Nullità matrimoniale e Sinodo

Può essere d’aiuto, per inquadrare le decisioni di Papa Francesco che semplificano e velocizzano le cause di nullità matrimoniale, ricordare quanto avevano chiesto i padri sinodali al termine del Sinodo straordinario sulla famiglia dell’ottobre 2014. Due, in particolare, i punti del documento finale che affrontano questo argomento. Innanzitutto, il numero 48, dove si legge:

Un grande numero dei Padri ha sottolineato la necessità di rendere più accessibili ed agili, possibilmente del tutto gratuite, le procedure per il riconoscimento dei casi di nullità. Tra le proposte sono stati indicati: il superamento della necessità della doppia sentenza conforme; la possibilità di determinare una via amministrativa sotto la responsabilità del vescovo diocesano; un processo sommario da avviare nei casi di nullità notoria. Alcuni Padri tuttavia si dicono contrari a queste proposte perché non garantirebbero un giudizio affidabile. Va ribadito che in tutti questi casi si tratta dell’accertamento della verità sulla validità del vincolo. Secondo altre proposte, andrebbe poi considerata la possibilità di dare rilevanza al ruolo della fede dei nubendi in ordine alla validità del sacramento del matrimonio, tenendo fermo che tra battezzati tutti i matrimoni validi sono sacramento.

Quindi il punto 49, che recita:

Circa le cause matrimoniali lo snellimento della procedura, richiesto da molti, oltre alla preparazione di sufficienti operatori, chierici e laici con dedizione prioritaria, esige di sottolineare la responsabilità del vescovo diocesano, il quale nella sua diocesi potrebbe incaricare dei consulenti debitamente preparati che possano gratuitamente consigliare le parti sulla validità del loro matrimonio. Tale funzione può essere svolta da un ufficio o persone qualificate (cf. Dignitas Connubii, art. 113, 1).

Sul numero 48, un anno fa votarono «placet» 143 padri sinodali, i «non placet» furono 35. Mentre sul numero 49 votarono «placet» 154 padri sinodali e i «non placet» furono 23. Come si ricorderà, a proporre una via non giudiziale, e dunque amministrativa, per velocizzare i processi di nullità valorizzando il ruolo e il potere del vescovo diocesano, era stato il cardinale Angelo Scola, con un intervento noto e pubblicato dalla rivista «Il Regno». L’arcivescovo di Milano aveva detto:

Come emerge anche nell’Instrumentum laboris, è auspicabile che a proposito dei processi di nullità si tenti qualche via che non solo ne snellisca i tempi – nel pieno rispetto di tutti i passaggi necessari – ma renda più evidente l’intima natura pastorale di tali processi. In tal senso la prossima Assemblea straordinaria potrebbe suggerire al Papa di valorizzare di più il ministero del vescovo. In concreto, potrebbe suggerire di verificare la praticabilità dell’ipotesi, indubbiamente complessa, di dar vita a un procedimento canonico di carattere non giudiziale e avente come referente ultimo non un giudice (o un collegio di giudici), ma il vescovo o un suo delegato. Intendo un procedimento normato dalla legge della Chiesa, con modalità formali di acquisizione delle prove e di valutazione delle stesse.

La riforma varata da Francesco tiene conto dell’ampia maggioranza dei padri sinodali favorevoli all’abolizione della doppia sentenza, allo snellimento dei processi e alla valorizzazione del ruolo del vescovo. Ma non arriva a prevedere – come pure avrebbe potuto – un procedimento canonico di carattere amministrativo, non giudiziale. Il Papa, nell’introduzione del motu proprio, spiega:

Ho fatto ciò, comunque, seguendo le orme dei miei Predecessori, i quali hanno voluto che le cause di nullità del matrimonio vengano trattate per via giudiziale, e non amministrativa, non perché lo imponga la natura della cosa, ma piuttosto lo esiga la necessità di tutelare in massimo grado la verità del sacro vincolo: e ciò è esattamente assicurato dalle garanzie dell’ordine giudiziario.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

