Legionari, la fiducia del delegato De Paolis ai capi

Cari amici, nei giorni scorsi è stata resa nota una lettera del Delegato pontificio per i Legionari di Cristo, il neo-cardinale Velasio De Paolis, che appare in controtendenza rispetto alla notizia pubblicata in uno dei post precedenti. De Paolis, dopo aver affermato che “Le responsabilità del Fondatore”, padre Marcial Maciel, ”non possono essere trasferite semplicemente sulla stessa Legione de Cristo”, aggiunge un passaggio molto significativo sugli attuali responsabili. “Una difficoltà è ritornata più volte e da più parti secondo la quale gli attuali superiori non potevano non conoscere le colpe del Fondatore. Tacendole essi avrebbero mentito. Ma si sa che il problema non è tanto semplice. Le diverse denunce pubblicate sui giornali fin dagli anni 1990 erano ben note, anche ai superiori della Congregazione. Ma altra cosa è avere le prove della fondatezza e più ancora la certezza di esse. Questa è avvenuta solo molto più tardi e gradualmente. In casi simili la comunicazione non è facile. Si impone l’esigenza di ritrovare la fiducia, per la necessaria collaborazione”. Un passaggio nel quale il Delegato riafferma la sua fiducia sugli attuali dirigenti, cioè sui più stretti collaboratori di padre Maciel che guidano oggi la Legione. De Paolis ha quindi aggiunto che “Vi sono all’orizzonte tanti segni che fanno bene sperare per un approdo positivo al termine del cammino. Lo shock provocato dalle vicende del Fondatore è stato di un impatto terribile, in grado di distruggere la stessa Congregazione, come del resto tanti vaticinavano. Essa invece non solo sopravvive, ma è ancora quasi intatta nella sua vitalità. La grande maggioranza dei Legionari ha saputo leggere la storia della propria vocazione, non tanto in relazione al Fondatore, ma in relazione al mistero di Cristo e della Chiesa, e rinnovare la propria fedeltà a Cristo e alla Chiesa, nella Legione”. Quanto al punto discusso dell’obbedienza totale e incondizionata richiesta ai Legionari, il Delegato pontificio nella lettera osserva: “Nel cammino che rimane da percorrere, si annida forse un pericolo che va menzionato ed è tipico nelle situazioni di questo genere. Nella vicenda dei Legionari di Cristo si sta vivendo una specie di paradosso. Per gli Istituti religiosi in genere si lamenta che in nome del rinnovamento postconciliare richiesto dal Concilio, è venuta a mancare la disciplina e il senso dell’autorità, con una certa rilassatezza anche nella pratica dei consigli evangelici e con una crisi vocazionale impressionante, nonostante la ricchezza della teologia sulla vita religiosa che si è  sviluppata in questo periodo; per i Legionari invece si tratta di aprirsi di più a questo rinnovamento postconciliare della disciplina e dell’esercizio dell’autorità”.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

47 risposte a Legionari, la fiducia del delegato De Paolis ai capi

  1. Marco N. scrive:

    Certo non è una situazione facile. Verrebbe da dire: si azzeri tutto, si cancelli questa realtà ecclesiale fondata ed alimentata da un vero e proprio serpente.
    Ma quale fine farebbero “i piccoli” , l,a moltitusine di sacerdoti e laici in buona fede che hanno abbracciato la Legione di Cristo?
    Che lo Spirito Santo illumini il Papa e coloro che hanno la responsabilità spinosissima di questa situazione.

    Servirebbe, tra gli attuali Legionari, con esclusione assoluta dei vertici che sicuramente conoscevano e avallavano le malefatte di Maciel,una figura di assoluto carisma e di grande cuore che riuscisse a traghettare la Legione verso una nuova realtà agregativa, con nuovi statuti e soprattutto con nuovo fervore cristiano avulso da calcoli e da pretese sul grande patrimonio finanziario e immobiliare accumulato non si sa come dal serpente e dai suoi compari in tonaca che ancora osteggiano l’azione purificatrice del Papa.

  2. Marco N. scrive:

    “si lamenta che in nome del rinnovamento postconciliare richiesto dal Concilio, è venuta a mancare la disciplina e il senso dell’autorità, con una certa rilassatezza anche nella pratica dei consigli evangelici e con una crisi vocazionale impressionante, nonostante la ricchezza della teologia sulla vita religiosa che si è sviluppata in questo periodo; per i Legionari invece si tratta di aprirsi di più a questo rinnovamento postconciliare della disciplina e dell’esercizio dell’autorità”

    Francamente in questa espressione del delegato pontificio noto una grande confusione di idee…

  3. Simon de Cyrène scrive:

    Effetivamente Marco N ha qualche ragione, se, come dice Mgr De Paolis, “in nome del rinnovamento postconciliare richiesto dal Concilio, è venuta a mancare la disciplina e il senso dell’autorità, con una certa rilassatezza anche nella pratica dei consigli evangelici e con una crisi vocazionale impressionante” e se “per i Legionari invece si tratta di aprirsi di più a questo rinnovamento postconciliare della disciplina e dell’esercizio dell’autorità” allora è sicuro che quel che mira il Delegato Pontifico è la fine della Legione via una crisi vocazionale impressionante.

    Spero solo che sia un malinteso.

    Quanto al fatto che ufficialmente Mgr De Paolis riaffermi la Sua fiducia sugli attuali dirigenti, non sò come potrebbe fare altrimenti se non azzerando immediatamente tutti i vertici, entrando in una situazione conflittuale che non è nell’interesse di nessuno, soprattutto non in quello dei presbiteri e dei fedeli che fanno fiduciosamente ancora parte della LC sperando che Santa Madre Chiesa li aiuti a riformulare esplicitamente il loro carisma.

    In Pace

  4. Laurens scrive:

    Effettivamente, la citazione sulla disciplina non finisce li’; e’importante leggere quel che segue, il che rende chiaro quel che il Delegato intende veramente:

    “per i Legionari invece si tratta di aprirsi di più a questo rinnovamento postconciliare della disciplina e dell’esercizio dell’autorità. Il pericolo di andare oltre il segno e di innescare un meccanismo di disimpegno disciplinare e spirituale è reale; e serpeggia particolarmente tra qualche sacerdote o religioso. Questo pericolo è temuto dallo stesso Superiore Generale, il quale, esprimendo al Papa il suo impegno di obbedienza e di fedeltà, chiedeva però che l’istituto in questo cammino di rinnovamento sia preservato da questo pericolo, ossia dal pericolo che l’impegno per il rinnovamento si trasformi in indisciplinatezza e rilassatezza.”

