Preghiere silenziose in moschea

Cari amici, sono tornato da Ankara e Istanbul, dove ho seguito il viaggio del Papa. Sabato mattina, poco dopo essere atterrato a Istanbul proveniente dalla capitale turca, Francesco ha visitato la Moschea Blu. Con queste parole, il giorno dopo, sull’aereo che ci riportava a Roma, lo stesso Bergoglio ne ha parlato:

Io sono andato lì, in Turchia, sono venuto come pellegrino, non come turista. E sono venuto precisamente, il motivo principale era la festa di oggi: sono venuto proprio per condividerla con il Patriarca Bartolomeo, un motivo religioso. Ma poi, quando sono andato in Moschea, io non potevo dire: “No, adesso sono turista”. No, era tutto religioso. E ho visto quella meraviglia! Il muftì mi spiegava bene le cose, con tanta mitezza, e anche con il Corano, dove si parlava di Maria e di Giovanni il Battista, mi spiegava tutto… In quel momento ho sentito il bisogno di pregare. E ho detto: “Preghiamo un po’?” – “Sì, sì”, ha detto lui. E io ho pregato: per la Turchia, per la pace, per il muftì… per tutti… per me, che ho bisogno… Ho pregato, davvero… E ho pregato per la pace, soprattutto. Ho detto: “Signore, finiamola con la guerra…”. Così, è stato un momento di preghiera sincera.

Un cristiano può pregare dovunque: sul tram, in salotto, in camera da letto prima di addormentarsi, per strada magari vedendo passare un’autoambulanza con le sirene spiegate per affidare alla Madonna con un “Memorare” la persona ferita che è a bordo o che sta per essere caricata… Il Papa ha pregato in silenzio, mentre il Muftì ha pregato a modo suo, più brevemente. Otto anni fa – e ho avuto la grazia di esserci anche allora – Benedetto XVI sostò ugualmente in silenzio. Fu il Muftì a suggerirglielo. Papa Ratzinger stette con le mani raccolte, anche lui più a lungo del dignitario islamico. Poi lo ringraziò dicendo: “Grazie per questo momento di preghiera!”. E padre Lombardi disse che “certamente” Benedetto XVI ha rivolto “il pensiero a Dio”.

Quel gesto di Benedetto XVI nel 2006, a due mesi dal discorso di Ratisbona, fece scalpore, molto più di quanto non ne abbia fatto la preghiera di Francesco. Allora, per questo, si indignarono molti sedicenti ratzingeriani abituati a insegnare a Ratzinger come si fa il Papa (seppur con toni complessivamente meno feroci di quelli usati oggi verso il suo successore).

Vale la pena di ricordare che il primo Papa a entrare in una moschea fu san Giovanni Paolo II, in quella degli Omayyadi di Damasco, nel 2001. Anche lui stette in silenziosa preghiera.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

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