The young (boring) Pope

Cari amici, sono rientrato da alcuni giorni all’estero e così ho visto soltanto ora le prime due puntate di «The youg Pope», la serie di Sorrentino con Jude Law nei panni di Pio XIII, al secolo l’americano Lenny Belardo. Pontefice ieraticissimo e alquanto antipatico, eletto – come peraltro già accaduto nella storia – da chi pensava o sperava di «manovrarlo», e rivelatosi invece una sorpresa.

Devo dire che ho trovato le prime due puntate piuttosto noiose, lente. Guardando al protagonista, cioè al Papa deciso a ripristinare il triregno, viene da chiedersi se, al di là della sua ieraticità e dell’impeccabilità formale, creda davvero in Dio. Enorme, per questo Pontefice che confessa di non avere peccati, è il peccato che commette violando il sigillo sacramentale, inducendo un frate a confidargli tutte le magagne dei cardinali della Curia passati per il suo confessionale (detto per inciso: penso che i porporati siano tutti, a prescindere dalle tendenze teologiche, politiche e sessuali, un po’ più intelligenti e che difficilmente scelgano un confessore comune. E continuo a credere che anche l’ecclesiastico più carrierista e politicante abbia il sacrosanto diritto di non vedere violata la sua confessione).

Ho trovato invece geniale – l’unica cosa geniale delle prime due puntate – la decisione di Pio XIII di non farsi fotografare, di non volere la sua immagine riprodotta. E di apparire alla loggia centrale della Basilica di San Pietro nella penombra, così da risultare per i fedeli soltanto una siluette e una voce. Certo, risulta incredibile che l’arcivescovo e cardinale di New York sia riuscito a guidare la diocesi della Grande Mela senza che di lui venisse pubblicata o riprodotta una foto… Nei giorni scorsi, quando Francesco ha annunciato i nomi dei nuovi cardinali che riceveranno la porpora il 19 novembre, giornali e siti web hanno faticato non poco a rintracciare in rete una qualsiasi immagine dell’anziano Sebastian Koto Khoarai, vescovo Emerito di Mohale’s Hoek, in Lesotho. Non ce n’erano sul web, ma alla fine una è saltata fuori. Che un miracolo simile possa essere riuscito a un giovane e aitante cardinale statunitense, arcivescovo di New York, una città dove anche gli scoiattoli hanno lo smartphone, risulta davvero difficile da credere.

Detto questo, l’idea di una decongestione mediatica del papato, di un essere meno protagonista con la sua persona, è buona, anzi ottima. Forse l’unico elemento autenticamente cristiano delle prime due puntate della serie.

PS
Qualcuno ha paragonato “The young Pope” ad “House of cards”, la serie sugli intrighi di potere alla Casa Bianca con l’inarrivabile Kevin Spacey. Ecco, per favore, visto che siamo in tema, non bestemmiate. Da quella serie, che mette in scena la spietatezza del potere fine a se stesso, se cominci, non riesci a staccarti. Il giovane Papa Lenny Belardo, con le sue pose un po’ troppo studiate, è soltanto un’ombra sbiadita, che nello staff di Frank Underwood avrebbe un ruolo secondario. Speriamo che le prossime puntate di “The young Pope” ci sorprendano…

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

5 risposte a The young (boring) Pope

  1. Mikael scrive:

    rispondo off-topic perché non ho capito bene come funziona questo “blog” (ogni tanto viene chiuso random)
    quindi a Simon de Cirène, che concludeva la sfilza dei suoi “misericordiosi” epiteti con “Ancora un esaltato… ma perché mai ho creduto possibile qualche parvenza di lucidità con questa tipologia mentale?”. una frase che si commenta ovviamente da sola. Ma devo ringraziarlo perché, in questo tempo in cui il blog è rimasto chiuso per ferie, ho compreso finalmente come mai alcuni riescono a giustificare pure la frase di Bergoglio: “Gesù fa un po’ lo scemo”. Perchè NON SONO SCEMI, ma FANNO UN PO’ GLI SCEMI (maieuticamente parlando, of course). E anche se sono MOLTI, TANTI, TROPPI ovviamente questo non giustifica il fatto che fanno FINTA DI NON CAPIRE…….
    sooner or later…..
    “E per questo Dio invia loro una potenza d’inganno perché essi CREDANO ALLA MENZOGNA e così siano CONDANNATI tutti quelli che NON hanno creduto alla verità, ma HANNO ACCONSENTITO ALL’INIQUITA’ “

  2. Oggi, allo stato attuale delle cose, l’unica cosa che potrei guardare dovrebbe avere il titolo “The next Pope” (Next Pope sarebbe forse più corretto).
    Di un papa che restaura un Triregno non ho di che interessarmi. Avrebbe da interessarmi sommamente un papa che restauri la verità cattolica tutta intera, oggi troppo offuscata.
    Quindi il “next Pope” di questo ipotetico serial dovrebbe assolutamente chiamarsi “Pio Gregorio Leone Innocenzo Benedetto Clemente ” (assumere tutti i nomi insieme, non uno solo di essi; dal nome il programma complessivo di pontificato [Clemente ovviamente rimanda a certe indimenticate e auspicabilissime "soppressioni"] :-) ).

    Termino ricordando che comunque la forma è pur sempre “sostanza”.
    Quanto a intrighi e potere in Vaticano, meglio non pronunciarsi…

  3. Pinco scrive:

    Anche questo blog, purtroppo, viene preso di mira dall’accanimento di questo gruppetto di persone che si oppone al magistero di papa Francesco. Fossero critiche fatte in buona fede, le loro, potrebbero anche rivelarsi utili per comprendere più in profondità gli insegnamenti del papa, ma purtroppo sono le solite calunnie (chiamiamole con il loro nome) trite e ritrite, smontate infinite volte servendosi semplicemente della verità, ma che, come niente fosse, vengono ostinatamente rimesse in circolo.
    Da notare, poi, che nei loro blog, nelle loro pagine facebook, non accettano il confronto con chi la pensa diversamente da loro. Strani paladini della fede se manca loro il coraggio del confronto, del dialogo.

  4. Simon de Cyrene scrive:

    OT. Ottima la sua intervsita l Cardinal Caffarra, caro dott. Tornielli;

    Vergognoso l’attacco alla Laudato Sì da parte di Mons Becciu con la scusa di dare addosso a P. Cavalcoli

    https://pellegrininellaverita.com/2016/11/06/quando-mons-a-becciu-sputtana-papa-francesco/

    In Pace

  5. Mikael scrive:

    pensate davvero che questo possa definirsi un blog?
    La Verità non può essere nascosta e Gesù si è definito Verità non qualche altra bella parola così di moda nella “chiesa” 2.0
    Il mio consiglio è di sganciarvi il prima possibile dalla marea di menzogne che cercate ad ogni costo di vendere come verità. (Guardate cosa sta succedendo a Radio Maria…)
    Forse davvero pensate di essere più scaltri di DIO…