Quel rito antico da celebrare a porte chiuse…

Cari amici su queste pagine, negli anni scorsi, avevo scritto della curiosa reazione “ambrosiana” al motu proprio di Benedetto XVI che nel 2007, come sapete, ha liberalizzato la messa antica. Motu proprio che, ha dichiarato il vicecapo del rito ambrosiano, mons. Luigi Manganini, non si applica alla diocesi di Milano. Quanto è accaduto nei giorni scorsi e poi ancora stamattina, la dice però molto lunga, a mio avviso, sul “rito” ambrosiano e su come un alto esponente dello stesso, arciprete del Duomo di Milano nonché vicario episcopale, guardi (?) al Papa, alla sua parola, al suo insegnamento, al suo esempio. Questi i fatti. Ieri sera a Seregno si è svolto un convegno sulla figura del neo-beato John Henry Newman, elevato all’onore degli altari da Benedetto XVI durante il recente viaggio in Gran Bretagna. Tra i partecipanti c’era anche il sacerdote belga Jean-Pierre Herman, teologo, cappellano di Notre Dame de Beauraing nonché segretario aggiunto del nuovo arcivescovo di Malines-Bruxelles, André Joseph Leonard. Il sacerdote celebra la messa quotidiana con il messale antico, quello liberalizzato da Benedetto XVI. Don Jean-Pierre ha chiesto di poter celebrare la mattina dopo il convegno quella messa nella chiesa parrocchiale: trattandosi di una messa il sabato mattina alle 11, si trattava ovviamente di una celebrazione al di fuori del normale calendario della parrocchia e vi avrebbero assistito i promotori e qualche partecipante al convegno su Newman della sera precedente.

Il parroco era favorevole, ma ha consultato il responsabile del rito ambrosiano, vale a dire Manganini, che magnanimamente, seguendo la lettera e soprattutto la “mens” del Pontefice, ha pensato bene di rispondere inizialmente di no. Messa vietata. Il presidente del Centro culturale Newman di Seregno, Andrea Sandri, gli ha fatto presente che in base al Codice di diritto canonico, non si poteva vietare. Allora Manganini, telefonicamente, ha detto sì, ma a patto che la celebrazione sia fatta a porte rigorosamente chiuse, “sine populo”, senza fedeli. Sandri ha inviato un fax urgente alla Pontificia commissione Ecclesia Dei, che come sapete da oltre un anno è  stata inglobata nella Congregazione per la dottrina della fede. Dal Vaticano hanno risposto nel giro di 48 ore, con una lettera (pubblicata in originale sul blog di Messainlatino). Questo il testo:

Il motu proprio ‘Summorum Pontificum’ di S.S. Benedetto XVI dà facoltà a tutti i sacerdoti cattolici di rito latino, siano essi secolari o religiosi di celebrare nella “forma extraordinaria” del rito romano in tutto l’Orbe cattolico, usando il Messale di Giovanni XXIII ed. 1962, senza aver bisogno di alcun permesso né della Sede Apostolica né dell’Ordinario (cf. S.P. art. 2). Dare la licenza di celebrare in una parrocchia o in una rettoria spetta rispettivamente al Parroco o al Rettore (cf. S.P. art. 5 §3 e §5). Se la chiesa non avesse un Rettore designato, spetta al parroco del territorio, dove è ubicata la chiesa, dare la suddetta licenza. Il Motu Proprio all’art. 5 §3 stabilisce altresì che ai fedeli e ai sacerdoti che chiedono la celebrazione secondo il Messale del b. Giovanni XXIII, il parroco permetta le celebrazioni in questa “forma extraordinaria” anche in circostanze particolari. Trattandosi di una Santa Messa a conclusione di un convegno, si può legittimamente considerare una “circostanza particolare”, a condizione però che il sacerdote celebrante sia idoneo alla celebrazione e non giuridicamente impedito (cf. S.P. art. 5 §4).

In sostanza la commissione della Santa Sede deputata a questo, ricorda che non si può impedire ciò che il Papa ha concesso e che la celebrazione poteva tenersi. Mons. Manganini è rimasto sulla sua posizione, e ha messo nero su bianco le sue ragioni in una lettera inviata ad Andrea Sandri. Perché la messa doveva avvenire a porte chiuse? Perché quello della sera precedente non era un convegno ma una semplice conferenza e dunque non c’erano le condizioni per la “circostanza particolare”. Ma soprattutto per non suscitare meraviglia nel popolo, abituato al rito ambrosiano, che si sarebbe trovato improvvisamente spaesato di fronte al rito romano (e per di più antico)…

Già, è facile da immaginare, questa mattina, quale sarebbe stato lo scompiglio provocato in quel di Seregno: centinaia di persone in strada con i manifesti di protesta contro la Curia di Milano che ha concesso a questo prete per di più belga di celebrare non in italiano o in antico lumbard, ma addirittura in latino e secondo il rito romano, in terra ambrosiana, quasi un sacrilegio. Manganini deve aver giustamente temuto il ripertersi di storici moti popolari, dopo le Cinque giornate di Milano, le Cinque giornate di Seregno, combattute dai  cattolicissimi genitori e figli, studenti e operai, giovani e teenager, che – è noto – a quell’ora del dì prefestivo – invece di fare jogging, andare a scuola, andare a far la spesa, andare a spasso, preparare il pranzo, andare a lavare la macchina, portare fuori il cane, sistemare il giardino – riempiono fino all’inverosimile tutte le chiese dell’hinterland spinti dallo spirito del Concilio. Occupano ogni sedia, ogni banco. Riempiono ogni spazio libero. E chi il sabato mattina non riesce a trovare posto in chiesa, segue le liturgie, le catechesi, la lectio o la cattedra dei non credenti dal sagrato, dalla piazza, dalle strade circostanti, dai bar, tutti collegati in videoconferenza. Si poteva impressionare tutto questo benemerito popolo di cattolici di Seregno? Si poteva far loro violenza per quaranta minuti con un rito che avrebbe provocato confusione e meraviglia? No, assolutamente no. Manganini deve aver giustamente pensato a quante richieste di ”sbattezzo” sarebbero piovute da lunedì negli uffici della Curia ambrosiana, già peraltro oberata di lavoro.  Il decano della zona avrebbe protestato formalmente, ci sarebbe stato il rischio di uno scisma:  la Chiesa che è in Seregno, attonita dalla “meraviglia” provocata nel popolo dall’inusitata concessione, avrebbe potuto chiedere di essere aggregata alla confederazione delle Chiese luterane. Non si poteva rischiare. Meglio vietare al popolo di entrare in chiesa. Un atteggiamento autenticamente sacerdotale, attento al bene delle anime, preoccupato che intendano bene il rito e che non vadano dietro a certe anticaglie ancien regime liberalizzate dal Papa.

Sapete che cosa è poi veramente accaduto stamattina? Un fatto gravissimo, una disobbedienza abnorme (si teme scomunica). Le porte della chiesa, alle 11 erano chiuse, ma una trentina di persone, complice il parroco accondiscendente, sono state fatte entrare alla chetichella, dalla porta di servizio. Non so se fuori all’edificio sacro sia stato appeso il cartello “Chiuso per restauri” o “conclave in corso”. 

Mi ero trattenuto un mese e mezzo fa, dal raccontarvi dell’omelia che mons. Manganini aveva tenuto nella mia parrocchia, in occasione dell’insediamento del nuovo parroco, quando aveva invitato i fedeli a non “idolatrare” l’eucaristia. Non è la prima volta che mi capita: le tre volte che l’ho sentito predicare, mi è sempre sembrato di vedere – e lo dico con rispetto e con affetto – un sacerdote zelante che crede di rivolgersi non a della gente semplice, in una parrocchia di periferia con liturgie minimaliste e rigorosamente novus ordo, ma che pensa invece di essere a una celebrazione lefebvriana, piena di beghine con il velo in testa e uomini in feluca, in una chiesa barocca addobbata con le bandiere della nobiltà papalina, negli anni Cinquanta. Oggi, caro don Manganini, a me – modesto osservatore di cose cattoliche – sembrava che il rischio fosse l’opposto: non quello di idolatrare l’eucaristia, ma quello di non adorarla a sufficienza, o meglio di non adorarla proprio. Il Papa anche su questo insegna, con la parola e con l’esempio, ma evidentementre sbaglia lui e sbaglio io a far notare che sotto la Madonnina un vicario episcopale, arciprete del Duomo nonché responsabile del rito ambrosiano ha così a cuore il bene delle anime e teme così tanto la confusione e la meraviglia, da vietare a un prete, segretario del primate cattolico del Belgio, di celebrare una messa in rito romano antico a chiesa aperta. E per fortuna che con il Concilio la Chiesa doveva aprirsi…

(Nella foto: 21 giugno 1958, il Servo di Dio Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano, ordina prete don Luigi Manganini. Il rito era antico, la chiesa era aperta, la fede era la stessa di oggi)

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

226 risposte a Quel rito antico da celebrare a porte chiuse…

  1. Narco N. scrive:

    Grazie, Dr. Tornielli: reportage superlativo, condito della giusta dose di fine ironia, ma, ahimè, con nun retrogusto di tristezza per quanti arbitri o abominio si perpetuano nelle chiese oggi, minimizzaando, se non addirittura disprezzando l’Eucarestia e la Sua santità su cui poggia l’edificio universale che è anche Corpo di Cristo.

    A fronte però di queste notizie concernenti le grandi città, quanti abomini del genere si consumano nellke miriadi di parrocchie più piccole, là dove la messa in latino viene considerata ancora un sacrilegio, là dove la parola stessa del Papa è trascurata, se non dileggiata; là dove tutti comandano e tutti danno ordini ormai eccetto il parroco.

    Preghiamo affinchè questoi ludibrio infame e vergognoso finisca una volta per tutte!

  2. Marco N. scrive:

    Grazie, Dr. Tornielli: reportage superlativo, condito della giusta dose di fine ironia, ma, ahimè, con nun retrogusto di tristezza per quanti arbitri o abominio si perpetuano nelle chiese oggi, minimizzaando, se non addirittura disprezzando l’Eucarestia e la Sua santità su cui poggia l’edificio universale che è anche Corpo di Cristo.

    A fronte però di queste notizie concernenti le grandi città, quanti abomini del genere si consumano nellke miriadi di parrocchie più piccole, là dove la messa in latino viene considerata ancora un sacrilegio, là dove la parola stessa del Papa è trascurata, se non dileggiata; là dove tutti comandano e tutti danno ordini ormai eccetto il parroco.

    Preghiamo affinchè questoi ludibrio infame e vergognoso finisca una volta per tutte!

  3. Pulvis scrive:

    Sto ancora ridendo. Per una volta lascio perdere i rancori e le acidità contro modernisti e post Concilio e mi godo l’esilarante commento di Andrea. Sottolineo l’ultima frase. Mi raccomando: non chiedete ad Andrea se è diventato tradizionalista, per favore, altrimenti si arrabbia e non ci fa più questi articoli….:D

  4. Maria scrive:

    Il Manganini è lo stesso che è stato muto mentre le turbe islamiche profanavano il sagrato del Duomo di Milano mostrando il deretano, o è un suo omonimo? …giusto per saperlo, quindi perchè stupirsi di fronte al fatto che impedisca a dei cristiani di assistere alla messa di sempre? Avesse chiesto un imam di festeggiare il ramadan le porte si sarebbero spalancate!

  5. Samuele Baio scrive:

    Sembra a Milano si configuri un “antipapa”. Premesso che la mia stima per Benedetto XVI è immensa, cosa succede a Milano? Tettamanzi non dice niente verso i musulmani che rivolgono il sedere verso il Duomo, leggo sul Corriere che Manganini protesta però contro Tiffany per l’albero di Natale con finalità commerciali, per non dire di altre posizioni che inducono confusione nei cattolici. Ma Gesù è andato in cerca della pecorella smarrita, ma non ha dimenticato le 99, anzi, le ha protette. Loro le lasciano scappare…. etc. etc. Non sono “bigotto”

  6. Paolo scrive:

    Veramente incredibile. Io credo (spero) che queste prese di posizione difensive contro il Summorum Pontificum siano in fondo in buona fede… D’altra parte sorprende che questa parte del clero (e dell’episcopato) sia proprio quella che tenacemente difende e proclama il Concilio Vaticano II come occasione di “rinnovata democrazia” nella Chiesa e di valorizzazione dei laici e del “popolo” in (quasi) opposizione alla “vecchia istituzione”. Salvo che quando il popolo, mosso dallo Spirito, chiede qualcosa o suggerisce qualcosa di diverso da quello che pensano loro… allora altro che democrazia e libertà!
    Certo che se questo articolo potesse essere pubblicato sul Giornale sarebbe splendido!
    Grazie!

  7. Reginaldus scrive:

    questa notizia è davvero una chicca, ma è una fra le innumerevoli. E mi chiedo allora perché meravigliarsi: bisognava meravigliarsi ‘a principio’ e reagire: ma, purtroppo, ancora non si è capito e si pensa ad un atto di insubordinazione di uno scriteriato monsignore…Io nella mia diocesi – ed è delle più importanti, sede cardinalizia, so per certo, per confidenza avuta dal mio parroco, arciprete e monsignore, presidente di una commissione diocesana, come la pensa il Vescovo Ausiliare a proposito della messa ‘antica’: devono prima passare sul mio cadavere per averla…..E intanto: un ‘papa’ che dichiara uguali nella sostanza i due riti non è credibile: perché un rito è la negazione dell’altro ( studiare e confrontare , ed essere onesti nel concludere…). Il monsignore [ però i titoli rimangono!] in questione, e l’ausiliare del mio caso, in questo hanno almeno la logica dalla loro parte. E poi. Un papa che dispone la liberalizzazione del rito ‘antico’ (seppure corretto ) e lascia che ognuno dei suoi sottoposti ( cioè quasi tutti, a cominciare dal referente del monsignore, il pacione Tettamanzi… ) lo contraddica così platealmente, che papa è??? ( a proposito, c’è ancora la gerarchia nella chiesa di oggi? Il papa gode ancora del primato di giurisdizione o è uno tra i tanti, un ‘ primus ‘ inter pares ( anzi, meno che primus, sbeffeggiato che si lascia sbeffeggiare…. per un gioco delle parti???). E finalmente, a questo monsignore (reverenza!) va riconosciuto il merito di avere imparato bene la lezione del suo papa teologo ( come viene definito fin sulle bocche delle – competenti certo! – giornaliste TV ), quale si ritrova papale papale in uno dei suoi dotti, certo!, testi:
    “La devozione eucaristica quale si nota nelle visite silenziose dei devoti nelle chiese, non deve essere pensata come una conversazione con Dio. Questo presupporrebbe che Dio vi fosse presente localmente e in maniera confinata. Giustificare una simile affermazione significherebbe un difetto di comprensione dei misteri cristologici dell’ esatto concetto di Dio [che giro!!!]. Questo ripugna al serio pensiero dell’uomo che s conosce il concetto dell’onnipresenza di Dio. ANDARE IN CHIESA CON L’IDEA DI POTER RENDERE VISITA A DIO LÀ PRESENTE È UN ATTO PRIVO DI SENSO CHE L’UOMO MODERNO GIUSTAMENTE RESPINGE”. Fonte: Die Sacramentale Begrundung Christliche Existenz by Joseph Ratzinger.

  8. Andrea scrive:

    Complimenti, dottore! Articolo superlativo.

  9. Extra Ecclesiam nulla salus scrive:

    Grazie. Bellissimo articolo.

  10. Areki scrive:

    Grazie dottor Tornielli per l’ottimo articolo che mi ha fatto sorridere di un fatto di per sè gravissimo.
    Mons. Manganini ha perso una occasione per essere serio, magnanimo e zelante per il Signore. Prego oltre che per la mia anche per la conversione di tali sprovveduti pastori….
    don Bernardo

  11. lycopodium scrive:

    10 e lode a Tornielli!

  12. Dalla Spagna scrive:

    Bene per Manganini. Lui ha fatto quello che tanti pensano e che hanno paura da fare: difendere l’unità del rito romano, che SP ha distrutto. Le considerazioni di Tornelli sono oggi superfiziali, non si vuole vedere il fondo della questione, che è proprio una questione di fede. Siccome qui saranno tutti i comenti favorevoli per Tornelli, voglio manifestarmi per Manganini.

  13. Simon de Cyrène scrive:

    “… mons. Manganini … aveva invitato i fedeli a non “idolatrare” l’eucaristia”

    Non bisogna quindi idolatrare Dio stesso…: strana dottrina che puzza l’eresia a pieno naso.

    Non è per caso che proprio colui che non ha le idee chiare sull’Eucarestia che si oppone alla forma straordinaria dell’unico rito romano.

    Chi disobbedisce, non ama.

    Poveri ambrosiani, siete in ancor peggior situazione e più mal messi con i vostri pastori che dalle parti mie e non è poco dire, credetemi.

    In Pace

  14. Ambrosiano75 scrive:

    Grazie di cuore ad Andrea per questo bell’articolo.

    Ma quanta amarezza nel constatare come i nostri pastori non abbiano la percezione del mondo in cui viviamo, in cui si dovrebbe solo gioire per un gruppo di giovani che chiedono solo di partecipare ad una Messa celebrata secondo il rito che fu fucina di tanti santi.
    Essi invece si perdono in cavilli per impedirlo!

    Ancor più tristezza fa pensare che, qualora fosse stato chiesto di celebrare la Messa secondo il rito ambrosiano, Manganini avrebbe posto lo stesso categorico veto, in quanto la forma straordinaria del rito ambrosiano è vietata al di fuori dei luoghi in cui egli l’autorizza, modificandola secondo il suo gusto.

    Milano è ormai vergognosa capofila nella ostinata, ideologica disobbedienza al Papa e alla Curia Romana.

    Meno male che, fra tanto squallore, Andrea sa farci sorridere con la sua ironia!

  15. FRANCESCO scrive:

    Buonasera,
    ma mons(sic) manganini è stato chiamato al sacerdozio da
    una vocazione od è stato “consacrato” motu proprio dai
    senssantottini, dai no global, da agnoletto o dai centri
    sociali milanesi??
    VERGOGNA!
    PACE IN CRISTO
    Francesco

  16. Luisa scrive:

    Eccellente e pungente commento, Andrea,complimenti!
    Immagino anche che la descrizione della celebrazione che lei definisce “lefebvriana” ma che lefebvriana non è trattandosi della Santa Messa con il Rito Antico, e che sarebbe piena “di beghine con il velo in testa e uomini in feluca”, partecipa dell`humour che percorre tutto il suo commento…..

  17. Augusto scrive:

    S. Messa in Rito Ambrosiano Antico (con il nuovo lezionario penso però) celebrata da mons. Manganini: http://www.ambrosianeum.com/?p=108

  18. Marco scrive:

    O col Papa o contro di lui! Questo prete è contro. Se ne traggano le conclusioni. Lo scisma è già in atto.

  19. Reginaldus scrive:

    scusate, una precisazione su un particolare che m’era sfuggito: ” anno 1958: la fede NON era la stessa di oggi ( almeno ufficialmente )!

  20. Bruno scrive:

    E dopo questo il Manganini sarà forse uno dei primi a meravigliarsi delle secolarizzazione della società, personalmente mi piacerebbe poter assistere all’Eucaristia celebrata in latino

  21. Reginaldus scrive:

    in margine al commento di DALLA SPAGNA:
    C.V.D.!

  22. guglielmodabaskerville scrive:

    Mi piacerebbe che questo prelato si lasci interpellare dalla gente comune della sua (e mia) diocesi che si chiede come mai noi abbiamo un lezionario differente, come mai abbiamo un avvento ed una quaresima differenti, come mai, quando l’Assunta cade di domenica, celebriamo con il messale della domenica (… o per meglio dire, ogni parroco fa come vuole – vedi articolo e commenti relativi al 15 agosto 2010…)
    Perchè, caro mons. Manganini, non va lei a spiegare alla gente ambrosiana che non siamo un’altra religione?
    E che non escano storie del tipo… “ma vuoi mettere la ricchezza del rito ambrosiano…”!

  23. massimo scrive:

    bellissimo articolo,ma io credo che quel prete fosse solo ansioso di eseritare il ruolo di potere,perdendo di vista il suo vero ruolo:il servizio.
    piccola storia di gelosia e malizia,piccinerie.
    ma che esempio,davvero edificante,zelante a impugnare il diritto e la sua autorità,narcisismo allo stato puro.
    E ADESSO GURDATEVI COME SI ERA PALUDATO STO PRETE PER IL SUO INSEDIAMENTO IN DUOMO,GUARDATE TUTTE LE FOTO,NON SONO TRATTE DA UNA SERIE DI QUADRI DEL XVII CHE RACCONTA LA VITA LITURGICA DI UN ARCIABATE DI QUALCHE ABAZZIA DI DIRITTO IMPERIALE IN UNGHERIA O DEL PRINCIPE VESCOVO DI BRIXEN,è PROPIO LUI………
    http://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/imgs/photogallery/2008/06/21_manganini/index_2.htm

  24. antonella lignani scrive:

    Caro Tornielli, lei ha ragione. Stamattina, festa del patrono della mia città, le suore di clausura hanno ripreso l’antico rito, con canti gregoriani ormai (purtroppo) dimenticati. Ebbene … io ero la sola fedele presente! (va bene che le suore amano il nascondimento e non avevano fatto propaganda … ). In quanto a Reginaldus, non so che dire sulle frasi di Joseph Ratzinger riportate. Ho letto “Il Dio vicino” e mi sembrava di tutt’altro avviso. Inoltre vediamo che dovunque va (a Compostela come alla Sagrada Familia) per prima cosa Benedetto XVI si reca ad adorare il tabernacolo. Ed anche qui, mi sembra di essere la sola a preoccuparmi di questo culto … Però, cari amici, maiora premunt. Pensiamo meno al latino e più a Bagdad e al Pakistan.
    http://www.antoniosocci.com/2010/11/salviamo-asia-bibi-vedi-appello-di-tv2000-in-fondo/

  25. luigi scrive:

    Grazie Andrea, bello e ironico.
    Proprio…..dagli Atti degli Apostati (di sua eminenza il card. Tettamanzi, che sta diventanto l’imam di Milano).
    Luigi C

  26. Simon de Cyrène scrive:

    Cara Sra Lignani,

    non si preoccupi, il nostro Reginaldus, sedevacantista autodichiarato è perdipiù un aficionado dei gossips e varie calunnie sui Papi della Chiesa Cattolica Romana, come quella del fantasioso bacio del corano del Venerabile Giovanni Paolo Magno. In altre parole, Reginaldus fa parte di quella frangia estremista che ricerca tutto quello che assomiglia a pettegoli e varie immondizie sulla Chiesa negli ultimi 50 anni e da vera comare ama ripeterle e spargerle a vanvera.

    Il vero titolo del libro di J.Ratzinger, scritto in tedesco, è “Die sakramentale Begründung christlicher Existenz” e non “Die Sacramentale Begrundung Christliche Existenz” come utilizzato nei siti fondamentalisti integristi che riportano la traduzione erronea e uscita dal suo contesto, cioè manipolata ai loro fini di propaganda, presentataci dal nostro amico bloggista.

    Tradotta correttamente ( o più esattemente letta nell’originale tedesco) e rimessa nel suo contesto vi si legge che il teologo J. Ratzinger confrontava la nozione di onnipresenza di Dio nel mondo alla nozione di Dio “solo” nel tabernacolo mettendone in evidenza la fasulla contraddizione che consisterebbe a considerare Dio come rinchiuso “all’interno” delle Sante Specie.

    L’originale tedesco del testo Lei lo può trovate qui http://www.novusordowatch.org/sbce3.jpg

    In Pace

  27. Luciana Cuppo scrive:

    Bravo Tornielli. Superlativo.

  28. peccatore scrive:

    Il Papa ha recentemente inviato alla diocesi ambrosiana gli auguri per San Carlo. Nel messaggio ha scritto, tra l’altro:

    L’epoca in cui visse Carlo Borromeo fu assai delicata per la Cristianità. In essa l’Arcivescovo di Milano diede un esempio splendido di che cosa significhi operare per la riforma della Chiesa. Molti erano i disordini da sanzionare, molti gli errori da correggere, molte le strutture da rinnovare; e tuttavia san Carlo si adoperò per una profonda riforma della Chiesa, iniziando dalla propria vita… In tempi oscurati da numerose prove per la Comunità cristiana, con divisioni e confusioni dottrinali, con l’annebbiamento della purezza della fede e dei costumi e con il cattivo esempio di vari sacri ministri, Carlo Borromeo … in tale azione di riforma seppe attingere alle sorgenti tradizionali e sempre vive della santità della Chiesa cattolica: la centralità dell’Eucaristia, nella quale riconobbe e ripropose la presenza adorabile del Signore Gesù e del suo Sacrificio d’amore per la nostra salvezza; la spiritualità della Croce, come forza rinnovatrice, capace di ispirare l’esercizio quotidiano delle virtù evangeliche; l’assidua frequenza ai Sacramenti, nei quali accogliere con fede l’azione stessa di Cristo che salva e purifica la sua Chiesa; la Parola di Dio, meditata, letta e interpretata nell’alveo della Tradizione; l’amore e la devozione per il Sommo Pontefice, nell’obbedienza pronta e filiale alle sue indicazioni, come garanzia di vera e piena comunione ecclesiale… In ogni tempo, infatti, è questa l’esigenza primaria e più urgente nella Chiesa: che ogni suo membro si converta a Dio… Non si potrebbe comprendere, però, la carità di san Carlo Borromeo se non si conoscesse il suo rapporto di amore appassionato con il Signore Gesù. Questo amore egli lo ha contemplato nei santi misteri dell’Eucaristia e della Croce, venerati in strettissima unione con il mistero della Chiesa… Lo sguardo contemplativo al santo Mistero dell’Altare e al Crocifisso risvegliava in lui sentimenti di compassione per le miserie degli uomini e accendeva nel suo cuore l’ansia apostolica di portare a tutti l’annuncio evangelico. D’altra parte, ben sappiamo che non c’è missione nella Chiesa che non sgorghi dal “rimanere” nell’amore del Signore Gesù, reso presente a noi nel Sacrificio eucaristico. Mettiamoci alla scuola di questo grande Mistero! Facciamo dell’Eucaristia il vero centro delle nostre comunità e lasciamoci educare e plasmare da questo abisso di carità! Ogni opera apostolica e caritativa prenderà vigore e fecondità da questa sorgente!

    Ma Mons Manganini si è subito preoccupato dell’ordine pubblico. Bisogna essere discreti, in certe manifestazioni, “per non suscitare meraviglia nel popolo”.

    Mons. Manganini è lo stesso che un anno fa aveva disposto il prosciugamento delle acquasantiere in duomo e di non ricevere la comunione in bocca per paura della “suina”. Un vero tutore dell’ordine, indefesso.

    Mons. Manganini, adesso leggo, avrebbe il problema di non idolatrare l’Eucaristia. E suppongo che preveda di non scaldarsi troppo con Maria…

    Scismatico? O bollito? Quando a Milano succederà il nuovo Arcivescovo credo che a Roma ci si debba porre molte domande… La situazione è molto (MOLTO) grave: perchè una diocesi così grande non ha solo l’Arcivescovo ma un gruppetto di vicari plenipotenziari, frequentemente in palese contrasto con il buon senso (e taccio sulle possibili critiche al nuovo lezionario che molti sacerdoti di buon senso stanno accorgendosi di poter/dover fare).

    Bravo Andrea! Per l’ironia ed il coraggio. GRAZIE!

  29. peccatore scrive:

    Scherzi a parte: Mons. Manganini è in visita ad una parrocchia. Arrivando in chiesa mezz’ora prima della messa nota cose strane. Ci sono solo panche con inginocchiatoi, rarissime le sedie, al momento non occupate. C’è già molta gente, tanti i giovani, ma regna il silenzio: molti sono inginocchiati e quasi tutti pregano o leggono la Parola di Dio del giorno. Chi entra si fa il segno della croce con l’acqua benedetta ed una genuflessione. Si munisce del libro dei canti e del foglietto della messa. Chi parlotta lo fa avendo cura di non disturbare la preghiera altrui. Non si sente, neanche per caso, il trillo di un cellulare dimenticato acceso. Davanti al confessionale c’è una discreta fila. In prossimità delle cappelle dedicate a Maria ed al santo patrono brillano decine di candele accese. Il cesto per la raccolta dei pacchi viveri per le famiglie bisognose trabocca di sacchetti colmi di alimentari. Nella bacheca degli avvisi campeggia il corso di formazione sulla Sacrosanctum Concilium, giunto al decimo incontro. L’organo inizia a suonare ed il coro molto compostamente prepara i canti. Il parroco, vestito in tutta la sua bellezza d’ordinanza sacerdotale, invita Mons. Manganini nel salone parrocchiale per un saluto ai consiglieri del CPP. Passando davanti ad una saletta adiacente nota le catechiste che -gli dicono- stanno recitando una decina del rosario con i loro bambini, prima di andare a messa. Nel mentre una coppia di sposi sta parlando -gli dicono- a dei divorziati risposati, per presentare loro l’efficacia della grazia di Dio di cui godranno tramite la presenza reale di Gesù durante la messa che adoreranno, pur ribadendo la non possibilità di accedere ai sacramenti, che non perdono nulla del loro immenso valore, anche se non esauriscono la possibilità di accesso alla grazia di Dio. Mons. Manganini entra nel salone ed una suora gli mostra un foglietto: NON sei su scherzi a parte, ma sono passati tre anni da quando questa era la tua diocesi…

  30. don roberto scrive:

    Bravo Tornielli. E grazie.

