Le fake news di Cultura Cattolica

Cari amici, ridiamoci un po’ su. Nei giorni scorsi hanno fatto molto rumore, e non poteva essere altrimenti, le parole del vescovo emerito di Ferrara Luigi Negri. Su Vatican Insider ho ripreso la notizia con questo titolo, che trovo assolutamente corretto: “Negri: “Motivi gravissimi dietro la rinuncia di Benedetto XVI”.

Ora il sito web Cultura Cattolica, in un articolo del suo direttore don Claudio Mangiarotti, mi accusa addirittura di produrre fake news e di aver voluto sbattere il vescovo “in prima pagina”. A parte che stiamo parlando di web e la mia ripresa non era tra le aperture da “prima pagina”, a me sembra che la notizia nelle parole di Negri ci fosse tutta. Dopo una settimana di assoluto silenzio e nessuna smentita o correzione delle clamorose dichiarazioni, don Mangiarotti invece di limitarsi eventualmente a spiegare l’autentico significato delle parole del vescovo, se la prende con chi le ha lette e divulgate. Cerco di non rispondere mai a certe provocazioni e ringrazio il sito Cultura Cattolica per l’attenzione che dedica a Vatican Insider e al sottoscritto.

Ma questa volta don Mangiarotti non me ne vorrà se rispedisco al mittente l’accusa. Il responsabile di Cultura Cattolica nel riportare infatti le parole del vescovo omette (omissis molto interessante, anzi illuminante) proprio la domanda del giornalista e l’inizio della risposta di monsignor Negri. Le riporto integralmente entrambe:

Visto questo rapporto (allusione alla stretta amicizia Negri-Ratzinger di cui il vescovo ha parlato, ndr), si è fatto un’opinione sul perché Benedetto abbia rinunciato al papato, un gesto clamoroso nella millenaria storia della Chiesa?
“Si è trattato di un gesto inaudito. Negli ultimi incontri l’ho visto infragilito fisicamente, ma lucidissimo nel pensiero. Ho poca conoscenza – per fortuna – dei fatti della Curia romana, ma sono certo che un giorno emergeranno gravi responsabilità dentro e fuori il Vaticano. Benedetto XVI ha subito pressioni enormi. Non è un caso che in America, anche sulla base di ciò che è stato pubblicato da Wikileaks, alcuni gruppi di cattolici abbiano chiesto al presidente Trump di aprire una commissione d’inchiesta per indagare se l’amministrazione di Barack Obama abbia esercitato pressioni su Benedetto. Resta per ora un mistero gravissimo, ma sono certo che le responsabilità verranno fuori. Si avvicina la mia personale “fine del mondo” e la prima domanda che rivolgerò a San Pietro sarà proprio su questa vicenda”.

Ora, io sarò tardo di comprendonio e arrugginito, ma ditemi voi se il combinato disposto della domanda e della risposta non significa affermare che esistono “gravissime responsabilità” in merito alla rinuncia di Papa Ratzinger. Negri afferma che Benedetto XVI ha subito pressioni e mette in collegamento diretto queste pressioni con la sua decisione di lasciare il pontificato.

Don Mangiarotti definisce le succitate parole de vescovo in questo modo: “sembra che il porre domande, o il fare riflessioni diverse rispetto al mainstream sia la cosa più riprovevole del mondo. E che un «arcivescovo uscente» contribuisca con la sua esperienza a una riflessione sul presente della Chiesa, del mondo e della società con acume e profondità sembra essere qualcosa di irrilevante rispetto all’unica preoccupazione di apparire i fedeli esaltatori di questo Papa. Peccato che lo stesso Papa li definisca «leccacalze»!

Mangiarotti dunque afferma che Negri ha soltanto posto domande (in realtà ha fatto affermazioni: “sono certo che un giorno emergeranno gravi responsabilità dentro e fuori il Vaticano”) e dice a me e a padre Federico Lombardi che siamo “leccacalze” perché esaltiamo “questo Papa”. Peccato che in questo caso “questo Papa” non c’entri, si sta parlando di Benedetto XVI. Gentile don Claudio, ma non sarebbe stato meglio smentire o spiegarsi meglio dopo l’intervista? Che infatti è stata puntualmente sventolata in prima pagina (questa sì) da Antonio Socci che l’ha subito annessa alla teoria del complotto e delle dimissioni forzate (tesi sempre smentita da Papa Ratzinger, che viene fatto apparire da questi “amici” come un debole impaurito). Ma guarda un po’, don Claudio la prima pagina di Libero e le tesi di Socci che utilizzano le parole del vescovo Negri non le cita nemmeno.

Da un sito che ci tiene così tanto a ribadire il nesso tra fede-ragione-cultura, ci si sarebbe aspettati qualche fake news in meno, e qualche ragione in più, invece di aggrapparsi puerilmente sugli specchi.

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • Print
Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.