Ancora su Padre Pio: "filmini" inesistenti

Sulla prima pagina del Corriere della Sera di oggi vengono presentate alcune espressioni contrarie a Padre Pio da Pietrelcina scritte da Giovanni XXIII in una agendina. Il “Papa buono”, beato dal 2000, parla di Padre Pio (oggi già santo) e di presunti “filmini” che proverebbero la sua immoralità con le donne. Peccato che non si dica che non di filmini si trattava, ma di registrazioni audio (carpite violando il segreto del confessionale), dalle quali, in un punto, si evincerebbe che una delle penitenti dava “baci” a Padre Pio. In realtà quei baci erano dati dai penitenti alle mani piagate del fratem che cercava sempre di sottrarle alla presa dei fedeli. Non ci sono “filmini”. Giovanni XXIII fu male informato dai suoi collaboratori. Non volle mai ascoltare le registrazioni sacrileghe, e fu molto sollevato nel sapere – come attesta la testimonianza dell’arcivescovo Cesarano – che Padre Pio non aveva commesso le colpe che gli si volevano attribuire. Vi invito a leggere sul Giornale di domani gli articoli dedicati a questo caso.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

48 risposte a Ancora su Padre Pio: "filmini" inesistenti

  1. Federico scrive:

    Dott. Tornielli, ma perchè secondo Lei il Corriere continua a dare così tanto risalto a quanto scritto dallo storico Luzzatti – che poi dirsi storico non è sinonimo di competenza – e, di contro, non pubblica documenti a favore di Padre Pio? Inizio un pò a preoccuparmi, visto anche i ragionamenti (!) di stamattina di Mauro su Repubblica …
    Se cade il governo Prodi saranno ancora più aggressivi?

  2. Imerio scrive:

    “… storico non è sinonimo di competenza…”

    ========

    Così come non lo è: filosofo, giurista, economista e – temo – nemmeno medico …

    In Italia, pressoché tutti i concorsi pubblici (da quello di netturbino, a quello di Consigliere di Stato o di Primario) son fatti un po’ così … che mai dire? Sarà il sole o il clima …

  3. mele scrive:

    Il Corriere vuol far spettacolo. Senza alcun rispetto per la fede cattolica. Guardate qua:
    http://www.corriere.it/vivimilano/gallery/Milano/vuoto.shtml?2007/10_Ottobre/bollate/1&1
    se ci avessero messo un Ghandi, un Budda, un Maometto chissà che putiferio.
    Ma con Gesù tutto è permesso.
    Se non ci credete, almeno non cercateci.

  4. DANTE PASTORELLI scrive:

    Son cose notissime che i tribunali della S.Sede per la beatificazione han vagliato nella loro reale portata.
    Non P.Pio ha inferto un vulnus alla legge ecclesiastica ma chi gli metteva i microfoni nel confessionale e chi autorizzava questa violazione della segretezza del sacramento della Penitenza.
    Giovanni XXIII sapeva? Non credo. L’avesse autorizzata lui questa atroce violazione mai sarebbe stato beatificato.
    Del resto anche i biglietti scambiati con la Cleonice son noti. Il loro linguaggio può sembrare equivoco, ma ricordiamoci che i mistici, e soprattutto le mistiche usano un linguaggio quasi carnale nell’esprimere il loro amnore per Cristo.

  5. Luisa scrive:

    Leggerò gli articoli, ma già sin d`ora vorrei ringraziarla per essere una delle rare voci nei media che si levano per smascherare questa ennesima bufala( si dice così?).

    Gianluca Barile per Petrus ha intervistato Mons. Capovilla, Socci ha scritto su Libero un articolo che si può leggere sul blog di Raffaella, non mi sembra aver visto altre voci , ma mi sono, spero, sfuggite.

    Repubblica + Corsera che tandem ! Ma almeno escono allo scoperto , devo dire che è sopratuto il Corsera che un pò mi stupisce in questo tiro accellerato al bersaglio.
    Daranno spazio a chi contesterà i loro articoli?. O, una volta sparso il veleno,…..passerranno alla prossima bufala ?

  6. Vincenzo scrive:

    Prima la “Expeditio Infantum” … poi la “Campagna di Russia” dell’Arm.I.R. e delle altre forze dell’Asse, poi ancora, l’Operazione Nuova Babilonia in Iraq. Bene, cos’hanno in comune? Sono state tutte etichettate, chi più, chi meno, chi a torto o chi a ragione… “l’Ultima Crociata”… . Vorrà dire che, se questa astiosa virulenza, che pare inversamente proporzionale alla salute del pateracchio prodiano, prevarrà fra breve, e i “progressisti non ci vorranno stare”… allora, ci toccherà a fronteggiare le loro viscerali cattiverie antireligiose, e soprattutto, il loro meschino anti-Cattolicesimo; e, alla fine, anche qui in Italia, saremo chiamati (ancora una volta…)a combattere … l’Ultima Crociata,(e seppure “obtorto collo” )… . (PS- se non si trattasse di cose tragicamente serie, che potrebbero coinvolgere tutti noi, Fratelli d’Italia… e le nostre coscienze, ci sarebbe solo da riderne, di certe patologiche e inaffondabili fissazioni anticlericali). L.J.C.

  7. Grisostomo scrive:

    Certamente ha ragione Vincenzo. Sento un attacco concentrico oramai in moto per aggredire frontalmente la Chiesa Cattolica ed i singoli cattolici.
    Che dire dell’infame inchiesta di Curzio Maltese (Curzio Maltese!) su Repubblica? Questi qui (i laiconi democraticoni di ogni risma – quelli che stanno dietro al Corriere e a Repubblica) stanno facendo un calcolo meschino e, spero, sbagliato: cioè che i loro fallimenti in ogni campo della vita sociale e politica italiana siano dovuti alla supposta influenza della Chiesa sulle scelte dei cristiani.
    Sarà bene spiegare loro che i cristiani ragionano con la loro testa e che soprattutto i loro fallimenti sono dovuti esclusivamente a loro e alle loro corte vedute, alla loro inadeguatezza politica e umana, alla loro incapacità culturale.
    Se il referendum nazi-eugenetico del 2005 è andato fallito è solo perchè gli italiani non si sono fidati degli apprendisti Frankestein.

    Cari amici, sarà dura.