24 risposte a Nullità matrimoniale e Sinodo

  1. raffaele razzi scrive:

    Grazie dott. Tornielli per i suoi interventi che chiariscono la vera natura dei pronunciamenti papali. Già ieri pomeriggio alcuni cercavano di identificare, nei provvedimenti del papa, un tentativo velato di distruzione del sacro vincolo matrimoniale ( con annessa riproposizione di profezie catastrofiche per la Chiesa). Sebbene razionalmente e “con il cuore” sia consapevole della bontà e dell’ortodossia delle decisioni dell’amato papa Francesco, queste insinuazioni riescono spesso a turbarmi. La ringrazio di cuore per il suo prezioso impegno nel far conoscere la verità e nel dirimere i nostri dubbi(infondati). Che il Signore custodisca sempre tutto il suo popolo.

  2. cuba_libre scrive:

    Finalmente!! era ora che si muovesse qualcosa all’interno della Chiesa. Sono anni che dicevo che la Sacra Rota era un pozzo senza fondo, che incamerava soldi su soldi, allungando a dismisura i tempi per le pratiche di scioglimento, con la scusa delle indagini e degli approfondimenti (pagati lautamente).
    Qualcosa mi dice che all’interno della Sacra Rota, al di la’ delle esternazioni di facciata, non saranno pochi coloro che non saranno del tutto felici di questa decisione del papa: si e’ rotto infatti quel meccanismo perverso che non era altro che un sistema di potere. Gia’ infatti c’e’ qualche porporato che dice che non sarà facile adattare la struttura a queste nuove regole…. Boh, staremo a vedere cio’ che succederà!

    • Ugobagna scrive:

      Scioglimento?

      • mauro scrive:

        Esiste lo “scioglimento del vincolo matrimoniale cattolico” nel Canone della Chiesa Cattolica e come ho scritto più sotto è trattato a partire dal can. 1151, con un’ampia casistica. Non crederà davvero che il vincolo del matrimonio cattolico sia indissolubile? Anche se viene proclamato a quattro voci nella realtà dei doumenti della Chiesa non esiste od almeno esiste finchè i due sposi non intendono separarsi.

        • minstrel scrive:

          «Allora» disse il professor Lupin radunando la classe verso l’altro capo della stanza, occupato solo da un vecchio armadio in cui gli insegnanti tenevano i mantelli di ricambio. Mentre il professor Lupin si avvicinava, l’armadio ondeggiò all’improvviso, sbattendo contro il muro. Alcuni ragazzi balzarono indietro, spaventati.
          «Niente paura» commentò il professore con la massima calma. «C’è un Molliccio lì dentro».
          Quasi tutti sembravano convinti che ci fosse da aver paura, eccome. Neville rivolse al professor Lupin un’occhiata di puro terrore, e Seamus Finnigan fissò con apprensione la maniglia che aveva preso a sbatacchiare.
          «I Mollicci amano i luoghi chiusi e oscuri» spiegò il professor Lupin. «Gli armadi, gli spazi sotto i letti, le antine sotto i lavandini… Una volta ne ho incontrato uno che si era insediato in una pendola. Questo si è trasferito lì dentro ieri pomeriggio, e ho chiesto al Preside di lasciarcelo per poter fare un po’ di pratica con voi del terzo anno. Allora, la prima domanda che dobbiamo porci è questa: che cos’è un Molliccio?»
          Hermione alzò la mano.
          «E un Mutaforma» disse. «Può assumere l’aspetto di quello che ritiene ci spaventi di più».
          «Non avrei saputo dirlo meglio» approvò il professor Lupin, e Hermione sorrise radiosa. «Quindi il Molliccio che sta lì al buio non ha ancora assunto una forma. Non sa ancora che cosa spaventerà la persona dall’altra parte della porta. Nessuno sa che aspetto ha un Molliccio quando è solo, ma quando lo farò uscire, diventerà immediatamente ciò di cui ciascuno di noi ha più paura. Questo significa» disse il professor Lupin, ben deciso a ignorare il farfugliare terrorizzato di Neville, «che abbiamo un grosso vantaggio sul Molliccio prima di cominciare. Hai capito quale, Harry?»
          Cercare di rispondere a una domanda con Hermione al fianco che saltellava da un piede all’altro, la mano per aria, era piuttosto spiazzante, ma Harry ci provò.
          «Ehm… forse… siccome siamo in tanti, lui non sa che forma prendere?»
          «Precisamente» disse il professor Lupin, e Hermione abbassò il braccio, un po’ delusa. «È sempre meglio avere compagnia quando si ha a che fare con un Molliccio. Così lo si confonde. Che cosa diventerà, un cadavere senza testa o una lumaca carnivora? Una volta ho visto un Molliccio commettere l’errore di cercare di spaventare due persone contemporaneamente. Alla fine si è trasformato in mezza lumaca. Nemmeno lontanamente spaventoso.
          «L’incantesimo per respingere un Molliccio» continuò Lupin, «è semplice, ma richiede una grande forza mentale. Sapete, ciò che sconfigge un Molliccio sono le risate. Quello che dovete fare è costringerlo ad assumere una forma che trovate divertente. Ora proveremo l’incantesimo senza le bacchette magiche. Dopo di me, prego… Riddikulus!»
          «Riddikulus!» ripeterono tutti in coro.

