Cina, realtà dei fatti e fake news

Cari amici inauguro i post del 2018 invitandovi alla lettura di questa ampia intervista con il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin realizzata da Gianni Valente e pubblicata su Vatican Insider, in merito ai contatti tra Vaticano e autorità governative di cinesi. Qui trovate invece il comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, divulgato il giorno prima, con anche una sintesi della questione, vale a dire delle notizie e prese di posizione che hanno provocato la nota vaticana e l’autorevole chiarimento di Parolin.

Il tema è la pubblicazione della notizia riguardante la richiesta della Santa Sede fatta a un anziano vescovo non riconosciuto dal governo: richiesta non di dimissioni, nonostante il presule abbia 87 anni, ma la proposta di diventare ausiliare del nuovo, accompagnandolo come numero due nel suo ministero. A questo proposito il cardinale Zen ha parlato di “svendita” della Chiesa cinese da parte del Vaticano e ha sostanzialmente affermato che i passi vaticani in Cina avvengano senza l’approvazione di Papa Francesco.

In questa sede mi limito soltanto a sottolineare due aspetti della questione, purtroppo sottaciuti o non sufficientemente sottolineati da chi si straccia le vesti gridando allo scandalo. Un primo fatto: il vescovo riconosciuto dal governo cinese che ora la Santa Sede vorrebbe insediare era stato ordinato illegittimamente (cioè senza il mandato pontificio) alcuni anni fa e dunque su di lui era caduta la scomunica. Ma è stato perdonato dal Papa e dunque oggi è in comunione con il Successore di Pietro: è una semplice questione di logica. Da diversi articoli, commenti, blog sembrerebbe che il Vaticano abbia chiesto a un vescovo in comunione col Papa di dimettersi per lasciare il posto a un vescovo scomunicato!

La seconda notazione: nessuno ha fatto notare che la richiesta di rinunciare parzialmente all’incarico, senza neanche ritirarsi in via definitiva, è avvenuta nei confronti di un vescovo che ha 87 anni, dunque ben 12 in più rispetto all’età canonica dei 75 allo scoccare della quale ogni vescovo della Chiesa cattolica è tenuto a presentare la sua rinuncia, che può essere immediatamente accettata dal Papa oppure differita di qualche tempo: solitamente un anno, in certi casi due anni, in rarissimi casi di cinque anni, vale a dire fino al raggiungimento degli 80 anni.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

7 risposte a Cina, realtà dei fatti e fake news

  1. massimo caprioli scrive:

    La scomunica latae sententiae non si leva con il semplice perdono a distanza . E quel vescovo deve uscire dalla Associazione dei vescovi patrioti cinesi e rinnegare apertamente la politica di Pechino sulla Chiesa. Mi sembra che si giochi al cristianesimo. Senza i martiri la Cina non si convertirà mai e certamente non sarà il Vaticano a convertirla. Questa è una semplice questione, non logica, ma di fede.
    ciao

  2. Luca scrive:

    Mi perdoni. … Ma cosa insegneranno i nuovi vescovi? Ad adorare PCC? … o Mao Zedong?… Non capisco proprio….

  3. Marco scrive:

    I suoi interventi sono preziosi, Tornielli, sicuramente per quelli a cui sta a cuore sapere come stanno le cose, ma i detrattori del Papa, perlomeno i più accaniti fra loro, purtroppo finora non vogliono vedere la realtà se questa mette in luce l’assurdità delle loro accuse.
    Ora sembra, dopo che per lungo tempo hanno inondato di commenti questo blog, che fingano di snobbarlo, in realtà credo lo seguano attentamente, ma preferiscono frequentare i blog gestiti da qualche loro simpatizzante. Lei non lo è , questa è una grazia.

  4. Angelo scrive:

    buongiorno,
    1) lei dice: ” è stato perdonato dal Papa”, ma il problema è: ha chiesto perdono?
    2) il cardinale Zen è ben oltre il limite pensionabile… ma: è rimasto attaccato alla sedia (per altro non molto comoda) o forse ci sono stati altri motivi?
    3) lei dice: “un anziano vescovo non riconosciuto dal governo”. NO. un vescovo. punto. il fatto che sia o meno riconosciuto dal governo non ne modifica l’ordine sacro. Al contrario per il “vescovo” (le virgolette sono d’obbligo!) del governo. Se poi è rientrato nella Chiesa, meglio. In primis per lui.

    Cercare una strada di pacificazione è doveroso, svendersi no.

    Dov’è la verità in questa diatriba non so, ma certo parlare di “chi si straccia le vesti gridando allo scandalo” non è cercare ne la pace ne la verità.

    Saluti

  5. Guido scrive:

    Da San Tommaso Becket alla lotta per le investiture a San Tommaso Moro ai falsi preti e vescovi ordinati dal potere comunista, che ha ridotto la Chiesa al silenzio, la libertà della vera Chiesa ha avuto sempre martiri del Potere degni di tale nome, ma Tornielli sembra non rammentare: Il Papa ha perdonato, ergo il vescovo nominato dal governo cinese è legittimo e in comunione con la Chiesa, il vescovo legittimo quindi, che per età dovrebbe mettersi da parte (!), deve accettare di buon grado la richiesta del Papa di diventare ausiliare del vescovo di regime.
    Decenni di persecuzioni del potere comunista contro la Chiesa cattolica, che in Cina continuano tuttora, vengono di colpo cancellati dalla memoria e dalla coscienza collettive in nome di una finta pace e di una falsa verità.
    Ma l’albero, caro Tornielli, si riconosce dai frutti …

  6. Matt Donald scrive:

    Hello Andrea, I like your work very much. However I think you need to ensure that advertisers who list with you (Vatican Insider) are not peddling pornography. some of the images that are presented are not wholesome by any means.
    Thanks