Lombardi: "Sabato non siamo stati impeccabili"

Con l’ironia e la finezza che lo caratterizza, padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, chiamato spesso a dover correre ai ripari per sottovalutazioni  imputabili ad altri, questa mattina, presentando il libro del Papa (ne scriverò sul Giornale domani, dedicando anche un’ampio stralcio alla risposta del Papa riguardo alle polemiche su Ratisbona) ha ammesso sia all’inizio che alla fine della conferenza stampa che l’anticipazione de L’Osservatore Romano di sabato – quella uscita nel giorno del concistoro  - “non è stata gestita bene”. Oltre a far scomparire il concistoro e a vanificare le anticipazioni “pilotate” dalla Libreria Editrce Vaticana, la scelta di riprodurre solo una parte della risposta sul preservativo, senza la parte iniziale e la domanda, ha fatto sì che i media di tutto il mondo (colpevolmente, ma bisogna dire che non tutti avevano a disposizione il testo completo) considerassero quelle parole come un cambiamento nella dottrina morale cattolica. Lombardi ha anche spiegato che la nota con cui domenica è dovuto correre ai ripari, è stata vista e approvata dal Papa. Nel corso del suo intervento, durante la conferenza stampa di presentazione, l’arcivescovo Rino Fisichella ha detto: “Ridurre l’intera intervista a una frase estrapolata dall’insieme del pensiero di Benedetto XVI sarebbe un’offesa all’intelligenza del Papa e una gratuita strumentalizzazione delle sue parole”.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

36 risposte a Lombardi: "Sabato non siamo stati impeccabili"

  1. Deo Gratias!

    Ed inoltre, se vogliamo dirlo, è anche la dimostrazione che le valutazioni di Andrea erano assolutamente fondate.

  2. Simon de Cyrène scrive:

    Mi rallegro dell’onestà di Padre Lombardi: il tutto conferma che Oltre Tevere non ci sono geni della comunicazione mediatica e che il problema si situa propio a livello dell’OR.

    Quanto alla storia del preservativo, lo si può intitolare senza richio d’errore “cronica di un fantasma mediatico”.

    In Pace

  3. Yves scrive:

    Si pensa forse che la gente sia come noi: piccoli teologi in erba :-) , che leggono attentamente una frase, cercano conferma, chiedono un’interpretazione, attendono con ansia di leggere il contesto più ampio da cui è stata tratta.
    Non è così.
    La gente è molto più alla buona.
    Girando in questi giorni per la città fisica e quella virtuale, la nozione sembra diventata universale: il Papa ha detto di sì al preservativo.
    Questa è la frittata che è stata fatta, è gravissima ed è di dimensioni planetarie.
    Le mille smentite e precisazioni che sono seguite e che seguiranno, otterranno effetti solo parziali.
    Bisogna che chi ha sbagliato riceva una severa punizione, perchè è giusto che sia così, e anche perchè serva di monito a chi, in futuro, tratterà materie delicate e scivolose.

  4. percival scrive:

    Non é il primo errore o la prima scivolata. Ci vuole più controllo dell’informazione. LOR non è stati mai, nè oggi, un giornale qualunque. E tutti lo sappiamo, il Papa sta nel centro di una bufera di disinformazione.

  5. Bob Stone, CM scrive:

    Allo stesso tempo sia il modello usato dal Pontefice per spiegarsi che il modo utilizzato dall’Osservatore non rispetono la realtà d’un mondo che communica (e si communica) nei “sound bytes”. Quando si parla della nuova evangelizzazione soltanto nei termini di filosofia o del Catechismo, c’è una mancanza di risposta alle odierne realtà communicative nel mondo occidentale, per non parlare della communicazione al mondo del Sud, e al mondo islamico, e al mondo povero. Come disse Nino Manfredi nel film “In nome del Papa Re”, non stiamo giudicando tuttavia a Giordano Bruno.

  6. ADRIANO MEIS scrive:

    Meraviglia sempre un pò questo cipiglio da General Manager di multinazionale…. Ci si aspetterebbe la ineffabile delicatezza di chi avrebbe il compito di gestire gli ambiti della spiritualità, ed invece sembrano sempre i protagonisti di un CdA aziendale….
    Simon è sempre contento, naturalmente; sembra che ci si sia ormai abituati a tutto.
    Ma,forse, ha ragione Simon : questo è “un tesoro di papa”, come è stato definito, e c’è da giurare che anche il suo ultimo libro venderà assai bene.
    Speriamo in Dio……

  7. Marco N. scrive:

    Senza offesa per nessuno, ma è assolutamente impensabile che certi scivoloni, certe distrazioni degli organi di comunicazione della Santa Sede possano verificarsi in maniera tanto frequente e marchiana.
    Se non siamo al complotto di Palazzo….poco ci manca…

  8. P.Danilo scrive:

    Marco N., sono d’accordo con lei; sinceramente a me sembra che ci sia in giro un gruppuscolo di pettegoli, spero non siano troppo vicino al Papa. Credo che sia giunto il tempo in cui la Chiesa tutta si decida ad entrare nel sacro silenzio mistico, si metta ad adorare Dio in Spirito e Verità e faccia silenzio… Ai giornali e ai giornalisti direi: è ora di rinnovarsi e scrivere di cose esseziali, riguardanti la Chiesa e i cristiani.