  5. Mirko scrive:

    Varie considerazioni di De Paolis stupiscono. Nel caso che sia veramente convinto su varie considerazioni che esprime ciò che afferma è contradditorio con la realtà. MOLTO STRANO !!

  6. Franco scrive:

    A Simon de Cyrène.
    De Paolis in molti passaggi della sua lettera non solo riaffermare la fiducia ai vertici e cosi pure il loro ruolo dirigenziale, ma li scagiona da tutto quello che era esaustivamente mostrato sulla loro complicità con il fondatore. Affermazioni inattese.
    Comunque sia la lettere squalifica tutti i precedenti atti pubblici della Santa Sede.

  7. Sal scrive:

    L’esperienza insegna che le possibilità sembrano due ma in realtà è una sola:

    1. Il delegato riesce ad avere il controllo finanziario delle attività della LC e allora farà terra bruciata sparpagliando gli attuali vertici in posti dove non possano fare danni smembrando la LC dimostrando la voglia di pulizia e ubbidienza così utili di questi tempi.

    2. Il delegato non riesce ad avere (subito) il controllo finanziario e allora continuerà a tergiversare, esortare, blandire. A prendere tempo, lodando i vertici della LC che hanno dovuto subire scusando/giustificando il loro comportamento dato che in fondo (fa credere) le responsabilità sono del fondatore, in attesa di arrivare ad infilare il cavallo di troia adatto per arrivare ad avere il controllo finanziario dopodiché metterà in atto la soluzione di cui al punto 1.

    La storia è sempre la stessa “se non li puoi vincere” fatteli amici”. – “Noi ..siamo…una forza spirituale e questa forza spirituale è una realtà che può contribuire per i progressi nel processo di pace…. si esplica su tre livelli, con la preghiera, con la formazione delle coscienze e con l’appoggio alle «posizioni realmente ragionevoli». “ BXVI – Dopo decidiamo noi.

  8. Ernesto scrive:

    Sal potrebbe aver ragione e speriamo che cosi sia. In caso contrario molte delle affermazioni e le riflessioni del Delegato lasciano perplessi

  9. antonella lignani scrive:

    Apprezzo molto i commenti fin qui fatti, e sulle argomentazioni riportate non si può non convenire. Conosco solo molto marginalmente i LC, ma ritengo di poter dire che vi sono due tipi di capitali della Legione. Se infatti, a quel che pare, vi è un notevole capitale dal punto di vista finanziario, vi è anche e soprattutto un grande capitale umano, in particolare le vocazioni. Se potessi parlare col futuro cardinale De Paolis (spero che veda questo blog), gli chiederei di tener conto soprattutto di questo capitale, di fare tutto il possibile per non disperderlo. Cosa deve fare? Testimoniare, ed in questo modo acquistare credibiità e fiducia. Vorrei anche dire: preghiamo, ma lo dico sommessamente, perché non appaia un invito retorico e di maniera.

  10. emiliano scrive:

    Lasciamo che il delegato faccia il suo lavoro con tranquillità,poi si potrà dire se tale operato è giusto ho sbagliato! Ma come in tutti i casi di questo genere c’è sempre chi parla male e ha sproposito credendo che il delegato faccia i propri interessi specie finanziari! Ma per favore tacere è meglio.

  11. FRANCESCO scrive:

    Buongiorno,
    non sono d’accordo con Sua Eminenza il card. De Paolis:
    A mio giudizio le mele marce vanno buttate ! Pazienza se
    ne verranno gettate anche delle buone. In questo contesto
    storico nulla è permesso di trasgressivo a chi ha fatto
    un voto perpetuo. NOSTRO SIGNORE E’ SEMPRE VITTORIOSO ED
    IL SUO VICARIO IN TERRA LA SUA MANO DESTRA!!!
    Pace in Cristo
    Francesco

  12. P.Danilo scrive:

    Secondo il mio modesto parere, da mettere in dubbio sono proprio le tante, troppe, vocazioni. C’è o non c’è il discernimento? Non sembra ci sia…

  13. marco scrive:

    Gentile Dott. Tornielli, forse l’articolo non è gradito. Lo rinvio nel caso non sia stato consegnato. Cordialmente
    La lettera di De Paolis suscita non poche perplessità
    Si rimarca più volte il riconoscimento e la conferma della dirigenza attuale. Questo potrebbe indurre nelle seguenti considerazioni :
    • Timore di non potere mantenere sotto controllo la situazione senza la presenza formalizzata della dirigenza attuale. Anche se sarebbe contradditorio con le affermazioni dello stesso Delegato, sempre nella citata lettera ..” Leggendo le numerose lettere giunte, in linea generale si tratta di reazioni positive. Si ringrazia il Santo Padre per il suo intervento e per la nomina del Delegato Pontificio; si esprime la propria disponibilità a collaborare con lo stesso Delegato ….!
    • Pressioni esterne indirette e dirette sul mantenere gli attuali vertici.
    • Paura di eventuali ricatti ( e in questo caso non si darebbe torto al Delegato il quale non mantiene nessuna responsabilità su fatti oscuri precedenti, ma è costretto a risanare le situazioni)
    • La controparte( pochissimi elementi della Dirigenza) ha giocato l’asso nella manica : il ricatto economico, preannunciando situazioni catastrofiche economiche per la Congregazione. De Paolis attualmente non è in grado di poter contraddire questa tesi essendo che non conosce e non è in grado di gestire l’apparato economico che attualmente è sotto il completo controllo di Garza Luis Medina.
    • Questo è il punto chiave ! Risolto il controllo sulla la gestione economica e finanziaria della Congregazione nessuna altra situazione oppure tematica è vincolante oppure di impedimento per il rapido rinnovamento. Questa congregazione deve respirare.

