Uteri in affitto e dignità della donna

Cari amici, nell’augurarvi in ritardo un buon 2016, mi scuso per l’assenza, determinata anche dalle tante presentazioni del nuovo libro. Oggi solo poche righe per dire che mi stupisce sentir parlare dell’utero in affitto come se si trattasse di una conquista di civiltà. Mi è accaduto l’altro giorno, mentre partecipavo a una trasmissione televisiva: il fatto che una coppia omosessuale avesse fatto nascere così i bambini poi da loro adottati è stato considerato come qualcosa di normale. Non dimentichiamo peraltro che si tratta di una pratica usata anche da coppie eterosessuali.

Ci sono donne che vengono pagate (e se lo fanno significa che hanno bisogno di soldi) per portare in grembo e far crescere un figlio per nove mesi, fino alla nascita, quando il piccolo o la piccola sarà consegnata a coloro che hanno commissionato il figlio. Non giudico qui i sentimenti delle persone, il desiderio di paternità e maternità, la voglia di donare affetto, etc. etc. Guardo alla questione dal punto di vista della dignità della donna, che viene svilita.

E non mi sembra di vedere differenze tra questi casi e quelli di coloro che si vendono un rene al mercato nero per sopravvivere. Anzi, sì, ci sono differenze: perché nel caso dell’utero in affitto (come se si trattasse di un monolocale disponibile a prezzi di mercato) è implicato anche un nuovo essere umano.

Non è un esempio di colonizzazione ideologica e di sfruttamento dei poveri da parte dei ricchi?

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

33 risposte a Uteri in affitto e dignità della donna

  1. cuba_libre scrive:

    L’utero in affitto e’ qualcosa che solo una civiltà decadente e priva del minimo senso di etica poteva concepire. Come se non esistessero abbastanza bambini diseredati in giro, già belli che formati, e bisognosi solo di affetto genitoriale. Mi ricorda quello che succedeva durante la dittatura argentina: le donne incinte venivano n fatte partorire e poi il figlio tolto per darlo in adozione a facoltose coppie, ovviamente conniventi col regime e poi le madri lasciate al loro destino. La differenza che qui invece vengono pagate (e lasciate in vita (sic!) ), ma i principi base che governano questi eventi non mi pare siano tanto diversi.
    E poi ci si lamenta che l’Islam stia prendendo sempre piu’ piede: una cultura decadente di fronte ad una cultura forte (seppur pericolosa) come l’Islam non puo’ fare tanta strada.

  2. Lina scrive:

    Bravissimo Tornielli, però spiegaci cosa ne pensi del ddl Cirinnà in toto,
    se sei d’accordo che uno stato riconosca unioni che sono in contrasto con la morale e la dottrina cattolica.
    Sull’utero in affitto siamo tutti d’accordo, invece tu sei per unioni civili tra omosessuali?

  3. Ugobagna scrive:

    Purtroppo si, e lo dico con tristezza, ultimamente molti ottimi commentatori scambiano carità e misericordia con il relativismo e l’appiattirsi del giudizio sui canoni mondani…

  4. Andrea Tornielli scrive:

    Io sono contrario a qualsiasi equiparazione nominale o sostanziale (seppur sotto altro nome) tra la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e ogni altro tipo di unione o di convivenza.
    Non sono contrario al fatto che lo Stato garantisca dei diritti alle persone omosessuali e alle persone in altri tipi di convivenze, per venire incontro a determinate esigenze: come sapete, molti di questi diritti esistono già (ad esempio il diritto ad assistere il partner o la partner in ospedale). I due punti principali che rimanevano esclusi erano le adozioni e la reversibilità della pensione. Personalmente ritengo che si potesse fare qualcosa nel caso della reversibilità della pensione, unificando in un solo testo leggi e sentenze già esistenti. Non ho visto (forse, non ho problemi a riconoscerlo, per mia colpevole disattenzione) molto impegno nel formulare proposte alternative.
    Sullo specifico del ddl Cirinnà: sono contrario alla stepchild adoption e a quegli articoli che richiamano il matrimonio.
    Più in generale, trovo alquanto singolare che un governo avverta l’urgenza di dare risposte su questo e non di attuare – almeno contestualmente – politiche di sostegno alla famiglia e alla natalità, come avviene in altri Paesi più laici del nostro. In Italia, fiscalmente parlando, conviene non essere sposati. Le detrazioni per i figli sono irrisorie, non esiste un fisco a misura di famiglia. Purtroppo anche il governo Renzi, in questo far nulla, è allineato con TUTTI i governi che l’hanno preceduto, compresi quelli ai quali partecipavano i politici presenti al Family Day.

    • Matthias scrive:

      Concordo pienamente con quanto dichiarato da Andrea.
      Il problema di oggi però, sembrerebbe essere che l’accettare ogni forma di diversità deve essere di sinistra, mentre il rifiutare il diverso è di destra: con questa logica non si va da nessuna parte!
      In linea di principio accetterei anche logiche di utero in affitto, laddove un uomo e una donna, non potendo avere figli ed essendo sufficientemente benestanti, chiedessero a un’altra donna di ospitare il loro ovulo fecondato. Quello che non posso accettare è che qualunque coppia, di qualunque natura possa far nascere, da qualunque donna e in qualunque ambiente, un bambino!
      Io continuo a ribadire: dal mio punto di vista di analista di dati scientifici, è incomprensibile che se una donna dica: “Sono la Madonna, sono Giovanna d’Arco!” è sicuramente una persona disturbata. Se uno uomo dice; “Sono Gesù Cristo, Sono Napoleone!”, è sicuramente disturbato; mentre se una donna dice : “Sono un uomo!”, se un uomo dice: “Sono una donna!”, sono sicuramente sani di mente!
      Questo è statisticamente e scientificamente impossibile!
      Allora, mentre una legge deve garantire a delle unioni imperfette delle garanzie civili; se una legge dello stato va ad avallare cose che potrebbero rivelarsi delle mostruosità, allora non ci siamo!
      Noi non possiamo, per il semplice essere “Moderni”, accettare che un uomo si presenti con aspetti femminili, un nome femminile ecc., pretendere di essere chiamato al femminile; anche se mantiene gli organi sessuali maschili! Non possiamo perché esistono in Italia delle leggi, penso a esempio la vecchia 626/1994, sostituita dalla 81/2008; che regolamentano, per sesso, i servizi igienici nei luoghi di lavoro. In questo caso che facciamo, lasciamo alla “signora” decidere in quale gabinetto vuole andare? Cerchiamo di essere seri! Cerchiamo di essere un minimo rigorosi: io non posso, nel nome del modernismo, mettere una donna a rischio di violenza, ammettendo in un bagno per le donne chi donna non è!

