Fatti di Vangelo

“Cerco fatti di Vangelo” è il titolo di una serie di libri (finora se non erro, tre) nei quali un amico e per me un vero maestro, Luigi Accattoli, ha raccolto storie di fede vissuta nella vita quotidiana. Mi è tornato in mente ieri sera, quando, distrutto per la giornata trascorsa a seguire la visita di Francesco a Milano, ho ripensato ai momenti più belli e intensi. Vi propongo due video che ho realizzato.

Nel primo don Augusto Bonora, il parroco di San Galdino, la parrocchia che sorge di fronte alle Case Bianche di via Salomone visitate dal Papa, racconta ciò che è accaduto quando Francesco è entrato nelle abitazioni di tre famiglie.

Nel secondo Dori Falcone, una delle persone che ha accolto il Papa in casa, racconta come è avvenuto l’incontro. Su Vatican Insider ieri avete potuto seguire passo dopo passo la visita, ma ho scelto questi due momenti per il motivo che ora vi spiego.

Nel video del parroco, ad un certo punto lo vedrete commuoversi per un momento, quando racconta ciò che ha fatto Dori Falcone, la donna che assiste da anni il marito immobilizzato a letto e alimentato artificialmente: sapendo che era stata scelta lei per ricevere il Papa, tante altre persone del grande condominio popolare le avevano rivolto richieste. Volevano una foto, una preghiera, una benedizione per un malato. Così lei, la notte, ha pensato di impastare il pane e sfornare dei piccoli panini da far benedire al Papa perché poi potessero essere donati agli altri ammalati.

Francesco ripete che si va nelle periferie geografiche ed esistenziali (e quelle di due delle tre famiglie visitate ieri dal Papa erano sia geografiche che esistenziali, in quanto segnate dalla malattia) non tanto per portare qualcosa ma per cercare qualcosa, cioè per cercare e riconoscere il volto del Signore, per toccare la sua carne in quella di chi soffre. In quel momento di commozione del parroco c’è proprio questo. Con il suo gesto Dori ci ha evangelizzati. Ha pensato di moltiplicare il grande dono ricevuto, non ha pensato solo a se stessa o ai selfie con il Papa. Ha pensato a chi vive situazioni simili alla sua.

Per incontrare il Signore bisogna essere ancora in grado di commuoversi, di piangere, di riconoscerlo in chi pur tra mille difficoltà della vita e tra tante sofferenze, ci testimonia che cosa siano l’amore, la dedizione e il non guardare solo a se stessi.

Mi hanno colpito poi altre due cose. La prima è stata il silenzio sorridente del Papa, che in questa casa quasi non ha parlato, ma ha abbracciato, benedetto, toccato il pane che doveva essere distribuito agli altri. La seconda sono le parole – le trovate nel video – con le quali Dori ha descritto la giornata di ieri alle Case Bianche come un giorno di festa, una domenica dei vecchi tempi. Quando ancora la domenica era domenica. C’è una nostalgia in queste parole ma anche una constatazione: non è impossibile che riaccada la festa, che si vivano rapporti autentici di fraternità, che l’amore evangelico sia un pane profumato e condiviso.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

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