    Sembra che Delegato riformuli o meglio denaturi in vari passaggi della sua lettera il decreto attuativo della Santa Sede, in particolare modo l’importante punto cinque di questo decreto “….. Tutti hanno libero acceso al Delegato e tutti possono trattare personalmente con lui….” rendendo nella sua lettera “…Ciò significa anche che la prima istanza per una trattazione dei problemi della stessa Legione sono i superiori, ai quali i religiosi sono pertanto invitati prima di tutto a rivolgersi..” In questa modo si distaccano le persone e le tematiche dalla massima Autorità sottoponendoli nuovamente a una procedura ordinaria con la stessa gerarchia, con i stessi canali e procedure e con la stessa mentalità. I consiglieri devono avere un ruolo di intermediazione o di controllo su questi rapporti.
    Si ravvisa chiaramente che si mettono nella stessa considerazione e sulla stessa bilancia gli elementi che affiancano e appoggiano il camino e la profonda revisione con quelli che non hanno un forte desiderio di attuare questi cambiamenti.
    Si esprime confusione o meglio poca chiarezza nel cercare di formulare le sue funzioni , tant’è che cerca di differenziare con termini espansivi il ruolo del Visitatore Apostolico con quello del Delegato Pontificio. Non si necessita un confronto di funzioni e di autorità. La posizione e le funzioni del Delegato Pontificio sono chiare e non deve essere rifugiate in confronti con le funzioni di minori autorità per le quali anche il loro ruolo oramai si è esaurito, però con eccellenti risultati.
    Per molti versi fare riferimento nella lettera al codice canonico avrebbe ridotto lo spazio di considerazioni.
    Bastava precisare la sua attuale autorità senza accantonare una sua importante delega pontificia quella che oltre agli ampissimi poteri a lui delegati, precisa “ … Essi( la dirigenza) pertanto rimangono nel loro ufficio, “ad nutum Sanctae Sedis”, fino a quando non risulti necessario provvedere diversamente…”
    Si trasforma la definizione del decreto “ ….il Santo Padre Benedetto XVI…ha ravvisato la necessità e l’urgenza di un cammino di profonda revisione del carisma dell’Istituto…” trasformando il camino e la revisione a un periodo lunghissimo. Che si sia trattato di valutazioni errate della visita esercitata per più di una anno da parte dei cinque visitatori apostolici e il Delegato l’abbia corretta durante il suo periodo dei 4 mesi insediamento che lui stesso precisa “….Si è trattato di un tempo di vacanze estive, durante il quale l’impegno del lavoro è piuttosto affievolito…”
    Si comprende che si tratta di una lettere scritta con fatica e cosi pure per appianare qualcosa di una certa urgenza.
    Non di fatica nel trovare i punti nevralgici di questa Congregazione che per una figura di tale spessore come De Paolis sicuramente sono palpabili e chiare. Anche lui stesso lo precisa “…Di fatto non si può negare che non poche cose vanno, dopo seria ponderazione, cambiate o migliorate…” ma quanto della mancanza di una strategia chiara. Paura nel sbagliare. Paura di attirare a se gli elementi più validi e rinnovativi della Congregazione sparsi nel mondo. Paura nel “sopravalutare” la prepotenza di pochi individui. Paura nel stroncare la disobbedienza, questione marcata fortemente dal Santo Padre anche nell’ultima udienza generale. E’ evidente che De Paolis soffre dalla mancata collaborazione della dirigenza attuale e anche quella poca che li si offre e a doppio taglio.
    La chiusura e l’ermetismo che ha caratterizzato questa congregazione, tipica delle impostazioni del loro fondatore e la tendenza di mantenerla da parte di pochissimi elementi della dirigenza attuale, fa si che il Delegato sia ancora visto come una meteora, un elemento di passaggio. Questa lettera se letta senza un forte approfondimento e anche senza la speranza nel cuore ,conferma le tesi propagandate da 2-3 elementi dell’attuale cupola “che niente cambierà….”. Questa forse è anche la forte mancanza di questa comunicazione invitata i legionari e cosi pure ai membri del suo movimento laico, fra i quali persone di rilevante spessore culturale : quello di non dare speranza.

  14. Sto osservando con estrema attenzione come sta muovendosi il “nuovo” cardinalem ma fino alla definitiva conferma ufficiale della berretta cardinalizia si muoverà con estrema cautela per evitare qualsiasi possibile rischio per se.
    Essendo stato per vent’anni impegnato dentro il Regnum Christi, penso di conoscere come si possano muovere le pedine della scacchiera legionaria.
    E’ certo che anche la nomina di direttore Generale al povero P.Alvaro Corcuera, non è stata punitiva per il vero “padrone” della Legione Luis Garza Medina, ma da lui decisa: oggi non si muove nulla se non preordinato e strategicamente posizionato nel di “lui” scacchiere. Il soggetto è molto intelligente ed esperto, e dispone di una squadra di “pretoriani” personali (altro che legionari)posizionati in tutte le caselle strategiche.
    Aveva predisposto il piano reattivo di battaglia, dato che conosceva ogni mossa della S.Sede, addirittura prima del provvedimento sospensivo al Fondatore:

    - come detto, la nomina del direttore generale,scartando apparentemenente la persona di Luis Garza, si trattava astutamente di cedere il palcoscenico ad un apparente povero ingenuo, e di mantenere per sè regia, scenografia, finanza;

    - tenere per se (poverino!) unicamente:
    la finanza intera, tramite il “suo” Grupo Integer,inse-
    rito prepotentemente e subdolamente in epoca non sos-
    petta, in tutti i gangli che muovono denaro della LC,
    oltre al titolo di proprietà di ogni immobile nel mondo
    affidato a società di comodo statunitensi.

    - Tenere il controllo delle istituzioni scolastiche legio-
    narie, tramite le funzioni da lui detenute di Direttore
    scolastico LC dagli asili alle università:

    - Avere la responsabilità operativa della promozione e
    dello sviluppo dell’apostolato nel mondo (inizialmente
    partenariato con lo “zio” P.Evaristo Sada LC);

    - Direttore Territoriale della Legione per l’Italia;

    - Vicario Generale della Legione. Resta dell’altro? Non pare !

    E’ stato finora la classica figura del “puparo”, tutti gli altri sono stati pupi, addirittura sfruttandone difetti e virtù e sorge il dubbio che in “qualcuno” il vizio sia stato subdolamente e volontariamente alimentato dal “nostro fratello”: cosa che ha fatto con quasi tutti gli altri, in cui è stato capace di tenerli assoggettati avendone sotto controllo i difetti ed i vizi più che le virtù.

    S.Eminenza De Paolis, sta perdendo troppo tempo, queste attese consolidano la certezza in tutti (amici e nemici):
    i primi perchè riprendono forza e determinazione del loro spirito pretoriano distruttivo;
    i secondi perchè si deprimono e si arrendono all’inevi- tabile resa della Chiesa e o se ne vanno (oltre 65 sacerdoti hanno abbandonato e quasi 200 consacrate), perdendo un patrimonio di anime e vere vocazioni.
    E’ questo che si vuole ? Speriamo di no, ma l’alternativa riochoede una dimostrazione immediata e tempestiva oppure si vuole veramento lo scioglimento della Legione.

    Che il Signore ci aiuti tutti e nostra Signora di Guadalupe
    aiuti i suoi servi buoni a sopravvivere uniti e purificati!