    • stefano scrive:

      Tra il non far nulla, e l’iniezione letale che il ducetto di Rignano sull’Arno ha somministrato a una famiglia già in coma, privo di mandato e legittimazione popolare, ma forte di una maggioranza parlamentare sicuramente illegittima (a detta della Corte Costituzionale), col triplice colpo mortale assestato nel breve volgere di pochi mesi con il divorzio breve, i matrimoni gay con adozione, e, dulcis mors in fundo, anche l’eutanasia, la cui discussione seguirà entro il prossimo mese di Marzo, non mi pare che sia possibile nessun tipo di paragone, tanto meno di equiparazione, tra i precedenti governi e questo castigo di Dio che si è rivelato Matteo Renzi.

  5. PetrusLXXVII scrive:

    Il vero problema oggi è l’inversione del paradigma che fa della sodomia, per sua natura, un delitto dinanzi a Dio, in uno snaturato oggetto di diritto dinanzi agli uomini! E molti tra i credenti non sono più in grado di percepire questo capovolgimento dell’ordine naturale e morale.. purtroppo!

  6. Lina scrive:

    Hai detto bene, Tornielli, le leggi ci sono già e infatti la legge Cirinnà non aggiunge diritti già previsti! Vorrei comunque ricordarLe che essere a favore di riconoscimenti di convivenze che sono in contrasto con la morale cattolica non è lecito per un cristiano, tantomeno cattolico. Lasciamo fare agli altri il loro mestiere, non c’è bisogno che ci diano dentro anche i cattolici, giornalisti o politici. Chi ha orecchie per intendere intenda.
    Tra l’altro, visto che ci siamo, caro Tornielli: dire queste cose mi pare sia come nascondersi dietro un dito, perchè l’esperienza di tanti altri stati europei dimostra che legittimare istituzionalmente le convivenze (etero o omo) è solo il primo passo (in discesa) verso l’allargamento di esse come equiparate al matrimonio in tutto e per tutto, è solo questione di tempo. Per non parlare poi che dopo aver fatto “il primo passo” i vari organi dell’Unione Europea ci obbligheranno a prevedere anche l’adozione per le coppie omosessuali, con buona pace di tutti coloro che si dicono pro unioni ma contro le adozioni.
    Oltre al fatto che proposte legislative “alternative” sono invece state fatte, non capisco in ogni caso perchè chiedere che vengano fatte..!!! Se non c’è un problema da sanare che proposta legislativa devo invocare??? Ciò che il DDL Cirinnà chiede è basato su un’impostazione ideologica e non certo sulla realtà.
    Le coppie omosessuali sono libere di vivere la loro vita, l’Italia è un paese libero e non li impicca in piazza come fa l’Iran di Rohani; possono peraltro andare a trovare il partner in ospedale (L. 91/’99) e subentrare nel contratto di affitto (L. 392/’78 – /’88), tanto per fare degli esempi.
    Aggiungo infine che tante persone omosessuali sono contrarie a leggi come il Ddl Cirinnà, ma non hanno voce, e provano a farsi sentire vengono linciati dalla comunità LGBT stessa.
    E’ verissimo poi che le coppie sposate sono fiscalmente svantaggiate, e questo la dice lunga sul mantra menzognero dei diritti dei conviventi che invece non sarebbero tutelati. Altrochè! SOno pure avvantaggiati.
    Conosco varie persone che per questo motivo dicono espressamente che non ci pensano neanche a sposarsi!
    Io sono sposata caro Tornielli, come mi pare anche lei, e allora cosa facciamo, oltre a pagare un prezzo fiscalmente più altro di chi convive, ci battiamo perchè le coppie di fatto (etero o omo) abbiano ulteriori diritti come accenna lei?
    Pensiamo a sostenere le famiglie, ben detto! Piuttosto che pensare a rendere altri “delitti in diritti” come diceva Giovanni Paolo II…

    • cuba_libre scrive:

      Scusate se mi intrometto in una discussione a due, ma essendo questo un blog e non una chat, la discussione e’ corale, il dott. tornielli mi conosce molto bene , in quanto un antico frequentatore. Detto questo:

      “…. Vorrei comunque ricordarLe che essere a favore di riconoscimenti di convivenze che sono in contrasto con la morale cattolica non è lecito per un cristiano, tantomeno cattolico. Lasciamo fare agli altri il loro mestiere, non c’è bisogno che ci diano dentro anche i cattolici, giornalisti o politici. Chi ha orecchie per intendere intenda……”

      Ha detto proprio bene: non e’ lecito per un CATTOLICO! ma si dà il caso non tutti sono cattolici, i fra questi mi ci metto io, e uno stato come si deve deve essere espressione di tutti i cittadini e non solo di una parte come invece avviene per i paesi teocratici. Quindi se un cattolico, per la sua dottrina di appartenenza, non puo’ e/o non vuole convivere, nessuno lo obbligherà a farlo, e ha tutto il mio rispetto, ma e’ lecito allo stesso tempo, NON IMPEDIRE che altri possano fare delle scelte diverse, senza per questo essere additati come invece avveniva ne ventennio a noi ben tristemente noto e anche fino agli anni 50 quando la politica italiana era etero diretta da oltretevere!

      “….Tra l’altro, visto che ci siamo, caro Tornielli: dire queste cose mi pare sia come nascondersi dietro un dito, perchè l’esperienza di tanti altri stati europei dimostra che legittimare istituzionalmente le convivenze (etero o omo) è solo il primo passo (in discesa) verso l’allargamento di esse come equiparate al matrimonio in tutto e per tutto, è solo questione di tempo…..”

      E questo in cosa la danneggia? Se io che convivo vengo equiparato a uno sposato, senza peraltro per questo disturbare il mio prossimo, qual e’ il problema? Perche’ dovrei “pagare” gli effetti di una mia scelta di vita, che non e’ in linea con la tradizione che si vorrebbe imporre?

      ” Per non parlare poi che dopo aver fatto “il primo passo” i vari organi dell’Unione Europea ci obbligheranno a prevedere anche l’adozione per le coppie omosessuali, con buona pace di tutti coloro che si dicono pro unioni ma contro le adozioni….”

      Da dove ha attinto queste informazioni? Non sono obblighi, ma possibilità che avvengano. Non mi va di essere assimilato in un unico calderone a chi vuole estremizzare il tutto; grazie al cielo ho una testa per pensare, e nella fattispecie, grazie a Dio, ho un cervello che mi permette di poter discernere le varie sfaccettature di un problema, e che penso di aver ben descritto nel mio primo intervento!

      “….Le coppie omosessuali sono libere di vivere la loro vita, l’Italia è un paese libero e non li impicca in piazza come fa l’Iran di Rohani….”

      sarebbe come dire: Io non ti ammazzo, ma ti rendo la vita grama (vedi tutte le aggressioni a sfondo sessuale che vi sono giornalmente, spessissimo condite di omofobia). Proprio nei giorni scorsi hanno riproposto in TV, il giorno della morte del grande maestro Ettore Scoa, uno dei suoi capolavori “Una giornata particolare”, dove veniva descritta magistralmente, grazie ai due sublimi attori Loren e Mastroianni quella che era la realtà ripugnante dell’epoca per chi era gay: se non eravamo nell’Iran di Rohani, poco ci mancava…!