          Rowling, Joanne Katheleen. Harry Potter And The Prisoner Of Azkaban, Bloomsbury, London, 1999 (tr. it. B. Masini, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, Firenze, Salani, 2000) p. 88 dell’edizione digitale

          • mauro scrive:

            Interessante la teoria del molliccio e sulla base che dà il professore è uno che si nasconde ed all’improvviso appare. Lei si è nascosto per tanto tempo non partecipando al blog del Dott. Tornielli ed all’improvviso appare con l’immagine di un santo dotato di aureola. Ma guarda un pò la Chiesa fin dove arriva! Le ha fatto vedere un santo con aureola e lei ne ha assunto subito le sembianze da ciò che vedo. Troppo divertente per non farsi una sonora risata quando i santi sono tutti i convertiti e tutti viventi come si legge nelle Lettere degli apostolia ai santi indirizzate. Riddikulos!
            Neppure s’accorge che il racconto la identifica pienamente!

          • Livio scrive:

            Poi ci si chiede quali siano stati i motivi che hanno portato il dottor Tornielli a disabilitare la funzione “commenta” per più di un anno…
            … Basta leggere la stupidaggine gratuita di certi commenti

          • mauro scrive:

            Caro Livio,
            ha ragione, per commentare un post c’è chi incolla un brano di Harry Potter, una stupidaggine alla quale non si può che rispondere con una dello stesso livello e senza alcun sforzo perchè tratta dalla logica, se così la si può chiamare, del brano stesso.

