A proposito di proselitismo…

Tra le critiche spesso feroci ed espresse senza un briciolo di carità che vengono rivolte all’attuale successore di Pietro c‘è anche quella riguardante le sue parole sul proselitismo. Francesco, peraltro citando il predecessore Benedetto XVI, continua a ricordare che la Chiesa non cresce attraverso il proselitismo ma per attrazione e testimonianza.

Il senso della frase è piuttosto chiaro: la Chiesa non evangelizza attraverso il marketing, le strategie mediatiche, l’imposizione o la ripetuta, roboante e quotidiana condanna dei cattivi comportamenti degli uomini e delle donne del nostro tempo. La Chiesa evangelizza per attrazione e testimonianza.

Quanti fossero convinti di essere di fronte – qui – a un malinteso buonismo post-conciliare o all’ennesima manifestazione trasformista del modernismo, possono rileggere Matteo 5, 13-16, cioè il Vangelo di questa domenica 5 febbraio 2017 (rito Romano).

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Ecco, le parole finali di Gesù parlano proprio di attrazione e testimonianza: gli uomini e le donne del nostro tempo come del tempo di Gesù, duemila anni fa, rendono gloria al Padre se vedono le “vostre opere buone”. Non se sentono prediche. Ma se “vedono”, cioè incontrano testimonianze di vita nuova, bellezza, fraternità vissuta. Il modo in cui i cristiani si amano e vivono è la via dell’evangelizzazione (o può essere la via della contro-testimonianza evangelica che allontana ancor di più).

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

10 risposte a A proposito di proselitismo…

  1. stefano scrive:

    Io non ho mai conosciuto in vita mia un cattolico che facesse proselitismo. Forse sono appena atterrato da Marte, ma qualcuno sa dirmi chi nella Chiesa evangelizza con il marketing e le strategie mediatiche? O con l’imposizione o la ripetuta, roboante e quotidiana condanna dei cattivi comportamenti degli uomini e delle donne del nostro tempo? A dire il vero auspicherei di udire un po’ di queste condanne, ma non ne sento. Le strategie mediatiche, poi, intese nel senso dell’uso dei nuovi sistemi di comunicazione, sono usate e incoraggiate dalla Chiesa da almeno un secolo, e continuano a essere ampiamente impiegate anche da Papa Francesco con tutti i mezzi a sua disposizione, dalle televisioni a Radio Vaticana, ai suoi tweet. Sarebbe bene, quindi, che quando si condanna il proselitismo si spiegasse bene a cosa ci si riferisce, perché, per come lo intendo io, il proselitismo lo fanno solo i TdG. Oppure che si facessero nomi e cognomi.

  2. Tra le critiche spesso feroci ed espresse senza un briciolo di carità

    Del tipo: Essere cattolici non significa fare figli come conigli; elitaristi narcisisti; Fomentatori della coprofagia; Cristiani con la faccia da sottaceto; Che ripetono il Credo pappagallescamente; Un semplice gregario in questa setta. ecc ecc?
    Chi lo sa da chi ha imparato questa gente questo tipo di “critiche spesso feroci ed espresse senza un briciolo di carità“. Bisognerebbe dare il buon esempio …

    Francesco, peraltro citando il predecessore Benedetto XVI…
    Citando “selettivamente”, molto “selettivamente”…, infatti sulla Comunione ai separati risposati, sulle unioni di fatto, mica lo cita. Non sia mai … (che diceva il contrario…).

    la ripetuta, roboante e quotidiana condanna dei cattivi comportamenti degli uomini e delle donne del nostro tempo.
    Noi aspettiamo lo si faccia, cosi come certe “condanne” “senza un briciolo di carità” che leggevamo sopra…

    Quanti fossero convinti … possono rileggere il Vangelo …

    Si, il Vangelo è da ri-leggere (in ginocchio sui ceci e portando il cilicio)! Questo:
    E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: “È lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?”. Ma egli rispose loro: “Che cosa vi ha ordinato Mosè?”.Dissero: “Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla”.Gesù disse loro: “Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto”.Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio”

    Ecco, le parole finali di Gesù parlano proprio di fedeltà e indissolubilità ….

    La Chiesa evangelizza per attrazione e testimonianza.
    Pochi o quasi niente seminaristi e vocazioni! Ergo, la Chiesa, oggi, non attrae e non testimonia! Limpido!

  3. Marco scrive:

    Posso anche condividere che gli attacchi a Papa Francesco siano spesso feroci, però:
    1- Non ricordo che Benedetto XVI abbia mai detto che la Chiesa “non cresce per proselitismo, ma per attrazione”.
    2- Da quando proselitismo significa marketing, strategie mediatiche, imposizione o ripetuta condanna di cattivo comportamenti? Da quando nel dizionario della lingua italiana proselitismo sta tra i sinonimi di marketing e tra gli opposti di evangelizzazione, attrazione e testimonianza?
    Il senso della frase, a mio giudizio, non è per nulla chiaro. Anzi. È una frase tutta da spiegare e da capire!

