Melloni e le decisioni a "bagno maria"

[photopress:albertomelloni2.jpg,full,alignleft]Sulle pagine culturali del Corriere della Sera di ieri, lo storico della Chiesa Alberto Melloni, successore di Alberigo alla guida della “scuola bolognese” (il più preparato e sistematico centro di ricerca che diffonde da decenni sul Concilio quella che Papa Ratzinger definisce l’ermeneutica della “rottura”), è sceso in campo con un breve commento facendo osservare che il testo del Motu proprio non è ancora stato pubblicato negli Acta Apostolicae Sedis e dunque esisterebbe “in Web tantum”, cioè sarebbe qualcosa soltanto di virtuale, in attesa di modifiche. Melloni scrive:
Al di là delle obiezioni di cui il Papa s’è mostrato consapevole nella sua lettera ai vescovi, c’erano le pecche di latino rilevate da Carlo Ossola… Poi è arrivato il cardinale Carlo Maria Martini a spiegare perché lui non avrebbe usato del privilegio che il motu proprio concedeva. Alcuni liturgisti hanno sottolineato che le condizioni poste per l’uso del rito tridentino sono piuttosto severe, più di quanto non lasci intendere l’entusiasmo tradizionalista. Un grande studioso dei libri liturgici latini, Manlio Sodi, ha poi documentato che se c’è un messale della tradizione e della scrittura, questo è il pensatissimo messale di Paolo VI e non quello nato nella caotica fase del postconcilio tridentino. La realtà, infine, nota che la distinzione fra forma ordinaria e straordinaria della messa (che l’allora cardinal Ratzinger suggerì fra il 1982 e il 1983) richiede ardue forzature pastorali. Da qui la saggia decisione di tenere ancora a bagno maria un testo che sta creando più problemi di quanti non ne risolva: anche a costo di mandare in vigore un atto che esiste (come dire?) in «Web tantum ».

Secondo l’attento ricercatore il decreto pontificio non avrebbe ancora il “vigore” di un provvedimento papale e così sembra giustificare tutte le resistenze che si sono manifestate fino ad oggi. Ragionamento davvero curioso: il Motu proprio del Papa è stato pubblicato lo scorso luglio dopo essere stato inviato a tutti i vescovi del mondo ed è entrato in vigore il 14 settembre. Sarebbe bello se quanti oggi riscoprono la vocazione giuridica cominciassero a far riferimento alla lettera dei testi del Vaticano II (pubblicati sugli Acta) e non solo a un imprecisato suo “spirito” grazie al quale si è giustificato e si continua a giustificare di tutto…

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

103 risposte a Melloni e le decisioni a "bagno maria"

  1. Vincenzo scrive:

    Tutto questo agitarsi attorno ad una supposta inattualità del Motu Proprio …Summorum Pontificum, a me, semplice Cattolico “Bambino”,appare come il blaterare del Maligno che, per non stare alla esemplare chiarezza del Sì,Sì…No,No… mena il can per l’aia. Poichè i contrari alla Messa Tridentina, non hanno il coraggio di dire pane al pane, parlano anzi, si straparlano, di “inattualità”, anxhe perchè, hanno in mente i “formidabili” Anni ’60… Così, stiamo rischiando, praticamente, di vedere l’inattuazione di una Pronuncia Papale, e questo, solo perchè, abituati come siamo ad ubbidire ai nostri Pastori, seguitiamo a farlo… etiam discolis… . Ergo, solo il Santo Padre, tirando qualche porecchio qua e là… pèotrà diradare il polverone che oscura il cammino. In ogni caso: NON prevalebunt. Vincenzo.

  2. Alessandro scrive:

    Dalla mia scomoda prospettiva di non credente, preferirò sempre nella Chiesa un indirizzo progressista quale quello di Alberigo e Melloni, ciò perchè dei mali si sceglie il minore. Assunta dunque a verità personale l’inesistenza di Dio, si pone il problema di ultilizzare al meglio questa organizzazione che vorrebbe rappresentarlo in terra. E allora, che farne? Certo che persone come noi non possono far altro che sperare in un utilizzo della Chiesa che sia il meno autoreferenziale possibile, posto che – se ne avessi le possibilità – devolverei immediatamente i suoi beni a cause concrete e pressanti quali la sanità, la ricerca sulle malattie oggi incurabili, difesa dell’ambiente e la creazione di moltissimi alloggi popolari. E’ per questo che leggo Adista, amo Carlo Maria Martini e il cattolicesimo sociale della scuola di Bologna. E’ l’esatto contrario della rappresentazione della politica dominante degli ultimi trent’anni in Vaticano, con un Wojtyla che abbraccia Pinochet e impartisce una “speciale benedizione apostolica” alla sua famiglia. Per non parlare di un anacronistico e impossibile – per quanto da taluni sognato – ritorno ai fasti dell’epoca di Pio XII

  3. Onofrio scrive:

    Qualcuno informi il dr. Melloni che il Motu Proprio è stato pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana ed è reperibile nelle librerie cattoliche, quindi non è “in web tantum”.

  4. Mauro W. Fuolega scrive:

    Chissà cosa si fumano a Bologna?

  5. Vincenzo scrive:

    Egregio Dott.TORNIELLI, (questo “Incipit”,forse troppo formale per un Blog, è causato da avversione per l’abuso del “Tu”, quale oggi è invalso “erga Omnes”), che il “Corrierone” abbia preso una “brutta piega”, non è da oggi. Che, il Suddetto, pur nel suo eterno conformismo, quasi sempre filo-governativo (salvo dal 2001 al 2005),abbia sempre avuto un pur velato anticlericalismo, era cosa evidente, e quindi, non dovrebbe meravigliare che, su questa strada, agisca un robusto collateralismo.
    ma la Corazzata

  6. Vincenzo scrive:

    milanese che fu di L.Albertini, ha sempre avuto, almeno negli ultimi decenni, “Alleati in Alto Loco”, ovverossia in Curia: prima il Card.Emerito C.M.Martini, oggi Sua Eminenza Tettamanzi. Insomma, il milanese Corrierone, si sente con le spalle coperte dall’Alto Clero … Padano e, perciò, spara sulla Croce Rossa, ovverossia su Benedetto XVI°, Pontefice Romano. Non accettare questa visione della Chiesa, rinunciataria e perennemente sdraiata sul dossettismo deteriore, è un dovere che Lei, Dott.Tornielli, col Suo lavoro, ci aiuta a compiere, dandocene gli spunti, se non anche gli strumenti. La ringrazio e La incoraggio(per quanto ciò può valere) a continuare. Vincenzo (ps- mi scuso per i pasticci negli invii, ma non ho gran dimestichezza con le moderne “tecnologìe scriptorie”). Suo Vincenzo.

  7. Syriacus scrive:

    Se questa http://wdtprs.com/blog/2007/09/interesting-news-from-rome/
    indiscrezione riportata da Don Zuhlsdorf è vera, allora consiglio a Melloni di andare alle thermae assieme al Rettore del Pontificio Collegio Nordamericano, avranno di che discutere, mentre sono a bagno maria…

  8. Luisa scrive:

    Ultimo articolo del Motu Proprio:

    Art. 12. La stessa Commissione, oltre alle facolta’ di cui gia’ gode, esercitera’ l’autorita’ della Santa Sede vigilando sulla osservanza e l’applicazione di queste disposizioni.
    Tutto cio’ che da Noi e’ stato stabilito con questa Lettera Apostolica data a modo di Motu proprio, ordiniamo che sia considerato come ”stabilito e decretato” e da osservare dal giorno 14 settembre di quest’anno, festa dell’Esaltazione della Santa Croce, nonostante tutto cio’ che possa esservi in contrario”

    Melloni sa leggere ?

    È mai possibile che Melloni sia ridotto a cercare, e credere trovare, argomenti che più piccoli non possono essere, ma che lui, in virtu dell`autorità che gli è stata conferita da non so quale cattedra, pensa essere definitivi ?
    Caro Melloni, pensa veramente che è con “bazzecole”, trovate di questo tipo che lei arriverà infine al suo intento mal celato e cioè discreditare Benedetto XVI ?

    Si faccia una ragione una volta per tutte perchè noi cominciamo a stancarci e lei sta perdendo ogno credibilità!!

  9. Fra' Diavolo scrive:

    L’inconsistenza degli argomenti di Melloni (ovvero la mancata pubblicazione sugli Acta) cui forse neanche egli stesso crede fino in fondo, è una conferma ulteriore, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che il Summorum Pontificum non si limita a una questione di latino o di merletti, ma ha toccato i nervi scoperti di un certo mondo cattolico – comunemente noto come cattoprogressista, ma le etichette sono sempre un po’ riduttive… – numericamente inferiore ma mediaticamente e istituzionalmente dominante (da Famiglia Cristiana ai consigli pastorali, e anche alla generazione di vescovi prossima alla pensione) che da decenni ostacola la piena e corretta applicazione del
    Concilio Vaticano II, portandone avanti un travisamento basato sull’ “ermeneutica della discontinuità e della rottura” e che ha il principale punto di riferimento culturale in Italia proprio nella scuola bolognese di cui Melloni è autorevole esponente.
    Dopo 40 anni di predominio non sono più abituati a sentirsi mancare il terreno sotto i piedi, ed è comprensibile reagire con argomenti irragionevoli come quelli di Melloni.

  10. Luca scrive:

    Ma Melloni, tra un articolo, un pamphlet, un convegno, una dichiarazione e un programma televisivo, il tempo per fare ricerca (seria, cioé basata su documenti verificati, non sulle proprie illazioni) lo trova? Come giustifica altrimenti la sua pomposa qualifica di “professore universitario”? Personaggi così riassumono icasticamente il degrado/declino cui è giunta l’università italiana.

  11. Claudio scrive:

    Credo che Melloni non sappia più che pesci prendere o, come si suol dire, dove attaccarsi….
    Mi sfugge in questo momento a quale mese dell’anno è arrivata la pubblicazione degli AAS (non credo comunque a luglio visto che siamo a settembre e di mezzo c’è stato agosto quando tutti sono in vacanza), ma forse Melloni non sa (o fa finta di non saperlo) che i decreti papali sono validi anche se non pubblicati sugli Acta (che è pur sempre il “bollettino ufficiale” della S. Sede) e che comunque gli Acta non rispettano, e non da ora, in maniera rigorosissima le date di promulgazione degli atti pontifici (già in vigore o no).
    E poi…sugli Acta pubblicano le nomine dei Monsignori o i decreti sull’elevazione delle chiese a basiliche minori e non vuole che pubblichino un Motu Proprio del Papa?
    Quindi, è solo questione di tempo…..

  12. Marco scrive:

    Buongiorno,
    sono nuovo di questo blog, che ho trovato solo pochi giorni fa.
    Condivido con il signor Tornielli e molti dei partecipanti la fede cattolica.
    Una osservazione: forse il signor Melloni ha confuso il magistero papale – e i suoi atti – con la produzione normativa della Repubblica Italiana… sono gli atti aventi forza di legge di quest’ultima che DEVONO essere pubblicati con la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana per entrare in vigore; ma tutto questo cosa c’entra con il magistero del Papa !?!?
    Peraltro il governo del suo amico Prodi ha ormai preso l’abitudine, da alcuni mesi a questa parte, di far precedere la pubblicazione di atti normativi in materia tributaria da comunicati stampa via-web, salvo poi pubblicarli in gazzetta Ufficiale con tutto comodo.
    In altri termine il governo Prodi sta mandando in vacca quel poco di ordine che esisteva – almeno – nella procedura di promulgazione delle leggi civili in Italia.
    Quindi il signor Melloni farebbe bene a smettere di insegnare al Papa come si fa il Vicario di Cristo in terra e magari occuparsi di cose più terra-terra, magari proprio delle performance del “fratello” Prodi…

  13. Alessandro scrive:

    per Fra’ Diavolo:
    anche la Teologia della Liberazione può essere considerata “un travisamento basato sull’ “ermeneutica della discontinuità e della rottura” e che ha il principale punto di riferimento culturale in Italia proprio nella scuola bolognese di cui Melloni è autorevole esponente”?

  14. Marco S. scrive:

    Sono molto contento del giudizio finale di questo articoletto. Non so se ho contribuito io con un mio intervento proprio in questo blog, nel quale sottolineavo appunto l’assurdità di questo dualismo insito in tutti coloro che fino all’altro ieri richiamavano lo “spirito” ad ogni costo, contro la “lettera”. Infatti, in questo caso, si sa benissimo che lo spirito con il quale il motu proprio è stato scritto è ben altro!
    Sarebbe interessante rileggere tutti i documenti del concilio alla “lettera”: si vedrebbe che la liturgia si deve fare in latino e gli altari devono restare girati!!!

    Un’ultima considerazione contro l’antistoricismo o lo storicismo da quattro soldi di Melloni: il novus ordo di Paolo VI è nato sì dopo vari studi e anche qualche incidente di percorso (come un messale ritirato in meno di dieci anni, e il novus ordo già giunto alla editio tertia in soli 40 anni), ma è pur sempre un messale raffazzonato in poco tempo, con poco interesse dei vescovi e molto consenso dei teologi e liturgisti (Bugnini per questo si meritò forse l’esilio a Teheran?). Mentre mi pare che il messale di san Pio V sia stata una sintesi geniale di 1500 anni di liturgia. Nulla di inventato, nulla di caotico! Ma la storia, quando la gente comune non la sa, si può deciderla anche ideologicamente!

