mettere l’uomo in sospetto di stare per togliergli, con la richiesta della (se pur amorevole) obbedienza alla Fede, proprio quel che ha di più caro alla sua anima: la sua sacra, inviolabile, sublime indipendenza.
        Perché questa è la grande preoccupazione, e la grande accusa, che liberismo, relativismo e modernismo ecclesiastico fanno alla Chiesa: di rubare all’uomo l’indipendenza, e con essa portare il pericolo di perdere il bene più prezioso dell’uomo. Infatti molti cattolici – davvero “astutissimi”! – si fanno presto atei credendo che cancellare Dio dalla loro testa permetta di mettere in salvo la propria libertà. Non si accorgono di fare solo come quegli struzzi della barzelletta.

        Questo è il motivo profondo per cui il linguaggio dell’Enciclica non è in nessun modo, neanche per un attimo, e specialmente neanche nelle intenzioni, asseverativo, fermo, tassativo, giudiziale, in una parola: “dogmatico”, come è dogmatica pur non pretendendo di contenere alcun dogma la Mystici corporis………………..CONTINUA A LEGGERE

        http://apostatisidiventa.blogspot.it/2013/09/de-lumine-fidei.html

        • Reginaldus scrive:

          grazie @Timorato del suggerimento di lettura dato: una grande conferma di quanto già chiaramente intuito, nell’individuazione nell’obbedienza – a Dio e al suo Cristo – del criterio formativo della retta coscienza, ma niente affatto chiarificatrice sulla permanenza, in simili soggetti, chiamati Sommi Pontefici, del carattere di veri pastori della Chiesa di Dio, figuriamoci poi se ‘Sommi’! In soggetti che così clamorosamente si sono dimostrati in contrasto con le più radicali “esigenze evangeliche”?

  56. Reginaldus scrive:

    dico meglio (scusandomi ):

    Un ‘papa’ che mette la coscienza dell’uomo al livello supremo di ultima istanza, di fronte alla quale Dio stesso si deve piegare, che mette l’ uomo al di sopra di Dio… non è il supremo pontefice della religione satanica che fa dell’uomo Dio, di quella religione dell’ uomo, che, mettendo al centro del suo culto l’uomo, fa dell’uomo Dio, attraverso la disobbedienza a Dio, secondo quanto scritto sul frontone della tragica vicenda umana: “ a chi mangia di questo frutto sarà dato di essere come Dio”? E costui – si chiami come vuole: Giovanni Paolo Giovanni Paolo Benedetto Francesco ( facendo in tal modo scempio di così gloriosi nomi cristiani ) – io dovrei dare il mio assenso e rispetto come a Vicario di quel Gesù che nella sua suprema umiliazione e obbedienza a Dio, indica alla coscienza dell ‘uomo la via per diventare realmente Figli di Dio???

    • peccatore scrive:

      Chiedi scusa nella forma, ma ripeti le accuse nella sostanza…
      Come i venditori di armi che arricchiscono con le guerre: gentile cliente, chiediamo scusa per un piccolo difetto nella fornitura; l’imballo riportava per errore un numero sbagliato e di conseguenza l’ogiva era contrassegnata con la bandierina identificativa di un altro nostro cliente; tuttavia può lanciarla lo stesso, garantito che scoppia e fa tanti danni… magari può servire per dare ad intendere che la colpa è di qualcun altro.

      • timorato scrive:

        XPECCATORE

        Un antipapa massone nel Terzo Segreto di Fatima?

        01:59:55

        Un antipapa massone nel Terzo Segreto di (dott. Solideo Paolini, fatimologo)

        Reban 06/09/2013 23:18:59

        Conferenza del dott. Solideo Paolini (fatimologo), organizzata dal Circolo “Ragionar cattolico”, in data 4 Ottobre 2012 [andare al min 38:00 circa in poi per ascoltare la tesi dell'antipapa]

        http://it.gloria.tv/?media=496369

    • Cherubino scrive:

      Lumen Fidei, di Enciclica di papa Francesco

      6. L’Anno della fede ha avuto inizio nel 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II. Questa coincidenza ci consente di vedere che il Vaticano II è stato un Concilio sulla fede,[6] in quanto ci ha invitato a rimettere al centro della nostra vita ecclesiale e personale il primato di Dio in Cristo. La Chiesa, infatti, non presuppone mai la fede come un fatto scontato, ma sa che questo dono di Dio deve essere nutrito e rafforzato, perché continui a guidare il suo cammino. Il Concilio Vaticano II ha fatto brillare la fede all’interno dell’esperienza umana, percorrendo così le vie dell’uomo contemporaneo. In questo modo è apparso come la fede arricchisce l’esistenza umana in tutte le sue dimensioni.
      7. Queste considerazioni sulla fede — in continuità con tutto quello che il Magistero della Chiesa ha pronunciato circa questa virtù teologale[7] —,intendono aggiungersi a quanto Benedetto XVI ha scritto nelle Lettere encicliche sulla carità e sulla speranza. Egli aveva già quasi completato una prima stesura di Lettera enciclica sulla fede. Gliene sono profondamente grato e, nella fraternità di Cristo, assumo il suo prezioso lavoro, aggiungendo al testo alcuni ulteriori contributi. Il Successore di Pietro, ieri, oggi e domani, è infatti sempre chiamato a “confermare i fratelli” in quell’incommensurabile tesoro della fede che Dio dona come luce sulla strada di ogni uomo.

      Nella fede, dono di Dio, virtù soprannaturale da Lui infusa, riconosciamo che un grande Amore ci è stato offerto, che una Parola buona ci è stata rivolta e che, accogliendo questa Parola, che è Gesù Cristo, Parola incarnata, lo Spirito Santo ci trasforma, illumina il cammino del futuro, e fa crescere in noi le ali della speranza per percorrerlo con gioia. Fede, speranza e carità costituiscono, in un mirabile intreccio, il dinamismo dell’esistenza cristiana verso la comunione piena con Dio. Com’è questa via che la fede schiude davanti a noi? Da dove viene la sua luce potente che consente di illuminare il cammino di una vita riuscita e feconda, piena di frutto?

  57. Isabella scrive:

    peccatore scrive:
    13 settembre 2013 alle 21:36

    Una delle opere più geniali che Dio compie nella storia è di usare il male (che Lui non vuole) per fare il bene (che è la Sua Volontà).

    non ho intrepretato male il suo pensiero, se lei lo rilegge attentamente, vedrà che capirà quel che ho capito io.