  31. Reginaldus scrive:

    Non capisco perché indignarsi tanto per le parole di un povero monsignore e non per quelle di Ratzinger che si dice papa ma papa non è perché un eretico non può essere papa ( Lo dice un papa, Cum Ex apostolatus Officio ). Anzi quelle di Ratzinger-B16 sono di gran lunga più radicali di quelle del monsignore ambrosiano ( che con il suo ‘idolatrare- cum judicio’ l’eucarestia un qualche riferimento con l’ atto di adorazione lo mantiene tuttavia – peccato che sia una adorazione radicalmente mal posta perché idolatrare si dice per gli idoli, per gli dei-demoni , come dice il salmo, e quindi invitare a non ‘idolatrare troppo’ significherebbe invitare a non adorare troppo i demoni?!?). Ratzinger.B16 dice che è contro il buon senso dell’uomo moderno ( modernista? ) pensare che si possa rendere visita a Dio in una chiesa, come se Dio là vi fosse confinato…. A parte che nessuno mai dei (veri) credenti – quel ‘devoti’ mi sembra tanto di qualifica negativa , quasi si volesse indicare con essa parola la categoria dei bigotti….- ha mai creduto che Dio lo si potesse visitare in un posto particolare, piuttosto che in un altro, foss’ anche una chiesa, di un volta certo, dove quella certa atmosfera di struttura di luci di odori può indurre in suggestione…- a parte, ripeto, che nessuno vero cristiano cattolico ha mai pensato questo, ma sempre creduto di rendere visita al ‘Santissimo Sacramento’ , quindi, certo, a Dio presente sacramentalmente nei ‘confini’ della Sacre Specie … , perché scrivere in quel modo se non per indurre -SUBDOLAMENTO, sotto le apparenze di un sano ragionamento , il cristiano ad allontanarsi dalla fede della sua Chiesa quanto alla Presenza Reale di Cristo nell’ Eucarestia??? Perché a questo giunge l’insegnamento ‘dottorale’ che ha tutta la suggestione dell’autorità, fino a esprimersi , per li canali, nella mente e nella parola del povero monsignore ambrosiano , il quale a sua volta lo fa giungere ai suoi ‘devoti’…che si guarderanno bene dal compiere un atto così insensato, da bigotti, come quello di rendere visita a un santissimo sacramento che non c’è più… Un insegnamento tantopiù deleterio in quanto ora fa corpo con colui che si dice che appare papa, ma papa non é: perché NON È IL PAPA CHE FA LA FEDE, MA È LA FEDE CHE FA IL PAPA!

  32. antonella lignani scrive:

    Grazie Simon; purtroppo non so il tedesco. Idolatrare l’Eucarestia? Mi sembra proprio che sia un pericolo piuttosto remoto.

  33. Reginaldus scrive:

    Lei adesso sta scherzando: o sta vaneggiando? i ‘papi (non papi) di questi ultimo 50 anni sarebbero I PAPI della chiesa cattolica??? — Sì, quella ‘r’ è sfuggita ( capita anche a chi sa di tedesco…), ma non per questo mi è sfuggito il senno, come lei da da vedere….

  34. Reginaldus scrive:

    @Simone de Cy.:

    dimenticavo, la storiella del ‘fuori contesto’ è una scappatoia meschina, sempre riproposta, quando non si sa cosa rispondere…. E’ fuori contesto la citazione, o sono fuori del contesto della FEDE CATTOLICA le parole di Ratzinger-B16??? Sa che cosa è fuori contesto in Ratzinger-B16? Quello che SEMBRA conforme al pensiero cattolico!

  35. Marcox scrive:

    @ Simon de Cyrène
    A proposito di Reginaldus, lei tira fuori la parola “gossip” quando non ha argomenti per controbattere.
    Comunque si ricordi che l’ALBERO SI RICONOSCE DAI FRUTTI, e quesi monsignori sono il FRUTTO.

  36. Marco N. scrive:

    E’ bello registrare questo plauso corale verso le parole di Andrea Tornielli che stavolta ha superato se stesso denunciando in modo corretto la maleducazione ( perchè di maleducazione si tratta, in primis, e non solo liturgica) di certi pastori indecorosamente digiuni del dono fondamentale che è quello dell’obbedienza e della dignità.

    Lo è, a maggior ragione, perchè con questo articolo, che per molti versi resterà sicuramente una pietra miliare del vaticanismo, viene sfatata ancora una volta la sciocca consuetudine ,ormai invalsa, di dividere i cattolici in tradizionalisti e progressisti e si apre la strada piuttosto ad un altro tipo di classificazione: cattolici veri e cattolici solo di facciata.

  37. peccatore scrive:

    MarcoN, quoto in toto il tuo intervento.
    Con tanta tristezza.

  38. macv scrive:

    io ormai come molti altri milanesi sono rassegnato al fatto che la nostra curia ambrosiana con cardinale Tettamanzi in testa abbia sposato acriticamente il culto del “progresso”, della modernità a tutti i costi,
    del “non si torna indietro”, ne’ in campo liturgico, ne’ in alcun altro campo. Come se il “progresso” fosse un idolo, un feticcio a cui sacrificare tutto, anche la verità , anche il senso della misura, anche il buonsenso.
    “le magnifiche sorti e progressive” dell’umanità nello scorso secolo abbiamo visto a cosa hanno portato…le ideologie progressiste estremiste hanno seminato solo sfaceli.. ma tant’è, benchè molti fra gli stessi intellettuali se se siano resi conto e abbiano corretto il tiro, la Curia ambrosiana continua entusiasticamente a seguire i vaniloqui di ideologie ormai superate…l’ottusità non ha limite!!!

  39. macv scrive:

    Poco importa poi al Tettamanzi il semplice fatto che la maggior parte del suo gregge non solo non si meraviglierebbe affatto ma si rallegrerebbe oltremodo di poter andare alla S. Messa celebrata con l’antico rito, e invece il suo gregge si meraviglia e si scandalizza per il sagrato di Piazza Duomo concessa alla preghiera dei musulmani..Tutti questi progressisti, tutti questi sociologi, tutti questi ecumenisti, ttutti questi accoglienti degli immigrati , in reltà sono lontani anni luce dalla semplice realtà del popolo, chiusi nel loro palazzi teorizzano e non conoscono la realtà, ragionano per astrazioni e per pii propositi..

  40. Simon de Cyrène scrive:

    Anchio, come Peccatore, condivido totalmente il parere espresso da Marco N. Scrive: novembre 14th, 2010 at 12:08 pm

    Buona e santa domenica a tutti!

    In Pace

  41. Reginaldus scrive:

    Ma vi rendete conto della castroneria teologica ( almeno con riferimento alla “sana dottrina”) espressa così monsignorilmente dal Manganini a meneghino con la raccomandazione a non idolatrare eccessivamente l’ eucarestia? L’eucarestia ridotta a feticcio pagano – idolo – da non adorare (da: latria) eccessivamente( idolo-latria )! Ma gli idoli non vanno adorati per niente! Perché se l’eucarestia è la Presenza Reale del Cristo Immolato – Ostia di Dio – che significherebbe dire che Essa è da adorare senza eccessi??? E non deve essere la vita stessa del cristiano una perpetua adorazione del Dio vivo e vero??? O spolveriamo anche per noi la categoria del ‘moderatismo’, per cui il vero cristiano, quello accettabile per la mente moderna, è quello ‘moderato’ ??? Roba da pazzi: e poi io peccherei di astrazionismo dal contesto! Che faccia questi aficianados del culto senza limiti di un’autorità che in quanto offende la verità dichiarandola perpetuamente ‘in cantiere di adeguazione’ ( a che cosa, se non alle voglie ogni volta del momento? ) non gode per nulla del crisma dell’autorità! E poi, quel Manganini monsignore non ha sopra di lui un capo? E quel Tettamanzi capo perché lascia andare? E Tettamanzi non ha un capo? E perché il suo capo lascia correre?’ O noi stiamo discutendo su un sogno avuto dal nostro Tornielli???— Alla gentile @ Antonella vorrei fare osservare che nessuno s’ aspetta, e nemmeno l’interessato lo pensa minimamente – il gioco finirebbe istantaneamente -, che il ‘ papa’ in questione ( sull’esempio di quelli come lui ) si metta urbi et orbi a negare apertis verbis il mistero dell’eucarestia come l’ha sempre inteso la Chiesa cattolica apostolica romana. Legga per rendersi conto delle vie traverse seguite da questi modernisti per iniettare , non importa se a piccole dosi, il veleno del razionalismo negatore della fede nei fedeli sprovveduti, l’enciclica Pascendi di san Pio X! Pardon, come non detto, ROBA SUPERATA, bisognerà ricorrere perb una spiegazione ai referenti dei Cherubino e dei Simone, che loro sì sanno contestualizzare. Enfin! …Quanto poi all’Iraq e all’Afganistan che c’entra, non capisco. Non hanno quelli Maometto ed Allah? Si curino con quelli!

  42. Sal scrive:

    C’è chi la vuole cotta e chi la vuole cruda.

    E’una questione di gusti personali, ma come potranno insegnare una nuova evangelizzazione ad altri se non sono d’accordo nemmeno fra di loro ?

    E se poi dovessero lasciare libertà di scelta e decisione all’allievo e se questi dovesse scegliere la parte cotta con chi la vuole cruda o la parte cruda con chi la vuole cotta, che faranno ?

    Una nuova crociata insieme ad Ahmadinejad che propone una “collaborazione fra religioni divine” a cavallo di Frattini sempre disposto a scavalcare la costituzione per fare il paladino in bianco e giallo ? per sconfiggere i talebani-ateisti, causa delle scoperte degli altarini ?

    Osea ha scritto: “E ora scoprirò le sue parti intime agli occhi dei suoi appassionati amanti, e non ci sarà uomo che la porti via alla mia mano.” Chissà se Frattini, Ahmadinejad e gli altri sono fra questi, fin’ora i rapporti procedono bene.

  43. il maccabeo scrive:

    Le magagne di Manganini son mangime per i magnanimi!

    Se il prelato belga si fosse rivolto alla Fraternitá San Pio X a Seregno la Messa l´avrebbe detta tranquillamente tra un centinaio di fedeli addirittura festanti!
    Per chi volesse farne una prova:
    SEREGNO (MI): Cappella di Maria SS.ma Immacolata – Via G. Rossini, 35. Domenica e festivi alle 10.00 (per informazioni: 011.983.92.72 – montalenghe@sanpiox.it
    E pensare che in quell´Oratorio la gente, 150 fedeli circa, si pressa contro i muri per poter seguire Messa! “Magagnini” invece preferisce lasciar la Chiesa vuota piuttosto che permettere la Messa di sempre… mah, che strana sollecitudine pastorale quella del Concilio! Lo ripeto:
    Le magagne di Manganini son mangime per i magnanimi!

  44. Reginaldus scrive:

    Grazie Simon di avermi sottoposto il testo originale da cui stralciavo, con operazione, secondo lei, indegna di decontestualizzazione, le frasi riportate nel mio commento. Mentre la prima parte , quella destruens, quella che è appunto riportata nella mia citazione, è chiarissima nella demolizione del concetto che andare in chiesa per una visita privata – eine stille Besuchung – non deve significare affatto un andare a trovare Dio che là vi abita – der hier/da wohnt – e neppure un intrattenersi con lui, ivi localmente confinato, in conversazione – eines Gespraech mit dem lokal zirkumskriptiv praesent gedachten Gott [ osservazioni, mi permetterà, del tutto inutili, come già detto nel mio precedente commento...] , nella seconda parte, quella construens (???), è tutto un fiorire e un dispiegarsi di alambiccati ragionamenti filosofici che girano intorno ai concetti simbolici di relazione con Dio, con la sua umanità nel Cristo, alla quale noi tutti dobbiamo collegarci – relazionarci -se vogliamo raggiungere intera la nostra dimensiome umana…[già, sempre l'uomo come obiettivo ultimo...], in tal modo che il povero credente sprovveduto di capacità raziocinanti in chiave filosofico-razionlista- esistenzialista, non sa più come racappezzarsi e pensa che sia davvero saggio per lui, per evitare il ridicolo, di stare bene alla larga dalla Chiesa e di smetterla con le sue abitudini di visite sileziose e quiete – stille Besuchungen – al Santo sacramento, come se questo fosse ormai diventato una scatola vuota o solo uno spunto per lanciarsi in farraginose elocubrazioni della ragione pensante…che tutto deve tenere sotto il suo controllo. Povero Curato d’ Ars che il Ratzinger-B16 ha voluto onorare come modello del Clero nell’anno a questo dedicato” ! Per ritrovarsi invece con tipi alla Manganini monsignore! E chissà mai perché!!!—Questo modo di ragionare ratzingeriano mi ha fatto venire in mente quello dell’arcivescovo Cranmer quando ai suoi colleghi nell’episcopato apostata anglicano spiegava il senso da dare al suo testo per il rito della Holy Communion – presente nel Common Book of Prayer I- dove si parla di corpo e sangue di nostro Signore nell’ eucarestia…Vi dò, spero non decontestualizzando, il testo della preghiera e la spiegazione del Cranmer:
    —-
    Hear us, O merciful Father, we beseech Thee; and with Thy Holy Spirit and Word vouchsafe to bless and sanctify these Thy gifts and creation of bread and wine that they may be made UNTO US the body and blood of Thy most dearly beloved Son, Jesus Christ

    —–

    Some of his fellow reformers attacked this wording on the grounds that it was capable of being understood as effecting Transubstantiation! To this Cranmer indignantly replied: “We do not pray absolutely that the bread and wine may be made into the body and blood of Christ, but that UNTO US in that holy mystery they may be made so; that is to say, that we may so worthily receive the same that we may be partakers in Christ’s body and blood and that therefore in spirit and in truth we may be spiritually nourished.” Cranmer was insisting that the expression “for us” meant that Transubstantiation (the change of the substance of the bread and wine into the substance of the Body and Blood of Christ) did not objectively occur, but rather that the personal disposition of those present allowed them to be spiritually nourished. In other words, the phrase in effect denied the Catholic doctrine as it would be solemnly defined in Session XXII of the Council of Trent.

  45. Yves scrive:

    Anch’io sono un ambrosiano che vive con fatica nella sua chiesa locale, e nel suo rito.
    Ce n’è sempre una, amici, e io sono stanco.
    La triste filosofia di fondo è che gli ambrosiani sono diversi. Come se Dio parlasse al mondo e poi, separatamente, agli ambrosiani. Giusta o non giusta, questa è la sensazione che mi resta dopo tanti anni.
    L’ultima è stata la festa della Divina Misericordia, che Giovanni Paolo II ha istituito la prima domenica dopo Pasqua. Per chi crede a queste cose (io sì) la collocazione è stata scelta da Gesù in persona e trasmessa a S.Faustina Kowalska. La curia ambrosiana però ha deciso che nella diocesi di Milano non sia così, ma che venga spostata a casaccio in un altro momento dell’anno.
    Sì, perchè noi siamo ambrosiani e non possiamo essere comuni mortali.
    Io però, purtroppo, ho un forte senso dell’unità nella Chiesa, e mi rodo di non essere come voi, dozzinali “romani”. ;-(

    Vorrei infine che qualcuno mi spiegasse com’è possibile idolatrare l’Eucaristia. Si idolatra un falso dio ma l’Eucaristia, per un cattolico, è il vero Dio.
    Non intendeva dubitare di questo, il monsignore? E allora cosa intendeva dire?
    Che non si deve amare troppo il Signore presente realmente nell’Eucaristia? E’ mai possibile amarLo troppo?
    Neppure questo intendeva dire?
    E allora cosa mai voleva dire?

  46. raffaele savigni scrive:

    Le scelte di mons. Manganini sono inopportune, ma trovo assai più inttollerabile che uno scismatico si permetta di dare dell’”eretico” a un papa che osserva che Dio non è spazialmente limitato. Forse dimentica che il Vaticano I ha definito che un papa non può errare in materia di fede, e neppure un concilio ecumenico in comunione col papa…

  47. Marco N. scrive:

    “….Le scelte di mons. Manganini sono inopportune, ma….”.

    Certi campioni delle proposizioni avversative e del relativismo più becero quando non hanno argomenti per controbattere, dopo un accenno in cui fanno finta di dare ragione all’estensore del thread, tentano di dirottare il discorso su argomenti a loro più congeniali. Quasi sempre la confusione più stolta tra sano “tradizionalismo” e sedevacantismo. Insomma un pastiche, uno dei tanti in cui cade spesso il povero Savigni.

  48. Reginaldus scrive:

    SAVIGNI ci è o ci fa? Chi dà dell’eretico a Ratzinger-B16 per avere osservato che Dio non è spazialmente limitato? Questo lo sanno anche i bambini che una volta andavano al catechismo di san Pio X – moca quello pomposo di oggi! – e imparavano a memoria domanda e risposta: “ Dove è Dio? -Dio è in cielo in terra e in ogni luogo: Egli è l’immenso “(appunto, il non misurato, il non spazialmente misurato). LEGGA bene quanto lo scismatico – è chiaro a chi si riferisce – scrive. E si tenga tutti i Manganini di questo mondo, senza lamentarsi: se vi piace l’albero, come osserva MARCOX, tenetevi anche i frutti.

  49. Reginaldus scrive:

    ma nel Corpo di Cristo vivente sulla terra era presente, rinchiuso nella sua circoscrizione corporale, il Dio Incommensurabile??????

  50. antonella lignani scrive:

    Caro Reginaldus, sono d’accordo con lei quando parla della assurdità di moderare l’adorazione all’Eucarestia. Cosa c’entrano l’Iraq, l’Afganistan,il Pakistan? Perchè lì ci sono dei cristiani perseguitati. Smettiamola dunque di discutere tra noi per rivolgere la nostra attenzione a problemi più gravi.

  51. antonella lignani scrive:

    Caro Reginaldus, quello che lei ha osservato a proposito dello stile delle argomentazioni è vero. E’ sua abitudine accogliere dapprima le cristiche alla fede, per poi, per così dire, “rovesciarle” riaffermando i principi partendo da altre basi. La stessa cosa ha fatto nella “Spe salvi”: all’inizio sembra quasi che neghi la vita eterna, per poi riaffermarla in modo più pieno, sulla base di considerazioni più solide. Bisogna tener presente che ha alle spalle il mondo delle dispute teologiche tedesche; in quell’ambiente riaffermare la fede “tout court” non servirebbe gran che.

  52. Simon de Cyrène scrive:

    Cara Sra Lignani,

    Lei scrive “Bisogna tener presente che ha alle spalle il mondo delle dispute teologiche tedesche”: non vorrei essere stupidamente polemico, ma mi pare che questo è il modo di presentare qualunque soggetto filosofico o teologico, cioè passare dalla tesi, all’analisi dell’antitesi e concludere con una sintesi.

    Anche i “compiti” di filosofia a livello di liceo almeno dalle parti mie, si fanno seguendo questa regola d’oro. Metodo d’altronde messo a punto fin dal tempo della filosofia greca e proposto in modo particolarmente sistematico da San Tommano, dalla scolastica e ciò fin al giorno d’oggi.

    Ignorare questo vuol dire non solo condannarsi a fraintedere S.S. Benedetto XVI, ma a non capire neanche nessun filosofo o teologo da 2500 anni in quà.

    “riaffermare la fede “tout court”” non ha senso in questi contesti dove il contenuto della fede è esplorato con i mezzi razionali che offrono la filosofia e la teologia.

    Buona notte in Pace

  53. antonella lignani scrive:

    Bisogna dire dunque che Ratzinger – BXVI è un vero maestro in questa arte dell’argomentazione.

  54. Pandora scrive:

    Ma che schifo! Questi preti ogni giorno dando scandalo! Ma cosa fanno a Roma? AH Roma, Roma, ma cosa hai fatto dalla nostra Chiesa, dalla nostra Fede?

  55. Simone scrive:

    Dalla Spagna ci dicono che l’intervento del Monsignore era volto a difendere l’unità del rito romano. Non so se si renda conto, il Papa liberalizza un rito e questo dice “Non si applica a Milano”. E’ un gesto di unità nella Chiesa, è unità del rito romano???? Non discuto la particolarità del rito ambrosiano e il fatto che abbia un calendario differente dal romano, però non è bellissimo uscire dalla Messa e andare ad ascoltare Benedetto XVI all’Angelus commentare le letture del giorno (quando ne hai ascoltate altre in chiesa, nella tua diocesi, e tra l’altro almeno una se non due sono tratte dall’Antico Testamento, e sono immediatamente comprensibili solo a Mons. (Card.) Ravasi!). Per uno come me, che ambirebbe ad una maggiore unità con Roma (e invece questa lontananza, che pare cercata con ostinazione, purtroppo perdura dai tempi del Cardinale Emerito) leggere quel commento ha aumentato la tristezza per l’argomento, al di là dell’ironia con la quale Tornielli lo ha posto alla nostra attenzione. A proposito, è il Tornielli che preferisco.

  56. Reginaldus scrive:

    No, cara Antonella,

    non sono d’accordo sul modo di argomentare di Ratzinger-B16, mondo accademico alle spalle o no. Onesta vuole che se critichi una posizione una credenza una espressione della fede, lo si faccia presentando esattamente quella espressione quella credenza quella posizione. Se ne fai una presentazione inesatta, incompleta, o addirittura grottesca, è facile poi partire con la tua filosofia, per sostituirla con un’altra teoria di tuo piacimento. NESSUN FEDELE che non sia un baluba, ha mai pensato detto – e credevo di averlo già detto – che andare in chiesa per una visita silenziosa -stille Besuchung – volesse dire – propriamente parlando – -andare a trovare Dio”: quelle visite sono sempre state intese come Visite al SANTISSIMO SACRAMENTO ( sotto le Specie del Quale certo, Dio è presente in Gesù Vittima Immolata). Lo conosce l’aneddoto, già detto, del Curato d’Ars che al suo parrocchiano che ogni giorno lo vedeva alla stessa ora nello stesso posto là in chiesa a guardare fisso verso il Tabernacolo e la risposta avuta dal parrocchiano cui chiedeva che cosa stesse facendo? “Io guardo LUI e LUI guarda me ( pardon non erano due filosofi: ma avevano capito t TUTTO del Mistero dell’ Eucarestia! Punto. Ma non ci accorgiamo che qui siamo di fronte al mistero del Dio Incarnato? Chi vedeva e incontrava Cristo per le vie diPalestina incontrava Dio nelle vesti della sua umanità, incontrava Dio, il Figlio, nel Carpentiere di Nazareth, nella sua natura limitata e circoscritta , senza che con ciò fosse pregiudicata minimamente la presenza incommensurabile di Dio, “in Cielo in terra e in ogni luogo”!. Il Mistero dell’ Eucarestia non è il mistero del DIO con NOI, del Dio che nessuno al di fuori del cristiano , ha così prossimo a sé , nella concretezze e limitatezza della stessa Carne umana? I Vangeli, Giovanni in modo particolare, è al proposito, di un chiarezza sfolgorante e di una profondità abissale: seppure sprovvisto degli strumenti raziocinanti teutonici, che….ma qui mi fermo perché non voglio uscire dal tema…Ma una DOMANDA me la lascia fare: : quanti di quei dotti auditori delle lezioni o quanti di quei pensosi lettori di Ratzinger, per merito delle sue dotte ponderose riflessioni si sono avvicinati alla fede nel Dio dell’Eucarestia? Intanto vediamo i Manganini parlare di idolatria all’ eucarestia da evitare se eccessiva…., e sappiamo bene che cosa avviene in tante parti dell’ orbe cattolico (cattolico???) nei riguardi dell’ ‘Eucarestia’ : Messe celebrate tra i balli giulivi, le ostie passate dai partecipanti di mano in mano – visto a Roma , in san Giovanni in L.- e le ostie rimaste dalla festa riposte nei cassetti della sagrestia per il prossimo allestimento giulivo! Suvvi siamo seri. Dispiace tremendamente, e non creda che mi diverta a dire queste cose, dispiace tremendamente, ma non serve negare le cose: e io per parte mia non voglio essere complice, col mio non volere vedere e che le cose vadano pure come vanno…Che Dio abbia misericordia di noi! ?

  57. Carlo scrive:

    Stiamo parlando di Manganini, ancora lui!!! Lo stesso che ha predicato più volte dal pulpito del duomo di auspicare un Vaticano III, di aver spiegato su TG2 come “sbattezzarsi”. Gauradte:

    http://www.youtube.com/watch?v=cnL2JoOvQds

    Ci attendiamo un intervento adeguto di Roma.
    Fino a quando si tollererà tale distruzione?

  58. Andrea scrive:

    Caro dottor Tornielli,
    1- grazie
    2- la questione è: “Chiesadimilano” (come continua a dire il sito ufficiale) o “Chiesa di Dio che è in Milano” ?
    ritaglio territoriale della Tunica di Cristo o comunità locale di coloro che hanno la fotuna di conoscerLo ?
    3- a Roma, non lontano da Piazza Venezia, esiste la chiesa di S.Ambrogio della Massima. Il portale esterno reca l’iscrizione “Paterna domus sancti Ambrosii” (o simile).
    E’ la chiesa, con annesso monastero, fondata sulla casa del padre del Santo, lui vivente.
    4- “Roma”, cioè il Vaticano, ha risposto con chiarezza e precisione.

  59. gigi scrive:

    La situazione che viene ancora descritta sembra di una gravità inaudita. Soprattutto è evidente, e ormai sempre più divulgato, il fatto che la celebrazione eucaristica in rito romano straordinario, benché valorizzata dal Papa è dai più considerata “cattiva”, disdicevole, pericolosa.

    I segnali in questo senso sono numerosissimi e il giudizio è talmente diffuso e radicato, specialmente – a quanto pare – tra i vescovi (nell’agire di Mons. Manganini, per esempio, non può che riflettersi il pensiero del Cardinale Arcivescovo di Milano), che, sia pure con molta titubanza, mi produce un dubbio atroce.

    L’ultima riforma liturgica è radicata nel Concilio Vaticano II, tant’é che è stata portata a termine dal Papa Paolo VI che lo ha guidato nelle fasi essenziali. E’ lì che si è deciso di sciogliere gli ormeggi dalla Liturgia tradizionale e inaugurare la nuova norma. Risulta ormai fin troppo chiaramente, d’altra parte, che questa innovazione è stata, nell’intenzione dei padri conciliari, motivata essenzialmente dal giudizio negativo verso il rito tradizionale: ciò è dimostrato proprio dall’avversione pressoché ubiquitaria che la quasi totalità dei vescovi radicati nel Concilio nutre verso la forma “straordinaria”. Su questo non mi pare che possano esserci equivoci.

    Allora il dubbio è: che cosa è successo esattamente nel Concilio Vaticano II; siamo sicuri che non ci siano da apportare delle profonde correzioni ad alcune decisioni conciliari?

  60. Andrea scrive:

    Per gigi:
    sì, siamo sicuri. Nel Concilio, a proposito della liturgia in particolare, non c’è una parola fuori posto. Nella mentalità progressista pre-, intra- e post-conciliare, invece…

  61. franco lotus scrive:

    L’ho postato anche su Messainlatino.blog ma repetita iuvant:
    Quando non si sa cosa fare di un pover’uomo, lo si fa Monsignore del Duomo.
    Qualcuno lo ricorda questo proverbio milanese?
    E sia detto con simpatica irriverenza!
    Saluti! Franco

  62. antonella lignani scrive:

    Che cosa è accaduto nel Concilio? Ci sono gli Atti, in latino, dei quali ho tradotto alcune parti. Ma c’è anche “Sacrosanctum Concilium”, che mi sembra “molto avaro” nel concedere innovazioni liturgiche. L’antico rito era bello; doveva solo essere meglio spiegato. Iniziava con un salmo bellissimo, il 42-43; terminava coll’incipit del Vangelo di Giovanni. Stupendo: accostatosi all’altare di Dio, il sacerdote proclamava poi l’eternità e la divinità del Verbo. Ma, purtroppo, nessuno ce lo spiegava.