  9. antonella lignani scrive:

    Non tutto il male viene per nuocere. Intanto stavolta Benedetto XVI è stato considerato positivamente, e qualcuno si è anche accorto di altre cose ha detto. In quanto al Concistoro, mi sembra che fosse già oscurato; se mai questa è stata una occasione per parlarne.

  10. bo.mario scrive:

    Padre Danilo è molto che scrivo che se la spiritualità fosse nelle chiese tutti saremmo più tranquilli. I fedeli e i non fedeli. La comunicazione è cosa da prendere con la conoscenza almeno di quello che si dice. L’impatto a volte è controproducente. Ha inziato Marchetto, poi Bertone, poi il capo della Cei, ecc. ecc.. Anche il papa in Africa ci ha messo del suo. Così non credo che si evangelizzi e al massimo si fà confusione e a volte caciara. Molti pelati o porporati che vogliono apparire, ehi ci siamo anche noi. Padre Lombardi è un arguto? mah fate voi. Un saluto.

  11. anniballo scrive:

    Stavolta mi schiero totalmente con padre Danilo.
    Qualcuno parla di confusione e caciara e non si può dar torto a chi si lamenta e neppure a chi fa dell’ironia.
    Sembra che in Vaticano, da un pò di tempo, non si capisca più nulla e che regni una sorta di guerra per bande, come si suol dire.
    Un buon esempio potrebbe essere la riservatezza, la compostezza e la serietà della chiesa ortodossa….

  12. Sal scrive:

    Recita il testo: “ la scelta di riprodurre solo una parte della risposta sul preservativo, senza la parte iniziale e la domanda, ha fatto sì che i media di tutto il mondo considerassero quelle parole come un cambiamento nella dottrina morale cattolica.”
    _____________________________________________

    Si, forse è stato meglio così perché se fossero state notate anche queste frasi forse sarebbe stato peggio:

    “si potrebbe dire”… “che l’evoluzione ha generato la sessualità al fine della riproduzione”.

    Ma il papa non dovrebbe essere creazionista ? Se ritorniamo all’evoluzione, allora Genesi, Adamo Eva, il serpente, tutto da rivedere ?

    “non per questo l’omosessualità diviene moralmente giusta, bensì rimane qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto”.

    Ma non era stata l’evoluzione a generare la sessualità ?

    E Se Dio non ha voluto originariamente il “contro natura” allora il prostituto e il preservativo ? che c’entrano ?

    Bisognerebbe sentire Federico Lombardi.

  13. Francesco Rada scrive:

    Buonasera,
    inizialmente una cosa personale: ho notato che di Francesco
    che interloquiscono su questo “blog” ve ne sono parecchi.
    D’ora in poi, a scanso di equivoci, mi firmerò nome e
    cognome. Dato che i miei bisnonni sono originari di
    Poschiavo, Svizzera-Cantone Grigioni, non penso che altri
    in Italia (viventi) possano chiamarsi Francesco Rada.
    Chiusa questa parentesi ero stato buon profeta nel dire
    di aspettare l’ “Ufficialità del Vaticano” prima di
    parlare di aperture sul profilattico.
    La considerazione è solo una: o vi è un gran confusione
    nel gestire le notizie del Vaticano o (cosa alla quale io
    do maggior credito) Satana si è introfulato nella mente di
    alcuni uomini dell’entourage del Sommo Pontefice i quali fanno di tutto per screditare la Chiesa nella persona
    del Vicario di Cristo, Benedetto XVI
    Pace in Cristo
    Francesco Rada

  14. antonella lignani scrive:

    Penso che non si debba fare come quelli che “de pulice faciunt caballum”. In ogni caso, a ridimensionare la svolta penso che ci abbia pensato Guzzanti con le sue battute. Penso che mi attirerò molti segni negativi …

  15. Il preservativo…la grande tentazione di usarlo, non solo materialmente, ma soprattutto moralmente…e allora, ecco che scopriamo di essere egoisti nel volerci preservare e stare al sicuro, chiusi nei nostri piacevoli atti (anche religiosi) che oggi però appaiono “non impeccabili”.
    Invece di dire che questo piccolo e insinuoso oggetto ha oscurato le cose più importanti della Chiesa, potremmo iniziare proprio da esso, per affrontare i nostri (veri o falsi) ideali di vita, e mettere così in atto un nuovo rapporto (senza alcun preservativo) tra Chiesa e mondo.

