Benedetto XVI, Paolo VI e l'appello di Gattegna

«Non possiamo tenere per noi le parole di vita eterna che ci sono date nell’incontro con Gesù Cristo: esse sono per tutti, per ogni uomo. Ogni persona del nostro tempo, lo sappia oppure no, ha bisogno di questo annuncio». È un passaggio dell’esortazione post-sinodale di Benedetto XVI Verbum Domini, pubblicata ieri, che sintetizza il lavoro del Sinodo sulla Parola di Dio del 2008 (questo è l’articolo che pubblico oggi a questo proposito sul Giornale). Mi hanno colpito queste parole, e ho ripensato, tra l’altro, all’articolo del presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna, pubblicato nei giorni scorsi su «L’Osservatore Romano», nel quale si chiedeva: «un gesto utile, necessario e certamente apprezzato sarebbe un’aperta dichiarazione di rinuncia da parte della Chiesa a qualsiasi manifestazione di intento rivolto alla conversione degli ebrei, accompagnata dall’eliminazione di questo auspicio dalla liturgia del Venerdì che precede la Pasqua». Dunque la Chiesa, che bene ha fatto ad eliminare ogni elemento antigiudaico dalla sua liturgia (Giovanni XXIII eliminò la preghiera “pro perfidis Joudaeis”, Benedetto XVI, dopo la liberalizzazione della messa antica, ha ulteriormente modificato l’Ottava supplica del Venerdì Santo, togliendo i riferimenti a “l’accecamento” di paolina memoria), non dovrebbe neanche pregare perché gli ebrei siano illuminati da Cristo. A parte il fatto che i cristiani pregano sempre, innanzitutto, per la loro conversione, può essere utile pubblicare questa nota del grande Papa Paolo VI, il quale, il 21 maggio 1964 trasmetteva un appunto al segretario generale del Concilio, Pericle Felici, a proposito dello schema de Oecumenismo: «Sembrerebbe bene riprendere anche le parole dello schema primitivo circa la speranza della futura conversione di Israele , perché esse indicano che la condizione in cui gli ebrei si trovano ora, anche se degna di rispetto e di simpatia, non è da approvarsi , come perfetta e definitiva, e perché tale speranza è esplicitamente espressa dalla dottrina di San Paolo sugli Ebrei». Le parole «che ci sono date nell’incontro con Gesù Cristo», scrive oggi il successore di Papa Montini, «sono per tutti, per ogni uomo», nessuno escluso. Questo non significa, ovviamente, fare proselitismo. Ma, nonostante le tante ferite e sofferenze che in passato gli abrei hanno dovuto subire, non è facile comprendere come una semplice preghiera possa essere vissuta come una minaccia e un ostacolo ai rapporti di amicizia e di stima reciproca che grazie a Dio caratterizzano – e non da ieri – le relazioni tra cristiani ed ebrei.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

44 risposte a Benedetto XVI, Paolo VI e l'appello di Gattegna

  1. Marco N. scrive:

    Le parole del Pontefice sono iontrise di profondo coraggio e grande desiderio di chiarezza. Direi non solo una risposta “diplomatica” a Gattegna (il che immiserirebbe inevitabilmente tutto il contesto), ma un chiarimento utile a tutti dopo tante confusioni,manomissioni,inquinamenti e strumentalizzazioni del concetto stesso di oecumenismo.

  2. Francesco Colafemmina scrive:

    Caro Andrea,

    ogni tanto ritornano di moda le parole del Cardinal Biffi: “Dovere statutario del popolo di Dio e compito di ogni battezzato è di far conoscere Gesù di Nazaret, il Figlio di Dio morto per noi e risorto, e il suo necessario messaggio di salvezza. E´ un preciso ordine del Signore e non ammette deroga alcuna. Egli non ci ha detto: “Predicate il Vangelo a ogni creatura, tranne i musulmani, gli ebrei e il Dalai Lama”.”

    Mi stupisce tuttavia che persino l’OR, tra i Simpson e i Blues Brothers, tra recensioni di Nightmare e esaltazioni di Michael Jackson, finisca per pubblicare il solito articolo di Gattegna (ne ricordo uno simile su Avvenire). E mi stupisce ancor di più il fatto che nessuno finora gli abbia risposto – sempre sul giornaletto della Santa Sede – ! Va bene il dialogo, ma il monologo risulta un po’ stucchevole…

  3. Cherubino scrive:

    primo dovere del cristiano è non contraddire il vangelo con le proprie parole e le proprie azioni.

    Ed è del tutto incorente con il vangelo pretendere che chi ha un’opinione diversa e la esprime in modo civile non possa dire la sua e trovare spazio su un giornale cattolico. Compito di un giornale poi non è fare catechesi, ma informare in primis e poi stimolare un dibattito. L’Osservatore romano ci riesce perfettamente.

  4. Marco N. scrive:

    Non avrei mai creduto che Francesco Colafemmina con la sua ( doverosa) osservazione circa le discutibilissime scelte editoriali dell’O.R. potesse aver “contraddetto il Vangelo”.
    Vogliamo mandarlo al rogo mentre il solito guitto che imperversa in questo blog recita le sue inutili e spassose giaculatorie?

  5. antonella lignani scrive:

    Grazie caro Tornielli per le sue parole, veramente impeccabili.

  6. Sal scrive:

    Bibbia, “Parola di Dio “ cambiamento epocale un “segno dei tempi”.

    Prima
    (1073-1085) – papa Gregorio VII e papa Innocenzo III (1198-1216) — si oppongono strenuamente alla traduzione della Bibbia. Per far rispettare coattivamente il decreto si ricorse all’Inquisizione.

    1179, nel corso del III Concilio Lateranense, papa Alessandro III condannò Valdo e i suoi seguaci per eresia, e le traduzioni da lui finanziate furono bruciate da monaci. Da allora in poi la chiesa si oppose a ogni sforzo di mettere la Parola di Dio in mano alla gente comune.

    1211 bruciano Bibbie nella città di Metz,

    1229 il Concilio di Tolosa proibì espressamente ai laici l’uso di Bibbie in qualsiasi lingua volgare.

    1234, il Concilio di Tarragona (in Spagna), che proibì perfino al clero di possedere Bibbie in una qualunque lingua romanza (derivata dal latino).

    1559 papa Paolo IV fa pubblicare il primo Indice dei libri proibit. L’Indice proibì le traduzioni della Bibbia in lingua volgare, compresa quella del Brucioli. Chi contravveniva era colpito con la scomunica.

    1596 l’indice ancora più restrittivo: stabilì che non si dovevano più concedere autorizzazioni per la traduzione e la stampa di Bibbie in volgare. Tali Bibbie dovevano essere distrutte.

    Dalla fine del Cinquecento si moltiplicarono i roghi con cui le Bibbie venivano bruciate sui sagrati delle chiese. Nell’immaginario collettivo le Scritture divennero un libro degli eretici, un’idea che sopravvive tuttora. Furono distrutte quasi tutte le Bibbie e i commentari biblici delle biblioteche pubbliche e private, e per circa duecento anni nessun cattolico tradusse una Bibbia in italiano.

    XIX secolo – La chiesa ortodossa mette al bando la Società Biblica Russa (Circa un anno prima avevano già bruciato migliaia di Bibbie). Per tutto il secolo i papi emisero una serie di decreti inesorabilmente contrari alle Bibbie in volgare.

    1897 papa Leone XIII riafferma: “Sono vietate tutte le versioni dei Libri Sacri realizzate da qualunque acattolico in qualsivoglia lingua volgare, specialmente quelle diffuse dalle Società Bibliche, condannate in più occasioni dal Romano Pontefice”.

    Poi – La sconfitta e la resa. ( Il tempo è galantuomo)

    2010 Oggi,- «Non possiamo tenere per noi le parole di vita eterna che ci sono date nell’incontro con Gesù Cristo: esse sono per tutti, per ogni uomo. Ogni persona del nostro tempo, lo sappia oppure no, ha bisogno di questo annuncio».

    Sarebbe comico se non fosse tragico.

    Gli Ebrei. – Avidi e perfidi

    “Cupientes Judaeos”
    Papa Paolo III del 21 marzo 1542 disciplina tempi e modi della conversione “degli avidi ebrei e degli altri infedeli”. Per rendere più efficace la loro conversione, ed evitare così conversioni di facciata, o ripensamenti successivi, il Papa stabilisce che all’ebreo convertito al cristianesimo non devono più essere confiscati i beni posseduti prima del battesimo (come invece era abitudine fare).

    “Oremus et pro perfidis Judaeis” – è una locuzione latina, presente dal VI secolo fino al XX secolo nella liturgia cattolica, con la quale i cattolici pregavano per la conversione dei giudei. Istituita formalmente nel VII secolo; è però possibile che forme simili fossero già presenti in precedenza.

    Nelle procedure “giudiziarie” dell’Inquisizione, peraltro, l’atto di abiura era un istituto dettagliatamente descritto in alcune bolle post-tridentine, emanate a partire dal 1542, anno di quel concilio; in materia, fu papa Paolo IV a rilasciare la bolla Cupientes Judaeos, sulla conversione forzosa degli ebrei.

    1928 la Congregazione per la Dottrina della Fede, emetteva un decreto che ordinava la soppressione di questa dichiarazione (Oremus et pro perfidis Judaeis) in seguito alla sua proposta di riformulare la preghiera del venerdì Santo e le accuse di “accecamento” in essa contenute.

    1959 -Giovanni XXIII eliminò la preghiera “pro perfidis Joudaeis”

    1964 Paolo VI de Oecumenismo –“ sarebbe bene riprendere anche le parole dello schema primitivo circa la speranza della futura conversione di Israele , perché esse indicano che la condizione in cui gli ebrei si trovano ora, anche se degna di rispetto e di simpatia, non è da approvarsi”

    2008 Benedetto XVI, dopo la liberalizzazione della messa antica, ha ulteriormente modificato l’Ottava supplica del Venerdì Santo, togliendo i riferimenti a “l’accecamento” non dovrebbe neanche pregare perché gli ebrei siano illuminati da Cristo.