    Che differenza c’è tra l’usare il male (come scrive lei) e Dio il male non lo vuole e non lo fa? Mi sembra che la differenza ci sia. Non lo vuole, non lo fa, ma lo usa per fare il bene.

    Mi perdono ma non la capisco.

  58. Sal scrive:

    “Il testimone, «quando è autentico, fa sempre spazio all’interlocutore e a tutte le sue domande, di qualunque tipo esse siano… Non è certo un ripetitore di teorie o di dottrine cristallizzate, ma vive delle stesse domande del suo interlocutore, poiché è immerso in quel medesimo campo che è il mondo».”
    (Angelo Scola, arcivescovo di Milano, Lettera pastorale «Il campo è il mondo»)

    Si tratta di capire perché sono fatte le domande. Se lo scopo è far cambiare punto di vista all’interlocutore o se viceversa sono fatte per arricchire il proprio punto di vista. Se però ”il testimone autentico non è un ripetitore di dottrine cristallizzate”, non si capisce perché alcune/i ferventi continuano e ripetere con insistenza impossibili dottrine cristallizzate.

    Possibile che nessuno si renda conto della contraddizione e riesca a usare il cervello ? Oppure è troppo grande la paura di essere traditori di una tradizione inutile ?

  59. Iva scrive:

    L’immane caos dottrinale, morale e di Fede ( “pluralizzata” grazie alla multiforme Messa NO, e polverizzata, secondo mille soggettivi sentimenti e “movimenti”), con quel pauroso sbandamento del Gregge che subiamo da decenni, impotenti a ridimensionarlo e dominarlo, mentre il ciclone d’apostasia dilaga senza sosta, palesa concretamente l’avverarsi di ciò che disse la SS.ma Vergine a La Salette:

    La Chiesa sarà eclissata

    Siamo entrati nella fase culminante dell’eclissi.

  60. peccatore scrive:

    Cerco di non fare di ogni erba un fascio, per cui vorrei suggerire a Timorato, che mi invita ad avere qualche dubbio sul Papa attuale, di invitare a minori certezze sia Iva che Reginaldus, che ormai hanno terminato il processo, emessa la sentenza e fremono di poter eseguire la condanna (proiettando la “rogatoria” direttamente al rogo).
    Quanto ai dubbi di Timorato, non ho ancora visto un massone che è devoto alla Madonna e contempla la croce. Che fa fare alla Chiesa intera quattro ore di veglia senza farcirla di “testimonianze” e vari bla bla pastorali, ma andando dritto al cuore chiede a Dio il dono della pace. Nemmeno un massone che sputtana (il termine “tecnico” è quanto mai necessario) il commercio di armi e la finanza.
    Quanto alla “forma” con cui si è dogmatici, credo che in un mondo in cui i giovani sono in larga parte educati dalla scuola all’indifferenza religiosa e in cui i mezzi di comunicazione irridono a ogni pretesa dogmatica, la forza della notizia cristiana sia ancora efficace proprio perchè non si appoggia a uno schema da contrapporre a un altro schema, ma alla potenza dell’amore, il cui “dogma” è la libertà con cui si pone e la cui verità è la fedeltà con cui regge a tutte gli insulti e alle falsità di chi in modo sacrilego offende e l’amore di Dio.
    Dio non è una proiezione umana: Dio è ciò che l’uomo da solo non avrebbe nemmeno potuto immaginare: un amore crocifisso che mentre sanguina sulla croce alla quale è stato inchiodato innocente insultato ancora offre il perdono e offre il proprio sacrificio per la salvezza di tutti. Ed è un fatto accaduto, lì da vedere, disponibile per credere perchè la speranza è affidabile. Se non è un dogma questo, non so di che altro si debba parlare. Forse è il caso di cambiare occhiali e togliere quelli deformanti. Anche gli occhiali scuri, quando è già buio, non aiutano.

    • timorato scrive:

      X PECCATORE

      CARISSIMO, in non sono stato mai sedevacantista come Reginaldus al quale qualche volta ho pure contestato la sua sicurezza in tale direzione; riguardo la signora Iva, mi sembra di capire che non sia nemmeno “lefeburiana” come me, ma “appartente ad una lista autonoma” che da cattolica perplessa espone le sue denuncie, che fino a prova contraria, sono state rivolte agli insegnamenti e alla prassi in generale di Papi e Vescovi e non alla loro persona! quindi non c’è nessun delitto.

      Quando io affermo che ci può essere un (anti)papa massone “in buona fede”alludevo proprio al fatto che il suddetto può agire a sua stessa insaputa e in totale buona fede (sono detti in teologia, questi tipi di eretici, gli “eretici materiali”) quindi non c’è niente di sicuro col fatto che preghi la Madonna Santissima, faccia l’adorazione eucaristica ecc! anche perché, nel caso che ci fosse, anche un antipapa massone cosciente, potrebbe fare tutte queste cose come tattica e come maschera ma anche per protesta indiretta verso l’altra Massoneria che fa guerra alla sua di Massoneria !

      Lei mi insegna che il demonio -come dice San Paolo- si veste di luce!

      Carissimo, c’è da stare molto attenti, siamo in un periodo davvero “strano”. sappiamo che chi sta col Signore non può temere, però deve anche lottare con le armi della Fede!!!

      Riguardo poi alla potenza dell’amore, si dovrebbe essere più chiari sul suo significato, poiché questa potenza è fatta di: dolore, sacrificio, virtu’; quindi
      presentare un amore anche scevro da un linguaggio ieratico e dogmatico, per indurre poi, ad esempio gli stessi giovani, a toccare delusioni e con essi abbondano definitivo della Fede, non so quanto sia conveniente!!!!!

      • Reginaldus scrive:

        caro Timorato, come mi piacerebbe riconoscre nei papi conciliari veri papi della Chiesa! Come mi piacerebbe riconoscere nella Nova Missa la Messa Cattolica! E, diciamola tutta, nei vescovi e nei preti secundum Pastoralis Romani, come mi piacerebbe vedere ( veri) vescovi e (veri) preti della (vera) Chiesa! Ma Dio perdona chi segue la sua coscienza, no?!?