  16. ilsanta scrive:

    Egregio don Luciano … vorrei proporre solo tre considerazioni sul suo ultimo intervento.
    Primo, l’utilizzo del profilattico nei rapporti con altre persone non è affatto un atto di chiusura, anzi rappresenta un atto di apertura verso il/la partner, l’intimità sessuale non può essere banalizzata a mero atto animalesco o riproduttivo, il sesso è affetto, attenzione e anche piacere nello stare con chi si ama.
    Secondo, io non credo che lei giri in inverno per la strada in mutande, credo che lei preservi il suo corpo dal freddo con abiti idonei, perchè dunque una coppia non dovrebbe fare altrettanto, ossia preservarsi da malattie o gravidanze indesiderate? (l’aspetto anticoncezionale non dovrebbe essere un problema visto che la Chiesa propaganda dei metodi di controllo delle nascite falsamente detti “naturali”).
    Terzo, non è il preservativo che ha oscurato la Chiesa, semmai è la Chiesa che non essendo capace di gestire con un minimo di logica la cosa, usa la questione preservativo come un vessillo, un baluardo, una linea Maginot ormai scavalcata dalla stragrande maggioranza dei fedeli.

  17. mauro scrive:

    Dio riponeva grande importanza a che l’uomo non morisse, sarebbe sufficiente leggersi Genesi 1 e 2 per rendersene conto gli aveva fornito tutto ciò che gli serviva per vivere, e lo stesso concetto era stato affrontato anche da Gesu’ nel Vangelo quando spiegava che trovandosi di fronte ad un persecutore non lo si doveva sfidarlo, nè intralciargli il cammino, ma porgergli l’altra guancia ed anche dirne bene (che non è il benedire che si trova nelle varie traduzioni).

    Ma al di là delle Scritture è alquanto ovvio che se Dio forma una propria creatura a propria immmagine e somiglianza non gradirebbe che qualcuno ma anche qualcosa ne potesse determinare la morte per ovvi motivi tra i quali non dimentichiamo uno fra i piu’ importanti, ovvero che morendo per un evento ingiustificato non potrebbe piu’ portare testimonianza della Sua esistenza.

    Morire di AIDS è sempre un sottomettersi ad un evento ingiustificato quando si ha la possibilità e/o ti offrono la possibilità di evitarne le conseguenze mortali per sè e per gli altri che si contagierebbero e che possono loro stesse contagiarne altre.

    Ne consegue che l’uso del preservativo oltre ad essere un impegno civile verso sè stessi e gli altri, corrisponde anche ad un impegno morale nel rispetto dell’altrui esistenza voluta da Dio e che Dio stesso intendeva preservare.

  18. ADRIANO MEIS scrive:

    Ha ragione padre Danilo ed è molto bella la considerazione sulla necessità del silenzio mistico.

  19. antonella lignani scrive:

    Comunque, il libro suscita commenti più positivi che negativi. Tutti dicono che dà una nuova immagine di Benedetto XVI, e questo è importante.

  20. enrico scrive:

    @ Meis

    e certo Meis..silenziosi….. magari in una catacomba..o magari… resi silenziosi..ancora meglio

    Che ne dice

  21. bo.mario scrive:

    A don Luciano come a padre Danilo piace metterla sulla metafisica. Un giochino che cerca di distogliere dai problemi, tattica ormai superata. Perchè affrontare la realtà? La chiesa non ha risposte e allora stiamo sulle nuvole e non affrontiamo i problemi. Una curiosità, se potete, me la dovete togliere. Cosa serve il concistoro e cosa si saranno detti? Un saluto.

  22. ADRIANO MEIS scrive:

    Ohibò !, Enrico mi quota negativamente perfino quando elogio padre Danilo…E chissà perchè, poi?
    Caro Enrico, se Lei ha creduto ch’io volessi celiare è in errore : amerei immensamente una comunità di fedeli compresa nel suo stesso silenzio, sì, ma nel senso di raccoglimento e nel perfezionamento spirituale.
    Qui, al contrario, c’è troppa “politica” intesa come attenzione al mondo ed agli interessi del mondo; qui ci si preoccupa di essere “impeccabili” (si è attenti al valore “strumentale” dei comportamenti; invece bisognerebbe essere attenti al valore spirituale dei comportamenti).
    In una parola, la chiesa dovrebbe stare (e parlare)nella società, non nella politica.
    La chiesa,intesa come comunità dei credenti,beninteso, e non come Istutizione quotata a Wall street (poco ci manca….).