    Salah Eddine – Roma 22 ottobre 2010 h.18.15

  15. Simon de Cyrène scrive:

    Seguendo il consiglio di “Laurens”, qui sotto, sono andato direttamente a leggere la fonte stessa, proposta dal Dr Tornielli nel suo post iniziale.

    E debbo fare un mea culpa in quanto mi sono lasciato andare ad un’ironia un po’ facile e davvero non a proposito nel mio post precedente: ne chiedo venia a tutti.

    Infatti la lettera di Mgr De Paolis è in realtà molto trasparente e chiara anche se molto circostanziata ed equilibrata.

    Per chi si lamentava nel thread precedente su questo tema del fatto che sembrasse che niente si muovesse dalla sua nomina, Mgr De Paolis risponde:
    “Nei tre mesi che sono intercorsi tra la pubblicazione della mia nomina e quella dei miei consiglieri, ho avuto diversi incontri, benché fossimo in periodo estivo e quindi di vacanze, con i superiori dell’istituto”…
    “si è riflettuto piuttosto su aspetti di ordine generale e si è cominciato ad individuare alcune questioni da affrontare, sulle procedure da adottare, su problemi da chiarire, ecc. Sono stati presentati anche sia pure in modo molto sintetico alcuni rilievi emersi dalla riflessione dei visitatori della stessa Congregazione.”…
    “si è tentata anche una prima riflessione sul problema dell’esercizio dell’autorità all’interno della Legione; sul tema della libertà di coscienza, dei confessori e dei direttori spirituali;”…
    “si è insistito sulla necessità di prendere il tempo necessario, che si prevede di almeno due o tre anni o anche più.”

    Quanto ad affermare che egli tende a discolpare i dirigenti attuali, non c’è niente cho lo lasci supporre: il paragrafo che ne parla è estremamente neutrale stabilendo giusto un fatto: ” Le diverse denuncie pubblicate sui giornali fin dagli anni 1990 erano ben note, anche ai superiori della Congregazione. Ma altra cosa è avere le prove della fondatezza e più ancora la certezza di esse. ” e concludendo con una frase che la dice lunga: “Si impone l’esigenza di ritrovare la fiducia, per la necessaria collaborazione.

    Mette poi in guardia chi vorrebbe imporre un porpio punto di vista prepotente sugli altri: “Se si procederà uniti e rispettosi gli uni degli altri, il cammino sarà spedito e sicuro; se ci lasceremo prendere dalla volontà di prevalere, e di imporre le proprie idee contro gli altri, il naufragio è certo.”

    Importantissimo, egli già definisce il carisma specifico che dovrebbe essere quello della LC nel quadro della Chiesa: “La Chiesa … progetta il nuovo dicastero per la nuova evangelizzazione. Penso che la Congregazione dei Legionari di Cristo trovi proprio in questo campo il suo spazio di servizio alla Chiesa.

    Per terminare il commento qui sotto di “Laurens” permette di levare perfettamente l’ambiguità del testo precedentemente parzialmente citato.

    In Pace

  16. Cherubino scrive:

    stuzzicare un pò di qua, poi stuzzicare un pò di là… è così che si alimentano i flame…

  17. xagena scrive:

    Che Cristo abbia bisogno di “legionari” …è tutto da dimostrare….

  18. emiliano scrive:

    cherubino il bello è che si stuzzica un pò troppo! Saluti cordiali emiliano

  19. massimiliano scrive:

    Penso che una simile comunicazione da parte di De Paolis fosse disattesa e crea molte perplessità. Il mio modesto parere è che l’impostazione cosi come si prospettata nella lettera sia penosa e deludente.
    Penso che la lettera sintetizzandola sarebbe : vogliamoci bene, niente o poco è successo, viva la cupola dirigenziale
    Giustamente nell’otica espressa nella lettera, il ruolo del Delegato come da De Paolis stesso precisa è accompagnare. A guidare ci pensa Luis Garza !
    Ma come si può affermare che i vertici non sapevano oppure non avevano la sicurezza di ciò che accadeva con il loro fondatore ?!
    E’ una affermazione impressionante !

  20. Michele scrive:

    “Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, nè vi è d’altronde un albero cattivo che produca un frutto buono…non si raccolgono fichi dagli spini nè si vendemmia uva da un rovo….”. Il criterio di discernimento è nel Vangelo. Le calunnie che hanno colpito il fondatore dei Legionari (vi lascio immaginare con quale scopo) non sono una grande novità. Lo stesso trattamento lo ha subito Nostro Signore che aveva avvertito: “come hanno trattato me così tratteranno anche voi..”. Se ascoltassimo di più l’insegnamento di Cristo anzichè farci offuscare la mente dalle potenze mediatiche di questo mondo eviteremmo di cadere vittime dell’inganno.

  21. guillermo scrive:

    Dott. Cappuccio , condivido in pieno le sue affermazioni, ma non quella che Mons. De Paolis non si muove affinché non abbia la nomina cardinalizia. Se cosi fosse l’avrebbe scritta e pubblicata fra 3 settimane, dopo l’investitura “libero da ipotetici vincoli”
    La lettera è purtroppo una stesura programmatica anche se confusa, contraddittoria in vari passaggi e senza strategia.

  22. antonella lignani scrive:

    Mi preocuperei più del popolo che dei vertici.

  23. Veronica scrive:

    Antonella . Il problema sono i vertici e precisamente solamente uno, Luis Garza. Il popolo(i sacerdolìti legionari)come tu dici, sono la parte più sana. Se fossse per loro la riforma sarebbe già conclusa.

  24. Veronica scrive:

    Pongo una domanda con la speranza che possa suscitare dibatto :
    Si ha paura da Luis Garza ?

  25. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Michele, trovo sinceramente abnorme questa sua affermazione:
    “Le calunnie che hanno colpito il fondatore dei Legionari (vi lascio immaginare con quale scopo) non sono una grande novità. Lo stesso trattamento lo ha subito Nostro Signore”.
    Davvero pensa ancora che Maciel sia stato calunniato? Che le accuse di abusi sessuali sui seminaristi siano invezioni? Che le sue “compagne” e i suoi figli siano ologrammi o creazioni virtuali sataniche? Che i suoi week-end “in famiglia” per i quali partiva ben imbottito di dollari e in abiti borghesi, fossero in realtà pellegrinaggi? Per favore…

  26. Michele scrive:

    Gentile Dott. Tornielli, capisco le sue difficoltà, potrei soffermarmi di più sui motivi che mi inducono a queste abnormi affermazioni, ma non servirebbe. Prima di qualsiasi altra testimonianza io credo prima di tutto e fermamente nel Vangelo, e tutto ciò che contrasta diventa innanzitutto fonte di dubbio.