    “I Cristiani pregano sempre per loro” – Falso basta leggere quanti post sono stati pubblicati nei quali si dice “pregherò per te” dimostrando un appartenenza privilegiata e una superiorità morale che innalza sul povero peccatore e lo sottomette psicologicamente volendo dimostrare di essere l’unico nel giusto.

    A UN convegno del Consiglio Ecumenico delle Chiese, tenuto circa 50 anni fa, i membri furono esortati a “prorompere nello spirito di evangelismo” e a insegnare ai loro greggi “ad evangelizzare”. Cinque anni dopo l’ecclesiastico cattolico John A. O’Brien scrisse in merito alla necessità di fare nuovi discepoli “andando da loro” e non semplicemente “standocene a sedere nelle nostre case”. E nel gennaio 1994, papa Giovanni Paolo II disse che “non è tempo di vergognarsi del Vangelo, è tempo di predicarlo dai tetti”.
    A quanto pare queste saltuarie richieste di evangelizzatori sono cadute su orecchi sordi.

    Un articolo apparso sul giornale australiano Illawarra Mercury diceva: “Preminenti cattolici della costa meridionale non hanno gran voglia di adottare un atteggiamento simile a quello dei testimoni di Geova nei confronti della propria fede”. Un uomo ha detto che l’evangelizzazione “non rientra nella mentalità cattolica”. Un altro ha fatto questo ragionamento: “È bene che la Chiesa faccia pubblicità a se stessa, ma non bussando alle porte. Forse sarebbe meglio attraverso le scuole o la corrispondenza”. (non vogliono essere disturbati) Anche il decano di una cattedrale del posto ha detto di non sapere bene come interpretare le osservazioni del papa. “Noi dovremmo incoraggiare le persone a praticare nella propria vita il Vangelo che conoscono”, ha detto. “Che questo significhi o meno bussare alle porte è un’altra questione”. Il titolo dell’articolo ben riassume il punto: “I cattolici non hanno intenzione di accogliere l’invito del papa a predicare”.

    2010 Oggi,- «Non possiamo tenere per noi le parole di vita eterna che ci sono date nell’incontro con Gesù Cristo: esse sono per tutti, per ogni uomo. Ogni persona del nostro tempo, lo sappia oppure no, ha bisogno di questo annuncio».

    Malgrado i cristiani non evangelizzino da tempo oltre che imporre e diffondere decisioni della gerarchia,non saranno queste parole a cambiare la Verità – “Come, a loro volta, predicheranno se non sono stati mandati?” (Romani 10.15) e cosa potrebbero insegnare ? Ciò che non conoscono perché misterioso ?

    La Verità affiora sempre è solo questione di tempo. La verità non può essere modellata ai piaceri e alle necessità del momento, né può essere imposta, eventualmente solo spiegata a chi la vuole conoscere e non ha bisogno di fumose cerimonie e appariscenti processioni, perché la Verità è un modo di vivere che vale per tutti sempre in ogni luogo.

  7. Reginaldus scrive:

    Se non si può pregare “pro perfidis judaeis” perché non sta bene metterne in chiaro l’incredulità in Cristo, perché pregare al fine che il Signore tolga il velo dal loro cuore e essi si aprano al dono della fede nel Signore Nostro Gesù Cristo, Unico e solo Salvatore del mondo e degli uomini??? E se non sta bene parlare di accecamento degli ebrei increduli nei confronti di Cristo- come pur anco fa nientemeno che san Paolo- Parola di Dio!, perché pregare, appunto, Il Signore Dio Nostro perché illumini i loro cuori e riconoscano Gesù Cristo Salvatore di tutti gli uomini? Se i G.23 i P.6 i GP.2 e i B.16 avessero mai letto, per esempio, il capitolo 8 del vangelo di Giovanni, l’unico riguardo che avrebbero avuto nei confronti degli ebrei “ciechi e perfidi” sarebbe stato quello di denunciarne l’atteggiamento con la STESSA ASPREZZA di Nostro Signore, unico modo per scuoterne la coscienza e agevolarne il ravvedimento, con il sostegno di un DOVEROSA costante preghiera da parte dei fedeli di Cristo Signore. E qui si entra nel campo della vera comprensione della Parola di Dio, che da questi modi improntati ad estrema cautela da parte dei ‘papi’ moderni, non sembra trasparire un granché.. E stando così le cose, quale autorità si può avere per sollecitare ad una predicazione omiletica che tenga presente “IL DATO DI FEDE”???

  8. Sal scrive:

    @ Marco N
    Per quel che può valere , condivido il suo concetto di “strumentalizzazione di ecumenismo”.
    Invece di parlarne, discuterne e ragionarne, basterebbe che tutti facessero ciò che è scritto e il problema sarebbe risolto senza troppe parole. Non crede ?

  9. Reginaldus scrive:

    #SAL
    per un cattolico ( autentico) le piaccia o no, la Bibbia va letta sotto la guida della Chiesa, interprete, designata da Dio, del senso autentico di essa.C’ è scritto infatti: “ciò che legherete sulla terra sarà legato anche nei Cieli, e ciò che scioglierete sulla terra sarà sciolto anche nei Cieli”: potere giurisdizionale e potere magisteriale insieme. E il Gregge di Dio, che nel suo Capo Visibile vede il Buon Pastore, ad esso assegnato e garantito dal “Principe dei Pastori” (1Pt,5,4), si lascia guidare, in piena fiducia, nei pascoli di erba fresca e alla fonte dell’acqua della vita eterna. DA TENERE, questo gregge, al riparo da qualunque insidia il nemico- il lupo – possa tendergli. E la più pericolosa di queste è proprio quella imbastita con le parole della Bibbia, stravolte DIABOLICAMETE per avviare il Gregge di Dio “sui sentieri di morte” . Con buona pace di Sal, ripeto, che inutilmente e pateticamente, saltimbanca da una citazione all’altra per cercare chissà quale scandalo! Lo scandalo è invece oggi, che i VERI BUONI PASTORI sembrano scomparsi, sostituiti da una cupola di complici dei lupi stessi o da lupi stessi vestiti da agnello,che con le ‘loro’ interpretazioni sulla Bibbia cercano di avviare il gregge sui sentieri di morte. …. ( e poi è ridicolo che la società moderna, così attenta a fulminare i più ignominiosi ostracismi contro ogni tipo di revisionismo – ideologico storico scientifico…, si SCANDALIZZI perché i Pastori della CHIESA nei secoli della GLORIOSA STORIA della CHIESA siano stati così attenti a salvaguardare il loro GREGGE … E allora, ViVA i GREGORIO VII E GLI INNOCENZO III e tutta serie dei loro BENEMERITI SUCCESSORI, che da VERI PASTORI sono stati fedeli al Mandato divino di Cristo).

  10. Sal scrive:

    Il Giornale 12/11/2010 “Il Papa e le omelie «creative»: basta con i parroci superstar”
    di Andrea Tornielli

    Il Papa: 2010
    Basta con le omelie «generiche e astratte», che nascondano la semplicità della Parola di Dio,
    Basta anche con le «inutili divagazioni» che rischiano di mettere al centro dell’attenzione il predicatore superstar, invece che ciò che dice. L’omelia deve lasciar parlare Dio e anche chi la pronuncia, deve farsi interrogare dalla Parola ascoltata,

    Devono evitarsi omelie generiche ed astratte, che occultino la semplicità della Parola di Dio, come pure inutili divagazioni che rischiano di attirare l’attenzione sul predicatore piuttosto che al cuore del messaggio evangelico.
    Deve risultare chiaro ai fedeli che ciò che sta a cuore al predicatore è mostrare Cristo, che deve essere al centro di ogni omelia. Per questo occorre che i predicatori abbiano confidenza e contatto assiduo con il testo sacro; si preparino per l’omelia nella meditazione e nella preghiera, affinché predichino con convinzione e passione».

    Domande che il Sinodo ha suggerito stiano alla base di ogni omelia: «Che cosa dicono le letture proclamate? Che cosa dicono a me personalmente? Che cosa devo dire alla comunità, tenendo conto della sua situazione concreta?». E non manca un richiamo alla «testimonianza della propria vita».

    Dal manuale della scuola dei testimoni di Geova: ed. 1992

    Il corretto uso della facoltà della parola richiede che dovremmo attenerci alla Parola di verità di Dio, usandola come base di tutta la predicazione e l’insegnamento che compiamo. Desideriamo indirizzare l’attenzione di tutti alla Parola di Dio, la Bibbia. Essa contiene il messaggio che predichiamo, e vogliamo che le persone si rendano conto che ciò che diciamo non ha origine da noi ma da Dio.

    Dovete avere una chiara comprensione degli argomenti prima di poterli insegnare a qualcun altro. La preparazione è di grande valore. Ci vuole tempo per prepararsi, ma i risultati ne valgono lo sforzo. Richiamate l’attenzione sui propositi di Dio sulle ragioni che vi spingono ad usare quella scrittura. Evitare di richiamare l’attenzione su di sé, sull’abito, evitando di vestire in maniera trasandata né eccentrica, seguendo le mode dimostrando mancanza di modestia.

    L’oratore deve vivere l’argomento, deve essere emotivamente coinvolto da quello che dice preparando non solo informazioni ma anche il cuore. Un requisito essenziale per essere un efficace insegnante della buona notizia è quello di confidare in Geova, dargli ascolto, appoggiarsi alla sua guida e chiedergli aiuto.

    Le domande sono specialmente utili ed efficaci per insegnare, come spesso dimostrò Gesù Cristo. Nell’insegnare è utile fare domande che conducano ad afferrare il pensiero. Potete usare anche domande retoriche, domande formulate per stimolare il pensiero, senza attendere una risposta dall’uditorio.