  63. enrico scrive:

    @ Simon

    Sei intervenuto tu sull’ultimo thread del sito dell’ UAAR?

  64. peccatore scrive:

    Prof.ssa Lignani, mi ha molto intrigato la sua affermazione che “il rito antico era molto bello… ma nessuno ce lo spiegava”.
    Trovo incredibilmente semplice e profonda questa sintesi.
    Di fatto i decenni successivi all’abbandono del latino hanno creduto che il parlare in italiano avrebbero incrementato la comprensione mantenendo inalterata la bellezza. Invece oggi si può dubitare dell’estetica almeno tanto quanto emerge che l’uso di parole, parole e parole non ha portato il popolo di Dio ad una miglior comptrensione della liturgia.
    Spesso risulta anzi snaturata dalla verbosità celebrativa tesa ad interodurre distinguo e sottolineature, il più delle volte provocando confusione, contraddizioni, perdita di senso e di centralità di Dio.
    Che poi ciò che non capisco del tutto possa essere più bello di ciò che teoricamente mi è comprensibile come parole è dimostrato da almeno tre fatti:
    -sentire una parola in italiano non significa comprenderne il significato, specie se si è smesso sia di spiegarlo che di studiarlo, confidando unicamente nel vocabolario.
    -non capire una parola in una lingua differente non significa non seguire il filo del discorso, specie se proprio questa “atmosfera” porta ad essere più attenti al clima, abbandonandovisi, come quando si ascolta una poesia, o una bella prosa piuttosto di una raffica di news, una lista della spesa o una relazione tecnica.

  65. peccatore scrive:

    -il sacerdote è un alter christus: parlando una lingua “sacra” (sottratta all’uso comune) è più facile considerare sacro lui e quel che sta facendo. Invece se parla recitando un po’ a soggetto, se continua a dire “noi” facendosi uno dei tanti, se riscrive la liturgia persino rispetto al canone e di quel canone predilige certe sottolineature che nulla hanno a che vedere con la sacrosanctun concilium, il risultato è che non è più offerente ed offerta per la comunità al Padre, ma megafono della comunità che non capisce bene CHI si sta offrendo al Padre…

  66. peccatore scrive:

    Altro detto ambrosiano adatto al simpatico mons. Manganini:
    “el voer spustà el domm in santa redegunda”
    Dicesi di chi si ostini a far stare cose grosse in spazi angusti. Via Santa Redegonda è una piccola viuzza a fianco del Duomo. E’ lì che certi parcheggiatori ambrosiani vorrebbero posteggiare il motu proprio universale del Santo padre. Ma -diceva Gesù- le mie vie non sono le vostre vie, e soprattutto le misure spazio-temporali di Dio differiscono dalle meschinerie di qualche ausiliare della sosta che vorrebbe fermare il tempo sul CVII.

  67. Simon de Cyrène scrive:

    Gigi, che mi sa essere un troll di passaggio e a cui chiedo scusa se la mia prima impressione è sbagliata (il futuro lo mostrerà), fa un commento e pone una domanda ambo sbiecate.

    Il commento: “questa innovazione è stata [l'ultima riforma liturgica, ndr], nell’intenzione dei padri conciliari, motivata essenzialmente dal giudizio negativo verso il rito tradizionale”. Vorrei sapere a quali testi dei padri conciliari Gigi si riferisce per dimostrare questo loro giudizio negativo inverso il rito tradizionale.

    La domanda: “Allora il dubbio è: che cosa è successo esattamente nel Concilio Vaticano II; siamo sicuri che non ci siano da apportare delle profonde correzioni ad alcune decisioni conciliari?”. La domanda non ha senso, anzi, Gigi si vada a leggere i testi conciliari circa la liturgia e trovi cosa c’è da correggervi, o forse parla lui della reiterata domanda dei padri conciliari di utilizzare il gregoriano ed il latino?

    E’ cosa ormani chiara che il S.S. Concilio Vaticano II non ha mai voluto quel che è successo in seguito: cioè la non applicazione rigorosa della riforma liturgica da parte di conferenze episcopali intere ed il tradimento della volontà dei padri conciliari sulla liturgia che fu da loro sempre concepita come un’evolutiva continuità con il rito tridentino che tutti praticavano.

    Vorrei commentare la prima frase di Gigi che trovo, peraltro, pertinente: “è evidente, e ormai sempre più divulgato, il fatto che la celebrazione eucaristica in rito romano straordinario, benché valorizzata dal Papa è dai più considerata “cattiva”, disdicevole, pericolosa”. La domanda che ci dobbiamo porre è perchè questo è il caso. Perchè ci vuole tutta quest’energia per far ammettere al corpo episcopale la bontà di una celebrazione che ha sostenuto il Corpo del Cristo per quasi due millenni, attraverso culture differenti, geografie svariegate, crisi di ogni tipo?

    A mio umilissimo parere, perchè questa santissima forma di celebrazione è stata recuperata da organizzazioni con un secondo fine ideologico, di origine maurassiana o consimile, da una forma di gallicanesimo (qui oltr’alpi ne sanno sempre meglio di Roma…) e di disobbedienza sfociata nelle scomuniche del 1988. Cioè, le credenziali della messa gregoriana sono state messe a male dall’atteggiamento altamente ideologico di chi segue Econe, dallo spirito critico e sempre negativo dei suoi seguaci, dal poco spirito filiale mostrato da questi durante decenni inverso il S.Pontefice o i vescovi locali.

    In altre parole, l’atteggiamento semplicemente disgustoso di Mgr Magnanini e di altri vescovi simili a lui nella loro mancanza di paterno affetto inverso il loro gregge, trova principalmente la sua pseudo-giustificazione nell’origine ribelle ed eretica, ecclesiologicamente parlando, degli integristi econiani.

    Non mi si venga a dire che è grazie ad Econe che abbiamo avuto il MP SP, il che sarebbe come se si dicesse che è grazie a Giuda che Gesù ci ha redenti, o grazie a Lutero e Calvino che abbiamo avuto il S.S. Concilio di Trento e la messa tridentina. No: Giuda, Lutero, Calvino e Econe sono state cause accidentali che lo Spirito Santo che guida la Chiesa ha utilizzato per trarne un bene ancora più grande, ma gli atti commessi da costoro erano e sono intrinsecamente malvagi.

    E ora bisogna far uscire l’antico rito da questa ganghera di ideologismi, da questa connotazione eretica dal punto di vista ecclesiologico e dal suo neo “peccato originale” di essere utilizzato come vessillo da gruppi che flirtano con il scisma e la disobbedienza al Papa ed ai Vescovi in comunione reale e formale con lui.

    Il Santo Pontefice nella sua pedagogia fa esattamente questo: cioè cerca di togliere l’usus antiquor dal ghetto integrista nel quale era stato confinato per motivi ideologici per ridarlo a tutta la Chiesa universale. Saranno gli episcopi abbastanza fini ed intelligenti per seguirlo sul questa strada di continuità? Ci vorrà il tempo della conversione per certuni e quello di sparire per altri.

    In Pace

  68. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Enrico,

    in risposta al Suo enrico Scrive: novembre 15th, 2010 at 12:50 pm.

    No, non intervengo mai sul sito Uaar, semplicemente perchè sono un branco di settari sloganisti senza spirito scientifico o razionale nè onestà intellettuale whatsoever.( Eppoi non ne ho neanche l’indirizzo web)

    Perchè me lo chiede?

    In Pace

  69. enrico scrive:

    C’era un intervento con nick ” Cireneo”…ho solo fatto una associazione..era solo mia curiosità.

  70. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Enrico,
    Deve essere un’ammiratore… o un detrattore.
    Comunque non sono io.
    In Pace

  71. Andrea scrive:

    Un commento a Simon de Cyrène, che ringrazio per il suo richiamo della raccomandazione conciliare di utilizzare il gregoriano e il latino e per la sottolineatura dello spirito gallicano presente a Econe: le mentalità progressiste attualmente dominanti sono anch’esse di matrice gallicana (infatti quasi indiscusse fra Torino e Milano, a differenza di altri territori).
    La “Romanitas” della Chiesa, evidente fino a cent’anni fa, viene da allora minata e ridicolizzata, all’insegna dello schema “dolce vita”, se non addirittura “pizza e mandolino”.
    Ma Roma è città sacra (che prepara e rappresenta la “santa Gerusalemme, che è nostra madre”) non per la Fontana di Trevi (Fellini), ma perché in essa hanno subito il martirio i Ss.Pietro e Paolo. Il latino non è “lingua sacra” (riservata agli iniziati), ma è venerando perché era la lingua dell’Impero Romano, che fu predisposto e poi cristianizzato dalla Provvidenza.
    Se la cultura greca, come dice il S.Padre, fu vitale per il reciproco influsso positivo tra fede e ragione, la romanità fu ed E’ vitale per la cattolicità, cioè universalità e concretezza, della Chiesa.

  72. macv scrive:

    Sono d’accordo con Simon de Cyrène. la crisi odierna della fede ( chiese vuote di giovani, seminari deserti) e il tradimento della liturgia non sono che i frutti avvelenati dell’eresia : il modernismo. Il modernismo è forse la più subdola e malefica eresia che abbia mai attentato alla Verità. e’ subdola perchè facilmente condivisibile in quanto si ammanta della ragione, della scienza, dei più moderni risultati della ricerca sociologica e filosofica per minare alla base l’edificio compatto della Fede. basta toglie un piccolo mattoncino ( come nel Lego) e tutto crolla..

  73. antonella lignani scrive:

    Tutto sommato mi piace la discussione di questo Thread, anche se, secondo me, … maiora premunt.

  74. Carlo scrive:

    Beh, sempre il nostro Mangan(ell)ini, sabato 29 ottobre, introducendo le celebrazioni centenarie di San Carlo Borromeo, ha detto durante l’omelia ai primi vespri: Opportunamente il Concilio Vaticano II ha eliminato il latino dalla liturgia! Il latino è come il PEPE. Solo in piccole dosi può essere usato.
    Peccato, che il Concilio non ha mai detto nulla di simile. Si dice tanto innamorato del Concilio, ma in realtà non sa bene cosa il Concilio ha detto.

  75. antonella lignani scrive:

    L’uso della lingua volgare nella liturgia non poteva essere rimandato; a favore di quest’uso parlò anche Wojtyla, perché egli aveva una visione essenzialmente pastorale dei riti.
    Ma avere di nuovo permesso il messale tridentino significa, a mio parere, salvare un patrimonio che non può essere dimenticato per sempre. Dal momento che è destinato a rimanere un fenomeno “di nicchia”, tanto vale non ostacolarlo oltre il ragionevole.

  76. Luigi C scrive:

    “1. L’uso della lingua latina, salvo diritti particolari, sia conservato nei riti latini.” CVII Sacrosanctum concilium.
    Per un commento alla vicenda:
    http://blog.messainlatino.it/2010/11/soprusi-ambrosiani.html
    http://blog.messainlatino.it/2010/11/lidolatria-di-mons-manganini.html
    Luigi C

  77. Andrea scrive:

    Per antonella lignani:
    no, cara signora, per due motivi:
    1- “L’uso della lingua latina, salvo diritti particolari, sia conservato nei riti latini.
    Dato però che, sia nella messa che nell’amministrazione dei sacramenti, sia in altre parti della liturgia, non di rado l’uso della lingua nazionale può riuscire di grande utilità per il popolo, si conceda alla lingua nazionale una parte più ampia, specialmente nelle letture e nelle ammonizioni, in alcune preghiere e canti….” (Sacrosanctum Concilium, cap.I, III, 36).
    Quindi è l’uso del volgare a essere stato concepito come “fenomeno di nicchia”. Che poi la realtà sia ben diversa, lascia capire quale spirito animi gran parte del Clero ai nostri giorni.
    2- Il rito “tridentino” non è stato “permesso di nuovo”: il Santo Padre ha insistito sul fatto che non era mai decaduto, che è impensabile che la liturgia cattolica subisca un taglio e una ripartenza. E’ concepibile solo che la vivente liturgia venga modificata, restando però se stessa.

  78. Sal scrive:

    Dopo aver ascoltato su Rai News l’intervista della sig.ra Nadia Shamrouk (palestinese) nella quale dice che da quelle parti la donna è “schiava di un altro schiavo” (il marito mussulmano);

    Ha cominciato a frullarmi nella testa una domanda: “forse Il dio Allah, che sembra non conoscere l’arabo, sarà come il dio cattolico. Conoscerà solo il latino ? e forse ha bisogno del traduttore se si parla in italiano ?

    La domanda si pone, perché sembra che malgrado le invocazioni sia in latino che in italiano, malgrado le raccomandazioni papali nella mani della vergine, malgrado i pellegrinaggi che in arabo vengono fatti dagli uni a Padova dagli altri alla Mecca, le cose continuano ad andare una maggior bella “schifezza” tanto che lo stesso papa sente la necessità di trasformarsi in “consulente del lavoro” dal famoso balcone o “consulente finanziario.”

    L’Euro e l’Europa sembrano voler fallire, Usa e Cina non vanno d’accordo, gli attacchi suicidi vanno alla grande, l’acque e il sistema sempre più inquinati, la disoccupazione aumenta, la disperazione cresce e non migliora niente. Sarà che tutti questi canti gregoriani o messe in latino non funzionano ? Chissà se in esperanto riusciranno a produrre qualche risultato. suggerisco una prova.

  79. Lorenzo scrive:

    @Antonella. L’uso della lingua volgare è stato rimandato per molti secoli dopo che il latino non era più in uso e poteva forse esserlo per parecchi altri ancora. D’altronde, se si voleva proprio usare il vernacolo, perché non si è tradotto semplicemente il rito esistente? Questo non l’ho mai capito.

  80. bo.mario scrive:

    Certo che a leggervi non evidenziate niente che sia utile alla società, religiosa o laica che sia. Si discute sul niente e ognuno a una sua sfumatura, fate voi….
    Invece dovreste scrivere su quello che ha detto il papa sulla crisi economico sociale, se n’è accorto pure lui..
    Non ha detto niente di sostanziale, come sempre e invece di suggerire qualcosa, lo SS non c’è più, se ne stà alla larga. Però parla e pensa che qualcuno lo ascolti. Non siete in grado di essere d’accordo sui riti, servono a qualcosa?, pensa a parlare dei grandi problemi sociali che ci affliggono. Come ho scritto altre volte se ritornaste nelle chiese è provabile che si facciano meno danni. Se un dio ha mandato suo figlio sulla terra per aiutarci non credo abbia ottenuto il suo scopo e si guarderà bene da mandarcene un altro. Se non vi rendete conto di essere finiti in un cul de sac dimostrate che siete bravi solo a parlare o a scrivere. Un saluto.

  81. Libertà religiosa scrive:

    è scandaloso tutto quanto accaduto. Sembra di stare in un regime dittatotiale che non consente l’esercizio della libertà religiosa. Per rispetto ai nostri fratelli perseguitati, proibire una Messa, autorizzarla a porte chiuse, è quantomai motivo di SCANDALO! Siamo ancora in un paese cattolico e libero? La curia di Milano (e Manganini in specie) è cattolica?

  82. Populismo scrive:

    Qui si sta parlando di liturgia e di Cristocentrismo. Attacchi banali e critiche per dire che ci sono cose più importanti sono solo populismo. Per un cristiano “vivere è Cristo”, solo lui può dare senso ad ogni esistenza. Parlare di liturgia e di dogmatica non è aria fritta, ma ritrovare il senso dell’esistere. Buonismo, ambientalismo e quant’altro vengono dopo. Queste obiezioni, fasulle, hanno inficiato gran parte dei preti modernisti, che da maestri della fede sono diventati “moralizzatori” della buon costume…

  83. Franciscus scrive:

    @Gigi et @ Simon de Cyrène
    I Padri conciliari, fra cui era mons. Lefebvre, hanno scritto testi ufficiali, che sono l’unica cosa del Concilio divinamente ispirata. Il resto è fumo.
    Vero è che all’interno del Concilio agivano forze poco o per nulla ortodosse (quali K.Rahner, il giovane J.Ratzinger, lo Suenens, il Lercaro, alcuni protestanti…), tuttavia i testi ufficiali del Concilio sono “tuti”, opera dello Spirito Santo.
    Diversamente la riforma liturgica di Bugnini e Lercaro è opera umana, che può essere modificata.
    Per questo auspicherei anche alcune modifiche del Messale Romano.
    Effettivamente, monsignor Marcel Lefebvre, grande Vescovo missionario e, lo ribadisco, Padre del Concilio Vaticano II molto stimato dal Pontefice il Beato Giovanni XXIII (tanto da riceverne alcuni incarichi di prestigio durante il Concilio stesso), accettò i documenti conciliari, e fondò il Seminario di Econe solo nel 1970, in reazione agli abusi liturgici (e dottrinali) seguiti al Concilio in molti ambienti progressivi.
    Inizialmente il Seminario di Econe era riconosciuto dal Vescovo locale e dalla Sede Apostolica, e vi si celebrava col Messale del 1962 a cui erano state apportate alcune modifiche in linea colla lettera del Concilio (proclamazione delle Letture dall’ambone invece che dall’altare, semplificazioni varie…): solo successivamente, coll’inasprirsi dell’opposizione dei Vescovi progressivi, si inasprì anche l’atteggiamento lefebvriano.

  84. Franciscus scrive:

    @BoMario
    La Chiesa ha scopo principalmente religioso, non politico, economico, sociale (cfr. Gaudium et spes)-
    La Liturgia è fonte e culmine della vita della Chiesa (cfr. Sacrosanctum Concilium).
    Ciò che un (mi par di capire) non cristiano come Lei non riuscirà a capire, è che la religione non si occupa del mondo di qua se non in minima parte, e sempre per favorire il buon arrivo nel mondo di là, del quale si occupa principalmente.
    Poi che la religione abbia anche influssi immediati sulla società, non lo dubitiamo; ma il fine è un altro.
    La Chiesa non vuole, non può, non deve essere un’organizzazione filantropica.

  85. Franciscus scrive:

    @Sal
    I Vostri conati di espressione tradiscono scarsa razionalità: Voi si esprime in modo poco chiaro e comprensibile. Probabilmente è lo stile New World che la influenza…

  86. Franciscus scrive:

    Voi Vi esprimete
    Pardonnez.

  87. Franciscus scrive:

    @Lorenzo
    Non è stato semplicemente tradotto il rito già esistente poiché la Costituzione Conciliare sulla Liturgia (Sacrosanctum Concilium) comanda espressamente di riformare il rito, ma non (interpretazione “ratzingeriana”) nel senso di rifare tutto daccapo, bensì nel senso di aggiustare alcune cose (così come aveva iniziato a fare il Papa San Pio X).

  88. Syriacus scrive:

    Chapeau, Andrea, per il morceau de bravoure!

  89. antonella lignani scrive:

    Caro Andrea, la differenza tra le nostre opninioni non è grande. Molto più preoccupa il fatto che, nei blog, si parli tanti di messa in latino, e praticamente niente di problemi scottanti come la persecuzioni contro i cristiani in oriente.

  90. Yves scrive:

    Mi preme informarvi, amici, che se diventerò papa assumerò il nome di Terminator I.
    Il mio primo provvedimento, circa dieci minuti dopo l’elezione, sarà abolire il rito ambrosiano. Per quelli che non saranno d’accordo, e per tutti i curiali del mondo che avessero velleità di interpretazioni “centrifughe” del Concilio Vaticano II, riaprirò le sacre prigioni di Castel S.Angelo. Lì, nella solitudine orante e nella frequentazione con le pantegane, sono certo che le menti offuscate ritroveranno la luce.
    Ho molti altri provvedimenti nel pontificio carniere, ma qui mi sono limitato a quelli in tema con i vostri interventi.
    Naturalmente il dottor Tornielli potrà venire ad intervistarmi tutte le volte che vuole. ;-)

  91. Andrea scrive:

    Grazie, cara Antonella.
    I vari temi sono comunque interconnessi: se ci sentiamo “lontani” dai fratelli massacrati in Oriente, è anche perché abbiamo ampiamente infranto la cattolicità della Chiesa (che, ripeto, vuol dire anche senso pratico e amore al Reale).

  92. Simon de Cyrène scrive:

    Cara Sra Lignani,

    1) Se Le interessano di più le discussioni sul tema della persecuzione dei cristiani nel mondo, penso che il thread aperto dal nostro ospite il primo novembre ed intitolato “I martiri di Bagdad e quella voce di Papa Wojtyla” sia quello adatto. Anche se, sono d’accordo con Lei, le solite piattole benconosciute in questo blog hanno fatto di tutto per sviarne il tema con off-topics ed irrisioni varie.

    2) Lei scrive ” Dal momento che è destinato [il messale tridentino, ndr] a rimanere un fenomeno “di nicchia…” Mi sa che Lei abbia qui una visione un po’ troppo peninsulare del problema. Dalle parti nostre anno dopo anno, il rituale di Paolo VI “produce” sempre meno vocazioni sacerdotali di pari passo con una diminuzione drammatica della partecipazione dominicale, che nulla ha a che vedere con la situazione italiana. Invece anno dopo anno le vocazioni sacerdotali provenienti dalle famiglie che frequentano la forma straordinaria sono in costante aumento, tanto che quest’anno esse già rappresentano, a spanne, un terzo del totale degli ordinandi in Francia e ciò senza contare le vocazioni presso la FSSPX. Per quanto riguarda la Francia, sede di uno degli episcopati i più retrivi al mondo e alla dottrina la più insicura, la “nicchia” di cui Lei parla sembra sembra essere alquanto spaziosa e promessa ad un futuro sempre più roseo.

    In Pace

  93. otello scrive:

    Caro Andrea…
    non solo in quel di Milano succedono queste cose… canto in un coro di gregoriano da qualche anno e posso dirti che da tanti sacerdoti, anche insigni teologi e professori di seminario, veniamo visti come appartenenti a qualche setta… se queste cose non riescono a capirle i sacerdoti, immaginiamoci i semplici fedeli laici…
    E pensare che io ho cominciato ad addentrarmi nel Mistero proprio grazie al canto gregoriano antico…

  94. bo.mario scrive:

    Antonella leggo che cerchi di tornare su altri argomenti e la persecuzione dei cristiani per mano dei nemici può essere importante per la casta. Il mio discorso era un pò più tosto e, a parte i giudizi negativi, nessuno che prova a rispondere. Prima deve venire il bene dell’umanità e poi si penserà all’anima. Non vanno a braccetto anche se voi lo pensate. Non torno a fare l’esempio del discorso del papa in Africa perchè lì si è raggiunto il massimo del minimo. La gente doveva morire per uno pseudo principio che non ha niente con la realtà. Salvare le anime, senza il corpo esiste l’anima? Religioni che ancora sfruttano privilegi che non hanno più. Una lo ha quasi risolto, se non credi ti elimino, rimarranno solo gli eletti. Se dite che può essere vero che sono illuminati dall’alto fategli risolvere i problemi alla gente e non createne di altri.
    Qualcuno risponderà perchè ha capito? ne dubito.
    Un saluto.

  95. antonella lignani scrive:

    Caro Simon, oltre al thread da lei citato, sto cercando di partecipare ad un blog “amico” che ha lanciato il tema delle persecuzioni, ma i blogghisti continuano a scambiarsi “buonanotte” e ninna – nanna di Brahms … Mi sono cadute le braccia! Per questo sto cercando si sollecitare voi al tema, vista la sicura fede cattolica vostra e la competenza biblica. Certo, parlando di “nicchia” mi riferivo soprattutto al mio ambiente, nel quale, come ho già raccontato, mi ritrovo sola o con pchissimi alle messe tridentine. Ma siccome sono convinta che noi siamo un cinque – dieci anni dopo la Francia, può darsi che anche da noi le cose vadano diversamente tra un po’ e le mie alunne – suore vengano premiate per la loro costanza.

  96. antonella lignani scrive:

    La persecuzione dei cristiani è importante per la casta? Forse, ma intanto muoiono …

  97. Cherubino scrive:

    “Dalle parti nostre anno dopo anno, il rituale di Paolo VI “produce” sempre meno vocazioni sacerdotali…”

    Questa e altre affermazioni del genere sono del tutto infondate. Innanzitutto non sono dimostrate e poi sui grandi numeri è vero il contrario: le vocazioni sacerdotali a livello mondiale sono in aumento (dati dell’annuario statistico della Santa Sede).
    Del resto lo stesso papa disse tempo fa che aveva permesso la celebrazione del rito straordinario (a determinate condizioni e non sempre) per coloro che erano particolarmente attaccati alla messa tridentina (che tra l’altro è nella forma voluta da Giovanni XXIII) e non per una pretesa superiorità del veccho rito sul più recente. Proprio in questo blog commentammo queste parole del papa dette in un’intervista fatta durante un viaggio apostolico.

  98. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Macv,

    mi riferisco al Suo macv Scrive: novembre 15th, 2010 at 2:35 pm.

    Personalmente, non ritengo che il “modernismo” sia il problema all’ordine del giorno: questi era una categoria culturale/filosofica che poteva aver ancor senso 60 o 70 anni fa. Fa parte di un passato che non tornerà più: poco serve concentrarci su questi errori del passato.

    Il problema di fronte al quale la Chiesa del XXI secolo fa fronte fin dagli anni sessanta è piuttosto l’approccio deleterio del “post-modernismo” (penso a un J.F Lyotard o ad un M. Foucault) che è pervasivo nella nostra società occidentale e estremamente pernicioso con la sua concezione di “verità” in quanto puro costrutto sociale, semplice prodotto di giochi linguistici. Estremamente pernicioso in quanto fondamentalmente manda in rovina qualunque considerazione etica e politica.

    E’ questa mentalità post-modernista, ormai pervasiva da 50 anni (al punto di avere i suoi cartoni animati come l’abrasivo “Family Guy”), che va da essere combattuta: questa mentalità è la vera nemica dell’umanità in generale e del cristianesimo in particolare.

    E contro questa mentalità che gli ultimi Pontefici da Pio XII, via Paolo VI, via Giovanni Paolo Magno fino ai giorni nostri stanno lottando strenuamente in tutti i loro discorsi e le loro iniziative.

    Altro che giuramento anti-modernista! Qui la lotta va da essere portata in ogni campo della cultura, riportando il valore della ragione e dell”umano al centro della preoccupazione societale. La dottrina va rispiegata, i fondamenti razionali rimessi in evidenza, la preoccupazione per l’essere umano, immagine di Dio e oggetto della Sua Redenzione rivalutata.

    Concentriamoci sulla battaglia di oggi e non lasciamoci abbagliare da antiche controversie che non hanno più luogo.

    In Pace

  99. Simon de Cyrène scrive:

    Cherubino,

    si dia una calmata alle Sue esternazioni ideologiche. Mi sono chiaramente riferito alla Francia. Lo provi Lei che non è quel che vi succede.

    Quanto ai grandi numeri, non v’è dubbio che nell’insieme il numero delle vocazioni cresce a livello mondiale, ma di certo no in occidente.

    In Pace

  100. Reginaldus scrive:

    Cara Antonella,

    lei dice, per giustificare i suoi ragionamenti , che Ratzinger ha alle spalle il mondo delle dispute teologiche tedesche ( bel mondo: abbiamo visto a che risultati ha portato….) … E Gesù davanti a sé , e non dietro alle spalle, aveva il mondo agguerritissimo dei custodi inflessibili dell’ortodossia giudaica, che a contrastarlo significava come minimo la radiazione dalla comunità , e per Lui significò la morte in croce… Ma Gesù non pensò minimamente di blandirli, non cercò di compiacerli adeguandosi al loro linguaggio, tanto che, per restare al tema, con quel discorso sulla carne sua e sul sangue suo, da bere e da mangiare, per avere la vita eterna, anche molti dei suoi discepoli, avendo quel discorso giudicato ‘ duro’ – insensato? ripugnante? “si tirarono indietro e non andavano più con lui”! Avevano capito bene quello che le parole nude e crude dicevano, e insistevano a dire: non vi era in esse nessuna possibilità di intenderle secondo i modi della simbologia o della metafora…Un cristiano dovrebbe sapere che la fede in Cristo non passa per le vie della sapienza e della prudenza ma per quelle dell’umile accettazione di Colui che solo ha le parole di Vita eterna:” In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: “Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto. ( Lc 10,21) . E altrove dice:”In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. ( Mt 18 ). E ammonisce in tutta la sua terribilità che “ Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare”. ( Mt 18 6-9)

  101. Reginaldus scrive:

    @Lorenzo novembre 15th, 2010 at 4:03 p:

    osservazione e perplessità giustissime. E infatti c’è ben altro dietro la scusa che con la lingua sua la gente avrebbe finalmente capito ( ma guardate le nostre che pienoni di gioventù !!!)!)…. Questa scusa è la classica foglia di fico: basterebbe la sua osservazione per farla cadere a terra e lasciare scoperta la nudità vergognosa di una intenzione per la quale si è volute rendere il popolo di Dio – come si dice- CELEBRANTE della messa stessa e dove il ‘sacerdote’ svolge solo la funzione di presidente dell’assemblea riunita – appunto- “a celebrare i santi misteri…..”,. Come Lutero aveva già insegnato.

