L’abbraccio di Pietro a Pietro

Guardate questa immagine: stamattina, durante la messa di chiusura dell’Anno della Fede, per sei minuti e mezzo, vale a dire durante tutta la durata del canto del Credo, Papa Francesco ha tenuto tra le braccia la cassetta di bronzo dove sono custoditi alcuni piccoli frammenti delle ossa ritrovate sotto la basilica di San Pietro, nella necropoli vaticana, dove il primo degli apostoli venne sepolto dopo essere stato crocifisso. Gli altri frammenti, in teche di plexiglass, si trovano nel loculo dove vennero rinvenute durante gli scavi iniziati nel 1939, voluti e inizialmente pagati da Pio XII con denaro di famiglia.

Papa Pacelli diede al mondo la notizia del ritrovamento della tomba di Pietro, Paolo VI annunciò che erano state identificati dei resti umani attribuibili al pescatore di Galilea, tra i primi seguaci di Gesù insieme al fratello Andrea. Si tratta di resti di un uomo anziano, di corporatura robusta. Nella teca in bronzo vi sono i frammenti che Papa Montini volle tenere con sé nell’appartamento pontificio. L’iscrizione dice che si tratta dei resti che “si ritiene siano attribuibili” a Pietro. Una formula prudenziale. Mai prima d’ora quelle ossa erano state esposte alla venerazione dei fedeli. Mai prima d’ora erano state tenute accanto all’altare durante una celebrazione papale, mai erano state venerate in pubblico e in mondovisione da un successore di Pietro.

Quest’immagine, insomma, dice molto. Così come dice molto la decisione di Francesco di scendere, pochi giorni dopo l’elezione, nel luogo degli scavi e di visitare il luogo della spoltura di Pietro. “E’ stato – ricordava il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi – il primo Papa a scendere nella necropoli“.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

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