  23. enrico scrive:

    @ Meis

    Vede Meis una Chiesa chiusa in un silenzio mistico a lei garberebbe molto..insomma una Chiesa zitta e muta.
    Come mi par di aver letto nelle anticipazioni del libro del Papa, la Chiesa non può imporre ma DEVE ricordare all’umanità quanto Dio ci ha detto nelle scritture, e AMMONIRE la società su certi comportamenti.
    Tacere sarebbe un peccato di omissione..ci sono anche quelli Meis.
    E poi ognuno faccia come crede, libero arbitrio Meis..è così che funziona…
    Non la penso come Padre Danilo, se questo è il suo pensiero, non contesto, dico la mia…
    Posso?
    E’ ancora concesso ad un cristiano dire la propria opinione?

  24. P.Danilo scrive:

    Caro Enrico, se parlo di silenzio è perché cerco di vivere in silenzio, d’altra parte non sono muto, voglio dire che parlo e predico quando devo: messa, catechesi, esercizi spirituali, corsi vari. Caro Meis: lei ha perfettamente capito il mio pensiero, ciò le fa onore. Caro Bo Mario, lasciamo stare la metafisica: è soltanto un mio pallino.
    La Chiesa non è fatta solo di preti, ma anche di fedeli e di uomini di buona volontà. Tra questi credo ci sia anche lei. Gesù ha esaltato la fede del Centurione romano; del buon Ladrone; dell’esorcista straniero, della Cananea, ecc. La mia opinione è che la Chiesa stia facendo ancora molto, più di quanto possiamo immaginare, solo che di solito lo fa nel silenzio, discrezione e senza mettersi in mostra. Che ci sia anche un fetta (spero piccola) di Chiesa che ama apparire e parlare, parlare su tutto, è anche vero, purtroppo.

  25. macv scrive:

    sono d’accordo con P. Danilo. La Chiesa che parla su TUTTO, gli uomini di Chiesa che rilasciano dichiarazioni ai giornalisti su qualsiasi argomento dall’economia al profilattico, dalla finanza internazionale agli immigrati, dall’ecologia alla politica italiana, non solo scontentano tutti ma non convincono nessuno..
    il silenzio mistico, fatto non di mutismo e di indifferenza ma di adorazione della verità, sarebbe veramente un grande simbolo, un SEGNO dirompente per la società contemporanea, di grande impatto.. Una Chiesa che
    parlasse solo di Dio e di spiritualità, dei grandi temi “ultimi”, della vita e della morte e del giudizio, in mondo dove non ne parla più nessuno e su tutto il resto tacesse.. ma ci pensate?

  26. bo.mario scrive:

    P. Danilo non siamo d’accordo su parecchie cose ma l’ammiro molto perchè rappresenta la vera chiesa. Non ci sono più questi preti che lavorano in silenzio e per il bene del loro gregge. Avere sul groppone la banda Marchetto, Bertone e Bagnasco non aiuta, si dovrà fare una ragione. Un saluto.

  27. Andrea Tornielli scrive:

    Ecco un pezzo ragionato dell’autorevole vaticanista americano John Allen in difesa de L’Osservatore Romano.

    In defense of L’Osservatore Romano
    by John L Allen Jr on Nov. 24, 2010 All Things Catholic

    Pope Benedict XVI’s surprising comments on condoms in his new book-length interview with German journalist Peter Seewald, titled Light of the World, obviously has been the big Vatican story this week. I wrote a piece for the BBC analyzing what the pope said and didn’t say, which can be found here: Why condom comments are no earthquake in Catholic teaching. I’ve also laid out other interesting elements in the book in a piece for NCR: Pope on condoms, sex abuse, resignation … and movie nights

    Here, I’ll restrict myself to the hope that when the furor over condoms dies down, people will actually read the whole book. As always, Benedict XVI offers a fascinating diagnosis of the situation facing the church and the wider world. One may disagree with this or that point (and Benedict openly concedes that a pope’s private opinions can be wrong), but his assessments are well worth pondering.

    In the meantime, a fascinating subplot has emerged in the form of fierce intra-Catholic blowback against L’Osservatore Romano, the official Vatican newspaper, which published a set of extracts from the book on Saturday night, including an edited version of Benedict’s comments on condoms. That scoop came ahead of an embargo imposed on other publications, catching the world’s media off-guard and triggering a cycle of sensational and often misleading coverage. It’s already being touted as the latest Vatican communications debacle, and some critics are insisting that heads must roll.