      • Iva scrive:

        perfettamente d’accordo con Timorato, sottoscrivo le sue convinzioni;
        confermo ciò che sta dicendo riguardo a me e alle mie angosciate constatazioni giornaliere, che prendono atto, da vari anni ormai, con stupore doloroso e sconcerto crescente, dell’avverarsi sia delle Scritture (v. ad es. la “grande potenza d’inganno” predetta da S. Paolo) che delle profezie della Madonna nei secoli, specie a Fatima e La Salette.
        Faccio presente a peccatore che anche ad AKITA (apparizione riconosciuta autentica dalla Chiesa) la Madonna ha detto le stesse cose che a Fatima:
        “Vescovi contro vescovi, cardinali contro cardinali, un grande scisma sotterraneo nella Chiesa succube del mondo, satana introdotto alle sommità della chiesa (! e come se non tra prelati massoni in alti gradi?) degrado crescente della Fede, desacralizzazione del culto, apostasia e immoralità dilaganti che già si manifestano da decenni come parte di un grande castigo predetto da secoli:
        vedere per riscontro i severi avvisi a Quito comunicati dalla SS.ma Vergine a Madre Mariana de Jesus Torres, che riguardavano proprio il 20.mo secoloe e segg.: e anche quella apparizione è ufficialmente riconosciuta da secoli, M. Mariana non era una mitomane, ma una suora di vita santa.
        Per non parlare della Beata Emmerick, le cui visioni trovano oggi stupefacente riscontro punto per punto, specie dove la Beata vede

        “una strana chiesa costruita contro ogni regola, e NON C’ERANO SANTI O ANGELI a vegliare su di essa…….nella quale dovevano essere ammessi tutti i credenti di ogni sorta di setta ed opinione per avere uguali diritti! ma Dio aveva ALTRI PROGETTI”.
        (cito a memoria)
        Questo in part. mi ha colpito:
        quella chiesa-CALDERONE comprensiva/accogliente DI TUTTE LE SETTE E CREDENZE NON ERA progetto di Dio nè rientrava nei progetti divini.
        E scusate se è poco!

  61. peccatore scrive:

    Nella logica di “stare molto attenti” perchè non si dovrebbe temere che il cornutissimo non stia facendo prendere qualche abbaglio anche a chi vede persino “massoni involontari”? Il massone, quando c’è, è tutto fuorchè involontario. E’ vero che è abilissimo a dissimulare per non essere colto in fallo, tuttavia è pur assodato che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, per cui sfugge sempre qualcosa.
    Annusare flatulenze che sarebbero sfuggite alla continenza sforzata di ben due Sommi Pontefici nel redigere la Lumen fidei è secondo me un raro caso di fantasia olfattiva.
    Giudicare quasi eretico un atto del Magistero così bello e cattolicamente sano a partire dalla pretesa mancanza di determinismo dogmatico, mi pare un effetto indesiderato dello zelo, per cui la supposta mancanza altrui diventa l’indelicato farmaco che il cornuto non manca di rifilare a chi, trabeato, non vede l’ombra delle corna prolungarsi davanti a noi, mentre ci spalleggia nel farci vaneggiare sparlando a sproposito.

    • timorato scrive:

      x peccatore

      il cornutissimo, fino a un certo punto può agire e rimanere mascherato.

      la forza della Verita e del Discernimento, guidati da prudenza e umiltà, può sempre farlo precipitare nel profondo dell’inferno!!!!

      Basta pregare ed agire con prudenza!!!!

      Non possiamo andare per supposizioni, tanto più che il Bellarmino e gli altri Dottori e Padri -seppur indirettamente- ci parlano di papi eretici e pastori mascherati da lupi contro cui si deve gridare e resistere, e per cui si capisce bene che anche nell’atto di un “Magistero” possono trovarsi Papi eretici!!!!
      Il Papa non è un oracolo e la sua “ereticita”‘ non colpisce la divinità della Chiesa!

      La Chiesa, in forza di pronunciamenti antecedenti -secondo il: “Roma locuta causa soluta” E’ GIA SALVA DA OGNI DUBBIO E SCANDALO.

      Certo sono prove! e prove terribili, ma con l’aiuto di Dio si può fare l’impossibile. Non è forse Nostro Signore che ci avvisa: “se fosse possibile, anche gli eletti potrebbero restare ingannati” che significa ciò se l’inganno non risulta ben mascherato ? E come potrebbe essere ben mascherato l’inganno se non iniziasse dai stessi Pastori ?

      “….siate semplici come colombe e furbi come serpenti”

  62. Sal scrive:

    “«Il dialogo non è orgoglioso, non è pungente, non è offensivo. La sua autorità è intrinseca per la verità che espone, per la carità che diffonde, per l’esempio che propone; non è comando, non è imposizione”
    (Paolo VI enciclica “Ecclesiam sua”)

    “Serpenti, progenie di vipere, come sfuggirete al giudizio della Geenna? “(Mt 23.33)
    ”Progenie di vipere, come potete dire cose buone, se siete malvagi?” ( Mt 12.34)
    “Egli si voltò e, guardati i suoi discepoli, rimproverò Pietro,”(Mc.8.33)
    “Ma egli si voltò e li rimproverò” (Lc 9.55)
    Strano….sembra che Gesù non rispecchi i canoni di Paolo VI.

    • anastasia scrive:

      Sal di chi sta parlando, dei suoi correligionari che combinano cose del genere?

      http://www.roccopoliti.it/?p=2456

      • Sal scrive:

        @ Anastasia
        “Sal di chi sta parlando, dei suoi correligionari che combinano cose del genere?”

        Ammetto che sinceramente non la capisco ! IL dott. Tornielli ha espressamente richiesto di commentare l’argomento del post e lei se ne esce con la contrapposizione ? continuo a ripete che non me ne frega niente di ciò che fanno altri, (andrebbe anche verificato se i fatti sono reali o manipolati, le fonti e le prove) quindi perché non si attiene all’argomento piuttosto che lanciare sassi inutilmente cercando una contrapposizione che non serve a nessuno ?
        Nessuno le vieta di andare su loro sito, porre domande, sollevando le questioni che le stanno a cuore, facendoli oggetto del suo rimprovero. Ma perché lo viene a raccontare a me ? E’ una provocatrice ?
        Se vuole un chiarimento può chiedere al dott. Tornielli che autorizzo, la mia mail così le rispondo nel merito.
        Stia bene.