  8. Imerio scrive:

    “… il Corsera che un pò mi stupisce …”

    =======================

    Gentile Sig.ra Luisa, se medita brevemente circa la proprietà del Corriere, il suo vertice, per così dire, “operativo” e certi esperti, potrà rinvenire un elemento accomunatore che, sino a poco tempo addietro, avrei valutato come una mera coincidenza, ma che oggi – anche alla luce di questo ignobile rigurgito di spazzatura – mi parrebbe costiture un elemento davvero inquietante … e più non dico.

  9. Alberto - Udine scrive:

    gli unici FILM (mentali) sono quelli che si fanno quelli del corriere! ;-)

  10. Luisa scrive:

    Purtroppo, Imerio, non posso meditare sulla proprietà del Corriere perchè sono totalmente all`oscuro degli arcani mediatici italiani…..per questo nella discussione precedente chiedevo spiegazioni per quello che è con ogni evidenza un “tir groupé” contro la Chiesa cattolica !

  11. fra' Cristoforo scrive:

    Grazie dott. Tornielli, per quanto fa e non molli di gridare la verità…
    Questo tempo di persecuzione mediatica non sia semplicemente tempo per pianferci addosso, ma diventi tempo propizio per vivere la fedeltà a Cristo e quindi alla Chiesa. Una grazia da domandare con la preghiera e con la testimonianza autentica.

  12. Gianluca Barile scrive:

    Questo è il testo dell’intervista chiarificatrice che mi ha gentilmente concesso Monsignor Capovilla per http://www.papanews.it

    Intervista esclusiva a Monsignor Capovilla, il segretario del ‘Papa buono’: “Giovanni XXIII fu indotto in errore, Padre Pio è stato un Santo”

    di Gianluca Barile

    CITTA’ DEL VATICANO – Non solo dubbi sulla soprannaturalità delle stimmate, ma anche i severi giudizi sulla sua condotta morale da parte del Beato Giovanni XXIII: come anticipato dal ‘Corriere della Sera’, il libro in uscita di Sergio Luzzatto sulla figura di Padre Pio getta ombre inquietanti sulla considerazione che ebbe Angelo Giuseppe Roncalli della vita e le opere del Frate di Pietrelcina. Ma, a quasi mezzo secolo dagli eventi, è Monsignor Loris Capovilla, che fu segretario fedele e amorevole dell’indimenticabile ‘Papa buono’, a chiarire definitivamente la posizione di Giovanni XXIII, Pontefice dal 1958 al 1963, in esclusiva a ‘Petrus’.

    Eccellenza, si torna a parlare con insistenza dello scetticismo, quasi dell’avversità, che nutriva Papa Giovanni nei confronti di Padre Pio…

    “L’ho saputo. Ma posso assicurare che da parte del Papa non c’era alcun pregiudizio. Erano gli uffici a trasmettere notizie negative su quanto avveniva a San Giovanni Rotondo, e il Papa non poteva far altro che prenderne atto”.

    Fatto sta che quantomeno una certa ‘diffidenza’ o, se preferisce, molta ‘prudenza’ c’era da parte di Giovanni XXIII verso Padre Pio…

    “Se c’era, lo ripeto, era frutto delle informazioni che gli venivano fornite dagli incaricati della Santa Sede. Lui, non conoscendo personalmente il Frate, doveva necessariamente affidarsi agli incartamenti, ai pareri, alle relazioni di chi si occupava della vicenda per conto del Vaticano già da tempo. Perché si deve sapere che il caso Padre Pio non è nato con Giovanni XXIII ma addirittura ai tempi di Benedetto XV. E poi ricordo bene che ciò che preoccupava maggiormente era l’enorme afflusso di denaro, di donazioni, a San Giovanni Rotondo: c’era il timore che qualcuno – non Padre Pio – potesse approfittare della situazione, in particolare per quanto riguarda la costruzione dell’Osepdale Casa Sollievo della Sofferenza”.

    Monsignor Capovilla, sarebbe azzardato affermare che il ‘Papa buono’ si sbagliò o quantomeno fu indotto in errore su Padre Pio?

    “Guardi, Papa Giovanni era un uomo e come tale non era infallibile, avrà commesso anche lui i suoi errori: ma chi non ne commette? Allora, considerando che Padre Pio è stato prima beatificato e poi canonizzato da Giovanni Paolo II, mi sembra chiaro che da parte di Papa Roncalli vi sia stato un giudizio sbagliato – condizionato, ripeto, da tutta una serie di circostanze – sul conto di Padre Pio. Non lo dico io, lo dice la Chiesa: Padre Pio è Santo, ed è uno dei Santi più amati del mondo. Ciò non sminuisce il Pontificato e la vita di Papa Giovanni, ma mette in risalto, come ripetevo prima, che il Papa è un uomo come tutti gli altri e, a meno che non si esprima ‘ex cathedra’, cioè non si rifaccia al dogma dell’infallibilità del successore di Pietro, può anche sbagliare nelle sue valutazioni”.

    La Sua onestà intellettuale Le fa onore…

    “Veda, quella di Padre Pio è stata certamente una vicenda controversa, che si è trascinata per interi decenni e ancora oggi, con l’uscita di questi libri, fa discutere. Ma da cattolici dobbiamo prendere atto del fatto che Padre Pio ha dimostrato di essere un esempio per i cristiani, un servitore della Chiesa, un testimone del Vangelo. Per carità, per lui vale lo stesso discorso di Papa Giovanni: avrà sicuramente commesso degli errori, non sarà stato perfetto. Ma è stato un Santo, e come tale è stato proclamato ufficialmente dalla Chiesa. Davanti a ciò, si ferma ogni ragionamento, ogni diceria: Giovanni Paolo II, esprimendosi ‘ex cathedra’, lui sì, quindi avvalendosi dell’infallibilità papale, ha decretato che Padre Pio da Pietrelcina va venerato come Santo della Chiesa cattolica. Tutto ciò che è passato, non conta più: le chiacchiere volano, restano i fatti. E i fatti sono che Padre Pio – al di là di quanto riferito dalle fonti vaticane il secolo scorso – ha avuto una condotta di vita tale da meritare la canonizzazione. Quindi, come direbbe Sant’Agostino, ‘Roma locuta est, causa finita est’: Roma ha parlato, la causa è finita”.