    To put my cards on the table, I write to offer a few words in defense of L’Osservatore Romano and its editor, Italian layman Gian Maria Vian.

    First, here’s a sampling of what critics are saying.

    Veteran Italian Vatican writer Andrea Tornielli provocatively called L’Osservatore’s scoop a “contraceptive on the consistory,” arguing that the tidal wave of media interest in the book unleashed Saturday night utterly overshadowed what was supposed to be the big news event on Sunday, Nov. 21, when Benedict XVI inducted 24 new members into the College of Cardinals. Tornielli also complained that L’Osservatore presented the pope’s words on condoms out of context and without any explanation.
    American Catholic writer Phil Lawler suggested that L’Osservatore is guilty of a “truly disastrous gaffe,” charging that the paper “violated the embargo” and published the comments on condoms “prematurely and outside their proper context.” Lawler complained that L’Osservatore in recent months has repeatedly embarrassed the Vatican with “puerile articles gushing about the merits of Michael Jackson, the Beatles, and The Simpsons.” This episode, he said, is even worse, provoking misinformation on a critically important issue. In consequence, Lawler said, Vian should be asked to resign.
    Noted American canon lawyer Edward Peters said that as the official release date for the book on Nov. 23 approached, writers, speakers and resource persons had been lined up in the United States and in other nations to provide context and background. Those plans were blown out of the water, he said, by L’Osservatore’s preemptive strike. “If this media fiasco is not enough to bring sweeping changes to [L’Osservatore],” Peters wrote, “then I don’t know what ever will.”
    Such severe judgments from well-informed people deserve to be taken seriously, so let me stipulate a key point in the indictment: Presentation of the pope’s words on condoms could have been, and should have been, much better handled. At a minimum, it would have been helpful to call reporters in for a background session with Vatican officials and moral theologians to work through the language on condoms in advance (as well as other potentially headline-grabbing points, such as Benedict’s comments on Pius XII and on papal resignation), rather than scrambling after the fact.

    Yet before demanding a purge at L’Osservatore, several other points ought to be made.

    First, as a purely factual matter, the Vatican paper did not “violate” an embargo. It simply got a better deal from the publisher, in this case the Vatican Publishing House.

    Several media outlets around the world were given permission to publish extracts from the book on Sunday, but had to restrict themselves to chapters one, six and seventeen, which don’t contain any major news flashes. L’Osservatore, because of its special status, was allowed to comb through the entire manuscript, and obviously made some journalistically sound judgments about which sections would be of widest public interest, including the lines on condoms (which come from chapter two). The paper waited until Sunday to run the extracts, though because L’Osservatore is always released the evening before its publication date, it actually came out Saturday night.

    In other words, L’Osservatore played by the rules it was given. (If you want to be mad at somebody over the timing, try the Vatican Publishing House.) Frankly, some of the grumbling about a “violation” of an embargo may be no more than raw journalistic envy at getting beat to the punch.

    Second, calling for Vian’s head on a platter ignores the great leap forward he’s brought to L’Osservatore since his appointment as editor-in-chief in October 2007.

    Visually, he’s introduced color and a better use of graphics. In terms of content, he’s added timely newsmaker interviews, more ecumenical and inter-religious coverage, greater attention to local Catholic news from around the world, harder-hitting editorials and commentary, and a livelier focus on culture and the arts — including, famously, pop culture. (That may not be everyone’s taste, but it works for some. After one of my recent speaking gigs, I was witness to a lively argument between an elderly Catholic woman who thought the piece on “The Simpsons” was a disgrace, and a youth minister who said it stimulated one of the best discussions in her CCD classes she’s ever had.)

    As a result, L’Osservatore today feels much more like a real world-class newspaper — it takes chances, raises eyebrows and stirs tongues. It’s become a must-read, with appeal to literate Catholics everywhere, well beyond the narrow circle of professional Vaticanologists. The price of taking chances, of course, is that sometimes the paper misses the mark or goes off half-cocked, but would anyone seriously prefer a return to the old days of a Roman version of Pravda?

    Third, the notion that L’Osservatore pre-empted what would otherwise have been wide international attention to the Nov. 21 consistory is a fantasy.

    Media interest in a consistory comes, if at all, a full month in advance, with the announcement of the names of the new cardinals. The actual event in Rome is purely ceremonial, and while it may generate some color pieces in the hometown papers of the new cardinals, the idea that it would have been a global media phenomenon if not for L’Osservatore’s scoop is just ridiculous.

    This time around, the only real news out of the consistory was the business meeting of the cardinals on Nov. 19, where the sexual abuse crisis was on the agenda — and nothing L’Osservatore did had any effect on that story, since it had a full 24 hours to play out.