  63. Iva scrive:

    e anche sui due papi co-esistenti che governano o insegnano in accordo armonico (??), (scrivendo un’enciclica “a quattro mani”, cosa mai vista nella storia)…la Emmerick ebbe una preview per beneplacito divino:

    “Vidi anche il rapporto tra i due papi… Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città [di Roma].
    Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità… Allora la visione sembrò estendersi da ogni parte. Intere comunità cattoliche erano oppresse, assediate, confinate e private della loro libertà. Vidi molte chiese che venivano chiuse, dappertutto grandi sofferenze, guerre e spargimento di sangue. Una plebaglia selvaggia e ignorante si dava ad azioni violente. Ma tutto ciò non durò a lungo”. (13 maggio 1820)

    “Vidi una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola… Non c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto…

    C’erano solo divisioni e caos. Si tratta probabilmente di una chiesa di umana creazione, che segue l’ultima moda, così come la nuova chiesa eterodossa di Roma, che sembra dello stesso tipo…”. (12 settembre 1820)

    “Ho visto di nuovo la strana grande chiesa che veniva costruita là [a Roma]. Non c’era niente di santo in essa. Ho visto questo proprio come ho visto
    un movimento guidato da ecclesiastici a cui contribuivano angeli, santi ed altri cristiani.
    Ma là [nella strana chiesa] tutto il lavoro veniva fatto meccanicamente. Tutto veniva fatto secondo la ragione umana… Ho visto ogni genere di persone, cose, dottrine ed opinioni.

    “Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano elaborato dalla setta segreta, mentre le bufere la stavano danneggiando.
    Ma vidi anche che l’aiuto sarebbe arrivato quando le afflizioni avrebbero raggiunto il loro culmine. *Vidi di nuovo la Beata Vergine ascendere sulla Chiesa e stendere il suo manto su di essa. Vidi un Papa che era mite e al tempo stesso molto fermo… Vidi un grande rinnovamento e la Chiesa che si librava in alto nel cielo”.

    • Eremita scrive:

      Sembra Nostradamus, sono profezie che si possono applicare a chiunque, ad esempio, perchè no, anche alla nuova chiesa di Lefebvre. La Beata non ha mica detto a chi si riferiva, quindi…tutto il resto sono solo interpretazioni ed illazioni di chi scrive, come sul campanile di Coazze dove da una parte è scritto “Ognuno a modo suo” e sull’altra “Ognuno a suo modo”.

  64. timorato scrive:

    x stefano

    non sono io che uso scuotere i calzari solamente, ma Cristo nei Suoi Santi!
    Per quanto mi riguarda, io non potrei fare nemmeno quello a causa delle mie
    imperfezioni! quindi le lascio immaginare……..

    ancora nessuno mi ha risposto, vuole farlo lei ?

    come mai il Papa regnante (speriamo che regni !) nella famosa lettera dice
    che la Chiesa serve per aiutare i poveri e non per salvare le anime -come rivela
    San Paolo- ?

    • mauro scrive:

      Il “povero” è colui a cui manca qualcosa che non può ottenere senza l’intervento di altri.

      Dalla parte della Chiesa se riesce a far due piu’ due gli manca la vita eterna che Dio promise a tutti gli uomini, tale da salvargli l’anima. (Convertitevi ed otterrete il Regno dei Ceili).
      “Aiutare i poveri” è sbagliato in quanto indica che il povero muove a pietà e necessità di un aiuto materiale.
      Salvare i poveri invece equivale a salvare le anime.

      Lc 6,20 Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio.
      Lc 7,22 Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia.
      Gc 2,5 Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano?

      Diverso è invece l’aiuto da rivolgere verso chi muove a pietà ma è compito del credente e non della Chiesa.

      Mc 14,7 I (poveri) BISOGNOSI infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me.

      Una Chiesa materiale post conciliare non ha ragion d’essere perchè se fosse stata autorizzata a farlo si dovrebbe rivolgere fuori dall’ambito cattolico in quanto i credenti già operano in prevalenza in detto ambito (per vicinanza). Ed infatti è così: (esempio) gli aiuti che pervengono alle Caritas provengono dai credenti e non dalla Chiesa, così come allestire, cucinare, distribuire è opera di volontari (credenti).

      Dopo il CV2 la Chiesa ha perso la propria tradizione spirituale e ne ha instaurata una materiale che, rimanendo all’interno dell’ambito cattolico, è anche fuori luogo.

      • Iva scrive:

        di una Chiesa che insegni solo la beneficenza materiale in effetti non sappiamo che farcene:
        ci fa solo perdere, annacquare o falsificare la Fede, che è Virtù Teologale, non elaborazione umana, razionalista o sensista e carnale!
        Senza Fede non si può piacere a Dio: se non tendiamo alla Verità, non avremo neanche la Carità, che è PRIMA amore a Dio, -tendere a LUI con tutta la mente, cuore e anima- e POI per Sua Grazia, al prossimo; lo Spirito Santo procede DAL Padre e DAL Figlio.
        Anche gli atei sanno fare beneficenza (e secondo p. Bergoglio si salvano in questo modo, anche by-passando del tutto i 10 comandamenti, v. omosex, abortisti ecc.? tutti seguendo la propria coscienza, qualunque cosa suggerisca, ciò che importa è la “relazione” personale, o mitico incontro esperienzial-romantico con Gesù, ovvero la sempre-soggettiva visione della verità, mai raggiunta e soggetta a mutazioni continue derivanti dal sense&sensibility di ogni individuo!….); così tanta gente ci crede purtroppo e si uniforma alla carità solo materiale, ma non da oggi, da decenni di catechesi sbiadite e lacunose circa la dottrina, demo-pauperiste che sviliscono e riducono la misericordia dovuta dei cristiani solo a quella materiale, offuscando e falsificando tutte e tre le VIRTU’ TEOLOGALI)

        tornano in mente quelle parole dei discepoli a Gesù, quando Egli li provocò
        (così ogni volta che il suo insegnamento appare “duro”, difficile da accogliere e da mettere in pratica, CONTRO lo spirito del mondo, e molti cambiano strada, sia allora che oggi….)
        dicendo loro:
        “Volete andarvene anche voi?”
        e Gli risposero:
        “Signore dove andremo ? tu solo hai parole di vita eterna!”

      • anastasia scrive:

        Matteo 25,31Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. 32Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, 33e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 34Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. 37Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? 39Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. 40E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. 41Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, 42perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, 43ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. 44Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. 45Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. 46E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

        • mauro scrive:

          E’ esattamente ciò che deve fare il credente: aiutare i bisognosi mentre la Chiesa deve aiutare a salvare attraverso la conversione a Dio.
          Gesu’ e gli apostoli vivevano di ciò che raccoglievano durante la giornata e quel poco lo spartivano fra loro. Basti pensare al miracolo dei pani e dei pesci per sapere quanto fossero veramente irrisorie le loro entrate.

          Ma non sono “popoli” (Mt 25,32) bensì (le) tribu’ (ethnos=etnia) ebree in numero pari a quello degli apostoli.