  15. Fra' Diavolo scrive:

    per Alessandro: la teologia della liberazione è un travisamento della fede cattolica tout court, non solo del concilio, e come saprai non è nata in Italia(benchè abbia qualche residuo estimatore) ma in America Latina. Forse è uno dei pochi difetti che mancano a Melloni, fossi in lui ci farei un pensierino…

  16. renato scrive:

    Sapevo dell’ostilità di certi prelati evescovi alla tradizione ,ma adirittura boicottare il MP del papa questo non me lo aspettavo.Spero che il papa prenda provedimenti

  17. don Gianluigi Braga scrive:

    Invito il dott. Melloni a partecipare alla S.Messa tradizionale con spirito di fede, dopo gli risulterà più agevole tacere, evitando di dire e di scrivere baggianate giuridiche, canoniche e liturgiche.

  18. Marcello scrive:

    Purtroppo gente come Melloni e ancor più grave i suoi amici porporati sono ancora troppo influenti nella Chiesa.
    Preghiamo San Pio V che interceda perchè abbiano fine i venti di dottrina che stanno sballottando quà e là la piccola barca del pensiero di molti cristiani. Non dimentichiamo che fu il Papa del Concilio di Trento che ridiede slancio ad una Chiesa provata dallo scisma protestante, minacciata dall’islam che incombeva su tutta l’Europa e con un clero non sempre all’altezza. Le analogie con i nostri tempi sono evidenti. Quel grande Papa incoraggio l’alleanza che trionfò a Lepanto sull’islam, istitui i seminari per una piu robusta formazione del clero e introdusse il messale che il Santo Padre Benedetto XVI ci ha ridonato.
    Inoltre Michele Ghislieri poi Papa Pio V prima del pontificato era un inquisitore, di eretici se ne intendeva bene…
    Lunga vita a Papa Benedetto XVI

  19. Alessandro scrive:

    scrive Fra’ Diavolo: “la teologia della liberazione è un travisamento della fede cattolica tout court, non solo del concilio, e come saprai non è nata in Italia(benchè abbia qualche residuo estimatore) ma in America Latina. Forse è uno dei pochi difetti che mancano a Melloni, fossi in lui ci farei un pensierino”

    America Latina…….ma per caso è quel continente dove viveva un certo Oscar Romero, che poco prima di essere ammazzato fu redarguito pesantemente da Wojtyla perchè poco ligio al “nuovo corso” antimarxista? Attenzione, sta scrivendo queste cose uno che vota AN, non Diliberto. Saluti.

  20. Luca scrive:

    No, non era mons. Romero quello redarguito, era un certo Ernesto Cardenal, tuttora vivo. Diamo a ciascuno il suo e rispettiamo i morti.

  21. Pio scrive:

    Ecco, sono andato a vedere cosa dice il Diritto Canonico:

    Can. 7 – La legge è istituita quando è promulgata.

    Can. 8 – §1. Le leggi ecclesiastiche universali sono promulgate con l’edizione nella gazzetta ufficiale degli Acta Apostolicae Sedis, a meno che in casi particolari non sia stato stabilito un modo diverso di promulgare; ed entrano in vigore soltanto compiuti tre mesi dal giorno apposto al numero degli Acta, a meno che non obblighino immediatamente per la natura delle cose oppure nella stessa legge sia stata stabilita in modo speciale ed espressamente una più breve o una più lunga vacanza.

    Come stà scritto nello stesso Motu Proprio nel suo ultimo articolo:

    Art. 12. La stessa Commissione, oltre alle facolta’ di cui gia’ gode, esercitera’ l’autorita’ della Santa Sede vigilando sulla osservanza e l’applicazione di queste disposizioni.
    Tutto cio’ che da Noi e’ stato stabilito con questa Lettera Apostolica data a modo di Motu proprio, ordiniamo che sia considerato come ‘’stabilito e decretato” e da osservare dal giorno 14 settembre di quest’anno, festa dell’Esaltazione della Santa Croce, nonostante tutto cio’ che possa esservi in contrario”

    Dunque, il Motu Proprio è entrato in vigore il 14 settembre!!!!!!

    Melloni, va a studiare!!!!!!

  22. Federico Catani scrive:

    Sono stanco del ridicolo Melloni e di tutte le sue castronerie. Qualcuno dica all’esimio “professore” che ciò che sostiene non è per nulla cattolico e che gli anni ’60 sono finiti. Possibile che nessuno gli impedisca di diffondere cotanti errori? Eh, purtroppo non ci sono più l’Indice dei libri proibiti e il Sant’Uffizio di una volta!

  23. Charette (François-Athanase de la Contrie) scrive:

    Per Frà Diavolo e Alessandro. Scusate se mi intrometto. Romero cmq è un martire non un dottore della fede, com san Thomas More (Tommaso Moro), che, pur avendo opinioni filosofiche discutibilissime, rimase fedele alla verità e al Papa “usque ad sanguinis effusionem”.
    Bisogna anche aggiungere che in america latina, spesso, l’alternativa è paragonabile a quanto poteva accadere in certe regioni italiane dove si era costretti a scegliere tra mafiosi e comunisti, o nella padella o nella brace sempre strinato finisci.

  24. gruppo di giovani scrive:

    carissimo giornlista,
    le sriviamo non per lasciare un commento all’articolo ma solo per farle notare quello che sta succedendo nella nostra diocesi di Rossano-Cariati in provincia di Cosenza.Nella nostra diocesi stiamo vivendo una situazione alquanto brutta e anomala.Da un anno è arrivato nella nostra diocesi il nuovo vescovo Santo Marcianò, giovane di appena 47 anni e all’inizio a parte la gioia e la novità ci siamo trovati davanti un mostro e un tiranno.le spieghiamo: i suoi incontri sono tutti incentrati sul sesso sull’omossesualità dei suoi preti così dice lui..ma non solo ci ha detto che noi non saremo mai santi se non lo vuole lui(inteso il vescovo)…cosa abbastanza assurda visto che la santità è un dono di Dio così ci hanno insegnato i nostri parroci , i quali sono disperati e pieni di paura.Siamo qui a scrivere a lei, se può aiutarci, possibile che il vaticano non può fare capire che la prima cosa per un vescovo è L’UMILTA’? e che non deve attaccare sempre noi giovani chiamandoci drogati e malati di sesso…non ce la facciamo più inoltre all’ultimo convegno ha detto che il papa ha bisogno di un corso di pastorale biblica perchè non insegna a leggere la bibbia.ASSURDO!!!!! tutto qello che le stiamo scrivendo e verificabile anche sul sito della diocesi dove sono pubblicati tutti i discorsi..non solo da più di anno non abbiamo preti anche se ci sono 5 diaconi che aspettano ma lui dice che non ordina nessuna perchè i preti non servono…oddio chi vuole far parte del suo presbiterio? carissimo giornalista ci creda ci aiuti non siamo preti ma solo giovani che vogliono vivere la loro fede come il grande Giovanni Paolo ci ha insegnato e come il grande Benedetto continua a farlo ma che il nostro vescovo santo non fa, anzi non ci vuole… sriviamo a lei oggi perchè stavamo navigando in internet alla ricerca di materiale per una veglia…speriamo che almeno lei ci aiuta e ci consideri perchè fino adesso nessuno di roma la mai fatto faccia conoscere al mondo chi è questo vescovo che vuole fare carriera e che dice che un giorno diventerà papa per ripristinare CAMPO DEI FIORI!!!!!!!! SPERO CHE ALMENO LEI CI DIA VOCE VISTO CHE ADESSO SIAMO MUTI PER TUTTI. GRAZIE IL GRUPPO DEI GIOVANI DELLA DIOCESI DI ROSSANO CARIATI….

  25. Pio scrive:

    Infatti, Dr. Tornielli, come ho già scritto nel blog di Raffaella, questo giurisdicismo difudo in certi settori della Chiesa in Italia, mi sembra proprio comico se no fosse, come lo è, tragico.
    Come sono attacati alla lettera, alle norme, però che ne siano veramente, in quello che importa, non solo in quello che è del loro interesse, obedendo le normative del romano Pontefice, il quale è “il perpetuo e visibile principio e fondamento dell’unità sia dei vescovi sia della moltitudine dei fedeli”(LUMEN GENTIUM, 23)
    Che la smettano di fare i ridicoli questi “cattolici” attacati alla lettera che si solevano contra il Pontefice e cerchino di seguire le norme del Diritto Canonico, e dei Concili, incluso il Vaticano II, rispetto all’obedienza che dovono, e che tanti hanno promesso esplicitamente, al Papa e anche in quello che si riferisce alla Riforma Liturgica.

    Pio, Brasile

  26. Andrea Tornielli scrive:

    Al “gruppo giovani”: non censuro niente. Ma vi inviterei a precisare meglio ciò che dite. Non voglio che questo spazio sia usato per lanciare accuse anonime contro qualcuno o screditare qualcuno.
    a.t.

  27. Alessandro scrive:

    per Luca: anche Romero ( di Cardenal non so, è possibilissimo) fu legnato per bene da Wojtyla l’anticomunista

    http://ospiti.peacelink.it/romero/romero/04a%20Papa.htm

  28. gruppo di giovani scrive:

    grazie noi non vogliamo screditare nessuno e solo che volevamo far conoscere quello che stiamo vivendo…solo questo..la verità è verificabile…grazie comunque. ci aiuti

  29. Ester scrive:

    Ah, questi cattolici democratici!… Stimano più Togliatti che il Papa. Vergogna!

  30. Syriacus scrive:

    dai pensieri di Pascal:

    § 649

    Contro coloro che abusano dei passi della Scrittura facendosi forti di quelli che sembrano dar ragione ai loro errori.

    Il capitolo dei Vespri, la domenica di Passione, la preghiera per il re.

    Spiegazione di queste parole: «Chi non è con me è contro di me».

    E di queste altre: «Chi non è contro voi è con voi».

    A una persona che dice: «Non sono né a favore né contro», si deve rispondere…

    § 650

    La storia della Chiesa deve essere propriamente chiamata la storia della verità.

  31. Gianpaolo1951 scrive:

    AL GRUPPO DI GIOVANI:
    Ragazzi, se volete contattare in via riservata il Dottor Tornielli – evitando così situazioni imbarazzanti a tutti – è sufficiente che premiate il tasto “contatti” in alto a destra proprio sotto la foto del Dottor Tornielli stesso e vi comparirà direttamente il suo indirizzo di posta elettronica!
    Vi auguro, di cuore, di poter risolvere il vostro problema!

  32. Luca scrive:

    Per Alessandro: non mi pare che quella da lei riferita sia una testimonianza molto precisa. Viceversa è noto come Romero incontrasse difficoltà a farsi obbedire dal clero di sinistra. Cardenal fu rimproverato pubblicamente, coram popolo, da Giovanni Paolo II.

  33. Syriacus scrive:

    Ma scusa, Alessandro: preferiresti un cardinale progressista ultrabigotto ma filomarxista (è possibbale, è possibbale…) o…un cardinale molto più “laico” ma liturgicamente conservatore e filoliberista?

    Sei ateo tout court o “ateo di sinistra”.

    Trovo che il cattolicesimo liberale di destra sia molto più vicino alle istanze laico-libertarie, per certi aspetti, che la “all-in-one solution” vetero-cattocomunista.

    Ma è solo la ia opinione (il cui contenuto epistemico -che come laico agnostico/ateo dovresti essere tenuto a constatare con rispetto, e solo successivamente ad altrettanto rispettosamente contraddire- deriva da *fatti* da me constatati nel corso della mia ‘breve’ vita. )

  34. sac. Paulus scrive:

    Gentile Dottor Tornielli,
    mi complimento con Lei per il blog e la chiarezza dei suoi articoli, precisi, profetici e belli!
    Riguardo il Motu Proprio ci dobbiamo aspettare di tutto… una sola cosa mi lascia perplesso, leggendo la Simbolica Ecclesiale di Mons. B. Forte si legge la definizione di liturgia in questi termini: “è il Cielo che si apre alla terra”, bella, poetica, con il gusto del Mistero riversato nella vita… peccato per la posizione di Forte contro il MP… non poetica, non bella, e soprattutto come con altri Suoi confratelli Vescovi, non esemplare nell’obbedienza al Magistero del Papa!
    Continu icosì, caro Dottore, almeno Lei dica la verità sulla Chiesa… Coraggio!
    d.p.

  35. Luisa scrive:

    CUOCERE A BAGNO MARIA

    Lo scopo della cottura a Bagnomaria è di cuocere nel forno un alimento al calore del l’acqua bollente. la tecnica consista a mettere il contenitore nello quale si trova la preparazione in un altro contenitore più grande riempito d’acqua bollente. Questa cottura si fa principalmente in forno a 180 °c

    Mi sa che a cuocere a bagno maria ,non sia Melloni lui stesso!
    Lo immagino immerso nel calderone del CV II versione liberal-progressista( quella dello spirito conciliare, per intendersi) continuare a mantenere la dovuta temperatura per poter così continuare a riscaldarsi al suo fuoco e poi riservire a noi sempre lo stesso cibo, cibo che a forza di essere riscaldato finisce per diventare insipido e ininteressante perchè prevedibile e scontato.

  36. Silvano T. scrive:

    Sig. Tornielli, continuiamo a farci del male ospitando post satanici come quelli di tal Alessandro, bieco rappresentante del più diabolico dossettismo ispiratore dell’uomo ora a Palazzo Chigi. SE LI CENSURI PASSI PER FASCISTA, SE GLI DAI UN DITO, QUESTI GRAZIOSI ANIMALETTI ORWELLIANI, TI PORTANO VIA TUTTA LA MANO.