  102. gabriele scrive:

    Egregio sig.Tornelli
    sono un abitante di Seregno,vorrei far presente a Don Manganini che in via Rossini a Seregno,la domenica mattina viene celebrata una S.Messa in rito tridentino,in latino,da un sacerdote lefebriano,la cappella è aperta a tutti,anche io ho partecipato.Debbo confessarlo come peccato?
    Faccio notare che “idolatro”l’Eucarestia per la presenza reale di Nostro Signore Gesù Cristo.Cosiglio a Don Manganini di rileggersi il canone 1 del terzo tema del 10 settembre 1551 del Concilio di Trento,prima di dare aria ai denti.
    Pax et bonum

  103. Cherubino scrive:

    sig. Simon che nulla ha in comune con il Cireneo biblico: è un fatto che l’uso del rito ordinario -che si celebra in tutto il mondo nella Chiesa latina e non solo in Occidente- non è affatto correlato con la diminuzione delle vocazioni.

    La sfido a dimostrarlo, tanto sono certo che non ci riesce perchè è semplicemente falso. Non può dimostrarlo dal punto di vista descrittivo, perchè proprio ilf atto che a livello mondiale sia di gran lunga maggioritario il rito ordinario e allo stesso tempo vi sia un aumento delle vocazioni mostra che almeno c’è una correlazione.
    Dal punto di vista eziologico lei poi non potrà mai escludere che in certe nazioni la diminuzione di vocazioni sia dovuta al tipo di liturgia e non a variabili molto più probabili, come la pressione di culture antitetiche, il bombardamento mass-mediale e così via. Al contrario è possibile mostrare che il clero è più debole proprio dove i principi dell’ecclesiologia conciliare sono meno attuati. Questi principi erano un dono di Dio proprio per rispondere meglio alle sfide del nostro tempo e l’attaccamento a modelli ottimi per la società del passato, ma inefficaci per quella d’oggi è logicamente una delle cause di certi problemi.
    Se nel Concilio Vaticano II lo Spirito Santo ha donato alla Chiesa gli strumenti per agire meglio nel nostro tempo -e sarebbe non ortodosso credere il contrario- le resistenze ai dettami conciliari sono un grave vulnus nelle difese contro gli attacchi del Maligno. E proprio gli attacchi al Concilio vengono esattamente dalla stessa parte.

  104. Cherubino scrive:

    a Gabriele faccio notare che il sacerdote lefevbriano non esercita il ministero sacerdotale nella Chiesa cattolica, non è autorizzato dal Vescovo e commette una grave colpa.
    La Messa è valida, ma non si commette peccato solo se non si aderisce alle idee lefevbriane, ma per il rischio di “impregnarsi di mentalità scismatica”, come dice un documento ufficiale, è chiaramente sconsigliato parteciparvi.
    Va poi ricordato che il sacerdote lefevbriano non amministra neanche validamente la Confessione, per cui se lei riceve l’eucarestia dopo essersi confessato da tale prete avendo peccati mortali non le sono stati rimessi e accedendo all’eucarestia commette il gravissimo peccato di sacrilegio.
    Infine, come cristiano lei avrebbe il dovere morale di avvertire il sacerdote lefevbriano del grave stato in cui si trova e invitarlo decisamente e pentirsi e rientrare nella Chiesa cattolica allontanandosi senza indugio dagli errori di mons. Lefevbre.
    Per questo la cosa migliore è non andare a tali messe.

  105. Cherubino scrive:

    non ho letto quanto dice mons. Manganini sull’eucarestia, ma non capisco cosa ci si trovi di tanto scandaloso nell’invito a non idolatrare l’eucarestia.
    E’ evidente che tale frase non vuol dire di non adorare l’eucarestia, ma di non farlo in modo sbagliato. E questo è del tutto possibile.
    Ad esempio ci può essere chi attribuisce al pane eucaristico un qualcosa di magico. Come se il semplice contatto fisico o il solo sostare dinanzi abbiano capacità taumaturgiche o in sè salvifiche. Gesù non disse la parabola dell’invitato al banchetto del re che non aveva il vestito delle nozze e fu cacciato fuori? Sedeva al banchetto, ma non aveva lo spirito di quel banchetto. E poi ci sono quelli che diranno “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete” (Lc, 13).
    “Mangiato e bevuto in tua presenza” è un chiaro riferimento eucaristico. Eppure…

    E sulla capacità dell’uomo di vivere in modo esteriormente a posto ma interiormente condizionato dalla “Paura della morte” anche le cose più sante, basta ricordare ciò che Gesù disse a una donna che “alzò la voce di mezzo alla folla e disse: ‘Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!’. Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!” (Lc, 11).

    Si può idolatrare l’eucarestia, quando le si proiettano su le nostre aspettative, la nostra volontà di potere, la nostra immagine distorta di Dio.
    “I puri di cuore vedranno Dio”, ma senza purezza si ha solo l’illusione di vederlo e di adorarlo.

  106. Marco N. scrive:

    “non capisco cosa ci si trovi di tanto scandaloso nell’invito a non idolatrare l’eucarestia…

    Probabilmente per il sig. cherubino l’eucarestia è tutt’altra cosa dall’Eucarestia. Sono d’accordo con lui.
    Noi infatti “idolatriamo”, nel senso che adoriamo in pienezza, l’Eucarestia con la E maiuscola.
    Lui non idolatri pure, se lo ritiene, l’ eucarestia minuscola, che per lui, come per mister Manganucci, è evidentemente solo qualcosa da mangiare.

    Per le parole in libertà esisterebbe comunque un triplice rimedio consigliabilissimo a lui e a quanti come lui tentano di mettere maleodoranti pannicelli caldi su ferite gravissime inferte volutamente al Corpo di Cristo:

    a) gargarismi con varechina concentrata;
    b) tappi da damigiana inseriti nella bocca;
    c)cerotti labiali gommati e impermeabili, da idraulico.

  107. antonella lignani scrive:

    Caro Marco N:, lei è truculento, ma tutto sommato sono d’accordo.

  108. Marco N. scrive:

    Cara Lignani, truculento io?
    Ma no!!!!
    Ho solo consigliato dei rimedi soft.
    Mica ho proposto, come avrei voluto, il taglio di certe lingue….
    Stia bene!

  109. Andrea scrive:

    Un’annotazione dolorosa, a cui sono condotto dal dibattito in corso: ieri pomeriggio la funzione trasmessa da Radio Maria (Rosario, Vespri, Adorazione Eucaristica) comprendeva la velenosa formula “Sia lodato e ringraziato in ogni momento / GESU’ NEL Santissimo e Divinissimo Sacramento”. Quindi non “il” Ss.Sacramento, ma “Gesù nel” Ss…
    Esempio tragico di “adattamento” ereticale fatto in casa !
    Aggiungo che l’abuso del nome “Gesù”, in luogo di “Cristo” (o “Gesù Cristo”: 1Gv 4, 2), è anch’esso ereticale.

  110. Cherubino scrive:

    Marco N.
    1) non obiettare nulla di serio ma solo una banale nota sulla minuscola al posto della maiuscola, particolare che -dato il tenore del mio post e la riverenza che esprimo verso il Sacramento- si rivela da sè come insignificante e malfidato,
    2) tradisce poi sostanzialmente e pesantemente la stessa Eucarestia con le sue scurrili parole.

    Se questi sono i frutti…

    Quanto all’idolatrare l’Eucarestia (contento?) è certamente possibile, ma c’è di peggio. Ad esempio usare un finto zelo verso il Sacramento per fare propaganda politica.
    Quanto poi allo zelo eucaristico (è aggettivo non vuole la maiuscola) è contraddittorio non inorridire di fronte al sacrilegio di quei preti che illecitamente consacrano il Pane e il Vino eucaristici in quanto non incardinati nella Chiesa cattolica e così facendo alimentano la divisione del Manto di Cristo. Adorare l’Eucarestia e poi seguire i lefevbriani è una contraddizione netta. In quanto i secondi celebrano il Sacramento dell’unità a scopo e con spirito di divisione.
    Però usano la maiuscola.

  111. antonella lignani scrive:

    Mi sto sempre più rendendo conto che quella che credevo fosse pura smemoratezza da parte dei fedeli è una cosa voluta. Che dire? Per me fin da bambina non è esistita cosa più sacra. L’Osservatore Romano ha pubblicato un articolo dal titolo: “Ma il tabernacolo non è un ingombro”. Che dire?

  112. antonella lignani scrive:

    Perchè non prendersela allora con atti di venerazione quasi idolatrici, come il famoso abbraccio della statua di San Giacomo a Compostela? Non faccio altri esempi per rispetto della tradizione.

  113. Cherubino scrive:

    “l’abuso del nome “Gesù”” questa è buona… per di più al posto di Cristo ? e che vuol dire ? a parte il fatto che il Nome Santo non è Cristo ma proprio e solo Gesù. Cristo è solo un titolo, Gesù è il Nome che fa piegare ogni ginocchio in cielo, in terra e sotto terra.

  114. antonella lignani scrive:

    Chiedo ufficialmente ad Andrea Tornielli, che ha lanciato questo tema, di fare intervenire un teologo per chiarire tutta questa materia, e non lasciarla solo alle opinioni di coloro che intervengono. Per quanto credo che il CCC parli chiaro: “Si parla anche del Santissimo Sacramento, in quanto costituisce il sacramento dei sacramenti. Con questo nome si indicano le specie eucaristiche conservate nel tabernacolo.” E più avanti si afferma che al tabernacolo si deve adorazione.

  115. il maccabeo scrive:

    Mi si permetta una risposta al delirio di Symon de C. (mi spiace, ma non saprei in che altro modo qualificarlo) che identifica ancora una volta l´avversione al Rito Antico dei prelati post-conciliari come conseguenza dell´atteggiamento della Fraternitá San Pio X.
    Egli dice : “le credenziali della messa gregoriana sono state messe a male dall’atteggiamento altamente ideologico di chi segue Econe, dallo spirito critico e sempre negativo dei suoi seguaci, dal poco spirito filiale mostrato da questi durante decenni inverso il S.Pontefice o i vescovi locali. In altre parole, l’atteggiamento semplicemente disgustoso di Mgr Magnanini e di altri vescovi … trova principalmente la sua pseudo-giustificazione nell’origine ribelle ed eretica, ecclesiologicamente parlando, degli integristi econiani.” Asserto stranamente non dimostrato da un sedicente paladino della veritá, che, per altro, richiede sempre fonti e citazioni.
    Ora c´é un piccolo problema ed é che, per definizione,…. l´effetto segue la causa! E mai il contrario!
    Ora si da il malaugurato, per il nostro paladino della veritá, caso che la Fraternitá san Pio X nasca canonicamente con decreto di Mons. Charrière vescovo di Friburgo il 1 novembre 1970. Possiamo anche dire che fino al 1974, prima visita Canonica, pochi si accorgeranno della sua esistenza e di quella di Mons. Lefebvre. Se ne accorgeranno per primi i vescovi francesi, Villot in testa, quando le vocazioni a Econe saliranno esponenzialmente nella “primavera del dopo-Concilio” mentre quelle in Francia, e in tutto il mondo purtroppo, crolleranno miseramente. Le cosiddette scomuniche, ormai dichiarate decadute da Benedetto XVI, sono addirittura del 1988.
    Per quanto riguarda l´avversione al Rito Antico presso prelati di ogni ordine e grado all´interno della Chiesa possiamo invece risalire ben piú lontano della data di nascita della Fraternitá (1 Nov 1970) e dello “scisma” del 1988.
    La promulgazione della Nuova Messa e l´”abolizione” del Rito tradizionale bimillenario (mai avvenuta canonicamente) é del 30 Novembre 1969, in quanto applicazione della Costituzione Apostolica “Missale Romanum” del 3 aprile 1969…. voluta da S.S. Paolo VI! Cioé oltre un anno e mezzo prima della nascita dela Fraternitá!
    Essa é a sua volta il frutto di fatto del famigerato Mons. Annibale Bugnini, di massonica memoria, e di diritto del “Consilium Pontificium as exequendam Constitutionem de Sacra Liturgia” voluto da Paolo VI all´indomani del Concilio (per coloro che ancora credessero che non vi é nesso tra Nuova Messa e Costituzione Conciliare sulla Liturgia “Sacrosantum Concilium”). Di fatto il Novus Ordo Missae, partorito da Bugnini, accoglie per filo e per segno le richieste dei 6 pastori protestanti invitati da Paolo VI stesso, Max Thurian di Taizé forse il piú influente tra essi.
    Ma l´attacco e l´avversione, piú o meno dichiarata a seconda dei momenti storici, alla Messa di sempre aveva giá avuto altre tappe, come la riforma del 1965, quella del 1962 e quella della Settimana Santa nel 1958, sempre per opera del Fratello Massone Mons. Annibale Bugnini e dei suoi “compagni di merende” come il Card Bea. A poco tempo dopo risalgono le prime modifiche alla preghiera per la conversione degli ebrei con la soppressione del “perfidis”.
    E, per chi si sa un po´ la storia ecclesiastica, attacchi potenti alla Messa di sempre in ambito ecclesiastico e tentativi di “rinnovarla” nello spirito dell´”archeologismo liturgico” colla “riscoperta” della “tavola calda” e di improbabili “riti apostolici” erano giá state condannate ampiamente dalla “Mediator Dei” di Pio XII del 20 Novembre 1947 ( oltre 40 anni prima dello “scisma” e 23 prima dell´esistenza della Fraternitá). La Mediator Dei é a sua volta la risposta alla deviazione del cosiddetto “mouvement liturgique”, nato a fine ´800 con ottimi intenti in parte dal rinnovamento degli studi Liturgici (in particolare Dom Gueranger) e della riscoperta del gregoriano presso l´abbazia di Solemnes (in particolare Dom Barron). I Liberali prima e i Modernisti a inizio ´900 infiltreranno il “Movimento Liturgico” iniziando di fatto l´ultima parte della Rivoluzione Liturgica che porterá alla Nuova Messa del 30 Nov. 1969. Le analogie di quest´ultima poi con la Messa di Lutero e con la “riforma” voluta dai Giansenisti al Concilio di Pistoia son talmente evidenti, per chiunque si prenda la pena di verificare, che da sole, se non bastasse la considerazione della “mens” di Bugnini, bastano a pregiudicarne la bontá.
    E´ dunque semplicemente falso, ingiusto e irrispettoso imputare ad una Societá Sacerdotale nata alla fine del 1970 e a Mons. Lefebvre, giá Arcivescovo Missionario pluridecennale di Dakar, Senegal, nonché Superiore dei Padri dello Spirito Santo e Delegato Apostolico per l´Africa francofona sotto Pio XII, un`avversione al Rito Antico che inizia nella sua ultima fase quasi un secolo prima, che é addirittura facilmente rintracciabile fino a Lutero e a Pietro Valdo, e che si consuma completamente con una sua (pseudo-)abolizione un´anno e mezzo prima della nascita della stessa Fraternitá.
    E chi saprá riconoscerá anche da queste poche righe dove stia lo spirito “ribelle ed eretico”, se dalla parte dei Rivoluzionatori massoni della Liturgia coadiuvati da modernisti e protestanti con tanto, ahimé, di sigillo Papale in questi ultimi decenni, o se dalla parte di chi é restato difensore di un Rito quasi bimillenario che risale, quello si, ai tempi apostolici, a dispetto di ogni minaccia, pena e di ogni emarginazione possibile.
    “qui potest capere…”

    Accenni di Bibliografia sulla questione:
    1. Mediator Dei, Pio XII, 30 Nov. 1947
    2. Intervista al Canonico Andrea Rose sulla nascita della Riforma Liturgica, sito di “Una Voce”, Italia: http://www.unavox.it/Documenti/doc0106.htm
    3. Em.mi Card. Ottaviani e Bacci: Breve esame critico del Novus Ordo Missae.
    4. Dom Gueranger, “Institution Liturgiques”, Editions de Chiré.
    5. Abbé Didier Bonneterre, “Le Mouvement Liturgique”.
    6. Arnaldo Xavier de Silveira, La Nouvelle Messe de Paul VI, qu´en penser?, Diffusion de la pensée francaise, Chiré en Montrueil, 1975.

  116. Andrea scrive:

    Per Cherubino: Gesù (che vuol dire “Dio salva”) è il Nome annunciato dall’Arcangelo a Maria, ma era comunque usato come normale nome “umano” (“il figlio del falegname”).
    Dire “Gesù Cristo” vuol dire riconoscere e annunciare che QUEL Gesù è l’Atteso da Israele e, confusamente, dalle “genti”. Vuole leggere 1Gv 4, 1-6 ?

  117. il maccabeo scrive:

    Per quanto riguarda la critica al Novus Ordo Missae dei compianti card. Ottaviani e Bacci sempre:
    http://www.unavox.it/doc14.htm

  118. Marco N. scrive:

    Giustamente Cherubino osserva: “…dato il tenore del mio post…”

    Ci inchiniamo davanti a cotanta sapienza teologica che cerca disperatamente ( e comicamente) di giustificare il beau geste di mons. Manganucci e si arrampica sugli specchi per dare un colpo alla Santa Eucarestia e un colpo alla botte.

    Rimane tuttavia valido il nostro consiglio di prima: meglio lavarsi a fondo la bocca prima di dire o di pensare certe cose…

  119. il maccabeo scrive:

    Il Giudizio spassionato del Card. Antonelli sulla bontá e l´opportunitá della Riforma Liturgica, quoto da UnaVox:
    “Il R. P. Nicola Giampietro, ha pubblicato per i tipi del Centro Studi S. Anselmo, Roma, 1998, un considerevole excursus sugli sviluppi della riforma liturgica moderna, incentrato sulla figura del card. F. Antonelli: Il Card. Ferdinando Antonelli e gli sviluppi della riforma liturgica dal 1948 al 1970.
    Mons. F. Antonelli, divenuto cardinale nel 1973, è stato uno degli artefici della riforma liturgica post-conciliare. Sulla base della sua esperienza, maturata anche come membro della Pontificia Commissione per la riforma liturgica (1948-1960) venne nominato Segretario della Commissione Conciliare della S. Liturgia, del Concilio Vaticano II, e dal 1964 fu membro del Consilium ad exsequandam Constitutionem de S. Liturgia, lo strumento col quale mons. A. Bugnini e S. S. Paolo VI ridussero la S. Liturgia della Chiesa allo stato confusionale in cui si trova oggi.
    (…)

    Queste cose le dice il card. Antonelli nei suoi diari:
    «Mi dispiace del come è stata cambiata la Commissione: un raggruppamento di persone, molte incompetenti… Discussioni molto affrettate. Discussioni a base di impressioni: votazioni caotiche. … La Commissione o il Consilium è composto di 42 membri: ieri sera eravamo 13, neanche un terzo.» (pp. 228-229).
    «…Ma lo spirito non mi piace. C’è uno spirito di critica e di insofferenza verso la S. Sede che non può condurre a buon termine. E poi tutto uno studio di razionalità nella liturgia e nessuna preoccupazione per la vera pietà. Temo che un giorno si debba dire di tutta questa riforma… accepit liturgia recessit devotio. Vorrei sbagliarmi.» (p. 234)
    [sulla formula dell’Ordinazione] «Non metto in dubbio che i periti abbiano studiato a fondo la tradizione… Ho l’impressione però che il corpo giudicante, che in questo caso erano i 35 Padri del Consilium presenti, non fossero all’altezza. C’è poi un elemento negativo: la fretta di andare avanti quia tempus urget.» (p. 237)
    «… in una adunanza di detto Consilium… (19/4/67) …Paolo VI vi intervenne personalmente… si disse amareggiato, perché si facevano esperimenti capricciosi nella Liturgia e piú addolorato ancora di certe tendenze verso una desacralizzazione della Liturgia. Però ha riconfermato la sua fiducia al Consilium. E non si accorge il Papa che tutti i guai vengono dal come sono state impostate le cose…» (pp. 237-238)
    «1. confusione. Nessuno ha piú il senso sacro e vincolante della legge liturgica. … 4. negli studi di piú vasta scala continua il lavoro di desacralizzazione, e che ora chiamano secolarizzazione; … 6. la grande crisi perciò è la crisi della dottrina tradizionale e del magistero.» (pp. 242-243)
    «5. nel Consilium ci sono pochi Vescovi che abbiano una preparazione liturgica specifica, pochissimi che siano veri teologi. La carenza piú acuta in tutto il Consilium è quella dei teologi. Si direbbe che siano stati esclusi.» (p. 257)
    «Quello che però è triste […] è un dato di fondo, un atteggiamento mentale, una posizione prestabilita, e cioè che molti di coloro che hanno influsso nella riforma, […], ed altri, non hanno alcun amore, alcuna venerazione per ciò che ci è stato tramandato. Hanno in partenza disistima contro tutto ciò che c’è attualmente. Una mentalità negativa ingiusta e dannosa. Purtroppo anche il Papa Paolo VI è un po’ da quella parte. Avranno tutti le migliori intenzioni, ma con questa mentalità sono portati a demolire non a restaurare.» (p. 258)
    «Potrei dire molte cose di questo uomo [mons. A. Bugnini]. Devo aggiungere che è stato sempre sostenuto da Paolo VI. Non vorrei sbagliarmi, ma la lacuna piú notevole in P. Bugnini è la mancanza di formazione e di sensibilità teologica. … Ho l’impressione che si sia concesso molto, soprattutto in materia di sacramenti, alla mentalità protestante.» (p. 264).

    http://www.unavox.it/antonelli.htm

  120. Cherubino scrive:

    Andrea rilegga lei un pò meglio la Sacra Scrittura. Il nome Gesù è certamente un nome diffuso nella Palestina antica e tuttora usato. E allora ? Mai sentito parlare di incarnazione ?
    Il Nome Gesù non è santo perchè è speciale. Non ha bisogno di essere sorretto da un titolo. E non salva perchè è magico, per cui c’è bisogno di spcificarene qualche qualità. E Filippesi non dice “nel nome di Gesù Cristo ogni ginocchio” ma “nel nome di Gesù” (2,11).
    “Nel nome” infatti non è una formula, ma il richiamo alla persona. E Gesù, il falegname di Nazareth, figlio di Giuseppe e Maria, non era Gesù perchè Cristo, ma era Cristo perchè Gesù, perchè era lui. E’ l’incarnazione che rivela l’identità di Dio (e quindi la verità sul Messia atteso), non la precomprensione che abbiamo di Dio (e del Messia) che ci fa interpretare chi è Gesù. E’ Gesù che fa capire chi sia il Cristo. E Gesù si è scontrato molte volte con la pretesa degli uomini di dirgli come doveva essere, che salvezza doveva portare e come portarla.
    E’ questo il motivo per cui egli diceva ai malati e agl indemoniati che guariva e liberava di non dirlo a nessuno. E per questo che si nascondeva quando cercavano di farlo re. Non le ha mai lette queste pagine ?
    Anche i demoni sapevano che egli è il Cristo. Ma per questo erano meno demoni ?
    Illuminante è la guarigione del cieco nato in Giovanni. Alla fine Gesù lo incontra. “Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori, e incontratolo gli disse: “Tu credi nel Figlio dell’uomo?”. Egli rispose: “E chi è, Signore, perché io creda in lui?”. Gli disse Gesù: “Tu l’hai visto: colui che parla con te è proprio lui”. Ed egli disse: “Io credo, Signore!”.
    Viene prima la conoscenza della sua azione, della sua persona e della sua salvezza, poi si riconosce in questo il vero volto di Dio.
    Gli apostoli hanno compreso che Gesù era vero Dio e non solo un uomo speciale solo mediante la morte e resurrezione di Gesù. All’inizio lo stesso battesimo è amministrato semplicemente “nel nome del Signore Gesù”.

    Tra l’altro, quest’ultima citazione ci permette di vedere che il vero titolo di Gesù non era all’inizio “Cristo”, il quale vuol dire “unto” e indica l’ebraico “Messia”. In realtà il vero titolo di Gesù è “il Signore” (Kyrios). Giovanni sulla barca dice “E’ il Signore”. Tommaso dice “mio Signore e mio Dio”. Nelle lettere Paolo dice che la fede si esprime con la fede nel fatto che “Gesù è il Signore”. Ma anche queste formule possono (anzi devono ) essere lette anche al contrario: il Signore è Gesù, il Messia è Gesù. Lui è la rivelazione della Signoria di Dio, della presenza di Dio.

  121. Cherubino scrive:

    sig.ra Lignani, non so se lei a proposito di “opinioni” e nella richiesta di far intervenire un “teologo” (anche se non è fra quelli che lei gradisce? in fondo anche mons. Manganini è un teologo) si riferiva ai miei post.
    Voglio nel dubbio e ancora una volta specificare che non ho mai messo in dubbio nè il Sacramento eucaristico nè l’importanza dell’adorazione eucaristica.
    Però non si riduca l’adorazione ha fatto puramente fisico. Adorare non è solo (anche ma non solo) stare davanti al Tabernacolo. Adorare è volgere il cuore, l’anima e la mente a Gesù presente nel Tabernacolo. Adorare è non proiettare su di Lui le nostre idee e pretese sul Cristo. Adorare è ascoltare la sua Parola, meditarla e metterla in pratica. Adorare il suo Corpo mistico non può andare insieme al ferire il suo Corpo che è la Chiesa, dividendola, disubbidendo ai Pastori, seminando diffidenza e indocilità. Non si può adorare Gesù nell’Eucarestia e poi gettare fango su chi quell’Eucarestia rende presente con la consacrazione sacerdotale ed episcopale.
    Non si può pensare di ben adorare l’Eucarestia attaccando il rito ordinario che la Chiesa ha approvato e continua ad approvare, rito nel quale si realizza l’opera dello Spirito Santo che transustanzia il pane in Corpo reale di Gesù e il vino nel suo Sangue.

  122. antonella lignani scrive:

    Caro Cherubino, non pensavo certo a lei. Pensavo piuttosto a tanti fatti che avvengono quotidianamente, ai quali le duscussioni in atto hanno dato maggior peso, dal momento che non erano solo fatti casuali o fortuiti. Forse ha ragione, l’unica fonte certa può essere il CCC che (guarda caso) coincide perfettamente con quello che mi è stato tramandato in famiglia e nella Chiesa, ma che adesso … vedo tutto sommato un po’ offuscato. Concludo dicendo che pur essendo una insegnante di latino non faccio una tragedia sulla scelta latino/non latino.

  123. Sal scrive:

    Poiché il thread invita a parlare di riti antichi, la prima considerazione che si può fare è che la lingua non dovrebbe aver influenza sul valore o sul significato del rito. Se celebrato di spalle o di fronte non dovrebbe avrebbe importanza dato che non potrebbe cambiare il valore dell’offerta.
    Es. cambierebbe il valore di un regalo offerto ad un amico con la mano sinistra o con la destra ?
    Si potrebbe continuare sulla faccenda delle porte aperte o chiuse come se si volesse impedire a qualcuno un beneficio da riservare a pochi intimi. Ridicolo, in una religione che deve essere partecipativa.

    Così mi concentro solo sull’aspetto scritturale della questione e noto che L’Enciclopedia Cattolica (Città del Vaticano, 1948-1954, Vol. VIII, col. 761) afferma: “La Chiesa pertanto, ripetendo il gesto eucaristico del suo fondatore, compie un vero e proprio sacrificio”. “La principale fonte della nostra dottrina è comunque la tradizione, che dai primissimi tempi dichiara il valore impetratorio del Sacrificio della Messa”. — The Catholic Encyclopedia (1913), Vol. X, p. 17. – UN VERO E PROPRIO SACRIFICIO.