    Però, Eccellenza, che strano destino quello di Giovanni XXIII e Padre Pio: un futuro Beato e un futuro Santo in contrapposizione…

    “Già… ma, veda, esistono spiritualità, modi, approcci diversi. Quel che conta è fare il bene della Chiesa, testimoniare Cristo, anche se su strade diverse. Ed è quello che hanno fatto Papa Giovanni e Padre Pio, e tanti altri Santi che come loro in vita hanno avuto qualche ‘problema’ ma alla fine sono stati portati alla gloria degli altari proprio per il servizio reso, sia pure in modi differenti, alla Chiesa”.

  13. marco sanna scrive:

    Gentile Gianluca Barile
    La ringrazio per l’interessante contributo!

  14. Remo Di Medio scrive:

    Nel film “State buoni, se potete” sulla vita di San Filippo Neri, con Johnny Dorelli e con Angelo Branduardi (di lui le bellissime canzoni del film), San Filippo Neri rivolgendosi in più di un’occasione al Diavolo, che in vari modi e sembianze attentava alla salute delle anime, per odio verso Dio e gli uomini, redenti dal Sangue di Gesù e perciò commensali nella mensa celeste, coeredi del paradiso e amici di Cristo, ripeteva: “Non ti arrendi mai”.
    Anche noi non ci arrenderemo mai al Maligno e a quelli che hanno per padre il Diavolo, omicida sin dall’inizio e omicidi anch’essi perchè vanno in giro per la dannazione e la morte delle anime. Ripetiamo le parole dell’Apostolo Pietro: “Siate temperanti.Vigilate. Il vostro nemico, il Diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella Fede”.
    Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat.

  15. Ester scrive:

    Papa Giovanni XXIII, poco prima di morire, disse: «Su Padre Pio mi hanno ingannato!».

  16. DANTE PASTORELLI scrive:

    Purtroppo, i Papi non sempre si circondano di persone degne di fiducia: a volte allontano i saggi che non esitano a manifestare obiezioni e dissensi, preferendo chi dice sempre di sì.

  17. DANTE PASTORELLI scrive:

    REMO, ammiro la tua fede. Però, non diciamo “non ci arrenderemo mai ecc”: molto meglio: ci sforzeremo di…
    Anche il più santo dei santi può cadere. Daqui la necessità della preghiera: et ne nos inducas in tentationem.

  18. marco sanna scrive:

    Ester, la sua affermazione è interessante. potrebbe citare la fonte?

  19. alex150271 scrive:

    Quello che stanno facendo su padre Pio si potrebbe chiamare “storia a rovescio”.
    E’ come se qualcuno vada in un archivio e trovi che il Papa dell’epoca non vedesse di buon occhio l’opera di S. Francesco e si titolasse: “Il Papa dell’epoca contro Francesco d’Assisi”.

    Pensate un po’ di questo passo cosa accadrà a Giovanni Paolo II…, scopriranno amori segreti, contrasti dilanganti in curia, avversioni verso Tizio o Caio e coloro che non credono verranno ad istruirci sulla sana dottrina o sul corretto ragionamento della mente perché loro hanno la mente sgrombra da pregiudizi i credenti pieni di ciarpame superstizioso.

  20. Ester scrive:

    Per Marco Sanna.
    La fonte è Padre Carmelo Durante da Sessano. Fu superiore del convento di San Giovanni Rotondo dal 1953 al 1959. Diventò figlio spirituale di Padre Pio da bambino.

  21. fra' Cristoforo scrive:

    QUESTO è quanto appare oggi su La Stampa… fiera di stupidaggini… Che ve ne pare???

    Padre Pio, battaglia senza fine

    La Stampa 26 ottobre 2007

    Un libro riapre il caso:
    «impostore lussurioso o
    «vittima di Papa Giovanni»?
    GIACOMO GALEAZZI
    CITTA’ DEL VATICANO
    Padre Pio «impostore e lussurioso» o vittima di Giovanni XXIII, suo «spietato persecutore e calunniatore». Spaccano il mondo ecclesiale gli appunti privati (rivelati da «L’Altro Cristo», biografia dello storico Sergio Luzzatto) in cui il Papa bolla come «un immenso inganno e un disastro di anime» l’opera del cappuccino proclamato Santo da Karol Wojtyla, deplorandone «i rapporti scorretti con le fedeli». Fu una persecuzione per «togliere di mezzo un tradizionalista scomodo per la Chiesa modernista di Roncalli» oppure erano fondate le accuse arrivate in Vaticano sulle «truffe economiche e gli scandali sessuali» del cappuccino?

    «E’ prassi in questi casi inviare sul posto un “missus dominicus” a fare un’inchiesta e così fece Giovanni XXII – puntualizza il cardinale di Curia, Pio Laghi -.Non sempre chi indaga è oggettivo e bisogna vedere come l’inviato papale Carlo Maccari ne riferì al Pontefice, che veniva da famiglia contadina e amava le cose semplici e concrete. In tanto scalpore la sua volontà era mettere in chiaro i fatti». Il teologo Giovanni Franzoni, ex abate della basilica romana di San Paolo, ricorda il giudizio negativo di padre Gemelli e le diagnosi cliniche di Cancrini sull’«istrionismo pulsionale e la necessità di mettersi in mostra» di Padre Pio. «Le stimmate sono una nota malattia della pelle. Le ho viste anche in persone che nulla avevano di santo – puntualizza don Franzoni -.Padre Pio non è mai parso monastico e ritratto in se stesso, ma idolatrato e sovraesposto già da un’iconografia miracolistica».

    «Erano gli uffici a trasmettere notizie negative su quanto avveniva a San Giovanni Rotondo: il Pontefice non aveva alcun pregiudizio ma non poteva che prenderne atto – spiega l’arcivescovo Loris Capovilla, segretario personale di papa Roncalli -. Il suo timore nasceva dalle informazioni degli incaricati della Santa Sede». Roncalli allarmato dal «gran giro di denaro» e «sviato» dalla Curia: «Era un uomo e come tale non era infallibile. Avrà commesso i suoi errori». Dissente lo scrittore cattolico Antonio Socci: «Già durante il processo di beatificazione, Capovilla cercò di tenere fuori Roncalli dalla persecuzione di Padre Pio, scaricando la colpa sui cardinali Tardini e Ottaviani. Ma ora da questo documento sappiamo che, oltre alle registrazioni sacrileghe e illegali nel confessionale, il Papa credeva esistessero “filmine” di Padre Pio sorpreso in atteggiamenti equivoci con ragazze. In realtà erano tutte menzogne come ha dimostrato la canonizzazione. E quanto all’acido fenico per procurarsi le stimmate, non era più in vendita a San Giovanni Rotondo dal 1920 proprio per fugare ogni ombra».