    Testimonianze o illustrazioni costituivano un aspetto importante dell’insegnamento di Gesù. In modo simile, gli insegnanti cristiani d’oggi possono trarre illustrazioni dalle attività e dalle esperienze della vita per imprimere eccellenti insegnamenti nella mente dei loro ascoltatori.

    Ecc.

    Chi copia chi ?

  11. Cherubino scrive:

    ma quale asprezza ! lei Reginaldus non sa neanche dove sta di casa l’atteggiamento di nostro Signore…

  12. Cherubino scrive:

    Marco N, non attribuisca a me le sue prerogative…
    E in ogni caso tutti sanno che un annuncio seguito dalla contro-testimonianza fa solo danni perchè crea scandalo.

    L’idea che avete di “cristianità” che mostrate non è radicale ma faziosa. L’idea che un giornale non possa accogliere una voce diversa mettendola avviando un confronto e possibilmente un dialogo con le nostre opinioni trasforma il giornale in uno strumento di potere, e la Chiesa in un partito politico.

    La bibbia riporta un sacco di gente che critica sia la fede ebraica che quella cristiana, diversi libri sono costruiti proprio sul confronto tra opinioni diverse (es. Qoelet, Giobbe) i vangeli riportano le parole di chi non credeva, addirittura quelle di Caifa, ritenute da San Giovanni apostolo profetiche.
    Fare del Vangelo un’ideologia è molto più deleterio dell’avversarlo apertamente e, certamente, del chiedere che i cristiani non preghino per la conversione degli Ebrei.

  13. Sal scrive:

    @ Reginaldus
    Mi pare di poter dire che il motivo per cui non è necessario pregare “pro perfidis judaeis” non è solo quello di non metterne in chiaro la legittima incredulità, ma perché il rispetto per gli altri vuole che ciascuno possa credere in ciò che vuole senza sentirsi pressato o costretto.

    Soprattutto mi pare che non sia in linea con quanto sostenuto sia da Gesù che da Paolo quando invece di chiedere di pregare per altri dicono: “ Dovunque qualcuno non vi riceva o non ascolti le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città scuotete la polvere dai vostri piedi.” (Matteo 10.14-15) – “Ma poiché essi si opponevano e parlavano ingiuriosamente, scosse le sue vesti e disse loro: “Il vostro sangue ricada sulle vostre proprie teste. Io [ne] sono puro. Da ora in poi andrò alle persone delle nazioni”” ( Atti 18.6).

    Sarebbe illogico che prima Dio abbia permesso a ciascuno di seguire i propri convincimenti dotandolo di libero arbitrio e poi intervervenire per vanificare quel dono a motivo delle prehiere di altri che chiedono a Lui di togliergli il privilegio di agire indipendentemente, che in un primo tempo aveva donato.

    Perchè dovrebbe fare preferenze ascoltando gli uni a discapito di altri ?
    Saluti

  14. Simon de Cyrène scrive:

    Come la Sra Lignani anch’io ringrazio il Dr Tornielli per questo suo post e per il suo articolo su Il Giornale, ambo interventi come sempre estremamente equilibrati e che ricordano l’insegnamento di sempre della Chiesa cattolica in perfetta continuità ermeneutica anche attraverso papi come il Servo di Dio Paolo VI fino all’attuale S. Pontefice.

    La Verbum Domini è un documento pastorale a fortissima connotazione magisteriale, che, probabilmente, sarà giudicata epocale e merita di essere letta in intero evitando di estrarne elementi decontestualizzati per farne dire quel che non vuole dire: spero che il nostro Ospite prenderà prossimamente anche altri spunti per suscitare un dialogo in questo spazio.

    Per tornare alle affermazioni del Sig Gattegna debbo dire che le trovo incomprensibili. Passi che questo signore non conosca il latino e quindi l’etimologia di perfides (dal latino “per” che definisce un senso opposto alla voce alla cui è unito in questo caso “fides”, cioè semplicemente “senza fede”, cioè nulla di per se offensivo)e si limita all’accezione delle lingue attuali dove c’è un connotato negativo, e quindi hanno, forse, fatto bene i pontefici ad eliminarne l’espressione (anche se mi pare un po’ ridicolo voler cambiare una lingua perchè certi suoni possono condurre ad una cattiva interpretazione in un’altra lingua).

    Ma quel che non capisco è perchè il Sig Gattegna non vuole che si preghi per lui e per la sua salvezza. Posizione poco logica di per sè, perchè (1) sia il nostro Dio è quello vero e che quindi è tutto a suo beneficio che preghiamo per lui, oppure (2) non lo è e quindi non c’è nessuna ragione che agisca nel senso della richiesta della preghiera in questione.

    Personalmente sarei molto contento che musulmani ed ebrei pregassero per me, in quanto come minimo vuol dire che mi vogliono del bene: se si prega il proprio Dio per il bene di qualcuno non si può, poi, volergli del male, mi sembra.

    Se il Sig Gattegna volesse che ci fossero ancora meno problemi tra cattolici ed ebrei dovrebbe chiedere al papa che noi pregassimo per la salvezza degli ebrei ogni domenica e non solo il venerdì santo ed in cambio che ad ogni shabbat loro pregassero per noi.

    Non si va in paradiso da soli, non ci si salva individualmente nè ci si condanna individualmente, ma in “società” con le persone che abbiamo amato abbastanza fortemente per aver dato loro un accesso più facile a Dio attraverso le nostre preghiere, le nostre penitenze e, soprattutto, i nostri atti. Questo è il Mistero del Corpo Mistico e della Comunione dei Santi che si sviluppa lungo la storia.

    Ho molti amici musulmani ed ebrei e non c’è dubbio che desidero vederli un giorno in Paradiso assieme a me, non posso quindi non pregare e non fare penitenza e non agire in modo tale che abbiano almeno una opportunità da vivi di scegliere liberamente tra la situazione di errore nella quale essi sono e la frequentazione della Verità, N.S. Gesù Cristo.

    Ma forse che il Sig Gattegna non vuole a priori essere salvato, cioè siamo proprio in quel caso contemplato da Gesù stesso circa il peccato contro lo Spirito, il solo per il quale non c’è Redenzione possibile, visto che non puô essere salvato chi non lo vuole.

    In Pace

  15. Reginaldus scrive:

    @Cherubino

    per esempio: “voi avete per padre il diavolo, bugiardi e assassini come lui…” (Gv 8) : quanto a morbidezza non c’è che dire!. ma lei che vangelo legge???

  16. Marco N. scrive:

    La bibbia riporta un sacco di gente che critica sia la fede ebraica che quella cristiana

    La “bibbia” come un talk show quindi? Interessante!
    E’ bene leggere codeste cosette, caro Cherubino,…se si riesce a trattenere le risa…

  17. Cherubino scrive:

    Reginaldus, impari lei a leggere le Scritture, magari facendosi aiutare da un buon biblista.

    Innanzitutto la prima questione che le sfugge è il tono, il cosiddetto “sottotesto”. Con quale emozione Gesù ha pronunciato quelle frasi (ammesso che siano “ipsissima verba”) ? Con l’asprezza di Reginaldus o con il cuore pieno di misericordia che cerca di fare breccia nell’incredulità altrui ?
    Vede, io non ho detto che Gesù non ha detto cose chiare, chiamando le cose con il loro nome, ma che non ha usato “asprezza”. Tutta la Scrittura parla di un Dio che di fronte alla durezza di cuore dell’uomo freme nell’intimo di compassione, come un utero materno che porta il ricordo indelebile della sua piccola creatura. Lei legge quelle parole con “asprezza”, io leggo quelle parole alla luce del Kerygma, quindi come una supplica incommensurabile all’uomo: lasciati amare! L’asprezza che Dio accetta di provare è l’aceto che beve sulla Croce segno della insanabile ferita dell’amante rifiutato.

    Provi allora a confrontare quel verso di Giovanni con la parabola del “figlio ribelle e del padre misericordioso” di Luca. E’ lo stesso Dio, o no ? Eppure non c’è accento di asprezza! E se il figlio maggiore, quello rimasto a cassa, rappresenta proprio gli ebrei che non riconoscevano Gesù, guardi come il Padre esce a supplicarlo di partecipare alla festa per il fratello ritrovato. Le parole di Gesù in Giovanni e l’appello del Padre della parabola in Luca hanno lo stesso contenuto.

    In secondo luogo, legga bene il passo da lei citato, magari senza fare tagliuzzi che ne alterano il senso.
    Innanzitutto Gesù sta parlando non agli oppositori, ma “ai Giudei che avevano creduto in lui” (VV. 30-31). Ma come? quelli credono e lui li bastona? Lei come lo spiega?
    In realtà Gesù sta mettendo in guardia questi discepoli da un errore tipico: leggere il presente con la propria pre-comprensione che deriva dal passato. Insomma Gesù qui sta correggendo non chi dice di non credere, ma chi dice di credere ma in realtà crede alle proprie idee. E ce ne sono molti anche oggi, anche tra i presunti cristiani.
    A questi dice che lui li farà liberi. Solo che essi credono di essere già liberi. Non vanno dietro a Gesù per lasciarsi servire, curare, liberare: credo che sia Gesù ad avere bisogno di loro! E quanti cristiani zelanti fanno lo stesso errore. “Non sono i sani ad avere bisogno del medico, ma i malati” dice Gesù in un altro passo. Quelli invece pensano di essere sani (=santi) e per questo possono seguire Gesù. Nella Messa diciamo “Signore non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma dì soltanto una parola e sarà salvato”. Ma ci crediamo veramente.
    Di fronte a questa presunzione Gesù deve scalfire la nostra certezza, altrimenti non può servirci, curarci, liberarci, amarci. Ci deve mettere di fronte alla nostra lontananza da lui, alla nostra opposizione, per colmare questa distanza e abbattere questa barriera. E un’azione che gli costa la vita e il sangue. L’asprezza di questa conversione la sopporta lui sulla Croce. Agnus Dei qui TOLLIT peccata mundi.
    Santa Caterina da Siena diceva che quando Dio ci mette di fronte ai nostri peccati ci mostra sempre insieme il suo cuore infuocato di misericordia. La conoscenza dei primi deve andare insieme alla conoscenza della seconda, e viceversa. Perchè la Legge da sola uccide. Mentre se è accompagnata dalla misericordia è come un pedagogo che conduce alla libertà. Lo dice S. Paolo.