    Non si può fare neanche col miracolo salvo smentire Gesù stesso e rendere inutile tutto il testo. Vediamo perché :

    Gesù disse: “Fate questo in memoria di me”. (Luca 22:19; 1 Cor. 11:24, CEI) In Luca 22:19 PIB ha: “Fate questo per mio ricordo”. Gesù non disse che ciò che aveva fatto nell’Ultima Cena fosse un sacrificio di sé perché sarebbe avvenuto il giorno dopo o che i suoi discepoli dovessero rinnovare il suo sacrificio perché Ebr. 9:25-28, CEI: “ [Egli si sacrificò] . . . non per offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote [ebreo] che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui. In questo caso, infatti, avrebbe dovuto soffrire più volte dalla fondazione del mondo. E invece UNA VOLTA SOLA . . . è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto UNA VOLTA PER TUTTE allo scopo di togliere i peccati di molti, “

    Quindi il sacrificio è stato fatto una sola volta, ed è valido per una sola volta ed è irripetibile. Non si può più rifare perché se si rifacesse significherebbe che non era valido la prima volta o non era stato accettato invece siede alla destra di continuo.

    Lo conferma Ebr. 10:11, 12, 14-18, Na “Egli invece dopo aver offerto un solo sacrificio per i peccati, di continuo ‘siede alla destra d’Iddio’. Con una sola offerta infatti ha reso perfetti di continuo i santificati… i loro peccati e le loro iniquità mai più ricorderò’. Ora, dove i peccati sono stati perdonati, non ci può essere più offerta per il peccato”.
    SE I PECCATI SONO Già STATI PERDONATI che bisogno ci sarebbe di rifare lo stesso sacrificio ? Ne consegue che Chi ne ‘rinnova’ di continuo il sacrificio non lo considera di valore maggiore dei sacrifici animali che si facevano sotto la Legge e ripetendolo il sacrificio significherebbe che l’iniziale, unico e irripetibile sacrificio viene considerato senza valore dovendosi ripetere di giorno in giorno.

    Andrebbe considerato anche che un sacrificio incruento non potrebbe rimettere i peccati perché se non c’è spargimento di sangue non c’è perdono.
    Ebr. 9:11, 12, 22, Na “Cristo . . . è entrato una volta per sempre nel Santo, non col sangue di capri e di vitelli, ma col proprio sangue, dopo averci ottenuta una redenzione eterna. . . . quasi tutte le cose si devono purificare col sangue, e senza spargimento di sangue non c’è remissione”.
    Lev. 17:11, Ga “La vita della carne è nel sangue e io ve lo permisi sopra l’altare per compiere il rito espiatorio per voi: infatti è il sangue che espia, è in quanto vita che espia”.

    Si deve poi aggiungere che quando Gesù fece la sua ultima cena, nella quale disse la famose parole, “fate questo in ricordo di me” quel pane e quel vino non divennero subito, miracolosamente carne e sangue letterali di Gesù; perché egli aveva ancora tutto il suo sangue e tutta la sua carne senza macchia quando fu ucciso il giorno seguente, quindi i discepoli che parteciparono in quell’occasione a quella cena non poterono aver mangiato il suo corpo che era ancora tutto intero altrimenti non avrebbe potuto offrirlo in sacrificio il giorno dopo.
    Se lo avessero fatto (mangiarlo quella sera) sarebbero stati trasgressori della legge che vietava l’uso di bere sangue.
    Matt. 26:26-28, Na “Or, mentre mangiavano, Gesù, prese del pane, lo benedì, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse: ‘Prendete e mangiate; questo è [significa, NM, non poteva essere il suo corpo perché non era ancora stato ucciso] il mio corpo’. Poi, preso il calice, rese le grazie e lo diede loro, dicendo: ‘Bevetene tutti, perché questo è [significa, NM] il mio sangue, del Nuovo Testamento, il quale sarà sparso per molti in remissione dei peccati’”. Bevendo sangue sarebbe stata violata la legge di Dio che mantenne quella disposizione anche per il futuro.
    Atti 15:20, Na “Ma di scriver loro di astenersi dalle contaminazioni degli idoli, dalla fornicazione, dagli animali soffocati e dal sangue”.
    Lev. 17:10, Na “Chiunque sia, della casa d’Israele o forestiero che dimora in mezzo a loro, che mangi qualunque genere di sangue, Io volterò la mia faccia contro quella persona che avrà mangiato il sangue, e la reciderò di mezzo al suo popolo”.

    E Si deve anche considerare che Gesù disse: “Il mio sangue sarà (futuro) sparso”, non che fosse già stato sparso ma lo sarebbe stato il giorno dopo quindi non poteva valere per quella cena.
    Matt. 26:27, 28, Na “Preso il calice, rese le grazie e lo diede loro, dicendo: ‘Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, del Nuovo Testamento, il quale sarà sparso per molti in remissione dei peccati’”.
    Luca 22:20, Dy “Nella stessa maniera, anche il calice, dopo aver cenato, dicendo: Questo è il calice, il nuovo testamento nel mio sangue, che sarà sparso per voi”.

    E aggiunse, per chi ne dubita, che nel calice c’era “il frutto della vite” non sangue che non avrebbero potuto bere.
    Matt. 26:29, Na “Io vi dico che non berrò più di questo frutto della vite, fino a quel giorno in cui ne berrò del nuovo, insieme a voi, nel regno del Padre mio”.

    A conferma che si tratta di un linguaggio descrittivo frequentemente usato nella Bibbia senza denotare la trasformazione miracolosa si può considerare che:
    Giov. 10:7, Na “Perciò Gesù disse di nuovo: ‘In verità in verità vi dico: Io sono la porta delle pecore’”.
    Giov. 8:12, Na “Di nuovo Gesù parlò dunque ad essi, dicendo: ‘Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita’”.
    Giov. 15:1, Na “Io sono la vera vite, il Padre mio è l’agricoltore”.
    1 Cor. 10:4, Na “Tutti bevvero la stessa bevanda spirituale; (bevevano infatti ad una pietra spirituale che li seguiva, e questa pietra era il Cristo)”.

    In realtà Gesù non è diventato una porta letterale, neanche una lampadina per fare luce, e neanche una pianta letterale quindi il linguaggio rivela che il significato è da intendersi figurativamente ed è da comprendersi in modo non letterale.

    Se aggiungiamo che i morti hanno già fatto i conti e le loro azioni see ne sono andatecon essi, come si può pensare che la messa possa recare alcun sollievo alle anime che si suppone soffrano in purgatorio ?

    Con una messa in più o meno non potrebbero avere nessun ulteriore bonus altrimenti si ritornerebbe alla vendita delle indulgenze con chi paga di più in soldi soffre di meno nel purgatorio rendendo il valore del sacrificio nullo e inutile ”una volta per sempre “ dello stesso valore per tutti.

    Ciascuno tragga le sue conclusioni, sia che preferisca il latino, o l’italiano, sia che preferisca le spalle o gli occhi, coi gregoriani, o senza. A mio modesto avviso forse prima bisognerebbe capire che quelle parole rendono vana ogni discussione Romana o Ambrosiana non possono cambiare ciò che è scritto a meno di voler fare chiacchiere “pour parler”.

  124. Cherubino scrive:

    sig.ra Lignani, la ringrazio per il chiarimento.

  125. Syriacus scrive:

    “Caro Simon, oltre al thread da lei citato, sto cercando di partecipare ad un blog “amico” che ha lanciato il tema delle persecuzioni, ma i blogghisti continuano a scambiarsi “buonanotte” e ninna – nanna di Brahms … Mi sono cadute le braccia!”

    Ok, buonanotte.

    E ovviamente, in quel blog, quelli che si scambiano Brahms sono fra quelli che più ignorano ogni questione geopolitica(-religiosa), vero? Non ho parole.

    Cara Antonella… Con tutto il rispetto e la stima possibili: mi fermo qui.

  126. Syriacus scrive:

    E visto che a qualcuno (s)piace Brahms :

    http://www.youtube.com/watch?v=LvYxZSO2iG0

    Requiem Tedesco . 3. Ricordami, Signore

    ” Ricordami, Signore,
    la mia natura mortale
    e che la mia esistenza ha un termine,
    comprenderò così quanto è breve la mia vita.

    Vedi, nel palmo di una mano
    Stanno i miei giorni al tuo cospetto,
    e la mia esistenza, davanti a te, è un niente.
    Ah, quanto insignificante
    è ogni uomo sulla terra,
    che pure vive credendosi sicuro.
    La sua vita trascorre come un’ombra,
    e inutilmente egli si affanna;
    accumula ricchezze e non sa chi ne godrà.
    Ora Signore, chi mi darà conforto?
    In te solo io spero.

    Le anime dei giusti
    Sono nelle mani di Dio,
    E nessuna sofferenza potrà turbarle.”

    (Il Deutsches Requiem non è in latino e non è una ninna nanna. E il testo si adatta senza sforzo sia all’argomento di questo post di Sacri Palazzi, sia a quello che vorrebbe discutere prioritariamente Antonella. Intelligenti pauca.
    Buonanotte.
    Alla prossima, a Dio piacendo.)

  127. Syriacus scrive:

    http://www.youtube.com/watch?v=C4LMDqZMPQA

    “…Vedendo il Merito a mendicare nato,
    E vuota Nullità gaiamente agghindata,
    E pura Fede miseramente tradita,
    Ed i più grandi Onori spartiti oscenamente,
    E la casta Virtù fatta prostituta,
    E retta Perfezione cadere in disgrazia,
    E la Forza avvilita da un potere impotente,
    E il Genio creativo per legge imbavagliato,
    E Follia dottorale opprimere Saggezza…”

  128. Andrea scrive:

    Per Cherubino (mio ultimo intervento, non posso monopolizzare il blog):

    1- “Gli apostoli hanno compreso che Gesù era vero Dio e non solo un uomo speciale solo mediante la morte e resurrezione di Gesù….”

    “Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (mt 16, 16)

    2- “Tra l’altro, quest’ultima citazione ci permette di vedere che il vero titolo di Gesù non era all’inizio “Cristo”, il quale vuol dire “unto” e indica l’ebraico “Messia”….”

    “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo” (Gv 11, 27)

    “Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo” (Gv 17, 3)

    “Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: “Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?”.
    Gesù rispose: “Io lo sono!
    E vedrete il Figlio dell’uomo
    seduto alla destra della Potenza
    e venire con le nubi del cielo” “(Mc 14, 61-62)

  129. Simone scrive:

    ANEDDOTO REALISTA

    Ipotizziamo di entrare in chiesa con un tradizionalista, il quale si diletta in copiose bigottate, e di porgergli alcune domande.
    “Cosa c’è nel termosifone?”. Risposta: “L’acqua”.
    “Cosa c’è nella lampadina?”. “La corrente elettrica”.
    “Cosa c’è sulla colonnina?”. “La statua della Madonna”.
    “Cosa c’è nel tabernacolo”. “La pisside ricoperta dal conopeo e un ostensorio”.
    Morale della favola: difficilmente un tradizionalista risponderebbe a quest’ultima domanda “Gesù risorto!”
    P.S. L’aggravante sopraggiunge se la chiesa non è retta da qualche istituto tradizionalista. In tal caso il tradizionalista si intratterrà ancora per qualche istante onde riempire di insulti ed imprecazioni il parroco o rettore della chiesa suddetta che non ha avvolto la pisside in un vecchio conopeo a mo’ di pigiamino.

  130. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Il Maccabeo,

    quello che Lei definisce mio delirio in il maccabeo Scrive: novembre 15th, 2010 at 10:09 pm proviene solo dal fatto che Lei non ha letto correttemente il mio post.

    Questi era infatti incentrato sulla difficoltà a far accettare oggi la forma straordinaria da parte di molti vescovi dell’orbe da quando v’è la SP (7.7.2007) e non era incentrato sulla problematica dell’imposizione della forma ordinaria 40 anni fa.

    Mi rilegga senza prismi deformanti, per favore.

    In Pace

  131. Simon de Cyrène scrive:

    Cherubino,

    mi riferisco al Suo Cherubino Scrive: novembre 15th, 2010 at 7:00 pm dove Lei continua a portare su argomenti ideologici che poco hanno a ch efare con la realtà.

    Visto che fu appurato in suo tempo che Lei non ha mai messo il naso fuori dal suo villaggio e che non ha la minima idea di quel che succede nella Chiesa Cattolica al di fuori della Sua parrocchia rionale d’infanzia, non posso, evidentemente, tenerLa per responsabile di quel che la vita Le ha dato o non dato.

    Ma la mia posizione in queste materie è molto chiara anche se purtroppo non piace agli estremisti progessisti come Lei o a quelli integristi come “il maccabeo”: ma la verità va sempre da essere difesa aldilà delle ideologie, caro Cherubino, anche se, a volte, può dispiacere.

    1) Lei afferma : “il fatto che a livello mondiale sia di gran lunga maggioritario il rito ordinario e allo stesso tempo vi sia un aumento delle vocazioni mostra che almeno c’è una correlazione”. Invece no, in realtà questo mostra solo che c’è correlazione demografica, visto che quest’aumento non corrisponde a quel che succede nei paesi di vecchia cristianità anzi v’è anti-correlazione in questi paesi visto che il calo è costante dagli anni 70 in qua in questi paesi. L’aumento avviene nei paesi la cui crescita demografica è comparabile. Quindi questo Suo tentativo di argomento cade di per sè.

    2)Lei continua imperterrito affermando una verità ma interpretandola falsamente pro domo sua: “Dal punto di vista eziologico lei poi non potrà mai escludere che in certe nazioni la diminuzione di vocazioni sia dovuta al tipo di liturgia e non a variabili molto più probabili, come la pressione di culture antitetiche, il bombardamento mass-mediale e così via.” Questo Suo argomento si applica nelle nostre regioni a tutti i fedeli, siano essi di sensibilità tradizionale o progressisti: il fatto che il tasso di vocazione tra le prime è senza comun misura più alto che nelle seconde oltr’alpi ed in particolare in Francia, mostra che quest’argomento “eziologico” non si applica così pesantemente lì dove si vive una fede cattolica con meno compromessi.

    3) Lei viene poi fuori con una perla meravigliosa: “Al contrario è possibile mostrare che il clero è più debole proprio dove i principi dell’ecclesiologia conciliare sono meno attuati”. Beh guardi, caro Cherubino, sono d’accordo con Lei! In effetti l’ecclesiologia conciliare è stata la meno attuata esattemente nei paesi occidentali di antica cristianità,da dove l’apostasi generalizzata che vi vediamo, il calo drammatico di vocazioni sacerdotali, il clero il più debole.

    E sa Lei perchè? Perchè nei nostri paesi di vecchia evangelizazzione non è stato applicato il S.S. Concilio Vaticano II ma uno “spirito-del-concilio” para-conciliare che nulla ha da vedere con il S.S. Concilio.

    Il che mostra due cose: la prima che questo para-concilio di cui uno degli esponenti vostri sembra essere questo vostro Mgr Magagnini non è dello Spirito Santo visto che i suoi frutti sono disastrosi e deleteri. La seconda cosa che il Suo ragionamento è, quindi, falsificato.

    4) Lei conclude. ” le resistenze ai dettami conciliari sono un grave vulnus nelle difese contro gli attacchi del Maligno. E proprio gli attacchi al Concilio vengono esattamente dalla stessa parte.” Concordo con Lei! E “la stessa parte” alla quale mi riferisco sono tutti quegli episcopati occidentali disobbedienti nei fatti e apostati nelle loro dottrine, che, propagando dottrine para-concilari, sono i primi responsabili del collasso al quale assistiamo dalle parti nostre.

    Meno male che si assiste a Roma ad una nuova brezza primaverile che auspica di un’uscita dal tunnel del para-concilairismo asfissiante degli ultimi quarant’anni.

    In Pace

  132. Dal sito della... MOSCHEA di Milano scrive:

    Scusate l’OT (anche se da un pezzo qui si è OT), ma guardate cosa ho trovato in primo piano sul sito della Diocesi di Milano:

    RICORRE PER I MUSULMANI LA FESTA DEL SACRIFICIO

    http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=2632797

    e chissenefrega???

    Non è strano che sul sito della Diocesi di Milano vi sia in prima pagina questa notizia?

  133. il maccabeo scrive:

    E io le ripeto caro Symon, che quell´avversione e ostracismo al rito antico ha radici molto piú lontane, non nasce e non é conseguenza dell´esistenza della Fraternitá San Pio X. Piuttosto é vero il contrario e cioé che la Fraternitá San Pio X nasce come reazione a quell´avversione e qull´ostracismo pluridecennali di certi prelati alla Messa e alla fede di sempre.
    I miei prismi deformanti non c´entrano nulla né con i deliri di Bugnini, ne con l´archeologismo gia condannato da Pio XII nel 1947.
    Piuttosto credo che lei di prismi deformanti verso la Fraternitá ne abbia da vendere. E me ne dispiace innanzitutto per lei e per la pace della sua anima in evidente difficoltá ogni volta che si parla di Fraternitá San Pio X, mi creda.

  134. Cherubino scrive:

    Simon il suo post è un assemblaggio mal riuscito di cotnraddizioni. Innanzitutto quando mai sarebbe stato dimostrato che io non ho mai il naso fuori dal mio villaggio ? Non ho alcuna memoria di quel che lei dice, anche perchè è falso. Ho viaggiato abbastanza, negli USA e in Terra Santa, nonchè in Europa.

    Poi lei ha uno strano senso della lingua italiana. Dice che avrei sbagliato a parlare di correlazione e poi dice che al massimo c’è correlazione demografica. A parte il fatto che che sia come dice lei -cioè che sarebbe da escludere altri tipi di correlazione- lei non lo dimostra, è un suo assunto, quindi sono del tutto possibili altre ipotesi. Inoltre il fatto che vi sia correlazione demografica cosa confuterebbe ? nulla. Infatti se più nati vuol dire anche più partecipanti alla messa in rito ordinario e più preti. Certo può essere una concausa di entrambi i fenomeni (per questo parlavo appunto di correlazione, ma a lei la distinzione tra causa e correlazione evidentemente sfugge) ma il fatto che vi sia correlazione innanzitutto esclude che tra i due fattori correlati uno sia di ostacolo all’altro. Se l’incremento demografico crea più fedeli di rito ordinario (ed è un fatto) e crea più preti (ed è un altro fatto) vuol dire che il rito ordinario non puà avere un effetto negativo sulle vocazioni, perchè può averne solo uno positivo o uno neutro.

  135. Andrea scrive:

    Ho letto l’articolo e sono davvero rattristato dai commenti e dall’articolo stesso. Sono triste soprattutto per tre cose:

    1. E’ assurdo che un vaticanista attacchi in questo modo la CHIESA CATTOLICA. Le chiedo di informarsi sull’attività della Chiesa Ambrosiana prima di sparare a zero contro UN EVENTO accaduto in questi termini;

    2. Chiedo a tutti voi che avete commentato di informarvi e venire a vivere nella Chiesa di Milano apprezzando l’impegno per la pastorale giovanile, la bellezza degli oratori,l’impegno dei nostri preti per portare Gesù e il Vangelo alla gente. Siete proprio bravi a criticare, davvero complimenti non ho che dire, questo è il giusto spirito che ci fa essere Chiesa: criticare;

    3. Insultare in questo modo la Chiesa ambrosiana, parte della Chiesa cattolica e apostolica è attaccare la Chiesa stessa: complimenti.

    Penso che abbiate capito il problema e lo abbiate affrontato da veri cristiani. Siete proprio un esempio soprattutto per i giovani: anziché aiutare, edificare e portare consigli voi attaccate, criticate e portate scompiglio permettendovi di giudicare l’operato di un vicario episcopale. Sapete chi fece una cosa del genere? Giuda, Ario, Donato… sapete cosa sono, chi sono? A voi informarvi.
    Siete assurdi, vergognatevi.

  136. pietro. scrive:

    Abito a Bergamo e tutte le domeniche vado alla messa Tridentina al Santuario Madonna della Neve e nè sono felice. Si alternano due sacerdoti, secondo gli impegni che hanno,uno è un po’ più anziano ,credo la mia età sulla sessantina, l’altro sulla trentina e con questo non critico chi va alla Messa in Italiano l’importante che tutto sia per la Gloria di Dio. Cari sacerdoti smettiamolo di litigare tra di noi,però vorrei dire ai sacerdoti che celebrano in italiano di essere un po’ più pii sull’altare,parlare di meno durante la funzione e farlo solo durante l’omelia,perchè ciò disturba i fedeli,e che poi tolgano dall’altare tante cose che non sono per il Sacrificio Eucaristico come: fogli,fogliettini,occhiali,cesti di fruttta, generi alimentari di ogni genere ecc. ecc. potrei continuare ancora con altre cose. Tutto ciò per me è un disturbo e non ha nulla di sacro e mi fa’ molto male. Smettiamo pure di criticare continuamente Benedetto XVI per il Motu Proprio del 2007, poichè è un grande dono fatto da DIO per mezzo del Suo Vicario sulla terra . Quando andò in vigore il Motu Proprio il 14 Settembre 2007 nè parlai con un sacerdote della mia parrocchia e lui subito mi chiuse la bocca dicendomi; a Colognola non se nè parli nemmeno,(Colognola) è il nome della mia Parrocchia. Ciò mi fece molto male, specialmente perchè detto da un sacerdote. Comunque ciò non mi ha allontanato dalla Chiesa ed ho continuato ad andare a Messa,perchè se ci vado è per rendere Gloria a Dio non per il Sacerdote. Quando sono in Francia frequento regolarmente chiese dove si celebra la Messa Tridentina ed ora anche a Bergamo. Con quanto sopra detto penso che non si possa parlare di scisma però voglio dire, specialmente ai sacerdoti, quando hanno un po’ di tempo libero di entrare in una chiesa dove si celebra la Messa Tridentina, osservare bene come si celebra e come si sta raccolti, anche se le donne stanno da una parte e gli uomini da un’altra, e se le donne e le bambine portano il velo lo fanno per rispetto di Dio e della Sua Casa,non come molte donne d’estate che molto scollate entrano in Chiesa e fanno pure la Comunione,ciò mi urta perchè non hanno capito dove sono e cosa vanno a ricevere. I preti teologi facciano di più i preti che non i teologi.Grazie ed EVVIVA IL PAPA BENEDETTO XVI.

  137. Syriacus scrive:

    Il post di Don Zuhlsdorf di cui al link del commento precedente, prendeva spunto da un’osservazione e una domanda (“distrae troppo la Messa?”) sul Requiem di Mozart, che un lettore aveva visto adottato per una Messa celebrata nel 2003 da membri della Fraternità di San Pietro , a Poznan, Polonia :

    http://www.youtube.com/watch?v=z5hUGLpMKGs

    (seguono altro nove video)

    §

    MISSA PRO DEFUNCTO
    Wolfgango Amadeo Mozart

    Church of St. Anthony of Padua
    Shrine of the Mother of God – Lady of Pozna?

    Celebrant:
    Fr. Bernward Deneke FSSP

    Deacon:
    Fr. Tomasz Dawidowski FSSP

    Subdeacon:
    Deac. Wojciech Grygiel FSSP

    Master of Ceremonies:
    Michał Pełka FSSP

    Requiem in D minor KV 626
    W. A. Mozart

    Soloists:
    Roma Jakubowska-Handke (soprano)
    Tomasz Raczkiewicz (countertenor)
    Piotr Friebe (tenor)
    Rafa? Korpik (bass)

    Readings in Polish and and sermon:
    Father Guardian Manswet Wardyn OFMConv.

    Organ: Slawomir Kaminski

    Academic Choir of Adam Mickiewicz University in Poznan
    Artistic Direction: Jacek Sykulski

    Symphony Orchestra Academy of Music. I. J. Paderewski in Poznan
    Conductor: Martin Sompoliński

    Preparation of the liturgy:

    Una Voce Polonia
    Priestly Fraternity of St. Peter (FSSP)

    Patronage:

    HE Archbishop Stanislaw Gadecki Metropolitan of Poznan
    Mayor of Poznan, Ryszard Grobelny

    §

    Poznan, 4 dicembre 2003

    (Nota: W.A. Mozart morì il 5 dicembre 1791)

    — § —

    P.S.: la sagace e saggia risposta di Fr. Z. è “No. [Però...] decisamente sì, …quando è eseguito male”. :-)

  138. Syriacus scrive:

    [ Errata :

    “distrae troppo la Messa?” ;

    (seguono altro nove video)

    --

    Corrige:

    "distrae troppo dalla Messa /durante la Messa" ;

    (seguono altri nove video) ]

  139. Cherubino scrive:

    Andrea le sue citazioni sono delle conferme di ciò che le ho detto.

    Infatti la professione di fede di Pietro da lei citata mostra proprio che il significato che veniva dato a “Cristo” non risolveva l’identità di Gesù. Egli avverte per mozione dello Spirito Santo di trovarsi ad una presenza del tutto particolare di Dio, ma non è ancora LA presenza di Dio. Infatti quello stesso Pietro più avanti non crederà durante la Passione di Gesù (evidentemente non lo riteneva nel senso pieno Figlio di Dio) e farà fatica ad accettare la stessa resurrezione (al sepolcro Giovanni racconta che arrivò per secondo). Lo scandalo della Croce mostra esattamente ciò che dicevo: le nostre idee sul “Cristo” devono essere purificate, perchè troppo condizionate dalla Paura della morte.

    Le altre citazioni sono sempre nella stessa direzione.
    In Gv 11, 27 è Marta che parla e subito dopo la sua fede si ferma di fronte alla puzza della morte: “già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni”. Già: proclama la fede nel Cristo, riconoscendo tale il suo amico Gesù, ma il Cristo che ha in mente non è “il Signore”, non può piegare le ginocchia della morte.

    La terza citazione è interessante, anche perchè mostra quanto superficialmente leggete la Scrittura. E quanto vi farebbe bene far ricorso a qualche buon commentario.
    Gesù conferma la domanda del Sommo Sacerdote che lo interroga se sia il Cristo, il Figlio del Benedetto. Ma subito corregge le possibile interpretazione errata di tale identificazione. E’ facile notare come Gesù amasse attribuire a sè il misterioso titolo di “Figlio dell’uomo” e anche qui infatti cita subito dopo la profezia di Daniele che ne parla. E’ un elemento costante e diffuso sia nei sinottici che in Giovanni.
    Ora, la teologia del “Figlio dell’uomo” è molto particolare. La visione di Daniele infatti mostra questo Re privo di eserciti, forte di una forza esclusivamente spirituale (viene “sulle nubi”), contrasto accentuato dal fatto che viene contrapposto ai tiranni umani che si succedono e che prima o poi crollano. Alla potenza militare viene contrapposta una potenza di Dio che è del tutto diversa da come noi la immaginiamo.
    Si può dire che questa teologia regale discordante con la mentalità umana (e dominante già nei popoli antichi) affonda le radici nella tradizione biblica: basta vedere la contrapposizione tra Davide e Saul, la guerra dei re in Genesi combattuta da Abramo che non a caso incontra sulla strada del ritorno Melchisedek, Re di giustizia.
    Questo filone anti-monarchico poi viene addolcito dalla figura di Davide, ma non scompare mai del tutto. In Daniele riemerge con forza la contestazione del potere mondano.
    Gesù volle spesso rimarcare questa differenza. Ma tornando al VAngelo di Marco e alla tua citazione, è interessante notare come il titolo di Cristo poi non venga ripetuto. Durante la Passione ritorna più volte “re dei Giudei” e dopo l’annuncio dell’angelo contiene un semplice “Gesù nazareno”. La potenza di Dio è tutta lì, nel “nazareno”. E quanto poi la comunità primitiva amasse il titolo di “Signore” lo testimonia proprio il secondo finale di Marco: “Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano.”

    Il Signore Gesù.