  3. Fabio scrive:

    Leggo su La Stampa che la “mossa” di (Papa) Francesco spiazzerebbe i conservatori.
    Urca, gran vaticanista… Dovrebbe ben sapere che l’annullamento esisteva ancor prima del Sinodo sulla famiglia e che quando si propone di “dare la Comunione ai risposati” si parla di tutt’altra cosa.
    I “conservatori” vogliono (giustamente) che si partecipi alla Santa Comunione in uno stato ALMENO di non peccato mortale (meglio sarebbe, come dice il Papa, OGNI Papa e la dottrina della Chiesa, che ci si accostasse alla Santa Comunione dopo la Riconciliazione) e annullando il matrimonio (che significa che non è mai esistito nei cuori di entrambi i coniugi) si ottiene proprio questo.
    Chi propone la possibilità di far partecipare alla Santa Comunione i divorziati civilmente … cristianamente non fa il bene né dei coniugi né della Chiesa.
    Se qualcuno esce spiazzato da questo snellimento è proprio chi è per l’assoluzione o annullamento fai-da-te (nella peggiore delle ipotesi) o dichiarato sciolto (non annullato) da un ente civile, che con la Chiesa e la sua dottrina non c’entra niente (ciò che è danneggiato DEVE essere riparato, problema che non si pone con ciò che non è mai esistito).
    Per inciso … proprio pensando con la mentalità “del mondo” ci si può aspettare un boom di annullamenti, i casi conclamati di nullità non sono tanti come si può credere (se non per la “nuova” clausula di Papa Benedetto della “mancanza di fede”)… È invece un gran bene il fatto che l’annullamento possa essere alla portata di tutti coloro che vogliono sapere se dover ricucire o se mai è stato realmente “cucito”.

  4. mauro scrive:

    La nullità del matrimonio prevede che il vincolo non sia mai esistito andando ad evidenziare che il divorzio, tanto combattuto dalla Chiesa ancora oggi, è di gravità minore rimanendo agli atti il vincolo stesso.
    Cio fa pensare che se il vincolo fosse da preservare, in quanto promessa fatta a Dio, la Chiesa avrebbe dovuto formalizzare il divorzio canonico alla stregua del divorzio civile e mai la nullità.
    Per una questione di soldi da incamerare fu istituita la nullità favorendo in tal modo l’accesso solo a pochissimi, e per casi estremamente gravi, ma ora che si riforma tale diritto canonico, snellendone la procedura e, se accettato, coinvolgendo i vescovi per la parte amministrativa, emerge che molte più coppie ne chiederebbe l’accesso facendo cadere fragorosamente l’indissolubilità del matrimonio e portandolo a livello del diritto civile che prevede anch’esso la nullità in specificati casi. Cosa faranno i vescovi se coinvolti? continueranno a vietarne l’accesso?
    E’ fin troppo chiaro che già ora vi sono molte richieste di annullamento e l’istituzione preposta si trovi in difficoltà dovendo dedicarsi sia alla parte amministrativa che a quella giudiziale. Necessitava una riforma ma ciò non indica affatto che ci sarà un’apertura, anzi i vescovi saranno più restii a consentirne l’accesso perchè ne dovranno rispondere di persona alla Chiesa se si riscontrerà una diversa e/o cattiva interpretazione delle norme.

    • cuba_libre scrive:

      E’ chiaro che per i primi tempi vi sarà un intasamento dovuto alle molte richieste che prima era proibitivo fare perche’ la Sacra rota non era a portata di tutti ma solo di coloro che se lo potevano permettere.
      Questo comporterà delle difficoltà iniziali, ma dopo si andrà a regime.
      ma se non vi sono le condizioni per l’annullamento, come non vi erano prima, non vi saranno neppure adesso. Quindi l’indissolubilità del matrimonio (sotto il profilo cattolico, ovviamente) non e’ messa in discussione. Anzi, forse adesso saranno annullati solo i matrimoni che sono realmente suscettibili di annullamento, mentre prima … il profumo dei soldi faceva divenire annullabili anche matrimoni con piu’ figli (vedi certi vip).

  5. mauro scrive:

    Caro Cuba_libre,

    La procedura cattolica prevede in caso di nullità lo scioglimento del vincolo matrimoniale e non si può certo affermare che è preservata l’indissolubilità del matrimonio in quanto vi è libertà di contrarre un nuovo matrimonio cattolico. Già scrissi che solo se il cattolicesimo avesse adottato il divorzio il vincolo rimarrebbe agli atti essendo il matrimonio del tutto valido.