    La verità, secondo Socci, è che nel passaggio da Pio XII che definì il frate «salvezza dell’Italia» a Giovanni XXIII «ostile all’irrompere del soprannaturale» si usarono contro Padre Pio «la segregazione e metodi da Inquisizione». In realtà, evidenziano in Curia, lo scandalo finanziario Giuffrè che nel 1958 aveva sconvolto i Cappuccini è il retroscena del giudizio negativo di Giovanni XXIII su Padre Pio per il suo rifiuto ai superiori di usare le offerte di San Giovanni Rotondo per «salvare l’onore dell’Ordine».

  22. Alessandro Frezzato scrive:

    Per Imerio

    Con riferimento al post 8 ti invito invece a dire di più. Sono molto interessato.

  23. alex150271 scrive:

    Ancora Franzoni? No………………….

  24. DANTE PASTORELLI scrive:

    FRANZONI. Non capisco perché lo si contirnui a chiamare “don” quando non lo è più: se non erro è sposato ed ha figli. Inoltre a lui non competerebbe i. titolo di “don”, ma di “dom”, con la “M”, essendo (ex) abate, e non sacerdote secolare.
    Perché risuscitare i morti che esocon dalla cripta per sparar bordate contro la Chiesa ed i santi?

  25. DANTE PASTORELLI scrive:

    CARD. OTTAVIANI persecutore di P. Pio? Cerchiamo d’esser seri. Si leggano almeno le biografie del venerando Prefetto della Fede. Proprio lui, uomo di fiducia assoluta di Pio XII.
    Forse se si andasse un po’ più a fondo nell’analisi delle liste dei vescovi presunti massoni, che continuano ad esser pubblicate senza che nessuno lo denunci, da mons. Luigi Villa, qualche nome e qualche carta potrebbero spuntare.

  26. Gianluca Barile scrive:

    Parla l’Avvocato Antonio Pandiscia, amico e figlio spirituale del Santo: “Su Padre Pio solo menzogne. Ecco la verità…”

    di Bruno Volpe

    CITTA’ DEL VATICANO – “Su alcuni giornali, date retta a me, sono state scritte grandi menzogne sul povero Padre Pio. Qualcuno ha preso per oro colato le presunte verità di uno scrittore alla ricerca di gloria e popolarità. E’ evidente che ci sia in atto una volontà persecutoria”. Parla così l’avvocato Antonio Pandiscia, figlio spirituale, biografo e amico fidato del Santo di Pietrelcina, nonché volto noto della Tv per aver partecipato come ospite fisso, negli anni scorsi, alla trasmissione ‘I Fatti Vostri’.

    Avvocato, come è entrato in amicizia con Padre Pio?

    “La nostra famiglia è di Lacedonia, nel sub-appennino dauno, la Capitanata. Ma mio padre Carlo lavorava a Foggia e lì aveva molti amici. La domenica, spesso, papà si recava a San Giovanni Rotondo per frequentare il convento dei frati cappuccini, e un giorno decise di portarmi con lui: nacque così la mia frequentazione con Padre Pio”.

    Che idea si fece nell’immediatezza di Padre Pio?

    “All’inizio mi faceva quasi paura, aveva un fare un po’ burbero che infondeva timore. Ma poi ci capimmo a vicenda. Tra i tanti aneddoti, ricordo che, finito il liceo, mi chiese: ‘Che vuoi fare da grande’? Io gli risposi: ‘il giornalista e l’avvocato’. E lui sapete cosa mi disse? ‘Allora vuoi fare il ‘mariuolo (ladro, ndr) e il bugiardo’ “.

    Che cosa ci può dire dell’acido fenico che, secondo il professor Sergio Luzzatto, Padre Pio avrebbe ordinato in segreto ad una farmacia foggiana allo scopo di procurarsi da solo le stigmate?

    “Non sono abituato ad insultare la gente, ma me lo permetta: si tratta di una colossale bufala! Intanto, è un vecchio documento, una storia risalente al 1919 che la Congregazione per le cause dei Santi non ha neppure tenuto in considerazione”.

    E poi? Prosegua, facciamo chiarezza per smontare queste calunnie…

    “Padre Pio aveva un medico personale, di Roma, il dottor Festa, che riconosceva le sue virtù ma anteponeva la scienza alla fede. Padre Pio non voleva che questo medico potesse rivelare o comunque rendersi conto che di tanto in tanto, quando i dolori erano lancinanti per le ferite che sanguinavano, il Santo aveva bisogno di un disinfettante. A quei tempi, specialmente nel sud Italia e in paesi isolati come San Giovanni Rotondo, le farmacie non erano attrezzate di medicinali specifici come oggi, e quindi la sostanza chimica serviva come disinfettante”.

    Ma sappiamo che Lei è a conoscenza di un particolare ancora più interessante…

    “Sì. Padre Pio un giorno mi disse che voleva procurarsi acido fenico per sanare le piaghe sanguinanti. E aggiunse che non voleva dare al fatto alcuna pubblicità. Mi consegnò un foglietto e lo portai io personalmente al farmacista. Ebbi occasione di parlare con i titolari della farmacia ed essi erano al corrente che l’acido serviva a Padre Pio solo come disinfettante e non per procurarsi le stigmate”.

    Si è anche detto che i rapporti tra il Beato Papa Giovanni XIII e San Pio non erano proprio idilliaci…

    “In tutte le nostre chiacchierate, non ho mai sentito pronunciare da Padre Pio una sola parola negativa su Giovanni XXIII. Anzi, ne parlava bene. Purtroppo, Padre Pio finì nelle mire di un invidioso Vescovo di Manfredonia che lo detestava. Non è un mistero che nel suo confessionale furono posti microfoni nascosti. Ma alcune perplessità sul conto di Padre Pio da parte di Giovanni XXIII, tuttavia, si devono solo a cattivi consiglieri”.

    In conclusione, pensa che questo dibattito su Padre Pio abbia danneggiato la sua immagine?

    “Assolutamente no. Padre Pio era e rimarrà il Santo del perdono e dell’amore nel cuore di tutti, più forte di ogni tentativo di delegittimazione. Date retta a me, quelle che stanno per essere pubblicate da Luzzatto, sono tutte frottole, chiacchiere da bar e non cose serie”.