  27. Simon de Cyrène scrive:

    Come il Dr Tornielli, trovo sconcertante l’affermazione di Michele, che fà più pensare ad una provocazione, come già ne vediamo troppe, che ad una reale volontà di far avanzare il dialogo sul blog.

    Quanto a citare la parabola dell’albero buono che produce frutti buoni, non credo che sia un esempio appropriato a questo caso.

    Ben si sa, in logica, che ipotesi e ragionamento giusti conducono a conclusioni giuste, ma che, se ci sono elemento sbagliati, ci sono ambo conclusioni giuste e sbagliate: non metto in dubbio che la LC abbia tantissimi elementi positivi, ma ne ha anche dei negativi, in particolare tutto quel che concerne la relazione all’autorità, come dimostratosi.

    Ciò vuol dire semplicemente che le ipotesi che sono alla base della sua fondazione contenevano elementi sbagliati.

    Personalmente penso che il fondatore aveva una personalità complessa, non “semplice” come un cristiano dovrebbe essere, e che nel suo cuore si agitavano tempeste che lo laceravano tra un desiderio di fare un’opera per Dio e per la Chiesa e l’attrazione personale per l’orgoglio ed il desiderio di potenza. Spesso si vede nei dirigenti anche molto competenti, probabilmente dovuto ad un tasso di testosterone più alto che la media, il bisogno di “marcare” il proprio territorio anche sessualmente, come lo fanno le bestie. Il problema è che, in quanto sacerdote ed in quanto dirigente, aveva ricevuto tutte le grazie di stato per non soccombere ma che lui ha liberamente scelto di perseguire la soddisfazione del proprio ego piuttosto che dimenticarsi totalmente al servizio dell’opera che Dio gli aveva chiesto e lasciarsi crocifiggere.

    La LC, a mio umile parere, è proprio un esempio vivido di un Gesù che si fà da sgabello dei Suoi nemici.

    In Pace

  28. Simon de Cyrène scrive:

    Errata corrige (penso che sia un germanismo da parte mia misto a gallicismo, cioè un pasticcio) nell’ ultima frase: che Si fa uno sgabbello coi Suoi nemici.

    In Pace

  29. Simon de Cyrène scrive:

    Quanto a Veronica, la mia risposta alla Sua domanda sarebbe di citare e commentare quel che ha scritto Mgr De Paolis:

    “se ci lasceremo prendere dalla volontà di prevalere, e di imporre le proprie idee contro gli altri, il naufragio è certo.”

    La sola paura che appare sarebbe che il desiderio di dominare ( prevalere) di certuni (e chi costoro possano essere sembra ovvio), condurrebbe al certo naufragio della LC.

    Ma mi sembra che anche la parte “buona” della LC ( i tanti sacerdoti ed i laici della RC) debba anch’essa reagire vigorosamente alfin di garantire che il risanamento voluto dalla Santa Sede si realizzi pienamente.

    In Pace

  30. Sal scrive:

    @ Simon DE Cyrene

    Distinto Sig. DE Cyrene con profonda umiltà e molto rispetto spero accetterà la battuta che “il rattoppo è peggio de buco,” perché nel tentativo di voler rimarcare che c’è una parte nobile nella questione – “ i tantissimi elementi positivi” – cosa certamente vera, è lei stesso che dichiara che alcuni dirigenti hanno un tasso più alto di testosterone che esige “marchiare il territorio come “animali”.”

    In questo modo non fa altro che sostenere ciò che vorrebbe negare sostenendo anche il concetto che nessun albero marcio produce frutti eccellenti.

    Certo su una pianta malata si potrebbero anche trovare frutti malati meno di altri, e qualcuno anche sano, ma il riconoscimento che nobilita la sua sincerità e capacità di osservare il fenomeno con un interessato occhio che vorrebbe giustificare le fa dimenticare un particolare non di poco conto; il principio evangelico è sempre lo stesso unico preciso immutabile : “Uscite da essa se non volete partecipare al suo destino”. (Rivelazione 18.4)

    Se qualche frutto come lei dice migliore o diverso degli altri volesse essere osservante del principio non potrebbe far altro che ricordare il vangelo. Altrimenti, sebbene possa apparire poco misericordioso tutto il gregge sarà ritenuto dello stesso tipo come ricorda il Vangelo: “ “Passate per la città dopo di lui e colpite. Il vostro occhio non commiseri, e non provate nessuna compassione.  Dovete uccidere vecchio, giovane e vergine e fanciulletto e donne, fino alla rovina” (Ezechiele 9.5-6)

    Con molti ossequi.

  31. P.Danilo scrive:

    Caro Simon, per quanto ne so io, il fondatore dei Legionari era già un “malandrino” prima di essere ordinato sacerdote, per cui è mancato un vero discernimento vocazionale. Se si vuole mettere il dito nella piaga, bisogna partire dal discernimento che ovviamente non c’è stato.

  32. Guillermo scrive:

    Prendo spunto dalle considerazioni di Cappuccio. N. sulla gestione degli immobili della Congregazione dei Legionari di Cristo. Un impero colossale immobiliario
    Si tratta di una società costituita negli USA, a Connecticut , la Horizons Institute.
    L’atto costitutivo è stato formalizzato il 02.08.1993. A Roma la società e è stata registrata presso l’Uff. degli Atti Pubblici con il nr. 23230, il 13.5.94
    Attualmente il consiglio di amministrazione e composto da 5 persone fra i quali i P.Corquera , Garza, Sada, Vigneaux. La statuto permette fra l’altro : che allo scioglimento della società il C.d.A con l’approvazione dei membri ( 5 persone) potrà impiegare tutti i beni anche per poterli destinare a organizzazioni gestite esclusivamente per scopi filantropici di istruzione , religiosi , nel modo che caratterizza una organizzazione/i che godono di esenzioni in base alle leggi USA

  33. Marco N. scrive:

    Personalmente resto sgomento che una realtà “cattolica” come la Legione di Cristo sia stata fondata e portata avanti ( con tante connivenze anche in alto loco, evidentemente) dalla negazione di Cristo fatta persona.
    Resto però ancora più sgomento da questo cincischiare delle autorità ecclesiali nell’opera di smantellamento di questo enorme baraccone finanziario mascherato da realtà cattolica.
    Cosa si sta aspettando ancora?
    A quali livelli dovrà ancora giungere lo scandalo?
    Si rende conto la Chiesa che sta dando una pessima immagine di sè oltre che una miriade di messaggi falsi e fuorvianti al popolo di Dio?