    Fourth, no matter how well presented the pope’s words on condoms might have been, some degree of distortion was probably inevitable.

    My experience is that anytime you put the words “pope,” “condoms,” and “AIDS” into the same sentence, many secular news outlets will go nuts no matter what the context might be. Likewise the blogosphere probably would have erupted anyway, and aggressive pro-choice and pro-life groups would still have rushed to supply their own spin — the former hyping the pope’s words beyond all recognition, and the latter minimizing them into nothingness.

    In other words, a communications debacle is sometimes only partly the fault of the communicator. The audience also bears responsibility for listening carefully and thinking patiently, and it’s not clear L’Osservatore has much power to force the world to be more careful and/or patient.

    Fifth, let’s face facts: Part of the current blowback is coming from conservatives who have never forgiven L’Osservatore Romano for its relatively friendly assessment of U.S. President Barack Obama in the wake of his election, including Vian’s famous early 2009 remark that Obama is not a “pro-abortion president.”

    One can certainly disagree with that view, or point out that L’Osservatore’s editorial line was exploited by political forces in America who wanted to undercut the strong pro-life positions of the U.S. bishops. But in the interests of keeping the record straight, it has to be said that the anti-L’Osservatore anger unleashed this week isn’t just about pious concern that the paper has caused Benedict’s book to be misunderstood; it’s also about settling old political and ideological scores.

    Sixth, Vian is a longtime friend of the Vatican’s Secretary of State, Italian Cardinal Tarcisio Bertone, who hand-picked Vian for the job at L’Osservatore. Bertone’s record as an administrator over the last five years is certainly open to serious debate, but like any big-wig, he’s also got people who would love to wound him for political and personal motives. One good way to do so is by discrediting his most visible appointment.

    Some of the finger-pointing at Vian, especially in Italy, thus may partly be a means of scoring points against Bertone. Anyone who watched the notorious “Boffo case” unfold in Italy last year, in which Bertone was rumored to have smeared the reputation of an Italian Catholic journalist through Vian (a claim both have repeatedly denied), knows this is not an entirely fantastic scenario.

    None of this means L’Osservatore Romano is blameless for the frenzy over condoms, some of which could have been avoided if the presentation had been more artfully handled. It’s also unfair, however, to lay responsibility for that breakdown entirely at the paper’s doorstep. The Vatican Publishing House, or for that matter the pope himself, could have insisted on attaching whatever context they wanted to the extracts as a condition of giving the paper permission to run them. It’s not as if L’Osservatore was in a position to refuse.

    More basically, honesty demands recognizing that mixed in with legitimate criticism of Vian and L’Osservatore are a variety of other forces, including jealousy, politics, and dated expectations of how the Vatican paper ought to behave. It would be tragic if accumulated frustrations over Vatican communications fell primarily upon what has heretofore been one of the few bright spots on that landscape.

    Before heads are fitted on pikes, therefore, we probably ought to be sure it’s for the right reasons.

    [John Allen is NCR senior correspondent. His e-mail address is jallen@ncronline.org.]

  28. Andrea Tornielli scrive:

    A proposito di John Allen:

    Siccome l’autorevole collega cita la mia critica all’anticipazione di sabato, e poi mette in fila altre critiche circolate sul Web (che non condivido: non ho mai parlato di “violazione di embargo” da parte del quotidiano vaticano, così come non condivido certe reazioni scomposte provenienti dagli Usa), vorrei rispondergli che non sono d’accordo con lui su un punto, quello riguardante il concistoro. Ovviamente parlo per il mio giornale – ma ho parlato con molti altri colleghi italiani – e posso confermare che la “notizia forte” sul profilattico ha scacciato, sabato, quella più “debole” del concistoro e delle parole del Papa: lo posso documentare. Servizi scritti, articoli e servizi televisivi già montati sono finiti nel cestino. Non ho mai neanche lontanamente pensato, ovviamente, che questo fosse un effetto in qualche modo voluto, ma questo è ciò che è avvenuto. Si è trattato di un incidente, al quale ha ovviamente contribuito tutto il mondo mediatico.