      “….Io sono sposata caro Tornielli, come mi pare anche lei, e allora cosa facciamo, oltre a pagare un prezzo fiscalmente più altro di chi convive, ci battiamo perchè le coppie di fatto (etero o omo) abbiano ulteriori diritti come accenna lei?….”

      Io invece convivo (rigorosamente etero!), gentile Lina, e gradirei solamente un po’ di rispetto, lo stesso rispetto che ho nei confronti di chi fa delle scelte come le sue ( e che furono anche le mie a suo tempo, svanite non perche’ io l’abbia voluto, fra l’altro). Che vi sia una politica che non favorisce le famiglie, questo e’ sicuro, ma NON per quello che sostiene lei in maniera riduttiva, ma in modo molto piu’ allargato: con la situazione disastrata che abbiamo oggi in termini di lavoro, di affitto di casa, di stipendi non piu’ garantiti dalla sparizione dell’art. 18, dalla scuola che cade a pezzi, dal non avere i servizi che dovrebbero essere garantiti dal pagamento delle nostre tasse (sanità, asili nido etc, etc, etc…..) mi spiega cosa cambia dall’essere sposati o meno, in termini di decidere se se mettere al mondo un figlio o meno?

      per concludere, dott. Tornielli, Lei ha detto bene riguardo i politici rappresentati al Family Day: se i difensori della famiglia sono gente come la Meloni, Brunetta, Formigoni, Maroni, etc… sarebbe come se le olgettine si ergessero a difensori i difensori della castità!
      Saluti

  7. Giuseppe scrive:

    Cara Lina, concordo in toto su quello che scrivi e auspico che tutti coloro che si fregiano del titolo di credenti/cristiani/cattolici non cedano alle lusinghe di mammona, ma seguano la vera legge di Dio. Purtroppo non si può negare il silenzio assordante di coloro che dovrebbero essere i pastori che guidano il gregge affidatogli, anzi, spesso certi pastori invece che sentire l’odore delle pecore (come dice il vescovo vestito di bianco), preferiscono l’odore dei soldi.. ma questa è una vecchia storia. C’è tanto bisogno di preghiere.. per tutti, anche per lei, caro Tornielli e cari lettori

  8. PetrusLXXVII scrive:

    Non voglio togliere la parola all’interpellata che di sicuro avrà altre osservazioni da aggiungere, ma mi sento di dover rispondere al quesito dell’utente cuba_libre: “..mi spiega cosa cambia dall’essere sposati o meno, in termini di decidere se mettere al mondo un figlio o meno?”.
    Cambia che il convivente non sposato pretende di disporre dei diritti ai quali il matrimonio consente l’accesso, senza assumersi i doveri che il matrimonio impone (di certo il matrimonio espone a maggiori vincoli nei riguardi dell’istituto statale rispetto ad una libera convivenza)!

    Inoltre.. è indubbio che la risonanza mediatica di un caso di omobullismo è decisamente amplificata rispetto all’impatto reale del fenomeno. Stessa fortuna non la riscuotono gli atti di violenza, magari anche più frequenti, rivolti ad altre categorie di persone. E in ogni caso, un conto è contrastare la violenza nei riguardi di qualcuno, altro è impegnarsi ideologicamente e giuridicamente a dichiarare normale ciò che non lo è!

    • cuba_libre scrive:

      Gent. Petrus,

      diritti e doveri sono due facce della stessa medaglia, a prescindere dallo stato giuridico. Tanto per fare un esempio, la legge attuale equipara i figli legittimi ai figli naturali e quindi nei loro confronti i genitori naturali hanno lo stesso obbligo di legge. Le vorrei ricordare che nei tempi, mica tanto lontani, in cui tutti erano “timorati di Dio” per i figli naturali se non riconosciuti, esistevano solo divieti, non credo debba essere io a farle l’esegesi dei bui anni fino ai primi anni sessanta: i figli “d’incertopadre” abbondavano. Per non parlare di tutto il resto, di cui se si ricorda, ho ampiamente trattato a suo tempo..
      Per cio’ che riguarda l’omobullismo, io non faccio differenza fra omobullismo ed eterobullismo: il bullismo a sfondo sessuale e’ un’ignominia comunque e deve essere sradicato senza pietà alcuna, perchè e’ una violenza che affonda le sue radici in un retroterra culturale e di cui l’omofobia e’ solo un aspetto.
      Il disegno di legge in cantiere, al netto della stepchild adoption, cui resto contrario, tende appunto fra le altre cose a cambiare un certo tipo di cultura. La cosa non e’ automatica, ma il passato insegna che troppe volte la giurisprudenza non ha saputo cogliere al volo i cambiamenti sociali, se non addirittura fare retromarcia come vorrebbe fare quell’idiota di Salvini, quando, da una parte si schiera a spada tratta a favore della famiglia tradizionale e dall’altra vorrebbe abrogare la legge Merlin, ed istituzionalizzare la prostituzione (e, aggiungo io, una certa forma di cultura!)
      saluti

  9. mauro scrive:

    La filosofia del dott. Tornielli prevede che la donazione di un rene per salvare un essere umano abbia una sostanziale differenza con l’utero in affitto per esservi in questo implicato un nuovo essere umano ma il nuovo non può esistere se prima non si considera il “vecchio”. Che differenza passa tra un essere umano ed un nuovo essere umano quando il primo è una creatura di Dio reale, presente, non dimenticabile, bisognoso di attenzioni ed il secondo lo diverrà solo quando nasce e sempre che nasca? “Cancelliamo” il vecchio perchè il nuovo è in prospettiva più bello, ci attrae di più, ha funzioni diverse?
    Quanto alla dignità della donna non è affatto mancante o svilita quando essa si dice disposta ad offrire le proprie capacità generative a chi ne è sprovvisto (anche tante donne), a qualunque titolo lo faccia e sempre che la CC persegua la crescita della popolazione (dedicandosi così alla cura del “vecchio”) considerato che non rifiuta i figli derivanti da uno stupro, ovvero da una violenza a danno della donna anche perchè essa è per propria natura l’unica “creatrice” del ciclo vitale che dà continuità all’umanità.
    Confinare la donna col divieto del proprio utero in affitto ci riporta al VT dove, come esempio, non poteva neppure parlare se non interrogata. Inutile sbandierare gli uguali diritti della donna e poi negarli come fanno anche i mussulmani, benchè il Corano li riconosca, in ragione di una loro consuetudine tribale.