    Se si legge il canone 1085, al secondo capoverso, oltre alla nullità del matrimonio è previsto anche lo scioglimento (Can 1151 e segg.) e tale fattispecie rientra nel caso del divorzio civile in quanto vi è la separazione e si lascia giuridicamente intatto il vincolo.
    Inoltre in ambito processuale canonico, la competenza per le cause di separazione coniugale appartiene al vescovo diocesano; tuttavia, nel caso in cui i coniugi siano sposati anche civilmente, la Chiesa preferisce lasciare alla giurisdizione statale le opportune decisioni in materia, soprattutto in considerazione delle conseguenze di natura patrimoniale che essa frequentemente comporta (can. 1692).

    La domanda sorge spontanea: per quale motivo ostacolare il divorzio (che in ambito giuridico civile è conosciuto come “scioglimento del matrimonio”) quando la Chiesa lo prevede nel proprio ambito ed assegna a quello civile la preferenza decisionale quando interagisce con un matrimonio cattolico?
    La risposta è semplice: se io Chiesa faccio una campagna contro lo scioglimento civile del matrimonio nessun cattolico crederà che sia previsto anche dal Canone, con indubbi vantaggi quali non interagire con chi lo richiederebbe che comporterebbe un notevole aggravio sui vescovi e sui loro compiti, ma se lascia al civile decidere sullo scioglimento (ed è la quasi totalità dei casi) per quale ragione i divorziati dovrebbero essere considerati fuori dalla Chiesa?
    Sono tutti all’interno della Chiesa e non vi sono dubbi alla luce del Canone!

    Ritornando alla nullità, tema del tread, quella cattolica in sintesi arriva a determinare che la nascita di figli, eventuali, sia avvenuta al di fuori del matrimonio non avendo alcuna validità quello contratto (è nullo, come mai avvenuto) pur se ne riconosce la legittimità mentre in ambito civile diventano figli naturali.
    E’ evidente che il credente, alla luce delle leggi civili che ben tutelano il matrimonio, si è resa conto che quello cattolico è deficitario alla luce delle proprie conoscenze, complesso e di difficile soluzione per arrivare ad una sentenza favorevole essendo la sola conosciuta nullità una sentenza che cancella tutto il pregresso.

    • Cisco scrive:

      Lo scioglimento riguarda la convivenza coniugale, non il vincolo matrimoniale, che è indissolubile. Come evidenzia appunto il Can 1152, “Per quanto si raccomandi vivamente che ciascun coniuge, mosso da carità cristiana e premuroso per il bene della famiglia, non rifiuti il perdono alla comparte adultera e non interrompa la vita coniugale, tuttavia se non le ha condonato la colpa espressamente o tacitamente, ha il diritto di sciogliere la convivenza coniugale, a meno che non abbia acconsentito all’adulterio, o non ne abbia dato il motivo, o non abbia egli pure commesso adulterio.”
      Lo scioglimento è l’equivalente della separazione, che anche in abito civile è diversa dal divorzio.

    • minstrel scrive:

      Ridicolo.
      Il canone 1152 prevede lo scioglimento della CONVIVENZA coniugale, cioè prevede che è possibile che uno vada da una parte e il coniuge (che rimane tale!) dall’altra.

      Mauro, ebbasta.

      • mauro scrive:

        Ho scritto di una serie di canoni a partire dal n. 1151 e se legge dal n. 1153 troverà “causa legittima di separazione” che non implica un ricongiungimento sulla base del can. 1153 p.2 se permangono le cause. ed è evidente che la separazione diventa definitiva se non si intende in alcun modo ricongiungersi.

        Minstrel, legga prima di intervenire!!!!!!