  34. A Friend scrive:

    Sconcertante e bigotta trovo l’ostinazione di alcuni nel sostenere una responsabilità di rimando sui comportamenti personali del fondatore. L’ammissione di questo teorema significa ammettere le responsabilità dirette anche della Santa Sede e delle Sue massime espressioni. Sinceramente trovo questo abbastanza ingiusto, superficiale e dilettantistico.

    E’ comprensibile che la lettera di De Paolis (pubblicata integralmente sul sito dei Legionari) scompigli un po’ i giochi di potere e le forzature alle quali alcuni aspirano ma la rassegnazione in questi casi è una medicamento efficace.

    Tutto questo fervore mediatico ha l’unico scopo di esercitare una pressione, attraverso i giudizi facinorosi di pochi, per raggiungere un obiettivo che ormai sembra essere davvero lontano. Forse siamo dinnanzi all’ultimo colpo di coda di complottisti allo sbaraglio andato in fumo. Tuttavia è sempre consigliabile verificare e controllare meglio le proprie fonti d’informazione prima di pubblicare delle notizie, perché esse potrebbero essere tendenziose e strumentali.

    Il teorema delle responsabilità sui vertici è chiaramente trattato nella lettera di De Paolis e cancella qualsiasi sproloquio a proposito. Oltremodo, De Paolis chiarisce la natura della propria missione e traccia una linea concreta per il futuro.

    E’ ovvio che chiunque abbia velleitarie aspirazioni personali di potere avrà una lettura diversa di quelle parole e finirà anche per attaccare (come già si è letto in qualche intervento su questo Blog) il delegato della Santa Sede.

    Certo ci saranno dei cambiamenti per migliorare la Governance della Legione e risanare forse quelli aspetti che hanno impedito la rivelazione provata delle nefandezze del fondatore.
    Certo è anche che i Legionari torneranno più forti di prima a rivendicare la missione evangelica che li ha spinti a fare delle scelte di vita e di dedizione ispirate all’esempio di Cristo.

    Che il Vangelo di questa domenica porti consiglio a tutti.

    A friend

  35. Nardini scrive:

    Caro Friend,

    Complimenti e grazie. Finalmente una esposizione fuori dal banale schema ovunque presente. Solo dissento dal definire “fervore mediatico” questo blog. Gli si dà troppa importanza e non lo merita. Non tanto per le persone (ben note) che intervengono con commenti di basso livello, ma soprattutto per la leggerezza con la quale si pubblicano notizie tendenziose, messe a disposizione dagli stessi che cercavano lo spunto per l’ennesima polverata contro gli attuali vertici ed in particolare uno. Non solo, ma a tali notizie sono state associate altrettanto superficiali affermazioni circa l’esistenza di opinioni nei sacri palazzi, prontamente dagli stessi smentite. Che cosa possimo aspettarci quindi se anche i giornalisti di spicco e le testate più importanti si mettono a disposzione come arena dove una decina di persone vogliono regolare conti personali. Mentre la maggioranza, i lettori che magari non sono interessati a intervenire in queste assurde schermaglie verbali, ma quanto meno a trovare informazioni e approfondimenti su temi di interesse e di un certo livello, rimangono sempre più delusi nelle aspettative. E non mi riferisco solo a questo blog di autore, ma anche ad altri mezzi di comunicazione che si sono lasciati conivolgere allo stesso scopo prima, lei ricorderà di certo, caro Friend.
    Evidentemente è complicato uscire dai luoghi comuni ed è molto più comodo allinearsi ad una unica tendenza, piuttosto che cercare di informare, approfondendo la conoscenza dei fatti e selezionando con maggior cura varie ed autorevoli fonti.

    L’ingenuità delle persone che credono di fare in questo modo pressione mediatica fa solo sorridere… Auguriamoci per loro che abbiano la decenza, come dice lei di rassegnarsi e di ritirarsi almeno con dignità piuttosto che continuare a ostinarsi in modo assurdo.

  36. Marco N. scrive:

    @ A friend

    Il Suo nick vorrebbe iontendere che Lei è un amico-sostenitore dei vertici della Legione?

    In questo caso possiamo ampiamente capire il senso del suo lungo e tortuoso commento…

  37. Gustavo scrive:

    A Friend.
    Non cantare vittoria. Ci scriveremo in questo blog fra non molto tempo su questa tematica.
    I tuoi vertici sanno bene la prospettiva e ti garantisco che su questo punto non hanno una visione offuscata come te, scrivano.
    Il libero pensiero trasmesso in questo blog non ha a che fare con aspirazioni personali o altro . Una ottica ottusa e arcaica può vedere il panorama con la visione fantasiosa che tu riporti .
    Rileggi la lettera e vedrai la prospettiva. In bocca al lupo a te e ai pochissimo individui ostruzionisti del rinnovamento. Sappi che i dadi sono stati già tirati sul tavolo. E’ solamente questione di tempo e non tanto.

  38. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Nardini,
    lei ha tutto il diritto di esprimere quel giudizio su di me e su questo blog.
    Volevo però che sapesse, per la precisione, che:
    1) La notizia che ho riportato non è stata smentita. E ribadisco che nel corso di una riunione riservata il delegato De Paolis a chiesto a don Garza di lasciare almeno l’incarico per l’Italia (ha chiesto, non ha imposto, ma l’invito è stato fatto).
    2) Da un’attenta lettura della lettera, che ho prontamente segnalato, si evince che la presa di coscienza sulla doppia vita del fondatore i responsabili più vicini a lui l’hanno avuta gradualmente. Ma non si dice che questa coscienza è stata chiara solo al momento della morte di Maciel. Su questo giudicherà la Chiesa. E’ certo però che far finta che nulla sia successo o immaginare che gli uomini più vicini al fondatore nulla sapessero è un pochino difficile…

  39. Assunta scrive:

    Rispondo a Nunzio Cappuccio e sono meravigliata che finalmente una persona impegnata per 20 anni dentro il Regnum Christi espliciti chiaramente le strategie dei L.C. e che dichiari che nella realtà 65 sacerdoti e 200 consacrate hanno abbandonato la Legione. Forse si sono resi conto che la religiosità è ben altra cosa. Concordo su tutti i capi vanno assolutamente rimossi e tutti i capi perchè chiunque è a capo di una istituzione o scuola o università ha taciuto. La decisione di Mons. De Paolis non fa altro che rendere tutti più forti, far convincere che il commissariamento sia solo un accompagnamento in un periodo di transizione e intanto…il Dio DENARO viene messo al sicuro. Il tempo!!!!! I L.C. giocano sul tempo!! Quando Mons. De Paolis si renderà conto di quali panni vestono tutti i capi attuali… del grande impero finanziario non resterà quasi nulla a discapito di tutti coloro i quali hanno creduto alla loro buona fede!!!