  37. gianluca scrive:

    motu di qua, motu di la,
    tutte chiacchiere che hanno come unico risultato quello di allontanare sempre più le persone da Dio,
    che se ne infischia altamente di tutte queste cose,
    ma ci invita “soltanto” ad una conversione del cuore mediante la lettura e la meditazione costante della Sua Parola,
    la Sacra Bibbia, unica fonte di verità.
    A Lui sia la Gloria!!

  38. Syriacus scrive:

    …Già prefiguro un documentario a cura del Melloni irradiato dalle patrie televisioni sei mesi dopo la dipartita (speriamo il più tardi possibile!!) di Papa Benedetto XVI :

    (Rai3, musica martellante e ossessiva in re minore)

    “…Per: La Grande Storia in prima serata: ‘Benedetto XVI, Joseph Ratzinger: un pastore tedesco sulla Cattedra di Pietro.’”

  39. Raffaele Savigni scrive:

    Non condivido il ragionamento un po’ sofistico di Melloni, ma trovo inaccettabili le nostalgie dei tempi dell’inquisizione che manifestano Marcello e Federico.San Pio V sarà stato santo sul piano personale, ma i suoi metodi non erano rispettosi di quei diritti umani che il Vaticano II e gli ultimi pontefici hanno riconosciuto apertamente, chiedendo anche perdono per la repressione violenta del dissenso da parte della Chiesa dell’ancien regime (altra cosa è il diritto innegabile della Chiesa di insegnare ai fedeli a distinguere la verità dall’errore). Se il vescovo calabrese ha detto quel che dicono i giovani (ma andrebbe verificato attentamente) sarebbe da rimuovere lui piuttosto che Tettamanzi!

  40. Syriacus scrive:

    Da Parigi:

    “On the 14th of September, no sign of joy or thanksgiving in the French dioceses and many restrictive commentaries from the bishops. But a surprise in Paris. The courageous parish priest of Saint-Georges took on his own to announce an evening TLM every Thursday. And he started with an unexpected sung mass on the 14th. In his parish, his predecessors had demolished the liturgical choir, burnt all the vestments and got rid of the candlesticks and so on.”

    http://thenewliturgicalmovement.blogspot.com/2007/09/summorum-pontificum-in-paris-france.html

  41. Syriacus scrive:

    “Saturday 22nd of September 2007, Cardinal Castrillon Hoyos was sent by the Pope to ordain five new priests for the Institute of the Good Shepherd in Bordeaux, France.
    The ordination took place in Saint-Eloi, the historical church which had been restored by Father Laguérie, Superior General, at 9:30 AM.
    Cardinal Ricard, President of the French Episcopal Conference of bishops and Archbishop of Bordeaux attended. Cardinal Ricard has been openly criticized by some parish priests for being present in such a ceremony as can be seen on the French TV.”

    http://thenewliturgicalmovement.blogspot.com/2007/09/five-new-priests-for-institute-of-good.html

  42. Syriacus scrive:

    LOURDES:

    “Summorum Pontificum was not yet published but the times when the usus antiquior was nearly banished seem to be over.
    The pilgrimage was spread over five days, and every day three masses have been celebrated in the basilica (which is not the biggest sanctuary but the oldest and I think much more beautiful than the very modern crypt). Low mass at 6:15 AM, sung masses at 9:30 AM and 6:30 PM.
    Many people attended, most of them used to this form, some discovering it.
    Since the motu proprio, the 9:30 mass will be celebrated by the chaplains of the sanctuary every Sunday and day of obligation.
    It is clear that now there is a great welcome from the authorities of the sanctuary: everything to say mass had been prepared in advance in the sacristy.
    To give an idea of the congregation, there were 600 people attending the 9:30 mass on Assumption Day and the crypt of the basilica was full as well for the evening mass.”

    http://thenewliturgicalmovement.blogspot.com/2007/09/france-lourdes-national-pilgrimage.html

  43. Syriacus scrive:

    Dagli Stati Uniti: sei giorni fa, il direttore dell’ufficio liturgico della diocesi di St.Augustine, Florida, ad un incontro di presentazione di Summorum Pontificum, ha affermato -forse fra il serio e il faceto, ma facendo comunque molto scalpore- che “la messa in rito antico è adatta per individui affetti da Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADD , Attention Deficit Disorder : http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_da_deficit_di_attenzione_e_iperattivit%C3%A0)

    http://wdtprs.com/blog/2007/09/public-meeting-in-d-of-st-augustine-on-the-motu-proprio-and-older-mass/#comments

    Il motivo?

    ..Essendo così “tranquilla e contemplativa” , la messa tradizionale non darebbe adito ad ‘iperattività’ nella già ‘attiva partecipazione’ del nuovo rito.

    Insomma, più che Messa Tridentina, Messa …Ritalin.

    (E di fatti, qualcuno ha già pensato a…

    http://bp1.blogger.com/_FHzhz1gm0TM/RvPbVQ4vedI/AAAAAAAAAJ0/jGysQ0PT-BI/s1600-h/add.jpg )

  44. Syriacus scrive:

    Ricevo questa dal Canada:

    ” As a result of the Motu Proprio Toronto now has the TLM every morning of the week. There is a Low Mass at Holy Family parish on Saturdays and weekdays, and a Missa Cantata on Sunday at the nearby parish of Saint Vincent de Paul. I live in a small town in the country, and my parish priest has started to teach some boys how to serve Mass. It seems that the MP has released a ‘silent minority’ from captivity. “

  45. Alberto - Udine scrive:

    Per il “gruppo di giovani”.

    strano che una lettera che dovrebbe denunciare abusi di tal fatta non sia stata soppesata e corretta. E’piena di errori e sembra scritta di getto….BOH!

  46. Syriacus scrive:

    Saint-Eloi : la chiesa dove Castrillon Hoyos ha ordinato 5 nuovi sacerdoti dell’Istituto Buon Pastore (ex-lefebvriani riconciliati) .

    Leggetevi la storia
    http://www.eloi.asso.fr/menu5.asp?nav=1
    di come la chiesa è stata ottenuta, con una estenuante battaglia, dal Comune di Bordeaux (Alain Juppe sindaco) fra gli strali della Curia post-Cardinal Eyt .
    Ora l’Arcivescovo è il moderato (ma non troppo) Ricard, presidente (ancora per non molto) della CEF (Conferenza Episcopale) e membro della Commissione Ecclesia Dei:

    http://www.la-croix.com/article/index.jsp?docId=2294058&rubId=4078

    egli ha ‘assistito in coro’ all’ordinazione dei sacerdoti, attirandosi le critiche di molti ‘suoi’ presbiteri.

    (Fa specie vedere in che stato la Curia locale preferiva tenere la chiesa http://www.eloi.asso.fr/viewphoto.asp?photo=photos/avril2002_02_large.jpg , chiusa e a pezzi, piuttosto che ‘cederla agli integristi’ per la sua naturale destinazione: il culto.
    Oggi
    http://www.eloi.asso.fr/viewphoto.asp?photo=photos/coeur_large.jpg
    , pur nonostante diecimila mugugni del clero locale, l’Istituto di Diritto -nientemeno!- Pontificio Buon Pastore ne fa libero uso in comunione con la Diocesi -è una proverbiale ‘parrocchia personale- e, come potete aver notato dalla documentazione da alcuni fornita sul blog, con un notevole successo. L’Istituto si sta rapidamente diffondendo anche in America Latina.)

    http://www.eloi.asso.fr/index.htm

    http://www.institutdubonpasteur.org/index.php

  47. Syriacus scrive:

    [( Tanto per dare un'idea dell'aria che tirava solo tre anni fa... )

    Communiqué de Presse à propos de l'Eglise Saint-Eloi (27/04/04)

    Lundi 5 juillet, la Mairie de Bordeaux a résilié la convention de mise à disposition de l'église Saint-Eloi à l'Association du même nom... Pour rappel, mardi 27 avril l'Archevêché avait rendu public le communiqué suivant...
    A l'attention des rédactions
    Bordeaux, le mardi 27 avril 2004

    COMMUNIQUÉ

    La cour administrative d'appel vient de confirmer l'annulation de la délibération du conseil municipal (du 28/01/2002) et la décision du maire de Bordeaux de passer convention avec l'association "église Saint-Eloi" pour l'utilisation de cette église. La désaffectation d'une église ne peut être prononcée que par arrêté préfectoral après accord écrit de l'évêque ou par une loi ; il ne peut y avoir de désaffectation de fait. Nous nous réjouissons que les décisions des juges administratifs reconnaissent ces droits fondamentaux de l'affectataire.

    Nous souhaitons que la Mairie de Bordeaux puisse tirer rapidement toutes les conséquences de cette décision de justice.

    Il est important que cette église soit au service de tous les catholiques de ce quartier, en particulier les jeunes des nombreux établissements scolaires.

    Mgr Jean-Claude HERTZOG
    Evêque auxiliaire de Bordeaux

    Mgr Jean-Pierre RICARD
    Archevêque de Bordeaux

    http://catholique-bordeaux.cef.fr/users/site/web/index.php?page=Root&portlet=Document&document_id=358

    (dal sito diocesano di Bordeaux) ]

  48. Syriacus scrive:

    Altra perla:

    http://bordeaux.juppe.free.fr/st-eloi.htm

    L’affaire de l’Eglise St-Eloi

    Quand Juppé aide les intégristes (fascistes, racistes)

  49. Syriacus scrive:

    Guardate in che stato si trovava la chiesa:

    http://www.eloi.asso.fr/menu5.asp?nav=2

    http://www.eloi.asso.fr/menu5.asp?nav=3

    L’averebbero tenuta così, a far la fine delle altre, piuttosto che lasciare che qualche anima pia (“une association catholique intégriste”)vi recitasse il rito antico…

    Molto più importante infatti che “cette église soit au service de tous les catholiques de ce quartier”, no?

    ——————-

    Quando le cose non erano ancora legalmente chiare, ecco che si scriveva:

    21.12.02 – France : L’église est rendue au diocèse.

    Le tribunal administratif de Bordeaux a annulé une délibération du Conseil municipal de janvier dernier, qui mettait une église de la ville, l’église Saint Eloi, à la disposition d’une association catholique intégriste.

    En effet, depuis le 22 septembre dernier, la mairie de Bordeaux, propriétaire de cette église, l’avait remise à la Fraternité Saint-Pie X, dirigée par l’abbé Philippe Laguérie, disciple de feu Mgr Lefebvre, arguant du fait que cette église n’était pas régulièrement ouverte au culte.

    Sans tenir compte des dispositions légales françaises qui prévoient qu’une église ne peut être désaffectée et retirée de la gestion du diocèse “affectataire”, le maire de Bordeaux, Alain Juppé, avait donné suite aux demandes de la Fraternité Saint Pie X et, à la suite d’importants travaux de nettoyage, l’église Saint-Eloi l’accueille désormais tous les jours pour des messes en latin, selon le rite grégorien.

    L’archevêque de Bordeaux, qui est aussi président de la Conférence des évêques de France, Mgr Jean-Pierre Ricard et Gilles Savary, député européen, ont saisi le tribunal administratif en contestant la légalité de l’affectation de l’église Saint-Eloi sur la base de la loi de décembre 1905 consacrant la séparation de l’Eglise et de l’Etat.

    Or le conseil municipal de Bordeaux avait pris cette décision sans que l’église ait fait l’objet d’un arrêté préfectoral de désaffectation, que devait accepter au préalable par écrit l’évêché de Bordeaux, comme l’exige la loi de 1905. L’évêché était donc toujours “l’affectataire” de cette église, selon les avocats de Mgr Ricard et de Gilles Savary.

    Le commissaire du gouvernement avait confirmé cette analyse à l’audience le 10 décembre dernier, estimant que “cette convention ne reposait sur aucune disposition légale en vigueur”. Le tribunal administratif a donc suivi ces conclusions: il a annulé la délibération et a par ailleurs condamné la mairie à verser 800 euros à Mgr Ricard au titre des frais de justice. Le député-maire de Bordeaux Alain Juppé a précisé qu’il n’avait pas l’intention de faire appel de cette décision “attendue” et “dont les conséquences juridiques vont être étudiées”.

    Gilles Savary a pour sa part estimé que “cette décision sage et heureuse” et que le maire de Bordeaux “Alain Juppé l’avait fait pour faire un clin d’oeil à l’extrême droite. Soit il reprend les clés et prend acte de la décision en républicain, soit il trouve le moyen de s’atermoyer, et ce serait choquant par rapport à tous les occupants illégaux que l’on déloge manu militari”, a-t-il dit.

    “Nous nous réjouissons que la décision du tribunal administratif reconnaisse les droits de l’affectataire. Nous souhaitons que la mairie de Bordeaux puisse nous restituer l’usage de cette église paroissiale prochainement”, a déclaré l’archevêque dans un communiqué. “Nous espérons que toutes les parties concernées par cette affaire mettront tout en oeuvre pour que soit assuré le respect de la loi.” (source : cef)

  50. Imerio scrive:

    Già altri, prima di me, hanno opportunamente citato i Canoni pertinenti al caso, altresì rimarcando la (certamente voluta) confusione operata da Melloni fra le procedure richieste, in ordine all’efficacia delle norme di carattere “primario”, dal diritto positivo italiano e quelle (assolutamente non coincidenti) previste dal Diritto Canonico.

    A questo punto, mi sorge spontanea una domanda: posto che la qualità di un quotidiano si valuta direttamente in ragione della qualità (anche tecnica) delle notizie e delle opinioni che riporta, come è mai possibile che giungano sino alla pubblicazione delle asinerie che sarebbe in grado di ravvisare per tali, addirittura uno studente di giurisprudenza del secondo anno?