  18. Sal scrive:

    @ Reginaldus

    “tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo”. (Matteo 18:18, CEI)

    Se permette solo un semplice può pensare che il cielo si adatti e assoggetti alle decisioni terrene. Mi pare un poco presuntuoso. Il versetto va letto nel contesto di Matteo 18.15-20 in unione con Giovanni 20.22-23

    Per fortuna che c’è un autentico magistero e ci sono autentici buoni pastori come Gregorio VII e Innocenzo III
    Poiché la Bibbia come lei sostiene va letta sotto la guida dell’interprete designata, come spiega il fatto che prima l’hanno ferocemente osteggiata e bruciata ?

    Per non correre il rischio di aver capito male, sono questi i veri buoni pastori di cui lei parla ed è questa la “gloriosa” storia ?

    Nel 1079 papa Gregorio VII emanò il primo di numerosi editti ecclesiastici in cui si proibiva di produrre e a volte anche solo di possedere versioni in volgare. Egli revocò il permesso di celebrare la Messa in slavo per la ragione che ciò avrebbe richiesto la traduzione di brani delle Sacre Scritture.

    Nel XIII secolo la Chiesa Cattolica sanzionò ufficialmente l’Inquisizione. Ebbe origine in Europa ma si diffuse anche nelle Americhe, e durò oltre sei secoli. Nata per iniziativa del papato e da esso sostenuta, l’Inquisizione era un tentativo omicida di torturare e togliere di mezzo tutti quelli che dissentivano dalla chiesa.

    Peter De Rosa, che si definisce “cattolico patriottico”, nel suo recente libro Vicari di Cristo scrive: “La Chiesa è responsabile delle persecuzioni contro gli Ebrei, dell’Inquisizione, dello sterminio di migliaia di eretici, della reintroduzione della tortura in Europa come parte del processo giudiziario. . . . I papi nominavano e deponevano persino gli imperatori, e ordinavano loro di imporre il Cristianesimo ai sudditi sotto la minaccia della morte e della tortura. . . . ”. (Cit., pp. 25, 43)

    “L’unico “delitto” di cui si erano macchiati alcuni di quelli che furono assassinati era quello di possedere una Bibbia. Si è calcolato che durante l’ultima persecuzione, quella di Diocleziano [nel III secolo] che fu anche la più feroce, in tutto il mondo perirono circa duemila cristiani. Nel primo episodio di crudeltà della Crociata di Papa Innocenzo [contro gli “eretici” in Francia] ne fu ucciso un numero dieci volte superiore; . . . È davvero un colpo apprendere che un papa uccise in una volta sola più Cristiani di Diocleziano. . . . [Innocenzo] non aveva avuto scrupoli a servirsi del nome di Gesù per compiere tutto ciò che Gesù stesso condannava”. — Op. cit., pp. 171, 173.
    “in nome del papa [gli inquisitori] si sarebbero resi responsabili della violazione più selvaggia e duratura della dignità umana mai sperimentata nella storia della nostra razza”. Riguardo all’inquisitore domenicano Torquemada, attivo in Spagna, egli dice: “Nominato nel 1483, governò da tiranno per quindici anni. Le sue vittime ammontarono a oltre 114.000, delle quali 10.220 furono bruciate”. — Op. cit., pp. 173, 182.

    conclude: “I trascorsi dell’Inquisizione sarebbero imbarazzanti per qualsiasi organizzazione; per la Chiesa cattolica risultano devastanti. . . . Ma la storia dimostra che per più di sei secoli di seguito [il papato] fu il nemico giurato della giustizia più elementare. Degli ottanta papi che si susseguirono dal tredicesimo secolo in poi, non uno disapprovò i sistemi dell’Inquisizione; anzi, ciascuno di essi aggiunse il proprio tocco crudele al meccanismo di quella macchina mortale.”

    “Resta un mistero come i papi abbiano potuto perseverare in quest’eresia pratica per generazioni e generazioni, e come abbiano potuto rinnegare punto per punto il Vangelo di Gesù”. Come hanno potuto farlo? L’autore risponde: “I pontefici preferivano contraddire il Vangelo che un predecessore ‘infallibile’, perché questo avrebbe provocato il crollo del papato”. — Op. cit., pp. 187-8.

    Ho capito bene ?

  19. peccatore scrive:

    Stamattina a messa ho ascoltato con un brivido questo vangelo:

    Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 17,26-37.

    Come avvenne al tempo di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece perire tutti.
    Come avvenne anche al tempo di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano;
    ma nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece perire tutti.
    Così sarà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si rivelerà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza, se le sue cose sono in casa, non scenda a prenderle; così chi si troverà nel campo, non torni indietro.
    Ricordatevi della moglie di Lot.
    Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la perde la salverà.
    Vi dico: in quella notte due si troveranno in un letto: l’uno verrà preso e l’altro lasciato;
    due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà presa e l’altra lasciata».
    Allora i discepoli gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, là si raduneranno anche gli avvoltoi».

    Per stare in tema, visto che qui ci sono già Noè e Lot, mi permetto di aggiungere il rabbino Gamaliele. Che disse (At 5,38): “Non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questa teoria o questa attività è di origine umana, verrà distrutta; ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli; non vi accada di trovarvi a combattere contro Dio!”

    Adesso, dopo un po’ di secoli, che problema c’è? Se prego perchè si converta chi non crede e sono un millantatore, sono ininfluente (tra l’altro prego per il bene altrui e non maledico). Ma se per caso non mi sto inventando niente, che logica c’è a rifiutare un beneficio?

    E che logica c’è ad impedire di pregare per la conversione altrui, se fa parte dei miei doveri? Forse che mi si voglia convertire a forza? Consiglio di limitarsi a pregare per la mia conversione…

  20. LIBERAMENTE scrive:

    Ricordarsi di rivalutare la Costituzione Italiano ancora prima che occuparsi di trasformarla in Codice di diritto canonico o in magistero del papa.

    La tutela delle coppie di fatto di ogni tipo rientra nell’ambito della tutela costituzionalmente dovuta alle formazioni sociali di cui è parola nell’art. 2 della Costituzione, come ha ricordato da ultimo anche la Corte costituzionale nella sentenza n. 138 del 2010: “Per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri.”. Le forme e i modi della tutela vanno definiti con riferimento ai singoli temi.

    Se si adotta una legislazione che prevede contributi pubblici per la realizzazione di edifici di culto, ad essa debbono potere accedere in condizioni di eguaglianza tutte le confessioni, indipendentemente dal fatto che esse
    abbiano o meno un’intesa con lo Stato, come è stato chiarito ripetutamente dalla Corte costituzionale: sentenze n. 195 del 1993; n. 346 del 2002:

    L’eventuale esposizione di simboli religiosi in luoghi di pertinenza del Comune (uffici, ospedali e scuole pubbliche) deve seguire le regole della laicità, intesa come divieto di identificazione delle istituzioni politiche con una confessione religiosa. Sentenza più che laica, giustissimna CEDU, 3 nov 2009.

    La politica della maggioranza a Milano, ma anche in altri capoluoghi, ha perso la bussola e, anche rispetto a vicende amministrative, tenta di orientare scelte e indirizzi dei cittadini sulla base dei propri valori cattolici, che vorrebbe imporre a tutti, ritendendoli sudditi del vescovo (sentenza di Prato contor i due coniugi diffamati dal vescovo perchè si erano sposati in comune). Penso ad alcuni provvedimenti della Regione Lombardia ma anche nel Piemonte di Cota, seguiti a livello comunale, che hanno tentato di modificare la legge sull’aborto, credendo in questo modo di difendere il valore “della vita” ma aggredendo e insultando le donne che chiedono l’applicazione costituzionalmente legittima della 194 e in ciò comportandosi come se si rednesse cukt a dio.

  21. Reginaldus scrive:

    E quindi seguendo il consiglio (dato in maniera tipicamente cherubiniana, cioè supponente…) leggo dal testo di un biblista queste riflessioni, in un commento al libro ottavo di Giovanni:

    “ Se non credete che sono io, morirete nei vostri peccati….”(Gv 8,24).
    -Il testo appena citato è tipica espressione della sua [di Gesù] HARSHNESS(testo originale=durezza asprezza) nei confronto dei capi religiosi che si ostinano a non riconoscerlo Messia, l’ Inviato di Dio, il Figlio di Dio, l’Uguale al Padre… Solo con i peccatori e gli afflitti Egli non fu mai HARSH (duro, aspro) . Con la donna adultera , per esempio, se non ci fu certamente nessun sentimentalismo da parte sua, non ci fu neppure nessuna traccia di asprezza (harshness) , solo fermezza: essa era stata una peccatrice, doveva solo abbandonare il suo peccato…e d’ ora in poi il suo amante doveva fare a meno di lei…

    A coloro che alle sue parole “la verità vi renderà liberi” replicarono risentiti che essi erano già liberi perché figli di Abramo, anzi, figli di Dio, egli spazzò via ambedue le paternità con una delle più violenti (fiercest, nel t.o. ) cose che egli abbia mai detto:” “Voi avete per padre il diavolo, e volete soddisfare i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin dal principio e la verità non era in lui “. (Gv8,44….).

