Spaemann e quei cardinali “sconosciuti”

Il filosofo tedesco Robert Spaemann, amico di Benedetto XVI, non è tra coloro che si trincerano dietro l’anonimato, come certi cuor di leone curiali, scandalizzati per l’esame di coscienza che Francesco ha proposto a se stesso, alla Curia romana e in fondo a tutti noi lo scorso dicembre, o perché il Papa parla di misericordia. Spaemann, conversando con Herder Korrespondenz, ha mosso alcune critiche a Papa Bergoglio.

Una di queste mi ha colpito particolarmente. Riguarda le decisioni di Francesco in merito ai concistori, alle creazioni cardinalizie, che hanno puntato in molti casi alle periferie del mondo, alle singole persone più che alle sedi “tradizionalmente” cardinalizie. Ecco le parole di Spaemann: “Sono stati fatti entrare nel governo della chiesa vescovi completamente sconosciuti, che a volte hanno 15 mila cattolici nelle loro diocesi”.

Spaemann è un noto filosofo, è amico di Benedetto XVI, ma queste sue affermazioni lasciano davvero basiti. Che cosa significa “vescovi completamente sconosciuti“? Che ci sono vescovi di serie A, B, C e riserve? Molti vescovi sono stati “sconosciuti” prima di venir conosciuti o riconosciuti. E il fatto di dare la berretta cardinalizia non è un modo per farli conoscere? I concistori per la nomina di nuovi porporati si chiamano “creazioni” perché la decisione su chi includere nel collegio cardinalizio spetta unicamente al Papa.

E perché mai ci si dovrebbe indignare se diventano cardinali vescovi che hanno un popolo di soli 15mila fedeli cattolici e magari si trovano ad annunciare il Vangelo in avamposti, nelle trincee, in mezzo a mille problemi, spesso a rischio della loro vita? Applicando il ragionamento statistico di Spaemann, quanti porporati latinoamericani, africani, filippini bisognerebbe allora nominare, togliendo cappelli rossi ai paesi europei?

L’idea che il cardinalato sia un premio per chi è in vista, è un volto noto, magari è un intellettuale conosciuto, pur provenendo da un autorevole filosofo cattolico tedesco, mi sembra un esempio di quello spirito di mondanità di cui spesso parla Francesco. Nella Chiesa del Dio che “ha deposto i potenti dai troni, e ha esaltato gli umili” già da molti secoli vengono “fatti entrare nel governo della Chiesa vescovi completamente sconosciuti”. E i primi a essere inseriti nel collegio degli apostoli furono sconosciuti pescatori ed esattori delle tasse. Anche i filosofi se ne faranno una ragione.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

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