  29. Francesco Rada scrive:

    @ Andrea Tornielli 24 novembre
    dott. Tornielli mi scuso ma non
    conosco, ne voglio conoscere, l’inglese.
    Riscriva per favore in italiano od in latino. Grazie
    Pace in Cristo
    Francesco Rada

  30. Andrea Tornielli scrive:

    Aggiungo un’altra chiosa all’interessante analisi di John Allen, il quale, ad un certo punto, ricorda che il direttore de “L’Osservatore Romano”, il professor Gian Maria Vian, è stato scelto dal Segretario di Stato Tarcisio Bertone e dunque le critiche contro uno dei collaboratori e consiglieri più intelligenti, fidati e mediaticamente più in vista del cardinale Segretario di Stato potrebbe essere ispirato da chi vorrebbe attaccare per motivi “politici o personali” proprio il “primo ministro” di Papa Benedetto.
    Confesso di rimanere un po’ stupito da queste considerazioni da parte dell’autorevole vaticanista americano, solitamente molto cauto nell’accreditare complotti e campagne mediatiche.
    Non so e non posso ovviamente rispondere per alcune (scomposte) reazioni circolate nel mondo anglosassone, in particolare negli Stati Uniti, dove alcuni vescovi non hanno mai perdonato a L’Osservatore Romano alcune misurate aperture di credito al neo-presidente Obama.
    Parlo invece per ciò che mi riguarda (e, per inciso, non avevo trovato affatto sconvenienti quegli articoli), potendo rispondere soltanto per il post che ho scritto su questo blog domenica mattina: se porsi la domanda sull’opportunità del timing di un’anticipazione del libro del Papa, che per quanto riguardava l’ormai famoso profilattico, era pure decontestualizzata (solo una parte di una risposta, niente domanda), se porsi tale quesito, dicevo, significa non solo criticare una legittima scelta del quotidiano vaticano (realizzato da uomini e donne fallibili, e comuni mortali segnati dal peccato originale come noi), ma significa invece attaccare il direttore Vian al fine di colpire il Segretario di Stato Bertone, beh, mi sembra che rischiamo di fare puro complottismo.
    Non vorrei, di questo passo, solo per aver “osato” porre quella domanda, finire per essere presentato quale oppositore del Segretario di Stato (quante volte, anche in vicende recenti, questo salto logico è stato fatto direttamente da esponenti d’Oltretevere, o più spesso è stato suggerito attraverso anonime dichiarazioni) e dunque oppositore del Papa e infine – a rigor di logica – oppositore dello stesso Gesù, del quale il Papa è Vicario.
    Teniamo distinti i piani, per favore. E non presentiamo ogni appunto a una scelta (che resta discutibile, a mio modesto avviso) del quotidiano ufficioso della Santa Sede come inserito nella strategia di qualche spectre, che vuole abbattere i principali collaboratori del Papa e il Papa stesso.
    Altrimenti, così facendo, identiche considerazioni possono essere ribaltate e dirette anche verso l’ottimo John Allen, il quale ha usato più volte, anche di recente parole piuttosto dure sullo stato della comunicazione vaticana. Ma non per questo bisogna credere che lavori “contro” Lombardi, “contro” Vian, “contro” Bertone o “contro” il Papa.
    Non vorrei, e qui avverto tutti che sto facendo un paradosso, che arrivassimo a questa situazione: una guardia svizzera, in motorino, senza casco, sfreccia per piazza Risorgimento e passa con il rosso. Il vigile la ferma e fa la multa, l’atto viene presentato come un attacco al Papa da parte delle autorità governative italiane…

  31. ADRIANO MEIS scrive:

    Mi fa paiacere vedere che persino l’autore di quel nobile scritto (padre Danilo) ha compreso il senso delle mie parole in suo elogio.
    Enrico è,dunque, più monarchico del Re?
    Del resto, vedo con piacere che anche Macv e BoMario si sono sintonizzati col nostro comune pensiero; torno a dire che la chiesa dovrebbe stare nella vita pubblica, ma non nella vita politica.
    Non è un concetto contrario all’intelligenza; è un concetto contrario al potere politico (ed il cristianesimo non dovrebbe entrarci nulla col potere politico).
    Grazie a tutti.

  32. enrico scrive:

    @ P Danilo

    “Caro Enrico, se parlo di silenzio è perché cerco di vivere in silenzio, d’altra parte non sono muto, voglio dire che parlo e predico quando devo: messa, catechesi, esercizi spirituali, corsi vari.”

    A tutta la mia sincera ammirazione, vivere in silenzio credo aiuti ad ascoltare quanto Gesù dice.
    Un anima chiassosa forse ascolta solo se stessa.
    Su questo dovrò certamente migliorarmi..e su altro ancora.
    Giustamente anche Lei scrive però che quando deve parlare parla.

    Un bacio.
    Enrico

  33. Simon de Cyrène scrive:

    Ringrazio il Dr Tonrielli per i suoi due appunti circa il commento dell’eccellente Allen.
    Vorrei anche sottolineare che questo blog diventa più simpatico quando il nostro Ospite interagisce anche all’interno del thread: mi piacerebbe molto che lo facesse anche più spesso!

