Lo sguardo di Gesù e le nostre ferite

Cari amici, a metà del percorso di questo primo Sinodo dedicato alla famiglia, mi sembrano belle queste parole pronunciate ieri pomeriggio dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, in occasione della presa di possesso della chiesa parrocchiale dei santi Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela, nella periferia romana.

«Lo pensavo in questi giorni al Sinodo sulla famiglia», ha detto il porporato, «a cui prendo parte anch’io: ogni volta che nella Chiesa o a nome della Chiesa si parla delle vicende e realtà che toccano la carne viva degli uomini senza guardare a Cristo, senza chiedersi “Cosa farebbe Cristo, che sguardo avrebbe Cristo su questo problema”, è come fare i conti senza l’oste. O un po’ peggio che fare i conti senza l’oste».

Secondo Parolin «è difficile immaginare una Chiesa che dice a Cristo: “Tu sei il nostro capo, tu sei il centro di tutto”, ma poi a risolvere i problemi ci pensiamo noi, con le nostre idee giuste, le idee vere che abbiamo preso da te. Facciamo noi le cose a tuo nome. Senza la tua grazia. Senza dover seguire sempre il tuo sguardo… Senza commuoverci davanti ai tuoi miracoli».

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

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