  4. Pinco scrive:

    La Chiesa non fa proselitismo. Essa si sviluppa piuttosto per “attrazione”: come Cristo “attira tutti a sé” con la forza del suo amore, culminato nel sacrificio della Croce, così la Chiesa compie la sua missione nella misura in cui, associata a Cristo, compie ogni sua opera in conformità spirituale e concreta alla carità del suo Signore.
    Dall’omelia di Benedetto XVI al Santuario dell’Aparecida (13 maggio 2007)

    • Marco scrive:

      Grazie Pinco! Scioccamente non avevo mai fatto caso alla nota dell’Evangelii Gaudium che rimandava all’omelia del 2007 di Benedetto XVI.
      Però è anche vero che nell’esortazione apostolica Papa Francesco, pur citando questa frase del predecessore, la scrive a fine paragrafo (a mo’ di slogan ad effetto) senza articolarla.
      Stesso dicasi per il discorso rivolto da papa Francesco al clero, alle persone di vita consacrata e ai membri di consigli pastorali, durante l’incontro avvenuto nella Cattedrale di San Rufino ad Assisi (ottobre 2013). Qui Papa Francesco, senza citare espressamente il predecessore in riferimento a questa frase, la ripete nuovamente a fine introduzione del discorso e, poi, inizia a parlare di altro (o, comunque, la spiega in modo un po’ arzigogolato facendo riferimento a tre verbi: ascoltare, camminare, annunciare).
      Nell’omelia a casa S. Marta dell’8 maggio 2013, invece, inserisce questa frase nel discorso “non è cristiano costruire muri”. Dice, o sembra dire, che fare proselitismo è costruire muri, mentre “attrarre” vuol dire edificare ponti.
      Nell’intervista ad Avvenire di gennaio 2017, citando espressamente Benedetto XVI, ripete che la Chiesa non cresce per proselitismo, ma per attrazione; condannando il proselitismo tra cristiani a peccato grave. In questo contesto inserisce il fare proselitismo nel rifiutarsi di camminare insieme tra confessioni cristiane; mentre l’attrazione nel camminare insieme tra confessioni cristiane.

      Vero che Papa Francesco, nel ripetere questa frase, cita il predecessore. Rimane comunque un’enorme differenza tra il discorso di Benedetto XVI in Brasile e le varie citazioni sparse nel magistero di Papa Francesco. Rimane, a mio giudizio, una certa vaghezza in questa frase da parte di Papa Francesco. Una vaghezza che io non capisco. O, meglio, capisco solo tornando a Benedetto XVI:

      “La Chiesa non fa proselitismo. Essa si sviluppa piuttosto per “attrazione”: come Cristo “attira tutti a sé” con la forza del suo amore, culminato nel sacrificio della Croce, così la Chiesa compie la sua missione nella misura in cui, associata a Cristo, compie ogni sua opera in conformità spirituale e concreta alla carità del suo Signore.”.

      Proselitismo vuol dire fare marketing o costruire muri? O fare marketing vuol dire costruire muri? Proselitismo, che tra cristiani è grave peccato, vuol dire ricorrere a strategie mediatiche o rifiutarsi di camminare insieme tra cristiani? Boh…

  5. Andrea Tornielli scrive:

    Grazie Pinco! Francesco ha sempre citato quella frase attribuendola al predecessore. Purtroppo non è l’unica di Papa Benedetto che si è dimenticata…

  6. Fabio scrive:

    Ma chi fa proselitismo ormai ?
    (A parte le sette…?)
    Io non vedo orde di cattolici che cercano di far proseliti …..anzi…
    Si creano nemici inesistenti ,i proselitismo cattolici ( che non esistono) come i mulini di don Chisciotte , per giustificare le proprie frecciate a vuoto.

  7. Blas scrive:

    La citazione dell´omelia di Aparecida e in relazione al enciclica di BXVI “Deus Caritas est” che aveva citato nella stessa omelia un poco prima. Se uno va a vedere cosa dice l´enciclica si vede che intende proselitismo fare la caritá in cambio della conversione.
    Il problema delle frasi di Francesco é che sempre sono a metá e ognuno le riempie come vuole. E sopratutto questa, perché i gesti di Francesco, quelli che si vedono al TG e che valgono piú di un documento farebbero capire che una religione vale l´altra.
    E in questo vi sfido troviate un documento di Ratzinger dove si potrebbe capire questo.