    1) Personalmente, andando direttamente nel testo di Allen non credo che si possa dire che questi accomuni la presa di posizione del Nostro con gli altri se non nel senso di una cronica dell’avvenimento: Phil Lawler e Edward Peters sono citati in altri paragrafi e non è possibile confondere quel che loro scrivono con la posizione del Dr Tonrielli.

    2) La relazione che fa Allen con l’elezione di Obama ha certamente un significato negli USA: una forma di egocentrismo culturale che si riscontra anche in altri paesi come in Italia o in Francia, dove la gente crede che quel che avviene agli antipodi geografici o, in questo caso, al Vaticano lo sia esclusivamente in vista di quel loro paese (il vostrio “affare” Boffo, ad esempio).

    3)Per chi ha letto il Nostro era chiaro che il problema vero è perchè “qualcuno” si è permesso di lasciare adombrare i risultati del Concistoro, molto più importanti per la Chiesa universale, per rimpiazzarli con una scelta senzazionalistica circa una frase del Santo Pontefice, tagliuzzata ad arte tanto da far capire il contrario di quel che il Santo Padre ha detto nell’intervista. ( Mi viene un dubbio: che il nostro amico Sal lavori all’OR?).
    Se l’OR non parla delle cose veramente importanti nella Chiesa con la giusta tempistica, chi lo farà? il New York Time?

    Quel che è sicuro è che, da un punto di vista giornalistico e di promozione del libro intervista del Papa, è stato un vero “coup de maitre”: ormai le vendite sono assolutamente assicurate e non resta più che da sperare che la gente ( compresi i prostituti che non usano ancora il condom) se lo legga in intero e che sia,in fin dei conti, un mezzo utlie per molti per avvicinarsi al messaggio della Chiesa.

    In Pace

  34. Sal scrive:

    @ Simon de Cyrene

    Ringrazio Simon per la citazione e mi premuro di eliminare il dubbio. Non opero in favore dell’OR, sono solo una voce autonoma, indipendente che in un deserto di idee ricorda verità antiche e dimenticate a beneficio di chi vuole inchinarsi alla Ragione non a pregiudizi non a uomini tanto meno a false verità.

    IN quanto al libro non posso far altro che ricordare che :” Al fare molti libri non c’è fine, e la molta dedizione [ad essi] è faticosa per la carne.” (Ecclesiate 12.12) e che “ Le parole dei saggi sono come pungoli per buoi, e proprio come chiodi conficcati sono quelli che prendono piacere nelle raccolte [di sentenze]; esse sono state date da un solo pastore. Riguardo a qualsiasi cosa all’infuori di queste, figlio mio, ricevi l’avvertimento” (Ecclesiaste 12.12)

    Non è interessante sapere cosa pensa un uomo che rimane sempre una falsa guida anche se lo scrive in un libro, perché se un cieco guida un cieco, entrambi cadranno nella fossa, dovrebbe saperlo. – Ricevi l’avvertimento….

    E’ più interessante meditare su questo : “Figlio mio, non dimenticare la mia legge, e il tuo cuore osservi i miei comandamenti, perché ti saranno aggiunti lunghezza di giorni e anni di vita e pace. L’amorevole benignità e la verità stesse non ti lascino. Legatele intorno alla gola. Scrivile sulla tavoletta del tuo cuore, e trova dunque favore e buona perspicacia agli occhi di Dio e dell’uomo terreno. Confida in Geova con tutto il tuo cuore e non ti appoggiare al tuo proprio intendimento. In tutte le tue vie riconoscilo, ed egli stesso renderà diritti i tuoi sentieri.” ( Proverbi 3.1-6)

    Ma non tutti ci credono… peccato !

  35. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Sal,

    Lei mi scrive “Non è interessante sapere cosa pensa un uomo che rimane sempre una falsa guida anche se lo scrive in un libro, perché se un cieco guida un cieco, entrambi cadranno nella fossa, dovrebbe saperlo. – Ricevi l’avvertimento….”

    Parole d’oro, indeed! Se Lei potesse almeno applicarle a se stesso!

    In Pace

  36. Sal scrive:

    @ Simon de Cyrene
    Ha ragione Simon, ha proprio ragione, è un buon consiglio lo terrò presente, e le sarò grato per avermelo ricordato.

    Solo che io non scrivo libri, commento ciò che i “cattolici” dovrebbero già sapere perché riguarda la Ragionevolezza appunto per evitare ”quella” fossa.

    Anche se molti si dimostrano ingrati, qualcuno però, fosse anche uno solo, forse un giorno ringrazierà la Maestà che non si è scordata di lui permettendogli di riflettere su ciò che noi, i suoi “schiavi buoni a nulla stiamo facendo,perché è ciò che dovevamo fare” ( Luca 17.10)