  6. Bortignon scrive:

    Dal mio canto, invece, io metterei in rilievo questo atteggiamento di sottomissione e servile ossequio ai “Padri” che , bontà loro, ogni due o tre secoli, decidono se è il caso di allentare o stringere la vite nel decidere (per noi) come dobbiamo nascere, come dobbiamo vivere e come dobbiamo morire. E lascia perplessi anche il facile impiego della parola “rivoluzione”, usata ogni qual volta i vertici vaticani decidono se, quando e cosa allentare… Mi domando quale rivoluzione mai, nella Storia, è stata compiuta dai vertici e se le decisioni prese dall’alto possano davvero meritare il nome di “rivoluzione”…

    • cuba_libre scrive:

      Sul concetto di “rivoluzione” ci sarebbe molto da dire, come per esempio chi e’ che le fa, chi ne trae realmente giovamento e qual e’ la matrice ideologica dalla quale traggono la loro ragion d’essere: infatti, storia alla mano, molto raramente le tre componenti coincidono; basti pensare alla Rivoluzione Francese che trasse spunto dall’Illuminismo di Rousseau, Montesquieu, Diderot, la fece il popolo, che fu l’ultimo a trarne un reale immediato giovamento, anzi le menti più fulgide vennero ghigliottinate (Danton, Lavoisier, etc.), e ne trassero vantaggio i borghesi che espropriarono la nobiltà e il clero dei loro privilegi, subentrandone Cio’ non toglie che vennero gettate le basi per il riconoscimento dei diritti civili del cittadino.
      Nel caso in essere , quindi, parlare di rivoluzione mi sembra quantomeno fuori luogo, visto che le istanze partono dall’alto, e non dal basso, ma e ‘ senz’altro vero che questo papa sta cercando di cogliere gli aspetti salienti della realtà sclerotizzata da secoli di immobilismo, e sta agendo di conseguenza: la (poco) Sacra Rota era divenuto un centro di potere, intendendo come centro di potere un organismo che puo’ disporre verticisticamente della vita della persona, in nome di una propria interpretazione della legge, che dietro laute elargizioni di denaro, poteva decidere se un matrimonio potesse essere valido o meno.
      intendiamoci, i valori non negoziabili del cattolicesimo restano intangibili, e se non sussistono le condizioni per l’annullamento, non sussistono e basta, ma quantomeno (almeno spero) sarà sfoltita quella gerontocrazia che con mille cavilli e cavilletti in pratica ostacolava il reale corso delle pratiche in essere. E questo, ripeto, credo che ‘ non sarà ben gradito a qualcuno, che attorno ai grovigli e le contorsioni tipiche della chiesa cattolica, aveva imperniato tutto il suo potere.

  7. mauro scrive:

    Caro cuba_libre,

    non riesco affatto a seguirla sul ragionamento che fa sulla Sacra Rota.
    Questa è stata istituita per emettere responsi favorevoli alle richieste di nullità dei matrimoni cattolici e non per negarli perchè in tal caso non serviva crearla quando vige l’indissolubilità del vincolo matrimoniale.
    E’ un tribunale che lavora al contrario: a fronte di un divieto si concede.
    Ed è tanto vero perchè le richieste ogni anno in Italia sono ben 8.000 che vengono esperite da 19 tribunali regionali abilitati alla trattazione delle cause matrimoniali. Il problema è solo la lunghezza esasperante di attesa per arrivare ad ottenere i tre gradi di giudizio previsti dall’ordinamento della Sacra Rota. Leggevo proprio ieri in un sito l’intervento di una signora che affermava di aver speso 4.000 euro ed aver aspettato 18 mesi per ottenere il solo primo grado di giudizio.
    Forse non s’è accorto che l’intenzione del Papa è sì di sveltire la procedura, che si rifletterà sui tempi di attesa, ma permetterà in futuro a più cattolici di accedervi. Scenderanno in tal modo i costi individuali ed aumenterà la soddisfazione del cattolico assieme alle entrate del Vaticano.

