Overbooking, la cialtroneria di Alitalia

«L’attenzione alla qualità del servizio, alla manutenzione della sua flotta e all’assistenza ai propri passeggeri fanno di Alitalia il principale Gruppo di trasporto aereo italiano». Sì, ma quando arriveranno le compagnie straniere a coprire un po’ di tratte italiane? Cari amici, vi racconto ciò che mi è capitato nelle ultime 48 ore. La sera di giovedì 24 novembre dovevo moderare a Milano un incontro con l’amministratore apostolico di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa e il vicario per la cultura e la carità della diocesi ambrosiana, Luca Bressan. Il tema della serata, organizzata dal museo diocesano, era la figura del cardinale Carlo Maria Martini, legato sia a Milano che a Gerusalemme, e le sfide comuni alle due città legate in particolare ai contesti multireligiosi.

Non ho potuto esserci perché sono stato lasciato a terra dal mio volo Alitalia Trieste-Milano (AZ1352) che doveva riportarmi a Linate per le 20. La motivazione non è un guasto tecnico, un ritardo del volo dovuto al traffico, problemi meteo – chiunque usi l’aereo ha sperimentato tutto ciò – ma il fatto che l’allegra compagnia di bandiera ha venduto per quel volo più biglietti dei posti disponibili, contando sul fatto che qualcuno desse buca. Il fenomeno tecnicamente chiamato overbooking fa sì che una parte di malcapitati e sventurati clienti arrivando in aeroporto si trovino in una lista d’attesa senza sapere se partiranno. Avevo lasciato Milano mercoledì 23, ero prenotato sul volo da Milano Linate a Trieste. Dovevo andare in Slovenia. Il volo, invece di decollare alle 08.25, è partito alle 10, per un guasto tecnico che ha comportato il cambio di aeromobile e di equipaggio. Mi è saltato un appuntamento, ma si sa, i guasti possono accadere.

Giovedì pomeriggio, invece, la sorpresa dell’overbooking. Non era la prima volta per me con Alitalia, ma in un caso precedente, due anni fa, la motivazione era legata ai ritardi conseguenti all’incendio di qualche giorno prima a Fiumicino: tutti i voli erano sballati, alcuni erano stati cancellati. Insomma in quel caso c’erano delle ragioni. Questa volta no. Ero arrivato in aeroporto esattamente un’ora e mezzo prima della partenza. Dunque con largo anticipo. Ero il secondo in lista d’attesa, sono stato il primo a restare a terra. Alitalia ha spedito tutti i passeggeri rimasti fuori dal volo a Roma e da lì, dopo un’ora, li ha riportati su Milano. Morale della favola: due ore e mezza di viaggio in più del previsto (quasi il tempo che ci si mette in macchina) e nel mio caso la mancata partecipazione a un appuntamento a cui tenevo. Sono atterrano a Linate alle 22.30, invece che alle 20. A Trieste non c’era nessuno di Alitalia a metterci la faccia nel parlare con i clienti, se la sono dovuta cavare gli incolpevoli addetti dello scalo. Avevo fatto presente la mia difficoltà legata all’impegno che mi aspettava. Arrivando a Fiumicino ho scoperto che c’era un volo Alitalia in partenza per Milano alle 20.20, in fortissimo ritardo, se mi avessero fatto salire, sarei comunque arrivato per la serata, ma nonostante attendessero un passeggero smarrito che non si presentava, non me lo hanno permesso. Dunque assistenza zero!

Insomma, anche se avete acquistato un biglietto chiuso, non modificabile, con prenotazione regolarmente effettuata, non sentitevi mai sicuri di partire. I cialtroni dell’overbooking sono all’opera quando e dove meno ve l’aspettate. Nell’ultimo mese ho preso molti treni, e nessuna delle Frecce su cui sono salito è mai arrivata in orario (alta velocità, altissimi ritardi). Ma almeno dal treno non mi è mai capitato di essere lasciato a terra perché sono stati venduti più biglietti dei posti disponibili. Un consiglio: se potete meglio il treno! In attesa che arrivo compagnie aeree affidabili nel nostro Paese…

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

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