    D’accordo la faziosità, ma, oltre certi limiti, riterrei che si scada davvero nel ridicolo …

  51. Syriacus scrive:

    A differenza della CEI, la Conferenza Episcopale Tedesca sta per rilasciare un documento (questione di giorni, alla Plenaria autunnale di fine settembre, a Fulda) in cui verranno stabilite “linee guida” per una applicazione ‘in salsa germanica’ del (già chiarissimo) Summorum Pontificum (ironicamente, promulgato da tedesco!); il ‘laconico’ documento (staremo a vedere) dovrebbe articolarsi in
    “DIECI piccole condizioni/norme” :

    Maßgaben zur lateinischen Messe

    Folgt man der Tagesordnung für die Herbst-Vollversammlung. Wollen sich die Bischöfe in Fulda unter anderem auch mit der Dritten Ökumenischen Versammlung (EÖV3) Anfang September im rumänischen Sibiu und mit den Strukturveränderungen in den deutschen Bistümern befassen. Zudem wird es um den am 14. September in Kraft getretenen Erlass Benedikt XVI. gehen, nach dem die alte lateinische Messform in der Fassung von 1962 als “außerordentliche Ausdrucksform” des römischen Ritus wieder mehr gefeiert werden darf. Zuvor war das lediglich in Ausnahmefällen möglich.

    Die Bischöfe wollen nun in Fulda Leitlinien zur Umsetzung des Erlasses beschließen. Die Rede ist von “zehn kleinen Maßgaben”. Dem Vernehmen nach soll etwa die Vorgabe gemacht werden, dass Gottesdienste in der gängigen Form, also nach dem Messbuch von 1970, nicht zu Gunsten von Gottesdiensten nach dem alten Ritus ausfallen dürfen.

    http://www.domradio.com/Default.asp?ID=34257&

  52. Caterina scrive:

    Arriva a smentire il Melloni, l’atto compiuto dal card. Castrillon sia con la Messa Pontificale a Loreto con il VO sia questa notizia:

    Il Card. Castrillon consacra 5 nuovi preti con il rito san Pio V
    ^___^

    Cardinal Dario Castrillon-Hoyos, Pope Benedict XVI’s envoy, consecrates one out of five new priests in a tradition dating back to Pius X, 22 September 2007 in Bordeaux, southwestern France.

    per le foto:

    http://img206.imageshack.us/img206/3492/afp0354958jc2.jpg
    http://img206.imageshack.us/img206/3228/afp0354946ev7.jpg
    http://img223.imageshack.us/img223/1416/afp0354955li3.jpg

    ^___^

    Suggerisco al sig. Melloni che la Chiesa NON ha i nostri “tempi”….ma quando una documento del Magistero Pontificio come un MP viene reso pubblico, esso diventa NORMA e non importa quanto tempo ci metterà per essere realizzato, l’importante è che sia stato emesso….

    Una prova è il MP dedicato alla situazione della Basilica di Assisi….Primo atto di Benedetto XVI appena eletto, anche all’epoca ricordo i commenti ^___^ si diceva che il Papa avesse tolto, con quel MP, LA LIBERTA’ DELLO SPIRITO DI ASSISI….
    Ci fu un vero accanimento proveniente da chi? Ma sempre da “loro” i CATTO-REGRESSISTI….(termine usato da don Alfredo Morselli che spiega come il PROGRESSISTA-cattolico- non faccia altro che far regredire la Chiesa credendo di farla progredire con le sue idee moderniste, di conseguenza un cattolico-progressista in verità è un regressista!!)….

    Il Papa così, recandosi ad Assisi, ricevette un interessante resoconto per mano del vescovo…e ancora il Papa il suo discorso al clero ed alle Congregazioni di Assisi, ritornò a ribadire le motivazioni del suo MP alla luce di una crescente unità nella Chiesa, richiamando l’attenzione sul san Francesco OBBEDIENTE AL SUO VESCOVO….e il suo vescovo (divenuto infatti santo) obbediente a sua volta al Papa….

    Infine il sig. Melloni dovrebbe comprendere che il continuare a relegare l’uso del MP sulla Messa di san Pio V ESCLUSIVAMENTE verso il mondo tradizionalista, è un enorme INGANNO ai lettori….
    Rammento a lui che il mantenimento di una certa sacra Tradizione è opera anche di MOLTISSIMI cattolici che non sono andati con i Lefebvriani….e che nella sofferta quotidianità HANNO DOVUTO SUBIRE gli abusi liturgici descritti dal Papa, ma non hanno mai perso la speranza che prima o poi tutto questo sarebbe stato DENUNCIATO UFFICIALMENTE invocando per la Chiesa NON un ritorno al passato, al contrario, FAR ENTRARE IL PASSATO DELLA CHIESA NEL SUO PRESENTE, PROIETTATO VERSO IL FUTURO…..

    E per carità cristiana, non commenterò la rottura provocata dalla “scuola bolognese” e non comprenderò mai perchè il grande card. Biffi non abbia messo un freno a suo tempo prima che QUELLE DOTTRINE CONTRARIE ALLA CHIESA DI SEMPRE avessero avuto tutto il tempo per seminare l’errore E L’ORRORE….

    Fraternamente CaterinaLD

  53. Vito scrive:

    CARO GRUPPO DI GIOVANI di Rossano,
    ho dato un’occhiata al sito della diocesi di Rossano e vi confesso che non ho percepito l’aria allarmante di cui riferite. Piuttosto si avverte un certo rigore nel dire “si si”, “no no”. Ma il rigore (http://www.homolaicus.com/linguaggi/sinonimi/hypertext/1293.htm), a differenza della severità (http://www.homolaicus.com/linguaggi/sinonimi/hypertext/1387.htm) non è segno di ottusità bensì di amore consapevole e previdente. Poichè sicuramente avete le vostre ragioni e non voglio sottovalutare la vostra lamentela, vi sarei grato se poteste segnalare con link specifici ciò che può comprovare il vostro malcontento, perchè sicuramente mi sfugge. Vi ringrazio e spero di poterci essere di aiuto vicendevole.

  54. Syriacus scrive:

    L’Arcivescovo di Saint Louis, Mons.Burke (un astro sempre più fulgido del cattolicesimo americano, molto amico -assieme al Card. Antonelli- dell’Istituto Cristo Re di Gricigliano, FI) , ha da tempo capito che i fedeli ‘legati/vicini alla tradizione’ sono una ricchezza per la Chiesa, e non una palla al piede o peggio…

    Quindi, guardate cosa ha organizzato:

    September 21, 2007

    Archdiocesan priests attend meeting on Latin Mass rules

    http://stlouisreview.com/article.php?id=13741

    Priests of the archdiocese interested in celebrating the traditional Latin Mass attended a meeting last week to learn more about what is needed to offer it in their parishes.

    Archbishop Raymond L. Burke and Father Karl W. Lenhardt, rector of St. Francis de Sales Oratory in South St. Louis, met with some 30 priests to discuss the papal norms of Pope Benedict XVI’s apostolic letter, “Summorum Pontificum,” which went into effect Sept. 14.

    ———-

    Inutile dire che la sorprendente (stando agli standard ecclesiali correnti dell’Europa Occidentale) apertura d’idee del Pastore del Minnesota (ma con un rispettabilissimo passato romano) sta dando enormi frutti.

    Il Seminario Cardinal Glennon http://www.kenrick.edu/ , che serve la Arcidiocesi di Saint-Louis e molto Mid-West, ha avuto un incredibile aumento di iscrizioni al primo anno in …un anno.

    “Seminary Enrollment Sees Dramatic Increase

    Seminarians Attend Daily Mass in St. Joseph’s ChapelWhen classes began on the morning of August 27, Kenrick-Glennon Seminary officially welcomed 112 seminarians for the start of the 2007-2008 Academic Year. Up from 75 seminarians at the close of the 2006-2007 Academic Year, the 112 seminarians represent a fifty percent increase in enrollment from the total enrollment of spring 2007.”

    http://www.kenrick.edu/events/2007/09-enrollment/index.html

    Ebbene: super-aggiornato, il seminario?

    …Certo! A domeniche alterne la Messa sarà in usus antiquor, e ai seminaristi verrà da quest’anno insegnato a celebrarlo.

    Non dico che il Missale tradizionale sarà la “panacea” ma, come ha detto il vescovo del ‘progressivo’ Vermont, Mons. Matano -fino a quel momento una specie di Nogaro, quanto a concessioni- alla predica per la Messa dell’Assunta in rito antico, quasi incredulo davanti ad una cattedrale affollatta:

    “If this is what it takes to fill all the churches, so be it.”

    [Sempre dall'America, la -già lungamente rodata- pacifica conviveza dei due usi in una stessa parrocchia: http://www.zenit.org/article-20495?l=english ]

  55. Caterina scrive:

    Al sig. Alessandro suggerisco, sulla TdL di leggersi dalle parole di Benedetto XVI, allora card. Ratzinger….le motivazioni della CONDANNA e i suoi pericoli, la sua devastazione…

    Joseph Ratzinger spiega i pericoli della Teologia della Liberazione

    CAPITOLO DODICESIMO

    UNA CERTA “LIBERAZIONE”

    Aggiungiamo, che, durante il nostro colloquio, il Cardinale è più volte tornato su un aspetto dimenticato in molti commenti:

    “La teologia della liberazione, nelle sue forme che si rifanno al marxismo, non è affatto un prodotto autoctono, indigeno, dell’America Latina o di altre zone sottosviluppate, dove sarebbe nata e sarebbe cresciuta quasi spontaneamente, per opera del popolo. Si tratta in realtà, almeno all’origine, di una creazione di intellettuali; e di intellettuali nati o formati nell’Occidente opulento: europei sono i teologi che l’hanno iniziata, europei – o allevati nelle università europee – sono i teologi che la fanno crescere in Sud America. Dietro lo spagnolo o il portoghese di quella predicazione si intravvede in realtà il tedesco, il francese, l’anglo-americano”.

    Dunque, per lui anche la teologia della liberazione farebbe parte “della esportazione verso il Terzo Mondo di miti e utopie elaborate nell’Occidente sviluppato. Quasi un tentativo di esperimentare in concreto ideologie pensate in laboratorio da teorici europei. Per qualche aspetto, pertanto, è ancora una forma di imperialismo culturale, seppur presentato come la creazione spontanea delle masse diseredate. È poi tutto da verificare che influsso reale abbiano davvero sul ” popolo ” i teologi che dicono di rappresentarlo, di dargli voce”.

    Osserva, continuando su questa linea:

    “In Occidente il mito marxista ha perso fascino tra i giovani e tra gli stessi lavoratori; si tenta allora di esportarlo nel Terzo Mondo da parte di intellettuali che vivono però al di fuori dei Paesi dominati dal Il socialismo reale “. Infatti, solo dove il marxismo leninismo non è al potere c’è ancora qualcuno che prende sul serio le sue illusorie ” verità scientifiche “”.

    Segnala ancora che “paradossalmente – ma non troppo – la fede sembra essere più al sicuro all’Est, dove è ufficialmente perseguitata. Sul piano dottrinale non abbiamo quasi alcun problema con il cattolicesimo di quelle zone. Il fatto è che, là, per i cristiani non c’è certo il pericolo di convertirsi alle posizioni di una ideologia imposta con la forza: la gente sconta ogni giorno sulla sua pelle la tragedia di una società che ha tentato sì una liberazione, ma da Dio. Anzi, in alcuni Paesi dell’Est, sembra emergere l’idea di una ” teologia della liberazione”, ma come liberazione dal marxismo. Il che non significa certo che guardino con simpatia alle ideologie e al costume prevalenti in Occidente”.
    Mi ricorda che “il cardinale primate di Polonia, Stefan Wyszynski, metteva in guardia dall’edonismo e dal permissivismo occidentali non meno che dall’oppressione marxista. Alfred Bengsch, cardinale di Berlino, mi diceva un giorno di vedere un pericolo più grave per la fede nel consumismo occidentale e in una teologia contaminata da questo atteggiamento che non nel comunismo marxista”.

    Ratzinger non teme di riconoscere :

    “il marchio del satanico nel mondo con cui in Occidente si sfrutta il mercato della pornografia e della droga”. “Sì – dice – c’è qualcosa di diabolico nella freddezza perversa con cui, in nome del denaro, si corrompe l’uomo approfittando della sua debolezza, della sua possibilità di essere tentato e vinto. È infernale la cultura dell’Occidente, quando persuade la gente che il solo scopo della vita sono il piacere e l’interesse privato”.

    continua…qui
    http://utenti.lycos.it/Armeria/Rap_fede_index.htm

    Fraternamente CaterinaLD

  56. Syriacus scrive:

    Piccola nota per le Eccellenze italiane: ieri, alla Messa in uso-extraordinario-dello-stesso-rito-romano a San Carlo, Genova, vi è stato un incremento del 100% pulito rispetto a…la domenica precedente. (Dalla venticinquina alla cinquantina: molti giovani; tutti con una palese -anche se la Messa è largamente cantata dalla schola- ‘actuosissima participatio’ . E vi giuro che non erano ‘lefebvriani’…)

    Evidentemente, ‘la voce si diffonde’ e, parafrasando quanto Humphrey Bogart, nei panni del giornalista idealista Ed Hutchinson, pronunciava nel film “L’ultima minaccia”…

    “E’ il Kairos della Tradizione, Eccellenza,
    e tu non puoi farci niente. …Niente!”

    [Tengo a precisare che la Chisa di San Carlo è vicina alla immoralmente mitica Via del Campo cantata dal De Andrè. Immigrati da ogni dove ovunque, vestiti nei modi più disparati e consumanti i cibi più diversi.

    Dopo la Messa, inutile dire, sono andato con mia madre da un Kebab, e ci siamo comprati di tutto, anche i "dolcetti del Ramadan" (molto simili a quelli che fa una parentre pugliese) ...