        • Mimma scrive:

          Mi domando chi può dirsi GIUSTO su questa terra…

    • stefano scrive:

      @timorato
      Ho riletto la lettera proprio per poterle rispondere con consapevolezza e cognizione di causa. Ebbene, non ho trovato traccia della sua citazione “la Chiesa serve per aiutare i poveri e non per salvare le anime”, neppure in perifrasi. Sulla Chiesa, i poveri e la salvezza ho trovato invece queste espressioni: “…dalla comunità di fede in cui ho vissuto e grazie a cui ho trovato l’accesso all’intelligenza della Sacra Scrittura, alla vita nuova che come acqua zampillante scaturisce da Gesù attraverso i Sacramenti, alla fraternità con tutti e al servizio dei poveri, immagine vera del Signore” e “caro cardo salutis, la carne (di Cristo) è il cardine della salvezza”. Non mi pare che se possano trarre le conclusioni che ha tratto lei.

      • timorato scrive:

        X STEFANO

        mi dica, come lo legge quanto di seguito?
        lo legge, nel capire che la Salvezza della anime è
        il fine primario della Chiesa si o no ?

        ————————————————————————–
        “……..articolare e incarnare nella giustizia e nella solidarietà, nel diritto e nella pace, una vita sempre più umana. Per chi vive la fede cristiana, ciò non significa fuga dal mondo o ricerca di qualsivoglia egemonia, ma servizio all’uomo, a tutto l’uomo e a tutti gli uomini, a partire dalle periferie della storia e tenendo desto il senso della speranza che spinge a operare il bene nonostante tutto e guardando sempre al di là.”
        (dalla lettera del Papa a Scalfari, tratta dal sito Repubblica.it)

        • stefano scrive:

          Io capisco che l’umanità salvata è un’umanità più umana, anzi finalmente umana. Vorrebbe negarlo?

  65. dafne scrive:

    “Dopo il CV2 la Chiesa ha perso la propria tradizione spirituale e ne ha instaurata una materiale che, rimanendo all’interno dell’ambito cattolico, è anche fuori luogo.”

    concordo. E’ diventata Chiesa orizzontale e terrena, che dà e predica esclusivamente l’aiuto materiale ai poveri materiali, e basta. Costruisce la città dell’uomo, (politica e sociale) non quella di Dio.
    Amore orizzontale tra uomini, eliminata ogni trascendenza di Dio, ogni accenno alla realtà soprannaturale, alla vita di santità nella Grazia santificante, orientamento all’aldilà, secondo i Novissimi (cfr. s. Paolo: “se siete risorti in Cristo, volgete lo sguardo alle cose di lassù”), questo è del tutto fuori moda, e il clero moderno al 99% non ne vuol più parlare! iniziando dal papa passando per quasi tutti i vescovi e parroci non si sente altro che il mantra SOLIDARIETA’, affine a quello di certi indirizzi politici…”accoglienza ai barboni, ultimi, migranti ” ecc.ma che barba…invidio quelli che al seguito dei pochi sacerdoti tradizionali ovunque siano, sentono ancora parlare di Paradiso-Purgatorio-inferno, virtù cristiane ecc. cioè argomenti che ci GUIDANO alla vita eterna, come nel Vangelo Gesù dice :”voi siete il sale della terra”……
    Non si occupa più della salvezza dell’anima, del peccato, redenzione ecc…. o meglio: pretende di far coincidere la salvezza eterna con la promozione divina per aver fatto beneficenza materiale ai poveri di soldi o di salute materiale, e null’altro importa.
    Anni fa rimasi di stucco al sentire un’omelia di un prete che volendo spiegare il significato della moltiplicazione dei pani e pesci, disse: “Gesù ci insegna che dobbiamo risolvere le problematiche sociali…” (sic!!)
    Appiattimento sulla vita terrena, orizzonte chiuso nello spazio-tempo transeunte e mortale.
    Non si tende a Dio sopra ogni cosa, ma all’uomo e ai suoi “diritti” che sono i valori supremi, messi al di sopra anche di Dio (cfr. diritto libertà religiosa: si teorizza il diritto a errare, peccare e a dannarsi adorando i demoni falsi dèi, pazzesco !)
    Il “sale della terra” è diventato scipito, che cosa gli ridarà sapore ? è buono solo a essere gettato e calpestato da tutti.

  66. Lt scrive:

    se ogni opinione è rispettabile, nella religione e anche in campo morale, perchè segue la (insindacabile) coscienza individuale,
    si legga per cfr.:

    IL SI E IL NO NEL REGNO DELL’OPINIONE
    «La Civiltà Cattolica», Serie IV, Vol. VI – 16 giugno 1860, pag. 653 e segg.

    Che ne dite, lettore? L’opinione è ella regina del mondo?
    Gli è cotesto uno di quei problemi equivoci, al quale può giustamente rispondersi il sì non meno che il no. Per distrigarlo dalle ambagi, lo trasformeremo in altri due problemi.
    «Tocca alla verità delle cose racconciarsi coll’opinione degli uomini, ovveramente all’opinione degli uomini conformarsi colla verità delle cose»?
    Se l’opinione potesse trasformare le cose, il dubbio potrebbe essere ragionevole. Ma l’essere delle cose è indipendente dal nostro pensiero. Si opinò per secoli secondo il sistema tolemaico, indi secondo il copernicano, né gli astri cambiarono per questo il loro corso. Dunque l’opinione non è regina del mondo.
    Ora ecco un secondo problema. «L’uomo si guida egli naturalmente secondo la sua opinione o contro la sua opinione»? O in altri termini: «L’uomo e la moltitudine degli uomini possono operare senza volere un bene, e volerlo senza conoscerlo»?
    Continua a leggere…»
    http://pascendidominicigregis.blogspot.it/2013/09/il-si-e-il-no-nel-regno-dellopinione.html#more
    ———————————-

    da tempo l’uomo si chiede:
    esiste una verità assoluta e oggettiva, incontestabile e valida per tutti ?
    oppure ognuno ha la sua verità, pari e rispettabile quanto quella degli altri individui sulla terra ?
    Se ciò che conta è la RELAZIONE, la Verità assoluta non esiste, diventa un mito, oggetto irraggiungibile.
    Vale ancora e solo il “cogito ergo sum”.
    Il problema del relativismo filosofico e morale pratico si è posto da più di un secolo alle coscienze di intellettuali, cattolici e non-……
    ma oggi il suo regno è incontrastato, benedetto anche dai vertici della Chiesa, che parlano di “verità=relazione”.
    incredibile auditu

    L’opinione è ella regina del mondo?
    sì, nel 3. millennio ella lo è.