  10. Giuseppe scrive:

    Signor Tornielli, il fatto che lasci campo libero al signor Cubalibre di dire quello che vuole, con argomentazioni degne bel più becero dei comunisti cubani (visto che si chiama Cubalibre..) censurando invece il mio invito alla preghiera, lascia pensare che anche lei la pensi come il suddetto. Pensavo di essere capitato in un forum di impostazione cristiana, se non cattolica, invece qua viene lasciata carta bianca ad argomenti desueti e di voltairiana memoria; il fatto grave è che pare che il signor cubano sia un abituè di questo forum! complimenti! spero di sbagliarmi, ma temo proprio che anche lei sia su questa linea che devia dagli insegnamenti di Cristo; nel recente passato mi erano state segnalate alcune sue sbandate…ma ho sempre cercato di soprassedere dandole tutte le attenuanti, ma ora, mi dispiace tanto, devo dirle che se le cose stanno realmente così, mi ha proprio deluso e mi consideri pure un suo ex sostenitore e ammiratore come giornalista e come cattolico. Siamo in guerra, bisogna scegliere da quale parte stare, con il male o con il bene, con la menzogna o con la Verità. Quanto al suo portavoce cubano che ha detto una marea di ca..stronate (castro non è una parola a caso, visto che è cubano), bisognerebbe riferirgli che in Olanda, dove sono molto più avanti di noi (ironia) hanno già il partito dei pedofili, daltronde, il signor cubano dice che “…e’ lecito allo stesso tempo, NON IMPEDIRE che altri possano fare delle scelte diverse, senza per questo essere additati…”.
    La chiudo qui, ci pensi lei a parlare con il suo amico, perchè non avrà mai il coraggio di pubblicare il mio commento su questo blog al quale ho dedicato troppo tempo.
    Mi dispiace ancora per lei, signor Tornielli, possa un giorno lo Spirito Santo farla rinsavire a patto di smetterla di seguire falsi profeti o personaggi che la pensano come il cubano. Che tristezza.. mala tempora..ma quando verrà, troverà le fede sulla terra?

    • cuba_libre scrive:

      Gent. Giuseppe,

      intanto sono italiano e non sono cubano, ma anche se lo fossi, penso che questo, fino ad adesso sia un paese in cui uno possa esprimere le sue opinioni senza che i talebani come lei lancino le loro fatwe. Io ringrazio Dio che lei sia cattolico, perche’ se fosse musulmano, con la mentalità integralista che si ritrova, penso che sarebbe al servizio di Al Baghdadi, o forse sarebbe il caso di dire SAREBBE STATO, in quanto si sarebbe già immolato con una cintura esplosiva. la mentalità integralista e’ il principale nemico dell’umanità INDIPENDENTEMENTE dalla dottrina che si porta avanti, in quanto tende a dare valore universale a qualcosa di cui ci si sente investiti per diritto divino!
      E la prova più lampante di quello che affermo e’ data dal fatto che lei in questa sua requisitoria, a parte il fatto che ha messo in mezzo surrettiziamente e oserei dire vigliaccamente, il gestore del blog invece di rivolgersi direttamente a me, non ha portato un solo argomento a sostegno delle sue accuse: ha soltanto inveito in maniera inquisitoria, senza specificare dove io avrei detto quelle che lei definisce ca..stronate (ah gia’ i cattolici non dicono parolacce, le fanno solo intendere!) .

      Il dott. Tornielli non ha certo bisogno di difese d’ufficio, ma non posso non stigmatizzare questo suo modo di agire degno della piu’ bieca e ripugnante mentalità oscurantista. Quando ha da dirmi qualcosa, e’ pregato di rivolgersi a me DIRETTAMENTE e non per interposta persona!Spero d’essere stato chiaro!

      P.S.: per la cronaca, il mio nick non ha niente a che vedere col castrismo, l’ho preso dal nome di un famoso cocktail! Contento?

  11. Giuseppe scrive:

    Questo forum è scandaloso, dovreste solo vergognarvi! Signor Tornielli, si ravveda finchè è in tempo! prenda le distanze dal cubano che dice di conoscerla molto bene! il suo silenzio assordante dopo le castro..nate del cubano è imbarazzante! si ricordi che chi tace acconsente..

  12. Calimero scrive:

    Anzitutto v’è da dire che la surrogazione di maternità NON È oggetto del ddl Cirinnà. Questa particolare forma di gestazione è e rimane proibita in Italia. La liceità di tale pratica all’estero rimane a prescindere dall’approvazione del ddl! La possibilità fenomenica per una coppia italiana (etero o omosessuale) di andare all’estero e “affittare un utero” esiste da decenni!!! Un conto è il profilo naturalistico, un conto è quello giuridico: perché rifiutarsi di riconoscere diritti a una persona umana che, pur non potendo nascere in italia, può comunque nascere all’estero?
    In secondo luogo: l’adozione del figliastro, come istituto giuridico, in Italia esiste già da circa TRENT’ANNI!!! Il ddl Cirinnà intende solo estendere questo istituto anche alle coppie omosessuali (dato che fino ad oggi è applicato alle sole eterosessuali). Qui parliamo di VITA UMANA (come è specificato anche da dottor tornielli)! La stella polare da seguire in questi casi non è la prosecuzione di astruse o bigotte ideologie, ma l’interesse del bambino!!!
    In terzo luogo: la Costituzione, che è la pietra fondante della nostra società, ESIGE che la Repubblica abbia cura di TUTTI!
    Consiglio a tutti – infine – di cercare sulla rete il video della litigata tra Galimberti e Corigliano.
    Saluti