    • cuba_libre scrive:

      Non riesce a seguirmi, perchè lei, non me ne voglia, ha difficoltà a seguire ragionamenti lineari, prediligendo quelli contorti.
      Se lei legge bene fra le righe, si accorgerà che sto dicendo le stesse cose che dice lei, ovvero che i costi scenderanno e che piu’ gente potrà accedere ad un organismo i cui costi fino ad oggi sono stati proibitivi. lei parla di 4000 euro, io sono al corrente di cifre ben piu’ alte.
      Quello che io ho aggiunto e’ che la Sacra Rota, proprio perchè i suoi membri sanno che dalle loro decisioni puo’ dipendere l’impostazione di vita di una coppia, non agisce sempre in modo “cattolico”, ma i soldi sono una discriminante fondamentale, come nella migliore tradizione burocratica… e fermiamoci qua! E mi creda: SO QUEL CHE DICO!

      • mauro scrive:

        Caro cuba_libre,

        Il ragionamento lineare è che non non esistono cavilli e cavilletti, un potere della Sacra Rota che “era divenuto un centro di potere, intendendo come centro di potere un organismo che puo’ disporre verticisticamente della vita della persona, in nome di una propria interpretazione della legge, che dietro laute elargizioni di denaro, poteva decidere se un matrimonio potesse essere valido o meno. ” in quanto non esistono più valori non negoziabili nel matrimonio cattolico, come scrive lei, essendo evidente che se vi fossero ben pochi farebbero richiesta alla Sacra Rota per l’annullamento.
        E’ sulla base della forte richiesta annuale (il costo non ne inficia la richiesta trattandosi di 8.000 casi all’anno che vanno a coinvolgere [considerando eventuali figli] circa 20.000 persone) che non ha focalizzato che la Chiesa non si oppone all’annullamento ben sapendo che in ambito civile il cattolico ottiene il divorzio secondo la normativa italiana.
        Oggi che questo è pane quotidiano, e ci si riposa col solo rito civile, la Chiesa si ritrova con una massa considerevole di credenti che non hanno accesso ai sacramenti, coppie di sposi non regolari per il cattolicesimo ma regolari con un altro coniuge per lo Stato, figli con un padre biologico ed un secondo padre acquisito dal matrimonio civile, e ciò vuol dire che se il divorzio ai suoi tempi fu osteggiato in maniera anche clamorosa per confermare principi cattolici, alla resa dei conti fu uno sbaglio perchè la nullità del vincolo matrimoniale cattolico, che doveva essere un’eccezione alla regola confermando l’esistenza del valore non negoziabile del matrimonio cattolico, oggi è l’unico sistema che usa la Chiesa per evitare che i credenti divorziati e risposati si allontanino e con loro le nuove famiglie.
        Ed ho scritto “usa” perchè come ho già evidenziato esiste anche lo scioglimento del vincolo nel Canone della CC come avviene nel diritto civile con la procedura del divorzio. E’ sufficiente una richiesta formale al Vescovo che come da prassi risponderà di rivolgersi alla magistratura italiana. Nessun costo, nessuna Sacra Rota. Quel solo documento di risposta obbligherà la CC, dopo aver ottenuto il divorzio civile, a provvedere a sciogliere il rito religioso secondo la normativa italiana e gli accordi paritetici con la Santa sede.
        Non fu certo il problema della religione ortodossa che con intelligenza capì che usare misericordia verso i divorziati avrebbe portato consenso, gratitudine evitando in tal modo malcontento e discussioni infinite.
        Gli stessi ortodossi scrissero al Papa invitandolo ad usare la stessa misericordia ma ne ottennero un rifiuto ed oggi la Chiesa Cattolica per porre rimedio alla situazione dei divorziati risposati, e delle nuove famiglie perchè tali sono a tutti gli effetti, sfrutta l’ingenuità dei credenti stessi arricchendosi attraverso la procedura della Sacra Rota che deve, e non potrà, annullare il matrimonio cattolico. Lo concede perchè in tal modo il divorziato si può risposare con rito cattolico ridiventando “immacolato” per la CC.
        Politicamente è il classico colpo di spugna che toglie di mezzo il problema e lei dovrebbe saperne e capirne di politica.
        Le ho riportato un esempio di costo reale e personale, tratto dal Web, per ottenere la sentenza di primo grado ma poiché le scrissi che i gradi sono tre è anche evidente che i costi aumentino e il passaggio da un grado all’altro comporti una maggiorazione di spese.