  67. peccatore scrive:

    Gentile Timorato,
    ribadisco il mio dissenso sui sospetti che lei semina su Papa Francesco.
    Tuttavia voglio provare a rispondere al suo dubbio, mosso innanzitutto dalla speranza -che affido al Signore- che lei voglia prima di tutto essere consolato in un suo “brutto pensiero”, accantonando il mio brutto pensiero su una possibile “inconsolabilità” di chi ha già emesso un giudizio definitivo (che in ogni caso, a motivo del vangelo, non ci competerebbe).

    Aggiungo, sempre a premessa, che condivido le ragioni di chi non emette giudizi sulle persone, ma non manca di invocare lo Spirito e lasciarsene UMILMENTE istruire, in modo da poter discernere gli accadimenti che le persone contribuiscono a manifestare, proprio per non essere “ingenui” di fronte agli inganni del principe di questo mondo, il quale RIFIUTA CRISTO inducendo in chi se ne fa abbindolare questa stessa radice di peccato. Se infatti rifiuto chi manifesta la misericordia e il perdono, e colui al quale il Padre ha demandato il giudizio alla fine dei tempi, rimango schiavo della menzogna: non riconoscendo Gesù, via verità e vita, lo Spirito santo non può abitare stabilmente la coscienza (anche se misteriosamente vi è comunque agente, visitandola in ogni essere umano), per cui è più facile l’inganno che addirittura riguarda terribilmente anche coloro che si ritengono “di Cristo”.

    Papa Francesco, nella famosa lettera a un uomo (Eugenio Scalfari) che si dichiara “interessato e affascinato dalla predicazione di Gesù di Nazareth”, coglie un appiglio fondamentale per “dialogare sulla fede, che si richiama alla predicazione e alla figura di Gesù”. E, muovendo dalla Lumen Fidei, sfida la cultura illuminista, a uscire dal proprio pregiudizio che ha relegato la fede cristiana, che è novità di luce, bollandola come “buio” e “superstizione”.

    Notare la pregressione logica espressa dal Papa:
    1) la fede dei cristiani nasce dall’incontro con Gesù.
    2) senza la Chiesa non avrei potuto incontrare Gesù (pur nella consapevolezza che l’immenso dono della fede è custodito nei fragili vasi d’argilla della sua umanità).
    3) da qui posso dialogare, tenendo presente che Gesù è il Figlio di Dio (il “certificato” è dato dalla resurrezione dopo la crocifissione) e che l’originalità cristiana è data proprio dal fatto che Dio si fa uomo, si incarna, rischia la propria trascendenza mescolandola con la nostra condizione, segnata dalla caducità e dal peccato, estendendo questa comunione, nel segno dell’amore, persino ai nemici, senza nessuna separazione o esclusione pregiudiziale.
    4) la chiesa è chiamata a seminare la misericordia di Dio tra gli uomini “additando la meta ultraterrena e definitiva del nostro destino”.
    5) La misericordia di Dio non ha limiti SE ci si rivolge a Lui con cuore sincero e contrito.

    E qui parte il famoso accenno alla coscienza. Che i più malevoli hanno interpretato come un “liberi tutti” che è già spiazzato dalla premessa al punto 5. Infatti San Paolo afferma che spesso noi non facciamo ciò che vorremmo e questo vale anche per gli atei, checchè ne sproloquino. Il Signore, che è giusto e conosce al fondo i cuori, saprà benissimo valutare le intenzioni con cui si è agito, se per egoismo, per il bene degli altri, per “giustizia” o deliberatamente in odio a Dio (come fanno gli adoratori di satana). La verità è una relazione: e quando, alla fine del tempo concesso, ci si relazionerà a tu per tu con Dio, credenti e atei avranno da scegliere tra due opzioni: accolgo l’amore di Dio o lo rifiuto, pur avendo operato secondo i talenti ricevuti secondo coscienza. Il “timore di Dio” riguarda i credenti che ben dovrebbero conoscere quanto siamo distanti dalla purezza dell’amore (al quale fiduciosamente ci affidiamo), ma anche i sedicenti lontani, che alla fine risponderanno dei loro peccati, non potendosi nemmeno trincerare dietro un essere stati integerrimi attori di quanto in coscienza si sentivano di fare!

    Da ultimo una vera perla: il rapporto tra Dio e l’uomo è tra due realtà, non tra una reraltà e un pensiero. Dio è realtà con la R maiuscola. Gesù ce lo rivela. Dio non dipende dal nostro pensiero su Dio.

    Questa finale è un’autentica stella, luminosissima come il sole, messa a rischiarare il buio tenebroso del pianeta sul quale pensa di vivere Scalfari. Da qui la conclusione: “la Chiesa non ha altro senso e fine se non quello di vivere e testimoniare Gesù”.
    Questo ha una serie di necessarie conseguenze che nella Lumen fidei si articola nella tradizionale amministrazione dei sacramenti. Dove avrebbe detto il Papa quello che lei gli attribuisce (“nella famosa lettera”) che non avrebbe tra i compiti la salvezza delle anime? D’accordo farsi condizionare dalle malelingue, ma almeno le fonti andrebbero controllate!

    Con amicizia, perchè so quanta buona fede possa esserci in una coscienza disorientata. Certo, potrei essere disorientato anch’io (e mi creda, lo sono da un certo pernicioso conciliarismo), ma proprio perchè affinato da tante delusioni mi guardo bene dal confondere l’oro (questi sei mesi di papa Francesco) dalla paglia di certi beceri pastoralismi mondanizzati.

    • macv scrive:

      distinguere l’oro daglia paglia ecc.
      Oggi il Corriere della Sera in un sobrio trafiletto a pg 18 titola “Riabilitata la “teologia della liberazione condannata da Wojtyla e da Ratzinger.
      Un titolo così fa pensare alle “ribilitzione ” che in Russia negli anni 50-60 vi furono per i dissdenti mandati al lager da Stalin negli anni trenta-quaranta.
      per quelli ovviamente rimasti vivi dopo l’esperienza del Gulag.
      Dunque l’accostamento “condanna: Wojtyla e Ratzinger2 “riabilitazione : Bergoglio” induce il lettore a pensare:
      a) che la chiesa di Wojtyla e Ratzinger fosse una bieca e dittatoriale chiesa capace solo di “condannare”
      b) che essendo finalmente arrivata la luminosa era “bergoglio” gli antichi condannati vengono riabilitati.
      Tutto questo è francamente assurdo! Ad accrescere l’impressione di irrealtà è la frase che viene prima e che riporta l’ultimo cinguettio su Twitter di Bergoglio ” Bergoglio ha consigliato i fedeli sulla vita in condominio ” A volte si può vivere senza conoscere i vicini di ca-ha cinguettato- questo non è vivere da cristiani.