    Come la mettiamo, Mons. Nogaro?

    (Beh, avevo appena ascoltato nel Vangelo "Díliges próximum tuum, sicut teípsum." ...Ma forse per Loro è più importante la schitarrata vernacolare con la bandiera della PACE sulla mensa, no?...) ]

  57. Marcello scrive:

    Rispondo con gentile fermezza al Sig. Raffaele Savigni,

    Nessuna nostalgia per la violenza della inquisizione cinquecentesca che è ancora da dimostrare se fu come ci hanno insegnato certi insegnanti influenzati da certa storiografia che ha sicuramente esagerato ed esasperato alcune cose. Sono certo che San Pio V sia santo in modo pieno senza ombra alcuna.
    Comunque non si può guardare al XVI secolo con lo sguardo e la mentalità di oggi.
    Nel mio intervento ho voluto mettere in evidenza delle similitudini fra quel periodo storico e i nostri giorni: crisi del clero, minaccia islamica, autentiche deviazioni dalla Dottrina Cattolica da parte di teologi e chierici.
    Dobbiamo riappropriarci della nostra autentica storia identità e cultura attraverso il solo pensiero forte che esista, la nostra fede cattolica.
    Purtroppo in nome del dialogo e delle aperture al mondo si è troppe volte sacrificata la verità e la prima forma di carità che consiste nell’ annunciare Cristo a tutti gli uomini a prescindere dalle loro originarie appartenenze religiose e convertirli senza forzature e violenze ma con la forza della verità alla fede cattolica, la sola vera fede.

  58. Vincenzo scrive:

    …a “bagnomaria”, caso mai, i tanti seguaci del mellonismo dossettiano, vorrebbero farci restare noi, Cattolici ancorati alla Tradizione. Questo è quanto Il resto, è solo stornelli e tarantelle, per fare chiasso e sollevare polveroni, col quale e nei quali, annegare il Motu Proprio del 7 7 07. Certo, se nel leggere i due lemmi …”ancorati” e “Tradizione”, qualcuno dei partecipanti a questo Blog, storce il naso, allora non vedo perchè si ostini a frequentare questi …bassifondi… invece di andare tranquillo, nelle luminose pianure del buonismo relativistico, quello illuminato e riscaldato dal grande Sol dell’Avvenire… . NON PREVALEBUNT. Vincenzo.

  59. Alberto - Udine scrive:

    Per Silvano T.

    (…)Sig. Tornielli, continuiamo a farci del male ospitando post satanici come quelli di tal Alessandro, bieco rappresentante del più diabolico dossettismo ispiratore dell’uomo ora a Palazzo Chigi. SE LI CENSURI PASSI PER FASCISTA, SE GLI DAI UN DITO, QUESTI GRAZIOSI ANIMALETTI ORWELLIANI, TI PORTANO VIA TUTTA LA MANO.(…)

    Silvano – abbi pazienza – ma vuoi che stiamo qui a darci ragione a vicenda, a incensarci vicendevolmente o vogliamo anche costruire una sorta di dialogo con chi non la pensa come noi?? E poi sti dossettiani cosa sono? Il demonio??

    Scusa ma…i toni apocalittici li trovo un pò patetici…
    LOL stra LOL

  60. sac. Paulus scrive:

    Però… tutto questo fermento opposizionista al MP dovrebbe sollecitare la nostra invocazione allo Spirito Santo affinchè illumini le menti dei Pastori. Veni Sancte Spiritus!
    E poi pensiamo alle nomine di nuovi Vescovi in sedi importanti nei prossimi anni: Torino (marzo 2008 – 75 anni), Milano l’anno successivo… c’è da tremare se si pensa che per Torino fanno un nome di un presule che non sai bene dove stia… dopo l’episcopato di Saldarini che aveva permesso la Messa tridentina alla Misericordia, sono iniziati tempi bui… Veni, Sancte Spiritus!

  61. Grisostomo scrive:

    Cari amici, leggendo i vostri commenti e soprattutto quello di sac. Paulus mi è venuta una grande gioia e speranza: lo Spirito Santo già soffia e sicuramente farà quello che promette:

    Lava quod est sordidum,
    riga quod est aridum,
    sana quod est saucium.

    Flecte quod est rigidum,
    fove quod est frigidum,
    rege quod est devium.

    (e farà rinsavire i cattocompagni)

  62. emerenziano scrive:

    Da cattolico non “adulto” (a dispetto della mia età, che è quella di un pensionato), sto con il Papa,ringraziando il Signore per avercelo dato. Che la Sua parola e il Suo insegnamento siano accolti e messi in pratica da tutti!Umanamente trovo disdicevoli (per non dire di peggio) le resistenze dei cosiddetti progressisti, prelati o laici che siano (cattocomunisti),i quali sembrano più attenti a non urtarsi con marxisti e atei sinistri di ogni genere (desiderosi invece, questi ultimi, solo di distruggere la Chiesa). Cristianamente d’ora in poi pregherò di più perché si spoglino della loro diabolica superbia e si convertano autenticamente. Viva Benedetto XVI!
    P.S.: accanto ai ribelli palesi come i vari don Sante Sguotti, ci sono anche gli atteggiamenti “di fronda”, più anonimi ma non meno dannosi. Un esempio: in parrocchie del mio territorio ogni anno viene sistematicamente ignorata la Festa della Divina Misericordia (prima domenica dopo Pasqua, in albis). Nemmeno una parola su di essa! Eppure è prescritta dalla Congregazione della Fede.Quanto bene non viene fatto a causa di questa gravissima omissione?

  63. Alessandro scrive:

    scrive Emerenziano:

    “Da cattolico non “adulto” (a dispetto della mia età, che è quella di un pensionato), sto con il Papa,ringraziando il Signore per avercelo dato. Che la Sua parola e il Suo insegnamento siano accolti e messi in pratica da tutti!Umanamente trovo disdicevoli (per non dire di peggio) le resistenze dei cosiddetti progressisti, prelati o laici che siano (cattocomunisti),i quali sembrano più attenti a non urtarsi con marxisti e atei sinistri di ogni genere (desiderosi invece, questi ultimi, solo di distruggere la Chiesa). Cristianamente d’ora in poi pregherò di più perché si spoglino della loro diabolica superbia e si convertano autenticamente. Viva Benedetto XVI!”

    strano, io sono un progressista di destra che vota Alleanza Nazionale. Sono anche ateo e qualche volta anticlericale, dato che considero i miliardi di euro che la Chiesa drena ogni anno dallo Stato impiegabili in modo certo più utile alla collettività. Scandalo? Non credo, a parte una certa pubblicistica d’accatto che vuole la Destra legata alla tradizione cattolica italiana ( il vecchio Dio Patria etc.) siamo in molti a cercare le nostre radici socialiste, liberali, mazziniane e risorgimentali. Che ne dici, Emerenziano, ti sei convinto che tutti gli Atei non sono marxisti?

  64. Charette (François-Athanase de la Contrie) scrive:

    “Non credo, a parte una certa pubblicistica d’accatto che vuole la Destra legata alla tradizione cattolica italiana ( il vecchio Dio Patria etc.) siamo in molti a cercare le nostre radici socialiste, liberali, mazziniane e risorgimentali. Che ne dici, Emerenziano, ti sei convinto che tutti gli Atei non sono marxisti?”

    Possono essere però massoni, forse è questo il caso che la riguarda.

  65. Alessandro scrive:

    “Possono essere però massoni, forse è questo il caso che la riguarda”

    mah in Italia tutti i massoni sono cattolici, massoni atei non ne ho mai visto nessuno

  66. Alessandro scrive:

    post n. 36 di Silvano: ” Sig. Tornielli, continuiamo a farci del male ospitando post satanici come quelli di tal Alessandro, bieco rappresentante del più diabolico dossettismo ispiratore dell’uomo ora a Palazzo Chigi. SE LI CENSURI PASSI PER FASCISTA, SE GLI DAI UN DITO, QUESTI GRAZIOSI ANIMALETTI ORWELLIANI, TI PORTANO VIA TUTTA LA MANO”

    veramente sig. Silvano T. per tutta la vita hanno dato a me del fascista, quindi se il caro padrone di casa Tornielli mi censurasse non potrei nemmeno rivolgergli il caustico appellativo, perchè nel farlo mi verrebbe da ridere. Scherzi a parte, credo che un post come il suo più che far bene alla vostra Causa faccia solo danni: questa modalità descrittiva apocalittica, integralista, paraocchiesca di colpire il dissidente – che diventa nemico di Iddio – fa sì sorridere, ma è anche purtroppo oltremodo preoccupante perchè ci fa capire quanto pericolosa può essere una persona come lei se raggiungesse un posto di potere. Ma è convinto veramente che io sia l’autore di post satanici? La prego, receda dalle sue idee, lo faccia per amor proprio, non per il sottoscritto.

  67. Syriacus scrive:

    “Non credo, a parte una certa pubblicistica d’accatto che vuole la Destra legata alla tradizione cattolica italiana ( il vecchio Dio Patria etc.) siamo in molti a cercare le nostre radici socialiste, liberali, mazziniane e risorgimentali. Che ne dici, Emerenziano, ti sei convinto che tutti gli Atei non sono marxisti?”

    Beh, io ho un’amica toscana assolutamente atea (e anche nelle scelte morali totalmente non in linea con il megistero cattolico: si ‘giustifica’ proclamandosi ‘esistenzialista camusiana’) . Non so quanto cerchi -pur istruita- “le radici socialiste, liberali, mazziniane e risorgimentali” ; so di certo che vota AN e ha il ritratto del Duce in bella mostra in camera, come se fosse la Madonna della seggiola…

  68. Charette (François-Athanase de la Contrie) scrive:

    “mah in Italia tutti i massoni sono cattolici, massoni atei non ne ho mai visto nessuno”

    Ci potrebbe sempre essere l’eccezione che coferma la regola.
    Concordo che in Italia la Massoneria ha avuto, storicamente, nella maggioranza dei suoi affiliati posizioni deistiche, ma, oggi, mi sembra non sia più così.
    Le accordo comunque la buona fede in ciò che (non) dichiara di sè.
    Saluti

  69. Syriacus scrive:

    Ah, ho anche un’alta amica che vota AN ed è cattolica. Ma una volta parlandoci non si capacitava di come io fossi “contro le donne prete”.

    Il mondo è bello perchè è vario, no?

  70. renato scrive:

    Scusate ma , Dott. Tornielli, a lei risulta che un atto del papa deve essere pubblicato negli Acta Apostolicae Sedis per essere operativo?

    Se così è non capisco perchè voi utenti del blog ve la prendete con melloni, nel senso in questo caso ha detto solo una verità(anche se ne è compiaciuto).Se così è Melloni c’entra ben poco , sono i prelati del vaticano che cercano boicottare il Mp del papa.Sono loro le pecore nere.

  71. Andrea Tornielli scrive:

    Il Motu proprio è già operativo dal 14 settembre.

  72. Giovanni Mandis scrive:

    Alessandro da buon ateo non dovresti disinterassarti delle cose di Dio e interessarti delle tue non credenze? sarebbe come se io dicessi che volessi degli atei fatti in un modo piuttosto che in un altro.(io al massimo preferirei che non ci fossero atei!)
    Quanto ai soldi che la Chiesa “drena” allo Stato, faccio presente che i soldi NON sono dello Stato ma di NUMEROSI CITTADINI, cioè esseri umani, cioè persone e non sudditi dello Stato, i quali in piena libertà decidono di darli alla Chiesa, in virtù di un accordo legittimo tra la Repubblica Italiana e la Chiesa Cattolica.

  73. Silvano T. scrive:

    Egr. Alessandro, mi auguro che anche lei non ricopra alcuna posizione di potere. Dio ce ne scampi da gusci vuoti atei. Votare il partito del “vuoto incartato” ( così Craxi definì Fini ) non da diritto al passaporto per l’intelligenza. Se ne faccia una ragione leggendo il bellissimo libro del suo omonimo Giuli, Il passo delle oche, Einaudi

  74. Antoine scrive:

    Reverendo sig. Alessandro (posso dire così?), lei sembra non conoscere la storia lunga dell’8xmille, né sarò io a spiegargliela. Le basterà risalire a Cavour, Garibaldi (!), Porta Pia, le Guarentigie e le diverse versioni del Concordato fra il Vaticano e il cosiddetto “Stato Italiano”, in realtà i sovrani di Casa Savoia e i loro epigoni repubblicani, tutti alla pari come “onesti” gestori del potere temporale e solerti garanti dei propri futuri destini. Lei impugna una legge dello Stato, ma non pensa minimamente di essere nel torto (fuorilegge). Eppure è semplice: fondi un partito, si faccia eleggere da una maggioranza e, in Parlamento, affronti coraggiosamente questo problema. Noi cattolici ne abbiamo le tasche piene di questa storia. Crede davvero che la Chiesa italiana non possa sopravvivere senza tale sovvenzione?, che “tale” non è, perché lo Stato italiano non fa che restituire “a gocce” quanto ha “rubato” in blocco nell’800 risorgimentale, per assicurarsi la faccia onesta di fronte al mondo, ma, credo, più ancora la pace eterna. Se vuole rimestare questi argomenti ammuffiti, si scelga un altro blog, dove sarà sempre il benvenuto a “ragliare in famiglia”. Qui è un’altra famiglia e, se è vero che i panni sporchi si lavano in famiglia”, non è elegante, da parte sua, venire a sporcarceli di nuovo col suo fango.

