Un ritratto di Papa Francesco firmato Marcello Foa

Marcello Foa – in predicato di diventare nelle prossime ore il nuovo presidente della Rai – è oggi al centro di polemiche per alcune prese di posizione via tweet. Partecipo anch’io al gioco postando alcune sue affermazioni su Papa Francesco datate 2016, all’indomani dell’uscita del libro intervista sulla misericordia e pubblicate sul suo blog:

C’è un filo conduttore che lega il Papa, al Cardinale, al Vescovo, all’Uomo Bergoglio e si chiama autenticità. Francesco è un pontefice che non indossa mai la maschera. Quando incontra i carcerati pensa che le loro cadute avrebbero potuto essere le sue e non si sente migliore di loro. E’ il vescovo che tratta tutti allo stesso modo, ricchi e poveri, fedeli e infedeli, e che quasi si commuove ricordando quando in Argentina una prostituta venne in parrocchia e chiese insistentemente di lui. Sorpreso, la ricevette, pensando che volesse ringraziarlo per il pacco natalizio dalla Caritas e invece lei gli disse: “Sono venuta qui a ringraziarla perché lei in questi anni non ha mai smesso di chiamarmi Signora”.

(…) La misericordia assume un significato ben preciso, tanto essenziale quanto potente: significa aprirsi a un Dio che non pretende la perfezione dall’uomo ma che, al contrario, conosce i suoi peccati, le sue debolezze e le sue miserie e che in un’epoca di disperazione e di isolamento dà a chi lo desidera la possibilità di risollevarsi. La misericordia è perdono è costante ricerca di una purezza nel cuore. La sorpresa è che, a modo suo, Francesco è un integralista ma nel senso opposto a quello tradizionale. L’integralista è colui che pretende il rispetto indiscutibile di norme che risalgono a un’altra epoca o fanno riferimento a sistemi di pensiero chiusi al confronto con la realtà e/o con gli altri, rifiutando qualunque contestualizzazione. Papa Bergoglio, invece, si immerge continuamente nella realtà dei nostri tempi. Capisce che le persone hanno bisogno di coerenza e di credere tangibilmente nel Bene, danno fiducia a chi si propone con la forza dell’esempio.

Ed è solo capendo questa sua dirittura morale che si possono capire le sue scelte, anche quelle più scomode come l’apertura agli immigrati, tema che peraltro è appena accennato nel libro. Ma in queste pagine e, soprattutto, in quella parola, Misericordia, applicata ogni giorno e in ogni circostanza, c’è l’essenza dell’Uomo e dunque di un Papa che si ostina a credere nella forza dell’amore“.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

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