Cardinali, W il Sud del mondo

Francesco ha annunciato dopo l’Angelus i nomi dei 19 nuovi cardinali che creerà il prossimo 22 febbraio, 16 dei quali con meno di ottant’anni e dunque elettori del Papa. Qui trovate la lista e qui un commento approfondito sui criteri di questo primo concistoro di Bergoglio.

Qui vorrei far brevemente notare solo alcuni aspetti: il prossimo concistoro appare in continuità con l’ultimo di Benedetto XVI, quello del novembre 2012, quando Ratzinger non fece italiani né curiali. Mentre appare in netta controtendenza rispetto a quello di due anni fa (febbraio 2012), quando il livello di porpore italiane e curiali fu eclatante.

Un secondo aspetto: il Sud del mondo vince, la “geografia” del nuovo concistoro premia le Chiese del mondo, e in particolare America Latina, Africa, Asia. Colpisce l’attenzione dimostrata dal Papa verso la Chiesa di Haiti, Paese messo in ginocchio dal terremoto e dalla povertà.

Un terzo aspetto riguarda l’Italia: è evidente che con la scelta di oggi – quella di creare cardinale l’arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti, e non i pastori di Venezia e Torino – Francesco manda un duplice messaggio. Il primo è un attestato personale di stima verso Bassetti, un vescovo che potrebbe avere un ruolo importante nel futuro della CEI. Il secondo riguarda le diocesi italiane cosiddette “cardinalizie”, perché per tradizione i loro titolari ricevevano la porpora al primo concistoro utile. Va ricordato che Bassetti è uomo CEI ed è stato eletto a grande maggioranza vicepresidente dai confratelli vescovi: uno dei pochi che è stato designato senza necessità del ballottaggio (gli altri candidati era Vincenzo Paglia e Bruno Forte, per l’Italia centrale).

Bisogna dire innanzitutto che già Benedetto XVI aveva iniziato a non includere automaticamente questi arcivescovi residenziali italiani nel collegio cardinalizio al primo concistoro utile: hanno aspettato Romeo a Palermo, Betori a Firenze, Nosiglia a Torino e Moraglia a Venezia. Con la scelta di oggi Francesco toglie ogni automatismo, probabilmente premessa di un “dimagrimento” dei porporati italiani, sovrarappresentati. Le sedi italiane cosiddette cardinalizie (per tradizione), erano per lo più le capitali degli Stati dell’Italia pre-unitaria.

C’è una regione italiana che risulta particolarmente premiata nel primo concistoro di Francesco: è vero che il patriarca di Venezia on è stato incluso nella lista, ma ottengono la berretta ben tre veneti (due con diritto ad entrare in conclave e uno ultraottantenne): sono Pietro Parolin, Beniamino Stella e l’ex segretario di Giovanni XXIII Loris Francesco Capovilla. In realtà, a rigor di logica, sarebbero pure quattro, dato che Ricardo Ezzati Andrello, arcivescovo di Santiago del Cile, salesiano, è nato a Campiglia dei Berici in provincia di Vicenza. Negli ultimi anni, invece, erano state altre regioni a far la parte del leone, prima il Piemonte e poi la Liguria, insieme alla sempre presente Lombardia.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

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