  27. Luca scrive:

    Il libro di Malatesta su Padre Pio era chiaro: i suoi confratelli cappuccini, compreso ahime’ un vescovo, se l’erano presa con lui alla fine degli anni Cinquanta perche’ NON era caduto nell’inganno di Giuffre’, a differenza di loro. L’invidia, come al solito…
    Quanto ad altri ecclesiastici che fecero danni a Padre Pio, c’e’ il caso curioso di don Umberto Terenzi, il rettore del santuario della Madonna del Divino Amore fuori Roma, il quale lo ostacolo’ tantissimo: attualmente, nella cripta con la sua tomba, hanno scritto che don Terenzi fu figlio spirituale di Padre Pio!!!

  28. Luca scrive:

    Luzzatto deve avere qualche ossessione psicologica: tempo fa scrisse un libro intitolato “Il corpo del duce”, adesso se la prende con le stimmate di Padre Pio. Tutti uguali, questi professorucoli figli degli anni Settanta, tutti con l’ansia di “demistificare” e di mostrare presunti “lati occulti della psiche” che in realta’ sono nient’altro che le loro proprie ossessioni.

  29. Francesco scrive:

    Io invece sono curioso del libro di Luzzatto, soprattutto per l’indagine sui risvolti sociali, politici, culturali (in senso lato) della figura di Padre Pio nell’Italia di allora.
    Credo sia uno storico che ha una suo orientamento molto preciso, sulla Chiesa, i cattolici e il loro ruolo nella storia italiana (ad esempio, considera quella della DC un’esperienza complessivamente negativa).
    Ma proprio per questo vale la pena leggerlo, con il supporto delle documentate voci contrarie, come quella di Andrea Tornielli.
    Ci arricchiremo comunque di informazioni e riflessioni, la fede potrà solo guadagnarne ed esserne semmai purificata.

  30. Pierluigi scrive:

    “… il Corsera che un pò mi stupisce …”
    – N.2 -
    =======================

    Non dimentichiamo mai che c’è qualcuno che detta la linea ai vari mieli scalfari augias, incentivandoli copiosamente (si chiamano milioni di euri di stipendio ?) perchè la seguano con tenacia, fantasia e capacità di “dissimulazione”:

    l’ordine di gettare fango a volontà sui simboli più conosciuti del cattolicesimo divulgando con perizia ogni sorta di porcheria, viene proprio da loro, I SOCI PRIMARI DELLE FINANZIARIE (mettiamoci soprattutto banche e coop) PROPRIETARIE DELL’EDITORIA (e, perchè no, dell’attuale governo, infatti mi risulta che fino all’aprile 2006 non esistesse nulla di paragonabile a quanto sta accadendo ora);

    queste finanziarie si trovano in crisi nera ed a rischio crescente di scoppio bolla, al punto che ambiscono mettere le mani su una fetta dei beni della Chiesa Cattolica, operazione possibile solo dopo un reale e capillare discredito della stessa. Guarda caso, gli unici loro amici rimasti alla data in europa, gli spagnoli, lo stanno già facendo da anni e giusto ora pare ci stiano riuscendo.

    Poichè Padre Pio ci domina dall’alto, beato Lui, immerso nell’immensa potenza e Misericordia di Dio, è bene che ci rivolgiamo ogni tanto a Lui (dicono che la Sua potenza di intercessione sia sensazionale) pregandoLo di aiutare questi multimilionari proprietari dei vari corrieroni, stampe, repubbliche, tg a virare verso più consone posizioni:
    PROPRIO PER LA ECCEZIONALE RIPUGNANZA CHE CI DESTANO CERTE PERSONE, Dio ci donerà enormi Grazie.

    http://www.diecisegreti.it

  31. mele scrive:

    da domani mi dedico a biffi così ci rigeneriamo un po’ dopo tante calunnie

  32. Sergio Rizzitiello scrive:

    Prima le finte stimmate, ora i finti filmini, ho la sensazione che più che ai detrattori queste cose siano alimento per i fedeli.
    Chi non crede non ha nessun interesse a cercare le prove della non santità di Padre Pio, è per lui irrilevante.
    Al contrario chi crede, si serve delle calunnie contro Padre Pio per dimostrare la sua santità.
    Il tutto non ha senso, se io lo credo santo non ho bisogno né di prove, né di calunnie, né di altra cosa.
    La sincerità di Padre Pio non è una prova di soprannaturalità, e di contro, se io dimostrassi con prove inconfutabili l’insincerità di Padre Pio anch’esse non direbbero nulla contro l’esistenza del soprannaturale.
    Vi invito ad essere più sereni, meno ansiosi e timorosi.
    Chi ha fede, viva la sua fede con più amore e fiducia, chi la fede non l’ha, non scherzi coi santi di chi ci crede.

  33. Kundalini444 scrive:

    Contrariamente alla storia delle stimmate, questa mi sembra una trovata pensata solo per gettare un po’ di fango, in maniera piuttosto maldestra, sulla figura di p.Pio.
    Figura che a me non sta simpatica, ma proprio per nulla. Tuttavia non me ne importa assolutamente di quei filmini. Come gestisse la vita privata è affar suo, e inoltre mi sembra di ravvisare un accanimento morboso per questi fatti veri o presunti che siano.

    Giovanni 23 aveva probabilmente ben altri motivi per diffidare del personaggio (forse gli stessi motivi per i quali sta antipatico a me e a tanti altri)…

    Non capisco però perchè in un blog di commento su questa notizia si debba inveire contro Curzio Maltese e la sua inchiesta sulla chiesa. Finora sta facendo il suo dovere di giornalista, cioè dire la verità. Si tratta dei soldi della chiesa cattolica, e finora non ci sono state smentite, solo richieste di silenzio. Evidentemente sono verità scomode!
    Non confondiamo questi “attacchi” fatti di insinuazioni scandalistiche da quattro soldi, con critiche e indagini serie, di ben altra portata, nei confronti del magistero e della chiesa. Non fa tutto parte di un “complotto”: certamente c’è da parte di molti un anticlericalismo radicale. Una cosa però è cercare di far luce su questioni di grande portata, altro è andare a guardare in un confessionale di 50 anni fa per poi commentare come vecchie beghine…