        • minstrel scrive:

          “non esistono più valori non negoziabili nel matrimonio cattolico”
          buahahhahahahah, quanto mi mancava!

          • mauro scrive:

            Certo che le mancano perchè non ci sono! E’ diventato un mercato a scopo di lucro annulllarli e la speculazione non rende valori veri ma gonfiati.
            Più sono gonfiati e più ci credono ma la Chiesa li annulla a ritmo serrato e se va in porto il desiderio del Papa si farà una strage di quei valori.
            Impari invece a riconoscere i valori di Genesi e cosa significhi “carne” e vedrà che “saranno una sola carne” le mostrerà altro quando la donna doveva essere d’aiuto.
            L’intelligenza invece di sprecarla solo musicalmente la impieghi anche per capire ciò che dovrebbe premerle di più in vista di qualcosa di superiore a lei. Cerchi di avvicinarsi e non si fidi di chi le avvicina il traguardo per farle “credere” di essere arrivato.
            Lei è sempre “scompisciato” nelle esternazioni finali che non è neppure credibile. Sono esternazioni da bar a dir bene.

          • minstrel scrive:

            Quanto mi mancava lei, mauro.
            Le sue sono parole vuote tanto quanto la sua pseudo-esegesi di Genesi, libro che non si capisce perché dovrebbe essere importante visto che è tale solo e soltanto perché è la Chiesa che tanto denigra ad averlo scelto come libro ispirato.
            Impari la logica della fede una buona volta e non se la prenda per chi sa sorridere.
            Buon cammino

  8. mauro scrive:

    Ma caro Mistrel,

    l’ignoranza cronica è la cultura d’oggigiorno e quando uno come lei vuol insegnare agli altri di imparare la logica della “fede” nemmeno sa che fede è “la fiducia” che si assegna, fiducia che non vuol dire che essa rappresenti la verità ma una verità a cui si crede. Gli apostoli credevano alla verità che esprimeva Gesù ma non a quella dei Farisei A quella dei Farisei altri credevano!
    Ma il suo problema è che lei non crede ad una sua verità ma a quella che altri le hanno confezionato certi, anzi certissimi, che lei vi avrebbe creduto. E’ sufficiente per persone come lei che le facciano vedere cose meravigliose per cadere nel trabocchetto che da secoli hanno confezionato.
    Certo le fa un immenso piacere scrivere di mie pseudo-esegesi , si sente importante ad annotarlo, evideniarlo ma purtroppo ha preso il solito granchio perchè di Genesi le ho indicato una parola ed una frase senza in alcun modo proporle il significato in quanto questo proviene dal mondo ebreo contemporaneo ai testi biblici che ne determinarono il significato. Ebbene, per volontà sua, questi autori fecero la propria pseudo-esegesi della parola e della frase di Genesi che le ho proposto
    Pensi la Chiesa Cattolica, che neppure esisteva ai tempi biblici, anch’essa ha determinato la propria pseudo-Genesi di “carne” e “saranno una sola carne”. Non c’è più religione al mondo! Hanno determinato con 13 di secoli di ritardo che si trattasse di vincolo indissolubile del matrimonio che neppure allora esisteva e per altri secoli si continuò a non praticarlo! Dev’essere stata una seconda ispirazione divina perchè quella stessa che era in Genesi non l’hanno capita per tutti quei secoli.
    Quelle sconsiderate chiusure ai suoi interventi non sono affatto sorrisi tranne che uno non scenda al suo livello ma il periodo del bambino l’ho passato da un bel pezzo, come lei ben sa, e certe esternazioni infantili non mi appartengono più.
    Buon canto e musica.