  13. Stefano scrive:

    gentile dott. Tornielli. Leggendo quanto da Lei dichiarato sorge il dubbio che Lei sia contrario al ddl Cirinnà sulle cosidette unioni “civili” solo in alcune sue parti. Io invece credo che per un cattolico, e “cattolico adulto”.. per dirla con un espressione usata a suo tempo da un noto politico italiano, il ddl in questione vada respinto nella sua totalità. E questo non solo perchè, come ampiamente dimostrato in altri Paesi, l’eventuale approvazione delle “unioni civili” sarebbe solo un primo tassello di un ben più ampio mosaico, ma anche e principalmente perchè x un cattolico, e ripeto: cattolico adulto, l’omosessualità praticata è SEMPRE e comunque un peccato, una “grave depravazione” come la definisce, giustamente, il Catechismo della Chiesa cattolica. Quindi non c’è alcuna differenza sul fatto che questa “grave depravazione” sia praticata all’interno di quella che viene chiamata un “unione civile” o un “matrimonio”. Il compito principale di noi cattolici, e di tutte le persone di buona volontà, è far comprendere ad un mondo ebbro di relativismo e benessere che l’omosessualità è tutto fuorchè un “normale orientamento sessuale”. Che chi pratica l’omosessualità ( o anche solo sostiene la cosidetta “cultura gay”) rischia seriamente, se non si pente, la dannazione eterna, poichè va contro la legge e il Disegno creativo di Dio! …Qualcuno magari sorriderà, ma c’è poco da scherzare! Quando x ognuno di noi si concluderà il pellegrinaggio terreno,( e quel giorno verrà x tutti) dovremo presentarci non davanti al parlamento europeo, non davanti al parlamento italiano, non davanti a questo o quel governo o a questa o quella lobby, ma davanti al Tribunale di Dio! questo è bene ricordarlo!..”E lì Peppone non ha alcun potere” direbbe il grande don Camillo di Guareschi!..Per quel che riguarda infine la nostra povera Europa, e in generale tutto l’occidente, è sotto gli occhi di tutti la forte denatalità che, in alcuni Stati Italia compresa, sta assumendo proporzioni veramente preoccupanti. ( e io che sono insegnante posso tesimoniarlo direttamente, osservando specie nelle “periferie” molte scuole che son costrette a chiudere x mancanza di nuovi iscritti) Altro che “unioni o matrimoni gay”! Qui c’è bisogno di autentiche e serie politiche familiari! C’è bisogno che le coppie tornino a far figli che siano sostenute e aiutate in questo! C’è bisogno di far riscoprire alle nuove generazioni la bellezza e l’unicità del Matrimonio cristiano! Questo è il compito di ogni battezzato, non fare dei “distinguo” su di un iniquo progetto di legge! I valori ( e la Famiglia lo è) non sono e non possono essere negoziabili, “è un valore non negoziabile”: disse il grande Papa emerito Benedetto XVI! E di recente Papa Francesco ha detto chiaramente che non ci può essere confusione, nella Chiesa e quindi x ogni battezzato, tra la Famiglia voluta da Dio e altri tipi di unione. Preghiamo tutti il grande Papa san Giovanni Paolo II, definito giustamente “il Papa della Famiglia” affinchè apra gli occhi di tanti che oggi ci governano e di tanti “cattolici” che appaiono oggi più propensi a piacere al ” mondo” piuttosto che a Dio. E che dimenticano troppo spesso che anche il parlar chiaro è una (grande) opera di Misericordia!
    Cordialmente: Stefano B ( insegnate di Religione)

    • cuba_libre scrive:

      Io non so se lei sia lo stesso Stefano che conosco da ille tempore qui al blog, dal contenuto del suo scritto qualche dubbio ce l’ho.
      Comunque…. a prescindere da chi lei sia, nel suo intervento ha dimenticato una premessa molto importante: e cioè che uno stato LAICO (e non confessionale come gli islamici di triste attualità) deve tener conto delle esigenze di TUTTA la popolazione e NON SOLO di una parte. Questo l’ho detto migliaia di volte e lo ripeterò fino alla nausea. Una legge, finchè non IMPONE certe scelte, va rispettata e la Cirinnà non impone niente a nessuno, ma dà spazio a una gamma di persone fino ad esso emarginata. L’omosessualità NON E’ UNA SCELTA, come lei cerca di poco velatamente di affermare, la tendenza sessuale ce la si ritrova, a prescindere dalla formazione culturale e dalla classe di appartenenza. Negare questo significa non riuscire a vedere la realtà al di là del proprio pianerottolo.
      Altro sarebbe la perversione sessuale, cioe’ la depravazione; mi spiego meglio: se uno e’ gay e conduce la sua vita a me non dà alcun fastidio, possiamo essere amici; altro sarebbe, in forza di questo, di sentirsi autorizzato a mettermi le mani addosso con atteggiamenti che lasciano poco spazio alle intenzioni, ma questo a prescindere dal fatto che uno sia omo o etero, non trova? Quindi di cosa stiamo parlando??

      Infine…. si’ e’ vero che alla fine del nostro pellegrinaggio andremo al cospetto di qualcosa che non e’ proprio un parlamento ( e lo dico da credente non cattolico), ma lei mi insegna che CIASCUNO risponderà per quel che ha fatto, quindi anche coloro che Gesu’ esplicitamente nelle Sacre Scritture apostrofa come coloro che “nella misura in cui giudicano saranno giudicati” oppure “coloro che scagliano la prima pietra senza essere senza peccato”, oppure ancora coloro che si atteggiano come si atteggiavano gli Scribie i Farisei…. A lei che e’ insegnante di religione questi insegnamenti tratti dal Vangelo penso siano familiari… oppure per costoro e’ prevista una specie di deroga da parte del Signore?
      saluti

      • stefano scrive:

        Io sono stefano con la s piccola.

      • Stefano scrive:

        e’ la prima volta che partecipo su questo blog a una discussione, quindi non sono lo “Stefano” che Lei dice di conoscere da “illo tempore”. Detto questo, anche se mi rivolgevo al dott. Tornielli , sarò felice di risponderLe pur non avendo richiesto con Lei alcuna conversazione.
        Lei cita lo Stato laico. Bene. Ma se Lei fosse stato attento a ciò che ho scritto avrebbe visto che io, lo “Stato confessionale” non lo ho mai nominato neppure una volta. Qui NESSUNO vuole il ritorno agli “Stati confessionali”! Ma se le Nazioni LAICHE rinuinciano a riconoscere che esiste, aconfessionalmente parlando, una Legge superiore, una Legge Naturale al di sopre di tutto e di tutti voluta da un Creatore ( e sottolineo, aconfessionalmente e areligiosamente parlando), beh allora significa che siamo davvero messi male!
        Lei sostiene che l’omosessualità non è una scelta. E’ un suo diritto x carità, anche se personalmente non condivido assolutamente tale affermazione, e ricerche scientifiche serie e libere da pregiudizi ideologici affermano l’esatto contrario. Basta documentarsi avendo magari il coraggio di uscire dal proprio pianerottolo e dalla propria gabbia ideologica!
        E’ vero comunque che qualcuno nasce con questa tendenza,ma sono davvero pochi. (io stesso ne conosco un paio), ma la maggior parte di quelli che oggi strillano x vedere riconosciuti presunti “diritti” che non “avrebbero” sono gli stessi che fan parte di quelle lobby deprecate anche dal Papa attuale in quell’ormai celebre discorso in aereo ( che tanti hanno sfruttato a proprio uso e consumo) del “chi sono io x giudicare”.
        Per quanto riguarda infine il discorso del “Giudizio” ( e qui rispondo anche al dott. Tornielli”) faccio umilmente notare ad entrambi che il sottoscritto non ha MAI parlato di persone, ma sempre di atti, di condotte. Ho parlato del peccato di omosessualità, NON di persone! E ho citato il Catechismo, laddove definisce( e ripeto giustamente) gli atti omosessuali come “grave depravazione”. Ci può essere poi tutto il rispetto x le persone con queste tendenze, e infatti il Catechismo lo dice chiaramente! Ma il giustificare il peccato non è possibile, su questo spero sarete d’accordo con me, almeno Lei dott. Tornielli…Certo:Un omosessuale, così come qualunque altro peccatore, tutti noi compresi ( e il dott. Tornielli ne elenca alcune categorie), potrà senz’altro precederci nel Regno dei Cieli. Ma prima ci dovrà essere il pentimento! allora entrerà in gioco la Misericordia infinita di Dio, che come ci ricorda costantemente anche il nostro amato S. Padre ( e con Lui tutti i suoi predecessori) non è però mai disgiunta dalla Giustizia. Del resto, la bellissima parabola del “figliol prodigo” è lì a insegnarcelo da 2000 anni.
        Quanto poi all’ accusa di ” ostentata misoginia” fatta a san Paolo..beh, mi permetta di dire egregio/a Signor/a che si firma “cuba_libre, questa è una frase ( francamente penosa e irrispettosa oltretutto!) che ho sentito infinite volte uscire dalla bocca di chi non ha più argomenti x controbattere e vuole a tutti i costi, arrampicandosi sui vetri, dimostrare in qualche modo l’indimostrabile: che cioè l’omosessualità praticata rientri nel disegno creativo di Dio e che quindi non sia condannata dalla Bibbia.
        Mi fermo qui, anche perchè con gente che accusa di “misoginia” uno tra i più grandi santi della Cristianità preferisco non parlare. Si parla tanto di non offender il sentimento religioso altrui, ma x i Cristiani ( e cattolici in particolare) questa regola non vale vero?
        Ringrazio comunque il dott. Tornielli x la risposta, seppur concisa.
        Con vive cordialità: Stefano (ins. di Religione)

