Lo sviluppo della dottrina

In un articolo su Vatican Insider dedicato agli sviluppi della dottrina sulla famiglia, ho citato uno scritto di Gianni Gennari, il quale faceva notare per l’appunto come vi si stato uno sviluppo, ad esempio in materia di quelli che vengono chiamati i «metodi naturali» che prevedono la continenza periodica nei periodi fecondi della donna al fine di evitare la gravidanza. Viste le molte reazioni – talune scandalizzate – da parte di alcuni difensori della «sacra dottrina», secondo i quali tutto è sempre stato immutabile e immutato ab origine, mi permetto di citare qualche ulteriore riferimento, come contributo al dibattito.

Il 16 marzo 1936, dopo aver discusso a lungo, il Sant’Uffizio – e il Prefetto allora era il Papa – aveva confermato il giudizio contrario alla divulgazione del metodo Ogino-Knaus, per evitare «che anche negli ambienti cattolici si faccia strada la concezione materialistica della vita, visto che anche la Chiesa ammette un controllo delle nascite». Anche se l’enciclica Casti connubi accennava alla al fatto che nulla ostava ai rapporti sessuali nei periodi infecondi, Pio XI non aveva affrontato il tema della possibile metodica e intenzionale regolazione delle nascite. Se invece avesse inteso farlo, non si capisce per quale motivo il Sant’Uffizio in sua presenza ribadì che il metodo della continenza periodica e lo studio dei periodi fertili della donna non dovesse essere divulgato tra i fedeli, come invece accadeva negli Stati Uniti in quel periodo. L’assemblea della Feria IV e V, cui prese parte lo stesso Pio XI, confermò il giudizio della Feria II di condanna della circolazione pubblica di informazioni sull’astinenza periodica. Rifacendosi a una sentenza della Penitenzieria del 1880, senza che venissero introdotti cambiamenti, si ricordava che il metodo poteva essere suggerito solo in confessionale ma come «rimedio al peccato mortale di Onan», ricorda Lucia Pozzi, che ha ricostruito in un documentato saggio l’intera vicenda («Vaticano e controllo delle nascite: l’evoluzione della famiglia negli Stati Uniti degli anni Trenta», in «Storia e futuro», n. 27, novembre 2011).

Il significativo cambiamento venne sancito il 29 ottobre 1951, in un discorso rivolto all’Unione cattolica italiana delle ostetriche, nel quale Pio XII approvò pubblicamente l’astinenza periodica a fini contraccettivi, dicendo che «l’osservanza dei tempi infecondi può essere lecita sotto l’aspetto morale». Cosa che non era mai stata affermata prima. «Quindici anni dopo la discussione nel Sant’Uffizio sul caso statunitense – scrive Lucia Pozzi – con il discorso di Pio XII, la Chiesa cattolica introduceva un sostanziale cambiamento nella dottrina sul matrimonio: l’accettazione dell’idea del controllo delle nascite».

A conferma di quanto riferito nel suo scritto da Gianni Gennari, riporto un passaggio della deposizione di padre Virginio Rotondi agli atti della causa di beatificazione di Pio XII (Summarium dei testi, p. 245), rimasto inedito fino al 2007 e pubblicato nella mia biografia di Papa Pacelli (Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro, Mondadori).

Racconta padre Rotondi: «Quanto alla “capacità di mutar parere”, io posso farne testimonianza per esperienza diretta. Ricordo, per esempio, quello che accadde quando io insistetti con lui perché rivedesse un certo decreto del S. Uffizio a proposito della liceità della “continenza periodica”. Nel primo colloquio finì male, ma dopo 15 giorni mi richiamò, mi disse di averci pensato su e mi autorizzò a scrivere un articolo su di un settimanale “mondano” (Settimana Incom). Ricordo bene il titolo: “Senza peccato gli sposi infecondi?”. Questo avveniva nel ’51. Il “ripensamento” di Pio XII diede origine al suo famoso discorso alle ostetriche, col quale si aprì la porta a quella che oggi, auspice il Concilio, si chiama “paternità responsabile”».

Questa è la testimonianza giurata agli atti della causa. Un cambiamento – e significativo – ci fu. Uno sviluppo dottrinale c’è stato in questa come in altre materie, con buona pace di coloro che affermano che tutto è sempre rimasto uguale.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

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