  40. Simon de Cyrène scrive:

    Mentre il commento di Nardini non sembra portare altro contenuto che una reazione epidermica, emozionale e definitivamente non circostanziata, trovo l’apporto di A Friend alquanto interessante in quanto tenta, con certa razionalità di ridimensionare la problematica.

    Anche se d’accordo su molti dei punti sollevati da A Friend, non sono sicuro però che il suo tentativo sia completamente riuscito.

    Ad esempio, soprattutto all’inizio, quando afferma “Sconcertante e bigotta … L’ammissione di questo teorema significa ammettere le responsabilità dirette anche della Santa Sede e delle Sue massime espressioni”: a controporva dell’affermazione di A Friend, effettivamente è di dominio pubblico che anche l’allora Cardinal Ratzinger era stato al corrente almeno fin dal 1999 e che avrebbe voluto reagire quando fu impedito da altri curiali. Solo più tardi, colla benedizione del Ven. Servo di Dio Giovanni Paolo Magno poté riaprire il caso nel 2004 per poi mandare al “confino” l’ultraottantenne criminale Maciel nel 2006.

    Quindi i vertici ben sapevano che c’erano perlomeno dei “rumori”, e se lo sapevano fin dal 1999, non si venga a dire che l’attuale dirigenza era ignorante di tutto.

    Da dove la pacata affermazione di Mgr De Paolis “Le diverse denuncie pubblicate sui giornali fin dagli anni 1990 erano ben note, anche ai superiori della Congregazione. Ma altra cosa è avere le prove della fondatezza e più ancora la certezza di esse” che vuol dire quel che vuol dire in modo molto pacato e non conflittuale.

    In verità, il dovere morale dei vertici della LC avrebbe dovuto imporre a loro lo stesso comportamente che quello che ebbe l’allora Cardinale Ratzinger con meno mezzi: mandare avanti con celerità e profondità l’inchiesta chiarificante e portatrice di certezza.

    Il semplice fatto di non averlo fatto avrebbe adesso dovuto condurre immediatamente alla demissione volontaria dei vertici direttamente coinvolti! Questo sarebbe successo nel civile.

    La problematica dei vertici attuale della LC che nulla fecero per spostare il criminale fondatore conduce però anche ad un altra domanda: perché questi vertici non furono in grado di portare avanti questa inchiesta che la più semplice morale naturale obbligava loro di compiere al più presto? Era perché erano loro stessi coinvolti? O perché semplicemente il “sistema LC” impediva loro di farlo per causa di vizio di fondo, come una malcapita concezione dell’autorità nel Corpo di Cristo che è la Chiesa?

    Apparentemente, Mgr De Paolis sembra credere in quest’ultima ipotesi, benché la sua frase “Si impone l’esigenza di ritrovare la fiducia, per la necessaria collaborazione”, parla di imposizione di fiducia e non di naturale fiducia, e per un fine chiaro, che è quello della necessaria collaborazione.

    Aldilà ancora di questa domanda, si pone il quesito di sapere se la perversione del concetto di autorità presso la LC sia un fatto accidentale alla Legione stessa o se ne sia una fatto essenziale. Sembrerebbe che i visitatori e la Santa Sede abbiano concluso in loro tempo per la prima possibilità, da dove la nomina di Mgr De Paolis per ritranciare gli elementi strutturali accidentalmente perversi nel funzionamento e nell’impostazione della Legione.

    Se però, la LC dovesse nel prossimo futuro dimostrarsi irreformabile a causa dei suoi vertici, allora apparirebbe chiaro a tutti che i suoi vizi non sono accidentali ma essenziali, da dove la minaccia neanche tanto velata del Delegato Mgr De Paolis: “se ci lasceremo prendere dalla volontà di prevalere, e di imporre le proprie idee contro gli altri, il naufragio è certo

    In Pace

  41. Simon de Cyrène scrive:

    Vorrei riportare uno stralcio del commento di Sandro Magister nel suo blog che sembra in sintonia con le informazioni edi commenti del dr Tornielli:

    “Ma nonostante ciò, dalla lettera di De Paolis si ricava che né lui né le autorità vaticane intendano per ora rimuovere con un atto d’imperio i superiori della Legione.

    Quello che cercano di ottenere è che essi lascino le cariche di loro volontà o almeno cambino da subito il loro atteggiamento, perché – è detto nella lettera – “se ci lasceremo prendere dalla volontà di prevalere, e di imporre le proprie idee contro gli altri, il naufragio è certo”.

    Sta di fatto che, sinora, di questa auspicata conversione non si vede traccia, nei capi. Facendo muro, essi bloccano l’uscita allo scoperto e la presa d’iniziativa della parte sana della Legione, di quelle decine, centinaia di sacerdoti e novizi che anelano a un rinnovamento della loro vita religiosa, ma continuano a soffrire vincoli e pressioni molto asfissianti, a livello individuale e collettivo.

    In ogni caso, se il calcolo dei superiori della Legione era di risolvere tutto in tempi brevi, pochi mesi, e con aggiustamenti minimi, De Paolis con questa lettera cancella ogni loro illusione. Il processo di ricostruzione – scrive – prenderà “il tempo necessario, che si prevede di almeno due o tre anni o anche più”. E cita l’esortazione di Dio al profeta Elia: “Su mangia, perché è troppo lungo per te il cammino”.”

    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1345274

    In Pace

  42. Sal scrive:

    Interessante, davvero interessante,
    Ratzinger sapeva ma fu impedito di far la cosa giusta perchè impedito da altri curiali.
    Chi stava più in alto di lui ?

    Istruttivo, davvero istruittivo,
    “Le diverse denuncie pubblicate sui giornali fin dagli anni 1990 erano ben note, anche ai superiori della Congregazione. Ma altra cosa è avere le prove della fondatezza e più ancora la certezza di esse”

    E’ come i ministri che se non sono condannati in 3° grado non lasciano la poltrona. La questione morale non conta, la questione del danno di immagine non conta, (solo quando non conviene) altrimenti devi dare subito le dimissioni vieni trasferito d’autorità in cucina a lavare i piatti certo non poteva succedere se non era dopo ultraottantenne. Ormai neanche il viagra lo avrebbe più aiutato.