        • cuba_libre scrive:

          Gent. Sig. Stefano,
          vorrei subito sgombrare il campo sul fatto che io parto da pregiudiziali ideologiche: niente di piu’ inesatto, io in passato ho seguito delle ideologie finche‘ mi sono reso conto che le ideologie, al pari delle religioni distorcono la percezione della realtà, rendendo il cervello succube del pensiero collettivo imposto da questa o da quella ideologia. Attenzione, quando parlo di ideologie distorcenti intendo quando una ideologia e’ vissuta come se fosse una religione.
          Altra cosa che vorrei metter in chiaro prima della risposta: non amo particolarmente chi gira la frittata per farmi dire cose che non ho mai detto, tantomeno pensato, non e’ intellettualmente onesto, mi creda. Ma saro’ piu’ chiaro cercando di analizzare il suo scritto, punto per punto:

          “e’ la prima volta che partecipo su questo blog a una discussione, quindi non sono lo “Stefano” che Lei dice di conoscere da “illo tempore”. Detto questo, anche se mi rivolgevo al dott. Tornielli , sarò felice di risponderLe pur non avendo richiesto con Lei alcuna conversazione.”
          Questo e’ un blog, Sig. Stefano, non una chat, e in un blog la discussione e’ aperta a commenti e risposte ai vari blogger presenti.

          “Lei cita lo Stato laico. Bene. Ma se Lei fosse stato attento a ciò che ho scritto avrebbe visto che io, lo “Stato confessionale” non lo ho mai nominato neppure una volta. Qui NESSUNO vuole il ritorno agli “Stati confessionali”! Ma se le Nazioni LAICHE rinunciano a riconoscere che esiste, aconfessionalmente parlando, una Legge superiore, una Legge Naturale al di sopre di tutto e di tutti voluta da un Creatore ( e sottolineo, aconfessionalmente e areligiosamente parlando), beh allora significa che siamo davvero messi male!”
          Mi scusi, sarà sicuramente per limitatezza cerebrale del sottoscritto, ma cosa significa riconoscere una legge naturale superiore voluta da un Creatore e allo stesso tempo dichiararsi aconfessionali e areligiosi, quando lei fa un continuo riferimento al cattolicesimo? Lei e’ insegnante di religione e quindi suppongo sappia benissimo quale sia la differenza fra Fede e Religione: la Fede e’ un fatto privato in quanto deriva da una percezione interiore di un Essere Superiore al di la’ della ragione, mentre la religione non e’ altro l’insieme delle dottrine e dei dogmi da essere rigorosamente seguiti perche’ ritenute diretta espressione della divinità. In altre parole la religione rappresenta la “modalità” con la quale bisogna rapportarsi con la divinità. Da ciò deriva una cosa abbastanza evidente: che mentre la religione necessita assolutamente di una fede da parte dell’adepto, non e’ affatto vero il viceversa: quindi quando lei mi dice che uno stato laico non puo’ prescindere di un Creatore, e quindi non puo’ accettare certe pratiche lei si pone inequivocabilmente su un piano religioso non fideistico, perche’ se fosse solo quello, non si capisce bene da cosa possa derivare quest’affermazione se non come un preciso divieto di ordine religioso.

          “Lei sostiene che l’omosessualità non è una scelta. E’ un suo diritto x carità, anche se personalmente non condivido assolutamente tale affermazione, e ricerche scientifiche serie e libere da pregiudizi ideologici affermano l’esatto contrario. Basta documentarsi avendo magari il coraggio di uscire dal proprio pianerottolo e dalla propria gabbia ideologica!”

          Nessuna gabbia ideologica, l’ho detto prima; mi piacerebbe invece sapere quali sono le basi e le risultanze scientifiche da cui lei ha tratto la sua affermazione!

          “E’ vero comunque che qualcuno nasce con questa tendenza,ma sono davvero pochi. (io stesso ne conosco un paio), ma la maggior parte di quelli che oggi strillano x vedere riconosciuti presunti “diritti” che non “avrebbero” sono gli stessi che fan parte di quelle lobby deprecate anche dal Papa attuale in quell’ormai celebre discorso in aereo ( che tanti hanno sfruttato a proprio uso e consumo) del “chi sono io x giudicare”.

          E qui veniamo alla seconda cosa che ho detto in premessa. Se lei rilegge il mio intervento ho scritto testualmente a tal proposito: “Altro sarebbe la perversione sessuale, cioe’ la depravazione; mi spiego meglio: se uno e’ gay e conduce la sua vita a me non dà alcun fastidio, possiamo essere amici; altro sarebbe, in forza di questo, di sentirsi autorizzato a mettermi le mani addosso con atteggiamenti che lasciano poco spazio alle intenzioni, ma questo a prescindere dal fatto che uno sia omo o etero, non trova? “ Quindi ho fatto una netta distinzione fra coloro che hanno una tendenza sessuale di un certo tipo e chi invece approfitta di questa stato per le sue aberrazioni. Ma questo vale per ogni comportamento umano: sarebbe come se io che sono etero, giustificassi questo andando a molestare tutte le donne che mi capitano a tiro!