  75. Alessandro scrive:

    scrive Giovanni Mandis: “Alessandro da buon ateo non dovresti disinterassarti delle cose di Dio e interessarti delle tue non credenze? sarebbe come se io dicessi che volessi degli atei fatti in un modo piuttosto che in un altro.(io al massimo preferirei che non ci fossero atei!)
    Quanto ai soldi che la Chiesa “drena” allo Stato, faccio presente che i soldi NON sono dello Stato ma di NUMEROSI CITTADINI, cioè esseri umani, cioè persone e non sudditi dello Stato, i quali in piena libertà decidono di darli alla Chiesa, in virtù di un accordo legittimo tra la Repubblica Italiana e la Chiesa Cattolica”

    Mah mah caro Mandis, a leggere questi tipi di post ingenui e innocentisti mi convinco ancora di più che lotta per la laicità deve proseguire sempre con più vigore. Ma cosa vuol dire che non sono dello Stato? Lei parla solo della sciagurata normativa dell’ 8×1000, e tutti gli altri miliardi che escono da leggi, leggine, decreti, sconti fiscali e bla bla bla? Pensi che una volta scorrendo la Gazzetta Ufficiale trovai seminascosto un decreto ministeriale di Urbani che concedeva finanziamenti alle sale cinematografiche che avessero messo in cartellone almeno il 10% di films a contenuto religioso. Vergogna, vergogna, vergogna. Non ho una grande opinione degli USA ma almeno in quel paese le chiese stanno sul mercato e non si fanno finanziare dallo Stato. Lei è un ingenuo dunque a fare simili affermazioni, oppure è male informato.

  76. Syriacus scrive:

    L’Arcivescovo di Milwakee, Chicken Little [sic!], e il Motu Proprio… :

    http://wdtprs.com/blog/2007/09/archbp-dolan-reacts-to-motu-proprio-and-cdf-statement-in-his-ineffable-way/

  77. Syriacus scrive:

    Sassari, messa in latino solo “ad experimentum”

    Messa serale in latino ieri nella chiesa del Rosario di Sassari, celebrata dal rettore don Desole. Il vescovo Paolo Atzei l’ha autorizzata in via sperimentale.

    Tutti per fede, parecchi anche per curiosità. La messa serale in latino riempie la chiesa del Rosario di Sassari. Fedeli della parrocchia e non solo. Un ritorno sperimentale alla celebrazione secondo l’uso antico, ad experimentum come ha sottolineato il vescovo Paolo Atzei nel suo decreto di applicazione del motu proprio di Benedetto XVI che semplifica il ricorso al messale di Giovanni XXIII che, nel 1962, rielaborò quello di San Pio V che stabiliva le prescrizioni liturgiche in base a quanto dettato dal Concilio di Trento. Al Rosario era dal 1970 che non si diceva messa in latino. Dopo 37 anni, il rettore, Pietro Desole, lo ripropone in una sorta di ritorno alle origini. Ordinato sacerdote nel ’64, ha usato il messale di Papa Giovanni fino all’entrata in vigore di quello pubblicato in latino da Paolo VI nel ’69 e introdotto l’anno seguente nella sua traduzione in italiano. «Questa è la prima domenica e non sappiamo quale reale interesse susciterà tra i fedeli. Probabile che alcuni vengano spinti dalla curiosità che da sola non legittima il ricorso a questa liturgia», osserva don Desole prima dell’inizio della messa. «Contrariamente a quanto è stato detto, nel rito tridentino, e nel suo aggiornamento del Beato Giovanni XXIII, il sacerdote non dà le spalle ai fedeli ma celebra rivolto ad oriente, cioè verso la luce di Dio», precisa Pierangelo Muroni, direttore dell’Ufficio liturgico della diocesi.

    RITORNO ALLA TRADIZIONE. All’ingresso del Rosario i fedeli confessano il “peccato” di curiosità ma confermano il proprio attaccamento alla messa in volgare. Per alcuni significa recuperare la memoria, rivivere la fede con parole interiorizzate nell’infanzia. Così per Gavino Sanna, 73 anni, pensionato ed ex insegnate di greco e latino al liceo “Azuni”. Che approva, però, incondizionatamente la scelta del Pontefice di agevolare il ritorno alla tradizione. «Non sono d’accordo con chi dice che il latino allontana il popolo visto che dall’introduzione del messale di Paolo VI ad oggi c’è stata una costante flessione di presenze nelle chiese. La sacralità si esprime anche attraverso i simboli che, a loro volta, nel tempo si consolidano nella capacità di significare». Per Sandra Noce, invece, questa è la prima volta. «Non ho conosciuto il rito precedente e quindi mi interessa scoprirlo. Ritengo però che la partecipazione sia agevolata dall’uso dell’italiano». Tesi confermata da don Muroni. «Uno degli obiettivi della riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II era la partecipazione attiva, fruttuosa, coscienziosa. A questo risultato mira il messale di Paolo VI che apre ampi spazi al popolo di Dio con una celebrazione che è un dialogo piuttosto che un monologo».

    LA CELEBRAZIONE. Effettivamente, i fedeli incontrano qualche difficoltà a seguire il rito in una lingua che pochi capiscono. Tutti leggono il testo stampato dalla diocesi e chi non ce l’ha tace. Niente chitarre e cori improvvisati, solo organo e canto gregoriano. La Parola di Dio resta comunque in italiano. «Perché in latino nessuno avrebbe capito», spiega don Desole illustrando dall’altare il decreto di monsignor Paolo Atzei. Il Vescovo ha voluto fare chiarezza sul senso del motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI. Innanzitutto, precisa, citando la lettera di accompagnamento del Pontefice, che il messale in latino «deve venir considerato come espressione straordinaria» e «tenuto nel debito onore per il suo uso venerabile e antico». Fatta questa premessa, ricorda che «non deve mettersi in dubbio, ne in alcun modo arrestarsi il processo attuativo della riforma liturgica del Concilio Ecumenico Vaticano II ad ogni livello, sotto ogni aspetto e per tutti i soggetti, e la cui forma ordinaria rimane la via principale della pastorale». In altre parole, latino a piccole dosi e solo se esiste una comunità di fedeli che lo richiede ed è in grado di capirlo, e purché ciò non si configuri come una contrapposizione alla scelte conciliari. Monsignor Atzei ha deciso di procedere con i piedi di piombo, se così si può dire.

    PRIMO ESPERIMENTO. Per ora, il messale di Papa Giovanni verrà usato solo la domenica sera nella chiesa del Rosario. In una prima fase ad experimentum e se ci sarà «un congruo numero di fedeli» cui si dovrà offrire il testo latino e la sua traduzione. Obbligatorio ed esclusivo, invece, l’uso dell’italiano per la lettura del Vecchio e del nuovo Testamento. I sacerdoti potranno ricorrere al messale del ’62 per le celebrazioni private, ammettendo i fedeli che ne faranno richiesta. Non è consentito usarlo «in nessun altro caso – si legge nel decreto – nella “Messa con il popolo”, forma tipica della celebrazione secondo la nuova riforma, senza farne esplicita richiesta al Vescovo e averne ottenuto altrettanto esplicito consenso». Tenendo conto della lettera di accompagnamento del Pontefice, almeno nella interpretazione della Diocesi sassarese, il motu proprio entrato in vigore il 14 settembre ripropone il latino solo eccezionalmente. Le messe in italiano ci sono e ci saranno.

    24/09/2007 11:15

    http://www.unionesarda.it/DettaglioSardegna/?contentId=13924

    ———–

    Interessante notizia. Infatti, pur essendo “ad experimentum etc…etc…” (…perchè sennò che ci sta a fare il Moderator, no?) , guardate solo qualche anno fa il (poi promosso arcivescovo di Sassari) Mons. Atzei di Tempio Ampurias, che ti rifilava, se gli chiedevi la messa (antica) in latino:


    Il Vescovo di
    Tempio-Ampurias

    “Il Signore ti dia pace”

    Tempio Pausania, 1 novembre 2002

    Gent.mo Signore
    Sig. GIAN NICOLA LENTINU
    Via Ariosto 13
    07025 LURAS (SS)

    e p.c. M. R. d. NINO FRESI, Parroco

    Caro Gian Nicola,

    ancora una tua lettera, stavolta con tanto di richiesta per la “celebrazione della messa secondo il messale del 1962″.

    Grato per il conforto dei documenti con i quali hai voluto corredare la richiesta, a scanso di equivoci, ti dico episcopalmente due semplici cosette:

    1. Manca il conforto del tuo Parroco, essenziale perché io possa capire e agire in comunione ecclesiale.

    2. Non sarò mai il vescovo che né in diocesi, né tanto meno a Luras opera quella inversione di tendenza, forse auspicata da te e qualche altro del luogo, per un ritorno di tipo preconciliare. Né mai permetterò che altri in diocesi celebrino secondo quel Messale!

    Mi dispiace deluderti, ma, non so tu!, Luras certamente ha bisogno di ben altro!…

    Soprattutto avete bisogno di camminare nella Chiesa, come Chiesa, con la Chiesa per il suo Sposo e Signore Gesù Cristo.

    Con una benedizione, perché tu e tutti i proseliti di “Una Voce Sardinia”, se ce ne sono (?), vi “convertiate” a camminare in comunione di fede, di culto, di disciplina con tutta la Chiesa.

    + p. Paolo Atzei, Vescovo ”

    http://www.unavoce-ve.it/12-02-50.htm

  78. Syriacus scrive:

    Messa in latino: laici curiosi, vescovi prudenti

    Ad Oristano, Nuoro e Ales-Terralba nessuna richiesta per il ritorno all’antico

    di Mario Girau

    CAGLIARI. Laici se non entusiasti, certamente interessati favorevolmente per la possibilità di riascoltare e vivere la messa in latino. Vescovi, invece, prudenti anche in Sardegna, dove soltanto alcuni big dell’episcopato – Carlo Maria Martini,Dionigi Tettamanzi, Alessandro Plotti – si sono chiaramente dimostrati “ freddini” verso la novità ratzingeriana. Nella nostra isola i vescovi si mostrano tranquilli. Ritengono, forse a ragione, che tra Cagliari e Portotorres di amanti del latinorum liturgico ne sono rimasti veramente pochi.
    Nelle diocesi di Oristano, Ales-Terralba e Nuoro ancora nessuno ha bussato alla porta delle parrocchie per chiedere: «Reverendo, domani cominciamo con un bel “introibo ad altarem Dei?”»

    I laici di casa nostra esaltano “gravitas” e solennità che la magnificenza della liturgia latina assicura alla Messa. I vescovi sono più pragmatici: spiegano le ragioni del Motu Proprio “Summorum Pontificum”, contenute nella nota di Benedetto XVI ai vescovi di tutto il mondo, con un occhio al freno a mano tirato nel timore di contraccolpi di tradizionalismo che potrebbero derivare da questo ritorno all’antico. «Aspetta e vedi», è il motto dei nostri monsignori in attesa che si facciano avanti gruppi motivati pronti ad ascoltare, una volta la settimana, la messa secondo il messale di san Pio V. «Questa messa si sta caricando – dice monsignor Pietro Meloni, vescovo di Nuoro – di significati e attese sicuramente esagerati. La liturgia latina non è mai scomparsa dal rituale ufficiale della Chiesa. La vera novità è consentire, a richiesta di qualche gruppo che ne ha le condizioni, di celebrare la liturgia eucaristica secondo il rito di San Pio V».

    Con tutto quello che comporta: il celebrante volge le spalle al popolo; centralità dell’altare del sacrificio, anziché della mensa partecipata e comunionale; laici completamente esclusi dalle letture bibliche. «L’unico vero desiderio del Papa – aggiunge Meloni – è, come detto chiaramente nella nota ai vescovi del 7 luglio scorso, far tornare all’ovile le pecorelle smarrite», cioè i gruppi lefebrviani, particolarmente legati al messale di san Pio V del 1536, riformato da Pio XII e Giovanni XXIII nel 1962. La Chiesa non fa rivoluzioni. I Concili sono in continuazione l’uno con l’a ltro. «Il 90% del rito di Pio V – aggiunge il presule nuorese – è confluito nella messa celebrata nella lingua moderna».

    Non teme nostalgie e ritorni al passato monsignor Giovanni Dettori, vescovo di Ales-Terralba. «Se ci saranno nostalgici – dice – lo vedremo presto. Ma non credo. Oggi i fedeli quando vengono in chiesa chiedono – due cose: capire e partecipare. Per fare da spettatori se ne stanno a casa. La messa è un fatto che va vissuto completamente, perciò la scarsa o imperfetta conoscenza della lingua latina non consente il massimo del coinvolgimento liturgico. Quindi continueremo per la strada della messa celebrata nella nostra lingua italiana».

    «Aspetta e vedi» anche per l’arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna. Tradizionalisti o progressisti verranno allo scoperto per decidere alcune modifiche strutturali al duomo oristanese. Proprio ieri pomeriggio, l’arcivescovo arborense ha presentato il volume con gli studi relativi agli aggiustamenti prospettati da architetti e liturgisti. «Messa in latino? Penso che nelle nostre parrocchie non ci sia questa esigenza. I parroci monitorano la situazione, per il momento tutto è tranquillo».

    Attilio Mastino, prorettore dell’Università di Sassari e ordinario di Storia Romana, è felicissimo di questo ritorno all’”Orate, fratres”. Come lui anche molti studiosi. Anzi il professore sta già chiedendo l’indirizzo della chiesa di Sassari dove sarà possibile ascoltare la liturgia nel rito di Pio V. «E’ un’opportunità – dice Mastino – per i cultori delle tradizioni, per dare più solennità alle cerimonie; perché la messa in latino ha una dignità e una misura sconosciute a quella celebrata in italiano. La nostalgia non c’entra niente. La messa antica riporta alle origini del cristianesimo». Paolo Cugusi, ordinario di Letteratura latina nella Facoltà di Lettere di Cagliari è per la pari dignità tra le due celebrazioni. «Se la messa in latino sostituisse quella in italiano – dice – sarebbe un’iniziativa fuori del tempo. La possibilità di usare l’una lingua e l’altra, in parallelo, è una soluzione accettabile, e mi pare che sia proprio questo l’obiettivo del Papa: conservare quella in vigore, senza dimenticare l’antica».