  34. Antoine scrive:

    Caro sig. Kundalini444, siamo fuori tema, ma ciò non dovrebbe permettere di dire cose contrarie alla verità. Il cardinal Bertone ha buttato lì una frase del tutto informale, rispondendo alla petulanza dei giornalisti (“Finiamola con questa storia dei finanziamenti alla Chiesa…”). Brutto stile per un segretario di Stato, ma brutta anche l’ignoranza dei giornalisti che vanno a prendere informazioni da una fonte esterna al problema (il Vaticano non c’entra proprio). Ezio Mauro, invece, ha avuto tutto il tempo di stilare un velenoso articolo, che si squalifica da sé. Se il problema fosse di sapere dove vanno a finire i soldi dell’8 per mille assegnati alla CEI, perché non chiederlo semplicemente ad essa? Chiunque (anche il direttore di Repubblica) può cliccare sul corrispondente sito ufficiale – http://www.8xmille.it/home.htm -, dove sono riportati i rendiconti totali dal 1990 al 2006, suddivisi per le singole voci. E tutto finirebbe lì. Temo però che il problema sia un altro. Da una parte l’ignoranza delle cose (che porta a considerare “verità scomode” da tenere nascoste ciò che, invece, è davanti agli occhi di tutti); dall’altra, purtroppo, un mal represso livore anticlericale, degno del giacobinismo ottocentesco che “ha fatto” l’Italia, ma si è lasciato dietro un buon numero di Italiani “ancora da fare”. E spesso son quelli che “fanno opinione” nel Paese. E molti cattolici finiscono col convincersi che la CEI sia un’associazione a delinquere, senza sospettare che proprio questo si propongono di raggiungere quelli là.

  35. kundalini444 scrive:

    L’inchiesta di Repubblica non riguarda solo l’8xmille, ma anche altre fonti di finanziamento “trasversali”. Infatti si articola in più puntate e mira a dare un quadro globale delle ricchezze della chiesa provenienti dallo stato italiano.
    Questi dati, benchè disponibili, non sono evidenti a tutti. Molti ignorano il meccanismo di attribuzione dell’8xmille delle preferenze non espresse, ad esempio. Meccanismo che favorisce enormemente la chiesa cattolica, facendole ottenere circa il triplo dei soldi che otterrebbe se le preferenze non espresse andassero, ad esempio, allo stato.
    Comunque, ne convengo, sono andato fuori tema.

  36. Antoine scrive:

    “Finiamola…!”, viene voglia di esclamare come il card. Bertone alla petulanza di giornalisti volutamente ignoranti o ignoranti per davvero. Basterebbe essere uomini onesti, senza pretendere di avere i poteri taumaturgici di un Padre Pio, la sua chiaroveggenza, il suo schietto senso delle cose… per rilevare la falsità di un giornale, in cui si afferma che la Chiesa tiene nascosti i rendiconti dell’otto per mille, co­me pure gli investimenti pubblicitari. Tutti gl’interessati sanno che la Cei pubblica da sempre il rendiconto, addirittura acqui­stando le pagine di alcuni quotidiani, tra cui proprio Repubblica. Il rendiconto è co­sì poco segreto che lo pubbli­ca anche il giornale di Ezio Mauro, e la sua azienda ci guadagna pure. Ma i suoi lettori (forse anche lei, signor. Kundalini444) sono ancora oggi convinti del contrario, non essendoci stata alcuna rettifica dello svarione. Gli investimenti pubblicitari poi, assieme a tutto il resto, si trovano nel sito – http://www.8xmille.it – volutamente ignorato dagli autori della “inchiesta”. Inoltre tali investimenti sono stati dichiarati in varie pubbliche interviste. Ma lei insiste: “Questi dati, benché disponibili, non sono evidenti a tutti. Molti ignorano il meccanismo di attribuzione dell’8xmille delle preferenze non espresse”. Anzitutto quest’ultimo meccanismo è regolato da leggi dello Stato e per conoscerlo basta consultare le relative gazzette ufficiali. Ma è chiaro che lei vorrebbe che tutte le vie delle città siano tappezzate dai rendiconti della Chiesa, in modo che i dati, pur disponibili nelle competenti sedi, siano finalmente “evidenti”. Siamo seri. – Anche questa lunga digressione può mettere in luce quanto poco di serietà vi sia nella campagna diffamatoria scatenata contro la figura di un santo come Padre Pio, per arrivare anche con lui a colpire e diffamare la Chiesa. Si è ormai rivelato negli ambienti sedicenti “laici” un mal represso livore anticlericale, degno del giacobinismo ottocentesco che, pur avendo “fatto” l’Italia, si è lasciato dietro un buon numero di Italiani ancora “da fare”. E spesso son quelli che “fanno opinione” nel Paese. E molti cattolici finiscono col convincersi che la Chiesa sia un’associazione a delinquere, senza sospettare che proprio questo si propongono di raggiungere quelli là.

  37. kundalini444 scrive:

    I rendiconti non sono segreti. Mai affermato che lo fossero.
    Allora perchè non dire agli italiani quanto ci costa la chiesa? E come spende i soldi che gli diamo? Se non c’è nessun segreto, perchè mai dovrebbe tacere un giornale che dice una cosa già nota, all’interno di un indagine che mira a INDICARE (non a rivelare) ai cittadini che la chiesa prende un sacco di soldi…

  38. Antoine scrive:

    A questo punto, caro Kundalini444, mi hai proprio convinto che con te non c’è logica che tenga. Perciò prego Padre Pio che ti aiuti a recuperare un po’ di serenità di giudizio. Siccome però le tue incongruenze sono sotto gli occhi di tutti, non mi resta che pensare (benevolmente) quel che dicono a Roma: “O ce sei, o ce fai”.