      Questa impressione di estraniamento, di irrealtà e di assurdo la vivono molti fedeli cattolici, credimi ,caro Peccatore.
      Ma allora, mi diceva ieri una mia amica , se ha ragione questo qui avevano torto quelli prima??
      Certo vallo a spiegare che non avevano torto “quelli prima” e che non ha ragione “questo qui” e che la questione non si pone in questi termini.
      Purtroppoi è ‘ un questi termini proprio in questi termini che la pongono i giornali e che la recepiscono i fedeli, sempre più disorientati.

      • peccatore scrive:

        Gentile macv,
        spero che -per quanto lungo e indirizzato a Timorato, lei possa avere la pazienza di leggere il mio scritto rivolto al suddetto blogger. Non perchè abbia la pretesa di essere convincente, ma perchè mi pare che prima bisogna dimostrare che le nostre paure e le nostre accuse siano fondate. Facciamo il nostro caso: cerco di dialogare con chi non la pensa come me (sul Papa) ma non per accusarlo innanzitutto di questa differenza, ma perchè vorrei far presente che anch’io sono disorientato da un certo conciliarismo, ma cerco di non essere così sciocco da far diventare conciliarismo il magistero dei Papi, ne’ di vedere tra i papa le differenze che solo il cornutissimo divisore sa insinuare. Ripeto, questo mentre non mi sfuggono le derive possibili (certamente il conciliarismo, ma anche certi deprecabili “fughe nel passato”) ne’ mi sfugge il malevolo tentativo caro a certi “laici” e certi “chierici” di far passare ragionevoli e doverose aperture (in linea con la tradizione e il catechismo) per sdoganamenti a tutto tondo di eresie e blasfemie. Non è facile vivere sul crinale, ma è l’unico modo per godersi pienamente alba e tramonto. Per questo il cristianesimo è così bello.

      • Cherubino scrive:

        si sa che i titoli li fanno le redazioni dei giornali, neanche gli autori degli articoli …
        Nè il beato Giovanni Paolo II, nè Benedetto XVI hanno mai condannato la Teologia della liberazione in sè. Neache la Congregazione per la dottrina della fede !
        Sono state condannate alcune correnti di tale teologia, sempre ribadendo che ve ne sono altre che sono pienamente corrette e, anzi, da valorizzare. E’ chiaro che la notizia si riferisce a queste e non alle prime.

    • dafne scrive:

      il dialogo serve a conoscersi, non a convincersi.

      Gesù non ha detto: dialogate, bensì:
      “Andate, predicate, battezzate” cioè amministrate i Sacramenti, che sono canali della Grazia salvifica, non ha detto: “fate dibatti filosofici intorno alla fede”….

  68. Sal scrive:

    (Cardinale Joseph Ratzinger, libro intervista «Dio e il mondo»)

    1.“«La natura della fede non è tale per cui a partire da un certo momento si possa dire: io la possiedo, altri no… La fede rimane un cammino. “
    Stando così le cose, allora tutti quelli che scelgono un “cammino di fede” si sbagliano, non possedendo nulla. Quindi, dove vanno ? Verso cosa camminano ? Qual è il loro obiettivo ? Perché camminano senza sapere dove vanno ?

    2.“Ed è anche salutare che si sottragga in questo modo al rischio di trasformarsi in ideologia manipolabile.”
    E’ quindi certo che la fede (che non si possiede, essendo solo un cammino verso l’ignoto senza sapere perchè si fa) è manipolabile. Allora anche la chiesa potrebbe manipolare la fede (che non c‘è); come si stabilisce chi è stato manipolato se colui che scrive si dichiara infallibile, da accettare senza porsi domande perché non può sbagliare ? Come può allora maturare la fede che non c’è ?

    3. “Al rischio di indurirci e di renderci incapaci di condividere riflessione e sofferenza con il fratello che dubita e si interroga.”
    Ma il povero (credente ??) che cammina, senza fede senza sapere dove va, come fa a condividere riflessione e sofferenza col fratello che dubita e si interroga, se neanche lui ha la fede ? e non sa dove va ? non ha la fede ma cammna ?

    4. “ La fede può maturare solo nella misura in cui sopporti e si faccia carico, in ogni fase dell’esistenza, dell’angoscia e della forza dell’incredulità e l’attraversi infine fino a farsi di nuovo percorribile in una nuova epoca»”
    Come può maturare “la natura della fede” che nessuno possiede, facendosi carico dell’angoscia e dell’incredulità, se non sa nemmeno cosa c’è da credere nè dove andare ? Come dire : “Se, dunque, un cieco guida un [altro] cieco, entrambi cadranno in una fossa”. ( Mt 15.14-15)

  69. macv scrive:

    La sapete l’ultima? La prossima enciclica sarà scritta a quattro mani non da Benedetto XVI e Francesco I , ma da Francesco I ed Eugenio I Scalfari.
    Sarà in forma di “dialogo”, forma quanto mai alla moda. Ovviamente Francesco farà le domande e Scalfari darà le infallibili risposte .
    Non si sono accordati però sul titolo. Francesco vorrebbe intitolarla “Il Mate e l’immortalità dell’anima” Scalfari preferirebbe ” La REpubblica” per l’ovvio rimando al grande testo di Platone.

    ( PS: per quelli che si scandalizzano: tranquilli, è uno scherzo , si chiama ironia! Era lecita persino nella Russia sovietica.. lasciateci almeno la libertà d ridere per non piangere!)

  70. Lia Orsenigo scrive:

    Se sei a letto febbricitante ed hai la radio accesa per compagnia, ti puo’ capitare di ascoltare Bergoglio fino a dodici volte in poche ore (che salgono a venti se c’e’ una TV accesa nella stanza vicina). Roba da far impallidire l’Iran degli ayatollah.
    Cosi’, ho sentito che Dio ha la gioia di perdonare (e mi sarei meravigliata del contrario,visto che -guarda caso- il perdono e’ il principale geschaft della chiesa cattolica…)

    • macv scrive:

      cara Lia, dal punto di vista degli atei direi che questo è un bene ( cioè di sentire Bergoglio 12 volte in poche ore roba da far impallidire gli ayatollah. )
      Come qualunque studioso della “comunicazione di massa” ti può confermare la sovraesposizione mediatica porta all’effetto contrario : cioè dopo un po’ la gente si stufa, si annoia, si stanca del personaggio mediatico TROPPO presente, e lo dimentica o lo accantona, perchè giunta alla “saturazione” non ne può più!
      per cui , ripeto dal punto di vista degli atei questa sovraesposizione mediatica di Bergoglio potrebbe anche essere positiva , nel senso che dopo due, tre anni di questo ritmo, dopo che ogni giorno sappiamo delle telefonate di Francesco, dei tweet di Francesco, delle lettere di Francesco, chiunque, anche il più cattolico, all’ennesima apparizione di Francesco cambia canale..non se ne po’ più!!!
      Dal punto di vista cattolico la situazione è più delicata: rendere mediatico il Papato, assimilare il Vicario di Cristo ad una rock star, insomma il cristianesimo-pop porterà acqua al mulino della Chiesa?
      per ora sì, sul lungo tempo c’è da dubitarne, ed infatti molti cattolci sono perplessi e amerebbero come dire? un po’ più di silenzio, un po’ meno attivismo e sono spaventati da questa “energia” incontenibile e quasi impazzita di un Papa che guida contromano.