  140. Syriacus scrive:

    [Nota :
    "MISSA PRO DEFUNCTO Wolfgango Amadeo Mozart" , nel senso che viene celebrata per l'anima dello stesso Mozart -e cantando il 'Requiem' del medesimo- a Poznan dal 2002 , ogni 4 di dicembre (Mozart morì infatti nella notte fra il 4 e 5 dicembre 1791), nell'ambito della annuale rassegna mozartiana che si tiene in quella importante città della Polonia. ]

  141. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Andrea lei scrive:

    “E’ assurdo che un vaticanista attacchi in questo modo la CHIESA CATTOLICA. Le chiedo di informarsi sull’attività della Chiesa Ambrosiana prima di sparare a zero contro UN EVENTO accaduto in questi termini”

    Sono informato su ciò che fa la Chiesa ambrosiana, dove vivo e che amo frequentando una parrocchia. Ho stima dell’arcivescovo, etc. Non ho sparato a zero contro nessuno, né ho attaccato la Chiesa cattolica. Secondo la sua logica nessuno potrebbe mai dire nulla perché altrimenti ogni appunto o richiesta di spiegazioni suonerebbe come un attacco alla Chiesa. Mi spiace, ma credo sia un diritto (e non parlo dei vaticanisti, ma dei semplici battezzati) fare sentire la propria voce. E le assicuro che nella stragrande maggioranza dei casi – ad esempio sui frequenti abusi liturgici – me ne sto zitto…
    Vede, io credo però che il fatto di Seregno sia gravissimo. Perché mons. Manganini avrà dalla sua il diritto canonico (il motu proprio si applica solo con il consenso dell’Ordinario, nella fattispecie, essendo lui il vice-capo rito, col suo consenso), ma in questo caso non riesco a immaginare una decisione più distante dalla mente del Papa espressa nel motu proprio e nella lettera d’accompagnamento ai vescovi. Aveva chiesto magnanimità, e qui si chiudono le porte in faccia, aveva chiesto attenzione, e qui si concede la messa al sacerdote belga a patto che la celebri solo con un chierichetto e a porte chiuse, perché sennò i fedeli si meravigliano! Ma si rende conto, gentile Andrea? Lo sa che mons. Manganini era il vicario e arciprete che voleva far intervenire in Duomo Adriano Sofri? A me piace leggere Sofri, lo considero un uomo intelligente con cui confrontarsi, al di là di ciò che ha commesso secondo le sentenze che lo hanno condannato. Ma mi piacerebbe che gli autorevoli esponenti della Chiesa ambrosiana, come mons. Manganini, mostrassero se non la stessa magnanimità attenzione, almeno un pizzico di attenzione anche in altre direzioni. Invece no. E questo, mi scusi ma lo penso, è GRAVISSIMO. Perché non corrisponde affatto a ciò che il Papa chiede. Mons. Manganini avrà deciso in coscienza, secondo le sue idee, applicando alla lettera la legge (ma come vorrei che fossero applicate alla lettera anche le altre leggi, soprattutto in merito alla liturgia, se lei sapesse a quante messe ho partecipato con il sacerdote che taglia a suo piacimento il canone, cioè la parte più sacra e intoccabile del rito…). Ma io ho il diritto di dire che ciò non corrisponde alla mente del Papa.
    Non mi sento né Ario né Nestorio. E non vedo perché l’arcivescovo emerito di Milano, il cardinale Carlo Maria Martini, possa scrivere tranquillamente sul Sole 24Ore di fatto minimizzando il motu proprio del Papa, oppure aprendo alle motivazioni di Piergiorgio Welby, mentre se io, vaticanista piccolo piccolo e titolare di questo modestissimo blog, se lo faccio sono un eretico che attacca la Chiesa cattolica.
    Non vedo perché non possa far sapere che secondo me, in una pubblica omelia, mons. Manganini ha detto qualcosa sull’eucarestia che mi ha profondamente ferito (e guardi che chi le scrive non è un tradizionalista, non è in alcun modo affezionato al rito antico, non lo frequenta, ma frequenta invece il nuovo rito in una parrocchia di periferia).
    Se per il solo fatto di far questo, sono Ario o Nestorio, beh, allora sappia che di Arii e Nestorii credo ce ne siano parecchi, e, ahimé, anche tra il clero ambrosiano…

    stia bene
    at

  142. Marco N. scrive:

    Il pianto di coccodrillo di Andrea e il suo duetto con Cherubino sono veramente stomachevoli: si fanno acrobazie per smentire quanto non è smentibile, per coprire il marcio da cui è scaturita l’indegna e oscena “chiusura” di Mons. Manganucci.
    Ce ne fossero di articoli, come questo, di Tornielli e di altri vaticanisti: significherebbero in ultima analisi che Benedetto XVI non verrebbe più lasciato solo in mezzo ai “lupi” che lo circondano!

  143. Cherubino scrive:

    sig. Marco lei continua ad usare toni che sono indegni per una persoan che si professi cristiano. Ma la cosa mi tocca poco, dato che va esclusivamente a sua vergogna.

    Quanto a mons. Manganini non è assolutamente mia intenzione prendere le sue difese. Ho precisato di non conoscere l’omelia in questione, nè ho mai avuto modo di ascoltare quel prelato.
    Ciò che volevo evitare che da una frase si aprisse la solita caccia alle streghe di tipo scandalistico. Ribadisco che -in generale e quindi non direttamente riguardo alle parole del mons.- si può certamente sostenere che “non si deve idolatrare l’Eucarestia”. Ciò, ovviamente ben spiegato facendo riferimento non all’oggetto che è di per sè santo ma all’atteggiamento soggettivo, ha senso ed è conforme alla dottrina cattolica.

    Poi so bene che lei è allergico alle questioni bibliche e alla sana esegesi, ma non so che farci. Mi spiace per lei, ma non per questo eviterò di parlarne quando riterrò opportuno.

  144. Marco N. scrive:

    …so bene che lei è allergico alle questioni bibliche e alla sana esegesi, ma non so che farci…

    Una cosina potrebbe farla – glielo dico sommessamente – lasci ad altri le ” questioni bibliche e la sana esegesi” e si dedichi un pochino di più a ruminare un po’ di ortografia , di morfologia e di sintassi italiane.

  145. Cherubino scrive:

    io invece, Marco, le segnalo il commento al vangelo di Luca del biblista focolarino Gerard Rossè (lo trova anche qui http://books.google.it/books?id=P95gHF1tSiMC&pg=PA945&lpg=PA945&dq=esegesi+titolo+cristo&source=bl&ots=U3bfV5dOxQ&sig=La0vHTYCKDTibLDZlF4GO26pUkk&hl=it&ei=HqbjTPLmBcqwhQfFmo2UDQ&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=7&ved=0CDsQ6AEwBg#v=onepage&q=esegesi%20titolo%20cristo&f=false)

    potrà leggere come anche nella Passione secondo Luca il termine Cristo è soggetto ad una spiegazione da parte di Gesù. Viene accusato di essersi dichiarato il “Cristo re” (Lc. 23,2) e l’accostamento è significativo, perchè il secondo termine è usato per spiegare il primo. Gesù risponde con la nota frase “Tu lo dici” che indica insieme un sì, ma con un senso diverso da quello dato dall’interlocutore.
    Infine mi sembra che anche Benedetto XVI nel suo libro Gesù di Nazareth a pag. 370 ricordi come Gesù si definiva con il titolo di Figlio dell’uomo, mentre Cristo, Signore e Figlio di Dio sono titoli che vennero attribuiti a lui dalla primitiva comunità cristiana.

  146. Marco N. scrive:

    Mi risparmi questi rimandi, Cherubino, si tratta di ” fondamenti” che conosco a memoria.
    Le suggerisco, per contro, il “sussidiario azzurro per la III classe primaria” (Ed.Karena), pagg. 84-96, dove, in appena 12 paginette semplicissime, troverà i rudimenti della lingua italiana.
    Le legga attentamente e più volte però….

  147. Cherubino scrive:

    “Le suggerisco, per contro, il “sussidiario azzurro per la III classe primaria” (Ed.Karena)!”

    può prestarmi il suo quando ha finito di studiarlo ? magari alla fine dell’anno scolastico, non vorrei prendesse qualche brutto voto a scuola…

  148. antonella lignani scrive:

    Oggi il papa nell’udienza generale ha parlato di Santa Giuliana di Cornillon e si è rallegrato per una nuova primavera Eucaristica nella Chiesa. Speriamo! In quanto a Syriacus non sapevo che frequentasse anche questo blog. Belle le sue segnalazioni, caro Syriacus, ma avrebbe potuto anche dare una mano nel sito di Accattoli riprendendo il tema dei cristiani perseguitati.

  149. Marco N. scrive:

    “…può prestarmi il suo quando ha finito di studiarlo ?

    Caro Cherubino, non ho alcun problema nel riconoscere la mia ignoranza e la mia necessità di ripartire sempre dall’ABC di ogni argomento per me nuovo o vecchio. Per tale ragione non mi permetterei mai di correggere o di dare lezioni ai frequentatori di questo blog o al cardinale Biffi o ,non di rado, al medesimo Tornielli.

  150. macv scrive:

    Questo è l’insegnamento della Chiesa Cattolica sull’Eucarestia. evidentemente se si segue tale insegnamento non si corre il rischio di idolatrare l’Eucarestia ne’ il rischio ( ancora peggiore) di essere
    come quel tal Monsignore del Duomo di cui si parla:

    http://magisterobenedettoxvi.blogspot.com/2010/11/il-papa-ricordando-santa-giuliana-di.html

  151. Cherubino scrive:

    Marco io non ho “corretto” il card. Biffi il quale può decidere tranquillamente come comportarsi. Però in questo non può invocare l’infallibilità che nei giudizi prudenziali non esiste. Quindi mi permetto del tutto legittimamente di ritenere che invece di mandare messaggi allusivi sia più opportuno dire al diretto interessato cosa si pensa.

    Del resto, perchè non applica il principio “non si possono criticare vescovi e cardinali” da lei sostenuto alle critiche che alcuni rivolgono al Card. Martini ? Perchè se i suoi “principi” valgono solo per alcuni e per gli amici è proprio messo male…

  152. Cherubino scrive:

    Molto bella la catechesi del papa. E conferma pienamente quanto dicevo.

    Da essa si evince anche che la Chiesa non è affatto in quello stato distrastroso che alcuni vorrebbero far credere.

  153. Sal scrive:

    Interessante riflessione quella di Syriacus : “”MISSA PRO DEFUNCTO Wolfgango Amadeo Mozart” , nel senso che viene celebrata per l’anima dello stesso Mozart”

    (Supposto che il periodo del Purgatorio sia finito)- Così l’anima del povero Mozart ad ogni messa celebrata, avrà la possibilità di salire un gradino più in alto nella contemplazione di Dio in paradiso. Che bello, ma che succederà quando sarà arrivato all’ultimo stadio oltre il quale c’è solo la possibilità di tornare indietro a meno che non vada ad occupare il posto del Dio stesso .

    Beata Indulgenza che fa rima con pazienza…….

  154. Sal scrive:

    Il Papa: “Ricordando Santa Giuliana di Cornillon rinnoviamo anche noi la fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Come ci insegna il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, “Gesù Cristo è presente nell’Eucaristia in modo unico e incomparabile”"

    Wikipedia – “ La Chiesa cattolica ha riconosciuto ufficialmente il miracolo e da tale avvenimento ha avuto origine la festa cattolica del Corpus Domini. Ad esso è legata anche la costruzione del Duomo di Orvieto, dove è conservato il corporale, intriso di sangue, utilizzato durante la celebrazione in cui avvenne il miracolo.

    Domande: Ma il compendio che l’ha scritto ? Si può prendere per Vangelo ?

    Domanda: “Ma che ci fa lì nell’ostia ? Non dovrebbe essere alla destra del Padre ? Ha lasciato temporaneamente il posto o definitivamente ?

    Domanda : “ se nel Duomo di Orvieto c’è il corporale intriso di sangue, si potrà scoprire il gruppo sanguigno e magari anche il DNA. Chissà se a qualcuno è venuto in mente magari con le staminali si riesce a ricostruirlo visto come stanno andando le cose in terra santa…. Ma forse non è troppo santa…. Un po’ disgraziata si…..non vi pare ?

    Allora raccontano sempre storielle… mica e così santa anche un pò disgraziata sta terra…..epperò.

  155. Andrea scrive:

    Per Andrea Tornielli e tutti:
    un chiarimento, l’Andrea del giorno 16 alle 10:06 pm non sono io (l’Andrea degli interventi fino al 16 ore 10:04 am).
    Come ho detto nel mio ultimo intervento, non ribatto più, per non monopolizzare il blog.
    Cordiali saluti

  156. Marco N. scrive:

    Del resto, perchè non applica il principio “non si possono criticare vescovi e cardinali” da lei sostenuto alle critiche che alcuni rivolgono al Card. Martini ? Perchè se i suoi “principi” valgono solo per alcuni e per gli amici è proprio messo male…

    Altra cosa è la critica altra la pretesa di correggere.
    E non è solo una questione semantica…
    Sed transeamus…

  157. antonella lignani scrive:

    Caro Sal, il miracolo di Bolsena sarebbe avvenuto nel 1263. Santa Giuliana di Cornillon nacque nel 1191 e fu educata a Liegi dove era molto vivo il culto eucaristico. Quindi il miracolo di Bolsena va collocato in tutto un movimento di culto all’Eucarestia; esso segue questo movimento, non ne è la causa.

  158. Syriacus scrive:

    Non replico all’osservazione di Sal, semplicemente perché ammetto di essere troppo limitato intellettualmente (nonché spiritualmente) per poter anche solo azzardare una risposta alla sua argomentata Indulgenza (che, non dimentichiamolo, ‘fa rima con pazienza’.)
    La brillantezza dialettica, teologica, logico-deduttiva e l’erudizione (non scevra di quella reale profondità di chi “già contempla” la Verità) mi fanno sentire annichilito e muto.

    Comunque, c’è un aneddoto con citazione relativo a Sant’Agostino .

    Un giorno, un tale gli chiese: “Cosa faceva Dio prima di creare il mondo?”

    Al che, dopo attenta meditazione, il santo Vescovo d’Ippona rispose: “Senza tema di sbagliare, caro amico, ti posso dire che: preparava il Paradiso per quelli come Sal.”

  159. Marco scrive:

    Preghiamo affinchè il nuovo Arcivescovo di Milano venga scelto direttamente dal cuore del Santo Padre; e che possa così ridare alla nostra Diocesi quella gloria che ha avuto fino ai tempi del Beato Card. Alfredo Ildefonso Schuster…

  160. Simon de Cyrène scrive:

    @Cherubino,

    mi riferisco al Suo intervento in Cherubino Scrive: novembre 16th, 2010 at 8:22 pm.

    Certamante che il mio senso della lingua italiana è differente dal Suo visto che non sono nè di lingua italiana e che neppure vivo in Italia, però a Lei manca il senso della logica elementare che, essa, dovrebbe essere universale.

    Lei afferma che “Se l’incremento demografico crea più fedeli di rito ordinario (ed è un fatto) e crea più preti (ed è un altro fatto) vuol dire che il rito ordinario non puà avere un effetto negativo sulle vocazioni, perchè può averne solo uno positivo o uno neutro.”: ora, (1) il fatto che a livello mondiale il rito ordinario sia maggioritario indica giusto una situazione che fu imposta quarant’anni fa quasi “manu militari” dal Servo Di Dio Paolo VI; (2) l’aumento delle vocazioni avviene essenzialemnte solo nelle geografie a forte aumento demografico e compensano la diminuzione clamorosa in quelle geografie dove la demografia resta malaugaramente stabile; (3) anche se il numero assoluto delle vocazioni aumenta in quelle regioni, però la percentuale tra numero di vocazioni e numero di fedeli rimane ancora ben inferiore in quelle regioni in aumento demografico che dalle parti nostre; (4) i soli posti dove quindi si può vagliare l’impatto dell’ideologia paraconciliare sulle vocazioni, sono dunque quelli di antica cristianità, dove la demografia rimanendo stabile, questo parametro non c’entra per niente; (5) in queste geografie, c’è semplicemente COLLASSO da 40 anni in qua; (6) in queste geografie i tassi di vocazione tra persone alla fede tradizionale (cioè amanti della forma straordinaria) sono senza comune misura con quelli delle popolazioni che restano beatamente sottomesse al giogo della forma ordinaria detta ordinariamente (cioè zeffa di abusi di ogni qualsorta); (7) questo è talmente visibile a chi vuol vedere che ci sono addirittura due grandi diocesi in Francia che hanno aperto in questi ultimi anni seminari diocesani particolarmente centrati sulla forma straordinaria e che, loro, si vanno riempiendo alla faccia degli altri che invece non la smettono di svuotarsi e di chiudere.

    Cherubino, Lei ha la fortuna di vivere in Italia, dove la strage paraconciliare è stata tenuta in rispetto molto più a lungo che dalle parti nostre, grazie anche alla presenza di Cardinali come Siri in suo tempo. La Sra Lignani lo esprime più giù in questo stesso thread affermando che non dubita che tra cinque dieci anni avrete purtroppo lo stesso problema che dalle parti nostre visto l’andazzo di come vanno le cose, come il comportamento di prelati stile questo stesso Mgr Magagnini o il pauroso aumento di abusi liturgici che sembra stiate sperimentando anche voi. Non ho dubbi che il tasso di vocazioni sacerdotali scenderà anche in Italia se continuate così, perchè le stesse cause generano gli stessi effetti, come dimostratosi.

    Rimane solo da sperare che gli episcopati del mondo intero ascoltino e seguino l’esempio dato dal Santo Padre (1) rifacendo della forma ordinaria un rito decente come è possibile farlo (vedasi il Papa stesso o certe comunità che curano la precisione e la bellezza liturgica in questa forma e che non mancano mai di vocazioni) (2) permettendo l’accesso il più libero possibile alla forma straordinaria come il Papa stesso lo desidera, forma straordinaria che attira soprattutto i giovani lì dove è celebrato.

    In Pace

  161. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Il Maccabeo,

    in il maccabeo Scrive: novembre 16th, 2010 at 5:46 pm Lei mi scrive “E me ne dispiace innanzitutto per lei e per la pace della sua anima in evidente difficoltá ogni volta che si parla di Fraternitá San Pio X”.

    Non si preoccupi della pace della mia anima che ci pensa il Cristo stesso che è la mia Roccia ed è il solo Esempio che conta: l’Obbedienza alla Volontà del Padre fino alla morte sulla Croce.

    La FSSPX non è sorgente per me di nessuna difficoltà ma solo di un’infinta tristezza, perchè la disobbedienza viene solo da colui che divide, lo stesso che sema loglio di notte nel buon campo di grano, quello che accusa davanti il trono di Dio.

    Preghiamo per le intenzioni del Santo Pontefice, Vicario del Cristo.

    In Pace

  162. Simon de Cyrène scrive:

    Appoggio moralmente linea per linea, punto per punto la risposta del Dr Tornielli ad “Andrea” in Andrea Tornielli Scrive: novembre 17th, 2010 at 6:53 am

    Il blogghista “Andrea” in Andrea Scrive: novembre 16th, 2010 at 10:06 pm fa una crisi di ideologismo e non capisce che è dovere fraterno e filiale fare la correzione fraterna a chi sbaglia soprattutto quando chi sbaglia ha delle responsabilità nella Chiesa, sia essa locale o universale.

    La correzione fraterna è utilizzata in tutti gli ordini religiosi da millenni e ha fondamenti scritturari nel vangelo stesso: impedirsi di praticarla non è quindi un atteggiamento cristiano e conduce a forme di perversione come il credere che non c’è differenza tra l’agire bene o l’agire sbagliato, oppure fa diminuire in noi l’amore del prossimo che dovremmo aiutare con una correzione ma che non facciamo per rispetto umano, oppure addirittura entrare in certe situazioni molto simili all’omertà, come dimostratosi colla problematica della denuncia della pedofilia.

    Praticare la correzione fraterna richiede coraggio e molto amore per la persona corretta, molta fede nella capacità della verità stessa, in quanto tale, di cauterizzare la ferita morale da correggere e per essere efficace deve essere preparata dal proprio esame di coscienza sulla materia da correggere così da essere sicuri che mentre aiutiamo a togliere la pagliuzza nell’occhio altrui facciamo di tutto per togliere la nostra trave.

    In Pace

  163. il maccabeo scrive:

    “un’infinta tristezza, perchè la disobbedienza viene solo da colui che divide, lo stesso che sema loglio di notte nel buon campo di grano, quello che accusa davanti il trono di Dio.”
    Esatto, caro Symon, la disobbedienza viene solo da colui che DIVIDE.
    Ora io le chiedo se chi ha diviso é chi si é tenuto cio´che la Chiesa ha predicato e pregato per duemila anni in ogni luogo e tempo, o se é piuttosto chi si é inventato liturgie usa e getta e per di piu´micronizzate nello spazio e nel tempo, perché ovunque tu vada le si recita nell´idioma del luogo e secondo i gusti del momento (una volta le messe beat, oggi le messe Halloween o quelle coi palloncini come piace a Schönborn ecc.).
    Le chiedo poi se é preferibile essere effettivamente divisi da chi ci ha preceduto sul campo della fede e della Liturgia, come fa chi aderisce alla “Chiesa del Concilio” (ce n`é stato solo uno, nevvero?) e alla sua improbabile “lex orandi” e che gli fa dire senza tema di eresia: “ma mi raccomando! non idolatriamo l´eucaristia”, seppur il suddetto si creda in “grande comunione” col Papa di oggi, o se sia meglio essere apparentemente divisi dal belmondo dei Monsignori e dei Vescovi di oggi (non tutti, anzi sempre meno, perché molti oggi, anche qualche Cardinale e evidentemente spesso anche il Papa simpatizzano per la Fraternitá. Le vent tourne, cher ami! Le vent tourne!”) e riconoscersi pienamente in duemila anni di Magistero?
    Seguendo la sua “mens”, che butta alle ortiche la “Comunione di fede” per tenersi una instabilissima “comuniuone canonica” alla mercé dei gusti dei prelati romani di turno, anche gli Apostoli avrebbero dovuto trovare un compromesso con i Farisei, le Autoritá pubblicamente riconosciute al tempo, invece di predicare quel che avevano “RICEVUTO”. Grazie a Dio loro non avevano questa mentalitá del compromesso tipica dei moderni e han risposto che era meglio “obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” e continuare a predicare e a custodire il “depositum”. E Gesú avrebbe dovuto forse dire che non era il Messia perché glielo chiedevano le autoritá del tempo? E magari usare il termine “birbantelli” invece di “sepolcri imbiancati”? E San Giovanni Battista avrebbe forse dovuto pure rinunciare al suo “Razza di vipere” per usare coi farisei un piú politicamente corretto, chessò,… “monellucci”?
    E chi ha seminato il “Loglio di novitá”, e di novitá gia´condannate come il falso ecumenismo (Mortalium Animos, Pio XI) e la falsa libertá religiosa (da Mirari Vos di Gregorio XVI a Humani Generis di Pio XII), col cosiddetto aggiornamento, che é piuttosto “stravolgimento” nel campo bimillenario del buon grano della “Extra ecclesia nulla Salus”? Chi ha diviso con le “novitá” Liturgiche e dottrinali, emarginando chi voleva restare fedele? La Fraternitá San Pio X forse?
    Mah. Lo creda chi puó.

  164. Cherubino scrive:

    Simon ha collezionato una quantità di errori impressionante. Il tutto per cercare inutilmente di confutare un dato semplice: aumento di vocazioni e rito ordinario sono correlate da una proporzione diretta e non inversa, quale che ne sia la causa. Poi lui vi butta dentro un dato che è tutto da dimostrare abbia un’attinenza dato che si tratta di un dato eterogeneo al fenomeno in discussione, ossia l’aumento demografico.
    Mentre infatti l’attinenza del rito con le vocazioni è ben evidente, il fatto che intrevenga anche la variabile demograica è tutto da dimostrare.

    Ammettendo che questa ipotesi sia valida, visto che neanche così Simon riesce a stabilire che il rito ordinario (ora ci butta dentro anche Paolo VI e la manu militari coprendosi di ridicolo) sia la causa di un fenomeno inesistente, ossia la rovina di una Chiesa che vede aumentare le vocazioni, tenta di restringere il campo alle nazioni di vecchia evangelizzazione.

    Naturalmente discorso del tutto vago. Infatti ci si può domandare quanto sia debba essere vecchia un’evangelizzazione per essere presa in considerazione da Simon: 2000 anni ? 1000 anni ? 500 ?
    In secondo luogo è strano che proprio in queste nazioni non c’è aumento demografico ma il contrario, quindi cadrebbe l’argomento che sia l’aumento demografico a spiegare l’aumento delle vocazioni a livello mondiale. Tutti sanno che in Europa la popolazione si mantiene stabile o aumenta solo grazie alle immigrazioni. E gli immigrati in maggioranza sono musulmani o cristiani di altre confessioni (ortodossi o evangelici dall’est).
    Tale immigrazione con il calo di natalità cattolica rende statisticamente meno frequentato il rito ordinario. Quindi proprio l’Europa sembra dimostrare il contrario di ciò che Simon erroneamente sostiene. Inoltre la minore frequenza ai sacramenti è causata dal profondo processo di laicizzazione dovuta ad una cultura edonista e consumistica.
    E’ quindi molto più robusta la spiegazione che vuole sia il calo di vocazioni sia la minore frequenza ai sacramenti compresa la messa in rito ordinario – entrambi dipendenti dall’aumento percentuale di popolazione non cattolica dovuta a molte cause, tra cui principalmente: cultura consumistica e calo demografico nella popolazione cattolica.

    Vale poi la pena ricordare come proprio nell’udienza di oggi il papa abbia menzionato, citando peraltro anche il predecessore Venerabile Giovanni Paolo II, l’attuale primavera dell’adorazione eucaristica, persino in un paese di quell’Europa continentale che sembra più colpito dal secolarismo.

  165. Syriacus scrive:

    L’universo si espande, io invecchio, le stalattiti si allungano, la popolazione mondiale aumenta, il numero complessivo di cattolici nel mondo aumenta, e con esso le vocazioni al sacerdozio, indipendentemente dal rito in cui si celebra l’Eucaristia.

    In pochi anni, l’utenza di Facebook e Sky ed Apple, aumenta in maniera così esplosiva, che non è neanche correlabile con l’aumento di popolazione mondiale: così le vocazioni sacerdotali per la celebrazione esclusiva, o preponderante, della forma extraordinaria del rito romano.

  166. Syriacus scrive:

    Ma non preoccupatevi, sinceramente fedeli amanti della Forma Ordinaria : il boom della Forma Extraordinaria potrebbe essere nient’altro che l’ennesima “bolla” speculativa…

    Fra qualche anno, magari, si tornerà a svendere manipoli per strada e a fasciare il pesce al mercato con le pagine del Missale ‘tridentino’.. E le casule in nylon anni ’70 del cattolici Romani, verranno invece esposte all’Hermitage in mostre visitate persino dal Patriarca di Mosca -che prenderà diligentemente nota, in vista della loro ineluttabile quanto necessaria e improcrastinabile riforma liturgica del rito bizantino su modello bugniniano- , ansioso di rianimare la ormai agonizzante, decrepita, geriatrica Ortodossia Russa, palesemente in via di sparizione, a causa della partecipazione “non attiva” dei fedeli, e la “lingua non viva” ancora insipientemente adottata..

  167. Marco N. scrive:

    Caro Simone, come vede, qualcuno l’ha bocciata senza possibilità di appello..!
    Ma si consoli, si tratta dello stesso “giudice” che ha persino tentato di bocciare Andrea Tornielli….!Solo tentato!

  168. Sal scrive:

    E così per la nostra cara antonella, latinista, la questione si riduce a se precede o segue il movimento.

    Se sia giusto o sbagliato vero o inventato, è solo questione di nessuna importanza. Solo precedenze.

    Mediterò sul problema cercando di capire se il seguire sta avanti il dietro diventa il precedere, ma se precede stando dietro non arriverà mai primo.

    Certo che questi misteri della fede dove i dritto è a rovescio e come dice (Michea: 3.9): – “Udite questo, suvvia, capi della casa di Giacobbe e comandanti della casa d’Israele, che detestate la giustizia e che rendete storta anche ogni cosa diritta,”

    Chissà con chi ce l’aveva il povero Michea i comandanti ? E chi sono mai costoro ? della cas ad’Israele… per questo la città fu distrutta. No ?

  169. Cherubino scrive:

    caro Marco, di fronte alla stranezza del nome, ho cercato in internet il sussidiario da lei citato ma non ho trovato nulla, nè ho trovato alcuna casa editrice “Karena”.

    Non è che si è inventato pure il sussidiario ? Così, giusto per dissipare l’idea che il fustigatore sia ricorso ad una tale finzione pur di dire qualcosa o ci stia solo prendendo in giro, ci direbbe dove ha sede (città, indirizzo…) questo editore ?

  170. Sal scrive:

    @ antonella lignani

    Sollecitato dal suo invito che non poteva essere disatteso, e ringraziando Syriacus che ha postato il link dell’articolo del Corriere, mi permetto dirle come la vedo io partendo da lì, e perdoni se non sarà di gradimento ma è una onesta considerazione senza passioni.

    “Difendere tutti i perseguitati a cominciare dai cristiani.” È il titolo.

    Come avrà notato l’articolo si rivolge a tutti i perseguitati però poi inizia dai cristiani e già non mi piace più perché mi chiedo qual è la ragione per cui si deve cominciare dai Cristiani e non dai Tibetani ? Perché come sempre si tratta di pura e semplice “ipocrisia” che permette a tutte le bandiere di sventolare (poco) in modo che sia appariscente solo una e tutti rimarranno abbagliati solo da quella.