    (16 settembre 2007)

    http://lanuovasardegna.repubblica.it/dettaglio/Messa-in-latino:-laici-curiosi-vescovi-prudenti/1369385?edizione=EdRegionale

  79. Syriacus scrive:

    Ipse Dixit : monsignor Pietro Meloni, vescovo di Nuoro:

    «Questa messa si sta caricando di significati e attese sicuramente esagerati. La liturgia latina non è mai scomparsa dal rituale ufficiale della Chiesa. La vera novità è consentire, a richiesta di qualche gruppo che ne ha le condizioni, di celebrare la liturgia eucaristica secondo il rito di San Pio V . L’unico vero desiderio del Papa è, come detto chiaramente nella nota ai vescovi del 7 luglio scorso, far tornare all’ovile le pecorelle smarrite. Il 90% del rito di Pio V è confluito nella messa celebrata nella lingua moderna».

  80. Syriacus scrive:

    “…Ci saranno anche il dj Nicola Conte, Elio e Le Storie Tese, un concerto del coro Cappella Augustana ed altro. Intenso il finale alle 6 del mattino, con una Messa Gregoriana in latino tenuta nella basilica di San Nicola dai padri benedettini dell’Abbazia di Noci (Ba).”

    http://notizie.alice.it/notizie/spettacoli/cinema/2007/09_settembre/24/spettacolo_sabato_a_bari_notte_bianca_dei_castelli_federiciani,13184824.html?pmk=nothpspe

  81. Syriacus scrive:

    Forse Mons. Atzei ( quello del «non deve mettersi in dubbio, ne in alcun modo arrestarsi il processo attuativo della riforma liturgica del Concilio Ecumenico Vaticano II ad ogni livello, sotto ogni aspetto e per tutti i soggetti, e la cui forma ordinaria rimane la via principale della pastorale») preferisce questa Chiesa (Loro Sono Chiesa!) come in Austria :

    http://cathcon.blogspot.com/2007/09/find-fight-follow.html

  82. Syriacus scrive:

    http://bp1.blogger.com/_pMyWJ–g7Oc/RvgAACyDYcI/AAAAAAAAB44/4UFMv8aTb8I/s1600-h/AN1.jpg

    Dico… Ma vi rendete conto?
    Nell’Austria appena visitata da Benedetto XVI!

  83. Syriacus scrive:

    Ciò che -per intervento nogaresco- non avviene al Santuario di Sant’Anna, Caserta , avviene e avverrà invece al…Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione, Washigton DC, USA :

    Sanruahttp://wdtprs.com/blog/2007/09/implementing-summorum-pontificum-at-shrine-of-the-immaculate-conception-washington-dc/

    http://www.nationalshrine.com/site/pp.asp?c=etITK6OTG&b=106948

    In sostanza, il Rettore, Mons. Walter Rossi, ha detto che, se un gruppo di pellegrini legati alla liturgia latino-gregoriana -riconosciuti dalle rispettive diocesi- si recheranno là in pellegrinaggio, e se saranno accompagnati da un sacerdote versato nel Messale del ’62, allora… Okay!

  84. Syriacus scrive:

    [Andrea, è il Portsmouth in New Hampshire, non in Virginia! Deleta pure il commento prima...]

    Da Portsmouth, New Hampshire, USA
    ( http://en.wikipedia.org/wiki/Portsmouth,_New_Hampshire ) :

    Latin Mass returns – Tradition reborn after 40 years

    By Chris Elliott
    news@seacoastonline.com
    September 24, 2007 6:00 AM

    PORTSMOUTH — Due to a decree this past summer by Pope Benedict XVI, Latin Masses may now be performed if a group of parishioners within a particular church requests it. Before the decree, permission from the local bishop had to be obtained before a Latin Mass could be performed in his diocese.

    Michael Kerper, pastor of Immaculate Conception in Portsmouth, celebrated the Latin Mass at the church on Sunday according to the 1962 Roman Missal. The 1962 Missal is the standard low Mass in Latin that was sanctioned by Pope John Paul in 1962, and it became a common template for traditional Latin Masses.

    It was the first time in 40 years that the traditional Latin Mass has been offered anywhere on the New Hampshire Seacoast. Approximately 400 parishioners attended, about half of the church’s communicant capacity.

    “Father Kerper did a wonderful job,” parishioner Bill St. Laurent said. “It went beautifully. He had never done a traditional Mass in Latin, but he purchased a copy of the 1962 Roman Missal and worked hard for six or seven weeks learning the Latin.”

    St. Laurent is president of the New Hampshire chapter of Una Voce, an international federation of associations that have been seeking to reinstate Latin Masses across the world.

    Anita Seedner of York, Maine, who attends St. Christopher Parish in York, said people have “lost a sense of what it means to be a Catholic,” because the prayers were “watered down” when they were translated from Latin to English.

    Still others believe that the incorporation of Latin Masses could create a sense of “us and them” — those who believe the traditional Mass to be more deeply rooted in the traditions of the Catholic Church, and those who believe that understanding the meaning of the words is essential to the Mass experience.

    For supporters of the Latin Mass, it comes down to choice.

    “The Latin Mass isn’t replacing the English Mass; it is just giving people an option,” St. Laurent said.

    http://www.seacoastonline.com/apps/pbcs.dll/article?AID=/20070924/NEWS/709240319

  85. Syriacus scrive:

    [Beretta interroga De Marco http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/169449 ]

    [...]

    D. – Ma valeva comunque la pena di emettere il motu proprio, di fronte ai rischi di conflittualità e ai rischi di recupero di antiche carenze e “abusi” legati alla liturgia tridentina?

    R. – La ricchezza tradizionale intera del culto cristiano è, per Benedetto, il canone cui attingere nuovamente. È criterio strettamente connesso all’essenza stessa dell’analogia fidei. L’obiettivo della “riconciliazione interna nel seno della Chiesa” diviene parte di un più ampio intervento per l’intera comunità credente, indipendentemente da storiche tensioni con le minoranze tradizionaliste.

    Conosciamo la reazione, spesso innervosita, degli episcopati. La moderatio sacrae liturgiae esercitata dal vescovo dovrà, comunque, essere intesa dagli ordinari in conformità alla intentio del pontefice, con più attento senso, rispetto al passato (almeno per alcuni casi), delle necessità della Chiesa e della struttura della Tradizione.

    Questo quadro può essere generatore di conflittualità intraecclesiale? Avrei voglia di replicare che l’argomento della conflittualità (come rischio, anche spirituale o morale) è spesso usato per proteggere i gruppi, o gli stati di cose, “egemoni” o prevalenti.

    La libera opzione del Missale romanum del 1962, che potremmo chiamare tridentino-giovanneo, agirà come paradigma stabilizzatore delle fluttuanti liturgie in lingua corrente. Il cardinale Karl Lehmann ha riconosciuto in questa stessa direzione, mi pare, che il motu proprio è un buon motivo per promuovere “con nuova attenzione una celebrazione degna dell’eucaristia e degli altri riti sacramentali”. Chiaramente per la Chiesa tedesca l’obiettivo della “riconciliazione interna nel seno della Chiesa” (formula del cardinale Camillo Ruini, in “Avvenire” dell’8 luglio) diviene un intervento medicinale a spettro ampio, indipendentemente dalla presenza di minoranze scismatiche.

    Si conferma, a mio avviso, con la “Summorum pontificum” il taglio inconfondibile del programma di Benedetto XV. La sua visione strategica opera ad integrazione-compimento del magistero di Giovanni Paolo II, con quelle caratteristiche di fermo discernimento sui temi della verità e della ragione che il cardinale Ratzinger aveva praticato come prefetto della congregazione per la dottrina della fede. Rendere esplicita e governare fermamente, nell’unità, una feconda complexio è in profondità la funzione petrina. Ne valeva, e ne varrà, sicuramente la pena.

    D. – I rilievi critici sul rito antico non hanno peso? Scarsa presenza della Parola e del popolo, ritualismo e tentazione “magica”, infine ”una liturgia che dimentica la bellezza del simbolo per diventare pedantemente allegorica”…

    R. – Si tratta, anzitutto, di una caratterizzazione deteriore quanto corrente del rito antico, che chi lo ha praticano e interiorizzato nella sua formazione cristiana contesta fermamente. Il rito antico porta con sé, ed esprime in gesti e parole, ricchezze insostituibili. Ricordo che i maestri della primissima fase della riforma liturgica, da Martimort a Jungmann al nostro Righetti, al grande liturgista Odo Casel (meno prossimo al Concilio: era morto nel 1948) e tanti altri, conoscevano la magnificenza simbolica, non “allegorica”, del rito cristiano entro e a partire dalla liturgia gregoriano-tridentina, che non hanno mai pensato di sconvolgere.

    Opere di filosofia liturgica – se posso esprimermi così – che hanno nutrito tante generazioni, quelle di Guardini e di Hildebrand, nascono entro lo stesso ordo e la stessa esperienza. Così “Il senso teologico della liturgia” di Cipriano Vagaggini. Una frattura vi fu. Infatti, che hanno a che fare Casel o Jungmann o il magnifico “saggio di liturgia teologica generale” di padre Cipriano (la quarta edizione è del 1965), o la stessa costituzione liturgica del Concilio, con gli indirizzi della “riforma” diffusa e dello stesso Consilium ad exequendam?

    In questa frattura prende corpo, oserei dire, ufficiosamente nella Chiesa lo stereotipo evocato nella domanda. Le critiche protestanti e modernistiche al ritualismo e al magismo della messa avevano sempre ricevuto la loro adeguata risposta. Ma il “riformatore”, questa volta il riformatore cattolico, ha bisogno di un contromodello, di un paradigma negativo, e non va per il sottile.

    Certo, la riforma forse non guidata ma disciplinata, ed era difficilissimo, da Paolo VI ha introdotto nell’actio liturgica più Scrittura, più memoriale e più popolo. Roma riuscì allora con difficoltà (per qualcuno non vi riuscì del tutto) ad evitare la deriva “protestante”. Deriva temibile, perché lex orandi e lex credendi sono legate tra loro e perché, comunque, nella Tradizione tutto è fortemente connesso. Sequenze intere di elementi fondamentali simul stant, simul cadunt. Non nascondiamoci che molte élites teologiche cattoliche, specialmente nelle cerchie europee ecumenizzanti, lo sapevano e lo speravano. …

  86. Nordi Ferdinando scrive:

    Mah! Mi sembra che questo spazio così prezioso sia stato invaso da intellettuali e intellettualoidi di vario genere che si citano e ricitano tra di loro, fanno sfoggio di conoscenze linguistiche varie cercando di prevalere sempre su chi ha idee appena appena un pò diverse. Tutti bravissimi a riportare siti,teorie dossetiane,scuole varie, storie di ieri (centinaia di anni addietro)per portare acqua al mulino delle proprie ragioni. Perfino atei (di destra e di sinistra? Mah?) che siccome credono in nulla di divino pensano di dover predicare sulla Chiesa e sul Papa.Di umiltà e preghiera, di fede e amore neanche a parlare eh!!!! So benissimo che adesso in molti mi darete del poveretto che ben poco capisce ma il problema non è mio, è vostro chè non fate altro che pensare che in fin dei conti siete più bravi e intelligenti …….

  87. Syriacus scrive:

    “So benissimo che adesso in molti mi darete del poveretto che ben poco capisce”

    A Nordi Ferdinando (pur con tutto il rispetto -che lui invece non ha): come disse gesù a Pilato: “Tu lo dici”.

  88. Syriacus scrive:

    Il Gesù minuscolo era un refuso, chiedo venia. (La prossima volta mi faro io piccolo, come quella ‘g’, se sarà il caso -visto che “di umiltà e preghiera, di fede e amore neanche a parlare eh!!!!”. Ma poi, chi sei per affermarlo con tanta sicumera?)

  89. Syriacus scrive:

    [Don Alberione] Le sue “preghiere”

    È sorprendente la cura meticolosa con cui Don Alberione elaborava i testi delle orazioni da proporre ai suoi; la insistente opera di revisione delle formule, e l’attenzione con cui seguiva le diverse edizioni del manuale di preghiere. Ma è soprattutto significativa l’insistenza sul tema base: “la pietà, la preghiera, è l’anima della formazione, l’anima degli studi, l’anima dell’apostolato, il segreto della perseveranza nella vocazione e del successo di ogni impresa”.

    La sua orazione e la relativa catechesi si sviluppava sui due grandi filoni della preghiera cristiana: la liturgia e la pietà popolare; l’una e l’altra assimilate tuttavia in modo originale e coerente con la sua visione del Cristo Maestro, Via e Verità e Vita. È illuminante in proposito una sua prefazione al primo “messalino” bilingue (latino-italiano), pubblicato per sua iniziativa:

    “Il messale è, nella sua parte più sostanziale, un libro di preghiera, anzi esso è fatto per la più grande preghiera: la rinnovazione del Sacrificio della Croce. Il presente “Messale Romano Quotidiano” è completo, sotto questo punto di vista, poiché fatto al pieno lume della Chiesa, al pieno lume di Gesù Cristo che disse: “Io sono la Via, la Verità e la Vita”. Potrà perciò fare del gran bene ai fedeli che lo useranno… Unendoci alla Chiesa, grande Maestra di Preghiera, ci uniamo a Gesù Cristo stesso: per Lui, con Lui, in Lui mandiamo le nostre adorazioni, ringraziamenti, propiziazioni e suppliche al Padre Celeste” (San Paolo, Dic. 1935).