          Per quanto riguarda infine il discorso del “Giudizio” ( e qui rispondo anche al dott. Tornielli”) faccio umilmente notare ad entrambi che il sottoscritto non ha MAI parlato di persone, ma sempre di atti, di condotte. Ho parlato del peccato di omosessualità, NON di persone! E ho citato il Catechismo, laddove definisce( e ripeto giustamente) gli atti omosessuali come “grave depravazione”. Ci può essere poi tutto il rispetto x le persone con queste tendenze, e infatti il Catechismo lo dice chiaramente! Ma il giustificare il peccato non è possibile, su questo spero sarete d’accordo con me, almeno Lei dott. Tornielli…

          E meno male che usa l’avverbio “almeno” non pensa che questo possa suonare come un’offesa nei miei confronti? Ch significato ha quell’avverbio? Vabbe’…soprassediamo: e qui veniamo alla seconda cosa che ho detto in premessa. Se lei rilegge il mio intervento ho scritto testualmente a tal proposito: “Altro sarebbe la perversione sessuale, cioe’ la depravazione; mi spiego meglio: se uno e’ gay e conduce la sua vita a me non dà alcun fastidio, possiamo essere amici; altro sarebbe, in forza di questo, di sentirsi autorizzato a mettermi le mani addosso con atteggiamenti che lasciano poco spazio alle intenzioni, ma questo a prescindere dal fatto che uno sia omo o etero, non trova? “ Quindi ho fatto una netta distinzione fra coloro che hanno una tendenza sessuale di un certo tipo e chi invece approfitta di questa stato per le sue aberrazioni. Ma questo vale per ogni comportamento umano: sarebbe come se io che sono etero, giustificassi questo andando a molestare tutte le donne che mi capitano a tiro!
          E poi cita il Catechismo! Allora il discorso non e’ aconfessionale e areligioso, ma confessionale che piu’ confessionale non si puo’, perche’ rigorosamente legato alla religione cattolica!

          “Certo:Un omosessuale, così come qualunque altro peccatore, tutti noi compresi ( e il dott. Tornielli ne elenca alcune categorie), potrà senz’altro precederci nel Regno dei Cieli. Ma prima ci dovrà essere il pentimento! “

          Ma di cosa dovrebbe pentirsi? Di essere nato con una certa tendenza di cui il comportamento sessuale che ne deriva non e’ altro che una logica conseguenza?

          “allora entrerà in gioco la Misericordia infinita di Dio, che come ci ricorda costantemente anche il nostro amato S. Padre ( e con Lui tutti i suoi predecessori) non è però mai disgiunta dalla Giustizia. Del resto, la bellissima parabola del “figliol prodigo” è lì a insegnarcelo da 2000 anni.
          Quanto poi all’ accusa di ” ostentata misoginia” fatta a san Paolo..beh, mi permetta di dire egregio/a Signor/a che si firma “cuba_libre, questa è una frase ( francamente penosa e irrispettosa oltretutto!) che ho sentito infinite volte uscire dalla bocca di chi non ha più argomenti x controbattere e vuole a tutti i costi, arrampicandosi sui vetri, dimostrare in qualche modo l’indimostrabile: che cioè l’omosessualità praticata rientri nel disegno creativo di Dio e che quindi non sia condannata dalla Bibbia.”

          Questa e’ una cosa che lei si e’ inventato di sana pianta. Io non ho voluto dimostrare un santo belino di niente. Ho soltanto fatto riferimento implicitamente passi della Genesi che lei stesso mi puo’ insegnare. Anzi per cortesia mi dica lei come devo interpretare i seguenti passi:
          Gen. 12, 11-16; 20, 2-9 e 14-18; 19, 30-38.
          Grazie in anticipo

          “Mi fermo qui, anche perchè con gente che accusa di “misoginia” uno tra i più grandi santi della Cristianità preferisco non parlare. Si parla tanto di non offender il sentimento religioso altrui, ma x i Cristiani ( e cattolici in particolare) questa regola non vale vero?
          Ringrazio comunque il dott. Tornielli x la risposta, seppur concisa.
          Con vive cordialità: Stefano (ins. di Religione)”

          Se lei reputa S. Paolo uno tra i santi piu’ grandi, rispetto il suo pensiero. Io da parte mia faccio molta fatica a dare ai seguenti passi delle lettere di S. Paolo un significato diverso da quello che ho espresso:

          «34 Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. 35 Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea.» Prima lettera ai Corinzi, 14, 34-35
          «Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore.» Lettera ai Colossesi, 3, 18
          : «22 Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; 23 il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. 24 E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.» Lettera agli Efesini, 5, 22-24
          «11 La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. 12 Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. 13 Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; 14 e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. 15 Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.» Prima lettera a Timoteo, 2, 11-15
          : «6 Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. 7 L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo. 8 E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; 9 né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo.» Prima lettera ai Corinzi, 11, 6-9.
          Quest’ultimo passo poi richiama molto da vicina quello che predicano nell’Islam. Siamo proprio in buona compagnia!

          • cuba_libre scrive:

            Mi sono accorto che un capoverso l’ho ripetuto due volte. Me ne scuso.

          • Stefano scrive:

            Rieccomi!
            Ho letto attentamente le sue molteplici risposte gentil signor/a “cuba_libre”.
            Le confesso che ho sorriso leggendo la sua “discettazione” su fede e religione! Veramente una chicca! idem sull’omosessualità e la “perversione” con quei ragionamenti che, mi perdoni, appaiono alquanto sconclusionati, o quantomeno confusi. ..ma vabbè, sorvoliamo.
            Gli studi sull’omosessualità come fenomeno non innato sono molteplici, c’è solo l’imbarazzo della scelta. On line ci sono tutti. E presumendo una sua familiarità con i moderni strumenti multimediali, la esorto ad andare a cercarseli!
            Io personalmente mi sono preso, da anni ormai, il tempo x documentarmi: ho letto molte tesi pro e contro la presunta “naturalità” di questa tendenza e alla fine, dopo aver ponderato bene la cosa, mi sono schierato con convinzione per la seconda di queste 2 ipotesi, indipendentemente dal mio Credo che comunque, alla fine, non ha fatto altro che confermare le conclusioni a cui sono giunto. Come vede, sono tutto fuorchè rinchiuso nel mio “pianerottolo”, come Lei ha sostenuto.
            Ma se x Lei gli atti omosessuali sono “naturali”, nulla da eccepire x carità.Si tenga pure la sua convinzione! Mi limito solo a dire che i “diritti” oggi reclamati con il ddl. Cirinnà sono praticamente tutti già garantiti, sia dal codice civile che dal diritto privato. E’ evidente quindi il carattere totalmente ideologico del ddl, che vuole solo prostrarsi all’ideologia di turno che vuole cancellare una cosa evidente perfino ai bimbi dell’asilo: la differenza sessuale!
            Non mi soffermo a spiegarLe cos’è la Legge naturale, poichè mi perdoni, ma se non l’ha compresa finora….comunque non serve assolutamente essere credenti per comprendela. Anzi, conosco personalmente fior fior di “atei” che la capiscono..e la difendono..infinitamente meglio di tanti “credenti”!
            No comment infine sulle sue tesi riguardo a San Paolo! ..A proposito: un giorno poi magari mi spiegherà cosa c’entra la “misoginia” con l’omosessualità ok?
            Un salutone! Stefano ( ins. di religione)