    Non dico l’autore, per non esporlo al giudizio di Cherubino. Ma anche Cherubino si dovrà rendere conto che non c’ è solo la sua maniera di leggere il vangelo…— Ma c’è una chicca nella sua risposta piccata che mi attendevo da un pezzo di sentire espressa così chiaramente: “ammesso che siano ‘ipsissima verba’ ”… E’ una storia vecchia che viene dal rancido razionalismo germanico, che con la sua dottissima ( (come poteva non esserlo???) Formgeschichte, ha creduto di potere demolire il dato storico di Cristo per fare emergere il dato del Cristo della fede. E con un po’ di ritardo, come succede loro quando si fanno prendere dalla smania della novità, – vedi caso della Messa-Cena del Signore alla Lutero o alla Cranmer….- ecco finalmente i cattolici accodarsi con giubilo da ultimi arrivati, desiderosi di riguadagnare l tempo perduto, ai quei ‘grandi maestri’ teutonici per i quali non può esistere altra realtà che quella immaginata dal loro spirito raziocinante…Ma io per questa strada nemmeno mi ci metto:e dico che se l’avvenimento di Gesù è stata una faccenda di ‘forme’, allora a me non interessa un bel niente: e i buoni biblisti di Cherubino con me non hanno nulla da dire….Se si deve seguire questa via tanto vale prendere i vangeli e ridurli a carta straccia…

  22. bo.mario scrive:

    Non volevo partecipare a quest post ma dopo aver letto qualcosa mi ci ficco. Leggo che qualcuno fa passare favole per parabole, liberi di farlo. Si discute sulla preghiera contro gli ebrei. Secoli fa aveva un valore ora diventa un giochino. Durante il potere temporale dove stavano gli ebrei? in un ghetto e con pochi diritti. Ci scordiamo che non è questione spirituale ma di potere. Qualcuno ricorda tutte le malefatte dei papi in tanti secoli e adesso sono diventati dei puri? Milioni di morti per evangelizzare le Americhe? Centinaia di migliaia di morti per evangelizzare l’Europa? quello lassù cosa ne penserà? se è vero che ha mandato suo figlio, non ha ottenuto i risultati che sperava
    e ha fatto solo danni. Mi fa ridere la preghiera contro gli ebrei in questo contesto. Una pagliuzza a fronte di travi messe di continuo sulla gente. Un saluto.

  23. Sal scrive:

    @ Accidenti

    A proposito di matti, non sono riuscito a capire con chi ce l’ha, ma la ringrazio per il link di cui ho letto l’articolo ed il secondo link che rimanda a Jules Isaac e le origini.

    Nulla da dire su tutte le riflessioni espresse nei 22 punti, ma ce n’è uno che mi ha colpito e mi spinge a scriverle.
    Il punto 21 “Israele non ha respinto Yeshua né lo ha crocifisso. Yeshua non ha respinto Israele né lo ha maledetto.” Non sono d’accordo con questa affermazione, perché non la ritengo vera almeno a metà.

    Un po’ di storia.
    Il popolo d’Israele era governato dai Re ad iniziare dall’unzione di Saul, poi Davide, Salomone fino alla divisione dei Regni (Israele,10 tribù Capitale Samaria e Giuda 2 tribù Capitale Gerusalemme) e via via fino alla occupazione di Samaria prima e Gerusalemme poi. Ma la questione é che i Re venivano scelti (unti) con l’olio di santa unzione (Esodo 30.22-33; Levitico 8.10.12) a cominciare da Mosé che unse la Tenda. Quindi anche il Re, (potere legale) era sottomesso al potere religioso (Saul fu unto da Samuele) e va ricordato che anche i Re erano sottoposti alla legge che dovevano imparare e scriverla personalmente per ricordarla.

    Se quindi Gesù fu accusato, condannato e giustiziato dal potere religioso ebraico (Il Sinedrio presieduto dal sommo sacerdote Caiafa –autorità più potente dello stesso Re) ecco che il punto 21 non trova riscontro perché come ebbi a scrivere anche il altro post, le guardie che lo arrestarono erano certamente guardie del Tempio non Romane comandate dal potere Religioso.

    Ma la questione più importante, “cristianesimo-ebraismo”, essendo il cristianesimo emanazione dell’ebraismo come i punti di Jules Isaac dimostrano, non può considerarsi una religione autonoma o innovativa rispetto alla precedente, perché perfino la legge dell’amore era già espressa nella religione ebraica – “Devi amare il tuo prossimo come te stesso” (Levitico 19.18) Quindi non c’è nessun vero cambiamento rispetto al passato. E’ un errore voler separare il Vangelo, la Buona Notizia, dall’ebraismo. Come dice Jules.

    Qual è quindi la questione ?
    La questione è che non c’è più nessuna religione accettata da Dio,né cristiana né ebraica, perché Gesù è venuto a cancellare quel documento scritto che ci era opposto e ”l’ha appeso al palo” (Colossesi 2.14), perché “Non c’è né giudeo né greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina; poiché siete tutti una [persona] unitamente a Cristo Gesù” (Galati 3.28), perché ”se appartenete a Cristo, siete realmente seme di Abraamo eredi secondo la promessa” (Galati 3-29). E per appartenere a Cristo, non c’è un timbro che lo dimostra né un certificato che lo attesta. C’è dell’altro, neanche il battesimo.

    Gesù non ha fondato nessuna altra nuova religione, ha ribadito solo alcuni concetti più vecchi e oggi definiti di grande civiltà e di rispetto che sono comuni a tutti gli uomini in ogni luogo. Il comando di amare è comune a tutte le religioni. Cristo non si è inventato nessun cerimoniale, nessuna formalità, ma ha chiesto solo di ricordare il sacrificio che avrebbe fatto per tutti. Se qualcuno non lo sa o se non lo ricorda, non sarà rifiutato da Dio se il suo modo di vivere è improntato alla giustizia alla benignità e all’amore -
    (Geremia 9.24) : – “Ma chi si vanta si vanti a causa di questa medesima cosa, di avere perspicacia e di avere conoscenza di me, che io sono Geova, Colui che esercita amorevole benignità, diritto e giustizia sulla terra; poiché in queste cose in effetti provo diletto”, è l’espressione di Geova.”

    “E che cosa richiede da te Geova, se non di esercitare la giustizia e di amare la benignità e di essere modesto nel camminare col tuo Dio?” ( Michea 6.8)

    E’ questa la Religione, un modello di vita e di comportamento, non un modo per baruffare, azzuffandosi per sostenere chi è il figlio più legittimo o l’erede più designato, perché anche la parabola del figliol prodigo che torna a casa, dopo aver sperperato i beni, e per il quale il Padre è pronto a fare festa, non è che torna al Vaticano, ma alla casa del Padre che non è sicuramente al Vaticano.

    Come ben si sa il tempio è spirituale (1Corinti 3.17) e Gesù non ha lasciato nessun erede, nessun incaricato, nessun successore: – “chi è lo schiavo ?” (Matteo 24.45) Si vedrà alla fine, ed è ancor più vero, che se ci deve un auto addestramento della coscienza per imparare un comportamento di vita poco praticabile oggi giorno, ci deve essere uno sforzo personale che non può essere quello di un terzo ad insegnare ad un altro come si può imparare a rispettare ad essere benigni. E non sarà certamente una funzione misteriosa e fantastica ad insegnarlo o a ispirarlo. Perchè necessita di esercizio e di pratica.

    La maturità verso la quale si deve avanzare (Ebei 6.1) è quella di capire che le lotte, le divisioni, le preminenze, sono inutili modi per ottenere una supremazia che non porta a nessun risultato e non è di nessun vantaggio per nessuno perché “se, continuate a mordervi e a divorarvi gli uni gli altri, badate di non annientarvi gli uni gli altri.” (Galati 5.15)

    La benignità, il rispetto, la voglia di essere giusti, non possono essere imposti né insegnati, ma solo realizzati e praticati a livello personale con una decisa volontà di realizzarli.

    Tutto il resto è catechismo, istruzione di altri che pretendono di insegnare ciò che non hanno ancora imparato.

  24. Sal scrive:

    Il nostro compagno di blog, il Cirenaico, quello che salta a piedi giunti, ci allieta con alcune esternazioni ad effetto. Nel suo post novembre 12th 2010 5.44pm prima da dell’ignorante al sig. Gattegna perché dice che non conosce il latino e poi sostiene che non dovrebbe rifiutare la preghiera di altri.

    Dice il Cirenaico “ma quel che capisco” dimostrando di capire poco e male, perché Wikipedia spiega che: “La parola perfidus/perfidia ha nel latino classico un doppio significato e una doppia etimologia. Da un lato indica una persona molto malvagia (per=molto, foedus=malvagio), come tuttora in italiano. Dall’altro, però, ha anche il significato di infido, traditore: perfino la superficie ghiacciata di un fiume o l’acqua del mare poteva essere perfida, benché ovviamente priva di colpe morali (cfr. p. es. il vocabolario Castiglioni Mariotti)…. Anche nel latino medievale, tuttavia, la perfidia non avrebbe mai perso un significato offensivo [3] Fra i cristiani, e ancor più fra gli ebrei, molti interpretarono la perfidia nel suo significato italiano odierno, come un’offesa generica e immotivata agli ebrei o peggio ancora come un’accusa di deicidio….Autori e teologi cattolici[5] [ per metterci la “pezza” ndr ] hanno quindi sottolineato che la parola perfidus/perfidia non è direttamente traducibile con l’italiano perfido/perfidia, in quanto perderebbe una parte essenziale del significato originario…. avere rotto “quel” patto (foedus). Alla luce di questa argomentazione una traduzione meno scorretta sarebbe “increduli/incredulità”, interpretando perfidus come sinonimo di infidelis[6]. Questa traduzione, però, può essere considerata riduttiva, perché elimina una parte del significato originario, quella secondo cui l’incredulità stessa è una colpa.”
    E quindi riduttivo definirli increduli [sig. Simon de Cyrene,] perché significa negare, far perde il significato originario. “Anche nel latino medievale, tuttavia, la perfidia non avrebbe mai perso un significato offensivo [3]”

    Sotto la patina dorata affiora sempre lo stagno, e si vede come la verità viene spesso, troppo spesso manipolata e dov’è accasata la “perfidia” in termini di naturalmente riduttivi di “incredulità”.