    Don Alberione redasse inoltre un manuale di preghiere ispirate al suo carisma spirituale e apostolico, che esprimono la carica dottrinale delle sue “devozioni”. Esemplare in proposito è la “coroncina a Gesù Maestro” che si può definire il suo “Symbolum” di fede cristologica. Essa traduce infatti i cinque “misteri” del Divino Maestro: Cristo Rivelatore del Padre e Verità increata; Cristo Modello dell’uomo e Via di santità; Cristo Amore e Vita per l’umanità; Cristo incarnato nella Chiesa; Cristo Apostolo del Padre e Maestro di apostolato per la gloria di Dio e la pace degli uomini. È la prova che la preghiera deve attingere dalla teologia, come la teologia deve tradursi in orazione.

    (Eliseo Sgarbossa)

    [da: "Il cooperatore paolino" -N. 8 settembre-ottobre 2007 ]

    http://www.stpauls.it/coopera/0708cp/0708cp12.htm

  90. Nordi Ferdinando scrive:

    Caro Syriacus, ci sei caduto dentro in pieno eh! nella provocazione. Capisco bene che il Gesù minuscolo era un refuso e non certo di questo mi sarei meravigliato ma che tu usi su di me le Sue parole (“tu lo dici”)mi ha veramente sorpreso perchè le tue annotazioni ed osservazioni in genere mi piaccono molto; ma se rileggi anche tu con calma tutto questo spazio che ci viene messo a disposizione non potrai non notare che c’è spesso un grosso sfoggio di cultura fine a se stessa e una vis polemica che non dovrebbe riguardare chi cerca di parlare e vivere in un certo modo.Ciao e a presto

  91. Syriacus scrive:

    Mi spiace, Ferdinando, il “tu lo dici” è forse retaggio di troppa lettura (e ascolto, specie in forma musicale -Johannespassion bachiana, etc…) della Passione di Nostro Signore. Lungi da me imitarLo nell’avocare a se la Divinitàe la Regalità. Semmai tento maldestramente di imitarne l’approccio verso i Suoi persecutori.

    Ciao e a presto

  92. Syriacus scrive:

    Canada: come fare una campagna di stampa anti-SummorumP :

    …”I have spoken to priests, but no one has brought up the topic,” he said yesterday. “It is not relevant among my priest friends.”

    Walsh said he last celebrated mass in Latin at a Dorval church in 1968. But when he asked parishioners if that’s what they wanted, they replied: “Never again, thank you very much.”

    http://www.canada.com/montrealgazette/news/story.html?id=29dd34b8-9a68-4a97-8f69-4e4e0cf066e5

  93. Leonardo scrive:

    Mi permetterei anch’io di consigliare al gentile padrone di casa di moderare le discussioni, che così diventano quasi illeggibili, piene come sono di divagazioni e riferimenti ad altri siti non sempre indispensabili.

  94. Syriacus scrive:

    Leonardo, se mi ritieni un troll-spammer-dispersivo-specialista-nell’-off-topic, almeno puoi dirmelo esplicitamente, no? :-)

  95. Syriacus scrive:

    Mi permetterei di consigliare ad alcuni gentili ospiti di Andrea Tornielli di accettare pacificamente il tipo ‘lasso’ di moderazione del suo proprio blog da lui medesimo felicemente attuata .

    Mi spiace renderlo …illeggibile, pieno di divagazioni e riferimenti ad altri siti (non sempre indispensabili).

    Continuerò comunque a farlo (ma in maniera più moderata, d’accordo) -beninteso “donec aliter provideatur”- .

  96. Syriacus scrive:

    Ancora una domanda: si preferiscono 200+ commenti “on topic” di bla-bla ateo-razionalistico (quasi) senza “riferimenti ad altri siti non sempre indispensabili” -ma spesso autoreferenziali- , o …alcune decine di selezionate segnalazioni di FATTI interni alla vita della Chiesa, che portano linfa al dibattito intraecclesiale?

  97. Marco Sermarini scrive:

    Trovo veramente curioso che chi invoca sempre questo “spirito del Concilio” poi si attacchi a cose tra l’altro inesistenti.
    Sarei curioso di sapere come stanno andando le cose in giro per il mondo su questa questione.

  98. Sacerdos scrive:

    A proposito del Magistero in generale… un grande maestro dice:
    (per “Vescovo” è chiaro il rif. in primis al Santo Padre)

    “Ma che cosa metodologicamente rende presente la chiesa in un ambiente?
    [...] Il nesso con l’autorità, cioè con il Vescovo: “Uniti al Vescovo come a Cristo”.
    è questa la forma di ogni vera comunità cristiana, il fattore che ne assicura l’autenticità, la integrazione nel corpo mistico, e quindi ancora la partecipazione alla potenza redentrice di questo. Coerentemente si può dire che la comunità cristianain un ambiente costituisce la presenza di Gesù Cristo, e quindi della potenza divina che fa nascere e diffondere il suo regno, nella misura in cui essa è avvallata dall’autorità e nella misura in cui essa è fondata sul riferimento dell’autorità… A quel riferimento tutto deve essere interiormente e geneticamente subordinato ed eventialmente sacrificato.”
    (L. Giussani, Il cammino al vero è un’esperienza. pp. 131-132)

    Giussani… uno scomodo, soprattutto per tanti “della Chiesa”…
    Meditate, gente! Meditate!

  99. Syriacus scrive:

    da: Il Giornale
    di domenica 16 settembre 2007

    “La messa in latino, ritorno al sacro
    contro i sacerdoti del finto progresso”

    di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro

    Se qualcuno pensa che i cattolici affezionati alla messa di San Pio V, quella in latino, siano un plotoncino sparuto di generali in pensione e di duchesse svanite faccia un esperimento. Vada sul web: si troverà al cospetto di giovanotti in grado di maneggiare il computer come pochi, pieni di energie, con lo sguardo rivolto al futuro. Gente che ama la tradizione, ma che vive con i piedi piantati nel presente. E che proprio per questo ha già fiutato il clima vagamente censorio che si respira in molte parrocchie italiane in questi giorni.
    È entrato in vigore il motu proprio con cui Papa Benedetto XVI liberalizza la messa di san Pio V, ma una fetta dell’episcopato italiano si appresta a mettere la sordina al documento. Il caso della diocesi di Milano, opportunamente sollevato dal Giornale, ne è l’esempio più vistoso: siamo ambrosiani – hanno fatto sapere dalla curia – dunque niente Messa di San Pio V. Un cavillo che ha il solo scopo di disattendere il documento del Papa. Del resto, quanti vescovi hanno parlato pubblicamente e liberamente di ciò che sta avvenendo? Quanti parroci? Uno solo, che ci risulti, si è assunto questa responsabilità apertamente, applicando subito il motu proprio e ha riempito la chiesa di fedeli, suscitando la reazione dell’apparato di curia.
    Anche questo un caso che ha sollevato Il Giornale. Un giornale laico. Come laica è La Stampa, sulla quale Massimo Gramellini, all’indomani della pubblicazione del motu proprio mise nero su bianco il seguente ragionamento: era ora che si suonasse nuovamente la campana del senso del sacro. Era ora di finirla con quei sacerdoti in jeans e chitarra che pensavano di essere più vicini ai loro fedeli e, invece, erano solo più lontani dal Cielo.
    Laico Il Giornale, laica La Stampa: forse vorrà dire qualche cosa. Vuol dire che un atto come quello di Benedetto XVI non può essere letto con il paraocchi. E tanto meno con il paraocchi del cosiddetto spirito del Concilio Vaticano II che ha permeato la quasi totalità del mondo cattolico. Per un certo tipo umano da sagrestia, tutto deve essere letto in funzione del Vaticano II, e ciò che non rientra in quei canoni va silenziato. Siccome negli ambienti progressisti cattolici è stato stabilito che il motu proprio del Papa non è conforme allo spirito del Concilio, ecco pagato il Pontefice con la stessa moneta usata per l’ultimo dei reazionari.
    Intanto il popolo non capisce come mai, pur in presenza di un atto del successore di Pietro, preti, arcipreti e vescovi dicano pubblicamente che non è cambiato niente, che si continua come prima. Non capisce come mai ci si permetta di non obbedire al Papa. Non capisce come mai sacerdoti e fedeli che manifestano interesse per la liturgia tradizionale vengano messi al bando e perseguitati: avete capito bene, perseguitati. Ci sono giovani che sono costretti ad abbandonare il seminario della propria diocesi per aver manifestato simpatie per l’antico rito.
    Purtroppo, c’è un’evidente scollatura fra la gente comune, i fedeli, e un gruppo limitato, ma potente di intellettuali che hanno preso in mano le redini di non poche diocesi e facoltà teologiche. Sono quegli stessi che chiamano la Chiesa «popolo di Dio» ma sotto sotto considerano la gente solo una massa incolta lontana anni luce dalla famosa «fede adulta». Ma questo popolo, in realtà è formato da cattolici ordinari che per anni hanno subìto, mugugnando, tutti gli orrori liturgici perpetrati in nome di un’ideologia ecclesiale che ha avuto le caratteristiche di una vera e propria rivoluzione culturale. Nella quale, la degenerazione liturgica è preceduta, accompagnata e seguita da un errore dottrinale. Molti pastori e intellettuali non riescono o non vogliono capirlo. E vengono scavalcati da questo Papa teologo nel rapporto con il popolo. Mentre loro si attardano in sacrestia a capire chi si gioverà della ricaduta ecclesiologica del motu proprio, Benetto XVI è già in chiesa a parlare con il suo gregge. E più parla chiaro, più il suo gregge lo comprende e lo ama. Come quando discute dei principi non negoziabili. Che cosa vogliono dire le sue prese di posizione sulle questioni etiche se non un non negoziabile «Basta»?
    Lo stesso accade per la riconsegna della piena cittadinanza nella Chiesa a una liturgia millenaria come quella della messa tradizionale. In questo caso, Papa Benedetto ha preso una posizione anche più forte. Ha scoperto un nervo che molti cattolici avrebbero preferito lasciare sottopelle: ha detto che un’intelligente fedeltà alla propria storia è più forte e più cattolica dell’infatuazione per un concetto utopistico di progresso. Ha detto che la tradizione è connaturale al cattolicesimo mentre l’ideologia è il suo esatto contrario.

    © SOCIETÀ EUROPEA DI EDIZIONI SPA – Via G. Negri 4 – 20123 Milano

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=206385

  100. Raffaele Savigni scrive:

    Non condivido il tono polemico dell’articolo citato da Syriacus. Non si può ironizzare sull’espressione “popolo di Dio”, centrale nell’ecclesiologia del Vaticano II, e neppure sul termine “fede adulta”, che si trova nei nuovi catechismi ed in altri documenti del Magistero, sulla base di precisi fondamenti biblici (in I Corinzi san Paolo diceva che i fedeli dovevano passare dal “latte” al “cibo solido” e diventare spiritualmente adulti: un passo spesso commentato dai Padri della Chiesa).In questo l’ecclesiologia del Vaticano II arricchisce quella del catechismo tridentino e di Pio X, anche se non la rinnega nei suoi apporti centrali.

  101. Vincenzo scrive:

    Syriacus può essere, a volte, ridondante, ma la questione delle decisioni … a bagnomaria, Egregio Savigni, non è da prendere sottogamba. Riepilogando sulla concreta applicazione del MPinfatti,si sa che, bene o male, sia pur faticosamente, si sta comunque “celebrando, V.O.”, ma il pericolo, è la solita melassa/silenziatore che, secondo un collaudato sistema,dovrebbe portare nel dimenticatoio sociale tutta la “faccenda”. Il che, se permettete, è esattamente ciò che “Noi” non vogliamo, ma che, troppi “Altri”, male abituati in questo senso da quarant’anni, stanno in tutti i modi cercando conseguire. Non Prevalebunt.

  102. Syriacus scrive:

    “Syriacus può essere, a volte, ridondante…”

    Troppo buono, Vincenzo.

    In ogni caso: Non Praevalebunt!

    [ Non è una baggatella... è Parola di Dio!

    «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. Ed io ti dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del Regno dei Cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli.» (Mt 16,17-19) ]

    (E, per domenica: “Non virtus, non arma, non duces, sed Maria Rosarii victores nos fecit” )

  103. STELLITTANO scrive:

    Per Il Signor Andrea TORNELLI
    IN UNA MAGNIFICA CITTADELLA -OPPIDO Mamertina Provincia di Regio Calabria, é successo qualcosa di strano e importante.

    Le tradizioni della detta cittadella vuole, che il 25 marzo c’é da secoli la processione di santa Annunziata. Ignoriamo per quale ragione il Vescovo, dopo aver percorso 10 minuti ha sospeso la Processione.
    I cittadini residenti, gli emigrati sono stupefatti, non capiscono l’atto in comprensivo de Vescovo.
    Se qualcuno potrebbe fare seguire il presente messaggio a Sua Santità il PAPA o un Cardinale che ha incarico la regione Calabria.

    I cittadini sono addolorati d’un tale affronto, senza spiegazioni.
    Forse Il Signor Andrea potrà pubblicare. Per confermazioni troverà sul GB OPPIDOMAMERTINA i messaggi degli emigrati e dei cittadini residenti.
    Grazia e distinti saluti
    Antonio Stellittano
    Emigrato in Francia