    Approfondendo poi imparo che “In Iran, in pratica è proibito professare il proprio culto.” E mi chiedo : “anche quello buddista ?” Pare di si perché in Iran non tollerano, ogni altra religione oltre la loro, quindi qualunque altra viene osteggiata con la differenza che i buddisti non fanno tanta cagnara e si adeguano rivolgendosi alla loro divinità privatamente, tranquillamente, senza dare fastidio a nessuno, mentre i cosiddetti cristiani sono quelli che sentono il bisogno di ostentare a tutti i costi, strillare, farsi notare aprendosi il varco a gomitate come ha fatto il papa in Spagna con Zapatero, ricevendo una brutta risposta, attirandosi una speciale attenzione e contestazione. Come del resto succede in tutta Vaticalia perché a nessuno piace avere altri in casa sua che gli dicano come deve fare.

    “In Palestina uno è stato arrestato per aver criticato l’islam sul blog.” Non mi pare che ci sia molta differenza tra quello che faceva l’inquisizione e quello che fanno ogni giorno alcuni “affectionados” del blog che assomigliano a cani da guardia perché non potendo più uccidere con le spade, cercano di farlo con le parole che in fondo è la stessa cosa, quindi la questione si riduce solo all’entità della pena ma il risultato è il medesimo.

    “In Sudan fondamentalisti islamici contro sudisti cristiani.” Qui la faccenda è che l’interesse vince sulle religioni. Sempre, anche nel torrione di NicoloV, altrimenti non ci sarebbe tutto questo interventismo della Banca d’Italia. Quindi la religione diviene solo la scusa con la quale giustificare la spogliazione di zone e di territori, per accumulare risorse che potrebbero essere usati in un modo e vengono depredate in un altro. E chi ne ha di più ne vuole sempre di più anche in Sudan, così lì rubano ad altri perché sono, dicono, cristiani, qui perché non sono cristiani. I cattolici dovrebbero contribuire a mantenere la loro religione mentre lasciano che siano anche altria farlo (così loro pagano meno.)

    In Eritrea i cristiani Evangelici non sono evangelici sono TdG, e sono perseguitati perché rifiutano di andare a fare la guerra e li scoprono facilmente. Mentre il resto dei disperati che chiamano esercito accettano di essere soldati perché non sapendo cosa altro fare almeno da soldati hanno da mangiare cosa che non avrebbero se non lo fossero, così preferiscono evitare ai TdG di morire di fame sfamandoli in carcere. (Dio provvede sempre per quelli che sono suoi)

    Così, concludendo possiamo dire che la persecuzione non c’è, ci sono solo ingiustizie. Ci sono alcuni avidi desiderosi di mantenere il potere e il grasso ad esso collegato. Quando se lo vedono portar, via si inventano qualunque scusa per non farsi detronizzare e togliere lo zucchero dai denti.

    La maniera più facile è dire che Dio non approva, che per Dio sarebbe un’offesa ecc. ecc. tanto chi li può smentire ? Se sono capaci da fare anche il contrario di ciò che è scritto nulla di strano se fanno anche il contrario di ciò che nessuno può sapere se Dio ha detto.

    Dimenticano che religione è un rapporto, singolo privato, personale con il Dio e ciascuno ha il suo lo ha detto anche Gesù, “ ‘Devi adorare Geova il TUO Dio” (Matteo 4.10; Luca 4.8; 4.12; Ebrei 1.9 )

    E se lo ha detto Lui. Perché non posso adorarlo privatamente in camera mia come dice Lui e invece devo andare a farmi vedere al Colosseo con Cero in mano ? In mondovisione, (quanto offrono le Tv) dicendo che il mio è meglio del tuo ?
    E’ chiaro anche al Tribunale di Strasburgo che il crocifisso divide invece di unire e lo dirà, ma prima di loro lo ha detto Gesù quando disse: “; non sono venuto a mettere pace, ma spada. Poiché sono venuto a causare divisione” ( Matteo 10.34-35) e come si vede aveva ragione.

    Perché si meraviglia tanto se ci sono tante ingiustizie ? non sono persecuzioni, consideri, anche lei si toglie le mosche di torno quando la infastidiscono no ? Nulla di nuovo sotto il sole.
    Saluti

    Saluti

  171. Marco N. scrive:

    Caro Cherubino, visto che le interessa tanto il sussidiario de quo,se mi dà il Suo indirizzo glielo faccio recapitare gratis a casa e ne approfitterò anche per accluderLe ( sempre gratis) un vocabolario (edizione elementare) della lingua italiana. Che ne dice?

  172. Syriacus scrive:

    Una nota. Visto che qualcuno potrebbe pensare che il “boom” di vocazioni ‘tradizionali’ sia una mia invenzione, e che dopotutto il fenomeno non sia (in termini e tempi ecclesiali) così “esplosivo”, dia un’occhiata alle statistiche (aggiornate a ottobre) di anche solo uno (il principale) degli ‘istituti tradizionalisti’ assolutamente ‘cum Petro et sub Petro’ , ovvero la Fraternità Sacerdotale di San Pietro (FSSP , quella peraltro dei video mozartiani già postati..;) :

    ” Members

    • Total: 376
    • Priests (including associated
    and postulating priests): 223
    • Deacons: 8
    • Non-deacons seminarians
    (including postulants): 145

    • Average age of members: 36 years
    • Deceased members: 5
    • Nationalities: 34 ”

    http://www.fssp.org/en/chiffres.htm

    (Sì, avete letto bene: l’età media, di 36 anni, non è quella dei seminaristi, ma dei 376 membri della Fraternità di San Pietro, sacerdoti quindi inclusi..

    Peraltro, il superiore generale -lo statunitense John Berg- è nato nel 1970 . Venne eletto, più giovane superiore generale -almeno allora- in tutta la Chiesa, trentaseienne, nel 2006) .

    Hope it helps :)

  173. Mauro W. Fuolega scrive:

    Tanto rumore per nulla. E chi è Manganini?

  174. antonella lignani scrive:

    Caro Sal, cominciamo dai cristiani perché nessun altro ci pensa. Poi adesso sono perseguitati i cristiani.

  175. antonella lignani scrive:

    Caro Sal, il raguionamento su “prima” e “dopo” era basato su considerazioni storiche relative alle date. Il miracolo di Bolsena è accaduto dopo che il movimento per il culto dell’Eucarestia era già in atto. Comunque è triste il fatto che la festa del “Corpus Domini”, nata in Belgio, non sia stata celebrata quest’anno proprio in quella regione europea.

  176. Profeta o Politico? scrive:

    Scusate l’OT (anche se non troppo), per segnalare una ancora una perla – se ce ne fosse bisogno – del Mons. MANGANINI protagonista di un duro scontro conn l’Amministrazione comunale di Milano per l’installazione di un albero di natale in piazza Duomo sponsorizzata da una gioielleria.
    QUI LA NOTIZIA:
    http://www.cronacalive.it/milano-monsignor-manganini-accende-la-polemica-contro-tiffany-in-piazza-duomo.html

    Ed ecco alcune mie riflessioni:
    E’ fin troppo scontato che Manganini vada contro la Moratti, la Lega e il centrodestra. Ormai queste prese di posizione non hanno più nessun valore di PROFEZIA.
    Tra l’altro, l’iniziativa sembra ancora più ideologica se andiamo a leggere le motivazioni: “l’albero di Natale è un simbolo cristiano…” ma da quando?
    Sì, magari lo accettiamo, ormai, ma il simbolo del Natale per eccellenza è il presepe. Perché la curia non promuove un bel presepe in piazza Duomo, a grandezza naturale, così da richiamare fortemente l’attenzione su un simbolo veramente cristiano, e ricordare a tutti, senza vergogna (e senza paura di offendere le altre fedi!!!), che il Natale cristiano è memoria dell’Incarnazione del Signore Gesù?
    Ancora: fare polemica invocando la crisi è populismo da 4 soldi. Allora perché non facciamo chiudere i negozi di via Torino, di via Manzoni, di via Montenapoleone e di via della Spiga? Sappiamo tutti il commercio che sta dietro alle feste di Natale. Non si risolve certo così l’esortazione del Papa, più volte ripetuta, ad una sobrietà di vita.
    Infine, mi pare di dover dare ragione al alcuni miei colleghi che, indignati come dicono loro dall’ennesima “interferenza” della Chiesa, ricordano all’arciprete che piazza Duomo non è piazza San Pietro, ovvero di proprietà della Chiesa, ma è una piazza cittadina, aperta a tutti gli usi. Poi si potrà discutere sull’opportunità di alcuni usi, e sono d’accordo, ma invocare un diritto di veto da parte del monsignore non mi pare che abbia alcun fondamento giuridico.
    Così facendo, noi cattolici ci attiriamo ancora di più le accuse di ipocrisia del mondo laico e laicista.
    Mi domando allora: perché Manganini non ha preso posizione sui musulmani che pregavano in duomo voltando le terga al duomo?
    Questa Chiesa parla poco di Cristo, ma fa molta politica. Per non parlare di un certo “pauperismo” dilagante… strano però che chi parla di povertà lo faccia provenendo da ambienti molto agiati…
    E’ evidente lo scollamento tra la sensibilità religiosa e sincera della gente, e un certo modo di condurre la Chiesa di Milano. La gente grida a suo modo il proprio bisogno di Dio, ma le risposte sono deludenti.
    Chi deve decidere su Milano… ne tenga conto!!!!!

    Oremus pro Pontifice

  177. peccatore scrive:

    Leggendo del Papa che invita ad andare controcorrente circa il dibattito sulla vita (con annessi e connessi, compresi i cristiani perseguitati), non posso non notare che purtroppo molto spesso (anche se non necessariamente) chi ha un approccio “chiuso” sulla liturgia (indisponibile ad accettare un ripensamento della prassi postconciliare) è altrettanto “aperto” nei confronti del “mondo” (cioè non poi così controcorrente sulle tematiche bioetiche ed è così attento ai dialoghi con chiunque da tacere delle morti di chi è cristiano come noi, perseguitato solo ed esclusivamente a motivo della propria fede).
    E non sto parlando di politici più o meno sedicenti cattolici, ma di vescovi, sacerdoti e catechisti.
    Lo scrivo a beneficio di chi di tanto in tanto considera “aria fritta” il dibattito/conflitto in atto sulla liturgia: in realtà il Papa sa che il nemico si annida dentro la Chiesa prima ancora che fuori: e non rinuncia a snidarlo là dove si dovrebbe adorare Dio, proprio perché chi tende a centrare il tiro sull’uomo è proprio chi, in genere, asseconda scelte mortifere, però dialoganti, relativizzate e rispettose del parere degli altri…

  178. Simon de Cyrène scrive:

    @ Cherubino

    Leggo molto stupito il Suo Cherubino Scrive: novembre 17th, 2010 at 6:01 pm.
    Mi sa che Lei si sta annegando in una logorrea surrealista pur di non perdere la faccia.

    Nel mio Simon de Cyrène Scrive: novembre 17th, 2010 at 3:48 pm le dico al punto (6) “in queste geografie i tassi di vocazione tra persone alla fede tradizionale (cioè amanti della forma straordinaria) sono senza comune misura con quelli delle popolazioni che restano beatamente sottomesse al giogo della forma ordinaria detta ordinariamente (cioè zeffa di abusi di ogni qualsorta)”.

    Visto che in queste geografie ambo partecipano della stessa realtà sociale e culturale, come fa Lei a spiegare la differenza maggiore nei tassi vocazionali?

    Le sarei grato di evitare il solito verbiaggio.

    In Pace

  179. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Maccabeo,

    ho letto la Sua risposta in il maccabeo Scrive: novembre 17th, 2010 at 5:50 pm, che, glieLo dico sommessamente, ripete la solita tiritera, il vostro usuale metodo Coué per autoconvicervi che avevate una ragione per disobbedire.

    Tutti i disobbedienti si trovano delle ragioni: non conosco nessuna eccezione.

    Purtroppo la realtà è differente da un punto di vista oggettivo (guardi tutti coloro che amano la forma straordinaria e che non hanno commesso scismi o disobbedienze formali come la FSSP ed altri Barroux) e dal punto di vista ecclesiologico, visto che la Chiesa Cattolica è semplicemente lì dove si trova il Vicario del Cristo ed i Vescovi a lui uniti formalmente E realmente.

    In Pace

  180. peccatore scrive:

    Caro Simon, a proposito di obbedienza…
    Pochi giorni fa, un po’ oscurato dai mass media del cattolicesimo italico, il papa ha indirizzato un interessante discorsetto alla CEI, riunita ad Assisi.
    Scrivendo tra l’altro:
    «Ogni vero riformatore è un obbediente della fede: non si muove in maniera arbitraria, né si arroga alcuna discrezionalità sul rito; non è il padrone, ma il custode del tesoro istituito dal Signore e a noi affidato. La chiesa intera è presente in ogni liturgia: aderire alla sua forma è condizione di autenticità di ciò che si celebra».
    Benedetto XVI ha dedicato buona parte del suo messaggio a illustrare ai vescovi italiani lo spirito con cui San Francesco obbedì alla riforma liturgica che ci fu ai suoi tempi, e come si adoperò per far obbedire i suoi frati. San Francesco è un modello: anche per quei cattolici che vogliono una Chiesa più spirituale e “profetica”, invece che istituzionale e rituale. In campo liturgico, questi propugnano una maggiore creatività e libertà.
    Ma Benedetto XVI ha mostrato, nel messaggio, che il vero san Francesco (non quello postconciliare, ma quello della Chiesa di sempre, viva, vegeta et semper reformanda anche nel 1200) era di tutt’altro orientamento.
    Era profondamente convinto che il culto cristiano debba corrispondere alla “regola della fede” ricevuta, e in questo modo dar forma alla chiesa. I sacerdoti, per primi, devono fondare sulle “cose sante” della liturgia la loro santità di vita.

  181. Cherubino scrive:

    dalla risposta elusiva di Marco bisogna dedurre che si è inventato pure un sussidiario di scuola primaria pur di dire qualcosa …

    poverino!

  182. Cherubino scrive:

    le “statistiche” di Syriacus fanno ridere. Se quelli sono i numeri, qualche centinaio di persone rispetto ad un miliardo e duecento milioni di cattolici circa, sai che impressione !

    Anche considerando le 3-4 centinaia di migliaia di “tradizionalisti” nel mondo il rapporto è di 1:2400

    Circa poi il fatto che in precentuale vi siano più vocazioni è evidente che ciò dipende che i tradizionalisti costituiscono un nucleo culturalmente “chiuso” fortemente omogeneo e in molti casi (non tutti) ideologizzato. Naturalmente poi va considerato se siano veramente vocazioni genuine. Dato che questi preti sfuggono (rectius: si sottraggono) al discernimento della Chiesa, non è dato sapere quante di quelle siano vocazioni genuine e non condizionamenti di gruppo o effeto di altri fattori psicologici. Non è necessariamente così, però è certo che in parte non ubbidiscono alla voce dello Spirito che chiamandoli non può non chiamarli nella Chiesa e non fuori di essa in una situazione di ribellione al papa.
    Essendo la loro consacrazione illecita, pur ricevendo il carattere dell’Ordine, non ci troviamo di fronte a situazioni confrontabili con quelle del clero cattolico.

  183. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Peccatore,

    La ringrazio per quella citazione del magistero di S.S. Benedetto XVI circa San Francesco e la Santa Obbedienza: se siamo tutti membri del Corpo Mistico del Cristo e, ammeno di presumere che Questi debba essere spastico, allora solo l’Obbedienza ne può attuare l’unità di comando e di direzione sotto il soffio dello Spirito Santo.

    Mi permetta anche di condividere il Suo post precedente circa la frequente correlazione tra chi non vuole una riforma della riforma della forma ordinaria e chi è meno fedele agli insegnamenti “non negoziabili” del Vangelo circa il rispetto della vita ed il loro allineamento colle idee mondane del pensiero unico dominante così contrarie al rispetto della vita umana.

    Questo è segno di mancanza di vera fede e di rimpiazazmento da una relazione personale con Cristo stesso ad una ideologia che chiamerei paracristiana.

    Ma, se siamo onesti, vediamo simmetricamente lo stesso problema tra quei sedicenti cattolici che rimangono attecchiti intorno ad una pseudotradizione in opposizione alla Tradizione viva di cui ha parlato ultimamente il Santo Padre: anche codesti spesso strumentalizzano la religione a fini politici ed economici dimenticandone la dimensione sociale, la scelta della difesa del più debole nella società, i poveri , i malati, i prigioneri, l’immigrante, che è al cuore del messaggio del Cristo, visto che non si puô immaginare dire amare Dio se non si ama anche il prossimo più piccolo.

    In realtà sono personalmente ottimista: sono convinto che la stragrande maggioranza dei cattolici serî cercano di vivere e di difendere i valori universali della loro Chiesa senza cadere in uno dei due abissi. La montagna alta si erge sempre tra vallate circostanti che la definiscono e le loro profondità mettono in ancor più rilievo la maestosità della cima.

    In Pace

  184. Simon de Cyrène scrive:

    @Cherubino,

    mi scusi, ma, per favore, la smetta di dire scemenze o, perlomeno, faccia finta di leggere i commenti dei Suoi contraddittori prima di scriverle.

    “Dato che questi preti sfuggono (rectius: si sottraggono) al discernimento della Chiesa”: ma di che sta parlando Lei? Nè Syriacus nè io abbiamo parlato della FSSPX, ma solo di vocazioni presso diocesi normali (come Lyon o Fréjus-Toulon) o presso la FSSP che è fedelissima a Pietro ed alla Chiesa senza se e senza ma.

    “Naturalmente poi va considerato se siano veramente vocazioni genuine”: ma sta Lei dando dei numeri? Se il Vescovo li ha chiamati vuol dire che sono genuine, vistoc he questo è il termine preciso di vocazione.

    Si dia una calmata e non spari senza mirare.

    In Pace

  185. Marco N. scrive:

    Se tale Cherubino avesse un po’ il senso del ridicolo eviterebbe di scimmiottare ora l’uno ora l’altro teologo di Santa Romana Chiesa,; eviterebbe anche di fare il politologo, ma soprattutto si vergognerebbe di fare il tuttologo e il maestro di insolenze.
    Altro che sussidiario…

  186. Sal scrive:

    @ antonella lignani
    Cara antonella, latinista, peccato che non so dirglielo in latino, avevo fatto tanta fatica per spiegare che la persecuzione non esiste e lei mi dice : “cominciamo dai cristiani” ma ne conosce qualcuno in giro ? Le rivelo un piccolo segreto, ma non lo dica in giro. La cosa è che il Dio ha fatto una promessa, e non può disattenderla, perché non sarebbe serio da parte Sua, quindi assodato che il Dio non dice bugie e non mette alla prova i suoi fedeli, (Giacomo 1.13), Egli ha decretato questo: – “Geova stesso darà realmente forza al suo popolo. Geova stesso benedirà il suo popolo con la pace.” ( Salmi 29.11)

    Ne consegue, che se non c’è la pace,non è suo popolo, se non è suo popolo non ci può essere la benedizione e se non c’è la benedizione ci sono le ingiustizie, e se ci sono le ingiustizie ci sono le violenze, e diventa tutta una catena che sta a significare che lì, il Dio non c’è. Non è interessato.

    Quelli non sono suo popolo, sono gli impostori di (2 Timoteo 3.13) “che progrediranno di male in peggio sviando ed essendo sviati”.

    infatti se ricorda l’angelo disse di Zaccaria che avrebbe raccolto un popolo di giusti, di saggi, ben disposto, (Luca 1.17) sui quali il Dio avrebbe riversato la sua pace.

    “Ti farò avere perspicacia e ti istruirò nella via per la quale devi andare. Certamente ti darò consiglio col mio occhio su di te” (Salmi 32.8) – Col mio occhio su di te. – E’ una rassicurazione non da poco non crede ? e l’invito è “Non vi rendete come il cavallo o il mulo senza intendimento, La cui vivacità si deve frenare perfino con morso o cavezza Prima che ti si avvicinino, Molti sono i dolori che ha il malvagio; Ma in quanto a colui che confida in Geova, lo circonda la stessa amorevole benignità.” (Salmi 32.9-10) Capisce ?

    Se quindi la Cina vuole sottomettervi, non dovete litigare con loro, sono di più, molti di più, e vincerebbero subito. Vede Gesù non “aprì bocca” e non rispose, perché volete sempre mettervi in mezzo per dimostrare che siete bravi martiri ?
    Sig.ra antonella, i perseguitati di oggi sono i “finti cristiani,” perché quelli veri non si facevano perseguitare ma se ne andavano e poi perché oggi non ci sono più, e non è uno scherzo, quelli veri sono andati a comporre la Nuova Gerusalemme lo ha scordato ? e sono figli della Gerusalemme di sopra che è la loro madre come ricorda Paolo : “ma la Gerusalemme di sopra è libera, ed essa è nostra madre.” ( Galati 4.26).
    Deve riuscire a contestualizzare gli accadimenti in ordine di tempo altrimenti non ci capisce più.

    Cara antonella, che dirle di più ? lei non mi ascolta….lei pensa ai cuori sanguinanti, a Bolsena nel 1293 ed è chiaro che il miracolo doveva accadere DOPO che il culto era in vigore, mica poteva accadere prima altrimenti a quale culto lo avrebbero incollato ? al culto che non c’era o che non sapevano che esistesse ?

    Come si potrà mai fare oltre che invitarla ad aprire gli occhi, perché lo può fare solo lei, nessuna preghiera se lei non è d’accordo potrà mai funzionare.
    Ave Antonella.

  187. il maccabeo scrive:

    Caro Symon, grazie per la gentile risposta. Se permette continuo a cercare di capire il suo ragionamento sulla Fraternitá, causa principale a suo dire dell´ostracismo verso la Messa di sempre.
    Innanzitutto rilevo che il suo “la Chiesa Cattolica è semplicemente lì dove si trova il Vicario del Cristo ed i Vescovi a lui uniti formalmente E realmente.” pecca, a mio modestissimo avviso, di un ottimismo che sconfina con la fantasia.
    Vescovi a Lui uniti formalmente e realmente? Chi sarebbero? Schönborn, em.mo card. di Vienna, con i suoi palloncini e le sue mostre porno-blasfeme? Tettamanzi, em.mo Card. di Milano, e il suo “no pasaran” contro la Messa di sempre? Zollitsch, Vescovo di Freiburg-an-Brisgau e la sua negazione della riparazione dei nostri peccati operata da Gesú in Croce? O formalmente unito sarebbe Müller, vescovo di Regensburg, e la sua negazione della Verginitá fisica di Maria SS.ma? Hummes, em.mo Cardinale in odore di teologia della Liberazione e la sua opposizione a fare del Curato d´Arsi il patrono di tutti i sacerdoti? O forse Mons. Manganini e suoi “niet” rivolti addirittura ai suoi stessi confratelli… canonicamente canonici in tutta la loro canonicitá di comunione canonica? Cavolo, non mi dirá che il Segretario di Mons. Leonard é anche Lui un membro della Fraternitá. O forse sarebbe in perfetta Cmunione ogni membro della stessa CEI, che si é vista qualche giorno fa recapitare una lettera papale dove si ricorda che :“ogni vero riformatore” “è un obbediente della fede: non si muove in maniera arbitraria, né si arroga alcuna discrezionalità sul rito; non è il padrone, ma il CUSTODE del tesoro istituito dal Signore e a noi affidato”? Sarebbero questi gli esempi di Vescovi a Lui uniti formalmente e realmente?
    Ma magari Lei penserá che l´obiettivo di questa lettera del Papa alla Cei non erano i “Vescovi-Preti-teologi-liturgisti fai da te”, ma bensí la Fraternitá San Pio X.
    Ma ritornando a quanto da lei contestato alla Fraternitá San Pio X, di essere cioé unica radice e sola causa del rifiuto di certi Monsignori di permettere nelle loro diocesi la celebrazione di un Rito antico quanto la Chiesa e mai abolito (se conoscessero le maledizioni di San Pio V in proposito nella “Quo primum”?), ammesso e non concesso che la Fraternitá sia l´accozzaglia di scismatici che lei dipinge, ammesso e non concesso che tutti i sacerdoti della Fraternitá siano sempre li a criticare il Papa come se non avessero di meglio da fare, ma le pare che se io avessi qualche stima verso la Messa di sempre e mi fosse terribilmente antipatica la Fraternitá, dovrei far dipendere le mie reazioni e i miei umori verso la S. Messa da quel che pensa o non pensa la Fraternitá in proposito? E´come se io smettessi di credere in Dio, perché magari tale intellettuale o ateo che mi stia eventualmente sullo stomaco un giorno confessasse di crederci. O se smettessi di credere in Gesú e Maria perché i musulmani credono in Miriam ed Issa. Ed E´per questo che la sua tesi é moooooooooooooooooolto debole. Lei confonde l´occasione con la causa. Il fatto che la Fraternitá difenda la Messa antica é solo l´occasione presa a pretesto per esplicitare una avversione al Sacro e all´Immutabile giá esistente in modo piú o meno latente e causata di per se da una pessima formazione sacerdotale improntata al piú settario liberalismo. La Fraternitá é di molto posteriore a tale avverrsione, storicamente e psicologicamente. O altrimenti bisogna credere che oggi i Vescovi e i Monsignori di turno prima di permettere o vietare qualcosa si chiedano sistematicamente “Ma la Fraternitá che mi sta sulle scatole che ne pensa della questione? Bene o male? Vabbé, io intanto faccio il contrario”. E allora vorrá dire invece che invece di avere a che fare con vescovi o Monsignori abbiamo a che fare con bimbi non cresciuti, con adolescenti in erba o con “subnormali”. E credo dunque che anche in questo caso gli esiti del suo ragionamento falliscano l`obiettivo, in se stesso onorevole, della interpretazione “pro bono”.
    Interpretazione, mi raccomando, sempre da utilizzare al di fuori dei casi in cui la Fraternitá sia quella ad esser giudicata.
    Buon riposo a Lei, caro Symon. Grazie per la sua pazienza verso di me.

  188. Syriacus scrive:

    [Ovviamente la giustapposizione (o accostamento, se volete) non ha nulla contro il Cardinal Canizares (figuriamoci!) . Piuttosto: non mi pare -lo dico ingenuamente- che sia possibile che il Prefetto del Culto Divino si rechi in Baviera presso il Seminario Internazionale della Fraternità di San Pietro, con svariati curiali romani, per ordinare...illecitamente degli scismatici!! :]

  189. Syriacus scrive:

    Guarda, Cherubino, ho trovato un documento compromettentissimo contro il regnante Pontefice, l’allora cardinal Ratzinger : http://www.fssp.org/en/ratzwig1990.htm !

    (attento, che è il sito degli scismatici -quelli di Canizares, Rodé, Ranjit,…)

  190. Syriacus scrive:

    Sempre per il dilettissimo Cherubino: una foto scottante, sempre risalente a quel compromettente 1990, che ritrae Mons. Marcel Ratzinger (o non ricordo se era il Cardinal Joseph Lefebvre) mentre pronuncia una infiammante omelia davanti a scismaticissimi tradizionalisti tedeschi..:

    http://www.fssp.org/album/VS1990W/24%20sermon.htm

  191. Syriacus scrive:

    Ragazzi, vi voglio bene.

    Buona serata, good night and good luck, God bless you all!

  192. antonella lignani scrive:

    Ave Sal! Da quando sono nata tutti mi dicono che devo cercare di capire … Non ci sono cristiani perseguitati … Ma che sta succedendo in Medio Oriente?

  193. il maccabeo scrive:

    thanx man, have a blessed nite 2. :D

  194. antonella lignani scrive:

    Caro Sal, in passato lei ha commentato favorevolmente un mio post, ed ha detto parole gentili. Ora mi chiede di aprire gli occhi, ed afferma, con passi della Bibbia alla mano, che non è possibile che esista questa persecuzione. Ma il Vangelo ne parla sempre, e dice anche “Beati voi quando vi perseguiteranno … “.

  195. Sal scrive:

    @ antonella lignani

    Si Deus pro nobis quis contra nos ! Semplice antonella, manca Dio. Litigano fra loro per i loro interessi.

  196. Sal scrive:

    @ antonella lignani
    E brava l’antonella – “Beati voi quando vi perseguiteranno … “. Perché quando vi perseguiteranno dovrete scappare per non farvi ammazzare e per rimanere vivi, (Matteo 10.23) – “Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; perché “un cane vivo è meglio che un leone morto “ (Ecclesiate 9.4)
    Andndo in un altro luogo si avranno maggiori possibilità di diffondere il messaggio e fare nuovi discepoli, cosa che non avrebbero fatto restando dove si trovano. Come ? perché dovranno motivare nel nuovo luogo il motivo della venuta, (Luca 21.13): – “ Vi riuscirà di testimonianza” e molti potranno pensare e rendersi conto.

