La Chiesa non cambia i governi

La Chiesa non è nel mondo per cambiare i governi. E’ interessante leggere l’intervista del cardinale Ortega y Alamino, arcivescovo dell’Avana, dedicata in particolare a Papa Francesco e alla situazione cubana, con il dialogo in corso e gli ultimi importanti sviluppi, cioè il disgelo con gli Stati Uniti. Il testo contiene una vera e propria chicca, cioè un dialogo avvenuto tra il porporato cubano e Papa Benedetto, alcuni mesi prima della sua rinuncia. Ecco il brano in questione:

«Papa Benedetto XVI nell’ultima conversazione con lui, sette o otto mesi prima delle dimissioni, mi ha chiesto se la Chiesa a Cuba era per il dialogo. Me l’ha chiesto all’improvviso, quando stavamo parlando del suo viaggio a Cuba. Gli ho risposto di sì, e mi ha chiesto se anche i più giovani erano per il dialogo. “Forse i più giovani non hanno vissuto le grandi difficoltà che ha avuto la Chiesa nel passato e non si rendono conto di quanto sia cambiata la situazione oggi” ha commentato il Santo Padre. Gli ho risposto: Santità, c’è anche un altro fattore, coloro che hanno vissuto un’epoca molto difficile, di scuole nelle campagne, di molto indottrinamento ideologico che li affaticava, li stancava, sono diventati forse distanti interiormente, come visceralmente estranei”. E il Papa mi ha risposto: “Ma il dialogo è l’unica strada”. Io gli ho detto di sì, che tutti, come cristiani, comprendiamo che è l’unico cammino. E lui mi ha detto: “La Chiesa non è nel mondo per cambiare i governi, ma per trasformare con il Vangelo il cuore degli uomini, e questi uomini cambieranno il mondo secondo quel che disporrà la provvidenza”».

E’ una prospettiva profondamente evangelica, da tenere ben presente e che forse dovrebbe essere tenuta più in considerazione.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

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