    Passiamo al secondo punto di cui avevo già scritto in Sal Scrive: novembre 1st, 2010 at 11:04 am (Il sinodo Israele e l’islam) – ma l’orecchio è divenuto “torpido”. (Ebr. 5.11)
    Perché si dovrebbe rifiutare la preghiera altrui ? Per il semplice motivo che non è stato richiesto dalla persona per la quale si dice di voler pregare. Sarebbe legittimo se qualcuno dicesse ad un terzo “prega per me o anche tu per me” e poi bisognerebbe vedere se Colui che è all’indirizzo volesse accettare.

    Facciamo un esempio pratico, se un cristiano si rivolgesse al Padre chiedendo qualcosa a nome e per conto di un altro, sarebbe logico che il Padre dicesse: “perché non viene lui a chiedere ? Perché manda te ?” La questione sarebbe facilmente risolta se la risposta è “perché ha qualche impedimento e mi ha incaricato,” magari ha anche il documento dell’altro e la delega. In tal caso il Padre potrebbe accettare o rifiutare la richiesta se conforme alla Sua volontà.

    Ma se non ci fosse nessun impedimento del primo e/o la richiesta fosse fatta anche senza la delega da un altro, qualcuno pensa che qualunque cassiere di banca sarebbe disposto a dare dei soldi ad uno sconosciuto senza documento e senza delega prelevando dal conto di un altro ?

    Suvvia siamo seri, mi sembra quindi non solo ragionevole ma anche responsabile se il Gattegna dice: le cose mie me le gestisco da me, mica sono impedito, rivendicando una autonomia e una responsabilità invidiabili e che dovrebbero essere imitate.

    Di solito solo i maleducati entrano in casa d’altri senza chiedere permesso e senza essere invitati. (Inno alla perfidia ma in termini di incredulità….naturalmente). E’ una questione di responsabilità individuale non eludibile.

    In pace.

  25. FRANCESCO scrive:

    Buongiorno,
    mi dispiace dott. Tornielli di non essere d’accordo soprattutto con Lei e con il signor Gattegna(cosa che non
    mi angustia, mentre per Lei sono dispiaciuto).
    La Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana è giusto che ogni
    venerdì preghi per la conversione degli ebrei, come è giusto che tolga la parola “perfidi” dalla preghiera.
    Noi Cattolici abbiamo l’obbligo di evangelizzare il mondo,
    ebrei compresi. Quindi la preghiera per la conversione
    degli ebrei deve rimanere, se il signor Gattegna non è
    d’accordo si faccia un esame di coscienza e convenga che
    coloro che mandarono a morire crocifisso nostro “Signore Gesu’ Cristo” non erano altro che dei “teologi” interpretanti l’Antico Testamento a modo loro.
    Oggi, purtroppo sono ancora gli stessi, con al seguito un codazzo di teologi cattolici ,i quali ai tempi della “Santa Inquisizione” ben difficilmente sarebbero scampati al rogo purificatore delle loro eresie, che portano avanti in nome della Shoah( proibito contestarla anche in minima parte. Bella libertà di pensiero !) una battaglia contro noi di Cattolici.
    NON PRAEVALEBUNT!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    PACE IN CRISTO RISORTO!!
    Francesco

  26. Sal scrive:

    Cosa dice Nostra Aetate ? Wikipedia riassume dicendo che tutti i popoli devono divenire fratelli. Ma la domanda è: “Come potrebbero riuscirci se non sono capaci di stare insieme nemmeno quelli che si definiscono cristiani !” Cosa si potrebbe fare ? Imparare dalle passate esperienze e chiedendosi per es: – “Perché il popolo ebraico fu rifiutato da Dio ?”

    Cosa avevano fatto gli ebrei ? Risponde Dio stesso in Malachia dicendo che non avevano preso a cuore l’ubbidienza e il rispetto, per cui malgrado la pazienza lo avevano fatto stancare. Essendo un popolo di collo duro (orgogliosi e cocciuti) non si sarebbe potuto raggiungere nessun vero risultato. Era quindi senza speranza. Era necessario agire in altro modo facendo qualcosa di diverso.

    Infatti in Geremia 31.31-34 viene profetizzato il favore su un nuovo popolo che avrebbe conservato quella legge nel cuore. E non era nemmeno la prima volta che Dio aveva pensato di cambiare perché aveva già chiesto a Mosè che rifiutò: “ E Geova proseguì, dicendomi questo: ‘Ho visto questo popolo, ed ecco, è un popolo di collo duro. Lasciami stare, affinché io li annienti e cancelli il loro nome di sotto i cieli, e fammi fare di te una nazione più potente e più popolosa di loro’.” ( Deuteronomio 9.13-14)

    Esaminata la situazione precedente, si può notare che neanche la successiva abbia prodotto i risultati sperati dato che nemmeno fra cristiani sono riusciti e con grande senso di vergogna a raggiungere almeno una unità fra loro.

    I passaggi storici iniziano nel 1844 e dura fino al 1986 -papa Giovanni Paolo II ad Assisi una “Giornata mondiale di preghiera per la pace” I capi spirituali in rappresentanza delle maggiori religioni del mondo si riunirono per pregare per la pace secondo i loro diversi riti.

    Perché non si riuscì ad arrivare all’unità ?
    Perché la Chiesa Cattolica non ha mai abbandonato l’idea di essere in posizione di leader, perché il Decreto sull’Ecumenismo stabiliva: “Questo Sacro Concilio esorta i fedeli ad astenersi da qualsiasi leggerezza o zelo imprudente. . . . la loro azione ecumenica non può essere se non pienamente e sinceramente cattolica, cioè fedele alla verità che abbiamo ricevuto dagli Apostoli e dai Padri, e consona con la fede che la Chiesa cattolica ha sempre professato”. — I Documenti del Concilio Vaticano II, cit., p. 333.

    Essa pensa di essere la sola vera chiesa. Il Decreto del Vaticano II sull’Ecumenismo dichiara: “Solo per mezzo della cattolica Chiesa di Cristo, che è lo strumento generale della salvezza, si può ottenere tutta la pienezza dei mezzi di salute. In realtà al solo Collegio apostolico con a capo Pietro, crediamo che il Signore ha affidato tutti i tesori della Nuova Alleanza”. — I Documenti del Concilio Vaticano II, cit., p. 316.

    Sembrano aver dimenticato il famoso lavaggio dei piedi del quale Gesù disse: “Perciò, se io, benché Signore e Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri.” (Giovanni 131.4) Ma se al contrario cercano di farsi portare sulle spalle è ovvio che la storia si ripete e che il sig. Gattegna, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche, si rifiuti di fare il portantino della gestatoria.

  27. Victor scrive:

    La Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana è giusto che ogni
    venerdì preghi per la conversione degli ebrei, come è giusto che tolga la parola “perfidi” dalla preghiera.
    —————-

    la Chiesa cattolica prega per la conversione di tuti anche degli Ebrei, il venerdì Santo.

    La parola “perfidis” non ha mai avuto l’accezione negativa moderna che le si attribuisce. Voleva -e vuol dire-, e così è stato sempre inteso dalla Chiesa, Perfidis= senza fede in Gesù nostro Signore punto e basta

    e francamente, pur con tutto il rispetto nei loro confronti, questa continua intromissione degli ebrei nei fatti interni della Chiesa, appare aggressiva e pretestuosa e del tutto opposta all’ENORME riguardo che hanno verso di loro le Autorità ecclesiastiche…

  28. mauro scrive:

    Caro Reginaldus

    ““ Se non credete che sono io, morirete nei vostri peccati….”(Gv 8,24).
    -Il testo appena citato è tipica espressione della sua [di Gesù] HARSHNESS(testo originale=durezza asprezza) nei confronto dei capi religiosi che si ostinano a non riconoscerlo Messia, l’ Inviato di Dio, il Figlio di Dio, l’Uguale al Padre…”

    Veramente Gesu’ parlando dei peccati si riferiva a Giovanni (8,21) 21 Egli dunque disse loro di nuovo: «Io me ne vado e voi mi cercherete e morirete nel vostro peccato; dove vado io, voi non potete venire»:”, ovvero alla salvezza dell’anima che non avrebbero raggiunto ma in ciò non vi è alcuna durezza di Gesu’ perchè è sempre l’uomo che decide del proprio futuro e se non lo accetta come Messia, è l’uomo stesso che si condanna.

    Ma che genere di bilisti consulta? Essendo libera scelta accettare Gesu’ e Dio, è l’uomo che si condanna con le proprie mani.

  29. il maccabeo scrive:

    Il Dott. Gattegna chiede alla Chiesa di dialogare, ma di non parlargli di conversione o di Gesú. E di che parleranno allora? “Andate e insegnate a tutte le genti” mi sembrava fosse peró la ragion d´essere della Chiesa, se la volontá del suo fondatore ha ancora qualche diritto.
    Insomma Gattegna ha detto alla Chiesa Cattolica: ok! se tacete allora vi ascoltiamo! E se ci ascoltate, allora mi raccomando, tacete!
    Un dialogo del genere é evidentemente destinato al successo, non c´é da dubitarne minimamente!

  30. Sal scrive:

    @ victor
    Il suo commento sul il significato di “perfidi”, è errato. Punto e basta.
    Perfidi non è senza fede, ma significa molto malvagio, traditore.
    Per una verifica consulti h**p://it.wikipedia.org/wiki/Perfidis_Judaeis. Punto e basta.