  14. Andrea Tornielli scrive:

    Grazie per le utili precisazioni.
    Lascerei però a Dio il giudizio finale sulle persone, etero o gay, sposate e no, anche perché pubblicani, prostitute (e magari qualche omosessuale) ci passeranno davanti nel Regno dei Cieli…

    • cuba_libre scrive:

      La ammiro per la sua saggezza e pacatezza al di la’ della differenza di vedute…

      Un caro saluto

    • PetrusLXXVII scrive:

      Dr. Tornielli..
      Mi perdoni.. è assolutamente certo che vi saranno omosessuali che ci precederanno nel Regno, ma è altrettanto certo che la sodomia, ossia la pratica dell’omosessualità (quindi il porre in essere la condizione di peccato, lì dove questo è solo potenziale in presenza del disordine), costituisce un’abominio al cospetto del Signore. Quindi in toto non è tollerabile una legge che esponga queste anime alla perdizione. Senza trascurare che se si accettasse una legge così nefasta, si innescherebbe un meccanismo volto a “normalizzare” costumi tanto deleteri, che finirebbero per riversare il peccato nell’intera società! Riconoscere diritti ai peccatori, può farle guadagnare consensi dinanzi al mondo, ma mi spiace.. non è parlare da cristiano. Diritto del peccatore (di tutti i peccatori, non solo degli omosessuali che esercitano il loro disordine) è piuttosto quello di essere messo al corrente dei rischi che corre per la propria anima e nostro dovere di cristiani è quello di ammonirlo fraternamente. Non rientra forse questo compito una tra le sette opere di misericordia spirituale?! Nel Giubileo della Misericordia, siamo quindi chiamati a testimoniare questa verità con forza e senza tentennamenti!!!

      • cuba_libre scrive:

        Egr. Petrus,

        che la sodomia sia condannata fin dal Vecchio Testamento e’ vero (Levitico), ma se andiamo a vedere la Genesi, e’ infarcito di scene di sodomie, incesti e concubine a go-go (vedesi certi passi poco edificanti con Abramo e Lot) …. Metafore? forse. In piu’ i Vangeli non condannano la sodomia in maniera netta, a meno che non consideriamo le lettere di Paolo, il quale Paolo si caratterizza in non poche passi per la sua ostentata misoginia…!
        Insomma ce n’è per tutti.

        bisogna poi vedere cosa si intende per sodomia, perche’ non e’ mica detto che la sodomia esista solo per le pratiche omosessuali ma anche etero: nella fattispecie la Chiesa considera sodomia qualsiasi atto sessuale non finalizzato alla procreazione, non soltanto quello che normalmente si intende. Ma se cosi’ è, allora anche l’84% dei cattolici, che statisticamente usa metodi anticoncezionali dovrebbe essere tacciato di sodomia.
        In quanto poi a “normalizzare” certi costumi, le faccio notare che fino a non molti decenni fa era “normale” la pratica del matrimonio riparatore (alla faccia del Sacramento, sic!) , era “normale” essere additati a vita come “diversi” o “figli di nn”, era “normale” la pratica della frequentazione del postribolo, per preservare le future spose dagli insani impulsi (non era neppure considerato un peccato da confessare!) .
        E dov’era allora la Chiesa? a dare un occhio al cerchio e uno alla botte?

        • Calimero scrive:

          Vero. Il Levitico definisce abominio crostacei, molluschi, atti omosessuali, insetti alati con quattro piedi (tranne cavallette, grilli e locuste), talpe, topi, ecc. …

  15. Andrea Tornielli scrive:

    Ho capito, ho capito.
    Ho detto la mia sulla legge. Quanto al fatto che sia la legge a esporre “queste anime alla perdizione”, beh, credo che si espongano o non si espongano a prescindere dalla legge.
    Sui peccati, ricordiamo il Catechismo di san Pio X a proposito di quelli che “gridano vendetta al cospetto di Dio”
    1-Omicidio volontario
    2-Peccato impuro contro natura
    3-Oppressione dei poveri
    4-Defraudare la giusta mercede a chi lavora

  16. mauro scrive:

    E’ troppo divertente leggere il confronto/scontro fra Cuba_libre e stefano nel quale quest’ultimo focalizza a cuba_libre di non aver mai nominato lo stato confessionale e di non volerne il ritorno.
    Anche se non l’ha mai nominato ne vuole il ritorno perchè lo Stato della Città del Vaticano è confessionale e stefano , come qualunque cattolico, a tutto ciò che da questo Stato proviene dà pieno affidamento, dimenticandosi che vive in uno stato laico retto da principi che possono essere difformi. Può tentare di chiedere asilo politico per osservare quei principi in cui crede, giusto per mettersi il cuore in pace.
    Se stefano prendesse il Vangelo leggerebbe che Gesù invitava gli ebrei ad osservare le proprie Leggi e per similitudine per quale ragione gli italiani non dovrebbero osservare le proprie? Stefano sa che gli apostoli predicassero presso altri popoli le leggi ebree? Lo Stato della Città del Vaticano segue forse per propria tradizione millenaria le leggi ebree? Alla luce dei suoi fraintendimenti pseudo religiosi dovrebbe farlo e gli consiglio di avvisarli del grave pericolo che la Chiesa corre, e gli fanno correre, avendo questa creato un catechismo difforme.

    • Stefano scrive:

      Gent.mo Mauro, sono felice di averLa divertita anche magari solo x qualche istante con i miei confronti/ scontri con “cuba_libre”!
      Vedo tuttavia che ci si ostina a non capire ciò che voglio dire! vabbè..
      Lei sostiene che io desideri il “ritorno allo Stato confessionale”, e tira in ballo pure lo “Stato della Città del Vaticano”….mah!..comunque, se questo è quello che Lei crede, liberissimo x carità!
      Quindo secondo Lei uno Stato che non riconosce le “unioni” o i “matrimoni” gay ( che poi son la stessa cosa) sarebbe uno Stato “confessionale…bene!…
      E’ buono a sapersi, poichè allora, se seguiamo il Suo ragionamento, possiamo ben dire che il mondo è composto praticamente nella sua totalità da “Stati confessionali”.
      Sì perchè su 196 Nazioni presenti, solamente in 20 o poco più è riconosciuto il “matrimonio” tra persone dello stesso sesso!
      Comunque, se per lei riconoscere l’unicità della Famiglia come unione tra un uomo e una donna significa “minare” la laicità di uno Stato….
      Non intendo addentrarmi infine laddove Lei, con frasi alquanto confuse, distorte e tra l’altro con qualche “erroruccio” di ortografia parla di “leggi ebree”, “fraitendimenti pseudo religiosi”, “catechismo difforme”… mah1..
      La saluto cordialmente! Stefano ( ins. di Religione)