    Si finis est bonus, ERIT totum bonum

  197. antonella lignani scrive:

    Caro Sal, non le do ragione quando fa tanti “distinguo” sulle persecuzioni, quando c’è chi muore e chi rischia la vita. San Cipriano, nel III secolo, in un primo tempo si era ritirato in clandestinità, ma poi affrontò il martirio. Invece secondo me ha ragione dicendo che alcuni cristiani litigano tra loro perché sono senza Dio.

  198. Sal scrive:

    @ antonella lignani
    Cara sig.ra lignani, non avevo la pretesa che mi desse ragione, chi può dire dove sta la Ragione ? Ciascuno ha la sua. “Chi fra gli uomini conosce le cose dell’uomo eccetto lo spirito dell’uomo che è in lui?” ( 1Corinti 2.11)

    Lo scopo è aiutare a riflettere così nessuno potrà dire di non aver udito,” non hanno mancato di udire, vero? Anzi, in realtà, “il loro suono è uscito per tutta la terra, e le loro espressioni fino alle estremità della terra abitata”. (Romani 10.18)

    San Cipriano – di San Cipriano ce ne sono una vagonata
    San Cipriano di Cartagine, santo delle Chiese cattolica, ortodossa e copta (16 settembre)
    San Cipriano venerato ad Antigny, (14 giugno)
    San Cipriano di Calamizzi, abate (20 novembre)
    San Cipriano di Genouillac, abate (9 dicembre)
    San Cipriano di Kiev, metropolita (16 settembre) (Chiese Orientali)
    San Cipriano di Sudzal, è conosciuto anche con l’epiteto “Folle per Cristo” (23 giugno) (Chiese Orientali)
    San Cipriano di Tolone, vescovo (3 ottobre)
    Beato Cipriano Michele Iwene Tansi, Religioso (20 gennaio)
    San Cipriano, martire (26 settembre)
    San Cipriano (martire d’Africa), martire (12 ottobre)

    Se invece si riferisce a Tascio Cecilio Cipriano il potente mago, si deve essere sbagliato:

    (LA) « Habere iam non potest Deum patrem qui Ecclesiam non habet matrem »
    (IT) « Non può avere Dio per padre chi non ha la Chiesa per madre » .

    La chiesa è la moglie di Gesù. Essendo Gesù Figlio di Dio e sua moglie -(La chiesa – Nuova Gerusalemme)- questa è la nuora di Dio i figli della nuora sono i nipoti di Dio; Mentre la moglie di Dio è la Gerusalemme Celeste o Gerusalemme di sopra ( Galati 4.26) che è madre dei cristiani.

    Saluti

  199. antonella lignani scrive:

    Sì, pensavo a Cipriano nato a Cartagine nel 210, di cui parlano le letterature latine (io l’ho studiato nella letteratura del Marchesi). Il suo nome completo è Tascio Cecilio Cipriano; non so perché lo chiami “potente mago”.

  200. Cherubino scrive:

    non capisco perchè Syriacus ha messo tutti quei link al sito della Fraternità Sacerdotale San Pietro.
    Ratzinger ha celebrato messa con loro ? e allora ?
    Forse sYriacus vuole giocare sulla scarsa conoscenza e quindi sulla confusione.
    La FSSP è una “Società clericale di vita apostolica di diritto pontificio” creata da Giovanni Paolo II (lo stesso che scomunicò mons. Lefevbre) ed è parte della Chiesa cattolica. Sono tradizionalisti non fondamentalisti. Coltivano un cammino particolare, ma mai e poi mai affermano (non lo potrebbero) che il resto della Chiesa che segue il Rito ordinario sia in errore.

    Anzi, si può dire che essi sono proprio la dimostrazione che i lefevbriani commettono una grave colpa verso la Chiesa, perchè è possibile scindere un tradizionalismo non polemico e non scissionista dalle posizioni ereticali di mons. Lefebvre e dei suoi seguaci.
    Va poi ricordato che i fondatori della FSSP erano sacerdoti della Fraternità S. Pio X che quando mons. Lefebvre ordinò i vescovi contro il volere del papa si dissociarono da questo atto e dallo scisma che con esso si realizzava e uscirono dalla comunità dei lefebvriani, andando appunto a formare la Fraternità S. Pietro, con la benedizione del papa e il supporto dell’allora card. Ratzinger.

    Ringrazio quindi Syriacus per avermi dato la possibilità di rocrdare un altro elemento che dimostra l’errore e la profonda mancanza di unità con la Chiesa cattolica dei lefebvriani.

  201. Syriacus scrive:

    Prego, Cherubino.

    Ma tutti quei link alla FSSP li ho messi apposta perchè, non essendo peraltro un lefebvriano, volevo in qualche modo controbattere a il tuo :

    “le “statistiche” di Syriacus fanno ridere. Se quelli sono i numeri, qualche centinaio di persone rispetto ad un miliardo e duecento milioni di cattolici circa, sai che impressione !

    Anche considerando le 3-4 centinaia di migliaia di “tradizionalisti” nel mondo il rapporto è di 1:2400

    Circa poi il fatto che in precentuale vi siano più vocazioni è evidente che ciò dipende che i tradizionalisti costituiscono un nucleo culturalmente “chiuso” fortemente omogeneo e in molti casi (non tutti) ideologizzato. Naturalmente poi va considerato se siano veramente vocazioni genuine. Dato che questi preti sfuggono (rectius: si sottraggono) al discernimento della Chiesa, non è dato sapere quante di quelle siano vocazioni genuine e non condizionamenti di gruppo o effeto di altri fattori psicologici. Non è necessariamente così, però è certo che in parte non ubbidiscono alla voce dello Spirito che chiamandoli non può non chiamarli nella Chiesa e non fuori di essa in una situazione di ribellione al papa.
    Essendo la loro consacrazione illecita, pur ricevendo il carattere dell’Ordine, non ci troviamo di fronte a situazioni confrontabili con quelle del clero cattolico.”

    Infatti, le “statistiche che fanno ridere” erano e sono appunto sulla Faternità di San Pietro, non da Econe o altri “non in piena comunione con Roma”.

    Saluti.

  202. Cherubino scrive:

    le statistiche che porta Syriacus fanno certamente ridere e ancora di più dopo l’ultima obiezione.
    Se i fratelli tradizionalisti non eretici e non scismatici (ossia quelli della Fraternità S. Pietro) hanno vocazioni mi fa piacere. Del resto si tratta di una Fraternità sacerdotale, quindi sarebbe strano non avessero vocazioni.

    Quello che fa ridere è il voler portare questo dato ad obiezione della buona salute delle vocazioni sacerdotali che la Chiesa di oggi fa crescere con le sue caratteristiche attuali: Rito ordinario, diffusione biblica, ecumenismo, ecclesiologia di comunione ecc. ecc.
    Ciò che fa ridere non sono quindi le vocazioni dei tradizionalisti (ovviamente quelli fedeli alla Chiesa e non quelli eretici e scismatici) che ben vengano, ma il tentativo di discreditare le vocazioni dei non tradizionalisti, quelli che accolgono quanto la Chiesa dona loro con cuore semplice e così facendo trovano il pane per il loro cammino di fede e per la loro vocazione.

  203. Cherubino scrive:

    aggiungo che, ovviamente, se il non essermi accorto che si parlava della FSSP e non della FSSPX (le sigle ingannano) se da un lato non toglie nulla al fatto che queste vocazioni non possono diventare un argomento per discreditare le altre, non vale dall’altro quanto ho detto sulla genuinità di tali vocazioni che, essendo in comunione con Roma, non vanno messe in dubbio.

    Ciò chiarito, resta però la considerazione che questi ambienti formano un ambiente culturale molto omogeneo e abbastanza impermeabile ad influenze e riflessioni eterogenee. Vi sono quindi fenomeni di auto-selezione sociale, per cui frequentano tali ambienti persone che hanno una precomprensione del ruolo sacerdotale conforme a quella proposta da quei gruppi. Ma questo non toglie nulla al fatto che molti altri fedeli sentano la vocazione sacerdotale con altri modelli e altre esperienze di percorso cristiano e trovino in gruppi che esprimono tale visione e infien nei seminari e negli ordini religiosi il modo di realizzare la loro vocazione.
    Vi sono tanti giovani che trovano la loro vocazione sacerdotale in un percorso parrocchiale, tanti altri nei movimenti, altri la scoprono e la coltivano nell’azione missionaria o apprezzando la particolare spiritualità dei Gesuiti o dei Francescani e così via.
    Nessuno si sognerebbe di dire che un gesuita è più sacerdote di un altro sacerdote, o che lo sia meno un prete missionario che celebra in una chiesetta in legno tra canti indigeni. Sarebbe quindi del tutto errato dire che un sacerdote è più sacerdote o vive meglio la sua vocazione perchè celebra in rito straordinario, veste la tonaca e canta il latino. Altrettanto questi può vivere in questo modo degnissimamente la sua vocazione, fino a quando -ovviamente- non contesta ciò che la Chiesa dice e ha fatto rispetto alla riforma liturgica, al rito ordinario, alla partecipazione dei fedeli, all’uso del volgare nella liturgia ecc. ecc.

  204. Syriacus scrive:

    Cherubino, io non intendevo “screditare” nulla… In effetti, andrebbero confrontate le mele con le pere, me ne scuso. Non si possono peraltro confrontare neppure -a parità di “caratteristiche attuali” della Chiesa- fenomeni come i seminari diocesani “vuoti” e i seminari Redemptoris Mater “pieni”..

    Intendo dire: i seminari -per es.- francesi o tedeschi sono privi di seminaristi, ma -mi pare- in quei paesi “le caratteristiche attuali” della Chiesa, da lei citate (“Rito ordinario, diffusione biblica, ecumenismo, ecclesiologia di comunione ecc. ecc.”) sono assolutamente presenti…
    ..Altro discorso sono i seminari di vari “movimenti ecclesiali” (fra cui il CnC), stracolmi invece di nuove vocazioni.

    Sono allora gli Ordinari di molte diocesi, che sbagliano..(a parità di rinnovamento post-conciliare.)

    Ma magari, anche molti nuovi movimenti ecclesiali possono essere assimilati a “nuclei culturalmente chiusi”, “fortemente omogenei” e “in molti casi (non tutti)” “ideologizzati”. “Naturalmente poi va considerato se siano veramente vocazioni genuine.”..
    Peraltro, anche per i nuovi movimenti “non è dato sapere quante di quelle siano vocazioni genuine e non condizionamenti di gruppo o effeto di altri fattori psicologici.”

  205. Marco N. scrive:

    …che, ovviamente, se il non essermi accorto che si parlava della FSSP e non della FSSPX (le sigle ingannano) se da un lato non toglie nulla al fatto che queste vocazioni non possono diventare un argomento per discreditare le altre, non vale dall’altro quanto ho detto sulla genuinità di tali vocazioni che, essendo in comunione con Roma, non vanno messe in dubbio….

    Ottimo esmpio di quella ” prosa ubriaca” di cui parlava Papini o, che dir si voglia, della sintassi in libertà di Marinetti e Soffici.

    Ringraziamo Tornielli per l’ospitalità: questo blog ce ne offre veramente di tutti i colori….

  206. Sal scrive:

    @ antonella lignani
    San Ciprano (Wikipedia) : – “ci rimane solo un manoscritto, steso di suo pugno, il Libro di San Cipriano, un testo che racconta tutta la sua conoscenza sulla magia.

    DAL LIBRO DI SAN CIPRIANO “AL MONDO INTERO”
    H**p://www.daltramontoallalba.it/speciali/sancipriano.htm

    RICETTA PER CONQUISTARE UNA DONNA
    Dice S.Cipriano, che per guadagnare il cuore di una donna bisogna prima di tutto studiarne il carattere e trarne norma per il modo di condursi nel farle la corte. Nessuno ignora quanto la donna sia sensibile alla gentilezza e alla cavalleria maschile; primo requisito di una buona tattica è dunque mostrarsi cortesi. Dopo averle fatto intendere i propri sentimenti con gli sguardi ed i tratti, si protesta con le parole il proprio amore e il desiderio di servirla, poi si prende il cuore di un colombo vergine e lo si dà a mangiare a una colubrina; questa in capo a un mese morirà. Appena morta si taglia la testa e la si fa seccare a fuoco lento su una lastra di ferro infuocato; dissecata si riduce in polvere, pestandola nel mortaio e aggiungendovi poi alcune gocce di laudano. Si cospargono le mani con la magica polvere e immediatamente si accarezzano e si stringono le mani della donna amata.

    Certo che per essere un santo rimasto senza moglie è uno che ci capiva in fatto di donne o per lo meno era interessato.

  207. Cherubino scrive:

    Syriacus, vede la differenza tra me e lei è cheio ho riconosciuto che non si possono mettere in dubbio le vocazioni di un ente come la Franternità S. Pietro che è cattolica, lei invece alla finemette in dubbio quelle che sorgono nei movimenti. Naturalmente di realtà benedette dal papa non meno della FSSP (senza la X).
    Questo è ciò che fa di lei un cattolico non in sintonia con il papa. Pazienza.

    Quanto ai seminari vuoti non saprei: lei ha contato i seminaristi ? In Lombardia veramente non lo sono affatto. E poi ritorniamo al dato ufficiale: i sacerdoti a livello mondiale sono in aumento, e questo non è dovuto certo a qualche centinaio di preti della FSSP.
    Quindi di tutta la sua retorica che cerca inutilmente di smentire l’unico dato certo non so cosa farmene.

  208. Marco N. scrive:

    “,,,Questo è ciò che fa di lei un cattolico non in sintonia con il papa

    Caro Syriacus, se lo dice Cherubino, c’è di che preoccuparsi. Al posto Suo comincerei sul serio a pensare a qualche cautela per evire di farsi male durante iul convulso di riso di cui è sicuramente preda in questo momento.

  209. Cherubino scrive:

    quanto al fatto che i movimenti costituiscano gruppi molto omogenei non è vero affatto. Qualcuno è connotato da una discreta omogeneità, ma la maggior parte comprende persone molto differenti sotto ogni aspetto sociologico. E d’altra parte la prova è del tutto evidente, dato che i loro membri sono milioni di persone, quindi necessariamente rappresentativi della eterogeneità generale della popolazione.

  210. antonella lignani scrive:

    Caro Sal, nella letteratura latina di Gian Biagio Conte non si fa parola di questo “LIbro di San Cipriano”, che d’altra parte è attribuito all’epoca precedente alla conversione.

  211. Syriacus scrive:

    Perdonami, Cherubino, ho postato quel commento alla chetichella, e mi sono accorto solo poco dopo che in realtà avevo mischiato ..le clementine con i mandaranci.

    Tu ti riferivi evidentemente a lefebvriani e sedevacantisti, con le parole “…Ciò che fa ridere non sono quindi le vocazioni dei tradizionalisti (ovviamente quelli fedeli alla Chiesa e non quelli eretici e scismatici) che ben vengano, ma il tentativo di discreditare le vocazioni dei non tradizionalisti, quelli che accolgono quanto la Chiesa dona loro con cuore semplice e così facendo trovano il pane per il loro cammino di fede e per la loro vocazione.”

    Ho preso le parole fuori dal contesto, e le ho usate a fini biecamente “retorici”. Me ne scuso.

    Ho però un’osservazione: senza mettere affatto in dubbio le vocazioni che nascono in movimenti ecclesiali “nati dal Concilio” (anche se, filogeneticamete, anche solo per reazione antitetica -e sintesi- , gruppi come la FSSP nascono in ultima analisi ‘dal Concilio’..) , mi chiedo se Lei, Cherubino, non tenda a distinguere tra vocazioni (sempre in comunione con Roma) “conciliarmente corrette” , ed altre “accettabili con riserva”.

    Mi spiego. Il suo distingo “Altrettanto questi può vivere in questo modo degnissimamente la sua vocazione, fino a quando -ovviamente- non contesta ciò che la Chiesa dice e ha fatto rispetto alla riforma liturgica, al rito ordinario, alla partecipazione dei fedeli, all’uso del volgare nella liturgia ecc. ecc.” non fa una piega. E’ un pò carente però di una cosa: la carità fraterna. Ha la stessa durezza che avrebbe avuto un Cardinal Ottaviani negli anni ’50, mutatis mutandis..

    Comunque, lo so quali sono i criteri per dirsi cattolico “romano” (lo si è visto se non altro l’anno scorso, quando gli ortodossi Vescovi tedeschi, dissero che Williamson doveva “riconoscere tutti i concili della storia” -..come se Zoellitsch e Lehmann si rileggessero quotidianamente i documenti di Trento o del Vaticano I..)

  212. Syriacus scrive:

    Nel mio commento precedente, prego sostituire la citazione cherubinica “Altrettanto questi può vivere in questo modo degnissimamente la sua vocazione, fino a quando -ovviamente- non contesta ciò che la Chiesa dice e ha fatto rispetto alla riforma liturgica, al rito ordinario, alla partecipazione dei fedeli, all’uso del volgare nella liturgia ecc. ecc.”

    con quella, sempre del medesimo autore:

    “Circa poi il fatto che in precentuale vi siano più vocazioni è evidente che ciò dipende che i tradizionalisti costituiscono un nucleo culturalmente “chiuso” fortemente omogeneo e in molti casi (non tutti) ideologizzato. Naturalmente poi va considerato se siano veramente vocazioni genuine. Dato che questi preti sfuggono (rectius: si sottraggono) al discernimento della Chiesa, non è dato sapere quante di quelle siano vocazioni genuine e non condizionamenti di gruppo o effeto di altri fattori psicologici. Non è necessariamente così, però è certo che in parte non ubbidiscono alla voce dello Spirito che chiamandoli non può non chiamarli nella Chiesa e non fuori di essa in una situazione di ribellione al papa.
    Essendo la loro consacrazione illecita, pur ricevendo il carattere dell’Ordine, non ci troviamo di fronte a situazioni confrontabili con quelle del clero cattolico.”

    Chiedo scusa.

  213. Syriacus scrive:

    No, scusate, intendevo correggere invece così :

    Nel mio commento precedente, prego sostituire la citazione cherubinica “…Ciò che fa ridere non sono quindi le vocazioni dei tradizionalisti (ovviamente quelli fedeli alla Chiesa e non quelli eretici e scismatici) che ben vengano, ma il tentativo di discreditare le vocazioni dei non tradizionalisti, quelli che accolgono quanto la Chiesa dona loro con cuore semplice e così facendo trovano il pane per il loro cammino di fede e per la loro vocazione.”

    con quella, sempre del medesimo autore:

    “Circa poi il fatto che in precentuale vi siano più vocazioni è evidente che ciò dipende che i tradizionalisti costituiscono un nucleo culturalmente “chiuso” fortemente omogeneo e in molti casi (non tutti) ideologizzato. Naturalmente poi va considerato se siano veramente vocazioni genuine. Dato che questi preti sfuggono (rectius: si sottraggono) al discernimento della Chiesa, non è dato sapere quante di quelle siano vocazioni genuine e non condizionamenti di gruppo o effeto di altri fattori psicologici. Non è necessariamente così, però è certo che in parte non ubbidiscono alla voce dello Spirito che chiamandoli non può non chiamarli nella Chiesa e non fuori di essa in una situazione di ribellione al papa.
    Essendo la loro consacrazione illecita, pur ricevendo il carattere dell’Ordine, non ci troviamo di fronte a situazioni confrontabili con quelle del clero cattolico.”

    Chiedo scusa.

    [Son stracco. Buon weekend a tutti.]

  214. Syriacus scrive:

    Comunque, Cherubino, ti darei ragione su tutto, perchè sei così convinto di quello che affrermi (a prescindere da cosa tu affermi, e affermavi) , che faresti piegare i cucchiaini col pensiero (oltre che muovere le montagne, per fede tua.)

    Solo una cosa però cozza con la mia limitata ragione: quel discorso sulle vocazioni che aumentano a livello mondiale. ..Pare che tu auspichi quasi un prosciugamento/rinsecchimento/morte del Cristianesimo in Europa (per cui non bastano le vocazioni di tutti i movimenti messi assieme..) Peraltro, di vocazioni non ne hanno solo gli ex lefebvriani, o i neocatecumenali: di vocazioni ce ne hanno (avevano sino a ieri) anche i Legionari di Cristo… Ma, appunto, ci vuole anche del clero diocesano, e le statistiche (cercatele) parlano chiaro su Francia e Germania almeno. (Ma sai quante parrochhie devono accorpare in Francia?!?)

    Alla prossima.

  215. Sal scrive:

    @ antonella lignani
    Riguardo al libro di San Cipriano, famoso mago scapolo, probabilmente si saranno confusi a Wikipedia.
    Non so che dire ma è sempre sbagliato andare appresso ad uomini, chiunque essi siano.
    La Religione è un rapporto privato con la divinità.
    Chiesa è una definizione che si applica ad un gruppo di chiamati. Gesù ne chiamò 12 e uno fu sostituito benché avesse molti discepoli (quelli sono i chiamati, e chiamati per nome, quelli formano la chiesa= la sua sposa).
    Gesù non ha lasciato successori nè il suo sacerdozio si trasmette.
    Filippo spiegò all’enuco etiope di atti il senso delle scritture poi lo lasciò andare per i fatti propri.
    Nessun alunno dopo che ha imparato continua ad andare a scuola ma dovrà vivere la propria vita dimostrando se ciò che ha imparato ha fatto di lui un uomo.

    Le religioni sono mezzi per impedire la crescita personale e mantenere gli uomini nella culla. Per stare in “comunione” non c’è bisogno della “chiesa” si può fare anche in casa fra amici, perché Dio è in ogni luogo.
    Auguri

    p.s. quelle dei preti pedofili verso i minori anche sordomuti può essere definita una persecuzione ?

  216. Simon de Cyrène scrive:

    Non è che ciò abbia un gran valore aldilà di giusto un indicazione ma bisogna notare che il bloggista “Dalla Spagna” (novembre 13th, 2010 at 7:52 pm) ha ottenuto un totale di 54 giudizi negativi per 7 positivi (con un score quindi di -47 !). Una tale unaniminità mi sembra essere un record da sottolineare visto che neanche il bloggista Sal, noto abituato della pattumeria del blog, ha mai ottenuto tanti pollici versi in così poco tempo.

    In Pace

  217. Simon de Cyrène scrive:

    Per concludere la discussione sulle vocazioni penso che niente si meglio che di citare il (neo)Cardinale Piacenza, Prefetto della Congragazione per il Clero.

    ” [Domanda:] In che modo si può rispondere alla crisi di Vocazioni che attanaglia le nostre comunità?

    [Risposta del Cardinale:] Attraverso il pregare il Signore del la messe, attraverso il chiaro ed u mile riconoscimento degli errori commessi, attraverso la fedeltà a ciò che siamo e a ciò che dobbia mo essere!

    Le Vocazioni – è un fatto – fioriscono là dove c’è radicalità nella fede, evangelica carità, chiarezza di identità e gioioso entusiasmo. I Movimenti e le nuove Co munità sono esemplari, a tale ri guardo .

    Aver diluito, quasi per dendola, l’identità sacerdotale, de rivante dalla configurazione onto logica a Cristo Sacerdote, non ha avvicinato i giovani ma ha fatto perdere ogni forma di interesse per la specificità della vocazione sa cerdotale. Non si diventa preti per fare i ‘super-animatori’ della comunità, ma per essere nel mondo la ripresentazione sacramentale, quindi reale, di Gesù Cristo . ”

    © Copyright Avvenire, 20 novembre 2010
    (Ringrazio il blog di Raffaella)

    In Pace

  218. Sal scrive:

    Commosso ringrazio il blogghista Simon per la gentile menzione di un merito che non deve essere giudicato dall’uomo. E’ tipico dei cattolici mettersi in mostra e giudicare dalle apparenze aspirando alla gloria che non appartiene loro.
    Il sig. DE Cyrene non manca di far mostra di certi aspetti caratteristici che lo mettono nella posizione di chi volendo rattoppare un buco fa uno strappo.

    Infatti è il Vangelo a suggerire di : – “giudicate con giusto giudizio” (Giovanni 7,24) e ricorda che “ci sono alcuni che si mettono in mostra per essere visti dagli uomini e già hanno la loro ricompensa, appieno, “ (Matteo 6.5) mentre chi dice la verità, non viene mai apprezzato ma contestato: – “ io, invece, dico la verità, e non mi credete….Se dico la verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate, perché non siete da Dio” ( Giovanni 8.45-47)

    Tutto torna anche se il segno è meno, anzi più è meno più è meglio.
    Solo gli artisti sanno apprezzare la vera musica, di solito chi non ha orecchio è sordo come solo un intenditore apprezzerà un’opera d’arte, chi non se ne intende comprerà pure le croste e i falsi. E’ così è….purtroppo.

    Non ridicolizzare l’unico gladiatore che si getta nella fossa dei leoni perché ne esce con qualche ferita.

    Solo i saggi hanno la capacità di andare oltre l’ovvio.

  219. gabriele scrive:

    Una piccola aggiunta,da chi ha partecipato.

    Un vivace resoconto della Messa proibita di Seregno, in diocesi
    tettamanziana.
    Le preoccupazioni di mons. Manganini erano fondate: la Messa celebrata ieri
    a Seregno dall’abbè Jean-Pierre Herman ha generato meraviglia nei fedeli.
    Forse, proprio perché l’arciprete sa che la Messa di sempre attira più
    fedeli di quella moderna, ha fatto sì che il portone di ingresso della
    chiesa rimanesse chiuso. Per questo motivo non è stato possibile entrare dal
    portone principale della chiesa, ma dalla sacrestia. Un po’ di nascosto,
    senza dare nell’occhio. Come nella Russia comunista, così nella diocesi di
    Tettamanzi.
    Dopo aver circondato la chiesa, siamo entrati in chiesa attraverso la
    piccola porta della sacrestia. E, ci spiace per mons. Manganini, ma siamo
    stati assaliti da un forte senso di meraviglia vedendo un chierichetto e non
    una chierichetta e un sacerdote attento alla preparazione della Messa che ci
    saluta con un sorriso. Ci rattrista dirlo, ma, nel corso di questa
    mattinata, abbiamo avuto altri attacchi di meraviglite acuta. Dopo aver
    salutato il sacerdote, siamo entrati in una chiesa costruita in tempi
    civili, passando di fronte all’altare. Ma non un altare moderno, simile ai
    tavolini montabili da pic-nic e senza candele. Un altare di quelli antichi,
    ben saldo sul pavimento grazie alla sua mole e, allo stesso tempo, slanciato
    verso l’alto. Come i cristiani durante la Messa di sempre: radicati nella
    fede, in continuo slancio verso Dio. Sopra all’altare, il Tabernacolo. Il
    centro di tutta la celebrazione, dove è conservato il Corpo di Cristo.
    Silenzio.
    Introibo ad altare Dei. Ad Deum qui laetificat juventutem meam. Una lingua
    antica, che – ahinoi! – desta ancora meraviglia. Meraviglia perché la lingua
    della liturgia si distacca dalla realtà di tutti i giorni, ci porta in una
    realtà ultraterrena. La Messa antica, così piena di genuflessioni, segni
    della Croce e atti di riverenza, permette al cattolico di comprendere che la
    celebrazione alla quale sta assistendo non è una festa che «non deve finire,
    non deve finire e non finirà», come spesso si canta in maniera giuliva in
    chiesa, ma la rinnovazione di un Sacrificio cruentissimo che ci fa
    rabbrividire e, al tempo stesso, ci fa provare tenerezza e amore sconfinato
    per il Figlio di Dio che si è fatto uccidere sulla Croce – morte atroce! -
    per salvarci dal peccato.
    La celebrazione si conclude con l’invocazione a San Michele Arcangelo
    affinchè ci difenda – e difenda anche la nostra diocesi – dagli attacchi del
    demonio. Ci salutiamo sul sagrato, colmi di riconoscenza per l’abbé
    Jean-Pierre Herman e con gli occhi pieni di meraviglia.

  220. pietro. scrive:

    Bravo Gabriele, che sei uscito allo scoperto, era ora, però dovevi farlo prima. E’ triste però sapere che per assistere ad una S. Messa si debba passare da una porta piccola e secondaria come se tu fossi un clandestino, un ladro che va a rubare qualcosa che gli altri non devono sapere. Io, per grazia di Dio ,del PAPA, del mio Vescovo, e di 2 sacerdoti generosi e disponibili ci vado tutte le domeniche,come ho fatto questa mattina. Siamo in un bel gruppo quì a Bergamo,però noi passiamo dalla porta centrale, e se qualcuno ci critica la cosa non ci tocca. I più tanti santi e grandi li abbiamo avuti con la S. Messa in Latino e molti di loro forse non comprendevano tutto della lingua latina…coraggio ciao