    A quanto pare l’intromissione continua non è di chi la riceve ma di chi la fa, pretendendo di pregare per chi non lo ha richiesto. Di convertire chi non lo desidera battezzando anche chi non può neanche ribellarsi.

    Fino a prova contraria sono stati i papi ad andare a visitare le sinagoghe no ? Sarà stata mica la scusa per andare a spiare la libertà come dice (Galati 2.4-5): “ si insinuarono per spiare la libertà che abbiamo….per renderci completamente schiavi, a questi non cedemmo con sottomissione, no, nemmeno per un’ora, “

    Intromissioni di chi ?

  31. il maccabeo scrive:

    Riassunto del Dialogo Ecumenico Giudeo-cristiano:
    1° passo ecumenico del dialogo Giudeo-cristiano: No, mi raccomando, non parlate piú di “perfidis judaeis”! Accordato.
    2°passo ecumenico del dialogo Giudeo -crisitiano: No mi raccomando, buttate S.Paolo alle ortiche e non parlate piú di “accecamento”! Accordato.
    3°passo ecumenico del dialogo Giudeo-cristiano: No mi raccomando, non parlate piú di “velo sui nostri occhi”. Accordato.
    4° passo ecumenico del dialogo giudeo-cristiano: “No mi raccomando,… NON PARLATE PIÚ!”. Accordato?

    PS: qui sopra vale la proprietá commutativa: cambiando l´ordine degli addendi il risultato non cambia!
    IIPS: é attesa con ansia la Riforma del Talmud e in particolare del Toledoth Jesu con annesso pubblico mea-culpa per le offese protratte nei secoli dagli stessi testi contro la legittima nascita di Gesú, la Verginitá e la Purezza di Maria e il diritto di cittadinanza dei cristiani.
    A questo punto, dopo tante manifestazioni di buona volontá della contorparte, é lecito sperare!

  32. Sal scrive:

    @ il maccabeo
    “IIPS si attende la riforma del Talmud in particolare del Toledoth Jesu con annesso mea cupa ecc.”

    Domanda : “ Perché mai dovrebbero farlo ? per bontà, per amicizia, per dimostrare sottomissione al papa ?
    Quelli voglio stare per i fatti loro e qualcuno pretende di essere il loro tutore che conduce a Cristo. Loro rifiutano.

    Non è un loro diritto fare come gli pare usando il loro libero arbitrio e la propria libertà? L’amicizia eventuale non prevede la sottomissione.

    Perché alcuni cattolici vorrebbero che i “perfidi” dopo essere stati per secoli insultati e depredati, si sottomettano ai loro desideri anziché rispettare le loro scelte ?

    Perché continuare a corteggiare la fidanzata che ti rifiuta ? Per la dote ?

  33. Cherubino scrive:

    “Non dico l’autore, per non esporlo al giudizio di Cherubino” … e già troppo facile così, Reginaldus… ma del tutto scorretto. Potrebbero essere studi vecchi e superati, oppure non cattolici. Certamente se hai preso la precauzione di non rivelarne la fonte vuol dire che è facilmente criticabile.
    Comunque basta leggere il testo del vangelo: Gesù riprendeva quei Giudei che avevano creduto in lui. E’ detto all’inizio del brano.

    Inoltre non risponde all’obiezione principale. Quale tono ? Quale stato d’animo aveva Gesù quando “rimproverava” ? Basta guardare la Croce per rendersene conto.

    C’è poi da considerare un elemento ulteriore ? Tutte le parole che vengono attribuite a Gesù sono state dette da lui e in quel preciso modo? l’idea di “autore” nella letteratura antica, specie nell’area medio-orientale, è diverso dal nostro. Quelle frasi possono essere delle sintesi del pensiero di Gesù. Potrebbero essere ciò che la comunità primitiva con i suoi Pastori riteneva sarebbe stata la posizione di Gesù su certi fatti. Ad esempio è accertato che il vangelo di Giovanni risente della ormai aperta rottura tra la Sinagoga e la Chiesa. Molti brani esprimono il conflitto in atto alla fine del I secolo tra le due religioni. Ciò non vuol dire che quei brani non sono Parola di Dio, ma di fatto essi vanno compresi secondo criteri di corretta ermeneutica. Fra questi:
    - la chiave kerygmatica
    - una visione sistemica (vedi il confronto tra quel passo e la parabola del Padre misericordioso)
    - il contesto dell’intero brano e della struttura dell’interno libro.
    E’ quello che ho cercato di mostrare nel mio precedente post.

    Ma torniamo agli studiosi. Brown, che rappresenta una pietra fondamentale dello studio giovanneo, dice commentando questo versetto (8,31) Vedendo l’accenno nel v. 30, che c’erano alcuni che credettero in Gesù, il compositore di 31 (il redattore finale?) ritenne ragionevole fare di costoro l’uditorio per quel che sarebbe seguito e non vide contgraddizioni nel descrivere questi credenti come “giudei”. Ci fu un tipo di mnateriale giovanneo o uno stadio della redazione giovannea in cui i “giudei” era usato semplicemente per descrivere gli abitanti di Gerusalemme o della Giudea e non si riferiva necessariamente alle autorità ostili a Gesù.” (R.E.Brown, Giovanni, Cittadella ed., III ed. 1991, p. 460)

  34. Reginaldus scrive:

    caro Mauro:

    Io veramente non capisco che significhi dire: “veramente Gesù parlando dei peccati si riferiva a Giovanni….”….: nei Vangeli non sono gli evangelisti che “si riferiscono” a Gesù??? O gli evangelisti erano già là coi loro vangeli prima che Gesù fosse, ai quali Gesù non poteva far altro che ‘riferirsi’ ??? E poi è inutile arrabattarsi : dire a uno che suo padre è il diavolo, non è davvero espressione cui faccia difetto il carattere della durezza. Che poi sia l’uomo a condannarsi rifiutando di riconoscere Gesù come il Messia di Dio, Figlio di Dio uguale al Padre, che le opere che compie sono le stesse che compie il Padre, che le Parole che dice sono le Parole intese dal Padre, che è conosciuto perfettamente dal Padre come Lui conosce perfettamente il Padre (Gv e Lc ), non ci piove: inutile precisazione. Quanto al mio biblista, sappia che non ha bisogno della sua approvazione: ma lei, piuttosto, chi é??? Qui pare che teologo diventi ognun che parteggiando viene…

  35. Reginaldus scrive:

    @ Cherubino

    ma che significa vecchio superato?? Perché la bontà si misura sulla modernità? Poveri noi! ( e si vede !).. E intanto questo testo, se non recentissimo- è del ’62- è tuttora un bestseller: con buona pace sua…Ad ogni modo lei si tenga pure alla sua modernissima “Storia delle Forme”. Punto.

  36. mauro scrive:

    Caro Reginaldus, vi è un equivoco, intendevo dire che Gesu’ si riferiva a ciò che aveva detto precedentementea e che Giovanni riporta nel passo 21. Mi scuso se non sono stato chiaro.

    Il diavolo questo sconosciuto.

    Appare nel V secolo A.C., data presunta, quando il popolo di Israele non era piu’ nomade e non aveva piu’ bisogno che Dio lo difendesse.
    E’ un dio geloso del proprio popolo ed inizia a controllarne la fede.
    “Io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso» è detto in Esodo 20:5; e «Tu non devi prostrarti ad altro Dio, perché il Signore si chiama Geloso: egli è un Dio geloso» è detto in Esodo 34: 14.

    E’ in quel secolo Giona 1 parla per primo del diavolo (satana) che non rappresenta il male ma colui che Dio ha mandato ad osservare i comportamenti degli umani e che deve a Lui riferire. Ed è il diavolo a chiedere di mettere Giobbe alla prova, ed è il Signore che acconsente e gli lascia carta bianca, ponendo però dei limiti al male che si può fare a Giobbe.
    Da ciò deriva che è Dio che decide come dispensare il bene ed il male, ma non sono le sue mani ad agire.

    Allora caro Reginaldus, il carattere di durezza proprio non trova riscontro nel dire “che si ha il diavolo addosso” perchè è piu’ semplicemente Dio che mette alla prova l’uomo non direttamente ma tramite il suo emissario, satana, che però ha dei limiti impostigli per volere divino. E ciò spiega anche che Dio non può prevalere sul diavolo se non esautorandolo in quanto è alle sue dipendenze.

    Secondo il mio parere si deve rivolgere ad altri biblisti perchè le raccontano storie alquanto deteriorate per non dire rovesciate. Il male non esiste in quanto nessuno al mondo persegue il proprio male come Dio non vuole il male dell’uomo.
    Devo dirle che è solo l’uomo che vede il male altrui ma ricordi che anche se a lei non piace come si comportano gli altri, pensi che è Dio, tramite satana, che la sta mettendo alla prova fino al momento in cui satana dovrà abbandonare per volere di Dio. Abbia fiducia che le sue sofferenze termineranno se così le vede.

  37. enrico scrive:

    Il termine ebraico tradotto come «serpente» è נחש, nâchâsh, lemma che a sua volta trova la propria radice nel verbo nâchash ossia sibilare, sussurrare, divinare o incantare.
    La resa di nâchâsh come serpente nasce quindi dalla vicinanza di significato tra una delle caratteristiche dell’animale e una delle possibili traduzioni del verbo. Nel libro dei Numeri 21,8 Mosé riceve l’ordine di forgiare il simulacro di un serpente velenoso e fissarlo su un’asta. In questo caso, il termine che indica l’oggetto di tale raffigurazione è שרף, sârâph plurale serâphîm ossia la stessa parola che nel libro del profeta Isaia è utilizzata per descrivere esseri celesti
    Sârâph può quindi essere riferito sia ad un serpente reale, sia indicare figurativamente un essere spirituale, trascendente la materia, nella fattispecie un angelo. La stessa cosa dicasi del termine nâchâsh utilizzato nel contesto del Genesi.
    Nel contesto del giardino di Eden, Eva non parlò con un rettile, bensì vide un essere glorioso, evidentemente di natura superiore a quella della donna.