  39. kundalini444 scrive:

    L’aiuto di Padre Pio è il benvenuto, per quanto improbabile. Tuttavia mi sfugge di quali incongruenze si parli…

  40. Antoine scrive:

    Allora vuoi proprio far credere che sia vera la prima parte di quel che dicono a Roma…

  41. San Pio da Pietrelcina e l’ebreo protestante in cerca di popolarità

    Padre Pio non ha pace neanche da morto. L’ultimo attacco, in ordine di tempo, viene dal professore ebreo di storia contemporanea, Sergio Luzzatto, docente universitario a Torino. Il quale ha scritto un libro di 400 pagine intitolato “L’altro Cristo” per denigrare l’immagine del Frate di Pietrelcina, per attaccare la sua santità, e perchè no, per fare un po’ di business. Nessuno fa niente per niente. A meno che Luzzatto cerchi solo la fama e la gloria personale, ma ne dubitiamo fortemente. Egli invece ha capito bene che parlare di Padre Pio, nel bene o nel male, rende in tutti i sensi. E a questa regola Luzzatto si è piegato adducendo motivazioni storiche quando invece nel suo curriculum di Santi e Beati non c’è traccia alcuna. Siamo spiaciuti che tale attacco provenga da un fratello ebreo con cui in comune abbiamo ben 38 libri dell’Antico Testamento e la cui religione è intrinseca a quella cristiana essendo gli ebrei nostri fratelli maggiori nella fede (Giovanni Paolo II) e in riferimento ai quali la dichiarazione ‘Nostra aetate’ del Vaticano II ci esorta ad avere una mutua conoscenza e stima, mentre la Lettera ai Romani di San Paolo fa riferimento al fatto che i cristiani sono l’ulivo selvatico innestato sull’ulivo buono di Israele la cui radice continua a portarli ( Rm 11, 16-24). Luzzatto, che su ‘La Stampa’ aveva espresso posizioni anticlericali già nel recente passato, questa volta attacca Padre Pio da Pietrelcina. Luzzatto e i suoi amici protestanti non si danno pace per i sette milioni di pellegrini che ogni anno si recano a San Giovanni Rotondo a pregare sulla tomba del Santo canonizzato da Giovanni Paolo II nel 2002, quasi che questi sette milioni siano tutti ignoranti, analfabeti, senza fede, senza spiritualità e creduloni. Ma perchè questo attacco brutale e inaudito contro un Santo? Perchè Luzzatto è un ebreo che è vicino alle posizioni teologiche protestanti. Non ama il dogma della infallibilità pontificia, non ama il culto dei Santi e non crede ai miracoli. E come i protestanti, per lui Gesù è un Profeta e non è Dio. Nel suo studio, cosiddetto rigoroso, Padre Pio viene trattato come un impostore, e non già come un Santo. E noi fedeli laici cristiani saremmo dei mentecatti per il solo fatto che andiamo a venerare un Santo. Se poi si tratta di un Santo popolare come Padre Pio, abbiamo anche la spiegazione razionale di questi attacchi insolenti e sgradevoli. Perchè questo Santo cosi popolare, cosi amato, cosi mistico, fa paura. Riempie le piazze, riempie le Chiese, le basiliche e accresce la fede e aumenta la religiosità di moltissimi pellegrini di tutte le parti del mondo. Tutto ciò che Luzzatto e i protestanti non vogliono e che, anzi, avversano nel modo più assoluto. E in questo paghiamo una cultura laica imbevuta di protestantesimo che si lancia contro i dogmi, contro il Cristo della fede, e contro un cattolicesimo forte di cui Papa Benedetto XVI, come San Pietro, è orgoglioso. Cominciamo dal dogma dell’infallibilità papale (o infallibilità pontificia) che afferma che il Papa, essendo sostenuto e ispirato dallo Spirito Santo nel suo incarico di Vicario di Cristo, non può sbagliare quando parla ex cathedra. Il dogma dunque non si applica a tutti gli atti e le parole pronunciate dal Papa, ma vale solo quando egli proclama un nuovo dogma o afferma una dottrina in modo definitivo come rivelata o quando proclama un Santo. Il dogma dell’infallibilità papale fu definito con la costituzione dogmatica ‘Pastor Aeternus’ di Pio IX. Questo è il testo tradotto in italiano dell’ultima parte della ‘Pastor Aeternus’ del 18 luglio 1870 in cui si trova la definizione del dogma. Secondo tale dottrina il Papa deve essere considerato infallibile quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il «suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani» e «definisce una dottrina circa la fede e i costumi»; quanto da lui stabilito sotto queste condizioni «vincola tutta la Chiesa». Passiamo oltre e analizziamo il culto dei Santi inviso ad ebrei e protestanti. Esso fu stabilito dal secondo concilio di Nicea (787) che distinse tra adorazione che si rivolge unicamente a Dio e a Cristo, e venerazione (dulìa) che si rivolge ai Santi. “In loro – dirà Tertulliano – si dà una presenza di Cristo”, mentre Sant’Agostino dirà: “E’ sconveniente pregare per i martiri perchè siamo noi a raccomandarci alla loro preghiera”. I miracoli. Essi sono dei fatti sensibili operati da Dio al di fuori delle leggi della natura. Nella Bibbia il miracolo è un’opera potente di Dio e soprattutto un segno con Dio ci parla. Monsignor Gianni Colzani, professore di teologia sistematica, scrive che non conta solo il fatto straordinario, ma anche il modo e il contesto in cui il segno si colloca e avviene. Esso va dunque inquadrato nell’agire potente e salvifico di Dio: Dio è “maestoso in santità, tremendo nelle imprese, operatore di prodigi”. (Esodo 15,11). I miracoli trovano particolare rilevanza nella vita di Gesù. Lo riconoscono anche i discepoli che, nella loro predicazione presentano Gesù come “profeta potente in opere e parole, davanti a Dio e a tutto il popolo” (Luca 24,19; cfr. Marco 11,21-24; Atti 10,38); lo riconoscono pure gli avversari che, se mai, contestano il significato messianico, di questa sua attività: per essi si tratta di magia diabolica (Marco 3, 22-23). Per Luzzato, i protestanti e la cultura illuminista, i miracoli sono frutto dell’ignoranza, il facile convincimento di un popolo ingenuo e credulone. I miracoli vanno pertanto demitizzati come insegnano i principali teologi protestanti. Padre Pio, secondo Luzzatto, non era amato da Giovanni XXIII (ma dimentica di dire che il Pontefice si atteneva alle informative che gli passavano i suoi collaboratori e che subiva pressioni dai Cardinali Ottaviani e Tardini). Luzzatto scrive poi del ricorso di Padre Pio ai farmacisti per acquistare acido fenico puro e veratrina per procurarsi ferite alle mani e per rendere più appariscenti le stimmate. Ma in realtà erano farmaci per lenire le ferite e le sofferenze, come peraltro dimostrato nei 104 volumi della Diocesi di Manfredonia studiati dalla Congregazione per le cause dei Santi. Papa Giovanni Paolo II non ha fatto sconti a Padre Pio: ha preteso che tutti quei volumi fossero letti attentamente e studiati per stabilire se Padre Pio potesse diventare Beato e poi Santo. Ci piace concludere questo breve intervento su Padre Pio citando due suoi pensieri adatti a questa circostanza. Il primo: “L’amore tutto dimentica, tutto perdona, dà tutto senza riserva”. Il secondo: “La creatura senza l’amore di Dio è portata a raggiungere la fila delle bestie, mentre per il contrario la carità, l’amore di Dio, l’innalza fino al trono di Dio. Ringraziatene piuttosto il pietosissimo Signore e pregatelo che accresca la santa carità nel vostro cuore.” Ecco, di fronte alle nuove calunnie e alle nuove diffamazioni contro Padre Pio, queste sono le migliori risposte.