    Illuminante davvero illuminante
    Il vizio non era nella testa è nel manico, il manico rifiuta l’autorità del corpo di Cristo. Rifiuta di farsi dirigere da altro manico che non sia il suo (giustamente).

    Il naufragio è certo, quando le tegole cominciano a cadere significa che il tetto è da rifare. Quando la nave affonda anche i topi se la danno.

  43. Assunta scrive:

    La maggior parte degli interventi non appoggiano la scelta fatta da Mons. De Paolis. Toccare un movimento cattolico di questa grandezza mi rendo conto che non è roba da poco. Mi chiedo però perchè almeno non si inizia a cambiare qualcosa in questa congregazione.Tutto è rimasto intatto…ma tutto non è sano nè moralmente corretto. Stiamo parlando e discutendo di una congragazione che per quanto sia largamente diffusa è piena di tanto marcio e soprattutto colpevole di aver compiuto atti di abuso non solo fisico ma anche e soprattutto psicologico. Se il primo fosse solo stato causato dal fondatore, ormai deceduto, il secondo continua ad essere una pratica molto diffusa tra i legionari anche laici. Il cambio di vertici e la supervisione in tutte le strutture educative che gestiscono minori senza un progetto educativo rinnovato,a mio avviso, deve essere effettuata. Vi propongo di leggere la testimonianza di un sacerdote legionario pubblicata sul blog di magister. E’ doloroso leggere la volontà di restare legionario ostacolata dalla certezza che gli attuali capi hanno nel non voler cambiare perchè, secondo loro, tutto è cosa ben fatta e buona. Visitare il sito dei Legionari è come leggere una storia di una congregazione senza radici e con delle fondamenta fragili che appare però in tutta la sua grandiosità.Ma può una pianta marcia dare dei frutti sani? Vi prego di prestare attenzione a cosa potrebbe capitare a quei migliaia di ragazzi che frequentano le scuole gestite dai legionari dove il personale in disaccordo coi loro principi viene rimosso o allontanato!!!!

  44. Sal scrive:

    @ Assunta
    Il De Paolis non potrà toccare nessuno anche volendo fino a quando non avrà le chiavi della cassaforte. Per ora è solo un ospite in casa d’altri. Solo dopo potrà permettersi di fare qualche cambiamento. Fino ad allora pazienza ! A meno che non si accorga che non gliele daranno mai le chiavi e allora sarà come per i Templari ma senza averne né la forza né i mezzi.
    Nessun animale per quanto forte combatte mai con un altro animale della sua specie specialmente se è grosso quanto lui a meno che il motivo non sia quello del possesso delle femmine ( i soldi) solo allora ci prova e non sempre riesce a conquistare l’harem del compagno.

  45. marco scrive:

    scusate ma i legionari non sono quelli che vogliono un gran bene al Papa?
    allora perchè poi tante resistenze nell’obbedirgli.
    mi aspetterei una sintonia d’intenti al volo, senza tanti distinguo.
    circa la questione dei superiori: superiori a che, a chi…ragazzi ri-cordiamoci della lavanda dei piedi!

  46. john coltrane scrive:

    @MARCO.
    Molto bello e corretto il suo richiamo a Gesù:

    “circa la questione dei superiori: superiori a che, a chi…ragazzi ri-cordiamoci della lavanda dei piedi!”.

    L’unico Maestro è il CRISTO:
    “non date a nessuno il nome di maestro, xchè Uno solo
    è il vostro MAESTRO, il CRISTO”.

    Inoltre il Signore dice (a chi chiede: ‘chi siederà alla tua destra?’): “chi vuol essere + in alto, maggiormente deve servire”.

    Dovremmo ricordarcelo + sovente (i credenti, ovviamente):
    non ci sono altri maestri al di fuori del CRISTO.

    Il fine della Chiesa è proprio questo: indirizzare ogni creatura al rapporto personale con DIO.

    Tutti i problemi saltano fuori, secondo quanto mi fà capire il Signore, quando ci si dimentica che ogni persona è creata x realizzare il rapporto personale con DIO; ci aiutiamo l’uno con l’altro in quanto ci ricordiamo questa grande verità.

    La ringrazio molto, buona giornata.

  47. A Friend scrive:

    Ho letto con interesse l’intervento di Simon de Cyrène, che ha differenza di qualche maleducato e qualche ingenua rancorosa, esprime una sincera convinzione sulla questione di merito delle responsabilità etiche.

    Seppur condivisibili alcuni passaggi della sua esposizione credo che non ci si possa esimere dal contestualizzare alcuni comportamenti ed azioni. Essi vanno valutati alla luce delle regole alle quali tutti i Legionari erano sottoposti.

    La volontà di condannare a priori chi in teoria “avrebbe dovuto sapere” perchè non ha violato le regole della Costituzione alla quale ha giurato fedeltà mi sembra ingeneroso e deviante.

    Questo signore, il fondatore, ha ingannato molti. Ha ingannato dietro il diabolico strumento del controllo delle informazioni e dell’Atto di Fede di migliaia di persone. E chiunque legge questo blog immagino abbia ben in mente cosa significhi avere Fede: non porre mai in discussione la sua essenza.

    Si immagini cosa sarebbe accaduto se, nel tempo in cui la Chiesa tendeva ad oscurare fatti di questo genere, i vertici dei LC avessero fatto esplodere il caso. Ci sarebbe stata un’ecatombe. Si, forse loro avrebbero salvato la faccia dinnanzi all’opinione pubblica ma la Congregazione?

    Col segno di poi è sempre facile giudicare il comportamento degli altri.

    Con questo io non voglio giustificare ma tantomeno giustiziare. Non credo sia utile al futuro tale pratica.
    Purtroppo l’estenuante ricerca da parte dei sinceri di un Caprio Espiatorio, per lavare le coscienze e salvare le apparenze, offre un saldo sostegno ai “complottisti venerei”, che perseverano nella loro azione distruttrice al fine di ottenere meri tornaconti personali. Gli avvoltoi sono sempre in agguato.

    E’ molto pericoloso a mio avviso entrare su questo terreno e la Santa Sede questo lo ha ben compreso. Per questo non si vuole avventurare in “crociate” giustizialiste da Inquisizione.

    Concordo con la tesi che molto si giocherà nell’immediato futuro e nelle capacità di comprendere per l’attuale dirigenza che il potere vero è la condivisione delle responsabilità. Se questo passaggio transitorio sarà gestito all’insegna di questo principio il beneficio sarà comune.