    Anche perchè a casa mia i serpenti non parlano, ed appare strano che creature fatte ad immagine e somiglianza di Dio siano sedotte da un animale, dato il contenuto dei primi tre capitolo del libro del Genesi.

  38. Cherubino scrive:

    Reginaldus, vecchio e superato intendono semplicemente dire che la ricerca storico-critica v aavanti e offre elementi di conoscenza che rendono il testo più chiaro e aiutano anche la cosiddetta lettura spirituale.
    Non vi è vescovo o papa che da diversi decenni ormai abbia detto che l’esegesi possa fare a meno di un fondamento oggettivo come gli studi filologici, archeologici, storici e così via. Certamente questi vanno accompagnati dall’ermeneutica conforme ad una lettura spirituale conforme al Vangelo, di cui il Magistero è tutore, ma vedere come fa lei nei progressi delle scienze bibliche un elemento di errore è del tutto in contraddizione con il Magistero stesso.
    Del resto lei in un post di questi gioni ha detto chiaramente di ritenere vacante la sede papale, quindi cosa dovremmo aspettarci di diverso ?

    Quanto alle sue banali obiezioni, il fatto di no nrivelare l’autore delle sue citazioni mostra chiaramente quanto sarebbe evidente l’inaffidabilità della fonte stessa.

    Per quanto riguarda l’attributo dato da Gesù nel vangelo ai “giudei che avevano creduto in lui” come figli del diavolo, le faccio ricordare che anche a Pietro Gesù aveva dato l’epiteto di satana, eppure lo ha fatto salvato e fatto papa.

    Per finire, le consiglio di leggere i commentari al vangelo di Giovanni di un altro grande biblista, Xavier Leon-Dufour.

  39. Reginaldus scrive:

    Cherubino
    più chiaro o sempre diverso, sempre altro? ( quanto al consiglio, grazie, già noto). Io non mi permetto di consigliarle alcunché, anche perché studiare oggi quello che sarà superato domani, e pura perdita di tempo?…Ah, la smania delle novità…. rende ridicoli:( san Paolo…. ma più superato di costui!!!)

  40. Cherubino scrive:

    come al solito Reginaldus, a corto di argomenti, la butta in confusione.
    Perchè studiare oggi quello che sarà superato domani ? Dipende da quale si tratta. Se parliamo della componente scientifica degli studi biblici -che non esaurisce l’esegesi ma ne è una parte indispensabile- vale quanto in genere si dice per la ricerca scientifica. Innanzitutto non tutte le verità di oggi saranno annullate dalle scoperte di domani. Alcune saranno confermate altre saranno falsificate. Altre verità non saranno nè confermate nè falsificate, ma inserite in quadri più estesi, capaci di dare ragione di un numero maggiore di elementi, di spiegarli meglio.
    Quindi, visto che si procede per parziale correzione e non per totale sostituzione, gli studi di oggi sono indispensabili proprio per ottenere quelli di domani.

    Naturalmente fin qui si parla di studi scientifici. L’autore da cui Reginaldus prende la sua citazione potrebbe non essere neanche un esegeta, per quanto “superato”, o un vescovo (non scomunicato). Quello che rileva è se le sue affermazioni sul piano esegetico scientifico sono state confermate dalla ricerca successiva. Non sono automaticamente superate, ma lo sono evidentemente perchè la comunità degli esegeti successivi hanno portato elementi che non confermano quella certa lettura.

    A questo punto potrebbe restare interessante come “suggestione spirituale”, catechesi, come del resto le grandi letture bibliche dei Padri della Chiesa, che seppur “superate” esegeticamente restano del tutto valide sul piano della lettura spirituale. Ma quella lettura non appare confermata da un semplice confronto -e non ci vuole un biblista per farlo- con altri brani dei vangeli.

  41. Sal scrive:

    Accodandomi al bel post di mauro (col suo permesso aggiungo):

    Ma il Diavolo, è bello o brutto ?

    Può essere sia bello che brutto, dipende dalla faccia che vuoi vedere infatti Diavolo = Accusatore (Colui che accusa) può essere l’aggettivo adatto a Fini che accusa Berlusconi o al pentito di turno che rende una testimonianza in genere falsa o aggiustata a seconda della tesi accusatoria. Ciascuno potrà dire se gli piace o non gli piace a secondo delle caratteristiche fisiche o morali che risulteranno. Di solito “veste Prada” .

    Il bello e il brutto esistono ? Si e no perché sono soggettive determinazioni estetiche di chi osserva.

    Il bene e il male esistono ? No ! perché ci sono solo azioni che possono essere sia l’una che l’altra cosa a seconda se sono conformi o difformi dalla legge in vigore al momento o alla morale comune del momento o del luogo . (Senza considerare il bene fisico e male fisico)

    Satana, chi è costui ? per definizione è “colui che si oppone “ e può essere applicato a chiunque non sia d’accordo con un altro. Quando nelle scritture ha l’articolo determinativo = “il Satana” si riferisce all’unto (scelto) Cherubino che doveva stare a protezione del giardino di Dio e che ha pensato male, di impossessarsi di ciò che non gli apparteneva.(rubare) (Ezechiele 28.11-19) [Come Giovanni 1.1 con l’articolo determinativo si riferisce a: “il Dio” senza articolo si riferisce a Gesù]

    Ha le corna ? No, anzi è bellissimo – ( Ezechiele 28.17) : – ‘“Il tuo cuore si insuperbì a causa della tua bellezza. Riducesti in rovina la tua sapienza a motivo del tuo brillante splendore.”

    Sta all’inferno ? Nemmeno. (Giobbe 1.6-7) : – “ Ora venne il giorno in cui i figli del vero Dio entrarono per porsi dinanzi a Geova, e anche Satana entrava proprio in mezzo a loro. Geova disse quindi a Satana: “Da dove vieni?” Allora Satana rispose a Geova e disse: “Dal percorrere la terra e dal camminare per essa”

    Perché allora c’è tanta confusione ? (Romani 1.28) : – “ Perché non hanno approvato di ritenere Dio nell’accurata conoscenza, Dio li ha abbandonati a un disapprovato stato mentale,”

    Perché tanta ignoranza ? (Tito 1.10-11): – “ Perché ci sono molti uomini insubordinati, inutili chiacchieroni e ingannatori della mente … A questi è necessario chiudere la bocca, poiché questi stessi uomini continuano a sovvertire intere case, insegnando cose che non dovrebbero per amore di guadagno disonesto.”

    Come finirà ? Male ! Chi ha voluto sedersi al posto di Mosè, non essendo Mosè, ha svolto un opera per profitto personale e non ha raccontato la verità ! proprio come il Cherubino che non è brutto ma attraente ed è pure avido e egoista e ruba ciò che non è suo.

  42. gianfranco scrive:

    Ho letto adesso la lettera di Paolo VI e la pretesa di Renzo Gattena di insegnarci come si deve pregare.Non mi è piaciuta l’assicurazione del Papa riguardo al fare proseliti.Non era la missione che Gesù ha dato agli apostoli”andate in tutto il mondo e annuciate la nuova Novella?,come mai questa assicurazione?.Io penso che il VaticanoII abbia indicato una strada che non tiene conto dei fedeli.Come leggendo l’intervista del Papa ad un giornalista tedesco si ha l’impressione che chieda scusa ai mussulmani per il discorso di Ratisbona.Il Papa deve gridare con forza che il Cristianesimo è la vera religione,
    l’unica che può salvare l’umanità.Non siamo contro l’islamico come uomo,Gesù venne per tutti,anche se nel Vangelo disse”sono venuto non per tutti”oppure “non andate dai gentili”,poi Paolo portò il Vangelo in tutto il mondo allora conosciuto,qui ci sarebbe da aprire un’altro capitolo con,lo dico con le mie parole,il Vangelo che io predico l’ho avuto da Dio e non da un uomo.A chi riferiva con “uomo?”.La Chiesa non può mettere tutte le religioni sullo stesso piano.Gesù,Dio, cosa è venuto a fare sulla terra?,per cosa è morto?,non ha detto sediamoci e dscutiamo,troviamo un compromesso,ma ha detto”o con me o contro di me”.Ha fortemente ribadito agli ebrei”convertitevi che il regno di Dio è vicino”e adesso sentiamo dire che la Chiesa non fà evangelizzazione perchè gli ebrei se la prendono.Troppo diplomazia,è per questo che le chiese si svuotono,il Gregge è sbandato,non riconosce più la voce del Pastore.

  43. Gianfranco scrive:

    Mi dispiace contradire Saul ma il nome Jehova è storicamente errata.Risale alXVI secolo dopo Cristo.Per quanto riguarda la morte di noi creature,lei sa benissimo a cosa si riferisce
    la Bibbia nel descrivere il Peccato Originale.Secondo me l’uomo disubbidì coscientemente ad un comando delsuo Creatore volendo,con questa disobbiedenza essere uguale a Lui.
    Il decadimento sia morale che fisico inizia da lì.Penso altresì che noi o chi per noi ad essere molto longevi ed a non essere intaccati dai mali che oggi ci affligono,perdemmo anche la volontà a non cadere nelle tentazioni,e sopratutto la vicinanza a Dio,cioè lo stato di grazia santificante.Mentre noi,creature imperfette ci fù data un’altra possibilità,e cioè di rivedere il nostro Creatore all’Angelo,che si avvicinava di più a Dio con la sua volontà ad ribellarsi al suo Creatore,fu condannato in eterno.Perciò il peccato fu la superbia.Preso da “Il grande Romanzo della Bibbia”.