    Alberto Giannino
    Presidente Ass. culturale docenti cattolici

  42. marco sanna scrive:

    > Il quale ha scritto un libro di 400 pagine intitolato “L’altro Cristo”

    il libro (che ho qui tra le mani) porta un’altro titolo:
    Padre Pio – Miracoli e politica nell’Italia del Novecento
    (non dico comprare il libro…ma almeno il titolo..)

    > “…a questa regola Luzzatto si è piegato adducendo motivazioni storiche quando invece nel suo curriculum di Santi e Beati non c’è traccia alcuna”

    Sarebbe come affermare che uno storico non può scrivere di Hitler se nel suo curriculum non c’è traccia di altri dittatori…o non può scrivere di Mike Bongiorno se nel suo curriculum non c’è traccia di altri presentatori televisivi..

    >”Ma perchè questo attacco brutale e inaudito contro un Santo? Perchè Luzzatto è un ebreo”

    bella risposta che si commenta da sè.ancora più bella se detta da un Presidente dell’Associazione Culturale docenti cattolici.

    >”E noi fedeli laici cristiani saremmo dei mentecatti per il solo fatto che andiamo a venerare un Santo”

    curiosa affermazione, chissà quando Luzzatto ha affermato ciò…io non l’ho letta nè sugli articoli del Corriere nè tantomeno nel libro (che non ho finito di leggere…forse l’avrà scritta alla fine…chissà)

    >”Ecco, di fronte alle nuove calunnie e alle nuove diffamazioni contro Padre Pio, queste sono le migliori risposte.”

    sarebbe bello capire quali siano le “calunnie” e quali sono le “diffamazioni” … a me sembra che Giannino non abbia manco letto il libro, e dalle sue parole non credo che lo leggerà.

    grazie ad Alberto Giannino, per il suo contributo.

    cordialmente

  43. Guardia Svizzera scrive:

    Caro Giannino vorrei ricordarle che i protestanti piu’ pericolosi , visto il loro numero esiguo, sono i cripto protestanti che sono ben diffusi nella Chiesa, laici e sacerdoti d’ ogni gerarchia !

  44. Paolina scrive:

    Con o senza l’acido fenico le stimmate in Padre Pio c’erano e le stimmate non sono certo frutto di isteria se non per quelle persone che negano tutto ciò che appartiene al mondo dello spirito. E tutti i carismi di Padre Pio, ampiamente provati e testimoniati, dove li mettiamo?Leggete le vite dei Santi( ad esempio San Francesco di Paola, la cui fama nel 1500 varcava i confini del mondo conosciuto)
    e capirete che i Santi non sono “spiegabili”.

  45. Roberto scrive:

    Se prendiamo in considerazione la bibbia anche un neofita e’ in grado di rendersi conto che SOLO un nome e’ degno di Adorazione, di fare miracoli e soprattutto attraverso questo nome tutti gli altri nomi non sono ritenuti ”degni di adorazione’ perche’ al contrario sono idoli che la bibbia (Parola di Dio)condanna, e questo nome Eterno che e’ Dio si chiama Gesu’Cristo.

    Se poi si prendono in considerazioni le arti magiche, le tradizioni, le credenze popolari, l’ astrologia e qualsiasi altra cosa che sta al di fuori della bibbia allora tutto e’ possibile , ma questo possibile non ha nulla a che vedere con DIO, nulla a che vedere col sacrificio di Gesu’, nulla a che vedere con la vita eterna.

    Che il DIO di abramo, di Isacco e di Giacobbe abbia pieta’, misericordia, di questi lider che ”gestiscono” questo inganno

  46. romano vincenzo scrive:

    ho piu’ volte raccontato la mia esperienza da bambino insieme a mio zio prof vasco illusionista famoso negli anni cinquanta , sessanta , ebbene mio zio in mia presenza vendette a padre pio un esperimento per farlo diventare santo, ma ha causa della poca abilita’ del frate l’ esperimento non fu mai esibito, ma il frate pago’ ugualmente.

  47. romano vincenzo scrive:

    CARISSIMO DOTTOR ANDREA RIPETO CHE IO PORTAVO LA VALIGIA A MIO ZIO CONOSCIUTISSIMO ILLUSIONISTA. AVEVO CIRCA 12 ANNI QUANDO MIO ZIO MI PORTO DA PADRE PIO PERCHE’ GLI VOLEVA VENDERE UN ESPERIMENTO CHE DAVA DEL MIRACOLO, LA CAPACITA’ E L’ASTUZIA DI MIO ZIO CONVINSERO IL FRATE AD ACQUISTARE L’ESPERIMENTO CHE AVREBBE FATTO DI PADRE PIO UN SANTO PURTROPPO IL FRATE NON AVEVA L’ABILITA’ E RINUNCIO’ AD ESIBIRSI IN CHIESA, ALTRO NON POSSO DIRTI. VINCENZO,

  48. romano vincenzo scrive:

    LE MIE ESPERIENZE DI ILLUSIONISTA INTERNAZIONALE SONO CHE DA CHE MONDO E’ MONDO GLI EBREI SONO GENTE INTELIGENTISSIMI E ASTUTI TUTTOGGI IL PIU’ GRANDE ILLUSIONISTA E’ EBREO. GLI EBREI GIUSTAMENTE SAPEVANO CHI ERA GESU’ CRISTO PER QUESTO NON LO CREDEVANO , I MIRACOLI ESIBITI DAL CRISTO, OGGIGIORNO FANNO RIDERE, PER QUESTO PADRE PIO COMPRO’ UN ESPERIMENTO MIRACOLO DA MIO ZIO PER DIVENTARE SANTO, MA ERA TROPPO IGNORANTE E NON GLI RIUSCI