(Ora) tutti contro Odifreddi

Il matematico Piergiorgio Odifreddi, collaboratore de “La Repubbica” e curatore di un blog sul sito del quotidiano, ha annunciato ieri che il suo spazio sarà chiuso, in seguito alle polemiche scatenate da alcune sue risposte che sono sembrate mettere in dubbio l’esistenza delle camere a gas dei lager nazisti.

Rispondendo a dei lettori nei commenti su un post dedicato al caso Priebke, Odifreddi ha scritto: «Non entro nello specifico delle camere a gas, perché di esse “so” appunto soltanto ciò che mi è stato fornito dal “ministero della propaganda” alleato nel dopoguerra. E non avendo mai fatto ricerche al proposito, e non essendo comunque uno storico, non posso far altro che “uniformarmi” all’opinione comune. Ma almeno sono cosciente del fatto che di opinione si tratti».

Com’era prevedibile, un post del genere, per di più pubblicato nei giorni del settantesimo anniversario della razzia nazista nel ghetto di Roma, costata la vita a migliaia di ebrei sterminati con il gas di Auschwitz, ha provocato molta indignazione. Come sapete anche l’Italia si sta dotando di una legge che istituirà il reato di negazionismo. Personalmente ho dei dubbi. Non certo sull’immane tragedia della Shoah, che solo menti squilibrate possono cercare di negare, quanto invece sull’opportunità di sancire la verità storica per legge, rischiando di trasformare i negazionisti in vittime della libertà di pensiero e finendo per dar loro immeritata visibilità.

Tornando a Odifreddi, che nelle scorse settimane è stato destinatario di una lettera del Papa emerito Benedetto XVI (in risposta ad alcune critiche del matematico), non posso non notare come un certo suo approccio per così dire “metodologico”, una certa facilità di giudizio e un certo linguaggio, applicati alla storia del cristianesimo e alla storicità di Gesù, non hanno mai sollevato soverchie polemiche. Come ha notato in un efficace tweet il vaticanista del “Corriere della Sera” Gian Guido Vecchi, “Odifreddi mostra sulla Shoah la stessa competenza e il medesimo rigore morale che applica alla Chiesa. Una prece”.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

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