  71. Lt scrive:

    Il cosiddetto “dialogo sulla fede” a cui assisteremmo, secondo acuni, in questo evento mediatico, non è affatto opera di conversione,
    (non certo opera di Carità soprannaturale, tale da potersi paragonare ad alcune famose conversioni storiche di grandi atei)
    bensì uno scambio PARITARIO di idee tra un credente (non specificato) e un non-credente:
    una idea vale l’altra, i dialoganti sono su un piano di assoluta PARITA’ ideologica e morale, quindi:
    Non esiste una maggiore autorevolezza di uno o l’altro degli interlocutori, che faccia valere di fronte all’altro il “peso” gerarchico e “veritativo” dei contenuti espressi, (non c’è un docente in cattedra, nè un apostolo Pietro che parla dal Soglio, ma un semplice uomo, pari in tutto all’altro dialogante),
    quindi:

    – o il credente potrebbe convincere in qualche misura l’ateo a (larvatamente) credere in “qualcosa che stia oltre la morte” ecc. ecc. ecc.
    chiacchiera va-viene…..)
    - o l’ateo potrebbe convincere il credente ad accostarsi con accomodante diplomazia intellettuale, (o per compiacenza di bassa qualità, cioè accettazione di ideologie tipo TdL, materialismo dialettico, hegelismo ecc. che abbassano fatalmente la intenzione iniziale di “pedagogia catechistica” eventuale del cred) alle sue ragioni di non NON-credere.

    E quindi, di vivere in con-seguenza dell’a-teismo: facendosi legge a se stesso circa il bene e il male.

    Tutte le opinioni sono vere o tutte false e tutte certamente OPINABILI.
    Infatti non esiste una verità assoluta.
    Infatti OGNUNO HA IL DIRITTO di seguire la propria coscienza, ed è “nel giusto (?)

    Così è se vi pare.
    ————————-
    men che meno si può parlare -in tale scambio epistolare mondano-filosofico- di “magistero papale” (… che sia da qualificare “splendido” poi….mahh !….)

  72. Lt scrive:

    Non essendo legati gli uomini dal diritto della verità, ed essendo pur necessario un vincolo di unità sociale, altro non rimane che la forza della pluralità.

    (Padre L. Taparelli d’Azeglio S.J.
    link cit.)

  73. Lia Orsenigo scrive:

    Mi spiace per Lei, macv, ma son d’accordo con quanto scrive.
    Gia alla morte di Wojtyla molti sociologi segnalavano il bisogno assoluto per la chiesa di trovare un altro soggetto amabile e mediatico..(e per questo,forse,il grande ma freddo teologo tedesco andava sostituito).
    L.O.

  74. il maccabeo scrive:

    E a proposito di dialogo interreligioso non si puo´che constatare come esso mieta successi di giorno in giorno, specialmente quando si analizza come Israele lo interpreti ed applichi verso la Chiesa Cattolica…
    Dal bollettino ufficiale del Patriarcato Latino di Gerusalemme:
    http://it.lpj.org/wp-content/uploads/2013/05/Lettre-Info-23-IT.pdf

    “…..Il verdetto è stato emesso. Lo Stato
    di Israele continua la costruzione della
    sua “barriera di sicurezza”. Essa taglia in
    due la valle di Cremisan. Vale a dire priva
    la parrocchia di Beit Jala dei suoi terreni,
    separando il convento delle salesiane da
    quello dei salesiani, lasciando ognuno da
    una parte del muro. Le terre che il muro
    va a confiscare facendole passare in ter-
    ritorio israeliano sono coltivate da vigneti.
    La comunità salesiana coltiva le sue
    colline dal 1891 e dall’uva raccolta viene
    prodotto un vino famoso. La denuncia de-
    gli agricoltori di Cremisan risale al 2006.
    Invano. Dopo 7 anni di procedure, la com-
    missione speciale d’appello israeliana,
    pronunciandosi sulle confische di terre,
    ha respinto i ricorsi presentati dai pro-
    prietari dei terreni di Cremisan, nonché
    dalla Società di San Yves, che opera per
    difendere i diritti umani a Gerusalemme…”

  75. il maccabeo scrive:

    Ibidem:

    “…Venerdì 19 aprile 2013 dei coloni hanno occupato
    un piccolo eremitaggio, con annessa una cappella,
    costruito sul terreno appartenente al Patriarcato lati-
    no di Gerusalemme nei pressi della città di Taybeh.
    Sabato 20 aprile S.E. Mons. William Shomali, Vesco-
    vo ausiliare per la Palestina, si è recato sul posto in
    compagnia dei sindaci di Taybeh e di Deir Jarir per
    denunciare tale provocazione e raccogliere le prime
    testimonianze.
    L’occupazione dei coloni – probabilmente originari
    della vicina colonia di Ofra – non è stata che provviso-
    ria, ma sufficientemente lunga da costituire una pro-
    vocazione innalzando sul sito la bandiera israeliana…”

    • Annarita scrive:

      Ma si, cosa vuole che sia Maccabeo, il Papa parla da Roma, dalle stanze povere di Santa Marta, che vuole che sappia di cosa capita a quei fanatici di salesiani e poi se lo sapesse cambierebbe qualcosa? Mica ha colpa lui se i cattolici sono fanatici e occupano il territorio israelita e intralciano l’erezione dei muri. Non bisogna essere revisionisti, lo sa o no che gli israeliti hanno sempre ragione anche quando fomentano la guerra? Hanno o non hanno subito la Shoa? Dunque ora possono fare tutto, se possibile anche massacrare gli altri, è un diritto acquisito. E il mondo tace. E i cattolici approvano.